La notizia, nell’aria da settimane, è arrivata come un pugno nello stomaco per milioni di guardiani: con il prossimo aggiornamento, Bungie metterà la parola fine al supporto di Destiny 2. Una comunicazione secca, che ha scatenato un’ondata di reazioni tra delusione, rabbia e una cauta speranza per il futuro del franchise (che a quanto pare non vedrà però un nuovo capitolo).
Dietro la scelta si allunga l’ombra di un biennio complicato. Nel 2022 Sony ha acquisito Bungie per 3,6 miliardi di dollari, ma l’integrazione non ha prodotto i risultati sperati. Già l’anno scorso il colosso giapponese segnalava performance deludenti per Destiny 2, con una svalutazione da 204 milioni di dollari. Le perdite non si sono fermate: dopo il lancio di Marathon, Sony ha registrato un’ulteriore perdita di valore da 765 milioni. Ora lo studio volta pagina, dirottando risorse proprio sul nuovo sparatutto a estrazione.
Comunità in bilico tra delusione e speranza
Le prime reazioni sono state viscerali. “È finita per Bungie”, ha scritto un utente su X. “Destiny 2 è morto così che Marathon potesse morire un po’ più tardi”, ha rincarato un altro. Un fiume di commenti che tradisce il legame profondo tra i giocatori e un titolo che per quasi un decennio ha scandito ritmi, amicizie e frustrazioni di una delle community più fedeli del panorama videoludico.
Tra i ricordi e le analisi è intervenuto anche Joe Blackburn, ex game director di Destiny 2, con un messaggio personale che sa di addio: “Destiny mi ha segnato prima di tutto come giocatore. Poter lavorare in quel mondo è un onore che non potrò mai ripagare completamente. Dentro e fuori dal gioco, Destiny 2 ha creato i ricordi che mi hanno reso chi sono. Grazie a chiunque abbia dato vita alla Torre, ogni giorno”.
Marathon: cosa bolle in pentola
Con la chiusura del capitolo Destiny 2, gli sforzi di Bungie si concentrano esclusivamente su Marathon, reduce da un’accoglienza in sordina e da numeri di giocatori attivi decisamente inferiori a quelli del vecchio colosso. Lo studio ha già confermato l’introduzione di contenuti PvE, una mossa pensata per ampliare il bacino d’utenza oltre la nicchia dell’estrazione PvP. La scommessa è trasformare Marathon in un’esperienza più stratificata, capace di trattenere una platea più ampia.
