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Konami sta pensando di far uscire un Silent Hill all’anno

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Konami sembra intenzionata a tornare alla carica con uno dei suoi più grandi successi: Silent Hill. La casa ha giapponese ha un obiettivo chiaro in mente, quello di pubblicare un nuovo gioco della saga ogni anno. A confermarlo è Motoi Okamoto, produttore storico del franchise, che ha parlato apertamente di una strategia pensata per mantenere il brand costantemente sotto i riflettori e avvicinarlo a più persone possibili.

Secondo Okamoto, la tabella di marcia recente dimostra che la serie è “tornata sui binari”. Dopo l’uscita di Silent Hill 2 nell’ottobre 2024, Konami è riuscita a pubblicare Silent Hill f lo scorso settembre. Da qui l’ambizione di Konami, come dice lo stesso Okamoto di fare “circa un titolo all’anno”, includendo progetti già annunciati e altri ancora da svelare al grande pubblico.

I timori dei giocatori

Da un lato c’è l’entusiasmo di rivedere Silent Hill e di poterlo giocare anche con una certa continuità. Dall’altro, il timore che una cadenza annuale possa snaturare una serie che ha sempre fatto dell’attesa, dell’atmosfera e della cura maniacale dei dettagli uno dei suoi punti di forza. Silent Hill non è mai stato un franchise “industriale” (come potrebbe esserlo ad esempio Call of Duty) e volerlo per forza trasformare in una catena di uscite regolari è un rischio evidente.

I progetti ufficialmente confermati sono comunque intriganti. Silent Hill Townfall, sviluppato da No Code, promette un’interpretazione atipica e più sperimentale dell’orrore psicologico. Bloober Team è al lavoro sul remake del primo Silent Hill, annunciato a giugno 2025 e già in sviluppo da tre anni. Resta da capire se Konami riuscirà davvero a sostenere una pubblicazione annuale senza sacrificare l’identità della serie.

Gli Imperdibili di Gennaio 2026 – I migliori film e serie in arrivo al cinema ed in TV

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Con Gennaio 2026 inizia una nuova grande stagione per l’intrattenimento: ecco “Gli Imperdibili” con i nostri consigli sul meglio di film e serie TV in arrivo!

L’obiettivo della collana “Gli Imperdibili”, si badi bene, non è quello di consigliarvi necessariamente tutto ciò che di meritevole uscirà nel mese (qualcosa ci può sfuggire e possiamo sempre prendere dei piccoli granchi… siamo umani!). Tuttavia, l’obiettivo è indicarvi quelli che potrebbero essere i must watch, le produzioni più attese ed interessanti! Troverete appuntamenti direttamente nelle sale cinematografiche, così come produzioni Netflix, Disney+, Prime Video, Apple TV, Paramount+ e chi più ne ha più ne metta!

L’anno nuovo sarà il presupposto per tante nuove proposte per tutti i palati, sia per i fruitori dei servizi streaming sia per gli amanti delle sale cinematografiche. Partendo proprio da questi ultimi, un appuntamento interessante sarà quello dedicato a Una di famiglia – The Housemaid, adattamento su grande schermo dell’omonimo romanzo di successo del 2022 di Freida McFadden. Ma ci sarà anche spazio per SpongeBob – Un’avventura da pirati, 28 Anni Dopo: Il Tempio delle Ossa, Marty Supreme e Return to Silent Hill. Su Netflix, oltre all’immancabile finale di Stranger Things 5 a Capodanno, gli occhi saranno puntati su Bridgerton 4, Il Falsario, I sette quadranti di Agatha Christie e The Rip – Soldi sporchi. Tante proposte anche da parte di Disney+ che vedrà A Thousand Blows 2, Tell Me Lies 3 e Wonder Man. Calendario ricco anche per Apple TV con Hijack 2 e Shrinking 3, mentre per il Gennaio 2026 Paramount+ proporrà Star Trek: Starfleet Academy. Prime Video risponderà con Fratelli demolitori e The Night Manager 2, con Sky/NOW pronte a rispondere con Gomorra – Le Origini e The Paper.

Vi ricordiamo che potete tenere sotto controllo tutte le uscite principali del mese per Netflix dalla nostra rubrica. E adesso, largo ai consigli per Gennaio 2026!

1° Gennaio

  • Stranger Things 5 – Finale (Netflix – Serie TV)
  • La piccola Amélie (Film – Cinema)
  • Lo sconosciuto del grande arco (Film – Cinema)
  • Una di famiglia – The Housemaid (Film – Cinema)
  • NO OTHER CHOICE (Film – Cinema)
  • SpongeBob – Un’avventura da pirati (Film di animazione – Cinema)

2 Gennaio

  • Gigolò per caso: La sex guru (Serie TV – Prime Video)

8 Gennaio

  • La sua verità (Miniserie – Netflix)
  • Girl Taken (Film – Paramount+)
  • Song Sung Blue – Una melodia d’amore (Film – Cinema)

9 Gennaio

  • People we meet on vacation – Un amore in vacanza (Film – Netflix)
  • Teheran 3 (Serie TV – Apple TV)
  • Gomorra – Le Origini (Serie TV – Sky / NOW)
  • A Thousand Blows 2 (Serie TV – Disney+)

11 Gennaio

  • The Night Manager 2 (Serie TV – Prime Video)

13 Gennaio

  • Tell Me Lies 3 (Serie TV – Disney+)

14 Gennaio

  • Hijack 2 (Serie TV – Apple TV)

15 Gennaio

  • La grazia (Film (Cinema)
  • Divine Comedy (Film – Cinema)
  • Prendiamoci Una Pausa (Film – Cinema)
  • 28 Anni Dopo: Il Tempio delle Ossa (Film – Cinema)
  • I sette quadranti di Agatha Christie (Miniserie – Netflix)
  • Star Trek: Starfleet Academy (Serie TV – Paramount+)

16 Gennaio

  • The Rip – Soldi sporchi

22 Gennaio

  • 2 cuori e 2 capanne (Film – Cinema)
  • Marty Supreme (Film – Cinema)
  • Mercy: Sotto accusa (Film – Cinema)
  • Return to Silent Hill (Film – Cinema)

23 Gennaio

  • Il Falsario (Film – Netflix)

26 Gennaio

  • The Paper (Serie TV – Sky / NOW)

28 Gennaio

  • Fratelli demolitori (Film – Prime Video)
  • School Spirits 3 (Serie TV – Paramount+)
  • Shrinking 3 (Serie TV – Apple TV)
  • Wonder Man (Serie TV – Disney+)

29 Gennaio

  • Bridgerton 4 – Prima parte (Serie TV – Netflix)
  • Ben – Rabbia animale (Film – Cinema)
  • Greenland 2: Migration (Film – Cinema)

Recensione Avatar: Frontiers of Pandora – From the Ashes, rinascere dalle ceneri di Pandora

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From the Ashes

From the Ashes è un titolo che funziona su più livelli. È il nome della nuova espansione, certo, ma è anche una dichiarazione d’intenti che sembra descrivere perfettamente il percorso di Avatar: Frontiers of Pandora nel suo complesso. Un videogioco che, al momento dell’uscita, aveva saputo incantare sul piano visivo, ma che aveva faticato a trovare un equilibrio solido tra narrazione, gameplay e struttura open world. Pandora era magnifica da vedere, meno convincente da vivere nel lungo periodo.

Come aveva notato Riccardo nella nostra recensione del gioco base, l’esperienza risultava spesso altalenante: grande impatto estetico, ma una progressione ludica e narrativa che non riusciva sempre a sostenere l’ambizione del progetto. From the Ashes nasce esattamente da questa consapevolezza. Non si limita ad aggiungere una nuova storia o una manciata di missioni, ma interviene in modo più profondo, cercando di ridefinire il ritmo, il tono e la sensazione generale del prodotto.

Il fuoco che ha devastato Pandora diventa così una metafora del cambiamento: ciò che resta non è solo distruzione, ma terreno fertile per una rielaborazione più matura dell’esperienza. L’espansione si pone come un punto di svolta, una sorta di seconda possibilità concessa a un titolo che ora sembra finalmente sapere cosa vuole essere.

Avatar: Frontiers of Pandora – From the Ashes è disponibile dallo scorso 19 dicembre 2025 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC.


Versione testata: PlayStation 5


So’lek e una Pandora ferita

Dal punto di vista narrativo, From the Ashes compie una scelta netta e, soprattutto, efficace: abbandona l’impostazione più impersonale del gioco base per raccontare una storia più intima, dolorosa e focalizzata. Il nuovo protagonista, So’lek, non è un semplice Na’vi coinvolto nel conflitto contro la RDA, ma un guerriero segnato da una perdita profonda, costretto a muoversi in un mondo che porta i segni evidenti della devastazione.

La Foresta di Kinglor, uno dei fulcri dell’espansione, non è più un luogo da esplorare con meraviglia, ma un territorio ferito, annerito dalle fiamme e dalla violenza. Questo cambiamento ambientale ha un peso narrativo concreto: Pandora non fa da sfondo alla storia, ma la racconta attraverso le sue cicatrici. La scrittura insiste meno sull’epica astratta e più sulle conseguenze degli eventi, costruendo un arco narrativo più compatto e coerente.

La progressione è più lineare rispetto al gioco base, ma anche più efficace. Le motivazioni di So’lek sono chiare, il conflitto è personale, e questo rende ogni missione meno dispersiva e più carica di significato. Pur senza raggiungere vette particolarmente complesse o sorprendenti, la narrazione riesce finalmente a sostenere il world-building, offrendo una storia che si lascia seguire con coinvolgimento costante.

Quando il fuoco non distrugge, ma trasforma

È nella struttura ludica che From the Ashes mostra i miglioramenti più evidenti. L’espansione beneficia di una serie di interventi, alcuni legati direttamente all’espansione, altri introdotti tramite aggiornamenti gratuiti, che nel loro insieme migliorano l’esperienza.

Il cambiamento più evidente, seppur arrivato tramite update separato (e gratuito) a inizio dicembre, è l’introduzione della visuale in terza persona, ora utilizzabile liberamente. Questa nuova prospettiva non è solo un’alternativa estetica, ma incide profondamente sul modo di “percepire” Pandora e il proprio personaggio. Il movimento, i combattimenti e l’esplorazione risultano più funzionali, e il legame con l’avatar è finalmente più diretto. In From the Ashes, questa visuale sembra quasi naturale, come se parte del level e game design fossero stati pensati per valorizzarla.

From the Ashes
From the Ashes valorizza la nuova prospettiva in terza persona

Il sistema di combattimento, altro punto debole del gioco base, è stato rifinito in modo sensibile. Le animazioni risultano più fluide, i colpi più leggibili e il feedback è più soddisfacente. Le nuove abilità di So’lek e alcuni scontri più strutturati contribuiscono a rendere le battaglie meno meccaniche e più ragionate, pur restando all’interno di una formula action accessibile. Non si tratta di una rivoluzione, ma di una serie di miglioramenti mirati che, nel complesso, rendono il combat system più solido e meno ripetitivo.

Anche la gestione del loot e delle risorse è stata resa più intuitiva con tutto ciò che questo comporta, in primis un ritmo complessivo molto più “catching”. Sono piccoli dettagli, ma incidono concretamente sulla qualità dell’esperienza, soprattutto nelle fasi più concitate o nelle aree visivamente più “piene”.

Rimangono alcune rigidità tipiche dell’impostazione Ubisoft, quali attività che si ripetono, ma l’impressione generale è quella di un’esperienza finalmente più consapevole dei propri limiti e più attenta a valorizzare i propri punti di forza.

Commento finale

From the Ashes rappresenta il momento in cui Avatar: Frontiers of Pandora trova finalmente una direzione più chiara. Non cancella le incertezze del passato, ma le affronta, trasformandole in un’occasione di crescita. Grazie ad una narrativa più personale, a un gameplay rifinito e a modifiche strutturali che migliorano il ritmo e l’immedesimazione, Pandora riesce a rinascere dalle proprie ceneri, offrendo un’esperienza più matura, più coerente e decisamente più convincente.

Svelato il trailer di Sword and Fairy 4, ma non si sa ancora quando uscirà su pc

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L’editore CubeGame e lo sviluppatore UP Software hanno pubblicato il trailer ufficiale di Sword and Fairy 4: Remake, il gioco di ruolo in single player sviluppato assieme ad Unreal Engine 5. Per chi non fosse familiare con la saga, The Legend of Sword and Fairy 4, conosciuto anche come Sword and Fairy 4 o Paladin 4, è un videogioco di ruolo fantasy d’avventura a tema xianxia sviluppato dalla casa thaiwanese con sede a Shangai, la Softstar Entertainment. È il quinto capitolo della serie di e funge da prequel indipendente del terzo gioco. Il franchise fu talmente influente da essere spesso definito come il Final Fantasy della Cina per il suo impatto culturale. Sword and Fairy 4: Remake arriverà senz’altro su pc, anche se non c’è ancora una data ufficiale.

La trama di Sword and Fairy 4

Yun Tianhe è un giovane che vive da solo sulla cima di una montagna, impegnato in una normale battuta di caccia al cinghiale quando incontra la giovane Han Lingsha. Han appartiene a un clan di profanatori di tombe, che stava tentando di entrare nella tomba dei suoi genitori per distruggerla e spingere Yun a intraprendere un viaggio con lei verso il mondo esterno, per scoprire il passato di suo padre e sua madre. Durante il viaggio, incontrano e fanno amicizia con la figlia adottiva del magistrato di Shouyang, Liu Mengli, che sembra avere legami con il padre di Tianhe, e con un abile e maestro di spada della scuola di Qionghua del Monte Kunlun, Murong Ziying.

Gennaio 2026, ecco tutti i principali giochi in uscita

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Con la promessa di un nuovo anno ricco di emozioni, Gennaio 2026 arriva col passo leggero ma non senza titoli interessanti.

Il 2026 inizia dunque con un ritmo meno forsennato di quello degli scorsi mesi, in preparazione (ve lo anticipiamo) di un Febbraio/Marzo destinato a lasciare il segno sui portafogli dei giocatori. Tra i titoli principali di Gennaio 2026 spicca Code Vein II, nuovo capitolo del soulslike a tinte anime di Bandai Namco. Proprio il mondo degli RPG sarà quello maggiormente rappresentato nelle prossime settimane, con l’arrivo altresì di The Legend of Heroes: Trails Beyond the Horizon nonché l’approdo di Final Fantasy VII Remake Intergrade su Xbox Series e Switch 2. Sul lato delle produzioni indipendenti, l’acclamato Dispatch arriverà sulle console Nintendo ed un occhio di riguardo lo riserviamo a Cairn.

Ecco di seguito una lista (con i trailer completi) dei titoli di Gennaio 2026: troverete anche un comodo link per Amazon, per assicurarvi il prezzo più basso disponibile!

7 Gennaio

  • Fairy Tail: Dungeons (Nintendo Switch)

10 Gennaio

  • Code Violet (PlayStation 5)

12 Gennaio

  • Big Hops (PC, PlayStation 5, Nintendo Switch)

15 Gennaio

  • Animal Crossing: New Horizons – Nintendo Switch 2 Edition (Nintendo Switch 2)
  • Cassette Boy (PC, Xbox One, Xbox Series, PlayStation 4, PlayStation 5, Nintendo Switch)
  • The Legend of Heroes: Trails Beyond the Horizon (PC, PlayStation 4, PlayStation 5, Nintendo Switch, Nintendo Switch 2)

20 Gennaio

  • Mio: Memories in Orbit (PC, Xbox Series, PlayStation 5, Nintendo Switch 2)

22 Gennaio

  • Arknights: Endfield (PC, PlayStation 5)
  • Dynasty Warriors: Origins (Nintendo Switch 2)
  • Final Fantasy VII Remake Intergrade (Xbox Series, Nintendo Switch 2)

26 Gennaio

  • Highguard (PC, Xbox Series, PlayStation 5)

28 Gennaio

  • Core Keeper – Nintendo Switch 2 Edition (Nintendo Switch 2)
  • The Seven Deadly Sins: Origin (PC, PlayStation 5)
  • Dispatch (Nintendo Switch, Nintendo Switch 2)

29 Gennaio

  • Cairn (PC, PlayStation 5)

30 Gennaio

  • Code Vein II (PC, Xbox Series, PlayStation 5)

Recensione Skate Story, una lezione di resilienza

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Skate Story

Ci sono videogiochi che chiedono di essere compresi. Altri che pretendono di essere “dominati”. Skate Story, invece, chiede una cosa molto più semplice ed allo stesso tempo più difficile: essere vissuto. Un’esperienza onirica, da vivere con il suo ritmo, le sue immagini, le sue strane regole. È, prima di tutto, una lezione di resilienza. Quella silenziosa che nasce dall’adattamento continuo, dall’accettazione dell’urto e dalla capacità di andare avanti nonostante tutto.

L’idea di base potrebbe sembrare quasi banale: uno skate ed un mondo da attraversare a suon di trick. Ma Skate Story non è interessato allo skateboarding come sport, né come disciplina competitiva. Qui lo skate è linguaggio, è mezzo espressivo, è l’unico modo che il protagonista ha per esistere e muoversi in un inferno che non assomiglia a nulla di già visto.

Sviluppato come progetto fortemente autoriale, Skate Story si inserisce in quella zona del medium dove il videogioco smette di essere solo opera ludo-narrativa e diventa esperienza sensoriale a tutto tondo. Un titolo che non ha paura di rallentare, di essere opaco, di risultare talvolta ostinatamente criptico. Ma che, proprio per questo, riesce a costruire un’immaginario forte, coerente, e sorprendentemente intimo, al patto di accettare le sue “assurdità” e perdere l’equilibrio. Letteralmente. Volete saperne di più? Non vi resta che continuare la lettura!

Skate Story, edito da Devolver Digital, è disponibile dallo scorso 08 dicembre 2025 su PlayStation 5 e PC.


Versione testata: PlayStation 5


Narrazione per attrito

Raccontare la storia di Skate Story è complicato, perché il titolo stesso sembra poco interessato a essere raccontato nei termini classici della narrazione. Non c’è una trama tradizionale. C’è una condizione iniziale, una condanna: siete un demone fatto di vetro e dolore che deve raggiungere la luna e divorarla.

Da qui in poi, tutto si sviluppa per suggestioni. I personaggi che incontrerete non spiegano, alludono. Parlano per frasi brevi, spesso enigmatiche, più vicine a versi in prosa che a dialoghi funzionali. Le ambientazioni non raccontano eventi, ma stati d’animo. Ogni area sembra incarnare una variazione sul tema della solitudine, della fatica, dell’ossessione o della ricerca di uno scopo.

La forza della narrativa di Skate Story sta proprio nel suo rifiuto della chiarezza esplicativa. Non vi prende per mano, non vi dice cosa “sentire”. Vi mette in un contesto suggestivo e vi lascia lì, con lo skate sotto i piedi e il vuoto intorno. È una narrazione che funziona per accumulo: più giocherete, più inizierete a cogliere connessioni, ritorni tematici, simboli che si rincorrono.

Il protagonista stesso è una metafora costante: fragile, trasparente, destinato a rompersi. Ogni caduta non è solo un errore meccanico, ma una conferma della sua natura. Eppure, nonostante questa fragilità, o forse proprio grazie ad essa, il viaggio va avanti. Andare sullo skate diventa un atto di resilienza, un modo per non fermarsi, per continuare a resistere anche quando tutto sembra spingervi a crollare.

Skate Story
L’inferno di Skate Story è dannatamente originale

Non tutti apprezzeranno questa impostazione. Chi cerca una storia definita, leggibile, con un inizio ed una fine ben marcati, potrebbe sentirsi deluso. Ma per chi è disposto ad accettare una narrazione più “emotivo-interpretativa” che logica, Skate Story riesce a essere sorprendentemente incisivo, personale, senza mai risultare vuoto.

Stay on board

Parlare del gameplay di Skate Story come quello di un “gioco di skate” nel senso classico del termine è, in fondo, fuorviante. I trick ci sono, le superfici da grindare anche, ma ridurre l’esperienza ad una lettura puramente meccanica significherebbe perderne il cuore. Skate Story non chiede di essere “masterato”, bensì vuole che ci abbandoniamo al suo flow. È, prima di tutto, un’esperienza ritmica.

L’impatto iniziale è particolare, quasi straniante. Il sistema di controllo richiede qualche momento di assestamento, non perché sia punitivo o eccessivamente complesso, ma perché risponde ad una logica diversa da quella del classico skate game. Sam Eng non chiede tecnicismo, né precisione ossessiva: chiede di ascoltare il ritmo della sua creatura, di seguirla nel suo incedere, di assecondarla.

Bastano poche ore perché questa grammatica alternativa si chiarisca. Quando si smette di forzare l’esecuzione e si inizia a seguire il ritmo, Skate Story apre immediatamente le porte alla sua catarsi sensoriale. Andare sullo skate diventa un gesto naturale, quasi istintivo, in cui accelerazioni, salti e cadute si legano ad una pulsazione costante che attraversa musica, ambienti e movimento. Non conta la perfezione dell’esecuzione, ma la continuità del gesto, il modo in cui si resta dentro al flusso.

Anche gli obiettivi seguono questa filosofia. Non servono a mettere alla prova abilità tecniche, ma a guidare il videogiocatore verso una maggiore sintonia con lo spazio ed il ritmo. Le variazioni introdotte lungo il percorso non spezzano l’esperienza, ma la modulano, offrendo nuovi tempi e nuove sensazioni senza mai trasformare il titolo in una sfida competitiva. Le bellissime boss fight sono il culmine di questa visione.

Skate Story
Fall. Rise. Repeat.

Le cadute, frequenti e inevitabili, dunque, non vengono mai vissute come errori da punire. Sono parte integrante del linguaggio dell’esperienza, momenti di pausa che preparano la ripartenza. In un’esperienza che parla di fragilità e resilienza, anche il gameplay riflette questa tensione: si cade, ci si rialza, e si riprende a “resistere”. Nei momenti migliori, Skate Story riesce a creare uno stato di trance leggera, in cui controllo, musica e movimento si fondono in maniera impagabile.

Un inferno sinestetico

Skate Story è un prodotto che colpisce immediatamente. Il suo stile visivo è astratto, psichedelico, spesso minimalista ma mai povero. Le superfici sembrano vive, i colori pulsano, le geometrie si deformano.

L’inferno che attraversiamo non è un luogo di punizione tradizionale, ma uno spazio mentale. Ogni area ha una sua identità cromatica e visiva, e contribuisce a costruire un mondo coerente nella sua totale stranezza. Non c’è nulla di realistico, ma tutto sembra avere un senso interno, una logica visiva che regge dall’inizio alla fine.

La colonna sonora è parte integrante di questa costruzione. Le tracce accompagnano il movimento, lo amplificano, lo guidano. Non sono semplici sottofondi, ma componenti attive dell’esperienza. In alcuni momenti la musica diventa quasi dominante, trascinando il videogiocatore in uno stato catatonico di pura goduria sinestetica. Skate Story funziona anche grazie alla sua conduzione artistica, totalmente funzionale alla fruizione dell’opera. Bastano immagini e suoni per comunicare ciò che vuole essere.

Commento finale

Skate Story è un’esperienza particolare. È un videogioco che accetta il rischio dell’incomprensione pur di restare fedele alla propria visione. Richiede al videogiocatore di sintonizzarsi sul suo linguaggio e non viceversa. Ma una volta scavalcato (con un banale Ollie) questo piccolo ostacolo, l’opera di Sam Eng riesce a coinvolgere con una naturalezza sorprendente, lasciando emergere una coerenza rara tra intenzione autoriale e risposta sensoriale.

Più che un gioco da “finire”, Skate Story è un esperienza da provare. Un’opera che parla di movimento, di fragilità, di resistenza silenziosa. Ed è proprio qui che Skate Story rivela fino in fondo la sua natura di lezione di resilienza. Non una resilienza eroica o risolutiva, ma una fatta di tentativi, di cadute, di ripartenze imperfette. Una resilienza che non elimina il dolore, ma insegna a conviverci, ad adattarsi ad esso, a continuare a muoversi nonostante la possibilità costante di rompersi.

Un titolo che insegna che il percorso è importante, non solo l’arrivo. Che bisogna stringere i denti e continuare a seguire il flusso con tenacia, anche quando il terreno sembra mancare sotto i piedi. Ed è proprio in questo equilibrio precario tra forma e sensazione che Skate Story trova la sua forza più autentica.

Netflix Gennaio 2026: tutti i film e le serie TV in arrivo

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Passato il Capodanno con l’ultimo atto di Stranger Things, Gennaio 2026 porterà agli abbonati Netflix tanti film e serie TV tra novità e ritorni.

Premesso infatti il finale della serie che più di ogni altra è stata il simbolo di Netflix negli ultimi dieci anni, l’anno nuovo porterà con sé molte produzioni da tenere in considerazione. Una volta conclusa Stranger Things 5, ecco che l’appuntamento più atteso di Gennaio 2026 diventa il rilascio dei primi episodi di Bridgerton 4. Spazio a miniserie promettenti tra cui Fuga, La sua verità e I sette quadranti di Agatha Christie. Con la complicità dei fatti di cronaca di questi giorni Fabrizio Corona: io sono notizia promette di essere un appuntamento polarizzante, mentre tra i film segnaliamo Il Falsario nonché l’approdo (a metà Gennaio) di molte pellicole del franchise di 007.

Netflix sta per condividere il catalogo delle nuove uscite per Gennaio 2026 sulla propria pagina ufficiale, tuttavia sulla piattaforma arriveranno altri prodotti che troverete nell’elenco sottostante.

Troverete inoltre qualche piccolo consiglio sui titoli da tenere in considerazione in grassetto per il Gennaio proposto da Netflix, oppure per le novità del mese di Dicembre laddove vogliate più suggerimenti.

1° Gennaio

  • Il migliore dei mondi (Film)
  • Toro scatenato (Film)
  • Rain Man – L’uomo della pioggia (Film)
  • Il tempo delle mosche (Film)
  • Fuga (Miniserie)
  • L’amore in ufficio (Serie TV)
  • Il mio fidanzato coreano (Serie TV)
  • The Good Doctor 7 (Serie TV)
  • Stranger Things 5 – Finale (Serie TV)

2 Gennaio

  • Synden (Miniserie)

7 Gennaio

  • SHIBOYUGI: Playing Death Games to Put Food on the Table (Serie di animazione)

8 Gennaio

  • La sua verità (Miniserie)

9 Gennaio

  • Machos Alfa 4 (Serie TV)
  • Fabrizio Corona: io sono notizia (Miniserie)
  • Videocracy – Basta apparire (Film)
  • People we meet on vacation – Un amore in vacanza (Film)

11 Gennaio

  • Ghostbusters: Minaccia Glaciale (Film)

14 Gennaio

  • Taskaree – Contrabbando organizzato (Serie TV)

15 Gennaio

  • 007 – Il domani non muore mai (Film)
  • 007 – Spectre (Film)
  • 007 – Zona pericolo (Film)
  • A 007, dalla Russia con amore (Film)
  • Agente 007 – Al servizio segreto di sua maestà (Film)
  • Agente 007 – La spia che mi amava (Film)
  • Agente 007 – Missione Goldfinger (Film)
  • Agente 007 – Moonraker: Operazione spazio (Film)
  • Agente 007 – Si vive solo due volte (Film)
  • Agente 007 – Thunderball (Operazione tuono) (Film)
  • Mai dire mai (Film)
  • No Time to Die (Film)
  • Quantum of Solace (Film)
  • Skyfall (Film)
  • Solar Opposites (Serie di animazione)
  • Il prisma dell’amore (Serie di animazione)
  • Amare e perdere (Serie TV)
  • I sette quadranti di Agatha Christie (Miniserie)

16 Gennaio

  • Come si dice “amore”? (Miniserie)
  • La maschera di ferro (Film)
  • The Rip – Soldi sporchi (Film)

21 Gennaio

  • Kidnapped: il caso Elizabeth Smart (Docufilm)

22 Gennaio

  • Cosmic Princess Kaguya! (Film di animazione)
  • Dalle ceneri 2: La voragine (Film)

23 Gennaio

  • Il Falsario (Film)

29 Gennaio

  • Bridgerton 4 – Prima parte (Serie TV)

Hideo Kojima: “È grazie a Super Mario se oggi lavoro nell’industria dei videogiochi”

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Hideo Kojima, conosciuto principalmente come il padre della saga di Metal Gear e il cui studio di giochi porta persino il suo nome (Kojima Productions), è una delle figure più importanti nel mondo videoludico. Forse addirittura più famoso e importante di Miyamoto, ma senza il quale non ci saremmo molto probabilmente goduti Metal Gear o Death Stranding. In un’intervista a Japanese Wired, Kojima afferma infatti che è stato Super Mario Bros a spingerlo a scegliere una carriera come sviluppatore di videogiochi.

Parola a Kojima

Queste le sue parole sul platform che ha cambiato per sempre la storia dei videogiochi: ““L’ho giocato per un anno intero. Ero uno studente universitario. Saltavo la scuola per giocarci a casa. Senza Super Mario, probabilmente non avrei lavorato in questo settore. Ora però non posso davvero giocarci. È un gioco d’azione a scorrimento laterale. Mario va semplicemente da sinistra a destra. Fondamentalmente salta e basta.

Continua poi: “Non aveva una vera e propria trama ma mi sembrava di essere dentro un’avventura. Quando l’ho visto, ho pensato che quel mezzo (la console, ndr) un giorno avrebbe superato i film. Quella credenza mi ha portato nell’industria dei videogiochi.” Il primo gioco di Super Mario, contrariamente a quanto ritiene Kojima, regge ancora oggi a distanza di quarant’anni. Tuttavia, questo aneddoto sull’autore giapponese è solo uno dei tanti che mostrano quanto Super Mario Bros sia stato importante per lui e per tutti i fan dei videogiochi con cui ci ha fatto crescere e innamorare.

Guarda chi si rivede: la serie animata di Final Fantasy IX tornerà in produzione dopo quattro anni

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Quest’anno è il 25° anniversario dall’uscita di Final Fantasy IX, uno dei capolavori assoluti di Square Enix uscito il 7 luglio del 2000 su Playstation. Dopo un ventennio, vista la crescente popolarità del gioco (e il remake che uscirà a dicembre 2026), si pensò addirittura di trasformarlo in una serie con l’aiuto dello studio parigino di Cyber ​​Group Studios. Nel 2021 annunciò l’intenzione di animare Final Fantasy IX, ma il progetto sembrava destinato a non avere seguito. Complice forse il suo target dichiaratamente giovane, in controtendenza rispetto al pubblico tradizionale della saga – e in particolare del nono capitolo. Come riporta però la rivista francese Écran Total, dopo la chiusura di Cyber Group Studios, la produzione sarebbe stata rilevata da Euro Visual. Adesso la nuova finestra di uscita sarebbe fissata al 2028. Square Enix, al momento, preferisce il silenzio e non ha ancora rilasciato commenti ufficiali né confermato pubblicamente lo stato del progetto.

Il contenuto del report

Il report fatto da Écran Total descrive la serie come un progetto d’animazione 2D rivolto principalmente a un pubblico tra i 6 e i 13 anni. Sarà composta da 13 episodi da 22 minuti ciascuno, in linea con quanto emerso già in passato. La storia non sarebbe un adattamento dell’epopea originale di Gidan e compagni, ma uno spin-off sui figli di Vivi (il personaggio con lo sprite del mago nero dei vecchi giochi, per intenderci). Mel, Koln, Luciola, Théa, Fala e Doc sono gli ultimi maghi neri dei quattro continenti e vivono una vita tranquilla ad Alexandria. Poi, un evento misterioso riporta a galla il tragico retaggio del padre. Questo è quanto sappiamo. Resta ora da capire se e quando Square Enix deciderà di confermare ufficialmente l’esistenza della serie.

Recensione Leggende Pokémon: Z-A – Megadimensione, strani fenomeni a Luminopoli

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Megadimensione ha messo Leggende Pokémon: Z-A in una luce, se possibile, ancora più delicata di quanto già non fosse. Nella nostra recensione, avevamo riflettuto su come il nuovo titolo Game Freak vivesse dualismi e contrapposizioni quasi antagonistiche, a metà tra un gameplay sperimentalmente rinnovato ed un comparto tecnico apertamente deludente, al contempo in potenza parimenti divertente e ripetitivo.

Un capitolo polarizzante nel vero senso della parola, sul quale ci si continua a dividere. E nei confronti del quale, Megadimensione rappresenta un ulteriore azzardo. Non solo per il proporre un’espansione a neanche due mesi dalla data di uscita di Z-A. Ma anche di lanciarla sul mercato ad un prezzo piuttosto aggressivo (29,99€). Malumori, quelli sorti nel pubblico, che hanno alimentato dubbi e perplessità sulla bontà dell’operazione. Si tratta di un DLC in grado di dare una spinta extra al controverso titolo oppure di fornire un ulteriore acceso argomento di dibattito?

Leggende Pokémon: Z-A – Megadimensione è disponibile dal 10 Dicembre per Nintendo Switch e Nintendo Switch 2.


Versione testata: Nintendo Switch 2


Attraverso il portale

Dopo gli eventi narrati in Z-A, una misteriosa bambina di nome Anjabelle appare sul tetto dell’Hotel MZ. Accompagnata da un Hoopa, si ritroverà a chiedere l’aiuto del Team MZ per… preparare una ciambella. Si, perché il suo pokémon ha una qualità eccezionale: creare portali dimensionali previa consumazione di ciambelle. Passando attraverso questi portali è possibile accedere ad una versione alternativa di Luminopoli, ricca di pericoli ed insidie. L’obiettivo di Anjabelle è proprio quello di esplorare questa variante Dimensionale della cittadina, per catturare un pokémon leggendario (estreamente caro ai fan) che vi si è rifugiato. Al contempo, i portali rendono la realtà stessa fragile ed esposta a rischi per cui allenatori vecchi e nuovi dovranno unire le forse per salvare Luminopoli da una minaccia oscura.

Megadimensione propone dunque una storia fondalmentalmente slegata dalle vicende primarie di Z-A, ponendola cronologicamente dopo quanto vissuto appena qualche settimana fa. Quella che poteva essere tuttavia una scelta sulla carta apprezzabile (meglio qualcora di nuovo piuttosto che un proseguimento diretto), tuttavia si è scontrata con una realizzazione meno ispirata delle proprie premesse. Se avevamo apprezzato Z-A anche per la sua narrativa ed alcune idee ben sceneggiate, Megadimensione si è rivelato per converso fin troppo rinunciatario. Le vicende si fanno troppo spesso apatiche e piatte, senza trasmettere il pathos che il rischio di minacciose dimensioni parallele fa gravare sulla città di Luminopoli. Insomma, un inatteso passo indietro.

Dimensioni parallele non così temibili, narrativamente parlando.

Una ciambella per domarli

Ludicamente, Megadimensione non si discosta moltissimo dalla struttura cardine di Z-A ma introduce alcune idee stimolanti.

La necessità ci preparare le ciambelle per Hoopa al fine di accedere ai portali dimensionali porta con sé qualche meccanica piacevolmente roguelite. A seconda degli ingredienti usati per cucinare i dolci, il giocatore ottiene bonus più o meno utili per affrontare l’esplorazione delle aree della Luminopoli Dipensionale. Si va dalla maggiore frequenza di spawn per determinati pokémon fino alla progressiva facilità di cattura degli stessi. Ma con un’attenzione particolare a due valori legati al livello dei pokémon e il tempo concesso a disposizione per l’esplorazione. Non solo infatti il periodo di permanenza nella dimensione parallela è limitato ed andrà sfruttato a dovere, ma bisognerà stare molto attenti all’aggressività delle creature presenti. Perché Megadimensione infrange il tetto del livello 100, mettendo di fronte ai giocatori delle sfide di non poco conto se non adeguatamente pronti ad ogni evenienza.

Il loop si articola dunque in percussioni continue nella Luminopoli Dimensionale, laddove i premi saranno sempre nuove bacche per alimentare le scorribande successive. Non mancano ovviamente missioni da intraprendere, ricerche da completare e creature ferox da sconfiggere. Tuttavia finisce per essere un ciclo ancora più asciutto e con meno senso di progressione rispetto a quanto visto in Z-A. Tutto si gioca dunque sul piacere dei combattimenti e sulla volontà di incrementare la propria collezione di pokémon.

Dovrete avere un team all’altezza per affrontare tutte le sfide di Megadimensione.

Riparte la caccia

Dove Megadimensione si rivela oggettivamente generoso ed indiscutibilmente promosso è nella volontà di accrescere il parco creature di Z-A.

Se qualcuno si era lamentato di alcune assenze nel gioco base, Megadimensione provvede aggiungendo quasi 140 pokémon e ben 22 nuove megaevoluzioni (spesso da affrontare in avvincenti lotte ferox). Tra cui, come avrete capito da alcune immagini a corredo di questa recensione, inedite forme di creature amatissime come Raichu e Lucario. Si tratta di un boost significativo rispetto al pokedex del gioco base, aspetto che quantomeno dal punto di vista quantitativo aveva lasciato un pelo di disappunto. Al netto di attesi ritorni e di una direzione artistica generale per le megaevoluzioni forse più convincente rispetto a quelle viste in Z-A, dove il DLC ha poi ulteriormente fatto passi avanti è sotto il versante dei leggendari. Megadimensione infatti ne aggiunge diversi nel mixer, sopperendo ad una carenza atavica propria della generazione di Kalos.

Non si tratta di un’accortezza di poco conto, dal momento che avrete bisogno di team piuttosto validi ed affidabili per affrontare tutte le battaglie del titolo. In questo senso, segnaliamo la presenza di un’avvincente versione della classica boss rush, in cui l’espansione chiede di affrontare in serie i più potenti pokémon megaevoluti ferox. Un attestato alla sperimentazione del capitolo stesso, che continua a spingere su questo versante e speriamo resti una caratteristica da curare per il futuro della saga.

La nuova megaevoluzione di Lucario ci è piaciuta assai.

Commento finale

Leggende Pokémon: Z-A – Megadimensione si è rivelato un pacchetto generoso, con tanti pokémon da catturare e missioni da portare a termine con interessanti contaminazioni da roguelite. Sebbene ludicamente riesca ad intrattenere grazie anche ad una difficoltà tarata maggiormente verso l’alto, il DLC non riesce a scrollarsi alcune criticità. Una narrativa sfortunatamente rinunciataria va così a braccetto con una ripetitività progressivamente accentuata, per un risultato destinato ad alimentare le controversie tanto sul titolo quanto sull’espansione stessa. Una proposta dunque che si rivolge principalmente a chi ha già nostalgia di Luminopoli e non vede l’ora di acchiappare ancora parecchie creature.

007 First Light è stato rinviato

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IO Interactive ha annunciato che 007 First Light è stato rinviato di due mesi rispetto alla data inizialmente prevista del 27 Marzo 2026.

Il promettente titolo arriverà dunque il prossimo 27 Maggio 2026 per PlayStation 5, Xbox Series, Switch 2 e PC via Steam ed Epic Games Store.

Il periodo di sviluppo extra, secondo quanto affermato dagli sviluppatori in un comunicato che vi riportiamo di seguito, sarà necessario per perfezionare il titolo ed offrire così la migliore esperienza possibile.

Oggi vi comunichiamo un aggiornamento relativo a 007 First Light: abbiamo deciso di posticipare l’uscita del gioco di due mesi, al 27 maggio 2026.

007 First Light è il nostro progetto più ambizioso fino ad oggi e il team si è concentrato completamente sulla realizzazione di un’esperienza indimenticabile dedicata a James Bond, che unisce azione mozzafiato, viaggi intorno al mondo, spionaggio, gadget, inseguimenti in auto e molto altro ancora. In qualità di sviluppatori e editori indipendenti, questa decisione ci consente di garantire che l’esperienza soddisfi il livello di qualità che voi giocatori meritate fin dal primo giorno.

Il gioco sta procedendo bene ed è completamente giocabile dall’inizio alla fine, quindi questi due mesi aggiuntivi ci consentiranno di perfezionare e rifinire ulteriormente l’esperienza, assicurandoci di offrire la versione più solida possibile al momento del lancio. Siamo fiduciosi che questo garantirà a 007 First Light un successo a lungo termine e apprezziamo sinceramente la pazienza e il continuo supporto che abbiamo ricevuto sin da quando abbiamo rivelato il gioco. Non vediamo l’ora di condividere ulteriori aggiornamenti su 007 First Light all’inizio del 2026.

Grazie ancora per il vostro supporto, IO Interactive

Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties, tanto gameplay nel nuovo trailer di presentazione

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SEGA e Ryu Ga Gotoku Studio hanno condiviso un nuovo gameplay overview trailer di oltre sei minuti per Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties.

Il trailer offre uno sguardo alla nuova vita adi Kazuma Kiryu, mentre il suo paradiso tropicale all’orfanotrofio Morning Glory di Okinawa viene sconvolto da forze che cercano di costringere lui e i bambini ad abbandonare la loro casa. Adottando lo stile di combattimento Ryukyu, ispirato alla foga di Okinawa, Kiryu riprende a malincuore le armi per proteggere la pace nella sua nuova casa. Oltre al combattimento migliorato e ai nuovi minigiochi, il trailer ha anche mostrato la nuova modalità Bad Boy Dragon. Al contempo per quanto riguarda Dark Ties, il protagonista Yoshitaka Mine deve aiutare il suo luogotenente Tsuyoshi Kanda a rafforzare la propria reputazione e scalare i ranghi tra sottotrame, dispute locali, compiti e missioni per il Kanda Damage Control.

Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties arriverà il 12 Febbraio per PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series, Nintendo Switch 2 e PC via Steam.

Call of Duty si prepara a sbarcare su Nintendo Switch nel 2026

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Due anni fa Microsoft acquisiva Activision Blizzard e prometteva di portare Call of Duty su una console Nintendo. Se all’epoca uno scenario del genere sembrava quantomai azzardato, oggi si può dire che l’ipotesi è più che concreta. Come confermato da Jez Corden, giornalista di Windows Central in risposta ad un commento su X, “La prima versione di CoD per Switch è quasi pronta e sarà lanciata tra pochi mesi “. Il progetto, secondo il commento del giornalista sulla piattaforma social, sembra a buon punto e dovrebbe vedere luce già nel 2026.

L’indiscrezione trova ulteriore conferma negli annunci di lavoro pubblicati da Sledgehammer Games lo scorso novembre. Lo studio per un periodo cercava esplicitamente delle figure con esperienza su Nintendo Switch, alimentando le speculazioni della community dello sparatutto in prima persona. In ogni caso, secondo Corden non dovremo attendere molto per scoprire la verità. L’unica certezza è che Microsoft deve onorare la promessa di due anni fa. Il 2026 sembra essere l’anno designato per vedere Call of Duty finalmente su una console Nintendo.

Di che Call of Duty si tratterà?

Phil Spencer, CEO di Microsoft Gaming, in passato aveva specificato che l’adattamento sulla console Nintendo avrebbe richiesto tempo. Ora invece pare che il momento per vedere Call of Duty sulla Switch (e di conseguenza anche su Switch 2) sia quasi giunto. Resta però da capire che tipo di Call of Duty vedremo. Lo scenario più probabile è che Activision voglia portare almeno Warzone sulla console Nintendo, oltre ad un capitolo principale della serie. Riguardo quest’ultimo, non è chiaro se si procederà con Black Ops 7 o direttamente con il prossimo titolo principale della saga. Non è da escludere che possa essere anche ripreso un vecchio titolo della serie. Per averne conferma, bisognerà aspettare almeno qualche mese. Microsoft manterrà la sua promessa?

The Legend of Zelda: il prossimo titolo potrebbe essere ispirato a Hyrule Warriors

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Mentre l’eco dello straordinario successo di Tears of the Kingdom risuona ancora piuttosto forte tra tutti gli appassionati del mondo di Hyrule, il mondo dei videogiochi ha già iniziato a guardare verso il futuro. La domanda che ogni fan si pone è infatti sempre la stessa: cosa ci riserva il futuro di The Legend of Zelda?

Le recenti dichiarazioni di Eiji Aonuma, storico produttore della leggendaria serie Nintendo, hanno gettato nuova benzina sul fuoco, suggerendo che il prossimo capitolo principale potrebbe attingere a piene mani da territori finora esplorati solo attraverso gli spin-off.

Hyrule Warriors: cosa può portare alla serie principale?

Il punto di svolta di questa nuova ondata di rumor è rappresentato da Hyrule Warriors: Age of Imprisonment, il titolo sviluppato da Koei Tecmo che ha debuttato appena il mese scorso sulla neonata Nintendo Switch 2. Questo terzo capitolo della serie “Warriors” non si è limitato ad offrire l’azione frenetica tipica dei Musou, ma ha riscritto eventi fondamentali della cronologia di Zelda, introducendo al contempo nuove meccaniche di combattimento e, soprattutto, la possibilità di scambiare in tempo reale i diversi personaggi giocabili.

In una recente intervista rilasciata al portale giapponese 4Gamer, Aonuma ha espresso un certo disappunto scherzoso riguardo al fatto che il primo Zelda sulla nuova console Nintendo non sia stato un titolo sviluppato internamente. Ovviamente al producer sarebbe piaciuto che fosse il suo team a rilasciare il primo gioco di Zelda su Switch 2, ma un progetto di quel calibro richiede molto tempo per essere sviluppato.

Tuttavia, Aonuma ha subito raddoppiato la posta dichiarando che l’ispirazione derivata dalla collaborazione con Koei Tecmo potrebbe riflettersi in qualche modo nel prossimo capitolo della serie principale. Questo suggerimento non è passato inosservato: l’idea di vedere elementi Musou o la gestione di un party di eroi integrati nella formula classica di Zelda apre scenari rivoluzionari per il brand.

The Legend of Zelda Hyrule Warriors Age of Imprisonment ha portato una ventata d'aria fresca nella formula della serie.

Uno Zelda con un intero party?

Analizzando le parole di Aonuma, è chiaro che Nintendo stia osservando con attenzione come i giocatori interagiscono con meccaniche diverse dal solito. Se Tears of the Kingdom ha esplorato la libertà creativa assoluta attraverso la costruzione e la fisica, il prossimo capitolo potrebbe focalizzarsi su una dinamica di squadra più marcata. Immaginare un gioco di Zelda in cui non controlliamo solo Link, ma possiamo passare a Zelda o ad altri alleati per risolvere enigmi o affrontare battaglie campali, non sembra più un’ipotesi così remota.

Nintendo ha sempre usato gli spin-off come modi di testare nuove idee ed approcci al gameplay, e Age of Imprisonment potrebbe essere stato il banco di prova definitivo per alcune feature della prossima grande avventura.

Tuttavia, bisogna fare i conti con la realtà dei tempi di sviluppo. Il 2026 segnerà il prestigioso traguardo del 40° anniversario della serie. Sebbene quindi l’entusiasmo dei fan sia alle stelle, è molto improbabile che un nuovo gioco principale arrivi sugli scaffali così presto. Con Tears of the Kingdom rilasciato nel 2023 e l’ultima iterazione in 2D arrivata solo lo scorso anno, Nintendo si trova in una fase di pianificazione e produzione che solitamente richiede dai cinque ai sei anni per i titoli di punta. Il 2026 potrebbe essere l’anno delle celebrazioni, dei remake o di titoli minori, ma per il vero successore di Link nel mondo aperto dovremo probabilmente attendere oltre.

The Legend of Zelda tra Film e Merchandise

Fortunatamente per i fan, il franchise di Zelda sta vivendo un’espansione transmediale senza precedenti. Non si tratta più solo di cartucce e console. Nintendo ha ufficialmente iniziato a girare il film live-action, la cui uscita è prevista per il 2027. Sotto la direzione di Wes Ball, questa pellicola rappresenta una grandissima sfida ma allo stesso tempo un’opportunità incredibile per consolidare Zelda nell’immaginario globale, seguendo le orme del successo cinematografico di Super Mario.

Oltre al grande schermo inoltre, Zelda sta invadendo anche altri ambiti della cultura pop. La collaborazione con LEGO, culminata con il set dedicato al Grande Albero Deku, ha dimostrato che c’è una fame incredibile di merchandising di alta qualità legato a Hyrule. Questi progetti collaterali servono a mantenere vivo il marchio durante i lunghi anni che separano un capitolo principale dall’altro, offrendo ai fan nuovi modi per interagire con l’universo creato da Shigeru Miyamoto e Takashi Tezuka.

In definitiva, il futuro di The Legend of Zelda sembra essere essere in continua evoluzione. L’apertura di Aonuma verso le influenze dei Musou suggerisce un cambio di passo nel ritmo dell’azione e nella gestione narrativa, mentre l’espansione verso il cinema e il collezionismo punta a rendere Hyrule un luogo sempre più presente nelle vite degli appassionati. Anche se l’attesa per il prossimo grande viaggio di Link sarà lunga, i segnali indicano che Nintendo stia preparando qualcosa capace di riscrivere ancora una volta le regole del genere action-adventure, proprio come accaduto ormai quasi quarant’anni fa.

Avengers: Doomsday, il primo teaser trailer ufficiale conferma il ritorno di Chris Evans

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Marvel Entertainment ha condiviso poco fa il primo teaser trailer ufficiale per Avengers: Doomsday, confermando il ritorno di Chris Evans nei panni di Steve Rogers.

Il trailer, come noto, è stato inserito nella prima settimana di programmazione cinematografica di Avatar – Fuoco e Cenere ed era già trapelato clandestinamente online. Seguendo il medesimo iter, verosimilmente nei prossimi giorni verrà condiviso anche il secondo teaser di Doomsday (inserito nella seconda settimana di programmazione del film di James Cameron) con protagonista il Thor di Chris Hemsworth.

Di seguito trovate il teaser condiviso dall’account ufficiale YouTube di Marvel Entertainment.

Il filmato mostra attimi della vita di Steve Rogers dopo il finale di Endgame, nel quale è tornato indietro nel passato per vivere con Peggy Carter con la quale, apprendiamo, ha avuto un figlio.

Si tratta di un ritorno a lungo caldeggiato dai fan, che non vedono l’ora di sapere di più sulla pellicola evento che vedrà anche il ritorno di Robert Downey Jr. nell’MCU. Tuttavia nei panni del cattivo principale, il Dottor Doom.

Avengers: Doomsday arriverà al cinema il 18 Dicembre 2026.

Clair Obscur: Expedition 33 squalificato agli Indie Game Awards 2025 per utilizzo di GenAI

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Il mondo dei videogiochi indipendente sta vivendo uno dei suoi momenti più particolari. Se da una parte abbiamo l’affermazione di titoli di grandissimo successo sviluppati da team e budget contenuti, dall’altra abbiamo le controversie legate all’utilizzo delle nuove tecnologie nel processo di sviluppo.

Quello che doveva infatti essere un anno di celebrazione assoluta per Clair Obscur: Expedition 33, il capolavoro di Sandfall Interactive, che recentemente ha trionfato ai The Game Awards 2025, portandosi a casa le statuette più importanti, compresa quello di GOTY, si è trasformato in un caso studio sulle politiche etiche legate alle nuove tecnologie.

Dopo aver trionfato anche agli Indie Game Awards 2025 lo scorso 18 dicembre, il gioco è infatti stato ufficialmente squalificato, vedendosi revocare i premi ottenuti a causa dell’utilizzo di intelligenza artificiale generativa durante il processo di sviluppo.

La decisione è stata presa da Six One Indie, l’organizzazione dietro la kermesse, dopo che il produttore del gioco, Francois Meurisse, ha confermato proprio il giorno della cerimonia che il team aveva effettivamente fatto ricorso a strumenti di IA generativa.

Questa ammissione ha creato un cortocircuito immediato: durante la fase di candidatura, infatti, lo studio aveva assicurato che nessun tipo di intelligenza artificiale era stato impiegato nella creazione dell’opera.

Questione di Trasparenza

Il punto centrale della squalifica non risiede solo nell’uso della tecnologia in sé, ma nella violazione dei termini di partecipazione e nella mancanza di trasparenza. Six One Indie ha sempre mantenuto una posizione molto rigida contro l’integrazione dell’IA generativa nel settore indie, vedendola come una minaccia alla creatività umana e all’artigianalità che definisce il segmento.

Quando Sandfall Interactive ha ammesso l’uso di tali strumenti, l’organizzazione non ha potuto fare altro che applicare il regolamento alla lettera, squalificando il gioco e assegnando i titoli ottenuti ai secondi classificati. Di conseguenza, il premio per il Miglior Debutto è passato a Sorry We’re Closed, sviluppato da à la mode games, mentre l’ambito Game of the Year è stato riassegnato a Blue Prince di Dogubomb.

Gli sviluppatori di questi titoli sono stati invitati a registrare i discorsi di accettazione che verranno pubblicati all’inizio del 2026. Questo spostamento di riconoscimenti evidenzia quanto il confine etico sia diventato sottile e quanto le organizzazioni indipendenti siano disposte a sacrificare i nomi altisonanti pur di proteggere la propria visione del mercato.

La Difesa di Sandfall Interactive

La difesa di Sandfall Interactive ha cercato subito di ridimensionare la portata dell’accaduto. Secondo quanto dichiarato dallo studio, gli asset generati tramite intelligenza artificiale sono stati utilizzati esclusivamente come placeholder. Questi sono elementi temporanei utilizzati durante le fasi intermedie dello sviluppo per testare meccaniche o layout, che sono stati successivamente rimossi e sostituiti da contenuti creati interamente dagli sviluppatori prima del lancio.

Nonostante questa precisazione, le regole degli Indie Game Awards non fanno distinzione tra uso temporaneo o definitivo: l’impiego di IA generativa rende il titolo ineleggibile. Paradossalmente, Sandfall Interactive ha tenuto a ribadire di essere fermamente contraria all’uso dell’IA a fini creativi, per sostituire il lavoro artistico umano.

Tuttavia, questa distinzione tra IA “logistica” e IA “creativa” non è bastata a convincere Six One Indie. Il caso solleva quindi una domanda fondamentale per il futuro dell’industria: dove finisce l’assistenza tecnica e dove inizia la violazione dell’etica creativa? Per molti veterani dell’industria, come Bruce Straley (co-director di The Last of Us), l’uso dell’IA per creare arte videoludica rimane un territorio inaccettabile, indipendentemente dalla finalità.

Un’Industria Spaccata a Metà

Il caso di Clair Obscur: Expedition 33 non è però isolato. Recentemente anche Larian Studios, creatori del pluripremiato Baldur’s Gate 3, sono finiti sotto tiro per l’uso dell’IA nello sviluppo del nuovo capitolo di Divinity. In quel contesto, figure come Daniel Vávra, direttore di Kingdom Come: Deliverance 2, si sono schierate a favore dell’uso tecnologico nelle fasi concettuali, vedendolo come un progresso inevitabile e utile. Questa spaccatura tra chi vede l’IA come uno strumento di supporto e chi come un sostituto pericoloso sta ridefinendo le dinamiche dei premi.

Il dato più sorprendente emerge però dal confronto con i The Game Awards 2025 di Geoff Keighley. Mentre il mondo indie squalificava Expedition 33, il titolo ha stabilito un record storico ai TGA, portandosi a casa ben 9 statuette su 12 nomination. Questo paradosso mostra due facce della stessa industria: una fiera mainstream che premia il risultato finale e la qualità dell’esperienza, e una indipendente che guarda con la lente d’ingrandimento ai processi produttivi e all’integrità del metodo di lavoro.

Un Futuro Incerto

La vicenda di Clair Obscur: Expedition 33 lascia quindi l’industria a un bivio. Da una parte abbiamo una tecnologia che promette di abbattere i costi e accelerare i tempi di produzione, permettendo anche a piccoli team di realizzare opere visivamente sbalorditive. Dall’altra, c’è il timore che questa scorciatoia possa erodere il valore del lavoro umano e portare a una saturazione di contenuti privi di anima. Il fatto che lo stesso gioco possa essere contemporaneamente il più premiato dell’anno e uno dei più controversi sul piano etico descrive perfettamente il caos attuale che genera questo argomento nel settore.

Il 2026 sarà probabilmente l’anno in cui le organizzazioni di premi e le fiere dovranno stabilire linee guida universali e inequivocabili. Se l’IA generativa diventerà uno standard, come molti prevedono, i criteri di valutazione per i titoli “indie” dovranno essere riscritti da zero. Per ora, la squalifica di Sandfall Interactive rimane un monito per tutti gli sviluppatori indipendenti: la trasparenza verso la community e le organizzazioni è importante quanto la qualità del gioco stesso.

Arknights: Endfield arriverà a gennaio. Intanto il nuovo gacha tocca le 30 milioni di pre-registrazioni

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La casa di sviluppo di Hypergryph si prepara a lanciare ufficialmente il suo nuovo titolo. Si tratta di Arknights: Endfield, lo spin-off gacha di Arknights del 2019. Arriverà – come annunciato ai The Game Awards il 22 gennaio 2026 su PS5, PC, ma anche su smartphone per iOS e Android. Hypergryph ha anche svelato che già 30 milioni di giocatori in tutto il mondo si sono pre-registrati. Per premiare la loro passione e partecipazione, chi si preregistrerà prima del lancio del 22 gennaio prossimo contribuirà allo sblocco di ricompense in-game a scalare. All’inizio saranno disponibili per tutti i giocatori 30.000 T-Creds, 20 Advanced Combat Records, cinque Basic HH Permits e Snowshine, e un Operatore 5 stelle. Il prossimo traguardo includerà altri dieci Basic HH Permits, portando le possibilità di pull a 15 al momento del lancio. Questi pull, per chi non fosse familiare col genere gacha, consentono di fare estrazioni casuali sul banner degli Operatori, con la possibilità di riscattare personaggi giocabili rari a 4 stelle o leggendari a 5 stelle.

La trama

Ambientato su Talos-2, Endfield introduce nuovi personaggi e una nuova storia nello stesso universo di Arknights, il tower defense uscito nel 2019 e disponibile gratuitamente su smartphone. In questa nuova avventura, strutturata come un action RPG open world alla Genshin Impact, i giocatori vestiranno i panni dell’Endministrator, che guiderà le Endfield Industries per salvare e proteggere i sopravvissuti della luna dopo un disastro avvenuto più di 150 anni fa. Trattandosi di un gacha, sarà possibile spendere soldi reali per ottenere pull e trovare nuovi personaggi giocabili, ampliando così il proprio party a disposizione. Non resta che aspettare il 22 gennaio per poterlo giocare.

Vince Zampella muore in un incidente stradale: aveva guidato Call of Duty, Respawn e Battlefield

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Vince Zampella, figura centrale dell’industria videoludica e dirigente storico legato a franchise come Call of Duty, è morto domenica pomeriggio in seguito a un incidente stradale avvenuto in California. La notizia è stata riportata da NBC4 Investigates nelle ultime ore.

Secondo quanto comunicato dalla California Highway Patrol, l’incidente si è verificato intorno alle 12:45 sull’Angeles Crest Highway, una strada panoramica situata a nord di Los Angeles, nelle San Gabriel Mountains. L’auto, sulla quale viaggiavano due persone, è uscita di strada mentre procedeva verso sud, ha colpito una barriera in cemento e ha preso fuoco. Il conducente è rimasto intrappolato nell’incendio ed è morto sul posto, mentre il passeggero è stato sbalzato fuori dall’abitacolo ed è deceduto successivamente in ospedale. Le autorità non hanno fornito ulteriori dettagli sulle cause dell’incidente.

Zampella aveva 55 anni ed era considerato uno dei nomi più influenti del settore. In passato era stato CEO di Infinity Ward, lo studio che ha contribuito a definire il successo globale di Call of Duty, prima di fondare Respawn Entertainment nel 2010. La software house, acquisita da Electronic Arts nel 2017, è diventata negli anni uno dei pilastri dell’offerta EA.

Sotto la guida di Zampella, Respawn ha dato vita a titoli di enorme successo come Titanfall, Titanfall 2, Apex Legends e Star Wars Jedi: Fallen Order. Parallelamente, Zampella aveva anche supervisionato un team EA con sede a Playa Vista coinvolto nello sviluppo del franchise Battlefield.

NBC Los Angeles ha confermato di aver contattato la famiglia di Zampella, così come Respawn Entertainment ed Electronic Arts, per raccogliere eventuali dichiarazioni ufficiali. Al momento, tuttavia, non sono stati diffusi commenti.

La scomparsa di Vince Zampella segna la perdita di una delle personalità più riconoscibili e influenti del videogioco moderno, legata ad alcuni dei franchise più importanti degli ultimi vent’anni.

Ecco il trailer di “Odissea”: Matt Damon lotta per tornare a casa nell’epico film di Christopher Nolan

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È uscito il primo trailer per il colossal cinematografico tratto dall’Odissea di Omero: Odissea (The Odyssey), l’epico film del regista premio Oscar per Oppenheimer Christopher Nolan – girato utilizzando la nuova tecnologia IMAX e che uscirà nelle sale il 16 luglio 2026.

Nel trailer, vediamo Matt Damon (che torna a lavorare con Nolan dopo “Interstellar” e 
“Oppenheimer” in una produzione imponente e altrettanto significativa) che indossa i panni di Ulisse, re di Itaca, mentre guida i suoi soldati verso casa dopo la guerra di Troia. Il percorso è più che impervio, infatti, vediamo (o meglio, intravediamo) palesarsi brevemente un mostro all’interno di una caverna, ma, proprio come narrato nel poema di Omero, le vicende sono ambientate intorno all’VIII secolo a.C., e Ulisse si ritroverà a dover affrontare più di qualche “mostruosità” come il ciclope Polifemo, le Sirene, la ninfa Calipso e la strega Circe. Il filmato prosegue mostrando alcuni degli attori che “accompagneranno” il buon Matt in questo viaggio a dir poco epico: Anne Hathaway nei panni di Penelope e Tom Holland in quelli di Telemaco, con la ricerca di risposte di Telemaco che apparentemente funge da spina dorsale emotiva accanto al mitico calvario di Odisseo. In aggiunta, ci saranno Robert Pattinson che interpreta Antinoo, uno dei pretendenti di Penelope; Zendaya  interpreta Atena; Charlize Theron interpreta Circe; Jon Bernthal interpreta Menelao; e i ruoli secondari includono John Leguizamo (Eumeo), Himesh Patel (Euriloco) e Mia Goth (Melanto). Tra gli altri attori che compaiono ci sono Lupita Nyong’o, Benny Safdie, Elliot Page, Bill Irwin, Samantha Morton, Jesse Garcia, Shiloh Fernandez, Corey Hawkins, Jovan Adepo, Logan Marshall-Green, James Remar e molti altri.

Per il suo tredicesimo lungometraggio, Christopher Nolan si tuffa nel mito e nella storia con 
“L’Odissea”, un adattamento su larga scala dell’epica storia senza tempo di Omero. Parlando con Empire, Nolan ha spiegato che il film è nato dalla sua ricerca di qualcosa che manca nel cinema moderno. “Come regista, cerco lacune nella cultura cinematografica, cose che non sono mai state fatte prima”, ha detto. “E quello che ho visto è che tutto questo grande lavoro cinematografico mitologico con cui sono cresciuto – i film di Ray Harryhausen e altri – non l’avevo mai visto realizzato con il peso e la credibilità che una produzione IMAX di prima categoria e di Hollywood può offrire”. Nolan ha sottolineato la portata e la “fisicità” della produzione e di come il viaggio dovrà essere percepito come arduo, elementare e vissuto. “C’è un po’ di tutto. Voglio dire, contiene davvero tante storie… abbiamo girato oltre due milioni di metri di pellicola!” ha dichiarato Nolan. “Abbiamo portato il cast che interpreta l’equipaggio della nave di Ulisse ad affrontare vere onde… Volevamo davvero catturare quanto fossero stati difficili quei viaggi in un mondo inesplorato e sconosciuto.”

Damon, nel frattempo, ha espresso la sua in merito all’ambizioso progetto descrivendolo come una produzione che si pone l’obiettivo di offrire un grande blockbuster e che sicuramente otterrà un enorme successo di pubblico: “Dovrebbe essere esattamente ciò che tutti si aspettano da un film di questo genere…”, ha dichiarato. “Dovrebbe essere il film più avvincente dell’estate, un qualcosa di mitico”. “Posso dire, senza esagerare, che è stata l’esperienza migliore della mia carriera!”

Vi ricordiamo che Odissea uscirà nelle sale il 16 luglio 2026!

Heartopia, il life-simulator in stile Animal Crossing ha una data di lancio per smartphone e PC

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Per chi adora i life-simulator, arriva una splendida notizia. XD Games, lo sviluppatore di Heartopia, ha annunciato ufficialmente che il gioco multiplayer in stile Animal Crossing uscirà il 7 gennaio su Android, iOS e PC, ma con una postilla. La versione Steam non verrà effettivamente rilasciata a gennaio, ma sarà disponibile solo in un secondo momento. Potrete comunque giocarci su PC tramite TapTap, lo stesso emulatore che potreste già conoscere se avete partecipato alla beta del titolo.

Le preregistrazioni sono aperte sul sito web ufficiale per tutte le piattaforme. Se inserite il vostro indirizzo email, riceverete 4.000 monete d’oro, 20 stelle dei desideri, 400 cristalli di luce lunare e 60 pass espositivi. È interessante notare che XD Games non ha ancora rivelato la build di lancio, in termini di contenuti. Questi dettagli saranno rivelati qualche giorno prima dell’uscita ufficiale del gioco.

Che cos’è Heartopia?

Ambientato in un mondo urbano contemporaneo ed elegante, il gioco si concentra sul calore quotidiano: conversazioni davanti a un caffè, routine condivise, momenti di scoperta emotiva. I giocatori creano le proprie vite, costruendo amicizie e prendendo decisioni che influenzano le reazioni degli altri personaggi. Heartopia dà priorità all’autenticità e al realismo emotivo: le relazioni si evolvono in modo naturale, i personaggi reagiscono al comportamento del giocatore e le proprie decisioni definiscono gradualmente quello chi si diventa nel mondo di gioco.

Cosa ci si può aspettare? Sicuramente delle relazioni profonde e dei sistemi narrativi che permettono alle connessioni di crescere in maniera spontanea attraverso scelte significative e interazioni emotive. Avatar, abiti e spazi abitativi sono completamente personalizzabili, dando ai giocatori la libertà di esprimere il proprio stile personale e creare una vita che possano percepire come unica. Le routine quotidiane e gli appuntamenti nella socialità si svolgono in tempo reale, incoraggiando momenti carichi di emozione, incontri casuali e un senso del ritmo della vita di tutti i giorni.