Phanteks ha annunciato oggi il lancio ufficiale della Matrix Series, una nuova linea di prodotti che promette di trasformare lo chassis del PC in una vera e propria tela digitale. La gamma comprende il flagship Evolv X2 Matrix, il versatile XT View Matrix e il kit di aggiornamento Matrix-600, tutti disponibili a partire da oggi.
L’elemento distintivo di questa serie è l’integrazione di display a matrice LED nascosti dietro uno strato di tessuto di alta qualità. Questa scelta di design non solo ammorbidisce la luce creando un bagliore d’ambiente “premium”, ma permette di visualizzare statistiche di sistema e animazioni mantenendo un look pulito e minimalista quando il display è spento.
Ecco tutti i dettagli sui nuovi prodotti e i prezzi per il mercato europeo.
Il cuore del sistema: App Nexling e impatto zero sulle prestazioni
Uno dei punti di forza più rilevanti per i gamer e gli overclocker è l’efficienza software. L’intera serie è gestita dall’App Nexling, progettata per fornire statistiche in tempo reale (CPU, GPU, ventole), animazioni ed effetti di luce.
A differenza di molti software di gestione RGB che appesantiscono il sistema, Phanteks dichiara che Nexling utilizza hardware dedicato per operare, impattando per meno del 3% sulle risorse della CPU in qualsiasi condizione, indipendentemente dal numero di widget attivi. I widget sono completamente personalizzabili nel layout e nel contenuto, permettendo agli utenti di creare design statici o dinamici tramite un editor integrato.
I Prodotti della Linea Matrix
1. Evolv X2 Matrix: L’ammiraglia
L’Evolv X2 Matrix rappresenta il vertice della serie. Questo chassis reinventa il desktop posizionando un display a matrice da ben 900 LED dietro un tessuto morbido e vetro flottante.
Caratteristiche chiave: Include un’architettura di raffreddamento verticale che dirige il flusso d’aria dal basso verso l’alto per GPU e CPU.
Design: Offre una gestione dei cavi pulita, accenti D-RGB integrati e supporto per schede madri con connettori posteriori (BTF/Project Zero).
Connettività: Il display è alimentato semplicemente tramite un cavo SATA e un header USB 2.0.
2. XT View Matrix: Prestazioni e Personalizzazione
Per chi cerca un equilibrio tra valore e funzionalità, l’XT View Matrix integra un display da 600 LED nel pannello laterale in tessuto.
Spazio e Cooling: Supporta le GPU più grandi sul mercato e offre fino a 9 posizioni per ventole da 120mm, con tre ventole M25-120mm D-RGB già incluse.
Estetica: Il tessuto intrecciato mantiene il pannello laterale pulito, diffondendo l’illuminazione in modo raffinato.
3. Matrix-600 Upgrade Kit
Phanteks ha pensato anche a chi possiede già un case compatibile. Il kit di aggiornamento Matrix-600 porta la funzionalità del display su chassis come l’XT View e il G400A.
Specifiche: Consiste in un array di 600 LED protetto da un tessuto resistente all’usura e ai raggi UV, capace di mostrare statistiche, orario e animazioni custom.
Prezzi e Disponibilità
Tutti i prodotti sono disponibili da oggi, 5 gennaio 2026. Di seguito i prezzi ufficiali per l’Europa (IVA inclusa) comunicati da Phanteks:
Prodotto
Colore
Prezzo (EUR)
Evolv X2 Matrix
Charcoal Black / Grey White
€199,90
XT View Matrix
Charcoal Black / Grey White
€119,90
Matrix-600 Upgrade Kit
Charcoal Black / Grey White
€49,90
Promozione di lancio: Per celebrare il debutto dell’Evolv X2 Matrix, ogni acquisto includerà un Nexling Hub in omaggio fino a esaurimento scorte (i clienti globali devono contattare il rivenditore autorizzato per i dettagli sul riscatto).
Cosa ne pensate di questa integrazione tra tessuto e LED? Fatecelo sapere nei commenti a questo articolo.
Quale modo migliore per cominciare il 2026 se non con qualche speculazione? Il gioco in questione è Final Fantasy XIV. Solo pochi giorni fa, il director Naoki Yoshida ha risposto a una domanda dei fan sulla possibilità di vedere il titolo su piattaforme Switch con una enigmatica ma promettente dichiarazione: “Per favore, attendete ulteriori informazioni”. La frase è bastata per riaccendere l’entusiasmo della community e riportare al centro dell’attenzione un’ipotesi che circola ormai da tempo.
Non è la prima volta che Yoshi-P lascia intendere un possibile approdo di Final Fantasy XIV su hardware Nintendo. Durante la Gamescom 2025, ad esempio, il director aveva parlato apertamente di “discussioni positive intavolate con Square Enix riguardo a un port su Switch”. Se l’hardware della console passata potrebbe risultare limitante per un MMO di questo calibro, il discorso cambia quando nel mirino c’è la Switch 2, che secondo molti osservatori avrebbe la potenza necessaria per gestire senza troppi compromessi l’esperienza di Eorzea.
Square Enix ha recentemente aperto a una strategia multipiattaforma. Final Fantasy XIV, per anni disponibile solo su PlayStation e PC, è da poco approdato anche su Xbox Series X/S, e visto l’enorme bacino d’utenza, non sorprenderebbe la decisione dell’azienda giapponese di portarlo anche su Nintendo Switch 2. Solo di recente, del resto, Naoki Yoshida ha rivelato di voler supportare il titolo per altri 10 anni, quindi il ciclo vitale è ancora molto lungo. Forse occorrerà un tempo più breve prima di vedere con certezza il quattordicesimo capitolo della saga di Square Enix su Switch 2, ma bisogna aspettare.
Nelle ultime ore sono tornate al centro dell’attenzione le indiscrezioni legate ai giochi Pokémon Gen 10, in particolare quelle riguardanti il cosiddetto Pokémon Engine X, citato in alcuni leak condivisi da CentroLeaks su X. L’argomento ha subito generato confusione tra i fan, portando molti a credere che Game Freak stesse lavorando a un motore grafico completamente nuovo per i prossimi giochi principali della serie. Tuttavia, Pokémon Engine X non indica un nuovo motore grafico, ma rappresenta un aggiornamento e una revisione del motore già utilizzato negli ultimi titoli Pokémon. Il framework di riferimento rimane gflib3, l’infrastruttura tecnica impiegata da Game Freak da diverse generazioni, inclusi i giochi più recenti. Pokémon Engine X sarebbe quindi una versione evoluta e potenziata di questo motore, adattata alle nuove esigenze tecniche e all’hardware di prossima generazione.
Non sarà quindi un engine da zero
I miglioramenti attesi per Pokémon la Gen 10 non derivano da una base tecnica completamente nuova, ma da una serie di ottimizzazioni interne, strumenti aggiornati e miglior gestione delle risorse. Il salto qualitativo, quindi, sarebbe reale ma ottenuto attraverso l’evoluzione del motore esistente, non tramite una rivoluzione tecnica totale. In precedenza, alcune indiscrezioni avevano lasciato intendere l’arrivo di un engine completamente nuovo, alimentando aspettative molto alte sul piano tecnologico. Il nome “Pokémon Engine X” ha contribuito a questa interpretazione, facendo pensare a qualcosa di paragonabile all’adozione di un motore esterno o a una ripartenza totale. Le nuove precisazioni chiariscono invece che si tratta di una denominazione interna o informale, utile a identificare il motore aggiornato, ma non una nuova tecnologia indipendente. Bisognerà aspettare il 26 febbraio prima di trarre ulteriori conclusioni.
La Valve Corporation ha annunciato i vincitori per gli Steam Awards 2025, il momento atteso da tanti gamer durante l’anno dove vengono celebrati i titoli più apprezzati dalla community di Steam. Le votazioni (valide per chiunque abbia un account sulla piattaforma) sono avvenute durante il periodo dei saldi invernali. Senza ulteriori indugi, il Premio al Gioco dell’Anno va ad Hollow Knight Silksong. Il titolo di Team Cherry che si porta a casa anche il“Miglior gioco in cui fai pena”, che premia la tenacia dei giocatori anche quando il titolo si fa difficile. Tra gli altri premi, la categoria “Atto d’amore” fa eccezione perché possono essere premiati giochi pubblicati anche negli anni passati. Ed a proposito di anni passati, nel 2024 il gioco dell’anno fu Black Myuth Wukong. Come Silksong, aveva vinto anche il “Miglior gioco in cui fai pena”, ma in più era stato premiato anche come “Miglior gioco dalla trama profonda”.
Tutti i vincitori
Qui sotto potete vedere invece i vincitori nelle 11 categorie degli Steam Awards 2025:
Premio Gioco dell’Anno: Hollow Knight Silksong Premio Gioco VR dell’Anno: The Midnight Walk Premio Atto d’amore: Baldur’s Gate III Premio Miglior gioco su Steam Deck: Hades II Premio Meglio in compagnia: Peak Premio Miglior stile grafico: Silent Hill f Premio Gameplay più innovativo: Arc Raiders Premio Miglior gioco in cui fai pena: Hollow Knight Silksong Premio Miglior colonna sonora: Clair Obscur Expedition 33 Premio Miglior gioco dalla trama profonda: Dispatch Premio Meritato Relax: RV There Yet?
Secondo un’analisi di Western Digital che pubblichiamo in calce, la crescita esponenziale dei dati prevista per il 2029 richiede un cambio di paradigma: l’infrastruttura non deve solo contenere dati, ma accelerare l’innovazione.
A sottolinearlo sono le parole di Carmelo D’Agostino (Principal Engineer – Field Applications Engineering di WD), che evidenziano come lo storage abbia smesso di essere una semplice commodity per diventare un catalizzatore essenziale dell’innovazione.
Con le stime IDC che prevedono una triplicazione dei dati generati a livello globale tra il 2024 e il 2029 (e la conseguente indisponibilità di memorie NAND che in questi ultimi tempi è arrivata a prezzi stellari ndr.) la sfida non riguarda più solo la capacità, ma la complessità, la scalabilità e l’efficienza energetica.
Ecco i tre pilastri fondamentali evidenziati da Western Digital per supportare l’era dell’AI:
Innovazione “Customer-Centric” e AI-Ready: L’approccio non si limita alle specifiche tecniche, ma alla risoluzione di problemi di business concreti. Le infrastrutture devono supportare l’AI in ogni fase, dall’addestramento all’inferenza, ottimizzando i costi operativi senza necessariamente stravolgere l’hardware esistente.
Una gerarchia di storage unificata: Non c’è competizione tra DRAM, Flash e HDD. Western Digital promuove un ecosistema dove ogni tecnologia gioca un ruolo specifico per garantire prestazioni ed efficienza, specialmente in ambienti hyperscale dove l’affidabilità (con target di disponibilità del 99,99%) è critica per evitare perdite milionarie.
Cultura dell’eccellenza e sostenibilità: Supportata da oltre 4.500 brevetti e tecnologie proprietarie come HelioSeal®, UltraSMR e OptiNAND™, l’azienda punta a scalare le prestazioni riducendo l’impatto ambientale. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: raggiungere emissioni nette zero entro il 2032.
Per Western Digital, la partita dell’Intelligenza Artificiale insomma si gioca sulle fondamenta: costruire sistemi resilienti capaci di trasformare i dati in risultati misurabili.
Per maggiori dettagli vi rimandiamo al comunicato stampa qui sotto
Western Digital: le fondamenta dell’economia dei dati nell’era dell’Intelligenza Artificiale
A cura di Carmelo D’Agostino, Principal Engineer – Field Applications Engineering, Western Digital
Milano, 30 dicembre 2025
Il cambiamento dell’economia dei dati
Nell’era dell’Intelligenza Artificiale, lo storage non è una commodity: è un catalizzatore dell’innovazione. Secondo IDC, “la quantità di dati generati a livello globale ogni anno più che triplicherà tra il 2024 e il 2029”.¹ Non si tratta solo di crescita, ma di complessità. Con l’aumento dei carichi di lavoro AI tra cloud, core ed edge, le prestazioni, la scalabilità e l’affidabilità dell’infrastruttura dati stanno diventando requisiti imprescindibili.
In Western Digital consideriamo lo storage come la base strategica dell’era dell’AI. Senza uno storage scalabile e intelligente, anche i modelli più potenti si fermano. Per questo, l’azienda non si limita a costruire unità con capacità sempre maggiori, ma si concentra sullo sviluppo di un portafoglio tecnologico in grado di stimolare l’innovazione oggi e di crescere insieme alle esigenze future.
La nostra missione è costruire le fondamenta dell’economia dei dati per l’Intelligenza Artificiale, offrendo soluzioni intelligenti, efficienti, ad alte prestazioni e sufficientemente affidabili da trasformare i dati in risultati concreti per il business. Lo facciamo grazie a una solida competenza scientifica, all’eccellenza ingegneristica e a una collaborazione costante con i clienti, garantendo che ogni innovazione generi un valore realmente misurabile.
Che si tratti di addestrare modelli su larga scala, ottimizzare ambienti cloud ibridi o portare l’analisi dei dati all’edge, Western Digital è un partner affidabile in grado di fare la differenza. Perché lo storage non è una commodity: è il fondamento dell’economia dei dati, sia per il mondo enterprise sia per l’Intelligenza Artificiale.
I principi che guidano Western Digital
I nostri principi sono la base su cui costruiamo fiducia, resilienza e preparazione nell’era dell’Intelligenza Artificiale:
1. Le esigenze dei clienti
Innovazione incentrata sul cliente: l’innovazione nasce da ciò che i clienti temono di più: le sfide che frenano il progresso, e si conclude con ciò che valorizzano maggiormente: una crescita scalabile. Le soluzioni di storage di Western Digital vengono sviluppate partendo dai risultati di business dei clienti, non solo da specifiche e standard tecnici. Sviluppiamo le nostre tecnologie per aiutare i clienti a risolvere problemi concreti, assicurando che ogni innovazione sia saldamente ancorata alle loro esigenze, soprattutto in una fase di rapido cambiamento tecnologico — Che si tratti di ridurre i costi operativi nei grandi data center o di velocizzare i processi legati all’intelligenza artificiale. Quando sviluppiamo una soluzione, puntiamo a risultati concreti e immediati, in grado di garantire qualità e affidabilità. Per noi, una soluzione è davvero tale solo se aiuta il cliente a far crescere il proprio business.
Infrastrutture pronte per l’AI: le nostre tecnologie sono progettate per supportare l’AI in tutte le sue fasi, dall’addestramento dei modelli all’inferenza, garantendo qualità, scalabilità e compatibilità con ambienti ibridi. Un esempio concreto? Abbiamo aiutato uno dei più grandi produttori di bevande al mondo a sbloccare progetti di efficienza basati sull’AI che erano rimasti fermi da tempo. Come? Aggiungendo 860 TB di capacità con i sistemi Western Digital Ultrastar™ — senza installare nuovi rack, senza riprogettare l’infrastruttura. Solo la giusta base di storage per alimentare l’innovazione.²
Un’unica gerarchia di storage: DRAM, flash, hard disk e archivi non sono tecnologie in competizione: fanno parte dello stesso ecosistema, lavorando insieme per gestire i dati in modo efficiente. Ogni componente ha un ruolo preciso e sfrutta i propri punti di forza per creare una gerarchia di storage completa e bilanciata. Il nostro obiettivo? Accompagnare i clienti nelle sfide di oggi e guidarli verso le soluzioni di domani.
Efficienza su larga scala: In ambienti su larga scala, anche un piccolo problema può trasformarsi in un rischio per il business. Per questo i clienti valutano attentamente ogni scelta, considerando fattori come affidabilità, costi, efficienza energetica e prestazioni. Noi li aiutiamo a trovare la soluzione più adatta alle loro esigenze. Un esempio? Una grande società globale di streaming ha sostituito gli SSD con HDD Western Digital Ultrastar™ per migliorare le prestazioni nelle ore di picco e ridurre i costi complessivi, semplicemente adattando l’architettura di storage ai reali carichi di lavoro.³
Ottimizzazione dell’intero sistema: lo storage è il cuore della gestione dei dati, ma fa parte di un ecosistema che deve bilanciare costi, consumi energetici e prestazioni. Il nostro impegno è garantire il miglior equilibrio possibile, collaborando con i clienti per trovare la soluzione più adatta alle loro esigenze. Seguendo principi di semplicità e affidabilità, rendiamo più facile adottare nuove tecnologie, riduciamo i rischi e offriamo scelta e flessibilità. In questo modo diventiamo un partner di fiducia a lungo termine, condividendo il successo e affrontando insieme le sfide.
2. Qualità e affidabilità
La nostra affidabilità è la chiave per massimizzare la redditività dei clienti. Ogni implementazione è una promessa: Sempre attivi. Sempre disponibili. Sempre affidabili. Progettiamo sistemi pensati per la scalabilità, garantendo continuità operativa e sicurezza dei dati. Per i nostri clienti, un guasto non è solo un inconveniente: può generare una reazione a catena, con petabyte da riequilibrare, ore di interruzione e milioni di dollari di perdite tra ricavi e produttività. In ambienti hyperscale, anche una minima percentuale fa la differenza.
I clienti scelgono Western Digital per la tranquillità. Perché? Perché le nostre unità sono testate secondo gli standard più rigorosi e progettate per garantire prestazioni su larga scala, anche sotto pressione. Dal firmware alla scienza dei materiali, fino alla fisica della registrazione, integriamo la resilienza in ogni livello, offrendo soluzioni robuste e affidabili per le sfide di oggi e di domani.
Ridurre al minimo i guasti e i loro impatti è la nostra priorità. La qualità che progettiamo nei nostri prodotti non è solo una promessa, ma una realtà comprovata. Un esempio? Dropbox raggiunge una durabilità superiore al 99,999999999% e una disponibilità del 99,99% su scala exabyte grazie ai nostri dischi Ultrastar™ SMR. ⁴ Una dimostrazione che l’affidabilità non è teoria: è parte integrante dei nostri processi produttivi, ogni giorno.
Per noi, la partnership non è uno slogan: è il nostro modo di lavorare ogni giorno. Non ci limitiamo a collaborare con gli hyperscaler, ma co-innoviamo insieme a loro, creando soluzioni che generano valore reciproco. Il nostro obiettivo? Guadagnare la fiducia dei clienti offrendo risultati concreti, sostenibili e vantaggiosi per entrambe le parti. È questo lo standard a cui ci impegniamo, sempre.
Quando una nuova capacità di unità diventa disponibile, i clienti possono ridurre il costo per terabyte e aumentare la redditività. Ogni giorno perso tra il lancio di un nuovo drive e la sua introduzione nella produzione è un’opportunità mancata. Per questo collaboriamo con i clienti per ridurre al minimo i tempi di adozione, integrando rapidamente le nuove soluzioni nella loro infrastruttura e massimizzando il valore. Il nostro Systems Integration Test (SIT) Lab offre capacità di test dedicate che replicano gli ambienti di produzione dei clienti hyperscale. Questo ci permette di sviluppare i prodotti in modo integrato e collaborativo, insieme ai clienti, già nella fase di progettazione. Ogni unità viene spinta al limite e testata in condizioni estreme, pensate per simulare i carichi di lavoro più impegnativi. Tutto avviene in laboratori dedicati e isolati, nel pieno rispetto della proprietà intellettuale di ciascun cliente.
3. Una cultura di innovazione e eccellenza
In Western Digital, eccellenza e innovazione non sono eccezioni: sono il nostro modo di lavorare, ogni giorno. L’innovazione è una mentalità che alimenta ogni progresso e ogni byte. Abbiamo reinventato il drive più volte e lo stiamo facendo di nuovo con tecnologie come HelioSeal®, UltraSMR, OptiNAND™ e HAMR. Soluzioni che scalano senza compromettere affidabilità o sostenibilità economica.
Per noi, innovare non è un singolo momento legato a un prodotto: è parte della nostra cultura. Una cultura radicata in oltre 4.500 brevetti attivi, decenni di esperienza in magnetica, integrazione di sistemi e nanofabbricazione. Un team di oltre 300 dottorati, che sa costruire il futuro perché ha già costruito il passato: 6 zettabyte attraverso tre diverse incarnazioni — IBM, HGST e Western Digital.
Spesso si parla di innovazione in termini di prodotto, ma per i nostri clienti conta anche come lo realizziamo. La nostra produzione non è solo all’avanguardia: è progettata per essere efficiente, sostenibile e responsabile lungo tutto il ciclo di vita, a partire dalle prime scelte di design.
Per questo abbiamo fissato obiettivi ambiziosi: emissioni nette zero entro il 2032 e 100% di energia a emissioni zero entro il 2030. Un impegno concreto per un futuro più sostenibile.
Nella nostra organizzazione di prodotto, consideriamo i colleghi della produzione come veri e propri clienti: il loro successo è il successo dei nostri clienti. Progettare in modo più intelligente significa creare benefici concreti: minore impronta di carbonio, riduzione del consumo d’acqua, maggiore utilizzo di materiali riciclati e, in ultima analisi, prodotti tanto responsabili quanto affidabili.
Siamo pronti per l’era dell’intelligenza artificiale
In Western Digital non inseguiamo le mode: costruiamo sostanza. Dietro ogni innovazione c’è una combinazione unica di scienza, ingegneria ed eccellenza operativa, qualità che poche aziende al mondo possono vantare. Non reagiamo all’AI: la affrontiamo con la forza di chi ha fatto dell’innovazione una cultura. Ogni soluzione che progettiamo è pensata per il futuro ed è così che continueremo a guadagnare fiducia, oggi e nei decenni a venire.
Konami sembra intenzionata a tornare alla carica con uno dei suoi più grandi successi: Silent Hill. La casa ha giapponese ha un obiettivo chiaro in mente, quello di pubblicare un nuovo gioco della saga ogni anno. A confermarlo è Motoi Okamoto, produttore storico del franchise, che ha parlato apertamente di una strategia pensata per mantenere il brand costantemente sotto i riflettori e avvicinarlo a più persone possibili.
Secondo Okamoto, la tabella di marcia recente dimostra che la serie è “tornata sui binari”. Dopo l’uscita di Silent Hill 2 nell’ottobre 2024, Konami è riuscita a pubblicare Silent Hill f lo scorso settembre. Da qui l’ambizione di Konami, come dice lo stesso Okamoto di fare “circa un titolo all’anno”,includendo progetti già annunciati e altri ancora da svelare al grande pubblico.
I timori dei giocatori
Da un lato c’è l’entusiasmo di rivedere Silent Hill e di poterlo giocare anche con una certa continuità. Dall’altro, il timore che una cadenza annuale possa snaturare una serie che ha sempre fatto dell’attesa, dell’atmosfera e della cura maniacale dei dettagli uno dei suoi punti di forza. Silent Hill non è mai stato un franchise “industriale” (come potrebbe esserlo ad esempio Call of Duty) e volerlo per forza trasformare in una catena di uscite regolari è un rischio evidente.
I progetti ufficialmente confermati sono comunque intriganti. Silent Hill Townfall, sviluppato da No Code, promette un’interpretazione atipica e più sperimentale dell’orrore psicologico. Bloober Team è al lavoro sul remake del primo Silent Hill, annunciato a giugno 2025 e già in sviluppo da tre anni. Resta da capire se Konami riuscirà davvero a sostenere una pubblicazione annuale senza sacrificare l’identità della serie.
Con Gennaio 2026 inizia una nuova grande stagione per l’intrattenimento: ecco “Gli Imperdibili” con i nostri consigli sul meglio di film e serie TV in arrivo!
L’obiettivo della collana “Gli Imperdibili”, si badi bene, non è quello di consigliarvi necessariamente tutto ciò che di meritevole uscirà nel mese (qualcosa ci può sfuggire e possiamo sempre prendere dei piccoli granchi… siamo umani!). Tuttavia, l’obiettivo è indicarvi quelli che potrebbero essere i must watch, le produzioni più attese ed interessanti! Troverete appuntamenti direttamente nelle sale cinematografiche, così come produzioni Netflix, Disney+, Prime Video, Apple TV, Paramount+ e chi più ne ha più ne metta!
L’anno nuovo sarà il presupposto per tante nuove proposte per tutti i palati, sia per i fruitori dei servizi streaming sia per gli amanti delle sale cinematografiche. Partendo proprio da questi ultimi, un appuntamento interessante sarà quello dedicato a Una di famiglia – The Housemaid, adattamento su grande schermo dell’omonimo romanzo di successo del 2022 di Freida McFadden. Ma ci sarà anche spazio per SpongeBob – Un’avventura da pirati, 28 Anni Dopo: Il Tempio delle Ossa, Marty Supreme e Return to Silent Hill. Su Netflix, oltre all’immancabile finale di Stranger Things 5 a Capodanno, gli occhi saranno puntati su Bridgerton 4, Il Falsario, I sette quadranti di Agatha Christie e The Rip – Soldi sporchi. Tante proposte anche da parte di Disney+ che vedrà A Thousand Blows 2, Tell Me Lies 3 e Wonder Man. Calendario ricco anche per Apple TV con Hijack 2 e Shrinking 3, mentre per il Gennaio 2026 Paramount+ proporrà Star Trek: Starfleet Academy. Prime Video risponderà con Fratelli demolitori e The Night Manager 2, con Sky/NOW pronte a rispondere con Gomorra – Le Origini e The Paper.
Vi ricordiamo che potete tenere sotto controllo tutte le uscite principali del mese per Netflix dalla nostra rubrica. E adesso, largo ai consigli per Gennaio 2026!
1° Gennaio
Stranger Things 5 – Finale (Netflix – Serie TV)
La piccola Amélie (Film – Cinema)
Lo sconosciuto del grande arco (Film – Cinema)
Una di famiglia – The Housemaid (Film – Cinema)
NO OTHER CHOICE (Film – Cinema)
SpongeBob – Un’avventura da pirati (Film di animazione – Cinema)
2 Gennaio
Gigolò per caso: La sex guru (Serie TV – Prime Video)
8 Gennaio
La sua verità (Miniserie – Netflix)
Girl Taken (Film – Paramount+)
Song Sung Blue – Una melodia d’amore (Film – Cinema)
9 Gennaio
People we meet on vacation – Un amore in vacanza (Film – Netflix)
Teheran 3 (Serie TV – Apple TV)
Gomorra – Le Origini (Serie TV – Sky / NOW)
A Thousand Blows 2 (Serie TV – Disney+)
11 Gennaio
The Night Manager 2 (Serie TV – Prime Video)
13 Gennaio
Tell Me Lies 3 (Serie TV – Disney+)
14 Gennaio
Hijack 2 (Serie TV – Apple TV)
15 Gennaio
La grazia (Film (Cinema)
Divine Comedy (Film – Cinema)
Prendiamoci Una Pausa (Film – Cinema)
28 Anni Dopo: Il Tempio delle Ossa (Film – Cinema)
I sette quadranti di Agatha Christie (Miniserie – Netflix)
Star Trek: Starfleet Academy (Serie TV – Paramount+)
From the Ashes è un titolo che funziona su più livelli. È il nome della nuova espansione, certo, ma è anche una dichiarazione d’intenti che sembra descrivere perfettamente il percorso di Avatar: Frontiers of Pandora nel suo complesso. Un videogioco che, al momento dell’uscita, aveva saputo incantare sul piano visivo, ma che aveva faticato a trovare un equilibrio solido tra narrazione, gameplay e struttura open world. Pandora era magnifica da vedere, meno convincente da vivere nel lungo periodo.
Come aveva notato Riccardo nella nostra recensione del gioco base, l’esperienza risultava spesso altalenante: grande impatto estetico, ma una progressione ludica e narrativa che non riusciva sempre a sostenere l’ambizione del progetto. From the Ashes nasce esattamente da questa consapevolezza. Non si limita ad aggiungere una nuova storia o una manciata di missioni, ma interviene in modo più profondo, cercando di ridefinire il ritmo, il tono e la sensazione generale del prodotto.
Il fuoco che ha devastato Pandora diventa così una metafora del cambiamento: ciò che resta non è solo distruzione, ma terreno fertile per una rielaborazione più matura dell’esperienza. L’espansione si pone come un punto di svolta, una sorta di seconda possibilità concessa a un titolo che ora sembra finalmente sapere cosa vuole essere.
Avatar: Frontiers of Pandora – From the Ashes è disponibile dallo scorso 19 dicembre 2025 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC.
Versione testata: PlayStation 5
So’lek e una Pandora ferita
Dal punto di vista narrativo, From the Ashes compie una scelta netta e, soprattutto, efficace: abbandona l’impostazione più impersonale del gioco base per raccontare una storia più intima, dolorosa e focalizzata. Il nuovo protagonista, So’lek, non è un semplice Na’vi coinvolto nel conflitto contro la RDA, ma un guerriero segnato da una perdita profonda, costretto a muoversi in un mondo che porta i segni evidenti della devastazione.
La Foresta di Kinglor, uno dei fulcri dell’espansione, non è più un luogo da esplorare con meraviglia, ma un territorio ferito, annerito dalle fiamme e dalla violenza. Questo cambiamento ambientale ha un peso narrativo concreto: Pandora non fa da sfondo alla storia, ma la racconta attraverso le sue cicatrici. La scrittura insiste meno sull’epica astratta e più sulle conseguenze degli eventi, costruendo un arco narrativo più compatto e coerente.
La progressione è più lineare rispetto al gioco base, ma anche più efficace. Le motivazioni di So’lek sono chiare, il conflitto è personale, e questo rende ogni missione meno dispersiva e più carica di significato. Pur senza raggiungere vette particolarmente complesse o sorprendenti, la narrazione riesce finalmente a sostenere il world-building, offrendo una storia che si lascia seguire con coinvolgimento costante.
Quando il fuoco non distrugge, ma trasforma
È nella struttura ludica che From the Ashes mostra i miglioramenti più evidenti. L’espansione beneficia di una serie di interventi, alcuni legati direttamente all’espansione, altri introdotti tramite aggiornamenti gratuiti, che nel loro insieme migliorano l’esperienza.
Il cambiamento più evidente, seppur arrivato tramite update separato (e gratuito) a inizio dicembre, è l’introduzione della visuale in terza persona, ora utilizzabile liberamente. Questa nuova prospettiva non è solo un’alternativa estetica, ma incide profondamente sul modo di “percepire”Pandora e il proprio personaggio. Il movimento, i combattimenti e l’esplorazione risultano più funzionali, e il legame con l’avatar è finalmente più diretto. In From the Ashes, questa visuale sembra quasi naturale, come se parte del level e game design fossero stati pensati per valorizzarla.
From the Ashes valorizza la nuova prospettiva in terza persona
Il sistema di combattimento, altro punto debole del gioco base, è stato rifinito in modo sensibile. Le animazioni risultano più fluide, i colpi più leggibili e il feedback è più soddisfacente. Le nuove abilità di So’lek e alcuni scontri più strutturati contribuiscono a rendere le battaglie meno meccaniche e più ragionate, pur restando all’interno di una formula action accessibile. Non si tratta di una rivoluzione, ma di una serie di miglioramenti mirati che, nel complesso, rendono il combat system più solido e meno ripetitivo.
Anche la gestione del loot e delle risorse è stata resa più intuitiva con tutto ciò che questo comporta, in primis un ritmo complessivo molto più “catching”. Sono piccoli dettagli, ma incidono concretamente sulla qualità dell’esperienza, soprattutto nelle fasi più concitate o nelle aree visivamente più “piene”.
Rimangono alcune rigidità tipiche dell’impostazione Ubisoft, quali attività che si ripetono, ma l’impressione generale è quella di un’esperienza finalmente più consapevole dei propri limiti e più attenta a valorizzare i propri punti di forza.
Commento finale
From the Ashes rappresenta il momento in cui Avatar: Frontiers of Pandora trova finalmente una direzione più chiara. Non cancella le incertezze del passato, ma le affronta, trasformandole in un’occasione di crescita. Grazie ad una narrativa più personale, a un gameplay rifinito e a modifiche strutturali che migliorano il ritmo e l’immedesimazione, Pandora riesce a rinascere dalle proprie ceneri, offrendo un’esperienza più matura, più coerente e decisamente più convincente.
L’editore CubeGame e lo sviluppatore UP Software hanno pubblicato il trailer ufficiale di Sword and Fairy 4: Remake, il gioco di ruolo in single player sviluppato assieme ad Unreal Engine 5. Per chi non fosse familiare con la saga, The Legend of Sword and Fairy 4, conosciuto anche come Sword and Fairy 4 o Paladin 4, è un videogioco di ruolo fantasy d’avventura a tema xianxia sviluppato dalla casa thaiwanese con sede a Shangai, la Softstar Entertainment. È il quinto capitolo della serie di e funge da prequel indipendente del terzo gioco. Il franchise fu talmente influente da essere spesso definito come il Final Fantasy della Cina per il suo impatto culturale. Sword and Fairy 4: Remake arriverà senz’altro su pc, anche se non c’è ancora una data ufficiale.
La tramadi Sword and Fairy 4
Yun Tianhe è un giovane che vive da solo sulla cima di una montagna, impegnato in una normale battuta di caccia al cinghiale quando incontra la giovane Han Lingsha. Han appartiene a un clan di profanatori di tombe, che stava tentando di entrare nella tomba dei suoi genitori per distruggerla e spingere Yun a intraprendere un viaggio con lei verso il mondo esterno, per scoprire il passato di suo padre e sua madre. Durante il viaggio, incontrano e fanno amicizia con la figlia adottiva del magistrato di Shouyang, Liu Mengli, che sembra avere legami con il padre di Tianhe, e con un abile e maestro di spada della scuola di Qionghua del Monte Kunlun, Murong Ziying.
Con la promessa di un nuovo anno ricco di emozioni, Gennaio 2026 arriva col passo leggero ma non senza titoli interessanti.
Il 2026 inizia dunque con un ritmo meno forsennato di quello degli scorsi mesi, in preparazione (ve lo anticipiamo) di un Febbraio/Marzo destinato a lasciare il segno sui portafogli dei giocatori. Tra i titoli principali di Gennaio 2026 spicca Code Vein II, nuovo capitolo del soulslike a tinte anime di Bandai Namco. Proprio il mondo degli RPG sarà quello maggiormente rappresentato nelle prossime settimane, con l’arrivo altresì di The Legend of Heroes: Trails Beyond the Horizon nonché l’approdo di Final Fantasy VII Remake Intergrade su Xbox Series e Switch 2. Sul lato delle produzioni indipendenti, l’acclamato Dispatch arriverà sulle console Nintendo ed un occhio di riguardo lo riserviamo a Cairn.
Ecco di seguito una lista (con i trailer completi) dei titoli di Gennaio 2026: troverete anche un comodo link per Amazon, per assicurarvi il prezzo più basso disponibile!
7 Gennaio
Fairy Tail: Dungeons (Nintendo Switch)
10 Gennaio
Code Violet (PlayStation 5)
12 Gennaio
Big Hops (PC, PlayStation 5, Nintendo Switch)
15 Gennaio
Animal Crossing: New Horizons – Nintendo Switch 2 Edition (Nintendo Switch 2)
Cassette Boy (PC, Xbox One, Xbox Series, PlayStation 4, PlayStation 5, Nintendo Switch)
The Legend of Heroes: Trails Beyond the Horizon (PC, PlayStation 4, PlayStation 5, Nintendo Switch, Nintendo Switch 2)
20 Gennaio
Mio: Memories in Orbit (PC, Xbox Series, PlayStation 5, Nintendo Switch 2)
22 Gennaio
Arknights: Endfield (PC, PlayStation 5)
Dynasty Warriors: Origins (Nintendo Switch 2)
Final Fantasy VII Remake Intergrade (Xbox Series, Nintendo Switch 2)
26 Gennaio
Highguard (PC, Xbox Series, PlayStation 5)
28 Gennaio
Core Keeper – Nintendo Switch 2 Edition (Nintendo Switch 2)
Ci sono videogiochi che chiedono di essere compresi. Altri che pretendono di essere “dominati”.Skate Story, invece, chiede una cosa molto più semplice ed allo stesso tempo più difficile: essere vissuto. Un’esperienza onirica, da vivere con il suo ritmo, le sue immagini, le sue strane regole. È, prima di tutto, una lezione di resilienza. Quella silenziosa che nasce dall’adattamento continuo, dall’accettazione dell’urto e dalla capacità di andare avanti nonostante tutto.
L’idea di base potrebbe sembrare quasi banale: uno skate ed un mondo da attraversare a suon di trick. Ma Skate Story non è interessato allo skateboarding come sport, né come disciplina competitiva. Qui lo skate è linguaggio, è mezzo espressivo, è l’unico modo che il protagonista ha per esistere e muoversi in un inferno che non assomiglia a nulla di già visto.
Sviluppato come progetto fortemente autoriale, Skate Story si inserisce in quella zona del medium dove il videogioco smette di essere solo opera ludo-narrativa e diventa esperienza sensoriale a tutto tondo. Un titolo che non ha paura di rallentare, di essere opaco, di risultare talvolta ostinatamente criptico. Ma che, proprio per questo, riesce a costruire un’immaginario forte, coerente, e sorprendentemente intimo, al patto di accettare le sue “assurdità” e perdere l’equilibrio. Letteralmente. Volete saperne di più? Non vi resta che continuare la lettura!
Skate Story, edito daDevolver Digital, è disponibile dallo scorso 08 dicembre 2025 su PlayStation 5 e PC.
Versione testata: PlayStation 5
Narrazione per attrito
Raccontare la storia di Skate Story è complicato, perché il titolo stesso sembra poco interessato a essere raccontato nei termini classici della narrazione. Non c’è una trama tradizionale. C’è una condizione iniziale, una condanna: siete un demone fatto di vetro e dolore che deve raggiungere la luna e divorarla.
Da qui in poi, tutto si sviluppa per suggestioni. I personaggi che incontrerete non spiegano, alludono. Parlano per frasi brevi, spesso enigmatiche, più vicine a versi in prosa che a dialoghi funzionali. Le ambientazioni non raccontano eventi, ma stati d’animo. Ogni area sembra incarnare una variazione sul tema della solitudine, della fatica, dell’ossessione o della ricerca di uno scopo.
La forza della narrativa di Skate Story sta proprio nel suo rifiuto della chiarezza esplicativa. Non vi prende per mano, non vi dice cosa “sentire”. Vi mette in un contesto suggestivo e vi lascia lì, con lo skate sotto i piedi e il vuoto intorno. È una narrazione che funziona per accumulo: più giocherete, più inizierete a cogliere connessioni, ritorni tematici, simboli che si rincorrono.
Il protagonista stesso è una metafora costante: fragile, trasparente, destinato a rompersi. Ogni caduta non è solo un errore meccanico, ma una conferma della sua natura. Eppure, nonostante questa fragilità, o forse proprio grazie ad essa, il viaggio va avanti. Andare sullo skate diventa un atto di resilienza, un modo per non fermarsi, per continuare a resistere anche quando tutto sembra spingervi a crollare.
L’inferno di Skate Story è dannatamente originale
Non tutti apprezzeranno questa impostazione. Chi cerca una storia definita, leggibile, con un inizio ed una fine ben marcati, potrebbe sentirsi deluso. Ma per chi è disposto ad accettare una narrazione più “emotivo-interpretativa” che logica, Skate Story riesce a essere sorprendentemente incisivo, personale, senza mai risultare vuoto.
Stay on board
Parlare del gameplay di Skate Story come quello di un “gioco di skate” nel senso classico del termine è, in fondo, fuorviante. I trick ci sono, le superfici da grindare anche, ma ridurre l’esperienza ad una lettura puramente meccanica significherebbe perderne il cuore. Skate Story non chiede di essere “masterato”, bensì vuole che ci abbandoniamo al suo flow. È, prima di tutto, un’esperienza ritmica.
L’impatto iniziale è particolare, quasi straniante. Il sistema di controllo richiede qualche momento di assestamento, non perché sia punitivo o eccessivamente complesso, ma perché risponde ad una logica diversa da quella del classico skate game. Sam Eng non chiede tecnicismo, né precisione ossessiva: chiede di ascoltare il ritmo della sua creatura, di seguirla nel suo incedere, di assecondarla.
Bastano poche ore perché questa grammatica alternativa si chiarisca. Quando si smette di forzare l’esecuzione e si inizia a seguire il ritmo, Skate Story apre immediatamente le porte alla sua catarsi sensoriale. Andare sullo skate diventa un gesto naturale, quasi istintivo, in cui accelerazioni, salti e cadute si legano ad una pulsazione costante che attraversa musica, ambienti e movimento. Non conta la perfezione dell’esecuzione, ma la continuità del gesto, il modo in cui si resta dentro al flusso.
Anche gli obiettivi seguono questa filosofia. Non servono a mettere alla prova abilità tecniche, ma a guidare il videogiocatore verso una maggiore sintonia con lo spazio ed il ritmo. Le variazioni introdotte lungo il percorso non spezzano l’esperienza, ma la modulano, offrendo nuovi tempi e nuove sensazioni senza mai trasformare il titolo in una sfida competitiva. Le bellissime boss fight sono il culmine di questa visione.
Fall. Rise. Repeat.
Le cadute, frequenti e inevitabili, dunque, non vengono mai vissute come errori da punire. Sono parte integrante del linguaggio dell’esperienza, momenti di pausa che preparano la ripartenza. In un’esperienza che parla di fragilità e resilienza, anche il gameplay riflette questa tensione: si cade, ci si rialza, e si riprende a “resistere”.Nei momenti migliori, Skate Story riesce a creare uno stato di trance leggera, in cui controllo, musica e movimento si fondonoin maniera impagabile.
Un inferno sinestetico
Skate Story è un prodotto che colpisce immediatamente. Il suo stile visivo è astratto, psichedelico, spesso minimalista ma mai povero. Le superfici sembrano vive, i colori pulsano, le geometrie si deformano.
L’inferno che attraversiamo non è un luogo di punizione tradizionale, ma uno spazio mentale. Ogni area ha una sua identità cromatica e visiva, e contribuisce a costruire un mondo coerente nella sua totale stranezza. Non c’è nulla di realistico, ma tutto sembra avere un senso interno, una logica visiva che regge dall’inizio alla fine.
La colonna sonora è parte integrante di questa costruzione. Le tracce accompagnano il movimento, lo amplificano, lo guidano. Non sono semplici sottofondi, ma componenti attive dell’esperienza. In alcuni momenti la musica diventa quasi dominante, trascinando il videogiocatore in uno stato catatonico di pura goduria sinestetica. Skate Story funziona anche grazie alla sua conduzione artistica, totalmente funzionale alla fruizione dell’opera. Bastano immagini e suoni per comunicare ciò che vuole essere.
Commento finale
Skate Story è un’esperienza particolare. È un videogioco che accetta il rischio dell’incomprensione pur di restare fedele alla propria visione. Richiede al videogiocatore di sintonizzarsi sul suo linguaggio e non viceversa. Ma una volta scavalcato (con un banale Ollie) questo piccolo ostacolo, l’opera di Sam Eng riesce a coinvolgere con una naturalezza sorprendente, lasciando emergere una coerenza rara tra intenzione autoriale e risposta sensoriale.
Più che un gioco da “finire”, Skate Story è un esperienza da provare. Un’opera che parla di movimento, di fragilità, di resistenza silenziosa. Ed è proprio qui che Skate Story rivela fino in fondo la sua natura di lezione di resilienza. Non una resilienza eroica o risolutiva, ma una fatta di tentativi, di cadute, di ripartenze imperfette. Una resilienza che non elimina il dolore, ma insegna a conviverci, ad adattarsi ad esso, a continuare a muoversi nonostante la possibilità costante di rompersi.
Un titolo che insegna che il percorso è importante, non solo l’arrivo. Che bisogna stringere i denti e continuare a seguire il flusso con tenacia, anche quando il terreno sembra mancare sotto i piedi. Ed è proprio in questo equilibrio precario tra forma e sensazione che Skate Story trova la sua forza più autentica.
Passato il Capodanno con l’ultimo atto di Stranger Things, Gennaio 2026 porterà agli abbonati Netflix tanti film e serie TV tra novità e ritorni.
Premesso infatti il finale della serie che più di ogni altra è stata il simbolo di Netflix negli ultimi dieci anni, l’anno nuovo porterà con sé molte produzioni da tenere in considerazione. Una volta conclusa Stranger Things 5, ecco che l’appuntamento più atteso di Gennaio 2026 diventa il rilascio dei primi episodi di Bridgerton 4. Spazio a miniserie promettenti tra cui Fuga, La sua verità e I sette quadranti di Agatha Christie. Con la complicità dei fatti di cronaca di questi giorni Fabrizio Corona: io sono notizia promette di essere un appuntamento polarizzante, mentre tra i film segnaliamo Il Falsario nonché l’approdo (a metà Gennaio) di molte pellicole del franchise di 007.
Netflix sta per condividere il catalogo delle nuove uscite per Gennaio 2026sulla propria pagina ufficiale, tuttavia sulla piattaforma arriveranno altri prodotti che troverete nell’elenco sottostante.
Troverete inoltre qualche piccolo consiglio sui titoli da tenere in considerazione in grassetto per il Gennaio proposto da Netflix, oppure per le novità del mese diDicembre laddove vogliate più suggerimenti.
1° Gennaio
Il migliore dei mondi (Film)
Toro scatenato (Film)
Rain Man – L’uomo della pioggia (Film)
Il tempo delle mosche (Film)
Fuga (Miniserie)
L’amore in ufficio (Serie TV)
Il mio fidanzato coreano (Serie TV)
The Good Doctor 7 (Serie TV)
Stranger Things 5 – Finale (Serie TV)
2 Gennaio
Synden (Miniserie)
7 Gennaio
SHIBOYUGI: Playing Death Games to Put Food on the Table (Serie di animazione)
8 Gennaio
La sua verità (Miniserie)
9 Gennaio
Machos Alfa 4 (Serie TV)
Fabrizio Corona: io sono notizia (Miniserie)
Videocracy – Basta apparire (Film)
People we meet on vacation – Un amore in vacanza (Film)
11 Gennaio
Ghostbusters: Minaccia Glaciale (Film)
14 Gennaio
Taskaree – Contrabbando organizzato (Serie TV)
15 Gennaio
007 – Il domani non muore mai (Film)
007 – Spectre (Film)
007 – Zona pericolo (Film)
A 007, dalla Russia con amore (Film)
Agente 007 – Al servizio segreto di sua maestà (Film)
Hideo Kojima, conosciuto principalmente come il padre della saga di Metal Gear e il cui studio di giochi porta persino il suo nome (Kojima Productions), è una delle figure più importanti nel mondo videoludico. Forse addirittura più famoso e importante di Miyamoto, ma senza il quale non ci saremmo molto probabilmente goduti Metal Gear o Death Stranding. In un’intervista a Japanese Wired, Kojima afferma infatti che è stato Super Mario Bros a spingerlo a scegliere una carriera come sviluppatore di videogiochi.
Parola a Kojima
Queste le sue parole sul platform che ha cambiato per sempre la storia dei videogiochi: ““L’ho giocato per un anno intero. Ero uno studente universitario. Saltavo la scuola per giocarci a casa. Senza Super Mario, probabilmente non avrei lavorato in questo settore. Ora però non posso davvero giocarci. È un gioco d’azione a scorrimento laterale. Mario va semplicemente da sinistra a destra. Fondamentalmente salta e basta.“
Continua poi: “Non aveva una vera e propria trama ma mi sembrava di essere dentro un’avventura. Quando l’ho visto, ho pensato che quel mezzo (la console, ndr) un giorno avrebbe superato i film. Quella credenza mi ha portato nell’industria dei videogiochi.” Il primo gioco di Super Mario, contrariamente a quanto ritiene Kojima, regge ancora oggi a distanza di quarant’anni. Tuttavia, questo aneddoto sull’autore giapponese è solo uno dei tanti che mostrano quanto Super Mario Bros sia stato importante per lui e per tutti i fan dei videogiochi con cui ci ha fatto crescere e innamorare.
Quest’anno è il 25° anniversario dall’uscita di Final Fantasy IX, uno dei capolavori assoluti di Square Enix uscito il 7 luglio del 2000 su Playstation. Dopo un ventennio, vista la crescente popolarità del gioco (e il remake che uscirà a dicembre 2026), si pensò addirittura di trasformarlo in una serie con l’aiuto dello studio parigino di Cyber Group Studios. Nel 2021 annunciò l’intenzione di animare Final Fantasy IX, ma il progetto sembrava destinato a non avere seguito. Complice forse il suo target dichiaratamente giovane, in controtendenza rispetto al pubblico tradizionale della saga – e in particolare del nono capitolo. Come riporta però la rivista francese Écran Total, dopo la chiusura di Cyber Group Studios, la produzione sarebbe stata rilevata da Euro Visual. Adesso la nuova finestra di uscita sarebbe fissata al 2028. Square Enix, al momento, preferisce il silenzio e non ha ancora rilasciato commenti ufficiali né confermato pubblicamente lo stato del progetto.
Il contenuto del report
Il report fatto da Écran Total descrive la serie come un progetto d’animazione 2D rivolto principalmente a un pubblico tra i 6 e i 13 anni. Sarà composta da 13 episodi da 22 minuti ciascuno, in linea con quanto emerso già in passato. La storia non sarebbe un adattamento dell’epopea originale di Gidan e compagni, ma uno spin-off sui figli di Vivi (il personaggio con lo sprite del mago nero dei vecchi giochi, per intenderci). Mel, Koln, Luciola, Théa, Fala e Doc sono gli ultimi maghi neri dei quattro continenti e vivono una vita tranquilla ad Alexandria. Poi, un evento misterioso riporta a galla il tragico retaggio del padre. Questo è quanto sappiamo. Resta ora da capire se e quando Square Enix deciderà di confermare ufficialmente l’esistenza della serie.
Megadimensione ha messo Leggende Pokémon: Z-A in una luce, se possibile, ancora più delicata di quanto già non fosse. Nella nostra recensione, avevamo riflettuto su come il nuovo titolo Game Freak vivesse dualismi e contrapposizioni quasi antagonistiche, a metà tra un gameplay sperimentalmente rinnovato ed un comparto tecnico apertamente deludente, al contempo in potenza parimenti divertente e ripetitivo.
Un capitolo polarizzante nel vero senso della parola, sul quale ci si continua a dividere. E nei confronti del quale, Megadimensione rappresenta un ulteriore azzardo. Non solo per il proporre un’espansione a neanche due mesi dalla data di uscita di Z-A. Ma anche di lanciarla sul mercato ad un prezzo piuttosto aggressivo (29,99€). Malumori, quelli sorti nel pubblico, che hanno alimentato dubbi e perplessità sulla bontà dell’operazione. Si tratta di un DLC in grado di dare una spinta extra al controverso titolo oppure di fornire un ulteriore acceso argomento di dibattito?
Leggende Pokémon: Z-A – Megadimensione è disponibile dal 10 Dicembre per Nintendo Switch e Nintendo Switch 2.
Versione testata: Nintendo Switch 2
Attraverso il portale
Dopo gli eventi narrati in Z-A, una misteriosa bambina di nome Anjabelle appare sul tetto dell’Hotel MZ. Accompagnata da un Hoopa, si ritroverà a chiedere l’aiuto del Team MZ per… preparare una ciambella. Si, perché il suo pokémon ha una qualità eccezionale: creare portali dimensionali previa consumazione di ciambelle. Passando attraverso questi portali è possibile accedere ad una versione alternativa di Luminopoli, ricca di pericoli ed insidie. L’obiettivo di Anjabelle è proprio quello di esplorare questa variante Dimensionale della cittadina, per catturare un pokémon leggendario (estreamente caro ai fan) che vi si è rifugiato. Al contempo, i portali rendono la realtà stessa fragile ed esposta a rischi per cui allenatori vecchi e nuovi dovranno unire le forse per salvare Luminopoli da una minaccia oscura.
Megadimensione propone dunque una storia fondalmentalmente slegata dalle vicende primarie di Z-A, ponendola cronologicamente dopo quanto vissuto appena qualche settimana fa. Quella che poteva essere tuttavia una scelta sulla carta apprezzabile (meglio qualcora di nuovo piuttosto che un proseguimento diretto), tuttavia si è scontrata con una realizzazione meno ispirata delle proprie premesse. Se avevamo apprezzato Z-A anche per la sua narrativa ed alcune idee ben sceneggiate, Megadimensione si è rivelato per converso fin troppo rinunciatario. Le vicende si fanno troppo spesso apatiche e piatte, senza trasmettere il pathos che il rischio di minacciose dimensioni parallele fa gravare sulla città di Luminopoli. Insomma, un inatteso passo indietro.
Dimensioni parallele non così temibili, narrativamente parlando.
Una ciambella per domarli
Ludicamente, Megadimensione non si discosta moltissimo dalla struttura cardine di Z-A ma introduce alcune idee stimolanti.
La necessità ci preparare le ciambelle per Hoopa al fine di accedere ai portali dimensionali porta con sé qualche meccanica piacevolmente roguelite. A seconda degli ingredienti usati per cucinare i dolci, il giocatore ottiene bonus più o meno utili per affrontare l’esplorazione delle aree della Luminopoli Dipensionale. Si va dalla maggiore frequenza di spawn per determinati pokémon fino alla progressiva facilità di cattura degli stessi. Ma con un’attenzione particolare a due valori legati al livello dei pokémon e il tempo concesso a disposizione per l’esplorazione. Non solo infatti il periodo di permanenza nella dimensione parallela è limitato ed andrà sfruttato a dovere, ma bisognerà stare molto attenti all’aggressività delle creature presenti. Perché Megadimensione infrange il tetto del livello 100, mettendo di fronte ai giocatori delle sfide di non poco conto se non adeguatamente pronti ad ogni evenienza.
Il loop si articola dunque in percussioni continue nella Luminopoli Dimensionale, laddove i premi saranno sempre nuove bacche per alimentare le scorribande successive. Non mancano ovviamente missioni da intraprendere, ricerche da completare e creature ferox da sconfiggere. Tuttavia finisce per essere un ciclo ancora più asciutto e con meno senso di progressione rispetto a quanto visto in Z-A. Tutto si gioca dunque sul piacere dei combattimenti e sulla volontà di incrementare la propria collezione di pokémon.
Dovrete avere un team all’altezza per affrontare tutte le sfide di Megadimensione.
Riparte la caccia
Dove Megadimensione si rivela oggettivamente generoso ed indiscutibilmente promosso è nella volontà di accrescere il parco creature di Z-A.
Se qualcuno si era lamentato di alcune assenze nel gioco base, Megadimensione provvede aggiungendo quasi 140 pokémon e ben 22 nuove megaevoluzioni (spesso da affrontare in avvincenti lotte ferox). Tra cui, come avrete capito da alcune immagini a corredo di questa recensione, inedite forme di creature amatissime come Raichu e Lucario. Si tratta di un boost significativo rispetto al pokedex del gioco base, aspetto che quantomeno dal punto di vista quantitativo aveva lasciato un pelo di disappunto. Al netto di attesi ritorni e di una direzione artistica generale per le megaevoluzioni forse più convincente rispetto a quelle viste in Z-A, dove il DLC ha poi ulteriormente fatto passi avanti è sotto il versante dei leggendari. Megadimensione infatti ne aggiunge diversi nel mixer, sopperendo ad una carenza atavica propria della generazione di Kalos.
Non si tratta di un’accortezza di poco conto, dal momento che avrete bisogno di team piuttosto validi ed affidabili per affrontare tutte le battaglie del titolo. In questo senso, segnaliamo la presenza di un’avvincente versione della classica boss rush, in cui l’espansione chiede di affrontare in serie i più potenti pokémon megaevoluti ferox. Un attestato alla sperimentazione del capitolo stesso, che continua a spingere su questo versante e speriamo resti una caratteristica da curare per il futuro della saga.
La nuova megaevoluzione di Lucario ci è piaciuta assai.
Commento finale
Leggende Pokémon: Z-A – Megadimensione si è rivelato un pacchetto generoso, con tanti pokémon da catturare e missioni da portare a termine con interessanti contaminazioni da roguelite. Sebbene ludicamente riesca ad intrattenere grazie anche ad una difficoltà tarata maggiormente verso l’alto, il DLC non riesce a scrollarsi alcune criticità. Una narrativa sfortunatamente rinunciataria va così a braccetto con una ripetitività progressivamente accentuata, per un risultato destinato ad alimentare le controversie tanto sul titolo quanto sull’espansione stessa. Una proposta dunque che si rivolge principalmente a chi ha già nostalgia di Luminopoli e non vede l’ora di acchiappare ancora parecchie creature.
IO Interactive ha annunciato che 007 First Light è stato rinviato di due mesi rispetto alla data inizialmente prevista del 27 Marzo 2026.
Il promettente titolo arriverà dunque il prossimo 27 Maggio 2026 per PlayStation 5, Xbox Series, Switch 2 e PC via Steam ed Epic Games Store.
Il periodo di sviluppo extra, secondo quanto affermato dagli sviluppatori in un comunicato che vi riportiamo di seguito, sarà necessario per perfezionare il titolo ed offrire così la migliore esperienza possibile.
Oggi vi comunichiamo un aggiornamento relativo a 007 First Light: abbiamo deciso di posticipare l’uscita del gioco di due mesi, al 27 maggio 2026.
007 First Light è il nostro progetto più ambizioso fino ad oggi e il team si è concentrato completamente sulla realizzazione di un’esperienza indimenticabile dedicata a James Bond, che unisce azione mozzafiato, viaggi intorno al mondo, spionaggio, gadget, inseguimenti in auto e molto altro ancora. In qualità di sviluppatori e editori indipendenti, questa decisione ci consente di garantire che l’esperienza soddisfi il livello di qualità che voi giocatori meritate fin dal primo giorno.
Il gioco sta procedendo bene ed è completamente giocabile dall’inizio alla fine, quindi questi due mesi aggiuntivi ci consentiranno di perfezionare e rifinire ulteriormente l’esperienza, assicurandoci di offrire la versione più solida possibile al momento del lancio. Siamo fiduciosi che questo garantirà a 007 First Light un successo a lungo termine e apprezziamo sinceramente la pazienza e il continuo supporto che abbiamo ricevuto sin da quando abbiamo rivelato il gioco. Non vediamo l’ora di condividere ulteriori aggiornamenti su 007 First Light all’inizio del 2026.
Grazie ancora per il vostro supporto, IO Interactive
SEGA e Ryu Ga Gotoku Studio hanno condiviso un nuovo gameplay overview trailer di oltre sei minuti per Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties.
Il trailer offre uno sguardo alla nuova vita adi Kazuma Kiryu, mentre il suo paradiso tropicale all’orfanotrofio Morning Glory di Okinawa viene sconvolto da forze che cercano di costringere lui e i bambini ad abbandonare la loro casa. Adottando lo stile di combattimento Ryukyu, ispirato alla foga di Okinawa, Kiryu riprende a malincuore le armi per proteggere la pace nella sua nuova casa. Oltre al combattimento migliorato e ai nuovi minigiochi, il trailer ha anche mostrato la nuova modalità Bad Boy Dragon. Al contempo per quanto riguarda Dark Ties, il protagonista Yoshitaka Mine deve aiutare il suo luogotenente Tsuyoshi Kanda a rafforzare la propria reputazione e scalare i ranghi tra sottotrame, dispute locali, compiti e missioni per il Kanda Damage Control.
Yakuza Kiwami 3 & Dark Ties arriverà il 12 Febbraio per PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series, Nintendo Switch 2 e PC via Steam.
Due anni fa Microsoft acquisiva Activision Blizzard e prometteva di portare Call of Duty su una console Nintendo. Se all’epoca uno scenario del genere sembrava quantomai azzardato, oggi si può dire che l’ipotesi è più che concreta. Come confermato da Jez Corden, giornalista di Windows Central in risposta ad un commento su X, “La prima versione di CoD per Switch è quasi pronta e sarà lanciata tra pochi mesi “. Il progetto, secondo il commento del giornalista sulla piattaforma social, sembra a buon punto e dovrebbe vedere luce già nel 2026.
L’indiscrezione trova ulteriore conferma negli annunci di lavoro pubblicati da Sledgehammer Games lo scorso novembre. Lo studio per un periodo cercava esplicitamente delle figure con esperienza su Nintendo Switch, alimentando le speculazioni della community dello sparatutto in prima persona. In ogni caso, secondo Corden non dovremo attendere molto per scoprire la verità. L’unica certezza è che Microsoft deve onorare la promessa di due anni fa. Il 2026 sembra essere l’anno designato per vedere Call of Duty finalmente su una console Nintendo.
Di che Call of Duty si tratterà?
Phil Spencer, CEO di Microsoft Gaming, in passato aveva specificato che l’adattamento sulla console Nintendo avrebbe richiesto tempo. Ora invece pare che il momento per vedere Call of Duty sulla Switch (e di conseguenza anche su Switch 2) sia quasi giunto. Resta però da capire che tipo di Call of Duty vedremo. Lo scenario più probabile è che Activision voglia portare almenoWarzone sulla console Nintendo, oltre ad un capitolo principale della serie. Riguardo quest’ultimo, non è chiaro se si procederà con Black Ops 7 o direttamente con il prossimo titolo principale della saga. Non è da escludere che possa essere anche ripreso un vecchio titolo della serie. Per averne conferma, bisognerà aspettare almeno qualche mese. Microsoft manterrà la sua promessa?
Mentre l’eco dello straordinario successo di Tears of the Kingdom risuona ancora piuttosto forte tra tutti gli appassionati del mondo di Hyrule, il mondo dei videogiochi ha già iniziato a guardare verso il futuro. La domanda che ogni fan si pone è infatti sempre la stessa: cosa ci riserva il futuro di The Legend of Zelda?
Le recenti dichiarazioni di Eiji Aonuma, storico produttore della leggendaria serie Nintendo, hanno gettato nuova benzina sul fuoco, suggerendo che il prossimo capitolo principale potrebbe attingere a piene mani da territori finora esplorati solo attraverso gli spin-off.
Hyrule Warriors: cosa può portare alla serie principale?
Il punto di svolta di questa nuova ondata di rumor è rappresentato da Hyrule Warriors: Age of Imprisonment, il titolo sviluppato da Koei Tecmo che ha debuttato appena il mese scorso sulla neonata Nintendo Switch 2. Questo terzo capitolo della serie “Warriors” non si è limitato ad offrire l’azione frenetica tipica dei Musou, ma ha riscritto eventi fondamentali della cronologia di Zelda, introducendo al contempo nuove meccaniche di combattimento e, soprattutto, la possibilità di scambiare in tempo reale i diversi personaggi giocabili.
In una recente intervista rilasciata al portale giapponese 4Gamer, Aonuma ha espresso un certo disappunto scherzoso riguardo al fatto che il primo Zelda sulla nuova console Nintendo non sia stato un titolo sviluppato internamente. Ovviamente al producer sarebbe piaciuto che fosse il suo team a rilasciare il primo gioco di Zelda su Switch 2, ma un progetto di quel calibro richiede molto tempo per essere sviluppato.
Tuttavia, Aonuma ha subito raddoppiato la posta dichiarando che l’ispirazione derivata dalla collaborazione con Koei Tecmo potrebbe riflettersi in qualche modo nel prossimo capitolo della serie principale. Questo suggerimento non è passato inosservato: l’idea di vedere elementi Musou o la gestione di un party di eroi integrati nella formula classica di Zelda apre scenari rivoluzionari per il brand.
Uno Zelda con un intero party?
Analizzando le parole di Aonuma, è chiaro che Nintendo stia osservando con attenzione come i giocatori interagiscono con meccaniche diverse dal solito. Se Tears of the Kingdom ha esplorato la libertà creativa assoluta attraverso la costruzione e la fisica, il prossimo capitolo potrebbe focalizzarsi su una dinamica di squadra più marcata. Immaginare un gioco di Zelda in cui non controlliamo solo Link, ma possiamo passare a Zelda o ad altri alleati per risolvere enigmi o affrontare battaglie campali, non sembra più un’ipotesi così remota.
Nintendo ha sempre usato gli spin-off come modi di testare nuove idee ed approcci al gameplay, e Age of Imprisonment potrebbe essere stato il banco di prova definitivo per alcune feature della prossima grande avventura.
Tuttavia, bisogna fare i conti con la realtà dei tempi di sviluppo. Il 2026 segnerà il prestigioso traguardo del 40° anniversario della serie. Sebbene quindi l’entusiasmo dei fan sia alle stelle, è molto improbabile che un nuovo gioco principale arrivi sugli scaffali così presto. Con Tears of the Kingdom rilasciato nel 2023 e l’ultima iterazione in 2D arrivata solo lo scorso anno, Nintendo si trova in una fase di pianificazione e produzione che solitamente richiede dai cinque ai sei anni per i titoli di punta. Il 2026 potrebbe essere l’anno delle celebrazioni, dei remake o di titoli minori, ma per il vero successore di Link nel mondo aperto dovremo probabilmente attendere oltre.
The Legend of Zelda tra Film e Merchandise
Fortunatamente per i fan, il franchise di Zelda sta vivendo un’espansione transmediale senza precedenti. Non si tratta più solo di cartucce e console. Nintendo ha ufficialmente iniziato a girare il film live-action, la cui uscita è prevista per il 2027. Sotto la direzione di Wes Ball, questa pellicola rappresenta una grandissima sfida ma allo stesso tempo un’opportunità incredibile per consolidare Zelda nell’immaginario globale, seguendo le orme del successo cinematografico di Super Mario.
Oltre al grande schermo inoltre, Zelda sta invadendo anche altri ambiti della cultura pop. La collaborazione con LEGO, culminata con il set dedicato al Grande Albero Deku, ha dimostrato che c’è una fame incredibile di merchandising di alta qualità legato a Hyrule. Questi progetti collaterali servono a mantenere vivo il marchio durante i lunghi anni che separano un capitolo principale dall’altro, offrendo ai fan nuovi modi per interagire con l’universo creato da Shigeru Miyamoto e Takashi Tezuka.
In definitiva, il futuro di The Legend of Zelda sembra essere essere in continua evoluzione. L’apertura di Aonuma verso le influenze dei Musou suggerisce un cambio di passo nel ritmo dell’azione e nella gestione narrativa, mentre l’espansione verso il cinema e il collezionismo punta a rendere Hyrule un luogo sempre più presente nelle vite degli appassionati. Anche se l’attesa per il prossimo grande viaggio di Link sarà lunga, i segnali indicano che Nintendo stia preparando qualcosa capace di riscrivere ancora una volta le regole del genere action-adventure, proprio come accaduto ormai quasi quarant’anni fa.
Marvel Entertainment ha condiviso poco fa il primo teaser trailer ufficiale per Avengers: Doomsday, confermando il ritorno di Chris Evans nei panni di Steve Rogers.
Il trailer, come noto, è stato inserito nella prima settimana di programmazione cinematografica di Avatar – Fuoco e Cenere ed era già trapelato clandestinamente online. Seguendo il medesimo iter, verosimilmente nei prossimi giorni verrà condiviso anche il secondo teaser di Doomsday (inserito nella seconda settimana di programmazione del film di James Cameron) con protagonista il Thor di Chris Hemsworth.
Il filmato mostra attimi della vita di Steve Rogers dopo il finale di Endgame, nel quale è tornato indietro nel passato per vivere con Peggy Carter con la quale, apprendiamo, ha avuto un figlio.
Si tratta di un ritorno a lungo caldeggiato dai fan, che non vedono l’ora di sapere di più sulla pellicola evento che vedrà anche il ritorno di Robert Downey Jr. nell’MCU. Tuttavia nei panni del cattivo principale, il Dottor Doom.
Avengers: Doomsday arriverà al cinema il 18 Dicembre 2026.