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Metal Gear Survive, pubblicato il trailer di lancio

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l’atteso spin-off si mostra in video.

Dopo aver svelato la listra dei trofei, Konami, a poche ore dalla pubblicazione su console e PC, ha condiviso il trailer di lancio per Metal Gear Survive.

Il gioco ci vedrà alle prese con orde di zombie e dovremo cooperare con altri giocatori per sopravvivere.

Monster Hunter World, la nostra recensione

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Monster Hunter: World

Dopo molti anni, Monster Hunter: World approda su console fissa.

Versione testata: PlayStation 4

A distanza di anni, Monster Hunter: World torna per le console casalinghe di casa Sony e Microsoft. Nonostante il titolo porti dietro di sé un’aura di elitarismo che dà come impressione che possa essere apprezzato a pieno solo dai fan di lunga serie, molte sfumature fanno sì che anche i novizi possano cimentarsi senza troppi e particolari problemi in questa avventura.

Per i nuovi giocatori che si affacceranno al franchise, Monster Hunter: World sarà comunque accessibile, offrendo un buon gameplay e una buona narrazione. Per i giocatori di vecchia data, invece, la matrice del gameplay sarà subito riconoscibile: crafting di armi, uccisione di mostri e raccolta dei materiali per potenziare il proprio equipaggiamento.

Primo e più importante, il gioco è veramente divertente e corrisponde realmente con quanto visto nel materiale promozionale dei mesi antecedenti il lancio: i mostri sono giganti e diversi tra di loro; gran numero di strumenti dalle varie armi ai vantaggi geografici. Conoscendo l’ambiente, conoscendo la preda, prepararsi ad una battaglia creano un vero vantaggio strategico realmente appagante. Ogni arma offre un reale vantaggio sul campo di combattimento, oltre che diversi e unici stili e sistemi di combo.

Inoltre, per i giocatori di vecchia data della serie, lo stile del gameplay sarà immediatamente riconoscibile. Il proprio lavoro sarà un ciclo continuo che coinvolgerà il crafting di armi, l’uccisione di mostri e il loot di materiali. Tra le altre cose, una narrativa ben fatta non è mai stata parte di questo ciclo di gioco, e questo potrebbe essere stato un deterrente per coloro che cercano un punto d’appoggio nel passato del franchise. Fortunatamente per loro, il primo grande punto di differenza dai precedenti titoli principali è il modo in cui la trama e il gameplay vengono innestati insieme.

Lupo solitario o cacciatore di gruppo?

Per cominciare, la parte migliore è che Monster Hunter: World è divertente da giocare sia in solitaria sia in gruppo; non c’è alcuna punizione apparente per provare a combattere da solo. Quindi, se ti senti antipatico, vuoi una sfida, o semplicemente vuoi andare al tuo ritmo, allora il gioco è concepito pensando al giocatore singolo. Tuttavia, puoi facilmente accedere con un party di amici o lanciare un razzo SOS per portare dentro altri giocatori e abbattere la preda insieme. I Palico, inoltre, possono essere i migliori compagni e degli eccellenti sostituti per le persone. Difatti, possono attirano costantemente lontano da te i nemici per darti respiro e il loro tempismo con le cure è di solito preciso.Monster Hunter

Di positivo, questa formula ha un serio potere duraturo. Di solito si perdono le motivazioni a giocare agli MMO una volta raggiunto il livello massimo e l’end game diventa un elemento noioso. Monster Hunter: World, invece, mantiene la voglia di giocare viva rendendo sia interessante l’attrezzatura da collezionare sia divertente il continuare a giocare. Selezionare caccie specifiche con lo scopo di raccogliere materiali per creare set di armature è più razionale che razziare dungeon sperando di droppare il pezzo giusto. Certo, entrambi hanno un forte elemento RNG. Tuttavia è possibile aumentare il drop rate a proprio favore catturando il mostro piuttosto che ucciderlo per materiali bonus o mutilando parti del corpo rimovibili che rilasciano quel materiale separatamente.

I draghi stanno tornando.

Sicuramente la modalità storia è la parte più confusionaria. La premessa stessa è eccellente per introdurre nuovi giocatori nel mondo di Monster Hunter. Un nuovo inizio, con la Quinta Flotta inviata a popolare un continente appena scoperto. L’obiettivo del giocatore diventa rapidamente rintracciare i movimenti di un gigantesco Drago Anziano noto come Zorah Magdaros che sta compiendo la sua migrazione di 10 anni sull’isola. Risolvere il mistero del circuito regolare dei mostri giganti ha senso per un’organizzazione di ricercatori naturali, ma poi, naturalmente, il proprio obiettivo diventa catturarlo. Tuttavia, ciò è in contrasto con l’obiettivo iniziale di scoprire esattamente dove stia andando; a complicare la situazione, l’abbattimento di una creatura di dimensioni stratosferiche composto da magma sembra più una candidatura per i Darwin Awards anziché una missione razionalizzata e studiata.

Purtroppo, le missioni storia sono raramente interessanti da sole, spesso indistinguibili dalle normali caccie o, nel caso della caccia Magdaros, non sono affatto divertenti.

A favore si può affermare che, mentre si passa un sacco di tempo a inseguire un Drago Anziano, la scelta di Monster Hunter: World di integrare le missioni Gilda e Villaggio è azzeccata. Unirle in un’unica storia coerente, infatti, elimina ogni confusione o ambiguità che i nuovi giocatori potrebbero provare quando si tratta di capire quali missioni progrediscono nel proprio viaggio.

Inoltre, rispetto al passato, anziché effettuare molte esercitazioni, si dispone di un gestore che distribuisce informazioni utili. Questa assistenza cessa quando si inizia a tagliare i denti sui mostri di alto rango, ma conoscere nuove abilità e metterle immediatamente in pratica sul campo è un modo eccellente per conoscere il gioco da zero.

Un nuovo mondo da scoprire.

Monster Hunter: World si presenta come un parziale openworld, con mappe di una straordinariamente grandi mai viste prima (sia verticalmente che orizzontalmente), con difficoltà a riconoscere le schermate di caricamento tra una zona di caccia e l’altra. Inoltre, la ricchezza degli ambienti è meravigliosamente resa, con colpi d’occhio e varietà di ambientazione spettacolari. Un’utile aggiunta a questo nuovo mondo è lo sciame di insetti-guida, il quale serve come strumento per tenere traccia di mostri e altri obiettivi.

Tuttavia, navigare nella vastità di quelle aree senza insetti-guida sarebbe stato incredibilmente noioso. Una volta individuate alcune tracce del percorso di un mostro in una zona, gli insetti-guida lo seguono automaticamente nella posizione corrente. Il raccogliere abbastanza indizi nel tempo, inoltre, porta questi a prevedere dove si trova un certo mostro in base ai movimenti del passato. Questo è molto utile per le missioni investigative con tempi stretti a ranghi più alti e si attacca alla propria caratterizzazione: un cacciatore esperto che comprende la loro preda. Tranne, forse, quando la preda passa attraverso il fogliame e non può essere attaccata con le armi che si ha a disposizione. Fortunatamente, questi casi sono pochi e lontani tra loro.

Un cacciatore armato.

Tra i pregi, l’attrezzatura stessa è molto interessante in quanto ha caratteristiche che vanno oltre i numeri grezzi da aggiungere alle varie statistiche. Il mescolare e abbinare armi e armature rende necessario avere un baule pieno di equipaggiamento. Il tutto per ottimizzare il proprio stile di combattimento o per affrontare uno specifico tipo di mostro. World poi aggiunge il fascino della raccolta di pezzi rendendo la propria armatura favolosa. La creazione di set di armature coordinati per il tuo Palico è ispirata. Inoltre permette al cacciatore e al felino di posare insieme.

Uno degli aspetti di Monster Hunter storicamente difficile da approcciare era la complessità simile a quella dei Souls ma con elementi RPG più evidenti. Come nella serie firmata, Myazaki, infatti, il giocatore viene buttato nel vivo con pochissime spiegazioni. Solo la propria esperienza, infatti, sarà utile per procedere in questo mondo.

Procedendo nel gameplay, parte della capacità di sfruttare la debolezza di un mostro è l’uso intelligente di tutti gli strumenti nell’arsenale di caccia. Le Hunter Arts di Monster Hunter: Generations sono state rimosse, e il focus del gioco è unicamente sulla propria capacità di fare danni usando le combo dell’arma. Le armi leggere sono ancora le più mobili mentre le armi tecniche sono ancora le più difficili da capire e da padroneggiare. Ci sono, tuttavia, ampie opportunità per fare esperienza con qualsiasi lama, arco o lancia scelta. Gli alberi di aggiornamento delle armi sono tutti visibili a colpo d’occhio e la possibilità di creare una wishlist di parti per il prossimo aggiornamento rende il processo più conveniente e aiuta a decidere su quali spedizioni concentrarsi.

Conclusioni.

A questo punto, sento che è necessario ribadire che trovo questo gioco estremamente divertente e organicamente impegnativo. Mi sono trovato principalmente a scrivere sui negativi di Monster Hunter: World perché sono un contrasto così bizzarro con il gameplay altamente raffinato. Sembra che il quinto titolo di un franchise di 14 anni avrebbe appianato molti aspetti grezzi, men che meno gli elementi chiaramente controversi. Sono un sacco di piccole cose ma si accumulano e la loro stessa esistenza, in alcuni casi, sembra improbabile dopo alcuni round di beta test. Non voglio intimidire i nuovi giocatori, ma voglio che vengano ben avvisati.

Se hai letto tutto questo e hai voglia di provare World, il mio miglior consiglio è quello di trovare alcuni amici che ti guidino nelle prime fasi del titolo finché non sei sufficientemente familiarizzato con tutte le sue meccaniche più oscure. Ci sono molte guide, ma probabilmente non saprai nemmeno cosa vuoi finché non sarai già in una situazione in cui ne hai bisogno ma non ce l’hai. Probabilmente scoprirai che ne valeva la pena, ma non è il posto migliore per un gioco.

Burnout Paradise Remastered, rivelata la data di uscita

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Pubblicato anche il trailer di annuncio.

Electronic Arts ha annunciato ufficialmente che Burnout Paradise Remastered, titolo originariamente uscito nel 2008 su PS3 e Xbox 360 e nel 2009 su PC, arriverà su current gen il 16 marzo, e su PC successivamente.

L’edizione remastered di Burnout Paradise includerà tutti i DLC di Year of Paradise, tra cui l’aggiornamento Big Surf Island.

Immortal: Unchained, annunciata la Close Beta

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Uno sparatutto fantascientifico RPG.

Sold Out e Toadman Interactive sono lieti di annunciare che sarà disponibile in esclusiva su PC a marzo un closed Alpha test per l’imminente sparatutto fantascientifico d’azione hardcore RPG Immortal: Unchained.

A partire da giovedì 8 marzo, fino a lunedì 12 marzo, verrà effettuato il test closed alpha per offrire ai giocatori PC  una prima occhiata su  due location di Immortal: Unchained, un mondo oscuro e implacabile, dove sarà possibile sperimentare il brutale combattimento e la sparatoria tattica del gioco per la prima volta. I giocatori saranno anche invitati a condividere il loro feedback con il team di sviluppo per aiutare a perfezionare il gioco e saranno incoraggiati a condividere i loro pensieri e le loro esperienze attraverso la pagina Steam di Immortal: Unchained e su altri canali social.

Chi è interessato a partecipare al test, può registrarsi per l’accesso su  ImmortalTheGame.com. I fortunati selezionati saranno quindi contattati con una password per  scaricare la demo.

“Siamo entusiasti di offrire ai giocatori PC la prima opportunità di entrare in contatto con Immortal: Unchained il mese prossimo”, ha dichiarato Robin Flodin, CEO della Toadman Interactive. “Consideriamo seriamente il feedback dei giocatori e speriamo che, mettendo ora il prodotto nelle mani dei fan di RPG hardcore, saremo in grado di raccogliere dei suggerimenti che ci aiutino a creare un titolo migliore in tempo per il lancio, ovvero un gioco con cui i fan del genere vorranno davvero divertirsi “.

Oltre ad annunciare la demo del gioco, Sold Out e Toadman Interactive hanno anche pubblicato il primo trailer di gameplay di Immortal: Unchained, che mostra il mondo selvaggio e il combattimento sanguinario.

“Non vediamo l’ora di conoscere le prime impressioni dei giocatori di Immortal: Unchained”, ha aggiunto Sarah Hoeksma, Direttore Marketing presso Sold Out. “Con più aggiornamenti e bonus per il 2018, speriamo che gli appassionati di giochi di ruolo hardcore saranno entusiasti di scoprire molto di più del mondo dark sci-fi che Toadman sta creando, a mano a mano che ci avviciniamo al lancio.”

Immortal: Unchained sarà disponibile sia in digitale che in versione fisica per PlayStation 4, Xbox One e PC su STEAM nel 2018.

BioMutant torna a mostrarsi in un nuovo trailer

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Veicoli, sistema di combattimento e molto altro.

BioMutant, particolare action-RPG open world annunciato durante l’ultima edizione della Gamescom di Colonia torna finalmente a far parlare di se. THQ Nordic ed Experiment 101 hanno infatti pubblicato un nuovo gameplay trailer che mostra nuove ed interessanti caratteristiche del titolo.

Il video, seppur breve, ci permette di dare uno sguardo a quello che saranno le ambientazioni, le meccaniche di combattimento, oltre ad annunciare la presenza degli immancabili boss e persino quello che, sembra a tutti gli effetti un mech guidabile.

Lasciandovi al trailer vi ricordiamo che BioMutant è atteso nel corso del 2018 su PlayStation 4, Xbox One e PC.

Metal Gear Solid 3: Subsistence, secondo Polygon è il migliore Metal Gear Solid di sempre

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Metal Gear Solid 3 Remake

Siete d’accordo?

Mancano 2 giorni all’uscita del primo Metal Gear senza Hideo Kojima e Polygon ha rivelato la sua personalissima classifica su quale è il capitolo migliore della fortunata serie. Al terzo posto troviamo Metal Gear Solid del 1998, al secondo posto Metal Gear Solid V: The Phantom Pain e al primo posto Metal Gear Solid 3: Subsistence del 2006. Snake Eater del 2004 e Sons of Liberty 2001 si trovano invece all’undicesima e alla quattordicesima posizione.

Ecco la classifica nel dettaglio:

  • Metal Gear Solid Mobile, 2008
  • Metal Gear (NES), 1988
  • Metal Gear Solid Touch, 2009
  • Metal Gear Solid 4: Guns of the Patriots, 2008
  • Snake’s Revenge, 1990
  • Metal Gear Solid: The Twin Snakes, 2004
  • Metal Gear Ac!d, 2005
  • Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty, 2001
  • Metal Gear Solid: Portable Ops/Plus, 2006/2007
  • Metal Gear Ac!d 2, 2006
  • Metal Gear Solid 3: Snake Eater, 2004
  • Metal Gear Solid: Special Missions, 1999
  • Metal Gear Rising: Revengeance, 2013
  • Metal Gear Solid: Ghost Babel, 2000
  • Metal Gear Solid V: Ground Zeroes, 2014
  • Metal Gear (MSX), 1987
  • Metal Gear Solid: Peace Walker, 2010
  • Metal Gear 2: Solid Snake, 1990
  • Metal Gear Solid, 1998
  • Metal Gear Solid V: The Phantom Pain, 2015
  • Metal Gear Solid 3: Subsistence, 2006

E voi siete d’accordo con la classifica di Polygon?

Little Nightmares, rivelata la data di lancio dell’ultimo DLC – The Residence

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Terzo e ultimo DLC.

Ormai siamo quasi giunta alla fine della corsa. Dopo Le Profondità e Il Nascondiglio, il prossimo 23 febbraio sarà disponibile l’ultimo DLC per Little Nightmares, The Residence.

Ritorneremo nuovamente ad indossare i panni del Fuggiasco, continuando nella nostra avventura alternativa rispetto a quella di Six.

Ricordiamo che Little Nightmares è disponibile su PS4, Xbox One e PC.

Le novità denim uomo della primavera 2018

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Tra qualche mese i giorni freddi e grigi saranno solo un lontano ricordo e si tornerà ad indossare capi leggeri e freschi.

Per non farsi trovare impreparati bisogna riorganizzare il proprio armadio guardando le ultime tendenze di moda per la primavera 2018. Soprattutto per quello che riguarda l’abbigliamento maschile, si notano tendenze molto decise caratterizzate dai contrasti. Molti brand rivisitano il guardaroba sia formale che casual attraverso scelte più provocatorie. In generale si nota una ricerca di forme e proporzioni a volte anche eccentriche ma tutte caratterizzate da un tocco glam che caratterizzi un capo: giacche e pantaloni devono essere oversize, mentre gli elementi propri dello stile classico vengono mischiati con quelli relativi all’abbigliamento sportivo.

Essere chic significa indossare capi comodi ed ecco allora che anche per quanto riguarda le scarpe si prediligono i modelli sportivi come le sneakers. Non bisogna dimenticare i colori che caratterizzano l’abbigliamento maschile per la primavera 2018, come il rosso fuoco o stampe tropicali, anche se rivisitate, che decorano le camicie.

Le tendenze moda uomo da non perdere

In particolare, si distinguono 8 tendenze uomo da seguire per essere alla moda nella prossima primavera.

1. Abito gessati

L’abito formale non può mancare nell’armadio di un uomo. Molti stilisti propongono per la prossima primavera 2018 l’abito gessato in versione rivisitata: magari skinny quindi caratterizzato da pantaloni molto aderenti o optare per un doppiopetto oversize.

2. Maglione da tennis

Le maglie dovranno essere caratterizzate dallo scollo a V sottolineato da linee colorate. Si tratta dei tipici maglioni da tennis o da cricket propri dell’abbigliamento inglese. Oltre ai modelli ultra-colorati in rosso, si affiancano anche quelli in bianco o che hanno una trama che crea un particolare effetto 3D.

3. Tuta intera

La tuta diventa un capo da indossare non solo in palestra ma anche in altre occasioni come nell’ambiente lavorativo: si può optare per un modello in denim caratterizzato da cuciture in vista, o realizzato con una texture più elegante.

4. Camicia a stampa tropicale

La vera novità è costituita dalle camicie con stampa tropicale in genere in seta e a maniche corte. Tuttavia, i motivi non sono solo quelli propri del modello classico hawaiano ma anche vegetali o caratterizzate da disegni e sovrapposizioni di colori.

5. Giacche oversize

Per tutti coloro che amano la comodità potranno optare per una giacca oversize, mentre alcuni stilisti optano per maniche enormi che presentano anche drappeggi. Il capo più ricercato è senza dubbio il maxi-blazer.

6. Colore rosso

Con l’arrivo della bella stagione è giunto anche il momento di osare attraverso i colori, per lo più vivaci e che danno carica come il rosso: c’è chi propone non solo abiti ma anche scarpe rosse.

7. Scarpe in camoscio

Per quanto riguarda le scarpe, le tendenze sulle passerelle cercano di venire incontro alle esigenze di tutti: da quelle stringate ai sandali, alle ciabatte: ad ogni stile la propria scarpa. Il must have di questa stagione sono senza dubbio le sneakers o stivaletti con suola carrarmato realizzate in camoscio.

8. Jeans e pantaloni ampi

È il capo che tutti gli uomini amano indossare, protagonista indiscusso sulle passerelle moda uomo per la primavera 2018: parliamo del jeans. Il denim cambia fit avvalendosi di forme morbide e confortevoli come i modelli proposti dall’abbigliamento uomo gas jeans, caratterizzati da modelli semplici, non molto ricercati, dalla gamba dritta ma troppo stretta.

Lo stesso principio riguarda anche i pantaloni che come le giacche diventano ampi e molto più comodi. Un segno distintivo è dato dalla vita alta da tenere su con un paio di bretelle, mentre altri stilisti puntano su maxi tasconi anche su modelli sartoriali.

Nintendo Switch Online, svelati i prezzi per il mercato Australiano e Neozelandese

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Tutti i dettagli.

In atesa di scoprire quali saranno i prezzi ufficiali per il mercato italiano, relativamente al servizio Nintendo Switch Online. possiamo dare uno sguardo ai prezzi per quanto riguarda l’Australia e la Nuova Zelanda.

Nel dettaglio:

 Australia:

  • Abbonamento mensile $ 5,95 AU
  • Abbonamento trimestrale AU $ 11,95
  • Abbonamento annuale 29,95 USD

Nuova Zelanda

  • Abbonamento mensile $ 6,55 NZ $
  • Abbonamento trimestrale $ 13,15
  • Abbonamento annuale $ 32,95

Ricordiamo che il servizio Nintendo Switch Online verrà lanciato nel mese di settembre 2018.

Metal Gear Survive, pubblicata la lista dei trofei

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Siete pronti ad uccidere un po’ di zombie?

Mancano ormai una manciata di giorni alla pubblicazione di Metal Gear Survive. Come riporta Dualshockers, Konami ha rivelato la lista dei trofei presenti nel gioco. Abbiamo ben 52 trofei divisi tra 42 bronzi, 7 argenti, 2 ori e il trofeo finale di platino. Ad esempio, alcuni degli obiettivi richiedono di portare a compimento missioni legate alla modalità co-op, altri invece di mangiare cibo, effettuare uccisioni, sopravvivere un determinato numero di giorni e di raggiungere un certo punteggio.

Ricordiamo che Metal Gear Survive sarà disponibile su PS4, Xbox One e PC il prossimo 22 febbraio.

Assassin’s Creed Origins si aggiorna alla versione 1.3.0

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Assassin's Creed Origins

Nuove features e miglioramenti.

Ubisoft, attraverso il suo sito ufficiale ha svelato il changelog completo della nuova patch 1.3.0 per Assassin’s Creed Origins. La patch in questione dovrebbe arrivare nella giornata di oggi su PlayStation 4 (5.3 GB), Xbox One (5.5 GB), Steam (2.6 GB) e Uplay PC (4.8 GB).

Tra le feature più attese, segnaliamo l’arrivo della modalità “Discovery Tour by Assassin’s Creed: Ancient Egypt” e del New Game+. Inoltre l’update mira a risolvere alcuni problemi legati alla stabilità generale del gioco e dell’esperienza di gameplay.

 

 

ASUS Republic of Gamers, disponibili le cuffie Strix Fusion 500

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Per un’esperienza di gioco ancora più ricca.

ASUS Republic of Gamers (ROG) annuncia la disponibilità in Italia di Strix Fusion 500, le cuffie gaming della nuovissima serie ROG Strix Fusion che offrono funzionalità e prestazioni audio eccezionali per arricchire ulteriormente l’esperienza dei giocatori esigenti. Le cuffie ROG Strix Fusion 500 sono le prime a offrire la possibilità di creare effetti luminosi RGB personalizzati e sincronizzati con altre cuffie, per consentire ai giocatori di una stessa squadra di mostrare lo spirito e l’unicità del loro stile durante tornei e LAN party.

Le cuffie integrano un convertitore digitale-analogico e un amplificatore ESS (DAC), driver ASUS Essence da 50 mm e un esclusivo design a tenuta stagna per offrire un audio gaming ad alta fedeltà senza pari con bassi profondi, evitando livelli di volume dannosi che nel lungo periodo possono provocare danni all’udito. Per esperienze di gioco ancor più coinvolgenti, ROG Strix Fusion 500 integra un audio surround a 7.1 canali personalizzato, sviluppato in collaborazione con Bongiovi Acoustics e ottimizzato per i giochi sparatutto in prima persona, come PUBG e Overwatch, per una maggiore consapevolezza dell’ambiente di gioco; i comandi touch intuitivi permettono ai giocatori di regolare istantaneamente il volume e le altre impostazioni audio.

Sincronizzazione dell’illuminazione headset-to-headset

Le cuffie ROG Strix Fusion 500 adottano l’esclusivo sistema di illuminazione personalizzabile RGB Aura che permette di scegliere tra oltre 16,8 milioni di combinazioni di colori e tre effetti di illuminazione pre-impostate – statico, pulsante e cambiamento ciclico dei colori – tramite l’intuitiva app mobile Aura Headset per creare il proprio ambiente di gioco preferito. Grazie al software Aura per PC, gli utenti possono ottenere un’illuminazione pulsante al ritmo della propria musica preferita.

L’esclusiva funzione di sincronizzazione dell’illuminazione RGB headset-to-headset permette ai team di gioco di contraddistinguersi con colori ed effetti luminosi unici che pulsano all’unisono durante le competizioni. L’app Aura Headset permette di selezionare e adattare l’illuminazione delle cuffie e sincronizzarla facilmente con tutte le cuffie dei propri compagni di squadra con un semplice tocco, come la tecnologia Aura Sync consente la sincronizzazione degli effetti luminosi con altri prodotti ROG compatibili.

Massima qualità del suono

Le cuffie ROG Strix Fusion 500 sono state progettate per offrire un audio di gioco il più realistico, dettagliato e coinvolgente di sempre con una dinamica potente e bassi profondi. Adottano il convertitore digitale-analogico (DAC) ESS 9018 che assicura alta fedeltà, elaborazione audio a 24 bit/96kHz, un amplificatore ESS Sabre 9601K, driver ASUS Essence da 50 mm e un esclusivo design a tenuta stagna.
Le cuffie ROG Strix Fusion 500 assicurano un’esperienza di gioco totalmente immersiva con audio surround virtuale 7.1 che sfrutta un algoritmo personalizzato sviluppato in collaborazione con Bongiovi Acoustics. A differenza della maggior parte delle cuffie gaming che utilizzano lo stesso algoritmo di audio surround virtuale standard pur avendo diverse proprietà le ROG Strix Fusion 500 offrono un’esperienza di audio surround virtuale su misura per un intrattenimento incredibilmente realistico e senza pari. L’audio surround virtuale è ottimizzato per i giochi sparatutto in prima persona come PUBG e Overwatch e migliora il posizionamento audio dinamico, fornendo all’utente una maggiore consapevolezza dell’ambiente di gioco, delle azioni e della posizione dell’avversario per ottenere così un vantaggio competitivo.

Comandi comodi e comfort senza compromessi

Il padiglione sinistro delle cuffie ROG Strix Fusion 500 integra un ampio pannello touch che permette di accedere ai controlli audio e regolare istantaneamente il volume con semplici gesti senza distrarsi dalla sessione di gioco. ROG Strix Fusion 500 adotta innovativi cuscinetti auricolari ovali ROG Hybrid in materiale composito, combinando intelligentemente una morbida pelle isolante e un tessuto traspirante per il massimo comfort, senza compromettere la qualità del suono. Il microfono digitale retrattile unidirezionale – che può essere regolato nella posizione preferita – utilizza un algoritmo ottimizzato di elaborazione del suono per garantire un sonoro incredibilmente nitido e definito, a differenza dei microfoni analogici tradizionali. Quando non è necessario, è possibile ritrarre il microfono – che si disattiva automaticamente – integrandolo perfettamente nell’apposito vano.

Le cuffie ROG Strix Fusion 500 sono disponibili a un prezzo consigliato al pubblico di 179,90 Euro, IVA Inclusa.

SPECIFICHE TECNICHE
Connettore USB 2.0

Compatibile per PC, Mac, PlayStation 4

Dimensioni driver altoparlante 50mm
Materiale del driver Magnete in neodimio
Impedenza 32 ohms
Frequenza in risposta 20Hz–20KHz
Padiglioni auricolari ROG Hybrid

Pelle proteica 100%

Peso 360 grammi
Cavo Cavo intrecciato: 2M
Effetti Luminosi Statico

Pulsante

Ciclo colore

Musica (solo PC)

Audio surround virtuale7.1 Sviluppato con Bongiovi Acoustics

Integrato con pulsante dedicato

Microfono Tipo Digitale

Design retrattile

Pick-up pattern Unidirezionale
Frequenza in risposta 50 Hz–10K Hz
Sensibilità -39 ± 3 dB

Bandai Namco, La beta di Naruto to Boruto Shinobi Striker partirà a breve

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Registratevi subito.

Si torna a parlare di crea un team di Naruto to Boruto Shinobi Striker. Infatti fra pochi giorni prenderà il via la beta su PlayStation 4.

Quii di seguito il comunicato stampa ufficiale di Bandai Namco:

Crea un team di 4 giocatori e combatti online contro persone di tutto il mondo, grazie alla open beta per PlayStation 4 di Naruto to Boruto Shinobi Striker dal 23 al 25 febbraio!

La open beta introdurrà lo stage Hidden Sand come nuovo campo di battaglia. Questa mappa richiederà ai ninja di ottenere il massimo dall’uso della loro verticalità per sfuggire ai nemici e scomparire tra i palazzi di sabbia. I giocatori avranno bisogno di adattare la loro strategia alle differenti costruzioni. Rispetto alla Closed Beta, oltre 30 ninjutsu possono essere usati nella sessione della open beta così i giocatori potranno trovare la loro migliore combinazione di ninjutsu.

Per registrarsi alla open beta:

http://bnent.eu/openbetanaruto

Per ringraziare i partecipanti alla open Beta, riceveranno un t-shirt esclusiva per i loro avatar.  Questa t-shirt rimarrà disponibile dopo l’uscita di Naruto to Boruto Shinobi Striker.

Recensione Sandokan vol. 1: Le Tigri di Mompracem e vol. 2 I Misteri della Giungla Nera

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E altre storie…

Emilio Salgari, un maestro senza tempo, un uomo che è stato capace di anticipare i tempi, portando in Italia le magie e i misteri delle terre orientali, di popoli magici, che all’epoca erano visti sì con circospezione ma anche con curiosità. Anni particolari quelli in cui un giovane Salgari ebbe una vera e propria illuminazione creativa. Siamo quasi alla fine dell’800, l’Italia era sorta da poco più di un trentennio, Marconi aveva effettuato la sua prima trasmissione via radio, la Michelin testava i suoi primi pneumatici, nasce il cinema grazie ai fratelli Lumière e Alfred Nobel detta il suo celebre testamento attraverso il quale istituisce il Premio Nobel. L’opera di Salgari nasce nel 1883, attraverso un manifesto esposto a Verona. Il primo romanzo d’appendice, La tigre della Malesia ebbe un successo talmente tanto elevato che il giornale sul quale veniva pubblicato, il foglio, fu costretto a ristampare le puntate.

Il personaggio ideato da Salgari si chiama Sandokan ed ha accompagnato intere generazioni. Chi vi scrive, pur non avendo ancora compiuto trenta anni, ha conosciuto la tigre della Malesia grazie ai romanzi conservati gelosamente nella libreria di famiglia. Avevo poco più di 7 anni quando mi ritrovai fra le mani i primi romanzi di avventura di Salgari. Rimasi letteralmente folgorato dal suo stile di scrittura e da un personaggio, quello di Sandokan appunto, tanto carismatico quanto complesso. L’universo Salgariano non è soltanto caratterizzato da romanzi, il celebre pirata è stato infatti protagonista di film, sceneggia­ti televisivi, uno dei più famosi vide Kabir Bedi interpretare Sandokan a cavallo fra gli anni Settanta e Novanta e di una serie animata prodotta alla fine degli anni Novanta.

Un universo che deve quindi essere preservato per le future generazioni. Per tale motivo Star Comics ha deciso di riadattare l’opera di Salgari in una corposa e interessante versione a fumetti. L’idea è stata quella di non stravolgere il personaggio e le sue gesta, ma di riadattarlo in una veste più moderna e contemporanea. I due volumi pubblicati sino ad oggi: Sandokan vol. 1: Le tigri di Mompracem e Sandokan vol. 2: I Misteri della Giungla Nera, si dividono in due parti. Una prima parte di trasposizione, dedicata quindi allo scritto di Salgari e ai suoi iconici personaggi, terre e luoghi di fantasia e una seconda parte invece che possiamo considerare creativa, nella quale i più brillanti sceneggiatori e disegnatori italiani, hanno ulteriormente ampliato il già vasto universo salgariano, attraverso storie inedite.

Una notte infernale

Nel vol. 1, veniamo catapultati immediatamente nell’esotismo salgariano. Corre l’anno 1849, ci ritroviamo non lon­tano dalle coste occidentali del Borneo. Un violentissimo uragano infuria su Mompracem, il covo dei pirati.  Sandokan attende il ritorno del suo “fratellino” Yanez de Gomera, il quale, al suo ritorno, gli racconta di Marianna, una creatura meravigliosa, dai capelli biondi come l’oro e dagli occhi più azzurri del mare. È così che comincia questo viaggio, un viaggio pieno di peripezie, di terre uniche e affascinanti, di personaggi molto diversi fra loro, di combattimenti, inseguimenti, uccisioni, fughe e molto altro ancora. Forse l’unica debolezza di questo primo riadattamento, così come anche per il vol. 2, è dato dal fatto di voler sintetizzare in poche pagine, circa ottanta, un romanzo così profondo e dettagliato che è quello di Salgari. Ma al contempo, riesce anche ad avere un vantaggio, quello di rendere la lettura adatta non soltanto al lettore adulto, magari cresciuto proprio con Sandokan, ma anche al ragazzo giovane desideroso di scoprire delle storie uniche.

I testi sono stati affidati a David Goy e Gero mentre i disegni sono stati realizzati da Paolo Antiga (The Cannibal Family e La Iena). Dal punto di vista grafico, le tavole realizzate da Antiga hanno un impatto visivo davvero suggestivo. Richiamano alla mente gli sceneggiati visivi di fine anni Ottanta ma strizzando un occhio, grazie ad uno stile di scrittura scorrevole, al pubblico più giovane.

A chiudere il volume ci sono le side stories: “Il ventre del Diavolo” – (realizzata da Davide Aicardi e Mario Sciuto) – ha come protagonista Sandokan, in intrecci passati e presenti, differenziati fra loro e messi in risalto attraverso l’utilizzo di toni più chiari per il passato, in una sorta di: “il passato che fu” e toni più scuri e marcati per il presente, per preservare Mompracen e il suo futuro. “Gli occhi della Tigre” – (Davide Morando e Michael Malatini) – invece, narra l’infanzia di Marianna alle prese con una tigre e non solo e infine “La Tigre e la Volpe” – (Alessandro Di Virgilio e Michela Cacciatore) – racconta il primo incontro tra Sandokan e Yanez. Il volume è inoltre accompagnato da un saggio firmato da Claudio Gallo e Giuseppe Bonomi, due dei maggiori esperti di Salgari. Le copertina dei tre volumi sono state realizzate da Pasquale Frisenda, disegnatore noto, tra l’altro, per il suo lavoro su “Tex”.

Nelle misteriose Sunderbands indiane 

Nel vol. 2 – I Misteri della Giungla Nera – Ci ritroviamo nel Bengala, esattamente nelle fitte paludi che circondano la giungla alla foce del Gange. Qui si nascondono i membri della terribile setta dei Thug, guidati dal perfido Suyodhana e devoti alla dea indiana Kali. Assassini, che uccidono le loro vittime strangolandole con un “laccio di seta”; ognuno di loro ha tatuato sul petto un serpente dalla testa di donna. La sinistra isola di Raimangal, che cela la pagoda nei cui sotterranei si acquattano i fanatici seguaci del Figlio delle sacre acque del Gange, fa da sfondo alla cruenta battaglia che contrappone il coraggioso cacciatore di Serpenti Tremal-Naik agli adoratori di Kali, dea della Distruzione e della Morte.

Quando Ada Corishant, figlia del capitano inglese Macpherson, viene rapita e costretta a diventare la nuova sacerdotessa, il prode Tremal-Naik, insieme al fidato servitore Kammamuri, farà di tutto per salvarla.

In questo volume, così come nel romanzo originale, ci viene quindi introdotto Tremal-Naik. È presente soltanto il cacciatore bengalese, nessuna traccia di Sandokan. Soltanto nei romanzi successivi, e più precisamente da I Pirati della Malesia, Tremal-Naik diventerà la spalla e l’amico della Tigre della Malesia. Luca Blengino e Francesca Follini ci portano a vivere un’avventura dai toni più cupi e tetri. Si percepisce una costante presenza nella fitta giungla bengalese. Non ci riferiamo soltanto alla setta dei Thug ma anche alle pericolose creature che in quella stessa giungla ci vivono. Inoltre il protagonista, a differenza di Sandokan, ha, almeno nella prima parte del volume, una personalità che possiamo definire “folle” e che ha molto in comune con i Thug. Non curante del pericolo, rischia quasi di lasciarci le penne. Soltanto nella seconda parte del volume in questione, il personaggio assumerà un’aura letteralmente nuova. Meno incline ad un pericolo certo ma molto più ponderatore, ricercando anche insperate alleanze temporanee e non che potrebbero aiutarlo nel suo obiettivo di abbattere il clan dei Thug.

Dal punto di vista stilistico, gli eventi narrati e i personaggi, principali e non, sembrano quasi fuoriuscire con forza dalle tavole realizzate da Francesca Follini. Rispetto al vol. 1, i toni sono molto più pesanti e marcati. La violenza è una componente pressoché onnipresente ne – I Misteri della Giungla – ma riesce alla fine a cedere il passo ad altre tematiche quali: riconciliazione familiare, amore e speranza, consci che il pericolo è sempre dietro l’angolo!

In chiusura del volume troviamo altre side stories. “La Stesa del Pirata” ad opera di Gero e Alessia de Vincenzi è una breve storia da 65 vignette che si colloca nel Ciclo dei Pirati della Malesia. Una fattucchiera e dei tarocchi, cosa ne uscirà fuori? “Kirby” realizzato da Davide Barzi e Valentina Pinti, vede Sandokan alla ricerca di un medico inglese per salvare la sua amata Marianna. Anche il vol. 2 è accompagnato da un breve saggio a cura di Claudio Gallo e Giuseppe Bonomi che ci offrono un excursus sulla storia di Salgari, sugli aspetti chiave del romanzo da cui l’adattamento a fumetti è tratto, sui personaggi, le curiosità e molto altro.

Ogni volume della serie (cartonato, formato 19×26 cm, foliazione 144 pagine, b/n, prezzo 20 euro).

Commento finale

Star Comics è riuscita nel suo intento. Proporre un riadattamento delle vicende legate a Sandokan ma in un’ottica moderna. Gli sceneggiatori e i disegnatori coinvolti nel progetto si sono rivelati dei veri e propri fuoriclasse, proponendo, non soltanto una trasposizione dei classici romanzi di Salgari ma anche nuovi, piccoli e emozionati racconti che potessero calzare a pennello nell’universo salgariano.

Sandokan Vol. 1 e Vol. 2
8.0 / 10 4News.it
Emilio SalgariAutore
141-144Pagine
Pro
    - Il ritorno di un'opera senza tempo
Contro
    - Le future pubblicazioni a fumetti riusciranno a mantenere la stessa qualità?
Giudizio complessivo

Recensione The Fall Part 2 Unbound

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La seconda parte dell’avventura di A.R.I.D.

Quando lo sviluppatore canadese Over the Moon nel 2014 rilasciò il primo capitolo di The Fall mai si sarebbe aspettato un tale successo per la sua creatura. Il titolo sorprese semplicemente tutti; un pò avventura grafica, un pò metroidvania, seppe stupire grazie ad una narrativa coraggiosa e grazie anche ad un ambientazione sci/fi di tutto rispetto.

Ciò che però permise a The Fall di imporsi come uno dei migliori giochi indie del 2014 furono le sue tematiche, interessanti, intelligenti, capaci di penetrare l’anima e la coscienza dei giocatori.

The Fall si rivelò quindi per la compagnia una scommessa più che vincente. Il titolo fù realizzato grazie ad una fruttuosissima campagna Kickstarter ed ora, a distanza di ben quattro anni, arriva sul mercato il secondo capitolo: (di una trilogia, è bene ricordarlo) The Fall Part 2 Unbound.

Questo secondo capitolo riprende quanto di buono visto nella parte 1 e lo amplifica all’ennesima potenza. Se nel primo titolo abbiamo potuto intravedere l’evoluzione del personaggio di A.R.I.D. (l’intelligenza artificiale protagonista del titolo), in questo parte 2 ne avremo la piena conferma.

Cosa succederebbe se le macchine, i robot, da un momento all’altro uscissero fuori dai propri schemi e meccanismi ed iniziassero a provare emozioni, sentimenti, paure? Tutte domande alle quali, grazie a The Fall Part 2 Unbound avremo modo di darvi una risposta.

La mia missione? Salvarmi

L’avventura di The Fall Part 2: Unbound inizia esattamente da dove il primo capitolo si era interrotto.

Nel disperato tentativo di salvarsi, A.R.I.D. (un’intelligenza artificiale con coscienza di se stessa e “sentimenti”) viene eliminata da alcuni robot che la etichettano come “malfunzionante”. Privata quindi del suo “corpo”, l’intelligenza artificiale riesce a salvarsi interfacciandosi con una vasta rete globale che collega le varie strutture ed infrastrutture tecnologiche dell’area.

Preso coscienza della situazione ed analizzato l’ambiente circostante la nostra protagonista, in men che non si dica, rifiuterà categoricamente l’idea di essere “disattivata” ma cercherà di lottare con tutte le proprie forze per cercare di sopravvivere, costi quel che costi. Proprio questo desiderio prettamente “umano” denota la trasformazione della protagonista. Da fredda e calcolatrice I.A., si sta ora evolvendo in una più emotiva, riflessiva e quanto più vicina ad essere definita “umana”.

Nel corso dell’avventura A.R.I.D., intenta a portare a termine la sua “nuova” missione, farà la conoscenza di altre I.A. “speciali”, ognuna dei quali avrà una propria personalità e abilità unica. Attraverso il loro aiuto sarà possibile superare ostacoli e situazioni difficili alle quali il gioco ci metterà di fronte. Ma il prezzo da pagare sarà alto..

Visto che l’elemento chiave del titolo è proprio la sua componente narrativa eviteremo di spingerci oltre, ma, se siate amanti del genere sci/fi o, più in generale, di qualsiasi tipo di opera fantascientifica, in questo The Fall Part 2 Unbound troverete pane per i vostri denti.

Over the Moon è riuscita a relizzare tutto sommato una storia intrigante, misteriosa ma allo stesso tempo appagante e, se possibile, migliore rispetto a quella realizzata nella prima parte della trilogia di The Fall.

Avventura grafica…

Se dal punto di vista narrativo The Fall Part 2 Unbound appare solido e valido, lo stesso non si può dire per il gameplay vero e proprio. Il gioco, come già accennato, è principalmente un’avventura grafica condito però con alcune sequenze action in puro stile “Metroid.

Per quanto riguarda la sezione più esplorativa da “punta e clicca” il gioco ci metterà di fronte ad una serie di enigmi e sfide per nulla banali e che, quasi sempre, potranno essere risolti in modo del tutto logico e riflessivo. Attraverso una torcia a disposizione di A.R.I.D. (e di tutti gli altri androidi che controlleremo) sarà possibile far apparire nello scenario i punti di interesse con i quali poter interagire.

Per superare i vari enigmi che il gioco ci proporrà dovremo quindi fare affidamento proprio sulla torcia e, spesso, saremo chiamati a raccogliere informazioni ed oggetti, magari persino in un certo ordine, nascosti nello scenario.

Proseguendo nell’avventura e sbloccando nuovi “alleati” le sfide si faranno ancor più difficili e complesse. I personaggi che potremo utilizzare finiranno per essere sempre più connessi tra di loro, condividendo esperienze ed abilità particolari. Questo espediente ci permette di esaminare nuovamente alcuni luoghi da una diversa prospettiva, senza rendere tediosa la progressione nella storia e risulterà vitale nella risoluzione di enigmi.

Purtroppo, nonostante una buona varietà, la componente enigmistica non sempre risulta eccellente. Per quanto non capiti mai di trovarsi difronte a sfide prive di senso e superabili solo tramite fortuna, avrebbe sicuramente giovato una migliore calibrazione del livello di difficoltà.

…o shooter 2D?

Come nel primo capitolo di The Fall, anche in questo seguito le sequenze action ci sono sembrate l’elemento più debole di tutta la produzione.

Gli sviluppatori hanno provato a modificare un pò le carte in tavola, modificando leggermente il combat system rispetto al passato. Sono così sparite le coperture presenti nel primo The Fall, elemento tanto criticato che mal si sposava con un gioco con elementi shooter a scorrimento laterale.

In questo seguito A.R.I.D. se la vedrà contro una serie di virus letali che troverà lungo la rete globale nella quale è rimasta intrappolata. A nostra disposizione avremo esclusivamente una pistola energetica ed alcune abilità extra che otterremo man manco che si proseguirà nell’avventura principale.

Il combattimento contro questi nemici appare fin da subito semplice e molto chiaro. Per sconfiggere i virus dovremo attendere il momento giusto per attaccarli, in quanto i nostri nemici si renderanno vulnerabiili esclusivamente una volta che questi saranno diventati di colore azzurro.

Per aiutarci gli sviluppatori, in questo seguito, hanno introdotto la possibilità di saltare su varie piattaforme, disseminate nello scenario, in modo da rendere più semplice schivare i colpi ed i proiettili nemici.

Tutto sommato, in questo The Fall Part 2 c’è stato un netto miglioramento rispetto al passato per quanto riguarda la parte più action del titolo, ma resta comunque poco ispirata e sicuramente non memorabile, complice una difficoltà quasi inesistene.

Spazio profondo

The Fall Part 2 Unbound ci mette di fronte ad una delle ambientazioni sci/fi più cupe e tetre che si siano mai viste in una produzione videoludica. Se dal punto di vista tecnico il gioco non è eccezionale, di tutt’altro canto è invece la realizzazione artistica, soprattutto per quanto concerne l’ambientazione. Quest’ultima risulta veramente ispirata, tanto da essere tanto tetra e ansiogena quanto viva, reale e celata in quell’alone di oscurità e mistero che incuriosiscono da sempre la natura umana.

Dal punto di vista grafico gli sviluppatori hanno puntato più al sodo che ai dettagli, realizzandocomunque modelli poligonali puliti e tutto sommato ben definiti.

Il gioco è capace di sorprendere anche per quanto riguarda il comparto sonoro. In The Fall Part 2 Unbound troveremo un mix perfetto di musica classica/silenzi/rumori metallici che, tutti insieme, riescono a donare al titolo un sonoro ambientale veramente di tutto rispetto, capace di tenere alta la tensione nei momenti critici e di distendere i nervi nelle fasi più calme.

Menzione speciale va anche al doppiaggio in lingua originale veramente eccellente, capace di donare ad ogni singolo personaggio una propria “anima” e personalità.

Presenti inoltre anche i sottotitoli nella nostra lingua. Un’aggiunta per nulla scontata e che, oggigiorno,  sta diventando merce sempre più rara da trovare in queste piccole produzioni indipendenti.

Commento Finale

The Fall Part 2 Unbound prende quanto di buono visto nel primo capitolo e lo ripropone in questo seguito, migliorandolo, ma senza snaturare la natura del titolo. La narrativa è sempre il punto forte della produzione, matura, intrigante, capace di rapire il giocatore e gli amanti del genere sci/fi. Purtroppo il titolo non è esente da difetti, riscontrabili principalmente proprio nella sua natura ludica. Combattimenti poco esaltanti, una progressione lenta ed una longevità generale non eccelsa ne limitano, purtroppo le potenzialità.

In attesa di vedere come la serie si concluderà, The Fall Part 2 Unbound resta un titolo apprezzabile e valido, capace di toccare temi maturi e di instaurare un legame profondo tra il giocatore ed il personaggio di A.R.I.D.

Apple batte Samsung nel quarto trimestre 2017

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Buone notizie per la Apple nel periodo più complesso del 2017 per i produttori di smartphone.

Il quarto trimestre dello scorso anno, infatti, vede diminuire sensibilmente le vendite di questi amati apparecchi elettronici ma segna il sorpasso della casa di Cupertino sul gigante sudcoreano Samsung. Sul lungo periodo, però, il sorpasso viene cancellato e sul primo gradino del podio, per numero di vendite, resta solida la casa Samsung.

I numeri di un sorpasso

L’iPhone X è stato, senza dubbio, l’oggetto del desiderio del 2017. Nato per celebrare il decimo compleanno della famosa mela morsa a stelle e strisce, è diventato da subito un oggetto di culto da personalizzare  e rendere unico anche grazie alle cover iPhone di Personalizzalo.it, il portale che permette di dotarsi di coperture per il proprio smartphone originali. A spingere le vendite di questa creazione è stato anche Natale, che ha sostenuto anche le vendite degli altri modelli. Da ottobre a dicembre, nonostante un mercato globale in sofferenza, Apple ha fatto segnare il sorpasso ai danni d Samsung. I numeri non lasciano spazio ai dubbi: la casa di Cupertino, infatti, ha messo in commercio 77,3 milioni di smartphone, contro i 74,4 milioni di Samsung.

Il parere degli analisti

Il quarto trimestre del 2017, però, è anche il trimestre più complesso per il mercato. A dirlo sono gli analisti di Strategy Analytics, che evidenziano, sì, il sorpasso ai danni di Samsung ma pongono l’accento anche su un altro dato: le consegne di smartphone fanno registrare un sensibile calo rispetto all’anno precedente con un -9 per cento, per un volume fermo a 400,2 milioni di unità. Per gli analisti si tratta, senza dubbio, del calo “più marcato della storia”. Dove si è registrata la frenata maggiore? In Oriente, in Cina. Qui il mercato perde il 16 per cento, nonostante la costante crescita dei produttori made in China. Huawei, infatti, il colosso orientale, mantiene solido il suo terzo posto, con 41 mila dispositivi. Anche quarto e quinto posto della top five dei produttori è cinese: Oppo (29,5 milioni) è al quarto posto e Xiaomi (27,8 milioni) al quinto.

La sorpresa è Xiaomi

E’ proprio la quinta classificata a rappresentare la grande sorpresa del 2017. Rispetto agli altri produttori, infatti, è l’unica casa a far registrare un aumento della produzione trimestre su trimestre e in più nell’ultimo anno ha raddoppiato le proprie vendite. Numeri alla mano: tra ottobre e dicembre questa casa di smartphone ha venduto circa 28 milioni di dispositivi. Solo un anno prima il numero si fermava a circa 14 milioni. Guardando, invece, all’anno: Xiaomi ha toccato quota 92 milioni di dispositivi spediti, un anno prima erano 58 milioni. Il dato relativo ad Apple, invece, è circa 215 milioni, come nel 206. Samsung, invece, ha toccato quota 317 milioni, erano 309 milioni nel 2016.

Apple perde terreno

Nonostante la vittoria sul competitor Samsung, Apple fa registrare un leggero rallentamento. Considerando i volumi venduti, infatti, le vendite di iPhone hanno perso l’1 per cento. Sensibile, invece, l’aumento in termini di volumi: +13 per cento. Come? I ricavi sono stati sostenuti dai costi elevati degli ultimi modelli prodotti. Il prezzo medio di un iPhone venduto nel trimestre, infatti, è stato paria 800 dollari, con un aumento di circa 100 euro rispetto al 2016. Samsung, però, si conferma il primo produttore mondiale nel 2017. Quali sono i dati? Le consegne sono state pari a 317,5 milioni di smartphone, Apple si ferma a 215,8 milioni. Le consegne complessive sono aumentate dell’1 per cento, toccando quota 1,5 miliardi di unità.

Recensione Street Fighter V Arcade Edition

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Sbagliando si impara.

Street Fighter V è stato pubblicato su PS4 e PC nel 2016. Il picchiaduro targato Capcom manteneva inalterate le caratteristiche tipiche della saga. Un roster di 32 personaggi, le classiche meccaniche di gioco a scorrimento laterale e un comparto grafico davvero niente male. Il problema? Una povertà di contenuti disarmante. L’idea iniziale di Capcom era quello di catapultare Street Fighter negli eSports e nelle manifestazioni più importanti del genere. L’obiettivo è stato raggiunto ma a caro prezzo.

La community di fan mondiale, ha aspramente criticato la mancanza di una vera e proprio modalità storia in singolo e di contenuti in generale. Ci si limitava soltanto a selezionare un personaggio, magari provando il set di mosse in modalità Training e Tutorial per poi affrontare la Character Story, in cui ogni personaggio percorre un arco narrativo illustrato da scene e combattimenti. C’era inoltre una modalità Online ma le problematiche di matchmaking e l’instabilità dei server hanno fatto storcere ulteriormente il naso ai fan.

Cosa fare? Yoshinori Ono e il suo team di sviluppatori, consci degli errori commessi, si sono dati da fare. Gradualmente sono stati pubblicati nuovi contenuti, la modalità storia in primis, migliorato il comparto tecnico e attraverso una serie di DLC, ampliato il roster di lottatori, di arene e molto altro ancora. Il risultato? Un degno capitolo della serie che è culminato nella pubblicazione di Street Fighter V Arcade Edition.

Un’edizione stand alone acquistabile da chi non ha mai giocato al quinto capitolo e invece scaricabile gratuitamente da chi invece all’inizio ha dato fiducia a Capcom e ne è rimasto scottato. L’Arcade Edition Include tutti i contenuti pubblicati dall’uscita di Street Fighter V, i contenuti dei Season Pass 1 e 2, 12 personaggi giocabili e 12 costumi premium. Con l’arrivo della terza stagione abbiamo finalmente il lottatore Sakura.

Un picchiaduro che non teme la concorrenza

Fra le novità più rilevanti di Street Fighter V: Arcade Edition c’è la modalità Arcade che dà la possibilità all’utente di affrontare una serie di incontri fino ad arrivare al boss finale. Capcom è riuscita a fare anche di più. Non si è limitata soltanto a dare il contentino ai fan delusi ma ha voluto celebrare la storia di Street Fighter partendo dal passato e arrivando fino ad oggi. È infatti possibile affrontare ben sei differenti percorsi storici. Si parte dal 1987 con il primo e amatissimo capitolo della serie, Street Fighter, passando poi per Street Fighter 2, Street Fighter 3, Street Fighter Alpha, Street Fighter 4, fino ad arrivare a Street Fighter V. Fra i cattivi più iconici della serie, c’è sicuramente M.Bison, che oltre a darvi filo da torcere, se siete fan di vecchia data, vi farà rivivere tanti ricordi legati al picchiaduro targato Capcom. Non mancano poi arrangiamenti dei temi storici della serie, la possibilità di selezionare il costume per ogni personaggio e le sfide bonus.

Inoltre completando l’Arcade Mode con ogni singolo personaggio sarà possibile sbloccare delle illustrazioni. Sono oltre 200 e sono state realizzate dagli artisti originali della serie.

Fra gli altri contenuti di peso, abbiamo la Battaglia a Squadre. Due team composti da 5 lottatori si sfidano l’un l’altro per avere la meglio. È possibile personalizzare la competizione, scegliendo i partecipanti, la tipologia di match e molto altro ancora. Sono state introdotte le Battaglie Extra che, oltre ad aggiornarsi con cadenza periodica, permettono di ottenere tutta una serie di bonus speciali quali, costumi, targhette, PE. Queste sfide richiedono l’utilizzo di una valuta in game, i Fight Money, una sorta di quota di accesso.

I Fight Money c’è da dire che sono un po’ troppo costosi. Infatti, oltre a darvi accesso alle Battaglie Extra, permettono di sbloccare lottatori alla modica cifra di 100.000 FM, e arene al prezzo di 70.000 FM. Un esborso a nostro giudizio davvero troppo eccessivo.

L’Allenamento è stato rivisto e rifinito. Ora è possibile visualizzare tutta una serie di statistiche quali: barra frame e dati di attacco. La prima feature è molto interessante in quanto vi darà la possibilità di verificare i tempi necessari per ricaricare una mossa e soprattutto capire quando un determinato attacco combo potrà essere utilizzato efficacemente.

Infine a chiudere la disamina sulle novità presente, ci pensa l’introduzione di un secondo V-Trigger per ogni personaggio. Tale V-Trigger è personalizzabile prima di ciascuna partita. Il nuovo V-Trigger è probabilmente la vera novità del brand in quanto permette di esaltare determinate caratteristiche di ogni personaggio, offensive e difensive, portando il giocatore a provare ogni personaggio e nuovi stili di combattimento.

Anche sul fronte bilanciamento e di ottimizzazione le migliorie sono evidenti. L’IA è ben bilanciata, adattandosi gradualmente alle capacità del giocatore. Il comparto Online è finalmente privo di incertezze di sorta e i tempi di caricamento sono stati resi praticamente fulminei. Anche i menu sono stati rivisti, migliorate le schermate e introdotte degli effetti pre e post match.

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Street Fighter V Arcade Edition
8.2 / 10 4News.it
Acquista suAmazon.it
Disponibile suPS4, PC
Pro
    - L'edizione definitiva
    - Una modalità storia eccezionale
    - la sola modalità Arcade vale il prezzo del biglietto
    - la presenza del doppio V-Trigger rende gli scontri interessanti ed incerti
Contro
    - Fight Money troppo costosi
Riassunto
Street Fighter V Arcade Edition – è il picchiaduro che ci saremmo aspettati di ricevere due anni orsono. Questa Arcade Edition è un’edizione completa che farà felici non soltanto i fan storici ma anche chi si avvicina alla prima volta al titolo targato Capcom. Unica nota stonata? Il quantitativo di Fight Money richiesti per sbloccare personaggi e arene. Era davvero necessario?
Gameplay
Grafica
Sonoro
Longevità
Giudizio finale

Warhammer: Vermintide 2, la versione PC ha una data di lancio ufficiale

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A breve verrà svelata la data di lancio anche delle versioni PS4 e Xbox One.

La software house indipendente Fatshark ha annunciato la data di lancio di Warhammer: Vermintide 2, il sequel di Warhammer: End Times – Vermintide. Il gioco, uscirà in versione PC, l’8 marzo 2018. Per quanto invece riguarda le versioni console, verranno annunciate a breve.

Queste le parole di Martin Wahlund, CEO di Fatshark:

“In quanto appassionati di Warhammer, abbiamo sempre voluto realizzare un sequel di Warhammer che rimanesse fedele all’atmosfera meravigliosamente dark del mondo, ma al contempo volevamo portare anche nuove idee ed esperienze per i giocatori. Ci abbiamo lavorato per anni, e non vediamo l’ora che arrivi l’8 marzo per unire le forze con i giocatori di tutto il mondo e difendere Helmgart dal male.”

Devil May Cry HD Collection torna a mostrarsi in un nuovo trailer

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Il ritorno di Dante è vicino.

Capcom ha recentemente pubblicato un nuovo trailer per la sua Devil may Cry HD Collection, mostrando spezzoni dei giochi presenti nella remastered.

La Devil May Cry HD Collection includerà Devil May Cry, Devil May Cry 2, e Devil May Cry 3: Dante’s Awakening Special Edition e sarà disponibile su PlayStation 4, Xbox One e PC dal 13 marzo 2018. Il titolo sarà distribuito sia in versone retail che digital al prezzo di €29,99.

La compagnia giapponese ha inltre dichiarato che gli utenti iscritti a Twitch Prime potranno riscattare gratuitamente, per un periodo di tempo limitato, il primo capitolo di Devil May Cry per PC, a partire dal 27 febbraio.

Di seguito vi lasciamo al “nuovo” trailer:

Fonte: Capcom

The Evil Within 2, giocabile ora in prima persona

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La paura aumenterà ulteriormente.

Bethesda ha da poco annunciato che da oggi è disponibile su PlayStation 4, Xbxo One e Pc il nuovo aggiornamento di The Evil Within 2.

Questo update aggiungerà gratuitamente la possibilità di giocare il titolo completamente in prima persona, aumentando esponenzialmente l’immersività dei giocatori. L’opzione sarà disponibile in qualsiasi momento dal menù delle opzioni, in modo da permettere a qualsiasi giocatore di affrontare il gioco come meglio preferisce.

“A molti piace affrontare i giochi horror in prima persona, e oggi i fan potranno vivere le esperienze di Sebastian attraverso i suoi occhi,” ha detto il produttore di Tango Gameworks Shinsaku Ohara. “Esplorare Union con la visuale in soggettiva lo rende un mondo visivamente più vasto. Inoltre, poter ammirare ambientazioni e nemici da vicino permette al giocatore di comprendere l’impegno dedicato alla loro progettazione.”

Vi lasciamo di seguito al trailer dell’annuncio: