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EA, le motivazioni dietro l’abbandono di Wii U e Vita

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Oltre che gli ancora non annunciati progetti VR.

«Il mercato per Nintendo Wii U, PlayStation Vita e le periferiche di Realtà Virtuale non è grande abbastanza», queste le motivazioni che spingono Electronic Arts a non avere progetti, nell’immediato futuro, per le console e le periferiche riportate nella citazione. Motivazioni sicuramente valide da un mero aspetto economico, tuttavia se tutti gli sviluppatori applicassero lo stesso criterio, tutte le console sarebbero morte prima ancora di essere nate…

EA, le motivazioni dietro l'abbandono di Wii U e Vita

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Oltre che gli ancora non annunciati progetti VR.

«Il mercato per Nintendo Wii U, PlayStation Vita e le periferiche di Realtà Virtuale non è grande abbastanza», queste le motivazioni che spingono Electronic Arts a non avere progetti, nell’immediato futuro, per le console e le periferiche riportate nella citazione. Motivazioni sicuramente valide da un mero aspetto economico, tuttavia se tutti gli sviluppatori applicassero lo stesso criterio, tutte le console sarebbero morte prima ancora di essere nate…

Story of Seasons, confermato l’arrivo in Europa

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Finalmente confermata la data d’uscita.

Da prima annunciato in Europa con una data di uscita stimata per i primi mesi del 2016, Story of Seasons è ufficialmente in arrivo in esclusiva su Nintendo 3DS l’8 Gennaio del prossimo anno. Il titolo vanterà un sistema di gioco del tutto simile ad Harvest Moon: dovremo dunque occuparci della nostra personalissima fattoria ed avremo la possibilità di intraprendere rapporti inter-personali con gli abitanti del vicino villaggio.

Story of Seasons, confermato l'arrivo in Europa

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Finalmente confermata la data d’uscita.

Da prima annunciato in Europa con una data di uscita stimata per i primi mesi del 2016, Story of Seasons è ufficialmente in arrivo in esclusiva su Nintendo 3DS l’8 Gennaio del prossimo anno. Il titolo vanterà un sistema di gioco del tutto simile ad Harvest Moon: dovremo dunque occuparci della nostra personalissima fattoria ed avremo la possibilità di intraprendere rapporti inter-personali con gli abitanti del vicino villaggio.

Asus lancia il concorso “Selfie con Rog” e vi fa vincere un notebook G752

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RogSelfie

Vinci un ROG G752 con un selfie.

Asus e la sua divisione gaming ROG, Republic of gamers, è presente in qualità di sponsor tecnico al Frankfurt Major 2015, il torneo DOTA ufficiale finanziato da VALVE, la cui finale si terrà a Francoforte a partire il 21 novembre. Il Frankfurt Major è il primo torneo DOTA, tra i tre che Valve finanzia direttamente, ed è anche uno dei più importanti, subito dopo quello internazionale che si terrà ad agosto. Asus vi partecipa fornendo i portatili sui quali i campioni di tutto il mondo si sfideranno, ma non solo. In occasione del torneo infatti la compagnia ha avviato il concorso “Selfie with Rog” che vi darà la possibilità di partecipare all’estrazione di un premio fantastico, il ROG G752, uno dei laptop più potenti presenti sul mercato, in grado di competere con qualsiasi macchina desktop. Per capirci, una macchina portatile con processore Intel Skylake 6700 e GTX980m.. Per partecipare dovrete indovinare il nome del vincitore del torneo e postare una vostra foto con sullo sfondo il monitor del vostro pc che mostra una immagine dei notebook presenti al Frankfurt Major. Se volete saperne di più vi rimandiamo al comunicato qui sotto che contiene anche i link all’iniziativa.

ASUS Republic of Gamers Joins The Frankfurt Major 2015

ROG is the proud laptop supplier for The Frankfurt Major tournament, and will conduct the ‘Selfie with ROG’ online event for Dota 2 fans

Frankfurt, Germany, 20 novembre 2015 –  ASUS Republic of Gamers (ROG) today announced that it is the proud laptop supplier for The Frankfurt Major tournament, which will be held from 16th – 21st November, 2015 at the Festhall Messe in Frankfurt, Germany. The Frankfurt Major is the first Major event of Valve’s Dota 2 Major Championships, which adds three new publisher-sponsored tournaments annually in addition to The International tournament held in August this year.

RogSelfie

Dota 2 fans can watch the live stream of The Frankfurt Major. They can participate in the ‘Selfie with ROG’ online giveaway simply by predicting the overall champions of The Frankfurt Major, and uploading a selfie with their monitors showing ROG gaming laptops on the analysts’ desks in the background.

Event URL:

·         https://www.facebook.com/ASUSROG/?sk=app_451684954848385

Top Prize:

·         1 x ROG G752 gaming laptop for the lucky fan who correctly predicts the championship-winning team

Community Prize:

·         10 x Dota 2 virtual items (2 winners per day from 16th – 21st November, 2015)

ASUS ROG G752

ROG G752 gaming laptop is powered by a 6th-generation Intel® Core® i7 (‘Skylake’) processor and up to NVIDIA® GeForce® GTX™ 980M discrete graphics. ROG G752 has an aggressive design and sports the new ROG Armor Titanium and Plasma Copper color scheme. It features the ROG-exclusive mobile 3D Vapor Chamber thermal system for more efficient cooling and increased stability, along with a backlit anti-ghosting gaming keyboard with 30-key rollover for precise input. ROG G752 can be upgraded to up to 64GB DDR4 RAM for faster, more energy-efficient performance.

Asus lancia il concorso "Selfie con Rog" e vi fa vincere un notebook G752

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Vinci un ROG G752 con un selfie.

Asus e la sua divisione gaming ROG, Republic of gamers, è presente in qualità di sponsor tecnico al Frankfurt Major 2015, il torneo DOTA ufficiale finanziato da VALVE, la cui finale si terrà a Francoforte a partire il 21 novembre. Il Frankfurt Major è il primo torneo DOTA, tra i tre che Valve finanzia direttamente, ed è anche uno dei più importanti, subito dopo quello internazionale che si terrà ad agosto. Asus vi partecipa fornendo i portatili sui quali i campioni di tutto il mondo si sfideranno, ma non solo. In occasione del torneo infatti la compagnia ha avviato il concorso “Selfie with Rog” che vi darà la possibilità di partecipare all’estrazione di un premio fantastico, il ROG G752, uno dei laptop più potenti presenti sul mercato, in grado di competere con qualsiasi macchina desktop. Per capirci, una macchina portatile con processore Intel Skylake 6700 e GTX980m.. Per partecipare dovrete indovinare il nome del vincitore del torneo e postare una vostra foto con sullo sfondo il monitor del vostro pc che mostra una immagine dei notebook presenti al Frankfurt Major. Se volete saperne di più vi rimandiamo al comunicato qui sotto che contiene anche i link all’iniziativa.

ASUS Republic of Gamers Joins The Frankfurt Major 2015

ROG is the proud laptop supplier for The Frankfurt Major tournament, and will conduct the ‘Selfie with ROG’ online event for Dota 2 fans

Frankfurt, Germany, 20 novembre 2015 –  ASUS Republic of Gamers (ROG) today announced that it is the proud laptop supplier for The Frankfurt Major tournament, which will be held from 16th – 21st November, 2015 at the Festhall Messe in Frankfurt, Germany. The Frankfurt Major is the first Major event of Valve’s Dota 2 Major Championships, which adds three new publisher-sponsored tournaments annually in addition to The International tournament held in August this year.

RogSelfie

Dota 2 fans can watch the live stream of The Frankfurt Major. They can participate in the ‘Selfie with ROG’ online giveaway simply by predicting the overall champions of The Frankfurt Major, and uploading a selfie with their monitors showing ROG gaming laptops on the analysts’ desks in the background.

Event URL:

·         https://www.facebook.com/ASUSROG/?sk=app_451684954848385

Top Prize:

·         1 x ROG G752 gaming laptop for the lucky fan who correctly predicts the championship-winning team

Community Prize:

·         10 x Dota 2 virtual items (2 winners per day from 16th – 21st November, 2015)

ASUS ROG G752

ROG G752 gaming laptop is powered by a 6th-generation Intel® Core® i7 (‘Skylake’) processor and up to NVIDIA® GeForce® GTX™ 980M discrete graphics. ROG G752 has an aggressive design and sports the new ROG Armor Titanium and Plasma Copper color scheme. It features the ROG-exclusive mobile 3D Vapor Chamber thermal system for more efficient cooling and increased stability, along with a backlit anti-ghosting gaming keyboard with 30-key rollover for precise input. ROG G752 can be upgraded to up to 64GB DDR4 RAM for faster, more energy-efficient performance.

Bloodborne, disponibile la versione 1.07

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I preparativi per The Old Hunters sono ormai finiti.

E’ da oggi disponibile la nuova patch per il titolo creato da From Software e Japan Studios in esclusiva per PlayStation 4: Bloodborne; la patch porta il titolo alla versione 1.07 e trattandosi di un grosso download (circa 10Gb), include con buone probabilità l’ormai imminente DLC The Old Hunters, che sarà poi sbloccato a coloro che decideranno di acquistarlo.

Tra le patch notes è possibile scovare un nuovo NPC, un nuovo patto e qualche modifica al sistema cooperativo. A seguire l’intera lista:

Nuovo “Patto” – La Federazione

Si tratta di un patto di cacciatori che condivide l’obiettivo della “Federazione”. Sarà possibile incontrare Charles, leader della Federazione, ed unirsi ad essa parlandogli quando disponibile.

La Federazione sarà disponibile nella capanna vicina alla prima scorciatoia nei Boschi Proibiti, dopo la prima lampada.

Dopo ogni sessione multigiocatore completata con successo sarà possibile ricevere un oggetto, un “insetto”. La propria posizione nella Federazione sarà determinata dal numero di insetti che il giocatore avrà schiacciato.

Partner Co-op NPC Aggiuntivi

Sarà possiibile evocare i fantasmi NPC dei membri della Federazione in diverse aree.

Gli NPC di Old Hunter potranno essere evocati sia nei Dungeon del Calice che nel gioco base. Dopo aver raggiunto un certo requisito, sarà possibile acquistare l'”Antica Campana di Evocazione” nel Sogno del Cacciatore. Utilizzando quest’oggetto spenderai punti Intuizione e potrai evocare i fantasmi di alcuni Old Hunters nel corso del gioco. Tieni nota che puoi evocare un massimo di due NPC fantasma per volta. Evocare un giocatore reale riduce tale numero ad uno, e via di seguito.

Cambiamenti nei Dungeon del Calice

I Dungeon del Calice non delle origini avranno adesso un glifo standardizzato che permetterà di avere più opportunità relative al co-op ed al PvP. Adesso dovresti poterti connettere con i giocatori che esplorano i dungeon non delle origini/relativi alla storia senza aver bisogno di incontrarli utilizzando il loro specifico glifo. Tuttavia, nel caso vorresti ancora creare questi dungeon non delle origini senza partecipare in co-op o PvP casuali, potrai ancora crearli con il tuo Glifo Unico.

Cambiamenti nelle Illusioni dei Partner in co-op

Se sei il giocatore che utilizza la campana di evocazione, avrai adesso la possiiblità di scegliere se vedere i fantasmi degli altri giocatori alla ricerca di partite in co-op.

I giocatori che sono in cerca di una partita multigiocatore o co-op vedranno adesso delle increspature sul proprio fantasma, indicando che i giocatori nell’area si stanno cercando a vicenda. Tieni nota che potrai vedere solamente le increspature sui fantasmi che si trovano nell’area di evocazione del tuo personaggio.

Abbiamo inoltre implementato ulteriore cambiamenti ed abbiamo migliora il matchmaking.

Skullcandy amplia la sua gamma di cuffie wireless

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Smokin Buds 2 Wireless Black Chrome bassa

La famiglia si allarga.

Skullcandy, noto produttore americano di cuffie in grado di coniugare design e performance ( qui la recensione delle cuffie Skullcandy Grind)   ha annunciato oggi di aver ampliato la famiglia di headset wireless con due soluzioni che si aggiungono alle già presenti Hesh 2, che ora sono disponibili anche in versione Wireless, completando l’offerta del produttore Nella gamma entry level e wireless.

Le Smoking Buds 2 sono auricolari in-ear con tecnologia bluetooth, in grado di garantire assoluta praticità e confort inogni situazione. Grazie alla batteria inclusa dalla durata di circa 6 ore, e ai comandi e al microfono in line, riescono ad offrire il passimo della flessibilità in ogni condizione, che sia una sessione di corsa o un viaggio in treno.
Le Uproar 2 invece sono destinate a chi invece preferisce cuffie wireless sovraurali. Anch’esse bluetooth garantiscono un’autonomia di circa 10 ore e possono controllare la vostra fonte sonora, oltre che il volume naturalmente direttamente dal padiglione destro.
Infine Skullcandy ha introdotto la versione Bluetooth delle Hesh 2 il modello più rappresentativo della compagnia americana. Con una autonomia di circa 15 ore e driver da 50mm sono cuffie che garantiscono una elevata qualità sonora pur rimanendo su di un prezzo piuttosto contenuto.

In attesadi poterne testare con mano il funzionamento, vi invitiamo a leggere per maggiori dettagli il comunicato qui sotto.

SKULLCANDY AMPLIA LA SUA FAMIGLIA DI PRODOTTI WIRELESS AFFIANCANDO ALLE CUFFIE HESH 2
GLI AURICOLARI IN-EAR SMOKIN’ BUDS 2 E LE CUFFIE UPROAR

Skullcandy, originale marchio del settore audio, lifestyle e performance, si prepara a cambiare le aspettative dei consumatori in materia di stile e comfort dei prodotti audio wireless con due importanti novità: gli auricolari in-ear Smokin’ Buds™2 e le cuffie Uproar™, che questo autunno saranno disponibili a livello nazionale. Gli Smokin’ Buds™2 e le Uproar™ vanno ad aggiungersi al modello Hesh 2™, completando la gamma di prodotti wireless di Skullcandy.

“Da quando le cuffie sono diventate parte della ‘divisa’ dei giovani e del corredo quotidiano dei nostri consumatori, il nostro approccio al mondo del wireless è mirato alla soluzione dei problemi associati alla vestibilità e alle prestazioni, senza rinunciare all’estetica”, ha dichiarato Sam Paschel, Direttore Commerciale di Skullcandy. “Siamo partiti con tre prodotti che già da soli offrono stile, comfort e qualità audio ai massimi livelli grazie al Supreme Sound di Skullcandy, ma con l’aggiunta della funzionalità Bluetooth wireless abbiamo compiuto un ulteriore passo avanti”.Smokin Buds 2 Wireless Black Chrome bassa

Gli Smokin’ Buds™ 2 Wireless sono gli auricolari in-ear più comodi e pratici del mercato. A differenza di altri modelli wireless voluminosi e antiestetici, gli Smokin’ Buds™ 2 definiscono nuovi standard in termini di prestazioni ed estetica grazie a un leggero collare, discreto e flessibile, che può essere regolato o completamente staccato. Il collare modulare e il modulo Bluetooth a bassissimo profilo offrono al consumatore diverse possibilità d’uso, senza compromettere lo stile. Con la funzionalità Bluetooth l’utente ha sempre a portata di mano la sua playlist preferita, mentre la batteria consente di ascoltare 6 ore di musica non stop. Gli auricolari sono inoltre dotati della tecnologia Off-Axis™ che garantisce una perfetta aderenza e un efficace isolamento dai rumori esterni e li rende ideali per lunghe sessioni di ascolto. Infine il microfono/comando OnBoard™ consente di gestire le chiamate, regolare il volume e controllare la musica sul dispositivo con la massima facilità.bassa SKULLCANDY Uproar wireless rosso

Sulla scorta dei nuovi standard definiti dagli auricolari Smokin Buds 2 in termini di comfort, prestazioni ed estetica, le cuffie Uproar™ wireless si distinguono nettamente da altri modelli della categoria per il design leggero e l’ottimo grado di aderenza. La funzionalità Bluetooth e la batteria della durata di 10 ore consentono di ascoltare musica non stop, mentre i morbidi cuscinetti in pelle sintetica e l’archetto imbottito rendono queste cuffie perfette da indossare tutto il giorno. Anche le cuffie Uproar™ wireless sono dotate del microfono/comando in-tegrato OnBoard™ che consente di gestire le chiamate e controllare la musica sul dispositivo direttamente dall’auricolare destro. Per questo le cuffie Uproar wireless sono la soluzione ideale per qualsiasi esigenza e per tutte le tasche.

Le cuffie Hesh 2™ wireless, che completano la famiglia di prodotti wireless di Skullcandy, sono la versione Bluetooth delle iconiche Hesh 2™ con auricolari circumaurali in morbida pelle sintetica e archetto ultraresistente. Il microfono/comando OnBoard™ consente all’utente di gestire le chiamate, regolare il volume e controllare la musica senza fili. Grazie ai driver da 50 mm queste sono le cuffie wireless più potenti attualmente disponibili. Un suono potente, un pratico e robusto design e una batteria della durata di 15 ore garantisco-no lunghe sessioni di ascolto ai massimi livelli.bassa SKULLCANDY Hesh nero

Gli auricolari in-ear Smokin’ Buds™2 wireless 59,99 euro offrono una soluzione ‘low-profile’ flessibile, dotata di un comodo collare staccabile. Le cuffie Uproar™ wireless 59,99 euro rappresentano un’alternativa leggera ‘low-profile’, con un prezzo abbordabile, adatta per qualsiasi esigenza; infine le cuffie Hesh 2™ wireless 99,99 euro sono dotate di una batteria di lunga durata e garantiscono massima comodità d’uso, senza pregiudica la qualità del suo-no.

PREZZI:

Smokin’ Buds™2 wireless – 59,99 euro
Uproar™ wireless – 59,99 euro
Hesh 2™ wireless – 99,99 euro

I modelli citati sono già disponibili a livello nazionale presso selezionatissimi retailer.

Speciale: AMD Radeon R9 380X – Tutto ciò che c’è da sapere

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Una scheda video mid-tier destinata a sovvertire le regole del mercato.

Qualche giorno fa siamo stati invitati da AMD ad una speciale  ed esclusiva (soltanto tre redazioni italiane presenti) conferenza call dedicata al futuro del brand; curiosi di scoprire di cosa si trattasse e soprattutto di saperne di più sui nuovi prodotti della compagnia che proprio in questi giorni stanno riscuotendo un deciso consenso di pubblico e critica, abbiamo senza indugi deciso di accettare l’invito e possiamo anticiparvi che ne è davvero valsa la pena.

Tra i tanti contenuti mostrati, molti dei quali ancora coperti da un accordo di riservatezza, era presente anche la AMD Radeon R9 380X, che verrà lanciata nel corso della prossima settimana ad un prezzo consigliato di $249, oggetto del nostro speciale articolo. Stando alle dichiarazioni di AMD, la nuova R9 380X è un netto passo avanti rispetto alla R9 380, garantendo un boost prestazionale di circa il 15% che posiziona lascheda immediatamente prima     della GTX 970, della concorrente NVidia ed un gradino più su della gtx 960, scheda con la quale la nuova proposta AMD intende confrontarsi sia in termini di prezzo che di prestazioni.

AMD R9 380X sarà ovviamente distribuita da diversi partner commerciali, che svilupperano le proprie esclusive versioni della GPU, ognuna delle quali sarà poi dotata di un overclock di fabbrica e di un sistema di raffreddamento esclusivo, capace di mantenere basse le temperature della stessa.

Piuttosto che fermarsi alle parole, AMD ha poi voluto dimostrare l’effettivo miglioramento prestazionale con delle slide informative che hanno messo a confronto Star Wars: Battlefront sui diversi hardware mid-tier attualmente disponibili sul mercato e, più specificatamente: GeForce GTX 960 OC, Radeon HD 7850, GeForce GTX 660 ed ovviamente la nuova arrivata in casa AMD, R9 380X.

Utilizzando il preset High del titolo ed impostando la risoluzione in 1440p (2540x1440p), la R9 380X ne è uscita vincitrice con un frame-rate medio di circa 60 FPS, subito seguita al secondo posto da GTX 960 OC che ha raggiunto un frame rate medio di circa 50FPS.

I confronti si fermano qui, con l’indicazione poi da parte di AMD, su altre slide, di una serie di titoli capaci di essere giocati facendo uso della R9 380X in 1080p con impostazioni grafiche con preset High ed un frame rate di 70+FPS; poi un’altra serie di titoli in grado di essere giocati in 1440p con impostazioni grafiche con preset High ed un frame rate di 50+FPS.

Nell’attesa di poter mettere le nostri mani sulla scheda video, vi lasciamo con una tabella contenente le specifiche tecniche della nuova R9 380X e delle altre schede video AMD attualmente disponibili sul mercato:

Scheda Video R9 380X R9 380 R9 390 R9 390X R9 M295X/M395X
Compute Units 32 28 60 64 32
Stream Processors 2048 1792 2560 2816 2048
Engine Clock 1000 970 1000 1050 850
Texture Units 128 112 160 176 128
ROPs 32 32 40 44 32
Memory Configuration 4GB GDDR5 2-4GB GDDR5 8GB GDDR5 8GB GDDR5 4GB GDDR5
Memory Clock 5,7 Ghz 5,5 – 5,7 Ghz 6,0 Ghz 6,0 Ghz 5,45 Ghz
Bandwidth 182,4 GB/s 176,2 – 182,4 GB/s 384 GB/s 384 GB/s 174 GB/s
Memory Interface 256-bit 256-bit 512-bit 512-bit 256-bit
TDP 190W 190W 275W 275W 100W
PCIe Standard PCIe 3.0 PCIe 3.0 PCIe 3.0 PCIe 3.0 PCIe 3.0
API Support Direct X 12, Vulkan, Mantle Direct X 12, Vulkan, Mantle Direct X 12, Vulkan, Mantle Direct X 12, Vulkan, Mantle Direct X 12, Vulkan, Mantle
FreeSync Support N/A
Virtual Super Resolution N/A
Frame Rate Target Control N/A

Speciale: AMD Radeon R9 380X – Tutto ciò che c'è da sapere

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Una scheda video mid-tier destinata a sovvertire le regole del mercato.

Qualche giorno fa siamo stati invitati da AMD ad una speciale  ed esclusiva (soltanto tre redazioni italiane presenti) conferenza call dedicata al futuro del brand; curiosi di scoprire di cosa si trattasse e soprattutto di saperne di più sui nuovi prodotti della compagnia che proprio in questi giorni stanno riscuotendo un deciso consenso di pubblico e critica, abbiamo senza indugi deciso di accettare l’invito e possiamo anticiparvi che ne è davvero valsa la pena.

Tra i tanti contenuti mostrati, molti dei quali ancora coperti da un accordo di riservatezza, era presente anche la AMD Radeon R9 380X, che verrà lanciata nel corso della prossima settimana ad un prezzo consigliato di $249, oggetto del nostro speciale articolo. Stando alle dichiarazioni di AMD, la nuova R9 380X è un netto passo avanti rispetto alla R9 380, garantendo un boost prestazionale di circa il 15% che posiziona lascheda immediatamente prima     della GTX 970, della concorrente NVidia ed un gradino più su della gtx 960, scheda con la quale la nuova proposta AMD intende confrontarsi sia in termini di prezzo che di prestazioni.

AMD R9 380X sarà ovviamente distribuita da diversi partner commerciali, che svilupperano le proprie esclusive versioni della GPU, ognuna delle quali sarà poi dotata di un overclock di fabbrica e di un sistema di raffreddamento esclusivo, capace di mantenere basse le temperature della stessa.

Piuttosto che fermarsi alle parole, AMD ha poi voluto dimostrare l’effettivo miglioramento prestazionale con delle slide informative che hanno messo a confronto Star Wars: Battlefront sui diversi hardware mid-tier attualmente disponibili sul mercato e, più specificatamente: GeForce GTX 960 OC, Radeon HD 7850, GeForce GTX 660 ed ovviamente la nuova arrivata in casa AMD, R9 380X.

Utilizzando il preset High del titolo ed impostando la risoluzione in 1440p (2540x1440p), la R9 380X ne è uscita vincitrice con un frame-rate medio di circa 60 FPS, subito seguita al secondo posto da GTX 960 OC che ha raggiunto un frame rate medio di circa 50FPS.

I confronti si fermano qui, con l’indicazione poi da parte di AMD, su altre slide, di una serie di titoli capaci di essere giocati facendo uso della R9 380X in 1080p con impostazioni grafiche con preset High ed un frame rate di 70+FPS; poi un’altra serie di titoli in grado di essere giocati in 1440p con impostazioni grafiche con preset High ed un frame rate di 50+FPS.

Nell’attesa di poter mettere le nostri mani sulla scheda video, vi lasciamo con una tabella contenente le specifiche tecniche della nuova R9 380X e delle altre schede video AMD attualmente disponibili sul mercato:

Scheda Video R9 380X R9 380 R9 390 R9 390X R9 M295X/M395X
Compute Units 32 28 60 64 32
Stream Processors 2048 1792 2560 2816 2048
Engine Clock 1000 970 1000 1050 850
Texture Units 128 112 160 176 128
ROPs 32 32 40 44 32
Memory Configuration 4GB GDDR5 2-4GB GDDR5 8GB GDDR5 8GB GDDR5 4GB GDDR5
Memory Clock 5,7 Ghz 5,5 – 5,7 Ghz 6,0 Ghz 6,0 Ghz 5,45 Ghz
Bandwidth 182,4 GB/s 176,2 – 182,4 GB/s 384 GB/s 384 GB/s 174 GB/s
Memory Interface 256-bit 256-bit 512-bit 512-bit 256-bit
TDP 190W 190W 275W 275W 100W
PCIe Standard PCIe 3.0 PCIe 3.0 PCIe 3.0 PCIe 3.0 PCIe 3.0
API Support Direct X 12, Vulkan, Mantle Direct X 12, Vulkan, Mantle Direct X 12, Vulkan, Mantle Direct X 12, Vulkan, Mantle Direct X 12, Vulkan, Mantle
FreeSync Support N/A
Virtual Super Resolution N/A
Frame Rate Target Control N/A

Recensione Mario Tennis: Ultra Smash

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WiiU MTUS scrn 01

Tutti pronti ad entrare in campo.

Versione testata Wii U.

Quarto capitolo della serie Mario Tennis ad arrivare su home console e settimo capitolo in generale della serie, Mario Tennis: Ultra Smash arriva ufficialmente il 20 di Novembre su Nintendo Wii U. Sviluppato da Camelot Software Planning, il titolo ripropone alcune delle meccaniche già viste in Mario Power Tennis e Mario Tennis Open, rispettivamente lanciati nel 2005 e 2012 su Nintendo Gamecube e Nintendo 3DS.

Nella sua versione digitale, il titolo si rivela un piccolo download di circa 900Mb, adatto, dunque, sia alle console provviste di 32Gb di memoria (Premium), sia a quelle provviste di 8Gb (Basic). Il nostro Mario, tuttavia, sarà stato in grado di affrontare anche questa sfida sportiva e superarla con successo? Scopritelo con noi.

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Un gioco, tanti avversari

In Mario Tennis: Ultra Smash ci sembra ovvio che ci ritroveremo ad affrontare svariati match del famoso gioco con racchette e pallina, nei panni di e contro i personaggi appartenenti alla saga di Super Mario; in totale saranno disponibili 16 personaggi giocabili: 12 disponibili da subito e 4 sbloccabili successivamente.

Le regole del gioco sono piuttosto semplici: uno dei due giocatori batte la palla, è compito dell’avversario rimandarla indietro e continuare fin quando uno dei due giocatori non sia in grado di colpirla. Ogni punto vale 15 punti e la vittoria di un set si ottiene effettuando un ulteriore punto dopo il raggiungimento dei 40 punti. Caso eccezionale, inoltre, in caso di pareggio al raggiungimento dei 40 punti da parte di entrambi i giocatori: in questa specifica situazione, infatti, sarà necessario effettuare due punti consecutivamente per aggiudicarsi il set.

Fin qui Mario Tennis: Ultra Smash mantiene invariati i canoni della serie, immutati ed immutabili a causa delle regole che governano questo sport. La storia, però, non è tutta rosa e fiore ed il titolo sviluppato da Camelot si rivelerà presto essere una delusioni sotto svariati punti di vista, che andremo adesso ad analizzare.

Le modalità di gioco disponibili sono 4: Megasfide, Megapalleggi, Scalata dei Campioni ed infine Tennis Classico. In Megasfide affronteremo un match da noi predisposto, scegliendo il numero di partecipanti (2 o 4), se si tratta di personaggi controllati dalla CPU o da altri giocatori, ed infine il nostro personaggio che che quelli dei nostri avversari; particolarità di questa modalità di gioco l’apparizione, del tutto casuale, di funghi giganti che permetteranno al nostro personaggio di trasformarsi, per l’appunto, in una versione più grande dello stesso, capace di sferrare colpi più potenti e di intercettare con più facilità la palla inviataci dall’avversario.

Megapalleggi rappresenta in Mario Tennis: Ultra Smash un qualcosa di simile ad un minigioco; unico obiettivo di questa modalità, infatti, è rispedirsi a vicenda una palla gigante cercando di raggiungere il punteggio più elevato. Anche questa modalità di gioco potrà essere giocata in compagnia della CPU oppure fino ad un massimo di 4 giocatori.

Scalata dei Campioni rimpiazza la classica modalità torneo presente nei precedenti capitoli della serie Mario Tennis; in questa modalità si competerà di volta in volta contro tutti i vari personaggi facenti parte del roster, con una difficoltà che incrementa di livello in livello. La modalità di gioco base è la Megasfida con impostazione Tiebreaker: ciò vuol dire che il giocatore, per poter vincere, dovrà effettuare un totale di 7 punti. In questa modalità di gioco non è prevista l’interazione con altri giocatori.

In Tennis Classico sarà possibile affrontare un normale match con le medesime regole di Megasfida ad eccezione dell’apparizione dei Funghi Giganti, con la possibilità, inoltre, di rimuovere i Tiri Chance ed i Tiri in Salto, introdotti per la prima volta in Mario Tennis Open ed entrambi in grado di garantire maggiore efficacia ai nostri tiri tramite l’impressione di un effetto alla palla oppure aumentando la potenza di una schiacciata. Tutto ciò che sarà necessario fare per attivare questi speciali tiri, sarà premere il tasto descritto dalla zolla colorata su cui ci posizioneremo, che indicherà per l’appunto la tipologia di tiro che effettueremo.

Le 4 modalità di gioco disponibili appena descritte si rivelano per lo più noiose e senza scopo se giocate da soli, mentre garantiscono un discreto tasso di divertimento se affrontate in compagnia, con la solita e sempre valida regole del “più siamo, più ci divertiamo”, peccato però che dopo una decina di sfide, anche in questo caso il divertimento comincia a scemare e l’esigenza di cambiare il disco all’interno del nostro Wii U si fa sempre più pressante.

Da un mero punto di vista contenutistico, infatti, Mario Tennis: Ultra Smash ha pochissimo da offrire; eccetto le 4 modalità di gioco, che comunque differiscono in pochi ed insignificanti dettagli tra di loro, non c’è infatti alcun motivo per il giocatore medio di continuare a giocare, eccetto che per la raccolta di monete, ottenibili in qualsiasi modalità di gioco, da utilizzare poi per sbloccare nuovi personaggi, nuovi campi e nuovi livelli di difficoltà per la CPU.

La modalità di gioco online ripropone le medesime caratteristiche del gioco in multiplayer locale e riesce a garantire un buon tasso di divertimento per pochissimi minuti od un paio di partite al massimo; infatti, seppur il gioco si riveli molto stabile e sia quasi totalmente esente da lag, anche qui mancano i soliti incentivi a continuare, a migliorare, ad essere il migliore. Il gioco online, infatti, permette di scegliere tra due modalità di gioco: singolo o doppio, ed in entrambe verremo catalogati tramite un punteggio che definirà il nostro livello di abilità. Peccato, però, che manchi una leaderboard di facile accessibilità che valga la pena di scalare…

Unica nota di merito riguarda gli amiibo, compatibili col titolo anche se non del tutto convincenti, poi, nell’uso all’interno del gioco. Questi stessi, infatti, potranno venire in nostro soccorso durante la modalità Scalata dei Campioni, permettendoci di affrontare dei match 2vs1 (!), oppure potranno essere utilizzati in match online 2vs2 affrontando un altro giocatore che fa uso di amiibo.

WiiU MTUS scrn 01

Un motore già visto?

Graficamente Mario Tennis: Ultra Smash si dimostra all’altezza delle opere più maestose apparse sull’ammiraglia Nintendo. Il motore grafico, nello specifico, sembra essere lo stesso di Super Mario 3D World, da cui il gioco sembra riprendere anche i modelli poligonali e molti degli effetti visivi associati allo svolgimento dei match.

Dal punto di vista sonoro nulla da segnalare, nè positivamente nè negativamente. In un gioco sportivo del genere, infatti, il sonoro passa spesso in secondo piano, cadendo lentamente nel dimenticatoio anche in questi ambiti dov’è nostro dovere giudicarne la qualità.

Commento finale

Mario Tennis: Ultra Smash non si dimostra essere all’altezza dei tanti altri prodotti di alta qualità che abbiamo già potuto vedere apparire su Nintendo Wii U. Non riesce a mantenere viva la motivazione, si lascia abbandonare dopo pochi minuti di gioco ed anche là, dove dovrebbe eccellere con il multigiocatore, il titolo non riesce a convincere nè giocando con gli amici, dov’è comunque garantita qualche ora di divertimento, nè online, dove l’assenza di una vera e propria leaderboard da scalare penalizza inevitabilmente anche questo settore. Inconcepibile, poi, la presenza del supporto agli amiibo, utilizzabili esclusivamente in una solo modalità di gioco offline e solamente in match 2vs2 online.

Pro Contro 
– Rapido, divertente…
– Ampio cast di personaggi
– Supporto agli amiibo…
– Comparto grafico di tutto rispetto…
– … ma solo durante le prime ore di gioco
– … anche se limitato a due sole modalità di gioco
– … ma sonoro facilmente trascurabile
– Poche modalità di gioco rispetto ai predecessori
– Non è in grado di mantenere alta la motivazione
  Voto Globale: 65
 
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Recensione Persona 4: Dancing All Night

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Persona 4 come non l’avevate mai visto prima!

Versione testata PlayStation Vita.

Nato per non si quale esigenza di ATLUS – ma probabilmente per cavalcare l’onda del successo del titolo e dare ulteriore vita al mondo ed ai personaggi di Persona 4 – Persona 4: Dancing All Night è un titolo fuori dai canoni della famosa serie di GdR sviluppati e pubblicati dalla software house nipponica. Per la prima volta, infatti, piuttosto che utilizzare i propri Persona e lottare contro le ombre, ci troveremo comunque a dover sconfiggere quest’ultime, ma per fare ciò dovremo lottare e coinvolgerle così da purificarle.

Persona 4: Dancing All Night è ufficialmente disponibile su PlayStation Vita dal 13 Novembre di quest’anno; cosa state aspettando? Correte a comprarlo!

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Quindi… c’è un festival…

… e Yu, Rise, Naoto e compagnia bella dovrebbero esibirsi sul palcoscenico per permettere alla Idol Star giapponese di riottenere il favore dei suoi fan… bene, ma cosa c’entra tutto ciò con Persona 4? Basterà una mezz’ora di gioco (se così la si può definire) per avere una prima idea degli avvenimenti futuri. Se la scomparsa, infatti, di una giovane ragazzina fungerà da pretesto per la narrazione di una “storia” vecchia e risalente circa ad un mese dopo gli avvenimenti di Persona 4 Golden, dall’altra parte la presenza di un fattore come la danza fungerà da elemento portante per l’intero arco narrativo del titolo, che più avanti vi spiegheremo come si integrerà col gameplay offerto dallo stesso.

Come ben avrete potuto intuire, la trama, seppur fitta e piena di sorprese, si rivela piuttosto prevedibile e non regala alcuna emozione; d’altro canto, invece, la caratterizzazione dei personaggi e gli approfondimenti sugli stessi che saremo in grado di effettuare per merito dei sapientemente sviluppati dialoghi, coglieranno la nostra attenzione soprattutto nel caso in cui fossimo degli amanti delle visual novels.

Fatte le dovute premesse in merito alla narrazione, ci è doveroso avvisarvi che in Persona 4: Dancing All Night potreste passare più tempo a leggere che a danzare, poichè come già anticipato nel precedente capitolo, le quantità di testo da leggere presenti all’interno della produzione sono veramente esagerate!

Dunque, si danza!

Avendo già dato spazio al come ed al perchè ci troviamo di fronte ad una situazione del genere, nei panni dei protagonisti dell’omonimo Gioco di Ruolo originariamente lanciato su PlayStation 2 e poi su PlayStation Vita nella sua edizione Golden, ci ritroveremo ad affrontare una situazione simile a quella già affrontata nella storia principale; infatti si vocifera che allo scoccare della mezzanotte, accedendo ad un determinato sito, questo stesso cambi la sua forma, dando vita ad un video che vede danzare dei ballerini morti. Si vociferà inoltre che chiunque abbia visto il video sia caduto in coma oppure scomparso. Tutto ciò, sicuramente, ci ricorda qualcosa: in Persona 4, infatti, la mezzanotte è un elemento ricorrente e questa volta piuttosto che avere a che fare con un televisore, avremo a che fare con un sito web un po’ particolare.

Incuranti del pericolo i nostri protagonisti, ovviamente, decidono di vedere di cosa si tratta – soprattutto dopo la scomparsa delle ballerine facenti parte della Kanamin Kitchen – ed è così che vengono teletrasportati all’interno del Midnight Stage dove, come già anticipato precedentemente, lotteremo le ombre a colpi di passi di danza. Peccato che per fare tutto ciò, ATLUS non abbia ben pensato di implementare i comandi touch offerti da PlayStation Vita, creando dal punto di vista di gameplay un prodotto che, a nostro avviso, si rivela essere mediocre nel momento in cui dovrebbe eccellere; ma spieghiamoci meglio.

Il sistema di controllo della danza è suddiviso in due parti: la parte sinistra controllata dai comandi freccia su, freccia sinistra e freccia giù; la parte destra controllata dai comandi triangolo, cerchio e croce. Fin qui, tutto nella norma ed avremo anche a che fare con speciali note, che non influenzeranno la nostra performance, che potranno essere eseguite semplicemente sfiorando lo stick analogico destro o quello sinistro. Discutibile anche l’interfaccia grafica stessa che, suddivisa nelle parti destra e sinistra dello schermo, spesso non ci permette di avere chiara visione dei tasti da premere, soprattutto quando ci si sposta dalla parte destra a quella sinistra della pulsantiera di comando della console.

I problemi veri e propri, comunque, cominciano ad affiorare nella modalità storia, quando proseguendo tra i vari capitoli ci troveremo ad affrontare la nostra prima lotta, non riuscendo a coordinare udito e mani; vi chiederete il perchè, e la risposta è piuttosto semplice: il titolo sembra nascere volontariamente scoordinato. La pressione dei tasti, infatti, sembra essere del tutto casuale e non ispirata al ritmo musicale che stiamo ascoltando; piuttosto, dunque, che andare a tempo di musica, sarà nostro dovere imparare – quasi a memoria – i vari passaggi che ci verranno proposti.

Pensavamo potesse trattarsi di alcuni casi isolati, ma così non è: nel corso dell’intera storia, infatti, il medesimo fenomeno continua a manifestarsi, diversa è la storia invece nella modalità libera, ove oltre ad avere accesso ad una vasta lista di brani tra cui scegliere, noteremo che la cura posta nel dettaglio del tempismo è sicuramente migliore di quella proposta nella modalità storia.

A tal proposito non possiamo non fare paragoni con il recentissimo Hatsune Miku DX per Nintendo 3DS, che si rivela essere superiore sia nella scelta musicale che nel gameplay, dove la possibilità di combinare più tasti e le possibilità offerte dai controlli touch si rivelano una mossa azzeccatissima, soprattutto nella ricerca di un pubblico più casuale che potrebbe preferire toccare lo schermo, piuttosto che cercare i tasti.

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Potere ai “piccoli”

Dal punto di vista stilistico Persona 4: Dancing All Night rimane comunque un ottimo prodotto; la scelta dei colori e la varietà delle ambientazioni, infatti, garantisce un sicuro impatto visivo, ulteriormente amplificato dalla cura e dai dettagli riposti nella creazione dei ritratti dei personaggi che appariranno di volta in volta nelle varie, e sempre presenti, fasi di dialogo presenti all’interno del titolo.

Trattandosi puramente di gusti musicali, non giudichiamo la scelta effettuata in Persona 4: Dancing All Night, che ripropone alcuni dei brani più celebri dell’originale titolo in versione remix; ampia e sicuramente variegata la scelta, per gli amanti del genere musicale proposto.

Dal punto di vista tecnica il prodotto si dimostra essere valido e mette a ferro e fuoco le possibilità offerte dalla – ormai dimenticata dalla massa – console portatile di Sony.

Commento finale

Compatibile anche con PlayStation TV, Persona 4: Dancing All Night è sicuramente un valido titolo per gli amanti dei Rhytm Game. Titubante nella sincronia, soprattutto in modalità storia, il titolo si dimostra comunque essere longevo e ricco di contenuti, apprezzabili soprattutto da chi ha amato l’originale Gioco di Ruolo di casa ATLUS. Discutibili le scelte per quanto concerne i controlli e l’interfaccia di gioco proposta: in entrambi i casi, infatti, è ingiustificabile la scelta fatta da ATLUS, che avrebbe potuto dar vita ad un prodotto più accessibile e meno caotico. Il repertorio musicale proposto, che vanta un diverso numero di brani, sarà particolarmente apprezzabile dagli estimatori del genere J-Pop, e non è da dimenticare il fattore grafico, che spicca particolarmente sullo schermo OLED dei primi modelli di PlayStation Vita, ma che riesce a difendersi dignitosamente anche di fronte all’alta risoluzione di un Televisore collegato ad una PlayStation TV.

Pro Contro 
– Duraturo e divertente
– A metà tra un rhytm game ed una visual novel…
– Ricco di contenuti
– Ampia scelta musicale con brani provenienti dall’originale Persona 4 e trattati con uno speciale remix
– Compatibile con PlayStation TV
– …e proprio per questo potrebbe, ad alcuni, non piacere
– Sistema di controlli non sempre piacevole
– Interfaccia grafica da rivedere
– Audio e comandi spesso non in sincronia
– Totale assenza di comandi Touch Screen
  Voto Globale: 73
 
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AMD Fury, Star Wars Battlefront in regalo per chi acqusita la scheda

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La forza scorre potente in AMD.

AMD annuncia oggi che, a partire dal 17 novembre 2015, tutti i nuovi acquirenti di una scheda grafica AMD Radeon R9 Fury, presso i rivenditori aderenti alla promozione, riceveranno in bundle una copia gratuita di Star Wars Battlefront. L’offerta è valida fino al 31 gennaio 2016 o fino ad esaurimento scorte. I codici ricevuti potranno essere riscattati fino al 29 febbraio 2016.  
 
Per maggiori informazioni sui rivenditori autorizzati, è possibile visitare il sito internet AMD dedicato all’iniziativa al seguente LINK. Tra i rivenditori italiani autorizzati, segnaliamo comunque Eprice e NEXT hardware e software.
 

Recensione Call of Duty: Black Ops III

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Un passo nella direzione giusta

Versione testata PlayStation 4.

Con le fasi di sviluppo affidate alle sapienti mani di Treyarch Studios, Call of Duty: Black Ops III viene mostrato da Activision per la prima volta in un reveal trailer il 26 Aprile del 2015, stessa data in cui viene inoltre diffusa la data di distribuzione del titolo, fissata per il 6 Novembre dello stesso anno. Con ormai anni di esperienza alle spalle, lo studio di sviluppo aveva in testa un solo obiettivo, sviluppare il Call of Duty più ambizioso di sempre, stravolgendo i canoni soliti del franchise e proponendo un nuovo, incredibile tuffo nel futuro, con meccaniche ben diverse da quelle già apprezzate nei precedenti capitoli di Black Ops.

Con quella rivoluzione in mente, sotto ogni punto di vista, Treyarch ci regala oggi uno dei capitoli più belli della serie Call of Duty. Scoprite con noi perchè questo titolo ci ha affascinati ed incoraggiati a vedere un futuro roseo per il franchise.

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Per la prima volta saremo nessuno

Una volta dato il via alla campagna in giocatore singolo, la prima scelta a cui verremmo sottoposti riguarderà il sesso del nostro personaggio; ebbene sì, per la prima volta nel franchise ci sarà permesso di scegliere il sesso del soldato che comanderemo nel corso dell’intera avventura e tutto ciò per merito di una nuova struttura narrativa che non ci vedrà più indiscussi protagonisti dei fatti narrati, ma comparse in un progetto decisamente più grande.

40 anni dopo gli avvenimenti di Black Ops II, ci ritroviamo ancora una volta catapultati in un mondo ove vige la regola del più forte; questa volta, però, esserlo non sarà per nulla difficile. Nel mondo in cui il titolo è ambientato, infatti, le protesi cibernetiche sono ormai lo standard militare ed anche il più debole dei soldati può diventare un’instancabile macchina da guerra, tuttavia il tema, già ampiamente abusato da decine di giochi nel corso degli ultimi anni (da Deus Ex, a MGSV, passando per Call of Duty Advanced Warfare) è qui trattato in maniera decisamente matura ed i vari  avvenimenti che si susseguiranno nel prosieguo della storia, ci metteranno di fronte ad una cruda realtà che probabilmente non tutti potranno afferrare. Se gustato con il giusto equilibrio, tuttavia, il titolo sarà in grado di regalare forti emozioni, merito anche di un susseguirsi di colpi di scena che metteranno a dura prova le nostre capacità emotive.

Tante novità provenienti dal futuro

Oltre che influenzare in modo inesorabile la parte narrativa, i nuovi cambiamenti introdotti dalle protesi cibernetiche andranno a modificare anche, profondamente, il gameplay. In Call of Duty: Black Ops III, infatti, sarà possibile effettuare brevi scatti in aria per merito di propulsori, correre più a lungo, camminare lungo le pareti, avere accesso a micidiali armi da fuoco ed abilità speciali ed infine poter far uso di speciali poteri in grado di donarci la possibilità di diventare invisibili, vedere attraverso i muri, oppure creare delle copie della nostra sagoma.

La maggior parte di queste funzionalità, se non tutte, sarà accessibile esclusivamente nella modalità multigiocatore; in modalità campagna, infatti, il più delle volte che vedremo in funzione questi poteri speciali sarà per merito di ben studiate cut-scene od eventi programmati.

Analizzando il videogioco da un punto di vista balistico e fisico, i cambiamenti apportati dai ragazzi di Treyarch sono davvero pochi: il feeling delle armi, il sistema di mira ed i movimenti, infatti, doneranno un effetto di déjà-vu a chi ha già avuto modo di mettere le proprie mani sui titoli precedentementi sviluppati dallo studio. Notevolmente cambiati, invece, i menù di gioco che ci permetteranno adesso di avere accesso alla modifica del nostro equipaggiamento attraverso un Hub di gioco: la Safe House, che potrà inoltre essere arredata e fungerà da lobby per una delle nuove funzionalità introdotte dal titolo: la modalità campagna in cooperativa.

Sarà infatti possibile radunare fino a tre amici e combattere insieme in modalità cooperativa per il completamento di una singola missione o dell’intera modalità storia proposta dal titolo, senza aumenti di difficoltà od impedimenti di vario genere.

La sola campagna in giocatore singolo promette ai giocatori una durata che varia dalle 6 alle 12 ore, a seconda della difficoltà scelta e dello stile di gioco adottato; ci siamo ritrovati a confermare tali dati, raggiungendo l’apice della modalità campagna in circa 8 ore di gioco a difficoltà normale, senza soffermarci troppo nella raccolta dei collezionabili sparsi negli undici livelli di gioco proposti.

Se alle opzioni già analizzate aggiungiamo una ben curata modalità zombie e le famose Dead Ops, che fungono da campagna secondaria del titolo, ci renderemo conto che anche la sola esperienza offline del titolo ha molto da offrire, garantendo a tutte le tipologie di videogiocatori, ore ininterrotte di intrattenimento che, nei casi più estremi, potrebbero moltiplicarsi a dismisura, merito anche della divertentissima modalità multigiocatore che analizzeremo nel paragrafo a seguire.

Un mix tra il presente ed il passato

L’accesso alla modalità multigiocatore del titolo è quanto mai vicina al passato, garantendo una fluida e semplice navigazione all’interno dei menù di gioco, fino al raggiungimento della tipologia di partita da affrontare e la modalità di gioco a cui prendere parte.

La stabilità dei server è spesso minata da lag spike di dubbia provenienza, che abbiamo notato avvenire di tanto in tanto in quasi tutte le 100 partite in multigiocatore che abbiamo giocato. Da questo punto di vista è notevole il passo indietro, soprattutto quando, a conti fatti, le partite in multigiocatore conterranno un massimo di 12 giocatori in partite 6 contro 6.

Le modalità di gioco presenti all’interno del titolo spaziano dai più classici Team Deathmatch e Cattura la Bandiera fino ai più recenti Search and Destroy e Tutti contro Tutti; all’interno di tutte le modalità di gioco sarà possibile fare affidamento all’equipaggiamento che più ci aggrada, formato da un’arma primaria, un’arma secondaria, granate letali e non letali ed infine gli immancabili perk che, insieme alle modifiche applicabili alle armi, garantiranno un notevole cambiamento di feeling con le varie combinazioni che saremo in grado di mettere insieme.

Notevoli i cambiamenti al meta-game apportati dall’introduzione dei nuovi poteri degli specialisti, che rendono più difficile la vita a chi fa del camping una religione; abilità di attacco e d’intercettazione, infatti, ci permetteranno di uccidere istantaneamente i nemici che ci circondando, oppure di rendere visibili le unità presenti nel nostro raggio d’azione. Le abilità a disposizione dei nuovi specialisti non si fermano qua, con la possibilità come accenato poco sopra, di diventare invisibili per un breve periodo di tempo, di creare cloni di se stessi o di equipaggiare proiettili esplosivi e speciali insetti robotici capaci di divorare le proprie vittime.

Un totale di 18 abilità sarà a disposizione dei giocatori, ma ogni specialista avrà accesso solamente a 2 abilità, una d’attacco ed una d’utilità, che sarà inoltre esclusiva per quello specifico specialista.

Molti cambiamenti anche per ciò che concerne l’estetica delle armi, adesso più rifinita e raffinata; segnaliamo inoltre il ritorno del mercato nero che, tramite l’acquisizione di una speciale valuta, ci permetterà di avere accesso a delle casse in grado di donarci accesso a skin più o meno rare.

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Ancora una volta un titolo cross-gen

Facciamo finta di non sapere che l’arrivo del titolo su PlayStation 3 ed Xbox 360 è una questione meramente economica; la base installata delle due console di scorsa generazione, infatti, è in grado di garantire ai publisher un alto tasso di redditività ai propri titoli a patto però di qualche rinuncia ai dettagli nelle fasi più critiche dello sviluppo.

Ecco, se questa informazione preliminare non fosse di vostra conoscenza potremmo dire che, sul piano tecnico, la versione PlayStation 4 è graficamente appaggante, sebbene non faccia gridare sicuramente al miracolo. Se aggiungiamo all’equazione quanto detto poco fa, pur riconoscendo che il titolo è gravato dal peso dell’ennesima produzione cross-gen,  con annesse limitazioni alle texture, non sempre molto definite e qualche modello poligonale poco curato, possiamo dire che il lavoro svolto dal team di sviluppo anche sotto questo aspetto è pregevole sebbene ad una attenta analisi risulti essere presente uno scaler dinamico, in grado di modificare all’istante la risoluzione interna delle texture, garantendo delle performance eccezionali, ma un non sempre adeguato impatto visivo.

Altalenante anche il frame rate che, seppur non si dimostri tale all’occhio umano, è costantemente ballerino senza mai scendere al di sotto della soglia dei 40 Frame per Secondo; inutile dirvi che tali cali di performance sono riscontrabili nella fasi più concitate sia in modalità campagna che in modalità multigiocatore.

Apprezzabile il doppiaggio del titolo e l’intera selezione sonora per quanto concerne brani ed effetti inseriti all’interno del titolo. Abbiamo avuto qualche problema con l’ascolto utizzando il mix “Treyarch” nel comparto audio, ma nulla di irrimediabile, essendo l’impostazione facilmente accessibile dai menù di gioco.

Commento finale

Call of Duty: Black Ops III riesce a rivoluzionare un genere ed una serie ormai in stallo da diversi anni. Eccetto qualche dovuta citazione relativa a Titanfall ed al più recente Halo 5: Guardians, infatti, il fronte dei First Person Shooter non mette in mostra vere e proprie pietre miliari del genere ormai da diversi anni. Spettacolare, frenetico e divertente, di Black Ops III abbiamo apprezzato in particolare le nuove proposte in termini di gameplay, le nuove funzionalità – in particolare la modalità cooperativa – e la sempre-verde modalità multigiocatore offerta dal franchise.

Ancora titubanti i server di gioco online, che, oramai a diversi giorni dal lancio ufficiale del titolo, non riescono comunque a garantire quella stabilità necessaria al corretto svolgimento dei normali match. Qualche dubbio, invece, ci resta dal punto di vista grafico: cosa avrebbe potuto essere Call of duty Black Ops III se si fosse rinunciato al cross gen? Forse lo sapremo solo con Call of duty Black Ops IV.

Pro Contro 
– Trama avvincente…
– Modalità campagna longeva e giocabile in cooperativa
– Valide modifiche al gameplay
– Modalità multigiocatore sempre divertente
– 60 FPS stabili, anche nelle situazioni più difficili
– … ma spesso difficile da comprendere
– Server di gioco spesso in difficoltà
– Graficamente appagante, ma ben al di sotto dei limiti tecnici imposti dall’hardware delle console di nuova generazione
  Voto Globale: 82 
 
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Tales of Zestiria, da oggi a 60 FPS su PC per merito di una Mod

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La superiorità del PC è anche questo.

Non esente da diffeti, la nuova opera del geniale DrDaxxy è da oggi disponibile sottoforma di Mod per Tales of Zestiria; tale mod permetterà ai fan del titolo di poter giocare aumentando il limite dei Frame per Secondo a 60, anzichè i normali 30. Trattandosi della prima release non ci sarebbe da stupirsi se in alcuni frangenti il frame-rate calasse inesorabilmente al di sotto di tale limite, le restanti parti, tuttavia, saranno visivamente più fluide e più godibili dalla fortunata utenza PC che potrà ancora una volta godere del fantastico lavoro svolto dall’affiatata community di modder.

QUI potete trovare il link per il download della mod.

Recensione Rodea: The Sky Soldier

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Kadokawa Games è finalmente pronta.

Versione testata Wii U, 3DS.

Rodea: The Sky Soldier è uno di quei giochi il cui sviluppo non si è semplicemente limitato alla programmazione di un engine ed alla creazione di modelli poligonali e texture adibiti poi alla creazione del mondo di gioco, assolutamente no. Rodea: The Sky Soldier è uno di quei titoli che prima di vedere il lancio sul mercato, ha dovuto subire l’ira funesta dei publisher e la triste realtà che circonda l’intera industria videoludica.

Il titolo, sviluppato da Kadokawa Games, fu presentato per la prima volta nella sua versione Wii nel 2010 e già nel 2011 lo sviluppo era completo, con l’attesa di un publisher pronto a renderlo disponibile sul mercato, fino a quando nel 2012, Yuji Naka, Produttore del titolo, annuncio di essere incerto sul futuro della produzione. La speranza di vedere pubblicato Rodea: The Sky Soldier andava svanendo…

Nel Maggio del 2014, però, la speranza torna a vivere ed il marchio Rodea: The Sky Soldier viene ufficialmente registrato, per poi essere succeduto dall’annuncio che il gioco sarebbe stato lanciato non più su Wii ma su Wii U nella primavera del 2015; nello stesso anno, un Nintendo Direct andanto in onda a Gennaio ne confermò la data d’uscita, fissata per il suolo giapponese al 2 Aprile 2015 in versione Wii U e 3DS.

Rodea: The Sky Soldier dopo un lungo e travagliato periodo di sviluppo è finalmente disponibile dal 13 Novembre 2015 anche in Europa, in entrambe le sue versioni e con uno speciale bonus per le prime stampe del titolo, che permetteranno ai fortunati videogiocatori che acquisteranno la versione Wii U di ottenere gratuitamente anche la versione Wii del titolo che, a detta del Produttore stesso, rappresenta l’unica, vera, trasposizione videoludica dell’idea originale che ha dato vita al titolo.

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Il soldato e il Regno

La storia ha subito inizio nei panni di Rodea, un soldato robotico dell’Impero Naga, in fuga dalle forze dell’impero stesso in compagnia della Principessa Cecilia, entrambi fermamente convinti di poter fermare l’invasione del mondo volante di Garuda da parte dell’esercito dell’imperatore; messi alle strette dalle forze dell’impero, prode soldato sarà costretto a dividersi dalla principessa, venendo teletrasportato in un deserto in cui perderà conoscenza per 1.000 lunghi anni, al termine dei quali verrà ritrovato a rimesso in sesto da Ion, un ingegnere del mondo volante di Garuda.

La guerra è ormai finita da tempo, l’Impero Naga è stato annientato e si vive spensierati a Garuda, ma tutto ciò non è destinato a durare… l’Impero è infatti tornato e dichiara guerra a Garuda; Rodea si ricorderà allora della promessa fatta alla principessa: di proteggere Garuda a tutti i costi, avrà dunque così inizio la nostra avventura.

Volare ooh, ooh…

In Rodea: The Sky Soldier, come il titolo del gioco stesso suggerisce, ci ritroveremo ad avventurarci ed a combattere nell’infinità dei cieli blu, con l’unico vantaggio di trovarci in un continente volante e, dunque, di avere delle zolle di terra fluttuanti su cui appoggiarci e riposarci. Da prima nato come titolo prettamente action, Rodea: The Sky Soldier è in realtà un titolo piuttosto tendende all’avventura; gli scenari che ci verranno proposti, infatti, andranno affrontati in lungo ed in largo per poter scoprire ed ottenere tutto ciò che hanno da offrire.

Le dovute premesse per un ottimo titolo ci sono tutte, eccetto che al momento di rendere tutto controllabile, il gioco diventa un vero e proprio manicomio. Volare in Rodea: The Sky Soldier, infatti, è più un’impresa che una normale attività del gioco; saremo prima costretti ad entrare in modalità pre-volo (premendo due volte A), poi a prendere la mira (tramite lo stick destro) ed infine premere nuovamente A per spostarci nel punto desiderato. A conti fatti sembra tutto facile, ma nella freneticità dell’azione, vi renderete conto che il titolo è tutto tranne che immediato. Non mancheranno, poi, i nemici da abbattare sfruttando la possibilità di attacco offerta dal pulsante B.

Cominciamo a capire perchè Yuji Naka abbia affermato che la versione Wii del titolo sia la migliore: prendere la mira direttamente col Wiimote dev’essere tutt’altra storia; se vogliamo poi parlare anche della versione 3DS del titolo, non possiamo che lamentarci ancora una volta dell’assenza di un controllo valido della telecamera, del bassissimo frame-rate sui normali 3DS (problema che non esiste nei New 3DS) ed ancora una volta dei comandi, che rendono le prime ore di gioco più che frustranti.

Con una longevità tutto sommato adeguata al genere cui si propone, riusciremo a portare a termine l’avventura proposta da Kadokawa Games con un po’ di pazienza; sarà necessario armarsene, infatti, poichè pensare di riuscire a dei maestri del sistema di controllo, è un grosso errore. Le variabili, infatti, che incidono sul controllo stesso di Rodea sono talmente tante che vi faranno impazzire, soprattutto in quei momenti in cui, a causa della telecamera un po’ per i fatti suoi, cadrete in un baratro senza neanche rendervene conto.

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Davvero è un titolo Wii U?

La direzione tecnica di Rodea: The Sky Soldier avrebbe potuto regalarci ben più di qualche soddisfazione, peccato che la realizzazione finale lasci molto a desiderare. Il titolo, infatti, sembra uscito dall’era PlayStation 2 ed i colori sgargianti a cui siamo stati abituati nelle produzioni già viste su Wii e Wii U, sembrano diventare grigi e morti, senza riuscirne a capire il perchè. Il frame rate stesso, seppur la qualità grafica non sia eccellente, si dimostra altalenante ed a tratti, soprattutto nella versione 3DS, rende il gioco ingiocabile.

La componente sonora non riesce a splendere come dovrebbe, forse perchè ci si trova troppo concentrati nel complesso sistema di controllo per riuscire ad apprezzare ciò che il nostro udito coglie. Se si distogli un attimo l’attenzione dal gameplay, però, si riesce a dare ascolto a dei suoni incredibilmente ben realizzati per il tipo di produzione che si pone davanti.

Anche in questo comparto Rodea: The Sky Soldier sarebbe potuto essere molto, eppure è molto poco; vittima, sicuramente, di un’uscita sulla console sbagliata.

Commento finale

Rodea: The Sky Soldier può essere consigliato nelle sue versioni per Wii U e 3DS, a patto che siate in grado di saper gestire l’eccessiva difficoltà del sistema di gioco, o, per lo più, le sue meccaniche. Sarà facile perdere la pazienza di fronte ad un sistema di gioco poco accurato, condito da uno scarso controllo della telecamera ed un comparto tecnico tutt’altro che curato, armati della giusta pazienza, però, si potrebbe trovare qualcosa di buono nell’intera produzione, purtroppo sminuita da numerosi difetti di produzione e progettazione che, sicuramente, non rispecchiano l’idea di Yuji Naka alla base del prodotto, sicuramente migliore nella sua versione Wii. Avremmo desiderato poter tirare le somme anche con la versione migliore del titolo, ma così non è stato; non possiamo far altro che decretare, dal nostro punto di vista, un eccessivo disappunto con l’avventura targata Kadokawa Games, che tuttavia si dimostra giocabile fino al completamento della storia.

Pro Contro 
– Le prime stampe della versione Wii U vengono fornite con la versione Wii del titolo
– Trama ed ambientazioni affascinanti
– Sistema di controllo e telecamera impossibili da gestire
– Comparto tecnico da inizio 2000
– Frame rate instabile sia su Wii U che su 3DS
  Voto Globale: 60 
 
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Recensione Skullcandy Grind

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Skullcandy Headphone GRIND S5GRHT 448 11 1000 Hero Gray

Comfort e versatilità

Siete alla ricerca dell’headset più adatto alle vostre esigenze e al vostro portafogli ma non sapete proprio da che parte sbattere la testa?  da poter utilizzare non solo per ascoltare musica dal vostro smartphone ma anche da collegare alle diverse periferiche disponibili all’interno della vostra casa?

Se la vostra scelta non deve forzatamente ricadere su di un paio di cuffie senza fili, allora le Skullcandy Grind potrebbero essere la soluzione ad ogni vostro problema: comode, dinamiche e leggere, le Skullcandy Grind vi restituiranno il piacere di ascoltare, sia per l’ottima musicalità dei driver stessi, sia per un form factor decisamente confortevole e dal peso praticamente trascurabile. SkullCandy Grind è insomma un ottimo prodotto che si inserisce nella fascia media del mercato ed è destinato a chi, con un occhio al portafogli, non vuole rinunciare a prestazioni e comodità.

Packaging e design

Skullcandy Headphone GRIND S5GRHT 448 11 1000 Hero GrayNato nel 2003, il marchio statunitense Skullcandy è ormai sul mercato da diversi anni e propone soluzioni destinate sia ad un pubblico audiofilo che a quello professionale, passando ovviamente per quello amatoriale e per il settore gaming (affidato però ad una sussidiaria, AstroGaming). La qualità dei materiali, il design e la cura con cui vengono realizzati i prodotti, sono alla base di ogni produzione targata Skullcandy ed anche le Grind oggetto di questa recensione, non fanno eccezione.

La confezione esterna in cartone morbido presenta un simpatico design ed una descrizione delle caratteristiche delle cuffie; all’interno un’ ulteriore confezione in cartone rigido contiene le cuffie. Il supporto, oltre che da sostegno,  funge anche da protezione ulteriore, impedendo che la confezione esterna possa essere piegata a tal punto da raggiungere le parti fragili delle cuffie.

Le Skullcandy Grind sono un headset relativamente piccolo, le loro dimensioni sono infatti 19,05 x 17,8 cm, ma il loro trasporto è reso difficoltoso dall’impossibilità di ripiegare i padiglioni all’interno dell’archetto. Disponibili in diverse colorazioni, dalle più classiche monocromatiche, Bianco, Nero e Blu, fino a diversi modelli con design specifici, come Striped Navy, Gray/Plaid, Orange/Navy, Famed Purple, Black/Cream, Scout Camo/Gold e Locals Only, sono tutte realizzate con struttura in metallo mentre i due padiglioni sovraurali dalle generose dimensioni sono in plastica e  capaci di adattarsi senza grossi problemi ad un orecchio di dimensioni medio-grandi.

All’interno della confezione, oltre naturalmente alle cuffie, sono contenuti un foglietto relativo alla garanzia ed il cavo Jack da 3,5mm a 3-pin, da un estremità con un attacco ad L, nell’altra invece con un attacco standard; essendo il Jack da 3,5mm in versione 3-pin, ambo i lati della cuffia ed il microfono integrato saranno collegati tramite lo stesso cavo, sarà dunque necessario uno splitter per poterla rendere pienamente utilizzabile con il proprio PC, pena l’impossibilità di utilizzare il microfono.

Grazie al già citato archetto regolabile in metallo è possibile modellarle sulla propria testa per il miglior comfort, garantito anche da una buona imbottitura dello stesso. La prima impressione è quella di un prodotto particolarmente fragile, ma nonostante tutto le Skullcandy Grind si sono dimostrate piuttosto affidabili anche nei casi più estremi.

I padiglioni auricolari isolano notevolmente dall’ambiente circostante per merito della buona imbottitura in memory foam e del rivestimento in tessuto traspirante che permette di aderire perfettamente alle tempie senza tuttavia gli inconvenienti della pelle (calore e sudorazione eccessiva in primis),  tuttavia la notevole presa dell’archetto e il poco spazio disponibile nella parte immediatamente superiore ai due padiglioni, potrebbe causare qualche problema a chi, come chi vi scrive, indossa gli occhiali; a onor del vero sino ad ora non ho ancora trovato un paio di cuffie in grado di risolvere questo problema che si verifica  soltanto dopo lunghissime sessioni di ascolto (oltre 4-5 ore) pertanto sarei più propenso a credere che si tratti di un problema di forma e dimensione della testa piuttosto che di progettazione delle cuffie.

In ogni caso, se si esclude questo inconveniente, le cuffie si dimostrano comode ed equilibrate, grazie ad un peso estremamente ridotto di soli 170g, e alla qualità dei supporti. 

Qualità d’scolto e funzionalità

Abbiamo avuto modo di provare le Skullcandy Grind in molti contesti, dal semplice ascolto musicale ad una conference call dal Skullcandy Headphone GRIND S5GRHT 448 11 1200 SideR Grayvivo ed infine durante alcune sessioni di gioco su PlayStation 4. La resa sonora delle cuffie è appagante ed equilibrata in tutte queste situazioni,  e rappresenta un valido compromesso visto il costo ridotto del prodotto stesso.

Le parti basse ed alte dalla gamma sonora, però, si rivelano piuttosto accentuate, lasciando nelle frequenze medie un ampio spettro vuoto che può essere recuperato tramite il sapiente utilizzo di un equalizzatore. La pressione sonora delle Skullcandy Grind è davvero eccezionale per un prodotto di questo tipo, 98 Db, paragonabile a quella di prodotti ben più costosi, nonostante come dicevamo, le dimensioni ridotte ed il costo contenuto.

Il microfono si rivela affidabile e preciso, posizionato nella parte esterna del padiglione auricolare sinistro, sembra essere regolato in modo da enfatizzare le frequenze sonore della voce ed eliminare rumori di fondo, sebbene nessun sistema di cancellazione del rumore sia presente.

I risultati delle nostre prove con Smartphone (Android ed iOS) e console da gioco (PlayStation 4) si sono rivelati identici, con alti chiari e puliti e bassi ad effetto che le rendono utilizzabili anche in contesti gaming, garantendo una buona immersività; la mancanza di un controllo esterno per il volume o per poter disattivare il microfono hanno però penalizzato non poco il nostro voto in questa sede. Particolarmente apprezzabile, tuttavia, la tecnologia TapTech: sul padiglione sinistro è infatti presente un tasto che ci permetterà di rispondere alle telefonate e di cambiare rapidamente i brani in ascolto, senza dover accedere fisicamente al tablet o allo smartphone in uso.

Dopo numerosi ascolti con diversi brani musicali, siamo certi che le Skullcandy Grind siano in grado di dare il meglio di sè in quei brani Rock ove la spinta e la presenza dei bassi giocano un ruolo fondamentale; al contrario, invece, si dimostrano meno adatte in quei brani ove la voce è l’indiscussa protagonista, probabilmente a causa dei già citati problemi nella gamma media.

Confrontandole ad altri prodotti della stessa fascia di prezzo comunque, le Skullcandy Grind ne escono sicuramente vincitrici, grazie all’ ottimo design e al rapporto qualità-prezzo che, francamente, non teme confronti.

Commento finale

Le Skullcandy Grind, come già anticipato nel paragrafo d’apertura, si rivelano essere un prodotto destinato alla fascia di utenza media che ricerca un  prodotto musicalmente valido e dall’ottimo rapporto qualità prezzo, senza dover rinunciare a comfort e soprattutto design, fattore quest’ultimo imprescindibile, considerando che le cuffie sono oramai diventate un accessorio di moda, da sfoggiare in metro o mentre si passeggia. Leggere, comode e dinamiche, dimostrano di essere efficaci in una moltitudine di situazioni, dalla semplice conversazione telefonica, all’ascolto di materiale musicale passando per le fasi di gaming online. Agevolate da un rapporto qualità-prezzo ottimo, riescono a reggere il confronto anche con prodotti di fascia appena più alta, garantendo un ottimo livello di pressione sonora ed isolamento, considerato che si trattano di cuffie sovraurali. Unici punti negativi l’assenza di un regolatore per il volume sul cavo, di un tasto per mettere in mute il microfono ed un’equalizzazione dei driver che lascia troppi buchi sulle frequenze medie.

Pro Contro 
– Ottimo rapporto qualità/prezzo
– Comode e dinamiche
– Pressione sonora ed isolamento d’altissimo livello
– Valide in diverse tipologie di ascolto
– Tecnologia TapTech per rispondere velocemente alle chiamate in arrivo e cambiare brano senza dover accedere allo smartphone
– Equalizzazione dei driver da rivedere
– Assenza di controlli esterni per volume e microfono
  Voto Globale: 78
 
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Recensione Starcraft II: Legacy of the Void

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Che la battaglia finale abbia inizio.

Versione testata PC.

L’originale Starcraft, ideato e sviluppato da Blizzard Entertainment stessa, vede la luce sul mercato nel Marzo del 1998, riscuotendo grande successo in tutto il mondo, talmente tanto che nello stesso anno, a Novembre, Blizzard Entertainment ne pubblicò la prima espansione ufficiale: BroodWar.

12 anni passeranno prima che Blizzard Entertainment metta a segno un altro colpo nel franchise, rilasciando nel Luglio del 2010 Starcraft II: Wings of Liberty, primo capitolo di una trilogia che si arricchirà degli episodi Heart of the Swarm (2013) e Legacy of the Void (2015). Ognuno dei capitoli si concentra sulla storia di una delle tre razze del gioco: Terran, Zerg e Protoss, e ne narra le vicessitudini.

Starcraft II: Legacy of the Void è il terzo ed ultimo capitolo della trilogia ed è l’oggetto che da noi sarà analizzato in questa sede; lanciato il 10 Novembre di quest’anno, Legacy of the Void è acquistabile sia dai possessori dei precedenti episodi di Starcraft II, sia in versione stand-alone così da poter essere giocato anche dai neofiti della serie.

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Il ritorno di Zeratul, l’ascesa di Artanis

Il primo capitolo disponibile in Legacy of the Void prende il nome di “Sussuri dell’Oblio” ed è stato reso disponibile ben prima del lancio ufficiale del titolo e narra gli avvenimenti che portano Zeratul a scoprire il tassello mancante nella profezia degli Xel’Naga, che avevano preannunciato la venuta del malvagio Amon.

Zeratul, considerato traditore, decide dunque di far ritorno tra il suo popolo e di avvertire Artanis dell’incombente minaccia, il giovane leader dei Protoss, tuttavia, è intento a ripristinare l’ordine delle cose e riconquistare il pianeta madre della razza: Aiur, precedentemente invaso e conquistato dagli Zerg, e non si lascerà dunque influenzare, inizialmente, dalle parole del traditore.

Basteranno poche missioni prima che la trama cominci a svilupparsi e ad evolversi fino al risveglio di Amon e alla morte di Zeratul per mano di Artanis; sarà allora che prenderemo in mano le redini dell’avventura ed armati della Lancia di Adun ci scaglieremo all’attacco delle forze ibride di cui Amon è a capo.

Il gioco ci permetterà di sviluppare la trama nel modo che meglio preferiamo, fornendoci più e più volte la possibilità di scegliere quale missione affrontare prima e quale poi, molte delle quali saranno in grado di fornirci frammenti di solarite per potenziare la Lancia di Adun oppure donarci accesso a nuove unità.

La caratterizzazione dei personaggi, come da sempre Blizzard Entertainment ci ha abituati, volge un ruolo essenziale nella narrazione della trama e non mancheranno all’appello personaggi storici come James Raynor, Sarah Kerrigan e Fenix, che oltre a donare ulteriore profondità alle vicende narrate, faranno la felicità dei molti fan della serie che potranno ancora una volta vedere protagonisti dell’avventura i loro eroi preferiti.

Nexus, Piloni e Portali

Per chi ha già avuto a che fare con i Protoss per un motivo o per l’altro, il gameplay rimane immutato. Per chi invece ama le campagna in giocatore singolo e non ha avuto modo di apprezzare questa particolare razza, più di una sfida gli si porrà davanti. Le strutture Protoss, infatti, vanno alimentate tramite i Piloni, tutte eccetto che il Nexus; questi stessi Piloni, poi, fungono inoltre da strutture per aumentare la capacità del nostro esercito.

Le unità vengono evocate tramite Portali, Fabbriche e Portali Stellari; il Portale può evolversi nella sua versione “Dimensionale”, capace di annullare i tempi di creazione e di evocare istantaneamente un’unità a nostra scelta in un’area coperta dal potere dei Piloni. Non male, vero?

I Protoss sono una razza particolare ed altrettanto particolare è la metodologia di gioco che va applicata per riuscire ad uscire vincitori dagli scontri sia nell’arco della campagna in giocatore singolo, sia nel caso si decidesse poi di cimentarsi nelle partite multigiocatore, che analizzeremo più avanti.

In Starcraft II: Legacy of the Void avremo inoltre a disposizione un preziosissimo aiutante: la Lancia di Adun; tramite speciali poteri, infatti, il nostro mezzo di trasporto inter-spaziale sarà in grado di evocare istantaneamente Piloni, di ridurre in cenere i nemici tramite dei potenti attacchi energetici e molto, molto altro ancora, comprese delle abilità passive che ci permetteranno di ridurre i tempi di costruzione, aumentare il numero di unità evocabili sin dall’inzio della partita ed estrarre il Gas Vespene senza dover far uso delle Sonde.

Nel corso della campagna in singolo giocatore queste abilità potranno essere mutate per merito della solarite che potrà essere assegnata in uno speciale skill-tree che oltre a determinare le abilità passive che saranno attive nel corso della missione, servirà anche nella scelta delle abilità attive che decideremo di avere sempre a portata di mano per riuscire a farla franca anche nelle situazioni più difficili.

Mai più soli

La serie Starcraft è già famosa per il comparto multiplayer che propone, pluri-premiato e nonostante gli anni sempre attuale e divertentissimo; Legacy of the Void ha voluto però introdurre delle nuove modalità di gioco. Sarà infatti possibile affrontare alcune missioni in cooperativa con un amico: due eserciti, due differenti comandanti, un solo obiettivo; oppure nella nuovissima modalità arconte, che permetterà a due giocatori di condividere un solo esercito.

Blizzard ha inoltre ben pensato di espandere le possibilità offerte dal multigiocatore online e di ridefinirne il metagame introducendo 6 nuove unità: 2 per fazione, mantenendo comunque stabile e ben bilanciato il gameplay che da decine di anni coinvolge ed appassiona milioni di videogiocatori di tutto il mondo.

Da questo punto di vista siamo davvero curiosi di vedere il riscontro dei giocatori competitivi del titolo, che potrebbero utilizzare nuovi approcci alle sfide che gli vengono poste; aspettiamo dunque i primi tornei d’alto livello per scoprire il reale potenziale di queste nuove unità introdotte con l’espansione Legacy of the Void.

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Nessun’altro cambiamento

Starcraft II: Legacy of the Void sfrutta, per ovvie ragioni, il medesimo engine dell’originale Starcraft II, mantenendo intatto l’aspetto tecnico del titolo che rimane comunque piacevole all’occhio, nonostante i 5 anni di distanza dall’uscita dell’originale titolo, ma che si presenta comunque penalizzante nella redazione di questa recensione.

Gli amanti della grafica apprezzeranno sicuramente la cura che Blizzard ha riposto nella creazione dei modelli delle nuove unità e le cut-scene in computer grafica che, nonostante la loro natura pre-renderizzata, riescono comunque a togliere il fiato.

Il gioco è come al solito accompagnato da un doppiaggio ed effetti sonori di altissimo livello, che ci accompegneranno per tutto il corso della campagna ed anche oltre, nel caso in cui decidessimo di affrontare delle partite multi-giocatore.

Commento finale

Starcraft II: Legacy of the Void riconferma la validità del titolo strategico di Blizzard Entertainment e le qualità del team di sviluppo; questa espansione amplifica le potenzialità offerte dal titolo, introducendo 6 nuove unità destinate a modificare drasticamente il modo in cui il gioco viene giocato. La trama avvincente, il gameplay da sempre punto di forza della ip ed il comparto tecnico eccelso, si amalgamano alla perfezione in ciò che si presenta al pubblico come un prodotto di ottima fattura e dalle qualità uniche, capace di tenervi incollati per ore e ore allo schermo. Nell’attesa di poterne scoprire tutto il reale potenziale, che verrà sicuramente messo in mostra nel corso dei futuri tornei, non possiamo che ritenerci più che soddisfatti dal lavoro svolto da Blizzardcon quest’ultimo capitolo di Starcraft II. Ma adesso scusatemi, prima di cena ho promesso ai Protoss di aiutarli a riconquistare Aiur e salvare l’universo intero.

Pro Contro 
– Trama avvincente, cast di personaggi incredibile
– Gameplay divertente ed entusiasmante
– Espansione Stand-Alone; non sarà necessario possedere i precedenti capitoli per poterlo giocare
– Nuove opzioni cooperative adatte ai neofiti del genere
– Purtroppo è l’ultima espansione “vera” di questo capolavoro
– Comparto tecnico arretrato
  Voto Globale: 90
 
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Nintendo Direct, tutti gli annunci dei titoli in arrivo nel 2015 e 2016

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Tante nuove avventure per i giocatori Wii U e 3DS!

E’ terminata pochi minuti fa l’ultima presentazione Nintendo Direct di Nintendo incentrata sui titoli in arrivo su Wii U e 3DS negli ultimi mesi di quest’anno e nel corso del prossimo anno. Tantissime le novità mostrate ed altrettante le conferme che ci hanno fatto palpitare il cuore. A seguire troverete il materiale che è stato trattato nel corso della presentazione, nelle prossime ore verranno inoltre inseriti i contenuti multimediali quali immagini e trailer:

Inizio della presentazione:

Satoru Shibata presenta il Nintendo Direct e ringrazia tutti coloro si sono uniti nel ricordare la scomparsa dell’ex Presidente di Nintendo of Japan: Satoru Iwata

Il Direct procede e viene subito presentato The Legend of Zelda: Twilight Princess HD, in arrivo su Wii U il 4 Marzo 2016, sviluppato dal team australiano Tantalus; per l’occasione sarà realizzato un amiibo di Link Lupo che potrà essere acquistato separatamente od insieme al gioco in uno speciale bundle che conterrà inoltre la soundtrack del gioco.

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Lo stesso amiibo potrà poi essere utilizzato per trasferire alcuni dati in The Legend of Zelda per Wii U, in arrivo nel corso del 2016.

The Legend of Zelda: Phantom Hourglass e The Legend of Zelda: Spirit Tracks sono disponibili sul Nintendo eShop di Wii U dalla fine della presentazione e fino al 19 Novembre acquistando uno dei due titoli, l’altro potrà essere acquistato alla metà del prezzo.

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Nuovi contenuti in arrivo per Zelda Triforce Heroes: il Covo Ostile sarà uno scenario che vanterà 30 livelli, per poter procedere di livello in livello sarà prima necessario aver fatto fuori tutti i nemici. Saranno inoltre resi disponibili due nuovi costumi. Tutti i contenuti saranno disponibili dal 3 Dicembre.

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Mario & Luigi: Paper Jam Bros. sarà disponibile dal 4 Dicembre, Paper Mario inciderà notevolmente sull’avventura con la possibilità di slittare tra le fessure e poter essere sfruttato come aeroplanino o per risolvere determinati rompicapo. Il gioco vanterà un nuovo sistema di carte durante le battaglie, che permetterà di ottenere dei bonus. Delle speciali carte potranno essere ottenute per merito degli amiibo.

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Nuovi contenuti per Splatoon a partire dal 13 di Novembre: Museo di Cefalò e Villanguilla saranno due nuovi scenari, saranno inoltre resi disponibile più di 40 nuovi equipaggiamenti. Gli aggiornamenti andranno avanti fino a Gennaio, con nuovi scenari, equipaggiamenti e bilanciamenti al gameplay.

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Un nuovo portale web verrà lanciato per permettere agli utenti di cercare in modo più efficace i livelli creati con Super Mario Maker. Questi stessi livelli potranno essere visti da qualsiasi dispositivo sia fornito di browser (PC, Smartphone, altre console), gli scenari desiderati potranno essere aggiunti ai preferiti e potranno poi essere visti dalla propria console.

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Xenoblade Chronicles X viene mostrato in un nuovo trailer, il gioco sarà disponibile dal 4 Dicembre in una speciale Edizione Bundle Wii U oppure in Edizione Limitata.

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Il 20 Novembre verranno lanciati Mario Tennis: Ultra Smash, Animal Crossing: Amiibo Festival e New Style Boutique 2: Fashion for All.

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La parola passa ad Ed Valiente, che si occupa delle pubblicazioni e degli indie in Nintendo of Europe. Vengono mostrati i trailer di:
Fast Racing Neo Wii U – Dicembre 2015

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Typoman Wii U – 19 Novembre

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Steamworld: Heist 3DS – Dicembre 2015

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Le presentazioni proseguono ed è il turno di:
Nintendo Badge Arcade – 13 Novembre

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Pokémon Picross – Dicembre 2015

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Virtual Console: Pokémon Blu, Rosso e Giallo – con una speciale modalità di trasferimento Pokémon via Wireless per sopperire alle modalità di trasferimento via cavo ormai obsolete in uscita il 27 Febbraio 2016

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Final Fantasy Explorers si impossessa della presentazione e viene nuovamente mostrato. Il titolo sarà disponibile dal 29 Gennaio 2016 in versione Standard ed in una speciale Collector’s Edition contenente Artbook, Soundtrack, Case per 3DS e delle speciali missioni che permetteranno di acquisire le armi dei più famosi personaggi della serie.

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Mega Man Legacy Collection 3DS – conterrà i primi 6 titoli della serie – Missioni esclusive sbloccabili tramite l’amiibo di Mega Man – 23 Febbraio 2016

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La parola torna a Shibata che mostra altri titoli in arrivo nel 2016:

Pokkén Tournament Wii U – Primavera 2016 – Nuovo Pokémon Mewtwo Nero – le prime copie conterranno una speciale carta amiibo di MewTwo Nero che permetterà ai giocatori di avere subito accesso al personaggio

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Starfox Zero Wii U – Aprile 2016 – il gioco è stato nuovamente mostrato in un trailer

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Nuovi amiibo in arrivo nel 2016: Lucas (Super Smash Bros. Collection), Resetti, Blatero, Celeste, Sciuscià (Animal Crossing Collection). Il 20 Novembre saranno disponibili i seguenti amiibo: Fuffi, Fofò, K.K., Agostina, Tom Nook, Casimira, Alpaca ed il secondo pacchetto di carte amiibo.

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I seguenti titoli arriveranno su 3DS nel 2016:

Pokémon Super Mystery Dungeon – 19 Febbraio 2016 – presenti tutti e 720 i Pokémon

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Hyrule Warriors: Legends – 25 Marzo 2016 – Dazel, Link Cartone, Re di Hyrule e Skull Kid saranno nuovi personaggi disponibili nel gioco – per la prima volta appare un nuovo eroe (possibile protagonista di The Legend of Zelda U): Linkle – usa due balestre ed attacca a 360° utilizzando anche dei calci, la sua mossa finale è il calcio rotante. Il titolo sarà disponibile anche in un edizione limitata contenente uno speciale orologio da taschino (o bussola).

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E’ il turno di una miriade di RPG:

Bravely Second: End Layer arriverà su Nintendo 3DS nel primo trimestre del 2016

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Dragon Quest VII: Frammenti di un mondo dimenticato arriverà su Nintendo 3DS nel 2016

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Dragon Quest VIII: L’odissea del re maledetto arriverà su Nintendo 3DS nel 2016

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Fire Emblem Fates arriverà su Nintendo 3DS nel 2016 – saranno disponibili al lancio le versioni Retaggio e Conquista, sarà poi resa disponibile una terza versione che prende il nome di Rivelazione. Il gioco sarà inoltre disponibile in una speciale edizione contenente tutti e 3 i titoli ed uno speciale artbook.

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Annuncio finale a sorpresa: Super Smash Bros. for 3DS/Wii U X Final Fantasy VII – Cloud si unisce alla lotta!

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Nuove informazioni riguardo Super Smash Bros. for 3DS/Wii U in arrivo in uno speciale broadcast a Dicembre.

Fine della presentazione.

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Xbox One, disponibile da oggi la nuova Xbox Experience

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Tutti pronti ad aggiornare la console.

Con l’uscita già precedentemente annunciata da Microsoft e settimane di test intensivo svolte dai facenti parte del programma preview, è oggi ufficialmente disponibile la nuova Xbox Experience e la Retrocompatibilità Xbox One; è possibile da subito avere accesso alla nuova interfaccia ed alle nuove funzionalità offerte per merito di un aggiornamento di circa 1,2 Gb.

Stando a quanto dichiarato da Microsoft stessa il nuovo aggiornamento permetterà di sfruttare il “potere” di Windows 10, rendendo le applicazioni fino al 50% più veloci; la retrocompatibilità, poi, vanta già un archivio di titoli che supera la centinaia e che vanta titoli del calibro di Fallout 3 e Gears of War 3, con una già annunciata compatibilità con tutti i titoli futuri per Xbox 360 che saranno disponibili gratuitamente tramite Games With Gold.