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Kingdom Come: Deliverance si mostra nel trailer di lancio

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Un RPG open-world unico!

Warhorse Studios e Deep Silver hanno pubblicato il trailer di lancio dell’attesissimo RPG Kingdom Come: Deliverance. Il progetto Kickstarter di successo è in arrivo per PlayStation 4, PC ed Xbox One domani in tutto il mondo.

Accanto al video di oggi e al lancio del gioco di domani, Martin Klima, Executive Producer presso Warhorse Studios si rivolge a sostenitori, giocatori, familiari e amici:

“Quattro anni dopo la nostra campagna Kickstarter, il nostro gioco è pronto per essere pubblicato domani. Il compito era davvero grande, e il nostro team, anche se ancora piuttosto piccolo, ha sempre lavorato sodo per consegnare e creare il gioco che avevamo in mente e che crediamo il pubblico volesse. Prima di parlare un po ‘ del background, tutti noi di Warhorse vorremmo ringraziare la nostra community, i sostenitori e gli amici che ci hanno aiutato a dare vita a questo sogno dandoci la possibilità di sviluppare quella che crediamo sia un’esperienza RPG unica!

Le realtà produttive dello sviluppo di un videogioco prevedono che una versione “finale” debba essere conclusa qualche tempo prima della data di uscita effettiva. Avremmo potuto usare questo tempo per riposare, o avremmo potuto usarlo per creare dei contenuti aggiuntivi da rivendere come DLC, invece siamo tornati sulla versione originale e ci abbiamo lavorato ancora. I risultati sono evidenti: le missioni sono più bilanciate, la progressione dell’ RPG è più fluida, il gioco scorre più veloce e ogni aspetto è più vivido. Lo svantaggio è che la maggior parte dei dati della vecchia build sono stati sostituiti, quindi deve essere scaricata come patch. E’ di dimensioni ingenti, ci vorrà del tempo per scaricare tutto ed è un peccato. Tuttavia, siamo fermamente convinti che dopo quattro anni l’attesa sarà ripagata. Fidati di me, la patch del Day 1 offrirà la fantastica esperienza che ti meriti! “

AMD annuncia oggi la disponibilità dei processori Ryzen con grafica Radeon

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Le prime APU desktop AMD Ryzen con la grafica più potente del mondo sono disponibili a partire da oggi

AMD (NASDAQ: AMD) annuncia oggi la disponibilità dei processori Ryzen con grafica Radeon Vega, rendendo così disponibile il processore desktop con la soluzione di grafica integrata più potente del mondo. I processori AMD Ryzen 5 2400G e AMD Ryzen 3 2200G combinano quattro core CPU “Zen” uniti all’architettura Radeon Vega il tutto in un singolo chip, disponibili  a partire da oggi ai rispettivi prezzi consigliati di 169$ per Ryzen 5 2400G e 99$ per AMD Ryzen 3 2200G.

“Le APU desktop AMD Ryzen sono un esempio perfetto dell’innovazione che portiamo sul mercato per gli utenti di PC consumer e commercial. Con l’unione delle nostre architetture CPU e GPU ad alte prestazioni, questa nuova categoria di processori Ryzen desktop è progettata per offrire un’esperienza uniforme in tutte le applicazioni, così come la possibilità di godersi i migliori giochi in HD a 1080p, esperienze di eSport o gestire le funzioni di visualizzazione avanzate, il tutto grazie alla grafica Radeon Vega integrata.” ha dichiarato Jim Anderson, senior vice president and general manager, Computing and Graphics Business Group, AMD.

Alcune caratteristiche di Ryzen 5 2400G comprendono:

  • Prestazioni grafiche identiche a quelle raggiunte dalla combinazione formata dal processore Intel Core i5-8400 da 199$ con una GPU NVIDIA GeForce GT 1030 da 89$
  • Fino al 156% in più di prestazioni grafiche rispetto all’Intel Core i5-8400
  • Prestazioni di sistema superiori fino al 21% rispetto all’Intel Core i5-8400
  • Prestazioni grafiche più veloci fino al 39%  in Overclock

Compatibilità senza limiti

AMD continua l’impegno per la compatibilità a lungo termine, infatti le nuove APU Ryzen Desktop supportano la stessa infrastruttura Socket AM4 delle CPU Ryzen™ Desktop, rendendo così i nuovi processori compatibili con l’ecosistema AM4 esistente su oltre 120 schede madri, andando a richiedere solo un semplice aggiornamento del BIOS.

Ryzen Desktop Processors with Radeon Vega Graphics:

Model CPU Cores Threads Max Boost Clock (GHz) Graphics Compute Units[xi] Max GPU Clock (MHz) L2/L3 Cache (MB) TDP (Watts) Suggested Price, SEP (USD)
Ryzen™ 5 2400G

with Radeon™ RX Vega 11 Graphics

4 8 3.9 11 1250 6 65W $169
Ryzen™ 3 2200G

with Radeon™ Vega 8 Graphics

4 4 3.7 8 1100 6 65W $99

SteamWorld Dig 2, in arrivo la versione 3DS

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Disponibile dalla prossima settimana sull’eShop.

Sin dal suo lancio SteamWorld Dig 2 ha ottenuto ottimi riscontri sia dalla critica che dal pubblico, tanto da diventare uno dei giochi più venduti su Nintendo Switch. Visto il grande successo ottenuto su console Nintendo, lo sviluppatore Image & Form ha quindi annunciato l’arrivo di SteamWorld Dig 2 anche su Nintendo 3DS.

Il gioco sarà disponibile, esclusivamente in digitale, a partire dal 22 febbraio e sarà venduto al prezzo di €19.99.

Vi ricordiamo che SteamWorld Dig 2 è attualmente disponibile su Nintendo Switch, PlayStation 4, PlayStation Vita, Linux, PC e Mac.

Fonte: NintendoLife

 

Shadow of the Colossus è al primo posto nelle vendite UK

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Un risultato incredibile.

Il remake di Shadow of the Colossus è disponibile su PS4 e PS4 PRO da pochi giorni e ha già fatto meglio dell’originale pubblicato nel 2005. Infatti come riporta Eurogamer.net, il gioco in UK ha venduto il 73% in più rispetto alla versione PlayStation 2.

Ecco la classifica di vendita:

  1. Shadow of the Colossus
  2. EA Sports UFC 3
  3. Monster Hunter: World
  4. FIFA 18
  5. Grand Theft Auto 5
  6. Call of Duty: WW2
  7. Mario Kart 8 Deluxe
  8. Super Mario Odyssey
  9. Assassin’s Creed Origins
  10. The Evil Within 2

Recensione UFC 3

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Senza esclusione di colpi!

La Ultimate Fighting Championship è una organizzazione di lotta nata in tempi relativamente recenti (1993). Si basa sulla Vale Tudo brasiliana ovvero combattimenti a mani nude e a contatto pieno diffusosi nella prima metà del XX secolo. Inizialmente il fatto di avere un numero di regole assai limitate, portarono la UFC ad essere tristemente nota per i suoi combattimenti senza esclusione di colpi e per la brutalità di pugni, calci, ginocchiate e testate. Non vista quindi di buon occhio dagli altri ambienti sportivi di lotta, l’organizzazione venne relegata nei bassifondi delle categorie di combattimento e perse inoltre la possibilità di trasmettere qualsiasi evento in PPV.

Soltanto agli inizi degli anni 2000, grazie anche all’introduzione di regole più severe atte a preservare la salute degli atleti e ad una serie di accordi di collaborazione e di acquisizione, la UFC è ritornata prepotentemente sotto le luci della ribalta. La diffusione della disciplina in Italia è dovuta soprattutto ad atleti come Conor McGregor e Ronda Rousey.

Anche nell’ambito videoludico, dopo il passaggio della licenza da THQ ad Electronic Arts, la UFC si è sin da subito imposto come titolo di combattimento per eccellenza. A tre anni di distanza dal primo capitolo UFC dedicato alle Arti Marziali Miste, Electronic Arts Vancouver ritorna sotto i riflettori con UFC 3. Un titolo che si pone un solo grande obiettivo, quello di essere il migliore simulatore MMA presente sul mercato.

Un simulatore con i controfiocchi

UFC non è un fighting game adatto a tutti. Un po’ come la serie WWE 2K, si rivolge ad una fetta di pubblico precisa. Quel pubblico che ricerca in un titolo del genere la realisticità e la fedeltà così come si vede in TV. La sua natura mal si adatta al lottatore casuale, quello che vorrebbe farsi una partita di tanto in tanto. Qui parliamo di un simulatore completo a 360° e in quanto tale presenta una struttura di gioco piuttosto complicata da digerire. Per diventare i migliori sarà necessario acquisire una buona padronanza delle tecniche di base e delle complesse meccaniche di gioco presenti. Ciò non vuol dire che UFC 3 sia impossibile da approcciare, anche chi è alle prime armi può avvicinarsi tranquillamente al titolo, ma deve avere sin da subito una certa costanza nel carpire al meglio tutte le caratteristiche e le sfaccettature del gameplay e del sistema di combattimento.

La nuova e strabiliante tecnologia Real Player Motion alla base di UFC 3, ha permesso allo sviluppatore di rendere il gameplay ancora più realistico e rifinito rispetto ai due precedenti capitoli della serie. Il combattimento in piedi, fatto di: pugni, calci, uppercat, ginocchiate e colpi alla nuca, risulta essere molto convincente. Il tutto è diventato ancora più tecnico, basandosi molto anche sulle capacità tattiche dell’avversario di riuscire a leggere o meno i nostri colpi e movimenti. Rispetto ad UFC 2, la combinazione di tasti per la parata è stato migliorato e reso leggermente più complesso da gestire. R2 per la guardia alta e R2 + L2 per quella bassa. Il tutto si basa su una sapiente gestione di attacco e difesa, soprattutto negli scontri online. Inoltre il giocatore dovrà tenere d’occhio la barra di stamina evitando, così come accade in altri titoli di combattimento una pressione compulsiva dei tasti per sferrare colpi random all’avversario. Meno convincente risulta essere lo scontro al tappetto. Il sistema è stato rivisto, risultando leggermente più intuitivo ma in definitiva ostico da amministrare. I tempi di reazione, nel gestire prese e sottomissioni, sono davvero minimi e soprattutto ai livelli più elevati, si finisce nel non capire per bene come gestire la stamina, oppure di trovarsi a passare da situazioni di netto vantaggio ad inspiegabili situazioni di svantaggio o comunque in una gestione piuttosto caotica del match.

Nell’insieme il Real Player Motion Tech ha reso UFC 3 fotorealistico. Al momento è sicuramente uno dei titoli sportivi con il comparto grafico migliore presenti sul mercato. Le animazioni disponibili sono circa cinquemila e la fluidità dell’azione rende il tutto talmente veritiero e bello da vedere, quasi da non rendersi conto che stiamo parlando di un videogioco e non di un incontro trasmesso in TV. I danni oltre ad essere visibili dal punto di vista estetico avranno effetti sul gameplay e sul nostro lottatore. Subire quindi attacchi reiterati alla stessa parte del corpo potrebbe portarci ad una sonora sconfitta. In definitiva, rispetto ad UFC 2 i miglioramenti sono notevoli. Siamo sicuri che i prossimi capitoli miglioreranno ancora in virtù del fatto che lo sviluppatore canadese dedica molto tempo ad ascoltare la community e i suggerimenti dei fan.

Become the GOAT

In UFC 3 ci sono davvero tante cose da poter fare. Per chi ha poco tempo a disposizione, c’è la modalità Incontro, per un rapido match one on one nell’ottagono contro la CPU o un amico. La possibilità di affrontare Tornei e Campionati graduatoria (un po’ come le stagioni online di FIFA), una nuova modalità Knockout, nella quale potremo decidere le stipulazioni dell’incontro, con eventuali limitazioni o colpi da sferrare, inoltre sono presenti due modalità che permettono, ai meno pratici del titolo, di prendere maggiore dimestichezza con determinate meccaniche di gioco. Sul come sferrare colpi, Alzati e colpisci e sul come gestire prese e sottomissioni, Duello di sottomissioni, fino ad arrivare alla UFC Ultimate Team che ci consentirà di creare la nostra personale rosa di 5 lottatori da usare in game, online o offline e la nuova modalità Carriera.

Inutile girarci intorno, le modalità elencate fanno da contorno al vero cuore pulsante della produzione, la modalità Carriera. Questa è stata rivista in toto. Alla base c’è un sistema di editor ben strutturato, che permette all’utente di creare il proprio alter ego virtuale. Sarà possibile personalizzare il lottatore in ogni suo aspetto, tatuaggi, caratteristiche fisiche, musica di ingresso nel ring, le movenze, la categoria di peso. La strada per il successo non è priva di insidie. Partiremo dalle leghe più basse, come la World Fighting Alliance, salendo man mano di categoria, fino ad arrivare alla Ultimate Fighting Championship. Tuttavia non si tratterà soltanto di mandare K.O. o di sottomettere gli avversari, per arrivare in cima bisognerà gestire anche alcuni elementi quali: allenamenti, potenziamenti e social.

Allenarsi e tenere d’occhio i miglioramenti del nostro lottatore è importante. Avremo modo di allenarci nelle 4 settimane prima del match e in base alle nostre risorse economiche potremo decidere anche in quale struttura prepararci. Migliore sarà la struttura, migliore sarà il nostro allenamento. Per quanto riguarda invece i potenziamenti, all’inizio ogni lottatore avrà un move set standard legato alla tipologia di stile di lotta prescelto. Lo stile in questione dovrà essere modificato in modo tale da migliorare sempre di più le capacità di lotta. Un po’ come visto nella serie di NBA 2K, basterà affrontare delle piccole sfide per ottenere nuove ricompense in termini di move set e potenziamenti.

Allo stesso modo è importante anche la componente social. Si tratta di dover sponsorizzare il match, simulando di pubblicare sui social alcune provocazioni all’avversario di turno il quale a sua volta ci risponderà per mettere un po’ di pepe sul match e fomentare la folla. Ciò potrà favorirci ma anche sfavorirci sia chiaro ma riuscirà ad immergerci ancora di più nel gioco. Affrontato l’incontro, otterremo PS, definiti Punti Settimana, denaro e nuovi fan. I PS possono essere spesi un po’ per amministrare gli allenamenti e un po’ per la componente social. Attenzione non è possibile fare entrambe le cose insieme. Il denaro invece potrà essere utilizzato per sbloccare nuove palestre ricche di tanti nuovi attrezzi utili a potenziare le nostre abilità. Il denaro ottenuto è importante anche per un altro aspetto. Infatti questo va di pari passo con il numero di fan che otteniamo. Tutte caratteristiche che ci fanno ben comprendere che la carriera di un lottatore professionista non dipende soltanto dalle sue capacità di demolire gli avversari, assolutamente no.

Una volta raggiunta la UFC e firmato il relativo accordo da professionisti, avremo tutta una serie di plus, quali la rivalità con l’avversario, la pesatura e la presentazione pre-match, interviste e molto altro ancora che vi faranno sentire a tutti gli effetti un vero e proprio lottatore. La presenza di un roster enorme, 269 lottatori, comprese tutte le versioni di Bruce Lee ci darà un’ampia scelta e ci permetterà di sperimentare stili di lotta unici e differenti fra loro.

Da segnalare qualche lieve incertezza per quanto riguarda il comparto online ed in particolare il matchmaking che dovrebbe essere risolto tramite update.

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UFC 3
8.2 / 10 4News.it
Acquista suAmazon.it
Disponibile suPS4, XBOX One
Pro
    - Graficamente impressionante grazie al Real Player Motion Tech
    - Buona modalità carriera
    - Un roster di atleti davvero enorme
    - Tante modalità disponibili
Contro
    - Qualche incertezza del matchmaking online
    - C'è ancora da lavorare sugli scontri al tappetto
Riassunto
UFC 3 è ad oggi il miglior Fighting Game presente sul mercato. EA è riuscita a proporre un prodotto migliore rispetto ai precedenti, adrenalinico, vivo e curato sotto praticamente ogni aspetto. Forse pecca ancora dal punto di vista del gameplay, il quale necessità di essere ulteriormente rifinito, ma la strada intrapresa è quella giusta. Inoltre la presenza di tante modalità, quella Carriera a troneggiare su tutte, grazie anche ad un sistema di editor ben strutturato e profondo vi spingeranno a sperimentare sempre nuovi modi per darle di santa ragione (anche riceverle sia chiaro), ai vostri avversari.
Gameplay
Grafica
Sonoro
Longevità
Giudizio finale

DOOM per Nintendo Switch riceverà presto una patch di aggiornamento

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Verranno risolte una serie di problematiche relative alla versione Nintendo.

DOOM su Nintendo Switch è stato pubblicato lo scorso mese di novembre e sebbene risulti essere inferiore rispetto alle controparti PS4, Xbox One e PC, ha sin da subito ricevuto i consensi della stampa specializzata.

Come riporta Dualshockers, id Software sta continuando a lavorare sul titolo e ha annunciato tramite un Tweet che a breve verrà pubblicata una patch correttiva. Al momento non conosciamo i dettagli completi del changelog ma verranno risolti tramite update i problemi legati all’audio e al menu di gioco.

 

Recensione Chromax NF-12, Chromax NF-S12A, NF-A15

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Noctua rinnova la propria gamma di ventole con la nuova serie Chromax: prestazioni sempre al top e ora finalmente colorazioni decisamente più versatili.

Quando si parla di ventole e raffreddamento ad aria di alto livello c’è un nome che viene in mente ad ogni pc enthusiast anche con un minimo di esperienza: Noctua. La compagnia austriaca si è costruita la sua reputazione grazie a prodotti di estrema qualità, ma soprattutto dalle performance sempre ai massimi livelli, come il celeberrimo NH D15, ad oggi imbattuto quale miglior dissipatore ad aria in circolazione. Oltre alle caratteristiche tecniche c’è una cosa però che ha sempre contraddistinto i prodotti della compagnia: la sua inusuale colorazione beige e marrone, marchio di fabbrica di Noctua sin dal suo debutto.

L’arrivo e poi la diffusione di case finestrati e dei pannelli in vetro temperato, ha reso necessario tuttavia ripensare lo schema di colori che ha reso celebre Noctua. Per venire incontro all’esigenza sempre più sentita da parte dei fan del marchio e delle prestazioni offerte da questi prodotti, Noctua ha cercato una strada per creare una certa coerenza cromatica dei componenti all’interno dei rig più moderni, ed ha creato la gamma Chromax. Si tratta in sostanza di una linea che si rivolge espressamente alla fascia enthusiast che nella gamma Chromax, può ritrovare i prodotti più celebri della compagnia austriaca, in una colorazione sicuramente più comune ed adatta ai rig gaming più customizzati.

Della nuova linea chromax.black.swap fanno parte le celebri ventole NF-A15, NF-A14, NF-F12 e NF-S12A, tre le più note e apprezzate ventole da 140mm e 120mm in circolazione.

Alle tradizionali caratteristiche tecniche, che vedremo nel paragrafo successivo, Noctua aggiunge come abbiamo detto una attraente colorazione “all black” e soprattutto un bundle completo di supporti in gomma angolari di diverse colorazioni che hanno il duplice scopo di personalizzare le ventole con lo schema di colori utilizzato nel vostro rig e allo stesso tempo fornire anche un importante elemento ammortizzante per le vibrazioni generate dalla ventola. Parallelamente la compagnia ha lanciato sul mercato anche una serie di accessori, come i cavi sleevati che richiamano lo schema di colori offerto dalle ventole e una cover per i suoi dissipatori più noti che è in grado di rendere ancora più cattivo il look dei suoi dissipatori.

Noctua NF-F12 PWM Chromax Edition

La noctua NF-F12 PWM Chromax Edition è basata su una delle ventole da 120 mm più note del produttore, amata soprattutto per le sue caratteristiche ventilanti e per la sua silenziosità. La ventola è infatti dotata della tecnologia brevettata Focused Flow Frame, sviluppata per tutte quelle applicazioni dove è essenziale una alta pressione statitca, come nel caso di dissipatori e radiatori.

Sul retro della ventola sul frame, sono posizionati dei piccoli intagli che stabilizzando il flusso d’aria aiutano a concentrarlo frontalmente proprio dove serve. La ventola è inoltre il frutto di anni di studio di fluido dinamica, che si sono tradotti in un’altra tecnologia proprietaria chiamata Vortex Control Notches. In pratica le sette pale delle ventole (Heptaperf) hanno una distanza angolare diversa tra loro che, insieme alle incisioni presenti sul frame, aiuta a stabilizzare il vortice creato dalla rotazione delle lame allargando la frequenza dello spettro sonoro generato dal vortice e rendendo la ventola anche in full speed decisamente più piacevole da ascoltare per l’orecchio umano.

La ventola è inoltre dotata del sistema di cuscinetti SSO2 (self-stabilizing oil-pressure) che garantisce più di 150,000 ore di rotazione ininterrotta e una garanzia di ben 6 anni, grazie ad un magnete posizionato molto più vicino all’asse di rotazione che insieme ad una rotazione stabile è anche meno soggetta ad usura e a problemi di rumorosità dopo anni di utilizzo.

Specifiche tecniche

Specifiche

NF-F12 PWM

Dimensione

120x120x25 mm

Connettore

PWM a 4 pin

cuscinetto

SSO2

Geometria della lama

Heptaperf

Tecnologia del telaio

Focused Flow

Velocità di rotazione (+/- 10%)

1500 giri / min

Rotational Speed con L.N.A. (+/- 10%)

1200 RPM

Min. Velocità di rotazione (PWM, +/- 20%)

300 giri / min

Flusso d’aria

93,4 m³ / h

Flusso d’aria con L.N.A. (+/- 10%)

74,3 m³ / h

Rumore acustico

18,6 dB (A)

Pressione statica

2,61 mm di H2O

Pressione statica con L.N.A.

1,83 mm H2O

Max. Potenza di ingresso

0,6 W

Max. Ingresso corrente

0,05 A

Voltaggio

12 V

MTBF

> 150.000 h

Garanzia

6 anni

Contenuto della confezione

All’interno della confezione sono compresi

  • 4x NA-AVP1 chromax.blue anti-vibration pads
  • 4x NA-AVP1 chromax.black anti-vibration pads
  • 4x NA-AVP1 chromax.green anti-vibration pads
  • 4x NA-AVP1 chromax.red anti-vibration pads
  • 4x NA-AVP1 chromax.white anti-vibration pads
  • 4x NA-AVP1 chromax.yellow anti-vibration pads
  • 4x viti cromate

Test Setup

Temperatura ambientale: 22 gradi

INTEL RIG

 
CPUIntel i7 7820x@4,7ghz
RAMCorsair Dominator
MOTHERBOARDAsrock x299 Fatal1ty K6
PSUEVGA Supernova 650W P2
CASEIn Win 101
VGAZotac 1080ti Amp Extreme
HDDSamsung 840 Pro SSD

Per testare questa ventola abbiamo utilizzato sulla nostra macchina pesantemente overcloccata ed inserita in un case chiuso, un dissipatore Scythe Mugen 5revb (qui la nostra recensione) dapprima misurando la temperatura in full load con la ventola standard per poi verificarne il rendimento con la ventola Noctua, al medesimo regime di rotazione.

I risultati li trovate qui sotto.

NOCTUA NF F12Come è possibile osservare rispetto alla soluzione di serie, il Mugen con una ventola Noctua guadagna oltre 6 gradi nel rendimento in full load. Un risultato davvero impressionante che testimonia la qualità della ventola austriaca e che è merito probabilmente della tecnologia “focused flow” che aumenta, lì dove serve, la pressione statica generata, rendendola ideale per radiatori e heatsinks. C’è da dire comunque che la NF F12 si pone in una fascia di prezzo decisamente superiore rispetto alla pur buona ventole Scythe, 10 contro 20 euro.

NOCTUA NF F12
Dal punto di vista della silenziosità le differenze sono meno marcate, grazie all’ottima performance della ventola Scythe Kazeflex, ma anche in questo caso abbiamo un vantaggio della NF-F12, sebbene sicuramente meno marcato.

NF-F12 in breve

La Noctua NF-F12 su cui si basa questa versione Chromax è una ventola non recentissima, eppure nonostante l’età rappresenta ancora l’apice tecnologico della compagnia per quanto riguara le ventole con alta pressione statica. Il prezzo della ventola oscilla tra i 20 e i 23 euro su Amazon e comprende ben 6 anni di garanzia, qualcosa che raramente troverete in altre ventole. Per una delle migliori ventole sul mercato, non sono molti e ora che anche dal punto di vista del design finalmente ci siamo, avrete ben pochi dubbi per acquistarla.

Noctua NF-A15 PWM

Noctua NF-A15 HS PWM è un’altra pietra miliare nel catalogo di Noctua: con oltre 100 riconoscimenti dalla stampa specializzata è forse la ventola da 140 mm più premiata al mondo. Il suo caratteristico frame tondo che ne permette il montaggio sia in supporti da 120mm che in quelli da 140mm è decisamente inconfondibile, anche perché portato alla gloria dall’altrettanto celebre NH D15, il dissipatore per CPU migliore al mondo.

Anche in questo caso il trattamento Chromax ha reso i suoi frutti el a NF A15 si presenta in splendida forma svecchiando il look di un dissipatore che in tanti, siamo sicuri, avrebbero voluto installato nelle proprie macchine ma che proprio per uno schema di colori non ortodosso, non hannmo avuto il coraggio di installare. Con la versione Chromax NF-A15 HS PWM colma anche quest’ultimo gap.

La ventola anche inquesto caso è completamente nera, sia nel frame che nel corpo ventilante. Nella confezione sono inclusi i pad antivibrazione in diverse colorazioni: nero, bianco, verde , blu, giallo e rosso, per abbinarsi a qualsiasi schema di colore abbiate scelto per il vostro rig. Le dimensioni sono piuttosto generose (140 x 150 x 25 mm), il frame è infatti largo 150mm ed è in grado di coprire interamente anche i dissipatori più voluminosi, tuttavia il design tondeggiante e l’altezza di 140 mm non ne modificano la compatibilità con la quasi totalità dei case che accettano ventole da 140mm.

Specifiche tecniche

Specifiche

NF-A15 HS PWM

Dimensione

140x150x25 mm

Connettore

PWM a 4 pin

cuscinetto

SSO2

Geometria della lama

Serie A con Flow Acceleration Channel

Tecnologia del telaio

AAO (Advanced Acoustic Optimization)

Velocità di rotazione (+/- 10%)

1500 giri / min

Min. Velocità di rotazione (PWM, +/- 20%)

300 giri / min

Flusso d’aria

140,2 m³ / h

Rumore acustico

24,6,8 dB (A)

Pressione statica

2,08 mm di H2O

Max. Potenza di ingresso

1,56 W

Max. Ingresso corrente

0,13 A

Voltaggio

12 V

MTBF

> 150.000 h

Garanzia

6 anni

Contenuto della confezione

  • La confezione contiene oltre alla ventola.
  • 8x NA-AVP3 chromax.blue anti-vibration pads
  • 8x NA-AVP3 chromax.green anti-vibration pads
  • 8x NA-AVP3 chromax.red anti-vibration pads
  • 8x NA-AVP3 chromax.white anti-vibration pads
  • 8x NA-AVP3 chromax.black anti-vibration pad
  • 8x NA-AVP3 chromax.yellow anti-vibration pads
  • 4x viti cromate
  • 1x cavo/prolunga di colore ner

Rispetto alla NF F12, non abbiamo più il meccanismo di focused flow, ma le singole pale presentano nella parte più esterna delle scalanature a rilievo, chiamate Flow Acceleration Channels, che riducono la dispersione laterale del flusso d’aria, incanalandolo verso il centro e migliorando le turbolenze: tutto ciò si traduce in un funzionamento più efficiente e soprattutto in un minore rumore della ventola. La struttura interna del frame così come quella esterna presenta le stesse caratteristiche di cui vi abbiamo detto a proposito della NF F12 , che aiutano a migliorare l’efficienza della ventole e a controllare le turbolenze e quindi la rumorosità. Tra queste ad esempio, delle piccole incisioni a forma di triangolo nella parte interna del frame ,quasi a contatto con il corpo ventilante, aiutano a indirizzare la pressione statica mantenendola costante nel tempo, mentre la scalinatura del frame esterno, migliorando la suzione laterale della ventola aiuta allo stesso tempo, introducendo una turbolenza controllata, ad armonizzare l’emissione sonora della ventola, abbassandola di tonalità e a rendere il suono di questa ventola più accettabile per l’orecchio umano. La Chromax NF-A15 HS PWM è equipaggiata infine con la seconda generazione di cuscinetti in metallo SSO. Nel cuscinetto SSO2, il magnete posteriore è piazzato più vicino all’asse e questo permette una migliore stabilizzazione, precisione e durata dello stesso.

Infine Noctua su queste Chromax ha implementato un sistema PWM personalizzato, l’ NE-FD1 PWM IC che integra la tecnologia Smooth Commutation Drive in grado di controllare l’impulso di rotazione con maggiore delicatezza ed in questo modo di rendere più sileziosa la ventola durante la fase di avvio.

Test

Poichè la ventola NF-A15 HS PWM chromax.black.swap è una versione modificata solo nei colori, di quella standard presente sul Noctua NH D15, abbiamo preferito provare la ventola in questione con un altro “pezzo da 90” tra i dissipatori hi-end, il Cryorig R1 Ultimate che abbiamo recensito qui.

Nella recensione avevamo evidenziato le straordinarie prestazioni dell’R1 Ultimate, che si avvicinano sotto tutti i punti di vista a quelli del NH-D15 quanto a temperature, ma non per quanto riguarda la rumorosità, nella quale l’R1 Ultimate risulta ancora in svantaggio. Quest’ultimo test ha confermato quanto emerso dalla recensione dell’R1 Ultimate: con la ventola Noctua, infatti, abbiamo rilevato prestazioni comparabili quanto a temperature, ma grandi miglioramenti per quanto riguarda la rumorosità che al 25% arriva fino a 8db di differenza rispetto alla ventola di serie Cryorig XF140.

NOCTUA NF-A15 HS PWM
NOCTUA NF-A15HS PWM

NF-A15 PWM in breve

La ventola Noctua NF-A15 PWM è sicuramente un prodotto straordinario, non a caso premiato con decine di riconoscimenti. E’ una ventola estremamente versatile grazie al design del frame più largo, ma in grado di adattarsi sia ai fori da 140mm che a quelli da 120, ed al top per quanto riguarda le performance di ventilazione, sia in termini di portata che di pressione statica. L’uso naturalmente consigliato è quello in abbinamento al mitico dissipatore NH D15, o ad altri dissipatori dalle dimensioni abbondanti, ma un utilizzo anche come ventola da case è possibile ed anzi, caldamente raccomandato. Il prezzo per questa ventola è di circa 26 euro su Amazon

NF-S12A PWM

La ventola Noctua NF-S12A PWM oggetto di questa prova, fa parte di una famiglia di ventole espressamente dedicate ad esigenze diverse. La versione PWM come il nome lascia intendere è una classica ventola PWM, in grado cioè di regolare automaticamente la sua velocità in base alla temperatura, la versione NF-S12A FLX ha invece una velocità costante con possibilità di utilizzare un adattatore per abbassarne la rotazione e migliorarne la rumorosità mentre la versione ULN, Ultra Low Noise è la scelta per chi cerca la minore rumorosità possibile.

Dal punto di vista del design, anche questa NF-S12A PWM Chromax presenta un design all black con possibilità di modificare il colore dei vibration pad inclusi nella confezione e di adattarli allo schema di colori del rig. La prima caratteristica pero’ di questo tipo di ventola a balzare agli occhi è una caratteristica inclinazione delle pale, quasi perpendicolare rispetto all’asse di rotazione tipica delle ventole della famiglia S12. Noctua lo chiama Straight Blade Design ed è in grado di assicurare un ottimo rapporto tra airflow e rumorosità. Se volete, la loro posizione ricorda molto da vicino quella delle pale di alcuni aerei con motori ad elica.

L’altra caratteristica peculiare di questa ventola è la presenza di piccolissime pinne su ciascuna pala, tre in totale, una nella parte più interna vicino al cuscinetto di rotazione, le altre due nella parte esterna. Noctua le chiama Anti-Stall Knob e hanno il compito di di ridurre il fenomeno della separazione del flusso d’aria in situazione di alta impedenza aumentando il margine di stallo della ventola. Come avrete capito il riferimento all’aeronautica non è casuale ed è anzi la testimonianza dell’imponente studio effettuato dalla compagnia austriaca con ogni sua ventola. In fluidodinamica uno stallo è una riduzione del coefficiente di portanza dovuto ad un aumento dell’angolo di attacco (cosa che si verifica durante ad esempio le virate troppo strette di un aeroplano) oppure alla diminuzione della velocità incidente su di un profilo aerodinamico, come ad esempio un profilo alare, una pala d’elica o la girante appunto di una ventola. Per una ventola in soldoni, stallo vuol dire che la portata d’aria della girante diminuisce, riducendo anche l’efficienza complessiva della ventola.

Come le altre due ventole già descritte, la NF-S12A PWM in versione Chromax presenta tutte le tecnologie più note della compagnia già citate precedentemente.

Specifiche tecniche

Specifiche

NF-S12A PWM

Dimensione

120x120x25 mm

Connettore

PWM a 4 pin

cuscinetto

SSO2

Geometria della lama

Serie S con manopole anti-stallo

Tecnologia del telaio

AAO (Advanced Acoustic Optimization)

Velocità di rotazione (+/- 10%)

1200 giri / min

Velocità di rotazione con LNA (+/- 10%)

900 giri / min

Min. Velocità di rotazione (PWM, +/- 20%)

300 giri / min

Flusso d’aria

107,5 m³ / h

Flusso d’aria con LNA

83,2 m³ / h

Rumore acustico

17,8 dB (A)

Rumore acustico con LNA

10,7 dB (A)

Pressione statica

1,19 mm di H2O

Pressione statica con LNA

0,73 mm H2O

Max. Potenza di ingresso

1,44 W

Max. Ingresso corrente

0,12 A

Voltaggio

12 V

MTBF

> 150.000 h

Garanzia

6 anni

 

Contenuto della confezione

  • 4x NA-AVP1 chromax.blue anti-vibration pads
  • 4x NA-AVP1 chromax.black anti-vibration pads
  • 4x NA-AVP1 chromax.green anti-vibration pads
  • 4x NA-AVP1 chromax.red anti-vibration pads
  • 4x NA-AVP1 chromax.white anti-vibration pads
  • 4x NA-AVP1 chromax.yellow anti-vibration pads
  • 4x viti cromate

Test

Nei test effettuati utilizzando il nostro Scythe Mugen Rev. 5b, abbiamo osservato buone prestazioni, ma solo leggermente superiori rispetto a quelle delle ventola Kaze Flex di serie, una ventola dalle buone prestazioni ma offerta ad un prezzo decisamente più conveniente rispetto alla ventola Noctua. Nonostante prestazioni termiche in linea, tuttavia, le prestazioni sonore della ventola austriaca sono decisamente superiori, rendendola tra le ventole più silenziose che ci sia capitato di provare. Il che ci fa concludere che un un case basato solo su ventole NF S12A potrebbe essere sicuramente il sogno proibito di chi cerca un case con emissione sonora pari, o quasi, a zero.

NOCTUA NF-S12A PWM

NOCTUA NF-S12A PWM

NF-S12A PWM in breve

La ventola NF-S12A PWM ha dalla sua parte tecnologie davvero originali, frutto di anni di ricerca nella fluido dinamica e mutuate direttamente dal mondo aeronautico, come abbiamo visto nel corso della recensione. Si tratta di una ventola che proprio per le sue caratteristiche, ha un indirizzo sicuramente più specifico e meno versatile rispetto alle altre ventole analizzate in questa recensione.
E’ infatti leggermente meno adatta rispetto alle altre recensite, per un utilizzo con dissipatori e radiatori, in quanto dotata di pressione statica più limitata rispetto ad altre ventole specificamente realizzate per questo scopo. Le sue caratteristiche la rendono ideale, però, come ventola da case. Grazie alla sua portata e alla sua incredibile silenziosità infatti potrebbe essere utilizzata anche come unica ventola di estrazione, pareggiando quasi da sola le ventole di media portata installate di serie sulla gran parte dei case in circolazioni. Se il prezzo non è un problema(la NF-S12A PWM è disponibile ad un prezzo di circa 22 euro su Amazon.) non possiamo che raccomandervele.

Giudizio finale

Con le ventole della linea Chromax, Noctua ha esaudito il desiderio di tanti suoi fan: portare le prestazioni eccezionali delle sue ventole in un design più adatto ai rig moderni. Un sistema di personalizzazione intelligente che permette di cambiare alcuni dettagli, come i pad antivibrazione, mantenendo una struttura all black, permette di adattare facilmente queste ventole a qualsiasi schema di colore abbiate scelto per il vostro rig e di completarlo poi con una serie di accessori coordinati, come i cavi sleevati nella medesima colorazione dei pad antivibrazione (NA SEC1) o le cover (NA-HC) per la parte superiore degli heatsink NH D15 e NH-U12S.  Su questa base sarà davvero difficile non preferire i prodotti NOCTUA alla concorrenza.

Recensione The Seven Deadly Sins: Knights of Britannia

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The Seven Deadly Sins Knights of Britannia_20180203213445

Azione e distruzione con i Peccati Capitali.

Era questione di tempo prima che venisse realizzato un videogioco a tema anche per The Seven Deadly Sins, in lingua originale Nanatsu no taizai, l’opera di Nakaba Suzuki. Lo shonen ha raggiunto negli ultimi anni un ottimo successo, l’apprezzamento del pubblico ha portato alla realizzazione di più di una stagione animata e di vari spin-off. Trovate l’anime anche su Netflix, tra l’altro, che ha l’esclusiva della trasmissione italiana.

Bandai Namco ci ha messo lo zampino, ha acquistato i diritti e realizzato un titolo molto particolare tra l’action e il picchiaduro. Ma l’obiettivo dichiarato è stato quello di “portare nel videogioco gli epici scontri dell’anime”. Il risultato è stato ampiamente raggiunto in un titolo godibile e divertente, ma che in più di un punto mostra anche qualche segno di cedimento.

Stiamo per scoprire (o riscoprire) le avventure dei Peccati Capitali e dei Cavalieri Sacri nel mondo di Lyonesse.

I Sette Peccati Capitali

Per comprendere la trama di The Seven Deadly Sins: Knights of Britannia serve prima ricordare alcuni eventi che fungono da prologo. Molto tempo fa, un gruppo di sette guerrieri potentissimi si aggirava per il regno. Non erano banditi né criminali, anche se portavano il nome di Sette Peccati Capitali. In seguito furono accusati di alto tradimento e dispersi: da allora se ne sono perse le tracce. A farli disperdere è stato un complotto ordito dai Cavalieri Sacri del Re.

I Cavalieri Sacri hanno deciso di prendere per sé il regno, catturando il legittimo sovrano. Sua figlia, Elizabeth, si mette allora alla ricerca degli antichi sette eroi leggendari, gli unici che possano riportare l’ordine. Si imbatte così nel primo dei sette Peccati Capitali, Meliodas, e del suo amico Hawk. Da qui inizierà la serie delle loro avventure, che li porteranno ad esplorare l’intera Lyonesse e a svelare misteri sempre più fitti, sia sul passato del regno che sul loro destino personale.

La trama di The Seven Deadly Sins: Knights of Britannia segue fedelmente il manga, ma manca la parte finale che sarà aggiunta tramite DLC gratuito tra qualche mese. Non è un problema particolarmente grave, ma una simile decisione lascia un po’ la sensazione di incompletezza della produzione: è per questo motivo che non è stata pensata e aggiunta fin da subito? Questa tesi sarebbe dimostrata da tanti altri elementi “imperfetti” o appena abbozzati del titolo, che comunque si rivela complessivamente discreto.

Action o Picchiaduro?

The Seven Deadly Sins: Knights of Britannia mescola in modo a volte poco chiaro due generi molto differenti: l’action e il picchiaduro. Il primo emerge nelle sessioni dedicate all’eliminazione di tantissimi nemici a schermo prima che scada il tempo, nemici talmente deboli che l’action finisce col confondersi anche con il mousou, non fosse che i nemici sono sì numerosi ma non ripartiti per aree collegate né così tanti da giustificare una nuova etichetta di genere. In queste situazioni per completare il livello è sufficiente spammare a oltranza attacchi un po’ a caso tra Quadrato, Cerchio e Triangolo (ripartiti in pesanti, leggeri e distanza) e di tanto in tanto schivare con X.

The Seven Deadly Sins: Knights of Britannia infatti non è mai realmente difficile nelle sue sezioni action, tanto meno nei pochi minigiochi proposti di tanto in tanto in cui ci troveremo ad utilizzare Elizabeth e Hawk per raccogliere determinati oggetti sparsi per un ambiente dai dettagli esigui.

L’altro genere proposto dal titolo è il picchiaduro: determinati livelli consistono in classici scontri 1 Vs 1 alla picchiaduro, con tanto di arena relativamente distruttibile, “barre” di energia per la salute e via dicendo. Gli attacchi restano gli stessi nella loro tipologia, suddivisi tra fisici e magie, ma la strategia si fa più accentuata. Soprattutto, gli avversari sono nettamente più agguerriti, potenti e resistente. Alcuni, forse, troppo più potenti di altri.

I livelli sono ben alternati per proporre ora l’una o l’altra meccanica, senza che il titolo venga mai davvero a noia. Si tratta di un dettaglio sicuramente positivo, che fa trascorrere piacevolmente una decina di ore per completare la modalità storia, dedicandosi anche alle tantissime missioni a disposizione, divise tra principali e secondarie. Queste ultime servono a chiarire i retroscena del passato dei Sette Peccati Capitali, e saranno apprezzate sicuramente dagli estimatori del manga e anime.

Qualche incertezza

Se complessivamente The Seven Deadly Sins: Knights of Britannia si mostra un titolo solido, discretamente studiato e apprezzabile soprattutto dai fan della serie, alcuni problemi non possono non saltare immediatamente all’occhio e dobbiamo riportarli. Dal punto di vista grafico, lo stile è perfetto, fedelissimo alla serie originale. Tuttavia si nota come ad essere ben realizzati sono esclusivamente i protagonisti e gli avversari principali: tutto il resto è gettato nell’approssimazione, e gli ambienti interni ed esterni sono poco rifiniti.

Di tanto in tanto, su PlayStation 4 avvengono degli evidenti quanto inspiegabili cali di frame rate: d’accordo che alcune situazioni son più concitate di altre, ma addirittura al punto da rallentare vistosamente il motore di gioco? Ci è sembrato un po’ eccessivo. Anche la colonna sonora ricicla più o meno sempre gli stessi temi e melodie, sia durante la modalità storia che in quella dedicata ai duelli (affrontabili offline o online).

Commento Finale

The Seven Deadly Sins: Knights of Britannia è la prima presentazione della famosa serie su console casalinga, in esclusiva su PlayStation 4. E’ un titolo pensato quasi esclusivamente per i fan della serie: tutti gli altri preferiranno optare per un buon picchiaduro o per un solido action: nessuno dei due infatti risiede perfettamente nell’ultima produzione Bandai Namco, quanto piuttosto una certa eco delle loro meccaniche. Magari un taglio di prezzo potrà convincente anche chi non ha dimestichezza con la serie.

God of War, mostrato un epico trailer gameplay alla Oracle Arena di Oakland

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Durante l’intervallo della partita NBA Golden State Warriors – San Antonio Spurs.

Calma piatta durante l’intervallo fra i Warriors e gli Spurs. Tutto nella norma, gli spettatori attendono l’inizio del 3° quarto, fra una birra e uno snack quando improvvisamente si abbassano le luci e sul Jumbotron appaiono Kratos e suo figlio Atreus. Kratos dice a suo figlio di mostrargli cosa sa fare con arco e freccie.

La scena si sposta quindi sul court ovvero sul parquet di gioco che diventa per l’occasione il campo di battaglia di Kratos e suo figlio.

Che dire una trovata di marketing davvero niente male in casa Sony!

Ricordiamo che God of War sarà disponibile in esclusiva su PS4 il 20 aprile prossimo!

Nintendo Switch, annunciata una nuova linea di porta cartucce

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 Piccole e comode per chi è sempre in viaggio!

Come riporta Nintendoeverything, Max Limited ha annunciato una nuova linea di accessori per i possessori di Nintendo Switch.

Se vi trovate sempre in viaggio, potrebbero fare davvero al caso vostro.  Si tratta infatti di confezioni in miniatura utili per conservare al meglio le vostre cartuccie di gioco durante gli spostamenti. Presentano una comoda catenella che vi permetterà di agganciare queste singolari porta cartucce praticamente ovunque.

Qui di seguito potete dare uno sguardo alla linea con tanto di raffigurazioni dei box di alcuni giochi quali: Splatoon 2, ARMS, Mario Kart 8 Deluxe, Super Mario Odyssey e The Legend of Zelda: Breath of the Wild.

Star Comics, oggi ricorrono i due anni dalla pubblicazione degli albi Valiant

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Al via i festeggiamenti.

Sono passati già due anni dalla conferenza di Lucca Comics dedicata alla linea di fumetti americani e francesi, durante la quale Star Comics annunciò di aver acquisito i diritti per la pubblicazione delle testate a fumetti della casa editrice statunitense Valiant Comics, dismessi all’epoca da Panini.

Per festeggiare questo grande traguardo Star Comics ha annunciato che a maggio arriverà il primo volume di X-O MANOWAR – NUOVA SERIE.

Qui di seguito il comuncato stampa ufficiale:

Oggi 10 Febbraio 2018 ricorrono due anni esatti dall’inizio della pubblicazione degli albi Valiant da parte di Edizioni Star Comics. Quest’avventura, iniziata a Febbraio 2016 con SYNCHRONIZATION, fase in cui abbiamo ristampato in formato paperback e carta patinata i volumi precedentemente usciti in edicola, e proseguita con LET’S GO!, quando abbiamo cominciato a pubblicare gli albi inediti in Italia della casa editrice newyorkese, si è rivelata da subito stimolante e avvincente: i lettori hanno apprezzato la qualità – narrativa, artistica e tipografica – degli albi, e si sono lasciati trascinare dalla bellezza delle storie e dall’ampiezza e profondità narrativa dell’universo Valiant.

Tutti noi abbiamo scelto se tifare per gli Harbinger, capitanati da Peter Stanchek, o per il team Unity riunito intorno a Toyo Harada; abbiamo navigato negli abissi della mente di Bloodshot – e stiamo seguendo le sue nuove vicessitudini con la serie BLOODSHOT REBORN –, parteggiato per la libertà insieme ad Aric di Dacia, riso con lo strampalato duo Archer & Armstrong, combattuto tra le ombre con Shadowman, fino a volare alti insieme a Faith per riscoprire la fiducia in noi stessi, o immergerci nelle oscure trame nella Britannia dell’Impero Romano insieme all’investigatore Antonio Axia… e questa è solo una parte dei tanti personaggi che si muovono tra le pagine della nostra collana!

I lettori, presto riunitisi in una community che può giovarsi di un minisito e della pagina Facebook Valiant Italia, hanno inoltre avuto l’opportunità di incontrare alcuni autori presso le principali fiere italiane del fumetto: Rafa Sandoval (autore di HARBINGER – anche della variant cover di HARBINGER n. 6 – e X-O MANOWAR) ed Emanuela Lupacchino (autore della variant cover di BLOODSHOT n. 4) al Napoli Comicon 2016; Francis Portela (FAITH) a Lucca Comics & Games 2016; Antonio Fuso (autore della variant cover di NINJAK n. 1) al Napoli Comicon 2017; THEO (autore della variant cover di BRITANNIA n. 1) a Lucca Comics & Games 2017.

Volumi autoconclusivi – come THE VALIANT – ed eventi editoriali incisivi e trascinanti – tra i quali ricordiamo l’imminente DIVINITY III – STALINVERSO, in arrivo per il prossimo 14 Febbraio – hanno reso più ricca l’esperienza di lettura per il pubblico già esperto, e facilitato l’ingresso ai neofiti in un universo di storie interconnesse “ma non troppo”, nel quale è possibile orientarsi con chiarezza.

Il nostro augurio è di continuare quanto iniziato in questi primi due anni di pubblicazioni, sicuri del valore dell’universo Valiant e del sèguito presso i lettori italiani – che continua ad aumentare –: e così, nel segno di X-O MANOWAR, serie di cui fa parte il primo volume Valiant da noi pubblicato, cogliamo l’occasione per annunciare l’uscita per il prossimo 9 Maggio del primo volume di X-O MANOWAR – NUOVA SERIE. Stesso formato, stesso prezzo, nuova storia per l’eroe-simbolo della collana, firmata da due fuoriclasse come Matt Kindt e Tomas Giorello, a dimostrazione della sua sempreverde attualità.

Nato sotto l’oppressione dell’Impero Romano, Aric di Dacia è stato rapito dagli alieni, ed è riuscito a fuggire per tornare sulla Terra, ritrovandosi nella modernità. Ma tutto questo è successo tanto tempo fa. Ora, lontano da casa in uno strano mondo primitivo, Aric ha cominciato una nuova vita. Libero dal proprio passato, lontano dalla guerra e dalla violenza. Senza più armatura. Ancora per poco…

Lone Wolf torna su Nintendo Switch, vediamo il trailer di lancio

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We see the launch trailer.

Joe Dever’s Lone Wolf has become a classic in the non-linear progression indie scenario . In the short time, it is possible to achieve a certain notoriety in a short time. Now we can taste it on Nintendo Switch , thanks to the new porting created by Forge Reply.

Joe Dever’s Lone Wolf will arrive on Nintendo Switch on February 16th 2018, currently you can still pre-order on Nintendo eShop .

Meanwhile let’s enjoy the launch trailer . The review of Joe Dever’s Lone Wolf will be online as soon as possible on 4news.it

Recensione Dragon Quest Builders Nintendo Switch

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Il gemello di Portal Knights approda su Nintendo Switch.

Dragon Quest Builders è uno dei tanti giochi pubblicati negli scorsi anni che per qualche motivo non dispiace rigiocare su Nintendo Switch. Complice, naturalmente, il “fattore novità” e quello “portabilità” della nuova ibrida della Casa di Kyoto. A suo tempo Dragon Quest Builders si comportò molto bene su console, lo testimoniano le recensioni di allora da parte delle testate internazionali più prestigiose. Chiaramente anche ora il titolo desta curiosità: come è stato effettuato il porting?

Ma soprattutto, prima ancora di esaminare il gioco: perché proprio Dragon Quest Builders, tra i tanti? I motivi sono sostanzialmente due. Il primo è la formula di gioco: Dragon Quest Builders non è un Dragon Quest particolarmente complesso da gestire e convertire, probabilmente. Sicuramente meno degli altri fratelli prettamente RPG, come Heroes. Ma soprattutto, questo capitolo spin-off cavalca l’onda, che per il momento non subisce ancora un ristagno, dell’effetto Minecraft. Questo benedetto Minecraft ha segnato un genere, un punto preciso nella storia dei videogiochi.

Qualche mese fa su Nintendo Switch è arrivato infatti anche Portal Knights, sostanzialmente fratello gemello nel concept proprio di Dragon Questo Builders. Solo che quest’ultimo può attingere da un serbatoio di idee incredibilmente più grande, laddove Portal Knights è stato pensato da zero. Vediamo come è andato il porting su Nintendo Switch.

Il risveglio del Costruttore

Dragon Quest Builders a prima vista potrebbe sembrare un semplice clone di Minecraft, ma in realtà non lo è. Il pericolo è subito scongiurato, ed è chiaro agli occhi del giocatore, semplicemente considerando che lo spin-off della serie di Dragon Quest ha qualcosa che Minecraft non ha mai avuto. Una trama.

Se avete giocato il primo capitolo dell’intera serie probabilmente capirete qualcosa in più degli altri, ma vi assicuriamo che non è davvero necessaria alcuna conoscenza pregressa. La narrazione prende avvio dalla fine del primo capitolo, ma esplorandone il finale alternativo. Il protagonista ha qui accettato la proposta di Dragonlord, arrendendosi e consegnandogli l’intero mondo di Alefgard. Questo lo ha portato a sprofondare in una tenebra perenne, nonché ad essere invaso da mostri, mentre gli esseri umani non se la passano più tanto bene.

Questa premesse giustifica la presenza del Costruttore, ovvero il nostro personaggio protagonista della storia. La divinità Rubis non ci sta ai piani malvagi di Dragonlord e risveglia il costruttore del suo letargo: dotato del potere del crafting, ovvero quello di creare dal nulla (o quasi) gli oggetti, dovrà plasmare il mondo a proprio piacimento.

Proprio come Minecraft

Dragon Quest Builders è un sandbox articolato in tre regioni separate. Talmente separate che perderemo tutto il ben fatto al momento di passare dall’una all’altra (funzionano come veri e propri “capitoli” di un’avventura). Ciascuna mappa consente di accedere a nuovi biomi, mostri e risorse per costruire nuovi oggetti, nonché villaggi da ricostruire e un nuovo cast di personaggi, NPC spesso scarsamente curati. In ognuna delle mappe di gioco non dovremo fare altro (facile a dirsi) che esplorare, raccogliere risorse, costruire, difendere la città, e ricominciare da capo. La noia è limitata grazie all’arrivo di nuove missioni assegnate dagli abitanti dei villaggi stessi.

Dopo aver superato un certo numero di missioni potremo sfidare il boss finale di quella determinata regione. Ma non pensate che ci voglia così poco a completare la storia: dovrete spendere decine e decine di ore, anche in base a quante missioni secondarie vi interessa completare.

Certo, i veterani di Minecraft saranno sicuramente avvantaggiati rispetto ai nuovi arrivati. Sono tantissimi i punti di contatto: si può colpire qualsiasi oggetto di gioco per poi raccoglierlo e metterselo in tasca, letti e sedie compresi (o almeno quei pochi che ci sono). I danni da caduta sono il principale nemico del giocatore, così come in Minecraft, accompagnati dai mostri inferociti che popolano le tre regioni di gioco. L’esplorazione mantiene comunque diversi elementi da RPG, soprattutto per quello che riguarda la comprensione degli eventi passati del mondo di gioco, che potremo apprendere trovando determinati oggetti qua e là, o ascoltando le conversazioni con i personaggi comprimari.

Commento Finale

Dragon Quest Builders interesserà su Nintendo Switch una cerchia ristretta di giocatori: quelli che non lo hanno già spolpato per bene su PlaStation 4, quelli che apprezzano la serie di Dragon Quest, ma soprattutto gli stimatori del genere inaugurato da Minecraft. Su Nintendo Switch c’è il pregio di portarsi dietro la versione di gioco ovunque andiamo, ma poco altro; nessuna compressione o limitazione tecnica, comunque. Che è uno dei pericolo maggiori ogni volta che ci troviamo davanti ad un nuovo porting per la console ibrida.

Legend of Kay Anniversary annunciato per Nintendo Switch

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Uscita prevista per il 2018.

Legend of Kay Anniversary è in arrivo su Nintendo Switch. A dare l’annuncio è stata la stessa THQ Nordic che, per l’occasione, ha pubblicato un nuovo trailer per il titolo.

Purtroppo non abbiamo una data di uscita, ma gli sviluppatori tengono a precisare che il titolo è previsto per quest’anno.

Legend of Kay Anniversary è una versione rimasterizzata del titolo originale che include texture completamente riviste e ricreate in HD, modelli dei personaggi più dettagliate ed un comparto audio rinnovato.

Legend of Kay Anniversary è un particolare action/adventureincredibilmente divertente da giocare capace di adattarsi a ualsiasi tipo di giocatore.

Caratteristiche:

  • 25 livelli differenti con oltre 15 tipi di nemici diversi ed epici scontri contro i boss.
  • 3 differenti armi principali (spada/martello/artigli) ognuna con il proprio stile di combattimento.
  • Una gran varietà di mini-giochi.
  • Classifiche Online: Confronta i tuoi punteggi con quelli degli amici e competi contro i migliori al mondo.

Legend of Kay Anniversary è attualmente disponibile su PlayStation 4, Xbox One, PC e Wii U ed arriverà anche su Nintendo Switch nel corso del 2018.

Vi lasciamo al trailer dell’annuncio:

 

Monster Hunter World, disponibile il nuovo aggiornamento

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Oltre alla lista degli eventi di febbraio.

Oggi Capcom ha rilasciato un nuovo aggiornamento per Monster Hunter World, giunto ora alla versione 1.05 su PlayStation 4 e 1.0.0.10 su Xbox One.

Questo update, dal peso di soli 82 Mb, andrà a correggere alcuni bug minori per migliorare l’esperienza di gioco.

Di seguito vi riportiamo il changelog completo dei miglioramenti/cambiamenti:

PlayStation 4

  • Risolto il problema corrispondente al messaggio “Non è stato possibile recuperare le informazioni della squadra. Riprovare più tardi.” a causa del quale non era possibile utilizzare le funzionalità della sessione della squadra. Tuttavia, a seguito di questo intervento, è stato necessario rimuovere le informazioni relative alle squadre dei giocatori precedentementi interessati dal problema. Inoltre, anche i giocatori di squadre il cui caposquadra era affetto da questa situazione avranno i loro dati di affiliazione eliminati. Ci scusiamo per l’inconveniente e vi chiediamo di ricreare le squadre perse o invitare nuovamente i giocatori.
  • Risolto il problema a causa del quale alcuni giocatori erano in grado di accedere alle sessioni online di una squadra pur non facendone parte, o non erano in grado di accedere alle sessioni delle proprie squadre. I giocatori non appartenenti a una squadra potranno comunque entrare nella relativa sessione tramite invito o ricerca ID.

PlayStation 4 e Xbox One

  • Risolto il problema di distribuzione del pacchetto oggetti “5 milioni di copie”. La disponibilità del pacchetto di conseguenza è stata estesa fino al 22 febbraio, ore 23:59 (UTC).
  • Risolto un problema relativo alla scomparsa di gioielli in determinate condizioni.
  • Risolto un problema a seguito della selezione di oggetti tramite “Vendi oggetti” (cassa oggetto nella tenda dell’accampamento) nascondendo la scheda dei gioielli.
  • Cambiamernti generali alle munizioni per balestra.
    Aumentato il potere di attacco di Proiettili normali (I, II, III), Proiettili perforanti (I, II, III), e tutti i proiettili elementali (tranne Proiettili drago).
    Diminuito il potere di attacco di Proiettili laceranti, e ridotto l’effetto verso altri giocatori.
  • Diminuita la capienza massima di Fendibacche nella borsa oggetti da 60 a 30.
    Sarà possibile utilizzare le Fendibacche in eccesso se già presenti nella borsa oggetti.
  • Risolto un problema relativo alla scomparsa della fauna endemica nella mappa durante gli spostamenti sul campo.
  • Bilanciati i valori del Sigillo anziano per i Baccelli drago.
  • Risolto un problema relativo alla scomparsa della missione “Scintille volanti: Tobi-Kadachi” dalla bacheca dopo essere partiti per una missione differente durante il dialogo del Capo botanico, prima dell’assegnazione della missione stessa.
  • Risolto un problema che impediva i movimenti del personaggio dopo aver completato una missione con alcuni menu aperti.

Oltre all’aggiornamento, Capcom ha reso pubblica la lista di tutti gli eventi del mese di febbraio disponibili per Monster Hunter World:

La compagnia giapponese ha inoltre dichiarato che la seconda quest dedicata ad Horizon Zero Dawn (disponibile esclusivamente su PlayStation 4) sarà disponibile dal 28 febbraio fino al 16 marzo. Questa speciale quest vi permetterà di costruire uno il set dell’armatura dedicata ad Aloy oltre alla sua arma: l’arco.

Vi ricordiamo che Monster Hunter World è attualmente dispoibile per PlayStation 4 e Xbox One. Capcom è attualmente al lavoro sulla versione PC del titolo, prevista per la fine del 2018.

 

Guida ai boss di Shadow of the Colossus parte 2

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Siete solo a metà dell’opera.

Se avete appena finito di leggere la prima parte della nostra guida i boss di Shadow of the Colossus, vi presentiamo la seconda parte.

Dopo aver affrontato l’ottavo boss all’interno di una specie di colosseo, il gioco vi riporterà al Santuario dell’Adorazione come per tutti gli scontri precedenti finiti a vostro favore.

Quindi sfoderate la spada e tenetevi pronti ad affrontare la seconda metà dei colossi.

Possiamo assicurarvi che il finale vi ripagherà di tutto l’impegno che ci avete messo.

Colosso n°9: Basaran

Partirete sempre dallo stesso punto. Da qui dovrete seguire la luce della spada dirigendovi verso nord, riconoscerete il ponte che avete già attraversato per arrivare al primo e al secondo colosso, poi proseguite verso oves fino ad arrivare ad un letto di lago ormai prosciugato.

Il paesaggio non è dei migliori auspici; desolato, con alberi spogli e qualche geyser, ma continuate ad andare avanti, il colosso vi sta aspettando.

Barasan, una sorta di testuggine, è un boss molto semplice da battere, avendo solo un punto debole, in cima alla testa.

Contro di voi sparerà tre colpi di fuoco che vi basterà evitare. Cercate di portare il nemico sopra i geyser per far si che lo sollevino e vi permettano di colpirlo alle zampe, per farlo cadere a terra.

A questo punto correte ed arrampicatevi dalla pancia e raggiungete la testa, stando attenti a rimanere aggrappati quando il colosso si rimetterà in piedi.

Caricate i colpi e attaccate Barasan fino a che non cadrà a terra e lo avrete sconfitto.

Colosso n°10: Dirge

Ricordate il film Tremors? Bene, il decimo colosso di Shadow of the Colossus potrebbe farvi sentire come il Kevin Bacon della situazione, ma voi avrete a disposizione anche un cavallo e una spada.

Dirge è quello che sembr un serpente del deserto, veloce e letale e voi dovrete cercare di essere più furbi di lui.

Per raggiungere Dirge dovrete andare verso nord fino al ponte per poi continuare sempre ad ovest. Vi ritroverete in quella che sembra un’arena di sabbia da cui spunterà il decimo colosso.

Come vi abbiamo già anticipato, Dirge è forse il boss più veloce del gioco ma per il nostro nemico si rivelerà un’arma a doppio taglio.

Dovrete infatti sfruttare la vostra e la velocità del colosso per trarlo in inganno e portarlo a sbattere la testa contro le pareti, in modo che si fermi e vi permetta di farvi arrampicare.

Qui caricate i colpi e attaccatelo nel punto debole illuminato. Tuttavia, non vi basterà per metterlo al tappeto, continuate quindi lanciate frecce direttamente agli occhi quando spunterà fuori dalla sabbia e riportatelo a sbattere contro le pareti per attaccarlo di nuovo come la prima volta. Non ci vorrà molto per metterlo k.o.

Colosso n°11: Celosia

Per arrivare all’undicesimo colosso dovrete dirigervi sempre verso nord rispetto al Santuario dell’Adorazione.

Una volta che sarete arrivati all’interno della camera, vedrete Celosia risvegliarsi e balzare verso di voi.

Nella camera sono presenti dei bracieri che saranno essenziali per sconfiggere il colosso. Quest’ultimo infatti teme il fuoco e voi non dovrete far altro che arrampicarvi su un lato del braciere, accendere una torcia e spaventarlo fino a farlo cadere nel vuoto sottostante.

A questo punto dall’alto gettatevi sul colosso, che per l’impatto avrà perso parte dell’armatura, direttamente sulla sua schiena e cominciate ad attaccarlo tenendovi aggrappati quando serve, soprattutto quando gli avrete dimezzato la vita. Appena potete attaccatelo e dopo esservi fatti una passeggiata insieme lo metterete al tappeto.

Questo il video dello scontro:

Colosso n°12: Pelagia

Siete quasi arrivati alla fine del gioco, siete al dodicesimo colosso di Shadow of the Colossus.

Questo lo troverete dirigendovi verso nord, attraversato il ponte solitario, imboccate la pizzola strada che vi porterà all’interno di una foresta. Da qui tenetevi sempre sulla destra e continuate a piedi.

Quando arriverete al centro del lago Pelagia, il colosso, si sveglierà.

Sconfiggere questo boss non sarà molto complicato, dovrete solo prenderlo alle spalle: aggiratelo e arrampicatevi lungo la schiena fino ad arrivare alla testa.

Qui noterete dei denti, dovrete usarli per manovrare il vostro nemico: colpite i denti a seconda della direzione che volete fargli prendere. Cercate di farlo avvicinare alle piattaforme e saltateci per poi nascondervi in fretta dietro al pilastro che troverete al centro.

In questo modo costringerete Pelagia a sollevarsi per attaccarvi e questo lo porterà a scoprire il suo punto debole, proprio al centro del petto; caricate e colpite.

Non ce la farete al primo colpo; il colosso distruggerà la piattaforma dove vi trovate, sarete costretti a risalire ed attaccarlo allo stesso modo per rimetterlo al suo posto una volta per tutte.

Colosso n°13: Phalanx

Vi ricordate dei colossi n° 5 e 10? Il Pipistrello e il Serpente? Ecco se dovessimo descrivervi il tredicesimo colosso di Shadow of the Colossus forse sarebbe un incrocio di questi.

Phalanx, il serpente alato, lo troverete nel deserto a sud della mappa. Cercate un piccolo tempio distrutto nella parte est del deserto, appena vi troverete al centro il colosso si sveglierà.

Una volta finito il filmato dovrete cercare di portarlo al vostro livello, pertanto sfoderate arco e frecce e colpite le membrane rotonde che vedrete pulsare sotto di lui.

Agro, il vostro destriero, per questa battaglia vi sarà particolarmente utile: lo dovrete utilizzare come trampolino di lancio una volta che il colosso vi sarà abbastanza vicino da potergli saltare in groppa.

Una volta saliti sulla schiena del colosso, troverete facilmente i glifi luminosi che vi indicheranno dove colpirlo. Se sarete abbastanza veloci potreste sconfiggerlo in un colpo solo senza dover risalire.

Colosso n°14: Cenobia

Cenobia, il leone, è il quattordicesimo colosso di Shadow of the Colossus. Lo troverete nell’unica zona rimasta inesplorata: l’estremo nord-ovest.

Quando raggiungerete le rovine lo scontro inizierà. Quest’ultimo sarà un pò macchinoso, ma tranquilli, nulla è impossibile.

Dal punto in cui vi trovate andate a sinistra, arrampicatevi e continuate a saltare tra le piattaforme fino a raggiungere un grande pilastro che potrete scalare tranquillamente fino ad arrivare in cima. Da qui cominciate a scagliare dei colpi con l’arco per provocare il colosso fino a quando questo non attaccherà la colonna per farla cadere e farvi continuare a muovere.

Andate sempre di piattaforma in piattaforma, fate abbattere al colosso le colonne allo stesso modo della prima, fino a che non arriverete all’ultima che, una volta cadutà, farà cedere un muro di pietra.

A questo punto il colosso ha buone probabilità di uccidervi quindi dirigetevi nel lato opposto alle mura e arrampicatevi attraverso le rovine per provocarlo di nuovo.

La bestia abbatterà parte delle rovine che lo colpiranno facendogli perdere parte dell’armatura della schiena. Non dovrete far altro che fargli abbattere l’ultima colonna da cui gli salterete direttamente sulla schiena per infliggergli il colpo finale.

Colosso n°15: Argus

Il quindicesimo colosso abita nell’esatta parte opposta del precedente.

Per trovarlo non dovrete far altro che attraversare la struttura che vi troverete davanti, salire le scale e arrivare fino in fondo.

Per prima cosa andate dalla parte opposta al nemico. Salite e correte su quella specie di marciapiede fino a che non troverete un punto di ingresso a cui per poco non arrivate. Aspettate che il colosso vi raggiunga, provocatelo con le frecce per fargli sollevare con il piede la pietra al di sotto; questo vi farà raggiungere il piano sovrastante con gli archi.

Da qui continuate a colpirlo con le frecce per farlo arrabbiare, questo lo porterà a scagliare un colpo talmente potente da far crollare il soffitto.

Non poteva andarvi meglio. Argus vi ha appena aperto la strada per il piano successivo, arrampicatevi e continuate a salire, fino ad arrivare al grande ponte, dove dovrete di nuovo infastidirlo per fargli distruggere anche questo.

Appena la bestia sarà abbastanza vicina potrete notare il glifo apparire proprio sopra la sua testa, quindi saltate e aggrappatevi alla sua fronte. Da questo punto in poi dovrete continuare a colpirlo fino a quando Argus non perderà l’arma che impugna, per rivelare il secondo punto debole che si trova proprio nella mano destra.

Scendete dal colosso e tentate di farvi schiacciare, quando sarà il momento giusto aggrappatevi alla sua mano per dargli il colpo finale.

Colosso n°16: Malus

Siete arrivati alla battaglia finale. All’ultimo colosso di Shadow of the Colossus.

Noi di 4news abbiamo provato soddisfazione anche prima di iniziare lo scontro. Avete battuto ben quindici colossi, allenando la vostra abilità di arcere e soprattutto migliorando il tempismo, che in questo gioco, come abbiamo potuto constatare più di una volta, è quasi vitale.

Quindi, tirate fuori entrambe le abilità che avete affinato e preparatevi allo scontro che lo è ancora prima di iniziare.

Si, perchè la prima impresa dello scontro è arrivare vivi ai piedi del colosso, evitando i colpi a bersaglio che vi sparerà contro dalla mano destra.

Per arrivare ai piedi del colosso dovrete usare i cunicoli sottostanti all’area, quindi ogni volta dovrete nascondervi dietro gli appositi ripari e calcolare il momento giusto per lanciarvi, nel vero senso della parola, nel buco di entrata del passaggio successivo.

Quando sarete arrivati ai piedi del colosso partirà una breve cutscene che vi farà notare la stragrande differenza tra voi e il colosso.

Come per gli altri colossi di Shadow of the Colossus anche per questo dovrete arrampicarvi. Arrivate al centro della schiena e colpite il punto debole; questo lo porterà ad avvicinare la mano, approfittatene per saltarci sopra.

A questo punto colpite proprio la mano in cui vi trovate, questo porterà il colosso a piegare il braccio che vi permetterà di arrivare alla spalla. Caricate e rifilategli un bel colpo.

Sfruttate l’ennesima reazione del colosso che avvicinerà la mano sinistra, cercate di essere veloci e aggrappatevi a questa il primo possibile. Ferite anche questa mano e vi ritroverete, come prima, davanti alla spalla, anche se sarete troppo lontani.

Usate quindi le frecce per colpire il punto debole. Questo vi farà avvicinare ancora, saltate per dargli un altro colpo assestato per raggiungere il vero punto debole: la testa.

Arrampicatevi sulle spalle del colosso e troverete il glifo proprio al centro di quello che sembra un elmo. Colpitelo come non ci fosse un domani e sarete finalmente arrivati alla fine del gioco.

Godetevi il finale e la soddisfazione di aver portato a termine Shadow of the Colossus, un gioco mai noioso e dalle mille sfaccettature. Good Job!

Ringraziamo inoltre  Boss Fight Database per i video degli scontri con i colossi.

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Recensione Final Fantasy XII: The Zodiac Age PC

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Un’ultima volta ad Ivalice, in Full HD.

Questa è la seconda volta in meno di un anno che torniamo a parlare di Final Fantasy XII: The Zodiac Age. Lo abbiamo già recensito qui, ma si trattava della versione console del titolo, che ora approda finalmente anche su PC arricchito di tutte le opzioni adorate dagli smanettoni. Per godere al meglio di un titolo già di per sé visivamente grandioso, in fondo. Così come lo era già su PlayStation 2, anche se il lifting dello scorso Luglio gli ha fatto sicuramente bene.

i fan della serie Final Fantasy strepitano un sacco, ve l’abbiamo già detto una volta, ma alla fine i giochi li comprano, belli o brutti che li definiscano. Final Fantasy XII a suo tempo non fu capito, fu considerato “brutto”. Ma gli utenti nel periodo “post Final Fantasy XV”, in cui DLC dedicati all’ultima produzione continuano ad uscire, sono comunque affamati di altri titoli legati al brand. In questo, The Zodiac Age è il più simile dei vecchi capitoli al nuovo Final Fantasy XV, dunque matematicamente ha più possibilità di essere apprezzato dai neofiti, che magari si sono avvicinati alla serie solo lo scorso novembre.

A distanza di dieci anni, quindi, vale la pena concedere una seconda opportunità: “Provaci ancora Final Fantasy Numero Dodici”! Del resto se Kingdom Hearts ha potuto avere la sua buona (troppa) dose di riedizioni…

Lo Zodiaco arriva su PC

Il percorso di Final Fantasy XII: The Zodiac Age lo ha portato prima dalla PlayStation 2 alle console di attuale generazione, infine su Personal Computer. Un viaggio sicuramente poco semplice da affrontare, e soprattutto l’ultimo porting ha dovuto scontrarsi con determinati limiti, che è comunque riuscito a superare bene. su PC il gioco si offre in un Full HD regolabile, e con un frate rate fisso di default a 30 ma che può essere portato tranquillamente fino a 60. Nonostante la vecchiaia, quindi, il titolo non ha nulla da invidiare alle ultime produzioni, grazie anche alla rivisitazione della maggior parte delle texture e del nuovo sistema di illuminazione.

Configurazione di Prova:

  • Sistema operativo: Windows 10 a 64 bit
  • Processore: Amd Ryzen 5 1600 – 3.2 GHz
  • Scheda video: EVGA GeForce GTX 1070 con 8 GB
  • Memoria: 16 GB di RAM

Requisiti minimi:

  • Sistema Operativo: Windows Win 7 64bit o superiore;
  • CPU: Pentium G3260 @ 3.0GHz (2 cores);
  • GPU: nVidia GTX 660 o equivalente AMD;
  • VRAM: 2 Gb;
  • RAM: 4 GB;
  • Direct X: 11;
  • Scheda audio: DirectX Compatible Sound Card;
  • Spazio libero su HDD: 50 Gb.

Requisiti consigliati

  • Sistema Operativo: Windows Win 7 64bit o superiore;
  • CPU: I5-4460 @ 3.2GHz (4 cores);
  • GPU: nVidia GTX 980 o equivalente AMD;
  • VRAM: 4 Gb;
  • RAM: 8 Gb;
  • Direct X: 11;
  • Risoluzione: 1920 x 1080;
  • Scheda audio: DirectX Compatible Sound Card;
  • Spazio libero su HDD: 50 Gb.

Sempre in più rispetto alla versione per PlayStation 4, sono state aggiunte alcune possibilità come quella di attivare il filtro anisotropico, modificare la profondità di campo, l’occlusione ambientale, l’anti-aliasing e via dicendo. Certo: non vi aspettate qualcosa al livello di Final Fantasy XV, alla fin fine.

Sempre attuale

Fantasy XII: The Zodiac Age a suo tempo si distaccava (e distacca oggi) quasi del tutto dai precedenti episodi e da quelli che lo hanno seguito, sposando una meccanica di gioco molto simile a quelle di un MMORPG. Innanzitutto abbandona la telecamera “fissa” e i combattimenti a turni casuali. L’approccio generale da MMORPG, nel particolare, è unico: il giocatore che può esplorare le macro-aree in cui si suddivide ogni location visitabile, con i nemici chiaramente visibili sullo schermo e quindi a volte evitabili.

Il titolo utilizza un sistema di combattimento in tempo reale di discreta complessità chiamato Active Dimension Battle, costruito attorno a una serie di situazioni e tattiche configurabili attraverso i Gambit. Se questo sistema è attivo, i tre membri del party scelti per combattere attaccano i nemici (in caso contrario il videogiocatore può scegliere direttamente quali azioni fargli compiere attraverso il classico menu a tendina), e una linea colorata collegherà il personaggio al suo bersaglio, con il tipo di incantesimo o attacco che sta per usare identificato a vista.

La gestione dei Gambit è quindi uno degli aspetti più importanti del gioco, visto che le sorti delle battaglie, specie quelle più difficili, dipendono dalla “corretta” configurazione dei princìpi che regolano le reazioni dei vari personaggi durante lo scontro. Il Gambit consiste in una serie di parametri che il giocatore acquisisce in modi diversi durante l’avventura e che può poi impostare stabilendo delle vere e proprie priorità comportamentali per ogni singolo personaggio a seconda degli eventi.

Commento Finale

Ancora una volta, Final Fantasy XII: The Zodiac Age ci trova più che positivi al momento di assegnargli un voto. La versione per PC è attualmente la migliore in commercio, quindi qualche decimale in più gli spetta; per il resto ritroverete a prezzo pieno tutti i contenuti già presenti su PlayStation 4. Valutate l’acquisto in base all’averlo giocato o meno su PlayStation 4; ma se non tornate ad Ivalice dall’epoca della PS2, allora correte in negozio.

Deadpool 2, Ryan Reynold ci presenta Cable

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Non prendete appuntamenti per il 16 maggio 2018.

Dopo quasi due anni dall’uscita del primo capitolo, abbiamo finalmente un volto nuovo e una data di uscita del sequel di Deadpool fissata ufficialmente per il 16 maggio 2018.

Per quasi un anno 20th Century Fox ha messo in rete numerosi teaser trailer, aumentando sempre di più l’hype per il personaggio anti-eroe di casa Marvel.

La strategia dello studio cinematografico, ormai di proprietà della The Walt Disney Company, ha funzionato e in rete da mesi non si parla e non si ride di altro che di Deadpool.

“Sono nato in guerra e ci sono cresciuto”, così esordisce Cable nel teaser trailer per poi essere interrotto da Deadpool, per un problema di “effetti speciali”.

Abbiamo visto Ryan Reynolds provare ad essere un eroe e un pittore, e in questo ultimo trailer altro non è che solo Deadpool; qui ci racconta la storia e il personaggio a modo suo, con bambole ed effetti speciali autoprodotti.

Cable verrà interpretato da Josh Brolin, lo stesso che vedremo vestire i panni di Thanos in The Avengers: Infinity War

Ma non sono finite le facce nuove di Deadpool 2: é proprio Ryan Reynolds a presentarci Zazie Beetz nei panni Domino attraverso una foto ideata nel pieno stile del mercenario.

Per il trailer ufficiale dovremo aspettare l’uscita del film di Black Panther, il 16 febbraio 2018.

Rimaniamo in attesa.

Punti d’oro My Nintendo, presto riscattabili su Nintendo Switch

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Finalmente da marzo i premi per Nintendo Switch.

Nintendo ha annunciato interessanti novità per quanto riguarda il servizio My Nintendo. A partire dall’inizio di marzo si potranno utilizzare i punti d’oro accumulati su My Nintendo per acquistare software per Nintendo Switch, ma in una maniera completamente diversa rispetto al passato. Vediamolo insieme nelle informazioni ufficiali rilasciate di recente.

“Con il lancio di My Nintendo nel 2016, i fan di Nintendo hanno potuto approfittare di una vasta gamma di premi, inclusi oggetti da usare nelle app, sconti esclusivi e molto altro. A breve arriverà un aggiornamento del servizio, che ricompenserà gli utenti di Nintendo Switch in un nuovo modo.”

Da inizio marzo potrai spendere i punti d’oro che hai accumulato in My Nintendo quando acquisti software per Nintendo Switch dal Nintendo eShop sulla tua console. Potrai pagare la differenza con i fondi del Nintendo eShop o con gli altri metodi di pagamento disponibili nel Nintendo eShop. Una volta ottenuti, i punti d’oro rimangono validi fino all’ultimo giorno del mese dell’anno successivo. Per esempio, i punti d’oro acquisiti a marzo 2017 rimangono validi fino alla fine del marzo 2018.

Ma come funziona esattamente questo nuovo sistema di punti My Nintendo?

Per ottenere punti d’oro basterà semplicemente fare acquisti tramite l’eShop di Nintendo Switch o semplicemente acquistare normalmente i giochi in formato retail. Prendendo i titoli in digitale i punti verranno automaticamente aggiunti al vostro account My Nintendo. Discorso diverso per i giochi in formato fisico, che necessitano di essere prima registrati dalle impostazioni. Il cambio utilizzato da Nintendo equivale ad un centesimo per ogni punto d’oro posseduto.

Acquistando giochi e/o contenuti aggiuntivi tramite eShop si otterranno punti d’oro pari al 5% del prezzo dell’oggetto acquistato. Acquistando invece giochi in formato fisico si otterrà solamente l’1% del prezzo del gioco acquistato.

Per esempio, Spendendo 50€ per un gioco digitale dal Nintendo eShop, si otterranno 250 punti d’oro. La volta successiva che si farà un acquisto in digitale si potranno usare quei punti (250) per ottenere uno sconto di €2,50.

I punti d’oro sono validi per 12 mesi da quando vengono ottenuti e scadono sempre alla fine del mese.

 

Metro Exodus, nuovi dettagli sul prossimo titolo della saga

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Svelati da Game Informer.

Grazie alla rivista Game Informer ed al lungo coverage dedicato proprio a Metro Exodus siamo venuti a conoscenza di nuovi ed interessanti dettagli che riguarderanno il prossimo titolo della saga Metro.

Gli sviluppatori ucraini 4A Games sembra abbiano voluto fare le cose in grande per questo nuovo capitolo, realizzando un mondo di gioco nettamente maggiore rispetto a quelli visti nei capitoli precedenti. Si tratta di un passo avanti notevole, considerando che in Metro Exodus ci saranno ben 2 kilometri quadrati  di zone completamente esplorabili.

Dalle notizie trapelate apprendiamo inoltre che le meccaniche Stealth sono state profondamente riviste e modificate in questo nuovo capitolo, rendendole di fatto più realistiche e difficili da padroneggiare.

Nuovi dettagli ci arrivano anche per quanto riguarda le missioni secondarie e le armi presenti nel gioco. Per le prime, completandole, si riceverà dell’equipaggiamento e gli immancabili punti morali. Per quanto riguarda le armi, invece, sappiamo che ogni bocca da fuoco potrà essere personalizzata con ben 5 tipi di accessori diversi.

Una ulteriore novità rispetto al passato è la valuta del gioco. In Metro 2033 e Metro Last Light i propiettili oltre che essere utilizzati per le armi rappresentavano, come i tappi per la serie Fallout, l’unica valuta di gioco.

In Metro Exodus gli sviluppatori hanno voluto cambiare l’intera economia, passando piuttosto ad un sistema simile al “baratto”, che costringerà i giocatori ad andare alla ricerca di materiali craftabili al di fuori della metro di Mosca.

Infine vi ricordiamo che l’uscita di Metro Exodus è prevista per l’autunno 2018 su PlayStation 4, Xbox One e PC.