Con la data di uscita sempre più vicina, Kirby Air Riders torna a mostrarsi stavolta con un trailer panoramico di oltre sette minuti.
Il filmato, condiviso da Nintendo Japan, riassume l’imponente offerta contenutistica del titolo sviluppato dal maestro Sakurai tra personaggi, modalità e molto altro.
Vi ricordiamo che l’8/9 Novembre ed il 15/16 Novembre ospiteranno il Global Test Ride, una demo con funzionalità online per avere un’assaggio del nuovo titolo dedicato a Kirby.
Kirby Air Riders arriverà in esclusiva per Nintendo Switch 2 il 20 Novembre.
Nintendo e Retro Studios hanno condiviso un nuovo trailer per l’atteso Metroid Prime 4: Beyond, sottotitolato “Survive”.
Come cita il trailer stesso, il giocatore è chiamato a vestire ancora una volta i panni di Samus Aran, stavolta alle prese con il misterioso pianeta Viewros, un tempo abitato da un’antica razza. Dovrà esplorare questo ambiente ostile e combattere contro le strane creature che lo popolano, per trovare la strada di casa.
Il nuovo capitolo della saga di Metroid Prime uscirà su Nintendo Switch e su Nintendo Switch 2. Proprio per quest’ultima piattaforma, il titolo potrà godere di giocare in modalità Qualità (4k e 60 FPS nella base, 1080p e60 FPS in modalità portatile) o Performance (1080p e 120 FPS docked, 720p e 120 FPS in modalità portatile). Inoltre, saranno supportati i comandi stile mouse dei Joy-Con 2.
L’appuntamento con Metroid Prime 4: Beyond è per il prossimo 4 Dicembre.
Da tempo caldeggiato dai fan come casting ideale, adesso è ufficiale: Netflix ha infatti confermato che sarà Xolo Maridueña ad interpretare Portuguese D. Ace nella serie live action di One Piece.
Il giovane attore statunitense, famoso per aver interpretato il ruolo di Miguel Diaz nella serie Cobra Kai ma anche per aver indossato i panni del supereroe Blue Beetle nell’omonimo film del 2023, entrerà a far parte del cast della terza stagione di One Piece.
Il personaggio non apparirà dunque nella seconda stagione del serial, in arrivo il prossimo il 10 Marzo su Netflix, bensì direttamente nell’arco narrativo successivo, la cui produzione riprenderà entro la fine dell’anno a Città del Capo (Sudafrica).
La serie, prodotta da Tomorrow Studios in collaborazione con Shueisha e Netflix, adatta sul piccolo schermo le avventure di Monkey D. Luffy (Iñaki Godoy) e della sua ciurma, composta da Roronoa Zoro (Mackenyu), Nami (Emily Rudd), Usopp (Jacob Romero) e Sanji (Taz Skylar). La stagione al via tra pochi mesi andrà a coprire l’arco narrativo che, nel manga, si ferma appena prima dell’arrivo ad Alabasta. Pertanto ci aspettano l’introduzione di nuovi personaggi come il medico renna Tony-Tony Chopper (doppiato da Mikaela Hoover), Nefertari Bibi (Charithra Chandran) e Miss All Sunday / Nico Robin (Lera Abova).
Una notizia che non può lasciare indifferenti gli amanti dei film di avventura: secondo quanto riportato da più fonti, sarebbe in lavorazione un nuovo sequel de La Mummia con il ritorno di Brendan Fraser e Rachel Weisz.
Stando a The Hollywoor Reporter (ma la voce è stata confermata anche da altre fonti tra cui Variety), Brendan Fraser e Rachel Weisz sono in trattative per riprendere gli iconici ruoli di Rick O’Connell e Evelyn Carnahan in un nuovo sequel del franchise. Proprio The Hollywood Reporter sostiene inoltre che la sceneggiatura già esiste ed è firmata da David Coggeshall, autore dei due The Family Plan (Apple TV) e degli horror The Deliverance (Netflix) e Orphan: First Kill (Paramount+). Lo sceneggiatore e produttore statunitense ha confermato su X le voci, ripubblicando maliziosamente proprio il reportage condiviso da Deadline.
A dirigere il quarto film ci sarà Radio Silence, un team formato da Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, noti per aver diretto Finché morte non ci separi (2019), Abigail (2024) e per aver rilanciato un’altra saga storica come Scream con il quinto e sesto film (rispettivamente del 2022 e 2023).
Stando alle voci, La Mummia 4 non sarà un reboot bensì un seguito diretto dei capitoli precedenti anche se non è chiaro se la storia proseguirà direttamente dopo La Mummia (1999) e La Mummia: Il ritorno (2001), ignorando gli eventi de La Mummia – La Tomba dell’Imperatore Dragone (2008). Un capitolo, quest’ultimo, che aveva visto il personaggio di Evelyn interpretato da Maria Bello in sostituzione di Rachel Weisz.
Il ritorno dell’amato franchise d’avventura (dopo il flop del reboot del 2017 con Tom Cruise) fa seguito anche al ritorno sotto i riflettori di Brendan Fraser, tornato all’attenzione del grande pubblico anche grazie al film The Whale (2022) di Darren Aronofsky che gli è valso l’Oscar come miglior attore protagonista. Non vediamo l’ora di saperne di più.
Negli ultimi giorni, Rockstar Games si è trovata al centro di una controversia che ha rapidamente acceso il dibattito sull’industria videoludica e sui diritti dei lavoratori. Dopo il licenziamento di oltre trenta dipendenti negli uffici di Regno Unito e Canada, diversi sindacati e testate avevano ipotizzato che l’azienda avesse agito per ostacolare la formazione di un sindacato interno.
L’accusa è stata però respinta con decisione dallo studio. In un comunicato ufficiale diffuso a Bloomberg, Rockstar Gamesha spiegato che le misure adottate non hanno nulla a che fare con i diritti sindacali dei dipendenti, ma sarebbero la conseguenza diretta di violazioni delle politiche aziendali sulla riservatezza.
La posizione di Rockstar: “Non c’entra la sindacalizzazione”
«La scorsa settimana abbiamo preso provvedimenti nei confronti di un certo numero di individui che sono stati trovati a distribuire e discutere informazioni riservate in un forum pubblico, in violazione delle nostre politiche aziendali», ha dichiarato un portavoce di Rockstar Games. «Quanto accaduto non ha in alcun modo a che fare con il diritto delle persone di aderire a un sindacato o di partecipare ad attività sindacali».
Secondo quanto riferito, la decisione riguarderebbe tra 30 e 40 dipendenti, principalmente impiegati nei reparti di sviluppo collegati a Grand Theft Auto 6. L’azienda avrebbe classificato i licenziamenti come casi di “grave cattiva condotta”, motivando così la rapidità e la durezza dell’intervento.
Le accuse del sindacato britannico IWGB
Nonostante le spiegazioni ufficiali, l’Independent Workers’ Union of Great Britain (IWGB) ha espresso un punto di vista opposto, accusando Rockstar di “repressione sindacale” e sostenendo che tra i lavoratori licenziati figurassero membri attivi o promotori di un gruppo sindacale interno.
In un comunicato, l’organizzazione ha definito l’azione dell’azienda «l’atto di union busting più spietato nella storia dell’industria videoludica britannica», chiedendo un’indagine indipendente sulle circostanze dei licenziamenti. La disputa, tuttavia, si inserisce in un contesto delicato per lo studio, che da anni affronta critiche sulle condizioni di lavoro e sulla rigidità delle sue politiche di sicurezza.
Sicurezza e riservatezza: l’ossessione di Rockstar
La vicenda non sorprende chi conosce l’approccio estremamente protettivo della compagnia. Rockstar Games ha sempre fatto della sicurezza delle informazioni una priorità assoluta, soprattutto dopo il clamoroso leak di GTA 6 avvenuto nel 2022, che aveva causato un crollo in borsa di circa 500 milioni di dollari per la casa madre Take-Two Interactive.
Il caso aveva spinto l’azienda a rivedere completamente i propri protocolli interni, introducendo misure molto più rigide nella gestione dei dati e nella comunicazione esterna dei progetti in corso. Da allora, ogni potenziale violazione viene trattata come un rischio critico per la proprietà intellettuale — una linea che, secondo alcuni osservatori, potrebbe però aver irrigidito eccessivamente il rapporto con i dipendenti.
Un equilibrio difficile tra controllo e fiducia
La questione dei licenziamenti apre dunque una riflessione più ampia sul difficile equilibrio tra protezione dei dati aziendali e diritti del personale. Da un lato, Rockstar difende la propria posizione come necessaria misura disciplinare; dall’altro, i sindacati temono che episodi simili possano scoraggiare qualunque forma di dialogo interno.
Il momento scelto, inoltre, non è casuale. Mancano pochi mesi all’uscita di Grand Theft Auto VI, prevista per il 26 maggio 2026 su PS5 e Xbox Series X|S, e la pressione sullo studio è altissima. Ogni fuga di notizie rappresenta un rischio economico e reputazionale, ma ogni decisione disciplinare rischia ora di essere interpretata come un atto politico.
Il futuro di Rockstar e la lezione del caso
Al di là delle polemiche, il caso evidenzia una verità scomoda: il confine tra sicurezza aziendale e libertà dei lavoratori è sempre più sottile nel settore dei videogiochi. Per un’azienda come Rockstar, simbolo di perfezionismo e segretezza, la sfida è duplice: proteggere il proprio capitale creativo senza minare il morale di chi lo costruisce.
Le indagini interne continueranno nelle prossime settimane, ma al momento l’azienda sembra voler archiviare rapidamente la vicenda. La priorità è riportare l’attenzione su GTA 6, un progetto mastodontico che dovrà riconquistare la fiducia del pubblico e, forse, anche quella dei propri dipendenti.
Bandai Namco ha ufficializzato la data di uscita di One Piece: Pirate Warriors 4 su PS5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch 2. Il titolo sviluppato da Omega Force approderà in versione nativa sulle nuove piattaforme il 21 novembre 2025, accompagnato da un’espansione dedicata al recente arco narrativo di Egghead Island.
Il gioco, pubblicato originariamente nel marzo 2020 su PC, PS4, Xbox One e Switch, torna così in una versione aggiornata e ottimizzata, con miglioramenti tecnici e un comparto grafico adattato alla nuova generazione.
Upgrade e novità per la nuova generazione
Chi possiede già Pirate Warriors 4 potrà effettuare l’upgrade alla nuova versione, ma le modalità variano in base alla piattaforma. In Giappone, secondo quanto riportato da Bandai Namco, l’aggiornamento sarà gratuito su Xbox, mentre su PlayStation e Nintendo Switch costerà 100 yen (poco più di 60 centesimi). Non ci sono ancora conferme per l’Europa, ma ulteriori dettagli sono attesi nei prossimi giorni.
Oltre all’upgrade tecnico, questa nuova edizione punta a rendere più fluida l’esperienza di gioco, migliorando framerate, risoluzione e caricamenti, così da restituire al titolo il dinamismo che da sempre caratterizza la formula musou.
Egghead Island: il nuovo DLC
Il grande protagonista di questo ritorno è però il DLC Egghead Island, un’espansione che introduce nuovi personaggi, ambientazioni e missioni ispirate all’ultima saga del manga di Eiichiro Oda. All’interno del pacchetto troviamo Rob Lucci, Jewelry Bonney e S-Snake come personaggi giocabili, ognuno dotato di abilità uniche e mosse speciali fedelmente riprodotte rispetto alle controparti del manga.
L’isola futuristica di Egghead sarà teatro di nuove battaglie contro la Marina e i cyborg del Dr. Vegapunk, offrendo scenari ricchi di elementi tecnologici e un tono visivo più moderno rispetto ai precedenti archi narrativi presenti nel gioco. Questa espansione rappresenta un ponte ideale tra la narrazione di One Piece e la sua trasposizione videoludica, mantenendo lo spirito esagerato e spettacolare del musou, ma con un tocco più vicino all’attualità della serie.
Un’espansione che guarda al futuro
Con Egghead Island, Pirate Warriors 4 si arricchisce di contenuti che rafforzano la sua già ampia galleria di personaggi e battaglie. Bandai Namco ha inoltre confermato che un nuovo Character Pack arriverà all’inizio del 2026, con Eneru, King e Z tra i protagonisti.
Questo aggiornamento, unito al debutto sulle console di nuova generazione, segna un momento di rilancio importante per un titolo che, pur nato cinque anni fa, continua a essere uno dei punti di riferimento per i fan dell’universo di One Piece.
Un nuovo orizzonte per la saga Pirate Warriors
Con oltre 4 milioni di copie vendute dal lancio originale, One Piece: Pirate Warriors 4 si prepara a una seconda vita. L’arrivo su PS5, Xbox Series e Switch 2 permetterà ai giocatori di vivere la grande epopea dei Mugiwara in una veste più brillante e stabile, accompagnata da contenuti che dialogano direttamente con la parte più recente del manga.
Il titolo di Omega Force resta fedele alla sua natura di action musou spettacolare, in cui orde di nemici vengono spazzate via da combo devastanti e poteri sovrumani. E se l’espansione di Egghead promette nuovi orizzonti narrativi, il prossimo pacchetto di personaggi previsto nel 2026 conferma la volontà di Bandai Namco di continuare a espandere il gioco, rendendolo il capitolo più longevo della serie. Il mare di One Piece è ancora lontano dall’essere calmo: e il 21 novembre, le nuove console saranno pronte a salpare.
Non è più solo un accessorio, ma una vera e propria estensione dell’universo PlayStation. Con l’aggiornamento in arrivo il 6 novembre, PlayStation Portal entra in una nuova fase della sua vita: gli abbonati a PlayStation Plus Premium potranno accedere al cloud streaming dei giochi PS5 direttamente dal dispositivo, senza dover più collegarsi alla console domestica.
Una trasformazione che cambia radicalmente la natura di Portal, che da semplice terminale per il Remote Play diventa una piattaforma autonoma, capace di riprodurre in tempo reale titoli di ultima generazione tramite connessione Internet. È il passo decisivo che i fan aspettavano da tempo, quello che lo rende finalmente parte centrale dell’ecosistema PlayStation.
Dalla beta alla rivoluzione completa
La funzione era già stata testata in beta nel 2024, ma con limitazioni importanti: si potevano provare solo i giochi del PlayStation Plus Game Catalog. Ora invece tutto cambia. Dopo l’update, migliaia di titoli PS5 saranno streamabili direttamente dalla propria libreria digitale personale, includendo non solo classici e produzioni first-party, ma anche alcuni dei titoli più importanti del momento: Astro Bot, Final Fantasy VII Rebirth, Resident Evil 4, Cyberpunk 2077, Hogwarts Legacy, God of War Ragnarök e The Last of Us Part II Remastered.
La novità apre scenari del tutto nuovi per la community: due utenti potranno giocare contemporaneamente utilizzando la stessa console — uno in streaming su Portal, l’altro direttamente su PS5 — oppure continuare la propria sessione mentre la TV è occupata per lo streaming video o altre attività domestiche.
È in mobilità, però, che Portal mostra il suo vero potenziale: hotel, bar, case di amici o qualsiasi ambiente dotato di Wi-Fi ad alta velocità diventano luoghi perfettamente adatti per giocare, anche con la PS5 spenta o utilizzata da un altro profilo.
Una nuova interfaccia, pensata per il cloud
Per supportare tutte queste funzioni, Sony ha ripensato completamente l’interfaccia utente del dispositivo.
La schermata principale ora si divide in tre tab:
Remote Play, per la connessione diretta alla console (senza bisogno di abbonamento);
Cloud Streaming, per accedere ai giochi PS5 via cloud, riservato agli abbonati Premium;
Search, per cercare rapidamente i titoli disponibili in streaming.
Nel caso un gioco non risulti accessibile, il sistema genera automaticamente un QR code che rimanda all’app PlayStation o a un browser esterno, così da controllare lo stato dei diritti digitali e la compatibilità con lo streaming. L’esperienza è stata pensata per essere più intuitiva, veloce e coerente con l’interfaccia PS5, riducendo i passaggi tra la ricerca e l’avvio di un titolo.
Audio 3D e nuove funzioni tecniche
L’aggiornamento introduce anche il supporto all’audio 3D per tutti i giochi compatibili, sia in Remote Play che in Cloud Streaming. La funzione è attiva utilizzando cuffie cablate o dispositivi wireless PlayStation Link come Pulse Explore e Pulse Elite, completando finalmente l’esperienza immersiva promessa sin dal lancio. Arriva anche un sistema di protezione tramite passcode, configurabile nelle impostazioni di sistema, utile per evitare accessi indesiderati al profilo o alla libreria di giochi personali.
Ma la vera priorità di Sony, con questa espansione, è la stabilità della connessione. Per questo motivo Portal integra una nuova schermata dedicata allo stato della rete, accessibile in tempo reale dal menu rapido: qui è possibile monitorare latenza, banda disponibile e potenza del segnale, con la possibilità di diagnosticare eventuali cali di prestazione. La compagnia raccomanda una connessione di almeno 15 Mbps per prestazioni ottimali, anche se il servizio funziona a partire da 5 Mbps.
Acquisti in-game e piena libertà d’uso
Un’altra novità importante riguarda gli acquisti in-game durante il cloud streaming. Ora sarà possibile comprare valute virtuali, pass stagionali, DLC o micro transazioni senza dover interrompere la sessione, con aggiornamento immediato dei contenuti sul proprio account. È un dettaglio che rende l’esperienza davvero completa, soprattutto per chi frequenta titoli free-to-play o live service come Fortnite, incluso nella lista dei giochi supportati al lancio.
Questo significa che Portal diventa, a tutti gli effetti, un dispositivo in grado di offrire l’intera esperienza PlayStation in streaming, senza dipendere in alcun modo dalla console di casa.
Una rinascita annunciata grazie al nuovo aggiornamento
Per molti utenti, Portal era rimasto finora un accessorio di nicchia, interessante ma limitato. Con questo aggiornamento, la prospettiva cambia completamente. L’integrazione del cloud streaming non solo ne amplifica le potenzialità, ma ridefinisce la sua funzione all’interno dell’ecosistema PlayStation.
Da terminale subordinato diventa una piattaforma autonoma, capace di proiettare l’esperienza PS5 ovunque, senza vincoli geografici o fisici. È un’evoluzione che allinea finalmente la visione di Sony a quella di altri colossi del settore — da Xbox Cloud Gaming a GeForce Now — ma con un vantaggio competitivo evidente: la forza del catalogo first-party PlayStation. Se l’obiettivo era rendere Portal più centrale, la missione può dirsi compiuta. E per una volta, la parola “streaming” non suona come un compromesso, ma come una promessa mantenuta.
Benvenuti nel mondo spietato e affascinante di ARC Raiders, il nuovo straordinario sparatutto tattico d’estrazione (extraction shooter) di Embark. Se sei nuovo al genere, le prime ore di gioco possono essere intense e punitive. Non temere: questa guida è pensata per darti le basi fondamentali per sopravvivere ai raid, sconfiggere sia gli ARC robotici che i giocatori nemici, e tornare alla base con un ricco bottino.
Iniziamo con le regole d’oro e poi addentriamoci nelle tattiche specifiche.
Le Basi di ARC Raiders: Primi Passi Fondamentali
Prima di lanciarti nel combattimento, ci sono alcune meccaniche di base che devi assolutamente conoscere.
La Morte fa Parte del Gioco: Morirai. Spesso. In uno sparatutto d’estrazione, la morte significa (quasi sempre) perdere tutto l’equipaggiamento che hai portato con te. Accettalo, impara da ogni errore e non affezionarti troppo a quell’arma epica. E soprattutto sii furbo. Evita quanto più possibile i contatti con altri raiders (o approcciali con cautela), anche se spammano continuamente il messaggio “don’t shoot“. Il mondo di Arc raiders è una foresta oscura (una delle spiegazioni al paradosso di Fermi). Nasconditi, fuggi se necessario, colpisci solo se sei assolutamente convinto di poter vincere lo scontro e che non ci siano altri raiders nei paraggi.
Equipaggiamento Gratuito (Raid KITS): Se hai perso tutto e sei senza equipaggiamento, puoi usare i “Raid KITS”. Si tratta di un equipaggiamento base gratuito che ti permette di entrare in partita senza rischiare nulla, ma con la possibilità di guadagnare tutto. Ma può essere anche uno strumento per farmare XP come non ci fosse un domani. Controlla la nostra guida alle migliori build per sapere come fare.
Obiettivi e Missioni: Le missioni sono condivise con la tua squadra e gli obiettivi interattivi sono evidenziati in giallo. Pianifica sempre il tuo percorso sulla mappa prima di iniziare la partita.
Timer del Raid: Ogni raid ha una durata limitata (circa 30 minuti). Tieni sempre d’occhio il tempo rimasto e avvicinati quanto più possibile alla tua via di fuga.
Muoviti Leggero: Per correre più velocemente, metti via l’arma.
Tasca Sicura: Nella gran parte degli equipaggiamenti (ma non in quello gratuito) hai uno slot “sicuro” nel tuo inventario e alcuni specifici equipaggiamenti ne hanno addirittura due. Gli oggetti posizionati lì (come chiavi o materiali rari) non verranno persi in caso di morte. Usalo saggiamente ad esempio prendendoti il tempo, quando sei al sicuro, per spostare il bottino di valore in quella tasca.
Consiglio n. 1 – Solo o team?
Scegliere se giocare in team o in solo è importante. Soprattutto all’inizio può essere utile affiancarsi a giocatori che sanno il fatto loro, comprendere il modo in cui si muovono sulla mappa e coprirsi le spalle a vicenda. Tuttavia muoversi in gruppo significa individuare prima da altri giocatori e anche ridurre il bottino che andrà spartito tra tutti e tre i membri del team
Aspetto
🎯 Gioco Solitario
👥 Squadra (fino a 3)
Furtività
✅ Massima discrezione e controllo
❌ Maggiore visibilità e rumore
Potenza di Fuoco
❌ Limitata contro ARC potenti
✅ Potenza combinata devastante
Sopravvivenza
❌ Nessun supporto se abbattuto
✅ Rianimazione da parte dei compagni
Bottino
✅ Tutto per te
🔄 Condivisione risorse
Coordinazione
✅ Decisioni istantanee
❌ Richiede comunicazione
Consiglio per Principianti: Inizia in squadra per imparare le meccaniche, poi prosegui in solo per aumentare le tue chance di guadagnare bottino più interessante.
Consiglio n. 2 – Espandi subito la tua officina
Il punto sicuramente essenziale per una rapida crescita è l’officina.
Nell’officina hai la possibilità di costruire armi, equipaggiamento e munizioni. Inizi con un banco da lavoro base gratuito, ma puoi potenziarlo investendo materiali per sbloccare progetti più potenti:
Banco Armi: Costruzione e modifica armi da fuoco
Banco Equipaggiamento: Potenziamenti razziatore e armature
Stazione Medica: Consumabili curativi e scudi
Banco Esplosivi: Granate e cariche da demolizione
Banco rifiniture:
Il consiglio principale è sviluppare immediatamente tutti i banchi di lavoro. Per farlo, clicca sul tasto + e aggiungi i diversi banchi. Ognuno richiede diversi materiali per poter essere aggiunto, ma se non li hai tutti subito, puoi cliccare su “traccia i materiali” e durante il gioco avrai sempre a disposizione l’indicazione di quelli che ti mancano. In alternativa, puoi riciclare materiale in esubero. Cliccando con il pulsante destro sul materiale che non intendi mantenere, e cliccando su Ricicla ti verrà mostrato quello che otterrai. Valuta con attenzione, una volta riciclato non è possibile tornare indietro.
I banchi di lavoro sono importantissimi perchè ti permettono di sviluppare armi, scudi, munizioni, bende, miglioramenti per le armi ed evitare il ricorso ai mercanti. In questo modo puoi conservare il denaro necessario per acquisti più rilevanti più in là nel gioco.
Consiglio n. 3 – Non dimenticare il tuo check up in clinica
Un altro luogo molto importante e sottovalutato è la Clinica gestita da Lance, in quanto ti permette di:
Scambiare loadout gratuiti estratti, con potenziamenti MK1
Accedere a servizi medici e di riparazione
Consultare informazioni sui danni subiti
Oltre ad acquistare tutta una serie di kit essenziali prima di ogni partita (non devono mai mancare nel vostro loadout come vedremo più avanti).
Consiglio n. 4 – ll combattimento di base
PVE, Come Combattere gli ARC: consigli di base
Gli ARC sono i nemici robotici controllati dall’IA che popolano la mappa. Non sottovalutarli sono spesso letali soprattutto quando attaccano in gruppo, e combatterli può attirare l’attenzione di altri giocatori.
Il Tipo di Munizioni Conta: Le munizioni hanno un impatto diverso. Usa munizioni leggere per gli ARC più piccoli e medie/pesanti per quelli più grandi e corazzati. Come vedrai nella nostra guida alle migliori armi di Arc Raiders, alcune armi hanno un bonus alla penetrazione dell’armatura degli ARC.
Sfrutta i Punti Deboli: Tutti gli ARC hanno dei punti deboli (spesso giunture, motori o eliche). Colpirli infligge danni critici. Ad esempio due colpi alle eliche di una Vespa con Ferro I bastano per mettere giù il drone.
Impara i Loro Colori: La luce prodotta dagli ARC indica il loro stato e agisci di conseguenza.
Blu: Pacifico / Scansione Giallo: Allerta / Ricerca Rosso: Combattimento
Se l’ARC è su giallo sarà più reattivo ai tuoi movimenti. Se non hai altra via di fuga, è il momento giusto per attaccarlo nel suo punto debole.
La Furtività è Tua Amica: Specialmente all’inizio, evita il combattimento diretto. Usa il Mantello-EM (EM-Cloak) per diventare invisibile agli ARC. Se non hai armi silenziate, puoi distruggere gli ARC più piccoli con un attacco pesante del tuo multi-tool.
Ogni ARC richiede una tattica diversa per essere affrontato: in questa pagina del WIKI puoi trovare informazioni utili su ciascuno di loro. Altre sono presenti nel Codex che è sempre bene consultare quando si trova un nuovo nemico. Per vespe e calabroni, colpite sempre i rotori o le giunzioni dei rotori, sono i punti più vulnerabili. Per il rocketer, se potete, evitate. Ad oggi è la principale causa di morte dei giocatori nel gioco… Se un leaper vi blocca la strada e avete una granata incendiaria usatela per distruggere le difese corazzate dei suoi piedi da ragno gigante e poi colpite la testa.
Regola d’Oro del Combattimento ARC: Gli ARC reagiscono ai rumori. Spari e esplosioni attirano rinforzi nelle vicinanze. Se possibile, elimina bersagli isolati silenziosamente usando attacchi corpo a corpo.
❌ Errori Comuni da Evitarein combattimento
❌ Non Usare la Tasca Sicura Se usi potenziamenti personalizzati, SEMPRE metti gli oggetti più preziosi nella tasca sicura. Perderli per dimenticanza è devastante. ❌ Sovraccaricarsi di Peso L’avidità uccide. Portare troppo bottino ti rallenta, consuma resistenza e ti rende facile preda. Sappi quando dire basta. ❌ Ignorare i Suoni Arc Raiders è un gioco di consapevolezza uditiva. Passi, spari, droni ARC – tutto fa rumore. Gioca con cuffie e volume adeguato. ❌ Combattere Sempre Non sei obbligato a combattere ogni ARC o giocatore che vedi. Spesso la scelta più intelligente è evitare, aggirare, fuggire. ❌ Estrarre Sempre all’Ultimo Aspettare gli ultimi minuti significa code ai punti di estrazione e combattimenti garantiti. Valuta se estrarre prima quando è più sicuro.
Per i consigli avanzati vi rimandiamo alla nostra specifica guida sulle tecniche avanzate di combattimento e sopravvivenza
PVP: Consigli per Sconfiggere gli altri Raider
Il pericolo più grande in ARC Raiders non sono i robot, ma gli altri giocatori. Il PVP (Player vs Player) è il cuore dell’esperienza.
La Regola del +1: Se vedi un nemico, ce n’è quasi sempre un altro. Se ne vedi due, probabilmente c’è un terzo. Non dare mai per scontato che un giocatore sia solo.
Scegli le Tue Battaglie: Non devi combattere ogni giocatore che incontri. Se hai un equipaggiamento inferiore o sei in svantaggio numerico, la ritirata è spesso la scelta migliore.
Flankare, Flankare, Flankare!: Non restare mai fermo nello stesso punto per troppo tempo (a meno che non sia una posizione di vantaggio imbattibile). Aggirare il nemico (flankare) è la tattica vincente. Le zipline sono ottime per questo, anche se sei lento e vulnerabile mentre le usi.
Il Re del Corto Raggio: Il fucile a pompa (shotgun)FERRO è il re indiscusso del combattimento ravvicinato. Non sfidare un giocatore con un pompa da vicino se anche tu non ne hai uno: morirai.
Per i consigli avanzati vi rimandiamo alla nostra specifica guida sulle tecniche avanzate di combattimento e sopravvivenza
Regole valide per qualsiasi scontro
Consapevolezza Situazionale
Ascolta i passi – Ogni razziatore fa rumore muovendosi
Controlla porte aperte e contenitori saccheggiati – Segni di presenza nemica
Approfitta della telecamera – Guarda oltre gli angoli senza esporti
Osserva gli uccelli – Si alzano in volo quando disturbati da altri giocatori ma non dagli ARC.
✅ Ingaggia quando: • Hai vantaggio posizionale (altura, copertura) • Il nemico è distratto (combatte ARC, sta saccheggiando) • Hai supporto di squadra • Possiedi equipaggiamento superiore
❌ Evita quando: • Sei solo contro una squadra • Hai bottino prezioso da estrarre • Sei scarso di munizioni/salute • Non conosci il numero esatto di nemici
Tecniche da padroneggiare sin dall’inizio
Cambio Spalla: Cambia spalla di mira (C) per sfruttare coperture
Movimento Laterale: Muoviti lateralmente mentre spari per essere difficile da colpire
Granate Tattiche: Ottime per forzare nemici fuori dalle coperture
Ritirata Strategica: Non c’è vergogna nel ritirarsi – sopravvivere è vincere
Consiglio n. 5 – Comprendi il funzionamento degli Scudi
Gli scudi in gioco non bloccano completamente i danni, ma li riduccono. Questo significa che subirai sempre danni alla salute, anche con lo scudo al massimo. La barra della salute dello scudo funziona quindi come un indicatore di durabilità: quando si svuota, non riceverai più alcuna riduzione dei danni e tutto il danno in arrivo andrà direttamente alla tua salute rossa.
Come funziona la riduzione del danno
Esempio pratico:
Uno scudo leggero riduce il 40% dei danni. Se hai 1 punto salute e lo scudo al massimo, e vieni colpito da un attacco da 10 danni, subirai comunque 6 danni alla salute e verrai sconfitto. Inoltre, la salute dello scudo subisce il danno pieno (in questo caso, 10 punti).
Differenze tra scudi.
Gli scudi medi e pesanti non offrono solo una leggera riduzione del danno maggiore. La vera forza sta nella quantità di salute dello scudo, che permette loro di durare più a lungo prima di esaurirsi.
Gestire bene la durabilità dello scudo e capire quando ritirarsi o ricaricarlo è la chiave per sopravvivere negli scontri più intensi.
Priorità alla Salute (HP): Gli scudi mitigano il danno, non lo annullano. Perderai sempre una piccola quantità di salute anche con lo scudo pieno. Quando curi, sappi che la maggior parte delle cure è “nel tempo” (overtime), non istantanea.
Impara i Suoni: Ogni arma ha un suono distintivo. Imparare a riconoscerli ti farà capire cosa stai affrontando (e se sei in svantaggio) ancora prima di vedere il nemico.
Usa le Granate Fumogene: I fumogeni sono incredibilmente potenti. Usali per coprire un’avanzata, per ritirarti in sicurezza o per nascondere la tua posizione durante l’estrazione.
Attento alla Torcia: La torcia ha una portata limitata ma ti rende un faro luminoso visibile a enorme distanza. Usala solo quando è strettamente necessario.
Di seguito trovate alcune delle nostre guide preparate per il gioco:
Consiglio 6 – Prepararsi bene alla Razzia: Equipaggiamento e Inventario
I potenziamenti sono il cuore del sistema di equipaggiamento, classificati per rarità e specializzazione:
Scala di Rarità: → MK1 (Comune)
→ MK2 (Non Comune Colore verde)
→ MK3 (Raro colore blu)
→ MK4 (Epico colore viola)
→ MK5 (Leggendario colore arancio)
Quando ci si prepara, è bene come prima cosa aggiungere il kit di equipaggiamento che il gioco divide per obiettivi:
Tipologia
Punti di Forza
Ideale Per
🎯 Tattico
Bilanciato, buon mix inventario/sicurezza
Principianti, gioco versatile
💰 Saccheggio
Massimo spazio inventario
Raccolta risorse, commercianti
⚔️ Combattimento
Più slot armi/gadget
Cacciatori di giocatori, elimina-ARC
Consiglio Essenziale: Il MK1 Tattico è il miglior potenziamento iniziale perché offre la tasca sicura da subito, proteggendo i tuoi oggetti più preziosi. Ma se avete intenzione di lanciarvi in modalità saccheggiatura preferite equipaggiamenti con doppia tasca sicura.
Loadout Budget per Principianti
Se non hai molte Celle Energetiche ma vuoi un loadout (un equipaggiamento) decente eccotene uno:
“Starter Sicuro” (Costo: ~2000)
Potenziamento: MK1 Tattico (Costruito o comprato) Arma Primaria: Crepitatore (AR comune – bilanciato)Arma Secondaria: Burletta (pistola comune – CQC) Armatura: Qualsiasi Armatura Comune (+10 PS)
Consumabili:
2x Benda (guarigione veloce)
1x Kit Medico (guarigione completa)
2x Granata (utilità combattimento)
2x Carica scudi
Tasca Sicura: • Slot 1: Potenziamento di riserva (se ne trovi uno) • Slot 2: Arma rara (se ne sacchegghi una)/ Materiali preziosi o Celle Energetiche
Economia dei Consumabili
Queste sono le regole base per l’utilizzo dei consumabili in combattimento. Non dimenticatele.
Bende: Usa per piccoli danni fuori combattimento
Kit Medico: Solo per guarigione completa o situazioni critiche
Granate: Non conservarle – usale tatticamente per vincere scontri
Cariche Demolitrici: Vale la pena usarle su Stanze Blindate in zone premium
Loot, Crafting e Gestione Inventario
L’obiettivo finale è uscire vivi con il bottino (loot) e questo lo sappiamo tutti. Farlo è un altro paio di maniche. Essenziale diventa sapere gestire il proprio inventario ed essere disciplinati. Un raider ordinato, è un raider vivo. Tienilo sempre a mente. Ecco alcuni consigli per farlo.
Curati PRIMA di Saccheggiare: È la regola numero uno dopo un combattimento. Non farti uccidere mentre sei nel menu di un corpo nemico.
Non Avere Fretta di Saccheggiare: Dopo aver ucciso un giocatore, non correre subito sul suo corpo. L’area deve essere sicura (vedi la “Regola del +1”).
Attenzione ai “Rats” (Ratti): Alcuni giocatori (“rats”) evitano il combattimento. Si nascondono in punti strategici (come le estrazioni o le zone di loot migliore) e aspettano che tu sia vulnerabile (magari dopo un combattimento con gli ARC) per ucciderti e rubare tutto. Sii sempre paranoico.
Sii Ordinato: Tieni il tuo inventario pulito e organizzato. Crea uno schema (es. armi in alto, cure in basso) per sapere sempre dove sono le cose e poter scambiare oggetti al volo.
Il Crafting è Fondamentale: Puoi creare moltissimi oggetti utili direttamente nel raid, come bende (da tessuto) o altri consumabili. Sfrutta questa meccanica.
Gerarchia del Loot: Il bottino ha diversi livelli di rarità (Normale, Non Comune, Raro, Epico, Leggendario). Impara cosa vale la pena tenere e cosa vendere agli NPC.
Smantellare (Salvage): Puoi smantellare armi ed equipaggiamento per ottenere materiali di crafting. È utile per negare quel loot ai nemici e ottenere risorse.
L’Estrazione: Uscirne Vivi è la vera missione
Hai il bottino? Ottimo. Ora devi portarlo a casa.
• L’Estrazione è l’Obiettivo: Ricorda sempre che l’obiettivo non è uccidere tutti, ma estrarre. Non aver paura di scappare da uno scontro o di evitarlo del tutto. • Si può Estrarre da Atterrati: Se sei “a terra” (downed) ma non ancora morto, puoi comunque completare l’estrazione se riesci a trascinarti nell’area designata. Spesso ti capiterà che la tua squadra viene interamente fatta fuori da un ARC o che in uno scontro tra i raider nessuno riesca a farla franca. Attendi che gli altri giocatori si scannino tra loro e tu dirigiti quanto più possibile vicino all’ascensore, ma fuori dall’inferno. Appena possibile fuggi nell’ascensore e torna a Speranza. • Estrazioni Multiple: Le zone di estrazione possono essere usate più volte (fino allo scadere del loro timer, se ne hanno uno). • Attento agli Scontri: Gli spari attirano altri giocatori. Se ingaggi un combattimento vicino a un’estrazione, preparati all’arrivo di terze parti.
Consiglio n.7 – Padroneggia le strategie di sopravvivenza
Esistono alcune strategie che devono essere sempre applicate prima di ogni scontro
Primi 5 Minuti: Orientamento e Pianificazione del saccheggio
Se pensi di poter entrare in gioco e cominciare a vagare senza una meta nel mondo di gioco, hai sbagliato completamente titolo. Arc raiders richiede strategia e programmazione prima di poter affrontare qualsiasi partita. Per far questo, segui questi passaggi: Apri la mappa (Tab) Identifica i punti di estrazione (icone con freccia verso il basso) Pianifica il percorso di saccheggio verso aree sicure: inizia sempre con le aree più vicine all’ascensore. Evita quelle in campo aperto dove potresti essere facile preda di Arc o altri raiders e parti dai confini della mappa, solitamente meno praticati dai giocatori più esperti. Ascolta attentamente – passi, spari e droni rivelano pericoli. Controlla l’inventario e organizza gli spazi
Cosa saccheggiare prima di tutto il resto
Soprattutto all’inizio lo spazio nell’inventario è piuttosto limitato, ecco quelli che secondo noi dovrebbero essere le tue priorità all’inizio.
Priorità di Saccheggio: 🔵 Celle Energetiche ARC – Valuta principale, sempre utile 🟢 Materiali di costruzione (Condotti, Viti, Piastre) – Per potenziare l’officina 🟡 Armi/Potenziamenti di rarità superiore – Vendibili o utilizzabili 🔴 Munizioni e consumabili – Solo se necessari
Tipo Contenitore
Contenuto Tipico
Valore
Rischio
Casse Armi
Armi di varie rarità, modifiche
Alto
Alto
Depositi da Campo
Casse ARC speciali, bottino garantito
Altissimo
Medio
Nascondigli
Sacche bottino in luoghi strategici
Medio-Alto
Basso
Stanze Blindate
Equipaggiamento premium
Altissimo
Alto
Gestione del Peso
Monitora costantemente la barra del peso. Il sovraccarico ti rallenta drasticamente e consuma più resistenza, rendendoti facile preda.
Ricorda infine che i raid notturni sono sempre i più soddisfacenti, ma se sei all’inizio e vuoi evitare di essere annichilito evitali per ora.
Il timing di estrazione è essenziale
L’estrazione è il momento più pericoloso della razzia. Tutti i raiders convergono verso gli stessi punti di uscita.
Tempistiche di Estrazione
Tempistica
Tempo Rimanente
Vantaggi
Svantaggi
🟢 Precoce
10-15 minuti
Meno giocatori, maggiore sicurezza
Bottino raccolto limitato
🟡 Intermedia
5-10 minuti
Bilanciato rischio/ricompensa
Competizione moderata
🔴 Tardiva
Ultimi 2-3 minuti
Massimo bottino possibile
Tutti si affrettano – massimo rischio
Approccio Sicuro all’Estrazione
Osservazione: Scout l’area per 30-60 secondi prima di avvicinarti
Controllo Visivo: Verifica tetti, finestre e angoli per campeggiatori
Ascolto Tattico: Ascolta spari o movimenti che indicano presenza nemica
Campers: Usa granate/gadget per forzare campers fuori dall’ascensore. Non sempre gli altri raiders sono nemici, ma se lo sono, spara per primo.
Estrazione Rapida: Interagisci con il punto e difenditi durante il timer (5-10 secondi)
Tipi di Punti di Estrazione
🌬️ Pozzi d’Aria: Estrazione standard, rumorosa ma affidabile
🚇 Tunnel Metropolitana: Estrazione veloce ma molto contesa
📦 Ascensori Cargo: Richiedono attivazione, vulnerabili durante l’attesa
🕳️ Botole Razziatore: Richiedono chiave speciale, silenziose e sicure
💡 Suggerimento: Se vedi un’estrazione già attivata da altri, aspetta che estraggano o preparati a un combattimento – è un punto caldo garantito.
Progressione:l’Albero delle Abilità
Completa razzie e missioni per guadagnare Esperienza e salire di livello. Ogni livello ti dà punti abilità per l’albero delle competenze.
Per analizzare nel dettaglio le mappe puoi consultare quelle interattive di Arc Raiders fandom
In generale, per cominciare è bene imparare alcune zone importanti della diga, la mappa di lancio principale. Ecco le zone chiave:
Zone per Livello di Bottino
Zona
Livello Bottino
Rischio
Descrizione
🔴 Torre di Controllo
Altissimo
Alto
Miglior bottino armi, sempre conteso
🔴 Complesso Idroponico
Alto
Alto
Bottino denso, spawn Baron ARC
🟡 Controllo Trattamento Acque
Medio
Medio
Bottino solido, meno giocatori
🟡 Ricerca e Amministrazione
Medio
Medio
Edifici multipli, bottino diversificato
🟢 Avamposto Est/Ovest
Basso
Basso
Bottino base per iniziare
Posizioni Depositi Campo
I depositi di campo sono zone solitamente ricche di ottimi bottini (armi , progetti, munizioni) soprattutto per chi inizia è fondamentale conoscerne la posizione.
Tra Torri dell’Acqua e Sottostazione Elettrica
Tra Controllo Trattamento Acque e Ricerca & Amministrazione
Est del Complesso Generazione Energia
Centro del Complesso Idroponico
Vicino alla Torre di Controllo
Zona sud della mappa
Conclusione: Pronto per il Tuo Primo Raid?
ARC Raiders è un’esperienza adrenalinica che premia la pazienza, la strategia e la conoscenza della mappa. Non scoraggiarti per le prime morti: ogni raid fallito è una lezione per quello successivo. Usa questi consigli, gioca con intelligenza e presto sarai tu quello che torna alla base carico di bottino leggendario. E se questi ti sembrano consigli banali, significa che sei pronto per la guida n. 2, quella con i consigli avanzati. Non perdertela.
Era prevedibile che Nintendo Switch 2 avrebbe avuto un ottimo debutto, ma non in questi termini. In appena quattro mesi dal lancio, la nuova console ibrida della casa di Kyoto ha superato la soglia dei 10 milioni di unità vendute, stabilendo un nuovo primato nella storia dei videogiochi. I numeri diffusi nel più recente report finanziario di Nintendo non lasciano spazio a dubbi: siamo di fronte al miglior lancio di sempre per una console, capace di superare PlayStation 5, PlayStation 4 e persino la prima Switch.
Il confronto parla chiaro: PS5 si era fermata a 7,8 milioni di pezzi nello stesso periodo, PS4 a 7,5, mentre la Switch originale aveva raggiunto “solo” 4,7 milioni nei suoi primi due trimestri. Switch 2 ha dunque doppiato le prestazioni del suo predecessore, dimostrando quanto il brand resti ancora un punto di riferimento assoluto nel mercato.
Nintendo alza le stime e i profitti
L’entusiasmo è tale che l’azienda ha già rivisto al rialzo le previsioni per l’intero anno fiscale, portando l’obiettivo da 15 a 19 milioni di unità. Anche i profitti operativi sono stati aggiornati: +15%, per un totale stimato di 2,4 miliardi di dollari. Un risultato che conferma la solidità del modello Nintendo, capace di reinventarsi a ogni generazione pur restando fedele alla propria identità.
Il continente americano guida le vendite con il 35% del totale (3,68 milioni di unità), seguito dal Giappone con il 22,6% (2,35 milioni). In quest’ultimo mercato, i numeri sarebbero potuti essere persino superiori, se non fosse stato per alcune difficoltà di rifornimento estive che hanno rallentato la distribuzione.
Secondo l’analista Hideki Yasuda di Toyo Securities, la compagnia potrebbe presto aggiornare di nuovo le previsioni: “Vendere oltre dieci milioni di unità nella sola prima metà dell’anno fiscale è stata una sorpresa enorme, ben oltre le aspettative del mercato. È molto probabile che Nintendo riveda ancora al rialzo i suoi obiettivi nella seconda metà dell’anno, che include il periodo natalizio”.
Il traino software: Mario Kart World e la nuova ondata di blockbuster
Dietro a un grande hardware c’è sempre un grande gioco, e nel caso di Switch 2 il merito va in gran parte a Mario Kart World ( qui trovate la nostra recensione) . Il titolo di lancio ha raggiunto 9,57 milioni di copie vendute, registrando un ritmo doppio rispetto a Mario Kart 8 Deluxe— uno dei giochi più venduti di sempre sulla vecchia generazione. Si tratta del miglior debutto nella storia della saga, un dato che consolida ancora una volta la formula vincente di Nintendo: accessibilità, divertimento immediato e forte identità visiva.
E non è l’unico caso di successo. Donkey Kong Bananza, uscito a luglio, ha superato i 3,49 milioni di copie, mentre Mario Party Jamboree, nella sua edizione per Switch 2, ha già toccato quota 1,16 milioni. Numeri che raccontano di un ecosistema in salute, capace di sostenere la spinta dell’hardware con una line-up di titoli familiari ma freschi, in grado di intercettare un pubblico trasversale.
Un passaggio di testimone storico
Intanto, la Switch originale continua a scrivere la propria leggenda. Durante il trimestre chiuso il 30 settembre, la console ha venduto altre 910.000 unità, portando il totale a vita a 154,01 milioni di pezzi. È ormai a un passo dal primato del Nintendo DS, ancora primo con 154,02 milioni, e si prepara a cedergli il testimone con la naturalezza di chi ha già segnato un’epoca.
Nintendo ha tuttavia ridotto leggermente le previsioni per l’anno fiscale — da 4,5 a 4 milioni di unità — a conferma che il ciclo vitale della console sta lentamente giungendo al termine. Ma la staffetta con Switch 2 non poteva essere più fluida: un passaggio di consegne tra due generazioni di successo, unite dalla stessa filosofia di gioco ibrido e dalla capacità di unire le persone davanti a uno schermo.
Un futuro ancora più luminoso
I prossimi mesi si preannunciano fondamentali. Nel periodo di rendicontazione successivo, Nintendo includerà le vendite di Pokémon Leggende: Z-A, che ha già superato i 6 milioni di copie nella prima settimana dal lancio, insieme ai remaster di Super Mario Galaxy. A novembre arriverà Kirby Air Riders, mentre dicembre sarà il mese più atteso: quello di Metroid Prime 4: Beyond, il grande ritorno di una saga amatissima che potrebbe spingere ulteriormente le vendite nella stagione natalizia.
Con un catalogo così forte e una base installata in espansione, Switch 2 sembra avviata a diventare la console più venduta nella storia di Nintendo. E questa volta non è solo una previsione ottimistica: i numeri parlano da soli.
Nintendo Switch 2 verso la storia
Con oltre dieci milioni di unità in quattro mesi, Nintendo Switch 2 è già un fenomeno industriale e culturale. Ha superato tutti i record di lancio, ha spinto la compagnia a rivedere le proprie previsioni e ha inaugurato una nuova stagione di successi software. In un mercato dove le console tendono a impiegare anni per consolidarsi, la nuova nata di Kyoto ha bruciato le tappe in meno di 120 giorni.
L’ibrido che nel 2017 aveva salvato Nintendo ora la proietta verso un futuro ancora più brillante. E se il ritmo resta questo, non è affatto azzardato pensare che Switch 2 possa presto diventare la console più venduta di sempre.
In Arc Raiders, la scelta dell’arma non è una semplice preferenza estetica: è una decisione tattica che determina la tua sopravvivenza. Ogni arma possiede statistiche uniche, schemi di rinculo specifici e applicazioni di combattimento ottimali che cambiano radicalmente il tuo approccio ai raid. Insomma un lavoro certosino che giustifica anche lo straordinario successo di critica del gioco
Questa guida analizza matematicamente l’arsenale completo del gioco, fornendo:
Danno al secondo effettivo in condizioni di combattimento reali
Tempo per uccidere contro giocatori e nemici ARC
Efficienza delle munizioni e costo per eliminazione
Punti critici di danno contro diversi livelli di scudo
Modifiche ottimali per ogni arma
Sinergie con l’albero abilità per massimizzare il potenziale
Metodologia di Testing: Tutti i dati sono stati raccolti attraverso test approfonditi contro manichini da allenamento, analisi fotogramma per fotogramma degli schemi di rinculo e partite competitive durante i test ufficiali del gioco.
Meccaniche Fondamentali del Danno
Prima di immergerci nella classificazione, devi comprendere come funziona realmente il sistema di danno in Arc Raiders.
Tipi di Munizioni e Moltiplicatori di Danno
Esistono 4 tipi di munizioni, ciascuna con profili di danno distinti:
Tipo Munizione
Danno vs Giocatori
Danno vs ARC Piccoli
Danno vs ARC Grandi
Penetrazione Scudo
Light Ammo
100%
120%
80%
Bassa
Medium Ammo
105%
110%
100%
Media
Heavy Ammo
110%
95%
130%
Alta
Shotgun Shells
115% (0-10m)
140%
90%
Molto Alta
Sistema degli Scudi: Mitigazione vs Assorbimento
ATTENZIONE: Gli scudi NON assorbono completamente il danno – lo mitigano con una percentuale di riduzione. Questo è un malinteso comune che costa vite.
Livello Scudo
Punti Vita Scudo
Riduzione Danno
Danno che Passa ai PV
MK1 Shield
50
40%
60% del danno
MK2 Shield
75
50%
50% del danno
MK3 Shield
100
60%
40% del danno
MK4 Shield
125
70%
30% del danno
Implicazione Tattica: Gli scudi rallentano la tua morte, non la prevengono. La priorità deve essere sempre sui punti vita, come evidenziato dai giocatori esperti.
Tier S: Le Armi Dominanti
Incudine – Il Re del Medio Raggio
Statistiche Complete:
Tipo: Pistola a Canna (Semi-Automatica)
Danno per Colpo: 45
Cadenza di Fuoco: 120 colpi/min (2 colpi/sec)
Capacità Caricatore: 6 colpi
Munizioni: Medium Ammo
Danno al Secondo Teorico: 90
Danno al Secondo Reale: 72 (considerando ricariche)
Tempo per Uccidere vs 100PV+MK2: 3 colpi corpo (1,5 sec) / 2 colpi testa (1 sec)
Perché è Tier S:
Punti Critici di Eliminazione: Con colpo alla testa, Incudine è l’unica arma base che può eliminare un Raider con <60 PV totali
Efficienza Munizioni Leader: 6 colpi = 2 eliminazioni garantite (colpi al corpo). Nessun’altra arma ha questo rapporto
Penetrazione Scudo: Il danno elevato bypassa gli scudi meglio della maggior parte delle armi
Modifiche Ottimali (Ordine di Priorità):
Canna Estesa (+15% gittata, -5% rinculo) – Trasforma Incudine in una pistola-cecchino
Caricatore Ricarica Rapida (-30% tempo ricarica) – Riduce i tempi morti critici
Mirino Reflex (opzionale) – Per consistenza nei colpi alla testa
Punti Deboli:
Vulnerabilità in Ricarica: Caricatore da 6 colpi significa ricariche frequenti
Richiede Precisione: Sbagliare un colpo raddoppia il tempo per uccidere
Svantaggio Corpo a Corpo: Gli utilizzatori di shotgun ti dominano sotto gli 8 metri
Ferro – Lo Specialista Anti-Carro
Statistiche Complete:
Tipo: Fucile a Canna Spezzata (Colpo Singolo)
Danno per Colpo: 85
Cadenza di Fuoco: 60 colpi/min (1 colpo/sec)
Capacità: 1 colpo (canna singola)
Munizioni: Heavy Ammo
Danno al Secondo Teorico: 85
Danno al Secondo Reale: 45 (penalizzato dalla ricarica lenta)
Quando Usare il Ferro:
✅ Difesa Estrazione: Elimina Wasp con un colpo prima che allertino altri ARC
✅ Farming Bastion: Per ottenere Bastion Cell (necessarie per upgrade officina)
✅ Eventi Baron: 30% tempo di eliminazione più veloce = meno rischio attrazione giocatori
✅ Anti-Giocatore d’Emergenza: Un colpo da 85 danni + pistola di seguito = eliminazione istantanea
Bersaglio ARC
Colpi per Eliminazione (Ferro)
Colpi per Eliminazione (Rattler)
Tempo Risparmiato
Wasp
1 colpo
3-4 colpi
2 secondi
Hornet
2 colpi
6-8 colpi
4 secondi
Bastion (punto debole)
4 colpi
12-15 colpi
8 secondi
Rocketeer (punto debole)
5 colpi
18-22 colpi
12 secondi
Rattler – Il Tuttofare
Statistiche Complete:
Tipo: Fucile d’Assalto (Automatico)
Danno per Colpo: 10
Cadenza di Fuoco: 600 colpi/min (10 colpi/sec)
Capacità Caricatore: 30 colpi
Munizioni: Medium Ammo
Danno al Secondo Teorico: 100
Danno al Secondo Reale: 85 (considerando dispersione rinculo)
Perché è Tier S:
Il Rattler è la definizione di “affidabile”. Non eccelle in nulla, ma è competente in tutto:
Fattore Perdono: Caricatore da 30 colpi permette errori senza punizione mortale
Rinculo Gestibile: Dopo 10 colpi, lo schema diventa prevedibile
Disponibilità Munizioni: Medium ammo è la più comune da trovare nei raid
Efficienza Costo Fabbricazione: Fucile più economico da costruire
Schema di Controllo Rinculo “Albero di Natale”:
Colpi 1-5: Verticale puro (↑)
Colpi 6-15: Deriva destra (↗)
Colpi 16-30: Ritorno centro (→ poi ↑)
Stormo – non giudicate dall’apparenza
Statistiche Complete:
Tipo: Fucile d’Assalto Semi-Automatico
Danno per Colpo: 12
Cadenza di Fuoco: 450 colpi/min (7,5 colpi/sec)
Capacità Caricatore: 20 colpi
Munizioni: Medium Ammo
Danno al Secondo Teorico: 90
Danno al Secondo Reale: 78
Perché è Tier S (per giocatori esperti):
Stormo è la scelta dei veterani degli sparatutto per motivi matematici precisi:
Efficienza Munizioni Superiore: • Stormo: 12 danni × 20 colpi = 240 danno totale per caricatore • Rattler: 10 danni × 30 colpi = 300 danno totale per caricatore Ma considerando la precisione semi-automatica, il danno effettivo dello Stormo per caricatore è 2,8 eliminazioni vs 2,3 del Rattler.
Vulnerabile durante ricarica (4 cartucce, 2,5 sec)
Facilmente contrastato mantenendo distanza
Jupiter – Fucile da Tiratore
Statistiche:
Danno per Colpo: 55
Cadenza di Fuoco: 90 colpi/min
Gittata: 80m+
Moltiplicatore Colpo alla Testa: 2,8x
Matematica dell’Eliminazione in Un Colpo: 55 danni × 2,8 colpo alla testa = 154 danni Questo elimina istantaneamente qualsiasi Raider con meno di 100 PV + qualsiasi scudo.
Quando è Tier S:
Dam Battlegrounds (linee di vista lunghe)
Postazioni torre Spaceport
Gioco di squadra con osservatori
Tempest – SMG Energetico
Statistiche Uniche:
Danno: 8 per colpo + 2 danno nel tempo (elettrico)
Cadenza di Fuoco: 900 colpi/min
Capacità Caricatore: 35
Munizioni: Energy Cells (rare)
Meccanica Nascosta: Il danno elettrico nel tempo bypassa completamente gli scudi, infliggendo danno diretto ai punti vita.
Svantaggio Critico: Le Energy Cells si trovano SOLO saccheggiando macchine ARC. Se muori, perdi tutte le munizioni E non puoi rifabbricarle.
Di seguito trovate alcune delle nostre guide preparate per il gioco:
Arc Raiders possiede un profondo sistema di potenziamento armi, che parte dal livello dell’arma, I , II, III, e prosegue con upgrade e accessori.
Banco da Lavoro Livello I-II-III
Livello Banco
Sblocca
Materiali Richiesti
Priorità
Livello 1
Armi base (Burletta, Rattler I)
Gratuito
–
Livello 2
Armi non comuni (Incudine, Stormo)
15 Parti Metalliche, 8 Motori Wasp, 5 Lega ARC
ALTA
Livello 3
Armi rare (Ferro II, Jupiter)
25 Parti Metalliche, 3 Motori Hornet, 10 Celle Avanzate
Media
Modifiche Tier S (Priorità Fabbricazione)
1. Caricatore Esteso (Qualsiasi arma)
Effetto: +33% capacità caricatore
Impatto: Elimina 1-2 ricariche per combattimento = enorme aumento sopravvivenza
Costo Fabbricazione: 3 Parti Metalliche, 1 Molla
Valutazione: ⭐⭐⭐⭐⭐
2. Compensatore (Fucili d’Assalto/SMG)
Effetto: -30% rinculo verticale, +10% orizzontale
Impatto: +40% gittata efficace
Costo Fabbricazione: 2 Parti Metalliche, 1 Lega ARC
Valutazione: ⭐⭐⭐⭐⭐
3. Caricatore Ricarica Rapida (Pistole/Revolver)
Effetto: -30% tempo ricarica
Impatto: Riduce finestra vulnerabilità da 2,1s a 1,5s
Valutazione: ⭐⭐⭐⭐
Modifiche da Evitare
❌ Silenziatore/Soppressore: Riduce danno del 15%. La riduzione del rumore non vale il compromesso.
❌ Canna Pesante: +gittata ma +rinculo. Controproducente nella maggior parte dei casi.
Configurazioni Meta Ottimali
La giusta abbinata di arma primaria e secondaria è un must per ogni shooter che si rispetti, e Arc Raiders non fa eccezione. Ecco gli abbinamenti che secondo noi si addicono più ai diversi stili di gioco.
Percentuale Successo Stimata: 70%+ con squadra coordinata
Meccaniche Avanzate Nascoste
Se siete amanti delle statistiche, sappiate che le armi in arc raiders non si differenziano soltanto per il danno generato per minuto, ma anche per la velocità dei proiettili, che assume un ruolo fondamentale quando si gioca soprattutto in PvP dove anche il minimo anticipo sull’avversario può significare la vita o la morte. Ecco di seguito alcune stats delle armi più interessanti presenti nel gioco
Velocità Proiettile e Tempo di Anticipo
Arma
Velocità Proiettile
Anticipo Richiesto a 50m
Jupiter/Ferro
600 m/s
Minimo
Stormo/Rattler
450 m/s
Moderato (0,2s)
Tempest
800 m/s
Nessuno
Shotgun
350 m/s
Significativo (0,4s)
Penetrazione Armatura Nascosta
Alcune armi hanno bonus penetrazione armatura non documentati, che vi torneranno sicuramente utili durante le vostre partite. Portare il giusto arsenale a seconda che siate a caccia di altri raiders o di Arc, è fondamentale.
Ferro: +30% penetrazione vs placche armatura ARC
Jupiter: +15% penetrazione vs armatura giocatori
Incudine: +10% penetrazione standard
Armi Specifiche per Situazione
Ad ogni nemico, il suo proiettile. Quanti colpi per la vespa? E quanti colpi per un Calabrone? di seguito vediamo a seconda dell’arma quello che serve per abbattere le macchine assassine.
Tipo ARC
Incudine
Ferro
Rattler
Stormo
Vulcano
Tick
1
1
2-3
2
1
Pop
1
1
3-4
2-3
1
Wasp
2
1
4-5
3-4
2
Bastion
8
4
18-22
15-18
12-15
Rocketeer
10
5
25-30
20-25
N/A
Migliori Armi Contro Nemici ARC
Armi per Mappe Specifiche
Diga Tier S: Stormo (linee di vista aperte), Jupiter (sorveglianza torre), Ferro (alta densità ARC) Da Evitare: Vulcano (troppo aperto)
Città Sepolta Tier S: Vulcano (corridoi stretti), Rattler (versatile corpo a corpo), Bobcat (potenziale imboscata) Da Evitare: Jupiter (nessuna linea di vista)
Le armi si deteriorano con l’uso è bene quindi controllare prima di respawnare quale sia il loro stato, e nel caso, ripararle prima di iniziare un nuovo scontro: non vorrete trovarvi mica con un’arma inceppata? (no niente inceppamenti, ma sicuramente sparare a salve non è una bella cosa in un mondo ostile come quello di Arc Raiders).
Condizione dell’Arma
Ogni arma ha una Condizione espressa in percentuale %:
100-75%: Nessun effetto negativo
75-50%: -5% precisione
50-25%: -10% precisione, +15% possibilità inceppamento
<25%: -20% precisione, +30% possibilità inceppamento, possibile rottura
Riparare le armi ha un costo specifico in materiali che risponde al valore dell’arma e alla percentuale di danno.
Formula Costo Riparazione: Costo = (Valore Base Arma × (100 – % Attuale)) ÷ 100
Ogni arma è più adatta ad una build piuttosto che ad un’altra. In questa sezione vedremo quali armi si addicono meglio al tuo tipo di gioco. Se cerchi però la configurazione perfetta, dai un’occhiata alla nostra guida alle migliori build
Economia e Trading Armi
Arma
Comune
Non Comune
Rara
Epica
Leggendaria
Pistole
150
350
800
1800
4500
SMG
200
450
1000
2200
5500
Fucili d’Assalto
250
550
1200
2800
7000
Cecchini
300
700
1600
3600
9000
Shotgun
280
600
1400
3200
8000
Strategia di Vendita
Vendere o Riciclare, l’interrogativo supremo in Arc Raiders. Ecco quelle che secondo noi dovrebbero essere le regole d’oro per la gestione delle armi nell’inventario (che tra l’altro pesano un sacco e quindi vi appesantiscono immediatamente se ne portate più di quelle strettamente necessarie).
Smonta armi duplicate per materiali
Vendi armi rare/epiche non-meta per PowerCells
Conserva sempre 2-3 equipaggiamenti completi nella riserva come backup
Conclusioni e Meta Futuro
Arc Raiders è un gioco in evoluzione costante. Le patch di bilanciamento cambiano il meta settimanalmente.
Armi da Tenere d’Occhio (Possibili Futuri Potenziamenti)
Tempest (meccaniche uniche promettenti)
Suturatore (potrebbe diventare utilizzabile con buff al rinculo)
Venator (se riducono la caduta proiettile)
Investimenti Più Sicuri Attuali
Incudine – Sarà sempre rilevante (alto limite di abilità)
Rattler – L'”affidabile” non passa mai di moda
Ferro – La necessità anti-ARC non cambierà
Consiglio Finale: Non attaccarti a una singola arma. I migliori Raider sono versatili e cambiano equipaggiamento in base a:
Mappa
Composizione squadra
Obiettivi raid
Schemi nemici
Domina l’arsenale, domina la cintura di ruggine. Buona caccia, Raider.
Aggiornato al 4 novembre 2025 – Basato sull’esperienza dei primi giorni di gioco
Benvenuti, Raiders! Dopo i primi giorni dall’uscita ufficiale di Arc Raiders (30 ottobre 2025) e il grande successo di critica e pubblico (noi lo abbiamo incoronato miglior extraction shooter degli ultimi anni) la community ha potuto finalmente testare sul campo le diverse build e identificare quali abilità fanno davvero la differenza tra sopravvivenza ed eliminazione. In questa guida analizzeremo le build più efficaci emerse nei primi giorni di gioco, con un focus particolare sulla progressione ottimale dei punti abilità.
L’Albero delle Abilità
Arc Raiders offre 75 punti abilità totali, distribuiti tra tre rami principali:
Ramo
Focus
Quando Prioritizzare
🟡 Mobilità
Stamina, movimento, agilità
SEMPRE – Primi 15-20 punti
🟢 Condizionamento
Resistenza, peso, recupero
Mid-game (livelli 20-40)
🔴 Sopravvivenza
Looting, crafting, capacità carico
Early-game (dopo Mobilità base)
Il sistema di progressione ruota attorno a queste tre leggi fondamentali:
Non esiste reset gratuito: Le tue scelte sono permanenti fino al prossimo “Expedition Project” (reset stagionale)
I primi 20 punti sono critici: Definiscono la tua efficienza di base
Le abilità finali (a 36 punti) non sono sempre ottimali: Costano troppo sacrificio di altre abilità.
🏆 Le 3 Abilità Universali Irrinunciabili
Secondo la nostra esperienza queste tre abilità dovrebbero essere nei primi 15 livelli di qualunque build:
1. Maratoneta (Mobilità) – 5/5 punti ⭐⭐⭐⭐⭐
Cosa fa: Riduce il consumo di stamina durante il movimento
Perché è essenziale:
Raddoppia praticamente la distanza percorribile
Funziona sempre, in ogni situazione
Foundation di tutte le build competitive
Quando prenderla: Livelli 2-6 (subito dopo lo sblocco della prima voce di Mobilità “Arrampicata Agile 1/5)
2. Polmoni giovani (Mobilità) – 5/5 punti ⭐⭐⭐⭐⭐
Cosa fa: Aumenta la stamina massima
Perché è essenziale:
Pool di stamina più grande = più opzioni in combattimento
Sinergia perfetta con Maratoneta
Permette di effettuare capriole consecutive utilissime sia in PvP che soprattutto in PvE
Quando prenderla: Livelli 7-11 (immediatamente dopo Maratoneta)
3. Creazione durante un turno (Sopravvivenza) – 1 punto ⭐⭐⭐⭐⭐
Cosa fa: Sblocca la possibilità di craftare oggetti durante il raid
Perché è essenziale:
Crafta bende e ricariche scudo sul campo
Trasforma materiali in risorse vitali
Estende drasticamente la durata dei raid
Quando prenderla: Livelli 12-15 (dopo aver completato stamina base)
Percorso Universale Primi 30 Livelli
Indipendentemente quindi dalla build finale che intendete realizzare, questi sono i passaggi che secondo noi dovreste fare nei primi 30 livelli.
Risultato a livello 30: Hai la foundation perfetta per qualsiasi specializzazione successiva.
LE 4 BUILD MIGLIORI (META NOVEMBRE 2025)
Costruire una build migliore in assoluto è decisamente impossibile, tanti sono i tipi di gioco a cui Arc Raiders si presta. Dal cacciatore solitario, al predatore PvP, al Collezionista instancabile. Abbiamo provato a creare una build per ognuno di questi tipi di gioco, provando poi a definirne una “Meta”, un asso pigliatutto che dovrebbe andare bene un po’ a chiunque.
Ognuna di queste build, tuttavia, presuppone che si sia inizialmente seguito il percorso, quasi obbligato, che abbiamo indicato nel paragrafo precedente.
BUILD 1: “META UNIVERSALE” – LA PIÙ VERSATILE
Ideale per: Giocatori che vogliono eccellere in ogni situazione (…o almeno provarci) Difficoltà: ⭐⭐⭐ Media Stile: Bilanciato PvP/PvE
Distribuzione Punti (Primi 30 Livelli)
Priorità 1 – Ramo Mobilità (Giallo): 16 punti
Arrampicatore agile (3/5 punti) – Arrampicata/scavalcamento +45% velocità
Accovacciata agile (5/5) – Movimento accovacciato +25% velocità
Istinto del saccheggio (5/5) – Looting +25% velocità
Abitudine al peso (1/5) – Ponte per abilità avanzate
Priorità 3 – Ramo Condizionamento (Verde): 3 punti
Creazione durante il turno (1/1) – ⭐ Crafting sul campo (opzionale ma utile)
Punti ponte (2 punti) – Per raggiungere il crafting
Progressione 30-75 Livelli
Livello 30-45: Completa Abitudine al peso (5/5) + Istinto del saccheggio (looter instincts double reveal)
Livello 45-60: Investi in Carico leggero + Servizio pesante per zaini pesanti
Livello 60-75: Nodi situazionali basati sul tuo stile (PvP vs PvE)
Perché Funziona
✅ Maratoneta + Polmoni giovani = Stamina infinita (S-tier per la community) ✅ Istinto del saccheggio = Looting veloce sotto pressione ✅ Flessibilità = Funziona in squad e solo
BUILD 2: “CACCIATORE PVP”
Ideale per: Giocatori aggressivi focalizzati sul PvP Difficoltà: ⭐⭐⭐⭐ Alta Stile: Combattimento ravvicinato, flanking, aggressività
Distribuzione Punti (Primi 30 Livelli)
Investimento Principale – Mobilità (Giallo): 20 punti
Maratoneta (MAX 5/5) – Fondamentale
Polmoni giovani (MAX 5/5) – Fondamentale
Arrampicatore agile (MAX 5/5) – Parkour avanzato per flanking
Creare punti esperienza in maniera semplice e veloce è un po’ il sogno di tutti. Farlo in maniera da non farsi bannare o killare in maniera praticamente istantanea al primo respawn, è la parte complicata.
In questa parte della guida proviamo a darvi qualche suggerimento sui modi attraverso i quali potete facilmente ottenere punti XP riducendo al minimo il rischio.
Entra nel raid → Fai qualsiasi azione → Estrai o muori, nessuna perdita
Ripeti all’infinito senza cooldown
Vantaggi:
✅ Zero rischio: Nessuna perdita materiali personali
✅ XP garantita: Anche morendo guadagni XP
✅ Apprendimento mappa: Impara percorsi senza penalità
Guadagno XP stimato: ~8.000-12.000 XP/raid (15-20 min)
Metodo 2: Arc Farming Efficiente (Livello 20-50)
Efficienza: ⭐⭐⭐⭐ | Rischio: Medio
Setup consigliato:
Arma: Ferro Livello 3-4 (40 dmg/colpo, economico)
Build: Almeno Maratoneta + Polmoni giovani
Priorità Target:
Scout Arc (Piccoli droni) – 1-2 colpi → 200 XP
Defender Arc (Medi) – 3-5 colpi → 400 XP
Harvester Arc (Boss) – Evita o fai in squad → 2.000 XP
Tattica:
Colpisci → Muoviti → Colpisci (hit-and-run)
Usa Maratoneta per kiting
Farm zone perimetrali (meno player)
Guadagno XP stimato: ~15.000-20.000 XP/raid (25 min)
Metodo 3: Quest Chain Velocità (Livello 1-75)
Efficienza: ⭐⭐⭐⭐⭐ | Rischio: Variabile
Vendor Quest Tracker:
Ogni vendor: 3 quest attive simultaneamente
Ricompense: 5.000-15.000 XP + items + monete
Quest ad alta efficienza: ✅ “Attiva 3 Antenne” – 8.000 XP (10 min) ✅ “Uccidi 10 Scout Arc” – 6.000 XP (12 min) ✅ “Estrai con Cellula Arc Rara” – 12.000 XP (20 min)
Pro Tip: Priorità quest con multipli obiettivi (es: “Uccidi Arc + Estrai”)
Metodo 4: Loot Cache Ottimizzato (Livello 30+)
Efficienza: ⭐⭐⭐⭐ | Rischio: Alto
Richiede: Istinto del saccheggio (5/5) + Abitudine al peso (5/5)
Route Cache:
Identifica 5-7 punti loot garantiti (usa mappe community)
Path circolare veloce (~15 min)
Estrazione botola (se possibile con Chiave Botola)
Bonus XP:
Ogni item lootato = ~50 XP
Container raro aperto = +500 XP
Estrazione riuscita = +2.000 XP bonus
Guadagno XP stimato: ~18.000-25.000 XP/raid (20 min) + loot vendibile
❓ FAQ – DOMANDE FREQUENTIù
In questa parte della guida proviamo a rispondere ad alcune domande (sicuramente alcune banali se siete arrivati fino a qui, ma utili ai neofiti che si avvicinano per la prima volta ad un extraction shooter) sul meccanismo di gioco di Arc Raiders e sulle abilità essenziali.
1. Posso resettare l’albero delle abilità?
✅ Sì. Al livello 20+, sbloccherai i “Progetti Spedizione” che permettono il reset completo dell’albero abilità. Richiede materiali specifici.
2. Qual è il livello massimo?
Il livello massimo è 75, per un totale di 76 punti skill (incluso il punto al livello 0).
3. Quali abilità sono MUST-HAVE universali?
⭐ Maratoneta (Mobilità) – Consenso community S-tier ⭐ Polmoni giovani (Mobilità) – Consenso community S-tier ⭐ Istinto del saccheggio (Sopravvivenza) – Fortemente consigliato
4. “Creazione durante il turno” vale la pena?
Dipende dal tuo stile:
✅ Sì se: Fai run gratuite frequenti, giochi solo, preferisci autosufficienza
❌ No se: Giochi squad con supporto, hai sempre loadout preparati
5. Meglio specializzarsi o distribuire punti?
Fino al livello 30: Specializza 1-2 rami (es: Giallo + Rosso) Dal livello 30+: Inizia diversificazione per versatilità
8. Come funziona il sistema di progressione post-livello 20?
Al livello 20+ si sbloccano i Progetti Spedizione (Expedition Projects) che permettono il “wipe volontario”:
Reset completo account (livello, inventario)
Mantieni conoscenze, ricette craftate
Ricompense permanenti (estetiche, booster XP)
Opzionale, non obbligatorio
9. Meglio accumulare materiale o vendere?
Nessuno dei due, la cosa migliore da fare è riciclare. Il meccanismo di riciclo è piuttosto efficiente e una volta completata la costruzione dei banchi di lavoro in officina, puoi facilmente recuperare i materiali che ti servono riciclando il loot in eccesso. Per tutto il resto, conserva solo quello che serve al momento e vendi alla bisogna qualche cianfrusaglia. Ricorda di recuperare il materiale necessario al crafting “segnalandolo” nell’apposito menù (nell’inventario e dai mercanti verrà marchiato con l’icona di un occhio). Tieni a mente che anche i banchi di lavoro possono essere potenziati, e questo è necessario ad esempio per realizzare i progetti di armi che troverai in giro per la mappa.
CONSIGLI FINALI DA PRO PLAYER
Per Principianti (Livello 1-20)
Spam run gratuite per imparare mappa senza rischi
Investi subito in Maratoneta + Polmoni giovani
Evita PvP finché non hai almeno 10 punti skill
Impara suoni Arc per evitarli efficacemente
Per Intermedi (Livello 20-50)
Completa almeno 1 Progetto Spedizione per sbloccare reset
Investi in Istinto del saccheggio per looting veloce
Bilancia PvP/PvE in base al tuo comfort level
Crafta armi Livello 3-4 per efficienza costo/prestazioni
Per Avanzati (Livello 50+)
Ottimizza build per lo stile definitivo (PvP/PvE/Farming)
Usa botole con Chiavi Botola per estrazioni sicure
Farm materiali viola/leggendari per crafting end-game
Considera secondo reset se vuoi sperimentare build radicalmente diverse
Conclusioni
Arc Raiders offre un sistema di progressione profondo che premia la specializzazione intelligente. Le build presentate sono state testate dalla community italiana e internazionale post-lancio, garantendo efficacia reale.
Il publisher Konami ed il team di sviluppo ZeDrimeTim hanno condiviso un nuovo trailer di gameplay per Darwin’s Paradox! confermandone il rinvio al 2026.
Il platform action adventure, originariamente previsto per il 2025, arriverà per PlayStation 5, Xbox Series, Nintendo Switch 2 e PC via Steam. Proprio la versione per la nuova console Nintendo è una delle novità del trailer, oltre alla conferma che è stata contestualmente scartata la versione per Switch.
Parti per una grande avventura degna di un vero film d’animazione con Darwin, un polpo affascinante e intelligente, strappato dall’oceano e intrappolato in un enorme e misterioso complesso industriale. Con la sua straordinaria intelligenza e incredibili abilità, nuoto, mimetismo e molte altre affascinanti capacità, aiutalo a superare le trappole e i pericoli più formidabili in questo avvincente gioco platform, d’avventura e rompicapo.
Nella tranquilla vastità dell’oceano, il giovane polpo Darwin esplora le profondità marine… finché un misterioso raggio di luce non penetra nell’abisso e lo trascina verso la superficie. Cacciato fuori dal suo mondo acquatico, si risveglia disorientato nel mezzo di una gigantesca discarica, con alle spalle una fabbrica inquietante.
Ma qualcosa non va. Tra macchine minacciose, serbatoi strani e creature e personaggi misteriosi e pericolosi che abitano il luogo, Darwin si rende conto di essere in pericolo. Per tornare nell’oceano, Darwin dovrà essere astuto, evolversi e, durante il suo viaggio, svelare ai giocatori i misteri di una cospirazione che va oltre ogni immaginazione… e che potrebbe davvero segnare il destino dell’umanità!
Caratteristiche principali del gioco:
Una grandiosa avventura degna di un film d’animazione. Grazie all’ispirata direzione artistica e a un mondo vivace, Darwin’s Paradox ti trasporta in una commovente epopea illustrata magistralmente, dove ogni dettaglio svela un’incredibile storia.
Stile di gioco originale. Il gioco offre un perfetto equilibrio tra sequenze platform e risoluzione di enigmi. Nuota, nasconditi, infiltrati, salta e usa le straordinarie abilità di un polpo per avanzare nella tua avventura, sfuggire a situazioni pericolose o risolvere i tanti enigmi del gioco.
Un mondo vivo e interattivo. Scopri vasti livelli con una direzione artistica unica e raffinata, ricchi di enigmi, pericoli e creature e personaggi sorprendenti.
Una narrazione coinvolgente e toccante. Tra umorismo, emozioni e suspense, Darwin ti porta in una memorabile odissea.
Lo scorso anno, abbiamo recensito il Turtle Beach Burst II Air, un mouse da gaming del quale abbiamo apprezzato il suo peso super leggero, le prestazioni di alto livello e l’ergonomia ben studiata sia per chi predilige una presa ad artiglio e sia per chi è avvezzo a quella punta delle dita, e a chi gioca principalmente a titoli che richiedono movimenti rapidi e precisi. Il Turtle Beach Burst II Air ha dimostrato (a giudizio del nostro Arturo) che l’eredità di ROCCAT è davvero in buone mani e che Turtle Beach ha raggiunto l’agognata maturità per poter competere ai massimi livelli nel mercato dei mouse gaming (e non solo) di alta qualità. Con il lancio del Turtle Beach Mouse Burst II Pro, nonostante si tratti di un modello Pro con alcune caratteristiche incredibili come Polling rate a 8.000 Hz, una batteria decisamente capiente e uno dei sensori più recenti e performanti (Owl-Eye 30K basato su PixArt PAW3950) la società produttrice di accessori con sede a San Diego, California è riuscita a proporre un prodotto che conserva un peso incredibilmente contenuto (parliamo di 57g, solo 10g in più del superleggero Burst II Air) che lo mette in competizione con prodotti “Ultraleggeri” di altri produttori. Il prezzo? Per potervi portare a casa il Burst II Pro dovrete sborsare 129.99 €. È questo il compromesso ottimale per avere fra le mani un modello Pro ma con un peso piuma? Continuate a leggere la nostra recensione per scoprirlo!
Specifiche tecniche
Caratteristica
Specifica
Peso
57g
Dimensioni
122,3 x 67,3 x 39,6 mm circa
Sensore
Owl-Eye 30K Ottico (PixArt PAW3950)
DPI
50 – 30.000 (regolabili)
Accelerazione
70g
Velocità Tracking
750 IPS
Polling Rate
Fino a 8.000 Hz wireless, latenza 0,125 ms
Switch
Titan Optical, 100 milioni di clic
Autonomia
40h @ 8kHz, 150h @ 1kHz (wireless USB)
Ricarica
USB-C, 75% di capacità in 2h
Connessioni
Wireless 2.4 GHz, Bluetooth, USB-C cablato
Memorìa integrata
Sì, profili personalizzati
Accessori inclusi
3 set Dot Skates (PTFE, UHMW-PE), grip tape, cavo USB-C
Il Burst II Pro si distingue per il suo design simmetrico e ultraleggero (57g), pensato per i giocatori competitivi (in particolar modo – a giudicare dalla posizione dei pulsanti – per utenti destrorsi) e per le lunghe sessioni. I mouse più leggeri sono preferibili per gli sparatutto in prima persona (FPS) e i Battle game online multigiocatore, soprattutto se si desidera un mouse che offra movimenti reattivi e precisi. La scocca è solida, priva di flessioni o scricchiolii, e la finitura opaca in plastica bianca lisciaresistente alle macchie (il Burst II Pro è disponibile anche in nero) garantisce una presa sicura anche dopo ore di utilizzo. Il package include grip tape e diversi Dot Skates, offrendo una personalizzazione – in termini di frizione con la superficie di utilizzo – piuttosto generosa; un dettaglio raro anche tra i mouse di fascia premium. I piedini/adesivi in PTFE puro trattato termicamente, noto anche come Teflon, mantengono la base in plastica scorrevole su ogni tipo di superficie. L’estetica è sobria: nessuna illuminazione RGB, solo indicatori LED funzionali, a favore di uno stile improntato sulla praticità. Il logo di Turtle Beach in argento è stampato sulla parte inferiore della scocca frontale mentre una striscia cromata lucida percorre la parte centrale. I lati non sono zigrinati, ma offrono – grazie alla forma concava – comunque una buona presa durante l’uso.
Il Turtle Beach Burst II Pro presenta dimensioni standard, con una profondità di 122 mm, una larghezza di 67 mm e un’altezza di 39 mm. Queste dimensioni sono quasi identiche a quelle del Burst II Air e leggermente maggiori del Burst Pro Air. Il design simmetrico facilita l’adattamento a diverse dimensioni delle mani e stili di impugnatura. Abbiamo provato l’impugnatura a palmo completo e il Burst II Pro si è adattato benissimo e anche testandolo con un’impugnatura ad artiglio (claw grip), dobbiamo dire che non ci siamo trovati male. Le mani di medie dimensioni troveranno probabilmente il confort perfetto, mentre gli utenti con mani più grandi potrebbero preferire una lunghezza leggermente superiore. I pulsanti laterali sono posizionati in modo confortevole per gli utenti destrorsi, sebbene non siano speculari per l’uso con la mano sinistra. Nonostante ciò, il layout sembra ben studiato, con input facilmente accessibili (e difficilmente cliccabili accidentalmente) che non intralciano durante il movimento.
In termini di posizionamento dei pulsanti, come anticipato, il Turtle Beach Burst II Pro ha esattamente lo stesso aspetto del Burst II Air. Oltre al clic sinistro standard, al clic destro e alla rotellina di scorrimento cliccabile, c’è un pulsante avanti e indietro sulla sinistra. C’è anche un interruttore di regolazione della sensibilità sempre sul lato sinistro. Il mouse consente di salvare cinque impostazioni di sensibilità per profilo, quindi premendo questo pulsante si scorreranno i livelli di sensibilità configurati in ordine crescente. Abbiamo trovato tutti i pulsanti e gli interruttori a portata di mano.
Sotto i pulsanti si “nascondono” gli switch Titan Optical pretensionati con una durata stimata di 100 milioni di clic. Si tratta degli stessi switch presenti in tutti i prodotti Turtle Beach degli ultimi anni. L’obiettivo di questi switch è offrire tattilità, affidabilità e una risposta rapida e a nostro parere sono – sebbene non raggiungono ancora il livello di precisione e feedback tattile offerto da alcuni concorrenti premium – incredibilmente buoni. I clic sono si silenziosi, ma udibili quanto basta, il che conferisce una sensazione di solidità. Non abbiamo notato alcuna discontinuità tra gli switch con una risposta dei Titan Optical distintiva e molto pulita. Tra i pulsanti e sotto la rotellina di scorrimento è presente un piccolo LED indicatore multicolore che evidenzia lo stato della batteria, dei DPI e della connettività. Un aspetto che attirerà immediatamente l’attenzione sono i tre ritagli sul retro del device, due dei quali servono a ridurre il peso e uno a contenere il trasmettitore USB. Il rovescio della medaglia è che accumulano parecchia polvere, quindi è consigliabile pulirli regolarmente.
Esperienza d’uso e prestazioni
Dal punto di vista pratico, il Burst II Pro si comporta bene grazieal sensore Owl-Eye 30K DPI, in grado di raggiungere fino a 30.000 DPIcon un grado di precisione e fluidità notevole.Anche con impostazioni più basse, il tracciamento risulta costante, senza problemi di jitter o accelerazione. Con una velocità massima di 750 IPS e un’accelerazione fino a 70 g, non fatica mai a tenere il passo, indipendentemente da quanto frenetici e intensi siano i movimenti, questi risultano fedeli alla propria mano. Il design ultraleggero, unito alla connessione wireless a bassa latenza, lo rende un’estensione del braccio, piuttosto che uno strumento separato in una vera e propria connessione tra movimento e risposta sullo schermo. Nelle sessioni più lunghe, il peso light (accompagnato dal baricentro del mouse prossimo al centro, allineato con il sensore nella parte inferiore) si rivela davvero vantaggioso. Si avverte meno affaticamento, il polso rimane più rilassato e la regolazione della mira risulta più semplice anche dopo ore di gioco. I Dot Skates scorrono bene sia su superfici in tessuto che rigide (mousepad, vetro, tessuto, la precisione è rimasta impeccabile), e passare al set in UHMW-PE su una superficie in vetro è quasi privo di attrito. Se avete già utilizzato mouse wireless più pesanti, questo vi darà immediatamente una sensazione di libertà.
La versatilità è ulteriormente aumentata dal supporto wired, dongle wireless USB-A, Bluetooth, e dalla presenza di memoria integrata, per salvare i profili personalizzati. Sia che siate collegati in modalità wired o in modalità wireless, il mouse scorre liberamente senza alcun attrito percepibile e il grip tape incluso offre la possibilità di regolare ulteriormente il feeling.
Il Burst II Pro supporta altresì una frequenza di polling wireless fino a 8.000 Hz, con una latenza di soli 0,125 millisecondi. È otto volte più veloce dei 1.000 Hz standard utilizzati dalla maggior parte dei mouse da gaming e, sebbene sia opinabile se la maggior parte dei giocatori noteranno questa differenza, l’immediatezza è innegabile. Il movimento del cursore risulta più nitido e l’input lag praticamente è assente. I giocatori competitivi che cercano ogni possibile vantaggio apprezzeranno la sua reattività. La risposta al clic è altrettanto impressionante. Gli switch Titan Optical, garantiti per 100 milioni di clic, assicurano una risposta rapida, priva di “morbidezza” e perfetta per giochi che richiedono click continui, istantanei e veloci come FPS e MOBA. Essendo ottici, l’attuazione è più rapida rispetto ai tradizionali switch meccanici e non si degradano nel tempo con l’usura dei contatti fisici. Questa affidabilità, unita alla leggerezza del guscio, li rende ideali per i giochi ad alta intensità, dove velocità e costanza sono fondamentali.
Autonomia
L’autonomia è un punto di forza: con polling 8kHz si ottengono circa 40 ore di utilizzo, mentre in modalità 1kHz la durata sale fino a 150 ore e e 165 ore tramite Bluetooth. Il sistema USB-C e la ricarica rapida (gli avvisi di batteria scarica sono tempestivi) consente di raggiungere il 75% della carica in due ore, ottimale per non interrompere la propria sessione di gioco. Questi valori lo rendono uno dei mouse wireless più longevi oggi disponibili sul mercato. Il cavo intrecciato PhantomFlex da 1,8 m può essere collegato nella parte anteriore del mouse, sia per la ricarica del dispositivo e sia se si vuole optare per un utilizzo del Burst II Pro in modalità cablata e senza alcuna perdita di prestazioni.
Prestazioni di gioco
Durante le sessioni competitive in titoli come Counter-Strike 2, Valorant e Overwatch 2, il Burst II Pro si è contraddistinto per la fluidità di movimento, la precisione del sensore e il feeling “istantaneo” dei click. La compatibilità con NVIDIA Reflex permette una latenza sotto i 25ms, dettaglio che favorisce i giocatori professionisti. Negli sparatutto competitivi, il mouse è estremamente affilato. Inseguire i bersagli, regolare la mira o apportare micro-correzioni risulta essere naturale e immediato. Per i MOBA o gli RTS, la precisione e la bassa latenza del clic offrono un forte senso di controllo (sebbene gli switch presentino una corsa lievemente più lunga rispetto ad alcuni competitor premium). Si adatta perfettamente a tutti i generi, dimostrando che Turtle Beach non si è limitata a “inseguire i numeri”, ma si è concentrata sul far sì che queste specifiche si traducessero in vantaggi concreti. Anche al di fuori del gaming, il mouse è altrettanto fluido ed efficiente. Scorrimento, editing e navigazione web generale beneficiano del suo peso ridotto e della sua precisione. La modalità Bluetooth offre un’esperienza più silenziosa e a basso consumo energetico per la produttività, ed è facile tornare alla modalità wireless ad alte prestazioni quando è il momento di giocare.
Applicazione
Burst II Pro funziona con l’ultima versione di Swarm II. Questo programma unifica le periferiche Turtle Beach compatibili in un’unica applicazione. Dopo aver installato il modulo corrispondente, vi verrà richiesto di aggiornare il firmware del mouse. L’aggiornamento è stato rapido e indolore, ma – non dissimilmente da altri prodotti wireless del produttore – richiede che il mouse sia collegato fisicamente al PC. L’utente ha la possibilità di personalizzare elementi come le cinque impostazioni di sensibilità preimpostate, la frequenza di polling, l’angolazione di snapping e la modalità standby o ancora di assegnare funzioni a diversi pulsanti. Tra queste, tasti di scelta rapida, disabilita, standard, macro, DPI, Easy Shift, Profili, Sistema e sistema operativo, Funzioni Windows, Browser, Multimedia e Apri. Nota: non tutte le funzioni sono disponibili per ogni pulsante. Il gestore macro consente di collegare direttamente le azioni da un elenco preimpostato di giochi come Apex Legends e Fortnite.
Confronto con la concorrenza
Rispetto ai rivali come Glorious Model O3, SteelSeries Rival 110 e Razer DeathAdder V2 Pro, Burst II Pro si posiziona vantaggiosamente sul fronte del peso (più leggero), polling rate (superiore), autonomia (fra le migliori in 1kHz), e accessori inclusi. Se cercate un mouse dalle prestazioni simili, altri modelli competitive come Viper Ultimate o Logitech G Pro X Superlight offrono prestazioni top e opzioni RGB, ma senza raggiungere la stessa combinazione di leggerezza ed autonomia. Tuttavia, il Burst II Pro si distingue per la completa dotazione, la modularità dei pattini e la velocità wireless 8kHz, che restano valori aggiunti esclusivi.
Commento finale
Il Turtle Beach Burst II Pro è un mouse wireless pensato per il competitivo (ma ben si adatta anche al di fuori del gaming), puntando tutto su velocità, leggerezza (che lo rende quasi un ultraleggero) e precisione. Non è il più appariscente della categoria non reinventando nulla dal punto di vista estetico, anzi, ma privilegia la sostanza: ottima qualità costruttiva, esperienza d’uso personalizzabile e prestazioni – con un polling rate fino a 8.000 Hz e il sensore ottico Owl-Eye – di assoluto livello. Alcuni concorrenti spiccano per design e/o feature extra, ma pochi uniscono autonomia, precisione e accessori come il Burst II Pro. Il prezzo non è bassissimo e potrebbe ridurne l’appeal, ma per chi ci tiene soprattutto alla velocità, alla latenza e al feeling, il Burst II Pro è sicuramente una scelta da valutare tanto per il gaming quanto per la produttività.
Si chiama “It Happens on PS5” la nuova campagna promozionale annunciata da Sony in vista del quinto anniversario della propria console, dedicata alle esperienze più straordinarie e inaspettate vissute dai gamer in questi anni.
La campagna globale, disponibile da oggi, propone tre momenti che catturano la meraviglia e l’imprevedibilità del gioco su PS5. Nel lasciarvi alle parole condivise da Isabelle Tomatis, vice presidente di SIE Global Marketing, vi anticipiamo che nelle prossime settimane appariranno installazioni fisiche in diverse città del mondo per proseguire le celebrazioni della ricorrenza.
Ci stiamo avvicinando al quinto anniversario dal lancio della console PS5 ed è straordinario vedere il numero di esperienze incredibili che PS5 ha offerto ai gamer di tutto il mondo… Per non parlare delle tante altre avventure in arrivo! Negli ultimi cinque anni, i nostri giocatori hanno condiviso le loro reazioni di entusiasmo e sorpresa ai momenti straordinari che hanno vissuto durante il gioco su PS5. Sono stati proprio questi a ispirare la nostra nuova campagna promozionale: abbiamo catturato l’essenza di questi momenti con le esperienze più inaspettate e indimenticabili vissute su PS5.
Lo spot pubblicitario, che verrà lanciato oggi, presenterà tre storie distinte: – Il più grande salto acrobatico di sempre – Una cattura sorprendente – Problemi quotidiani con veicoli straordinari
Oltre allo spot pubblicitario, porteremo alcuni di questi momenti inaspettati anche nel mondo reale, in forma fisica. Da novembre a dicembre, i gamer potranno vedere di persona alcuni di questi temi ispirati alla campagna in varie località di tutto il mondo, come UFO che atterrano in Australia, Spagna e Germania, o misteriose creature scoperte in Messico, Italia e nel Regno Unito.
Non vediamo l’ora di vedere le altre reazioni e i momenti straordinari che i nostri fan condivideranno online con tutto il mondo. Il futuro è ricco di tanti altri viaggi incredibili, come spesso accade su PS5!
Con Once Upon a KATAMARI, ci siamo sentiti di aver riabbracciato un caro amico dopo tanti, tantissimi anni. Una persona candidamente fuori di testa, partita per un lungo viaggio quattordici anni fa. E da allora presente nelle nostre memorie con i vecchi ricordi dei bei tempi trascorsi.
Correva l’anno 2011 quando Touch My Katamari arrivava su PlayStation Vita, ultimo capitolo inedito di un franchise nato dalla visionarietà di Keita Takahashi. Proprio l’episodio per la sfortunata portatile Sony segnò l’inizio del declino della serie, a causa di un prodotto meno ispirato rispetto ai memorabili titoli iniziali (tra cui l’immortale We Love Katamari del 2005). Da quel momento, solo alcuni tentativi sporadici (talvolta affidati ad incerte iniziative mobile) avevano tentato di ridestare il Re del Cosmo dal proprio torpore.
In tempi più recenti, un esubero di rimasterizzazioni degli episodi più amati (tra cui il più recente ed apprezzato We Love Katamari Reroll+ Royal Reverie) avevano tenuta accesa in noi una flebile speranza. Quella di veder tornare finalmente la serie con un capitolo tutto nuovo. Un desiderio che è divenuto realtà. Il goffo sovrano onnipotente ne ha combinata un’altra delle sue e ancora una volta il Principe dovrà porre rimedio. Arrotolando tutto sul proprio cammino.
Once Upon a KATAMARI è disponibile dal 24 Ottobre per PC (via Steam), Nintendo Switch, Xbox Series e PlayStation 5.
Versione testata: PlayStation 5
Mamma, ho distrutto l’universo
Non esiste titolo della serie senza un preambolo folle e Once Upon a KATAMARI non è da meno.
Attraverso una narrazione che strizza l’occhio ai libri delle fiabe, apprendiamo che la reale famiglia proprio non sa stare lontana dai guai. Per la precisione, è ancora una volta l’onnipotente e sbadatissimo Re del Cosmo ad aver fatto un pasticcio. Stavolta, bisticciando con un’antica pergamena dai misteriosi poteri magici. Non sarebbe un grosso problema, se non fosse che il risultato abbia portato alla cancellazione istantanea di tutti i pianeti della galassia, compresa ovviamente la nostra cara Terra. Un danno al quale dovrà porre rimedio il solito industrioso Principe con il suo Katamari, stavolta tornando indietro nel tempo per ricreare tutti i corpi celesti del cosmo.
Il piccolo Principe è tornato con una nuova missione.
Si tratta di un impianto narrativo che, nel pieno rispetto dello spirito della serie, fornisce un carismatico e folle contesto alle peripezie del piccolo protagonista. Se avete già giocato ad un KATAMARI in passato, saprete cosa attendervi. Per tutti gli altri, la storia viene narrata attraverso sequenze di vignette di stampo umoristico, con un tono deliberatamente scanzonato che non vuole prendersi mai troppo sul serio. E che non ruba mai molto tempo al vero cuore del titolo: rotolare su tutto ciò che incontrerete.
E lo si fa negli immancabili scenari variopinti e stilizzati da direzione stilistica low poly iconica come sempre. Tra ironia di situazioni quotidiane a siparietti surreali, passeggiare (anzi, rotolare) tra le ambientazioni di Once Upon a KATAMARI riconferma il forte carattere artisticamente identitario della saga. Il beneficio principale rispetto ai vecchi capitoli, oltre ad una maggiore pulizia grafica, è assistere ad una superiore stabilità tecnica senza rallentamenti nelle situazioni più concitate.
Discorso a parte invece per il comparto audio, dove Bandai Namco ha dato davvero il massimo. Tra sound design sempre sul pezzo ed una selezione di brani che include il meglio dei precedenti capitoli ed inediti di artisti come Saya Asakura, Once Upon a KATAMARI riuscirà ad imprimersi nella vostra memoria musicale ancora una volta. D’altronde, l’attenzione della serie verso motivetti orecchiabili è passata alla storia. Da oltre vent’anni ancora fischettiamo Katamari on the Rocks… ci sarà un motivo.
Il Re del Cosmo sa sempre come lavarsi le mani da un impegno.
Rotola che ti passa
La domanda classica che ci si pone spesso nel settore è: come si aggiusta qualcosa che non è rotto? A volte c’è chi rischia e prende la tangente, portando a risultati inaspettati tanto in senso positivo quanto in negativo. Altre volte tuttavia, certe formule ludiche sono così perfette nella loro semplicità che non occorre “complicare il pane”, come cantava Samuele Bersani. Once Upon a KATAMARI fa esattamente questo.
Il core ludico continua ad essere quello di sempre. Il piccolo Principe si trova a spingere una palla, il Katamari, con una capacità sensazionale: quella di riuscirà ad attrarre ed assorbire tutto ciò che incontra. Unico limite: rotolare sempre prima sugli oggetti più piccoli o di pari dimensioni del Katamari. Solo incrementandone la dimensione, l’oggetto sferico riuscirà ad incollarsi ad oggetti (ma anche animali, persone, edifici, astronavi, pianeti e stelle) sempre più grandi. Sensibili sono i miglioramenti apportati nel nuovo capitolo, con una telecamera notevolmente perfezionata, opzioni di controllo che consentono di scegliere tra lo stile classico ed uno moderno, un pulsante per scattare ed alcune funzioni rapide per regolare la propria posizione. Once Upon a KATAMARI si gioca meglio di qualsiasi altro capitolo della serie.
Le differenti ere forniscono un’ottima varietà ai livelli.
La gimmick principale della produzione ruota attorno ai viaggi nel tempo, necessari per ripristinare quanto distrutto dallo svagato Re del Cosmo. Non sono tuttavia i viaggi in sé e per sé ad essere protagonisti, quanto piuttosto la possibilità, offerta agli sviluppatori, di dare fondo ad una varietà di ambientazioni. Anche prendendo qualche licenza rispetto all’innata orientalità dei capitoli precedenti. Troviamo così accanto all’Edo giapponese anche periodi preistorici, scorrerie piratesche ed il selvaggio West.
Ma Once Upon a KATAMARI non si limita ad una selezione inedita di livelli (che dopo 14 anni è finalmente una boccata d’aria), ma propone idee sempre diverse per rendere ogni “rotolata” unica a suo modo. Nella Grecia antica dovremo così collezionare quanti più filosofi classici possibile, mentre nell’era Giurassica l’obiettivo sarà raccogliere i simpatici lucertoloni presenti. Si passa dal rendere forzuti dei giovani combattenti per renderli capaci di indossare pesanti armature al farsi strada sfruttando la luce delle anime degli Yokai catturati. L’imprevedibilità la fa da padrona ed anche se il gameplay sostanzialmente resta sempre uguale a sé stesso, le variabili sono parecchie. Talvolta ci sono livelli poetici oppure veri e propri enigmi da risolvere, mentre a volte si rotola per il classico gusto di rendere il proprio Katamari impareggiabile.
Anche i pirati trovano spazio in Once Upon a KATAMARI.
Raccogliere tanto, raccogliere tutto
A rendere ancor più varia la formula ci pensa un’altra idea semplice ma efficace: gli oggetti. Si tratta di pratici utensili introdotti nei livelli, utili per rendere le proprie missioni più dinamiche. C’è ad esempio il magnete che raccoglie gli oggetti intorno, oppure il missile che fornisce un po’ di vivace propulsione extra. Assolutamente fondamentale è poi il cronometro, che non solo ferma il tempo ma immobilizza oggetti e creature. Una soluzione strategica indispensabile per alcuni obiettivi da completare, anche se forse vista la follia del titolo, ci si poteva aspettare un maggiore estro su questo versante. O magari rendere gli oggetti ancor più rilevanti implementando sfide appositamente studiate.
Once Upon a KATAMARI attua anche una variazione parziale rispetto al passato. Mentre prima l’avanzamento era legato esclusivamente al raggiungimento delle condizioni di vittoria (quasi sempre, raggiungere una dimensione specifica), adesso tutto passa attraverso la necessità di raccogliere dei collezionabili. Parliamo così delle corone del Re del Cosmo, sparse per i livelli spesso in posizioni assurde o con dimensioni ciclopiche che richiedono ragionamento e tattica per essere collezionati. Si tratta di una svolta che abbiamo apprezzato, capace di dare maggior mordente al titolo e rievocarci i collectathon che tanto amiamo. Ovviamente non ci sono solo le corone da raccogliere: troviamo infatti anche i regali e i cugini, una selezione di personalizzazioni estetiche gradevoli che hanno solleticato la nostra mania collezionista.
La calamità è un oggetto molto utile per incrementare velocemente le dimensioni del Katamari.
La produzione contiene anche una modalità multigiocatore, tanto competitiva quanto cooperativa, chiamata KatamariBall. Obiettivo dei giocatori è di acchiappare quanti più oggetti possibile depositandoli sulla propria nave che continuerà a cambiare di posto nel corso delle partite. Si tratta di una modalità frenetica e davvero divertente, che può dare il giusto brio se giocata con la giusta compagnia. Speriamo, in questo senso, che il suo potenziale possa essere espanso ed alimentato nel tempo e che, soprattutto, la risposta dell’utenza sia positiva. Fermo restando che KATAMARI è e resta un’esperienza da godere principalmente in single player.
Raccogliere le corone è fondamentale per proseguire.
Commento finale
Dopo anni di rimasterizzazioni, collection e spin-off mobile, Once Upon a KATAMARI segna il ritorno della folle serie Bandai Namco con un capitolo totalmente inedito. Di fronte all’ennesimo guaio dello sbadatissimo Re del Cosmo, toccherà ancora una volta al Principe trovare una soluzione stavolta viaggiando nel tempo. Un capitolo in cui la semplicità magnetica del franchise splende di idee sempre nuove e divertenti, pur senza proporre un’esperienza in grado di stravolgere la tradizione. Chi ha sempre amato il brand, non potrà non adorare questo atteso revival. Per chi invece non ha mai avuto occasione di provare un episodio della serie, non c’è occasione migliore per iniziare a rotolare!
I cimenti del Purgatorio di Ninja Gaiden 4 possono sembrare, a prima vista, una prova durissima. In realtà, pur essendo impegnativi, sono ben al di sotto degli standard di difficoltà estrema tipici della serie. Con un po’ di attenzione e i giusti suggerimenti riuscirete ad affrontarli senza troppi problemi, anche nelle sfide più avanzate.
Nella videoguida che vi presentiamo oggi vi mostriamo come gestire ogni cimento al meglio, spiegando meccaniche, ricompense e strategie per completare tutto in modo efficiente (e senza inutili frustrazioni). Inoltre, completando tutti i cimenti del Purgatorio sbloccherete il trofeo argento Annientatore, quindi se puntate al 100% del gioco, vi conviene affrontarli con metodo.
Difficoltà fissa e sistema “risk/reward”
Partiamo da un punto essenziale: i cimenti del Purgatorio hanno una difficoltà fissa impostata su Normale, indipendentemente dal livello scelto per la campagna principale. Che giochiate in modalità Eroe (facile) o Maestro Ninja (molto difficile), la sfida rimane sempre la stessa.
La vera variabile è il sistema di malus, un meccanismo di tipo risk/reward che vi permette di scegliere quanto mettere in gioco la vostra barra vitale in cambio di ricompense maggiori.
Esistono diversi livelli di malus, dal più lieve al più estremo, e ai due opposti troviamo:
Reame dell’Inferno – Malus massimo del -75% della barra vitale, ma con ricompense più ricche;
Reame degli Dei – Nessun malus alla salute, ricompense base.
Tra questi due estremi ci sono varie opzioni intermedie (ad esempio -15%, -50% e così via), ma la sostanza non cambia: più rischiate, più guadagnate.
Detto ciò, per ottenere il trofeo non serve complicarsi la vita. È sufficiente completare i cimenti senza malus, quindi nel Reame degli Dei. Le ricompense extra (NinjaCoin e punti esperienza per potenziare le armi) non sono particolarmente rilevanti, perché nel corso della partita ne accumulerete già in abbondanza.
Nel nostro video trovate un approccio misto: alcune prove le abbiamo affrontate con il malus massimo, altre senza, proprio per mostrarvi le (non) differenze ma anche per sottolineare che, nella pratica, non vale davvero la pena spingersi oltre.
Quando affrontare la sfida
Una volta completata la storia, potete giocare i cimenti anche dal menu principale, nella sezione “Sfide”. Tuttavia, qui non vengono conteggiati ai fini del trofeo. Di conseguenza, se durante la vostra run non avete completato alcuni cimenti che avete trovato, sappiate che, inspiegabilmente, farli dal menu “Sfide” non basterà per ottenere il trofeo.
Assicuratevi quindi di affrontarli all’interno della modalità Storia o tramite la Selezione Capitolo, così che vengano correttamente registrati ai fini del completamento.
Noi li abbiamo affrontati man mano che venivano sbloccati, quindi con limitazioni naturali: meno armi, meno skill passive (come il numero di colpi parabili o gli slot accessori) e un equipaggiamento ancora incompleto. Questo approccio rende la videoguida utile anche per chi li gioca durante la prima run, con risorse ancora ridotte.
Affrontarli invece dopo aver completato la storia offre diversi vantaggi: personaggi più forti, più oggetti, più salute e, soprattutto, la possibilità di usare Ryu anche nelle sfide di Yakumo, cosa che semplifica di molto gli scontri grazie alla sua potenza devastante.
Il buon Ryu è una… bestia!
Consigli generali
Nel video trovate la nostra prova senza uso di oggetti curativi o di potenziamento, per mostrarvi una gestione “pulita” del combattimento e delle risorse.
Detto questo, voi potete usare tutti gli oggetti che volete: le pozioni curative, buff e pozioni di potenziamento temporaneo, persino l’elisir che rianima automaticamente alla prima morte. Non ci sono penalità, quindi non fatevi scrupoli se vi servono per portare a casa la vittoria.
Stesso discorso per gli accessori, che possono rendere la vita molto più semplice. In particolare vi consigliamo:
quelli che aumentano la difesa e riducono i danni subiti;
quelli che ripristinano una piccola quantità di vita con determinate uccisioni.
Usarli in modo oculato, insieme a una buona gestione della Frenesia, può fare la differenza soprattutto nelle sfide più lunghe o affollate.
Come dicevamo, quello mostrato non è il modo più ottimizzato, ma è quello che vi farà capire davvero come funziona il sistema e come adattarvi ai diversi nemici e scenari senza dipendere solo dal livello di potenza del personaggio.
Non ci resta che augurarvi una buona visione… e buona fortuna!
L’ecosistema digitale italiano sta affrontando un cambiamento che va ben oltre la discussa (e spesso fraintesa) questione dello “SPID per i siti p0rn0”. La nuova normativa AGCOM, che mira a implementare un sistema di verifica dell’età, solleva questioni fondamentali sulla nostra privacy.
Questo, a sua volta, sta generando una domanda senza precedenti di strumenti per l’anonimato, prime fra tutte le VPN (Reti Private Virtuali). Ma nel mondo della tecnologia, “gratuito” è quasi sempre un compromesso.
Analizziamo quindi la situazione reale venutasi a creare dopo la delibera dell’ AGCOM che ha attuato il cosiddetto “decreto Caivano” e individuiamo le migliori VPN gratuite, distinguendo tra quelle sicure per la privacy e quelle realmente performanti per il gaming.
Il “Muro” AGCOM: Non Solo SPID, il Rischio è il “Certificatore”
Contrariamente a quanto si crede, la legge non impone lo SPID come unico metodo. Il sistema proposto da AGCOM è un’architettura a “doppio anonimato” che coinvolge tre attori: utente, sito web e un “soggetto terzo certificatore”.
Ecco come funziona:
Certificazione: L’utente dimostra la sua maggiore età una tantum a un ente certificatore (come un provider SPID, una banca o un operatore telefonico).
Token Anonimo: Il certificatore rilascia un “token” digitale che attesta solo: “Il possessore è maggiorenne”. Il certificatore, teoricamente, non sa per quale sito l’utente userà il token.
Accesso al Sito: L’utente presenta il token al sito per adulti che verifica la maggiore età senza conoscere l’identità reale dell’utente.
Il Vero Problema di Privacy
Sebbene tecnicamente superiore a un login diretto con SPID, il problema della privacy non scompare: si sposta.
Il punto critico è il certificatore. Per ottenere il token, l’utente deve autenticarsi con la propria identità reale (CIE, SPID, conto bancario). Anche se il certificatore “non sa” il sito di destinazione, sa che “Mario Rossi” ha richiesto un token per accedere a contenuti che richiedono la verifica dell’età.
La paura non è più che il sito sappia chi sei, ma che lo sappia la tua banca o il tuo provider SPID.
Questa diffidenza spingerà molti utenti non ad adottare il sistema, ma ad aggirarlo. Una VPN, mascherando l’origine del traffico, diventa lo strumento d’elezione per eludere l’intera architettura di verifica AGCOM.
VPN Gratuite: I Rischi e Cosa Cercare
Nel mondo della cybersecurity, se un prodotto è gratuito, il prodotto sei tu. I provider gratuiti devono coprire i costi, e spesso lo fanno vendendo i tuoi dati: Registrano la cronologia di navigazione e la vendono a data broker o Iniettando pubblicità, ad esempio inserendo attivamente tracker nel tuo traffico. Infine, un altro problema importante che si verifica sempre più spesso, è la presenza di false VPN gratuite che, offrendo una falsa sicurezza, usano protocolli obsoleti o, nel peggiore dei casi, veicolano malware.
I 3 Pilastri della Sicurezza
Quando si sceglie una VPN gratuita, è bene ignorare il marketing e controllare piuttosto questi tre fattori:
Giurisdizione (Sede Legale): È l’aspetto più importante. Evitate i paesi dell’alleanza “Five Eyes” (FVEY) come Stati Uniti e, soprattutto, il Canada. Preferite “paradisi della privacy” come la Svizzera o la Malesia.
Politica No-Log: Una “politica no-log” ( ovvero l’impegno a non registrare o conservare i dati relativi all’attività online dei suoi utenti come cronologia di navigazione, indirizzi IP, timestamp delle connessioni o le query DNS) non vale nulla se non è “auditata”, cioè verificata da una società di sicurezza indipendente. Proton VPN ad oggi è uno dei pochi ad averlo.
Funzioni Essenziali: Dovete avere un Kill Switch (che blocca il traffico se la VPN cade, proteggendo il vero IP) e supportare protocolli moderni come WireGuard più veloce e leggero, ideale per il gaming in quanto filtra a monte, nel vostro router, tutto il traffico in entrata e in uscita. (attenzione però perchè filtrando tutto a livello di router, questo potrebbe comportare tanti problemi con telecamere IP, VOIP e persino con la vostra posta o l’accesso ad alcuni siti).
Tabella riassuntiva delle principali VPN commercialida noi selezionate
Di seguito trovate quelle che secondo noi , ad oggi sono le migliori VPN sulla base delle indicazioni che vi abbiamo fornito. Ciascuna di essere offre anche un servizio gratuito (server gratuiti) che vi permette di usarle per la navigazione per qualche tempo. Tenete comunque a mente che generalmente i server gratuiti sono sempre i più lenti rispetto a quelli premium.
Come potete vedere nella tabella riassuntiva, nessuna VPN gratuita eccelle in tutto. La scelta dipende dalla priorità: dati illimitati per la privacy o basso ping per il gaming.
1. Per la Privacy e il Browsing: Proton VPN
È la scelta migliore in assoluto per la privacy e per aggirare il blocco AGCOM.
Privacy: Eccellente. Sede in Svizzera (fuori dai FVEY) e una rigorosa politica no-log auditata da enti terzi.
Il Compromesso: Le velocità sono definite “moderate”. I server gratuiti (solo 5 paesi) sono spesso congestionati. Non è adatta al gaming competitivo a causa dell’alta latenza.
2. Esclusivamente per il Gaming: Windscribe
È universalmente riconosciuta come la migliore opzione gratuita specifica per il gaming, ma al costo della privacy.
Vantaggio Chiave:Prestazioni Eccellenti. I test confermano che ha un impatto minimo sul ping (latenza), cruciale per evitare il lag.
Il Compromesso (Grave):
Limite Dati: Solo 10 GB al mese (confermando l’email) questo significa che non riuscirete a giocarci a lungo.
Giurisdizione: Sede in Canada, un membro fondatore dell’alleanza Five Eyes. Usarla per la privacy è un controsenso strategico.
L’Errore da Non Fare: App VPN vs. Estensione Browser
Questo è un errore critico, specialmente per i gamer. La principale cosa da tenere a mente è che App ed estensione Web, svolgono un ruolo molto diverso tra loro.
Estensione Browser (Proxy): Protegge esclusivamente il traffico generato dentro quella specifica finestra del browser (es. Chrome).
Applicazione Desktop (Vera VPN): Protegge tutto il sistema operativo. Crea un tunnel crittografato per ogni applicazione: il browser, Steam, Discord e il file eseguibile del gioco stesso.
Avviso ai Gamer: Se installi solo l’estensione per aggirare il blocco AGCOM, nel momento in cui avvii un gioco, il tuo vero indirizzo IP è completamente esposto. Per giocare, è obbligatorio usare l’applicazione desktop.
La Strategia “Doppia VPN”
L’analisi che abbiamo effettuato poco sopra, dimostra che non esiste la “migliore VPN gratuita” universale. Per un utente che necessita sia di privacy nella navigazione sia di prestazioni nel gioco, la strategia ottimale è usarne due.
Per la Privacy (Sempre Attiva): PROTON VPN
Usala 24/7 per la navigazione quotidiana e per eludere il blocco AGCOM. I suoi dati illimitati e la giurisdizione svizzera garantiscono la massima privacy.
Per il Gaming (Solo al Bisogno): WINDSCRIBE
Tienila spenta di default. Attivala solo prima di iniziare una sessione di gioco. Il suo basso ping è l’unica opzione gratuita valida per il gaming competitivo. Data la sede in Canada (Five Eyes), non usarla mai per la navigazione sensibile.
Dopo l’ottimo riscontro del primo capitolo, Dual Effect rimette le mani sulla sua creatura, sviluppando un sequel che non si accontenta di ri-celebrare l’archetipo di prodotto a cui si ispira, ma lo eleva alla sua massima potenza. Un’opera guidata da una sensibilità mirata, frutto di chi ha compreso i limiti e le potenzialità della nostalgia. Tormented Souls 2 è un gioco che pretende attenzione, non regala nulla, e invita a vivere il terrore lentamente, respirandolo, lasciandosi consumare da esso. Non una corsa contro il male, ma una lenta discesa nelle sue viscere.
Ciò che emerge, fin dai primi minuti, è la volontà di proporre un’esperienza più grande, più ambiziosa e più varia rispetto al predecessore. Una promessa che si traduce in un percorso pieno di ombre, di suoni lontani e di silenzi che pesano più di qualsiasi urlo. E proprio in quei silenzi, Tormented Souls 2 trova la propria voce per accompagnarvi in un viaggio da brividi provenienti dal passato… in tutti i sensi.
Tormented Souls 2, edito da PQube, è disponibile dallo scorso 23 ottobre 2025 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC.
Versione testata: PlayStation 5
Non si può sfuggire al passato
La storia di Tormented Souls 2 si apre nel punto esatto in cui credevamo che tutto fosse finito. Caroline Walker, sopravvissuta alle atrocità del primo capitolo, vive un’apparente quiete accanto alla sorella Anna. Ma la tranquillità è solo un’illusione fragile, e il passato non smette mai davvero di reclamare ciò che gli spetta.
Quando Anna inizia a soffrire di visioni inspiegabili, Caroline comprende che l’incubo non è finito. Il richiamo oscuro la conduce fino a Villa Hess, una cittadina sperduta tra le montagne del sud del Cile, dove superstizione, religione e follia si fondono (e confondono) in un’unica, inquietante messa in scena.
Da qui, tutto si piega, si distorce. I confini della realtà si sfaldano. Ciò che inizialmente sembra un viaggio per salvare la sorella diventa presto un pellegrinaggio interiore, un ritorno verso il trauma e la verità. La narrazione di Tormented Souls 2 non ha fretta di spiegare, preferendo suggerire, insinuare, confondere. Ci invita a interpretare, a leggere tra le righe dei documenti trovati, a osservare i simboli incisi sui muri, a lasciarci condurre dai sogni e dalle visioni che Caroline sperimenta come frammenti di una mente ormai incrinata.
Pur muovendosi su binari familiari Tormented Souls 2 riesce a restituire una tensione sincera, perché ogni elemento, anche il più abusato, è trattato con misura e coerenza. Non c’è compiacimento nello spavento, ma un’inquietudine sottile e persistente, costruita più sull’atmosfera che sul jumpscare.
Atmosfera a pacchi
Il risultato è un racconto cupo e ossessivo. Caroline non è un’eroina invincibile, ma una figura fragile, spezzata, che agisce per amore e per colpa. Le tematiche di maternità, peccato e redenzione sono il fil rouge di tutta la trama, che usa l’orrore come metafora di un male più profondo: quello del senso di responsabilità verso chi amiamo. È una narrazione che si nutre di ambiguità, che non ha paura di lasciare domande senza risposta, e che preferisce la suggestione alla spiegazione.
Una scelta che potrà risultare opinabile, certo: spetta a ciascuno decidere se una struttura così interpretativa rappresenti un pregio o un limite. A noi, però, è sembrata una direzione coraggiosa, capace di parlare oltre l’horror stesso. Perché nel suo messaggio più intimo Tormented Souls 2 ci ricorda che, a volte, convivere con i nostri errori è l’unico modo per addomesticarli. Quei mostri interiori, trasformati in routine quotidiane, diventano cicatrici che non fanno più male, ma che continuano a ricordarci perché non vogliamo sbagliare di nuovo. È in questo equilibrio fragile tra dolore e accettazione che il titolo trova il suo insegnamento più umano e forse, il suo valore più autentico.
Tradizionalista, ma con brio
Giocare Tormented Souls 2 significa accettare, in un certo senso, un patto. Non vi troverete di fronte ad un titolo che tende la mano, ma a un’esperienza che pretende di essere ascoltata, studiata, capita. È un horror che torna alle origini, che si rifà ai grandi classici senza mascherarlo, ma che riesce comunque a mantenere una propria identità forte e riconoscibile.
Le basi sono quelle note: telecamere fisse o semi-statiche, movimenti rigidi, gestione delle risorse limitata, esplorazione attenta e paziente. La gestione delle risorse è “cattiva”, ma mai ingiusta. Ogni proiettile, ogni cura è importante, e decidere come e quando usarli diventa una parte fondamentale della strategia. Tuttavia, dietro questo impianto apparentemente conservatore, si nasconde una cura notevole nel ritmo e nel bilanciamento.
La cittadina di Villa Hess si aprirà lentamente davanti ai vostri occhi, un labirinto di strade, edifici e passaggi sotterranei che si intrecciano con logica meticolosa. Le scorciatoie, gli accessi nascosti e i collegamenti tra le aree restituiscono quella gratificante sensazione di scoperta che apprezziamo sempre tantissimo.
Il pacing è ottimo
Gli enigmi, già elemento cardine del primo capitolo, raggiungono qui un equilibrio che mancava. Sono intelligenti, mai banali e finalmente meno criptici, con una logica che premia l’osservazione e la deduzione piuttosto che la sperimentazione cieca. Ogni puzzle è parte integrante del mondo di gioco, coerente con il contesto narrativo e sempre gratificante da risolvere. La sensazione di progresso è costante, e ogni soluzione trovata restituisce la soddisfazione di aver realmente capito qualcosa, non solo di averla indovinata.
Dove il titolo mostra qualche incertezza è nel sistema di combattimento. Caroline può difendersi, ma lo fa con movimenti lenti e limitati, e la gestione della mira richiede pazienza. Anche in questo caso i passi in avanti rispetto al primo capitolo sono tangibili, ma ci troviamo sempre di fronte alla parte meno riuscita del pacchetto. Nonostante tale macchinosità, il combattimento rimane, comunque, coerente con la filosofia del gioco: la vulnerabilità è parte integrante dell’esperienza. E va bene così, dopotutto.
Atmosfera da… brivido
Pur essendo un titolo indipendente, Tormented Souls 2 mostra una consapevolezza artistica e una padronanza dei mezzi che pochi altri esponenti del genere possono vantare.
Le ambientazioni sono il cuore pulsante dell’esperienza. Ogni location è costruita con attenzione al dettaglio e alla composizione, e ogni angolo racconta qualcosa. E qui va riconosciuto un merito importante: in questo secondo capitolo, la varietà delle ambientazioni è impeccabile, nettamente superiore al primo. Anche se si rientra nei cliché tipici del genere, la direzione artistica riesce comunque a mantenerli vivi, credibili e suggestivi. Le luci e le ombre si rincorrono in un gioco di contrasti che amplifica la sensazione di pericolo imminente.
L’uso del sonoro è altrettanto efficace. Ogni rumore, ogni eco, ogni passo sul pavimento si trasforma in un messaggero d’inquietudine. Le musiche sono dosate con grande sensibilità, mai invasive, spesso sostituite da silenzi tesi e minacciosi.
Sul fronte tecnico, il titolo mostra una buona ottimizzazione, anche se non mancano piccoli difetti: qualche animazione rigida, texture meno rifinite in certe zone e una IA non sempre convincente. Il titolo gira quasi sempre a 60 fps stabili, con solo sporadici cali in alcune situazioni, che tuttavia non compromettono l’esperienza complessiva. Vale la pena sottolineare questo dato perché la demo su PlayStation 5 gira, inspiegabilmente, a 30 fps.
Commento finale
Tormented Souls 2 è, prima di tutto, un atto d’amore. Un omaggio al passato, ma anche una dichiarazione d’intenti per il presente: dimostrare che l’horror non ha bisogno di eccessi per funzionare, ma solo di buone idee, di atmosfera e di rispetto per il ritmo della paura. Tormented Souls 2 sceglie la lentezza, la tensione e l’attesa. Un’esperienza che parla direttamente agli amanti del survival horror classico, ma che riesce anche a offrire qualcosa di nuovo a chi non l’ha mai vissuto davvero. Un incubo elegante, viscerale e malinconico, che non urla per spaventare, ma sussurra per insinuarsi sottopelle.
Persino nel 2025 riescono ancora ad esserci titoli in grado di volare al di sotto dei radar, come questo Galline in fuga: Non mi becchi. Di certo, l’adattamento italiano non aiuta granché a far notare il titolo. Soprattutto nel marasma che è stato questo inizio di Autunno. Forse avrebbe deposto (ehm) in suo favore il ben più affascinante titolo in lingua madre. Non è una rifessione squisitamente anglofila, quanto piuttosto un parere sincero che si basa su una riflessione di lungo corso. In quanti darebbero fiducia ad un prodotto che sembra avere, all’apparenza, tutte le carte in regola per essere un blando tie-in figlio delle mode di qualche generazione videoludica fa?
Beh, non c’è niente di più lontano dal vero. Non mi becchi (sigh, Eggstraction aveva molto più appeal) non solo si è rivelato un titolo curato e divertente, ma a tutti gli effetti anche e soprattutto un esilarante nuovo capitolo del franchise di Aardman Animations. Se abbiamo solleticato la vostra attenzione e siete tra coloro che amano la claymation (di Wallace e Gromit e non solo), fidatevi. Restate con noi per scoprire questa piccola sorpresa.
Galline in fuga: Non mi becchi è disponibile dal 24 Ottobre su Nintendo Switch, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S e PC tramite Steam e Microsoft Store.
Versione testata: PlayStation 5
Risate a crepapollo
Ambientato dopo le vicende della pellicola Galline in fuga – L’alba dei nugget, Non mi becchi prosegue la storia di Molly, Rocky, Frizzle e compagni nell’onorevole missione di salvare altri loro simili dalle grinfie della corporazione SEAL.
Senza voler anticipare troppo delle peripezie nelle quali i simpatici volatili saranno coinvolti, possiamo dirvi che l’impegno profuso da Aardman Animations nella realizzazione della copione è evidente. Non solo il titolo si pone in continuità canonica rispetto al film distribuito da Netflix, ma persino gli sceneggiatori sono i medesimi. Altresì sono stati confermati nomi importanti come quelli di Bella Ramsey (la Ellie dell’adattamento televisivo di The Last of Us) e Josie Sedgwick-Davies Josie Sedgwick-Davies (attrice promettente vista recentemente anche nella prima stagione di Doctor Who distribuita da Disney+ nonché in Baby Brother). Il risultato finale, oltre ad essere di fatto un vero e proprio terzo capitolo all’interno del franchise, è un prodotto irriverente e folle come i precedenti, ricco di quello humor inglese che è cifra stilista dello studio di Bristol.
I filmati sono praticamente come vedere un film.
Laddove l’impegno produttivo si fa evidente è in tutta la direzione artistica. Non mi becchi ricava il massimo dall’apporto dei talenti di Aardman Animations, potendo vantare in ogni aspetto le peculiarità della claymation. Dalle gag alle animazioni, passando per i cambi di ritmo e le diversificate ambientazioni, tutto risulta coerente con l’universo di Galline in fuga e perfettamente in linea con l’estetetica dello studio britannico.
Certamente, non ci troviamo di fronte ad un titolo dall’imponente profilo tecnico. Il titolo è piacevole da vedere ma altresì piuttosto semplice e, al netto di qualche chicca, non è destinato ad essere memorabile per una grafica di alto livello o texture di qualità sopraffina. In questo senso, dove viceversa non c’è proprio nulla da dire è nelle cutscene. Queste infatti sono realizzate con l’iconico stile di Aardman Animations e sono semplicemente eccellenti. Insomma, se siete fan del franchise preparatevi a vivere a tutti gli effetti un film interattivo.
Se apprezzate lo humor di Aardman Animations, qui ci sarà da ridere.
Muoversi di soppollo
Da un punto di vista squisitamente ludico, Non mi becchi decide di mescolare le meccaniche stealth ed extraction con una visuale isometrica.
L’obiettivo di massima sarà sempre quello di salvare le galline di turno e portarle in salvo. Tuttavia, Non mi becchi spinge il giocatore a pensare rapidamente visto che le galline, una volta liberate, correranno autonomamente verso il punto di estrazione. Sarà dunque necessario pensare in fretta per liberare la strada con astuzia, disinnescare trappole e distrarre i nemici. Ciascuna missione avrà le proprie peculiarità ed insidie, legate ad un level design che pur senza essere memorabile è altresì sempre solido e ben realizzato. Per affrontare puzzle ed enigmi di infiltrazione sarà poi necessario gestire i membri della propria squadra, con ogni personaggio caratterizzato da abilità specifiche che verranno messe al servizio del leader.
Dovrete gestire bene strumenti ed abilità per vincere ogni sfida.
Di fondo, le regole dello stealth di Non mi becchi son quelle classiche del genere, con la tradizionale esigenza di non farsi vedere dai coni visivi dei nemici per agire di soppiatto. La visuale dall’alto talvolta si rivela funzionale alle peculiarità del ritmo del titolo, sempre piuttosto fresco e rapido, particolarmente adatto a sessioni molto dirette e che incitano alla rigiocabilità per aspirare ai risultati migliori. Altre volte, rende forse un po’ meno agevole notare alcune trappole ed oggetti, soprattutto in alcune ambientazioni. Un piccolo peccato.
Ad ogni buon conto si tratta di uno stealth piuttosto indulgente ed adatto a tutte le tipologie di giocatori, pur se i giovanissimi potrebbero comunque trovarlo leggermente impegnativo. Resta infatti sempre necessaria un’attenta pianificazione delle proprie azioni nonché una gestione ottimale dei punti di forza della propria squadra. Andando avanti nel gioco, Non mi becchi offre la possibilità di ottenere nuovo equipaggiamento tra una missione e l’altra nonché ulteriori personaggi. Un modo stimolante di riprovare le missioni passate per sperimentare nuove strategie e perfezionare i pani di fuga, soprattutto per ottenere i punteggi massimi (con un familiare meccanismo a tre stelle).
A volte la visuale dall’alto non è molto chiara.
Pollo combinaguai
Galline in fuga: Non mi becchi offre inoltre anche una piacevole modalità cooperativa locale.
Forse proprio per assonanza tematica con quello che il franchise esprime da sempre, la cooperazione tra galline riesce a rappresentare al meglio le peculiarità dell’IP di Aardman Animations. Lavorare insieme ad un partner per riuscire a salvare i polli, collaborando nelle attività di distrazione di guardie e disattivazione delle trappole si è rivelato un bel divertimento da condividere non solo con altri amanti di Galline in fuga, ma anche con giocatori più piccoli.
Al tempo stesso, nella coop emergono più facilmente alcune piccole sviste di game design. Oltre alla questione della telecamera già accennata (che in multiplayer si nota inevitabilmente di più), alcuni comandi (anche se molto chiari) tendono a diventare un po’ macchinosi e si presentano più spesso leggeri bug legati ad interazioni non sempre puntuali e comportamento dell’IA a volte claudicante. Nulla che pregiudichi la fruibilità del titolo, ma se siete perfezionisti, forse la coop non è il modo migliore di approcciarsi all’avventura.
A volte il comportamento dell’IA non è impeccabile.
Non mi becchi è un titolo che non non ci sottraiamo nel considerare una piccola sopresa di questo ultimo segmento del 2025. La produzione, sia chiaro, non vuole reinventare la ruota. Non presenta così elementi di novità, idee innovative o un comparto tecnico all’avanguardia. Il gameplay loop è semplice e chi è fan del genere stealth noterà presto le ispirazioni prese qui e là. E probabilmente, se non siete fan dei personaggi dello studio di animazione britannico non subirete una grande attrattiva.
Al tempo stesso, questa incursione in punta di piedi nell’universo di Galline in fuga è un titolo incredibilmente divertente. Nonché assolutamente rispettoso del materiale di partenza. Al tempo stesso, Aardman Animations firma un prodotto che non sfigurerebbe in una trasposizione cinematografica diretta per il grande schermo. Il merito è di una sceneggiatura che fa dell’ironia e di una velata critica sociale le sue armi principali. E non è poco.
Se siete fan di Galline in fuga, questo titolo fa per voi.
Commento finale
Suo malgrado, Galline in fuga: Non mi becchi è uno di quei titoli che possono scivolare via sotto silenzio nel marasma di un mercato videoludico sempre più vivace ed abbondante. Abbastanza ironico per uno stealth game. Tuttavia, ignorare la produzione di Aardman Animations ed Outright Games può essere un grave errore di giudizio. Non solo ci siamo trovati di fronte ad un’avventura divertente con un gameplay stimolante adatto ad ogni età, ma anche ad un sequel esilarante della pellicola “L’alba dei nugget”. Se siete amanti del franchise, non avete scuse per non prestargli attenzione. Per tutti gli altri, si tratta dell’ennesima dimostrazione che a volte le piccole sorprese sanno… nascondersi in piena vista.
C’è un modo tutto suo in cui Painkiller fa rumore. Non è soltanto il fragore metallico delle armi, né il ruggito dei demoni che popolano il Purgatorio. È un’eco che arriva dal passato, da un’epoca in cui “sparatutto” voleva dire ritmo, brutalità e istinto. Quella stessa eco oggi ritorna grazie ad Anshar Studios e 3D Realms, che hanno deciso di riportare in vita uno dei nomi più iconici del genere.
Vent’anni dopo l’incubo gotico firmato People Can Fly, Painkiller riemerge con un reboot che punta a rinfrescare la formula originale, mescolando sangue, acciaio e mobilità acrobatica in un cocktail che non lascia mai respirare. È un progetto che guarda avanti con convinzione, ma lo fa snobbando — forse troppo — i nostalgici, preferendo attirare un pubblico nuovo, curioso e abituato agli shooter cooperativi moderni. La promessa è chiara: un inferno rinnovato, ma alla portata di tutti. Il risultato, però, racconta una storia diversa.
Versione testata : Playstation 5
Il nuovo inferno: ritmo, caos e redenzione
Nel reboot, il giocatore impersona un’anima dannata condannata per i propri peccati, a cui viene offerta una seconda possibilità: sopravvivere e sterminare le armate di Azazel per evitare la discesa dei demoni sulla Terra. È una trama volutamente marginale, più che altro un pretesto per lanciare il giocatore in un vortice di distruzione continua.
Il Purgatorio è una distesa di biomi gotici e infernali, tre in totale, ognuno con la propria estetica e un diverso ritmo d’azione. Niente pause, nessuna contemplazione: il tutorial lo chiarisce subito, non c’è tempo per respirare. Tutto si muove veloce, forse troppo, e dopo pochi minuti si è già immersi in un flusso costante di carne e metallo, in cui ogni arena è una gabbia da cui si esce solo facendo a pezzi ciò che si muove. La progressione è scandita dalle nove missioni principali della modalità “Raids”, ognuna culminante in un boss Nephilim dalle proporzioni colossali e dai design disturbanti. Tra una battaglia e l’altra si raccolgono Oro e Anime Antiche, utilizzate per sbloccare nuove armi, varianti elementali e carte dei Tarocchi, un sistema di progressione che aggiunge un pizzico di strategia a un’esperienza altrimenti tutta istinto e riflessi.
Eppure, dopo le prime ore, la sensazione di déjà-vu comincia a farsi sentire. Il ciclo si ripete: orde di nemici, cancello, boss, altra arena. È un flusso di sangue e proiettili che intrattiene, ma raramente sorprende.
Sparare, muoversi, sopravvivere
L’essenza del vecchio Painkiller sopravvive nel ritmo. Correre, saltare, sparare, ripetere. Ma Anshar Studios ha spinto sull’acceleratore, trasformando quel movimento old-school in una danza più fluida e moderna. Il rampino è la vera novità: consente di agganciarsi a sporgenze e strutture per muoversi con rapidità, aggiungendo verticalità e nuove soluzioni tattiche. Scivolate, balzi, dashing e wall bounce completano un sistema che, quando funziona, è puro piacere muscolare. Non sempre la fisica risponde con la precisione che ci si aspetterebbe, ma nei momenti migliori il flusso del gameplay riesce a catturare quella frenesia da arena shooter che si era un po’ persa negli anni.
Il gunplay è altrettanto solido. Ogni arma ha un peso e un’identità precisa: il ritorno della Stakegun, dell’Electrodriver e della lama Painkiller strappa più di un sorriso ai veterani, mentre le nuove varianti elementali — fuoco, elettricità, gravità — aggiungono varietà al massacro. Alcune armi appaiono sbilanciate, altre mancano di “peso” nei colpi, ma la sensazione generale resta positiva.E poi c’è quella lama. L’arma che dà il nome al gioco, che taglia, tritura e sbriciola i demoni in una coreografia macabra e liberatoria. È qui che il reboot trova il suo momento di verità: quando smette di inseguire gli altri e si ricorda di essere Painkiller.
Il dolore condiviso: la co-op infernale
La cooperativa online a tre giocatori è il cuore pulsante di questo nuovo inferno. Qui Painkiller diventa un’esperienza collettiva, fatta di sinergie elementali e catene di attacchi spettacolari, in cui un colpo di fucile incendia l’aria e una scarica elettrica rimbalza da un nemico all’altro come una danza mortale. Giocato in compagnia, il divertimento cresce in modo esponenziale: le battaglie diventano più strategiche, le corse più folli e il caos più gestibile. Peccato che in modalità offline il supporto dei bot rovini parte dell’esperienza: spesso finiscono per eliminare i nemici prima ancora che tu possa alzare il grilletto, spezzando l’immersione.
È chiaro che Anshar Studios volesse rendere il titolo più accessibile, più “amichevole”. Ma in questo tentativo di aprirsi, qualcosa si perde: la solitudine, l’angoscia, quel senso di isolamento che aveva reso unico l’originale. L’anima disturbata e sacrilega di Painkiller si dissolve in un inferno troppo pulito, troppo controllato. Tecnicamente impeccabile, ma spiritualmente addomesticato.
Rogue Angel: la varietà che non arriva
In parallelo alla modalità principale, Painkiller introduce Rogue Angel, una variante roguelike che genera arene casuali e azzera la progressione a ogni run. Sulla carta, è un’aggiunta intrigante: promette varietà, longevità e un pizzico di imprevedibilità. In pratica, però, il risultato è meno convincente.
Dopo poche partite, il senso di ripetizione riemerge: arene troppo simili, nemici poco ispirati, boss riciclati. La tensione cede il passo all’automatismo, e quella che dovrebbe essere una parentesi di novità si trasforma presto in routine. È un peccato, perché l’idea di fondo — affrontare l’inferno come una serie di prove generate proceduralmente — aveva il potenziale per ridefinire l’identità del reboot. Invece, si ferma a metà strada, incapace di dare reale profondità all’esperienza. Painkiller vuole essere tante cose: un tributo, un rinnovamento, un’arena cooperativa e un roguelike. Ma nel tentativo di abbracciare tutto, finisce per non appartenere pienamente a nulla.
Un inferno che brilla, ma non arde
Sul piano tecnico, il lavoro di Anshar Studios è indiscutibilmente solido. L’ottimizzazione è eccellente, con un framerate stabile a 60 fps su PS5 anche nelle situazioni più caotiche, e tempi di caricamento ridotti quasi a zero. L’uso del feedback aptico e dei grilletti adattivi aggiunge un tocco di fisicità ai combattimenti, amplificando il senso di impatto.
Graficamente, il colpo d’occhio è piacevole: architetture gotiche, ponti di carne e cattedrali metalliche si fondono in un’estetica coerente e disturbante. Tuttavia, non tutto regge all’esame ravvicinato: texture altalenanti, illuminazione incostante e un uso un po’ grossolano degli effetti volumetrici tradiscono i limiti di un budget intermedio. La colonna sonora — un martello industrial-metal che non conosce tregua — accompagna perfettamente il caos, anche se manca quella vena epica e ossessiva che aveva reso indimenticabili le tracce del capitolo originale. Il comparto audio generale, invece, mostra qualche sbavatura: i dialoghi vengono spesso coperti dagli effetti, e il mixaggio tende a sacrificare le sfumature in favore della pura potenza sonora. Il risultato è un inferno visivo e sonoro efficace, ma privo di mistero. Ti colpisce forte, ma non ti perseguita.
L’identità smarrita che non avremmo voluto provare
Il problema più grande di Painkiller non è tecnico, ma emotivo. Non riesce a ricordare chi è. Il gioco originale viveva di contrasti: la brutalità sacra, la follia barocca dei livelli, il senso di colpa che permeava ogni colpo sparato. Era un viaggio dentro un inferno che sapeva essere tanto disturbante quanto affascinante.
Il reboot, invece, cerca di modernizzare tutto, ma nel processo perde la sua anima. Non c’è più spazio per il mistero o per la blasfemia; tutto è visibile, spiegato, quantificato. È un inferno in 4K, pulito e accessibile, dove il dolore è spettacolo ma non più sentimento. Eppure, nonostante tutto, c’è qualcosa di autentico che resiste. Un’energia, una rabbia. Quando il ritmo si allinea e il gameplay scorre, Painkiller riesce ancora a divertire, a far sorridere di fronte al caos. Non è il ritorno che i fan attendevano, ma non è nemmeno un fallimento totale. È una resurrezione incompleta: rumorosa, muscolare, ma senza cuore.
Commento finale
Painkiller è un esercizio di stile ben confezionato: il gameplay è solido, la co-op funziona e il comparto tecnico convince. Ma sotto la superficie non c’è molto altro. La sua furia è reale, la sua anima no. Anshar Studios ha dimostrato di saper costruire un buon sparatutto, ma non di saper evocare il demone che dormiva nel nome che ha risvegliato. Painkiller torna dalle fiamme del Purgatorio, ma lo fa con un’anima dimezzata: intrattenimento immediato, privo di quella follia e sacrilegio che lo avevano reso immortale. È un inferno che si gioca volentieri, ma che si dimentica presto.