Microids e Breakfirst Games hanno annunciato King of Tokyo, adattamento videoludico del famoso omonimo gioco da tavolo creato da Richard Garfield.
Il titolo arriverà nel corso della primavera 2026 per PlayStation 5, Xbox Series, Ninntedo Switch e PC via Steam. Nei panni di un colossale kaiju in lotta contro i suoi simili, King of Tokyo proporrà sfide strategiche a colpi di dadi per aggiudicarsi la vittoria.
Gioca nei panni di un colossale mostro che distrugge tutto ciò che incontra! Lancia i dadi e metti a segno le migliori combinazioni possibili per curarti, attaccare, comprare carte o aggiudicarti punti vittoria.
Sta a te adottare la migliore strategia possibile per diventare il re di Tokyo nel momento giusto e attaccare tutti gli avversari in un colpo solo.
Il primo giocatore che ottiene 20 punti vittoria vince la partita… così come l’ultimo che rimane in vita!
MODALITÀ INDIVIDUALE/MULTIGIOCARE LOCALE Competi contro l’IA in partite personalizzabili per tutti i livelli di difficoltà, oppure sfida fino a 5 amici in intense battaglie. Raccogli punti vittoria o riduci a 0 i punti ferita dei tuoi avversari per vincere.
MOSTRI LEGGENDARI Impersona mostri iconici, come Gigazaur, Cyber Kitty, Alienoid e tanti altri, ciascuno con abilità uniche e attacchi speciali.
CARTE POTERE Raccogli energia durante la partita per comprare carte potere, cambiare strategia e ampliare le tue possibilità di vittoria. Grazie a questo complesso sistema di carte, non giocherai mai una partita uguale all’altra.
Con un annuncio sorprendente, il game director, producer e general manager Katsuhiro Harada ha annunciato che abbandonerà Bandai Namco dopo 31 anni alla fine del 2025.
Famoso soprattutto per il suo contributo alla serie Tekken fin dal 1994 (in vari ruoli tra cui director, producer ed executive producer), Harada ha motivato la sua scelta con l’esigenza di voler pensare sul suo futuro nell’industria. Non solo dopo tanti anni di militanza in Bandai Namco ma anche in seguito ad aver perso molti cari amici nell’ultimo periodo, circostanza che lo ha portato a diverse profonde riflessioni.
Per quanto riguarda il futuro del famoso franchise di picchiaduro, Bandai Namco ha comunque confermato il proseguimento del supporto per Tekken 8 ma anche per i prossimi capitoli della serie.
Nel lasciarvi al messaggio condiviso dallo sviluppatore giapponese, a nome di tutta la redazione ringraziamo calorosamente Harada-san per il suo immenso contributo al mondo dei videogiochi, in attesa di conoscere dove lo condurrà il nuovo capitolo della sua vita professionale.
Vorrei comunicare che lascerò Bandai Namco alla fine del 2025. Con la serie Tekken che raggiunge il suo trentesimo anniversario, un traguardo importante per un progetto a cui ho dedicato gran parte della mia vita, ho ritenuto che questo fosse il momento più adatto per chiudere un capitolo. Le mie radici affondano nei giorni in cui sostenevo piccoli tornei locali nelle sale giochi giapponesi e in piccole sale e centri comunitari all’estero. Ricordo ancora quando trasportavo da solo i cabinati arcade, incoraggiando le persone a “provare Tekken” e affrontando direttamente i giocatori che avevo davanti. Le conversazioni e l’atmosfera che condividevamo in quei luoghi sono diventate il nucleo della mia identità di sviluppatore e creatore di giochi. Anche se i tempi sono cambiati, quelle esperienze sono rimaste al centro della mia identità. E anche dopo che la scena dei tornei è cresciuta molto, molti di voi hanno continuato a trattarmi come un vecchio amico, sfidandomi nei locali e invitandomi a bere qualcosa nei bar. Anche quei ricordi sono molto preziosi per me.
Negli ultimi anni ho perso diversi amici cari nella mia vita privata e nella mia vita professionale ho assistito al pensionamento o alla scomparsa di molti colleghi anziani che rispettavo profondamente. Tutti questi eventi mi hanno portato a riflettere sul “tempo che mi resta come creatore”. Durante quel periodo ho chiesto consiglio a Ken Kutaragi, che rispetto come un secondo padre, e ho ricevuto incoraggiamenti e indicazioni preziosi. Le sue parole mi hanno aiutato a prendere questa decisione.
Negli ultimi quattro o cinque anni, ho gradualmente trasferito tutte le mie responsabilità, così come le storie e la creazione del mondo di cui mi occupavo, al team, arrivando così al giorno d’oggi. Guardando indietro, ho avuto la fortuna di lavorare a una straordinaria varietà di progetti: titoli VR (come Summer Lesson), Pokken Tournament, la serie Soulcalibur e molti altri, sia all’interno che all’esterno dell’azienda. Ogni progetto è stato ricco di nuove scoperte e apprendimenti, e ognuno di essi è diventato per me un’esperienza insostituibile. A tutti coloro che mi hanno sostenuto, alle comunità di tutto il mondo e a tutti i colleghi che mi hanno accompagnato per così tanti anni, porgo la mia più profonda gratitudine.
Condividerò ulteriori dettagli sui miei prossimi passi in un secondo momento. Grazie mille per tutto.
Post scriptum
Sebbene lascerò l’azienda alla fine del 2025, Bandai Namco mi ha chiesto di partecipare alle finali del torneo mondiale [Tekken] alla fine di gennaio 2026, quindi prevedo di partecipare come ospite. Per 30 anni ho continuato a dire “Un giorno lo farò”, ma non ho mai suonato come DJ a un evento del torneo. Quindi, invece, pubblicherò, per la prima e ultima volta, un mix non-stop di 60 minuti in stile DJ (DJ mix) di Tekken, curato personalmente da me, insieme a questo annuncio. Ascoltarlo mi riporta alla mente molti ricordi.
Grazie ancora, sinceramente, per tutti questi anni.
Prime Video ha condiviso il primo teaser trailer per The Boys 5, stagione conclusiva della serie ideata da Eric Kripke e basata sull’omonimo fumetto creato da Garth Ennis e Darick Robertson.
Il filmato da un assaggio di quello che i fan possono attendersi dal capitolo finale della storia, con un’ultima resistenza disperata in un mondo oramai soggiogato da Homelander.
Di seguito vi proponiamo il trailer italiano condiviso dall’account YouTube di Prime Video.
È il mondo di Homelander, completamente soggetto ai suoi capricci instabili ed egomaniaci. Hughie, Mother’s Milk e Frenchie sono imprigionati in un Freedom Camp. Annie lotta per organizzare una resistenza contro l’enorme forza dei Super. Kimiko è scomparsa nel nulla. Ma quando Butcher ricompare, deciso a usare un virus in grado di spazzare via tutti i Super dalla faccia della Terra, dà inizio a una catena di eventi destinata a cambiare per sempre il mondo e chi ci vive dentro. Siamo al climax, gente.
L’appuntamento con The Boys 5 su Prime Video inizierà il prossimo 8 Aprile con il rilascio delle prime due puntate. Proseguirà poi con una distribuzione a cadenza settimanale fino al series finale del 20 Maggio.
Il formato PDF si è affermato come uno strumento fondamentale nella gestione documentale del XXI secolo. Grazie alla sua capacità di preservare layout, struttura, font e immagini, indipendentemente dal dispositivo o sistema operativo, rappresenta un contenitore ideale per condividere o archiviare documenti. Ma non solo: i file PDF possono essere gestiti, modificati, riorganizzati o adattati a nuove esigenze grazie a strumenti e tecniche dedicate. Questo articolo è una guida completa alla Modifica PDF, con consigli pratici per gestire, modificare e ottimizzare i PDF nella quotidianità — sia per lavoro, studio o uso personale.
Perché modificare e organizzare PDF può fare davvero la differenza
In un contesto dove i documenti digitali si moltiplicano – contratti, fatture, manuali tecnici, appunti, tesi, certificati, rapporti, corrispondenza online – mantenere un sistema ordinato e accessibile è fondamentale. Un PDF nominato in modo generico, mischiato con centinaia di altri file in una cartella disorganizzata, può complicare la vita quando serve recuperare un documento in fretta.
Modificare un PDF consente di adattarlo a nuove esigenze: unire documenti diversi in un unico file, estrarre pagine importanti, correggere contenuti, inserire annotazioni, compilare moduli, convertire in formati editabili. Questa flessibilità non solo migliora l’efficienza, ma riduce l’uso di carta, semplifica pratiche amministrative e agevola l’archiviazione e il backup su cloud.
Un buon sistema di gestione PDF significa risparmiare tempo, evitare duplicati, proteggere informazioni sensibili e mantenere un archivio ordinato e funzionale a lungo termine. Quando si lavora con molti documenti, avere un metodo chiaro per organizzare, modificare e salvare fa la differenza tra caos e produttività.
Buone pratiche di sicurezza e privacy
Lavorare con documenti digitali implica una responsabilità, soprattutto quando contengono dati sensibili: informazioni personali, contratti, dati finanziari, clausole confidenziali. Ecco alcune pratiche consigliate:
Evita di inviare PDF non protetti che contengono informazioni riservate. Utilizza password, crittografia o restrizioni su stampa/modifica. Se possibile, applica una firma digitale per garantirne l’autenticità.
Rimuovi metadati non essenziali prima della condivisione — molti editor PDF offrono funzioni per eliminare proprietà del file — soprattutto se possono contenere dati personali sull’autore o dettagli sul percorso di archiviazione.
Scegli servizi cloud affidabili, preferibilmente con crittografia in transito e a riposo. Attiva l’autenticazione a due fattori se disponibile.
Non aprire PDF sospetti o provenienti da fonti non affidabili. Anche se i PDF in genere non eseguono codice malevolo, versioni obsolete di visualizzatori o PDF con Javascript integrato possono rappresentare rischi. Tieni il software sempre aggiornato.
Effettua backup periodici, soprattutto per documenti importanti: idealmente su due supporti diversi — uno locale e uno remoto — per minimizzare il rischio di perdita in caso di guasto hardware o malfunzionamenti.
Verifica sempre le versioni precedenti prima di riutilizzare o condividere documenti: a volte bozze vecchie possono contenere dati obsoleti o informazioni sensibili non più rilevanti.
Adottare queste pratiche non solo protegge i documenti, ma aiuta anche a rispettare normative sulla protezione dei dati e consente una gestione responsabile del patrimonio informativo personale o aziendale.
Come sfruttare al meglio i PDF nei diversi ambiti quotidiani
L’utilizzo consapevole e strategico dei PDF va ben oltre la semplice visualizzazione. Se integrato in un flusso di lavoro strutturato, offre vantaggi concreti:
Nel lavoro professionale, consente di gestire contratti, fatture, rapporti, proposte e comunicazioni senza stampare, firmare manualmente o scansionare. Con firme digitali, moduli compilabili e la possibilità di unire documenti, si riducono tempi e costi, e si semplificano le archiviazioni.
In ambito accademico o scolastico, il PDF è perfetto per consegnare lavori, distribuire appunti, condividere dispense o materiali di studio. Le funzioni di annotazione, evidenziazione e commenti trasformano il PDF in un quaderno digitale. Se si parte da scansioni, l’OCR trasforma appunti scritti a mano in testi editabili e ricercabili.
Per la gestione personale, PDF che contengono fatture, ricevute, garanzie, polizze o documenti ufficiali permettono di avere un archivio ordinato, occupare poco spazio e accedere da qualsiasi dispositivo. Comprimere e proteggere i file garantisce sicurezza e facilita la condivisione quando necessario.
Per piccoli imprenditori o liberi professionisti, un sistema di gestione documentale basato su PDF riduce la burocrazia: si possono digitalizzare fatture, ricevute, contratti, documenti fiscali o storici, mantenendo un archivio organizzato, accessibile e sicuro senza usare carta fisica.
In sintesi, il PDF, se utilizzato strategicamente, diventa uno strumento trasversale e versatile, capace di semplificare la gestione documentale e aumentare l’efficienza in molteplici contesti.
Quella che era una insistente voce di corridoio delle scorse ore è divenuta realtà da pochi minuti: Netflix ha annunciato di aver raggiunto un accordo per l’acquisizione di Warner Bros.
Con una comunicazione affidata ai propri canali social ufficiali, Netflix ha dunque reso ufficiale la notizia che circolava già da alcune ore secondo cui sarebbe risultata vincitrice della “bidding war” nei confronti delle pretendenti Paramount Skydance e Comcast. Per una cifra complessiva di 83 miliardi di dollari.
“Questa acquisizione unisce due aziende pionieristiche dell’intrattenimento, unendo l’innovazione, la portata globale e il servizio di streaming di prim’ordine di Netflix con la tradizione di narrazione di livello mondiale di Warner Bros. Franchise, serie TV e film come “The Big Bang Theory”, “I Soprano”, “Il Trono di Spade”, “Il Mago di Oz” e il DC Universe si uniranno all’ampio portfolio di Netflix, creando una straordinaria offerta di intrattenimento.”
“Per oltre un secolo, Warner Bros. ha entusiasmato il pubblico, catturato l’attenzione e plasmato la nostra cultura. Unendoci a Netflix, garantiremo che le persone di tutto il mondo possano continuare a godere delle storie più emozionanti per le generazioni a venire“, ha dichiarato David Zaslav, CEO di Warner Bros Discovery. Ted Sarandos, co-CEO di Netflix, ha aggiunto: “La nostra missione è sempre stata quella di intrattenere il mondo. Combinando l’incredibile catalogo di serie e film della WB, dai classici senza tempo come “Casablanca” a quelli moderni come “Harry Potter” e “Friends”, con i nostri titoli di culto come “Stranger Things”, “KPop Demon Hunters” e “Squid Game”, saremo in grado di farlo ancora meglio“.
Netflix ha dichiarato inoltre l’intenzione di “mantenere le operazioni correnti di Warner Bros. e di lavorare sui suoi punti di forza”, compresa la diffusione dei film nelle sale. Per quanto riguarda il servizio di streaming HBO Max, anch’esso dovrebbe restare come servizio a parte, anche se verosimilmente molti contenuti originali confluiranno nel catalogo Netflix o comunque possiamo immaginare nuove soluzioni di abbonamento onnicomprensive.
Come accade in questi casi, gli effetti dell’unione dovranno seguire un iter piuttosto lungo dai 12 ai 18 mesi complessivi previo scorporo della Discovery Global (una nuova società in cui confluiranno tutti i brand del mondo documentaristico Discovery, ma anche Cartoon Network, Cnn, il pacchetto dei canali via cavo e le reti free-to-air europee: soggetto questo che non verrà acquisito dunque da Netflix). Prevista anche una breakup fee, un pagamento in caso di una bocciatura da parte delle autorità Antitrust e di regolamentazione negli Usa e in Europa, da 5 miliardi di dollari.
Nell’ambito del Grasshopper Direct delle scorse ore, è stata ufficializzata la data di uscita di ROMEO IS A DEAD MAN con un nuovo trailer.
Il nuovo titolo di Suda51 arriverà il prossimo 11 Febbraio per PlayStation 5, Xbox Series e PC via Steam e Microsoft Store al costo di $49.99. Sarà autopubblicato dalla stessa Grasshopper Manufacture.
Entra nell’avventura di Romeo Stargazer, il protagonista di un’avventura d’azione in terza persona suddivisa in capitoli. Preparati a una storia imprevedibile, ricca di colpi di scena e battaglie mozzafiato, scandita da missioni secondarie che ti permettono di scegliere il tuo ritmo di gioco.
Il gioco inizia con un incidente che manda in frantumi lo spazio-tempo. Romeo, in fin di vita, viene salvato da un’innovativa super tecnologia e arruolato come agente speciale nella Polizia dello Spazio-Tempo dell’FBI. Parte per il cosmo alla ricerca di criminali che sfruttano la frattura nello spazio-tempo, per riportare la giustizia nell’universo. Nel frattempo, cerca indizi su Juliet, la sua ragazza scomparsa, e scopre che la sua sparizione potrebbe essere legata alla distruzione dell’universo stesso. Ora che Romeo ha indossato il dispositivo DeadGear, cosa lo attende ai confini dello spazio-tempo?
Romeo passa dalle armi da taglio alle armi da fuoco per spazzare via le orde di nemici e inaugurare una nuova, sanguinaria era dei giochi d’azione. Affronta i temibili criminali spazio-temporali che ti aspettano e assorbi il loro sangue per scatenare l’attacco speciale Estate sanguinaria, capace di ribaltare le sorti di ogni battaglia. Le armi di Romeo possono essere potenziate e modificate man mano che la storia procede e i nemici diventano sempre più forti.
Il publisher Kwalee ed il team di sviluppo Kwalee Labs hanno annunciato che l’FPS bullet hell Luna Abyss arriverà nel corso del 2026 per PlayStation 5, Xbox Series e PC via Steam ed Epic Games Store.
Precedentemente annunciato nell’Agosto del 2022, Luna Abyss è un’avventura a giocatore singolo ricca d’azione e narrazione con platforming fluido e lotte bullet hell. Nel gioco si seguirà Fawkes nel suo viaggio dentro Luna, in bilico tra una profezia misteriosa e una condanna al carcere.
Dopo una condanna al carcere, la tua pena si rivela essere esplorare un’enorme struttura abbandonata che si snoda nelle vastità del cuore di Luna, un satellite imitatore. Il tuo compito è recuperare dall’Abisso una tecnologia ormai perduta, come anche la colonia dispersa che ha inghiottito. Ogni tua mossa sarà supervisionata da una guardia carceraria artificiale di nome Aylin.
Tra queste rovine secolari rimbombano echi angoscianti che sembrano insinuare segreti sul terribile destino della città di Greymont, un tempo prospera. La Piaga. I dogmi del Gran Padre. Il coro del Collegio. Le voci dell’Abisso ti chiamano, sussurrando messaggi inquietanti…
“Non aver timore di esplorare. Addentrati sempre più a fondo, così ti vedremo meglio. Qualcosa sospira nel profondo, addormentata in quieta attesa. Ci serve solo la chiave. Ci servi solo tu.”
Porta alla luce i misteri della falsa luna e delle profondità del suo abisso. Esplora in prima persona ciò che resta della colonia in rovina e trova il tuo ruolo in questo mondo spacciato. Scopri tutti i segreti celati nell’abisso.
Corri, salta e fatti strada attraverso questa megastruttura brutalista aliena. Sperimenta una fluida modalità di gioco a piattaforme in prima persona, viaggiando nel cuore di Luna e nelle profondità dell’abisso.
Affronta ad armi in pugno le anime corrotte e i deformi orrori cosmici di Luna Abyss. Padroneggia i tuoi strumenti, adattati e sopravvivi a un inferno di proiettili.
Il publisher DotEmu ed il team di sviluppo Auroch Digital (Warhammer 40,000: Bolt Gun) hanno annunciato Starship Troopers: Ultimate Bug War!, retro-style FPS in arrivo nel corso del 2026 per PlayStation 5, Xbox Series, Nintendo Switch 2 e PC via Steam.
Con una storia originale in cui tornerà l’inimitabile generale Johnny Rico (con tanto di FMV ad alta definizione), il titolo proporrà una campagna single player in cui condurre le proprie squadre contro i letali insetti alieni.
Scopri insieme al generale Johnny Rico e al maggiore Samantha “Sammy” Dietz l’ultimo gioco ufficiale della Fed Dev, lo sviluppatore di software sponsorizzato dalla Federazione dei Cittadini Uniti. Questo è Starship Troopers: Ultimate Bug War!
Sarai testimone dei nobili sforzi compiuti dall’umanità per salvaguardare la galassia. Avrai a disposizione lo straordinario e variegato arsenale della Fanteria Mobile per bruciare, smembrare e annientare la minaccia aracnide. Vestirai i panni di Sammy in una guerra in prima persona senza esclusione di colpi.
Le forze degli Aracnidi si sono spinte ben oltre il loro pianeta di origine, Klendathu, invadendo territori umani in tutta la galassia. Colonie che un tempo prosperavano tra bellezza, ingegnosità e collaborazione umana ora giacciono distrutte in seguito all’immotivato attacco degli spietati insetti.
Arruolati subito per proteggere non solo il nostro mondo, ma il futuro della razza umana.
Le reclute come te sono la linfa vitale della Federazione. Ci aspettiamo il meglio, e diamo il meglio! Il nostro dipartimento Giochi e Teoria ha lavorato sodo per sviluppare un esauriente corso di addestramento. I fanti determinati a ottenere la cittadinanza troveranno in Starship Troopers: Ultimate Bug War! un’esperienza inedita.
Un vero sparatutto rétro in prima persona: conduci le tue squadre in battaglie epiche mentre affronti una campagna in solitaria piena di missioni, segreti e (ovviamente) INSETTI!
Un devastante arsenale anti-aracnide: prova più di 30 armi e oggetti iconici, dal classico fucile Morita a tute meccaniche e cariche nucleari tattiche.
Una storia di assoluta lealtà: vivi una storia unica e originale che onora l’impegno della Federazione nel salvare l’umanità dagli insetti.
Video e audio con l’unico e inimitabile generale Johnny Rico: assisti al ritorno di una leggenda in FMV ad alta definizione e incontra una nuova eroina della Federazione, il maggiore Samantha Dietz.
Il team di sviluppo 34BigThings ha annunciato che Carmageddon: Rogue Shift arriverà ad inizio 2026 per PlayStation 5, Xbox Series, Nintendo Switch 2 e PC (via Steam).
La serie cult verrà riproposta sotto forma di racing d’azione di stampo roguelite, ambientato in un mondo postapocalittico infarcito di zombie.
Siamo nell’anno 2050 e il mondo che conosci è diventato un’apocalittica terra desolata. Orde di creature da incubo, i Perduti, assediano l’umanità. Ogni notte le strade vengono invase, costringendo gli abitanti a barricarsi nelle loro dimore-grattacielo per sopravvivere. C’è un solo modo per sfuggire: la Carmageddon. Questa competizione letale promette potere, prestigio e premi di valore per i partecipanti. Ma la cosa più importante è che il campione ottiene il diritto di tentare il difficoltoso viaggio che conduce allo spazioporto oltre le montagne. È l’unico rimasto e l’unica possibilità di abbandonare questo mondo morente.
Sei tra gli innumerevoli piloti che partecipano alla Carmageddon, dotati di poco più di un ferrovecchio, carburante recuperato chissà dove e un’arma di fortuna. Devi affrontare bande rivali come gli Autoscum e altri malviventi in una lotta all’ultimo sangue per la sopravvivenza. Ogni corsa è un’opportunità per vincere componenti e miglioramenti, nonché un passo verso la fuga. Quando cala la notte, i Perduti scendono in strada, e tu con loro.
Lo spirito del combattimento tra veicoli della versione originale di Carmageddon è stato raffinato e ripensato. Abbiamo esaminato il passato e il presente per creare gare di combattimento viscerali, veloci e accessibili.
15 veicoli migliorabili: a trazione anteriore, posteriore e integrale, ciascuno con sospensioni e peso unici
Combattimenti tra veicoli: accelera, scontrati, urta e fai a sportellate con i rivali
13 classi di armi: dai fucili ai cannoni a rotaia, tutte completamente migliorabili
Oltre 80 vantaggi: crea sinergie per ottenere la supremazia in queste corse distruttive
Condizioni meteorologiche dinamiche e ciclo giorno-notte: la pioggia rende scivoloso l’asfalto, la nebbia nasconde le imboscate.
Eventi élite e con boss: mastodontici mezzi corazzati, Vigilanti corrotti e infinite orde di zombi
Modello dei danni visivi dettagliato: parabrezza, cofani, portiere, paraurti e bagagliai si piegheranno, si accartocceranno, resteranno penzoloni e si staccheranno definitivamente.
Ogni run della campagna offre un viaggio unico attraverso un percorso generato casualmente.
Vinci gli eventi e sperona gli avversari per ottenere crediti. Ricevi ricompense anche eseguendo manovre come derapate, salti, acrobazie e uccidendo i Perduti. Pianifica strategicamente il tuo percorso per raggiungere i negozi. In quelle zone protette puoi riparare il tuo veicolo, cambiare armi o installare uno degli oltre 80 vantaggi sbloccabili. Adattati alla difficoltà che aumenta in modo dinamico e sconfiggi eventi con élite e boss. Grazie a percorsi che si diramano, obiettivi di vario tipo, orari e condizioni meteorologiche in continua evoluzione, ogni run è diversa dalle precedenti.
Ma la Carmageddon non finisce quando il tuo veicolo viene distrutto. Vestirai i panni di un altro pilota e la sfida ricomincerà da capo, nel tipico ciclo dei giochi roguelite. Guadagna beatcoin per sbloccare bonus permanenti e nuovi contenuti tra una run e l’altra al mercato nero. Trova sinergie tra gli elementi a tua disposizione e crea la macchina per uccidere definitiva: la Carmageddon non finisce mai.
Alla Carmageddon partecipa un insieme eterogeneo di predoni, reietti e delinquenti. Alcuni preferiscono fiondarsi in testa al gruppo. Altri ti inseguiranno e cercheranno di mandarti fuori strada speronandoti. Altri ancora aspetteranno il momento ideale per scatenare le loro armi contro il tuo veicolo. Alcuni rivali sono più abili o meglio preparati di altri. Con il passare del tempo, potresti riuscire a riconoscere alcuni nomi familiari. Dei poliziotti corrotti denominati Vigilanti impongono le loro leggi brutali su coloro che sono stati risparmiati dalla mutazione. Se glielo permetterai, i Vigilanti ti manderanno fuori strada per trasformare il tuo veicolo in munizioni e pezzi di ricambio.
Ogni area della città è controllata da un avversario particolarmente feroce, comunemente noto come “il boss”. Quei tipi hanno i veicoli più grossi, cattivi, veloci e armati. Le regole della Carmageddon esigono che tu sconfigga ogni boss prima di avanzare alla fase successiva. Ogni corsa è una brutale prova di abilità che ti costringe a padroneggiare la guida, gli attacchi in mischia e a distanza, e un gruppo imprevedibile di rivali. Per farlo dovrai mettere mano al tuo veicolo, trovare miglioramenti e armi che si abbinano bene tra loro e mantenere prestazioni costanti al volante.
Chaos Manufacturing, studio composto da veterani del settore, ha annunciato SOL Shogunate, un action RPG definito “samurai space opera” in arrivo nel 2027 per PC (via Steam) e console.
“Con il nostro debutto SOL Shogunate, stiamo realizzando la nostra visione della prima space opera samurai, che porta combattimenti fluidi e spettacolari in un universo fantascientifico che rende omaggio alla maestosità della tradizione feudale giapponese”, ha dichiarato Guy Costantini, CEO di Chaos Manufacturing, in un comunicato stampa. “Stiamo fondendo combattimenti, trama e musica in un’esperienza che speriamo i giocatori troveranno emozionante, coinvolgente e indimenticabile”.
In SOL Shogunate vesti i panni di Yuzuki, l’erede distrutto di una famiglia di samurai un tempo potente, massacrata da un clan rivale. Ora un ronin fuorilegge, Yuzuki si traccia un sanguinoso percorso di vendetta attraverso le scintillanti metropoli della Luna, un mondo di imponenti ascensori spaziali, treni ad alta velocità e quartieri opulenti dove l’élite dello shogunato si crogiola in comfort simili a quelli terrestri, dalla gravità artificiale al giorno e notte simulati. Ma… sotto ogni scintillante città, innumerevoli lavoratori vivono e muoiono al servizio dello shogunato, il cui lavoro è il motore invisibile del suo potere.
ESPLORA LA LUNA. Scopri una Luna come non l’hai mai vista prima. Porta d’accesso planetaria al sistema solare e sede del potere di molti clan dello shogunato, questa non è la Luna che conosci. Metropoli vivaci e gigantesche, installazioni monolitiche, città minerarie scavate nei crateri e monumenti al potere dello shogunato caratterizzano la superficie di questo corpo celeste. Un luogo pericoloso e meraviglioso da scoprire.
COMBATTIMENTO SPAZIALE DEI SAMURAI. Fai a pezzi i tuoi nemici. Essere un samurai spaziale significa padroneggiare le armi, l’equipaggiamento e la gravità stessa. Scegli tra diversi tipi di armi, ognuna delle quali è un’arma tradizionale riprogettata e potenziata tecnologicamente per la guerra multi-planetaria. Usa il tuo arsenale di abilità in continua crescita per distruggere i nemici in lotta ravvicinata o a distanza. Traccia un sentiero sanguinoso tra le fila dei tuoi nemici.
TRASCENDI CORPO E ACCIAIO. Diventa il Samurai Spaziale per eccellenza. Infondi nella tua arma preferita elementi personalizzati per ottenere un vantaggio in combattimento e raccogli innesti genetici per personalizzare abilità uniche per adattarle al tuo stile di combattimento. Dalla pelle bioceramica alla vista bionica, potenziati ed trasformati nel guerriero definitivo.
GIAPPONE ASTRO-FEUDALE. Esplora le metropoli lunari che creano gravità artificiale, ognuna un omaggio a un’epoca venerata nella storia giapponese e un simbolo del dominio dello Shogunato SOL sul sistema solare. Attraversa i magnifici biomi astro-feudali usando il tuo equipaggiamento di assistenza gravitazionale e scopri i segreti di una guerra a lungo dimenticata. Ma preparati, qui la via della spada è legge.
SFIDA LA GRAVITÀ. Attraversa e combatti in questo nuovo mondo usando il tuo jet pack e i cavi di aggancio in nanofibra. Questa serie di innovazioni tecnologiche ti consente di muoverti senza problemi attraverso diversi ambienti gravitazionali. Conquista il duro terreno lunare e lanciati in sanguinosi combattimenti acrobatici per annientare i tuoi nemici.
COMBATTIMENTI CONTRO I BOSS MONUMENTALI. Affronta scontri con boss dinamici, cinematografici e multifase che ti sfideranno a identificare e sfruttare i punti deboli. La musica si evolve con l’intensificarsi delle battaglie, con brani dinamici creati appositamente per le emozionanti battaglie di SOL Shogunate da talentuosi musicisti, tra cui la rock band giapponese アリア (AliA), e altri artisti che verranno svelati in futuro.
Il publisher SEGA ed il team di sviluppo Creative Assembly hanno confermato ufficialmente che Total War: MEDIEVAL III è nelle prime fasi dello sviluppo.
Trattandosi di un annuncio arrivato in una fase così embrionale del percorso di realizzazione, i dettagli condivisi sono piuttosto limitati. Oltre a comunicare il nuovo spazio dedicato alle comunicazioni future del titolo, il team ha condiviso un primo teaser trailer e le prime informazioni.
“La nostra visione è quella di rendere MEDIEVAL III il sandbox definitivo di Total War ambientato nel mondo medievale e il gioco definitivo del “Cosa succederebbe se…?” in cui è possibile alterare il corso della storia. Il nostro obiettivo è quello di creare un’ambientazione che vi immerga nell’autenticità storica che vi aspettate da Total War. Man mano che giocate, il mondo reagisce in modi che sembrano davvero plausibili. Potete scegliere di seguire il corso degli eventi descritto nei libri di storia o compiere un passo audace per riscriverlo.
Man mano che lo sviluppo procede, avremo altro da mostrare e discutere sulla direzione del design e, in alcuni casi, daremo voce ai giocatori per plasmare determinate decisioni. Ma lo sviluppo di un gioco è impegnativo, quindi potremo discutere di determinati aspetti solo quando saremo sicuri che siano pronti per essere mostrati. In questo modo, speriamo di fornire più informazioni che mai sullo sviluppo di un titolo Total War. Commetteremo sicuramente degli errori, ma siamo entusiasti di intraprendere questo viaggio insieme a voi.
La creazione di qualsiasi gioco Total War richiede tempo e uno sforzo immenso, non solo per realizzarlo, ma anche per garantire che raggiunga la qualità che voi e noi ci aspettiamo. La verità è che desideriamo realizzare questo gioco da molto tempo. Abbiamo tentato di dargli vita in passato, ma non abbiamo mai ritenuto di poterlo fare in modo davvero soddisfacente.
Cosa è cambiato? Per cominciare, ora abbiamo Warcore, la nuova evoluzione del nostro motore di gioco. È diverso da qualsiasi cosa abbiamo utilizzato in precedenza e offre una serie di strumenti nuovi e migliorati su misura per il nostro sistema di animazione, il renderizzatore e gli elementi costitutivi della campagna, tutti progettati per dare vita all’era medievale in modi che prima non eravamo in grado di realizzare.
Sapevamo anche che era essenziale riunire le persone giuste: un team con decenni di esperienza e una profonda comprensione di ciò che rende la strategia storica così avvincente. Questa competenza, unita alla passione di coloro che hanno contribuito a plasmare la serie, ci fornisce le basi per costruire qualcosa di veramente speciale.
Al momento, il gioco è in fase di pre-produzione, quindi pensate che ci vorranno anni piuttosto che mesi, il che significa che abbiamo appena superato le fasi iniziali del suo lungo viaggio. Questa fase riguarda la creazione delle basi: definire l’ambito, dare priorità alle caratteristiche, che in questa fase sono centinaia, e plasmare il modo in cui la nostra visione si tradurrà in un’esperienza indimenticabile.
Sony Interactive Entertainment ha annunciato una partnership con Bad Robot Games per la creazione di un nuovo titolo cooperativo diretto da Mike Booth.
Bad Robot Games è una divisione della società di produzione cinematografica, televisiva e teatrale Bad Robot fondata da JJ Abrams e si occuperà della realizzazione interna di uno sparatutto per quattro giocatori, diretto dal creatore di Left 4 Dead. Il gioco è attualmente in fase di sviluppo per PlayStation 5 e PC.
“La partnership con Sony Interactive Entertainment ci permette di dare vita alla nostra nuova [proprietà intellettuale], con una visione espansiva per questo nuovo universo”, ha dichiarato Anna Sweet, CEO di Bad Robot Games, in un comunicato stampa. “Con il supporto di PlayStation, speriamo di offrire un’esperienza audace e innovativa che sia davvero speciale per i giocatori. Non potrei essere più entusiasta del fatto che Mike Booth sia al timone creativo, creando un’avventura cooperativa che porterà a momenti indimenticabili con gli amici”.
Christian Svensson, vicepresidente di Sony Interactive Entertainment e responsabile delle iniziative strategiche e dei contenuti di seconda e terza parte, ha aggiunto: “Siamo molto colpiti dal talento che Bad Robot Games ha riunito nel proprio studio e siamo entusiasti di collaborare con loro per aiutare a produrre e pubblicare il loro prossimo gioco. La loro voce creativa unica e la loro passione per l’innovazione in tutte le forme di intrattenimento interattivo sono perfettamente in linea con la missione di [Sony Interactive Entertainment] di creare esperienze che risuonino profondamente nei giocatori. Non vediamo l’ora che i giocatori entrino nel mondo che hanno costruito“.
Pathea Games ha condiviso le prime immagini di gameplay per The God Slayer, action RPG open world ambientato in una metropoli orientale in salsa steampunk.
Originariamente annunciato nel Luglio 2023 come parte del PlayStation China Hero Project, il titolo è stato adesso confermato in arrivo per PlayStation 5, Xbox Series e PC via Steam.
Vi proponiamo di seguito il nuovo trailer, che mostra spezzoni in GC e di gameplay.
Molto tempo fa, i Celestiali crearono il mondo e tutti i suoi abitanti. Progettarono le creature per coltivare un’energia nota come qi throughout le loro vite. Alla morte, questo qi arricchito sarebbe passato al reame dei Celestiali, potenziandoli e concedendo loro la vita eterna.
Tuttavia, alcuni umani curiosi scoprirono come sfruttare il qi per sé stessi, trasformandolo in poteri elementali — fuoco, acqua, terra, metallo e legno. Questi praticanti divennero noti come Elemanti. I Celestiali furono indignati, vedendo ciò come un uso improprio di ciò che era legittimamente loro. Per inviare un messaggio, lanciarono un assalto rapido e brutale sul Regno di Zhou, il più potente della terra. In una notte, il re e molti Elemanti furono braccati e massacrati. Questo giorno divenne tristemente noto come la Caduta degli Dei.
Interpreti Cheng, la cui famiglia è stata brutalmente uccisa dai Celestiali durante la Caduta degli Dei. Ora, devi imbarcarti in una missione per salvare il tuo popolo e vendicare i tuoi cari.
Per raggiungere questo obiettivo, imparerai a padroneggiare e potenziare i tuoi poteri elementali, acquisirai nuove abilità da antichi rotoli e maestri elementali, e affinerai il flusso di qi dentro di te. Con dedizione, guadagnerai il potere di sfidare anche i Celestiali più potenti.
In questo mondo, i poteri elementali interagiscono dinamicamente: il fuoco consuma il legno, l’acqua spegne il fuoco, il vapore sale dall’acqua bollente e la terra può ostruire. Il tuo approccio nell’utilizzare queste interazioni elementali in battaglia dipende completamente da te!
Sebbene i Celestiali siano stati a lungo venerati come divinità creatrici dal popolo, le loro azioni durante la Caduta degli Dei hanno lasciato profonde cicatrici nella società. Come Cheng, molti individui hanno sofferto per mano di queste divinità, eppure la paura mantiene la maggior parte in sottomissione.
Tuttavia, alcuni animi coraggiosi si sono sollevati per opporsi ai conquistatori. Uno di questi gruppi è la Società della Stella Cadente, guidata dal saggio ed enigmatico “Maestro”, sostenuta da un gruppo di Elemanti esperti. Il loro obiettivo è rovesciare i Celestiali e reclamare il destino dell’umanità. In Cheng, trovano un alleato volenteroso per la loro causa. La Società della Stella Cadente farà tutto il necessario per cacciare i Celestiali da questo mondo.
Il gioco si svolge principalmente nella capitale del Regno di Zhou. È situata alla foce di due potenti fiumi che sfociano nel Mare Orientale. La città è all’apice della tecnologia del vapore, con una varietà di dirigibili, piroscafi, monorotaie e veicoli a vapore. I pochi fortunati della classe superiore ora assaporano il miracolo di case climatizzate e tamburi di lavaggio meccanici, mentre nei quartieri poveri la stragrande maggioranza fatica ancora in fabbriche annerite dalla fuliggine o si inchina sotto il peso del privilegio nobiliare.
In questa città con multiple fazioni, ognuna con i propri interessi a cuore. Devi coltivare alleati, commerciare favori e corrompere i funzionari giusti per ottenere anche il più piccolo vantaggio contro l’esercito dei Celestiali e i loro collaboratori. Ma attenzione, gli occhi sono ovunque, un singolo errore potrebbe significare la fine di tutto ciò che ti è caro.
Nonostante siano passati tre anni dal lancio di Goat Simulator 3, l’espansione Baadlands: Furry Road è arrivata come un promemoria importante. Ma quanto abbiamo amato il ritorno di Pilgor?
Nella nostra dissacrante opinione del 2022, avevamo sottolineato come il titolo Coffee Stain sfidasse quasi tutte le regole del buon game design. Una produzione “che, sulla carta, non dovrebbe assolutamente funzionare: narrativa ridotta all’osso, gameplay essenziale, situazioni ludiche messe insieme a casaccio, comparto tecnico ricco di piccole incertezze“. Ma che, in maniera sorprendente, portava a casa un risultato eclatante, regalando con leggerezza un divertimento genuino con pochi rivali sul mercato (segnando un deciso miglioramento rispetto al capostipite, ripubblicato recentemente con una Remasterednon altrettanto convincente).
Dopo aver assistito, nel corso dei mesi, ad un supporto post lancio capace di regalare piccoli contenuti aggiuntivi ed un’espansione particolarmente ben accolta dal pubblico dei fan (Multiverse of Nonsense), con un po’ di sorpresa abbiamo accolto solo poche settimane fa l’annuncio di una nuova imminente avventura. Stavolta, a spasso per un setting postapocalittico. Si sarà rivelato all’altezza del buon nome di Pilgor?
Baadlands: Furry Road è disponibile dal 19 Novembre per PC (via Steam ed Epic Games Store), PlayStation 5 ed Xbox Series.
Versione testata: PlayStation 5
Verso il Goat-halla!
La ridente e spensiereta San Agora è storia del passato. Una calamità sconosciuta (?) l’ha sfortunatamente devastata, trasformando l’isola in un enorme deserto. In uno scenario postapocalittico un anti-eroe si affaccia tra le dune sabbiose. Si tratta di Baallistic Pilgor, stoico sopravvissuto al disastro. In sella alla sua fida motocicletta, dovrà sfidare le insidie delle Baadlands mentre cercherà di scoprire cosa si nasconde dietro un misterioso caveau.
Furry Road regala ai giocatori una mappa tutta nuova, che ripropone San Agora in una chiave diversa e profondamente alterata. Tra palazzi distrutti e nuovi bizzarri insediamenti, appare decisamente evidente come il team di sviluppo abbia voluto attingere all’immaginario del genere. Sarebbe impossibile fare un elenco onnicomprensivo ed oltretutto sarebbe un dispetto togliere il piacere della scoperta. Tuttavia se avete amato le ambientazioni del Mad Max di George Miller, se attendete febbrilmente la New Vegas della seconda stagione di Fallout e conoscete a memoria le vicende degli Atreides… beh, sarete felici di questa espansione.
Baalistic Pilgor è un ganzo.
Eppure questa scena l’ho già vista
Furry Road mette i giocatori alla presa con una folle sequenza di azioni sconsiderate, disavventure bislacche e riferimenti umoristici più o meno iperbolici.
Più nel dettaglio, le principali feature del DLC ruotano attorno a tre elementi distinti. Baalistic Pilgor può spostarsi per l’ambientazione non solo sulle sue zampe, ma soprattutto in compagnia di un veicolo dedicato. Il simpatico ovino si può infatti saltare in sella ad una moto, tra l’altro completamente personalizzabile. Proprio la customizzazione gioca un ruolo fondamentale in Furry Road, vista la necessità di accumulare ricchezze per far crescere una ridente (?) cittadina postapocalittica e proseguire nel filone “narrativo” principale. Completa il pacchetto la solita squintalata di quest, sfide di abilità e collezionabili di varia natura.
A ben vedere, si tratta del classico pacchetto oramai familiare agli aficionados del franchise. Furry Road è semplicemente un nuovo intrigante passatempo che segue il medesimo canovaccio di sempre. In particolare dedicato a chi ama perdersi per le ambientazioni, curiosare in giro e cercare interazioni folli per sbloccare obiettivi ed oggetti di personalizzazione.
Vi sembra familiare?
Un deserto di possibilità?
Al netto di un setting di grande fascino e la solita squisita idiozia ovina, Baadlands: Furry Road purtroppo non offre poi così tanto tra le sue dune di sabbia.
Non c’è una vera e propria main quest coesa e l’obiettivo principale può essere raggiunto in una manciata di ore. Con un esito oltretutto abbastanza anticlimatico. Furry Road appare dunque un mero spiazzo sandbox, un po’ come lo era il capostipite della saga, in cui tutto appare fin troppo blando. Persino la follia non è così spinta e vistosa come sarebbe potuta essere… e come forse era lecito attendersi.
Da questo punto di vista, la sensazione sembra quasi quella di un lavoro dalle solide intuizioni, il cui sviluppo ha incontrato forse qualche difficoltà o accellerazione imprevista. Diverse attrattive ludiche appaiono solo accennate, all’interno di una mappa senza troppe attività e con un incedere fin troppo blando per lo standard di Goat Simulator 3. Il paragone con il precedente Multiverse of Nonsense appare dunque fin troppo impietoso, ricco com’era di contenuti e con una longevità complessiva ben superiore. Soprattutto in ragione di un price tag che probabilmente allontanerà anche qualche fan, in attesa di uno sconto.
Le citazioni si sprecano, come sempre.
Commento finale
Baadlands: Furry Road risponde alla domanda: cosa può accadere mescolando Goat Simulator 3 al tema postapocalittico? Un po’ Fallout ed un po’ Mad Max (ma con tante altre spassose citazioni), l’espansione regala una nuova affascinante ambientazione e la classica follia caprina che i fan hanno imparato ad amare. Peccato che contenutisticamente tutto si riduca ad una manciata di ore di divertimento, segnando un passo indietro rispetto al precedente Multiverse of Nonsense. Se tuttavia non siete mai sazi delle mirabolanti avventure di Pilgor, non potrete che apprezzare anche le desertiche scorribande di Baallistic Pilgor!
Gli specialisti dell’horror psicologico Wired Productions eLKA svelano oggi la loro terza collaborazione — When Sirens Fall Silent — un thriller psicologico cupo e investigativo ambientato nei pressi di Roma, nei primi anni Novanta.
In When Sirens Fall Silent, LKA continuerà la sua tradizionale ricerca e cura nel ricreare alla perfezione luoghi reali italiani, offrendo al contempo una narrazione inquietante e scomoda, mai vista prima nell’ambito videoludico. Lo studio ha sempre affrontato temi difficili a testa alta e anche questo ultimo progetto avrà una narrativa che spinge i confini dell’arte. Non ci saranno scene di scarnificazione del volto… sarà un tipo di orrore ancora più profondo.
Sia The Town of Light che Martha Is Dead sono stati acclamati dalla critica e hanno vinto numerosi premi; When Sirens Fall Silent rivelerà profondi legami e connessioni con i precedenti titoli di LKA, confermando ulteriormente le capacità dello sceneggiatore e direttore creativo Luca Dalcò nel mettere in luce le persone dimenticate, proseguendo la serie di Storie Senza Voce.
Spingendo Unreal Engine 5 ai suoi limiti, When Sirens Fall Silent estende i confini tecnologici e ridefinisce le aspettative di ciò che un team piccolo ma focalizzato può fare; inoltre ha permesso a LKA di introdurre un nuovo elemento: un sistema di dialogo narrativo ramificato e multilivello, con grande attenzione all’interazione verbale ed emotiva, all’investigazione e alle scelte di gioco — un’evoluzione importante rispetto ai giochi precedenti.
Il primo di una serie di trailer innovativi, che vi immergerà nel mondo di LKA seguendo la prospettiva dei media d’informazione, attraverso una significativa esplorazione concettuale dell’universo del gioco, è visionabile qui di seguito:
When Sirens Fall Silent è un oscuro thriller psicologico investigativo in cui saremo chiamati ad interpretare Mila, una determinata poliziotta nell’Italia dei primi anni Novanta. Ossessionata da un passato dal quale vuole fuggire, Mila viene catapultata in un caso di alto profilo fatto di rapimenti e omicidi. Mano a mano che l’indagine si dipana, non dovremo solo salvarla da se stessa, ma anche impedire che venga inghiottita da un vortice di violenza, mistero e confusione.
When Sirens Fall Silent è ora pronto per essere inserito nelle wishlist su Steamed Epic Game Store.
Metroid Prime 4: Beyond è il nuovo capitolo della saga Metroid Prime, distintasi fin dal debutto su GameCube per la capacità di stravolgere le avventure 3D in prima persona, spostando l’attenzione dalle fasi di pura azione e portandola verso una connessione più profonda con l’ambiente di gioco. Una direzione audace, capace di mantenere l’idea che ha letteralmente definito un genere, quello dei metroidvania, caratterizzato dalla necessità di esplorare fitte mappe e di ottenere abilità fondamentali per raggiungere nuove aree di gioco. Un ritorno atteso da quasi un ventennio che, dal 4 dicembre, vede protagonista, ancora una volta, la leggendaria cacciatrice di taglie Samus Aran, l’eroina più longeva della storia dei videogiochi.
Metroid Prime 4: Beyond è disponibile sia su Nintendo Switch, sia su Nintendo Switch 2, dove sarà possibile giocare in versione potenziata con risoluzione fino a 4k in modalità TV* e frame rate fino a 120 fps, a seconda che si scelga di giocare in modalità qualità, per un maggiore dettaglio visivo, o in modalità prestazioni, per dare priorità a un gioco più fluido. Inoltre, per sessioni di gioco più precise, con la Nintendo Switch 2 Edition sarà possibile sfruttare i comandi in stile mouse dei Joy-Con 2, passando, con una semplice rotazione del Joy-Con 2, alla modalità di gioco classica.
Un incidente causato da un attacco improvviso del soldato Sylux al Centro di Ricerca UTO, ha portato Samus Aran, una delle migliori cacciatrici di taglie della galassia, a risvegliarsi sul pianeta sconosciuto Viewros: un luogo ricco di misteri e insidie che costringeranno l’eroina a trovare un modo per lasciare il pianeta. Contaminato dai resti di un’antica civiltà, il pianeta presenterà svariate regioni da esplorare, come Selva Furiosa, Officina Voltaica, Cintura Glaciale e Bacino Magmatico. Affrontando nemici e scansionando l’ambiente con il Visore Scan, per raccogliere informazioni indispensabili a scoprire cosa sia accaduto in passato, Samus dovrà sopravvivere con l’aiuto dei membri della Federazione Galattica che incontrerà nel corso dell’avventura. Per farlo, potrà contare anche sul suo arsenale dotato di abilità già conosciute, come il Raggio Energia, il Lanciamissili, lo scatto e la Morfosfera, ma non mancheranno nuovi misteriosi poteri: le Abilità Psiche, che permetteranno all’eroinadi utilizzare il Raggio Controllo e il Guanto Psiche per accedere ad aree inizialmente inaccessibili e risolvere gli enigmi del posto. Inoltre, per facilitare l’esplorazione del pianeta, Samus potrà fare affidamento su Vi-O-La, un artefatto lasciato da un’antica civiltà che le permetterà di percorrere in lungo e in largo l’insidiosa Valle di Sol.
Metroid Prime 4: Beyond può essere acquistato in versione digitale, sia per Nintendo Switch, sia per Nintendo Switch 2, sul Nintendo eShop, direttamente dalla console di riferimento. Inoltre, il gioco può essere acquistato sia in versione digitale, sia in versione fisica dal My Nintendo Store, dove saranno presenti anche gli amiibo esclusivi di Samus, di Syluxe di Samus e Vi-O-La. Tutto è pronto per l’atteso ritorno della cacciatrice di taglie Samus Aran, in una delle saghe più apprezzate di sempre.
Per l’utente medio PC, una tastiera è solo una tastiera. La si usa per digitare a schermo e, generalmente, dovrebbe essere ergonomica e comoda da usare per lunghi periodi. Per i gamer – invece – ci sono altri dettagli da considerare. Dovrebbe essere reattiva, offrire la possibilità di programmare macro e avere un’elevata frequenza di polling. Negli ultimi anni, tuttavia, è emersa una vera e propria comunità di appassionati di tastiere che si spinge oltre. Le tastiere meccaniche di alta qualità offrono vari set di interruttori tattili, lineari o a scatto, tasti sostituibili, diversi fattori di forma e così via. Il rovescio della medaglia: possono essere piuttosto costose. Fra i marchi “economici” che cercano di “contrastare” lo strapotere dei brand più importanti, troviamo Epomaker che, è riuscita, grazie attraverso la più recente Epomaker TH85che abbiamo testato all’inizio dell’estate o ancora Epomaker Skyloong GK61, Shadow X, TH40 e TH80), ad offrire dei prodotti a dir poco eccellenti senza quasi limiti e/o svantaggi.
Anche un’altra azienda è piuttosto attiva nel panorama degli accessori da gaming PC, stiamo parlando della società olandese Trust. Nota da anni per essere un marchio economico nel segmento degli accessori da gaming e che sta cercando di offrire soluzioni sempre convenienti ma senza sacrificare la qualità (che in passato non era propriamente fra le migliori). La tastiera meccanica da gaming TKL GXT 872 Xyra è stata concepita proprio per chi è alla ricerca di una tastiera meccanica entry-level (sia per il gaming ma anche per la produttività) ma che non vuole obbligatoriamente spendere una cifra esorbitante.
La Trust GXT 872 Xyra ha un prezzo di 89,99 €, il che la rende piuttosto competitiva tra le tastiere meccaniche personalizzabili. Trust continua ad ampliare la sua linea GXT, rivolgendosi agli utenti che cercano un equilibrio tra funzionalità, design e prezzo. Il modello non mira a competere con le opzioni premium, ma offre una scelta ottimale per chi apprezza adattabilità e affidabilità senza spendere troppo seppur con qualche lieve compromesso su materiali e software ma assolutamente in linea con la fascia di prezzo. Curiosi quindi di sapere se si tratta di un prodotto davvero valido? Allora continuata a leggere la nostra recensione!
Confezione e unboxing
La confezione è quella tipica Trust: compatta, con la tastiera avvolta in una busta di carta e ben protetta dal cartone (piuttosto solido) della scatola. In dotazione troviamo un cavo a spirale USB‑A/USB‑C rimovibile, un estrattore 2‑in‑1 per keycap e switch e la guida utente rapida.
Specifiche tecniche
GXT 872 Xyra è una TKL gasket‑mount con layout tenkeyless, compatibile hot‑swap con switch meccanici 3 e 5 pin. Di serie monta switch lineari LEOBOG Seiya (durata dichiarata 60 milioni di click), N‑key rollover, anti‑ghosting, RGB per tasto con 16,8 milioni di colori e 12 tasti funzione dedicati tramite Fn.
Specifiche
Dettagli
Nome modello
GXT 872 Xyra
Numero di Tasti
87 tasti
Tipo di Montaggio
Gasket/Guarnizione
Profilo Keycap
Interruttori lineari Leobog Seiya 60M a 5 pin
Layout tastiera
QWERTY (US)
Materiale Case
Plastica ABS
Materiale Plate
PC
Tipo Stabilizzatori
Montati su piastra
Tipo PCB
Hotswap 3/5-pin
Connettività
Cablata con cavo USB da A a C spiralato staccabile versione USB 2.0
Anti-Ghosting
anti-ghosting con N-key rollover
Illuminazione LED
RGB completa con 16,8 milioni di combinazioni di colori
Direzione LED
north‑facing
Compatibilità
Windows 11
Dimensioni
33 mm (A) x 140 mm (P) x 365 mm (L)
Peso
831 grammi
Design e costruzione
La tastiera meccanica GXT 872 Xyra ha un design neutro, minimalista ma decisamente gradevole, in cui il bianco si alterna ad un grigio tendente al blu. Essendo una tastiera TKL (Tenkeyless) all’80% (troviamo 87 tasti), non è pertanto presente il tastierino numerico. Un vantaggio per alcuni utenti, forse non una preferenza per altri, ma, specialmente per il gaming, la compattezza e decisamente preferibile rispetto alla facilità e immediatezza d’uso di un tastierino numerico considerando anche che un formato compatto lascia un bel po’ di spazio aggiuntivo per il mouse. Presente anche la doppia colorazione dei keycap e la retroilluminazione RGB north‑facing (quindi orientata verso l’alto) che risaltano immediatamente e vanno a completare un look da setup gaming moderno ma senza eccessi. Questi non solo conferiscono alla tastiera un tocco di classe in più, ma assicurano anche che la scrivania sia ulteriormente illuminata e che il mousepad diventi ancora più visibile.
L’unità ha dimensioni di 365 x 140 x 33 mm (L x P x A) e con un peso di 831 grammi, la tastiera – quindi – non rientra nella categoria dei pesi massimi. Il case in plastica e i tasti in ABS (sebbene non sia ai livelli del più pregiato PBT) sono piuttosto buoni al tatto, ma non sono paragonabili ai modelli più costosi. Tuttavia, è dotata di tasti pre-lubrificati e presenta un sistema di assorbimento degli urti con cuscinetti in gomma/struttura a guarnizioni che riduce le vibrazioni e attutisce il rumore dei tasti (rendendolo il suono più ovattato, fluido e silenzioso), migliorando il comfort durante l’uso prolungato. Inoltre, utilizza switch lineari Seia di LEOBOG. A chi non piacessero i tasti inclusi può stare tranquillo in quanto – grazie al supporto alla tecnologia hot-swap – è possibile utilizzare altri switch a 3 o 5 pin (senza bisogno di saldature). Pur non definendomi un appassionato sfegatato di tastiere da gaming, devo dire che il set incluso ha un bel suono ed è davvero piacevole da usare. Trust aveva già dichiarato che la sensazione al tatto sarebbe stata “cremosa” (anche se leggermente ovattata)) e “fluida”, e posso confermarlo senza alcuna ombra di dubbio. A quanto detto, si aggiunge che Trust GXT 872 Xyra è dotata della funzionalità N-key rollover con anti-ghosting. Ciò sta a significare che quando si premono più tasti contemporaneamente, ogni tasto viene comunque registrato in maniera indipendente e accuratamente. Un’altra caratteristica peculiare è il cavo spiralato USB-A/USB-C incluso, che si abbina ai tasti e contribuisce al look generale. È staccabile e dà una sensazione di robustezza e resistenza. Sebbene il cavo sia rimovibile, la tastiera purtroppo non è wireless.
Digitazione ed esperienza d’uso
Connettere la tastiera al computer è stato semplice. È bastato collegare il cavo USB-C in dotazione a una porta USB disponibile sul proprio PC. Un piccolo interruttore situato accanto alla porta USB-C (entrambi collocati sul bordo posteriore destro della Xyra) della tastiera può essere utilizzato per passare immediatamente da un effetto di retroilluminazione a uno che offre un’illuminazione RGB completamente personalizzabile, offrendo la possibilità di lavorare con 16,8 milioni di combinazioni di colori. I piedini sul fondo della tastiera possono essere regolati in due diverse posizioni, e ci hanno consentito di trovare la giusta inclinazione durante l’uso.
Gli switch lineari LEOBOG offrono una corsa morbida, avvolgente, appagante sia al tatto che all’udito, con un buon equilibrio di forza di attuazione e rumorosità contenuta proprio grazie al gasket‑mount. In scrittura prolungata la tastiera risulta comoda e meno affaticante di molte rivali più “clacky”, mentre in gioco il form factor TKL e il rollover completo garantiscono input precisi anche negli FPS più frenetici. Gli interruttori – in particolare – hanno una durata stimata di 6.000.000 di pressioni, che dovrebbe essere più che sufficiente anche per il giocatore più esigente e accanito.
A volte ci vuole un po’ per abituarsi a una tastiera. Ma nonostante il periodo di utilizzo relativamente breve (abbiamo trascorso circa un mesetto in compagnia del dispositivo), la Trust GXT 872 Xyra si è dimostrata una keyboard per PC molto affidabile. Il prezzo per portarsela a casa è di circa novanta euro. Un prezzo che, a nostro parere, è relativamente modesto, perché se si desiderano le stesse funzionalità orientandosi su altri marchi, in genere si paga un po’ di più.
Software e personalizzazione
Trust fornisce anche un software che permette di personalizzare completamente l’illuminazione. Che si desideri un colore fisso o effetti predefiniti (come onda, effetto arcobaleno, gocce di pioggia), è possibile farlo tramite il software GXTrust (scaricabile dal sito ufficiale). Oltre al colore o all’effetto, è anche possibile regolarne la luminosità (salvare profili con illuminazione per‑key) e la velocità delle animazioni, assegnare tasti di scelta rapida o impostare macro. Sebbene il software faccia il suo dovere e tutto abbia funzionato senza intoppi, manca della finezza dei modelli leggermente più costosi risultando – in definitiva – spoglio.
Confronto con la Epomaker TH85
La Trust GXT 872 Xyra e l’Epomaker TH85 sono due tastiere meccaniche entry-level con struttura gasket-mount e switch hot-swap, ideali per gaming e produttività sotto i 90€, ma differiscono in connettività, materiali e personalizzazione. Xyra punta su un design TKL compatto e cablato più pensato per un setup desktop fisso, mentre TH85 offre versatilità wireless tri-mode pensate per un utilizzo multi-dispositivo. Entrambe montano switch lineari lubrificati (Leobog Seiya su Xyra, Creamy Jade su TH85) con hot-swap 3/5 pin, ma TH85 eccelle nel dampening multilayer (Poron, IXPE, silicone) per un suono “thocky” ancora più cremoso e raffinato rispetto a quello lievemente più ovattato di Xyra. I keycap ABS double-shot di Xyra sono funzionali ma meno premium di quelli PBT di TH85, che resistono meglio all’usura e offrono un miglior grip.
In gaming, Xyra garantisce stabilità wired e N-key rollover fluido negli FPS, mentre TH85 aggiunge latenza minima wireless (2.4GHz) per sessioni versatili. Per la digitazione quotidiana, TH85 risulta più comoda grazie a PBT e flex gasket superiore, ma Xyra ci è sembrata un po’ più comoda per lunghe sessioni.
Insomma, se proprio si dovesse scegliere fra le due: GXT 872 Xyra se preferite la connessione cablata e una buona compattezza e potete chiudere un occhio sul software e la qualità dei materiali; optate invece per la Epomaker TH85 per avere fra le mani un prodotto caratterizzato da un collegamento wireless affidabile, suono sopra la media e un software più profondo in un formato ancora più compatto.
Commento finale
GXT 872 Xyra è una delle proposte entry-level più interessanti di Trust (dimostrando che accessibilità e personalizzazione possono andare di pari passo, aprendo nuove possibilità per la creazione del proprio spazio digitale): una meccanica TKL che porta con sé concetti come gasket‑mount e hot‑swap, mantenendo un prezzo accessibile rispetto alle custom di fascia decisamente più elevata. Non punta al massimo assoluto in termini di materiali (keycap ABS e case plastico) o di ecosistema software (decisamente spoglio se confrontato con i competitor), ma restituisce un’esperienza di scrittura e gaming convincente, silenziosa e ampiamente personalizzabile, ideale per chi vuole una prima “vera” meccanica moderna e funzionale.
Terrifier: The ARTcade Game è uno di quei titoli in cui traspare un’idea molto chiara. Nella fattispecie, omaggiare un’improbabile icona contemporanea del cinema splatter, nata quasi per caso ed altrettanto imprevedibilmente divenuta il Jason Voorhees dei nostri tempi.
Partorito dalla mente di Damien Leone ed apparso originariamente all’interno di alcuni cortometraggi a cavallo tra il 2008 ed il 2011, il clown interpretato da David Howard Thornton è entrato nell’immaginario collettivo grazie alla trilogia di Terrifier. Pellicole nate per soddisfare gli appetiti gore dei fan degli slasher movie più di nicchia, sviluppatesi in fenomeni sempre più surreali (così commentava il regista di fronte all’incredibile successo del secondo film ai microfoni di Variety) tra pubblico e critica. In maniera così assolutamente sorprendente, l’inarrestabile e grottesco Art è divenuto icona pop consacrata dalla comparsa in prodotti di massa come Call of Duty e Fortnite. Da lì, il passo era breve prima di poter mettere le mani su un videogioco dedicato al sanguinoso assassino. Ma come può un franchise così violento essere adattato con successo?
Terrifier: The ARTcade Game è disponibile dal 21 Novembre per PC (via Steam),
Versione testata: PlayStation 5
Motore, ciak… viuuulenza!
Per fin troppo ovvi motivi, replicare fedelmente quanto accade in Terrifier in chiave ludica è abbastanza complesso. Senza fare spoiler, vi basti sapere che si tratta di pellicole davvero molto spinte in termini di contenuti espliciti. A volta così esagerate, irrealistiche ed iperboliche da fare il giro e diventare memorabili. Ma sempre e costantemente non adatte ad un pubblico suggestionabile. Scartata dunque l’ipotesi di adattare in chiave realistica la mattanza della trilogia cinematografica, restava un’unica strada. Prendere un incipit narrativo differente e calarlo in un contesto a metà tra azione e humor nero.
The ARTcade Game è sostanzialmente un grande what if. Cosa succederebbe se Art ed alcuni dei suoi migliori/peggiori amici fossero reali? E se qualcuno decidesse di girare una pellicola horror in città e questi affabili psicopatici non fossero propriamente d’accordo? Le cose finirebbero ovviamente nel sangue.
Alcune pellicole non dovrebbero essere girate, secondo Art.
Con un pretesto narrativo di questo tipo, il team di sviluppo Relevo è riuscito a prendere efficacemente (e saggiamente) le distanze dagli eventi narrati nei lungometraggi in favore di un massacro spensierato. Uno spunto onesto e senza eccessive pretese, se non quelle di permettere ai giocatori di vestire non solo i maleodoranti panni di Art ma anche quelli dell’inquietante Pale Little Girl, della deviata superstite Victoria Heyes e del violento infermiere Burke (interpretato dal famoso wrestler Chris Jericho).
Anche lo stile grafico scelto è figlio di considerazioni ponderate e perfettamente condivisibili. The ARTcade Game abbraccia infatti l’estetica (e il gameplay, ma ne parleremo) dei picchiaduro a scorrimento a cavallo tra anni ’80 e ’90. Una pixelart in stile 16 bit che mescola colori vivaci a tonalità desaturate, in un tripudio di sangue, violenza e frattaglie umane assortite. Particolarmente apprezzabili anche gli effetti CRT e cabinato arcade, che danno quella sensazione di giocare un vecchio titolo da sala giochi. Non ci troviamo di fronte ad una produzione ad alto budget ed anche la resa visiva, a voler essere perfettamente onesti, lascia un pochino a desiderare nel confronto con altri titoli del genere. Ma tutto sommato si può chiudere un occhio.
Altri personaggi iconici del franchise Terrifier sono presenti.
Massacro vintage
The ARTcade Game, come anticipato, è essenzialmente un piccolo revival delle atmosfere ludiche più autentiche dei beat’em’up di circa trent’anni fa.
Il giocatore non deve pensare ad altro che attraverso gli stage presenti, massacrare chiunque capiti a tiro sulla strada del proprio inarrestabile avatar fino al confronto con un solido boss conclusivo. Lungo la strada, Art e i suoi compari possono sfruttare non solo le proprie abilità fisiche innate, ma anche armi contundenti ed oggetti dello scenario. Inoltre, è presente una funzione che consente di effettuare delle esecuzioni brutali che citano alcune delle sequenze più famose del franchise. Con annessi spargimenti di sangue, occhi che finiscono sullo schermo e denti che rotolano a terra.
Non mancano alcune idee originali nella selezione dei livelli.
The ARTcade Game può essere affrontato in solitaria e con altri tre giocatori per un’esperienza co-op pensata per il divano di casa. Anche una volta finita la campagna principale, il gioco offre diverse opzioni per continuare a menare le mani. Ci sono infatti ben sei modalità tra le quali scegliere.
Troviamo infatti la classica Arcade, una inesauribile Orda (che non è altro se non una ordinaria modalità sopravvivenza), una avvincente Time Attack e l’altrettanto immancabile Boss Rush. Una selezione che riesce a sopperire alla longevità estremamente contenuta del piatto principale, dal momento che la Storia può essere portata a termine in neanche due ore. Completa l’offerta un altro tassello imprescindibile del genere, una Galleria dedicata ad elementi da ammirare lontani dall’animosità delle risse di strada.
Il sangue ovviamente non può mancare.
C’era una volta un clown
Il problema di Terrifier: The ARTcade Game, a ben vedere, è semplice. Ironicamente, laddove i film del buon (?) Art osano senza riserve, il titolo Relevo finisce con l’essere troppo rinunciatario.
In un panorama, quello dei beat’em’up a scorrimento, graziato ultimamente da una produzione vasta e preziosa, l’odissea superviolenta del clown scorre via senza punti esclamativi. L’incedere è piuttosto piatto, mancano delle meccaniche approfondite, il sistema di controllo non riesce a scrollarsi di dosso un feeling eccessivamente vintage. A questo aggiungiamo una scarsa originalità di fondo (al di là del franchise protagonista) e il risultato finale è quello di un prodotto che esaurisce in brevissimo tempo il proprio mordente.
Art che picchia Leone… perché no?
Terrifier: The ARTcade Game sembra dunque il classico prodotto con una platea di riferimento molto specifica. Non tanto quella degli amanti del genere, che potrebbero restare delusi dalla staticità dell’offerta complessiva. Rea di essere fin troppo apatica e ripetitiva strutturalmente. Aspetti, questi, ampiamente attenzionati dai più recenti ed apprezzati esponenti della categoria dei picchiaduro a scorrimento. Semmai, il pubblico più adatto sembra essere soprattutto quello dei fan stakanovisti dell’universo creato da Damien Leone.
In quest’ottica, la proposta di Relevo farà indubbiamente felice chi ha amato Terrifier in tutte le sue sfumature. The ARTcade Game riesce a catturare, alle proprie condizioni, la contorta depravazione dell’icona horror immortalata da David Howard Thornton. Se tanto vi basta per poter apprezzare il titolo, allora non resterete delusi. Se invece vi aspettavate qualcosina in più al di là del ghigno inquietante di Art, potreste dover pensare bene prima di procedere all’acquisto.
Non c’è poi molta originalità in The ARTcade Game, anzi…
Commento finale
Il compito di Terrifier: The ARTcade Game non era proprio semplicissimo. Adattare un franchise come quello partorito dalla mente di Damien Leone al mondo dei videogiochi nascondeva non poche insidie e criticità. Relevo ci ha provato giocandosi la carta del picchiaduro a scorrimento, immergendola nella disacrante follia sanguinosa di Art il Clown strizzando al contempo l’occhio alla tradizione ludica degli anni ’80 e ’90. Le atmosfere da cabinato arcade sono presenti e rielaborano con un piglio originale le carneficine dei lungometraggi. Tuttavia, da un punto di vista strettamente ludico ci troviamo di fronte ad un titolo fin troppo semplice, senza il necessario mordente per sopperire ad una scarsa originalità. Se siete tra i fan più sfegatati del pagliaccio inarrestabile, dateci un’occhiata: potrebbe diventare un piccolo guilty pleasure.
Quando AVM ha presentato il Fritz!Repeater 1700 come primo dispositivo Wi-Fi 7 accessibile della sua gamma, le aspettative erano elevate. A 119 euro di listino, questo successore del fortunato modello 1200 AX promette di democratizzare l’accesso all’ultimo standard wireless, portando velocità teoriche fino a 3.600 Mbit/s e la rivoluzionaria tecnologia Multi-Link Operation nelle case europee. Dopo settimane di test approfonditi, emerge un quadro più sfumato: un prodotto tecnicamente solido che però fatica a giustificare il premium price in termini di prestazioni reali.
Specifiche tecniche: evoluzione o rivoluzione?
Il Fritz!Repeater 1700 mantiene il classico form factor compatto che si inserisce direttamente nella presa elettrica, occupando uno spazio minimo. All’interno pulsa però una nuova generazione di componentistica basata su chipset dell’americana Broadcom BCM6764, un cambio strategico rispetto ai SoC dei cinesi di Qualcomm utilizzati nei modelli precedenti. Questa scelta ha conseguenze profonde sull’efficienza energetica, come vedremo.
Il dispositivo implementa Wi-Fi 7 (802.11be) in configurazione dual-band 2×2 MIMO, operando su 2,4 GHz (688 Mbit/s teorici) e 5 GHz (2.880 Mbit/s teorici). La modulazione 4K-QAM del Wi-Fi 7 porta un incremento teorico del 20% rispetto alla 1024-QAM del Wi-Fi 6, ma questo vantaggio si manifesta solo in condizioni ideali con client compatibili. La porta ethernet singola da 1 Gigabit rappresenta invece un collo di bottiglia in scenari ad alte prestazioni, limitazione assentenel fratello maggiore 2700 che offre porta da 2.5 Gbit.
La vera novità si chiama Multi-Link Operation: questa tecnologia permette ai dispositivi compatibili di trasmettere e ricevere dati simultaneamente su entrambe le bande wireless, promettendo latenza ridotta e maggiore affidabilità. In teoria. Nella pratica, MLO richiede che router, repeater e client supportino tutti la funzionalità – una condizione raramente soddisfatta nel 2025, con la maggior parte degli smartphone e laptop ancora privi di supporto completo.
Efficienza energetica: il vero salto generazionale
Se c’è un aspetto dove il Fritz!Repeater 1700 eccelle senza riserve, è il consumo energetico. Il SoC Broadcom completamente integrato permette consumi in idle di circa 3 watt contro i 5 watt del predecessore 1200 AX – un risparmio del 40%. Sotto carico intenso, il dispositivo si mantiene su 5-6 watt mentre il 1200 AX schizza a 7-8 watt. Proiettato su un anno di funzionamento continuo, parliamo di 17 kWh risparmiati, equivalenti a circa 5-6 euro annui ai costi energetici europei attuali.
Può sembrare marginale, ma considerando la garanzia quinquennale e la prospettiva di mantenere il dispositivo attivo 24/7 per anni, l’efficienza diventa un fattore economico concreto oltre che ambientale. Su cinque anni parliamo di 25-30 euro risparmiati – circa il 25% del costo del dispositivo. Per chi valorizza sostenibilità e costi operativi oltre alle pure prestazioni, questo rappresenta un vantaggio tangibile.
Prestazioni reali
Qui emergono le perplessità più significative. Ho testato il Fritz!Repeater 1700 in vari scenari affiancandolo al predecessore 1200 AX, e i risultati sono inequivocabili: in modalità repeater Wi-Fi – lo scenario più comune – le prestazioni sono praticamente identiche. Parliamo di throughput effettivi tra 300 e 450 Mbps sulla banda a 5 GHz a distanze medie con ostacoli, scendendo a 150-200 Mbps in condizioni più sfavorevoli.
In un test particolarmente significativo, con una situazione di partenza in cui ho misurato velocità di appena 20 Mbps in una stanza con interferenze strutturali significative quando connesso direttamente al Fritz!Box. Dopo l’installazione del repeater, la velocità è balzata a 200 Mbps – un miglioramento di 10x che trasforma l’esperienza d’uso. Tuttavia, lo stesso identico risultato si sarebbe ottenuto con il 1200 AX: il collo di bottiglia in configurazione repeater rimane la backhaul wireless, non la capacità del dispositivo di servire i client.
Dove il 1700 mostra muscoli è nella modalità access point cablato. Collegato al router via ethernet, mantiene throughput paragonabili al predecessore ma con latenza leggermente inferiore (2-3ms in meno su connessioni locali) e migliore stabilità sotto carico multi-client. In modalità “LAN bridge” – client cablato al repeater, repeater connesso via Wi-Fi al router – il 1700 si comporta brillantemente mantenendo 600-700 Mbps, un risultato superiore rispetto a implementazioni meno ottimizzate.
L’ecosistema Mesh: il vero valore aggiunto
Se c’è un aspetto dove il Fritz!Repeater 1700 giustifica la scelta, è l’integrazione nell’ecosistema Fritz. La configurazione è esemplare: inserire il repeater, premere Connect, fare lo stesso sul Fritz!Box, e in 60 secondi la rete Mesh è operativa. Zero configurazioni manuali, zero app da installare, zero SSID separati da gestire. Il repeater eredita automaticamente tutte le impostazioni del router.
Il sistema Mesh di AVM gestisce band steering e roaming in modo trasparente, guidando i dispositivi verso l’access point ottimale senza intervento manuale. L’interfaccia Fritz!OS offre visibilità completa sulla topologia di rete e consente gestione unificata di tutti i dispositivi. Gli aggiornamenti firmware arrivano regolarmente e coordinati su tutto l’ecosistema – un aspetto che AVM gestisce magistralmente, con supporto che si estende per anni anche su modelli datati.
Questa semplicità e affidabilità hanno un valore che trascende i benchmark di throughput. Per chi cerca una soluzione che “funziona e basta”, l’ecosistema Fritz rappresenta il gold standard del networking consumer europeo.
Confronto con la concorrenza interna
Il Fritz!Repeater 2700, lanciato contemporaneamente, offre configurazione 4×4 MIMO sulla banda a 5 GHz e porta da 2.5 Gbit e a parità di condizioni dovrebbe garantire prestazioni superiori del 50-80% a parità di condizioni, arrivando a competere con il Fritz!Repeater 3000 AX (tri-band Wi-Fi 6) in certi scenari al un prezzo di circa 40 euro superiore, il che appare del tutto giustificato dalle prestazioni nettamente superiori.
Rispetto ai modelli Wi-Fi 6, la gerarchia è interessante: il 3000 AX offre prestazioni simili o leggermente superiori grazie all’architettura tri-band, ma consuma quasi il doppio. Il 6000 mantiene throughput superiori in modalità repeater ma costa il 50% in più. Il vecchio 2400 viene completamente surclassato. Il 1200 AX tuttavia – ed è questo il punto cruciale – offre prestazioni essenzialmente identiche al 1700 nelle situazioni reali, pur costando 40-50 euro in meno.
Nel complesso tuttavia la gamma di repeater Fritz è coerente: chi vuole che l’intera catena sia WiFi 7, avrà sicuramente un motivo per scegliere il modello più recente rispetto al modello 1200, soprattutto approfittando di qualche sconto che dovrebbe portare il dispositivo intorno ai 90/100 euro.
Limitazioni tecniche da considerare
Oltre alla porta ethernet da 1 Gbit che limita le prestazioni come access point cablato, ho riscontrato l’assenza di supporto per canali DFS sulla banda a 5 GHz. Questi canali (100-140 MHz nell’allocazione europea) permettono di accedere a spettro meno congestionato, prezioso in ambienti urbani densi. Il predecessore 2400 supportava DFS dopo aggiornamenti firmware, ma il 1700 no – probabilmente per limitazioni del chipset Broadcom.
La configurazione dual-band senza banda a 6 GHz è comprensibile per contenere costi e complessità, ma limita la longevità del dispositivo. Quando tra due-tre anni la banda a 6 GHz diventerà mainstream (considerate ad esempio che il nuovo visore di Valve, Steam Frame, la utilizzerà per il suo innovativo sistema di Foveated Streaming da PC a visore) il 1700 sarà tecnologicamente datato. Il form factor compatto ha vantaggi evidenti ma limita le dimensioni delle antenne, impattando potenzialmente il range rispetto a dispositivi con antenne esterne.
Posizionamento di prezzo
A 119 euro di listino (100-115 euro nei principali retailer), il Fritz!Repeater 1700 si trova in una posizione scomoda ma non nei confronti della concorrenza esterna, ma di quella interna. Costa quasi il doppio del 1200 AX (65-75 euro) per prestazioni praticamente identiche nel 90% degli scenari reali. Il vantaggio del Wi-Fi 7 rimane oggi puramente prospettico per la stragrande maggioranza degli utenti, che non possiedono né router né client capaci di sfruttarne le potenzialità avanzate come MLO.
D’altra parte, confrontato con repeater Wi-Fi 7 della concorrenza (TP-Link, Netgear) che costano 150-200 euro, il pricing appare competitivo. In un certo senso è un paradosso. Fritz!Repeater 1700 straccia la concorrenza esterna nel rapporto qualità prezzo, ma subisce quella interna di un prodotto brillante, come Fritz!Repeater 1200.
Senza considerare il valore dell’ecosistema Mesh maturo e del supporto lungo termine di AVM che giustifica un premium rispetto a soluzioni meno integrate.
La strategia di AVM sembra puntare su tre profili: early adopter che vogliono sperimentare Wi-Fi 7 senza investimenti mastodontici, utenti con Fritz!Box Wi-Fi 7 di ultima generazione che cercano coerenza ecosistemica, e chi valorizza efficienza energetica e sostenibilità.
Commento finale
Il Fritz!Repeater 1700 è un prodotto tecnicamente solido ma che forse anticipa un po’ i tempi per quanto riguarda l’adozione di WiFi 7, ancora non estremamente diffuso . Le prestazioni reali sono essenzialmente identiche al predecessore più economico, mentre i vantaggi del Wi-Fi 7 rimangono largamente teorici nell’ecosistema consumer del 2025. L’efficienza energetica migliorata rappresenta un vantaggio concreto ma difficilmente sufficiente a giustificare da solo il 70% di premium price.
Ha senso per proprietari di Fritz!Box Wi-Fi 7 di ultimissima generazione (Fritz!Box 5690 Pro, Fritz!Box 7690) che cercano espansione coerente dell’ecosistema, anche se il 2700 offre miglior rapporto prestazioni-prezzo con investimento incrementale contenuto. È consigliato per utenti sensibili a sostenibilità ed efficienza energetica, disposti a pagare per consumi ridotti e supporto lungo termine. Può essere considerato da chi pianifica upgrade progressivo verso Wi-Fi 7 nei prossimi 12-24 mesi.
Chi invece già possiede un Fritz!Repeater 1200 AX farebbe bene a tenerselo stretto per via di un rapporto qualità-prezzo francamente fuori scala.
Il Fritz!Repeater 1700 insomma è un prodotto davvero eccellente sotto tanti punti di vista, ma che subisce un po’ la mancata adozione di massa dei sistemi WiFi 7. E’ insomma un prodotto pensato per utenti estremamente esigenti dove conta anche il più piccolo incremento prestazionale anche se questo vuol dire pagare un prezzo leggermente superiore.
In occasione delle feste natalizie, Turtle Beach ha annunciato oggi che il suo catalogo 2025 si arricchisce con periferiche ed accessori con licenza ufficiale per Nintendo Switch 2.
Di seguito vi condividiamo il comunicato ufficiale dell’azienda.
Turtle Beach Corporation, azienda leader nella produzione di accessori per il gaming, ha annunciato oggi che il suo catalogo 2025 di cuffie, controller e altri accessori con licenza ufficiale per Nintendo Switch 2 è ora disponibile sul sito ufficiale Turtle Beach e presso retailer selezionati in tutto il mondo. Per celebrare il lancio di tutti i nuovi accessori, è stato presentato il nuovo Turtle Beach Rematch Wireless Controller per Nintendo Switch 2 – Super Jump Mario, disponibile dal 12 dicembre 2025.
“Mentre continuiamo ad ampliare l’attività e il portfolio, siamo orgogliosi di offrire una gamma sempre più ampia di accessori da gaming con licenza ufficiale per Nintendo Switch 2”, ha dichiarato il CEO Cris Keirn. “Lavorando a stretto contatto con i nostri partner di Nintendo, abbiamo progettato nuovi entusiasmanti accessori per Nintendo Switch 2 che i giocatori adoreranno, perfetti per le festività natalizie e non solo”.
L’elenco completo degli accessori da gaming con licenza ufficiale per Nintendo Switch 2 inizia con le cuffie cablate Turtle Beach Airlite Fit e Turtle Beach Recon 70. Per quanto riguarda i controller, i fan di Nintendo possono scegliere tra una varietà di opzioni cablate o wireless, tra cui il Turtle Beach Afterglow Wireless RGB Controller trasparente, il Turtle Beach Afterglow Wave Wireless RGB Controller e il Turtle Beach Rematch Wireless Controller per Nintendo Switch 2 – disponibile in nero, o il design Super Jump Mario appena svelato oggi, in arrivo il 12 dicembre 2025. Per chi ha in programma di trascorrere le vacanze in viaggio, proteggete la vostra Nintendo Switch 2 con la nuova custodia di Turtle Beach PlayTrek Travel Cases e Turtle Beach Screen Protector Kit per Nintendo Switch 2.
Per quanto riguarda i controller, Turtle Beach offre una vasta gamma di opzioni wireless e cablate per Nintendo Switch 2. Il nuovo Rematch Wireless Controller per Nintendo Switch 2 – Super Jump Mario presenta un design con guscio nero semitrasparente con vivaci accenti rossi e una grafica che raffigura un energico Mario nella sua iconica posa di salto. Il Rematch Wireless Controller per Nintendo Switch 2 – Super Jump Mario sarà disponibile il 12 dicembre 2025 al prezzo consigliato di 64,99 €. Il Rematch Wireless Controller per Nintendo Switch 2 è attualmente disponibile con design nero al prezzo consigliato di €59.99, mentre il Rematch Wired Controller per Nintendo Switch 2 con design nero è disponibile al prezzo consigliato di €29.99. L’Afterglow Wireless Controller per Nintendo Switch 2 trasparente è disponibile al prezzo consigliato di €64.99, mentre l’Afterglow Wired Controller per Nintendo Switch 2 è disponbile al prezzo consigliato di €34.99. L’Afterglow Wave Wireless Controller per Nintendo Switch 2 sarà disponibile dal 15 dicembre con design nero, blu, viola e bianco al prezzo consigliato di €64.99, mentre l’Afterglow Wave Wired Controller per Nintendo Switch 2 arriverò ad inzio gennaio 2026 con design nero, blu e grigio al prezzo consigliato di €34.99.
Per chi sta preparando i bagagli per partire con la famiglia, la propria sanità mentale e Nintendo Switch 2 per le vacanze, Turtle Beach offre una vasta gamma di custodie da viaggio di diverse dimensioni. La Turtle Beach PlayTrek 2-in-1 Travel Case per Nintendo Switch 2 è la custodia più grande, perfetta per portare con te l’intera console e gli accessori extra. La Turtle Beach PlayTrek 2-in-1 Case per Nintendo Switch2 è disponibile in nero antracite al prezzo consigliato di €44.99. È disponibile anche la Turtle Beach PlayTrek Travel Case per Nintendo Switch 2 nei colori Charcoal Black o Stellar White al prezzo consigliato di €19.99, anonché nei modelli lenticolari Mario Bricks e Donkey Kong al prezzo consigliato di €24.99. Per trasportare solo l’essenziale, c’è la Turtle Beach PlayTrek Slim Case disponibile in nero carbone al prezzo consigliato di €16.99.
A proposito di protezione, non dimentichiamo il prezioso schermo del Nintendo Switch 2. Proteggi lo schermo del tuo Nintendo Switch 2 con il Turtle Beach Nintendo Switch 2 Screen Protector Kit, al prezzo consigliato di €11.99.
Oltre ai nuovi accessori sopra indicati, Turtle Beach offre un vasto assortimento di accessori con licenza ufficiale per Nintendo Switch compatibili anche con la nuova console. Ad esempio, il Turtle Beach Rematch Wireless Controller per Nintendo Switch è disponibile in una varietà di divertenti design lenticolari e fosforescenti, tra cui Mario Bricks, Donkey Kong, Invincible Mario e Super Mario Star e funziona perfettamente con Nintendo Switch 2 (pulsante C non incluso).