L’attesissimo GTA VI – inizialmente previsto per il 2025 – sembrerebbe essere stato posticipato. Nelle specifico, come riportato da GTAbase, Rockstar Games avrebbe deciso di spostarne il lancio tra l’inizio e la metà del 2026. La versione PC è invece prevista circa 12-18 mesi dopo il lancio di quella console PS5 e Xbox Series X ed S. Queste informazioni provengono da più sviluppatori e nello specifico da due studi che sono al lavoro sul titolo.
La ragione principale dietro al presunto rinvio sarebbe dovuto alla necessità di raggiungere un certo standard qualitativo, che lo sviluppatore di GTA 5 e Red Dead Redemption, attualmente non riuscirebbe a garantire entro il 2025.
Naturalmente, trattandosi di un rumor, come tale deve essere preso. Non ci resta che attendere maggiori informazioni in merito!
DRAGON BALL: Sparking! ZERO prosegue nella propria campagna promozionale, stavolta mostrando gli ingressi nel cast provenienti dalla saga di Majin Buu.
Il titolo, in uscita per PlayStation 5, Xbox Series e PC via Steam, sarà disponibile dal prossimo 11 Ottobre. Una data da festeggiare per tutti i fan della serie, complice anche l’esordio della nuova serie animata Dragon Ball Daima, ultima opera del compianto maestro Akira Toriyama.
Vi proponiamo di seguito il trailer ufficiale, nonchè l’annesso comunicato stampa.
La saga di Buu è l’ultima della serie anime di DRAGON BALL Z. Questo arco narrativo ha introdotto il leggendario Majin Buu, un potente e imprevedibile cattivo che minaccia l’universo dopo essere stato sigillato per milioni di anni. I lottatori di Z devono quindi unire le proprie forze per sconfiggerlo e salvare il mondo.
Il nuovo trailer dei personaggi della saga di Buu svela Super Buu (Gotenks assorbito), Super Buu (Gohan assorbito) e Kid Buu, che andranno a espandere il roster di personaggi giocabili del titolo. Kid Buu è la forma originale di Majin Buu, noto per la sua pura malvagità e il suo immenso potere distruttivo. Super Buu (Gotenks assorbito) è nato dalla fusione di Majin Buu e Gotenks, noto per il suo potere incredibile e la sua velocità straordinaria. Infine, Super Buu (Gohan assorbito) è una forma molto potente che si crea quando Majin Buu assorbe Gohan.
Lo streamer giapponese 2BRO ha pubblicato oggi uno streaming live di ben 90 minuti dedicato al remake di Silent Hill 2.
Il filmato in questione, che vi proponiamo di seguito, comprende le fasi iniziali del titolo sviluppato da Bloober Team. Ovviamente, se non volete spoiler, vi suggeriamo di non guardarlo integralmente!
Dopo aver ricevuto una lettera dalla moglie defunta, James si dirige dove un tempo avevano condiviso tanti ricordi, nella speranza di rivederla un’ultima volta: Silent Hill. Giunto nei pressi del lago, James incontra una donna stranamente simile a lei… “Il mio nome… è Maria”, dice la donna con un sorriso. Il suo viso, la sua voce… È identica a lei.
Tuffati nel psicologico horror più acclamato su hardware di ultima generazione. Vivi un’esperienza psicologica unica grazie a immagini da brivido ed effetti sonori agghiaccianti.
Grazie al ray tracing e ad altri miglioramenti tecnici all’avanguardia, il mondo di SILENT HILL e la sua atmosfera inquietante sono ancora più reali di prima.In più, con l’aggiunta di nuovi suoni immersivi, ti sembrerà di essere al centro dell’azione.
Esplora luoghi ed edifici che un tempo non erano accessibili o che sono stati aggiunti nel remake.
Goditi la stessa celebre storia mentre visiti la città di Silent Hill con una nuova prospettiva e in una mappa ampliata.
Il remake si distacca dai punti di vista fissi della telecamera dell’originale, spostandola dietro la spalla del personaggio e permettendoti di avvicinarti maggiormente a ciò che vede James, per un’esperienza più immersiva ed emozionante durante l’esplorazione della città e gli incontri con i mostri.
Armi familiari come il tubo d’acciaio e la pistola fanno il loro ritorno, ma con un sistema di combattimento aggiornato.
Evita attacchi schivando al momento giusto, sfrutta la modalità mirino e molto altro: gli incontri con i mostri non sono mai stati così avvincenti e spaventosi.
Silent Hill 2 arriverà per PlayStation 5 e PC via Steam il prossimo 8 Ottobre.
Finalmente ci siamo, NBA 2K25 è disponibile all’acquisto – per console e PC – in tutto il mondo. La nuova iterazione cestistica, targata 2K e Visual Concepts, promette ancora più immersione rispetto al capitolo passato (NBA 2K24 lo abbiamo elogiato per essere ancora una volta il gioco sportivo meglio presentato sul mercato, ed è anche probabilmente il più completo, con una vertiginosa selezione di modalità e funzionalità che riescono a soddisfare tutti gli stili di gioco e tutti i gusti), con tante interessanti aggiunte al già straordinario gameplay della serie e alle modalità più amate dai fan.
Per maggior dettagli su NBA 2K25 vi rimandiamo al comunicato stampa qui di seguito:
Oggi 2K ha annunciato che NBA 2K25, l’ultima versione della acclamata serie di videogiochi di simulazione NBA, è ora disponibile in tutto il mondo per PlayStation 5 (PS5), PlayStation 4 (PS4), Xbox Series X|S, Xbox One, Nintendo Switch e PC. NBA 2K25 per console di nuova generazione presenta importanti miglioramenti del gameplay grazie alla tecnologia ProPLAY, nuove modalità competitive in MyTEAM e La Città, il ritorno di modalità amate e richieste dai fan, nuove esperienze di gioco di ruolo in La mia CARRIERA, La mia NBA, The W e altro ancora. NBA 2K25 New Gen è disponibile su PS5®, Xbox Series X|S e, per la prima volta, su PC.
“NBA 2K25 è finalmente arrivato. Facendo tesoro dei feedback della community, possiamo offrire ai giocatori il Campo di prova definitivo, dove si possono mettere in mostra le proprie abilità e giocare a Il basket prima di tutto”, ha dichiarato Greg Thomas, presidente di Visual Concepts. “Con il debutto di nuove entusiasmanti modalità competitive in La Città e MyTEAM, oltre a funzioni migliorate e tutorial per i principianti, NBA 2K25 offre un’esperienza impareggiabile sia per i veterani che per i nuovi giocatori. Non c’è mai stato un momento migliore per scendere in campo”.
NBA 2K25 offre una serie di interessanti innovazioni su tutte le piattaforme di nuova generazione:
● Gameplay, potenziato dalla tecnologia ProPLAY: 9.000 nuove animazioni ProPLAY sono state aggiunte a NBA 2K25 trasportando nel gioco i momenti reali dei filmati dell’NBA per un gameplay più autentico. Con 1.500 animazioni per i palleggi, 1.100 animazioni personalizzate dei tiri dei giocatori del roster della stagione NBA 2023-24 e più di 1.300 nuove animazioni fuori dal campo, tra cui 150 nuovi stili di movimento personalizzato, offrendo il gameplay più realistico di sempre.
● Un motore di palleggio completamente rinnovato: NBA 2K25 vanta una delle più importanti trasformazioni al gameplay degli ultimi 15 anni, grazie a un motore di palleggio alimentato dalla tecnologia ProPLAY™, che genera movimenti dinamici tratti dai filmati reali, fornendo un’esperienza di gioco più autentica. Grazie a questo aggiornamento, i giocatori potranno sperimentare un movimento sempre più simile alla realtà.
● La Città: NBA 2K25 presenta una nuovissima e vibrante città incentrata sul basket. La Città è stata progettata per essere più personale e dinamica. Nel cuore della città si trova il Boulevard of the Stars dove è possibile accedere alle modalità di gioco Campi di Prova, il ritorno di Il mio CAMPO e gli iconici MyPARKS di 2K15.
● Il tuo MyTEAM: NBA 2K25 vanta uno dei più importanti aggiornamenti nella storia di MyTEAM: il Parco Triplice Minaccia, in aggiunta a tre altre nuove modalità di gioco, incluse Breakout, Showdown e Re del Campo che rinnovano sia l’esperienza singleplayer che quella multiplayer di MyTEAM. MyTEAM vede inoltre il ritorno della Casa d’Aste con un rinnovato e semplificato processo di ricerca, di acquisto e vendita che assicura un’esperienza più snella e semplice in un unico negozio.
● Cuore di una Dinastia. La mia CARRIERA in NBA 2K25 è incentrata sulla costruzione della prossima grande dinastia. In competizione con le migliori dinastie della storia dell’NBA, i giocatori si sfideranno per raggiungere i playoff e vincere i campionati, al fine di scalare la classifica delle dinastie e fare una delle migliori carriere. Prima di vincere tutto, i giocatori possono costruire le basi della loro carriera e rivivere il viaggio di Il mio GIOCATORE verso l’NBA, in una nuova storia fatta di flashback e chiamata Cuore di una Dinastia.
● DIVENTA UNA LEGGENDA CON THE W – I giocatori possono eclissare le leggende della WNBA e scontrarsi con le stelle nascenti in NBA 2K25, diventando il GOAT della W contro i grandi del passato e del presente, tra cui le stelle della WNBA come l’atleta di copertina A’ja Wilson, o le esordienti di quest’anno.
● L’Era di Steph: La mia NBA introduce muove modalità, tra le quali l’Era di Steph che porta i giocatori indietro nel tempo per rivivere il campionato della dinastia dei Golden State Warriors nel 2017. Il mio GM arriva sulle console di nuova generazione e per la prima volta permette ai giocatori di diventare a pieno titolo General Manager del Team NBA, godendo di un’esperienza completa di gioco di ruolo.
● Impara 2K: NBA 2K25 presenta una nuova modalità che permette ai giocatori di imparare tutto, dalle meccaniche di base, fino all’esecuzione delle mosse più avanzate. Sia che i giocatori vogliano provare il nuovo Tiro Ritmato, le centinaia di mosse, giocare ai minigiochi, esercitarsi o fare pratica, Impara 2K renderà NBA 2K25 più accessibile a tutti.
Le stagioni di NBA 2K25 includono nuove ricompense e contenuti guadagnabili, ogni sei settimane a partire dalla Stagione 1. Ogni stagione prevede 40 livelli di ricompense e oggetti stagionali per i giocatori, mentre il Season 1 Pro Pass (venduto separatamente) offre altri 40 livelli di contenuti premium da guadagnare prima della fine della Season 1. A partire da 61 brani al lancio, la colonna sonora di NBA 2K25 aggiunge nuova musica all’inizio di ogni stagione, con aggiornamenti da parte di importanti etichette discografiche come Interscope e Capitol, nonché di artisti e produttori di talento.
Visitate il sito ufficiale di NBA 2K25 per tutti i dettagli della SKU e per ulteriori informazioni.
Sono passati diversi anni dall’annuncio di Black Myth Wukong. Il mondo videoludico e soprattutto dei Souls, ai tempi ancora orfano di Elden Ring, era ostaggio di una pandemia e l’attenzione che i più riservavano ai videogiochi era maggiore. Tuttavia, l’attesa per Sun Wukong è sempre stata sentita, e finalmente gli appassionati del mondo orientale e i videogiocatori in generale possono mettere mano su un titolo ambizioso dal forte sapore spiritico.
Versione testata: PlayStation 5
Il viaggio
La storia di Black Myth Wukong è liberamente ispirata al libro Viaggio in Occidente, una raccolta di racconti cinesi pubblicata per la prima volta a metà del XVI secolo. In questa versione, Sun Wukong – dopo aver guadagnato il titolo di Buddah – si allontana dal Trono Celeste per vivere una vita più umile con i suoi simili in cima al Monte Huaguo. Tuttavia, le divinità non sono d’accordo e inviano un esercito guidato da Erland Shen, il Dio dell’Acqua.
Dopo un estenuante scontro, che funge da tutorial per il videogiocatore, Erland avrà la meglio su Wukong e lo trasformerà in una roccia, non prima che quest’ultimo abbia separato i suoi sensi dal suo corpo e li abbia sparpagliati per il mondo.
Secoli dopo, l’Anziano del villaggio delle scimmie manderà i giovani a ricercare i sei sensi di Sun Wukong al fine di riportarlo in vita dal suo eterno riposo. Con questa semplice premessa, si apre il viaggio del nostro giovane scimmione verso altri regni e pericoli.
Rispetto ai titoli Souls, dai quali i ragazzi Game Science hanno pesantemente attinto per il combat system e per le meccaniche di gioco in generale, in Black Myth Wukong non si avverte quella sensazione di “desolazione” che da ormai quindici anni permea le creazioni di Miyazaki e affini. Si percepisce difatti che si è di fronte a un mondo vivo, popolato, che si trova quasi al suo culmine. L’ostilità dei nemici, pertanto, è data dall’essere effettivamente degli intrusi in terra straniera, malvisti e preferibili stecchiti piuttosto che in circolazione.
Un altro punto di distacco dai capisaldi del genere riguarda la narrazione, poiché il corso degli eventi è dettagliatamente raccontato durante il proseguo dell’avventura e le descrizioni di oggetti, nemici e NPC sono un piacevole riempitivo che non ha bisogno di essere interpretato e incastrato.
Colpi di scena, intrighi e rivelazioni sono alla base della storia di Black Myth Wukong, la quale mi sento di scrivere che è stata raccontata al meglio delle possibilità con poche sbavature, le quali sono per lo più dettate dall’inesperienza del team in produzioni di questo calibro.
La superbia
Riteniamo che sia molto importante ricordarsi del fatto che Wukong, comunque, sia un videogioco e pertanto deve intrattenere.
Il mondo di gioco si presenta diviso in sei capitoli, completamente differenti l’uno dall’altro; in questo modo, il gioco offre diverse ambientazioni dall’atmosfera unica riuscendo nell’obiettivo di non risultare stancante e ripetitivo a distanza di molte ore, quando il cosiddetto “effetto wow” svanisce.
Grazie a questa struttura per capitoli, i ragazzi di Game Science hanno evitato di costruire un open world che sarebbe risultato veramente pesante da ottimizzare e si sono potuti concentrare sui piccoli dettagli, i quali li approfondiremo nei prossimi paragrafi.
L’esplorazione non è linearissima e sebbene le deviazioni non siano tantissime, queste portano il giocatore – in più di una occasione – a perdere la retta via. Le aree segrete sono abbastanza e – inoltre – ogni capitolo è liberamente esplorabile grazie alla funzione del viaggio rapido. L’esplorabilità dei livelli è altresì fortemente influenzata dal proprio livello e dall’esperienza complessiva acquisita.
La tenacia
Un’altra nota positiva riguarda la presenza di oltre 80 boss. Partendo dal presupposto che in un titolo del genere la presenza di tanti boss – ognuno con moveset e design unici – sia già di per sé una manna dal cielo. Se si considera poi che, in alcune zone e in determinati frangenti, il titolo si trasforma in una boss rush degna delle migliori sfide Shinra, questo fa si che aumenti (e non di poco), il coinvolgimento emotivo del videogiocatore, spingendolo a chiedere di più a sé stesso.
Non mancano ovviamente punti di blocco dove soggettivamente si possa fare più o meno fatica, ma la sensazione generale è che il gioco è sì punitivo ma mai impari. Con la giusta dose di pazienza e apprendimento, qualsiasi situazione ostica può essere affrontata e superata.
Tuttavia, è corretto sottolineare come – nonostante la presenza di tre pose di combattimento – il movepool del nostro novello iniziato può apparire, soprattutto all’inizio, ripetitivo. L’albero delle abilità è immenso e dispersivo, e si fa fatica a comprendere cosa scartare e cosa attivare per costruire una build efficace e adatta al proprio stile di combattimento. Le tre pose fanno da contorno e differiscono solamente nell’utilizzo dell’attacco pesante, il quale comunque richiede punti concentrazione che si accumulano colpendo i nemici o – più inverosimilmente – aspettando pazienti di caricarla con il tasto dedicando pregando di non essere colpiti dal boss di turno.
Dall’altro lato, è possibile in qualsiasi momento resettare e distribuire diversamente le scintille, i punti abilità del gioco, senza alcun malus. Grazie a questa scelta del team, è possibile buildare in maniera meno approfondita all’inizio per poi concentrarsi sulla build in fasi più avanzate del gioco.
Inoltre, durante l’avventura si acquisiranno ulteriori bastoni che, oltre a un miglioramento estetico, aumenteranno danni e altri parametri, rendendo la nostra scimmietta sempre più letale e pericolosa. Lo stesso discorso è applicabile anche alle armature, molto variegate e dagli effetti via via sempre più catastrofici.
Un altro punto macchinoso riguarda il potenziamento permanente delle fiasche, degli attributi e di altri parametri che sono vincolati a specifici NPC presenti in determinati capitoli e pertanto si deve fare ricorso di volta in volta al viaggio rapido per raggiungerli.
Protagonista dell’esperienza di gioco è anche la magia, presente sotto diverse forme, attive o passive, votata sia a fare da supporto che da damage dealer dall’alto valore parametrico. Che tu voglia paralizzare il nemico, evocare altri sei te che combattono al tuo posto o diventare momentaneamente un boss sconfitto, il suo utilizzo nel momento esatto di una boss fight spostano il momentum a favore del giocatore, consentendogli di superare agilmente situazioni spinose.
Così come per lo stile di combattimento, anche ogni singola magia presenta il proprio albero delle abilità da potenziare sempre con le scintille, rendendo quindi più strategica la distribuzione di punti. Al contrario, per le evocazioni e trasformazioni è possibile utilizzare consumabili per potenziarli al costo di rendere l’operazione irreversibile.
Al netto di un moveset fisico abbastanza monotono che richiede troppe combo per poter iniziare a fare un quantitativo accettabile di danni, la combinazione di attacchi fisici e magici rende ogni scontro unico e memorabile, mantenendo sempre alta la spettacolarità dei singoli combattimenti.
La vista
Il titolo, giocato su PlayStation 5, presenta dei panorami e scorci magnifici e a dir poco spacca mascella. La scelta di costruire delle ambientazioni più minute ha fatto sì che i ragazzi potessero aumentare il carico prestazionale e concentrarsi maggiormente sui dettagli.
Il motore di gioco risponde a una fisica veramente articolata, e lo dimostra il fatto che i corpi dei nemici sconfitti possano essere trasportati in giro passandoci sopra e che alcune strutture siano distruttibili. L’illuminazione è ottima e difficilmente ha presentato sbavature (se non in alcuni casi in cui vi è il passaggio da zone più luminose a zone più buie e viceversa), rendendo reale il passaggio tra ombre e luci, tra caverne e campo aperto.
In modalità prestazioni il titolo tiene sempre graniticamente i famigerati 60 fotogrammi, almeno nelle situazioni più tranquille. Difatti, durante le boss fight, capita spesso che prima cali il frame rate sotto anche i 30 fotogrammi e poi la risoluzione, non riuscendo comunque per alcuni frangenti a garantire la fluidità richiesta. Inoltre, alcuni comandi soffrono di un leggero input lag, rendendo frustranti situazioni in cui si ha il controllo della situazione e improvvisamente per cause non proprie ci si ritrova con le spalle al muro.
Inoltre, sempre dai titoli di Miyazaki il gioco si porta dietro il problema della gestione della telecamera, con i boss aerei e/o grandi, chiedendo più tentativi per meccanicizzare le dinamiche di gioco.
Ci sentiamo però di dire che sono difetti che possono essere corretti serenamente con delle patch post lancio, e che – sebbene incidano – nell’esperienza, non la minano a tal punto da interrompere il viaggio della nostra amata scimmietta. Sono tutt’al più delle mancanze di un team giovane e inesperto che ha lasciato qualcosa per strada, ma al quale va riconosciuto di aver creato un prodotto che non mostra troppo i fianchi e non sbianca nel confronto con produzioni più blasonate e altisonanti.
Commento finale (La fine del viaggio)
Black Myth Wukong è un titolo estremamente ambizioso nel quale un team alla sua prima esperienza in un progetto di queste dimensioni ne esce a testa alta. Ogni singolo aspetto del gioco è una dichiarazione d’amore che i ragazzi hanno voluto omaggiare sia all’opera originale che al loro lavoro. Al netto di qualche difetto fisiologico spuntato fuori durante lo sviluppo, è un gioco che si lascia giocare e soprattutto riesce a fare ciò che deve principalmente fare un videogioco: divertire. La difficoltà non è scalabile se non in-game, tramite le giuste abilità ed equipaggiamento. Il livello di sfida non è mai impari e sempre accessibile, a patto che il giocatore affronti capitoli e boss al giusto livello, dopo aver completato l’esplorazione e migliorato la propria build. Rispetto ad altri esponenti del genere, è più semplice da affrontare e può essere un ottimo punto di partenza per i novizi e un ottimo allenamento per i veterani del genere. Ci sentiamo pertanto di consigliarlo complimentandoci con i ragazzi di Game Science con un enorme applauso virtuale.
Ormai manca sempre meno all’uscita dell’atteso nuovo gioco calcistico di EA Sports. Infatti, il lancio di FC 25 è previsto a partire dal 20 settembre 2024 per chi ha prenotato la Ultimate Edition. Il lancio globale – invece – è fissato al 27 settembre 2024 per PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S, Xbox One, PC, e Nintendo Switch. L’obiettivo del colosso canadese, anche quest’anno, è di proporre l’esperienza calcistica più autentica in circolazione, non solo in termini di gameplay ma anche in termini contenutistici e di accordi con le squadre e i giocatori reali.
Per maggiori dettagli vi invitiamo a dare uno sguardo al comunicato stampa qui di seguito:
Electronic Arts ha confermato una serie di nuove ed esclusive partnership di marketing pluriennali e integrazioni in-game con alcuni dei più grandi nomi del calcio. Tra queste figurano partnership marketing e licenze esclusive con due giganti italiani, l’AS Roma e l’SSC Napoli, oltre a partnership marketing esclusive con Fenerbahçe SK, Galatasaray S.K., FK Bodø/Glimt e il campionato argentino Liga Profesional de Fútbol (LPF), che contribuiscono agli oltre 700 club e 30 campionati disponibili in EA SPORTS FC 25.
Queste partnership contribuiscono a creare in EA SPORTS FC 25 un livello di autenticità senza pari, che prende vita grazie a una rosa di giocatori provenienti dai più grandi club e campionati di tutto il mondo. Inoltre, i nuovi format della UEFA Champions League, dell’Europa League e dell’Europa Conference League saranno presenti esclusivamente nelle modalità Carriera e Torneo di FC 25, per offrire ai giocatori una rinnovata esperienza di gioco.
Tra i campionati presenti vi sono la Premier League, la LALIGA EA SPORTS, la Bundesliga, la Ligue 1 McDonald’s, la Serie A Enilive, la CONMEBOL Libertadores, la Barclays Women’s Super League, la National Women’s Soccer League e molti altri.
Questa notizia arriva insieme alla conferma che più di 120 stadi di calcio autentici, provenienti da tutto il mondo, saranno presenti in EA SPORTS FC 25. Le iconiche aggiunte dal mondo reale di quest’anno includono il Mâs Monumental del River Plate, il De Kuip del Feyenoord a Rotterdam, l’Estádio José Alvalade dello Sporting CP, l’Ali Sami Yen Spor Kompleksi Rams Park del Galatasaray S.K. e l’Ülker Stadyumu, Fenerbahçe Şükrü Saracoğlu Spor Kompleksi del Fenerbahçe. Anche il leggendario stadio francese, lo Stade Bollaert-Delelis, porterà la sua atmosfera unica in FC 25 per la prima volta nelle modalità di gioco Calcio d’inizio e Carriera, oltre che in Ultimate Team.
Altri stadi saranno oggetto di ricostruzioni significative dopo il completamento dei lavori di ristrutturazione nel mondo reale, tra cui l’Estadio Santiago Bernabéu del Real Madrid e l’Estadio de la Cerámica del Villarreal CF. In qualità di partner ufficiale della squadra maschile dell’Olympique de Marseille (OM), EA SPORTS FC riflette nel gioco i miglioramenti apportati allo stadio Orange Vélodrome, garantendo un’esperienza realistica del match day.
“Con EA SPORTS FC 25 continuiamo a costruire l’esperienza di calcio più realistica possibile”, ha dichiarato James Salmon, Senior Marketing Director, EA SPORTS FC. “Grazie a nuove e continue partnership con i club più amati, oltre a stadi nuovi e aggiornati, stiamo mantenendo la nostra promessa verso i giocatori, che potranno immergersi completamente nell’esperienza del gioco che amano”.
Oltre a rinnovare numerose partnership, EA SPORTS FC ha ampliato quelle esistenti, tra cui Ligue 1 McDonald’s, annunciando diverse aggiunte in-game e rinnovi di partnership che miglioreranno l’esperienza di gioco con i club francesi per i tifosi. Dalle ultime inclusioni di stadi (Stade Bollaert-Delelis e Orange Velodrome Stadium) al rinnovo della partnership di lunga data con l’Olympique de Marseille (OM), con un accordo pluriennale. La partnership sosterrà l’OM Next Gen e il programma FC FUTURES, che è il piano di EA SPORTS FC per investire in modo significativo nel calcio a livello locale attraverso l’innovazione del prodotto, gli investimenti per le community e le iniziative dei partner, attraverso le basi del calcio. Maggiori informazioni saranno rivelate nel corso dell’anno.
La partnership di EA SPORTS FC con l’AS Roma porterà in-game sia la squadra maschile che quella femminile. FC 25 è il primo episodio in cui per la prima volta i club femminili saranno presenti nella modalità Carriera, compresi i cinque principali campionati femminili: Barclays Women’s Super League, Arkema Première Ligue, National Women’s Soccer League, Google Pixel Frauen-Bundesliga, Liga F e la prestigiosa UEFA Women’s Champions League. Queste partnership si sono allineate per affermare FC 25 come un gioco che raggiunge la parità con il calcio maschile e femminile in tutte le modalità di gioco e contribuisce ulteriormente all’impegno di EA SPORTS FC di far conoscere il calcio femminile.
EA SPORTS FC 25 non solo presenterà i nuovi giocatori e le nuove competizioni, ma porterà anche 21 leggende storiche maschili e femminili in-game sotto forma di Eroi e ICONE. 13 nuovi calciatori supereroi si aggiungono ai più recenti Eroi in Ultimate Team, tra cui Eden Hazard, Maicon, Tim Howard e Laura Georges, mentre le 8 nuove ICONE aggiunte a FC 25 includono la superstar gallese Gareth Bale, da poco ritirata, la celebre centrocampista giapponese Aya Miyama e uno dei portieri più celebri al mondo, Gianluigi Buffon. L’elenco completo delle ICONE comprende:
Gareth Bale
Lotta Schelin
Lilian Thuram
Gianluigi Buffon
Nadine Angerer
Marinette Pichon
Julie Foudy
Aya Miyama
Grazie al supporto di oltre 300 partner calcistici a livello globale, FC 25 presenterà più di 19.000 atleti di oltre 700 squadre e 30 campionati, che giocheranno in più di 120 stadi reali. Questa autenticità di fondo si estende al gameplay di FC 25 grazie all’introduzione di FC IQ, un motore tattico riconcepito che definisce il modo di giocare delle squadre offrendo un maggiore controllo strategico, il riconoscimento dei ruoli individuali dei giocatori, caratteristiche di movimento più accurate definite da HyperMotionV* e compagni di squadra più intelligenti per sfruttare al meglio ogni giocata.
Vi ricordiamo che FC 25 sarà disponibile dal 27 settembre 2024 per PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S, Xbox One, PC, e Nintendo Switch.
Non si arresta la corsa di Black Myth: Wukong, che raggiunge l’incredibile risultato di 18 milioni di unità vendute in appena due settimane.
La conferma arriva direttamente da Daniel Wu di Hero Games, il maggiore azionista esterno dello sviluppatore Game Science, nell’ambito di un’intervista rilasciata a Bloomberg.
Continua dunque l’enorme successo commerciale della produzione cinese, dopo il record segnato fin dal D1 su Steam per il titolo single player con il più alto numero di giocatori attivi contemporaneamente.
Non finiscono tuttavia qui le sorprese: nel corso dell’intervista è stata altresì confermata un’espansione in via di sviluppo. La cosa tuttavia non sorprende, sia alla luce dell’incredibile riscontro a livello internazionale, ma altresì per la quantità di contenuti originariamente previsti per il titolo. Secondo alcuni leaker infatti Black Myth: Wukong avrebbe dovuto includere tredici capitoli, poi ridotti a sei per motivi di budget. In tal senso, si vocifera che saranno due i DLC in arrivo per il titolo di esordio di Game Science.
Se siete tra coloro che non si sono fatti scappare l’action cinese, vi ricordiamo il nostro coverage di seguito:
Come riportato da Gematsu, Microsoft ospiterà Xbox Tokyo Game Show 2024 Broadcast il 26 settembre alle 19:00 JST (ore 12 CEST). Saranno presenti contenuti di Xbox Game Studios, Activision, Blizzard Entertainment e Bethesda Softworks, nonché “un’entusiasmante serie di giochi di partner terzi con sede principalmente in Giappone e in tutta l’Asia”, inclusi i giochi in arrivo su Xbox Game Pass. La trasmissione in diretta sarà disponibile su alcuni canali social Xbox.
Vi ricordiamo che il Tokyo Game Show 2024 si terrà dal 26 al 29 settembre al Makuhari Messe di Chiba, in Giappone.
Sony Interactive Entertainment ha condivisoun’anteprima di alcuni dei suoi piani per il 30° anniversario di PlayStation, che celebrerà il 3 dicembre. Le rivelazioni di oggi includono una versione di prova gratuita di Gran Turismo 7 chiamata My First Gran Turismo , colonne sonore di giochi digitali, una collezione di prodotti “Shapes of Play”, un weekend multigiocatore online gratuito e tornei di eSport. Secondo Sony Interactive Entertainment, queste attività e uscite sono “solo un assaggio di ciò che verrà” mentre si avvicina il 30° anniversario della console.
Tutti i dettagli qui di seguito:
ASTRO BOT – Opportunità fotografica per il 30° anniversario di PlayStation
PlayStation è lieta di condividere un’anteprima di un’opportunità fotografica per il 30° anniversario situata nell’hub centrale di ASTRO BOT, dove i Bot che avete salvato durante le vostre avventure spaziali si incontreranno, pronti a ballare insieme a voi.
My First Gran Turismo
In questa festa, non perdetevi My First Gran Turismo, una versione di prova gratuita pensata per attrarre giocatori di ogni livello di abilità verso l’acclamato Gran Turismo 7. Questa prossima uscita includerà alcune delle auto, dei tracciati e degli eventi di gara preferiti che evocano la nostalgia e l’emozione della primissima esperienza di Gran Turismo.
Colonne sonore di giochi digitali
In collaborazione con Sony Music, ogni mese da ottobre a gennaio, saranno pubblicate per la prima volta su Spotify un set di colonne sonore digitali dei franchise PlayStation preferiti dai fan.
Potrete riprodurre in streaming le seguenti colonne sonore di gioco su Spotify o acquistarle su vari store di musica digitale, tra cui Amazon Music, Apple Music e rivenditori di musica partecipanti:
God of War
God of War II
God of War: Ghost of Sparta
Twisted Metal
Starhawk
Warhawk
Unit 13
Ulteriori uscite di colonne sonore digitali saranno aggiunte a questa playlist prossimamente.
Shapes of Play
Una nuova collezione di prodotti chiamata “Shapes of Play”, realizzata dal team dietro la progettazione delle console PlayStation, offre l’opportunità di creare divertenti forme iconiche:
Shapes of Play: Battle – Un gioco da tavolo in cui potete sfidare un amico ad allineare quattro forme diverse dello stesso colore sul tabellone per vincere.
Shapes of Play: Create – Un set di blocchi magnetici che potete posizionare in qualsiasi direzione per creare forme divertenti.
Shapes of Play: Recharge – vi consente di sperimentare un nuovo modo di ricaricavi tra una partita e l’altra, soprattutto dopo quella dura battaglia con il boss.
Shapes of Play verrà lanciato a dicembre 2024, esclusivamente tramite http://direct.playstation.com/ negli Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Austria, Spagna, Portogallo, Italia e Benelux. I preordini iniziano oggi esclusivamente tramite PlayStation Direct.
Weekend multigiocatore online gratuito e tornei di eSport
Dal 21 al 22 settembre, ci sarà un weekend multigiocatore online gratuito e tornei eSport entusiasmanti!. In quei giorni, potrete divertirvi con il multigiocatore online senza avere un abbonamento a PlayStation Plus, sulle console PlayStation 5 e PlayStation 4.
Nello stesso weekend, ci saranno anche una serie di tornei eSport per PlayStation 5, con titoli come NBA 2K24 , NBA 2K25 , Madden NFL 24 , MLB The Show 24 , EA UFC 5, Tekken 8 e Guilty Gear: Strive. Se possedete uno di questi giochi e vi qualificate, potrete competere il 21 e 22 settembre per vincere uno speciale avatar a tema 30° anniversario e altri premi specifici del gioco. I giocatori su PlayStation 5 possono iscriversi tramite Game Hub o il pulsante PlayStation Tournaments nel gioco. Tenete d’occhio: http://compete.playstation.com/ per tutti i dettagli sui prossimi tornei.
Dopo aver testato due prodotti della famiglia SXFI, Creative Zen Hybrid SXFI e Creative Zen Air SXFI, torniamo a parlare di Creative ma stavolta di un device decisamente più tradizionale, in termini di ascolto, meno per quanto riguarda il design. Le ultime cuffie wireless del produttore con sede a Singapore, Creative Outlier Go, presentano un design open-ear e sono state progettate per garantire un comfort personalizzato ed un audio ricco ed immersivo (anche se privo della tecnologia olografica proprietaria SXFI). Dotate di driver al neodimio da 14,2 mm, Bluetooth 5.4 (che permette il collegamento multipoint di due dispositivi), una durata della batteria fino a 26 ore, modalità a bassa latenza, la certificazione IPX4 e una vestibilità regolabile che si adatta a tutte le tipologie di orecchio, le Outlier Go rappresentano un must per chi è spesso in movimento e vuole godersi una qualità del suono superiore (ad un prezzo incredibilmente contenuto, 59,99 €) pur rimanendo connesso all’ambiente circostante.
Confezione di vendita
1 x Creative Outlier Go
1 x custodia di ricarica USB-C
1 x cavo di ricarica USB-C
1 x guida rapida
Specifiche tecniche
Stile: A gancio per l’orecchio
Tipo di Prodotto: Cuffie wireless
Connettività: Bluetooth 5.4
Impermeabile: IPX4
Temperatura di funzionamento: 0–45°C
Utilizzo consigliato: In movimento, Musica / Film
Dimensioni (L x P x A): Auricolare (per lato): 54 x 40,34 x 16,63 mm, Custodia di ricarica: 103 x 55 x 25,8 mm
Peso: Auricolari: 2 x 11g, Custodia di ricarica: 56g
Lunghezza cavo (da estremità a estremità): 0.3m / 0.98 ft
Durata della batteria: Fino a 6 ore per ricarica, Fino a 26 ore di riproduzione totale* Basato su un livello di volume moderato. La durata effettiva della batteria varia in base all’uso, alle impostazioni, ai brani e alle condizioni ambientali.
Tipo di batteria: (Custodia di ricarica) Batteria agli ioni di litio ricaricabile x 1 – 600 mAh, (Per auricolare) 1 batteria ricaricabile ai litio da 60 mAh
Tipo di ricarica: USB tipo C
Microfono: Sensibilità @ 1 kHz: -38 dBV/Pa
Staccabile: No
Assistente vocale: Siri, Assistente Google
Tipo: Omnidirezionale x 1 (per auricolare)
Driver: Risposta in frequenza: 20-20.000 Hz, tipo: Al neodimio x 2
Codec wireless: AAC, SBC, Supporta la modalità a bassa latenza per film e giochi
Profili: (HFP) Hands-free Profile, (A2DP) Advanced Audio Distribution Profile, (AVRCP) Audio/Video Remote Control Profile, Supporta il Multipoint per un massimo di 2 dispositivi
Frequenza operativa: 2402–2480 MHz
Raggio di funzionamento: Fino a 10 m*, *Misurazione eseguita in spazi aperti. Muri e altre strutture possono ridurre la portata del dispositivo.
Comandi:
Riproduzione: Sì
Volume: Sì
Chiamata: Sì
Assistente vocale: Sì
Alimentazione: Sì
Tipo: Comandi touch
Colore: Blu scuro
Design e qualità costruttiva
Partiamo subito dal design. Non ci troviamo dinanzi alle “solite” cuffie in-ear o a “bastoncino” ma bensì open-ear. Che cosa vuol dire? Vuol dire che le cuffie Outlier Go, sono caratterizzate da un gancio che permettono all’ascoltatore di agganciarle alla curva naturale dell’orecchio; in questo modo si ha una maggiore flessibilità, assicurando comfort e comodità per tutto il giorno. Il risvolto della medaglia di una scelta del genere, è che bisogna un attimo perderci qualche minuto per trovare il giusto “fit”. Sia per quanto riguarda il serraggio del gancio e sia in termini di rotazione (sia in altezza che lateralmente) della cuffia: Quest’ultima infatti, può essere ruotata per trovare il giusto angolo di regolazione. Vi garantiamo che, seppur possa sembrare un processo arzigogolato, non lo è affatto. Ci siamo trovati davvero benissimo. E se ve lo state chiedendo, le cuffie non si muovono quasi per niente, anche provando ad agitare veementemente il capo, sono sempre rimaste in posizione.
Una volta terminato l’ascolto, è necessario riportare le cuffie (dimensioni: 54 x 40,34 x 16,63 mm per auricolare) alla posizione originaria per inserirle nella custodia di ricarica. Una custodia schiacciata e dalle forme rotondeggianti, sicuramente più “ingombrante” in termini di lunghezza (rispetto a quelle canoniche delle in-ear) ma meno per quanto riguarda l’altezza. Le dimensioni sono: 103 x 55 x 25,8 mm. E’ pertanto possibile riporla comodamente nella tasca dei pantaloni (anteriore o posteriore che sia), in uno zaino, nella borsa e perché no, di tenerla agevolmente nel palmo delle proprie mani. In termini di materiali – invece – c’è un ampio utilizzo di plastica. L’unica finitura differente è rinvenibile interno ai ganci delle orecchie. Infatti, sono ricoperti di morbido silicone, piuttosto piacevole al tatto altrettanto sulle orecchie.
Comandi (purtroppo touch)
I comandi della Outlier Go, purtroppo sono di tipo touch (una tipologia che più volte abbiamo ribadito che non ci piace particolarmente). Li abbiamo messi a dura prova, il risultato? Come immaginavamo, non sono sempre precisissimi, anzi, tanto da averci dato più di qualche grattacapo per attivarli. Se fossero stati fisici, sarebbe stato decisamente meglio! Detto questo, i comandi touch sono personalizzabili attraverso l’App Creative che permette altresì di disattivare gli avvisi vocali, selezionare i preset EQ e aggiornare il firmware.
Qualità del Suono
Prima di indossare gli auricolari in questione, eravamo un po’ scettici sulla resa sonora. Fortunatamente le nostre preoccupazioni sono rapidamente sparite. Il ritmo è vibrante, il tutto senza isolarsi dal mondo circostante. Grazie all’algoritmo Adaptive Equal Loudness Correction (AELC), è possibile godere di un suono (praticamente in qualsiasi genere musicale) davvero bilanciato con bassi potenti, una buonissima risposta della frequenza media e alti ben evidenziati. Anche le voci sono chiarissime, soprattutto utilizzando le cuffie per guardare video, film e serie TV, con dialoghi cristallini e presenti. Giochicchiando con i profili dell’EQ preimpostati dell’app Creative, è possibile ottenere risultati ancora migliori in termini di sound (noi prediligiamo il profilo Rock che – a nostro giudizio – sembra essere quello più completo). Gli Outlier Go dispongono – inoltre – di una funzione di auto-sintonizzazione per adattarsi alle differenze di volume in qualsiasi ambiente. La modalità a bassa latenza è particolarmente utile per i giocatori, garantendo un’esperienza audio priva di interruzioni.
Microfono
Il microfono è integrato Omnidirezionale x 1 (per auricolare) e supporta gli assistenti vocali come Siri e Google; vi lasciamo alla nostra registrazione:
Durata della batteria
Fino a 26 ore di riproduzione totale con 6 ore per carica.
Commento finale
Creative Outlier Go, è una ottima scelta per l’ascoltatore che è alla ricerca di cuffie wireless open-ear comode e per un utilizzo prolungato, soprattutto se si è spesso fuori casa, e dalle ottime qualità audio, il tutto senza sacrificare la dotazione tecnologica. Infatti, supportano la tecnologia Bluetooth 5.4 (che permette il collegamento multipoint di due dispositivi), la durata della batteria è fino a 26 ore, dispongono di una modalità a bassa latenza e la certificazione IPX4. Peccato per i comandi touch, non sempre responsivi e funzionali. Ma a parte questo, ci sentiamo di consigliarli, anche considerando il costo, parliamo di 59,99 €, un prezzo decisamente appetitoso.
Il servizio Prime Gaming -in Italia incluso nell’abbonamento Prime di Amazon– per tutto il mese di settembre, offrirà nuovi titoli per il vostro PC, per un totale di oltre20 incredibili giochi completamente gratis.
Già disponibili:
Middle-earth: Shadow of Mordor Game of the Year Edition
Anche nel mese d’agosto Amazon Luna, il servizio di gioco in streaming di Amazon, offre agli abbonati Prime una selezione di titoli da giocare direttamente sui nostri browser.
Mega Man 11
Middle-earth: Shadow of War
LEGO Indiana Jones: The Original Adventures
Whisker Waters
Super Meat Boy Forever
CleM
Fallout New Vegas: Ultimate Edition
Fallout 3: Game of the Year Edition
Se siete in possesso di un abbonamento Prime, potrete riscattare i vostri giochi e ricompense esclusive di Prime Gaming recandovi al seguente link e seguendo le indicazioni offerte dal team di Amazon. Per usufruire della maggior parte del catalogo gratuito di titoli Prime Gaming è necessario scaricare e installare il launcher Amazon Games.
Come ogni giovedìEpic Games Store regala uno o più giochi gratuiti per il nostro PC, questa settimana puntiamo a vincere tutto con la nostra squadra di calcio dei sogni in Football Manager 2024, e pianifichiamo ogni passo e ogni colpo con il nostro fucile in Sniper Ghost Warrior Contracts!
Football Manager 2024 è il manageriale più apprezzato dagli amanti del calcio, che in quest’ultima versione ci porta non solo aggiornamenti al vastissimo roster di giocatori provenienti da tutto il mondo, ma anche importanti novità sul lato della rappresentazione delle partite, con una migliorata rappresentazione visiva dell’azione di gioco, maggiore controllo sui calci piazzati, e nuovi modi per allenare i nostri calciatori non solo nell’aspetto fisico ma anche quello mentale.
Sniper Ghost Warrior Contracts è il quinto capitolo della rinomata serie di FPS d’infiltrazione creati da CI Games che ci mette nei panni di un provetto cecchino pronto a tutto pur do compiere con la sua missione. Questa volta ci troviamo in Siberia, e per combattere il gelo e le intemperie saremo dotati di gadgetfuturistici, e un nuovo sistema di mira dinamica che ci faciliterà a rimanere nell’ombra e evitare gli scontri in campo aperto.
Potete fare vostri la Football Manager 2024 e Sniper Ghost Warrior Contracts solo sull’ Epic Game Store, creando un account -in caso non l’aveste ancora fatto- e seguendo i corrispettivi linkai giochi. Non fatevi sfuggire queste offerte, che scadranno alle ore 17:00 di giovedì 12 settembre.
E non perdetevi la live sul nostro canale ufficiale Twitch di 4News.it, in onda ogni giovedì alle 18:30, per scoprire assieme a Edoardo “SamaelBecks” Bechis cosa ci propongono questi, e altri titoli gratuiti nella rubrica #GiochiXPovery.
Abbiamo avuto l’opportunità (grazie al codice gratuito gentilmente concessoci da PlayStation Italia) di mettere le mani sull’attesissima esclusiva – sviluppata da Team Asobi – in arrivo il prossimo 6 settembre 2024 per PlayStation 5: Astro Bot. Si tratta di una vera e propria evoluzione di ASTRO’s PLAYROOM, gioco gratuito (o per meglio dire tech demo) – che ha avuto uno straordinario successo. Pubblicato nel 2020 (sempre in esclusiva sull’ammiraglia Sony), con il solo obiettivo di accompagnare i giocatori in una magica esplorazione della console PS5 e del suo straordinario e versatile DualSense.
Per chi non ci ha mai giocato: Playroomha fatto breccia in milioni di cuori (rappresentando una pietra miliare dell’inizio della generazione PS5) grazie ai suoi splendidi e coloratissimi paesaggi, il design creativo e fantasioso dei livelli e il tanto e sano divertimento platform old school offerto, il tutto accompagnato da una colonna sonora ispiratissima e dalle incredibili feature (feedback aptico e trigger adattivi) del citato controller PS5.
Sony probabilmente ha visto quanto è stato ben accolto Playroom e ha captato l’opportunità, dando il via libera allo studio giapponese Team Asobi per la realizzazione di un gioco Astro a tutti gli effetti. Astro Bot, è un platform più grande e ambizioso che si basa sulle idee di Playroom. Un titolo che ha ci ha decisamente impressionati, tanto da avere – a nostro giudizio – tutte le carte in regola per essere (finalmente) la risposta concreta e audace di Sony a Super Mariodi Nintendo. Insomma, un ottimo modo per celebrare i 30 anni di storia di PlayStation.
Trailer di lancio di Astro Bot
Versione testata: PlayStation 5
I Bot hanno bisogno di voi
La nave madre (dalle fattezze di una PS5)è stata gravemente danneggiata, lasciando ASTRO e l’equipaggio dei BOT dispersi in una pluralità di galassie differenti. È tempo di utilizzare il fidato Dual Speeder per attraversare oltre 50 pianeti stracolmi di sfide, insidie e tanto, tantissimo divertimento. Durante il viaggio, dovrete sfruttare i mirabolanti poteri di ASTRO per riunirvi con molti degli iconici eroi che hanno caratterizzato le cinque generazioni dell’universo PlayStation.
Un universo magico e affascinante
Fin dai primi istanti di gioco, Astro Bot mostra tutto il suo carattere, prepotentemente e senza alcuna incertezza. Il giocatore è chiamato – come anticipato – a pilotare un’astronave (a forma di DualSense) attorno ad una mappa intergalattica, con diversi sistemi e pianeti che la compongono. Entrando in un sistema, al suo interno ci sono tutta una serie di livelli/mondi differenti (alcuni possono essere sbloccati completando alcuni percorsi alternativi all’interno di un determinato livello). L’obiettivo principale del gameplay è quello di offrire un’esperienza platforming intuitiva e rilassata (anche se in molte occasioni non ci ha rilassato affatto) ricco di segreti e sfide da scoprire. Dalle lussureggianti giungle alle spiagge tropicali sabbiose, passando per i canyon, i livelli spaziali, quelli acquatici e ancora: quelli invernali o addirittura ambientati in un vero e proprio casinò, scoprirete luoghi incantevoli che renderanno ogni pianeta un viaggio unico ed indimenticabile. Salvando gli altri BOTS (300 in totale fra cui oltre 150 sono eroi iconici PlayStation) dalle perfide grinfie di una pletora di nemici differenti: questi vi aiuteranno a ricostruire la navetta spaziale e a rimettere in carreggiata il viaggio cosmico intrapreso.
Molti elementi di gioco, soprattutto per i giocatori più esperti e con qualche anno sulle spalle, sicuramente richiameranno qualcosa alla mente. E’ assolutamente normale che un platform di tale portata si sia ispirato al passato. Fra i titoli classici che hanno “dato il loro contributo” ad Astro Bot, troviamo – senza alcuna ombra di dubbio – Crash Bandicoot (1996), Super Mario 64 (1996) e che fa attualmente parte della collection 3D All-Stars, Super Mario Sunshine (2002), Star Fox 64 (1997) e … be’, sicuramente ne abbiamo dimenticato qualcuno. E non si tratta di una ispirazione e basta o di un semplice “copia e incolla”, assolutamente no. Gli elementi cardini, tanto amati dai giocatori dei titoli citati, sono stati riadattati ed arricchiti per risultare ancora più belli, immersivi e divertenti da sperimentare. Ed è così che vediamo che lo Splac 3000 di Sunshine, in Astro Bot, è stato sostituito da diverse meccaniche differenti ma che risultano al contempo tanto simili ma anche avere un’identità propria. Ad esempio ASTRO può diventare una spugna che all’occorrenza raccoglie acqua (gonfiandosi e facendo diventare gigante il nostro simpatico robottino). Acqua che può essere spruzzata per eliminare nemici incandescenti e che lanciano lava e fuoco, spegnere il fuoco stesso per aprirsi un percorso, ripulire elementi di gioco per svelare percorsi e/o collezionabili segreti; il tutto in un modo simile a quanto fa Super Mario in Sunshine ma che lo sviluppatore giapponese è riuscito a rendere ancora più brioso e divertente da sperimentare.
E ancora, molti nemici ricordano – davvero tanto – alcuni vistisi in Mario 64: il Torcibruco (che in Astro Bot lo ritroviamo in una veste mecha), o ancora i Goomba che nell’IP di Asobi, assumono vesti differenti (Foo-Goo, Nidhog) e quanto mai azzeccate, e che brillano di luce propria. Ce ne sono tanti altri, ma ve li lasciamo scoprire a voi! E a proposito di nemici, ogni galassia presenta un boss finale (lo scontro si sblocca esclusivamente completando i pianeti/mondi che compongono quella determinata galassia), dalle impostazioni che ricordano molto da vicino quelle di Star Fox 64 (ma decisamente più simpatici, anche se pronti a tutto pur di annientarci). P.S. ci sono anche dei mini-boss (mini nel nome, date le dimensioni sproporzionate rispetto al nostro ASTRO) che ci hanno veramente rallegrato grazie a battaglie a dir poco roboanti. Sia i boss che i “mini” non sono difficilissimi da affrontare; una volta carpito il pattern d’attacco e le relative animazioni, non avrete grossissimi problemi per sconfiggerli.
Non fatevi ingannare dalla grafica vibrante e dalle animazioni coloratissime; Astro Bot può soddisfare anche i palati più accaniti ed esigenti. Il tasso di sfida – in particolare – può essere molto elevato, mettendo alla prova la destrezza delle dita, i tempi di reazione e la pazienza. In particolare, ogni galassia presenta (seppur non sono necessari per proseguire), un particolare asteroide e/o un pianeta, che se colpiti, sbloccano una nuova tipologia di pianeti (come ad esempio pixel scatenati, terreno cedevole ecc.) e quattro livelli hardcore; questi ultimi richiedono di dar fondo a tutte le abilità acquisite, ad una velocità e con pericolosità ambientali, nemici e platforming a dir poco estremi. Non vi vogliamo mentire, alcuni hanno richiesto tantissimi tentativi per il completamento. Il premio? Un BOT. Ma vi garantiamo che – al netto della difficoltà – sono molto divertenti (e altrettanto soddisfacenti se completati) da giocare.
Potreste invece morire in tanti altri modi, ma vi garantiamo che contro i boss non saranno frequentissime. Nello specifico, la dipartita prematura può avvenire in modi molto divergenti fra loro, cannando allegramente la promessa di “essere un’esperienza rilassante”. I mondi di gioco in primis e i nemici poi, possono mandarci al creatore in modi tanto incredibili quanto esilaranti. Schiacciati, lanciati, affettati, ingoiati, elettrificati, bruciati (oh mamma) e come evitarlo? Grazie ai power-up; potenziamenti (decisamente variegati) in grado di salvarci la pellaccia. Oltre alla citata spugna, ci sono: Un gallo che permette di saltare più in alto (e al contempo distruggere i nemici), un cane propulsore che invece consente di superare le distanze orizzontali ed infrangere vetri (oltre che cattivoni) o ancora, guantoni a forma di rane allungabili per avere una gittata molto più ampia, time-lapse, una scimmia che consente di lanciare oggetti, la pentola a pressione (almeno ci è sembrata essere una pentola) che permette di chiudersi a guscio, evitando danni da fuoco ed elettrici e contrattaccando appena c’è ne è l’opportunità, l’elefante che raccoglie qualsiasi liquido che può essere trasformato in piattaforme (di breve durata), il topolino che vi rimpicciolisce ed infine – il nostro preferito – il polipo gonfiabile, che oltre a permettere di muoversi verso l’alto e verso il basso, da modo di gonfiare alcuni nemici, facendoli esplodere. Ci siamo davvero divertiti ad utilizzare ognuno dei potenziamenti menzionati.
Ogni livello in Astro Bot presenta un sistema di checkpoint (davvero generosi) con respawn rapidissimi che ri-immergono il giocatore nel vivo dell’azione. I mondi contrassegnati come “difficili”, invece, vi faranno venire il mal di testa, in quanto la morte vi riporterà all’inizio del livello. In questo modo, livelli che a modalità facile e normale durano si e no 5 minuti, finiranno per durare molto molto di più!
Ciò che rende il gioco ancora più interessante è la quantità (e la qualità) di interazione fisiche e la creatività nel level design, un qualcosa sempre più difficile da vedere nelle produzioni moderne. C’è una fluidità impressionante in tutto quello che accade, con ogni livello – ricchissimo e vivissimo – è caratterizzato da situazioni ambientali differenti, alcune – anche se realizzate finemente – forse un po’ ridondanti, come l’ampio utilizzo del vetro, le cui schegge si rompono e cadono a seconda del punto di impatto e alla velocità con cui ci si muove o ci si salti sopra.
La celebrazione di PlayStation
In combinazione con la creatività e i richiami al mondo PlayStation, sembra che il Team Asobi abbia davvero colto nel segno su cosa abbia reso le varie console Sony così popolari e grandiose. I bot che è possibile incontrare e salvare in base ai personaggi dei franchise PlayStation passati e presenti, sono svariati, da Um Jammer Lammy (che forse i più giovani non conosceranno), passando per LocoRoco, Solid Snake, Psycho Mantis, Big Boss, Kratos, Crash, Aloy, Nathan Drake, Bloodborne e tanti tanti altri. Ma non è tutto, in quanto è possibile affrontare – ATTENZIONE SPOILER – livelli a tema, come ad esempio quello God of War o quello Uncharted . Questi, oltre a far fare al giocatore un tuffo nostalgico, lo deliziano con tutta una serie di meccaniche proprie di quella IP. Ad esempio l’utilizzo del Martello Mjolnir o di sezioni shooter tipiche del buon Drake e con tutta una serie di rimandi, oggetti, nemici, situazioni ambientali che vi faranno ritornare la voglia di giocare ai recenti God Of War del 2018, al sequel Ragnarok o alla Nathan Drake Collection.
Un hub strampalato
Sul pianeta base – invece – oltre a dare “accoglienza” a tutti i BOT soccorsi e salvati, è possibile interagire con quattro parchi sbloccabili attraverso i pezzi di puzzle (altro collezionabile presente nel mondo di gioco e nello specifico nei vari livelli – tre per livello), localizzati in prossimità dell’astronave. Questi permettono di personalizzare la skin della navicella, la skin del giocatore, di scattare fotografie con la fauna selvatica che il giocatore incontra sui vari pianeti ed infine di poter spendere le monete raccolte per sbloccare skin e scenari animati dedicati esclusivamente ai BOT PlayStation.
Non è mai stato così bello utilizzare il DualSense
Un altro punto in cui Astro’s Playroom ci ha impressionato è stato l’uso del controller DualSense, e Astro Bot sembra essersi spinto ancora più in là. L’idea di base è che tutto ciò con cui il giocatore possa interagire nel mondo, che sia rilevante o meno in termini di gameplay, dovrebbe provocare una reazione tattile sul controller. Ed è effettivamente così, con un’ampia gamma di sensazioni, spesso quasi impercettibili a primo acchito, rispetto al tradizionale e talvolta inutile rombo unidimensionale dei giochi “classici”. In Astro è possibile notare la differenza tra i materiali mentre ci si muove su superfici diverse, il che è davvero impressionante. Quando si cammina sull’erba, ad esempio, il rombo è sottile, quasi morbido e appena percettibile. Quando ci si muove sul metallo, d’altra parte, c’è un tintinnio tattile udibile ad ogni passo. Senza esagerare, è il gioco con il miglior feedback tattile mai realizzato.Oltre al force feedback, i controlli sono scattanti, reattivi, super precisi e molto intuitivi come ci si aspetterebbe da un platformer di livello con una sensazione di raffinatezza, fluidità e qualità complessiva che non ha nulla da invidiare ai competitor della grande N.
ASTROgrafica
Sembra che il gioco utilizzi la stessa tecnologia (mantenendo quindi la sua identità visiva) alla base di Astro’s Playroom. La pulizia grafica è superlativa, con una palette di colori incredibile. La risoluzione interna in 4K è del tutto simile a Playroom. Il framerate (a 60 fps) ci è sembrato a dir poco granitico, senza cali di alcun tipo (peccato manchi l’opzione a 120 fps). Non abbiamo riscontrato alcun bug, glitch, compenetrazione poligonale, niente di niente. Il lavoro del team di sviluppo è stato notevole ed il risultato parla chiaramente. In termini di qualità audio – invece – gli effetti sono assolutamente di primissimo ordine. L’audio 3D, esplode dalle casse e dalle cuffie (scelta consigliata se volete immergervi ancor di più in questo straordinario platform 3D). Buonissima la colonna sonora (che trasmette allegria), mai troppo invadente e sempre perfettamente “cucita” al livello che si sta giocando. Per concludere, ci abbiamo impiegato circa 8 ore per completare la prima run, non tantissime, è vero; ma se volete raccogliere tutto quello che c’è nei livelli, parliamo di almeno il doppio se non di più (verosimilmente fra le 12 e le 15 ore complessive)!
Commento finale
Non volevamo smettere di giocare ad Astro Bot, e vi garantiamo che nell’ultimo anno, nessun gioco ci ha preso come l’IP di Team Asobi. Astro Bot è il pezzo mancante del puzzle, un platform 3D a dir poco perfetto e che arriva – vista la mancanza di giochi di peso targati Sony (ad eccezione di Concord che purtroppo non ha avuto il giusto riscontro) – nel momento giusto, non soltanto per Sony e per PS5 – che ne aveva bisogno come il pane – ma per tutti i fan accaniti dei platform 3D. Astro Bot è una vera e propria gemma, un platform eccezionale dell’era moderna che farà tanto parlare di sé ora e anche nel prossimo futuro.
Avete mai immaginato di essere un piccolo e tenero scoiattolo armato di pistola che scorrazza libero in un ambiente open-world?. Se avete pensato ad una cosa del genere, non avete esattamente tutte le rotelle al proprio posto; a parte gli scherzi, con Squirrel with a Gun di Dee Dee Creations LLC e Maximum Entertainment potete realizzare il vostro sogno. Dopo aver trascorso qualche ora a combinare ogni sorta di guaio, siamo qui per dirvi perché dovete assolutamente provare questo folle platform sparatutto d’azione 3D.
Versione testata: PC (Steam)
Scoiattolo in fuga!
La storia del gioco, dato che l’elemento cardine della produzione è quello di indossare i panni (o meglio la pelliccia) di uno scoiattolo armato di pistola, funge da mero pretesto. Il roditore più cattivo del quartiere è riuscito a mettere le proprie zampette su una ghianda dorata top secret e ora è in fuga da misteriosi Agenti. Non c’è molto altro da aggiungere … tutto quello che sarete chiamati a fare è gettarvi nel caos – alla ricerca di ghiande dorate – in questo strampalato sparatutto sandbox e platformer a enigmi.
Con gli artigli, con i denti e con la pistola
Il combattimento in Squirrel with a Gun è decisamente la meccanica in cui il gioco brilla di più. Nelle prime battute di gioco, siamo rimasti basiti da dove possa arrivare il “genio umano” (e vi garantiamo che ne abbiamo viste di cose strane, come dimenticare l’irriverente Anger Foot di Free Lives). Il motivo? Abbiamo visto il nostro Squirrel fare una piroetta all’indietro, saltare al rinculo di una pistola (che l’amico peloso ottiene in un modo piuttosto buffo e caciarone) in un atterraggio perfetto su una sporgenza, con un’animazione (ed una fisica) che dire esilarante è dire poco. Ma a parte le premesse e le immagini a schermo strampalate, il combat system è incredibilmente ponderato.
Nello specifico, è necessario pensare a quale arma usare, come gestire il rinculo e quando sgattaiolare e/o attaccare frontalmente. E anche le meccaniche stealth (in una sorta di James Bond peloso) sono piuttosto ispirate richiedendo di pianificare la mossa successiva da fare. Inoltre, la varietà (piuttosto generosa) di armi, aggiunge un sacco di divertimento extra: dai bazooka overpowered alle pistole minuscole, che a malapena stanno nelle mani dello scoiattolo, passando per fucili da caccia, fucili di precisione, lanciagranate e altre bocche da fuoco. Ogni arma è diversa ed il gioco vi spingerà a testarle tutte a dovere.
Una altro aspetto che ci ha particolarmente sorpreso è l’esplorazione ambientale con l’ambiente open-world tutto da esplorare e scoprire. Abbiano trascorso ore a correre e a scandagliare ogni angolo e/o fessura, trovando segreti celati, raccogliendo oggetti e completando obiettivi bizzarri. L’ambiente è pieno di piccole e divertenti sorprese, da passaggi nascosti a personaggi strani che offrono missioni secondarie – tanto per cambiare – esilaranti. Nella stragrande maggioranza dei casi, il gioco richiede di pensare fuori dagli schemi, specialmente durante la risoluzione di puzzle ambientali, che si basano prettamente sulla rapidità di pensiero e di movimento. Più si è curiosi e maggiore sarà la ricompensa. Ma anche di ragionare in “dimensioni ridotte”, sul come aggirare ostacoli umani o di usare il rinculo della pistola per lanciarsi sulle sezioni sopraelevate. Il tutto condito da un umorismo sopra le righe, intelligente e pervasivo che vi accompagnerà per tutto il gioco. Ogni cosa vi strapperà una risata, dal modo in cui lo scoiattolo impugna una pistola alla reazione dei personaggi umani agli esiti inaspettati delle vostre azioni. Insomma, l’umorismo è perfettamente mescolato al gameplay e non ci è sembrato mai forzato o estremamente esagerato.
Meno riuscite invece, le meccaniche di sparo (non eccezionali); ma tranquilli, bastano una manciata di proiettili/colpi per mandare al tappetto il nemico di turno. L’altro problema di un certo rilievo, è la natura ripetitiva del gioco. Dopo 2/3 ore di gioco, abbiamo praticamente visto e fatto tutto quello che l’esperienza di gioco complessiva ha da offrire. Si poteva decisamente fare meglio in termini di varietà.
Grafica e tecnica
In termini squisitamente visivi, Squirrel with a Gun ha il suo fascino. La grafica è semplice e cartoonesca. Abbiamo riscontrato soltanto un po’ di fastidiose sfocature durante alcuni movimenti e una illuminazione troppo eccessiva (quasi accecante) in larghi tratti dell’avventura. I vari ambienti sono ben caratterizzati con dettagli sufficienti, animazioni spassose e ben fatte soprattutto quando il nostro scoiattolo manipola oggetti più grandi o spara con le armi. E anche il sound design è perfetto! La colonna sonora del gioco è irriverente e divertente, con melodie specifiche che si sposano alla perfezione con il gameplay. I controlli – se ve lo state chiedendo – sono fluidi e e reattivi, un aspetto che spesso manca in produzioni “low budget”.
Commento finale
Al prezzo budget di $ 19,99, Squirrel with a Gun offre una buonissima esperienza platforming, divertente e strampalata al punto giusto. Se siete fan di giochi come Goat Simulator, sicuramente amerete indossare i panni di uno scoiattolo scapestrato armato di pistola. Peccato per la poca varietà (ma i contenuti in arrivo nei prossimi mesi dovrebbero aggiungere quel pizzico di pepe in più) e per alcune sbavature tecniche, ma considerando il prezzo, ci possono assolutamente stare.
Il team di Humble Bundle ha svelato i giochi disponibili per il mese di settembre nell’abbonamentoHumble Choice!
Marvel’s Guardians of the Galaxy– Imbarchiamoci in un avventura spaziale insieme al gruppo di supereroi più sgangherato di sempre in questo fantastico TPS cinematico.
Stranded: Alien Dawn– Bloccati su un pianeta alieno, cerchiamo di sopravvivere in questo survival game strategico, costruendo ed evolvendo la nostra nuova civiltà.
Coral Island – Uno dei far sim games più apprezzati degli ultimi tempi che ci vede all’opera per cercare di ripulire e salvaguardare la flora e la fauna di una bellissima isola.
SpongeBob SquarePants: The Cosmic Shake– Andiamo a Bikini Bottom e aiutiamo la spugna gialla più conosciuta del mondo e cerchiamo di salvare lo spazio tempo in un coloratissimo e spassosissimo platformer 3D.
Lost Eidolons – Prendiamo il ruolo del mercenario Eden e liberiamo le terre di Benerio in questo RPG tattico a turni ambientato in un medioevo fantastico.
Astrea: Six-Sided Oracles – Rougelike che ibrida meccaniche di card game con il lancio dei dadi, con un singolare sistema di purificazione e corruzione che ci terrà legati allo schermo.
InfraSpace – Costruiamo la megalopoli fantascientifica perfetta in un city-builder che ci chiede d’abbandonare i carburanti fossili e abbracciare pienamente l’autosostenibilità con le nuove scoperte di un possibile futuro, forse non troppo lontano.
You Suck at Parking: Complete Edition – Non importa solo essere veloci, come prendiamo le curve, o quanto dosiamo il gas, scopriamo invece se siamo bravi a parcheggiare, in un divertente mix tra gioco di corse e puzzle game.
E questo mese possiamo provare in anteprima – ma solo fino al 30 settembre – il GDR narrativo Rue Valley grazie a un codice per l’Alpha Playtest incluso nell’abbonamento.
In aggiunta avrete anche accesso all’Humble Games Collection -una selezione di titoli accessibili in maniera gratuita-, e fino al 20% di sconto addizionale per qualsiasi gioco acquistato sull’Humble Store. Questi 8 giochi per PC, e i relativi bonus – e in questo mese anche una preview -, possono essere vostri sottoscrivendo all’abbonamento Humble Choice al prezzo di soli 9,99€ al mese, oppure a 109€ con il piano annuale, e riscattandoli prima delle 19:00 del 30 settembre 2024!
E se volete conoscere meglio i titoli all’interno dell’offerta dell’Humble Choice, seguite la nostra rubrica Humble Wheel in onda ogni lunedì dalle 18:30/21:30 sul canale Twitch di 4news.it!
Il fenomeno delle frodi telefoniche è in continua crescita e sempre più italiani lamentano di essere incappati in truffe e raggiri, per questo è fondamentale conoscere quali sono le tattiche usate dai provetti truffatori e imparare a proteggersi. In questo articolo vedremo nel dettaglio quali sono le truffe telefoniche e come riconoscere quelle operate da falsi operatori TIM, uno dei provider di telefonia fissa e mobile più popolari e il cui nome, di conseguenza, viene spesso impropriamente sfruttato in queste circostanze. In particolare, al fine di tutelare i propri utenti, TIM ha dedicato una pagina apposita del proprio sito al progetto “TIM al tuo fianco”, dove sono fornite utili indicazioni per riconoscere e segnalare le frodi telefoniche.
Le truffe telefoniche più comuni
I truffatori sono sempre pronti a trovare nuove idee per frodare i consumatori, ma vi sono alcune truffe telefoniche che si possono riconoscere con facilità, vediamo quali sono.
Vi sarà sicuramente capitato, per iniziare, di ricevere una chiamata e di sentire un messaggio preregistrato che vi suggeriva di cambiare operatore perché da una verifica della fattura si evidenziavano costi troppo elevati o una bolletta con tariffe poco chiare. Un’altra tipologia di truffa riguarda invece la possibilità per il cliente di avere una linea telefonica con una copertura internet migliore o delle tariffe all inclusive a prezzi stracciati.
Questi sono solo alcuni esempi di frodi telefoniche, ma nel tempo le strategie si sono evolute e ora è veramente difficile individuare se si tratta di una chiamata falsa o di un contatto dal proprio operatore telefonico.
Per rendere le chiamate false più credibili, gli operatori dicono di chiamare per conto delle compagnie telefoniche più importanti o elencano una serie di informazioni riguardanti il vostro contratto, in questo modo è più facile incappare nelle frodi. Tra le altre truffe comuni vi è la segnalazione di un guasto o la possibilità di cambiare la propria proposta contrattuale perché nella prossima bolletta vi sarà un aumento significativo dei costi, due stratagemmi che hanno permesso ai truffatori di raggirare migliaia di persone.
Come proteggersi dalle frodi: il vademecum TIM
Molte truffe al telefono vengono effettuate da operatori che si spacciano per addetti al servizio clienti TIM, una delle più importanti e diffuse compagnie telefoniche in Italia, e proprio per questo è stato appena pubblicato un vademecum per proteggersi da questo tipo di frodi direttamente dall’azienda.
Per individuare le offerte false TIM, è importante controllare sul display del proprio telefono il numero dal quale si viene contattati, che non è mai anonimo ma è ben visibile. Tutte le chiamate che provengono da numeri anonimi non sono effettuate dalle compagnie telefoniche serie e affidabili, inoltre gli operatori, se non riescono a contattarvi, non insistono continuamente con chiamate ripetute, ma scelgono altri sistemi per segnalarvi eventuali guasti o disservizi (messaggi privati, notifiche push in app, email, comunicazioni in formato cartaceo, ecc.).
Gli operatori della TIM contattano i clienti utilizzando solo numeri facilmente identificabili e sempre ricontattabili. Se sul display compare un numero anonimo, è altamente probabile che vi troviate in presenza di un falso operatore.
Se la chiamata arriva su un telefono fisso, dove non è sempre possibile visualizzare il numero, è fondamentale chiedere all’operatore di identificarsi e se vi propone una nuova offerta o una modifica contrattuale, deve sempre comunicarvi il vostro codice cliente. Il consiglio è di non sottoscrivere nessuna offerta telefonica se si hanno dei dubbi, ma di chiamare prima il servizio clienti e verificare se vi sono davvero delle variazioni o delle promozioni in corso.
Gli operatori TIM non richiedono mai il codice di migrazione riportato sulla fattura, perché è un dato che non serve se si è già clienti e che invece può essere usato per attivare una nuova linea telefonica. Se l’offerta vi sembra troppo conveniente rispetto ai costi che siete soliti pagare, può trattarsi sicuramente di una frode, così come se vi segnalano che vi è un aumento esagerato nella prossima bolletta. Il nostro consiglio è di prestare sempre molta attenzione, soprattutto se l’offerta vi sembra troppo scontata e non in linea con i costi mensili delle compagnie telefoniche più importanti.
Quando i presunti operatori TIM vi contattano per segnalarvi un guasto o l’interruzione della linea, ma non avete riscontrato nessun tipo di problema, è molto probabile che vogliano proporvi un nuovo abbonamento. I tecnici TIM contattano il cliente solo vi è stata una segnalazione tramite i canali ufficiali e in ogni caso sarà una chiamata per fissare un appuntamento presso il vostro domicilio o per indicarvi la procedura corretta da seguire per ripristinare il servizio.
Come segnalare le truffe telefoniche
Quando si incappa in una truffa o si ha il dubbio che la chiamata non sia stata fatta dai veri operatori TIM, è sempre opportuno procedere con una segnalazione. I clienti possono aiutare le compagnie telefoniche a monitorare le truffe tramite esse, così da prevenire eventuali frodi nei confronti di altri utenti e soprattutto comunicare alle autorità competenti i comportamenti scorretti. Quando si viene contattati da un gestore telefonico che non si identifica e tramite raggiri riesce a farvi sottoscrivere un contratto, bisogna subito inviare una segnalazione e procedere con la disdetta immediata.
Se la vostra compagnia telefonica vi conferma che non vi sono variazioni o che non vi ha contattati e avete comunque aderito a una nuova offerta, potete sempre esercitare il diritto di recesso. I consumatori hanno 14 giorni di tempo dalla sottoscrizione del contratto per recedere senza specificarne il motivo e senza dover sostenere alcun costo, quindi è solo fondamentale identificare la truffa entro pochi giorni. Per segnalare eventuali frodi telefoniche alla società TIM si può contattare il servizio clienti o inviare una mail all’indirizzo dedicato [email protected] (puoi trovare tutte le informazioni su cosa includere nella mail nella pagina dedicata a TIM al tuo Fianco sul sito ufficiale di TIM).
Le frodi telefoniche sono sempre più articolate e difficili da scoprire, quindi il nostro consiglio è di prendere sempre tempo e di non sottoscrivere nessuna offerta durante la prima chiamata, ma invitare l’operatore a richiamare per avere il tempo di raccogliere informazioni e contattare il proprio gestore telefonico.
Annunciato con somma sorpresa ai The Game Awards del Dicembre 2021, Warhammer 40,000: Space Marine 2 si avvicina a grandi passi alla propria data di uscita non senza un pizzico di nostalgia. Sono infatti passati quasi tredici anni dalla precedente avventura del capitano Titus su PC, Xbox 360 e PlayStation 3. Un gap temporale che non ha di certo fermato la prolifica IP di Games Workshop, che continua a cadenza regolare a proporsi sul mercato con titoli assai eterogenei.
Anche solo limitandoci a pochissime citazioni degli ultimi anni, possiamo ricordarvi il divertente boomer shooter Boltgun, l’FPS cooperativo Darktide (decisamente migliorato nella release Xbox Series come vi abbiamo raccontato nella recensione del buon Riccardo), l’irriverente platform run’n’gun Shootas, Blood and Teef (qui la nostra recensione della versione Switch) nonché il tristemente mediocre Necromunda: Hired Gun. Un vero e proprio monumento alla costanza per il wargame nato nel 1987, che prosegue imperterrito nel tentativo di sfondare sul mercato videoludico con risultati tuttavia spesso contraddittori.
In questa prospettiva, il ritorno di Space Marine è stato salutato dai fan con accesa speranza alla luce delle possibilità degli hardware di attuale generazione. Tecnologie moderne virtualmente in grado di realizzare l’originario sogno di Relic Entertainment, un action TPS in grado di onorare l’immaginario delle battaglie su larga scala contro gli implacabili Tiranidi. Ma sarà riuscita Saber Interactive, sotto egida Focus Entertainment, a realizzare tale ambiziosa aspirazione?
Warhammer 40,000: Space Marine 2 sarà disponibile dal 9 Settembre per PC (via Steam), Xbox Series e PlayStation 5.
Versione testata: PlayStation 5
No rest for the corrupted
42° Millennio. Una guerra infinita imperversa nell’universo, mentre la scienza e l’empirismo hanno lasciato il posto, nella società umana, alla superstizione ed alle più fervidi credenze religiose. In una nuova età oscura che ricorda in fin troppe cose il Medioevo, un’invasione di Tiranidi coplisce il pianeta Kadaku, luogo posto a salvaguardia del misterioso progetto Aurora. Demetrian Titus, membro del corpo speciale dei Deathwatch, riesce nell’impresa di rallentare lo sciame, riportando ferite mortali. Recuperato dagli Ultramarine, viene resuscitato come un Primaris e gli viene concessa una nuova occasione di redimere i propri peccati per servire l’Imperium.
Titus è inarrestabile.
La storia di Space Marine 2 è ambientata circa due secoli dopo quella narrata nel primo capitolo della serie. Uno spazio temporale sufficientemente vasto per permettere a tutti di godere della produzione anche senza aver giocato il titolo del 2011. Una storia fatta di intrighi e azioni campali, battaglie su larga scala e torbidi segreti che potrebbero portare la notte eterna all’umanità. A ben guardare, si tratta di un plot piuttosto semplice, senza una particolare attenzione alla caratterizzazione dei personaggi o al pathos degli eventi. Gran parte del proprio fascino, infatti, passa inesorabilmente dal fornire un seducente spaccato dell’universo di Warhammer 40,000. La ricca lore viene omaggiata con dovizia di particolari ed attenzioni, circostanza che farà la gioia dei fan del brand. Viceversa, se non sapete bene cosa sia il corpo dei Blackshield o la funzione dei Magus, beh, potrebbe sembrarvi tutto abbastanza criptico ed assai meno allettante.
Fin dai primi istanti è chiaro che buona parte dello sforzo del team di sviluppo si è riversato nella presentazione del titolo. Sciami infiniti di avversari, effettistica straripante, dettagli luccicanti delle armature, fragore delle armi da fuoco, musiche che accompagnano drammaticamente gli sforzi disperati dei Marine. L’attenzione nell’esaltare, anche da un punto di vista grafico e sonoro, l’IP di Games Workshop è palpabile. Su PlayStation 5 sono disponibili due modalità grafiche distinte. Space Marine 2 gira a 4K e 30 fps in modalità Qualità, mentre la modalità Performance opta per i 60 fps ad una risoluzione di 1080p. Un’alternativa oramai diventata consuetudine in questa generazione, anche se stavolta nessuna delle due ci ha pienamente soddisfatto.
Al di là di un framerate non sempre impeccabile, abbiamo faticato a sposare una modalità grafica piuttosto che l’altra. Qualità ci ha garantito un impatto visivo molto superiore, quasi imprescindibile in un titolo di caratura epica come questo. Tuttavia i suoi 30 fps a tratti mortificano le sequenze d’azione più concitate. Viceversa Performance fornisce una maggiore fluidità ma compromette vistosamente l’esperienza visiva. Paradossalmente, più abbiam giocato Space Marine 2 più l’opzione Qualità ci è sembrata preferibile… anche viste le incertezze del gameplay.
I Tiranidi sono implacabili e possono contare su fila quasi infinite.
Tu non puoi passare!
Da un punto di vista strettamente ludico, Space Marine 2 ci cala all’interno di operazioni militari di chiaro svantaggio numerico, in cui pochissimi Marine si oppongono ad implacabili orde aliene.
La campagna del titolo è fondamentalmente un susseguirsi di missioni dislocate su pianeti diversi, in cui portare a termini obiettivi specifici tentando di riportare a casa la pelle. Sia estremamente chiaro: se da Space Marine 2 vi aspettate un glorioso level design o una varietà encomiabile, ricalibrate le vostre aspettative. In questo senso, il titolo di Saber Interactive è strutturalmente quasi identico al titolo del 2011, caratterizzato anche a suo tempo per una sostanziale linearità, marginalmente addolcita dal piacere di provare nuovi upgrade o armi. Una scelta praticamente obbligata per rendere il titolo fruibile anche in multiplayer cooperativo, con soluzioni che ci hanno ricordato Suicide Squad Kill the Justice League, anche se attuate in maniera meno convincente rispetto al controverso titolo Rocksteady (qui la nostra recensione).
Le battaglie campali sono un sogno che si avvera per tutti i fan dell’universo di Warhammer 40,000.
Non che questo significhi che il titolo non sappia divertire. Anzi, a conti fatti non esiste altro videogioco ambientato nell’universo di Warhammer 40,000 che sappia trasmettere il piacere e l’adrenalina di una difesa disperata contro orde infinite di Tiranidi spietati, in attesa di salvarsi per il rotto della cuffia. Tuttavia bisogna fare i conti con la sua linearità ed anche con alcune scelte di gameplay che ci hanno lasciato un pò di amaro in bocca.
Space Marine 2 segue infatti le orme del predecessore, ulteriormente mescolando combattimenti melee e fasi da TPS. Lo fa attingendo, dichiaratamente, ai primi della classe ma principalmente alle due serie che condividono lo stesso acronimo: Gears of War e God of War. Il problema è che, nel farlo, qualcosa è andato storto.
Le fasi shooter mancano infatti della piacevolezza e del giusto feedback dei colpi (anche su PS5, dove il Dualsense è sfruttato con i grilletti resistivi), risultando poco incisive. Viceversa, il melee è talmente lento da essere frustrante, anche a fronte dell’introduzione di alcuni concept presi da action moderni. Ecco dunque parry da eseguire contro i nemici più potenti, colpi imparabili da schivare, guardie da spezzare con i giusti attacchi, hard lock on e finisher. Sulla carta tutto bellissimo ma Saber Interactive ha probabilmente sottovalutato il totale caos che ne deriva in un titolo come questo. Al di là della galvanizzante sensazione di delirio da battaglia campale, il problema è proprio il poco fluido passaggio da shooting a melee.
Immaginate di fronteggiare un’orda variegata composta da numerosi avversari insulsi accompagnati da pochi Tiranidi più potenti. Finché sono a distanza no problem, potete falciarli con le vostre bocche da fuoco. Tuttavia quando saranno vicini inizieranno i problemi. Se vi focalizzerete sui piccoli con gli attacchi melee in crowd control, prenderete legnate sulle gengive dai parenti più grossi, perdendo in malo modo il tempismo per schivate e parry nei loro riguardi. Se invece penserete ai più grandi, gli insulsi vi tartasseranno ai fianchi decimando la vostra vita.
Son cose alle quali si può rimediare in coop dividendosi il lavoro, certamente, ma quando una meccanica non funziona bene in senso assoluto e diventa accettabile solo con l’intervento umano, beh… probabilmente è un segnale che poteva essere implementata meglio. A nostro avviso forse era meglio lasciar perdere l’ibridazione con meccaniche di combattimento moderne (pensate perlopiù per scontri 1 vs 1) e realizzare un hack & slash vecchio stile… oppure gestire diversamente l’enemy placement. Insomma, le alternative c’erano. Proprio a tal riguardo, l’opzione grafica più utile ci è sembrata paraddosalmente Qualità, che permette di gestire con più ordine l’azione a schermo, complice anche la macchinosità degli elementi ludici. Al contrario, Prestazioni ha esaltato ancor di più la confusione e l’imprecisione generale.
I boss sono immancabili spugne.
Nel nome dell’Omnissiah
Dal punto di vista contenutistico, Space Marine 2 spinge moltissimo sulle modalità cooperative e competitive.
Oltre alla possibilità di affrontare la campagna con un massimo di tre giocatori, molto interessanti si sono rivelate le Operazioni. Si tratta di missioni parallele agli eventi della storia principale che il giocatore potrà affrontare da solo o in cooperativa. Sarà possibile lanciarsi in questi nuovi campi di battaglia, tendenzialmente più impegnativi della modalità principale, con una delle sei classi disponibili, differenti per layout e playstile. Accanto alla classe jolly per ogni occasione, troverete infatti l’immancabile cecchino, il propromente marine pesante e diverse interessanti alternative. Completare le Operazioni, oltre a dare un quadro più ampio della storia raccontata, garantirà accesso a nuovi potenziamenti, armi devastanti, personalizzazioni estetiche e molto altro.
Se siete amanti del brand, Space Marine 2 è immancabile nella vostra collezione.
Torna inoltre l’amatissima modalità Guerra eterna, direttamente dal primo Space Marine. Si tratta di una modalità multiplayer competitiva in cui si daranno battaglia due schieramenti opposti di sei giocatori. Teatro delle schermaglie sarà una di tre classiche modalità: un deathmatch a squadre, il controllo di temporanee aree specifiche e la cattura di zone.
In questo senso, è chiara e precisa la volontà, da parte degli sviluppatori, di tenere in debita considerazione la community. Ogni sbloccabile ottenuto in Operazioni sarà condiviso in Guerra eterna. Inoltre, tutte le future aggiunte di gameplay saranno gratuite per tutti i giocatori, mentre i contenuti a pagamento (disponibili anche tramite Season Pass) riguarderanno unicamente le personalizzazione estetiche. Un plauso inoltre al supporto cross-plaftorm fin dal D1 per campagna edOperazioni, che permetterà a giocatori PC e console di cooperare da subito. Discorso parzialmente diverso per Guerra eterna, che vedrà la separazione tra utenti PC da un lato e utenti console dall’altro (con unificazione della platea PS5 ed Xbox Series).
Le personalizzazioni son tante, così come armi ed perk dai quali attingere.
Commento finale
Warhammer 40,000: Space Marine 2 è, di fatto, uno dei migliori titoli legati alla longeva IP di Games Workshop. Un action TPS godibile tanto in single player quanto in multiplayer, per provare l’ebrezza di affrontare sciami infiniti di Tiranidi nei panni di un coriaceo Ultramarine. Ciononostante, Saber Interactive inciampa in una svista da manuale: nel tentare di mescolare in un unico titolo elementi shooter e melee, il risultato finale finisce per essere né carne né pesce. Il gameplay che ne deriva risulta fin troppo caotico e confusionario, ben lontano delle potenzialità che in taluni frangenti il titolo lascia intravedere. Per i fan di Warhammer rappresenta una produzione imperdibile, che merita anche mezzo punto extra rispetto a quello che abbiamo assegnato. Per tutti gli altri, siate ben consapevoli dei suoi limiti e vi divertirete.
Il rinomato marchio MSI sembra pronto a offrire il prodotto più interessante degli ultimi mesi nel panorama degli schermi pensati per i videogiocatori – sempre più esigenti e attenti – , con il nuovo monitor di fascia alta MSI MAG 321UPX QD-OLED, proposto a un prezzo di listino intorno ai 1.100€.
Con un pannello di risoluzione massima 4K, frequenza d’aggiornamento a 240 Hz, una grande diagonale di 32 pollici, e l’incredibile tecnologia Quantum Dot Oled, il MAG 321UPX QD-OLED sulla carta sembra essere il monitor dei sogni, ma dopo 1 mese d’utilizzo, vari test, e indagini sulla situazione tecnica del device, scopriamo assieme il vero valore di questo prodotto “di nicchia”.
Unboxing e Specifiche Tecniche
Il monitor MSI MAG 321UPX QD-OLED – che per comodità chiameremo semplicemente MAG 321UPX – ci viene presentato all’interno di una grande scatola non particolarmente attraente, con scritte e informazioni di prodotto in inchiostro nero. Chi consce il mercato dei pannelli QD-OLED rimarrà subito intrigato dall’offerta MSI, che propone un monitor di tipo Flat, in contrapposizione ai moltissimi pannelli che sembrano prediligere la sagomatura Curve.
Sfilando attentamente il monitor, parte del supporto VESA, e il monitor, sono incastonati accuratamente tra spesse strutture di gomma piuma. Pro tip da ricordare quando acquisterete questo monitor: fate attenzione ad appoggiare su una superficie solida e piana la scatola, perché gli accessori, seppur incastrati, sono poggiati invece su uno dei bordi esterni della struttura, e potrebbero cadere danneggiandoli – più probabilmente scheggiandoli – a seconda dell’altezza della caduta.
Nella confezione del MAG 321UPX troveremo tutto il necessario per connettere il nostro nuovo device al PC, o alle nostre console e dispositivi con uscite HDMI e Display Port, ma avremmo voluto ricevere forse qualche ulteriore aggiunta nel pacchetto offerto. Oltre la solita manualistica, troveremo un cavo di tipo HDMI 2.1 certificato, una base e il supporto che formano la struttura VESA che terrà in piedi lo schermo, il grande display, e un cavo per l’alimentazione. Uno dei punti di forza del MAG 321UPX risiede anche nell’assenza di un alimentatore esterno, essendo quest’ultimo integrato dietro il pannello del apparecchio, non andando a incidere considerevolmente sul suo volume posteriore.
Prima d’avventurarci negli aspetti più pratici del suo utilizzo, vediamo tutte le ottime caratteristiche tecniche di questo prodotto MSI:
Rapporto d’aspetto: 32 pollici in 16:9, tipo Frameless
Dimensione monitor: 990 x 200 x 538 mm (con base)
Tipo di Pannello: QD-OLED Anti Riflesso
Risoluzione Massima Pannello: 3840×2160 (UHD)
Refresh Rate: 48 ~ 240Hz
Tempo di risposta: 0.03ms (GTG)
Colori del display: 1.07B, 10 bits
Gamma Colori: 97.5% in Adobe RGB, 97.5% in DCI-P3, 138.2% in sRGB
Luminosità: 250 nits in SDR, 1000 nits in HDR
Contrasto: 1500000:1
Angolo di Visualizzazione: 178°(H) / 178°(V)
Peso: 11.4 kg (con base)
Connessioni: 1x Display Port (1.4a), 2x HDMI (2.1), 1x Type-C (DP alt.) w/ PD 15W per ricarica, 1x Jack Audio 3.5mm
Supporto VESA: Inclinazione di -5° ~ 15°, Rotazione (Schermo) di 30° ~ 30°, Rotazione (Base) di -10° ~ 10°, Altezza Regolabile di 0 ~ 100mm
Design e Caratteristiche
Dalle line molto pulite e simmetriche, che nascondono il suo essere un prodotto mirato per l’udienza di giocatori, il MAG 321UPX, con la sua diagonale da 32 pollici, è certamente un monitor che richiede un certo spazio prima di essere posizionato con coerenza sulle nostre scrivanie. Per via della sua grandezza, risulta impossibile consigliarlo a coloro che hanno un tavolo con profondità inferiori ai 90cm – misura minima – poichè si rischia d’incrociare lo sguardo anche durante l’utilizzo quotidiano, tra la lettura di una pagina web, o il lavoro su complessi fogli excel.
Interamente rivestito con un colore satinato nero, il display coglierà subito l’attenzione anche del più distratto dei visitatori anche per la sue forme. La base, interamente in metallo e con dei cuscinetti anti-scivolo, presenta una forma ettagonale molto singolare. Il supporto, anche questo in metallo, una volta inserito nella base, offre una buona flessibilità grazie alla rotazione dalla base tra i -10 e i 10 gradi che limita il fastidio di dover riposizionare il monitor quando si vuole mostrare meglio qualcosa ad altri osservatori, o qualora decideste di abbinare un secondo monitor da affiancare al primo per creare una postazione dual monitor leggermente avvolgente.
Con un sistema a clip, il supporto si fissa saldamente al suo alloggiamento posteriore nel display che ricorda un quadrilatero stretto in uno dei suoi margini. Da qui abbiamo accesso ad altri due movimenti consentiti dal MAG 321UPX, l’inclinazione tra -5 e 15 gradi, e una rotazione di 30 gradi sia verso sinistra che verso destra. Avremmo apprezzato una rotazione di 90 gradi, così da poter usare il pannello in modalità verticale, ma il supporto VESA non si è fermato solo ai movimenti citati fino ad ora, offrendo anche un certo controllo sull’elevazione del display, che può essere posizionato dentro un range di 10 cm grazie alla potente molla nascosta. Da notare la presenza di una fessura nel mezzo dell’asta di supporto che può servire come guida passa cavi, per cercare di creare ordine sulle nostre scrivanie, anche se il risultato ottenuto potrebbe risultare non particolarmente accattivante da un punto di vista prettamente estetico.
L’MSI MAG 321UPX QD-OLED è un monitor che offre, oltre alla grande diagonale in rapporto 16:9, anche una risoluzione massima di 3840×2160 pixels, con dei tempi di risposta di 0,03 ms, e l’assoluta certezza di un refresh rate non solo capace di raggiungere i 240Hz, ma di mantenere le nostre esperienze di giocato prive di tearing grazie al supporto sia delle soluzioni di G-Sync Nvidia, e al FreeSync di AMD, ma anche alla presenza di un Refesh Rate Variabile (VRR).
La rappresentazione dell’immagini resta comunque il piatto forte dell’offerta MSI, con un display certificato HDR True Black 400, capace di raggiungere una chiarezza assoluta tra le ombreggiature che contraddistinguono i passaggi tra le tonalità di colore, e una delle tecnologie più avanzante sul mercato: il QD-OLED con una finitura Anti Riflesso.
La tecnologia QD-OLED – Quantum Dot OLED – prende gli elementi tecnici dietro il design di un monitor OLED, che prevede l’utilizzo di diodi organici con la costruzione per pixel basata sulla combinazione di tre subpixel – rosso blu verde – aggiungendo uno strato di nanoparticelle semiconduttive che rielaborano la luce blu e generano colore a specifiche lunghezze d’onda. Questo offre maggiore profondità per i neri, e maggiore definizione nei bianchi, senza bruciare i colori, ottenendo invece immagini alla vista forse più sature e ricche di contrasto – se messe a confronto tra i display – ma che in una scala cromatica risultano essere più naturali.
Non sorprendono quindi i valori ottenuti dal MAG 321UPX per quanto riguarda la percentuale dei range cromatici, arrivando a sfiorare la perfezione sia di Adobe RGB che di DCI-P3 con un 97,5%, e riuscendo a raggiungere un impressionante 138,2% in sRGB, rendendo quindi possibile anche del lavoro di stampo professionale, previa una corretta calibrazione dei suoi 1,07 miliardi di colori raggiungibili, con strumenti specializzati.
Per quanto riguarda le connessioni, posti sotto il vano a sinistra possiamo trovare due porte HDMI 2.1 (fondamentale per l’abbinamento anche ad una console di nuova generazione), una singola porta Display Port 1.4a, e una connessione Type-C capace di generare fino a 15W per ricaricare altri dispositivi. Su lato audio, il monitor offre un jack da 3.5mm.
Calibrazione e Utilizzo
Una volta disposto sul tavolo il voluminoso MSI MAG 321UPX QD-OLED è divenuto il punto centrale della postazione, cogliendo l’attenzione di chiunque lo vedesse. Abbiamo deciso di testare il cavo HDMI 2.1 in dotazione, e lasciare in solitaria il display per godere di tutta la sua grandezza offerta.
Se non siete avvezzi ai pannelli di tipo OLED forse non riuscirete a cogliere la differenza tra questi ultimi e monitor con tecnologie QD-OLED, ma in un confronto diretto, una volta impostato correttamente il supporto all’HDR 400, non si può fare a meno che rimanere colpiti dalla grandissima pienezza dei colori, sempre vividi e profondi anche nei neri pieni. Nel caso del MAG 321UPX questo si aggiunge ad un ottimo refresh rate capace di raggiungere i 240Hz, con una risoluzione in 4K, che unito ai sistemi più aggiornati di ricostruzione dell’immagine offerti da schede Nvidia – ma anche da AMD con il suo FSR – ci ha permesso di godere di sessioni di gaming ad alta fedeltà.
Di fabbrica il monitor MSI già presenta una buona calibrazione; non abbiamo dovuto modificare molto le impostazioni, lasciando a volte inalterati anche i preset offerti, ma se nel giocato e nella visione di contenuti siamo rimasto quasi esterrefatti dalla qualità delle immagini, i soliti problemi di lettura dei testi presenti in tutti i pannelli OLED si sono manifestati anche in questa unità. Purtroppo anche la soluzione QD-OLED non trova quindi una reale risposta all’eccessivo blur dei testi, riuscendo però a mitigare la problematica grazie anche alla grande densità di pixel lungo la diagonale.
Inutile dire che con i nostri test statici non abbiamo riscontrato alcun problema, anche se per via della relativa bassa illuminazione massima raggiungibile in scenari non HDR – e per i problemi della lettura testi citata poc’anzi -, per i professionisti il nostro consiglio rimane sempre di considerare anche altri tipi di soluzioni con display LCD, che per tecnica costruttiva sono privi di questi problemi, seppur non potendo raggiungere le stesse qualità cromatiche nel medesimo range di prezzo. Teniamo comunque a mente che il monitor offre una funzione per il funzionamento con un picco a 1000Nit, che va però a discapito della purezza dei colori.
Se invece siete giocatori – incalliti o meno – allora il MAG 321UPX si trasformerà quasi in un portale che vi catapulterà nel vivo dei mondi dei vostri titoli preferiti. Difronte alla possibilità d’usufruire di un monitor in 4K, non abbiamo resistito a lanciarci in alcune campagne in Helldivers 2, per saggiare con mano quanto la corretta gamma di colori possa darci anche dei vantaggi tattici contro i malvagi Automatons su Malevelon Creek. In questa occasione il Dlss è corso in nostro soccorso, e siamo riusciti a mantenere i 60fps ma a piena risoluzione del display.
Non potevamo poi non sfruttare appieno il refresh rate e le tecnologie G-Sync e Free-Sync a nostra disposizione. Siamo passati quindi a giocare aMonster Hunter Rise, titolo non particolarmente esoso in termini di risorse hardware, che presenta degli interessanti filtri dell’immagine che finiscono per ricreare un singolare effetto Bokeh. Inutile dire che il MAG 321UPX si è comportato egregiamente, e con una risoluzione in gioco di 2560 × 1440 pixels e un lock del fremarate a 120fps, abbiamo potuto godere al meglio dell’esperienza osservando vividamente il distacco degli effetti tra elementi in movimento e quelli statici grazie anche alla tecnologia verificata Clear MR13000 per la gestione del blur dei pixels.
Abbiamo terminato i nostri test provando il velocissimo e punitivo CYGNI: All Guns Blazing, recente bullet hell, i cui effetti visivi a schermo, ricchi di contrasti e luci accese, hanno trasformato ogni missione in uno spettacolo visivo reso ancora più vivido grazie ai dettagli offerti dal display. Sul banco di prova anche con alcuni dei titoli e-sport più gettonati – in questo caso Valorant e League of Legends – per sfruttare appieno la combo dei 240 Hz con l’intera risoluzione raggiungibile del MAG 321UPX; anche qui il monitor MSI dimostra la sua eccellenza per quanto riguarda, non solo la chiarezza dell’immagine, ma i tempi di risposta, limati a soli 0,03 millesimi di secondo.
Features e Software
Come accennato in corso di recensione, siamo rimasti positivamente colpiti dalla calibrazione di fabbrica del display, e MSI non ha certo fatto segreto della cosa, presentando nella sua confezione un foglio esemplificativo del range raggiunto nei vari range cromatici. L’integrazione dell’alimentatore all’interno dell’unità rende la disposizione del monitor più semplice; per mantenere l’apparecchio a temperature controllate, e non danneggiare quindi i microcomponenti che formano il display, la compagnia taiwanese ha dotato la parte posteriore di una griglia di grafene che agisce da conduttore e dissipatore del calore irradiato.
Per salvaguardare ulteriormente il pannello del MAG 321UPX, troviamo anche la versione 2.0 del sistema proprietarioOLED Care, le cui funzioni sono accessibili tramite il comodo menu integrato nel monitor, raggiungibile tramite un comodo joystick posto centralmente tra il tasto d’accensione/spegnimento, e quello di gestione dei profili, e situato dietro l’unità. Alcune delle funzionalità più interessanti risiedono nei sistemi di spostamento dei pixel, quello dell’avviso e dell’attuazione della protezione dello schermo, oltre che dei meccanismi automatici di rilevamento per aiutare a preservare al meglio il monitor ed evitare il fenomeno del burn-in image.
Il menu ci offre anche altre funzionalità, come il controllo per modalità Gioco con l’attivazione dell’Adaptive-Sync, quello per un uso Professionale con la possibilità di scelta del range cromatico, modalità a basso consumo o anti luce blu, e altre features ormai tipiche nella fascia di questi modelli.
Interessanti la presenza di alcuni aiuti durante le nostre sessioni di gioco, con la presenza di un mirino intelligente che cambia colore in modo da rimanere sempre in contrasto rispetto all’immagine di sfondo, una funzione d’ingrandimento ottico chiamato Optic Scope, e AI-Vision, un sistema d’intelligenza artificiale che regola in maniera ancora più efficace le funzionalità di contrasto e saturazione dell’immagine per renderle ancora più dettagliate.
Il monitor accoglie anche il mondo delle console di ultima generazione, consentendo connessioni fino a 120Hz con la possibilità d’attivare la funzione VRR – refresh rate variabile- fino a risoluzioni di 2160p, che unito alla funzione di ALLM – Auto Low Latency Mode – è capace di rendere l’esperienza di gioco incredibilmente fluida.
Prima di concludere questa disanima vorremmo però mettere in guardia i possibili acquirenti per via di una scelta infelice fatta da MSI. Al lancio il monitor era privo d’alcun tipo di funzione per l’update del suo firmware, ma la compagnia, visti dei problemi critici con il sopra citato VRR su console, si è vista costretta ad abilitare questa funzione nel modello per correre ai ripari.
Purtroppo aggiornare il software del MAG 321UPX QD-OLED non è un processo facile, e richiede l’utilizzo di un cavo Display Port, non presente nella confezione, in mancanza del quale ci si vedrà costretti a dover portare l’unità in uno dei tanti centri MSI certificati per eseguire l’upgrade.
Commento finale
L’MSI MAG 321UPX QD-OLED è un monitor da 32 pollici che farà felici tutti i giocatori più esigenti e sempre alla ricerca delle ultime tecnologie presenti sul mercato, ma che non sono disposti a spendere un capitale per godere di queste ultime.
Resta ancora inspiegabile la scelta iniziale di non voler fornire upgrades firmware per il monitor – scelta poi rivista per forze maggiori -, lasciando quindi dei nei in quello che tutto sommato è un ottimo prodotto con un impressionante display QD-OLED, dalla vastissima copertura cromatica, con 240Hz e bassissimi tempi di latenza, e che potremmo consigliare senza remore solo forse se trovato scontato.
A malincuore non possiamo promuovere a pieni voti questo dispositivo, principalmente perché questa soluzione a confronto con un pannello OLED (White Oled)ha delle differenze poco percepibili all’utente medio soprattutto quando non è possibile confrontare le due tecnologie fianco a fianco e a fronte di un prezzo sensibilmente più alto, non riesce comunque a superare i problemi insiti in tutte le tecnologie che si basano su OLED (WOLED e QD OLED) e che possono causare qualche grattacapo a chi utilizza il monitor soprattutto al di fuori dell’ambito gaming e fruizione di contenuti. Nonostante ciò, questo MSI MAG 321UPX QD-OLED resta uno dei migliori monitor che ci sia mai capitato di provare, e non possiamo che consigliarvelo ad occhi chiusi, se il prezzo non vi spaventa e assegnargli il nostro riconoscimento più alto.
Avm, dopo la presentazione avvenuta qualche settimana fa, ha ufficialmente dato il via alla commercializzazione sul mercato italiano dei nuovi prodotti della sua lineup che introducono le più recenti tecnologie in ambito networking.
Si parte coni nuovi dispositivi pronti per la fibra ottica, sempre più presente in tante città italiane grazie all’infrastruttura Fibercoop e OpenFiber. I nuovi router FRITZ!Box 5690 XGS, FRITZ!Box 5690, standard e Pro e FRITZ!Box 4690. I modelli di punta Fritz!Box 5690 XGS e 5690 pro, offrono connessioni lan ultra veloci a 10 Gbit/s, una volta riservate a server e utenze professionali, mentre il 4690 offre la flessibilità dei dispositivi Fritz, ad un prezzo più accessibili. Tutti comunque sono compatibili con la moderna tecnologia WiFi 7, per connessioni ultra veloci e un’ampia copertura.
Il Fritz!Box 6850 5G invece, è la soluzione ideale per portare la rete lì dove non si ha a disposizione una linea telefonica. Grazie all’utilizzo delle linee mobile 5G e LTE è possibile raggiungere velocità di navigazione fino a 1,3gibabit/s (una soluzione che farebbe gola a tutti, anche a chi ha una classica linea FTTC).
In ottica di espansione della linea wifi domestica, AVM ha aggiornato anche tutti i suoi repeater con le più moderne tecnologie WiFi. Fanno parte di questa gamma, il FRITZ!Repeater 2400 W7 e il FRITZ!Repeater 1200 W7, così come pure il FRITZ!Mesh Set 3000 Wi-Fi 6 e il FRITZ!Mesh Set 1200 Wi-Fi 6
Infine, non poteva mancare lui, l’ammiraglia della flotta AVM, il FRITZ!Box 7690 in grado di garantire velocità WiFi 7 fino a 5.760 Mbit/s su banda 5 GHz e 1.376 Mbit/s su banda 2,4 GHz.
Per tutte le informazioni e i dettagli sui nuovi prodotti, quindi, non ci resta che lasciarvi al comunicato stampa ufficiale che trovate qui sotto, mentre per tutte le specifiche tecniche dei nuovi prodotti, vi invitiamo a dare uno sguardo a questo link: Specifiche tecniche nuovi prodotti AVM WIFI 7
La casa digitale è a prova di futuro con FRITZ!: fibra ottica, 5G, Wi-Fi 7, Mesh Wi-Fi e funzionalità per la smart home
Fibra ottica: ecco i nuovi FRITZ!Box 5690 XGS, FRITZ!Box 5690 e FRITZ!Box 4690
Il nuovo FRITZ!Box 6860 5G per navigare con le reti mobili alla massima velocità
Wi-Fi senza compromessi: due nuovi FRITZ!Repeater con Wi-Fi 7 e i nuovi FRITZ!Mesh Set con Wi-Fi 6
Novità: ottimizzazione del consumo energetico grazie a FRITZ!Smart Energy 250
FRITZ!OS 8: visibilità migliorata e rete domestica ancora più semplice da gestire
Milano, 4 settembre 2024 | AVM, lo specialista europeo delle comunicazioni, presenterà a IFA 2024 un nuovissimo stand all’interno del padiglione 10.2 e una serie di innovazioni per la fibra ottica, il 5G, il Wi-Fi 7, il Mesh Wi-Fi e la smart home. AVM amplia la sua gamma di prodotti in fibra ottica e introduce nuovi modelli: grazie al FRITZ!Box 5690 XGS per connessioni veloci a 10 Gbit/s, al FRITZ!Box 5690, in grado di raggiungere prestazioni incredibili per GPON e AON, al flessibile router wireless FRITZ!Box 4690 e al modello di punta FRITZ!Box 5690 Pro, gli utenti hanno a disposizione un’ampia scelta per una navigazione veloce e a prova di futuro attraverso la fibra ottica. Tutti i modelli supportano la nuova generazione Wi-Fi 7 e offrono un elevato livello di funzionalità per la rete di case e dell’ufficio.
Gli utenti possono navigare e utilizzare lo streaming alla velocità della luce attraverso le reti mobili 5G: ciò è possibile grazie al nuovo FRITZ!Box 6860 5G, utilizzabile anche in esterno. FRITZ!Box 6860 5G supporta il 5G (NSA, SA), l’LTE e raggiunge una velocità di trasmissione dati fino a 1,3 gigabit/s. Inoltre, include le funzionalità Wi-Fi Mesh secondo lo standard Wi-Fi 6 e può anche distribuire dati in modalità wireless in tutta la casa. Infine, dispone di una base DECT per la telefonia e numerose applicazioni per la smart home.
Il Wi-Fi ad ampio raggio è un altro tema chiave di questa edizione di IFA. AVM presenta i due nuovi ripetitori Mesh Wi-Fi che, per la prima volta, supportano il Wi-Fi 7: il FRITZ!Repeater 2400 W7 e il FRITZ!Repeater 1200 W7. Ogni ambiente della casa ha i propri requisiti: diversi piani, muri spessi, stanze con molti angoli e spigoli. È proprio per queste esigenze che AVM amplia la sua offerta di Wi-Fi Mesh presentando il nuovo FRITZ!Mesh Set 3000 Wi-Fi 6 e il FRITZ!Mesh Set 1200 Wi-Fi 6, due ripetitori che possono essere collegati in modo semplice a un FRITZ!Box o a un altro router per estendere il Wi-Fi.
AVM presenta una novità per la smart home: FRITZ!Smart Energy 250, un nuovo sensore di corrente per monitorare e ottimizzare il consumo energetico. Una novità anche per il nome dei prodotti FRITZ!DECT che, in futuro, si chiameranno FRITZ!Smart. Cambia il nome ma non la sostanza: i prodotti smart per l’energia, il riscaldamento, l’illuminazione e il controllo avranno nuovi nomi, ma rimarranno tipicamente FRITZ: tecnologia sofisticata, facilità d’uso e aggiornamenti gratuiti. Tutti i prodotti FRITZ!Smart e una vetrina dedicata allo standard Matter saranno esposti nell’area Smart Home dello stand AVM. Inoltre, AVM presenterà le oltre 60 nuove funzionalità e miglioramenti in arrivo con il FRITZ!OS 8: visibilità migliorata e rete domestica ancora più semplice da gestire.
Infine, AVM annuncia la disponibilità sul mercato italiano dei seguenti prodotti: FRITZ!Box 5690 Pro, FRITZ!Box 7690, FRITZ!Box 4050, FRITZ!Dect 440 e FRITZ!Dect 302.
Warner Bros. ha condiviso il primo teaser trailer per Un Film Minecraft, basato sull’omonimo videogioco del 2011 di Mojang Studios.
Ve lo proponiamo di seguito, sottotitolato in italiano, grazie all’account ufficiale YouTube di Warner Bros. Italia.
Il film è diretto da Jared Hess su sceneggiatura di Chris Bowman e Hubbel Palmer.
Nel ricco cast, troviamo Jack Black (nei panni di Steve), Jason Momoa, Danielle Brooks, Emma Myers, Jennifer Coolidge, Kate McKinnon e Jemaine Clement. Legendary Pictures, Mojang, and Vertigo Entertainment co-produced the film, which will be distributed by Warner Bros. Pictures.
Un Film Minecraft arriverà nei cinema americani il 4 Aprile 2025 e nel corso del medesimo mese anche in Italia.