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30 anni di PlayStation, annunciata la PlayStation 30th Anniversary Collection

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Come parte dei festeggiamenti per il 30° anniversario del lancio della prima console PlayStation, Sony ha svelato una “chicca speciale”, che unisce il passato al presente.

Quale miglior modo di celebrare questo viaggio cominciato il 3 dicembre 1994 se non con la PlayStation 30th Anniversary Collection? Si tratta di una edizione limitata che ripropone il design originale dei colori PlayStation e lo integra nell’ultima linea di prodotti hardware PS5.

La PlayStation 30th Anniversary Collection sarà venduta in quantità estremamente limitata nelle seguenti configurazioni:

  • PlayStation 5 Pro Console – Pacchetto edizione limitata per il 30° anniversario
    • Include la console PS5 Pro in edizione limitata con SSD da 2 TB, Wi-Fi 7 nei territori che supportano questo standard e accessori abbinati in edizione limitata: controller wireless DualSense, controller wireless DualSense Edge, stazione di ricarica DualSense e una cover per console per unità disco (unità disco venduta separatamente).
    • Include anche un supporto verticale e oggetti speciali da collezione:
  • Alloggiamento del connettore del cavo in stile controller PlayStation originale
  • Quattro fascette per cavi a forma di PlayStation
  • Adesivo PlayStation
  • Poster PlayStation in edizione limitata (1 di 30 possibili design)
  • Graffetta per PlayStation
  • PlayStation 5 Digital Edition – Bundle edizione limitata 30° anniversario 
    • Include la console PS5 Digital Edition in edizione limitata con SSD da 1 TD e accessori abbinati in edizione limitata: controller wireless DualSense e una cover per console per unità disco (unità disco venduta separatamente).
    • Include anche un supporto verticale e oggetti speciali da collezione:
  • Alloggiamento del connettore del cavo in stile controller PlayStation originale
  • Quattro fascette per cavi a forma di PlayStation
  • Adesivo PlayStation
  • Poster PlayStation in edizione limitata (1 di 30 possibili design)
  • Graffetta per PlayStation

PlayStation Portal Remote Player – Edizione limitata per il 30° anniversario (standalone)

Controller wireless DualSense Edge – Edizione limitata per il 30° anniversario (standalone)

Controller wireless DualSense – Edizione limitata per il 30° anniversario (standalone)

La PlayStation 30th Anniversary Collection uscirà il 21 novembre. Saranno disponibili 12.300 unità della PlayStation 5 Pro Console – 30th Anniversary Limited Edition Bundle per l’acquisto da parte dei clienti. I preordini cominceranno dal 26 settembre.

Recensione The Casting of Frank Stone, un horror sottotono ed autoreferenziale

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Il compito affidato a Supermassive Games, con The Casting of Frank Stone, era ambizioso. Dare il via ad una espansione nel territorio single player della celebre IP cooperativa Dead by Daylight. Tolto infatti il dissacrante (e modesto) Hooked on You: A Dead by Daylight Dating Sim, la creatura della canadese Behaviour Interactive ha negli anni visto un successo completamente inatteso prettamente legato al terreno multiplayer. Lanciato nell’indifferenza generale, Dead by Daylight è riuscito, nel corso degli anni, non solo a crescere come esperienza multplayer, ma anche ad attrarre un numero vorticoso di utenti. Dalla release del 2016, infatti, il titolo ha visto oltre 60 millioni di giocatori, una incredibile sequenza di guest star di eccezione (dalle maggiori saghe horror e non solo), fino ad arrivare ad un accordo con Blumhouse Productions per un adattamento cinematografico.

La ricca lore ed il fascino dell’horror asimmetrico ha dunque, progressivamente, sedotto una vasta platea, arrivando al punto di stimolare la voglia di espandere l’IP anche fuori dalla propria confort zone. In quest’ottica, affidare a Supermassive Games, famosi per prodotti narrativi di stampo horror come l’originale Until Dawn, The Quarry e la saga di The Dark Pictures Anthology, sembrava la carta vincente per regalare ai fan un’esperienza da brividi. Purtroppo, qualcosa non è andata per il verso giusto e The Casting of Frank Stone si è rivelato essere il titolo più debole sviluppato dal team britannico.

Il titolo è disponibile in digitale dal 3 Settembre per PC (via Steam), Xbox Series e PlayStation 5.


Versione testata: Xbox Series X


Tutto ha un inizio

1963. Il serial killer Frank Stone terrorizza la cittadina di Cedar Hill. Una notte, questo fiene fermato eroicamente dall’agente di polizia Sam Green, che trova il suo nascondiglio in una acciaieria abbandonata.

1980. Un gruppo di ragazzi, cresciuto con la leggenda dell’assassinio seriale, decide di realizzare un horror amatoriale proprio nell’acciaieria dove Stone era deceduto: Murder Mill.

2024. Alcune persone si riuniscono per svelare il mistero della pellicola realizzata quasi quarant’anni prima, Un film considerato maledetto, dopo diversi casi di persone impazzite in atti violenti in seguito alla sua visione. Eventi che hanno portato le autorità a ritirarlo dalla circolazione.

Augustine Lieber vi introduce alla storia di The Casting of Frank Stone.

The Casting of Frank Stone si muove su linee temporali distinte per raccontare una storia che si intreccia tra passato e presente, con eventi che finiscono per aver ripercussioni non solo sul destino degli individui protagonisti della vicenda, ma sull’intera realtà. Il titolo infatti cerca di trarre le conclusioni sugli elementi strutturali di Dead by Daylight, facendo luce sulla natura de L’Entità e di come essa agisca. Non aggiungiamo altro, visto che i fan dell’IP conosceranno molto bene a cosa ci riferiamo, mentre gli altri potranno apprezzare una storia che attinge dal filone metareferenziale e da pellicole di decostruzione come Nightmare, Scream e Quella casa nel bosco.

Piacevole l’impatto grafico della produzione, grazie a buone animazioni facciali che lasciano trasparire adeguatamente le emozioni dei personaggi. L’intero comparto punta, come da tradizione Supermassive, al realismo assoluto. Medesima cura altresì per il comparto audio, con un sonoro di qualità ed un doppiaggio italiano curato (anche al netto di qualche strafalcione in sede di adattamento). Un pacchetto che si presenta dunque molto piacevole.

Gli eventi del titolo prendono una piega particolare che saprà bene ogni fan di Dead by Daylight.

Orrore… moderato

Se sulla carta tutto sembrava puntare su un banco di prova facilmente superabile a pieni voti, purtroppo così non è stato.

The Casting of Frank Stone soffre di evidenti problemi di sceneggiatura e storytelling, annaspando in maniera eccessiva nella missione principale di ogni horror: la costruzione della tensione. Il ritmo della storia (anche ma non necessariamente per colpa dei salti temporali) soffre di frammentarietà, poca coesione e ritmi eccessivamente lunghi per l’introduzione dei personaggi. Un paradosso, considerato la longevità del titolo, che finisce per ritrovarsi al “dunque” quando oramai i titoli di coda sono dietro l’angolo.

L’inizio sembra promettente… ma poi subentra la noia.

La sensazione è che la qualità della scrittura, apprezzata anche in casi di evidenti omaggi a B-movie come per Until Dawn o le altre produzioni Supermassive, sia più attenta ad omaggiare la lore di Dead by Daylight che non a proporre una storia dell’orrore con una propria compattezza. Quello che drammaticamente manca è la sensazione di inquietudine e di tensione che in questo genere dovrebbe tenere in scacco il player. L’ansia per la sorte dei personaggi arriva troppo tardi e non ha il respiro sufficiente per “compensare” le incertezze delle ore precedenti il clou della storia.

Il risultato finale è un titolo che vive, più che per narrare un bel racconto del brivido, per celebrare la metanarrativa della propria IP di appartenenza. La necessità di citare ed ossequiare Dead by Daylight di fatto impedisce a The Casting of Frank Stone di essere pienamente apprezzabile come prodotto indipendente. Non che questo implichi una sua incomprensibilità in senso assoluto, anzi. La storia “si capisce” e fa il suo, come un film diretto da un regista mestierante. Però chi non conosce bene l’opera di Behaviour Interactive difficilmente troverà qualcosa di memorabile nel prodotto Supermassive Games, scivolando via come un pellicola horror di poco pregio trasmesso da Italia 2.

Franchino forse meritava un trattamento di sceneggiatura migliore.

Press F to pay respects

Un altro enorme problema in cui inciampa Frank Stone è nella rinuncia sempre più marcata a qualsivoglia elemento strettamente ludico.

Chiariamoci. Fin dall’approccio strettamento narrativo di Heavy Rain in era PlayStation 3, il mantra per questo genere è stato quello di una interazione limitata attraverso QTE ed esplorazione ambientale. Negli anni Supermassive si è distinta come il punto di riferimento in materia, tuttavia cedendo progressivamente all’abbandono di meccaniche strutturate in favore di una presenza quasi esclusiva di quick time events. Lo abbiamo visto nei capitoli conclusivi dell’antologia di The Dark Pictures, che ben hanno tratteggiato l’evoluzione tracciata dal team di sviluppo. Ma con The Casting of Frank Stone, siamo arrivati a conseguenze sinceramente estreme che non tutti sapranno apprezzare.

Le interazioni sono poche e pure segnalate.

Supermassive quasi azzera il livello di interazione. Tolta la possibilità di mettere le mani su collezionabili raffiguranti alcuni dei killer della serie, nel titolo ci si limita a controllare scrivanie, leggere documenti e riparare generatori. Peraltro, qualsiasi elemento interattivo risulta ben visibile grazie ad un effetto grafico che si attiva da diversi metri di distanza… giusto per rendere l’esperienza ancora più telecomandata. Tutto il resto è demandato ad estemporanei QTE, che si presentano a volte senza preavviso e senza la necessaria costruzione in termini di regia e tensione. Il tutto si traduce inevitabilmente in un level design asciutto, condito da enigmi poveri che si risolvono in scioltezza. Si tratta di tendenze che avevamo già notato e segnalato nella recensione di The Quarry, ma che qui tornano in modo molto più pressante.

L’unica attrattiva, una volta finita l’avventura in circa sei ore, è la possibilità di rigiocare il titolo compiendo scelte diverse. Ma si tratta di una magrissima consolazione, soprattutto considerando le potenzialità dell’IP.

I collezionabili sono forse l’unico aspetto intrinsecamente ludico del titolo.

Commento finale

The Casting of Frank Stone, purtroppo, rappresenta l’anello più debole del catalogo Supermassive Games ed uno scialbo esordio in campo single player per Dead by Daylight. Un racconto horror poco ispirato nello svolgimento, con una componente ludica ulteriormente ridotta all’osso al punto da sembrare ormai poco più di un film interattivo. I fan della IP canadese sapranno apprezzare i riferimenti di lore ed il respiro della produzione, trovando soddisfazioni e gratificazioni. Tutti gli altri, invece, potrebbero trovare un pò troppo tranquilla questa passeggiata nel bosco.

DRAGON BALL: Sparking! ZERO, il roster è completo nel nuovo trailer

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Dopo un lungo percorso, Bandai Namco ha finalmente completato l’opera di revel riguardante il roster di DRAGON BALL: Sparking! ZERO.

Il titolo offrirà ai giocatori la cifra record di 182 personaggi, con alcune importanti conferme che emergono dall’ultimo trailer ufficiale che trovate poco sotto (dopo il recente filmato sui personaggi di Dragon Ball GT). Altresì nel comunicato stampa troverete dettagli riguardanti le modalità Episodio battaglia e Battaglia personalizzata.

Vi ricordiamo che il titolo è in uscita per PlayStation 5, Xbox Series e PC via Steam il prossimo 11 Ottobre.

Ora il roster di DRAGON BALL: Sparking! ZERO è completo! Il gioco includerà 182 personaggi, il più alto numero mai registrato prima in un gioco di Budokai Tenkaichi. In un nuovo video, Jun Furutani, il produttore del gioco, ha anche condiviso maggiori dettagli sulle modalità Episodio battaglia e Battaglia personalizzata.

Inoltre, ha svelato molti nuovi personaggi provenienti da:

  • DRAGON BALL SUPER: Cabba, Cabba Super Saiyan, Cabba Super Saiyan 2, Frost, Toppo e Frieza Force Soldier
  • Il film Broly – The Legendary Super Saiyan: Broly (Z), Broly (Z) Super Saiyan, Broly (Z) Legendary Super Saiyan
  • I film Cooler’s Revenge e The Return of Cooler: Cooler, Cooler Final Form e Metal Cooler
  • Il film Super Android 13: Android 13 e Fusion Android 13
  • Il film Dead Zone: Super Garlic Jr.
  • Il film The World’s Strongest: Dr. Wheelo
  • Il film Lord Slug: Lord Slug e Lord Slug Giant Form
  • Il film Tree of Might: Turles
  • Il film Bojack Unbound: Bojack e Full Power Bojack
  • Il film Wrath of the Dragon: Hirudegarn e Tapion
  • Il film Fusion Reborn: Janemba, Super Janemba, Super Gogeta (Z)
  • DRAGON BALL: Goku (Teen)

Insieme ai nuovi personaggi, il video approfondisce anche le modalità Episodio battaglia e Battaglia personalizzata. In Episodio battaglia, i giocatori potranno rivivere alcune delle battaglie più epiche dell’anime con 8 personaggi diversi a disposizione: Goku, Vegeta, Gohan, Piccolo, Jiren, Future Trunks, Goku Black e Frieza. Quella di Goku sarà l’esperienza più lunga, con eventi che vanno dall’invasione dei Saiyan sulla Terra fino al Torneo del potere in Dragon Ball Super.

Battaglia personalizzata consentirà ai giocatori non solo di scoprire parte dello scenario originale creato dal team di sviluppo, ma anche di creare il proprio scenario da sogno con sequenze filmate di pre e post battaglia, nonché determinati effetti e personaggi, prima di condividere il tutto con il mondo!

ALIEN: The Roleplaying Game – Second Edition, nuovo sguardo alle mappe

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Free League ha condiviso oggi un nuovo sguardo ai contenuti inediti di ALIEN: The Roleplaying Game – Second Edition, in vista della campagna Kickstarter che avrà il via entro fine anno.

La nuova versione del gioco di ruolo da tavolo apprezzato da tutti i fan della IP si mostra oggi attraverso nuove immagini relative alle mappe inedite che saranno presenti.

Vi proponiamo di seguito le immagini in questione, assieme al comunicato stampa. Nel frattempo vi invitiamo a leggere la nostra recensione di ALIEN The Roleplaying Game, a cura del buon Riccardo.

In vista della campagna Kickstarter prevista per questo autunno, Free League è entusiasta di condividere il primo sguardo ai nuovi contenuti per ALIEN The Roleplaying Game – Second Edition. Oggi diamo un’occhiata ad alcune nuove mappe del gioco.

Queste mappe grandi, dettagliate e a colori sono progettate per adattarsi alle nuove miniature dei giochi di ruolo che fanno parte anche del prossimo Kickstarter, così come alla modalità stealth ampliata nelle regole di gioco aggiornate. Utilizzando queste mappe, le miniature e le regole aggiornate, ALIEN The Roleplaying Game – Second Edition può anche essere giocato come un gioco di schermaglia tra miniature

Le mappe mostrate di seguito, disegnate dall’acclamato artista di mappe Miska Fredman (Astraterra), mostrano due ponti della USCSS Fidanza, un’astronave in stile Nostromo, e la colonia mineraria Jeremiah VI. Entrambi sono inclusi nella nuova avventura cinematografica Rapture Protocol.

Ulteriori notizie, inclusa una data di lancio per la campagna Kickstarter, sono in arrivo. Preparati per un capitolo completamente nuovo di avventure di gioco di ruolo ALIEN tentacolari, stressanti e agghiaccianti per gli anni a venire! Non possiamo mentirti sulle tue possibilità, ma hai la nostra solidarietà.

Basato sul feedback di migliaia di giocatori in cinque anni di avventure, ALIEN The Roleplaying Game – Second Edition offre una versione aggiornata e semplificata del gioco di ruolo ALIEN che i fan conoscono e amano. Le regole principali aggiornate includono nuove illustrazioni, nuovi contenuti e una varietà di nuovi strumenti sia per i giocatori che per le Game Mother, tutti pienamente compatibili con le versioni precedenti e il materiale di gioco. Come parte del lancio della linea di prodotti sono disponibili anche uno starter set ridisegnato, un cofanetto con scenari cinematografici e miniature.


Evil Nun: The Broken Mask, l’horror arriva in edizione fisica per PS5 e Switch

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Evil Nun: The Broken Mask, l’apprezzato horror di Keplerians, sta per arrivare in edizione fisica.

Il distributore Meridiem ha infatti annunciato l’arrivo di una edizione retail per Nintendo Switch e PlayStation 5 con una Unholy Edition. Questa conterrà, oltre al gioco, un case speciale, una lettera, il codice per il download della soundtrack ed un art book.

Terzo capitolo di un fortunato franchise, la serie ha esordito su Apple Store e Play Store, per poi fare il salto su PC e console con The Broken Mask, raccogliendo consensi.

Di seguito vi proponiamo il comunicato stampa.

Meridiem è lieta di annunciare che pubblicherà un’edizione fisica al dettaglio di Evil Nun: The Broken Mask, un terrificante videogioco horror in prima persona basato sul popolare franchise Evil Nun creato da Keplerians. In questo gioco, i giocatori devono fuggire da una sinistra suora all’interno degli inquietanti confini di una scuola abbandonata. Sviluppato da Keplerians insieme allo sviluppatore di giochi horror Carlos Coronado, questo nuovo titolo espande ulteriormente l’universo di Evil Nun.

L’edizione fisica di Evil Nun: The Broken Mask sarà disponibile dal 19 novembre 2024 in tutta Europa tramite negozi specializzati per Nintendo Switch e PlayStation 5. Questa versione segna un’altra pietra miliare nell’impegno di Keplerians nel fornire esperienze horror uniche e memorabili al suo crescente numero di lettori. comunità di tifosi.

Meridiem e Keplerians sono stati responsabili della progettazione e della produzione di questa edizione fisica. Hanno creato un’edizione speciale Unholy per Evil Nun: The Broken Mask, che include una custodia speciale, una lettera di ammissione al campo, un codice per scaricare la colonna sonora digitale e un art book con una raccolta di concept art dei personaggi principali e ambientazioni iconiche.

Evita Sorella Madeline, la suora malvagia che punisce i bambini con il suo gigantesco martello. Dovrai scappare dalla scuola a tutti i costi ma strada facendo scoprirai che non sei l’unico bambino intrappolato. Non sorprenderti quando la sorella Madeline ti segue in luoghi difficili da raggiungere mentre ti insegue per la scuola.

BENVENUTI ALLA EAGLE JUNIOR HIGH SCHOOL. Sei stato selezionato per partecipare a un campo estivo religioso che promette di essere il luogo ideale per fare amicizia e trascorrere l’estate. Appena arrivi ti accorgi che è una bufala. Sei intrappolato in una scuola in rovina sorvegliata da una suora malvagia.

LABIRINTO DI POSSIBILITÀ. Il tuo obiettivo principale è raccogliere tutti i pezzi e ricostruire la maschera. Ma attenzione: per portare a termine la tua missione, dovrai risolvere molti enigmi e misteri mentre esplori questa terrificante scuola. Qual è la vera storia dietro la Monaca Cattiva?

6 CAPITOLI, 3 VIE DI FUGA E TANTISSIMI MISTERI. Scopri cosa si nasconde dietro ogni porta di questa inquietante scuola. Inoltre, scopri una storia terrificante che ti toglierà il fiato. Gli indizi sono lì da scoprire mentre cerchi di trovare la via d’uscita dalla scuola, ma non dimenticare che ci sono molte cose da fare prima di lasciare la Eagle Junior High School. Ti aspettano diversi livelli di difficoltà, minigiochi e puzzle. Sei pronto per la sfida?

QUESTA È THE EVIL NUN. Uno dei titoli horror più popolari con quasi 100 milioni di download arriva su piattaforme PC e console completamente riprogettato con nuovi puzzle, scenari e grafica che ti faranno vivere un’avventura horror come mai prima d’ora.

Romancing SaGa 2: Revenge of the Seven, la demo gratuita è disponibile da oggi!

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In vista della release del remake HD del classico JRPG del 1993, Square Enix ha pubblicato oggi una demo gratuita per Romancing SaGa 2: Revenge of the Seven.

La demo è disponibile per tutte le piattaforme interessate dalla prossima release, ovvero Nintendo Switch, PlayStation 5, PlayStation 4 e PC (via Steam). Il salvataggio sarà poi importabile direttamente nel gioco completo, in arrivo il 24 Ottobre.

Vi proponiamo di seguito il nuovo trailer, assieme al comunicato stampa.

SQUARE ENIX ha pubblicato una demo emozionante di Romancing SaGa 2: Revenge of the Seven, un remake completo in HD del GdR di successo che ha venduto più di 1 milione di copie dalla sua uscita nel 1993 in Giappone. In vista dell’uscita del titolo su Nintendo Switch, PlayStation 5 (PS5), PlayStation 4 (PS4) e PC (Steam) il 24 ottobre, è già possibile pre-ordinare il gioco su tutte le piattaforme per ricevere due oggetti che torneranno molto utili nel corso dell’avventura: Shiyuan’s Tactical Primer e Cat’s Amulet.

Il nuovo trailer, che mostra i Seven Heroes caduti, dando così un indizio sul loro passato, e due nuove classi, l’Imperial Blacksmith e il Dancer, è disponibile ora.

Nella demo ci metteremo nei panni dell’Imperatore Leon e, insieme al suo secondogenito, il Principe Gerard, partiremo per un viaggio che andrà avanti per generazioni, nel corso delle quali Leon, Gerard e gli imperatori che verranno dopo di loro affronteranno i Seven Heroes, degli eroi del passato che, per ragioni ignote, adesso cercano vendetta contro il mondo. La demo terminerà con una battaglia con Kzinssie, uno dei Seven Heroes, che segnerà l’inizio di questa storia multi-generazionale. I dati di salvataggio potranno essere trasferiti al gioco completo, così da poter continuare l’avventura senza intoppi all’uscita del titolo il 24 ottobre.

In Romancing SaGa 2: Revenge of the Seven, partiremo per un’avventura nel corso di più generazioni per proteggere ed espandere il nostro impero. Con il sistema di scenari liberi, le nostre scelte decideranno lo sviluppo della storia, incluso chi erediterà il trono imperiale a ogni generazione. Sviluppato dai creatori del remake del 2020 Trials of Mana, questo remake completo con una storia indipendente includerà una grafica moderna, delle meccaniche di gioco strategiche aggiornate e vari miglioramenti che divertiranno sia i fan di vecchia data di SaGa che i nuovi giocatori, tra cui la possibilità di passare dalla colonna sonora classica a una riarrangiata e tre livelli di difficoltà che si possono modificare in ogni momento.

Romancing SaGa 2: Revenge of the Seven uscirà il 24 ottobre su Nintendo Switch, PS5, PS4 e PC (STEAM). Una demo scaricabile gratuita è disponibile per tutte le piattaforme.

TGS 2024, Double Dragon Revive anticipa il gameplay con un nuovo trailer

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Il publisher Arc System Works ed il team di sviluppo Yuke’s hanno rilasciato un nuovo trailer per Double Dragon Revive, anticipandone la presentazione (nonché presenza giocabile) al Tokyo Game Show 2024

Il mostrato introduce ai personaggi di Billy Lee (Kazuyuki Okitsu) e Jimmy Lee (Takehito Koyasu), nonché i cattivi Roper (Jun Fukushima), Abobo (Yuki Onodera), Williams (Egashira Hiroya), Joji (Shota Yamamoto), Anh (Natsumi Fujiwara) e Minh (Rika Tachibana). Spazio anche alle meccaniche base del sistema di combattimento, tra cui “Basic Attack”, “Grab”, “Special Moves”, “Mid-Air Special Moves”, “Super Special Moves” e “Critical Assault”.

Double Dragon Revive arriverà per PlayStation 5, Xbox Series, PlayStation 4, Xbox One e PC via Steam nel corso del 2025.

Per il Tokyo Game Show 2024, vi ricordiamo che l’appuntamento è dal 26 al 29 Settembre presso il Makuhari Messe a Chiba, in Giappone.

Recensione LOLLIPOP CHAINSAW RePOP, tanto fumo e niente arrosto?

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Correva l’anno 2012 e mentre si attendeva la fine del mondo profetizzata dai Maya, l’hack and slash Lollipop Chainsaw, ideato da Gōichi Suda (meglio noto come Suda51) e James Gunn (noto ai più nella sua veste di regista e produttore di titoli come Guardiani della Galassia e The Suicide Squad) faceva la sua comparsa su PlayStation 3 e Xbox 360. Sviluppato da Grasshopper Manufacture e Warner Bros. Interactive Entertainment – a nostro giudizio – quando è giunto per la prima volta sugli scaffali, non ha ricevuto il riconoscimento che meritava. Infatti, il Metacritic non è particolarmente elevato, anzi (parliamo di 70 per la versione Xbox 360 e di 67 per quella PlayStation 3). Le copie vendute sono state soltanto 1,2 milioni ma in compenso l’IP ha guadagnato un seguito fedele di fan.

Quest’ultimo è probabilmente il motivo che nel 2022, ha portato DRAGAMI GAMES (coinvolto anche nell’originale) ad annunciare una rivisitazione del titolo. Originariamente lo sviluppatore aveva pensato di realizzare un vero e proprio remake, ma in corso d’opera, il progetto si è tramutato in una remastered. Considerando che Lollipop Chainsaw ha sulle spalle “soltanto” 12 anni, non aveva di certo bisogno di una revisione totale e pertanto, una remastered (nello specifico attraverso una ottimizzazione della veste grafica, di alcune meccaniche e all’aggiunta di una nuova modalità RePOP) – denominata LOLLIPOP CHAINSAW RePOP – è sicuramente stata la scelta più logica per questo piccolo gioiello incompreso. Ma questa “nuova” edizione, sarà all’altezza? Scopritelo nella nostra recensione completa!

Prima di proseguire, vi ricordiamo che il gioco è attualmente disponibile per PS5, Xbox Series X/S, Switch e PC.


Versione testata: PC (Steam)


Scanzonato, irriverente, fuori di testa … benvenuti in Lollipop Chainsaw!

Quando c’è di mezzo Suda51, autori fra l’altro di No More Heroes (qui la review dell’ultimo capitolo della serie) le cose tendono a prendere una piega tanto inaspettata quanto imprevedibile e stravagante. In Lollipop Chainsaw, si è chiamati – nel “migliore ” dei B movie – ad indossare i panni della sensuale e avvenente cheerleader diciottenne Juliet Starling, amante (rasentante la dipendenza) di lecca-lecca e … udite, udite, di caccia agli zombie. La sua arma prediletta è una mastodontica motosega con tanto di cuori ed un telefono incorporato; e come se non bastasse, alla sua cintura ha anche la testa mozzata, ma ancora viva, del suo ragazzo Nick Carlyle. È una trama ironica ed esilarante, caratterizzata da dialoghi senza filtri, effetti low budget e davvero tanto caotici. Insomma, le premesse sono a dir poco fuori di testa!

Lollipop Chainsaw Massacre

In termini di gameplay, in terza persona, Lollipop Chainsaw RePOP, è un hack and slash nudo e crudo. La nostra giovane protagonista, si scontra – a suon di motosega e pom-pom – contro orde di zombie (e relative varianti). Gli attacchi sono affidati ai tasti frontali (X, Y, B), mentre con RT (abbiamo utilizzato un controller Xbox One per l’occasione), si attiva un attacco speciale temporaneo. La tentazione di attaccare esclusivamente mediante la motosega, è tanta, ma c’è da dire, che questa tipologia di attacco è assai lenta e se abusata, porterà a dolorosi Game Over. Il modo migliore, è di mescolare gli attacchi più rapidi con i pom-pom in combo con quelli scagliati dalla motosega; soltanto in questo modo, è possibile farsi strada attraverso i non morti.

Il sistema di combattimento di Lollipop Chainsaw RePOP, è stato rivisto; la telecamera è lievemente più reattiva (il che dovrebbe rendere – anche se non è sempre così – più facile vedere i nemici che ci circondano e sbirciare sotto la gonna di Juliet), i movimenti (anche se sembra ancora di pattinare sul ghiaccio) sono più rapidi ed il controllo modernizzato degli attacchi di Nick (in termini di usabilità) insieme ad altri piccoli aggiustamenti, rendono l’esperienza un po’ più al passo con i tempi.

Nel complesso, al netto di una certa legnosità (che già caratterizzava l’originale) sia in modalità RePOP (della quale vi parleremo a brevissimo) che in modalità originale è semplice e discretamente godibile e ha più profondità di quanto ci si aspetterebbe. All’inizio può sembrare un semplice e banalissimo schiaccia-pulsanti, ma man mano che il set di mosse di Juliet cresce, si sbloccano nuove combo* e nuove armi (con la motosega che può assumere due ulteriori forme e nuove tipologie di motoseghe ottenibili), tra cui un utilissimo Chainsaw Blaster, (che porta con se alcune aggiunte: Blocco automatico, modalità di fuoco automatico e incremento del numero massimo di munizioni) che aggiungono una verve strategica al combattimento.

Per sbloccare queste fantasmagoriche combo e ottenere anche altri oggetti da collezione, è necessario accedere ai negozi Chop2Shop (sparsi nei vari capitoli). Qui, sono disponibili, sia upgrade alla vita e ai potenziamenti, migliorie delle abilità, ma anche elementi di personalizzazione come vestiti (alcuni piuttosto succinti), musica, collezione d’arte. Ovviamente, niente è gratis; per acquistare qualcosa al negozio è necessario utilizzare le medaglie, Oro e Platino, ottenibili nel corso delle vostre scorribande nei livelli di gioco. Mentre l’ottenimento di medaglie d’oro è relativamente semplice, quelle di platino (molto più preziose), richiedono di padroneggiare determinate tecniche che permettono di eseguire combo micidiali (come ad esempio uccidere tre o più zombie con un singolo attacco). Non un qualcosa di semplicissimo da fare, ma neanche impossibile. Basta far pratica. In compenso, abbiamo trovato più difficile affrontare gli sciami assettati di sangue di zombie che i boss. Quest’ultimi, seppur caratterizzati piuttosto bene, hanno schemi di attacco facilmente prevedibili e richiedono soltanto un po’ di attenzione per essere uccisi.

Detto questo, non dissimile da altri titoli similari, RePOP, include svariati minigiochi (fra cui Zombie Baseball, ribilanciato rispetto alla versione originale e Zombie basketball) e sequenze attivabili tramite Quick-Time Event, come ad esempio il dover saltare da una rampa o per oltrepassare uno scuolabus che blocca la strada. Questi possono essere anche automatizzati; infatti, è stata aggiunta una nuova funzionalità automatica per tutti i QTE.

*Il numero di colpi consecutivi registrati sui nemici viene conteggiato; raggiungere determinate soglie di conteggio aumenta la velocità della motosega.
Il livello del concatenamento può salire fino al livello 5 e il giocatore riceve un numero di medaglie in base alla sua valutazione quando la catena termina. Le linee di velocità appaiono sullo schermo ogni volta che il livello della catena aumenta, fungendo da segnale visivo. Attacchi come Cheer Combo che non utilizzano la motosega hanno invece effetti stella e cuore aggiunti. Inoltre, i nomi delle combo vengono visualizzati sullo schermo quando utilizzati e il giocatore ottiene dei bonus in base alla relativa combo utilizzata. È stata aggiunta anche una modalità Real Time Attack, ampiamente richiesta dai fan. Il giocatore gioca fasi da 0 a 6; una volta superate, i risultati che mostrano il tempo di completamento vengono visualizzati e registrati sulla classifica mondiale. Real Time Attack può essere utilizzato sia in modalità originale e sia in quella RePOP.

Modalità RePOP

Come anticipato, questa nuova versione include una modalità RePOP, che è una nuova modalità di gioco che “minimizza la violenza e sostituisce lo spargimento di sangue” con stili “pop art caratteristici e colorati per quanto riguarda i danni” (fulmini viola, effetti “BAM!” e altre carinerie). È un po’ difficile dire a chi sia effettivamente rivolta questa modalità, anche perché il gioco – già in origine – avvalendosi di una veste grafica “cartoonesca” non è proprio fra i più cruenti (almeno in termini di immagini a schermo). Optando per la modalità originale, il gioco è pressoché identico alla versione del 2012, con sangue, arti mozzati e teste di zombi che volano in qualsivoglia direzione.

Grafica e tecnica

Lo stile visivo ha una certa unicità (ed è piuttosto riuscito). In questa nuova versione si vede chiaramente una maggiore pulizia grafica, il tutto in 4K fino a 60 fps (stabili). Ad accompagnare l’intera avventura c’è una colonna sonora da urlo. Sebbene in giro si leggano svariate lamentele in termini tecnici, come eventi con PNG inattivabili, mosse che non vengono completate e altri bug, c’è da dire che la nostra esperienza non è stata malaccio. Abbiamo beccato dei bug e dei freeze improvvisi durante l’esecuzione di determinate mosse (ma che si sono sbloccate quasi immediatamente), alcune invece sono risultate andare totalmente a vuoto, ma nulla di davvero clamoroso. Il glitch più grave lo abbiamo riscontrato durante una boss fight in cui la finisher finale è stata impossibile da fare, il che ci ha costretto a ricominciare l’intero scontro con il boss. Insomma, alcuni problemi ci sono ma – nel complesso – l’esperienza di gioco non è stata poco godibile o totalmente ingiocabile.

Commento finale

Lollipop Chainsaw RePOP – al netto di un lieto ritorno al passato – non brilla (complice anche un pigro lavoro di riadattamento da parte dello sviluppatore) come ci saremmo aspettati. Il gioco sicuramente intrattiene e lo fa per la stragrande maggioranza del tempo, con un fascino e una scanzonatezza – ancora oggi – incredibile e fuori dall’ordinario. Purtroppo, l’aggiornamento alla veste grafica (a 4K/60fps), i graditi ma non sostanziali (seppur discretamente godibili) miglioramenti al gameplay e la modalità RePOP (che onestamente non abbiamo ben capito a chi sia rivolta), non sono sufficienti – considerando anche le performance non proprio stabilissime – per giustificarne il prezzo di oltre 40 €.

Nintendo non ci sta: denunciati per violazione di copyright gli autori di Palworld

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La notizia era nell’aria da mesi ma adesso è ufficiale: Nintendo, assieme a The Pokémon Company, hanno deciso di agire legalmente nei confronti di Pocketpair, autori di Palworld.

Le compagnie, come annunciato ufficialmente da Nintendo sul proprio sito ufficiale, hanno intentato una causa per violazione di brevetto presso il tribunale distrettuale di Tokyo il 18 Settembre contro Pocketpair. La richiesta è legata al riconoscimento della violazione, con annessa volontà di ottenere un risarcimento dei danni.

Non è chiaro a quali brevetti si faccia esplicito riferimento, né quali copyright specifici siano interessati. Tuttavia, è piuttosto chiaro che la compagnia abbia intenzione di tutelare le proprie proprietà intellettuali nel modo più incisivo possibile.

Questo sviluppo non coglie certamente nessuno di sorpresa. Già lo scorso gennaio, poco dopo l’esplosione commerciale di Palworld, Nintendo si era pronunciata anticipando un’indagine sulla presunta violazione diritti di proprietà intellettuale. Questo il comunicato di mesi fa: “Abbiamo ricevuto molte segnalazioni relative ad un gioco di un’altra società pubblicato nel gennaio 2024. Non abbiamo concesso alcuna autorizzazione per l’utilizzo della proprietà intellettuale o degli assets riguardanti Pokémon in quel gioco. Intendiamo indagare e adottare misure adeguate per affrontare eventuali atti che violano i diritti di proprietà intellettuale relativi ai Pokémon. Continueremo ad amare e a coltivare ogni singolo Pokémon e il suo mondo, e lavoreremo per riunire il mondo attraverso i Pokémon in futuro”.

Ed a ben guardare, limitandoci ad un’analisi delle mere creature proposte da Pocketpair, i punti di contatto con alcuni famosi Pokémon sono davvero significative, a volte traducendosi in mere differenze cromatiche.

Seguiremo gli sviluppi di questa vicenda. Nel frattempo, voci di corriodio suggeriscono che gli sviluppatori siano intenzionati a portare il loro titolo anche su consoley Sony.

Nikoderiko: The Magical World, il nuovo trailer rivela la data di uscita

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Nikoderiko

Il publisher Knights Peak ed il team di sviluppo VEA Games hanno annunciato, con un nuovo trailer, che Nikoderiko: The Magical World arriverà su PlayStation 5, Xbox Series e Nintendo Switch il prossimo 15 Ottobre.

Il prezzo sarà fissato in €29.99. La versione PC, distribuita tramite Steam ed Epic Games Store, arriverà in un secondo momento purtroppo andando oltre la finestra di lancio fissata. Il creative director Dmitry Smirnov si è detto entusiasta di far provare al mondo le avventure di Niko, definendo il progetto “un’umile lettera di amore ai classici platform degli ultimi trent’anni“.

Unisciti a Niko e Luna nella loro ricerca in Nikoderiko, una vivace avventura platform. Quando i due scoprono un’antica reliquia su un’isola magica, il malvagio Grimbald della Cobring Gems Company la porta via. Per salvare l’isola e le sue tribù, dovranno esplorare sette mondi unici con l’aiuto dei loro amici animali e sconfiggere l’esercito di Cobring. Con un design adatto alle famiglie, la modalità cooperativa sul divano e la musica di David Wise, Nikoderiko promette un viaggio magico e misterioso per tutte le età.

CO-OP: goditi la modalità cooperativa sul divano a schermo singolo, riunendo amici e familiari per un’esperienza di gioco condivisa.

MUSICA: il leggendario David Wise (noto per le sue composizioni iconiche nei classici platform) ha arrangiato TUTTA la musica per il gioco!

GIOCO IN FAMIGLIA: Nikoderiko è per tutte le età e offre un’esperienza magica, misteriosa e festosa.

CAVALCATURA: raccogli ed evoca amici animali giocabili con abilità uniche, che fungono sia da utili cavalcate per Niko e Luna che da preziosi alleati in battaglia.

MONDI FANTASTICI: esplora mondi unici con personaggi adorabili, aree amichevoli, boss epici e vari temi di gioco come carrelli da miniera, livelli di inseguimenti e avventure sottomarine. Ogni mondo presenta punti di riferimento iconici e aree uniche a tema boss.

One Piece 2, rivelati gli attori che interpreteranno Crocodile e Nico Robin!

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Dopo una lunga attesa e molti annunci legati al casting, Netflix accoglie nella seconda stagione dell’adattamento live action di One Piece due dei personaggi più attesi.

Si tratta infatti del villain Mr. 0, leader della Baroque Works altresì noto come Crocodile, nonché dell’enigmatica Miss All Sunday, la Nico Robin che si unirà alla ciurma di Cappello di Paglia. Ad interpretare queste figure chiave, la produzione ha scelto rispettivamente Joe Manganiello e Lera Abova, ancitipando gli annunci del TUDUM.

Joe Manganiello è un attore americano che ha esordito nel mondo del cinema interpretando Flash Thompson nello Spider-Man di Sam Raimi. Sale alla ribalta con il ruolo di Alcide Herveaux nelle cinque stagioni della serie True Blood firmata HBO. Tra le sue pellicole, ha partecipato a Magic Mike, Magic Mike XXL, Pee-wee’s Big Holiday, What to Expect When You’re Expecting, Sabotage e Rampage. Sfortunato il suo casting come Deathstroke all’interno del DC Extended Universe, per il quale riuscì a girare solo un cameo in Justice League (2017) per poi veder crollare il progetto cinematografico nonché la pellicola solista che lo avrebbe opposto al Batman di Ben Affleck.

Lera Abova è invece una modella ed attrice russa che si è affacciata da poco sul panorama cinematografico. Tra le sue interpretazioni, ricordiamo un ruolo in Anna (2019) nonché nel progetto televisivo Pitch Perfect: Bumper in Berlin.

Si tratta di casting molto affascinanti ed importanti per il futuro della serie, vista l’importanza dei ruoli superiore agli ingaggi, seppur iconici, di personaggi come Nefertari Vivi e Smoker.

Resta a questo punto la curiosità intorno al ruolo (in veste di doppiatore) di Tony Tony Chopper, per il quale attendiamo un annuncio, nonché su Portuguese D. Ace. Per quest’ultimo, alcuni leak sembrano puntare su Xolo Maridueña, giovane attore noto per i ruoli nella serie Cobra Kai e nella pellicola DC Blue Beetle.

La seconda stagione di One Piece, basata sul manga di Eiichiro Oda, è in produzione da circa tre mesi a Città del Capo, in Sudafrica.

Recensione Epomaker Shadow X, essenziale ma efficace

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La Epomaker Shadow X è una tastiera meccanica che attendevamo di provare da tempo, principalmente per il design particolarmente elegante con quel carbon look che fa molto scrivania di design. Il form factor del 70%, la multi connessione con rotella fisica selezionabile, il PCB hot swappable o il display OLED integrato, sono elementi che sebbene singolarmente non siano di certo una rivoluzione, uniti in una tastiera offerta al prezzo di 99 euro su Amazon.it, la rendono un prodotto estremamente interessante. Ora, dopo quasi 6 mesi di utilizzo, siamo pronti a dirvi la nostra.

Unboxing

Aprendo la scatola, si è accolti da un packaging piuttosto semplice. La tastiera è avvolta in una plastica opaca e adagiata semplicemente sul fondo della scatola. Nella parte superiore, in un compartimento ricavato nella sagoma della scatola troviamo un cavo USB-C intrecciato di discreta qualità, un ricevitore 2.4 GHz compatto, e un estrattore combinato per keycap e switch disposti ordinatamente in scomparti separati. La piacevole sorpresa è stata trovare un set otto keycap in pbt aggiuntivi in giallo, che permettono di personalizzare ulteriormente l’aspetto della tastiera fin dal primo utilizzo e tre switch di ricambio (gli switch inclusi nel modello in prova sono gli epomaker Blue bird). Ovviamente non ci siamo fatti sfuggire la possibilità di personalizzare la tastiera con i nuovi keycap, creando un piacevolissimo effetto a contrasto sui tasti backspace, esc e barra spaziatrice.

Non manca ovviamente nella confezione anche il manuale utente, essenziale per le combinazioni di tasti e per il funzionamento della rotella e del display.

Specifiche tecniche

Layout: 70% (70 tasti + 1 rotella)
Switch disponibili: Gateron Pro Yellow (lineari) –  Epomaker Flamingo (lineari), Epomaker Bluebird (lineari – oggetto di questa prova) Epomaker Budgerigar (Tactile)
Keycap: PBT a doppia iniezione
Connettività: USB-C, 2.4 GHz wireless, Bluetooth 5.0
Batteria: 3000 mAh
Display: OLED 1,06 pollici personalizzabile
Illuminazione: RGB south-facing
Dimensioni: 370,4 x 129,8 x 47,8 mm
Peso: circa 800 g

Specifiche Switch Epomaker Bluebird

Tipo: Linear
Materiale: POM stem, POM housing
Pin: 5 Pins
Actuation force: 47±5gf
Initial force: 35gf min
Bottom force: 60gf max
Pre Travel: 1.1-1.5mm
Total Travel: 3.8mm
Durata: 100,000,000 digitazioni
Molla: 22mm doppia molla

Design e costruzione

Al primo impatto, la EPOMAKER Shadow-X colpisce per il suo aspetto compatto ma funzionale. Il layout al 70% offre un compromesso interessante tra portabilità e usabilità quotidiana, eliminando il tastierino numerico, i tasti Funzione ma mantenendo alcuni tasti funzione essenziali come il pagedown, end, ins, home e del. In generale, nonostante le dimensioni compatte, la spaziatura dei tasti è molto buona, anche se molto spazio sembra essere perso nella zona del tastierino numerico. La tastiera è interamente in plastica rigida, ma l’ottima qualità e la colorazione canna di fucile a contrasto con i keycaps, le conferiscono un aspetto decisamente premium.

I keycap in PBT a doppia iniezione hanno un profilo “MDA”( che sta per “Medium-Height, Doubleshot, Sculpted All Rows) – molto simile a quello degli SA ma con una parte superiore sferica più piccola – che trasmette immediatamente una sensazione di solidità. Solidità confermata dalla prova sul campo: dopo circa 6 mesi di utilizzo intensissimo, infatti, la scoloritura del lettering è totalmente assente; solo sulla barra spaziatrice nella colorazione gialla è visibile una leggera patina lucida dovuta alla digitazione.

EPOMAKER Shadow-X è una tastiera meccanica cosiddetta gasket mount, ovvero la piastra (plate) e il circuito stampato (PCB) sono isolati dal resto della tastiera tramite guarnizioni in schiuma, in questo caso in schiuma Poron, a cui si aggiunge un pad inferiore in silicone.

Gli stabilizzatori sono prelubrificati mentre i gli switch southfacing sono hot swappable per consentire una facile sostituzione senza necessità di effettuare alcuna saldatura.

Epomaker Shadow X Bluebird switches

Dal punto di vista estetico, il pezzo forte del design è senza dubbio il display OLED da 1,06 pollici posizionato a destra, di fianco alle freccette direzionali. Inizialmente potrebbe sembrare un vezzo estetico ma, come vedremo nei paragrafi successivi, si rivela presto un elemento funzionale che eleva l’esperienza d’uso.

Epomaker Shadow X OLED Display

Connettività e autonomia

La versatilità è uno dei punti di forza della Epomaker Shadow X. La tastiera offre tre modalità di connessione: cablata USB-C, wireless 2.4 GHz e Bluetooth 5.0, quest’ultima modalità può essere utilizzata per connettere fino ad ulteriori 3 periferiche BT, switchando tra le stesse con la rotella di input. Nei miei test, la latenza in modalità wireless si è rivelata impercettibile sia durante la digitazione che nelle sessioni di gaming.

La batteria da 3000 mAh garantisce un’autonomia più che rispettabile. Con un uso intensivo e retroilluminazione RGB attiva, sono riuscito a superare le 20 ore di utilizzo continuativo. Disattivando l’RGB, l’autonomia sale facilmente oltre le 40 ore.

Esperienza d’uso

Gli switch Epomaker Bluebird preinstallati offrono una risposta rapida e fluida, ideale per lunghe sessioni di scrittura o gaming. La corsa di 4 mm con un punto di attuazione a 2 mm trova un buon equilibrio tra reattività e comfort.

Il montaggio a guarnizione, abbinato agli strati di silicone e schiuma interni, contribuisce a creare un’esperienza di digitazione morbida e silenziosa. I rumori di fondo tipici delle tastiere meccaniche sono notevolmente attenuati, senza però perdere quel feedback tattile che i puristi apprezzano. Rispetto alla RT100 che stiamo provando in queste settimane o alla TH80 provata qualche tempo fa, tuttavia, il sounding è leggermente più duro e metallico soprattutto nel fondo corsa, come potete notare nel video qui sotto

Un aspetto che mi ha piacevolmente sorpreso è stata la qualità dei stabilizzatori pre-lubrificati. Tasti come la barra spaziatrice e l’invio mantengono una corsa fluida e uniforme ovunque li si prema, senza nemmeno un accenno al fastidioso effetto “rattle”.

Un aspetto che invece non mi è piaciuto affatto è la parte RGB. Nonostante i led siano southfacing, la visibilità degli stessi è praticamente ridotta al minimo a causa della pochissima tolleranza tra i tasti. Questo del poco spazio tra i tasti è sicuramente un aspetto che mette in luce la grande precisione nell’assemblaggio e nel taglio dei tasti, ma la luce in questo modo filtra in maniera davvero minima rendendo quasi impossibile visualizzare gli effetti RGB. Forse degli shinetrough avrebbero potuto fare davvero la differenza.

Epomaker Shadow X RGB

Molto utile il display OLED, che come dicevo, inizialmente consideravo un vezzo estetico. Uno schermo come questo infatti, mi è tornato particolarmente utile per poter visualizzare a colpo d’occhio informazioni come il livello della batteria, la modalità di connessione attiva e persino promemoria personalizzati, senza contare che avere la tastiera con il proprio logo o animazione fa molto cool.

Un altro elemento molto utile, e che inizialmente avevo sottovalutato, è la rotella di selezione della connessione. La scelta di utilizzare una selettore come quello presente in questa tastiera, non per le funzionalità multimediali, ma per il controllo dell’input, a primo impatto può lasciare spiazzati, ma se si utilizzano più dispositivi collegati contemporanemanete è una vera manna dal cielo, soprattutto se si fa fatica a ricordare le combinazioni per il cambio input come avviene con altre tastiere.

Il selettore permette con una rotazione secca e a scatti, di passare da un dispositivo connesso all’altro: ruotando la rotella su “Off” si può utilizzare la tastiera via cavo, “G” per la connessione wireless, e B1-B2 e B3 per selezionare tre diverse connessioni BT con altrettanti dispositivi.

Software e personalizzazione

Il software Epomaker offre un buon livello di personalizzazione, permettendo di rimappare i tasti, creare macro e gestire i profili di illuminazione RGB. L’interfaccia utente non è delle più intuitive e poichè il software all’inizio è settato sul cinese, vi toccherà girovagare un po’ tra le opzioni per impostare la lingua inglese. Come tutti i software cinesi, inoltre, la usabilità non è il suo forte, e impostare anche una semplice immagine di sfondo o settare una macro, richiede un minimo di pratica. La vera chicca in fatto di personalizzazioni però, come dicevamo, è la possibilità di personalizzare il display OLED con immagini e GIF animate anche scaricabili dall’appositazione sezione Share nell’app Epomaker. Alcune di queste sono davvero uniche, peccato che il software si perda in un bicchiere d’acqua come sulla la possibilità di ordinarle per numero di downloads o likes.

Commento finale

La Epomaker Shadow X è una tastiera che si rivolge a chi cerca un’esperienza di digitazione essenziale e piacevole, altamente customizzabile e con un tocco di design. Il display OLED e il form factor al 70% la rendono una scelta intrigante per professionisti creativi e appassionati di tecnologia che vogliono distinguersi dalla massa. L’esperienza di digitazione è molto buona, anche se non la migliore offerta da Epomaker in questa fascia di prezzo (Epomaker TH80 e RT100 sotto questo profilo sono davvero imbattibili) Inoltre, la curva di apprendimento del software potrebbe scoraggiare gli utenti meno pazienti. Al prezzo di 79 euro in offerta su Amazon la Shadow X offre un ottimo rapporto qualità-prezzo, considerando le sue caratteristiche uniche e la qualità costruttiva. Se siete disposti a esplorare nuove modalità di interazione con la vostra tastiera e non vi spaventa un po’ di sperimentazione, la Shadow X potrebbe essere la compagna ideale per le vostre sessioni di lavoro e svago digitale.

Recensione Visions of Mana, il ritorno della serie con un capitolo imperdibile

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Visions of Mana è come un vecchio amico che non si incontra da tanto, troppo tempo. Sono infatti passati ben 17 anni dal precedente capitolo principale della serie di action RPG nata dalle costole di Final Fantasy. Un gap temporale consistente, solo marginalmente colmato dai remake di Secret of Mana e Trials of Mana per una IP da sempre non proprio fortunatissima, scemata di rilevanza al progressivo allontanamento dall’era SNES. Triste e recente esempio, le voci che danno addirittura già in chiusura il team di sviluppo del capitolo di cui vi parliamo oggi (NetEase Games sarebbe infatti in procinto di cessare Ouka Studios).

Proprio come l’amico fraterno di cui sopra, ci siamo approcciato al nuovo episodio della serie Mana colmi di emozione e nostalgia, mentre con il pensiero corriamo già a quando (e se) lo riabbrecceremo in futuro. Visions of Mana si è rivelato essere un grandioso ritorno ai fasti della visone di Koichi Ishii, sebbene non riesca a brillare della stessa intensità del leggendario capitolo del 1993 (l’originale Secret of Mana).

Pubblicato da Square-Enix, il titolo è disponibile dal 29 Agosto per PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series e PC (via Steam).


Versione testata: PlayStation 5


L’importante è il viaggio

Il mondo di Visions of Mana non è una realtà semplice in cui vivere. Ogni quattro anni, persone da tutto il mondo vengono scelte in qualità di Alms ed affiancate da una Soul Guard per compiere un pellegrinaggio verso l’Albero del Mana. Il viaggio ha lo scopo ultimo di offrire in sacrificio le anime stesse degli Alm, in modo che la fonte di Mana del pianeta possa continuare a prosperare. La posta in gioco è terribile: continuare a salvaguardare la fragilità del mondo e la sopravvivenza di tutte le forme di vita. Hinna viene selezionata come Alm del Fuoco del villaggio di Tianeea, con lei la guardia Val: il loro malinconico viaggio li porterà tuttavia a mettere in discussione il proprio ruolo in questo rito e, chissà, trovare una soluzione alternativa.

Si tratta di una premessa unica per la serie ma che attinge da altri immaginari (su tutti, Final Fantasy X) per conferire alla storia tematiche legate all’amore, al lutto, al senso di responsabilità, alla speranza ed al significato della vita. Una trama a nostro avviso estremamente solida, ma che molto spesso decide di “giocare sul sicuro” senza prendersi particolari rischi. In generale ci troviamo di fronte ad un plot indubbiamente affascinante, ricco di colpi di scena e svolte inattese… ma non così tanto. Gran parte del merito della godibilità della storia passa dalla caratterizzazione dei personaggi, sempre ben tratteggiati e con rapporti interrazionali che si sviluppano nel corso dell’avventura.

Ma il mondo stesso è un assoluto protagonista di Visions of Mana. Traendo ispirazione dall’estetica di Secret of Mana e dall’environment design della serie Xenoblade Chronicles, il risultato finale è da lasciare senza fiato grazie a ricchezza ed eterogeneità delle ambientazioni. Il merito si divide, ovviamente, con il team artistico, in grado di dare fondo non solo all’intera palette cromatica, con accostamenti soavi e brillanti, ma anche di arricchire il titolo con un character design curato dal prolifico HACCAN ed un monster design seguito da Koichi Ishii in persona. Forse lo stile visivo dell’artista giapponese famoso per il lavoro su Avalon Code e Fire Emblem potrebbe non essere nelle corde di tutti, ma resta innegabile il suo sforzo ed il tratto caratteristico. Anche la pregevole colonna sonora tocca tutti i tasti giusti, grazie al trio esperto formato da Hiroki Kikuta, Tsuyoshi Sekito e Ryo Yamazaki.

Gambe in spalla

Ludicamente, il fulcro di Visions of Mana si divide tra focus sull’esplorazione del mondo ed attenzione riposta al sistema di combattimento.

Come accenavamo, il mondo di Visions è grande e bellissimo esteticamente, ma anche molto divertente da esplorare. Macro aree interconnesse formano un pianeta fantasy splendido, in cui il giocatore potrà esplorarne ogni angolo con la mobilità propria degli action adventure più estrosi. Spazio dunque a doppi salti, dash aerei, forzieri nascosti, cavalcature (anche aeree e nautiche), zone inaccessibili da recupare più avanti in stile metroidvania e così via. Si tratta di un aspetto di primo piano della produzione che, similmente alla scelta attuata in The Legend of Zelda: Breath of the Wild, toglie altresì un pò di spazio ai dungeon tradizionali. O meglio, ci sono, ma risultano meri divertissement piuttosto che una portata principale.

Non ci sentiamo di criticare la scelta vista la bellezza della world map, anche se tuttavia gli sviluppatori avrebbero potuto migliorare il senso di gratificazione legato all’esplorazione. Capita spesso infatti di trovare tesori incredibilmente nascosti con all’interno… niente di che. Allo stesso modo risultano un pò sbiadite le side quest, che spesso si riducono a meri incarichi di fetch. Il mondo compensa molto, ma si poteva fare qualcosa di più.

Il mondo di gioco è davvero bello e spesso vi fermerete ad ammirarlo.

Il sistema di combattimento, dal canto suo, sebbene possa sembrare semplice di primo impatto, si articola sulla sinergia di differenti fattori. Anzitutto, ci sono otto classi elementali da assegnare ai giocatori, ciascuna legata (tendenzialmente) a differenti armi, bonus e malus. Le passività sono un elemento stabile di ciascuna classe, mentre la maggior parte delle abilità attive sbloccabili entrano a far parte dello specifico bagaglio individuale del personaggio. Il risultato è una capacità ibridativa molto spinta che permette ai giocatori di “creare” i personaggi più adatti ai propri gusti.

In quest’ottica, anche gli equipaggiamenti svolgono un ruolo chiave, grazie agli slot per i semi abilità. Fino a dieci perk possono dunque essere assegnati a ciascun personaggio, oltre ad arma ed armatura di ordinanza. Sommate alle variabili delle classi ed otterrete un potenziale davvero ragguardevole.

Gli Elemental Vessel trovano anche una utilità diretta in battaglia, con specifiche abilità che possono essere attivate per sovvertire le sorti degli scontri. Queste, sommate agli attacci Elemental Break e Class Strikes, possono creare sinergie interessanti che si declinano sul sistema “sasso carta forbice” elementale del titolo (condiviso anche dai nemici).

Il risultato finale è un combat interessante ed inaspettatamente articolato ma che ha il difetto di venire a galla solo se spinto a difficoltà maggiori. Il bilanciamento standard, infatti, mortifica un pò troppo gli spunti più raffinati del sistema ideato da Ouka Studios, banalizzando l’andamento di gran parte degli scontri rendendoli piatti e caotici. Molto meglio alzare l’asticella ad Hard il prima possibile, per poter apprezzare al meglio il lavoro svolto dal team giapponese.

Le abilità sono molte e dovrete imparare a concatenarle soprattutto a difficoltà superiori.

1994 vs 2024

Visions of Mana rispecchia completamente il proposito di Koichi Ishii: realizzare un nuovo capitolo della serie con lo spirito inalterato del passato, ma una veste adatta al mondo videoludico contemporaneo.

La missione, in questo senso, è indubbiamente riuscita. Visions si struttura e si gioca proprio come un JRPG degli anni ’90. Ne ha il feeling essenziale, l’atmosfera, il modo di costruire l’incedere. Ci sono addirittura elementi che si sono persi con le generazioni videoludiche, che non vi anticipiamo molto (anche se qualcosa lo vedrete dalle immagini a corredo di questa recensione). Per tutti questi motivi, chi ha vissuto quell’epoca aurea del genere non potrà che amare il quinto capitolo della serie Mana.

Il combat è divertente ma esige difficoltà superiori per essere maggiormente apprezzato.

Viceversa, il problema si può porre laddove si sia impermeabili al modo di fare videogiochi di trenta anni fa.

Per alcuni sarà quasi impossibile sorvolare su una storia fin troppo tradizionale, su un sistema di side quest ripetitivo, su un bilanciamento non perfetto. E soprattutto sarà molto complicato passare sopra ad una impostazione così radicalmente ancorata ai dettami del passato, anche al netto di un comparto tecnico che maschera i suoi limiti con la direzione artistica. Un prodotto che può essere dunque percepito più per inguaribili nostalgici che per nuovi fan del genere.

Quale è la verità? A nostro avviso, come spesso accade, pensiamo si ponga ad una salomonica metà strada. Da un lato Visions of Mana tende la mano agli appassionati di lunga data, preservando il profilo classico della produzione. Dall’altro lato, guarda con speranza ad una nuova platea di acquirenti, che possano apprezzare proprio le qualità che hanno reso amata la serie, impreziosita dalle novità del quinto capitolo. Il risultato è un viaggio che merita di essere intrapreso, a prescindere dalla destinazione finale.

Qualcosa che un tempo era la regola ed oggi è l’eccezione: la world map da sorvolare.

Commento finale

Visions of Mana segna il ritorno di una delle serie Square Enix meno festeggiate degli ultimi anni, ma non per questo meno rilevante. Il team di Ouka Studios realizza un titolo intrinsecamente classico in impostazione, narrativa e feeling, ma tarato per un pubblico contemporaneo. Il risultato è un Mana mai così piacevole da giocare, ricco di contenuti con un spirito deliziosamente retrò, nonché un combat system profondo e gratificante. Tuttavia, proprio per il suo tradizionalismo fortemente voluto e ricercato, il titolo potrebbe essere fin troppo nostalgico per far presa su una platea moderna. Per tutti gli altri, sarà un dolce naufragare in questo mare di ricordi.

AOC AGON PRO PD34, il nuovo monitor QD-OLED firmato Porsche Design

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Porsche Design e AGON by AOC, hanno annunciato l’arrivolo del nuovo monitor da gaming AOC AGON PRO PD34. Questo nuovo monitor da gaming curvo QD-OLED da 34″ (86,36 cm) unisce l’eccellenza concettuale di Porsche Design con la competenza nella tecnologia di display all’avanguardia di AGON by AOC.

Il monitor avrà un formato immagine ultra-wide e un raggio di curvatura 1800R, ed è stato sviluppato per venire incontro sia alle esigenze dei videogiocatori che degli utenti professionali. Il monitor infatti, oltre ad un eccezionale tempo di risposta GtG (grey to grey) di appena 0,03 ms e una frequenza di aggiornamento di 240 Hz, è in grado di offrire una elevata qualità dei colori, grazie alla copertura al 100% dello spazio colore sRGB, il 99% dell’AdobeRGB e il 99% dello spazio colore cinematografico DCI-P3.

AOC AGON PRO PD34

Il design curato dal centro stile Porsche Design è ispirato alla griglia di una Porsche 911. Il PD34 stabilisce nuovi parametri di riferimento nel segmento dei monitor ultra-wide con la sua fusione di forma e funzionalità.

Il Porsche Design AGON PRO PD34 sarà disponibile dal 18 settembre 2024 nei negozi Porsche Design e presso rivenditori specializzati, oltre che online su porsche-design.com e in alcuni negozi online selezionati, ad un prezzo consigliato di €1.199,00.

Per maggiori informazioni sul nuovo AOC AGON PRO PD34 vi rimandiamo al comunicato stampa qui sotto, subito dopo la gallery.

L’Arte delle performance: un panorama ultra-wide di alta precisione

Amsterdam – 18 settembre 2024. Porsche Design e AGON by AOC, uno dei principali marchi mondiali di monitor da gaming e accessori IT [1], annunciano la loro ultima collaborazione: il monitor da gaming Porsche Design AOC AGON PRO PD34. Questo nuovo monitor da gaming curvo QD-OLED da 34″ (86,36 cm) unisce l’eccellenza concettuale di Porsche Design con la competenza nella tecnologia di display all’avanguardia di AGON by AOC. L’ultra-wide PD34, con la sua curvatura 1800R, è progettato per soddisfare gli elevati standard sia degli utenti professionisti che dei giocatori appassionati, offrendo una combinazione di prestazioni, precisione e stile che riflette l’eredità di entrambi i marchi. Porsche Design ha concepito il design del PD34 ispirandosi alla griglia di una Porsche 911. Il PD34 stabilisce nuovi parametri di riferimento nel segmento dei monitor ultra-wide con la sua fusione di forma e funzionalità.

Creato per l’eccellenza visiva e il vantaggio competitivo

Il cuore del PD34 è un pannello QD-OLED da 34” progettato, con una risoluzione UWQHD di 3440 x 1440 pixel e un rapporto di aspetto di 21:9. Questo ampio schermo ultra-wide offre una visione estesa sia per il gaming che per applicazioni professionali. Con un eccezionale tempo di risposta GtG di 0,03 ms e una frequenza di aggiornamento di 240 Hz, il PD34 garantisce chiarezza nei movimenti e reattività che eguagliano la precisione dell’ingegneria automobilistica di Porsche. Questa combinazione assicura una resa cristallina e un movimento ultra-fluido, anche nei più impegnativi scenari esport, offrendo ai giocatori più competitivi il vantaggio necessario per esprimere al massimo le loro capacità.

AOC AGON PRO PD34

Prestazioni in ogni pixel

Il PD34 vanta specifiche visive eccezionali. La sua luminosità di picco di 1000 nits, insieme alla certificazione VESA DisplayHDR True Black 400, garantisce un’ottima visibilità e un contrasto notevole grazie all’illuminazione per pixel della tecnologia QD-OLED. La capacità del display di riprodurre 1,07 miliardi di colori, coprendo il 100% dello spazio colore sRGB, il 99% dell’AdobeRGB e il 99% dello spazio colore cinematografico DCI-P3, è accompagnata da una notevole precisione dei colori calibrata in fabbrica. Quest’ampia gamma di colori rende il PD34 adatto sia per esperienze di gaming immersive che per lavori professionali che richiedono una precisione cromatica, come il design grafico e il montaggio video.

Progettato per un movimento senza interruzioni

Il basso input lag del PD34, unito alla tecnologia Adaptive-Sync, che include sia la certificazione AMD FreeSync Premium Pro che la compatibilità con NVIDIA G-SYNC, garantisce un’esperienza visiva fluida. Questa tecnologia lavora per eliminare tearing e stuttering dello schermo, offrendo un’immersione completa. Il risultato è un’esperienza di gioco e lavoro che non è solo visivamente stupefacente, ma anche reattiva e coinvolgente, certificata con VESA ClearMR 13000, il massimo livello per la chiarezza del movimento. Le caratteristiche specifiche per il gaming includono un Contatore di Fotogrammi e il Dynamic Dial Point, una sovrapposizione personalizzabile del mirino che può cambiare colore per rimanere visibile su qualsiasi sfondo.

Design che parla da solo

L’estetica del monitor si ispira al linguaggio del design iconico di Porsche. Il suo profilo elegante e i materiali pregiati richiamano la sofisticatezza propria degli interni ed esterni delle Porsche. Il rapporto di aspetto 21:9 del display evoca il layout ampio e orientato al conducente di un cruscotto, mentre i controlli del monitor sono tanto intuitivi e reattivi quanto la console centrale. Il design del monitor include anche una base in alluminio sabbiato, che ricorda il volante e i raggi delle ruote di una 911, mentre la parte posteriore del monitor si ispira alla griglia del radiatore. La base regolabile in altezza (130 mm) con opzioni di inclinazione e rotazione offre flessibilità ergonomica, consentendo agli utenti di trovare la posizione di visualizzazione ottimale, proprio come regolare il sedile del conducente.
Il PD34 presenta anche l’illuminazione RGB Light FX di AOC con 15 modalità diverse per creare un’atmosfera immersiva per qualsiasi configurazione.

Connettività come un centro di comando

La suite di connettività del PD34 è completa e pronta per il futuro. Include 2 porte HDMI 2.1 per il supporto delle console di ultima generazione, 1 porta DisplayPort 1.4, 3 porte USB 3.2 downstream e 1 porta USB 3.2 upstream, e 1 porta USB-C 3.2 Gen 2 con Power Delivery da 65W. L’interruttore KVM integrato e la modalità Picture-by-Picture (PbP) offrono ulteriore versatilità per i professionisti multitasking. Il PD34 si integra perfettamente con il software G-Menu di AOC, permettendo agli utenti di regolare facilmente le impostazioni OSD e le caratteristiche del monitor.

Eccellenza acustica

Due altoparlanti da 8W certificati da DTS offrono un’esperienza audio che completa la potenza visiva del PD34, fornendo un suono ricco senza la necessità di configurazioni audio esterne.

Il Porsche Design AGON PRO PD34 sarà disponibile dal 18 settembre 2024 nei negozi Porsche Design e presso rivenditori specializzati, oltre che online su porsche-design.com e in alcuni negozi online selezionati, ad un prezzo consigliato di €1.199,00.

Switch 2, leakate le prime immagini e le specifiche tecniche della nuova console Nintendo?

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Stando a quanto segnalato da VGC, sembrerebbe siano emerse online le prime immagini di Switch 2, corredate dalle specifiche tecniche dettagliate della nuova console Nintendo.

Le immagini, provenienti da Reddit, a quanto pare provengono direttamente da un social media cinese e direttamente da una catena di montaggio. La documentazione mostra i dettagli dello schermo da 8 pollici, i Joy-Cons magnetici e le porte USB-C. Sebbene manchino conferme ufficiali, sembra che VGC abbia indagato ed abbia ottenuto rassicurazioni trasversali da più fonti sulla plausibilità del leak, anche per dimensioni e caratterstiche di design.

Stando inoltre alle informazioni emerse, Switch 2 includerà 12 GB di RAM (contro i 4 della console originale), supporto all’HDMI 2.1 e 256GB di memoria interna (contro i 32GB di Switch).

Con riferimento alle specifiche tecniche, vi proponiamo di seguito quanto riportato dalle fonti.

Shipping List Details Summary

  • HGU1100: Game console itself.
  • HGU1110: Left Joy-Con controller.
  • HGU1120: Right Joy-Con controller.
  • HGU1130: Dock.

Detailed Configuration List

  • SoCl (CPU + GPU) model: GMLX30-R-A1.
  • Memory model: MT62F768M64D4EK-026 (6GX2 dual channel, LPDDR5X, 7500 MT/s)
  • Flash memory model: THGJFGT1E45BAILHW0 (256GB, UFS 3.1, manufactured by Kaixia, 2100 MB/s).
  • Audio chip model: Ruiwu ALC5658-CG.
  • NFC reader model: NXP IPN7160B1HN
  • Built-in microphone model: CMB-MIC-X7.
  • Dual cooling fans, model BSM0405HPJH9 and BSM0505HPJQC (copper gaming heat sink).
  • Video signal conversion (DisplayPort to HDMI) must be chip model; Ruixian RTD2175N must be chip (support HDMI 2.1).
  • Network chip model: Ruiming RTL8153B-VB-CG and Gigabit Ethernet chip (the base has a network cable interface).
  • Microcontroller chip model: STMicroelectronics JSTM32G0OB0OCET6.
  • Video game console protective case model: HGU1100 (size: 206 x 115 x 14mm, made of plastic).
  • Speakers: MUSE BOX-L and MUSE BOX-R (two-channel stereo).

Restiamo in attesa di nuovi sviluppi.

Nintendo: tutti i giochi in cui è possibile giocare nei panni della principessa Zelda

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Dal lancio del primo Legend of Zelda nel lontano 1987, è stato possibile controllare Link innumerevoli volte mentre salva Hyrule e la sua popolazione dal pericolo. Mentre ogni iterazione con protagonista Link ha qualcosa di inedito e accattivante da offrire, sarebbe bello avere la possibilità di giocare anche nei panni di qualcun altro.

Per molto tempo, i fan della serie hanno desiderato un capitolo principale dedicato alla principessa Zelda. In una sorta di inversione, da damigella in pericolo a eroina di Hyrule. The Legend of Zelda: Echoes of Wisdom, in uscita il prossimo 26 settembre, sebbene in un’avventura non canonica come Breath of The Wild o il recente Tears of the Kingdom, molto più simile in termini di impostazione a Link’s Awakening, permetterà di indossare gli abiti di Zelda che dovrà usare nuovi poteri per esplorare il vasto regno, combattere mostri, conquistare i sotterranei e risolvere l’enigma degli squarci. In attesa del gioco, quale miglior modo di ingannare la stessa parlando degli spin-off e delle avventure secondarie che hanno consentito a Zelda di essere un personaggio giocabile?

Prima di proseguire, vi invitiamo caldamente a dare una letta ai nostri speciali dedicati – nel corso degli anni – a The Legend of Zelda:

Zelda’s Adventure

Nei primi anni ’90, Philips creò tre giochi dedicati a Zelda come parte di un accordo esclusivo con Nintendo per il loro formato CD-i (un vero e proprio lettore multimediale, anche console per videogiochi, commercializzato tra il 1991 e il 1998). Purtroppo non sono propriamente fra i più indimenticabili, principalmente a causa delle cutscene e dei controlli a dir poco orribili. Anche la trama, i combattimenti contro i nemici e altri elementi furono stroncati da fan e critica (da quest’ultima unanimemente deriso e addirittura ridicolizzato).

Tuttavia, la pessima qualità li rese immediatamente dei meme e la loro eredità persiste ancora oggi. Uno di quei tre giochi si chiamava Zelda’s Adventure e trasmetteva la premessa che i fan cercano oggi, in cui è possibile giocare come Zelda mentre cerca di salvare Link dai guai. È una “reliquia” interessante se avete tempo e voglia di guardare orribili filmati FMV e sperimentare alcuni dei peggiori level design mai vistisi in un videogioco.

Zelda: The Wand Of Gamelon

Zelda: The Wand of Gamelon non è molto meglio di Zelda’s Adventure, ma almeno ha un certo fascino, e il suo umorismo fa sì che valga la pena di provare questa avventura dinamica almeno una volta nella vita.

Come Zelda’s Adventure, Zelda: The Wand of Gamelon segue la principessa mentre cerca di salvare Link e suo padre da Ganon. Le scene animate e la recitazione sono di gran lunga superiori al FMV utilizzato nell’altro gioco e, e a patto di non prenderlo troppo sul serio, potreste addirittura divertirvi giocando a questa breve avventura del 1993.

Spirit Tracks

In The Legend of Zelda: Spirit Tracks (per Nintendo DS e Nintendo DSi), l’anima di Zelda è separata dal suo corpo fisico e trascorre la maggior parte del tempo di gioco come compagna di viaggio di Link in forma spirituale. In quanto tale, è in grado di possedere i grandi guardiani spettri che si incontrano lungo il percorso e di usarli per risolvere enigmi e far avanzare Link.

Per questo motivo, Zelda è tecnicamente un personaggio giocabile nel gioco. Ha un ruolo minore, ovviamente, ma è la cosa più vicina a essere un personaggio giocabile nella serie principale che Zelda abbia mai avuto. Inoltre, questa abilità è utilizzabile da Zelda in Super Smash Bros. Ultimate.

Hyrule Warriors: L’era della calamità

Poco dopo il lancio di Hyrule Warriors: Definitive Edition su Nintendo Switch, Omega Force aveva iniziato lo sviluppo di un altro spin-off ispirato a Legend of Zelda incentrato sui personaggi e gli eventi precedenti a Breath of the Wild. Stiamo parlando di Hyrule Warriors: L’era della calamità.

Sebbene presenti meno modalità da giocare, la sua lunga campagna permette di rivisitare Hyrule nei panni di alcuni dei personaggi preferiti, tra cui la stessa Principessa Zelda (disponibile in due differenti versioni), in questo divertente prequel musou.

Hyrule Warriors

Nel 2014, Nintendo ha fatto una mossa che nessuno si sarebbe aspettato, collaborando con Koei Tecmo per creare un gioco crossover tra The Legend of Zelda e Dynasty Warriors. Hyrule Warriors usa luoghi, personaggi, oggetti e nemici della serie Zelda e li abbina al gameplay hack-and-slash di Dynasty Warriors. Inizialmente è stato lanciato su Wii U, con una versione aggiornata su 3DS nel 2016 e la Definitive Edition su Switch nel 2018.

Molti personaggi preferiti dai fan della serie Zelda sono giocabili in Hyrule Warriors, da scelte ovvie come Midna o Ganondorf a sorprendenti apparizioni di personaggi come Agitha e Ravio. Ma uno dei combattenti meglio realizzati e apprezzati è Zelda stessa, con un nuovo design ad hoc proprio per il gioco.

Cadence of Hyrule

Dopo il successo di Hyrule Warriors, Nintendo ha deciso di collaborare ancora una volta con un altro studio per creare uno spin-off di Zelda un pochino sottovalutato. Nel 2019, infatti, Nintendo e Brace Yourself Games si sono unite per pubblicare su Nintendo Switch, Cadence of Hyrule, un rhythm game che presenta il gameplay di Crypt of the Necrodancer e i personaggi, le ambientazioni, i nemici e la musica della serie The Legend of Zelda.

Crypt of the Necrodancer era già un gioco fantastico con uno stile davvero unico, che richiedeva di muoversi, attaccare e navigare nel mondo a ritmo di musica, e Cadence of Hyrule si basa su questo aggiungendo le colonne sonore e i personaggi iconici di Zelda. Il suo stile top-down e la direzione artistica ricordano molto i primi titoli di Zelda e ciò riaccenderà il vostro amore per la colonna sonora della serie con re-interpretazioni elettroniche low-fi di canzoni familiari. Ancora meglio, però, è il fatto di poter scegliere di giocare come Link o Zelda e di passare dall’uno all’altro.

Smash Bros.

Naturalmente, il modo più diretto per giocare come la Principessa di Hyrule è procurarsi una copia di Super Smash Bros. Qui, Zelda è stata resa una combattente straordinaria, e lei e il suo alter ego, Sheik, sono presenti in ogni nuova voce della serie. In Smash 4, Zelda e Sheik sono stati separati, con Zelda che ha ottenuto la sua abilità Phantom Armor da Spirit Tracks come mossa sostitutiva.

Il design di Zelda ha subito alcuni significativi cambiamenti nel corso della serie Smash Bros. Nel suo debutto originale ha un aspetto adulto derivante da Ocarina of Time. Poi, in Brawl, cambia avvicinandosi a quello di Twilight Princess. L’ultimo aggiornamento è arrivato in Ultimate, e l’aspetto è basato su Link Between Worlds.

Sebbene un gioco di combattimento composto da numerose voci potrebbe non essere il modo ideale per la maggior parte delle persone di giocare come Zelda, è stata una costante che è solo migliorata con ogni iterazione successiva. Ed è piuttosto soddisfacente eliminare non solo Ganondorf ma anche alcuni dei nemici più famigerati della storica serie.

Teufel presenta le nuove cuffie da gioco CAGE PRO

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L’ultima novità in casa Teufel è rappresentata dalle nuovissime CAGE PRO. Ideali per chi è alla ricerca di un suono premium, queste cuffie da gaming wireless garantiscono il massimo del comfort e liberà di movimento, offrendo una batteria dalla lunga durata e un’ampia gamma di funzionalità.

Tutti i dettagli nel comunicato qui di seguito:

Per vivere un’esperienza di gioco immersiva, la qualità dell’audio è un dettaglio non trascurabile. Teufel, azienda berlinese rinomata a livello internazionale per i
suoi sistemi audio di qualità, presenta le nuove cuffie HD wireless CAGE PRO, ideali per chi è alla ricerca di un suono senza precedenti. Grazie alla trasmissione del segnale ultra-rapida e all’audio 3D di precisione, ogni suono diventa una chiave per la vittoria. Dall’eccezionale qualità del parlato al comfort imbattibile, queste cuffie garantiscono performance elevate e un look unico con l’elegante illuminazione RGB retroilluminata.

Il miglior sound, senza fili!

I cavi – lo sappiamo – possono essere un grande ostacolo! L’unica soluzione è sbarazzarsene. Il dongle USB in dotazione per PC, PlayStation 4 e PlayStation 5 trasmette i segnali senza alcuna latenza percepibile. Inoltre, le cuffie possono essere collegate tramite Bluetooth o, se proprio necessario, anche con il cavo. In ogni modalità, i driver lineari HD da 40 mm offrono un suono eccezionale, con bassi ricchi e definiti, medi incisivi e alti precisi.

Parola chiave: precisione – è fondamentale nel gaming, sotto ogni aspetto. Oltre alla precisione dei giocatori, nei giochi tattici è cruciale anche la precisione sonora. I videogiochi offrono un audio tridimensionale estremamente accurato, dove ogni suono si muove correttamente nello spazio virtuale. Con una riproduzione precisa, i giocatori non solo vedono il mondo virtuale in 3D, ma lo percepiscono anche a livello spaziale. Sentire i nemici prima di vederli può fare davvero la differenza.

Comunicazione cristallina, pieno controllo

Essere ascoltati è importante quasi quanto sentire. Una comunicazione fluida con il team è infatti la chiave del successo in quasi tutti i giochi di squadra. Il microfono direzionale a condensatore HD di alta qualità assicura una trasmissione vocale cristallina sia nella chat di gioco che nelle videoconferenze in
smart working. E se il microfono non serve, basta semplicemente rimuoverlo. Se non si vuole che qualcuno ascolti, è sufficiente premere il pulsante di disattivazione dell’audio e
regolare il volume di riproduzione con la rotella del volume continua. Il pulsante multifunzione controlla la luminosità dell’illuminazione a LED, ma può essere assegnato a qualsiasi funzione desiderata sul PC con il Teufel Audio Centre.

Il software di gestione completo “Teufel Audio Center” per PC Windows offre numerose funzioni aggiuntive e permette il supporto al DTS Headphone:X v2 per un suono surround virtuale 7.1. Da qui è possibile anche personalizzare l’elegante illuminazione RGB-LED secondo le proprie preferenze.

Comode e resistenti

Durante le lunghe sessioni di gioco, le cuffie non devono diventare un peso. Per garantire il massimo comfort, Teufel utilizza cuscinetti auricolari extra-spessi che si adattano saldamente e bloccano i rumori esterni, senza risultare scomodi, nemmeno con gli occhiali. Un sistema di ventilazione integrato nei padiglioni evita il surriscaldamento, impedendo l’accumulo di calore e quindi le famigerate orecchie sudate dei giocatori dopo missioni particolarmente lunghe Le batterie ricaricabili integrate forniscono energia sufficiente per un massimo di 68 ore di riproduzione a volume medio. Ciò significa che le CAGE PRO devono essere ricaricare solo ogni pochi giorni, così da essere sempre pronte per lunghe sessioni di gioco.

TEUFEL CAGE PRO in pillole:

  • Cuffie gaming HD wireless con qualità del suono premium
  • Supporta DTS Headphone:X v2 per un suono surround virtuale 7.1
  • Migliore intelligibilità del parlato in qualità da studio grazie al microfono direzionale a
    condensatore HD
  • Asta del microfono flessibile, fissata magneticamente e rimovibile
  • Illuminazione RGB personalizzabile nel design della luce posteriore
  • Pulsante multifunzione programmabile, interruttore per il muto, rotella del volume
    senza scatti, indicatori LED per lo stato della batteria e le modalità operative
  • Batteria potente con un’autonomia fino a 68 ore di riproduzione a volume medio
  • Design ultraleggero, cuscinetti auricolari spessi per un eccellente isolamento dai rumori
    esterni e grande comfort anche con gli occhiali, parte interna in tessuto per una
    sensazione piacevole sulla pelle, ventilazione per evitare il surriscaldamento
  • Teufel Audio Center per Windows 10/11 con numerose funzioni, tra cui DTS
    Headphone:X v2 ed equalizzatore
  • Trasmissione del segnale wireless tramite adattatore USB a PC, Mac e Playstation 4 e 5
    e Bluetooth per PC, Mac e dispositivi mobili
  • Opzione di connessione aggiuntiva tramite cavo da 3,5 mm

Le nuove cuffie da gaming CAGE PRO di Teufel sono ora disponibili al prezzo di 199,99 € nel webshop Teufel. I modelli precedenti- CAGE, CAGE ONE e ZOLA – sono ancora presenti in gamma.

Pasticcio ESRB, leakato l’annuncio di Horizon Zero Dawn Remastered

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Stavolta l’ente di classificazione americano ESRB l’ha combinata grossa: è stato infatti leakato l’annuncio del finora rumoreggiato Horizon Zero Dawn Remastered.

L’Entertainment Software Rating Board, che si occupa di classificazione dei videogiochi pubblicati nel Nordamerica similmente al nostro PEGI, ha poc’anzi pubblicato l’esatta descrizione del titolo, confermandone altresì la release per PlayStation 5 e PC.

La descrizione non fa riferimenti a particolari novità della Remastered, essendo limitata al mero contenuto dell’opera che verrà riproposta esattamente come nell’originario titolo PlayStation 4 (qui la nostra recensione di Horizon Zero Dawn).

La particolare tempistica alimenta le voci di corridoio che vorrebbero, nelle prossime settimane, l’arrivo di un nuovo State of Play da parte di Sony, dopo il burrascoso annuncio di PlayStation 5 Pro la settimana scorsa.

Restiamo in attesa di nuovi sviluppi.

FREEDOM WARS Remastered, annunciato il ritorno del celebre action Playstation Vita

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Con un annuncio a sorpresa, Bandai Namco ha confermato i lavori su una remastered di FREEDOM WARS, popolare action RPG uscito originariamente in esclusiva PS Vita.

Il titolo originario, sviluppato da Dimps e publicato da Sony Computer Entertainment nel 2014, si era rivelato uno dei maggiori successi first-party della console portatile in Giappone, diventando il secondo titolo più venduto al lancio di PlayStation Vita.

Di seguito vi proponiamo il trailer di annuncio, nonchè il comunicato stampa.

Una pena detentiva di un milione di anni è il prezzo da pagare per poter vivere. In un futuro distopico, il mondo è stato devastato dall’inquinamento e privato delle risorse naturali, mentre l’umanità vive in enormi complessi carcerari chiamati Panopticon. All’inizio del prossimo anno, Bandai Namco Europe pubblicherà per le piattaforme della generazione attuale FREEDOM WARS REMASTERED, il celebre gioco d’azione in origine lanciato per PlayStation Vita.

Ambientato in un futuro da incubo dove chiunque nasca in questo paesaggio infernale è considerato un “Peccatore”, i giocatori dovranno cercare la propria libertà offrendosi volontari per operazioni di combattimento estremamente pericolose competendo con altri Panopticon per ciò che resta delle risorse in calo del pianeta. Il nuovo gioco rimasterizzato porterà molti miglioramenti, tra cui una risoluzione 4K e texture aggiornate nonché 60 fps per le piattaforme della generazione attuale, e sarà disponibile dal 10 gennaio 2025 per Nintendo Switch, PlayStation 5, PlayStation 4 e PC tramite Steam.

MAGGIORI INFORMAZIONI SUL GIOCO

In un lontano futuro, l’umanità lotta per la propria sopravvivenza. L’inquinamento ha devastato il pianeta e ciò che resta dell’umanità è diviso in alcune città-prigione chiamate Panopticon. Le risorse sono così scarse che la vita stessa è un crimine e chi nasce è immediatamente condannato a milioni di anni di carcere. Gli abitanti vengono chiamati “Peccatori” e la loro unica possibilità per riconquistare la libertà, oltre ad attendere la morte in carcere, è combattere insieme ai propri alleati per ottenere risorse, salvare gli abitanti dal rapimento dei nemici rivali e impugnare le armi contro altri Peccatori avversari.

FREEDOM WARS REMASTERED offre diversi miglioramenti, tra cui una risoluzione 4K, texture migliorate e prestazioni a 60 fps su PlayStation e PC, un sistema di creazione delle armi rinnovato e altre modifiche al gameplay, nonché l’aggiunta di alcune impostazioni per la difficoltà. Nel gameplay, che resta comunque fedele all’acclamata versione originale, i giocatori dovranno combattere per sopravvivere. Fortunatamente, verranno assegnate loro alcune armi Thorn per aiutarli ad attraversare il mondo e sconfiggere i propri nemici. I Thorn, infatti, consentono un fluido movimento tridimensionale saltando e aggrappandosi al terreno. I giocatori possono scegliere armi con capacità uniche per piazzare trappole, fornire cure o aumentare la difesa. I Thorn possono anche sopraffare i nemici, recidendone arti o braccia per ottenere risorse aggiuntive. Mentre i giocatori provano a ridurre la propria condanna al carcere a vita, i materiali trovati o presi dai nemici sconfitti sul campo di battaglia possono essere utilizzati per potenziare le armi.

Il Panopticon è un’entità indipendente: i giocatori impareranno a comprendere e a muoversi nell’ambiente del carcere, utilizzando i punti diritto guadagnati nelle missioni di combattimento per ottenere nuovi diritti dai propri guardiani, come la capacità di correre per cinque secondi o di reclinarsi da seduti. I secondini sono androidi accessori e completamente personalizzabili che possono anche accompagnare i giocatori in battaglia sotto i loro occhi sempre vigili. La comunità di prigionieri del Panopticon sarà essenziale per sopravvivere… le missioni supportano fino a 4 Peccatori, PNG controllati dall’IA o altri giocatori reali in modalità cooperativa online. Unitevi per affrontare missioni di combattimento più difficili e ridurre gradualmente la carcerazione di milioni di anni in una battaglia mortale per la libertà.

Arsene Lupin – Once a Thief, il nuovo trailer svela il gameplay

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Microids e Blazing Griffin hanno condiviso un nuovo trailer per Arsene Lupin – Once a Thief, in cui possiamo ammirare il gameplay del gioco d’avventura che ci metterà nei panni del ladro gentiluomo.

Il titolo permetterà di immergersi nei celebri racconti di Maurice Leblanc, interpretando sia Lupin sia il detective Ganimard, ottenendo prospettive uniche su storie leggendarie come “L’arresto di Arsène Lupin” e “Herlock Sholmes arriva troppo tardi“.

Di seguito vi proponiamo il trailer in gameplay, seguito dal relativo comunicato stampa.

Pubblicato da Microids e sviluppato dal talentuoso e pluripremiato studio Blazing Griffin, già autore di due episodi della serie Hercule Poirot, questo nuovo gioco d’avventura uscirà su PC (Steam, Epic Game Store, GOG), PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S e Nintendo Switch il 17 ottobre 2024. I pre-order sono ora disponibili!

Arsene Lupin – Once A Thief è un viaggio coinvolgente nel mondo dell’iconico ladro gentiluomo. Scopri i racconti iconici tratti dall’opera di Maurice Leblanc per conoscere come è nata la leggenda.

Arsène Lupin è un eroe iconico che ha affascinato generazioni di lettori e spettatori con le sue imprese intelligenti e audaci. Il suo carisma e la sua ingegnosità hanno ispirato numerosi adattamenti cinematografici e televisivi, permettendo alla sua leggenda di perdurare nel tempo. In Arsène Lupin – Once a Thief, avrai la possibilità di rivivere questi racconti classici e di esplorare le affascinanti origini di questo personaggio leggendario.

Maggiori informazioni su Arsene Lupin – Once a Thief:

Vivi la trasformazione di Arsene Lupin da scassinatore stravagante a eroe leggendario.

La narrazione si svolge attraverso avvincenti conversazioni al caminetto tra Arsene Lupin e l’autore, Maurice Leblanc. Lupin racconta a Leblanc le sue imprese passate, permettendo ai giocatori di partecipare attivamente a queste celebri fughe.

In questo gioco di avventura-puzzle, tuffati in un viaggio avvincente che esplora la giovinezza, gli amori e i crimini dell’iconico ladro gentiluomo. Immergiti nei suoi famosi racconti, giocando sia nei panni di Lupin che in quelli del detective Ganimard, il suo instancabile antagonista, tramite prospettive uniche su storie leggendarie come “L’arresto di Arsène Lupin” e “Herlock Sholmes arriva troppo tardi”.


Caratteristiche principali

  • Padroneggia l’arte del furto – Esplora numerosi ambienti, risolvi enigmi e assumi una varietà di travestimenti mentre affronti emozionanti fughe criminali, cercando sempre di superare in astuzia la legge e di essere sempre un passo avanti.
  • Il mondo artistico di Lupin – Ammira la vivace grafica, che ricorda quella di un libro di fiabe illustrate, e incontra personaggi pittoreschi direttamente dalle storie di Lupin, che racconta le sue fughe con un tocco di drammaticità.
  • Vivi le leggende – Unisciti a Lupin e Maurice Leblanc accanto al camino mentre raccontano una selezione delle storie più famose di Lupin e le vivono da prospettive completamente nuove.
  • Indagini e deduzioni – Scopri le storie da una nuova prospettiva mentre assumi il ruolo di Ganimard, cercando prove, interrogando i sospetti, creando linee temporali e collegando i punti per inseguire e catturare il tuo leggendario avversario.

    Arsene Lupin – Once a Thief sarà disponibile il 17 ottobre 2024 su PlayStation 5 e Nintendo Switch in edizione fisica e digitale, e su PC (Steam, Epic Game Store, GOG), PlayStation 4, Xbox One e Xbox Series X|S in digitale. I pre-order sono ora disponibili!