Fuoco, mare in tempesta e draghi che oscurano il cielo. HBO ha appena diffuso il trailer finale della terza stagione di House of the Dragon e non lascia spazio a interpretazioni: la Battaglia del Condotto è finalmente qui. Le nuove puntate debuttano il 21 giugno in streaming, con cadenza settimanale, e catapulteranno subito lo spettatore dentro quello che lo showrunner Ryan Condal ha definito “probabilmente l’episodio televisivo più folle mai realizzato”.
Quattro anni per lo scontro decisivo
In un’intervista con Entertainment Weekly, Condal ha chiarito la posta in gioco senza giri di parole: “Provare a raccontare questa storia senza il Condotto sarebbe come girare Il Signore degli Anelli senza la Battaglia del Fosso di Helm. Se volevamo farlo, dovevamo farlo bene. E questo significava draghi, navi e molteplici fronti dello scontro.” Dietro quella frase c’è un lavoro titanico: la sequenza ha richiesto quattro anni per essere portata sullo schermo.
Il trailer restituisce tutta la tensione accumulata: decine di draghi in volo, vascelli di legno divorati dalle fiamme e Rhaenyra schiacciata dalla pressione di alleati e nemici. Dopo una lunga attesa, i primi fotogrammi confermano che lo scontro sarà all’altezza delle aspettative, mescolando spettacolo visivo e dramma politico con l’equilibrio che ha reso grande l’universo di George R.R. Martin.
Un cast corale tra vecchie conoscenze e nuovi arrivi
La terza stagione segna il ritorno dei pilastri della serie: Matt Smith (Daemon Targaryen), Emma D’Arcy (Rhaenyra) e Olivia Cooke (Alicent Hightower). Accanto a loro si muove un ensemble di volti noti, tra cui Rhys Ifans (visto in Spider-Man: No Way Home), James Norton (Happy Valley), Abubakar Salim (Assassin’s Creed Origins) e Dan Fogler (Animali fantastici).
La serie dovrebbe chiudersi con una quarta e ultima stagione, attesa per il 2028. L’anno prossimo tornerà invece A Knight of the Seven Kingdoms con la sua seconda stagione.
L’Universo di Game of Thrones si espande ancora
HBO e Warner Bros. stanno investendo massicciamente sul franchise. Oltre agli episodi già in programma, è in fase di sviluppo un film ad alto budget, Game of Thrones: Aegon’s Conquest, mentre da gennaio si discute di uno spin-off incentrato su Arya Stark – un progetto che prende quota dopo l’abbandono del sequel dedicato a Jon Snow. Sul fronte teatrale, un prequel sulla Ribellione di Robert debutterà quest’estate nei teatri britannici.
L’Incognita Martin e i libri mai scritti
In tutto questo fermento produttivo, resta un’ombra di incertezza che riguarda la carta stampata. George R.R. Martin ha ammesso senza appello che non esiste alcun piano per il caso in cui dovesse morire prima di completare The Winds of Winter: in quel caso, semplicemente, la saga di Game of Thrones“non sarà finita”. Una dichiarazione che suona come un monito per i fan e aggiunge un ulteriore strato di tensione a un universo narrativo già abituato a giocare con l’imprevedibile.
Il viaggio tumultuoso di Rue, Jules e degli altri ragazzi della East Highland High School è arrivato al capolinea. Dopo sette anni, un successo planetario e un’attesa di quasi quattro anni tra una stagione e l’altra, Euphoria si chiude con l’ottavo episodio della terza stagione. A mettere il punto definitivo è stato Sam Levinson, creatore della serie HBO, in un’intervista al New York Times.
L’episodio intitolato In God We Trust non rappresenta soltanto il finale di stagione, ma l’epilogo dell’intera opera. Una decisione che Levinson rivendica con coerenza autoriale: «Per quanto riguarda la storia che ci eravamo proposti di raccontare – una storia sulle dipendenze e le loro conseguenze – questo mi sembra il finale giusto».
Un fenomeno generazionale dal finale annunciato
Lanciata nel 2019, Euphoria ha ridefinito l’estetica e la narrazione del teen drama contemporaneo, diventando in poco tempo uno dei titoli di punta di HBO. Al centro del racconto, un cast giovane e magnetico guidato da Zendaya, affiancata da Sydney Sweeney e Hunter Schafer, tutte e tre capaci di trasformare i rispettivi personaggi in icone per la Generazione Z.
La seconda stagione era andata in onda a gennaio 2022. Da allora, lo stacco produttivo si è dilatato per quattro anni, un intervallo durante il quale buona parte del cast ha raggiunto uno status da superstar hollywoodiana, con agende fitte di blockbuster e impegni cinematografici sempre più impegnativi. Era nell’aria, insomma, che la terza stagione sarebbe stata anche l’ultima. La stessa Zendaya, in un’intervista precedente, aveva lasciato intendere di considerare questo ciclo narrativo come la chiusura naturale del progetto.
L’Eredità di una serie simbolo
La notizia della conclusione ha trovato i fan preparati, ma non per questo meno toccati. Nei commenti sui social si mescolano consapevolezza e una punta di malinconia. «È la scelta giusta. Sentivo già che sarebbe successo. Non immagino una quarta stagione», ha scritto un utente. Un altro ha sintetizzato senza giri di parole: «Non capisco chi pensava a una quarta stagione, dopo che Zendaya aveva detto che questa concludeva Euphoria».
Accanto alle reazioni a caldo, c’è spazio per una riflessione più ampia sul lascito culturale della serie. Un fan ha commentato: «Non era perfetta, ma resterà un testo fondamentale per la Generazione Z. Grazie a Zendaya per averci regalato un ruolo così potente».
Zendaya e Sweeney: il futuro dopo Euphoria
A marzo, Zendaya – oggi una delle attrici più richieste e pagate di Hollywood – aveva confessato di voler ridurre i progetti in cantiere, quasi temendo una sovraesposizione. Intervistata da Fandango, aveva detto: «Spero solo che la gente non si annoi di me. Apprezzo profondamente chiunque supporti i miei film o la mia carriera. Detto questo, dopo tutto questo mi prenderò una pausa. Sparirò per un po’».
Pausa che dovrà attendere ancora qualche mese. L’agenda di Zendaya per il resto dell’anno resta serratissima: a luglio uscirà The Odyssey di Christopher Nolan, poche settimane dopo tornerà nei panni di MJ in Spider-Man: Brand New Day al fianco di Tom Holland, per chiudere poi a dicembre con l’attesissimo Dune: Part Three.
Anche Sydney Sweeney non ha intenzione di rallentare. Tra i suoi progetti più imminenti figurano The Housemaid’s Secret e l’adattamento live-action di Gundam, oltre a numerose altre produzioni in fase di sviluppo.
Con la terza stagione, Euphoria saluta il pubblico dopo aver lasciato un’impronta profonda sulla televisione contemporanea. Una storia di dipendenze, identità e resilienza che, come sottolineato da Levinson, ha trovato il suo finale più onesto.
Non si fermano le scosse ai vertici di una delle serie picchiaduro più iconiche di sempre. Kohei “Nakatsu” Ikeda, game director di Tekken 7 e Tekken 8, ha ufficializzato l’addio a Bandai Namco dopo vent’anni di carriera all’interno dell’azienda. La notizia arriva a brevissima distanza dall’uscita di Katsuhiro Harada, volto storico del franchise, che ha già annunciato la nascita di una nuova realtà dedicata allo sviluppo di videogiochi.
«Ci sono stati momenti di gioia e molti difficili», ha scritto Ikeda in un messaggio di commiato. «Abbiamo festeggiato insieme e ricevuto critiche appassionate quanto incoraggiamenti. Ogni esperienza ha spinto sia me stesso che il Tekken Project a migliorare».
Un addio che pesa sul futuro della serie
Ikeda non ha ancora svelato i suoi piani professionali, ma tra gli addetti ai lavori e la community si fa largo un’ipotesi concreta: un possibile ricongiungimento con Harada all’interno di VS Studio, l’etichetta neonata che ha già stretto una partnership con SNK Corporation.
Intanto i fan si interrogano sulla direzione che prenderà il brand. Solo la scorsa settimana Bandai Namco aveva confermato Yujiro Hanma, tratto dal manga e anime Baki, come personaggio ospite del Season 3 Pass di Tekken 8, con contenuti previsti fino all’inizio del 2027. Con l’addio congiunto di due figure chiave, la domanda che rimbalza ovunque è una sola: Tekken 9 vedrà mai la luce? E se sì, con quale identità?
I rapporti tra la casa giapponese e la community sono logori da tempo: critiche sul bilanciamento del roster, monetizzazione aggressiva e l’ormai celebre caso dei DLC a pagamento per gli stage avevano già incrinato il dialogo. Harada stesso era intervenuto pubblicamente più volte per gestire la pressione. Ora, senza la sua regia e senza Ikeda al timone creativo, l’orizzonte appare nebuloso.
Bandai Namco non ha ancora fornito indicazioni ufficiali su ciò che accadrà dopo la terza stagione. Per il momento, l’attenzione resta puntata sui prossimi aggiornamenti di Tekken 8 e sulle mosse dei due ex pilastri della saga.
L’indiscrezione ha attraversato in poche ore forum, social e redazioni: Wizards of the Coast sarebbe al lavoro su un remake ufficiale di Baldur’s Gate 2. Nessuna conferma, per ora, ma la sola ipotesi basta a riaccendere l’attenzione su uno dei franchise più amati di Dungeons & Dragons.
Un rumor che scuote la community
ldur’s GateeBaldur’s Gate II: Shadows of Amnarriverebbero prima di un ipoteticoBaldur’s Gate 4*, con la possibilità di un lancio congiunto, quasi fosse un’unica operazione celebrativa. Alla guida del progetto ci sarebbe Kevin Martens, ex sviluppatore BioWare e co-lead designer proprio del
Interpellata da IGN, Hasbro – holding che controlla Wizards of the Coast – ha scelto la formula di rito: «Non commentiamo voci o speculazioni». Una non smentita che, come spesso accade, alimenta il dibattito anziché spegnerlo.
La vera incognita: portata e sistema di combattimento
Ammesso che il report sia fondato, il nodo centrale riguarda l’ambizione dei remake. È credibile un rifacimento totale nello stile di Baldur’s Gate 3? I due classici offrono migliaia di ore di contenuto: convertirli completamente nel motore e nell’impianto del capolavoro Larian richiederebbe anni di sviluppo e risorse colossali.
Più plausibile che Hasbro consideri queste operazioni come un ponte tra lo strepitoso successo del terzo capitolo e l’inevitabile sequel, su cui gravano aspettative difficili da quantificare. Con Larian ormai uscita dall’orbita di Baldur’s Gate – e da Dungeons & Dragons in generale – per dedicarsi al prossimo Divinity, il vuoto creativo e produttivo è tra i più impegnativi che l’industria videoludica ricordi.
Sul piano tecnico, i giochi originali adottavano una prospettiva isometrica e un sistema a tempo reale con pausa, permettendo di controllare fino a sei personaggi. I remake seguiranno la svolta a turni piena come in Baldur’s Gate 3? Oppure punteranno su una formula ibrida? La decisione segnerà in modo radicale l’esperienza di gioco.
L’Eredità di Larian e il destino della serie
Baldur’s Gate uscì su PC nel 1998 sotto la pubblicazione di Interplay, conquistando subito una solida base di appassionati. Il sequel, Baldur’s Gate II: Shadows of Amn, arrivò nel 2000 e condivise con il predecessore l’ambientazione nei Forgotten Realms, diventando un caposaldo dei gdr occidentali. Riproporli oggi significherebbe consegnarli a una nuova generazione di giocatori, con tutte le sfide di traduzione culturale e tecnica che un’operazione del genere comporta.
L’Universo di Baldur’s Gate oltre i videogiochi
Mentre il rumor sui remake tiene banco, il mondo di Baldur’s Gate continua a espandersi in altre direzioni. È in lavorazione una serie TV per HBO che proseguirà la storia del terzo capitolo, scelta che ha sorpreso molti fan. In parallelo sono attesi un romanzo prequel dedicato ad Astarion durante la servitù presso il signore vampiro Cazador Szarr, un ricettario ufficiale di Baldur’s Gate 3 e persino un libro da colorare. L’attenzione mediatica attorno al marchio resta altissima, anche in assenza di dettagli concreti su un sequel diretto.
Al momento non resta che attendere che Hasbro e Wizards of the Coast decidano di fare chiarezza. Il mondo di Baldur’s Gate ha ancora molto da raccontare, dentro e fuori lo schermo.
Ogni giorno, senza sosta e con un volume che continua a crescere in modo esponenziale, milioni di messaggi di posta elettronica attraversano le reti italiane, trasportando al loro interno contratti, fatture, comunicazioni sensibili e dati personali che richiedono la massima tutela e riservatezza. Tuttavia, la gran parte di questi scambi si svolge senza alcuna certificazione né protezione adeguata. Questo crea un ecosistema vulnerabile esposto a intercettazioni, falsificazioni e furti di identità digitale. La posta elettronica certificata nasce proprio per colmare questa lacuna strutturale, poiché introduce meccanismi tecnici e giuridici che sono capaci di trasformare un semplice messaggio digitale in un documento dotato di pieno valore legale e probatorio. Conoscere questi meccanismi consente di selezionare gli strumenti giusti e tutelare con consapevolezza la propria corrispondenza professionale.
Vulnerabilità della posta elettronica ordinaria: dove si nascondono i pericoli
Trasmissione in chiaro e assenza di verifica del mittente
Il protocollo SMTP, sul quale si fonda la quasi totalità dei servizi di posta elettronica tradizionale, è stato concepito nel corso degli anni Ottanta senza includere alcun meccanismo di verifica dell’identità reale del mittente. Chiunque possieda competenze tecniche di base può spedire un messaggio mostrando un indirizzo falso nel campo “Da”. Questa falla consente lo spoofing, ossia fingersi un mittente legittimo. Inoltre, numerosi server di posta continuano a trasferire i contenuti privi di cifratura end-to-end, il che espone tanto i testi quanto gli allegati al rischio concreto di intercettazioni mentre i dati transitano tra i diversi nodi della rete. Questi due fattori insieme fanno dell’e-mail tradizionale un mezzo inadeguato per comunicazioni che esigono riservatezza e autenticità del mittente.
Mancanza di prove legali e rischio di manipolazione
Un ulteriore limite riguarda l’impossibilità di dimostrare con certezza che un messaggio sia stato effettivamente recapitato, aperto o conservato nella sua forma originale. Senza ricevute opponibili a terzi, qualsiasi controversia legata a scadenze, notifiche o accordi contrattuali diventa difficile da risolvere in sede giudiziale. Chi desidera approfondire il panorama delle minacce informatiche legate alla posta elettronica può consultare risorse tecniche dedicate alla sicurezza delle e-mail, utili per comprendere la portata del problema a livello globale.
Come funziona il protocollo PEC per assicurare autenticità e integrità dei messaggi
Identificazione certa del mittente e del destinatario
Il sistema di PEC si distingue dalla posta ordinaria perché ogni casella viene attivata solo dopo una procedura di riconoscimento dell’identità del titolare, conforme alla normativa italiana. Il gestore certificato verifica i dati anagrafici tramite documento di identità o firma digitale, creando un legame univoco tra persona fisica (o giuridica) e indirizzo. Questo passaggio elimina alla radice il rischio di anonimato fraudolento: ogni messaggio inviato attraverso il circuito certificato porta con sé la prova dell’identità reale di chi lo ha spedito. Per chi segue le evoluzioni del mondo digitale nella nostra sezione dedicata alla tecnologia, si tratta di un tema sempre più centrale nel 2026.
Busta di trasporto e hash crittografico
Al momento dell’invio, il gestore del mittente racchiude il messaggio originale, con testo, allegati e intestazioni, in una busta di trasporto firmata digitalmente. Sulla busta viene calcolato un hash crittografico, che funge da impronta digitale unica e irripetibile del contenuto trasmesso. Qualsiasi alterazione di un singolo carattere cambierebbe l’impronta e genererebbe un avviso di anomalia. Questo processo invisibile all’utente protegge l’integrità del messaggio e blocca modifiche non autorizzate.
Crittografia, ricevute e marca temporale: i tre livelli di protezione della PEC
La solidità della posta certificata poggia su tre pilastri complementari che agiscono in modo simultaneo. Ecco come ciascuno contribuisce alla difesa della corrispondenza:
Cifratura del canale di trasmissione: i gestori certificati usano il protocollo TLS per cifrare le comunicazioni tra server, proteggendo i messaggi da intercettazioni.
Ricevute di accettazione e consegna: firmate digitalmente, attestano la presa in carico e la consegna del messaggio con riferimenti univoci al contenuto.
Marca temporale certificata: ogni ricevuta include un riferimento orario attendibile, opponibile in giudizio per la certezza della data.
L’azione congiunta di questi tre livelli crea un sistema nel quale mittente, destinatario, contenuto e tempistiche sono tutti documentati e verificabili. Chi opera nel settore audiovisivo e multimediale sa bene quanto sia importante poter dimostrare l’invio tempestivo di materiali protetti da diritto d’autore o accordi di licenza.
Configurare una casella PEC sicura per proteggere la corrispondenza professionale
Avere una PEC non basta: bisogna configurarla e gestirla con cura per proteggere davvero i propri dati. Ecco alcuni accorgimenti pratici che ogni professionista dovrebbe mettere in atto a partire dal 2026:
Questi accorgimenti, apparentemente semplici, riducono in modo drastico la superficie di attacco e preservano il valore probatorio delle comunicazioni archiviate.
PEC contro phishing e spoofing: vantaggi concreti rispetto all’e-mail tradizionale
Il phishing è la minaccia più comune in Italia e spinge gli utenti a rivelare dati sensibili. All’interno del sistema di posta certificata, il phishing si scontra con barriere strutturali particolarmente difficili da superare. Ogni messaggio in arrivo reca la firma digitale del gestore di origine, che il sistema ricevente verifica in modo automatico. Il messaggio viene segnalato o rifiutato se la firma digitale non corrisponde o manca. In secondo luogo, gli indirizzi certificati risultano registrati in elenchi pubblici liberamente consultabili, come l’Indice Nazionale degli Indirizzi PEC (INI-PEC), circostanza che consente a chiunque di risalire in modo rapido e affidabile al titolare reale di una determinata casella.
Lo spoofing diventa molto meno pericoloso, poiché falsificare il mittente richiederebbe compromettere l’infrastruttura di un gestore accreditato dall’AgID. Per le imprese italiane, questi vantaggi si traducono in un risparmio concreto e misurabile, poiché il personale dedica meno tempo alla verifica manuale dei messaggi sospetti, l’esposizione ai tentativi di frode si riduce in modo significativo e, qualora dovesse insorgere un contenzioso, l’azienda può contare su una base documentale solida e giuridicamente rilevante.
Perché la posta certificata è un investimento strategico per la sicurezza digitale
La digitalizzazione dei rapporti tra imprese, professionisti e pubblica amministrazione rende necessario disporre di strumenti rapidi e giuridicamente certi. La PEC soddisfa questa duplice esigenza assicurando un grado di protezione che la corrispondenza tradizionale non può raggiungere. Configurare con cura la casella, monitorare le nuove minacce e affidarsi a gestori solidi sono i tre passi chiave per rendere la PEC un autentico presidio di sicurezza. Per ogni professionista italiano, padroneggiare questi aspetti nel 2026 non rappresenta soltanto un vantaggio competitivo di rilievo, ma costituisce anche una precisa responsabilità professionale e deontologica nei confronti di clienti, partner e collaboratori.
Domande frequenti
Quanto costa mantenere una casella PEC attiva per tutto l'anno?
I costi variano significativamente tra i diversi gestori, partendo da circa 15-20 euro annui per soluzioni base fino a 50-100 euro per servizi premium. Le tariffe dipendono dallo spazio di archiviazione, dal numero di invii mensili inclusi e dai servizi aggiuntivi come backup automatico e assistenza prioritaria. Molti provider offrono sconti per contratti pluriennali o per più caselle.
Come posso configurare la PEC sul mio smartphone o tablet?
La configurazione richiede i parametri IMAP/SMTP forniti dal gestore e l’impostazione di protocolli sicuri SSL/TLS. Su dispositivi mobili è consigliabile utilizzare app dedicate del provider o configurare manualmente i client email nativi con le porte corrette (solitamente 993 per IMAP e 465 per SMTP). Alcune app PEC offrono anche notifiche push specifiche per le ricevute di consegna.
Quali sono gli errori più comuni nell'uso della PEC aziendale?
Gli errori frequenti includono l’invio di messaggi troppo pesanti che vengono respinti, la mancata verifica delle ricevute di consegna e accettazione, e l’uso improprio per comunicazioni informali che intasano inutilmente il sistema. Molte aziende sottovalutano anche l’importanza di mantenere aggiornati gli indirizzi dei destinatari e di archiviare correttamente le comunicazioni per eventuali controlli futuri.
Dove posso trovare un servizio PEC affidabile per la mia azienda?
La scelta del provider PEC giusto dipende dalle specifiche esigenze aziendali e dal volume di comunicazioni. IONOS offre soluzioni PEC complete con diverse opzioni di spazio di archiviazione e funzionalità aggiuntive per adattarsi a qualsiasi tipo di business. È importante valutare i costi, l’assistenza tecnica e le integrazioni disponibili prima di scegliere.
Come devo archiviare e conservare i messaggi PEC per fini legali?
La conservazione deve rispettare i termini di legge specifici per ogni settore, generalmente da 5 a 10 anni. È fondamentale mantenere integre le ricevute di consegna e accettazione insieme al messaggio originale, preferibilmente in formati non modificabili come PDF/A. Molte aziende implementano sistemi di backup automatico su server esterni e procedure di indicizzazione per facilitare il recupero durante controlli o contenziosi.
Quando si fondono due immaginari immensi, iconici e apparentemente distanti come l’universo dei mattoncini danesi ed il cupo, tormentato protettore di Gotham City, il risultato non è mai scontato né tantomeno banale. Quello tra l’Uomo Pipistrello e il brand dei mattoncini non è certo un legame inedito. I videogiocatori ricorderanno con affetto la trilogia videoludica che ha accompagnato le passate generazioni di console. Così come il grande pubblico ha imparato ad amare la geniale e dissacrante declinazione cinematografica nei film d’animazione dedicati. Eppure, con questo nuovo LEGO Batman: L’Eredità del Cavaliere Oscuro, i ragazzi di TT Games si sono trovati davanti ad una vera e propria sfida titanica. Probabilmente la più complessa della loro intera carriera. Non semplicemente dare un seguito a quel sodalizio, ma dare vita ad un titolo enciclopedico e monumentale, capace di ripercorrere l’intera, complessa e gloriosa storia del brand dell’Uomo Pipistrello.
Fin dalle primissime battute è praticamente impossibile per chiunque abbia un minimo di background videoludico non notare come la principale fonte d’ispirazione guardi direttamente, e senza troppi misteri, alla leggendaria e indimenticata saga di Arkham sviluppata originariamente da Rocksteady Studios. L’intento della produzione è chiaro, stratificato e ambizioso. Traslare quelle atmosfere mature, quel flow inconfondibile e quel senso di onnipotenza in un formato che sia accessibile e fruibile da tutti. Dai più piccoli fino ai veterani del controller.
Ci troviamo, ve lo anticipiamo, di fronte ad una vera e propria dichiarazione d’amore fatta col cuore. Da veri fan, e per i fan stessi. Volete saperne di più? Non vi resta che continuare la lettura!
LEGO Batman: L’Eredità del Cavaliere Oscuro è disponibile dallo scorso 22 maggio 2026 su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2 e PC.
Versione testata: PlayStation 5
Batman: Anno Uno… Due, Tre, Ottantasette!
Dal punto di vista della pura scrittura e della progressione degli eventi, il titolo compie un viaggio straordinario e cronologicamente affascinante attraverso le diverse “ere” che hanno caratterizzato il mito del Cavaliere Oscuro nel corso dei decenni. La trama principale riesce nell’intento, tutt’altro che semplice, di unire in un unico grande mosaico i fili conduttori delle run fumettistiche più celebri e amate, delle storiche pellicole cinematografiche, delle indimenticabili serie animate degli anni ’90 e della già citata parentesi dell’Arkhamverse videoludico.
Non siamo assolutamente di fronte ad un semplice collage di momenti nostalgici messi insieme svogliatamente per fare fan service spicciolo a buon mercato. Al contrario, la narrazione si sviluppa in modo organico, coerente e sorprendentemente fluido, celebrando l’evoluzione del personaggio, che passa dall’essere un detective solitario, burbero e scettico a diventare il leader indiscusso e la figura paterna della Bat-family. La progressione narrativa vi guiderà attraverso capitoli ben cadenzati che non dimenticano mai di esplorare la psicologia (seppur alleggerita dal contesto ironico del videogioco) del miliardario Bruce Wayne e del suo trauma originario nei vicoli di Crime Alley, regalando una narrazione pop nel senso più “piacevole” e universale del termine.
Ah shit, here we go again!
La presenza su schermo dei comprimari storici (da Robin a Nightwing, passando per l’immancabile Alfred) e soprattutto della vastissima galleria di villain è gestita con un ritmo eccezionale e senza tempi morti. Ammirare l’evoluzione estetica e caratteriale del Joker, le sfumature ambigue e sensuali di Catwoman, gli enigmi complessi dell’Enigmista o la minaccia puramente fisica di un Bane monumentale, tutti sapientemente reinterpretati in chiave cubica senza però perdere mai un briciolo dell’essenza e della pericolosità della loro natura originale, è una gioia costante per gli occhi e per lo spirito di qualsiasi fan.
Il paradosso del Pipistrello (di plastica)
Pad alla mano, ci siamo trovati davanti ad un curioso ed affascinante paradosso strutturale che merita di essere sviscerato con estrema attenzione.
Se consideriamo questa produzione esclusivamente come un titolo LEGO, siamo indubbiamente al cospetto del picco assoluto dell’intera epopea dei videogiochi TT Games. La formula classica è stata affinata in ogni sua singola declinazione. Arricchita di nuove sfumature e portata ai massimi storici in termini di fluidità, pulizia delle animazioni e interazione con l’ambiente circostante. Se invece lo analizziamo paragonandolo strettamente ai canoni della serie Arkham, purtroppo ne rappresenta la declinazione più debole e meno rifinita. Il celebre Freeflow combat system e le dinamiche delle fasi stealth riprendono infatti tutto il pacchetto ludico di Rocksteady. Ma lo restituiscono in una versione decisamente più abbozzata, a tratti imprecisa e priva di quella reattività, dannatamente soddisfacente, che ha fatto la storia.
Tuttavia, dove il prodotto si riscatta con gli interessi, lasciando letteralmente a bocca aperta il videogiocatore, è nella straordinaria e straripante varietà di situazioni ludiche che offre dall’inizio alla fine. Quando l’open world finalmente “si apre” del tutto davanti ai nostri occhi, la sensazione di libertà è semplicemente magnifica. Va riconosciuto che, alla lunga, la stragrande maggioranza delle attività secondarie sparse per la mappa (come i collezionabili o i piccoli crimini procedurali) tende inevitabilmente a cadere nella ripetitività, mostrando il fianco a una certa ridondanza tipica di questo tipo di produzioni. Ma sono le missioni principali della campagna a rivelarsi un autentico trionfo di level e game design. Sarete chiamati continuamente ad affrontare nuove situazioni, a sfruttare l’ambiente circostante per risolvere enigmi piacevolissimi e a partecipare a sezioni scriptate mozzafiato. Non vorrete staccarvi dal controller perché l’esperienza si mantiene sempre fresca, dinamica e del tutto imprevedibile.
A supportare e valorizzare questa incredibile varietà troviamo una scelta strutturale tanto coraggiosa quanto controcorrente per i titoli LEGO. La presenza di soli sette personaggi giocabili. Si tratta di un numero incredibilmente ridotto rispetto agli standard pletorici di centinaia di figurine a cui la serie ci ha da sempre abituati. Ma è una scelta di design mirata che noi della redazione abbiamo apprezzato moltissimo. Al posto di centinaia di skin tutte identiche, ognuno dei sette eroi a disposizione è stato diversificato in maniera sufficiente. Ognuno di loro gode infatti di abilità uniche, gadget tecnologici dedicati e stili di combattimento e movimento peculiari. Peccato che, in tal senso, la modalità cooperativa sia limitata alla fruizione in locale.
Un po’ LEGO, un po’ Arkham… in tutto
Per quanto riguarda il livello di sfida complessivo, anche selezionando la nuova difficoltà “Cavaliere Oscuro”, il titolo resta tarato verso il basso e si dimostra estremamente facile. Ma sia chiaro, questa non è assolutamente da considerare una nota dolente della produzione. È la naturale, ovvia e condivisibile conseguenza di trovarsi di fronte ad un videogioco LEGO, progettato per essere godibile, accessibile e inclusivo per una fascia di pubblico il più ampia possibile.
Proprio per questo motivo, noi che siamo amanti delle sfide più ardue, abbiamo apprezzato le Sfide AR (Augmented Reality). Intendiamoci, non si tratta di nulla di trascendentale, rivoluzionario o di miracoloso, ma le 30 sfide totali inserite nel pacchetto (divise equamente in 10 dedicate alla guida, 10 al combattimento e 10 al traversal e movimento acrobatico sui tetti) richiedono un buon impegno. Per essere completate con la medaglia d’oro, vi costringeranno a imparare alla perfezione la mappa e a padroneggiare al millimetro il sistema di controllo. Offrendo quindi quel pizzico di sana frizione ludica anche per i videogiocatori un pochino più esigenti.
Gotham by… Plastic
Dal punto di vista puramente tecnico ed artistico, la produzione firmata TT Games è semplicemente impeccabile. Rappresenta il nuovo benchmark per le produzioni basate sui mattoncini. La rappresentazione di Gotham City è stupenda, un vero e proprio quadro animato che riesce a fondere magistralmente il grigiore gotico, cupo, sporco e industriale della metropoli con la lucentezza intrinseca, i riflessi e la pulizia formale dei mattoncini virtuali. Nonostante la natura “giocattolosa” degli elementi strutturali che compongono i palazzi, i gargoyle e le strade, il titolo riesce a trasmettere al cento per cento le sensazioni opprimenti, fumose e affascinanti della vera Gotham dei fumetti.
La versione PlayStation 5 da noi provata prevede una modalità Grafica ed una Prestazioni. Come il nostro solito, abbiamo prediletto la seconda. Il framerate si mantiene granitico a 60 fotogrammi al secondo anche nelle situazioni visivamente più caotiche ed esplosive, restituendo una pulizia dell’immagine di altissimo livello.
Gotham City non ha perso un pizzico del suo fascino
La cura per i dettagli microscopici è maniacale. Avvicinando la visuale si possono chiaramente notare i piccoli graffi da usura sulle plastiche dei personaggi. O la fisica eccellente che muove i mantelli durante le cadute libere o le planate. Anche il comparto sonoro non accetta compromessi di sorta. Grazie ad una colonna sonora orchestrale dai toni epici che richiama apertamente le storiche ed immortali atmosfere musicali di Danny Elfman e Hans Zimmer. Il tutto viene ulteriormente impreziosito da un doppiaggio in lingua italiana eccellente, profondo, interpretato da buona parte dei “classici” doppiatori del brand DC Comics.
Commento finale
LEGO Batman: L’Eredità del Cavaliere Oscuro si dimostra un’opera mastodontica, incredibilmente divertente e confezionata con una cura per il dettaglio che ogni singolo appassionato dell’Uomo Pipistrello dovrebbe provare. Nonostante un sistema di gioco ereditato direttamente dalla serie Arkham che pecca in polishing (ludico e tecnico) ed un umorismo di fondo che in rari momenti della campagna risulta fin troppo pervasivo e fuori tempo massimo, la sua natura enciclopedica, la straordinaria varietà delle missioni principali ed un comparto audiovisivo da brividi lo rendono un prodotto incredibilmente solido, massiccio ed appagante. Se siete alla ricerca di un viaggio totale, reverenziale e viscerale nella storia e nel mito immortale di Batman, l’acquisto è praticamente obbligatorio. TT Games ha fatto centro ancora una volta, firmando una splendida e memorabile dichiarazione d’amore. Che scommettiamo rimarrà a lungo nei cuori dei fan del Cavaliere Oscuro.
Benvenuti nella nostra guida ai trofei diLEGO Batman: L’Eredità del Cavaliere Oscuro, l’avventura d’azione e stampo narrativo che vi metterà nei panni di Bruce Wayne nel suo percorso per diventare il Cavaliere Oscuro. Il titolo vi porterà ad affrontare i più iconici supercriminali di Gotham City in una mappa open-world ricca di attività.
Trattandosi di un classico gioco della serie LEGO, la caccia ai trofei richiederà una buona dose di pazienza per via dei suoi ben 674 collezionabili, ma fortunatamente nessuno di essi è mancabile ed esiste una meccanica di gioco per rivelarli tutti sulla mappa.
Informazioni preliminari
Difficoltà stimata per il platino: 3/10
Tempo stimato per il platino: 25-30 ore circa
Trofei offline: 52
Trofei online: 0
Trofei missabili: 0 (c’è la selezione dei livelli e il free-roam totale)
Trofei glitchati: 0
La difficoltà influisce sui trofei? No, potete giocare interamente in modalità Classica (la difficoltà più bassa).
Run minime: 1
Free-roam/selezione livelli dopo aver finito il gioco: Sì, potete fare tutto dopo la fine della campagna principale. Le missioni possono essere rigiocate dal Batcomputer all’interno della Batcaverna
Road-map
Step 1: Iniziate il gioco a qualsiasi difficoltà e godetevi la narrazione. Non preoccupatevi di nulla che possa essere mancato: ogni singola missione può essere rigiocata e la città rimarrà completamente esplorabile dopo i titoli di coda.
Step 2: Una volta conclusa la campagna, sbloccherete la modalità free-roam totale su Gotham. Ci sono 674 oggetti da raccogliere, ma la mappa vi aiuterà sensibilmente: vi basterà infatti attivare la Torre di Controllo in ciascuno dei 9 distretti per rivelare sulla mappa la posizione esatta di ogni singolo collezionabile (tranne i Simboli di Batman, per i quali però ve ne basteranno solo 25 su 50).
Step 3: Se avete seguito i primi due passi, a questo punto dovreste aver già sbloccato quasi tutto. Sfruttate questa fase per completare eventuali trofei di combattimento o azioni specifiche rimaste in sospeso.
Tranquilli, i costumi dietro paywall non sono richiesti per il Platino!
Guida ai trofei
“Io sono Batman.” Colleziona tutti i trofei
Ottenete tutti gli altri trofei per sbloccare il trofeo di platino di LEGO Batman: L’Eredità del Cavaliere Oscuro.
“Chiunque può essere un eroe.” Completa la modalità storia
Trofeo legato alla trama, impossibile da mancare. Vi basterà completare tutte le missioni principali della campagna.
“Spero che sia perché è impegnato.” Completa ogni attività secondaria in Gotham
Per questo trofeo dovete completare tutte le attività open-world che vengono elencate sul lato sinistro della mappa quando passate con il cursore sopra uno dei 9 distretti della città. Consultate il trofeo Un collezionista silenzioso per maggiori dettagli sulla visualizzazione dei punti d’interesse.
Un collezionista silenzioso Raccogli tutti gli oggetti collezionabili
Nel gioco sono presenti un totale di 674 collezionabili principali (più i simboli di Batman legati a un altro trofeo), così suddivisi:
Tute (100): Outfit ispirati ai fumetti, film e serie TV di Batman. Si sbloccano completando missioni o acquistandoli da Bat-Mito (qui trovate la nostra guida dedicata).
Veicoli (30): Mezzi unici per ogni personaggio, acquistabili nel garage della Batcaverna o sbloccabili con le attività.
Casse della Wayne Tech (200): Casse contenenti i Chip Wayne Tech, la valuta necessaria per i potenziamenti dei personaggi. Si trovano sia nell’open world che nelle missioni principali (rigiocabili).
Trofei Batcaverna (170): Elementi decorativi da esposizione da raccogliere nell’open-world e nelle missioni principali (rigiocabili).
Mattoncini Rossi (23): Modificatori usati per sbloccare varianti di colore per costumi e veicoli. Si trovano nelle missioni principali (rigiocabili).
Mattoncini Abilità (30): Mattoncini dorati che premiano il completamento delle missioni e servono per i rami dei talenti.
Stanze degli enigmi (121): Enigmi ambientali dell’Enigmista e di Cluemaster sparsi per Gotham.
Potete rendere visibili tutti questi elementi (e le attività secondarie) sulla mappa di gioco semplicemente scalando e attivando la Torre radio presente in ognuno dei 9 distretti. Una volta fatto, aprite la mappa e controllate la lista di completamento sulla sinistra per verificare cosa vi manca in quella specifica zona. Potete controllare i progressi totali anche premendo il tasto Opzioni.
Per alcuni avrete bisogno di abilità specifiche di determinati personaggi, quindi è consigliabile dedicarsi completamente ai collezionabili in free-roam a storia completata.
“Io non porto imbottiture da hockey.” Sblocca tutte le tute
“Vuoi sapere come mi sono fatto le auto?” Sblocca tutti i veicoli
Dovete sbloccare i 30 veicoli di gioco richiesti. Possono essere acquistati presso l’officina vicino all’ingresso della Batcaverna. Alcuni si sbloccano automaticamente avanzando nella storia o completando le Prove RA (Realtà Aumentata), altri richiedono il ritrovamento di casse della Wayne Tech e il successivo acquisto in gettoni.
“Che potenziamenti delle abilità, Batman!” Sblocca tutti i potenziamenti delle abilità
Ci sono in totale 48 potenziamenti distribuiti sui 5 personaggi principali (Batman ne possiede 16, mentre Jim Gordon, Catwoman, Robin e Batgirl ne hanno 8 ciascuno). Per acquistarli avrete bisogno dei chip che si ottengono completando le missioni e aprendo le Casse della Wayne Tech sparsi per la mappa. I potenziamenti si acquistano presso il banco di lavoro all’interno della Batcaverna (e in qualche altro punto sparso per la mappa).
“È troppo potere per una sola persona.” Raccogli tutti i mattoncini rossi
Vedi il trofeo d’oro Un collezionista silenzioso. Dovete trovare tutti i 23 Mattoncini Rossi che si trovano nelle missioni (rigiocabili anche) o acquistabili casualmente nel negozio di Bat-Mito.
Non solo veicoli a 4 ruote, ma anche a 2…
Preparati alla sfida Completa 20 sfide
All’interno della Batcaverna è presente un computer dedicato alle Sfide. Completatene 20 per ottenere gettoni e sbloccare pezzi del murale della Batcaverna, oltre a questo trofeo.
“Non posso essere ovunque.” Sblocca tutti i punti di spostamento rapido
I punti di viaggio rapido a Gotham sono rappresentati dalle stazioni della metropolitana (Subwayne). Ce n’è una per ciascuno dei 9 distretti (la prima si sbloccherà automaticamente a Tricorner nel Capitolo 1). Potrete sbloccare questo trofeo solo a partire dal Capitolo 3, quando l’intera mappa della città diventerà accessibile. Ricordate che l’attivazione delle Torri dei distretti mostrerà le stazioni direttamente sulla mappa.
Un amico Sblocca Jim Gordon
Trofeo legato alla storia. Si sblocca nel corso del Capitolo 1.
“Ascolta il mio ruggito.” Sblocca Catwoman
Trofeo legato alla storia. Si sblocca nel corso del Capitolo 2.
Il ragazzo meraviglia Sblocca Robin
Trofeo legato alla storia. Si sblocca nel corso del Capitolo 3.
“Vediamo cosa sa fare Batgirl!” Sblocca Batgirl
Trofeo legato alla storia. Si sblocca nel corso del Capitolo 4.
La promozione di Grayson Sblocca Nightwing
Trofeo legato alla storia. Si sblocca nel corso del Capitolo 4.
Fuori dall’ombra Sblocca Talia
Trofeo legato alla storia. Si sblocca nelle battute avanzate della campagna.
“Non è un mondo precisamente normale.” Visita tutti i quartieri
Vi basta entrare almeno una volta in tutti e 9 i distretti di Gotham City. Sbloccabile a partire dal Capitolo 3, quando le barriere della polizia tra i quartieri vengono rimosse.
Giocattoli meravigliosi Acquista tutti i potenziamenti gadget per un qualunque personaggio
Vedi “Che potenziamenti delle abilità, Batman!”
Attenti al Fantasma Grigio! Completa il costume del Fantasma Grigio di Bruce
Trofeo legato alla storia, impossibile mancarlo.
“Una leggenda, Mr. Wayne.” Completa il prologo
Trofeo legato alla storia, impossibile mancarlo.
Una brutta giornata Completa il capitolo 1
Trofeo legato alla storia, impossibile mancarlo.
“Ti sembro uno che scherza?” Completa il capitolo 2
Trofeo legato alla storia, impossibile mancarlo.
Il Dinamico Duo Completa il capitolo 3
Trofeo legato alla storia, impossibile mancarlo.
Un inverno senza fine Completa il capitolo 4
Trofeo legato alla storia, impossibile mancarlo.
Knightfall Completa il capitolo 5
Trofeo legato alla storia, impossibile mancarlo.
“Lei deve tenere alto il nome!” Apri ogni Cassa della Wayne Tech
Vedi “Un collezionista silenzioso”.
“L’idea era essere un simbolo.” Raccogli 25 simboli di Batman
Nel gioco ci sono un totale di 50 Simboli di Batman nascosti. Ai fini del trofeo ve ne basteranno soltanto 25. Dato che sono l’unico collezionabile non indicato dalle Torri, seguite questo video di BatmanArkhamVideos:
“Bella collezione, Signorino Bruce.” Colleziona tutti i Trofei Batcaverna
Vedi “Un collezionista silenzioso”.
Troppe domande Completa tutte le Stanze degli enigmi
Vedi “Un collezionista silenzioso”. In caso non riusciate a venire a capo di qualche enigma (sono 121 dopotutto), seguite questi video di BatmanArkhamVideos:
“Più leggero, più veloce e più agile.” Acquista un potenziamento delle abilità per ogni categoria
Comprate almeno un’abilità per ciascun ramo, Combattimento e Esplorazione.
La teatralità e l’inganno Acquista 3 potenziamenti gadget
Sbloccabile fin dalle prime battute: accumulate i chip necessari e comprate i primi 3 upgrade per i vostri gadget.
“Questo posto è mio.” Acquista tutte le espansioni della Batcaverna
Ci sono 5 espansioni della Batcaverna, le altre 4 sono opzionali e si sbloccano con:
Training Area – 50,000 gettoni
Display Area – 75,000 gettoni
Science Area – 100,000 gettoni
Clean Slate Area – 100,000 gettoni
Non è solo una caverna Piazza 5 oggetti o trofei nella Batcaverna
All’interno della Batcaverna, posizionatevi su qualsiasi area con dei pomelli sul pavimento (pavimento Lego). Premete il tasto su sul d-pad per personalizzare il pavimento e posizionare qualsiasi oggetto o trofeo. Potete ottenere oggetti e trofei completando missioni e raccogliendo oggetti da collezione.
“No, signore. L’ALTRA macchina.” Acquista 3 veicoli nella Batcaverna
Comprate 3 veicoli qualsiasi dal terminale del garage nella Batcaverna.
“O acquisti da eroe…” Acquista 5 oggetti dai negozi
Spendete i vostri gettoni comprando 5 oggetti qualsiasi (costumi o collezionabili) presso i negozi di Bat-Mito.
“C’è anche in nero?” Usa un mattoncino rosso
Cambiate il colore di un costume o di una vettura dal menu.
“Non voglio rendere le cose troppo facili.” Ottieni 5 Medaglie d’oro nelle prove RA
Le Prove in Realtà Aumentata sono sfide di guida, combattimento o volo sparse per la mappa (10 per categoria per un totale di 30). Ottenete il punteggio massimo (Medaglia d’Oro) in almeno 5 di esse.
Ricostruire Gotham Dopo la sfida riscuoti la ricompensa nella Batcaverna
Vedi “Preparati alla sfida”.
Raccogli le prove Ruota la telecamera di oltre 20 gradi nella modalità foto
Trofeo semplicissimo: aprite la modalità Foto dal menu di pausa e ruotate l’inquadratura fino a superare i 20 gradi di inclinazione.
Accesso al computer Cambia il salvaschermo del Batcomputer
Avvicinatevi al Batcomputer nella Batcaverna e premete il tasto su del dpad, cambiate il salvaschermo per ottenere il trofeo.
“La vita è stata buona con me.” Raccogli 1.000.000 gettoni
Dovete raccogliere un totale di 1.000.000 di gettoni. Il conteggio è cumulativo, quindi potete spenderli liberamente durante l’avventura.
Difensore incappucciato Metti a segno 100 Contrattacchi
Durante i combattimenti corpo a corpo, premete il tasto di contrattacco con il giusto tempismo quando compare l’indicatore sulla testa dei nemici. Ripetete 100 volte.
“Mai farlo gratis.” Raccogli 30.000 gettoni con una sola combo di gettoni
In alto a destra dello schermo, accanto ai gettoni, vedrete una barra. Ogni volta che raccogliete gettoni, questa barra si riempie. Non appena vedete un 2x,vuol dire che la combo è iniziata. Quando perdete il moltiplicatore, dovrete ricominciare da 0. Un modo semplice per ottenere questo trofeo è acquistare le due abilità dello skill tree Esplorazione che aumentano il raggio di raccolta e il moltiplicatore massimo della combo.
“Sono molto bravo con i calcoli.” Tieni la combo di gettoni massima per 60 secondi
In alto a destra dello schermo, accanto ai gettoni, vedrete una barra. Ogni volta che raccogliete gettoni, questa barra si riempie. Il timer di 60 secondi inizia non appena vedete un moltiplicatore 2x. Da quel momento in poi, dovrete continuare a raccogliere gettoni per non perdere il moltiplicatore.
Sembra esserci anche un bug positivo: se entrate in una cutscene con un moltiplicatore attivo, otterrete il trofeo durante la cutscene, poiché il moltiplicatore non si perde durante i video.
La forza per combattere Esegui una combo di combattimento di 99 colpi
Trovate un gruppo numeroso di nemici (le sfide di combattimento AR sono perfette) e concatenate i colpi senza essere colpiti e senza interrompere il flusso fino a raggiungere un moltiplicatore di combo pari a 99.
“Io sono l’ombra.” Esegui 100 KO silenziosi
Approcciate i nemici alle spalle senza farvi scoprire e premete il tasto di atterramento stealth (triangolo). Fatelo per 100 volte nel corso del gioco.
“È la mia città.” Posiziona un localizzatore nella mappa
Vi basterà aprire la mappa di gioco e posizionare un indicatore personalizzato in un punto qualsiasi.
“Stai diventando una celebrità.” Scopri 100 eventi del mondo aperto
Vedi “Spero che sia perché è impegnato.”
Codardi e superstiziosi Sconfiggi ogni tipo di nemici una volta
Lo sbloccherete in automatico puntando a fare tutto il resto. Noi lo abbiamo sbloccato nel capitolo 3.
“Gotham potrà sentirsi un po’ più sicura.” Previeni 30 crimini
Dovrete sventare 30 crimini. Si attivano con una frequenza altissima, non avrete problemi.
“La situazione è migliorata.” Previeni ogni tipo di crimine a Gotham una volta
A differenza del precedente, questo trofeo è un po’ più rognoso perché dovrete avere la fortuna di beccare velocemente gli 11 tipi di crimini procedurali:
Rapina: Impedite a un criminale o a un gruppo di malviventi di minacciare un singolo cittadino.
Scippo e fuga: Inseguite e fermate un criminale che ha rubato qualcosa a un passante.
Furto con scasso: Fermate un gruppo di criminali mentre tentano di fare irruzione in un edificio o in un negozio.
Rissa: Intervenite per impedire a due bande rivali di scontrarsi per strada.
Cittadini in pericolo: Salvate un cittadino dalle molestie dei criminali. Nota: Ricordatevi che per completare ufficialmente la missione dovete interagire con il cittadino dopo aver sconfitto tutti i nemici.
Vandalismo: Impedite a una banda di imbrattare o inquinare ulteriormente la città.
Guida spericolata: Mettetevi alla guida, inseguite il veicolo civile segnalato e distruggetelo usando il rampino della Batmobile.
Veicolo in fuga: Inseguite un’auto blindata nemica, abbattete le sue difese a colpi di missili e poi agganciatela con il rampino. Una volta fermata, i nemici usciranno dall’abitacolo e dovrete sconfiggerli a piedi.
Rinforzi della GCPD: Accorrete in aiuto di un gruppo di agenti di polizia che sono stati messi alle strette da una banda.
Agguato: Fate molta attenzione, perché per questo specifico crimini dovrete completare due diversi tipi di agguato: il primo prevede un gruppo di membri di una gang pesantemente armati di lanciarazzi, il secondo è una vera e propria imboscata, in cui un singolo membro della gang fingerà di essere un civile in pericolo per attirarvi, mentre i suoi compagni rimangono nascosti pronti ad attaccarvi.
“È come il paracadutismo?” Plana in 10 tunnel del vento
Per planare in aria con il vostro mantello/aliante vi basterà premere il tasto di salto da un punto sopraelevato della mappa. Durante le vostre sessioni di volo noterete diverse correnti ascensionali sparse per tutta Gotham City, facilmente riconoscibili poiché si presentano visivamente come una scia o un flusso di colore bianco.
In tutta la città sono presenti ben più di 10 tunnel del vento: per far validare il contatore della sfida non dovrete fare altro che entrare all’interno del flusso bianco e planare al suo interno per pochissimi metri, per poi uscirne liberamente. Ripetete questo procedimento in 10 tunnel differenti per sbloccare l’obiettivo.
Quando l’estate si avvicina, le sale cinematografiche si fanno calde ed anche le serie TV non scherzano: ecco “Gli Imperdibili” di Giugno 2026!
L’obiettivo della collana “Gli Imperdibili”, si badi bene, non è quello di consigliarvi necessariamente tutto ciò che di meritevole uscirà nel mese (qualcosa ci può sfuggire e possiamo sempre prendere dei piccoli granchi… siamo umani!). Tuttavia, l’obiettivo è indicarvi quelli che potrebbero essere i must watch, le produzioni più attese ed interessanti! Troverete appuntamenti direttamente nelle sale cinematografiche, così come produzioni Netflix, Disney+, Prime Video, Apple TV, Paramount+, HBO Max e chi più ne ha più ne metta!
Giugno 2026 sembra avere due leitmotiv principali da seguire. Da un lato, tantissimi appuntamenti cinematografici tra produzioni inedite di alta caratura e grandi ritorni di franchise famosi. Dall’altro lato, piattaforme streaming e non solo che confermano un mese stabile, con acuti elevati. E così, nel marasma della proposta dei cinema, la nostra copertina è dedicata alla nuova fatica di Steven Spielberg con l’attesissimo Disclosure Day. Ma chi frequenta le sale avrà l’imbarazzo della scelta: Masters of the Universe, Scary Movie 6, Toy Story 5 e Supergirl sono solo alcuni dei titoli di richiamo di Giugno 2026. La corona della serie TV più attesa del mese va invece ad House of Dragon 3 (Sky / NOW, HBO Max), ma ogni piattaforma avrà qualcosa di gustosa per i propri abbonati: tra gli altri, citiamo Not Suitable For Work (Disney+), Cape Fear (Apple TV), The Agency 2 (Paramount+), Un anno dopo l’altro (Prime Video), Avatar – La leggenda di Aang 2 (Netflix).
Vi ricordiamo che potete tenere sotto controllo tutte le uscite principali del mese per Netflix dalla nostra rubrica. E adesso, largo ai consigli per Giugno 2026!
2 Giugno
Not Suitable For Work (Serie TV – Disney+)
3 Giugno
The Legend of Vox Machina 4 (Serie di animazione – Prime Video)
4 Giugno
Masters of the Universe (Film – Cinema)
Scary Movie 6 (Film – Cinema)
Smart Working (Film – Cinema)
The Witness (Serie TV – Netflix)
5 Giugno
Office Romance (Film – Netflix)
Cape Fear (Serie TV – Apple TV)
6 Giugno
La casa dell’estate (Film – Prime Video)
9 Giugno
The Miniature Wife (Serie TV – Sky / NOW)
10 Giugno
Disclosure Day (Film – Cinema)
Storia della Mia Famiglia 2 (Serie TV – Netflix)
Un anno dopo l’altro (Serie TV – Prime Video)
11 Giugno
Il colore delle magnolie 5 (Serie TV – Netflix)
12 Giugno
Ancora più sexy (Film – Prime Video)
14 Giugno
Life, Larry and the Pursuit of Unhappiness (Serie TV – HBO Max)
17 Giugno
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia (Film – Cinema)
È colpa tua: Londra (Film – Prime Video)
18 Giugno
Toy Story 5 (Film di animazione – Cinema)
Ovunque tu sia (Film – Netflix)
19 Giugno
Husbands in Action (Film – Netflix)
21 Giugno
The Agency 2 (Serie TV – Paramount+)
22 Giugno
House of the Dragon 3 (Serie TV – Sky / NOW, HBO Max)
25 Giugno
Jackass: Best and Last (Film – Cinema)
Supergirl (Film – Cinema)
Avatar – La leggenda di Aang 2 (Serie TV – Netflix)
A dodici anni dall’uscita originale, una delle pietre miliari del platform 2D si prepara a tornare sotto una nuova veste. Ubisoft sarebbe infatti al lavoro su una versione rinnovata di Rayman Legends, con un lancio fissato a ottobre e una serie di aggiunte pensate per conquistare anche chi ha già consumato il capitolo del 2013.
Stando alle indiscrezioni emerse in rete, la riedizione si chiamerà Rayman Legends Retold e debutterà il primo ottobre, accompagnata da un’edizione fisica per PlayStation 5 e Nintendo Switch 2. L’annuncio ufficiale potrebbe arrivare già nei prossimi giorni; occhi puntati in particolare sullo State of Play di Sony, atteso per il 2 giugno, dove il gioco potrebbe fare la sua prima apparizione pubblica.
Cosa cambia: 3D, crossover e cooperativa online
La nuova edizione non si limiterà a un restauro conservativo. Retold introdurrà diverse sezioni in 3D che espanderanno l’esperienza platform originale. Non solo: tra i contenuti inediti spiccano crossover con personaggi provenienti da Astro Bot e da Clair Obscur: Expedition 33, un innesto curioso che promette di mescolare universi molto diversi tra loro.
Un’altra novità sostanziale riguarda la modalità cooperativa. Il multiplayer a quattro giocatori, che nel 2013 era limitato al locale, sarà finalmente disponibile anche online, colmando una delle richieste più sentite dalla community.
Il prezzo e l’eredità di un classico
Sul fronte commerciale, Rayman Legends Retold dovrebbe posizionarsi a 39,99 dollari. Una cifra competitiva per quello che resta, a distanza di oltre un decennio, uno dei platform a scorrimento più raffinati mai realizzati, ancora oggi in grado di reggere il confronto con i capisaldi del genere.
Nato dalla visione di Michel Ancel e dall’artigianalità di Ubisoft Montpellier, Rayman Legends ha rappresentato il canto del cigno della serie principale prima del lungo silenzio che ha avvolto la mascotte. Se i leak saranno confermati, ottobre segnerà un ritorno importante, in una forma che punta a far riscoprire il gioco e, insieme, a rinnovarlo quel tanto che basta per renderlo attuale.
Una promessa di upgrade gratuito, un cambio di condizioni all’ultimo momento e la reazione infuocata della community. Obsidian Entertainment è finita al centro di una bufera dopo che diversi giocatori hanno denunciato pubblicamente la mancata trasformazione della propria copia base di The Outer Worlds nell’edizione Spacer’s Choice, nonostante gli annunci ufficiali delle settimane precedenti.
Tutto ruota attorno alla decisione di rimuovere la Standard Edition dagli store digitali a partire dal 27 maggio, lasciando disponibile soltanto la versione Spacer’s Choice. Per attenuare il disagio, lo studio aveva comunicato che chiunque possedesse il gioco base su PC (Steam, GOG, Epic Games Store), PS5 o Xbox Series X/S avrebbe potuto effettuare l’aggiornamento gratuitamente entro quella data. La finestra era stata estesa anche a Xbox One e PlayStation 4, ma con un requisito specifico: su console di precedente generazione l’upgrade sarebbe stato riconosciuto solo a chi possedeva sia il gioco base sia entrambi i DLC.
Quando la promessa si scontra con la realtà
Il giorno in cui l’offerta è diventata attiva, le segnalazioni hanno cominciato a moltiplicarsi. Un utente su X, che aveva acquistato la versione digitale PS4 il 13 maggio, ha mostrato pubblicamente che il sistema continuava a richiedere i DLC per sbloccare l’edizione Spacer’s Choice, in contraddizione con quanto lasciavano intendere le comunicazioni precedenti. Nel giro di poche ore si sono aggiunte testimonianze analoghe da parte di giocatori Xbox.
La risposta di Obsidian e la frustrazione dei giocatori
Obsidian è intervenuta direttamente sui social, scusandosi per la confusione e spiegando che «a causa di impreviste limitazioni di piattaforma, i possessori delle versioni digitali su Xbox One e PS4 dovranno avere entrambi i DLC per essere idonei all’upgrade». Lo studio ha inoltre invitato gli utenti a contattare il team di supporto per ricevere assistenza personalizzata.
La precisazione non ha placato le polemiche. Sui forum e sui social, in particolare in un thread molto votato intitolato “Obsidian ha mentito sull’upgrade gratuito per The Outer Worlds”, moltissimi hanno definito la mossa una tecnica di bait-and-switch — attirare con una promessa per poi imporre condizioni più restrittive — arrivando a evocare l’ipotesi di azioni legali. Il malcontento è cresciuto proprio attorno alla sensazione che l’offerta, così come comunicata il 30 aprile, fosse stata presentata in modo volutamente ambiguo.
La situazione attuale e le piattaforme coinvolte
A margine della polemica, i giocatori PC mantengono la possibilità di ottenere l’upgrade gratuito senza ulteriori vincoli. Su Xbox One e PS4, invece, resta confermato l’obbligo di possedere il gioco base e tutti i contenuti aggiuntivi (i due DLC o l’expansion pass). Microsoft, da parte sua, ha riconosciuto le difficoltà legate a «restrizioni sui diritti e problemi di backend» che non hanno permesso di gestire l’operazione con la fluidità sperata, aggiungendo che chi ha acquistato la versione base tra il 30 aprile e il 27 maggio può rivolgersi all’assistenza per una soluzione caso per caso.
Al netto delle scuse e dei correttivi, l’episodio lascia una lezione piuttosto chiara: quando si annuncia un’offerta che tocca licenze, retrocompatibilità e diritti digitali su più piattaforme, comunicare con precisione non è un optional. E i giocatori, comprensibilmente, non perdonano le ambiguità.
Il ritorno di James Bond nel mondo dei videogiochi non è stato soltanto un’operazione nostalgia, ma un vero e proprio terremoto commerciale. 007 First Light ha venduto 1,5 milioni di copie nelle prime ventiquattr’ore, registrando il lancio più rapido nella storia di IO Interactive. Nessun capitolo della serie Hitman aveva mai raggiunto una velocità simile.
Questo straordinario traguardo di vendite è stato raggiunto senza l’ausilio della versione per Nintendo Switch 2, la cui uscita è prevista per quest’estate.
“Il traguardo di 1,5 milioni di unità vendute in 24 ore riflette l’enorme entusiasmo globale per 007 First Light e rappresenta un risultato significativo per IO Interactive”, ha dichiarato lo sviluppatore. “Con un punteggio di 88 su OpenCritic e 87 su Metacritic, 007 First Light è stato accolto con entusiasmo sia dalla critica che dai giocatori, affermandosi già come uno dei titoli videoludici di maggior successo del 2026. Le vendite registrate su tutte le piattaforme sottolineano l’ampio appeal del gioco e la riuscita realizzazione della visione di IO Interactive di onorare l’eredità di Bond nel mondo dei videogiochi.”
Rhys Elliott, responsabile dell’analisi di mercato presso Alinea Analytics, ha affermato che 007 First Light ha venduto circa 500.000 copie solo su Steam, generando circa 25 milioni di dollari di entrate sulla piattaforma di Valve.
“Le prestazioni su Steam sono state davvero eccezionali”, ha affermato Elliott. “È l’ultimo esempio di un gioco tradizionalmente ‘da console’ che sta ottenendo risultati fantastici su Steam”. Circa un terzo dei giocatori di 007 First Light su Steam ha giocato anche a Hitman, ha aggiunto Elliott.
“Per Amazon, che detiene i diritti di Bond e ha concesso in licenza a IOI lo sviluppo di questo gioco, i primi segnali sono davvero ottimi”, ha continuato. “Il franchise non ha avuto un adattamento di qualità da decenni, e IOI ne ha ora realizzato uno che si preannuncia come un serio successo commerciale.”
Le prime 24 ore sono state positive per 007, ma sarà interessante vedere come si svilupperanno le vendite nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Per contestualizzare i risultati, a marzo Crimson Desert ha venduto 2 milioni di copie nelle prime 24 ore, arrivando a venderne 5 milioni in meno di un mese.
È evidente che IOI spera in un successo tale da poter continuare la storia di 007 First Light con un sequel . Lo sviluppatore ha infatti dichiarato di voler realizzare una trilogia di giochi di James Bond.
Asha Sharma, il nuovo amministratore delegato di Xbox, ha avvertito i suoi collaboratori che “scelte difficili” attendono l’azienda, mentre Microsoft cerca di ricostruire la credibilità del proprio marchio gaming verso i fan storici, senza rinunciare alla crescita dei ricavi.
Sharma ha assunto la guida di Xbox all’inizio dell’anno, subentrando a Phil Spencer, e nei primi mesi ha già varato cambiamenti significativi. Tra questi, la fine della controversa campagna pubblicitaria “This is an Xbox” e l’introduzione rapida di nuove funzionalità per la console. un memo interno inviato ai dipendenti, l’azienda intende ora essere più “deliberata” nelle proprie iniziative nel settore videoludico.
“Stiamo costruendo una XBOX più solida”, ha dichiarato Sharma. “Ciò significa prendere decisioni difficili su cosa costruire, dove investire e che tipo di azienda vogliamo diventare. È parte di ciò che state iniziando a vedere nel passaggio da Xbox a XBOX. Riflette la volontà di essere più mirati nel modo in cui ci presentiamo ai giocatori che tengono maggiormente a questo marchio”.
Il significato delle “scelte difficili”
Cosa significa esattamente? È improbabile che si tratti di un’inversione di rotta nella strategia next-gen, considerando che Microsoft ha parlato del progetto Helix negli scorsi mesi. Più probabilmente, l’azienda sta valutando decisioni ponderate sui videogiochi in sviluppo e sugli studi che li producono. Microsoft possiede una vasta rete di sviluppatori first-party, ancor prima di considerare Bethesda e Activision Blizzard. Le “scelte difficili” potrebbero dunque riguardare cancellazioni di progetti?
“La crescita ha rallentato e la perdita di abbonati ha accelerato dopo le modifiche ai prezzi e alle SKU dell’anno scorso”, ha spiegato Sharma. “Dalla riduzione del prezzo, abbiamo registrato una crescita delle acquisizioni a un miglioramento della fidelizzazione. È un primo passo positivo”.
Il nodo delle esclusive
Un’altra area in cui potrebbero materializzarsi “scelte difficili” è quella delle esclusive. bbe muovendo con cautela nel decidere il destino dei giochi esclusivi. Microsoft ha dichiarato che “valuterà nuovamente il proprio approccio all’esclusività”, una dichiarazione che ha elettrizzato i fan più fedeli, preoccupati dalla recente strategia multipiattaforma dell’azienda. Un ritorno alle esclusive, del resto, ha dominato le votazioni della nuova piattaforma “XBOX Player Voice”.
Cosa aspettarsi dal futuro
Microsoft svelerà i prossimi progetti durante l’Xbox Games Showcase del 7 giugno. Tra i titoli attesi figurano Gears of War: E-Day e la modalità DMZ di Modern Warfare 4. Solo dopo quell’evento potremo avere un quadro più chiaro della strategia di Sharma, mentre l’attuale generazione di console si avvicina al sesto anno di vita.
La pazienza degli appassionati di JRPG è stata messa a dura prova ancora una volta da Square Enix. Durante l’evento di celebrazione del 40esimo anniversario di Dragon Quest, la leggendaria saga di giochi di ruolo creata da Yuji Horii, la compagnia ha svelato il nuovo corso del suo attesissimo dodicesimo capitolo.
Quello che però avrebbe dovuto essere il coronamento di un percorso iniziato cinque anni fa si è trasformato, almeno dal mio punto di vista, in un clamoroso passo indietro. Gli sviluppatori hanno infatti confermato il reset totale del progetto con modifiche strutturali che ridefiniscono completamente l’opera. Il titolo ufficiale non sarà più infatti The Flames of Fate come precedentemente comunicato al pubblico. Il gioco si chiamerà ufficialmente Dragon Quest XII Oltre i Sogni segnando una netta rottura con il passato concettuale.
Questa decisione ha scatenato un acceso dibattito all’interno della community. Da un lato c’è l’eccitazione per il nuovo materiale mostrato dalla compagnia. Dall’altro emerge però la forte frustrazione per tempistiche di sviluppo che si preannunciano bibliche e preoccupanti.
Il ritorno ai temi classici
Per comprendere la portata di questo annuncio dobbiamo fare un passo indietro fino all’ormai lontano 2021. In quell’anno Square Enix presentò ben cinque progetti legati al franchise per celebrarne l’incredibile successo. Tra questi spiccava ovviamente Dragon Quest XII, che prometteva di rivoluzionare la saga nei toni e nelle tematiche. Il gioco avrebbe dovuto essere più maturo ed oscuro, facendo prendere al franchise una direzione completamente nuova.
Il creatore della serie Yuji Horii inoltre aveva rassicurato i fan solo pochi mesi fa sulla bontà dei lavori in corso. Aveva infatti promesso il rilascio di informazioni con cadenza regolare così da mantenere alta l’attenzione del pubblico. Nessuno però poteva immaginare che dietro quelle dichiarazioni diplomatiche si nascondeva un progetto che aveva ricominciato lo sviluppo da zero. Questa scelta drastica cancella di fatto anni di sforzi creativi da parte del team. E noi ci ritroviamo a metabolizzare non solo il cambio di direzione, ma di un’attesa che riparte quasi da zero.
Se infatti ci aspettavamo di vedere un trailer completo ed avanzato del Dragon Quest XII originale, con una finestra di uscita nei suoi secondi finali, quello che abbiamo visto è invece solo l’inizio dei lavori, e l’assenza di informazioni in merito allo stato dei lavori ed il periodo previsto per il rilascio del gioco non lascia certo ben sperare sotto questo punto di vista.
Ricordiamoci inoltre che il precedente capitolo numerato della saga, Dragon Quest XI: Echi di un’Era Perduta, è uscito originariamente nell’ormai lontano 2017 su piattaforme PlayStation 4 e Nintendo 3DS. E ricordiamoci anche che Dragon Quest XI ha stabilito record di vendite assoluti diventando l’episodio più apprezzato della storia del franchise. La sua formula classica ma rifinita ha conquistato una platea enorme espandendosi successivamente su ogni piattaforma disponibile.
Proprio quest’anno infatti il gioco cercherà di raggiungere ancora un nuovo pubblico grazie all’approdo su Nintendo Switch 2 a settembre. Questo successo straordinario (un po’ come fu Persona 5 per il suo franchise di appartenenza) ha logicamente amplificato a dismisura le aspettative dei fan per il capitolo successivo della serie. Tutti si aspettavano una naturale evoluzione tecnica e narrativa capace di sfruttare l’hardware delle console di nuova generazione, e le ambizioni narrative del titolo avevano fatto salire l’hype a mille. La notizia di un riavvio completo dello sviluppo del gioco rappresenta quindi una doccia freddissima su tutte queste speranze.
Cosa è cambiato?
Il cambio del sottotitolo in Oltre i Sogni riflette in realtà una metamorfosi profonda che va ben oltre la semplice operazione di marketing. I primi dettagli condivisi hanno mostrato che il team di sviluppo sta seguendo una direzione artistica totalmente diversa rispetto a quella pianificata. Gli annunci iniziali parlavano infatti di una trama decisamente più cupa e matura rispetto ai temi classici della saga. Questa svolta dark avrebbe potuto svecchiare un franchise da sempre legato a canoni narrativi estremamente tradizionali e rassicuranti.
Square Enix, per qualche motivo, ha invece deciso di abbandonare questo sentiero per tornare in quella che potremmo definire la sua comfort zone. Probabilmente, con la scomparsa del maestro Toriyama, e il probabile addio dello stesso Yuji Horii dal prossimo capitolo della saga, questo sarebbe forse stato il momento ideale per cominciare una transizione verso lidi inesplorati alla ricerca di una nuova identità.
La sensazione in questo caso però è quella di una preoccupante mancanza di coraggio di fronte alle sfide del mercato moderno. Un colosso come Square Enix (che purtroppo non naviga in acque troppo rosee) non può permettersi un flop. Probabilmente quindi, la decisione di questo reboot concettuale è stata dettata dalla volontà di non rischiare, più che dal sano desiderio di offrire al pubblico qualcosa di realmente inedito e memorabile.
La nuova trama di Dragon Quest XII
La rinnovata trama di Dragon Quest XII si concentrerà su un eroe inedito tormentato da strane e misteriose visioni durante il sonno. Yuji Horii ha anticipato che i protagonisti viaggeranno alla ricerca di un mondo situato letteralmente oltre i sogni dell’uomo. Il game designer ci ha anche confermato che la produzione manterrà i leggendari design dei personaggi curati dal compianto maestro Akira Toriyama, e che anche la colonna sonora porterà la firma indelebile delle composizioni storiche del maestro Koichi Sugiyama.
Questi elementi tradizionali garantiscono il mantenimento dell’identità visiva e sonora che ha reso immortale il franchise nel mondo. Tuttavia, ho trovato il design dei personaggi mostrati fino a questo momento piuttosto dimenticabili e non troppo ispirati. Il protagonista, ad esempio, sembra essere costantemente assonnato e non mostra una grande personalità o caratteristiche uniche.
Reazioni tiepide da parte del pubblico
La reazione della community sui canali social non si è fatta di certo attendere. C’è ovviamente chi loda l’estetica classica dei personaggi e l’atmosfera fiabesca tipica della serie, che denota come molti appassionati siano ancora legati alle due radici storiche. C’è anche però chi ha sottolineato la delusione dovuta al cambio di direzione e a quanto mostrato finora. Personalmente non posso fare a meno di considerare questa decisione come una dolorosa occasione mancata per la serie.
Dragon Quest aveva l’opportunità unica di dimostrare una maturità narrativa diversa senza perdere la propria essenza magica. Il ritorno sui propri passi non è per me un problema di questo capitolo in particolare, ma evidenzia una preoccupante rigidità creativa che potrebbe limitare l’evoluzione futura della saga.
Inoltre, quello che è il vero problema per azionisti e investitori, è la totale assenza di una finestra di uscita o una rassicurazione sullo stato di avanzamento dello sviluppo del gioco. Square Enix non ha fornito alcun dettaglio in merito lasciando intendere che ci vorrà ancora molto per poter mettere le mani sul gioco. Purtroppo, questa gestione discutibile dei tempi di sviluppo dei nuovi capitoli delle sue saghe di punta sta diventando una tendenza fin troppo comune per il colosso videoludico giapponese. Basti pensare ad esempio a Kingdom Hearts 4, le cui tracce si sono perse nel tempo.
Prolungare eccessivamente i cicli produttivi rischia di invecchiare le idee alla base del gioco stesso, oltre che a far perdere l’eccitazione e la pazienza dei fan. Il pericolo concreto in questi casi è infatti quello di ricevere un prodotto che sa già di vecchio quando finalmente sarà disponibile sul mercato. Solo il tempo ci dirà se la scelta di resettare la produzione di Dragon Quest XII pagherà lo sviluppatore in termini di qualità e successo. Al momento però, l’amarezza per la gestione del progetto rimane l’unico sentimento concreto per molti videogiocatori.
Speriamo di poter ricevere presto novità sullo stato effettivo dei lavori del gioco, magari proprio nel corso dell’estate dei grandi eventi videoludici che è ormai alle porte, e di poterci così ricredere sulle scelte compiute dall’editore giapponese. Fateci sapere qui sotto nei commenti cosa ne pensate di Dragon Quest XII!
Abbiamo testato la nuova e deliziosamente rosea tastiera di MSI, ecco la nostra valutazione della stilosissima, seppur migliorabile, tastiera Forge GK600 TKL.
Stile riconoscibile e intramontabile
La prima cosa che salta all’occhio della GK600 è l’estetica volutamente retrò, che richiama le tastiere di fine anni ’80, dalle forme squadrate, le linee nette e le plastiche spesse e semilucide tipiche dell’epoca in cui la tecnologia era vista come monolitica e fatta per durare. Al look retrofuturistico collabora la decisione di MSI di includere sul corpo della linea GK600 un piccolo schermo LCD da 1”, dal quale controllare le funzioni e lo stato della nostra periferica. A sottolineare l’ibridazione tra stile retrò e contemporaneo, la retroilluminazione, ormai imprescindibile da qualsiasi tastiera da gaming che si rispetti, gestita dallo stesso chip di controllo che abbiamo trovato e apprezzato sulla Gravastar K1, seppur, rispetto a quest’ultimo, con qualche difetto, come vedremo più approfonditamente.
Dettagli tecnici dal produttore
Dimensioni
Circa 348 mm di larghezza, 140 mm di lunghezza e 45 mm di altezza (piedini aperti)
Peso
943 g (con batteria)
Layout
ITA (ma disponibile anche per altre lingue)
Keycaps
PBT non trasparenti
Switch
Linear Switch meccanici
Backlight
RGB 20 Modalità
Gasket
Mounted PC Plate
Hot-swappable
Si, switch a 5 pin
N-Key Rollover
Anti-ghosting completo
Connessioni
USB 2.0, Bluetooth 5.0, wireless con dongle 2,4ghz
Forge GK600 TKL Wireless specifiche tecniche
Meccanica perfetta…
La nostra deliziosa tastiera lillà, come da tradizione MSI, non delude dal punto di vista meccanico: dal suono in digitazione, piacevole e corposo, alla responsività dei tasti, dal ritorno rapidissimo e, grazie al sistema N-Key Rollover, privi di qualsiasi effetto di ghosting, quindi perfetti per l’ambito gaming, la GK600 merita indubbiamente i vari premi ottenuti. Sebbene la scocca sia costruita in plastica, quest’ultima risulta piacevole al tatto e solidissima, quasi monolitica, garantendo una durata di vita del prodotto invidiabile, coadiuvata dalla colorazione dei tasti attraverso sublimazione del colore, facendo sì che non possano sbiadire con l’uso prolungato di noi gamers.
… Illuminazione non proprio
Ci sono, però, diverse note dolenti sulla tenkeyless MSI, prima tra tutte proprio la gestione della retroilluminazione: se nella Gravastar K1 il modulo di gestione delle luci RGB funzionava perfettamente, lo stesso sulla GK600 sembra avere qualche problema di frequenza di aggiornamento dell’input, con giochi di luce non sempre ben responsivi ed effetti di light bleeding con il bianco, dove vedremo emergere, in caso di digitazioni particolarmente ravvicinate (per posizione o velocità), interferenze dei led verde, rosso e blu, troppo frequenti e intense per non essere notate e che ci spingeranno, purtroppo, a preferire effetti di luce fissi o non legati alla pressione dei tasti. Un errore, purtroppo, grossolano e “cheap”, assolutamente stridente con la qualità generale della nostra periferica. Altra nota negativa e, sinceramente, inspiegabile, è la totale assenza di un supporto app su pc per la gestione della tastiera, che ci costringerà a navigare esclusivamente sullo schermino da 1″ tramite macro per qualsiasi modifica vogliamo applicare, si tratti del livello di retroilluminazione, dei giochi di luce o delle impostazioni wireless. Inoltre proprio il menù risulterà poco immediato, obbligandoci costantemente a tenere premuto il tasto “drago” di MSI e a utilizzare le frecce direzionali per navigarlo, ma favorendo icone, non sempre facilmente interpretabili, a indicazioni testuali su cosa andremo a modificare delle impostazioni della nostra tastiera.
Ergonomia e praticità
Dal punto di vista della comodità, come per la qualità costruttiva, la GK600 brilla: nonostante l’impostazione tenkeyless restringa in parte la destinazione d’uso, tagliando fuori gli appassionati di simulazione, che potrebbero affidarsi al tastierino numerico per alcune funzioni di gioco, e i contabili (difficilmente un target di MSI), ci si trova subito a proprio agio nella digitazione, sia per merito delle funzioni anti-ghost, sia per la conformazione stessa della tastiera, quasi impercettibilmente curvata verso il centro, il che ci porterà ad assumere una posizione confortevole dei polsi, senza stancarci nonostante le lunghe sessioni al pc e con rarissimi errori di digitazione. Purtroppo una nota di demerito, ricollegandoci in parte ai problemi della retroilluminazione, il vero e proprio tallone d’Achille della GK600, è la scarsissima leggibilità dei tasti al buio. La tastiera è, sì, retroilluminata, ma limitatamente al solo profilo dei tasti e non alle lettere (colorate e non semi trasparenti), quindi, in situazione di penombra o gaming al buio sarà ostica la lettura dei comandi, soprattutto quella dei caratteri speciali e delle funzioni come pag su e pag giù, posizionati, seppur comodamente, in modo non “tradizionale” rispetto alle normali QWERTY italiane.
Connettivitá
La tastiera Forge GK600 arriva fornita di cavo in tessuto per la connessione USB-C to USB-A con anche funzione di ricarica della batteria, nel caso preferissimo la sicurezza di un uso cablato, ma dispone anche delle opzioni di connessione tramite ricevitore wireless 2.4 Ghz (nascosto sotto la tastiera in un incavo su misura) o tramite Bluetooth 5.0. L’integrazione di una batteria da 4000 mha, permette diverse ore di gioco e digitazione tra ogni ricarica, portandole a circa 450 a fronte di appena 6 ore per la carica completa, a seconda, principalmente, delle impostazioni di luminositá.
Commento finale
La deliziosa edizione Violet della tastiera Forge GK600 TKL di MSI è piacevole e compatta nel design, con una elegante e intramontabile estetica retro anni ’80 tanto nella scocca quanto nel design dello schermo integrato da 1″, e mantiene il marchio di fabbrica tecnico tipico della casa madre, con tasti rapidi, precisissimi e dal suono piacevole. Proprio per questo risultano quasi inspiegabili certe problematiche legate alla gestione dell’illuminazione RGB, che strappano via l’eccellenza dalle dita della periferica, altrimenti assolutamente concorrenziale per la fascia qualitativa delle tastiere meccaniche, visti gli appena 74 Euro su Amazon e i principali store. Le incertezze del chip sulla gestione di luce e l’impossibilità di controllarli attraverso app dedicata sembrano una svista non da poco e decisamente inconsueta per gli standard MSI.
Come un fulmine a ciel sereno, Activision ha appena svelato ufficialmente Call of Duty Modern Warfare 4, il nuovo capitolo della storica saga del franchise che promette di ridefinire ancora una volta gli standard del genere. Il primo trailer ufficiale ha immediatamente infiammato la community mostrando una narrativa matura e un comparto tecnico di altissimo livello.
Gli sviluppatori hanno deciso di alzare la posta in gioco portando il conflitto su una scala geopolitica mai vista prima nella serie. La trama di questo nuovo capitolo si preannuncia infatti tesa, drammatica e incredibilmente attuale.
La guerra arriva in Corea
La guerra scoppia improvvisamente nella penisola coreana a causa di una invasione su vasta scala lanciata dalla Corea del Nord. Questa mossa militare aggressiva minaccia di destabilizzare l’intero equilibrio mondiale in pochissimo tempo. I giocatori vivranno il conflitto attraverso gli occhi di una giovane squadra di soldati sudcoreani che lotta disperatamente per sopravvivere sulle linee del fronte che stanno collassando.
Dall’altra parte del pianeta assisteremo invece al grande e atteso ritorno di un personaggio iconico. Un vendicativo Capitano Price combatte una sua guerra personale muovendosi nell’ombra più fitta. Price deve rimanere sempre un passo avanti rispetto ai cacciatori che si sono messi sulle sue tracce dopo gli eventi passati. La missione segreta e non ufficiale di Price finirà per scontrarsi inevitabilmente con le forze oscure dietro l’invasione coreana. Da questo momento la guerra si diffonderà oltre il controllo di chiunque.
Tante novità
La campagna principale promette di essere una delle più varie e spettacolari della storia recente del franchise. Gli sviluppatori hanno confermato che i giocatori affronteranno brutali guerre di trincea in Corea e intensi combattimenti ravvicinati a New York. Non mancheranno inoltre inseguimenti tra le strade di Parigi e raid notturni della SAS a Mumbai.
Le novità non si limitano alla sola campagna per giocatore singolo. Alla fine del trailer infatti è stata mostrata una breve anteprima della modalità DMZ. Questa sarà la versione ufficiale della modalità estrazione firmata appositamente per Call of Duty Modern Warfare 4. Il debutto ufficiale di DMZ è fissato per il prossimo 7 giugno, con la presentazione che avverrà presumibilmente durante lo showcase estivo di Xbox previsto per lo stesso giorno.
L’annuncio ha generato un discreto entusiasmo tra gli appassionati della serie, e il ritorno a dinamiche geopolitiche reinterpretate in chiave moderna potrebbe essere la mossa giusta per riconquistare il mercato. La community ovviamente attende ora i primi video di gameplay estesi per poter vedere in azione tutte le novità del sistema di movimento e più in generale degli scontri a fuoco.
Non ne sappiamo ancora molto, ma Call of Duty Modern Warfare 4 sembra avere tutte le carte in regola per occupare un posto nelle classifiche di vendita del prossimo autunno, dato che l’uscita è prevista per il prossimo 23 ottobre 2026. Non resta quindi che attendere l’evento del 7 giugno per scoprire le prime reali sequenze di gioco della modalità DMZ.
SQUARE ENIX festeggia il DRAGON QUEST Day (DQ Day) per celebrare il giorno in cui il DRAGON QUEST originale è uscito in Giappone nel 1986. Per festeggiare il 40° anniversario della serie DRAGON QUEST, che cade durante il DQ Day di quest’anno, SQUARE ENIX ha pubblicato vari annunci sui titoli di prossima uscita.
DRAGON QUEST XII: Oltre i sogni – Lo sviluppo di DRAGON QUEST XII è ricominciato con una nuova struttura, e il titolo, che originariamente era DRAGON QUEST XII: The Flames of Fate, è cambiato diventando DRAGON QUEST XII: Oltre i sogni. Oltre a questa modifica, il logo del gioco è stato completamente ridisegnato. Quest’annuncio arriva in concomitanza con dei messaggi da Yuji Horii, il designer del gioco, e Yosuke Saito, il produttore esecutivo, insieme a delle immagini del gioco in fase di sviluppo.
DRAGON QUEST, pubblicato nel 1986, è uno dei pionieri del genere dei GdR, e ha dato vita a un franchise mondiale acclamato dalla critica suddiviso in 11 titoli della serie principale e moltissimi spin-off, oltre a film, anime, fumetti, manga e prodotti di merchandising. La serie DRAGON QUEST ha continuato a essere un punto di riferimento per il genere dei GdR con i suoi combattimenti a turni, l’esplorazione guidata dalla storia, il suo stile visivo d’impatto, delle colonne sonore indimenticabili e il suo design intuitivo. Anche dopo decenni, rimane una delle serie di videogiochi più longeve e più accessibili. All’inizio di questo mese, il DRAGON QUEST originale è entrato nella “World Video Game Hall of Fame”.
DRAGON QUEST MONSTERS: Il regno sfiorito – Il nuovo capitolo della serie DRAGON QUEST Monsters,DRAGON QUEST MONSTERS: Il regno sfiorito, uscirà su Nintendo Switch 2, Nintendo Switch, PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC (Steam e Windows). Il gioco vede come protagoniste Bianca e Nera, famose per DRAGON QUEST V: La sposa del destino.
DRAGON QUEST XI S: Echi di un’era perduta – Edizione definitiva – L’acclamato DRAGON QUEST XI S: Echi di un’era perduta uscirà il 24 settembre su Nintendo Switch 2. Quest’edizione include tutti i contenuti aggiunti con DRAGON QUEST XI S, tra cui delle nuove modalità di ottimizzazione per dare priorità alla grafica o alla performance (framerate). È possibile pre-ordinare il gioco da oggi, 27 maggio. Per maggiori informazioni, visitate: https://www.square-enix-games.com/it_IT/games/dragon-quest-xi
Guardate il trailer di DRAGON QUEST XI S: Echi di un’era perduta – Edizione definitiva
DRAGON QUEST Smash/Grow – Per festeggiare il DRAGON QUEST Day, è possibile partecipare a una campagna a tempo limitato con vari eventi di gioco e ricompense. Tra gli elementi principali troviamo l’evento di combattimento in co-op “Drive Back the Dragonlord’s Army”, l’opportunità di ottenere dei pezzi d’equipaggiamento esclusivi per la principessa Gwaelin e una ricompensa speciale di un massimo di 1000 gemme gratis quando si effettua l’accesso al gioco durante l’anniversario di DQ. Inoltre, continua la collaborazione con DRAGON QUEST I, con dei nuovi contenuti da esplorare. È possibile scaricare il gioco su App Store e Google Play. Seguite i canali ufficiali del gioco per non perderti le ultime novità, su X, Facebook, Discord e il sito web.
Per festeggiare il 40° anniversario di DRAGON QUEST, SQUARE ENIX ha pubblicato anche una nuova illustrazione che rende omaggio ai personaggi iconici che hanno definito la serie DRAGON QUEST.
Inoltre, durante il DQ Day, SQUARE ENIX ha anche annunciato che i titoli DRAGON QUEST I & II HD-2D Remake e DRAGON QUEST III HD-2D Remake, acclamati dalla critica alla loro uscita, hanno venduto in tutto 4 milioni di copie in tutto il mondo.
Creative Technology annuncia oggi Sound Blaster AE-X, la sua nuova scheda audio interna di punta, progettata per gli utenti PC che pretendono di più dal proprio hardware, dall’audio e dall’esperienza complessiva.
Sound Blaster AE-X è pensata per chi ha già ottimizzato ogni altro elemento della propria configurazione. La scheda audio interna integra riproduzione di classe flagship, amplificazione cuffie dedicata e personalizzazione avanzata tramite l’app Creative NEXUS, eliminando l’ingombro sulla scrivania e la necessità di gestire più dispositivi.
Che si tratti di completare una build ad alte prestazioni, passare a cuffie premium o ottenere un controllo più preciso dell’audio, Sound Blaster AE-X riunisce tutto in un’unica soluzione.
Sound Blaster AE-X: la scheda audio interna flagship di Creative progettata per l’audio desktop ad alta fedeltà e per configurazioni cuffie esigenti.
Una soluzione interna integrata alternativa ai DAC esterni
Sound Blaster AE-X è progettata per integrarsi perfettamente nel desktop. Essendo una soluzione PCIe interna, elimina complessità superflue:
● Nessun ingombro sulla scrivania, cavi aggiuntivi o alimentatori separati
● Latenza ridotta grazie all’integrazione nativa con il PC
● Controllo unificato tramite l’ecosistema software Creative
Progettata per build PC ad alte prestazioni, Sound Blaster AE-X combina la precisione del DAC SABRE, l’amplificazione dedicata e l’integrazione desktop-ready in un’unica soluzione.
Fedeltà di riferimento
Il cuore di Sound Blaster AE-X è un DAC ESS SABRE ad alte prestazioni, progettato per offrire una chiarezza eccezionale con distorsione armonica totale ultra bassa ed elevata gamma dinamica. Con supporto alla riproduzione 32 bit / 384 kHz e rapporto segnale/rumore fino a 130 dB, Sound Blaster AE-X porta una fedeltà audio di livello studio direttamente dal PC.
Progettata per cuffie esigenti, Sound Blaster AE-X combina un’amplificazione potente con la semplicità di un upgrade interno.
Progettata per cuffie esigenti
Sound Blaster AE-X offre un’amplificazione cuffie discreta dedicata, assicurando la potenza e l’headroom necessari per pilotare con autorevolezza cuffie di fascia alta. Rispetto all’audio tipico delle schede madri, gli utenti beneficiano di:
● Gamma dinamica più ampia
● Maggiore controllo e dettaglio
● Risposta sulle basse frequenze più pulita e precisa
Controllo di precisione con Creative Nexus
Il software Creative NEXUS sblocca controllo avanzato e personalizzazione:
● Controllo unificato tramite l’ecosistema software Creative
● EQ parametrico a 10 bande per modellare il suono con precisione
● Auto EQ con supporto ai profili cuffie curati dalla community
● Controllo fluido e nativo per PC tra le diverse applicazioni
Nel loro insieme, queste funzioni offrono un livello di personalizzazione solitamente riservato a configurazioni audio avanzate, ora semplificato in un’unica interfaccia.
Creative NEXUS mette il controllo di precisione al centro dell’esperienza, con EQ parametrico e Auto EQ per una taratura personalizzata e specifica per le cuffie.
Ascolto potenziato con Sound Blaster Acoustic Engine
Sound Blaster AE-X è inoltre alimentata dal Sound Blaster Acoustic Engine di Creative, che ottimizza l’audio per intrattenimento e produttività:
● Surround – espande la scena sonora per un ascolto più immersivo
● Crystalizer – ripristina i dettagli persi nell’audio compresso
● Bass – offre basse frequenze profonde e controllate
● Smart Volume – mantiene livelli audio coerenti tra le app
● Dialog Plus – migliora la chiarezza delle voci in film e contenuti
Specifiche
Prestazioni audio
DAC: ESS SABRE DAC (ES9039Q2M)
Rapporto segnale/rumore (SNR): fino a 130 dB
Risoluzione in riproduzione: 32 bit / 384 kHz (PCM)
Risoluzione in registrazione: 24 bit / 192 kHz (PCM)
Supporto DSD: fino a DSD256
Supporto ASIO: ASIO 2.3 (riproduzione a bassa latenza)
Cuffie e amplificazione
Amplificatore cuffie discreto dedicato
Progettata per pilotare cuffie esigenti e ad alta impedenza
Connettività
1 uscita cuffie da 3,5 mm
1 ingresso microfono / Line-in da 3,5 mm
2 uscite RCA Line-out (sinistra / destra)
1 ingresso ottico (TOSLINK)
1 uscita coassiale SPDIF
1 connettore pannello frontale HD Audio
Software e personalizzazione
App Creative NEXUS
EQ parametrico a 10 bande
Auto EQ (supporto ai profili cuffie della community)
Suite Sound Blaster Acoustic Engine
Disponibilità
Sound Blaster AE-X è disponibile ora su https://it.creative.com/. Il prezzo suggerito è di € 189,99.
Dead as Disco si presenta come uno dei progetti indie più curiosi del momento: un beat ’em up ritmico in cui ogni pugno, schivata e combo si sincronizza con la musica, trasformando il combattimento in una sorta di videoclipping interattivo dal gusto neon e stiloso. Il gioco – ancora in Early Access – colpisce soprattutto per l’idea di fondo, che non si limita a mescolare due generi, ma prova a fonderli in un’esperienza coerente, costruita attorno a Charlie Disco, ex icona musicale tornata in scena per affrontare gli ex compagni di band, i misteriosi idoli, in una storia di reunion, vendetta e redenzione.
Per uno studio come Brain Jar Games, Inc., che debutta con un concept così riconoscibile, l’impatto iniziale è decisamente promettente: l’operazione è ambiziosa, ha un’identità fortissima e sembra voler parlare tanto ai fan degli action ritmici quanto a chi cerca un brawler più creativo del solito.
Dead as Disco è attualmente disponibile in accesso anticipato su PC.
Versione testata: PC (Steam)
Un’icona ormai dimenticata
La storia – come anticipato – ruota attorno a Charlie Disco, “drummer” caduto e riportato al centro di una sorta di spettacolo di rivalsa contro i suoi ex compagni (Arora, Hemlock, Prophet e Dex), ora trasformati in figure quasi mitologiche e legate al tema del successo, dell’ego e della fama. È una premessa molto semplice da leggere, ma efficace nel dare subito un sapore preciso al progetto: un immaginario pop decadente, dove la musica è sia motore drammatico sia linguaggio del combattimento.
Il tono sembra muoversi tra ironia, glamour e conflitto personale, con una struttura non lineare che promette di accompagnare il giocatore attraverso un viaggio di scoperta più che di puro assalto frontale. Anche se non possiamo giudicare la trama nel dettaglio, è chiaro che il gioco prova a costruire un mondo in cui la performance, l’identità e il ritorno sotto i riflettori diventano elementi narrativi oltre che estetici, e questo gli dà più personalità di tanti action indie che si affidano solo al gameplay.
A ritmo di musica
Il cuore di Dead as Disco è il suo combattimento sincronizzato alla musica, descritto dagli sviluppatori come “Beat Kune Do”: attacchi, schivate, takedown e combo si incastrano a tempo del brano, creando una struttura che premia ritmo, memoria muscolare e capacità di leggere la scena. La build in accesso anticipato permette già di intuire come il sistema non voglia essere un semplice esercizio di timing, ma un vero beat ’em up con ossatura action (in realtà è più simile a un videoclip musicale in chiave action), vicino per ambizione a un incontro tra Sifu, Hi-Fi Rush e ai brawler della scuola arcade.
Tra le peculiarità più interessanti c’è la possibilità di usare la propria musica in alcune modalità, trasformando l’esperienza in un playground personalizzabile e potenzialmente molto rigiocabile. Questa scelta, insieme alle classifiche online e alla modalità Infinite Disco, suggerisce un gioco pensato non solo per la run singola, ma anche per la sperimentazione e la sfida continua, con l’idea di spingere il giocatore a sentire il combattimento più che a semplicemente eseguirlo.
Sincronizzare gli attacchi con il ritmo della musica risulta immediatamente appagante, fondendo performance e combattimento in un ciclo fluido ed elegante. Cambiare bersaglio a metà combo, schivare all’ultimo secondo, eseguire una mossa speciale e una mossa finale al momento giusto per mantenere la catena attiva. Per certi versi è un’idea familiare, soprattutto con il ritorno in auge dei giochi basati sulla musica, ma Dead As Disco si ispira fortemente alle sue radici dei picchiaduro. Ciò che colpisce di più è la sicurezza che trasmette a livello visivo e di meccaniche di gioco, anche se alcuni elementi necessitano ancora di essere perfezionati. Sembra proprio una sequenza d’azione giocabile, più vicina a John Wick – in quanto chiede di trucidare decine e decine di cattivoni – che a un tradizionale rhythm game. Tutto sembra coreografato. Il modo in cui Charlie si muove da un nemico all’altro senza esitazione, il modo in cui ogni colpo si sussegue al successivo come se fosse stato pianificato in anticipo. Solo che qui – anche se la tempistica è gestita automaticamente – siete voi a controllare il movimento. Se vi impegnate a far combaciare tutto alla perfezione, la sensazione sarà a dir poco incredibile.
Tuttavia, la fluidità potrebbe andare a discapito della varietà. Col tempo, le mosse iniziano a ripetersi, il che smorza leggermente lo spettacolo. Gli ambienti in sé sono assai creativi, ma le transizioni tra di essi – talvolta – ci sono sembrate piuttosto brusche. Detto questo, piccoli cambiamenti, come una breve sezione a scorrimento laterale all’interno di un treno, lasciano intuire che ci potrebbe essere più varietà di quanto ce ne sia al momento il che ci incuriosisce ancora di più nel provare la build definitiva.
Anche gli scontri stessi beneficiano dell’interazione con l’ambiente, in particolare in livelli come la metropolitana, dove i treni in movimento aggiungono un ulteriore livello di attenzione al combattimento. È in questi momenti che Dead As Disco si rivela più innovativo, fondendo la sua presentazione elegante con idee di gameplay che, con un po’ più di rifinitura complessiva, potrebbero evolversi in qualcosa di davvero memorabile.
Combattere a ritmo di musica è il punto di forza di Dead As Disco. Quando si è in sintonia con la musica, concatenare gli attacchi è un’esperienza appagante, e la colonna sonora stessa è un vero fiore all’occhiello. Ogni boss ha persino la sua canzone dedicata, che spazia dall’heavy rock al punk pop, a dimostrazione della varietà e della fluidità del combattimento, indipendentemente dal brano di accompagnamento.
Il combattimento, pur essendo divertente, allo stato attuale risulta un po’ sbilanciato. I nemici di base – seppur variegati in termini di stile e attacchi – possono risultare lenti ad attaccare mentre gli scontri con i boss, sebbene visivamente impressionanti, risultano altrettanto altalenanti. Alcuni ci hanno fatto penare (in particolare Arora, il primo boss che abbiamo dovuto affrontare) – si compongono di tre fasi differenti e il fallimento di una di esse costringe a ricominciare l’interno scontro – altri sono risultati fin troppo semplici (Hemlock, il secondo boss) da leggere e portare a termine. Nulla che non possa essere migliorato in termini di bilanciamento ma per ora non siamo pienamente convinti.
Il motivo va ricercato anche in un lieve input lag; abbiamo giocato sia con il DualSense e sia con il controller Xbox e – diversi dei fallimenti – sono arrivati perché una schivata, eseguita perfettamente, in realtà non ha funzionato a dovere; o ancora, un attacco non si è attivato immediatamente ma con in microsecondo di ritardo. Anche la telecamera – che è di vitale importanza in un prodotto di questo tipo – risulta fin troppo legata al giocatore, faticando a gestire le tante minacce che si palesano in contemporanea sullo schermo; il risultato è che si finisce – indipendentemente dal livello di abilità del giocatore – per subire danni da nemici fuori dell’inquadratura spezzando la catena del ritmo faticosamente raggiunta e costruita.
Detto questo, l’esperienza offre una chiara rigiocabilità. Puntare a punteggi più alti, sperimentare livelli diversi e affinare il proprio tempismo contribuiscono al fascino a lungo termine. Se la versione completa riuscirà a rendere più impegnativo il sistema di combattimento e a migliorare il ritmo di gioco, il gioco avrà il potenziale per diventare una piccola perla.
Vinili per tutti i gusti
La progressione di Dead as Disco si sviluppa nel perimetro del bar chiamato The Encore, base operativa – ampiamente personalizzabile parlando con Stix – in cui Charlie Disco fa ritorno dopo ogni scontro con i Frammenti di Vinile, ottenuti eliminando i nemici o esplorando e scoprendo i punti più nascosti dei livelli. È in questo spazio che il gioco affianca alla sua anima da beat ’em up ritmico una componente da RPG leggero, articolata su due sistemi distinti ma intimamente connessi.
Il primo è l’albero delle abilità, la via più tradizionale per irrobustire l’impianto di Charlie. Qui i frammenti di vinile servono a sbloccare nuove combo, ad ampliare il ventaglio offensivo e a migliorare in modo permanente le statistiche fondamentali del protagonista. Si tratta della spina dorsale della crescita, il percorso più lineare e immediato per rendere il combattimento più ricco e incisivo.
Più originale, e probabilmente più riuscita, è invece la gestione delle pedaliere per chitarra. Al posto dei consueti slot equipaggiabili, Dead as Disco propone una catena di effetti acquistabili singolarmente al bancone del bar, ciascuno con un ruolo ben definito nel determinare il proprio stile di gioco. Ne deriva un sistema che stimola la sperimentazione e invita a costruire build diverse in base agli idoli da affrontare, aggiungendo una discreta profondità a un impianto che, in apparenza, potrebbe sembrare più semplice di quanto non sia davvero.
Il rovescio della medaglia, però, arriva proprio quando il gioco chiede al giocatore di confrontarsi con la sua natura di accesso anticipato. L’economia attuale appare ancora poco equilibrata – con costi alquanto proibitivi – e spinge verso un grinding dei livelli già superati più marcato del necessario, quasi obbligando a ripetere sezioni già viste per accumulare abbastanza vinili da permettersi i potenziamenti migliori. Una scelta che dà la sensazione di voler dilatare artificiosamente la longevità della campagna principale.
Infine, c’è anche una sezione “Cosmetics” nella quale è possibile personalizzare il body type, l’abbigliamento, la pettinatura, gli occhiali e le bacchette che in questa versione di prova era abbastanza limitata in termini di elementi sbloccabili.
Grafica e tecnica
Sul piano visivo, Dead as Disco abbraccia un’estetica neon molto marcata (con qualche richiamo a No More Heroes 3, per fare qualche esempio), fatta di colori accesi, luci pulsanti, flash stroboscopici e scenari che sembrano costruiti per esaltare il ritmo e la spettacolarità dei duelli. L’impatto è immediato: il gioco ha un look da music video cyber-pop che aiuta molto a distinguere il progetto all’interno di un mercato indie decisamente affollato, e la direzione artistica sembra essere uno dei suoi principali punti di forza.
I requisiti minimi comunicati non sono per niente eccessivi, segno che Brain Jar Games punta a raggiungere un pubblico ampio senza sacrificare troppo la resa visiva. In questa fase precoce non si può parlare di rifinitura completa (abbiano notato qualche fenomeno di stuttering, qualche compenetrazione poligonale di troppo e – seppur non frequentissimi – dei cali di framerate senza considerare la farraginosità dei menu e dell’hub di gioco che si blocca più di quanto dovrebbe), ma la base tecnica trasmette l’idea di un progetto costruito comunque con attenzione.
La disco music non è affatto morta
Il comparto sonoro è, prevedibilmente, una delle componenti decisive del gioco. La versione dimostrativa propone una selezione di brani originali e licenziati da Monstercat (fra questa una cover del brano del 1983: Maniac di Michael Sembello), oltre alla possibilità di usare musica personale, e questo fa capire quanto la colonna sonora sia il vero motore dell’esperienza. In un progetto di questo tipo, il sound design deve fare due cose contemporaneamente: sostenere il groove e rendere chiari i colpi, e da quanto abbiamo visto il gioco sembra ben impostato proprio su questo equilibrio. La sensazione è che il sonoro serva anche a definire il tono del mondo, non solo il ritmo del gameplay: la musica diventa identità, stile e strumento di combattimento insieme. È una scelta molto forte, che dà al gioco un carattere preciso e lo allontana dall’idea di semplice brawler musicale “carino”, spingendolo verso un’esperienza più autoriale e riconoscibile.
Commento finale
Dead as Disco ha tutte le carte per diventare uno di quei titoli indie capaci di farsi ricordare per un’idea chiarissima e per una messa in scena coerente con quella visione. La miscela tra ritmo, arti marziali, musica personalizzabile e spettacolo visivo ci aveva già stuzzicato sulla carta, e la versione Early Access ha soltanto confermato che Brain Jar Games ha trovato un concept forte, con abbastanza sostanza da andare oltre il semplice esercizio di stile. Sebbene al momento necessiti di un po’ di polishing – in particolare per quanto riguarda il tasso di sfida e di bilanciamento complessivo – combattere a ritmo di musica non è mai stato così fluido (al netto di qualche lieve input lag che va – insieme alla gestione non propriamente perfetta della telecamera – assolutamente risolto) e divertente, il che lo rende un titolo da tenere d’occhio in vista della sua uscita in accesso anticipato. Se la versione completa manterrà lo stesso livello di soddisfazione offerto da questi primi scontri, potremmo trovarci di fronte alla prossima grande ossessione!
Dopo un 2026 iniziato ad altissima intensità, l’arrivo dell’estate rallenta il ritmo ma non per questo Giugno lascia i videogiocatori a bocca asciutta.
In attesa di una seconda metà d’anno che si prospetta addirittura storica per il nostro media preferito, Giugno 2026 concede un po’ di riposo ai portafogli dei gamer puntando su meno release pur di alta qualità. La nostra copertina è per The Adventures of Elliot: The Millennium Tales, nuovo Zelda-like realizzato dal team Asano. Starfox tornerà a solcare i cieli di Nintendo Switch 2, mentre Gothic 1 Remake ed EA Sports UFC 6 si divideranno le attenzioni degli amanti di RPG e sportivi. Sul versante degli indie, riflettori puntati su Beastro, Denshattack! ed il DLC In the Jungle per Dave The Diver.
Ecco di seguito una lista (con i trailer completi) dei titoli di Giugno 2026: troverete anche un comodo link per Amazon, per assicurarvi il prezzo più basso disponibile!
Uno dei modi migliori per personalizzare il look e l’esperienza in LEGO Batman: L’eredità del Cavaliere Oscuro è attraverso i costumi che si indossano. Il gioco trae ispirazione da diverse fonti per la scelta dei costumi, quindi vorrete sicuramente trovarli e ottenerli tutti. In questa guida di LEGO Batman: L’eredità del Cavaliere Oscuro, vi diremo come fare.
Tutti i costumi di Batman e come ottenerli
The Batman: Iniziate il Capitolo 1
Batman Begins: Completate il Capitolo 1 – Nuovi inizi
Età del Bronzo: Completate il Capitolo 1 – Carmine Falcone
Anno Zero: Completate il Capitolo 1 – La gang di Cappuccio Rosso
Batman ’89: Iniziate il Capitolo 2
Videogioco Retro: Completate il Capitolo 2 – I Mimi
Batman Ninja: Completate il Capitolo 2 – Il Pinguino
Batman Rainbow: Completate il Capitolo 2 – Il Flugelheim
Batman: The Brave and the Bold: Completate il Capitolo 2 – Joker
Batman e Robin: Iniziate il Capitolo 3
Batman ’66: Completate il Capitolo 3 – Due Facce
Zur-En-Arrh: Completate il Capitolo 3 – Kite-Man
Tuta Sonar: Completate il Capitolo 3 – Poison Ivy
Batman: La Serie Animata: Iniziate il Capitolo 4
Gotham by Gaslight: Completate il Capitolo 4 – Firefly
Armatura di Ghiaccio: Completate il Capitolo 4 – L’inizio di Batgirl
Il Cavaliere Oscuro: Iniziate il Capitolo 5
Arkham Asylum: Completate il Capitolo 5 – Inseguimento con la Tumbler
Tuta Corazzata: Completate la Storia
Battaglia Finale: Completate la Storia
All-in Batman: 35.000 Gettoni (nel negozio di Bat-Mito)
LEGO Batman: L’eredità del Cavaliere Oscuro: 35.000 Gettoni (nel negozio di Bat-Mito)
Bat-Famiglia: 40.000 Gettoni (nel negozio di Bat-Mito)
Festa in Maschera: 50.000 Gettoni (nel negozio di Bat-Mito)
Il Fantasma Grigio: 50.000 Gettoni (nel negozio di Bat-Mito)
Batman Prime: 55.000 Gettoni (nel negozio di Bat-Mito)
Maschera di Tengu: 55.000 Gettoni (nel negozio di Bat-Mito)
Batman Vampiro: 55.000 Gettoni (nel negozio di Bat-Mito)
Tuta Knightmare: Completate 2 Attività Ricercati
LEGO Batman – Il film: Completate 3 Stanze degli Enigmi
Knightfight: Completate 5 Sfide di Realtà Aumentata (RA), non importa se ottenete Oro, Argento o Bronzo
Absolute Batman: Completate 9 attività degli animali fuggiti dallo zoo
Dawn of Justice: Sbloccate 30 Scorte WayneTech
Batman Serial: Completate tutti gli Enigmi di Cluemaster
LEGO Batman: Il Videogioco: Completate tutti gli Enigmi dell’Enigmista
Tutti gli abiti di Jim Gordon e come ottenerli
The Batman: Costume predefinito
Poliziotto: Completate il Capitolo 1 – Nuovi inizi
Età dell’Oro: Completate il Capitolo 1 – Carmine Falcone
Gordon Scheletro: Completate il Capitolo 1 – La gang di Cappuccio Rosso
Batman ’89: Iniziate il Capitolo 2
Batman: La Serie Animata: 30.000 Gettoni (nel negozio di Bat-Mito)
LEGO Batman: L’eredità del Cavaliere Oscuro: 35.000 Gettoni (nel negozio di Bat-Mito)
Festa in Maschera: 40.000 Gettoni (nel negozio di Bat-Mito)
Commissario Gordon: Completate 3 attività degli animali fuggiti dallo zoo
Tuta di Batman: Completate 4 Poster dei Ricercati
Il Cavaliere Oscuro: Sbloccate 10 Scorte WayneTech
Tutti i costumi di Catwoman e come ottenerli
Batman Il Ritorno: Costume predefinito
The Batman: Completate il Capitolo 2 – I Mimi
Catwoman: Completate il Capitolo 2 – Il Pinguino
Batman ’66: Completate il Capitolo 2 – Il Flugelheim
Nove Vite: Completate il Capitolo 2 – Joker
Knightfall: Iniziate il Capitolo 3
Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno: Completate la Storia
LEGO Batman: L’eredità del Cavaliere Oscuro: 35.000 Gettoni (nel negozio di Bat-Mito)
Absolute Catwoman: Completate 5 Stanze degli Enigmi
Festa in Maschera: Completate 3 Missioni di Falcone
Batman: La Serie Animata: Completate 9 Missioni di Falcone
Tutti i costumi di Robin e come ottenerli
Batman Forever: Costume predefinito
Batman ’66: Completate il Capitolo 3 – Due Facce
New 52: Completate il Capitolo 3 – Kite-Man
Batman e Robin: Completate il Capitolo 3 – Poison Ivy
Batman: La Serie Animata: Iniziate il Capitolo 4
LEGO Batman: L’eredità del Cavaliere Oscuro: 35.000 Gettoni (nel negozio di Bat-Mito)
Teen Titans Go!: 35.000 Gettoni (nel negozio di Bat-Mito)
Festa in Maschera: 40.000 Gettoni (nel negozio di Bat-Mito)
LEGO Batman: Il Videogioco: 40.000 Gettoni (nel negozio di Bat-Mito)
I Migliori del Mondo: Completate 2 Casi di Waylon Jones
LEGO Batman – Il film: Completate 15 Sfide di Realtà Aumentata (RA)
Armatura di Ghiaccio: Sbloccate 50 Casse WayneTech
Bat… armadio!
Tutti i costumi di Batgirl e come ottenerli
Batman: La Serie Animata: Costume predefinito
Batman – Cavaliere della notte: Completate il Capitolo 4 – L’inizio di Batgirl
Armatura di Ghiaccio: Completate il Capitolo 4 – L’inizio di Batgirl
DC Rinascita: Completate il Capitolo 4 – Mr. Freeze
Batgirl di Burnside: Iniziate il Capitolo 5
LEGO Batman: L’eredità del Cavaliere Oscuro: 35.000 Gettoni (nel negozio di Bat-Mito)
Batman ’66: 40.000 Gettoni (nel negozio di Bat-Mito)
LEGO Batman – Il film: Completate 6 Piante di Ivy
Età del Bronzo: Completate 15 attività degli animali fuggiti dallo zoo
Festa in Maschera: Sbloccate 70 Scorte WayneTech
DC Bombshells: Sbloccate 80 Scorte WayneTech
Tutti i costumi di Nightwing e come ottenerli
Età dell’Argento: Costume predefinito
Batman: La Serie Animata: Completate il Capitolo 4 – Mr. Freeze
DC Rinascita: Iniziate il Capitolo 5
Età del Bronzo: Completate il Capitolo 5 – Inseguimento con la Tumbler
New 52: Completate la Storia
LEGO Batman: L’eredità del Cavaliere Oscuro: 35.000 Gettoni (nel negozio di Bat-Mito)
Festa in Maschera: 40.000 Gettoni (nel negozio di Bat-Mito)
Nightwing Origini New 52: 40.000 Gettoni (nel negozio di Bat-Mito)
Agente dello Spyral: Sbloccate 90 Casse WayneTech
LEGO Batman: Il Videogioco: Sbloccate 110 Casse WayneTech
Tutti gli abiti di Talia e come ottenerli
Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno: Costume predefinito
Lega delle Ombre: 30.000 Gettoni (nel negozio di Bat-Mito)
LEGO Batman: L’eredità del Cavaliere Oscuro: 35.000 Gettoni (nel negozio di Bat-Mito)
DC Bombshells: 40.000 Gettoni (nel negozio di Bat-Mito)
Festa in Maschera: 50.000 Gettoni (nel negozio di Bat-Mito)
Cerimoniale: Sbloccate 140 Scorte WayneTech
Guerra delle Ombre: Sbloccate 150 Scorte WayneTech
Batman: La Serie Animata: Sbloccate 160 Scorte WayneTech
Età del Bronzo: Sbloccate 180 Scorte WayneTech
Regina Rossa: Completate tutte le Stanze degli Enigmi
Extra
Tutti i seguenti costumi extra si sbloccano per ciascuno dei 7 personaggi utilizzabili nel gioco, ma non sono necessari per l’ottenimento del trofeo di platino o dei relativi obiettivi. Potete ottenerli solo collegando i vostri account al gioco, preordinando il gioco, oppure acquistando i set LEGO reali e scansionando il relativo codice QR:
Batman Beyond (Batman of the Future): Lo sbloccate como bonus incluso nella Deluxe Edition.
Arkham Trilogy Pack: Sbloccate questo pacchetto di tute acquistando la Deluxe Edition.
Dark Knights of Steel: Lo ottenete come bonus per aver effettuato il preordine digitale del gioco.
Golden Age (Età dell’Oro): Lo sbloccate collegando il vostro account WB Games al gioco.
La Corte dei Gufi (The Court of Owls): Lo sbloccate collegando il vostro account DC Universe Infinite.
Variante HBO Max (Peacemaker/Max): Lo ottenete collegando il vostro account di streaming HBO Max / Max.
Black Lantern (Lanterna Nera): Lo sbloccate acquistando il set LEGO reale dedicato e scansionando il codice QR.
The Dark Knight Returns (Il ritorno del Cavaliere Oscuro): Lo sbloccate acquistando il set LEGO reale dedicato e scansionando il codice QR.
Golden Knight (Cavaliere Dorato): Lo sbloccate acquistando il set LEGO reale dedicato e scansionando il codice QR.
Avete trovato utile la nostra guida che illustra tutti i costumi e come ottenerli in LEGO Batman: L’eredità del Cavaliere Oscuro? Fatecelo sapere nei commenti.