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Recensione Like a Dragon Gaiden: The Man Who Erased His Name, il ruggente ritorno di Kazuma Kiryu

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Like a Dragon Gaiden: The Man Who Erased His Name segna il ritorno di uno personaggi più inconfondibili degli ultimi venti anni: Kazuma Kiryu. Ci sono pochi dubbi infatti sulla iconicità dell’ex yakuza dal cuore d’oro e dai pugni di acciaio, che ha rappresentato uno dei motivi del successo della serie nata dalla immaginazione di Toshihiro Nagoshi ed Hase Seishū. Dopo averlo congedato con gli eventi di The Song of Life nel 2018, la serie ha guardato avanti presentandoci Kasuga Ichiban e le sue peripezie in salsa JRPG. Tuttavia, il Drago di Dojima tornerà in un ruolo da co-protagonista nell’imminente Like a Dragon: Infinite Wealth, di cui Gaiden rappresenta un presupposto di partenza.

Dopo aver vissuto solo pochi mesi fa una epica avventura nel periodo bakumatsu del Giappone Edo, The Man Who Erased His Name ci riporta in un contesto contemporaneo raccontandoci gli eventi accaduti dopo la fine del sesto capitolo. Un progetto nato come DLC di Yakuza: Like a Dragon ma cresciuto come episodio intermedio per colmare un vuoto narrativo nella serie. Per questi motivi, c’è chi si è trovato ad esprimere preoccupazione nei confronti della produzione, temendo le insidie di una manovra commerciale senza prospettive. Ma c’è una cosa da ricordare: il Ryu ga Gotoku Team non ha mai avuto intenzione di fallire con la propria serie. Non a caso, anche stavolta il risultato è di alto profilo.

Like a Dragon Gaiden è disponibile dal 9 Novembre per PC (via Steam), PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One ed Xbox Series. Inoltre è compreso nell’Xbox Game Pass per tutti gli abbonati al servizio.


Versione testata: PlayStation 5


Codename: Joryu

L’uomo che ha cancellato il suo nome citato nel titolo fa riferimento proprio al caro vecchio Kazuma Kiryu. Vi avvisiamo nel caso non siate “al passo” con la serie, ATTENZIONE, di seguito troverete spoiler su Yakuza 6: The Song of Life.

Dopo gli eventi del finale di quest’ultimo episodio, Kiryu inscena la sua morte per salvaguardare la propria famiglia ed i propri affetti. Rinunciando alla propria identità ed assumendo il nome in codice Joryu, egli passa la sua vita nella meditazione in un tempio buddista, tra un incarico segreto e l’altro affidato dalla fazione Daidoji. L’intesa, del resto, è piuttosto chiara: in cambio delle sue rinomate abilità, vengono garantite donazioni anonime all’orfanotrofio Morning Glory. Tuttavia, una missione andata male fa emergere una figura misteriosa, che lo spingerà allo scoperto per risolvere un grave conflitto.

Da ex yakuza ad agente segreto.

Fin dal momento dell’annuncio di Gaiden, la trama era l’aspetto che destava più timore. Parte dei fan temeva infatti di vedere vanificata l’opera di chiusura riservata al proprio protagonista in Yakuza 6, per essere nuovamente portato in campo. Se da un lato il pretesto narrativo che da il via agli eventi potrebbe essere visto come leggermente forzato, possiamo tuttavia rasserenarvi. La sceneggiatura di The Man Who Erased His Name è potente ed evocativa, grazie a tematiche e suggestioni che raccontano un nuovo capitolo della vita del Drago di Dojima alle prese con un cast come sempre splendidamente caratterizzato. Il tutto graziato dalla solita, certosina attenzione del team di sviluppo nella presentazione estetica, nella regia generale e nel doppiaggio (è imperativo scegliere il giapponese).

Il titolo riesce dunque non solo ad essere memorabile ed imprescindibile per ogni fan della serie, ma anche un degno e coerente completamento della storyline della saga. Come già accennato infatti, Gaiden muove dalle conclusioni di Yakuza 6, ma corre altresì parallelamente alle avventure di Ichiban in Like a Dragon fino ad arrivare alle premesse di Infinite Wealth. Se volete dunque sapere come farà Kiryu a ritrovarsi nelle soleggiate Hawaii del prossimo capitolo della serie, Gaiden costituisce un passaggio obbligato (oltre a contenerne un’interessante demo).

Il Ryu ga Gotoku Team conserva la tradizione di un ottimo cast di comprimari e nemici.

Come un dragone… sotto copertura

Gaiden si caratterizza come un’esperienza al contempo tradizionale e fresca all’interno della serie, grazie alla simbiosi tra punti fermi e piccole introduzioni.

Lo fa a partire dalla struttura da action/adventure con un combat system preso in prestito dai beat’em’up a scorrimento, che riprende le migliori esperienze mutuate dal sesto capitolo, da Kiwami 2 ma anche dalla serie spin-off Judgment. Niente impostazione da JRPG quindi, bensì un sistema che mescola combo in tempo reale con uso di oggetti e colpi speciali in circostanze specifiche. Il buon vecchio Kiryu sa ancora menare le mani, grazie al suo stile di lotta Drago, ideale per mandare gambe all’aria i nemici più ostinati. Tuttavia, la novità principale è rappresentata dallo stile Agente, frutto del suo nuovo lavoro da spia del gruppo Daidoji. Movenze estremamente più rapide unite a gadget fuori di testa, che citano apertamente l’agente segreto di Ian Flemming mischiate allo stile eccessivo famoso della serie.

Kiryu è e rimane letale a prescindere dallo stile adottato.

La mescolanza tra gli stili Drago ed Agente rende Gaiden tanto familiare quanto fresco, grazie anche all’esigenza di passare spesso dall’uno all’altro. I gruppi di nemici, sempre estremamente numerosi, vi porteranno a preferire l’approccio Agente grazie alle sue opzioni di crowd control, per poi finire gli avversari più arcigni con lo spregiudicato stile Drago. Anche nelle boss fight, particolarmente impegnative, abbiamo riscontrato il piacere di prestare la dovuta attenzione, facendo anche un’adeguata scorta di oggetti di supporto.

Tuttavia, è altresì piuttosto evidente che dal punto di vista dei combattimenti, la saga inizia ad accusare il peso degli anni. Un problema che traspare anche dai limiti del Dragon Engine, comunque sempre piacevole da vedere e mai in affanno nelle performance. Persistono alcuni angoli ludicamente spigolosi così come un flow non sempre ottimale che, pur non pregiudicando il divertimento, ad oggi potrebbero sembrare un po’ demodé.

Non che Gaiden voglia osare più di tanto, in questo senso, anzi. Il suo intento, in verità, è piuttosto chiaro. Vuole limitarsi ad essere un (ottimo) capitolo di connessione più modesto nelle aspirazioni rispetto al gargantuesco Infinite Wealth. Parliamo di una storia principale completabile in un decina di ore, che raddoppiano serenamente in caso di completamento al 100%. Ed in fin dei conti va benissimo anche così, vista la qualità di The Man Who Erased His Name. Auspichiamo tuttavia che il sistema di combattimento arcade che ha inaugurato la saga possa assistere ad una decisa evoluzione (magari in un terzo Judgment) e non venga pensionato in favore dell’approccio JRPG.

Lo stile Agente palesa alcune influenze da Judgment.

Non vi siete divertiti? (cit.)

Ovviamente non è neanche concepibile un Like a Dragon senza una miriade di attività secondarie ed altrettanto ovviamente Gaiden non fa eccezione.

Sotenbori, la location principale del titolo, offre il tipo di distrazioni che i fan della serie si aspettano. Torna l’amatissimo karaoke (con nuove canzoni) così come le freccette, il golf, il biliardo, i giochi di carte, i Pocket Circuit e l’enigmatico mahjong. Gli amanti di retrogaming potranno gioire per la presenza oramai fissa di titoli arcade come Virtua Fighter 2 e Sonic Fighters, che si uniscono a ben dodici retrogame classici dell’era SEGA Master System. Se poi volete intrattenervi con le hostess dei cabaret club, sappiate che in Gaiden sono presenti in carne ed ossa, con ammiccanti siparietti live action.

A tutti piace la pizza.

Oltre a riproporre vecchi classici, The Man Who Erased His Name propone anche qualche sorpresa aggiuntiva.

La prima è la cosidetta Rete di Akame, indispensabile per accedere alle missioni secondarie del gioco, come sempre istrionico mix tra serietà e completa pazzia. Attraverso la Rete potrete interagire con la cittadinanza e soddisfare le richieste: facendolo, accumulerete risorse e Punti, fondamentali per sbloccare nuove abilità per potenziare Kiryu. Un altro elemento che ci ha ricordato, in qualche modo, le idee di Judgment.

Ma la vera novità è rappresentata dal Colosseo, una speciale arena situata nel “Castello”, una location che vi troverete a visitare nel corso del gioco. Si tratta di un posto in cui disputare combattimenti, che a prima vista potrebbe non essere visto come particolarmente innovativo. In verità il Colosseo offre un’articolazione molto più capillare di quanto osservato in passato. Offre non solo una elevata quantità di tornei, ma anche la possibilità di comporre vere e proprie squadre per scatenare risse su larga scala. Potrete addirittura impersonare personaggi storici della serie, ammesso che sappiate come reclutarli e trovarli. La difficoltà, in questi frangenti, è tarata naturalmente verso l’alto rispetto alla storia principale, diventando a tutti gli effetti una modalità in cui cimentarsi per migliorare esponenzialmente le proprie abilità.

Il Colosseo offre tante sfide, molte delle quali piuttosto impegnative.

Commento finale

Like a Dragon Gaiden: The Man Who Erased His Name conferma ancora una volta tutte le abilità del Ryu ga Gotoku Team, capace di regalare grandi titoli ad un ritmo sorprendente e senza cali qualitativi. Il ritorno di Kazuma Kiryu nei panni dell’agente Joryu costituisce un nuovo imperdibile capitolo, al contempo memorabile e struggente in virtù di una sceneggiatura d’alto livello. Nonostante una longevità inferiore alla media della saga (ma che comunque vi terrà impegnati per almeno venti ore), la cura riposta in ogni contenuto farà la felicità di ogni fan. Da prendere ad occhi chiusi.

Ecco i dispositivi che possono aiutarci a ridurre i consumi e risparmiare sulla bolletta energetica

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lighted light bulb in selective focus photography
Photo by Burak The Weekender on Pexels.com

In un’era in cui l’efficienza energetica è diventata una priorità, utilizzare dispositivi che possono farci risparmiare energia elettrica è diventato quanto mai necessario. Questo articolo esplora alcuni di questi dispositivi e come possono contribuire a ridurre i costi energetici e l’impatto ambientale.

1. Lampadine a LED

Le lampadine a LED sono una delle soluzioni più semplici ed efficaci per risparmiare energia. Consumano il 75% in meno di energia rispetto alle lampadine a incandescenza e durano 25 volte più a lungo. Questo significa che, se sostituisci una lampadina a incandescenza da 60 watt con una LED da 9 watt, risparmieresti circa 51 watt per ora. Considerando un costo medio dell’energia elettrica di 0.20€/kWh nel 2023, il risparmio annuo per lampadina sostituita sarebbe di circa 9€, considerando un uso medio di 3 ore al giorno.

2. Termostati Intelligenti

I termostati intelligenti permettono di gestire in modo più efficiente il riscaldamento e il raffreddamento della casa. Possono imparare le tue abitudini, adattarsi alle condizioni meteorologiche e permetterti di controllare la temperatura da remoto. Si stima che l’utilizzo di un termostato intelligente possa ridurre i costi di riscaldamento e raffreddamento del 10-20%. Considerando una spesa media annuale per riscaldamento di 1.000€, il risparmio potenziale sarebbe di 100-200€ l’anno.

3. Elettrodomestici ad Alta Efficienza

Gli elettrodomestici ad alta efficienza, come frigoriferi, lavatrici e lavastoviglie, possono consumare fino al 50% in meno rispetto ai modelli standard. Ad esempio, un frigorifero di classe A+++ consuma circa 150 kWh all’anno, rispetto ai 400 kWh di un modello di classe A. Questo si traduce in un risparmio di circa 50€ l’anno, considerando un costo dell’energia di 0.20€/kWh.

4. Caricatori Solari

I caricatori solari permettono di ricaricare dispositivi come smartphone, tablet e laptop utilizzando l’energia solare. Se consideriamo che un caricatore solare può generare circa 10W in pieno sole, e che un telefono medio impiega circa 2 ore per caricarsi completamente, il risparmio potrebbe sembrare modesto. Tuttavia, considerando l’uso quotidiano, il risparmio annuo potrebbe raggiungere i 3-4€ per dispositivo.

5. Stufe a Pellet

Le stufe a pellet sono un’alternativa più efficiente e sostenibile ai sistemi di riscaldamento tradizionali. Una stufa a pellet di media dimensione ha una potenza termica di circa 10 kW e un rendimento del 90%, rispetto al 78% di una caldaia a gas. Questo significa che per riscaldare la stessa area, la stufa a pellet consumerebbe meno energia. Ovviamente bisogna mettere in conto il costo iniziale di acquisto, mentre la caldaia è già una delle dotazioni tecnologiche presenti in ogni casa, ma il suo costo (sul sito Leroy Merlin sono presenti alcune da poche centinaia di euro, fino alle più potenti da diverse migliaia), verrebbe ammortizzato in poco tempo con i risparmi in termini di energia. Considerando un costo del pellet di circa 0.05€/kWh e del gas di 0.10€/kWh nel 2023, infatti, il risparmio potrebbe essere di circa 500€ l’anno per una casa di medie dimensioni

Conclusione

Considerando i costi attuali dell’energia elettrica e del gas, e quelli previsti per il 2024, investire in dispositivi ad alta efficienza può portare a risparmi significativi. Sebbene l’investimento iniziale possa sembrare elevato, i risparmi a lungo termine e l’impatto positivo sull’ambiente rendono questi dispositivi una scelta saggia e sostenibile.

Cyberpunk 2077, annunciata la Ultimate Edition

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CD PROJEKT RED annuncia che Cyberpunk 2077: Ultimate Edition sarà disponibile dal 5 Dicembre per Xbox Series, PlayStation 5 e PC.

Il gioco include l’intera storia di un mercenario di nome V, combinando Cyberpunk 2077 con la sua espansione spy-thriller Phantom Liberty, nonché ogni aggiornamento finora rilasciato, e sarà disponibile sia in formato digitale che in versione retail in determinati mercati.

Cyberpunk 2077: Ultimate Edition è un GDR open world contenente due avventure incredibili: il gioco base Cyberpunk 2077, ambientato nel futuro oscuro di Night City (qui la nostra opinione al lancio), e Phantom Liberty, una storia che si svolge nel quartiere protetto di Dogtown (di cui trovate la nostra recensione qui). I giocatori vestiranno i panni di V, un mercenario dotato di miglioramenti cibernetici e impegnato in una lotta per la sopravvivenza dove non mancheranno decisioni in grado di definire la storia, un gameplay ricco d’azione e personaggi indimenticabili, tra cui il rocker Johnny Silverhand (interpretato da Keanu Reeves) e l’agente segreto della FIA, Solomon Reed (interpretato da Idris Elba).

Questa nuova versione è il modo perfetto per provare l’intera storia di questo futuro oscuro. Contiene anche l’aggiornamento 2.0 gratuito, che ha modificato molti sistemi del gioco, introducendo gli alberi delle abilità dinamici, alcuni combattimenti con veicoli davvero adrenalinici e un’IA di nemici e polizia migliorata, oltre ad aggiungere nuove armi, veicoli e abiti. Il lancio è supportato da una nuova serie di gadget digitali disponibili come parte del programma “My Rewards” per tutti gli utenti registrati.

Cyberpunk 2077: Ultimate Edition sarà disponibile in formato digitale dal 5 Dicembre. Per la stessa data è previsto anche il lancio della versione retail in determinati mercati su Xbox Series X, PlayStation 5 e PC, che sarà la prima versione fisica del gioco concepita per le console della generazione attuale. La disponibilità della versione retail per le diverse piattaforme varierà in base alla regione.

Secondo quanto precisato da CD PROJEKT RED, la versione retail per PS5 conterrà un voucher DLC per il download di Phantom Liberty mentre la versione Xbox Series X avrà ogni contenuto su disco.

Per maggiori informazioni su Cyberpunk 2077, la sua espansione spy-thriller Phantom Liberty, l’aggiornamento 2.0 e l’imminente Ultimate Edition, visitare la pagina web ufficiale e i canali Facebook e X del gioco.

Recensione I Puffi 2: Il Prigioniero della Pietra Verde, un platform sorprendentemente valido!

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Il nostro ultimo incontro videoludico con il brand dei Puffi non è stato particolarmente felice. Esattamente un anno fa testavamo con mano Puffi Kart, con il suo tentativo di portare i piccoli esserini blu nel mondo delle corse arcade. Un progetto tutto sommato piacevole, ma che non nascondeva una forse eccessiva superficialità. Avevamo definito questa produzione una entrée, in vista del grosso dei festeggiamenti del brand per il suo 65° anniversario, coincidente proprio con il 2023. Quasi a voler chiudere il cerchio, Microids pubblica il proprio dessert per l’IP di titolarità IMPS… stavolta con ben altri risultati.

Sviluppato da OSome Studio, I Puffi 2: Il Prigioniero della Pietra Verde è il nuovo platform 3D dedicato allo storico brand, seguito di Missione Vilfoglia del 2021. Stavolta, i Puffi dovranno allearsi con il loro storico nemico per fronteggiare una minaccia ancora più insidiosa. Per farlo, ricorreranno a vere e proprie armi di distruzione… colta la citazione? Beh, la capirete proseguendo con la nostra recensione.

I Puffi 2: Il Prigioniero della Pietra Verde è disponibile dal 2 Novembre per PC (via Steam), PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series e Nintendo Switch.


Versione testata: PlayStation 5


Il nemico del mio nemico

Dopo aver sventato la minaccia della temibile Vilfoglia, i Puffi si godono un meritato periodo di tranquillità. Non c’è tuttavia festeggiamento senza dolci e Puffo Pratico, per facilitare la creazione di deliziosi manicaretti, crea uno strumento rivoluzionario: il PuffoMix. Tuttavia, il suo perfezionamento passa dal recupero di un oggetto nelle mani dell’infido Gargamella, la Pietra verde, capace di risolvere ogni problema. La missione di recupero fallisce miseramente, portando alla distruzione dell’artefatto, che libera il malvagio Stolas. Per impedire che tutto il mondo precipiti nel caso, i Puffi dovranno allearsi proprio con il loro acerrimo avversario: Gargamella.

Dopo Missione Vilfoglia, OSome Studio torna a raccontare una storia allegra ed originale, adatta a tutte le età, che gioca sulla suggestione del topos del nemico comune da battere. L’alleanza letale tra i Puffi e Gargamella, dal canto suo, regala simpatici siparietti per una buona chimica che potrà intrattenere davvero chiunque. Un peccato, in questo senso, che anche stavolta, come nel predecessore, non ci sia un doppiaggio in italiano ma solo testi tradotti. Un pò un controsenso, visto che il target principale (ma non esclusivo… ne parleremo) della produzione è legato ad un pubblico giovanissimo che avrebbe sicuramente apprezzato la presenza di voci italiane.

Il laboratorio di Gargamella funge da punto di accesso per vari livelli.

Dal punto di vista grafico, Il Prigioniero della Pietra Verde non stupisce particolarmente, limitandosi ad essere un titolo colorato ed esteticamente grazioso. Le ambientazioni sono varie, l’uso dei colori è a tratti spregiudicato (con alcune parentesi più dark) e l’effettistica sottolinea bene le azioni a schermo. Anche le prestazioni sono in linea generale stabili, non avendo riscontrato problematiche rilevanti su PlayStation 5. Viceversa piuttosto deludenti si sono rilevate alcune texture, inspiegabilmente in bassa risoluzione, nonché la resa degli stessi Puffi, a tratti poco espressivi ed eccessivamente plasticosi.

La colonna sonora si dimostra spesso coerente con i toni del racconto e con quello che ci si potrebbe aspettare dalla IP, grazie anche ad alcuni brani particolarmente azzeccati. Spiace che purtroppo non ci sia una grande varietà, finendo per essere a tratti un po’ ridondante e ripetitiva soprattutto considerando la longevità del titolo. Sotto questo versante infatti c’è poco di cui lamentarsi: per completare l’avventura impiegherete una decina di ore, che raddoppieranno tranquillamente laddove vogliate puntare al completamento pieno (e magari anche al platino).

Una posa che ci ricorda qualcosa…

Fuoco a volontà

Rispetto a Missione Vilfoglia, I Puffi 2 segna alcuni decisi passi avanti, se non addirittura dei veri e propri cambi di direzione.

Se il precedente capitolo puntava più agli enigmi e voleva essere una sorta di rivisitazione di alcune meccaniche in stile Super Mario Sunshine, Il Prigioniero della Pietra Verde prende come ispirazione l’altra metà del cielo delle grandi hardware house giapponesi. Forse l’avrete già intuito dai riferimenti che abbiamo disseminato finora, ma adesso lo esplicitiamo: I Puffi 2 hanno preso diverse pagine dal playbook di Insomniac con quanto realizzato nella saga di Ratchet & Clank.

La corruzione portata dal malvagio Stolas ha contaminato le creature della foresta, rendendo imprescindibile l’uso delle nuove potenzialità offensive del PuffoMix. Lo shooting arcade ricalca in tutto e per tutto il feeling della serie Sony, con tanto di movimento laterale e salto avvitato per schivare gli attacchi avversari. Ciascuno dei quattro personaggi giocabili è dotato di abilità particolari (Tempesta può ad esempio contare su un arco micidiale) che si uniscono alle quattro differenti munizioni con le quali caricare la bocca di fuoco. Accanto all’energia standard ricavata dalla Pietra Verde, sono disponibili proiettili appiccicosi, respingenti ed attraenti. Ognuno ha diversi effetti sui nemici ma anche sul mondo di gioco, visto che il loro corretto uso sarà necessario per risolvere gli enigmi presenti.

Le munizioni classiche sono… beh, classiche.

Strutturalmente, I Puffi 2 offre livelli sostanzialmente lineari in cui si susseguono fasi platform, risoluzione di rompicapi e aree di combattimento. Pur non palesando mai qualcosa di realmente nuovo, la freschezza è sempre garantita dall’inserimento di qualche piccola variante nella formula o nel level design. Anche l’esplorazione è decisamente incentivata, grazie ad una serie di idee. Anzitutto, dovrete avere gli occhi bene aperti per distruggere tutti i frammenti verdi (alcuni posizionati anche fuori portata, costringendovi ad affinare la mira) nonché per recuperare i consumabili necessari per incrementare le abilità del PuffoMix e dei singoli Puffi. Esiste infatti un sistema di potenziamento in cui scegliere non solo quali caratteristiche migliorare ma anche quali perk montare sull’arma: meglio un sistema di raffreddamento per l’uso delle munizioni speciali o una maggiore velocità per riempire l’attacco speciale? La scelta è vostra ed avrà un grande peso nelle sfide opzionali.

Esplorando infatti i livelli sarà possibile accedere a veri e propri test di combattimento, in cui la difficoltà subirà un deciso innalzamento. Non solo le stanze vi lanceranno addosso ondate sempre maggiori di nemici, ma verrà richiesto al player una grande capacità di gestione del tempo per ottenere il massimo punteggio. In questo senso, ci è sembrato che lo stacco di abilità richiesto sia anche fin troppo repentino, rischiando di mettere in imbarazzo i player più giovani (ma anche quelli esperti che potrebbero prendere sotto gamba la sfida). Si tratta tuttavia, a ben vedere, di una componente stimolante che ci è davvero piaciuta, che porta a tornare in campo dopo i titoli di coda con tutti gli opportuni potenziamenti.

Durante la campagna la difficoltà non è mai proibitiva, ma nelle sfide sarà richiesto ben altro tipo di attenzione.

I Puffi sanno che un tesoro c’è

Non possiamo dunque nascondere che Il Prigioniero della Pietra Verde ci ha saputo sorprendere in diverse occasioni.

A partire dal level design, che esplora diverse location tradizionali, ma sempre con un twist interessante ed una direzione artistica ispirata. Passando per il gameplay, maggiormente votato all’azione e che riserva alcuni profili di profondità. Tutte caratteristiche che rendono I Puffi 2 molto più videogioco a tutto tondo che pigro tie-in atto a sfruttare un marchio famoso. Infine, anche la longevità lo esalta come un titolo con una piena dignità, a tratti addirittura lodevole rispetto ad altri esponenti del genere, complice anche la presenza della cooperativa.

Non tutto però è perfetto. Nonostante siano state prese ampie ispirazioni dalla serie Insomniac, la produzione OSome Studio è molto meno raffinata tanto nello shooting quanto nel game design. Sussiste infatti una inferiore varietà di armi da fuoco, una minore fluidità nello shooting e mancano alcune opzioni di crowd control.

Il platforming funziona bene ma non vi impegnerà poi tantissimo.

Anche sul versante platforming, I Puffi 2 non si spinge fin dove potrebbe, con sezioni sempre piuttosto permissive. La presenza di una meccanica di dash, inoltre, costituisce da un lato un’aggiunta che regala dinamicità, ma dall’altra una risorsa di cui poter abusare in più di una occasione.

La sensazione, insomma, è che il team di sviluppo non abbia voluto osare più di tanto. Una scelta dettata forse dal timore di allontanarsi da parte del proprio target di riferimento. Lo si nota nelle grandi discrepanze di difficoltà con le già citate sfide, che sembrano uscite da una produzione con ben altra audacia. Probabilmente è stata la soluzione migliore per accontentare un po’ tutti, regalando un’avventura alla portata del grande pubblico ed inserendo livelli opzionali più impegnativi. Tuttavia, il netto stacco non è mai una cosa molto positiva e forse sarebbe stato meglio creare un titolo con una curva più omogenea.

Abbiamo amato le sfide, ma c’è chi potrebbe odiarle.

Commento finale

Piuttosto raramente i titoli su licenza basati su IP dei cartoni animati riescono ad oltrepassare i propri limiti concettuali e diventare qualcosa di più. Fortunatamente I Puffi 2: Il Prigioniero della Pietra Verde rappresenta una piacevole eccezione. OSome Studio realizza un platform d’azione divertente, generoso e spensierato, adatto tanto ai giovanissimi quanto ai player più navigati. Non tutti gli elementi risultano impeccabili e sussistono alcune sviste strutturali, ma una cosa è certa: i Puffi hanno trovato una strada molto interessante da percorrere, che speriamo possa essere ulteriormente esplorata ed espansa in futuro… che è meglio (cit.).

Recensione Call of Duty Modern Warfare III (PC)

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Il terzo capitolo di Call of Duty: Modern Warfare III (2023) è finalmente, o purtroppo, arrivato tra le nostre mani e quello che ci troviamo di fronte, senza mezzi termini, non è assolutamente quello che ci aspettavamo di trovare, soprattutto dopo lo splendido lavoro compiuto da Infinity Ward su Call of Duty Modern Warfare 2.

Questo terzo capitolo, infatti, era stato preceduto da un inquietante rapporto di Jason Schreier che, dalle pagine di Bloomberg, aveva parlato di un gioco raffazzonato, portato a termine in appena 16 mesi grazie a turni massacranti degli sviluppatori ma, soprattutto, di un progetto originariamente impostato come un DLC di mappe per Modern Warfare 2 e poi trasformato in un gioco “completo” e venduto a prezzo pieno per riparare al “buco” generato dal rinvio del prossimo capitolo curato da Treyarch.

Nonostante la compagnia nei giorni scorsi abbia ufficialmente smentito il report, quello che ci troviamo di fronte è un gioco senza infamia e senza lode, che offre una campagna davvero superficiale e un more of the same (con qualche miglioramento) del comparto multiplayer dello scorso capitolo. Ma procediamo per step.

La campagna

Il gioco si apre con un’emozionante sequenza di infiltrazione in un carcere di massima sicurezza, finalizzata al recupero di un misterioso prigioniero V.I.P. identificato con il numero di cella 627 e che scopriremo essere uno dei villain più spietati dell’intero franchise. Il ritorno di Vladimir Makarov, sebbene promettente all’inizio, perde tuttavia di significato nel corso della storia, a causa della mancanza di sviluppo del personaggio e di una trama incoerente e mal costruita che rallenta anziché crescere nel corso delle già striminzite 4 ore necessarie a portarla a termine. Le azioni di Makarov, inoltre, benché rilevanti per la trama e collegate agli eventi visti nell’ultima stagione di Warzone (in questo senso apprezziamo la scelta di Activision di creare una sorta di CODuniverse sul modello del MCU), non vengono mai adeguatamente spiegate o approfondite al giocatore che non abbia recuperato tutto il materiale possibile sulla serie, rendendo il personaggio piatto e poco coinvolgente.

La campagna per giocatore singolo di Modern Warfare 3, dal punto di vista ludico, è caratterizzata dall’introduzione di una nuova tipologia di missioni chiamate Open Combat. Queste si svolgono in aree di gioco più ampie (ma non di molto) e offrono una maggiore libertà al giocatore, che può scegliere in autonomia come raggiungere i propri obiettivi.

Nonostante l’introduzione di queste nuove dinamiche possa sembrare un punto a favore, l’implementazione lascia molto a desiderare. Le missioni Open Combat, pur offrendo una maggiore libertà, finiscono infatti per rovinare l’atmosfera e la tensione cinematografica tipica della campagna di Call of Duty.

Peggio ancora, queste missioni sembrano essere state inserite semplicemente per riempire la campagna, piuttosto che per aggiungere valore alla stessa o al gameplay. Se da un lato infatti, il gioco sembra ora strizzare l’occhio all’open world, dall’altro il design è ancora zeppo di limitazioni arbitrarie. Inoltre, l’IA dei nemici è piuttosto debole, rendendo le missioni poco impegnative e poco stimolanti.

Le missioni Open Combat, pur rappresentando un tentativo di innovazione all’interno del franchise, insomma, si rivelano in realtà un passo falso. L’atmosfera e la tensione che caratterizzano le missioni tradizionali di Call of Duty vengono sacrificate in nome di una libertà illusoria, che in realtà si traduce in un gameplay frustrante e privo di sfide.

Il comparto multiplayer

Anche il comparto multiplayer di Modern Warfare 3 non ci ha convinto del tutto, ed anzi forse brilla più di luce riflessa che di luce propria. Le modifiche introdotte nel gameplay riguardano essenzialmente la reintroduzione dello slide cancel, che rende il gioco più dinamico e frenetico, ma soprattutto nell’allungamento del time to kill, una novità che, consentendo un minimo di risposta agli attacchi avversari, rende gli scontri più divertenti.

Questi due aspetti, che per la verità non sono nulla di nuovo, essendo comparsi in diverse forme nelle varie iterazioni del franchise, assumono tutt’altra rilevanza se combinate alla nuova meccanica del Tac Stance (tactical instance). Si tratta di una modalità di puntamento ideale per gli scontri a media/corta distanza, a metà tra il puntamento con mirino e il fuoco senza puntamento.

In pratica in questa modalità inclinando l’arma si potrà fare fuoco senza passare per il mirino, velocizzando il puntamento a scapito di una leggera riduzione della precisione. L’abbinamento delle tre meccaniche appena citate, rende infatti possibile bonificare una stanza zeppa di avversari entrando in scivolata e facendo fuoco senza puntare, e nonostante questo vi esponga inevitabilmente a subire qualche colpo avversario.

Bella la remaster, ma dove sono le nuove mappe?

E’ dal punto di vista contenutistico, però, che si concentrano principalmente le nostre critiche. Il gioco offre essenzialmente 16 mappe classiche provenienti da Modern Warfare II e qualche update Quality of Life per quanto riguarda la gestione delle armi e dei perks.,

Sia chiaro, l’introduzione di alcune delle più iconiche mappe provenienti da Modern Warfare 2, come Terminal o Rust, che hanno letteralmente consumato gli skates dei nostri mouse (o gli analogici, se appartenente all’altra sponda – no pun intended ndr.) tutte rimasterizzate in 4K, non può che farci felici, ma da un nuovo capitolo “main” della serie, ci si attende decisamente qualcosa in più.

Anche il numero e il feeling delle armi è rimasto sostanzialmente invariato essendo stato preso di peso da Modern Warfare 2 sebbene il nuovo Armaiolo sia decisamente più facile da gestire.

A cambiare radicalmente, invece, è la gestione dei perks/equipaggiamenti che ora avviene in maniera molto diversa dal passato.

Invece dei tradizionali perk, con il nuovo MW3 sarà possibile dotare ogni operatore di 3 equipaggiamenti differenti, uno per lo slot “Guanti“, uno per lo slot “Stivali” ed uno, più generico, per lo slot denominato “Attrezzatura”, all’interno del quale troveranno posto i perk cosiddetti “ultimate” come Massima Allerta o Fantasma.

Per ogni slot avremo a disposizione vari tipi di oggetti caratterizzati da funzionalità diverse. Così, ad esempio, equipaggiando stivali leggeri aumenteremo la velocità di movimento, utilizzando le Scarpe furtive, sarà possibile eliminare il rumore dei passi e così via. Allo stesso modo, scegliendo il giusto equipaggiamento per i guanti sarà possibile aumentare la velocità di ricarica e utilizzando una attrezzatura “ Mimetica Fantasma” saremo invisibili ai radar. Insomma nella pratica cambia poco, ma sicuramente dal punto di vista organizzativo, questo sistema ha molto più senso.

Apprezzabile altresì anche la reintroduzione del puntino rosso sulla mappa quando si fa fuoco. Questo rende più difficile per i campers restare nascosti per l’intera durata della partita, e in ultima analisi migliora decisamente la qualità dei rounds.

Nuove modalità?

Le nuove modalità introdotte in Modern Warfare III rispetto al precedente capitolo sono Guerra, un PVP 6 contro 6 in cui ci si alterna tra attacco e difesa, Guerra Terrestre, una caotica modalità con mezzi che poco si addice al franchise di Call of Duty,  Tagliagole, un PVP 3 VS 3 VS 3 senza infamia e senza lode, e Zombie. Con l’eccezione di quest’ultima, nessuna delle introduzioni è davvero in grado di fare la differenza.

Zombie, invece, l’abbiamo trovata decisamente divertente a patto di incontrare team collaborativi. In questa modalità, infatti, otto team da 3 giocatori ciascuno, devono portare a termine determinati obiettivi in un round da 45 minuti in zone a difficoltà crescente. Al termine dei 45 minuti bisognerà poi dirigersi per l’estrazione. Collaborare con gli altri giocatori è una situazione del tutto nuova in un Call of Duty, quindi quando questo accade si resta davvero entusiasti, peccato che accada solo poche volte e che il gioco faccia ben poco per spingervi ad operare come team.

Comparto tecnico: Dal punto di vista tecnico non ci sono grandi cose da segnalare. Aspettatevi una discreta ottimizzazione anche su hardware non più recentissimi, grafica spaccamascella e qualche crash di tanto in tanto, soprattutto in ambiente AMD. Insomma anche qui nulla è cambiato rispetto a Modern Warfare II.

Commento finale

Sarebbe ingiusto dire che Modern Warfare III è un gioco brutto, o poco divertente. A parte la modalità single player – questa sì, da dimenticare – se conoscete e amate il franchise troverete in Modern Warfare III il classico gameplay amato da milioni di giocatori e probabilmente le mappe più belle che questa IP abbia mai sfornato. Ciò che rimproveriamo al titolo di Sledgehammer Games è l’atteggiamento estremamente conservativo portato avanti con questo capitolo principale. Tagliuzzando qua e là elementi presi da altri capitoli e innestandoli sulla solidissima base di Modern Warfare II, questo terzo capitolo non ne esce con le ossa completamente rotte, ma da un franchise da centinaia di milioni di dollari, possiamo e dobbiamo aspettarci di più, molto di più.

Recensione UFO Robot Goldrake: Il banchetto dei lupi, per chi ha urlato almeno una volta nella vita “Alabarda Spaziale!”

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UFO Robot Goldrake

UFO Robot Goldrake è un nome che fa ancora battere forte il cuore dei più grandicelli, ma è probabile che dica poco o nulla alle nuove generazioni. E proprio per dare un contesto ai nostri lettori più giovani, permetteteci questo piccolo excursus storico.

UFO Robot Goldrake, noto in Italia anche come Atlas UFO Robot, è un anime televisivo di genere mecha prodotto dalla Toei Animation dal 1975 al 1977 e basato sull’omonimo manga di Gō Nagai.

L’anime ebbe un successo strepitoso, tanto che le versioni italiane delle sigle furono fra i singoli più venduti del 1978. E non solo, UFO Robot Goldrake segnò quella generazione di ragazzini nonostante la fruizione dell’opera, con il senno di poi, fu a dir poco problematica.

Pur essendo la terza parte di una trilogia insieme a Mazinga Z e Il Grande Mazinga, in Italia la serie fu trasmessa prima delle altre due. Nelle edizioni nostrane la continuità fra le tre storie si è completamente persa, anche per l’alterazione dei nomi originali che, ad esempio, impedisce di cogliere l’unicità del personaggio di Koji Kabuto, rimasto tale nell’adattamento del Grande Mazinga, ma chiamato Ryo in Mazinga Z, ed Alcor in UFO Robot Goldrake.

Potremmo aprire una parentesi per parlare delle difficoltà, in quegli anni, di riproporre produzioni estere (generalmente giapponesi), sia come tematiche che come continuità. Ma non è il luogo adatto. Ad ogni modo tale discorso era dovuto per far percepire al meglio l’impatto di UFO Robot Goldrake nella pop culture italiana degli anni 70 e 80, pur con tutte le difficoltà di cui sopra.

Detto ciò, dunque, UFO Robot Goldrake: Il banchetto dei lupi ha reso giustizia a questo fenomeno di culto? Sì, perché sul piano puramente “emozionale”, omaggiale, i ragazzi di EndRoad hanno svolto un lavoro ottimo. Il problema, non di poco conto, è che come videogioco vero e proprio, lo stesso presta il fianco a numerose critiche. Per sapere tutti i dettagli, non vi resta che continuare la lettura!

UFO Robot Goldrake: Il banchetto dei lupi è disponibile sugli store digitali dallo scorso 14 novembre 2023 per PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC. La versione PlayStation 4, invece, sarà disponibile, contestualmente a tutte le versioni fisiche, dal prossimo 30 novembre 2023. È altresì prevista una versione per Nintendo Switch nel corso del 2024.


Versione testata: PlayStation 5


Nostalgia portami via

Vega ha tradito il re ed ha distrutto il pianeta Fleed. Al principe Duke Fleed non resta che risvegliare il gigantesco robot Goldrake e fuggire, per cercare la salvezza altrove. Accolto ed adottato dal Dottor Procton, ora vive nel ranch Betulla Bianca con il proprietario, il buffo cowboy Rigel, e sua figlia Venusia. Con l’invasione della Terra da parte di Vega ormai imminente, il principe, che ora si fa chiamare Actarus, si prepara a difendere il pianeta a bordo di Goldrake. Con l’aiuto di Alcor, Actarus dovrà respingere i continui attacchi di Vega e sconfiggere i Discomostro, temibili robot inviati per distruggerlo.

Lo stile visivo utilizzato, la colonna sonora e soprattutto il doppiaggio in italiano che ha cercato di ricreare in maniera quanto più fedele possibile le sonorità e la raffinatezza aulica dell’originale sono il vero punto forte della produzione, la discriminante che farà sorvolare i fan storici di Goldrake su tutte le criticità videoludiche dell’opera. L’atmosfera del cartone originale è stata riproposta talmente bene che chiudendo gli occhi potrete ritornare con la mente a quei pomeriggi spensierati passati davanti la TV.

UFO Robot Goldrake
L’atmosfera del cartone è ricreata perfettamente, anche grazie alle sezioni di “raccordo” al ranch

Purtroppo, questo viaggio nella macchina del tempo durerà un pomeriggio soltanto. UFO Robot Goldrake: Il banchetto dei lupi non offre molti contenuti, anzi. Riuscirete ad assistere ai titoli di coda dopo 3/4 ore di gioco. E le attività collaterali consistono solo nella noiosa raccolta di materiali e collezionabili che non aggiungono praticamente nulla all’esperienza. Vista l’accezione di tributo dell’opera, avremmo preferito che questi fossero collegati ad una sezione “enciclopedia”, che purtroppo è totalmente assente.

Nonostante tale mancanza, EndRoad, anche grazie a quella nostalgia canaglia di cui cantavano Al Bano e Romina, ha raggiunto il suo obiettivo. UFO Robot Goldrake: Il banchetto dei lupi è una vera e propria lettera d’amore al robottone creato da Gō Nagai. E di riflesso ai suoi attempati fan, principale target del prodotto.

Mille armi tu hai non arrenderti mai

UFO Robot Goldrake: Il banchetto dei lupi pad alla mano si presenta come un ibrido che unisce sezioni da action in terza persona, le principali, e altre shoot ‘em up, declinate in due varianti.

Potremo controllare Goldrake in assetto Spacer in sezioni più moderne, con la visuale dietro la nostra “navicella” e il TFO di Alcor, questa volta con visuale dall’alto come nei prodotti arcade di un passato ormai remoto. Pur rappresentando un piacevole diversivo, si tratta di sezioni blande e per niente appaganti, anzi quasi soporifere.

Nonostante il gioco sia facilissimo anche nelle sezioni da action in terza persona, queste fortunatamente sono piuttosto divertenti, pur con una varietà situazionale appena sufficiente. Pensate che non abbiamo mai visto la schermata di game over. Avremmo davvero gradito un selettore di difficoltà, anche per compensare, in parte, la carenza di contenuti.

Utilizzeremo il potente Goldrake in livelli completamente open map in cui dover svolgere una serie di 5/6 missioni, strutturate a mo’ di fetch quest (missioni di scorta, raggiungi il punto X ed elimina tutti i nemici, raggiungi punto X, Y e Z per eliminare tutte le installazioni nemiche, etc.) e in cui volendo potremo raccogliere collezionabili. Dopo aver completato tutte le missioni passeremo ad una sezione lineare che ci condurrà al boss del livello, sicuramente l’elemento ludico riuscito meglio.

Sfortunatamente, e inspiegabilmente, il comparto tecnico non riesce a supportare il gameplay. Nelle sezioni open il framerate non riesce a raggiungere i 60 fps preventivati, donando all’azione una sensazione di frammentarietà quasi onnipresente. E la cosa è ancora più evidente quando si passa “al corridoio” e successiva boss fight, in cui vengono raggiunti finalmente i 60 fotogrammi al secondo.

UFO Robot Goldrake
Le sezioni da action in terza persona sono le più riuscite

Ma la cosa che più ci ha rammaricato sapete qual è? Che nonostante una varietà situazionale povera, nonostante i problemi legati al comparto tecnico che hanno ripercussioni sul gameplay, nonostante una mancanza totale di features Quality of Life (pensate che perfino potenziare Goldrake risulta macchinoso), distruggere i robot di Vega è comunque molto divertente.

Controllare Goldrake, con tutte (ripetiamo, TUTTE) le sue armi e le sue mosse, è un’esperienza davvero gasante. Anche grazie al fatto che ogni volta che le utilizzeremo, sentiremo Actarus gridare il loro nome esattamente come nel cartone animato.

Commento finale

Con un piccolo sforzo in più, produttivo ed economico, UFO Robot Goldrake: Il banchetto dei lupi avrebbe potuto ambire a vette più alte. In questo stato è un gioco discreto consigliato solo ai fan del robottone creato da Gō Nagai, che lo ameranno nonostante la povertà di contenuti. Agli immuni alla nostalgia consigliamo di volgere il loro sguardo altrove.

Enhanced è la graphic novel ispirata a Cyberpunk che non dovreste perdervi

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Immergiamoci nel mondo futuristico e distopico di Enhanced – la graphic novel tutta italiana ispirata a Cyberpunk

Il Cyberpunk con le sue città futuristiche e tecnologicamente avanzate, i suoi abissi distopici e i suoi anti-eroi ribelli, ha lasciato un’impronta indelebile nella cultura pop. Dal Cinema, alla moda, dalla musica alla letteratura, passando per l’arte, i fumetti, il design e naturalmente i videogames, l’immaginario Cyberpunk nato negli anni ’80 continua a plasmare intere generazioni e a generare opere immortali.

Il successo di film come “Blade Runner” e “The Matrix”, romanzi come “Neuromancer” di William Gibson e videogiochi come “Deus Ex” e “Cyberpunk 2077” ne hanno poi, in qualche modo, cristallizzato alcuni canoni estetici in una visione cupa e desolata del futuro, caratterizzato da disuguaglianze sociali, corruzione corporativa e tecnologia pervasiva, a cui fanno da contraltare però coloratissimi ed eccessivi outfit e installazioni cibernetiche improbabili.

L’immaginario cyberpunk continua ad essere rilevante perché anticipa le tensioni del nostro tempo: la lotta per il controllo della tecnologia, la fusione tra uomo e macchina e il conflitto tra l’individuo e il sistema. Nonostante la sua visione oscura del futuro, il cyberpunk, però, esprime anche una speranza ribelle: la possibilità di resistere, di ribellarsi e di reinventare il mondo.

Proprio ispirandosi a questo immaginario, alcuni giovani talenti che rispondono al nome di Simone Masina, creatore, Stefano Di Pietro, disegnatore, Barbara Salvati colorist, hanno realizzato quello che all’apparenza sembrava impossibile: creare una graphic novel tutta italiana non soltanto ben scritta e sceneggiata, ma anche incredibilmente accattivante dal punto di vista estetico e capace in pochissime ore di raccogliere ben 60.000 euro su Kickstarter da 1100 backers. Il successo della campagna, poi, ha portato alla pubblicazione del vol. 1 in due edizioni, brossurata e cartonata, andate sold out in pochissimo tempo.

Ora Masina e compagni ci riprovano con una nuova campagna Kickstarter per il Vol.2, attualmente live e già in grado di raccogliere 40.000 euro (a questo link trovate la pagina Kickstarter del progetto dove potete acquistare il vol. 1 e 2 nelle diverse edizioni in cui sarà reso disponibile).

Con l’avvicinarsi della fine del Kickstarter per il vol.2, abbiamo deciso di invitare gli amici di Enhanced per una chiacchierata live sul nostro canale Twitch. Parleremo naturalmente del vol. 1 e del prossimo vol. 2, dei masterpieces che hanno influenzato l’opera, dei collegamenti diretti o indiretti a Cyberpunk 2077 e, ovviamente, potrete fare in chat tutte le domande che vorrete conoscendo in prima persona gli autori.

Prima però dell’intervista, in questo articolo abbiamo deciso di parlarvi un po’ dell’opera, così da farvi arrivare preparati all’appuntamento di Lunedì 20 alle 21.

Come nasce Enhanced – A Cyberpunk Graphic Novel.

Enhanced nasce da una campagna di role game di Cyberpunk 2020 giocata da Masina e i suoi amici nerd storici e, da qui, l’idea: realizzare una trilogia che potesse saziare la fame di Cyberpunk di tanti nerd (come chi vi scrive) riempiendo gli spazi di un immaginario così fruttifero.

Il primo volume, dopo una riuscitissima campagna Kickstarter, ha portato alla realizzazione di una prima edizione in lingua italiana ed inglese da 2000 copie, esaurite quasi immediatamente, e soprattutto ha attirato l’attenzione di altri giovani talenti del fumetto italiano. Sono così arrivate le collaborazioni con Mirka Andolfo (Mercy, Sweet Paprika) che ha realizzato la variant del Vol.1, e Francesca Fedele (Peacchip su X) che si occuperà della variant del Vol.2.

Inoltre, una variant in formato A5 del vol.2 ha coinvolto anche Romina Moranelli (disegnatrice per Marvel e Disney Italia) e che sarà disponibile a breve, mentre Roberto Ricci, noto disegnatore di Cyberpunk 2077, sarà uno degli artisti ospiti del vol.2. e di cui trovate una tavola proprio qui sotto.

Come avrete sicuramente capito abbiamo apprezzato davvero tanto il lavoro di questi giovani talenti italiani e pertanto non vediamo l’ora di fare due chiacchiere con loro
Appuntamento imperdibile, quindi, per Lunedi 20 alle 21 sul canale Twitch di 4News.it twitch.tv/4news e poi naturalmente in replica sul canale YouTube.

The Last of Us Parte II, come effettuare l’upgrade alla versione PS5

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The Last of Us Parte II Remastered

Sony e Naughty Dog hanno annunciato che i possessori della versione PlayStation 4 di The Last of Us Parte II, sia fisica che digitale, potranno effettuare l’upgrade alla Remastered PlayStation 5 al prezzo di 10 dollari (10 euro da noi).

The Last of Us Parte II Remastered

Vediamo come fare materialmente l’upgrade quando sarà disponibile (ovviamente il 19 gennaio 2024, al D1).

Se siete possessori della versione su disco di The Last of Us Parte II per PlayStation 4 (QUI la nostra recensione) dovrete ovviamente avere una PlayStation 5 con lettore. Non è possibile farlo con una PlayStation 5 Digital.

Inserite il disco e dall’icona nel menù della console vi verrà notificata la presenza dell’upgrade. Premete il tasto indicato (generalmente il Triangolo), seguite la procedura di pagamento (10€) e dopo aver fatto ciò avrete finalmente la possibilità di scaricare la versione digitale con SKU nativo PlayStation 5, con tutte le aggiunte e le migliori del caso (QUI tutti i dettagli). Ovviamente per giocare la versione appena scaricata il disco PlayStation 4 deve restare comunque inserito nel lettore della console dato che verrà utilizzato per effettuare il check della vostra licenza.

Se siete possessori della versione digitale, invece, potrete effettuare l’upgrade anche con una PlayStation 5 Digital.

Raggiungete l’icona nel menù della console e procedete come indicato sopra, ignorando ovviamente tutta la parte relativa alla questione disco e check della licenza.

The Last of Us Parte II Remastered è ufficiale, ecco tutti i dettagli!

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The Last of Us Parte II Remastered

Durante la notte, Sony e Naughty Dog hanno annunciato ufficialmente il tanto vociferato The Last of Us Parte II Remastered per PlayStation 5. Per ora non è stato faccio cenno ad un eventuale porting per PC. Di seguito il trailer:

Questa nuova versione del capolavoro Naughty Dog (QUI la nostra recensione della versione PlayStation 4) sarà disponibile a partire dal prossimo 19 gennaio 2024. I preordini saranno aperti il prossimo 5 dicembre.

Oltre all’edizione standard fisica e digitale sarà disponibile anche una Delux Edition denominata W.L.F. Edition disponibile solo su PlayStation Direct. Nella foto qui di seguito potete ammirarne i contenuti:

The Last of Us Parte II Remastered

I possessori della versione PlayStation 4, sia fisica che digitale, potranno effettuare l’upgrade alla Remastered PS5 al prezzo di 10 dollari (10 euro da noi). Confermata la possibilità di importare i vecchi salvataggi.

Ma quali sono le aggiunte e le migliorie?

La nuova versione godrà di 4K nativo in modalità Fedeltà, 1440p in modalità Performance e framerate sbloccato per le TV che supportano il VRR, risoluzione delle texture migliorata, livello di distanza aumentato, ombre di maggior qualità e animazioni più fluide e supporto totale alle caratteristiche del DualSense.

Per quanto riguarda i contenuti, saranno disponibili una modalità Guitar Free Play per suonare la chitarra liberamente, ma soprattutto Lost Levels e No Return.

I primi sono una serie di livelli “incompleti”, eliminati dal gioco originale. Qui saranno presenti in versione “rimaneggiata” ma non completa, con tanto di commenti degli sviluppatori. No Return invece è una modalità roguelike che permette di giocare con una serie di personaggi, tra cui alcuni presenti per la prima volta in versione giocabile, con tante opzioni per personalizzare le partite. 

Voi comprerete The Last of Us Parte II Remastered?

Leakata la data di uscita di Dragon’s Dogma 2, showcase il 28 Novembre!

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Mentre la stampa internazionale sta condividendo le prime impressioni sull’atteso Dragon’s Dogma 2, sembra essere trapelata la data di uscita della prossima produzione Capcom.

Il leak proviene nientemeno che dal sito del PEGI, o Pan European Game Information, il metodo di classificazione valido su quasi tutto il territorio europeo usato per classificare i videogiochi.

Secondo quanto segnalato su Reddit, Dragon’s Dogma 2 ha ricevuto un PEGI 18 (cosa abbastanza prevedibile) ed ha riportato una data esatta per la release: il prossimo 22 Marzo.

Contestualmente, nelle scorse ore Capcom ha confermato l’arrivo di uno showcase digitale dedicato al titolo, in cui verranno mostrati circa quindici minuti di nuovo materiale… e probabilmente la conferma della data di lancio. L’appuntamento, per questo evento, è per il 28 Novembre, a distanza di quasi cinque mesi dal precedente showcase dedicato.

Dragon’s Dogma è una serie di GDR per giocatore singolo ricca di azione e narrazione che offre ai giocatori la possibilità di scrivere la propria storia, dall’aspetto del loro Arisen, la sua classe, la sua squadra, l’approccio alle varie situazioni e molto altro. Ora, in questo attesissimo sequel, il vasto ed esplorabile mondo fantasy di Dragon’s Dogma 2 ti attende.

Lungo il tuo viaggio si uniranno a te dei misteriosi esseri ultraterreni noti come pedine, in un’avventura così unica che ti sembrerà di avere al tuo fianco altri giocatori.

Tutti questi elementi vengono impreziositi ancor di più dalla tecnologia della fisica, l’intelligenza artificiale (IA) e una grafica ultra moderna per creare in Dragon’s Dogma 2 un mondo fantasy incredibilmente immersivo.

Restiamo in attesa di novità. Vi ricordiamo che Dragon’s Dogma 2 arriverà per PC, PlayStation 5 ed Xbox Series.

The Last of Us Parte II, leakato l’arrivo su PlayStation 5?

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La notizia era nell’aria già da diversi mesi, ma sembra che oramai i minuti siano contati: The Last of Us Parte II sta per arrivare su PlayStation 5.

La conferma arriva oggi da un affidabile dataminer, l’account Twitter/X PlayStation Game Size. Si tratta di un insider che ha da sempre rivelato in anticipo dettagli tecnici sui titoli caricati su PlayStation Store. Quest’oggi ha fatto chiaro riferimento a The Last of Us Parte II, per quella che sembra essere una vera e propria versione nativa.

A questo punto, sembra che i tempi siano maturi per l’annuncio del più telefonato dei porting per la serie acclamata da critica e pubblico.

Possibile che l’appuntamento sia per i prossimi The Game Awards? Lo scopriremo presto.

Nell’attesa, perché non recuperare la prima stagione della serie HBO oppure giocare il remake recentemente uscito?

Recensione The Talos Principle 2, esistenzialismo e puzzle per un titolo che vi farà riflettere

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Incredibile pensare che The Talos Principle 2 sia arrivato sul mercato a quasi dieci anni di distanza dal suo illustre predecessore. Sviluppato dal team croato Croteam e pubblicato da Devolver Digital, il primo capitolo della serie raccolse nel 2014 un enorme successo di critica per il suo straordinario intreccio tra geniali enigmi e tematiche metafisiche. Un riscontro così positivo che gli sviluppatori annunciarono praticamente subito l’intenzione di proseguire la saga, nel 2016. Tuttavia, negli anni il progetto venne messo più volte in secondo piano, finendo per essere dimenticato da molti. Questo fino alla sua ricomparsa a sorpresa non molto mesi fa con una release date entro l’anno.

Nonostante il tempo trascorso ed un considerevole carico di aspettative, il team di sviluppo è riuscito non solo a tenere alto il livello della serie, ma a realizzare un capitolo che supera sotto ogni punto di vista i traguardi del predecessore. Assodato dunque che stiamo parlando dell’ennesimo grande titolo dell’anno, una domanda però sorge spontanea: è un’opera adatta a tutti i palati?

The Talos Principle 2 è disponibile dal 2 Novembre per PC (via Steam), PlayStation 5 ed Xbox Series.


Versione testata: PlayStation 5


998, 999 e… 1.000!

Per chi se lo fosse perso a tuo tempo, The Talos Principle era un affascinante puzzle game narrativo, che ruotava attorno allo stesso concetto materialista enunciato nel titolo: l’esistenza non può prescindere da una fisicità, al di là di qualsiasi pensiero critico. Un punto di partenza, ma anche un argomento filosofico importante all’interno di una produzione che scardinava la prospettiva antropologica, mettendo il player nei panni di un androide in un mondo senza umani.

La premessa narrativa del mondo di The Talos Principle 2 vede l’umanità oramai estinta a causa di un terribile virus liberato dal permafrost. Sorprendentemente, una IA senziente è riuscita a resistere al cataclisma e, nel corso dei secoli, ha dato vita ad una nuova civiltà di robot che si identificano come umani e che cercano di far tesoro del passato per non commettere gli stessi passi falsi. L’accrescimento ed avanzamento della nuova civilizzazione, meticolosamente programmato step by step, vede l’interruzione della produzione di nuovi individui con il numero mille. Tuttavia, durante i festeggiamenti per la sua nascita, appare dal nulla una entità virtuale chiamata Prometeo. Il suo invito misterioso a recarsi su un’isola nasconderà un viaggio tra enigmi intricati e domande sul senso dell’esistenza.

La festa viene interrotta bruscamente dall’apparizione di Prometeo.

Ha così il via una storia che si dipana in maniera organica tra opposti punti di vista su una serie di tematiche ora filosofiche ora materiali. La sceneggiatura, scritta da Jonas Kyratzes, Tom Jubert e Verena Kyratzes ha indiscutibili meriti non tanto per gli eventi (comunque davvero interessanti) ma soprattutto per la delicatezza con la quale vengono approcciati temi cari all’esistenzialismo, al materialismo ma anche al nichilismo e molto altro. Il traguardo maggiore è aver impostato l’intera narrativa in maniera fluida, permettendo al giocatore di appoggiare punti di vista diversi, lasciando il tempo tra un enigma e l’altro per restare soli con dubbi e riflessioni. La consapevolezza che matura è legata all’impossibilità di dare una risposta sempre fissa ed universale, bensì variabile nel tempo e nello spazio, in base alle esperienza di ciascuno.

La struttura del gioco permette infatti tutto questo: una volta superata l’introduzione (che rimanda all’estetica del primo capitolo), il vostro alter ego potrà esplorare la città dei robot per poi avventurarsi sull’isola di Prometeo. The Talos Principle 2 spinge più del predecessore sulla componente esplorativa, sugli attimi di silenzio tra un enigma e l’altro, tra monologhi interiori e conversazioni con compagni robot, talvolta alieni talvolta spaventosamente… umani.

Ma chi è Prometeo e cosa vuole davvero?

Now, you think with portals

Se la narrativa di The Talos Principle 2 colpisce per profondità sotto diversi punti di vista, anche il gameplay esalta le idee introdotte nel primo capitolo.

Esattamente come nel predecessore infatti, anche il nuovo capitolo è stato sviluppato attorno all’idea di un apprendimento costante, da parte del player. Un po’ come ha insegnato la scuola giapponese di game design, l’obiettivo è concedere continuamente nuovi oggetti e meccaniche, ma in forma graduale e progressiva. Ciascuna serie di enigmi presenta “qualcosa di nuovo” da dover sfruttare, sia essa una manipolazione di un fascio di luce, sia essa l’uso di abilità. Solo dopo aver appreso ogni funzionamento basilare, il gioco passa ad introdurlo all’interno di un disegno più ampio, chiedendo al player di dare fondo a tutto quanto appreso, spesso in maniera creativa.

All’inizio il gioco è piuttosto semplice e… purtroppo o per fortuna, lo resterà anche andando avanti.

Un senso di immersione nelle regole di game design e nei capricci di ogni singolo enigma, capaci di trasmettere gratificazioni infinite ogni qualvolta riuscirete a dimostrare a Prometeo (e a voi stessi) di avercela fatta. Si tratta di un traguardo niente affatto scontato nei puzzle game, che talvolta soffrono il loro essere percepiti come “estranei” rispetto alla stessa finzione narrativa che tenta di tenerne assieme ogni frammento. Meriti che competono solo ad opere maestose come Portal 2 o a piccole grandi perle come The Entropy Centre.

Il merito va anche condiviso con un comparto artistico che riesce ad essere di evidente personalità. Ambientazioni brulle si fondono a vegetazioni lussureggianti, caverne misteriose e sculture provenienti da un passato dimenticato rievocano percorsi e suggestioni degli antichi pensatori. Sensazioni veicolate anche grazie alla meravigliosa colonna sonora realizzata dal compositore Damjan Mravunac, con la partecipazione di Chris Christodoulou.

Dalle foto non si capisce cosa si deve fare? Bene, non rovinatevi nulla dell’esperienza di The Talos Principle 2.

Cogito, ergo sum…?

The Talos Principle 2 è dunque una preziosa avventura enigmatica e filosofica, capace di scavare a fondo nel pensiero dei propri giocatori, inesauribile nelle idee e generosa nella longevità (serenamente oltre le 30/40 ore).

Siamo di fronte dunque ad un capolavoro? Beh, in un certo senso si. Difficilmente troverete un’esperienza in giro come questa ed è quasi impossibile imbattersi in una qualità di questo livello, sia nella ludica sia nella scrittura. La vera domanda tuttavia è: si tratta di un capolavoro per tutti? Qui i contorni si fanno più sfumati.

Anzitutto, dobbiamo far presente un aspetto rilevante: The Talos Principle 2 non può contare su una traduzione italiana dei testi. In sé e per sé, il livello della lingua di Albione presente nella produzione non è granché temibile. Tuttavia, le cose cambiano se si pensa alla profondità e ai vari livelli di lettura dei dialoghi. Soprattutto l’utenza non anglofona potrebbe dunque trovarsi a perdere alcuni passaggi o finezze. Un vero peccato, che di fatto restringe parzialmente la platea di potenziali acquirenti.

Questa ventola, dove la metto?

Inoltre, abbiamo riscontrato un abbassamento generale della curva di difficoltà del titolo. Mentre il primo capitolo era generalmente più ostico anche nelle sfide ordinarie, adesso i picchi sono riservati ai puzzle opzionali non obbligatori. Una scelta dettata dai problemi, incontrati a suo tempo da parte dell’utenza, nel completare il titolo. Tuttavia, forse si sarebbe potuto ovviare in altre maniere che non comportassero un affievolimento urbi et orbi. In questo senso, appare giustificabile l’idea di non puntare granché sulla concessione di aiuti ai player. Ma, così facendo, ci è parso che il team di sviluppo sia stato un po’ rinunciatario. E, soprattutto, non abbia “spinto il pedale a manetta” dando libero sfogo al pieno potenziale di alcuni strumenti ed interazioni. Forse era meglio avere un sistema di aiuti più puntuale ma opzionale, piuttosto che tarare obbligatoriamente verso il basso il bilanciamento.

Particolarmente apprezzabile è poi il comparto tecnico. Il motore grafico è performante e pulito, anche se talvolta alcune ambientazioni non sono curate come avremo sperato soprattutto in tema di texture.

Alcuni puzzle sono molto più semplici di quello che sembrano.

Commento finale

A distanza di quasi dieci anni dall’illustre predecessore, Croteam riesce a supera sé stessa. The Talos Principle 2 è una meravigliosa avventura, capace di mescolare con eleganza enigmi intricati e tematiche filosofiche. L’esperienza ludica che ne deriva è di grande spessore, portando i giocatori per mano attraverso la soddisfazione della risoluzione dei rompicapi e la riflessione su grandi quesiti esistenziali. Un piccolo grande capolavoro del genere, che forse proprio per le sue particolarità (e per l’assenza della traduzione italiana), potrebbe perdere appeal nei confronti del grande pubblico. Fidatevi tuttavia: gli enigmi di Prometeo valgono la pena di essere affrontati.

Offerte Black Friday 2023: La Guida definitiva per i Migliori Sconti!

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Il Black Friday 2023 è alle porte e, come sempre, è il momento ideale per approfittare delle migliori offerte e sconti che durante il mese di novembre invaderanno la vostra bacheca social. Quest’anno, il Black Friday cade il 24 novembre, ma non dimenticate che le offerte iniziano molto prima e durano fino al Cyber Monday il 27 novembre.

A cominciare sarà Amazon, che a partire da domani inizierà la sua Black Friday week (che in realtà è di 10gg).

Come Sfruttare al Meglio le Offerte del Black Friday 2023

Con così tante offerte disponibili, può essere difficile sapere da dove iniziare. Ma non preoccuparti, siamo qui per aiutarti a navigare nel marasma delle offerte del Black Friday 2023. Questa guida ti fornirà le strategie di acquisto migliori e le previsioni sulle offerte per assicurarti di ottenere il massimo dai tuoi acquisti.

Rimani Aggiornato sulle Offerte del Black Friday 2023

Le offerte del Black Friday possono variare notevolmente, con alcune offerte che durano solo 24 ore e altre che durano tutto il weekend. Alcuni rivenditori rilasciano anche nuove offerte ogni giorno durante la settimana del Black Friday, quindi è importante rimanere aggiornati e pronti a fare acquisti.

Verifica le offerte a te riservate

Prima di cominciare a navigare nelle offerte secondo noi più interessanti, la prima cosa da fare è andare su questa pagina di Amazon dove sono raccolte tutte le offerte e i codici sconto a voi riservati . In questo modo potrete essere sicuri di non perdervi nessuna delle possibilità di sconto. Ad esempio, quella che vi dà la possibilità di risparmiare 7 euro su una spesa minima di 20 euro, ritirando in un punto di ritiro Amazon: se ne avete uno vicino a casa o sulla strada per andare a lavoro è una opportunità da non perdere.

Ora che avete fatto incetta di buoni e sconti, vediamo insieme le migliori offerte divise per settore merceologico. Ovviamente seguiteci anche sui nostri social, per offerte Lampo.

Aggiorneremo l’articolo non appena le nuove offerte saranno disponibili

Offerte Black Friday 2023 Videogames

PlayStation 5

Xbox

Nintendo Switch

Offerte Black Friday 2023 Software e Servizi

I prodotti qui sopra partecipano al programma Eneba Cashback, che vi restituisce una piccola percentuale di quanto speso, in credito Eneba, che potete utilizzare per ulteriori acquisti immediatamente.

Offerte Black Friday 2023 Hardware

Tra le compagnie più attive per questo Black Friday 2023 troviamo ASUS, che a partire dal 17 e fino al 27 novembre proporrà alcuni dei suoi prodotti hardware più interessanti in forte sconto. Di seguito quelli selezionati per voi, mentre in questa pagina, tutte le offerte ASUS.

Notebook

Selezione di Notebook AMD based

  • ASUS Vivobook Go E1504FA – dotato di processore AMD Ryzen™ 5 7520U è leggero e compatto. Pensato per renderti produttivo in movimento, può essere tuo al prezzo di 599,90 euro ( e solo per oggi 24 novembre ancora il 24% di sconto)
  • Dell Inspiron15 3000 (3525) – grazie al processore AMD Ryzen™ serie 5000 offre prestazioni potenti e silenziose. Permette di lavorare e produrre in assoluta libertà. Lo porti a casa a soli 449,00 euro.
  • HP 15S-EQ2095NL – con processore AMD Ryzen™ 5 5500U e grafica AMD Radeon dispone di un design sottile ed è pensato per offrirti il massimo della produttività in ogni situazione. Per l’occasione lo trovi a 459,00 euro.
  • Asus Zenbook 15 UM3504 DA – con prestazioni eccezionali assicurate da un processore AMD Ryzen™ Serie 7000 con grafica Radeon™ è pensato per integrarsi perfettamente nel tuo stile di vita moderno e frenetico. In occasione del Black Friday lo puoi acquistare al prezzo di 799,00 euro.
  • HP Envy 15 – sperimenta un nuovo livello di velocità e potenza con un portatile dotato di processore AMD Ryzen™ 5 7530U. Aumenta la produttività e libera la tua creatività a soli 809,00 euro.
  • Lenovo ThinkPad E16 Gen – con processore AMD Ryzen™ 5 7530U è un laptop potente, affidabile e sicuro che consente di affrontare le sfide di produttività sempre al top. Può essere tuo a 816,15 euro.
  • HP Victus 15 – grazie al processore AMD Ryzen™ 5 5600H è pronto a offrirti un’esperienza straordinaria per il gaming e non solo, con prestazioni sempre ottimali. Lo trovi a 899,99 euro.
  • Asus Rog Strix G713PV – il potente processore AMD Ryzen™ 9 7845HX assicura a questo laptop prestazioni gaming senza pari. Puoi cominciare a giocare al prezzo di 1999,00 euro.
  • Alienware m17 – gioca ad alte prestazioni con questo notebook progettato in modo intelligente dal design iconico. Con il processore AMD Ryzen™ 7 6800H puoi goderti il gaming al prezzo di 1.549,01 euro

Schede video

Motherboards

AMD

PRIME B650M-A WIFI II 178,99 €
PRIME X670-P 247,99 €
PRIME X670-P WIFI 260,99 €
PRIME X670E-PRO WIFI 328,99 €
PRIME B365M-K 78,99 €
PRIME H610M-A D4-CSM 99,99 €
PRIME B660M-K D4 88,99 €
PRIME B760-PLUS 147,99 €
PRIME B760M-A WIFI 152,99 €
PRIME B760M-K D4 102,99 €
PRIME H770-PLUS D4 164,99 €
PRIME X299-A II 299,99 €
PRIME Z790-A WIFI 268,99 €
PRIME Z790M-PLUS D4 213,99 €
PRIME Z790M-PLUS 213,99 €
PRIME Z790-P WIFI D4 214,99 €
PRIME Z790-P WIFI 236,99 €
PROART B550-CREATOR 231,99 €
TUF GAMING B550M-PLUS 128,99 €
TUF GAMING B650M-PLUS 177,99 €
TUF GAMING B650M-PLUS WIFI 212,99 €
TUF GAMING X670E-PLUS WIFI 312,99 €

Intel

TUF GAMING B660M-PLUS WIFI 173,99 €
TUF GAMING B760M-PLUS D4 154,99 €
TUF GAMING H770-PRO WIFI 207,99 €
TUF GAMING Z690-PLUS 283,99 €
TUF GAMING Z690-PLUS WIFI 264,99 €
TUF GAMING Z790-PLUS D4 248,99 €
TUF GAMING Z790-PLUS WIFI D4 245,99 €
ROG CROSSHAIR X670E HERO 614,99 €
ROG STRIX X299-E GAMING II 370,99 €
ROG STRIX B660-A GAMING WIFI 205,99 €
ROG STRIX Z690-I GAMING WIFI 403,99 €
ROG STRIX Z690-E GAMING WIFI 478,99 €
ROG MAXIMUS Z690 HERO EVA 602,99 €
ROG STRIX Z790-A GAMING WIFI D4 352,99 €
ROG STRIX Z790-A GAMING WIFI 360,99 €
ROG STRIX Z790-F GAMING WIFI 399,99 €
ROG STRIX Z790-E GAMING WIFI 506,99 €
ROG MAXIMUS Z790 HERO 563,99 €

Monitor

Zenscreen MB165B 114,99 €
Zenscreen MB166C 129,99 €
Zenscreen MB16ACV 184,99 €
Zenscreen MB16AH 199,99 €
Zenscreen MB17AHG 349,00 €
ProArt PA248QV 209,99 €
ProArt PA247CV 219,99 €
ProArt PA278QV 269,99 €
ProArt PA279CV 419,99 €
ProArt PA27AC 509,99 €
ASUS VP229HE 79,99 €
ASUS VT229H 239,99 €
ASUS VZ239HE 91,99 €
ASUS VA24EHE 101,99 €
ASUS VP249QGR 129,99 €
ASUS VA27EHE 129,00 €
ASUS VZ279HE-W 159,00 €
ASUS VZ279HE 159,00 €
ASUS CG32UQ 359,99 €
TUF GAMING VG249Q 149,99 €
TUF GAMING VG248Q1B 129,99 €
TUF GAMING VG24VQ1B 154,00 €
TUF GAMING VG249QM1A 219,99 €
TUF GAMING VG259QM 289,99 €
TUF GAMING VG27WQ 239,99 €
TUF GAMING VG279QL1A 209,99 €
TUF GAMING VG27AQA1A 219,99 €
TUF GAMING VG27AQ1A 239,99 €
TUF GAMING VG27AQL1A 269,99 €
TUF GAMING VG279QM 279,99 €
TUF GAMING VG289Q 279,99 €
TUF GAMING VG28UQL1A 509,99 €
TUF GAMING VG32VQ1BR 259,99 €
ROG Strix XG16AHP-W 379,99 €
ROG Strix XG27AQ 419,99 €
ROG Strix XG27UQR 659,99 €
ROG Strix XG43UQ 716,99 €
ROG Strix XG438QR 849,99 €

Offerte Black Friday 2023 periferiche gaming

Ancora Asus in prima linea per le periferiche gaming in sconto in questo Black Friday 2023, ecco le più interessanti del produttore.

Mouse ROG CHAKRAM X ORIGIN 115,99 €
Mouse ROG SPATHA X 118,49 €
Mouse ROG HARPE ACE AIM LAB EDITION 98,99 €
Mouse ROG GIII WL AIMPOINT WHITE 76,99 €
Mousepad ROG HONE ACE AIM LAB EDITION 26,49 €
Mousepad ROG SHEATH 23,99 €
Tastiera ROG AZOTH 206,99 €

Auricolari ROG CETRA II CORE MOONLIGHT EDITION 57,99 €
Auricolari ROG CETRA TRUE WIRELESS WHITE 75,99 €
Cuffie TUF GAMING H1 WIRELESS 58,99 €
Cuffie ROG DELTA S 148,99 €

Case Storage ASUS TUF Gaming A1  36,99 €
Case ROG Strix Arion  44,99 €

Offerte Black Friday 2023 Audio/Video

Anche Jabra e Creative hanno dato via a interessanti promozioni per il Black Friday 2023 scontando diversi auricolari. Nello specifico:


Offerte Black Friday Smartwatch

In occasione del Black Friday, anche Mobvoi ha annunciato una promo che riguarda alcuni dei suoi smartwatch di punta:

Offerte Black Friday 2023 Smart Home

Il Black Friday 2023 promette di essere uno degli eventi di shopping più grandi dell’anno. Quindi, preparati e sii pronto a risparmiare !

Epic Games Store, Earthlock e Surviving the Aftermath in regalo!

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Come ogni giovedì Epic Games Store regala uno o più giochi gratuiti per il nostro PC, questa settimana partiamo per l’avventura nel mondo di Umbra in Earthlock e facciamo prosperare la nostra città dopo un disastro globale in Surviving the Aftermath.

Earthlock, titolo indipendente della software house norvegese Snowcastle Games, è un JRPG che vuole omaggiare i grandi titoli degli anni 90′ che hanno reso grande il genere. Nei panni del predone Amon, dopo una strano incontro, verremo chiamati a salvare il pianeta, in un avventura che seppur dai toni colorati e cartooneschi, si presenta come una vera sfida anche per i giocatori più hardcore.

Surviving the Aftermath è uno strategico simulativo creato da Iceflake Studios, che infoltisce il vasto catalogo dell’editore Paradox Interactive, e ci mette al comando di una colonia con l’unico obbiettivo di prosperare dopo un cataclisma che ha colpito il mondo intero. Reclutiamo degli specialisti, esploriamo lande desolate, e scopriamo la verità su quanto accaduto al genere umano.

Potete fare vostri Earthlock e Surviving the Aftermath in forma gratuita solo sull’ Epic Game Store, creando un account -in caso non l’aveste ancora fatto- e seguendo i corrispettivi link ai giochi. Non fatevi sfuggire quest’offerta, che scadrà alle ore 17:00 di giovedì 23 novembre.

E non perdetevi la live sul nostro canale ufficiale Twitch di 4News.it, per provare assieme a Edoardo “SamaelBecks” Bechis cosa ci propongono questi titoli gratuiti nella nuova rubrica #GiochiXPovery, in onda ogni giovedì alle 18:30.

PlayStation Plus Extra e Premium, ecco i nuovi giochi di Novembre!

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Extra e Premium Novembre

Sony tramite il PlayStation Blog ha annunciato i giochi che verranno inseriti nei cataloghi Extra Premium di PlayStation Plus nel mese di Novembre. Nello specifico, tutti i titoli saranno disponibili dal 21 del mese, ad eccezione di Teardown, che è già disponibile da ieri, cioè dal D1.

Nuovi giochi PlayStation Plus Extra e Premium

  • Teardown (PS5 – Tuxedo Labs)
    Pianifica il colpo perfetto usando creatività, forza bruta e tutti gli oggetti che ti circondano. Teardown offre un ambiente interamente distruttibile e realmente interattivo, dove le strategie principali sono il gameplay emergente e la libertà del giocatore!
  • Mobile Suit Gundam: Extreme vs. Maxi Boost On (PS4 – VSTG Project)
    MOBILE SUIT GUNDAM EXTREME VS. MAXIBOOST ON è una conversione della versione arcade di Mobile Suit Gundam Extreme VS. Maxiboost del 2016. È un gioco di combattimento a squadre 2 contro 2 in cui controlli mobile suit da numerose serie di Gundam!
  • Dragon’s Dogma: Dark Arisen (PS4 – Capcom)
    Dragon’s Dogma: Dark Arisen, il gioco di ruolo acclamato dalla critica, unisce l’azione di combattimento coinvolgente e approfondita alla libertà di esplorare l’enorme open world di Gransys in grafica HD a 1080p. Scegli tra nove classi diverse e imbarcati in un’avventura insieme a tre compagni controllati dal computer, detti pedine. Usa il dettagliato sistema di combattimento e scatena abilità e magie devastanti per affrontare mostri leggendari o montarci sopra, attaccandoli da vicinissimo! Includendo tutti i contenuti a pagamento scaricabili precedentemente pubblicati, questa è davvero la versione definitiva di Dragon’s Dogma: Dark Arisen.
  • Superliminal (PS4 e PS5 – Pillow Castle)
    Sono le 3 di notte, hai gli occhi pesanti e li chiudi mentre va in onda uno spot dozzinale del programma di terapia onirica del dott. Pierce. Ti svegli in un ambiente a te estraneo per poi renderti conto di essere intrappolato in un sogno. Un sogno dove la percezione è realtà. Benvenuto a Superliminal.
  • Dead Island: Riptide Definitive Edition (PS4 – Techland)
    Benvenuto nell’esperienza unica dell’apocalisse di zombi, adesso più bella che mai. Colto nel bel mezzo di un focolaio di zombi sull’isola di Banoi, il tuo pensiero è uno solo: sopravvivere!
  • Eiyuden Chronicle: Rising (PS4 e PS5 – Rabbit & Bear Studios)
    Eiyuden Chronicle: Rising combina un’emozionante avventura, ambientata in delle antiche rovine, con la storia della rinascita di una città.

Accanto ai sei titoli di “copertina”, sarà disponibile anche Nobunaga’s Ambition: Taishi (PS4).

Nuovi giochi PlayStation Plus Premium

  • Klonoa Phantasy Reverie Series (PS4 e PS5 – MONKEYCRAFT Co. Ltd.)
    Klonoa è una serie di giochi d’azione 3D a scorrimento orizzontale pubblicata per la prima volta da Namco nel 1997. Ambientato in un originale universo traboccante di personaggi unici, il gioco vede al centro della storia l’eroe Klonoa e il suo viaggio per salvare il mondo.

Saranno poi disponibili anche i seguenti titoli:

  • Grandia (PS4 e PS5)
  • Jet Moto (PS4 e PS5)
  • Up (PS4 e PS5)
  • PaRappa the Rapper 2 (PS4)

Recensione Star Ocean: The Second Story R, una gemma che torna a brillare

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Se c’è una cosa che la serie Star Ocean conosce bene è la malasorte. Nonostante la nascita nel 1996 ed una nutrita quantità di capitoli, sfortunatamente non è mai stata graziata da una qualità costante. Una situazione piuttosto amara per lo storico team di sviluppo tri-Ace, che ha cullato con amore la saga fin dagli albori, ma che è spesso inciampato maldestramente tanto nell’ambizione (The Divine Force) quanto in lavori svolti senza troppa precisione (Integrity and Faithlessness).

In un quadro che lasciava presagire una triste conclusione per l’IP, è arrivato l’annuncio del remake di uno dei capitoli più apprezzati della serie. Star Ocean: The Second Story R è infatti la nuova e definitiva incarnazione del titolo rilasciato sulla prima PlayStation a cavallo tra i due millenni. Un’operazione affidata al team Gemdrops, che si è impegnato duramente per rendere giustizia ad una perla amata da tutti i fan dei JRPG. Sforzi che apparivano evidenti fin dai primi fotogrammi mostrati, che lasciavano presagire un lavoro attento e meticoloso. Possiamo già rovinarvi la sorpresa: The Second Story R è un eccellente remake, che speriamo possa diventare un vero e proprio metro di paragone per tutti coloro che vorranno cimentarsi nel “ringiovanimento” di titoli di questo tipo. Scopriamo insieme perché.

Star Ocean: The Second Story R è disponibile dal 2 Novembre per PC (via Steam), PlayStation 4, PlayStation 5 e Nintendo Switch.


Versione testata: PlayStation 5


Tanto tempo fa, in una galassia lontana, lontana

Claude C. Kenny è il figlio dell’ammiraglio della flotta stellare Ronyx J. Kenny (eroe del primo Star Ocean). Un bel giorno, il giovane ragazzo si ritrova, suo malgrado, teletrasportato in un mondo alieno sottosviluppato, legato ad uno stile di vita prettamente medievale. L’incontro fortuito con Rena Lanford, una ragazza dalle origini misteriose, sarà il preludio di un viaggio alla ricerca dei segreti del Globo Stregato. Un artefatto che potrebbe rappresentare la sua unica occasione per tornare a casa, ma a quale costo?

La premessa narrativa del titolo poggia sulle rassicuranti basi del più ferreo topos caro alla serie, l’incontro/scontro tra realtà differenti. Per tutti coloro che lo giocarono a suo tempo, non ci sono sorprese: la vicenda è inalterata. Per chi invece non ha avuto modo di affrontare l’avventura di Claude e Rena, sappiate che si tratta di una storia di stampo classico, ricca di personaggi interessanti e colpi di scena. Già alla release originaria l’intreccio non risaltava tuttavia per particolare originalità, c’è da dirlo. Allo stesso modo risulta, ieri come oggi, piuttosto lento prima di prendere il giusto ritmo.

La scelta del protagonista apre le porte ad una elevata rigiocabilità.

La particolarità strutturale della produzione consiste tuttavia nella possibilità di vivere l’avventura dagli opposti punti di vista dei due protagonisti. La scelta iniziale tra Claude e Rena comporta diverse conseguenze nel corso dell’esperienza ludica. Non solo il vostro party potrà essere reclutato tra undici possibili compagni, alcuni dei quali legati alla scelta iniziale. Addirittura, potreste vedervi assegnare side quest speciali o dungeon che altrimenti non avreste modo di visitare, per non parlare di finali alternativi e molto altro. Uno stratagemma che innalza la longevità del titolo, che in questo remake è stata preservata e stimolata grazie ad una serie di migliorie strutturali (come una maggiore velocità dei tempi di caricamento nei fast travel, che alleggerisce di molto alcune transizioni).

Parimenti apprezzata è l’ottima traduzione in italiano dei testi, che permette ad una più ampia platea di utenti di godersi comodamente The Second Story non solo sulle piattaforme attuali, ma anche nel nostro idioma. Un particolare plauso va al doppiaggio giapponese, di straordinaria fattura, mentre è impossibile non incensare il lavoro svolto da Motoi Sakuraba nella soundtrack, che riarrangia con maestria le musiche che aveva composto per il titolo originario. Si tratta di una delle migliori selezioni melodiche dell’intera serie, che risultano addirittura esaltate con le nuove interpretazioni. Ovviamente, per chi volesse un po’ di nostalgia, c’è la possibilità di selezionare la soundtrack originale direttamente dal menù.

Non temete: The Second Story R ha testi tradotti in italiano.

Star Traveler

Non si può parlare di Star Ocean: The Second Story R senza soffermarsi adeguatamente sul lavoro svolto dal team di sviluppo sul versante grafico.

Prendendo ispirazione dai risultati ottenuti in produzioni come Octopath Traveler II, Gemdrops abbraccia una interpretazione estetica che mescola ambientazioni 3D con personaggi realizzati in sprite 2D. Una scelta che riadatta la presentazione originale, in cui si mescolavano protagonisti bidimensionali e fondali prerenderizzati a combattimenti e world map in tre dimensioni. Il risultato è tuttavia stupefacente, ben al di là dei pregevoli traguardi raggiunti solo pochi mesi fa da Acquire. Le due componenti artistiche si mescolano con grazia regalando un colpo d’occhio evocativo, al contempo nostalgico e moderno, grazie anche ad una illuminazione calzante. Parte del merito è anche dell’artista Yukihiro Kajimoto che ha riunificato lo stile dei personaggi, con traguardi eccellenti.

Ma non c’è solo estetica in Star Ocean: The Second Story R. Anche il gameplay è stato efficacemente ritoccato là dove serviva.

Il mix 2D/3D funziona davvero bene.

Il sistema di combattimento, che fin dal titolo originario condivideva diverse reminiscenze dalla serie Tales (non a caso parte di tri-Ace proveniva proprio da lì), è stato adesso raffinato e reso molto più dinamico. Il merito è legato ad un ripensamento del ritmo delle battaglie, che adesso non contano più su uno statico “botta e risposta” a turni, bensì includono una meccanica legata al contrattacco perfetto. Premendo il pulsante dedicato alla schivata al momento giusto, non solo si eviterà di subire danno, ma contestualmente ci sarà una ricarica di punti magia e una diminuzione delle difese avversarie. Se tuttavia fallirete, resterete esposti ad ingenti attacchi nemici.

Inoltre, altrettanto importante è l’indicatore Bonus. Nel corso degli scontri, i nemici faranno cadere delle sfere. Accumulatene abbastanza per poter attivare una serie di perk capaci di ribaltare le sorti di qualsiasi scontro. Senza dimenticare la possibilità di gestire un maggior numero di formazioni di attacco, che permette anche di sprigionare attacchi devastanti da parte di personaggi non attivi.

Ah, se poi temete gli scontri casuali, state sereni: adesso i nemici compaiono a schermo e possono essere evitati. Non ve lo consigliamo particolarmente però: The Second Story R è e resta un JRPG classico e soprattutto uno Star Ocean. Preparatevi dunque ad improvvisi picchi di difficoltà che vi richiederanno del buon vecchio farming.

Se proprio dobbiamo evidenziare qualche problematica, è legata alla gestione dei maghi, a causa delle limitate shortcut per l’utilizzo delle abilità. Infatti, sarà necessario spesso scorrere i menu nel corso delle battaglie, perdendo un pò il flow dell’azione. Si tratta di abitudine, ma alcuni player potrebbero notare particolarmente le discrasie tra i diversi ruoli. Beffardamente, l’IA si comporta decisamente bene nello scegliere l’opzione giusta, rendendo di fatto gli incantatori meno divertenti da giocare rispetto ad altre categorie.

Il combat system adesso è molto più dinamico.

Verso l’infinito e oltre?

Il lavoro svolto da Gemdrops si estende anche a tutta una ulteriore e significativa serie di migliorie ed aggiunte.

Come da tradizione per la saga, anche The Second Story R fa tesoro del proprio sperimentalismo con una vasta serie di sistemi interconnessi che spingono alle estreme conseguenze ciò che era già presente nella release originaria.

Il sistema di abilità è uno dei più complessi ed affascinanti che abbiamo mai visto nell’intero genere. I personaggi, oltre a guadagnare punti esperienza, ottengono altresì punti abilità. Questi possono essere impiegati per innalzare statistiche che hanno dirette conseguenze sul gameplay (ad esempio, migliorare la neo introdotta abilità di pesca comporterà dei vantaggi nei mercati ittici) ma la parte più interessante è data da specifici intrecci che permettono ai personaggi di apprendere talune caratteristiche speciali. Le specialità permettono di accedere ad una serie aggiuntiva di ulteriori abilità capaci di avere effetti sia dentro sia fuori dal campo di battaglia. E se pensate che anche le specialità possono essere combinate per sbloccare delle super specialità, beh, avete un quadro delle possibilità.

Potrete ad esempio evocare un coniglio gigante che vi permetterà di raggiungere ogni punto della world map (vi ricorda un certo pennuto dorato di un’altra famosa saga?), sbloccare la customizzazione delle armi, scrivere libri che possono influenzare i rapporti tra personaggi (è presente una intera meccanica volta alla gestione dei momenti privati nei quali poter stringere rapporti di amicizia con il party)… e molto altro. Il tutto legato alla volontà, da parte del player, di approfondire il titolo. Altrettanto possibile è infatti limitarsi allo stretto indispensabile e restare all’oscuro di gran parte delle caratteristiche nascoste… ma sarebbe davvero un peccato.

Le possibilità concesse da The Second Story R sono ancora di più del titolo originale.

The Second Story R è dunque un remake perfetto? Beh, quasi. Volendo essere scrupolosi, potremo segnalare che il bilanciamento della difficoltà non è sempre impeccabile. Come già accennato, spesso il titolo vi metterà di fronte alla necessità di farmare abbastanza per poter procedere. Ma, d’altro canto, le modifiche al gameplay introdotte permettono ai player più smaliziati di sfruttare alcune scorciatoie per ottenere, ad esempio, oggetti potentissimi in poco tempo. Fermo restando che per alcuni boss dovrete probabilmente sudarvi il successo a prescindere dalle vostre esperienze pregresse nel genere. Insomma: bene ma non benissimo.

Al di là di questo, c’è veramente poco da contestare ad una produzione come questa. L’abbiamo detto e lo ripetiamo: il lavoro svolto su The Second Story R è davvero encomiabile sotto ogni punto di vista. La speranza è che possa diventare fonte di ispirazione per altrettante iniziative di modernizzazioni di grandi classici che ne avrebbero davvero bisogno: ve li immaginate Chrono Trigger e Final Fantasy VI ricreati con questa cura? Square Enix avrebbe già i nostri soldi, è garantito!

Vogliamo altri classici con questo trattamento di qualità, grazie.

Commento finale

Star Ocean: The Second Story R non è solo il ritorno di un grande classico della storia dei JRPG. Neanche si limita ad essere la sua versione definitiva, che rivoluziona la presentazione visiva ed arricchisce di piccole grandi finezze l’impianto ludico. Il lavoro svolto da Gemdrops è soprattutto un vero e proprio manifesto di ciò che si dovrebbe fare per realizzare un remake ad opera d’arte, in grado di preservare lo spirito originale impreziosendo e modernizzando ogni singolo elemento. Se siete fan del genere, non avete scuse per non giocarlo. Se non lo siete, beh, può essere l’occasione giusta per avvicinarsi a questo mondo fantastico.

Storia e gameplay nel nuovo trailer di Suicide Squad: Kill the Justice League

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Warner Bros. Games e Rocksteady Studios hanno condiviso il primo trailer del ciclo “Suicide Squad Insider” per avvicinarsi alla prossima release di Suicide Squad: Kill the Justice League.

Si tratta del primo nuovo sguardo al titolo, dopo il rinvio di quasi un anno per correggere il tiro a seguito delle lamentele da parte del pubblico. In questo primo episodio, il team di sviluppo parla più approfonditamente della storia principale, delle meccaniche di traversal dei membri della Suicide Squad nonché della città di Metropolis.

Vi proponiamo di seguito il trailer, tramite l’account ufficiale YouTube della produzione.

Con l’occasione, sono stati ufficialmente aperti i preorder fisici e digitali.

L’edizione standard conterrà:

  • Gioco principale
  • Aggiornamenti stagionali dopo il lancio (personaggi, missioni, oggetti, ecc.) che saranno disponibili gratuitamente
  • Accesso a tutti i livelli gratuiti dei season battle pass
  • Quattro costumi classici a tema Suicide Squad, uno per ogni membro
  • Quattro costumi Canaglia, uno per ogni membro (solo per la versione digitale del gioco per PlayStation 5)

L’edizione Deluxe conterrà:

  • Gioco principale
  • Tutti i contenuti della Standard Edition e i bonus del preordine
  • Quattro costumi Justice League, uno per ogni membro
  • Tre armi a tema Maschera Nera (pistola, fucile di precisione e arma pesante)
  • Quattro pupazzetti d’oro della Squad per armi
  • Un gettone pass battaglia
  • Quattro variazioni di colore senza sfumature, una per ogni membro della Squad (solo in versione digitale)
  • Fino a 72 ore di accesso anticipato al gioco prima del lancio del 2 febbraio (bonus per il preordine)

Suicide Squad: Kill the Justice League sarà disponibile su PlayStation 5, Xbox Series, e PC via Steam ed Epic Games Store il prossimo 2 Febbraio.

Trailer di lancio per Flashback 2

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Il publisher Microids, Paul Cuisset, e gli studi Microids Lyon e Microids Paris sono lieti di celebrare l’uscita dell’attesissimo Flashback 2 con un nuovo trailer di lancio. Il gioco è disponibile su PC, PlayStation 5, e Xbox Series X|S.

I giocatori assumeranno il ruolo di Conrad B. Hart, il leggendario eroe dell’avventura, e si immergeranno in un mondo futuristico mentre Conrad è alla ricerca della sua identità. Flashback 2 combina platform, sparatutto ed esplorazione in un viaggio ad alta intensità mentre il destino dell’umanità è in bilico.

Ecco di seguito il trailer, grazie all’account ufficiale YouTube di Microids.

A proposito di Flashback 2:

Nel 22° secolo, gli United Worlds si estendono in tutto il Sistema Solare, ma questa tranquillità è minacciata dall’invasione dei Morph guidata dal temibile Generale Lazarus.  Alla ricerca del suo amico Ian, Conrad B. Hart si tuffa ancora una volta in un’avventura mozzafiato ricca di colpi di scena e rivelazioni con l’aiuto dei suoi pochi alleati, tra cui A.I.S.H.A., la sua iconica arma dotata di intelligenza artificiale!

Caratteristiche chiave:

  • Immergiti in un vibrante universo sci-fi/cyberpunk ed esplora varie ambientazioni (New Tokyo, New Washington, la Giungla…).
  • Usa A.I.S.H.A.,un’arma adattiva letale potenziata con una IA da combattimento.
  • Uno sparatutto platform avvincente, fluido e intricato.
  • Un ambiente 3D per un’immersione ancora più profonda.
  • Progettato e sviluppato dal creatore dell’originale, Paul Cuisset.

Flashback 2 è disponibile su PlayStation 5, Xbox Series X|S, e PC. Le versioni Nintendo Switch, PlayStation 4 e Xbox One usciranno nel Q1 2024.

Il Ragnoverso si espande nel primo trailer italiano di Madame Web

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Sony Pictures ha appena condiviso il primo trailer ufficiale per Madame Web, nuovo film basato sui personaggi dell’universo di Spider-Man.

Ispirato al lavoro di Dennis O’Neil e John Romita Jr., la pellicola è diretta da S. J. Clarkson (Orange Is the New Black, Jessica Jones, Anatomy of a Scandal) da una sceneggiatura di Claire Parker e S. J. Clarkson. Nel cast troviamo Dakota Johnson, nel ruolo di protagonista, insieme a Sydney Sweeney, Celeste O’Connor, Isabela Merced, Tahar Rahim, Mike Epps, Emma Roberts e Adam Scott.

Vi proponiamo di seguito il trailer ufficiale italiano, grazie all’account ufficiale di Sony Pictures Italia.

“Nel frattempo, in un altro universo…”, Madame Web è la storia delle origini di una delle eroine più enigmatiche dei fumetti Marvel. Dakota Johnson interpreta la protagonista, Cassandra Webb, un paramedico di Manhattan con poteri di chiaroveggenza. Costretta a confrontarsi con alcune rivelazioni del suo passato, stringe un legame con tre giovani donne destinate a un futuro straordinario ma che dovranno sopravvivere a un presente pieno di minacce.

La pellicola si inserisce all’interno del Ragnoverso curato da Sony, che dopo il successo di Spider-Man: Across the Spider-Verse, tenterà di raccogliere il plauso di critica e pubblico nel 2024 con Madame Web, Kraven – Il cacciatore e Venom 3.

Vi proponiamo altresì il trailer in lingua inglese, che contiene diverse scene extra rispetto al montaggio italiano.

Madame Web sarà nelle sale italiane nel 2024 prodotto da Sony Pictures e distribuito da Eagle Pictures.

Super Mario RPG, la recensione della stampa internazionale festeggia il ritorno del classico SNES

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A pochi giorni dalla release di Super Mario RPG, arrivano le prime recensioni internazionali sul remake del classico per Super Nintendo uscito nel 1996.

Quale sembra essere il parere generale? Super Mario RPG viene festeggiato come un fedele remake del capitolo originale, che ripropone in grafica moderna (ed implementazioni quality of life) un classico intramontabile. Qualcuno ha tuttavia osservato come si potesse fare qualcosa in più per introdurre ulteriori novità, pur apprezzando la riproposizione di un titolo che ha segnato la storia degli RPG e degli spin-off legati all’idraulico baffuto più famoso del gaming.

Se non lo avete mai giocato prima, questa è la vostra grande occasione.

Ecco di seguito alcune delle recensioni finora pubblicate dai maggiori siti internazionali:

  • Destructoid 9/10
  • TheSixthAxis 8/10
  • Daily Mirror 5/5
  • COGconnected 90/100
  • Gameblog 7/10
  • Atomix 95/100
  • Press Start 9/10
  • Stetivor 9,5/10
  • Siliconera 9/10
  • Checkpoint Gaming 8/10
  • WellPlayed 8/10
  • IGN Spagna 9/10
  • God is a Geek 9/10
  • Nintendo Life 9/10
Non vi aspettate un titolo troppo semplice.

Nel momento in cui scriviamo il titolo si attesta su una media delle recensioni di 86 su OpenCritic. Si tratta di un risultato provvisorio, in attesa delle altre opinioni in arrivo nelle prossime ore e nei prossimi giorni.

Vi ricordiamo che Super Mario RPG arriverà in esclusiva Nintendo Switch il prossimo 17 Novembre.