Dopo 20 anni torna il draghetto più iconico del mondo dei videogiochi
Era il lontano 1998 quando i ragazzi del Team di Insomniac presentarono al mondo “Spyro the Dragon”. Tutti furono conquistati da questo coloratissimo draghetto e dalle sue avvunture all’interno dei Regni dei Draghi.
Possiamo tranquillamente affermare che nonostante gli avversari in casa Nintendo (Mario e Banjo), Spyro e Crash avevano fatto centro, entrando nelle case e nei cuori dei videogiocatori.
Remastered, Remake?
È inutile affermare che il “business della nostalgia” stia rendendo molto alle software house, tra mini console e ritorni delle vecchie glorie. Tralasciamo però i freddi numeri e torniamo bambini, almeno per un po’.
Queste riedizioni, non solo danno la possibilità ai “vecchi videogiocatori” di tornare indietro nel tempo e rivere quei magici pomeriggi passati a svolazzare di piattaforma in piattaforma, ma anche di giocare per la prima volta quelle che sono considerate delle vere e proprie “pietre miliari” del mondo dei videogiochi.
Inoltre, riteniamo vada comunque lodato l’impegno degli sviluppatori, già con Crash N.Sane Trilogy si mostrò quale fosse la via per il ritorno di questi grandi classici. Toys for Bob che si è occupata del marsupiale per la console ibrida di casa Nintendo, ha appreso il massimo che poteva e ha portato questo grande bagaglio di conoscenze nel graditissimo ritorno di Spyro.
Ultimamente molti giocatori (addetti ai lavori e non) ripetono che ci sia bisogno di nuove idee, ed è verissimo per carità, ma in alcuni casi si può strizzare l’occhio all’enorme mole di lavoro che alcuni sviluppatori si accollano per portarci le grandi esperienze del passato, arricchite con i crismi videoludici moderni.
I ragazzi di Toys for Bob (supervisionati da Activison) con questo Spyro Re-ignited Trilogy sono stati capaci di “riaccendere” gli animi e le speranze di tutti coloro che avevano paura della “minestra riscaldata”.
Non ce la faccio… troppi ricordi
Pensiamo che questa storica frase del buon vecchio Giovanni, sia più che azzeccata, infatti dal primo avvio del gioco, potrete vedere l’amore e la dedizione che la software house e gli sviluppatori hanno dedicato al Remake.
Coloro che hanno già controllato il draghetto in passato, non noteranno solo ed esclusivamente l’evidente modifica dei modelli poligonali, ma anche le scene di intermezzo ed il look dei vari Draghi che popolano questo meraviglioso mondo.
Chi invece prenderà il pad in mano e si troverà a svolazzare con Spyro per la prima volta, vivrà un’esperienza ancora più emozionante, in quanto sarà tutto nuovo. Siamo sicuri che molti vorranno poi vedere le differenze con la saga originale.
Tre storie is megl’ che uan
Come già accaduto con il Remake di Crash, è stata scelta la formula della trilogia. Infatti, Spyro come Crash ha subito dopo il successo iniziale una serie di storpiature e titoli poco convincenti. Gli sviluppatori pertanto hanno deciso di lasciarci i ricordi più belli.
Spyro the Dragon
Il primo gioco narra che il malvagio orco Nasty Norc odia profondamente tutti i draghi, da quando questi ultimi lo hanno esiliato in un mondo lontano, un tempo discarica dei draghi.
Nasty negli anni si è trasformato in un potente stregone, affinando la sua magia in grado di imprigionare i draghi nel cristallo. Un giorno la sua ira viene scatenata da un insulto inviatogli da un drago attraverso una trasmissione TV (quando i giochi si avvicinano al mondo reale).
L’irretito Nasty allora lancia un potentissimo incantesimo che trasforma tutti i draghi in statue di cristallo, solo uno riesce a salvarsi viste le sue piccole dimensioni, si stiamo parlando proprio di lui, Spyro il draghetto tutto viola.
Quest’ultimo però non affronterà l’avventura in tutta solitudine, difatti verrà accompagnato da Sparx la sua amica libellula, nella difficile missione di liberare tutti gli ottanta draghi e di sconfiggere l’orco malvagio.
Spyro 2: Ripto’s Rage (Gateway to Glimmer)
Cambio di location per il nostro piccolo eroe viola, questa nuova avventura infatti si svolge nella meravigliosa terra di Avalar, a sua volta suddivisa in tre Regni: Foresta d’Estate, Pianure d’Autunno e Tundra d’Inverno.
In questa terra tre personaggi: il Professore, Hunter e Elora il fauno stanno ritoccando un portale che permette il viaggio nel tempo.
Hunter per collaudarlo, inserisce la sua data di nascita come coordinate (22475), un errore di digitazione però farà uscire dal portale il malvagio mago Ripto e i suoi due scagnozzi Gulp e Crush. Questi cattivoni, cominciano subito a terrorizzare Avalar.
Il Professore assieme a Elora e Hunter decidono di chiamare in aiuto Spyro, affinché possa liberare quelle terre da Ripto e i suoi scagnozzi.
Nel frattempo il nostro adorato draghetto viola si gode un po’ di meritato riposo dopo le avventure del primo capitolo decide di rilassarsi un po’ sulle Spiagge del Drago, attraverso un portale. Uno strano scherzo del destino lo teletrasporterà ad Avalar.
Spyro: Year of the Dragon
L’ultimo titolo di questa acclamata trilogia, parte con la celebrazione dell’Anno del Drago, durante questo evento i rettili depongono le uova che in futuro daranno vita ai cuccioli di drago. Mentre la festa lascia a terra tutti gli astanti, arrivano una coniglietta, assieme a dei soldati rinoc. Non fatevi ingannare dal candido aspetto del roditore, dentro di lei si nasconde una perfida maga.
La maga ruberà tutte le 150 uove deposte, nel frattempo sveglierà Hunter, quest’ultimo allerterà i suoi amici coinvolgendoli in una nuova avventura nei Mondi Dimenticati.
Comparto artistico
I ragazzi di Insomniac all’epoca avevano effettuato un lavoro dal punto di vista artistico più che invidiabile, limitato dall’hardware poco performante di PlayStation 1. Il lavoro effettuato da Toys for Bob e Activision è riuscito a dare a Spyro Re-ignited Trilogy la giusta bellezza e dignità.
Il team non si è limitato alla fedeltà granitica rispetto i giochi passati, hanno portato nel terzo millennio un gioco di 20 anni fa. Assieme alla telecamera rinnovata e al rifacimento totale dei poligoni dei personaggi, resterete basiti di fronte agli scorci che Tundra d’Inverno e Lago della Sera riescono ad offrirvi.
Il frame rate si attesta sempre attorno ai 30fps, ogni tanto però si avranno dei piccoli cali, nulla che possa inficiare lo zampettio del nostro caro draghetto.
- Il ritorno di una delle figure più iconiche del mondo videoludico- Ottimo lavoro di remake dei ragazzi di Toys for Bob- Occasione unica per fan di vecchia e nuova data
Contro
- Qualche piccolo calo di frame rate- Avremmo preferito tutti i giochi su un unico disco
Riassunto
Spyro è tornato!!! Grazie alle incessanti richieste dei fan e all'enorme impegno profuso dei ragazzi di Toys for Bob. Questa trilogia permette a grandi e piccini di rivivere con una nuova enfasi le eroiche gesta del draghetto viola. Ai giocatori di vecchia data, dico che riuscirete a stento a trattenere qualche lacrimuccia.
Anche quest’anno è arrivato il momento di mostrare le vostre doti di ballerini, nessuno di noi sarà mai Roberto Bolle, ma il divertimento è assicurato. Ubisoft continua a puntare forte su questa serie, nata poco meno di 10 anni fa per Wii, che è entrata di prepotenza nei salotti dei videogiocatori.
Il movimento fa bene…
Konami aveva capito il potenziale di questo genere di giochi ed aveva preparato una serie dedicata ai moderni John Travolta, si, sto proprio parlando dell’indimenticabile Dance Dance Revolution, chi di voi non l’ha almeno visto una volta nella vita all’interno di qualche sala giochi.
Il titolo di Konami non era così evoluto, vittima anche delle limitazioni tecnologiche dell’epoca, ma chi di noi avrebbe mai scommesso su un genere dedicato al “giocatore della domenica”?
Arrivò la generazione “motion”, sviluppatasi inizialmente con Wii, imitata poi da PlayStation con Move e da Xbox con lo sfortunato Kinect. Quegli anni sono stati il vero periodo d’oro di questo genere di titoli, difatti sono riusciti nell’arduo compito di avvicinare al mondo del gaming famiglie e ragazze.
Cambiare, ma non troppo
Come ogni anno la serie di Just Dance ha subito qualche modifica, sembra però che Ubisoft abbia deciso di riportare il titolo alle sue antiche origini. Non che nelle edizioni precedenti ci siano stati stravolgimenti radicali, ma particolarmente quest’anno abbiamo notato una semplificazione maggiore nelle meccaniche dei menù.
L’interfaccia è stata modificata profondamente, aumentando in maniera particolare la semplicità di utilizzo, grazie ad un menù posto nella parte sinistra dello schermo, che vi introdurrà a tutte le modalità di gioco.
Hai voluto la bicicletta? Ora pedala!
La semplificazione del menù e del gioco stesso si nota sin dal primo avvio, infatti prima di accedere al gioco in tutte le sue funzioni dovrete buttarvi nella mischia con un paio di canzoni. Dopo aver affrontato questa “prova di resistenza” verrete introdotti al gioco vero e proprio, che come d’abitudine ci lascerà completa libertà di scelta sulle canzoni da utilizzare come base per il vostro fallimento.
Sembra drastico? Just Dance è quel titolo che è capace di emulare in tutto e per tutto le emozioni dei combattenti dell’arena. Le vostre abilità potranno consacrarvi dei, circondati da invidia e scroscianti applausi o gettarvi nelle viscere più profonde degli Inferi tra malefiche risate e prese in giro.
Modalità di gioco
Just Dance 2019, non si discosta molto dai suoi predecessori in quanto modalità di gioco, si parte dalla Modalità Sweat a quella dedicata ai bambini, passando per la tracklist e la nuova World Dance Floor (modalità dedicata alla competizione online).
Musica maestro!!!
parliamo dell’aspetto principale di un gioco di danza: la musica, Just Dance 2019 ha ben 42 nuovi brani, che vanno dall’intramontabile Rythm of the Night del gruppo eurodance italiano Corona a Un Poco Loco, colonna sonora del film Disney Pixar “Coco”.
Non vi bastano? Allora potrete arricchire la vostra playlist con Just Dance Unlimited, un piano di abbonamento che al costo di circa 25 euro al mese riempirà le vostre ore con ben 400 canzoni, tratte dai precedenti capitoli della serie.
Il gioco base, vi garantirà comunque un mese gratuito di questa funzione indispensabile, fidatevi le 40 tracce non dureranno tutto questo tempo, poi mettetela così, è un investimento per la “prova costume”.
Controlli
Just Dance è un gioco studiato per i controlli di movimento, dai Joy-Con di Switch al Move di PlayStation, passando per l’app disponibile sugli smartphone (l’applicazione non è compatibile con la versione dedicata alla console Nintendo).
Il sottoscritto ha testato la versione PS4 sia con Move e PlayStation Camera che con la Mobile App, l’esperienza è pressoché identica, anche se personalmente l’applicazione per smartphone risulta essere maggiormente comoda rispetto all’ingombro che offrono i PSMove.
Piccola nota, tenete saldi i vostri smartphone, durante l’eccitazione potreste colpire qualcuno o farli volare dalla finestra. Vi consigliamo di usare prodotti a basso costo, veder volteggiare un IPhone X non è affatto piacevole.
- Il mese gratuito di Just Dance Unlimited è una marcia in più- Brani di base molto interessanti- Interfaccia di gioco semplice- Dannatamente divertente
Contro
- Poche novità rispetto ai precedenti capitoli- Single Player un po' piatto
Riassunto
L'inverno sta arrivando (non sono uno Stark) e di conseguenza arriveranno quei weekend passati in casa di amici a base di birra, snack e sfide. In questi momenti sarete felici di possedere titoli come Just Dance, quei party game che durante l'anno snobbate in favore di titoli single player o multiplayer competitivi.
Qui potrete dimostrare a tutti di che pasta siete fatti, dimenandovi come pazzi a ritmo di musica, chissà che non riuscirete a conquistare qualche cuore grazie ai vostri "Happy Feet".
Citando un giovane Jamie Bell (Billy Elliot, 2000) "...è come se dentro avessi un fuoco, come se... volassi. Sono un uccello. Sono elettricità. Sì, sono elettricità."
Bentornati in questo piccolo angolo di passato, vi siamo mancati? Spero di si…
Non potevamo assolutamente dimenticare un titolo iconico per PS1, come solo MediEvil è stato. Finalmente Sony ha annunciato l’atteso remake per PlayStation 4, attraverso un trailer mostrato poco tempo fa.
Questa settimana riusciremo ad unire la nostalgia per un capolavoro che ha fatto la storia, all’attesa (o hype) per un remake che tutti attendevano.
Storia di un eroe non convenzionale…
L’intero gioco è ambientato nel 1386, nella cittadina medievale di Gallowmere. La città era governata da un saggio Re, amatissimo da tutti i sudditi. Il consigliere di corte e possente mago Zarok, non era affatto d’accordo, in quanto veniva deriso e umiliato da tutti. Lo stesso protagonista del gioco, Sir Daniel Fortesque (braccio destro del re) sogghignava in sua presenza.
Il mago decise allora di dichiarare guerra al Regno, ma il Re Pellegrino schierò le sue migliori truppe e sconfisse il mago assieme alla fitta schiera di demoni che lo accompagnavano.
Sul Regno tornò a vegliare la pace, ma nessuno smise mai di decantare le eroiche gesta di Sir Daniel Fortesque, che armato di coraggio sconfisse il malvagio Zarok. Andò proprio così?
La risposta è no, Sir Daniel Fortesque non si avvicinò per nulla al mago, infatti cadde vittima di una freccia tirata in mezzo al gruppo di soldati durante la prima carica.
Però ognuno merita una seconda occasione, quando Zarok tornò a Gallowmere, riuscì ad oscurare il Regno di Gallowmere e a resuscitare tutti i morti. Inconsciamente il mago evocò anche lo storico cavaliere che ricordandosi l’accaduto decise che avrebbe avuto un’altra possibilità di fermare il male incombente.
Un buon cavaliere ha sempre con se spada, scudo e… boomerang
MediEvil ospita numerose tipi di armi che verranno donati all’improbabile protagonista da i vari alleati che incontrerà durante le sue peripezie.
Le armi vengono suddivise in due categorie: da lancio e contundenti. Le prime sono dotate di mirino (una lucciola verde che si dirige verso l’avversario), in questa categoria possiamo trovare pugnali da lancio, balestra, arco e braccio. Si, avete capito bene, il braccio di Sir Daniel può essere lanciato come un boomerang.
Per quanto riguarda gli scudi, essi sono divisi in tre categorie: rame (bassa resistenza), argento (resistenza media) e oro (alta resistenza).
Nemici
MediEvil ha al suo interno una enorme quantità di nemici, ognuno dotato di un attacco differente, ciò vi permetterà di analizzare come affrontarli di volta in volta. Eccone un elenco più o meno completo:
Zombie;
Zombie senza testa;
Folletti ladri;
Folletti fiammeggianti;
Folletti meccanici
Spaventapasseri;
Lupi;
Signore e Signora Mad;
Nellie Mad;
Mostri di fieno;
Piante e bombe di zucche;
Guardie di Zarock;
Formiche;
Teste matte;
Soldati;
Ghoul;
Guardiani del Lago;
Mummie;
Scheletri Pirati.
Volete sapere come batterli? Lo scoprirete solo giocandoci…
Sviluppo
Le prime idee di MediEvil spuntano nel lontano 1995, quando Chris Sorrel, penso a “Dead Man Dan” un titolo che fondeva lo stile artistico unico del genio creativo Tim Burton a Ghosts ‘n Goblins di Namco.
Il direttore artistico di Millennium Interactive, studio di sviluppo indipendente dove lo stesso Sorrel lavorava, condivise l’interesse per quest’ultimo, proponendo alcune modifiche al nuovo titolo.
Prima di tutto Wilson (il nome del direttore artistico) volle spostare il nuovo titolo su uno stile “alla Zelda” per intenderci, Sorrel senza batter ciglio accettò questa nuova direzione e cercò di ampliare i contenuti di gioco.
Il papà di MediEvil voleva però dare un elevato valore narrativo al personaggio, lo sceneggiatore, Bond (Martin, non James), decise che Sir Daniel Fortesque doveva venire da un grande fallimento, al fine di trovare redenzione dopo esser stato resuscitato.
Bond, Sorrel e Wilson non avevano mai lavorato alla programmazione in 3D di un videogioco. Avevano già lavorato accumulato esperienza su altre piattaforme, decisero quindi di proporre una prima versione del gioco a Sony. I dirigenti dell’epoca rimasero soddisfatti al punto di acquisire la Millennium Interactive.
La stessa Sony chiese agli sviluppatori di programmare MediEvil con il nuovo controller di PS1 (il Dualshock), Sorrel fu entusiasta di questa richiesta, in quanto avrebbe donato al gioco maggiore fluidità.
Ben quindici anni dopo l’uscita del gioco, Sorrel dichiarò “Mi piacerebbe che i giocatri ricordassero MediEvil come quel gioco dello scheletro strambo e corrucciato, con un solo occhio e senza mandibola, che lancia il braccio come un boomerang”.
Comparto artistico
Anche per la musica il gioco si ispirò alle opere di Tim Burton e alle musiche di Danny Elfman, presenti in film come: Beetlejuice, The Nightmare Before Christmas e Batman.
Un’accoglienza migliore non si poteva sperare…
MediEvil fu acclamato da critica e giocatori, divenendo in poco tempo un successo commerciale e un titolo Platinum di PS1.
E voi? Avete già avuto la fortuna di vivere le pazze avventure di Sir Daniel? State aspettando con impazienza il remake?
Fatecelo sapere sulla nostra pagina Facebook, vi aspettiamo.
Il cavallo è una parte fondamentale del nuovo capolavoro di Rockstar, e lo è a tal punto da avere un kit di cura dedicato.
In Red Dead Redemption 2 potrete acquistare e vendere cavalli in quasi tutte le città presenti nel gioco, sarà però possibile domare alcuni delle migliori bestie durante il vostro peregrinare.
Tra tutti i cavalli che potrete trovare all’interno di questo vasto mondo, ce n’è uno speciale, il Cavallo Arabo Bianco, una volta in vostro possesso vi accorgerete ben presto che si tratta del miglior destriero del gioco.
Inoltre, si tratta del cavallo più veloce del West, citando la storica canzone di Mal (Furia Cavallo del West) “…che va più forte di un Jet…”, questo fattore sarà di vitale importanza in Red Dead Redemption 2, se vorrete intraprendere la vita del fuorilegge.
Ecco dove trovare questo bellissimo animale
Adesso che sappiamo dov’è, che facciamo?
Domanda più che logica cari lettori, prima di tutto dirigetevi al Lago Isabella, il cavallo selvaggio si aggirerà in quella zona. State attenti ai lupi e al freddo, dopo tutta quella strada sarebbe un peccato morire, non credete?
Il Cavallo Arabo dalla bianca criniera non sarà assolutamente facile da domare, dovreste seguirlo per un po’ e mantenere la calma fino all’approccio.
Una volta trovato, premete L2 o LT e avvicinatevi molto lentamente. C’è una barra nell’angolo in basso a destra dello schermo. Se questa barra comincia a svuotarsi, premete rapidamente Quadrato o X per calmare il cavallo.
Se la bestia inizierà ad agitarsi, dovrete semplicemente rallentare fino a fermare la vostra andatura per farlo calmare prima di continuare. Una volta che sarete abbastanza vicini potrete dare un paio di carezze al vostro nuovo amico e montargli in groppa.
Una volta montato il cavallo, dovrete domarlo per bene. Spostate lo stick analogico sinistro verso la direzione opposta del movimento del cavallo per restare in equilibrio. Quindi se il cavallo si muove in avanti, spostate lo stick indietro, se va a sinistra, mantenete lo stick a destra e così via.
Verrete avvisati con una notifica quando avrete domato il cavallo con successo, accompagnatelo verso il vostro precedente destriero per sellare questo nuovo amico. Da questo momento il Cavallo Arabo Bianco sarà vostro per sempre. Dovrete continuare a legare con lui per migliorare la sua obbedienza e le sue performance.
Statistiche del cavallo
Come potete notare dalla foto, il cavallo ha 5 di stamina e salute, mentre per quanto riguarda velocità e accelerazione ha 6. Tra le altre cose, questo bellissimo animale ha una maneggevolezza di livello Elite.
Miglior cavallo selvaggio
I cavalli della razza Araba, sembrano essere i migliori destrieri in Red Dead Redemption 2, potrete ottenerne altri due durante la vostra avventura, uno nero e l’altro rosa. Hanno migliori statistiche di salute e stamina paragonate a quelle del Cavallo Arabo Bianco, quest’ultimo però è l’unico che troverete allo stato brado.
Ci sono 59 armi da trovare e utilizzare inRed Dead Redemption 2 – alcune più facili da sbloccare di altre.
Grosso modo appartengono a tre differenti categorie: le armi standard che ci vengono date durante la storia o che possono essere acquistate da un Armaiolo in qualsiasi grande città, versioni rare delle armi standard e infine, armi uniche che possono essere trovate soltanto completando le cacce al tesoro, uccidendo pistoleri o attraverso missioni secondarie.
Ce ne sono anche alcune extra, ottenibili da chi ha pre-ordinato Red Dead Redemption 2, o da coloro che giocano ancora a GTA Online.
Il miglior revolver
Ci sono tre revolver tra cui scegliere. Sicuramente il Revolver Schofield all’irrisorio prezzo di $ 84 è sicuramente il migliore. Infligge danni decenti e ha una buona precisione e velocità di fuoco.
In alternativa, potete andare a derubare il negozio del dottore a San Valentino. Dovete prima sbirciare attraverso la finestra posteriore per ottenere la possibilità di derubare il luogo. Una volta dentro, costringete il dottore a portarvi nella stanza sul retro, uccidete tutti e saccheggiate la scatola sul tavolo.
La pistola Volcanic fa più danni ed è anche abbastanza economica ($ 150). La semiautomatica ($ 210) è la migliore per velocità di fuoco e ricarica, mentre la Mauser ($ 250) ha una maggiore capienza del caricatore e spara molto rapidamente.
Miglior fucile
È una via di mezzo tra il fucile Springfield e il fucile con otturatore. Ma entrambi sono lenti. Il fucile con otturatore è un po’ più accurato e lo Springfield fa un po’ più di danni. Il fucile Lichefield è il miglior fucile a ripetizione che può essere acquistato per $ 145.
Miglior shotgun
Il fucile a ripetizione infligge il maggior numero di danni, ma quello a canne mozze può essere altrettanto devastante, quindi portateli entrambi con voi.
Miglior fucile da cecchino
Il Carcano è il miglior fucile da cecchino. Ha una vasta gamma, può abbattere un elefante ed è preciso. Usatelo soltanto dalla distanza.
Miglior melee
Il Tomahawk è un’arma brutale che può uccidere con un lancio a distanza ravvicinata e dovrebbe essere usato per attacchi silenziosi. Ricordatevi di riprenderlo.
Ancora meglio, una volta arrivati a Saint Denis, potete acquistare l’Homing Tomahawk Pamphlet. Potrebbe non essere autentico, ma ha maggiori probabilità di colpire il bersaglio dalla distanza.
Tutte le armi uniche e rare
Midnight’s Pistol
Se affronterete le quest secondarie di Gunslinger, darete la caccia a un vecchio sparatutto chiamato Billy Midnight. Uccidetelo e potrete prendere la sua rara Mauser Pistol, completa di incisioni in oro. Ha una grande velocità di fuoco, ricarica e precisione. Sebbene il danno sia nella media, è una buona arma per le prime fasi di gioco ed è abbastanza facile da ottenere.
Revolver di Flaco
Un’altra arma che potete trovare completando le quest secondarie di Gunslinger; questa pistola non ha nulla di sorprendente ma sostituisce bene il vecchio ferro arrugginito che possediamo all’inizio della campagna. Uccidete Flaco Hernandez e sarà vostro.
Revolver di Granger
Un’altra arma ottenibile dopo aver ucciso il pistolero Emmet Granger. Ha un bellissimo manico di perla, ma non è ai livelli del Revolver di Flaco Hernandez.
Revolver di Calloway
Questa è la pistola finale che riceverete completando la quest dei Gunslingers. Non dimenticate di saccheggiare dopo aver ucciso il pistolero finale. Riporta incisa la frase: Canis Cane Edit, un bel omaggio al gioco Bully di Rockstar.
Revolver di Algernon
Questa bellezza con la perla è la vostra ricompensa per aver completato tutti i compiti della sfida Dutchesses e Other Animals, che vi ha portato a rintracciare oggetti esotici per un tipo chiamato Algernon Wasp. Non lo incontrerete fino al capitolo 4, quando potrà essere trovato a Saint Denis. Il Revolver Algernon ha una sorprendente velocità di fuoco.
Stone Hatchet – Accetta di Pietra
Ecco come sbloccare lo Stone Hatchet completando le sfide in GTA Online.
Per ottenere lo Stone Hatchet in Red Dead Redemption 2 dovrete essere un normale giocatore di GTA Online.
Proprio come la caccia al tesoro che sblocca il Revolver a doppia azione per l’utilizzo in GTA Online e Red Dead Redemption 2, lo Stone Hatchet è disponibile solo giocando a GTA Online.
Come sbloccare lo Stone Hatchet
In GTA Online, un messaggio di testo inviato da Maude Eccles vi chiederà di completare un compito, ovvero riportare indietro 5 ricompense in totale, e in cambio vi fornirà le coordinate per l’Accetta di Pietra.
Una volta ottenuta sarà necessario eseguire 25 uccisioni. Fatto ciò, sbloccherete una ricompensa in GTA di $ 250.000 e l’Accetta di Pietra diventerà disponibile come arma esclusiva in Red Dead Redemption 2.
Revolver a doppia azione
Questo è un revolver speciale che potrete guadagnare completando le sfide Headshot (Colpi alla Testa) in GTA Online.
Un misterioso forziere deve essere trovato…
Fucile raro Rolling Back
Questo è un ottimo fucile da cecchino che potrà essere ottenuto durante la missione della storia “the Magicians for Sport”. Uno dei ragazzi che ha rapito il vostro amico lo avrà con sé quindi assicuratevi di saccheggiare tutti i cadaveri.
Shotgun raro
C’è una grotta nell’estremo ovest della mappa, a nord ovest di Big Valley, o ad ovest di Hanging Dog Ranch. All’interno troverete il misterioso eremita che brandisce questo raro fucile a pompa. Non sembra essere più potente del normale fucile a doppia canna, ma esteticamente è incredibile.
Doppietta rara
Dovrete uccidere un uomo per questo (che cosa difficile, vero?). Aprite la mappa e impostate la direzione sotto la lettera “a” in Manito Glade. In questa zona troverete una casa di coloni nei boschi, e uno di loro sta facendo i bagnagli, portando con sé proprio la Doppietta. Uccidetelo e prendete l’arma. Assicuratevi come sempre di di saccheggiare il malcapitato, altrimenti non potrete ottenere più l’arma in questione. Il fucile è piuttosto decorato, ha una capacità di fuoco doppia e può utilizzare una varietà di munizioni per fucili a pompa.
Tomahawk antico
Nella zona nord-orientale di Calumet Ravine si trova l’Ancient Tomahawk. È incorporato in uno dei bersagli di addestramento presenti nell’area.
Hunter Hatchet
A sud della “k” di Window Rock e a nord delle tracce dei Grizzlies, vedrete un edificio. Andate a destra, e incastonato in un tronco d’albero troverete l’Accetta del Cacciatore. Si tratta di un’ascia barbuta che consente un maggiore controllo durante la piallatura o la rasatura del legno.
Viking Hatchet
Arma da mischia e da lancio, il Viking Hatchet ha una maniglia molto curata in pelle con motivi nordici. Qui di seguito vi spieghiamo come ottenere l’Ascia Vichinga e l’elmo vichingo in modo che possiate pavoneggiarti nel “Selvaggio West”.
Per ottenere gli oggetti, è necessario trovare una posizione chiamata Old Tomb, che si trova leggermente a nord-ovest della città mineraria di Annesburg, appena oltre l’altro lato del fiume. Ecco esattamente dove:
Entrate nella tomba e potrete ottenere l’Ascia Vichinga, che si trova vicino all’altare nel mezzo. Andate nelle stanze laterali e troverete l’elmo vichingo sopra uno dei teschi.
Il pettine Vichingo invece, è un po’ più difficile da individuare, dato che è nascosto dietro alcuni dei teschi allineati in una stanza laterale. Sparate ai teschi e lo troverete.
Spada rotta del Pirata (Broken Pirate Sword)
La spada si abbina al cappello da pirata. Ha un aspetto un po’ logoro, ma è letale in una lotta ravvicinata.
Guida per trovare la Spada rotta del Pirata
Sembra che ci siano più armi da mischia nascoste nel selvaggio west rispetto ai revolver.
Una delle armi più belle che abbiamo trovato è proprio la Spada rotta del Pirata. È quasi bella come l’Ascia Vichinga ma non è abbastanza “cool” come la maschera che potete indossare.
Per trovare la spada vi consigliamo di andare a Saint Denis, in particolare guardate dal lungo ponte ferroviario a sud-ovest verso un piccolo gruppo di isole.
Il nostro obiettivo è una barca fatiscente. Ma prima di andarci , assicuratevi di legareil vostro cavallo in un posto sicuro. Qui ci sono molti alligatori, piccoli e grandi e l’ultima cosa che vogliamo è che il nostro fidato destriero diventi cibo per i gator.
Assicuratevi inoltre, di essere armati di fucile, perché se attaccano sono veloci e mortali. La cosa migliore sarebbe evitarli del tutto.
Attraverso la palude, muovetevi da un’isola all’altra e troverete la barca, con il teschio del suo precedente proprietario, che spunta dal pavimento.
Ora, per completare il look, sarà necessario ottenere il cappello a tricorno del pirata. Per questo è necessario remare verso la grande isola di Flat Iron Lake. Vi servirà una barca, acquistabile attraverso il campo, al costo di $ 360.
All’interno di un post del noto forum ResetERA, un utente (guru-guru) ha scoperto che sul sito di Nintendo of Japan, la casa di Kyoto sta ricercando nuovi membri per occuparsi del nuovo episodio di The Legend of Zelda.
Gli annunci (tutti in lingua nipponica) sono consultabili qui, la società ricerca un Designer 3D CG che si occupi della costruzione di dungeon e ambientazioni, con elevate conoscenze di Photoshop, Maya e sviluppo di hardware di fascia alta.
L’altro annuncio è mirato alla ricerca di un Level Designer specializzato nella creazione di dungeon ed eventi in-game. Per entrambe le figure vengono richieste una buona conoscenza del giapponese e la conoscenza delle meccaniche di The Legend of Zelda.
Al momento non ci è dato sapere di più, anche se da alcune dichiarazioni del buon Aonuma è possibile comprendere che il celebre game designer sia al lavoro sulla prossima iterazione che riguarderà Link e compagnia.
Restiamo in trepidante attesa di nuove informazioni.
Il colosso di e-commerce creato da Jeff Bezos, ha da poco annunciato tutto quello che ci aspetterà per il prossimo Black Friday.
Amazon ha annunciato che le offerte cominceranno da Lunedì 19 Novembre e termineranno il 26 Novembre (giorno del Cyber Monday).
Durante questo periodo, verranno scontati numerosi prodotti del vasto catalogo che Amazon ha a disposizione. Il Black Friday di Amazon vi fornirà delle ghiotte occasioni per acquistare in anticipo alcuni regali di Natale.
Tipi di offerte
Durante questo periodo di sconti, gli utenti che utilizzeranno la piattaforma, potranno beneficiare di Offerte Lampo, che dureranno per un massimo di 6 ore, oltre queste, Amazon porterà le ormai note Offerte del Giorno sui prodotti più in voga del portale.
Gli abbonati ad Amazon Prime, potranno visualizzare le Offerte Lampo 30 minuti prima rispetto ai comuni mortali, il tutto unito dalle spedizioni gratuite, tipiche dell’abbonamento.
Un piccolo assaggio…
Al momento non è noto l’elenco dei prodotti in offerta, ma se avete del tempo potete vedere che il colosso statunitense si sta già scaldando. Infatti, troverete già offerte su abbigliamento, giocattoli, elettronica e oggettistica per la casa.
Luci a San Siro
Amazon inaugurerà per la prima volta, uno store nel centro del capoluogo lombardo, dove mostrerà e proporrà una vasta selezione di prodotti di sicuro interesse. Se vorrete visitarlo, basterà recarsi in Via Dante al civico 14.
Lo store sarà aperto dalle 10 alle 20 dal 16 al 24 Novembre. Milano, si unirà ad altre grandi metropoli europee, come Parigi, Madrid, Amsterdam, Berlino e Londra.
Qui con noi…
La redazione di 4news.it, seguirà l’evento, proponendovi le migliori offerte del Black Friday di Amazon e non solo. Quindi seguiteci sul sito e sui nostri canali social:
Sparsi nel mondo di gioco di Red Dead Redemption 2, troverete alcuni dei pesci più grossi che abbiate mai visto. In questa guida cercheremo di aiutarvi nella ricerca di questi animali unici.
Pesci leggendari e dove trovarli
Per iniziare questa ardua ricerca, dovrete dirigervi verso la riva del Flat Iron Lake, nella zona denominata West Elizabeth, dove incontrerete Jeremy Gill. Potrete trovare questo famoso pescatore nel luogo contrassegnato qui di seguito:
Non potrete pensare di catturare alcun pesce leggendario fino a quando non lo incontrerete.
Una volta incontrato il buon vecchio Gill e completato la sua missione, vi darà una mappa che indica in maniera abbastanza approssimativa i luoghi dove sono siti i pesci leggendari. Comunque, se continuerete nella lettura, vi indicheremo con precisione millimetrica dove trovare queste creature acquatiche.
Appena prima di partire…
Come potete vedere dalla mappa, ci sono numerosi esemplari da catturare. Prima di addentrarvi in questa ricerca, assicuratevi di avere abbastanza esche con voi.
Il leggendario Bluegill
Potrete trovare questo pesce leggendario pesce, nella posizione indicata dalla mappa, lungo la riva del Flat Iron Lake. Dirigetevi a ovest da Rhodes e lo troverete.
Il leggendario Pesce Gatto Bullhead
Questo pesce è un po’ difficile da raggiungere. Dovrete recarvi sull’Isola chiamata Penitenziario di Sisika (a Nord est da Saint Denis), proprio lì potrete trovare l’ambito pesce.
Il leggendario Chain Pickerel
Potrete vedere il luogo dove questo pesce leggendario si trova, semplicemente osservando la mappa. Per raggiungerlo, basterà spostarsi leggermente a Nord Ovest rispetto a Flatneck Station.
Il leggendario Large Sturgeon
Come visibile dalla mappa, questo pesce si trova nelle immediate vicinanze di Saint Denis, per aumentare le chance di vederlo, basterà recarsi sulla riva Ovest, appena a Sud dei binari del treno.
Il leggendario Longnose Gar
A Sud del Bluewater Marsh e nell’area settentrionale del Bayou, troverete questo pesce “nasuto”. Egli nuota attorno all’area di Lagras.
Il leggendario Muskie
Questo particolare esemplare gironzola nelle vicinanze del Van Horn Trading Post. Immediatamente sulla costa e poco più a sud della piccola cittadina.
Il leggendario Perch
Dirigetevi a Nord Ovest rispetto al Van Horn Trading Post. Lì troverete un piccolo lago chiamato Elysian Pool, e al suo interno scorgerete il mitico pesce.
Il leggendario Smallmouth Bass
In un lago chiamato Owanjila, potrete trovare questo pesce. Il lago è posto presso le alte montagne del West Elizabeth, assicuratevi di coprirvi bene…
Il leggendario Salmone Sockeye
Questo pesce, nuota presso il Lago Isabelle (dove potrete trovare il cavallo arabo bianco). Questo lago è nel bel mezzo del nulla, la via più semplice è quella di dirigersi a Nord Ovest da Valentine.
La leggendaria Trota Steelhead
Questo pesce mitico è posto presso l’angolo più estremo della mappa di Red Dead Redemption 2. Per catturarlo, dovrete dirigervi a Nord di Annesburg.
“Sarà forte ma io considero i giochi elettronici una delle cause dell’incapacità di leggere, giocare e sviluppare il ragionamento”.
Cari lettori, arriviamo con un po’ di ritardo (sapete il weekend è sacro), ma la polemica sollevata da un cinguettio dell’ex Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, è stata delle più furenti, in quanto ha toccato più o meno direttamente la passione che ci accomuna.
Facciamo un piccolo recap di quanto successo lo scorso 3 novembre: sul profilo Twitter ufficiale del Politico è stato pubblicato quello che potrei definire un intervento a dir poco antiquato, riguardante gli effetti che i “giochi elettronici” avrebbero sulle menti.
Partiamo dal termine “giochi elettronici”, già questo basterebbe a comprendere la conoscenza del media da parte dell’ex Ministro, ma sostenere che videogiocare sarebbe una causa dell’incapacità di sviluppare un ragionamento è veramente troppo.
Il mare del Web si è scatenato contro di lui, dai videogiocatori agli sviluppatori. Calenda ha provato a chiarire il suo pensiero twittando che “il problema è la passività rispetto alla lettura e al gioco” riflettendo sul criterio della reazione rispetto ad uno stimolo. Lo sentite anche voi? Questo è il rumore di chi sta tentando di arrampicarsi sugli specchi.
Si è trattata di una giornata infuocata per Calenda, che in altri cinguettii continua la sua battaglia sostenendo che si tratti di una scelta da genitore, quest’ultimo resta un aspetto più che legittimo. Il tutto continua con una reazione abbastanza nervosa dell’ex Ministro dello Sviluppo Economico che recita così “Ho un parere forte se volete, ma legittimo, sui videogiochi, che non ha in alcun modo influito sulla mia attività di governo. E adesso diamoci una calmata. Manco avessi toccato la SS Trinità. Queste reazioni sono il segno che qualche problema pure c’è”.
Le risposte di Calenda diventano sempre più “cattive e violente”, anche a chi chiede se tali convinzioni (legittime) provengano da studi scientifici.
Conclusioni
Spesso la politica italiana è intervenuta a gamba tesa su videogiochi e compagnia, designandoli come una specie di male da estirpare o come media che inciterebbe i giovani alla violenza.
Da videogiocatore, queste dichiarazioni mi hanno offeso, in quanto l’ex Ministro non può affatto conoscere le vite delle persone che condividono questa “insana passione”. Personalmente lavoro nel campo del Web Marketing, mi occupo di Privacy (GDPR), scrivo per questo meraviglioso portale e per altri. Quindi ritengo che le mie capacità di ragionamento non siano in alcun modo affette dal tempo che passo davanti a PlayStation, Switch o Xbox (par condicio).
Mi sento di parlare anche a nome di tutti i colleghi della stampa specializzata e della pletora di videogiocatori che ritengono questi cinguettii privi di fondamento e logica.
Mi sento inoltre di dare un consiglio a Calenda, è meglio evitare di parlare di ciò che non si conosce, soprattutto se si fanno tali affermazioni, un conto è il legittimo parere di un genitore, altro discorso vale per un politico, che dovrebbe misurare le parole con il bilancino degli orefici. Tra l’altro ricordo all’ex Ministro, che anche gli sviluppatori di videogames e altri software contribuiscono come possono allo SVILUPPO di questo paese.
Se come il sottoscritto siete sulla trentina, vi ricorderete le terribili battaglie che stampa generalista e politica hanno intrapreso durante gli anni contro televisione, internet e cellulari/smartphone.
In caso ricordiate (videogioco e azzecco i congiuntivi, strano) quei tempi, noterete il sottile fil-rouge che collega queste ultime dichiarazioni di Calenda a coloro che urlavano contro le tecnologie, ritenute mezzi in grado di rovinare una generazione.
Ora è il momento ragazzi e ragazze, dimostriamo a tutti che questa “generazione di degenerati” sta crescendo, anche se tra mille difficoltà, visto che la politica nostrana si ricorda di noi/voi solo quando c’è da sparlare.
Difatti, negli anni i giovani hanno subito numerosi soprusi, siamo stati chiamati Bamboccioni e Choosy, passando per soggetti che consigliano partite di calcetto piuttosto che inviare Curriculum.
Questo è il mio consiglio per i ragazzi, ed utilizzerò le parole del Sommo Poeta “Non ragioniam di loro, ma guarda e passa”.
Lo stress, le ore passate davanti allo schermo di un PC e il binge watching selvaggio sono solo alcuni dei fattori che influiscono negativamente sulla nostra salute. Il motivo è legato principalmente all’influenza che queste “cattive abitudini” hanno sul sonno e sulla capacità del nostro corpo di recuperare le energie spese durante la giornata, ma non solo. Sempre più studi dimostrano infatti che dormire correttamente ha un ruolo fondamentale sulla nostra salute fisica e mentale. Il sonno in primo luogo è fondamentale per il consolidamento della memoria e delle informazioni apprese durante la giornata. Attraverso un processo di creazione di nuove sinapsi e di pulizia di quelle non più utili, che avviene proprio nelle aree del cervello più riposate, il sonno migliora le nostre capacità mentali di apprendimento. Il sonno ha un ruolo fondamentale anche nel miglioramento delle nostre difese immunitarie (durante la notte, infatti, il nostro organismo produce anticorpi che ci aiutano a resistere agli agenti patogeni esterni) e persino nel controllo del peso corporeo: è scientificamente provato che i soggetti che soffrono di disturbi del sonno sviluppano livelli più elevati di cortisolo e questo impedisce al nostro corpo di dimagrire o di mantenere un peso corretto, vanificando gli sforzi fatti in palestra o a tavola.
Alla luce di quanto detto, appare evidente come anche la qualità del sonno e non solo la quantità di ore che si passano a letto è fondamentale, e per questo è essenziale scegliere un supporto di assoluta qualità che sappia assolvere alle funzioni di sostegno e comfort in maniera personalizzata, adattandosi alle necessità e alle abitudini di ciascuno di noi.
Tediber produce i suoi materassi in Belgio, una nazione che, prendendo in prestito una efficace immagine fornitaci da Alice, sta ai materassi come la Svizzera agli orologi. Il materasso Tediber è quindi un materasso di alta gamma, offerto però ad un prezzo decisamente conveniente rispetto alla media dei materassi dello stesso tipo offerti da altri produttori: soli 750 euro per il materasso da 160×190 cm, iva e spedizioni incluse.
Come è fatto?
Dal punto di vista tecnologico, Tediber è un materasso in memory formato da tre strati di materiali diversi: lattice, memory foam e schiuma poliuretanica.
Lo strato superiore di circa 2,5 cm è in lattice traforato, un materiale anallergico che offre un buon sostegno e si adatta in maniera perfetta alle forme del nostro corpo grazie alla sua elevata elasticità. Il lattice utilizzato da Tediber, inoltre, è microforato per garantire una buona traspirazione al nostro corpo.
Il secondo strato di circa 3,5 cm è composto da memory foam, un materiale che ha un grado di rigidità leggermente inferiore rispetto al lattice, ma grazie alla sua elevata resilienza permette una perfetta distribuzione dei pesi.
Il terzo stratodi circa 19 cmè infine composto da una schiuma poliuretanica brevettata da Tediber, più morbida rispetto alle altre due ma in grado di fungere da supporto alle due precedenti in materiali nobili. Tutti i materiali sono certificati secondo lo stardard 100 by OEKO-TEX®, un sistema di controllo e certificazione indipendente e uniforme a livello internazionale per le materie prime, i semilavorati e i prodotti finiti del settore tessile; in particolare, i prodotti Tediber sono tutti classificati con la classe di prodotto I, che certifica gli articoli adatti anche ai neonati e bambini piccoli fino a 3 anni.
La federa
Sicuramente uno degli elementi più accattivanti di questo materasso è rappresentato dalla federa sfoderabile. Tediber ha scelto infatti per il suo materasso filati ad alto contenuto tecnologico: la parte superiore è realizzata in tessuto elasticizzato Tencel, un materiale in fibra di bambù che ha innumerevoli vantaggi rispetto al poliestere o ad altre tradizionali fibre naturali come il cotone. Innanzitutto si tratta di un materiale completamente naturale e biodegradabile, ricavato dalla pianta di bambù, completamente anallergico e, come detto, adatto anche al riposo dei bambini. In secondo luogo il Tencel, oltre ad essere più liscio ed elastico, offre anche maggiore resistenza e durata nel tempo rispetto al cotone tradizionale. Infine, si tratta di un materiale altamente traspirante che, unitamente al primo strato in lattice traforato del materasso, permette una perfetta regolazione della temperatura corporea.
La parte inferiore della federa è invece composta, ai lati, da un tessuto grigio, spesso e resistente – di quelli che comunemente vengono utilizzati per i rivestimenti di divani e altri complementi di arredo – mentre nella parte inferiore è in gomma antiscivolo, per evitare che il materasso si muova involontariamente sulle doghe in legno.
Le due parti della federa sono unite da una resistente fascia di colore blu dove è cucita una zip larga e resistente. La cosa che più mi ha colpito della federa è l’estrema semplicità con cui è possibile sfoderare il materasso: essendo costruita in due parti, infatti, non è necessario sfoderare interamente l’imbottitura interna, ma è sufficiente rimuovere solo la parte superiore, l’unica che stando al contatto con il corpo può sporcarsi.
Si tratta di una soluzione davvero comoda, anche perché l’operazione è resa ancora più semplice dall’ottima qualità della zip. In altri materassi che mi è capitato di provare, la zip utilizzata era piuttosto piccola e fragile e in caso di rottura sono davvero guai. La zip Tediber è invece davvero di ottima qualità ed è anche nascosta alla vista nella fascia blu di cui abbiamo detto. Il nuovo materiale inoltre, è particolarmente resistente alle macchie ma, in ogni caso, basterà un lavaggio in acqua fredda in lavatrice o a mano per rimuovere quelle che eventualmente dovessero presentarsi con l’uso.
La nostra prova
L’attenzione e la cura al dettaglio di Tediber lasciano sinceramente sorpresi. Una volta ricevuto a casa il pacco in una bella confezione bianca con il logo della compagnia sui quattro lati, occorrono davvero pochi secondi per posizionare il proprio acquisto e questo anche grazie al fatto che la compagnia ha davvero pensato a tutto per rendere più piacevole la nostra esperienza. All’interno della scatola è presente un sacchettino che, oltre a qualche dettaglio sulla costruzione del prodotto, sulle modalità di lavaggio della federa e sui tempi necessari al “montaggio”, contiene infatti anche un comodo taglierino di sicurezza che vi aiuterà nel non difficile compito di rimuovere la plastica che tiene il materasso avvolto sottovuoto. Dopo aver posizionato il materasso sulle doghe, occorreranno alcuni minuti prima che lo stesso riacquisti interamente il proprio volume, riempiendo completamente gli angoli della federa. Nel nostro caso perché il materasso riacquistasse completamente le proprie dimensioni ci sono voluti circa 45/50 minuti.
Il materasso Tediber, sulla carta, si posiziona nella fascia dei materassi a rigidità media, tuttavia dal mio punto di vista si tratta di un materasso piuttosto morbido, soprattutto se si viene da materassi con struttura interamente in lattice. La particolare struttura a strati, comunque, offre sempre una piacevole sensazione di sostegno e non si ha mai la sensazione di sprofondare. Lo strato di lattice superiore avvolge morbidamente il corpo e questo lo rende fruibile non solo per chi, come me, dorme sul fianco, ma anche da chi assume una posa a pancia in giù o supina. Volendo utilizzare la stessa scala di rigidità, puramente soggettiva, da 1 a 10 (dove 10 è estremamente duro) che ho utilizzato nella recensione dell’altro materasso in memory foam di Eve, direi che questo materasso Tediber ha una rigidità che si colloca su un valore di 6.
L’incredibile cuscino
Alla prova del materasso abbiamo affiancato anche quella del cuscino. L’attenzione e la cura dei dettagli è stata, in questo caso, addirittura superiore. Il cuscino arriva in una bella confezione in cartone rigido, aperta la quale lo stesso è avvolto in un carta velina di colore blu, chiusa con un sigillo Tediber. In un lato, oltre a qualche informazione sui materiali utilizzati, fa capolino una bellissima borsa in tessuto con il logo della compagnia su di un lato, il simpatico orso che le dà il nome, e alcune forme colorate stilizzate sull’altro lato. La borsa serve a trasportare il cuscino, ma è inutile dirvi che potrete utilizzarla anche per la spesa o per trasportare qualsiasi altra cosa che vi aggradi vista anche la particolare resistenza della stessa.
Se il materasso è il frutto di un lavoro di ricerca e sperimentazione attento ed efficace, il cuscino Tediber non è da meno. La compagnia, infatti, ha chiesto a 400 persone, selezionate su un campione di oltre 3000, di provare il cuscino al fine di offrire alla stessa interessanti spunti di miglioramento. Il risultato è un cuscino grande e spazioso che offre un sostegno elevato – anche grazie al suo grande spessore – ed una perfetta regolazione della temperatura della testa, grazie ai materiali di altissima qualità utilizzati.
Il cuscino è infatti composto per il 70% di piumino naturale e al 30% di piume d’oca di origine francese; questo non soltanto garantisce controlli di qualità elevatissima, ma anche, per quanto possibile, che gli animali utilizzati siano trattati con rispetto. La federa del cuscino è interamente in cotone ipoallergenico ed antiacaro grazie ad un trattamento completamente naturale e l’intero cuscino è lavabile in lavatrice.
Il cuscino da me provato è quello nella misura più grande da 50x80cm: dal punto di vista estetico, le dimensioni e la grande imbottitura lo rendono un cuscino “importante” che non sfigura anche senza una federa a coprirlo; ciliegina sulla torta il piccolo nastro di raso blu sull’angolo sinistro con il logo della compagnia e il bordino di colore blu molto “regale“. La comodità è ai massimi livelli: nonostante si tratti di un cuscino in piuma, il sostegno offerto è davvero consistente, grazie ad una abbondante imbottitura che aiuta tutti coloro che amano leggere a letto ma non vogliono costringersi a piegare il cuscino per avere maggiore sostegno o a ricorrere ad un cuscino supplementare.
Conclusioni e giudizio
A distanza di un mese dall’ingresso di Tediber a casa mia, non posso che dirmi incredibilmente soddisfatto della scoperta. Dormire su un materasso di questo tipo è una esperienza, oserei dire, “di lusso” che raccomando a chiunque, soprattutto a coloro che si svegliano non abbastanza riposati: il problema potrebbe essere proprio il vostro materasso. Il cuscino e il materasso Tediber sono prodotti di alta gamma in cui la cura dei dettagli è altissima, dal box esterno agli accessori, così come la cura per la scelta dei materiali, un vero segno distintivo per questa start up d’oltralpe.
L’alta tecnologia dei filati utilizzati per la federa del materasso, così come le preziose imbottiture in piuma dei cuscini, giusto per fare due esempi, sono però lussi “abbordabili” grazie alla particolare filosofia di vendita dell’azienda che predilige il modello D.N.V.B., Digital Native Vertical Brand, un modello di marketing che nasce e si sviluppa interamente online. In questo modo Tediber può offrire un prodotto di gamma alta a prezzi più che concorrenziali e se poi, entro 100 giorni, l’esperienza di cui vi parlavo dovesse non risultare di vostro gradimento, potrete tranquillamente restituire il tutto senza pagare alcunchè; a questo punto quindi, perché non provare?
Nessuno vorrebbe arrivare in ritardo ad una festa, giusto? Nella vita reale magari, potreste farvi attendere, ma questo è un altro discorso. Quando si tratta del mercato consumer, però, si vuole essere il primo o almeno tra i primi. Durante la conferenza stampa di Ubisoft all’E3, la società ha annunciato che stava sviluppando un gioco “toys-to-life“. Una notizia insolita, che non ha avuto il riscontro sperato. Questo annuncio era stato fatto dopo la cancellazione di Disney Infinity e di Lego Dimensions. Ma non è tutto, anche Activision decise di fare lo stesso con la serie Skylanders, non definitivamente cancellata, ma messa in pausa a tempo indefinito. Ubisoft ha perso la testa? Perché ha deciso di realizzare un gioco che sta progressivamente perdendo appeal e appassionati? Forse Starlink: Battle for Atlas è il gioco giusto per dare nuova linfa vitale al genere toys-to-life. Il rischio è elevato ma il progetto potrebbe avere più di una chance di successo.
Scontri interstellari
Starlink racconta la storia dell’equipaggio dell’Equinox IV che sta esplorando il sistema stellare Atlas in cerca di risposte sull’origine di Judge, un alieno che si è schiantato sulla Terra. Durante l’esplorazione, vengono attaccati da un gruppo noto come la Legione Dimenticata. Uno squadrone disposto a tutto pur di ottenere una fonte di energia potentissima, il Nova. Il capo della squadra, Victor St. Grand, viene rapito e l’equipaggio rimanente dovrà trovare un modo per salvarlo e occuparsi della Legione. La missione non sarà facile, in quanto, prima di poter salpare per lo spazio profondo, dovremo riparare l’Equinox schiantatosi sul vicino pianeta di Kirite. Per ripartire, saremo chiamati ad aiutare i residenti locali e trovare il Nova, che alimenterà i motori dell’Equinox.
Tutto questo è solo una “scusa” per entrare nel gameplay open-world. Ebbene sì, parliamo di open-world, perché si tratta davvero di una galassia aperta composta da sette pianeti esplorabili. Una volta aperta la mappa, siamo liberi di partecipare agli eventi che troviamo. Ci sono alleati da trovare, persone con le quali fare amicizia, aree da liberare, eliminando tutti i nemici, strutture da distruggere e nemici giganti da sconfiggere. Ubisoft è nota per i suoi giochi open-world, basti pensare all’ultimo capitolo della fortunata serie di Assassin’s Creed e Starlink ha quasi tutte le caratteristiche che contraddistinguono le produzioni della software house canadese. Potrebbe però non essere necessario salire su una grande torre per sbloccare l’area locale sulla mappa. Diventando alleati di un osservatorio locale la mappa diventerà più dettagliata. Ci sono oggetti collezionabili, missioni secondarie, avamposti da conquistare e la maggior parte delle peculiarità che si associano ai giochi open-world.
Ovviamente, tutto questo sarebbe inutile se il gameplay principale di volo e combattimento fosse spazzatura. Fortunatamente, il team di Ubisoft Toronto ha fatto un ottimo lavoro. Controllare la nostra astronave è intuitivo. Sia se stiamo pilotando la nave attraverso il regno tridimensionale dello spazio e sia attraverso la superficie bidimensionale di un pianeta, i controlli funzionano. Il combattimento è abbastanza indulgente, e il gioco aiuta considerevolmente a portare a termine gli obiettivi proposti (questa funzione può essere disattivata). Il ritmo delle battaglie lo rende comunque molto gradito. Combatteremo spesso contro più nemici e senza l’assistenza necessaria gli scontri potrebbero diventare troppo travolgenti.
La strategia ripagherà
A proposito di combattimento, è un qualcosa di piuttosto strategico qui. È importante bilanciare al meglio le armi contro i nemici che stiamo affrontando. La maggior parte delle armi ha una componente elementale (fuoco, ghiaccio, gravità, levitazione). Se ci troviamo contro un Gigante del Fuoco, allora è necessario usare l’arma del ghiaccio perché l’arsenale a base di fuoco avrà un effetto minimo. Se ci troviamo di fronte a un Ciclope, conviene usare levitazione e così via. Fortunatamente, non si è limitati ad equipaggiare solo due armi alla volta (una per ala), ma possiamo anche scambiare facilmente le armi a metà battaglia. Basta mettere in pausa il gioco e quindi regolare le armi come richiesto. Questo è fondamentale in seguito nella campagna, in quanto si avranno incontri (e scontri) che presentano tutti i tipi di nemici elementali.
La campagna effettiva non è così lunga. Ci sono solo una manciata di missioni. Tuttavia, dovremo completare molti obiettivi per sbloccarle. In circa 40 ore abbiamo completato l’85% del gioco. Ci sono un paio di campagne secondarie, ma la maggior parte del tempo sarà speso a liberare i pianeti da qualsiasi segno della Legione. Vale la pena cancellare completamente le milizie e i segni della Legione, poiché qualsiasi pianeta, se sono ancora presenti elementi della Legione, potrebbe essere nuovamente minacciato. Dovremo quindi tornare spesso sui pianeti per eliminarli.
Fox McCloud in esclusiva su Nintendo Switch
Su Switch troviamo in esclusiva il contenuto Star Fox. Potremo quindi affrontare l’intera campagna nei panni di Fox McCloud assistito dagli iconici compagni: Falco, Peppy e Slippy. I personaggi di Star Fox sono stati implementati piacevolmente anche nei video, con bit all’inizio di un video o semplicemente con un personaggio sullo sfondo mentre i personaggi principali parlano. Così il gioco diventa a tutti gli effetti un titolo Star Fox, ma la cosa principale è che l’aggiunta di Fox non stravolge completamente la formula di gioco.
Un gioco ambizioso per l’hardware della grande N
Starlink è indubbiamente uno dei giochi più ambiziosi pubblicati su Switch e, per la maggior parte l’hardware riesce a gestisce al meglio il carico di lavoro. Da segnalare qualche calo occasionale di framerate quando a schermo abbiamo avuto tantissimi elementi. Alcuni evidenti fenomeni di pop-up mentre ci siamo troviamo in volo attraverso la galassia e le superfici dei pianeti. Non aspettatevi che lo spazio e ogni detrito sia realisticamente realizzato, ma tutto sommato non possiamo lamentarci della grafica offerta dal titolo. Visivamente, il gioco è solido ma non spettacolare. Gli sviluppatori hanno scelto uno stile cartoon, che ha dato loro più margine di manovra in termini di elementi a schermo.
Le navi sembrano grandiose e hanno abbastanza differenze tra loro in modo tale da farci immediatamente individuare la nostra. I pianeti hanno i loro temi e combinazioni di colori, quindi non si percepirà mai che i mondi che stiamo esplorando siano gli stessi. Alcuni nemici sembrano simili, ma sono facilmente distinguerli in modo da sapere quale strategia sia più adatta a loro. Incontreremo basi e accampamenti più e più volte, ma quale gioco open world, (a parte quelli Rockstar), non presenta elementi ripetitivi? Il gioco funziona anche in modalità handheld. C’è inoltre una modalità cooperativa (che possiamo attivare in qualsiasi momento durante una partita), e anche questa si è comportate piuttosto bene.
Non abbiamo parlato dei toys in nessun punto della recensione. Il motivo è semplice, abbiamo ricevuto un codice Digital Deluxe del gioco. Questo in pratica garantiva l’accesso a ogni nave, personaggio e arma disponibile. L’edizione digitale standard ha facilmente tutto ciò di cui avete bisogno per completare il gioco. La nostra più grande preoccupazione è il prezzo in quanto ogni navicella, ogni pilota o arma ha un prezzo aggiuntivo non propriamente economico. Ovviamente, questa è una delle caratteristiche tipiche del genere toys-to-life, ma perché spendere tanti soldi per l’edizione fisica quando poi in digitale possiamo avere ogni contenuto?
- Gameplay divertente- Galaxy open - word- Star Fox in esclusiva su Switch è una gradevole aggiunta
Contro
- La versione fisica costa un po' troppo- Alcune limitazioni tecniche
Riassunto
Starlink: Battle for Atlas ci ha letteralmente rapito in questi giorni. Abbiamo apprezzato quasi ogni momento delle 40 ore giocate. Il gameplay potrebbe non essere così fresco e innovativo ma riesce a divertire e a sorprendere in più di una occasione. L'open-world/galaxy di Ubisoft funziona bene. La trama riesce a coinvolgere quanto basta e Star Fox, in esclusiva su Switch, dà quel tocco in più. Non pensiamo che Battle for Atlas riuscirà a risollevare il genere toys-to-life ma ha abbastanza per essere una IP a se stante.
Sono sicuro che i fan di Metal Gear mi perdoneranno questa avventurosa parafrasi, sono sicuro che anche Big Boss lo farà, ma il punto è che sono passati ben 6 anni dall’ultimo episodio del picchiaduro in stile “cappa e spada”.
Sarà che dopo i successi di altri picchiaduro come lo storico Tekken o il gradito ritorno di Goku e Co. con Dragoball FighterZ, Namco si sia decisa ad accontentare anche gli storici fan della leggendaria ed immortale saga di SoulCalibur.
Un po’ di storia
Era il lontano 1995, all’epoca la PS1 dominava il mercato videoludico, in quell’anno uscì Soul Edge (Soul Blade in terra asiatica), il gioco sviluppato da Project Soul e pubblicato da Namco, voleva staccarsi dall’ingombrante ombra di Tekken, così decisero di puntare sui combattimenti all’arma bianca. Infatti, i lottatori di questo titolo erano dotati di spade, coltelli e altri tipi di lame.
Soul Edge contrariamente a molti picchiaduro dell’epoca aveva anche una trama, difatti il gioco si svolgeva nel 16esimo secolo, all’interno di un manoscritto appartenuto ad un certo signor Bones, era illustrata l’esistenza di una leggendaria spada (Soul Edge). I possessori di questa arma divina erano destinati ad una fine orrenda, come accaduto al mercante italiano Vercci (meglio noto come il Mercante di Morte).
La spada era allora passata al pirata spagnolo Cervantes De Leon, alcuni dei migliori guerrieri del mondo sono sulle tracce della spada, per sottrarla con qualunque mezzo al malvagio pirata.
Modalità di gioco
Questa nuova iterazione della “storia di anime e spade raccontata in eterno” ospita al suo interno svariate modalità, come:
Arcade;
Allenamento;
Versus;
Museo: Modalità che contiene una serie di immagini e testi relative alla storica serie;
Creazione: Modalità particolarmente in voga nell’ultimo periodo, qui potrete modificare i personaggi esistenti a vostro piacimento. Oppure potrete creare nuovi super personaggi prendendo ispirazione da altri giochi, film o dalla vostra fervida immaginazione, non daranno vantaggi, ma diamine se sarete fichi!;
Gioco Online: All’interno di questa macro-categoria sono presenti le classiche partite classificate e quelle del giocatore, quest’ultime hanno impostazioni personalizzabili e offrono la possibilità di creare stanze sia aperte che private. L’online sembra essere fluido, le problematiche principali notate fino ad ora sono quelle relative ai lunghi tempi di attesa;
Le Cronache di Nar…. dell’Anima
Questa modalità ci permette di seguire la storia di questo titolo che di fatto è un remake del primo SoulCalibur. Fatto che ci permetterà di vivere le avventure di Kilik, Maxi e Xianghua fino ad arrivare alla spada maledetta. Inoltre, ci sarà anche la possibilità di scoprire quali ruoli ricoprono gli altri personaggi che arricchiscono questo titolo.
SoulCalibur VI permette sia ai vecchi aficionados della saga, che a coloro che si affacciano in questo mondo per la prima volta di vivere una storia nuova. I primi potranno carpire piccoli segreti, mentre i secondi verranno invitati a recuperare il tempo perduto.
Il titolo ha una narrazione di certo poco originale, ma l’ambientazione viene ben caratterizzata, difatti il giocatore vivrà l’atmosfera pesante del 16esimo secolo dal punto di vista del team di sviluppo.
La trama vi porterà da un incontro ad un altro e questa dinamica a volte sfocia nella prevedibilità e monotonia, fortunatamente ora possiamo ammirare anche il carattere e la personalità dei personaggi, come Mitsurugi, arrogante oltre ogni limite e un po’ cieco oppure della bionda Sophitia, che lascia il suo mestiere da panettiera per intraprendere una misteriosa avventura.
Bilancia dell’Anima…
Questa è la modalità principale di SoulCalibur VI, ciò è dimostrato dal fatto che è posto in pole-position nel menu di gioco. Per giocare, dovrete creare il vostro personaggio e poi accompagnarlo in un’avventura parallela alle Cronache. Come nei titoli precedenti, potrete spostarvi sulla cartina del mondo di gioco, visitando i luoghi più evocativi dell’iconica serie.
Questa modalità trae spunto dai GDR al fine di aggiungere nuove meccaniche, restando però poco invasive e ben equilibrate con il resto del gioco.
Non solo storia…
In Bilancia dell’Anima, potrete anche giocare ad alcune missioni secondarie, quest’ultime vi garantiranno monete d’oro (valuta del gioco), armi o cibo (utili per attivare bonus temporanei). Alcune ci permetteranno di scoprire nuove informazioni su alcuni dei protagonisti del roster principale .
Personaggi
Il gioco ha ben 21 personaggi, molti derivano dai precedenti capitoli della serie, quest’anno sono stati aggiunti Groh, Azwel, Tira, Geralt e 2B (da Nier:Automata)
Combat System
Il gioco sembra aver abbandonato quella meccanica a crescita eccessivamente verticale, che aveva allontanato molti giocatori (spesso dediti al button-mashing). Per venire incontro ai neofiti Namco ha introdotto il Taglio Invertito, meccanica che permette di contrastare l’offensiva dell’avversario, dando ai giocatori un potente strumento negli scontri.
Ai giocatori di vecchia data possiamo dire con somma gioia che il Contrattacco in corsa è stato ridotto pesantemente. Nonostante alcune piccole imperfezioni, il gioco sembra pronto ad approdare tra gli E-Sports.
Cattive abitudini…
Il Season Pass non è stato apprezzato dai giocatori, per una duplice ragione, la prima dipende dall’introduzione a pagamento di Tira, già pronta in fase Beta. Il secondo aspetto sgradito ai più dipende dal fatto che non è possibile acquistare altri personaggio con la valuta di gioco (gli Euri sono preziosi dopotutto).
- Trama interessante...- Combat system riequilibrato- Finalmente la serie torna agli antichi splendori
Contro
- ... anche se resta un po' banale- Necessari alcuni ritocchi per tornare al top
Riassunto
Finalmente il Re è tornato, dopo l'insuccesso del precedente capitolo, Bandai Namco torna a mostrare ciò di cui è capace con SoulCalibur VI. Un prequel che piacerà a veterani e neofiti, grazie ad un buonissimo Combat System e una trama molto interessante.
In Red Dead Redemption 2 sono presenti 16 animali leggendari. Per completare il gioco al 100% vi basterà trovarne soltanto 5 ma cacciarli tutti vi permetterà di sbloccare i trofei: “Scuoiatore Provetto” e “Zoologo“.
In aggiunta ai trofei obiettivo, scuoiare uno di questi rari animali, consentirà di ottenere pelli leggendarie, le quali potranno essere rivendute ai mercanti che vi ricompenseranno con nuovi e originali abiti. Se per puro caso doveste perdere la pelle leggendaria, non abbiate paura, questa verrà “trasportata” direttamente al “Trapper” ovvero al Market più vicino.
Inoltre, lo scuoiamento degli animali completerà automaticamente il requisito di “studio” per il compendio. E non importa come li uccidiamo, lasceranno sempre la pelle leggendaria. Ciò vuol dire che possiamo facilmente crivellarli di proiettili in modalità Dead Eye oppure usare un candelotto di dinamite (e perderci il gusto di una lotta alla pari) senza influire sulla qualità della pelle.
La caccia agli animali leggendari comincia nel capitolo 2 quando Hosea ci porterà a caccia di un orso leggendario e ci fornirà anche una mappa degli animali leggendari, ma è incompleta e poco accurata…
Questa è la mappa fornitaci da Hosea. Possiamo consultarla () Documenti ->Mappe -> Mappa Animali Leggendari).
Come trovare animali leggendari
Dobbiamo andare alle posizioni mostrate nelle mappe qui sotto. Quando ci avviciniamo abbastanza, un’icona con una corona sulla testa mostrerà l’animale leggendario sulla mappa. Entrando nell’area dovrà comparire a schermo, nell’angolo in alto a sinistra, il seguente messaggio: “Sei entrato nel territorio dell’animale leggendario. Caccia questo animale leggendario trovando e ispezionando gli indizi”, altrimenti l’animale leggendario non verrà generato e staremo solo sprecando del tempo prezioso.
Se questo indizio non dovesse comparire nell’angolo in alto a sinistra, sarà necessario fermarsi, installare l’accampamento tramite la ruota degli oggetti, riposare un po’ e magari provare a ritornare in zona. Ciò è dovuto al fatto che il mondo di Red Dead Redemption 2 è dinamico e pertanto mutabile in poco tempo.
Per andare a caccia dell’animale leggendario sarà necessario premere: + : (levetta sinistra + levetta destra) e cercare indizi di colore giallo intorno all’area. Questi sono posizionati in maniera del tutto casuale all’interno del raggio di spawn degli animali quindi bisognerà girovagare un po’ nell’area circostante.
Buona caccia!
Lista degli animali leggendari:
#1 – Legendary Bharati Grizzly Bear
#2 – Legendary Moose
#3 – Legendary Beaver
#4 – Legendary Boar
#5 – Legendary Alligator
#6 – Legendary Panther “Giaguaro”
#7 – Legendary Fox
#8 – Legendary Coyote
#9 – Legendary Big Horn Ram
#10 – Legendary Elk
#11 – Legendary Wolf
#12 – Legendary White Bison
#13 – Legendary Buck
#14 – Legendary Tatanka Bison
#15 – Legendary Pronghorn
#16 – Legendary Cougar
Qui potete trovare la mappa con tutte le location degli animali leggendari:
#1 – Legendary Bharati Grizzly Bear
#2 – Legendary Moose
#3 – Legendary Beaver
#4 – Legendary Boar
#5 – Legendary Alligator
#6 – Legendary Panther “Giaguaro”
#7 – Legendary Fox
#8 – Legendary Coyote
#9 – Legendary Big Horn Ram
#10 – Legendary Elk
#11 – Legendary Wolf
#12 – Legendary White Bison
#13 – Legendary Buck
#14 – Legendary Tatanka Bison
#15 – Legendary Pronghorn
#16 – Legendary Cougar
Mappa generale con tutte le posizioni:
Se avete trovato e cacciato tutti gli animali leggendari, complimenti. Siete davvero dei cacciatori provetti!
Il più grande lancio nel fine settimana nella storia dell’intrattenimento.
Non c’è mai stato alcun dubbio sul fatto che Red Dead Redemption 2 sarebbe stato il titolo più venduto del 2018. Da quando è stato rivelato per la prima volta nel 2016, anche i sassi sapevano che il gioco era destinato a grandi cose. Tuttavia, nessuno si sarebbe aspettato di vedere Red Dead Redemption 2 infrangere ogni record nel suo primo weekend.
Red Dead Redemption 2 di Rockstar Games è stato pubblicato venerdì scorso e nei primi tre giorni ha raggiunto la cifra record di $725 milioni. Oltre a questo, il gioco ha raggiunto altri traguardi tra cui il più grande lancio al D1 per un gioco completo nella storia del PlayStation Network, maggiori vendite di sempre sul Network PlayStation nei primi 3 giorni di lancio, e il gioco più pre -ordinato su PlayStation Network e siamo sicuri che i record continueranno ad aumentare nei prossimi mesi.
Al di fuori dei risultati raggiunti in digitale su PSN, Rockstar Games ha confermato che Red Dead Redemption 2 anche in versione retail ha raggiunto alcuni importanti risultati. In particolar modo, miglior weekend di apertura nella vendita al dettaglio di un prodotto di intrattenimento, secondo miglior incasso di sempre (in tre giorni) nella vendita al dettaglio di un prodotto di intrattenimento. Per completare il tutto, il gioco detiene anche il record di titolo con il miglior lancio nel mondo dell’intrattenimento per l’anno corrente.
Con l’incredibile cifra di 725 milioni di dollari, Red Dead Redemption 2 è secondo al momento solo all’altro titolo jolly di Rockstar Games, ovvero Grand Theft Auto V che ha incassato $1 miliardo nei primi tre giorni successivi al lancio.
Arrivato su Playstation 4, Disgaea 1 Complete è la versione aggiornata del titolo che fu lanciato sul mercato nel lontano 2003.
Versione testata: PlayStation 4
I giochi, proprio come i film e gli spettacoli, non invecchiano particolarmente bene. Giochi semplici, come Super Mario Bros. 3 o Sonic the Hedgehog 2, sono in grado di riuscire nella sfida laddove molti titoli innovativi falliscono.
Questo è parte del vantaggio per le Remastered e i Remake. Invece di accettare solo le cose che ormai non corrispondono più agli standard attuali, gli sviluppatori possono implementare alcune nuove meccaniche; ad esempio possono aumentare la velocità dei combattimenti, possibilmente implementare l’online e permettere ai nuovi giocatori di sperimentare queste nuove inclusioni.
Questa, in sintesi, è la grande idea dietro Disgaea 1 Complete. Migliorando l’originale, i nuovi giocatori possono vivere l’inizio dello storico franchise. Tutte queste novità, faranno di Disgaea 1 Complete un must have o dovremmo accontentarci degli altri episodi della serie?
Disgaea 1 Complete inizia creando una delle migliori coppie di personaggi dell’intera serie: Laharl ed Etna, il primo è arrogante a tal punto da diventare comico, mentre Etna lo irride a ogni occasione. Questa coppia divertente riesce a compensare un’apertura piuttosto fiacca. Tale sensazione si acuisce ulteriormente quando Flonne diventa un membro chiave, portando infine ad alcune rivelazioni enormi e a una storia molto più profonda di quella che ci si aspetterebbe da un gioco in cui il personaggio principale ha un debole per le donne e le parole gentili.
Ti ricordi di Laharl?
Disgaea 1 Complete è una nuova versione di Disgaea: Hour of Darkness. Ormai è assodato il fatto che Disgaea è stato adattato e ampliato costantemente da quella release del 2003. Il gioco originale è stato aggiornato per PSP, trasferito su Nintendo DS, atterrato sui dispositivi mobili e persino apparso su Steam. Ognuna di queste versioni è diversa in qualche modo, e Disgaea 1 Complete riesce a portare l’aspetto tecnico alla pari con gli attuali giochi della serie. Infatti, hanno iniziato ad usare personaggi con risoluzione elevata dal quarto titolo (l’ultimo è Disgaea 5). La versione PSP (Afternoon of Darkness), inoltre, con i suoi aggiornamenti come la modalità Etna sembra aver spianato la strada a questa peculiarità grafica.
Nonostante il titolo sia molto datato, non restituisce quel senso di nostalgia che solo pochi titoli riescono a dare.
Nonostante tutto questo tempo, Laharl è sicuramente il personaggio meglio riuscito e più apprezzato dai fan storici della saga.
Demoni e caverne.
Disgaea: Hour of Darkness, come era stato originariamente intitolato, parla di Laharl, il principe degli inferi. Questi si sveglia da un lungo sonno e apprende che suo padre Overlord è morto, e in sua assenza il mondo dei demoni è stato distrutto per via di una lotta clandestina interna il cui oggetto di contesa era il trono lasciato vuoto. Così Laharl, pensato morto da tutti, deve uscire allo scoperto e affermare la sua autorità come vero erede della stirpe degli inferi. Lungo la strada incontrerà Flonne, un angelo convinto che questi nonostante la sua natura demoniaca, sia capace di qualcosa di più rispetto a odio e violenza.
Il collante qui – oltre al gameplay tattico basato sui turni, tipico del genere RPG – risiede nei numeri. Questi ultimi in Disgaea infatti riusciranno a superare la vostra immaginazione. Numeri? Stiamo parlando di danni, punti vita e punti magia ben oltre 9999, con opportunità quasi infinite di mescolare abilità e creare build veramente uniche. Inoltre, abbinare i numeri crescenti delle statistiche è uno spettacolo in battaglia, con la possibilità di concatenare massicci attacchi combo multipli e mosse speciali apocalittiche.
L’impegno profuso in Disgaea è enorme, nonostante la serie cresca di complessità con ogni nuovo capitolo del franchise. Detto questo, godersi semplicemente la trama e non immergersi nel meta e nell’end-game è assolutamente un’opzione, che può essere scelta senza troppe difficoltà.
Infatti, se acquisterete Disgaea 1 Complete solo per la colonna sonora stravagante (a tratti horror), per i personaggi intriganti e per la storia, è possibile essere soddisfatti senza immergersi nel vero role-playing che il titolo ha da offrire.
Un titolo in affanno e non.
Disgaea 1 Complete è solo una Remaster, ciò significa che le modifiche si limitano a poco più di una revisione grafica. Questo significa un sacco di cambiamenti, anche le abilità più semplici come inviare pirati non sono disponibili. Ciò causa alcuni problemi di progressione, in quanto non c’è molto che possiamo fare oltre a livellare pesantemente o cambiare la nostra tattica.
Per fortuna, l’esperienza di base rimane la stessa, il che significa che i problemi riscontrati dal giocatore saranno probabilmente di livello/attrezzatura. Se capiamo cosa funziona o come “abusare” di certe meccaniche, dovremo solo indovinare il tempismo di attivazione della stessa e progrediremo nell’avventura senza troppe difficoltà. Senza dimenticare il fatto che combatteremo alcuni dei più bizzarri boss end-game, basati sui titoli più popolari del franchise.
Continuando sul discorso del “datato”, Disgaea 1 Complete presenta una grafica piuttosto insolita. Mentre i personaggi generalmente sembrano alla pari con i titoli successivi, molti sfondi sembrano non modificati. Ciò crea un contrasto enorme quando abbiamo uno sprite HD che cammina in un mondo che sembra identico all’originale. Non è abbastanza per rovinare l’esperienza, tuttavia sicuramente non fa piacere notarlo.
Conclusioni.
Disgaea 1 Complete non è perfetto ma vale comunque la pena giocarlo. Rimane la migliore storia della serie, arricchita con alcune esilaranti battute. Certo, ci sarebbe stato bisogno di ulteriori ammodernamenti, ma gli elementi migliori sono compresi nel pacchetto. Questo è il tipo di gioco all’interno del quale potreste spendere centinaia di ore e avere sempre qualcosa da fare. Quindi, se volete perdervi in un nuovo gioco di ruolo a turni, questa è una scelta fantastica; tuttavia, i fan di vecchia data dovranno rassegnarsi al fatto che si tratta praticamente della stessa esperienza con qualche miglioria grafica e nulla più.
- Miglior storia della serie- Divertente nel gameplay e ottima OST- Infinite cose da fare
Contro
- Difficoltà di comprensione per i neofiti- Si tratta solamente di un upgrade grafico- Può risultare datato
Riassunto
Disgaea 1 Complete non è perfetto ma vale comunque la pena giocarlo. Rimane la migliore storia della serie, arricchita con alcune esilaranti battute. Certo, ci sarebbe stato bisogno di ulteriori ammodernamenti, ma va bene così.
Anche i pistoleri migliori hanno bisogno di qualcuno che gli indichi la rotta
State esplorando il vastissimo mondo di Red Dead Redemption 2 e vi sentite smarriti davanti alla creazione di Rockstar? Non temete, la Redazione di 4news.it è sempre vicino a voi, ecco 8 utilissimi consigli per sopravvivere in questo spietato mondo.
1. Il vostro cavallo è l’unico vero amico che avrete…
Come saprete sicuramente, il cavallo, oltre che il fidato destriero che avrà il compito di accompagnarvi in questo immenso mondo, sarà vostro amico, purtroppo anche i migliori amici se ne vanno…
Se il vostro cavallo verrà ferito gravemente, dovrete assistere all’impietosa scena della dipartita dell’animale, in mezzo a lamenti e sangue. Per evitare questa straziante scena, e mantenere il livello d’intesa, potrete acquistare un prezioso kit di rianimazione per la vostra cavalcatura.
Questo prezioso aiuto sarà disponibile in qualsiasi negozio e per utilizzarlo avrete poco tempo a disposizione.
2. Scotta troppo…
Se dopo alcuni colpi andati a buon segno, vorrete liberarvi della refurtiva, dovrete attendere che il ricettatore venga sbloccato. Per ottenere questo prezioso aiuto, bisognerà andare avanti nella storia.
Dopo che avrete sbloccato il ricettatore, molti di voi saranno tentati di liberarsi dell’intero inventario al fine di ottenere preziosi “verdoni”. Vi consigliamo di andarci piano, meglio tenersi da parte preziosi e animali leggendari, infatti se porterete questi materiali ai ricettatori, otterrete dei vantaggi in-game permanenti.
Non è solo una triste frase da rimorchio, infatti su Red Dead Redemption 2, un’attenta analisi dell’animale che intendete eliminare, vi porterà a ricche ricompense. Vi consigliamo di scegliere sempre prede di livello 3 (per scoprire il livello, basterà osservare l’animale con il binocolo). Le prede di questo livello infatti vi garantiranno materiali perfetti, solo se utilizzerete le giuste armi e le corrette munizioni.
5. I veri Cowboy sono ambidestri…
Non abbiamo analizzato al meglio tutti i vari sotto menù, dove questa opzione potrebbe essere presente. In ogni caso, per non trovarvi impreparati in mezzo ad uno stallo alla messicana, basterà premere il d-pad a sinistra e potrete spostare l’arma da un braccio all’altro.
6… i migliori però hanno doppia potenza di fuoco
“Two is megl’ che uan” è una frase che va sempre, dai gelati alle armi. Infatti se vorrete dettar legge nel Selvaggio West, dovrete sbloccare la seconda fondina, un fucile a canne mozze in una mano, una Colt nell’altra e… “Hasta la vista, Baby”.
7. Non siamo mica selvaggi…
Vero che l’ambiente è inospitale, ma non è necessario vivere come selvaggi per affrontare il West. Il buon Dutch Van der Linde, vi darà l’onore e l’onere di gestire i soldi del campo, non dovrete fare altro che potenziare il prima possibile gli alloggi, per farlo dovrete avvicinarvi al libro mastro vicino alla cassetta per i soldi, da lì potrete procedere ai miglioramenti per “soli” 220$.
Facendo questo, la banda si ispirerà al vostro buon esempio, lasciando a voi il tempo per esplorare serenamente il mondo di Red Dead Redemption 2.
Il mondo è troppo grande per voi? Alla modica cifra di 325$ riceverete la mappa, che vi permetterà di utilizzare il Viaggio Veloce dall’accampamento.
8. Ho detto mani in alto!
A volte è necessario usare “il ferro” per far capire agli altri che non stiamo scherzando, ma prima di macchiarci del reato di omicidio, possiamo sparare un colpo in aria.
Per farlo, basterà mirare in alto e premere il grilletto. Vi piace fare come Yosemite Sam? No problem, datevi alla pazza gioia.
Red Dead Redemption 2 è già disponibile per Xbox One e PS4, se volete acquistarlo, basterà cliccare qui. Intanto vi lasciamo alla nostra recensione ad opera di Cristian Eastwood…
Inizialmente erano stati annunciati solo alcuni titoli, tra cui Tekken 3 e Ridge Racer4, questa invece è la lista definitiva:
Battle Arena Toshinden
Cool Boarders 2
Destruction Derby
Final Fantasy VII
Grand Theft Auto
Intelligent Qube
Jumping Flash!
Metal Gear Solid
Mr. Driller
Oddworld: Abe’s Oddysee
Rayman
Resident Evil™ Director’s Cut
Revelations: Persona
Ridge Racer Type 4
Super Puzzle Fighter II Turbo
Syphon Filter
Tekken 3
Tom Clancy’s Rainbow Six
Twisted Metal
Wild Arms
Potete notare che sono presenti grandi classici come GTA, Resident Evil, Rayman e Metal Gear Solid.
A questo punto non resta che chiedervi, sono state soddisfatte le vostre aspettative? Che giochi avreste voluto? Ditecelo sulla nostra Pagina Facebook.
PlayStation Classic uscirà sugli scaffali il prossimo 3 Dicembre. Per ingannate l’attesa vi lasciamo al trailer della retroconsole.
Auricolari aurali compatibili con tutte le piattaforme!
Turtle Beach si sta godendo il periodo di rinascita. Il ritrovato successo va ricercato soprattutto nella diffusione del genere Battle Royale e agli eventi eSports che hanno sempre più importanza mediatica. La sua ultima opzione entry-level è la Recon 200, che a differenza del prezzo, poco inferiore ai 60€ si presenta incredibilmente di alta qualità. L’auricolare è compatibile con Xbox One, PlayStation 4, Nintendo Switch e dispositivi mobili, ma risulta funzionare perfettamente anche con il PC, quando impostato in modalità Xbox. In particolar modo, gli utenti PC possono beneficiare anche di funzioni surround aggiuntive!
Un design incredibilmente accattivante
Ciò che ci ha colpito immediatamente è stato il design. Le Turtle Beach Recon 200 sono cuffie cablate over-ear di dimensioni standard. Sono costruite con una fascia rinforzata in metalloavvolgentein finta pelle su uno spesso strato di memory foam che garantisce un confort duraturo nel corso delle lunghe sessioni di gameplay. La comodità è principalmente una questione di imbottitura, peso e forza di serraggio. Poiché le Turtle Beach Recon 200 sono cuffie di dimensioni normali e presentano i padiglioni auricolari imbottiti, non dobbiamo preoccuparci che le nostre orecchie vengano schiacciate.
Non è raro vedere i produttori tagliare gli angoli quando si tratta dell’imbottitura della fascia. Non sono così essenziali per il confort. Le differenze nell’imbottitura dell’archetto diventano davvero evidenti solo quando si indossano le cuffie per un periodo di tempo eccezionalmente lungo, o quando le cuffie che si indossano sono molto pesanti. La Recon 200 soddisfa entrambe le condizioni, quindi la presenza di un’imbottitura extra è una scelta che apprezziamo.
La schiuma all’interno della fascia si degraderà naturalmente nel tempo a seguito del contatto con il sudore e i capelli. Il design in finta pelle delle Recon 200 al tatto sembra essere piuttosto buono e dovrebbe proteggere la schiuma sottostante. L’unico svantaggio del tessuto, è che sembra troppo incline ad assorbile il sudore. A parte ciò, si potrebbe tranquillamente affermare che in termini di confort e di durata, le Recon 200 sono state costruite per durare più a lungo del suo “fratello” più costoso.
Le Recon 200 sono disponibili in colorazione bianca o nera e in entrambi i casi richiamano la fibra di carbonio. Il peso si aggira intorno al chilo, un peso nella media che riflette l’eccellente qualità costruttiva. I padiglioni auricolari con design chiuso, avvolgono perfettamente le nostre orecchie. Tutto va a vantaggio dell’isolamento acustico, offrendo un’esperienza immersiva e al contempo permettendo di udire al meglio i nostri compagni di squadra. L’isolamento non è ai livelli che ci saremmo aspettati, non raggiunge quello delle Stealth 200, ma è abbastanza per eliminare le distrazioni. È anche abbastanza utile per impedire che il suono dei nostri giochi possa disturbare gli altri. Sul padiglione sinistro troviamo il Microfono flip-up fisso omnidirezionale, la comoda Rotellina per il controllo del volume principale, la Rotellina per il controllo microfono variabile, lo Switch per il cambio di piattaforma Xbox One/PS4 e l’ingresso mini usb per la ricarica.
Contenuto confezione di vendita
Cuffie Gaming Recon 200
Cavo
Micro cavo di ricarica USB
Guida
Guida rapida
Adesivo
Adesivo di Turtle Beach
Specifiche tecniche
Collegamenti: Xbox One, PS4 Pro e PS4, Nintendo Switch, PC, dispositivi mobili – 3,5 mm
Risposta in frequenza 20Hz – 20kHz
Altoparlanti da 40 mm con magneti al neodimio
Comandi Integrati rotellina volume principale, rotellina controllo microfono variabile e cambio piattaforma Xbox One/PS4
Materiale Fascia pelle sintetica con cuscinetti in spugna
Materiale Cuscinetti over-ear (chiuso), pelle sintetica con cuscinetti in memory foam
Non deludono sotto l’aspetto audio
Le Recon 200 sono dotate di un microfono ad alta sensibilità con una pratica funzione flip-to-mute. Basta sollevare il microfono verso l’alto o abbassarlo verso il basso per attivarlo e disattivarlo in un attimo. Un’altra caratteristica importante del microfono è il monitoraggio microfonico variabile. Questa è una funzione che ci consente di ascoltare il suono veicolato attraverso il microfono stesso. In tal modo possiamo capire come gli altri ci ascoltano.
Ci sono essenzialmente tre cose che vale la pena sottolineare del suono della Recon 200. Il primo è il “suono amplificato” fortemente pubblicizzato, che è un modo elegante per dire che queste cuffie sono in grado di offrire un audio maggiorato rispetto alla dotazione hardware che hanno. Nonostante i relativamente comuni driver audio da 40mm, le Recon 200 sono in grado di offrire un suono molto alto. Troviamo una funzione di amplificazione dei bassi altrettanto forte (grazie alla funzione BASS BOOST), che dà molto più slancio ai toni bassi. Probabilmente non ci conferiranno grandi vantaggi competitivi, ma ci aiuteranno a immergerci al meglio nelle nostre attività che si tratti di un film o di un videogioco.
Inoltre, le Recon 200 sono abilitate per il suono surround, utilizzando Microsoft Windows Sonic e Dolby Atmos. Se non avete familiarità con Windows Sonic, è fondamentalmente una tecnologia proprietaria che può essere utilizzata su Xbox One o PC con Microsoft Windows 10. Aggiunge tutta la competenza sviluppata negli anni dalla società di Redmond al suono surround direttamente alle cuffie Recon 200, rendendole ben equipaggiate per la visione di film e programmi TV.
Le Recon 200 hanno una batteria che dovrebbe fornire 12 ore di carica. In realtà le 12 ore dipendono dai livelli di volume, dall’uso del microfono e così via. Ma a prescindere, non ci troveremo mai con le cuffie scariche nel bel mezzo della giornata, anche se stiamo giocando da ore e ore. Bisogna soltanto ricordarsi di ricaricarle abitualmente a fine giornata in tal modo non si percepirà alcuna limitazione di durata della batteria.
Altre considerazioni
Inevitabilmente l’imbottitura in ecopelle causerà un riscaldamento scomodo. Ciò dipende da quanto a lungo si decide di utilizzare l’auricolare in maniera consecutiva. Se facciamo delle pause, ogni 2-3 ore, non avremo alcun effetto indesiderato di riscaldamento dei padiglioni. I giocatori che intendono invece giocare per 10 ore consecutivamente senza fare una pausa, è meglio che valutino il passaggio alle Stealth 300. Hanno una durata approssimativa della batteria maggiore, un suono leggermente superiore e una migliore dissipazione del calore.
Ma non tutti passano l’intera giornata a giocare. Se giochiamo per un paio d’ore alla volta, non avremo bisogno di una durata quadrupla della batteria o di una migliore dissipazione del calore. Per chi ha un budget limitato le Recon 200 rappresentano un’ottima scelta. Hanno il suono che i giocatori ricercano, una qualità costruttiva generalmente robusta e un microfono comodo e di alta qualità facile da configurare.
Commento finale
Le Recon 200, al prezzo di circa €60, sono in grado di offrire un suono di alta qualità, con volume e bassi amplificati e in aggiunta hanno una discreta durata della batteria interna. La qualità del microfono è abbastanza buona per comunicare con gli altri giocatori, ma non aspettatevi miracoli per podcast o la creazione di contenuti. Se giocate qualche ora al giorno, vi consigliamo assolutamente l’acquisto di queste cuffie. Le Recon 200 sono economiche ma risultano essere superiori alla media, offrendo un audio eccezionale soprattutto su PC e Xbox One grazie alle funzioni Microsoft Windows Sonic e Dolby Atmos. Il design bicolore in fibra di carbonio sembra ottimo e i materiali robusti, abbinati agli interni in metallo, dovrebbero garantire che questo auricolare “sopravviva” nel tempo.
Questo inverno vede il lancio della prima collezione data dalla collaborazione tra i Gorillaz e G-SHOCK. Questa nuova entusiasmante collezione di orologi in edizione limitata arriva in un periodo di festeggiamenti per entrambe le parti: il 35° anniversario del brand G-SHOCK che ricorre nel 2018 e l’uscita di un nuovo acclamato album della band virtuale più famosa del pianeta.
G-SHOCK e Gorillaz hanno unito le forze per creare degli orologi dallo stile unico: una nuova collezione in edizione limitata con orologi creati appositamente pensando ai membri della band. Il DW5600 è stato ripensato per 2D, Murdoc, Niccals e Noodle in tre diverse varianti colore che rispecchiano i rispettivi personaggi attraverso dettagli specifici e packaging personalizzati.
Il DW5600 “The Origin” è un classico G-SHOCK: lanciato nel 1986, è l’orologio indistruttibile che non pone limiti a chi lo indossa. Il design del 5600 si distingue per il suo look universale e caratteristiche tecniche quali resistenza agli urti, impermeabilità fino a 200 m e display LCD resistente ai graffi. Al batterista dei Gorillaz Russel Hobbs viene invece dedicato il più resistente GX56 “The King”, un orologio a ricarica solare che, oltre a poter essere utilizzato per molto tempo senza cambiare la batteria, offre tutte le caratteristiche che ci si aspetta da un G-SHOCK, tra cui la resistenza agli urti e, in questo caso, anche una struttura mud-resist (anti-fango).
Il 35° anniversario di G-SHOCK è l’occasione perfetta per festeggiare il primo orologio che ha sbalordito il mondo con un concetto di resistenza che sfida la logica dell’orologeria tradizionale. Negli anni G-SHOCK è sempre riuscito ad andare oltre i propri limiti, migliorando continuamente sia il design che la tecnologia.
HyperFocal: 0
I Gorillaz, fenomeno globale che sposa il concetto di filosofia collaborativa, hanno raggiunto la vetta di tutte le classifiche mondiali e hanno fatto tournée in tutto il mondo, da San Diego alla Siria, totalizzando centinaia di ascolti in streaming e vendite record, riscuotendo successo in un modo del tutto innovativo.
L’obiettivo della partnership Gorillaz x G-SHOCK, che vede l’unione di due innovative entità di fama internazionale, è quello di offrire una reinterpretazione di uno stile classico.
Per il lancio invernale dei modelli Gorillaz x G-SHOCK nei punti vendita e online sono previste due date:
-Murdoc e 2D, 15 novembre 2018
-Russel e Noodle, 15 dicembre 2018
Sono previsti altri aggiornamenti, inclusa una speciale installazione Gorillaz x G-SHOCK presso lo store G-SHOCK di Carnaby Street a Londra.
Red Dead Redemption 2 è uno dei giochi più bizzarri, ambiziosi e confusionari di questo decennio.
Versione testata: PlayStation 4
Red Dead Redemption 2 è un prequel del Western Open-World del 2010. Ambientato quasi interamente nel West Americano due decenni dopo la ricostruzione, racconta due storie parallele: una riguarda un viaggio fuori dall’acqua con il criminale di buon cuore Arthur Morgan e i suoi colleghi, tutti membri di una famigerata banda; l’altra, verte sul senso di ipocrisia dell’Occidente americano. È un titolo che paradossalmente, sembra essere stato realizzato con tanto amore, ma al contempo è permeato da una potente dose di odio verso se stesso.
Con sicurezza possiamo affermare che Red Dead Redemption 2 è il gioco più bizzarro, più lento e più confusionario di questo decennio.
Red Dead Redemption 2 è un gioco di scelte e conseguenze in cui si ha solo l’illusione del libero arbitrio. Sì, ci sono alcune decisioni da prendere e quelle decisioni daranno forma al nostro personaggio e al mondo che ci circonda. Anche se le scelte più importanti sono state fatte prima ancora che inizi la partita, lasciandoci ad affrontare il caos. E poiché si tratta di un prequel, anche voi (probabilmente) saprete come finisce la storia… Tutto ciò che rimane è scoprire cosa succede nel mezzo e goderselo al meglio. A tal fine, combatteremo contro la natura ripetitiva delle missioni, frequenti dilemmi morali e l’inconveniente di fare ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Per la maggior parte del tempo la frustrazione e la tensione, che saranno vostre inseparabili compagne di viaggio, riusciranno a donare maggiore impatto alla storia.
In un mondo spietato con gente senza scrupoli
Cominciamo dall’inizio: è il 1899 e i fuorilegge americani sono una specie in via di estinzione. L’olandese Dutch Van der Linde e la sua banda sono in fuga dopo una rapina fallita nella fiorente città di Blackwater e si sono ritirati in alto sulle montagne dove una tempesta sta coprendo la loro fuga. Ci ritroviamo ad indossare i panni di Arthur Morgan, un fuorilegge straordinariamente bello e capace che è stato trovato e cresciuto da Dutch seguendolo nel cammino che porta alla parte sbagliata della legge.
La banda di Van der Linde è già in declino, come sappiamo dal gioco precedente. Ci sono alcuni volti noti – il protagonista di Red Dead Redemption, John Marston, tanto per cominciare – e anche di nuovi. Come membro anziano Arthur Morgan, è nella posizione privilegiata di essere la mano destra di Dutch Van der Linde; è a conoscenza delle sue macchinazioni e partecipa attivamente a tutte le uscite più importanti. Una volta che la banda è riuscita a scappare dalla tempesta, si stabilisce in un bivacco temporaneo. Qui ci troveremo sin da subito a dover asservire ai nostri compiti, partendo dalla Gestione delle finanze del campo.
Abbiamo un certo potere decisionale, fatto che ci darà la giusta energia e ci incoraggerà a fare come riteniamo più opportuno. Una lunga serie di missioni della storia ci presenta in anticipo alcuni dei modi in cui possiamo passare il tempo; tra questi la caccia, la pesca, l’allevamento dei cavalli e il furto. Ci sono diverse “nuove” meccaniche e l’apprendimento delle basi richiede diverse ore di pratica e adattamento. Inoltre, l’apprendimento effettivo è ben programmato e integrato con il proseguire della narrazione e le missioni ci informano anche sui personaggi e sull’area circostante.
Immerso nel selvaggio West, dovrai tenere il mondo di gioco ai tuoi piedi
E che mondo è! Più ampio, più bello e più vario di quello che abbiamo esplorato in Red Dead Redemption (nonostante siano incluse anche alcune parti della mappa di quel gioco). Ci sono cime innevate e umide paludi infestate da alligatori. Si passa dalle fitte foreste alle piantagioni, passando per altipiani, fattorie, laghi, piantagioni e caverne. C’è la città fangosa di San Valentino, con i suoi edifici in legno e il suo fascino rustico, e poi c’è l’imponente città di Saint Denis, una metropoli sudicia e in crescita, piena di stravaganze moderne come tram elettrici, strade asfaltate e ristoranti cinesi. Il vasto assortimento di ecosistemi e ambienti perfettamente cuciti insieme qui è a dir poco straordinario.
Red Dead Redemption 2 fa un lavoro eccezionale a razionare lentamente i motivi per visitare ogni angolo del suo enorme mondo. Le carte non vengono scoperte sino alla fine del gioco, che vi accompagnerà per oltre 60 ore. Sarà una gioia scoprire luoghi privi dell’impronta umana o che non avevamo avuto modo di raggiungere in precedenza. La capacità di questo gioco di mantenersi fresco dopo così tante ore è straordinaria; ancor di più se si pensa che non è interamente dovuto alle dimensioni e alla diversità del mondo: Invero, è da attribuirsi a come tutti i luoghi presenti sembrino vivi. Mentre il mondo in gran parte rurale di Red Dead Redemption 2 è molto meno denso di quello di Grand Theft Auto V, è assolutamente ricco di fauna selvatica da scoprire, persone con cui interagire (e potenzialmente aiutare) e come detto poche righe più su, luoghi da scoprire e esaminare.
Il realismo fa quasi da padrone in questa esperienza
I migliori open world sono quelli che sembrano quasi indifferenti alla nostra presenza.Ci siamo seduti e abbiamo guardato i boscaioli abbattere gli alberi in un campo e curiosamente pedinato uno sconvolto uomo inglese che vagava per la città cercando il suo compagno “Gav”. Niente di tutto questo è cruciale per la progressione della storia di Arthur; aiuta solo a costruire un mondo intorno a lui che ci ha fatto sentire come un visitatore piuttosto che il centro dell’universo. Red Dead Redemption 2 ci “inchioda” in un modo che pochi altri titoli, o meglio nessuno del genere, è riuscito a fare prima.
Oltre ai meccanismi delle varie attività, ci vengono presentati anche alcuni elementi di semi-realismo con i quali dobbiamo confrontarci. Principalmente, dobbiamo mangiare per rinvigorire la nostra salute, la resistenza e le “abilità”, che si esauriscono con il passare del tempo. Mangiare troppo o troppo poco porta a cambiamenti di peso e variazioni delle statistiche. Mangiare in sé non è un problema, ma mangiare abbastanza per mantenere un peso medio è una meccanica invasiva; nonostante abbiamo verificato meticolosamente cosa e quanto spesso abbiamo mangiato, non siamo riusciti a far si che Arthur non fosse in sottopeso, e mangiare più spesso avrebbe richiesto troppo tempo. Anche il sonno ha il suo ruolo, ma non è di primaria importanza, mentre per sopravvivere a temperature calde o fredde basterà scegliere l’abito giusto dalla ruota degli oggetti. Ritornando al peso, possiamo tranquillamente dire che la sua gestione si avvicini molto al frustrante.
L’America di fine ‘800 in tutto il suo splendore
Le opzioni di viaggio veloce limitate sono il lato migliore del realismo di Red Dead Redemption 2, forse in controtendenza con altri titoli “simili”. Non c’è nessun viaggio veloce all’inizio e poche opzioni di spostamento, quindi dobbiamo fare affidamento quasi esclusivamente sul nostro fedele destriero per muoverci e non solo. Potrebbe risultare leggermente lento, ma non si percepisce particolarmente in quanto, lungo la strada, c’è molto da fare e da vedere.
Gli incontri casuali sono abbondanti e spesso interessanti; potremmo trovare uno straniero che ha bisogno di un passaggio in città o una vittima di un morso di serpente che ha bisogno di qualcuno per succhiare il veleno dalla ferita ed evitare il peggio. Potrete imbattervi di fronte ad un grottesco omicidio che vi lascerà completamente fuori strada, oppure possiamo ignorare qualcuno in pericolo e continuare a cavalcare. Proprio come possiamo decidere noi chi derubare o uccidere, ci imbatteremo anche in persone che faranno lo stesso con noi.
Nella valle della violenza
Il ritmo più lento di Red Dead Redemption 2 rispetto a GTA V ci incoraggia ancora di più a goderci il mondo proposto dallo sviluppatore. I corpi devono essere saccheggiati manualmente e Arthur ha bisogno di maneggiare fisicamente un corpo per farlo. Le pistole ad azione singola devono essere armate prima di sparare.Il caffè deve essere preparato prima di berlo.
Sospettiamo che qualcuno potrebbe considerare questo genere di cose inutili, ma fidatevi che non è così. C’è qualcosa di metodico in questo, che aiuta davvero Arthur a trovare la giusta posizione nel mondo, piuttosto che farlo sentire come se stesse scivolando attraverso di esso. Ad esempio, abbiamo particolarmente apprezzato il processo deliberato e meccanico di caricare una nuova cartuccia con un fucile a leva tramite una seconda pressione del pulsante di fuoco: possiamo addirittura sospendere l’effetto “drammatico” a metà del procedimento. Quelli di Rockstar non hanno bisogno di questa meticolosità, ma il team americano, con aggiunte quasi banali e controlli così raffinati ha fatto in modo di farci sentire, proprio come il protagonista, parte dell’universo di Red Dead Redemption.
Il ritmo, lo decideremo noi, senza alcuna fretta. Ci guardiamo intorno e borseggiamo una dozzina di ragazzi morti o andiamo via da Dodge? Sono situazioni alle quali dobbiamo essere preparati e soprattutto dovremo accettare anche le relative conseguenze alle nostre azioni perché indugiare sulla scena di un crimine ci mette naturalmente a rischio di essere scoperti. Certo che quella pepita d’oro era troppo allettante per lasciarla ad altri….
Diversi ambienti per la più grande avventura Rockstar
La versione dell’America di Red Dead Redemption 2 è vasta e aperta, e si estende dalle montagne innevate alle Grandi Pianure fino alla New Austin del gioco originale nel sud-ovest. Più a est c’è il profondo sud, ispirato alla Louisiana, che sta ancora subendo gli effetti della guerra civile dopo quasi 40 anni. C’è un cambiamento distinto quando si viaggia da una regione all’altra; mentre le colline erbose diventano paludi piene di alligatori, i veterani dell’Unione lasciano il posto ad arrabbiati ostaggi confederati, mentre buone intenzioni e razzismo si trasformano in disperazione e totale bigottismo.
La varietà fa sentire il mondo ricco, e si percepisce che esso reagisce attivamente a noi e cambia indipendentemente dal nostro effettivo coinvolgimento; gli edifici andranno scomparendo col passare del tempo, alcune delle persone con cui abbiamo parlato si ricorderanno delle nostre azioni (buone o cattive che siano) perfino molto tempo dopo aver interagito con loro. Gli eventi accidentali che accadono mentre esploriamo, costituiscono gran parte del sistema morale, in cui guadagniamo e perdiamo onore in base alle azioni che andremo a compiere. La morale “buona” è relativa – dopotutto facciamo comunque parte di una gruppo di banditi.
Aiutare qualcuno che ha problemi con la legge ed è in fuga da essa, potrebbe farci guadagnare punti morale “buoni”, anche se dovrete uccidere qualche uomo di legge e/o ladro. Commettere un crimine disonorevole è qualcosa di difficile da fare senza che qualcuno ci veda o abbia intuito qualcosa, ciò accade persino nei luoghi più remoti. Solitamente la corretta riuscita di eventi criminosi richiede di rintracciare e minacciare un testimone, scappare e nascondersi dalla legge, o pagare una taglia. Perpetrare “azioni cattive” ci permetterà di guadagnare più soldi, mentre l’onore ci farà ottenere degli sconti interessanti nei negozi. Tra l’altro alcune missioni della storia sapranno riempire d’oro le vostre tasche.
Buoni o cattivi, non è la fine…
Il gioco spinge sul far comportare diligentemente Arthur. Difatti, i membri della banda con i quali ha più rapporti sono i più virtuosi del gruppo, mossi da principi leali e altruistici, quali il desiderio di aiutare il prossimo. Per questo motivo, generalmente, Arthur reagisce in modo negativo a coloro che sono testardi e viziosi. Il più odiato dal protagonista è senza dubbio Micah Bell, un personaggio così disgustoso che consigliamo di evitare, al fine di seguire percorsi più onorevoli.
Uno dei dettagli più sottovalutati del gioco è il diario di Arthur, in cui il protagonista ripensa sia ai grandi eventi che alle cose più banali e quotidiane. Disegna i posti dove va, ritrae le piante e gli animali che trova durante la sua avventura e scrive pensieri che a malapena dice a voce alta. Il diario cambia in relazione al livello d’onore; tuttavia, pur raggiungendo la valutazione onorevole, le pagine del diario sono piene di preoccupazioni e crisi esistenziali – turbolenze interiori per il fatto di essere o il bene o il male, ad esempio – che ci fanno davvero venir voglia di vederlo diventare una persona migliore.
La storia come peggior nemico del buon Arthur
Tuttavia, è molto più difficile sentirsi un bravo ragazzo quando si svolgono le missioni della storia principale. Arthur, come altri, è fedele alla banda prima di tutto. Ciò significa seguire Dutch nei guai, aiutare gli amici carcerati e commettere una serie di rapine al solo scopo di ottenere denaro per la banda.
Anche se stiamo cercando di fare del bene, dovremo inevitabilmente massacrare intere città in missioni obbligatorie. Purtroppo, furtività e abbattimenti non letali non sono sempre un’opzione, e il mirino di blocco automatico rende le sparatorie la soluzione migliore.
La dissonanza tra queste due morali è a dir poco frustrante, ma è incredibilmente importante per l’arco narrativo e di crescita del buon Arthur così come la comprensione della banda nel suo insieme.
Ciò si estende alla struttura delle missioni della storia, che iniziano a diventare prevedibili a metà del gioco. Il gioco si basa su una buona narrativa che grazie alla buona varietà e al bilanciamento fra missioni ed esplorazione, riesce ad essere davvero convincente.
Come ogni buon prequel, c’è un’incredibile quantità di tensione nel sapere cosa succede senza sapere esattamente come. Se avete giocato a Red Dead Redemption, saprete chi sopravvive e di conseguenza chi probabilmente non ce la farà fino alla fine del gioco. Anche durante le parti più lente, saremo in attesa di tradimenti, scontri e altri eventi di cui abbiamo sentito parlare solo vagamente prima. Staremo in trepidante attesa che i personaggi rivelino la loro vera identità, e guardare la matassa dipanarsi è allo stesso tempo, avvincente e straziante.
Commento finale
Red Dead Redemption 2 affronta con attenzione le questioni pertinenti dell’epoca. I personaggi non vengono definiti per ciò che sono, siano essi bigotti o razzisti vengono piuttosto identificati come individui a tutto tondo, senza tuttavia ignorare che sessismo e razzismo esistano vivi e vegeti nel selvaggio West. Uno degli archi narrativi si concentra su un problemi abbastanza seri, ma, la mancanza di una vera scelta nella direzione della storia e il conseguente coinvolgimento in ciò che accade, molto probabilmente vi metteranno fortemente a disagio.
Mentre Red Dead Redemption era principalmente incentrato sulla storia di John Marston, RDR 2 riguarda l’intera banda di Van der Linde. Quest’ ultima è vista come una comunità, come un’idea, e come l’ultima espressione del morente selvaggio West. Il titolo riguarda anche Arthur, ma come la lente attraverso cui si guarda la banda, la sua storia personale è al servizio di qualcosa di più ampio. Alcuni sistemi frustranti e una prevedibile struttura della missione, aiuteranno notevolmente la storia, anche se ci vuole pazienza per superarli e capire perché. Red Dead Redemption 2 è un prequel eccellente, ma è anche una storia emozionante e stimolante a sé stante, ed è un mondo che non lascerete con facilità quando la storia è finita.
- Il gioco ha un incredibile peso come prequel- Caratterizzazione dei personaggi magistrale- Un mondo vasto dove non siamo il protagonista ma lo spettatore- Missioni e storie ben scritte- Il sistema sociale migliora l'immersione e l'impatto con la storia
Contro
- Elementi di semirealismo in realtà ci alienano dalla storia
Riassunto
Red Dead Redemption è assolutamente un must di questa generazione.