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Recensione Yokai Watch 2 Psicospettri

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Polpanime, Spiritossi, ci mancavano solo gli Psicospettri!

D’accordo, la famiglia Nintendo 3DS è prossima alla pensione, ma chi continua a dire che la console ha già un piede nella fossa è un folle. Negli ultimi mesi sono arrivati titoli su titoli in esclusiva della piccola portatile Nintendo, ormai con sette anni di lavoro alle spalle, alcuni davvero indimenticabili. Tanto per ricordarne alcuni, che tra l’altro abbiamo recensito, Ever Oasis e Monster Hunter Stories. Ma appunto, solo soltanto due: bisogna aggiungere glorie più recenti come il professor Layton e il complotto dei milionari e Yokai Watch 2: Psicospettri.

Quella di Yokai Watch è innegabile sia stata una saga molto prolifica e di successo negli ultimi anni. Da noi i titoli della serie sono arrivati uno dopo l’altro in maniera dirompente, un po’ più dilazionati invece in Giappone, ma anche questa in fondo è la spia di un successo annunciato. Vuoi perchè sono tanto simili ai Pokémon, vuoi perchè comunque NON sono i Pokémon mai produzioni GDR più profonde, Spiritossi e Polpanime hanno registrato un’ottima accoglienza la scorsa primavera, al momento del loro arrivo su Nintendo 3DS. E adesso si chiude questa “seconda fase degli Yokai” con Psicospettri.

Non sapete dove collocarlo sulla vostra mensola? Non sapete dove va a parare la sua storyline? Ci pensiamo noi!

Cristallo, Smeraldo… Psicospettri

Yokai Watch 2 Psicospettri è attualmente la versione definitiva del secondo capitolo della serie in commercio (Yokai Watch 2). Contiene infatti tutto quello che già avevano da offrire i capitoli della scorsa primavera, Spiritossi e Polpanime, e in più tante altre caratteristiche di cui vi diremo tra poco. E’ un pregio o un difetto? Se avete già acquistato uno dei due capitoli sopracitati, forse potreste pensare che le aggiunte non bastano a giustificare un nuovo esborso di 40 euro. E infatti tendenzialmente vi daremmo ragione: perchè Yokai Watch 2 Psicospettri a livello di trama non aggiunge nulla di significativo a quanto visto negli altri due.

Ci troviamo di fronte a un meccanismo alla “terza edizione dei Pokémon”. Avete presente quando, dopo Oro e Argento, uscì Cristallo? O quando dopo Rubino e Zaffiro venne pubblicato Smeraldo? Ecco qui è la stessa cosa. Cambiava la trama? No che non cambiava. C’erano nuovi Pokémon? Mah, qualcosina. Psicospettri fa la stessa identica cosa: ripropone la stessa trema, con gli stessi eventi, ma aggiunge parecchi dettagli succosi. E quindi per gli appassionati quasi quasi… se ne volano quei 40 euro.

Oltre a tutti i contenuti di Spiritossi e PolpanimeYokai Watch 2 Psicospettri include queste novità, che abbiamo riassunto per punti per facilitare la fruizione immediata:

  • 12 nuove missioni. Compresa quella che esplora le origini della misteriosa Darknyan – in aggiunta alle imprese tratte da Spiritossi e Polpanime – tutti gli eventi raggiungono un totale di 100 imprese da affrontare;
  • La possibilità di stringere amicizia con 15 Yo-kai dispettosi, apparsi in precedenza solo come avversari, per un totale di oltre 300 Yo-kai giocabili. Quindi è il gioco con il maggior numero di spiritelli in assoluto;
  • Ci sono Dungeon esclusivi per chi possiede Spiritossi e Polpanime. I giocatori con i dati di salvataggio di una delle due precedenti versioni potranno accedere a nuovi dungeon per combattere boss speciali e stringere amicizia con esclusivi Yo-kai.
  • Nuovi luoghi da esplorare, incluso il Gera Gera Resort (quindi una mappa ampliata, anche se solo leggermente).
  • Una versione ampliata della modalità co-operativa locale Yo-kai Watch Blasters, con nuovi e potenti boss da sconfiggere

Riassumendo: più spiritelli da collezionare, più ore di gioco, più luoghi, più missioni, vantaggi esclusivi per chi possedeva i giochi precedenti (o ha a disposizione la cartuccia di un amico da “prendere in prestito”). Bastano come gradite aggiunte per una riedizione? secondo noi sì.

Un gioco di ruolo di alta qualità

Vi abbiamo dato finora i motivi per cui ricomprare nuovamente Yokai Watch 2, nella sua versione aggiornata. Ma non dobbiamo dimenticare un punto fermo imprescindibile: che il titolo in sè, riedizione a parte, è un gioco che tutti i possessori di Nintendo 3DS (e 2DS) dovrebbero provare almeno una volta nella vita. Dal punto di vista ruolistico e collezionisti l’avventura di Nathan su Nintendo 3DS non teme rivali, se non proprio i Pokémon. I mostriciattoli da trovare e con cui stringere amicizia sono più di 300, e siamo solo al secondo capitolo della serie! Va bene, non tutti saranno ispirati, alcuni presenteranno un design discutibile, ma comunque di carne al fuoco (e spesso di qualità) ce n’è tanta.

La mappa è talmente vasta che il nostro eroe per spostarsi da un punto all’altro deve prendere i mezzi pubblici. Il backtraing è favorito non solo dalla cattura di spettri non tutti inizialmente recuperabili (dovremo tornare negli stessi luoghi più volte, anche in seguito), e dalla raccolta di oggetti di interesse. Trama longeva e collezionismo attestano la durata del titolo sulle sessantina di ore , volendo fare tutto e di più – una trentina per i più rapidi, che magari di raccogliere tutte le medaglie del titolo non hanno proprio voglia.

Il livello tecnico della produzione rappresenta uno dei picchi su Nintendo 3DS, spremendo la macchina fin dove possibile, con dettagli curatissimi, ambienti vasti, cali di frame rate inesistenti. Beh, è inesistente pure il 3D volendo andare a trovare il pelo nell’uovo. Ma del resto già la stessa esistenza del 2DS ci ha fatto capire quanto conti per Nintendo il 3D, ormai…

Commento Finale

Yokai Watch 2 Psicospettri è un acquisto che va ponderato. Vi piacciono gli RPG, i titoli collezionistici e di “combattimento passivo” in tempo reale? Non avete mai provato la serie Yokai? E allora compratelo ad occhi chiusi, perchè non ve ne pentirete. Siete dei fan sfegatati che hanno già spolpato Polpanime (il gioco di parole è voluto)? Allora ponderate bene le novità aggiunte al secondo paragrafo prima di procedere all’acquisto. Ma resta comunque un titolo da provare, almeno una volta, magari sgraffignandolo a un amico. Siamo ai picchi massimi delle produzioni per Nintendo 3DS, qualitativamente parlando. E anche dal punto di vista del divertimento offerto.

Life is Strange: Before the Storm, il nuovo trailer svela la data di uscita del secondo episodio

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La storia continua.

Con un trailer pubblicato poche ore fa, Square Enix e Deck Nine Games hanno annunciato che il secondo episodio di Life is Strange: Before the Storm, intitolato “Brave New World”, sarà disponibile a partire dal 19 Ottobre su PS4, XBOX One e PC.

Potete visualizzarlo qui di seguito:

Sony: siglata una partnership fra GT Sport e Lewis Hamilton

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Sarà il vostro mentore!

Dopo la release della demo a​tempo limitatosiamo Sony ha annunciato che Gran Turismo e Lewis Hamilton, tre volte campione del mondo di Formula 1, uniranno le forze nell’ultimo capitolo del franchise, GT Sport. Il pilota apparirà infatti nel gioco in veste di mentore per condividere la sua esperienza e aiutare i giocatori di tutto il mondo a migliorare la propria tecnica di guida.

​​“Gioco a Gran Turismo da quando ero un bambino – ha dichiarato Hamilton – ​​per cui far parte realmente del gameplay è stata un’esperienza incredibile”.

Need For Speed Payback, nuovo story trailer

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Ci presenta i personaggi di Tyler, Jessica e Sean

Electronic Arts e Ghost Games hanno pubblicato oggi uno story trailer dedicato al loro prossimo gioco di corse clandestine, Need for Speed: Payback

Nel video ci verranno introdotti i tre personaggi principali: Tyler Ramirez, Jessica Miller e Sean McAlister. La loro missione sarà quella di unire le forze per sventare i piani del pericoloso cartello “The House” che domina Fortune valley.

Ricordiamo che Need For Speed Payback uscirà il 10 novembre su PC, PlayStation 4 e Xbox One; coloro che prenoteranno la versione deluxe avranno l’accesso anticipato al gioco di 3 giorni, a partire dal 7 novembre.

LEGO Marvel Super Heroes 2, nuovo story trailer

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Torniamo nell’universo a mattonici della Marvel!


Warner Bros. Interactive Entertainment oggi ha presentato un nuovo trailer di LEGO Marvel Super Heroes 2 che va ancora più a fondo nell’originale storia trasversale presentata in quest’avventura LEGO tutta nuova. Il video, proposto di recente alla New York Comic Con, include l’adorabile cagnolino Cosmo il cane spaziale, cosmonauta telepatico sovietico, responsabile della sicurezza di Knowhere, nonché alleato dei Guardiani della Galassia, a cui viene richiesto di avvertire i Super Eroi e formare una squadra d’élite per affrontare il supercriminale viaggiatore del tempo, Kang il Conquistatore.

Kang si è impossessato di svariate città Marvel e di luoghi in ogni spazio ed epoca per creare l’hub a mondo aperto in continua espansione di Chronopolis, nella speranza di conquistare l’universo. Ecco spiegata la richiesta di aiuto di Cosmo, che porta a collaborare vari gruppi dei Super Eroi Marvel giunti da diverse epoche e realtà – tra i quali Star-Lord, Thor, Spider-Man, Gwen Ragno, Hulk, She-Hulk, Ms. Marvel, Rocket Raccoon, Iron Man, Cowboy Captain America, Dottor Strange, Captain Marvel, Black Panther, Groot e molti altri – che devono unirsi per sventare i piani diabolici di Kang.

Ricordiamo che LEGO Marvel Super Heroes 2 arriverà su Nintendo Switch, PC, Xbox One e PlayStation 4 e sarà disponibile dal 17 novembre 2017


Di seguito il trailer della storia:

Una serie di nuovi pad PlayStation 4 in arrivo

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Più piccoli e compatti del DualShock 4.

Sony ha annunciato l’arrivo di 3 controller, con licenza ufficiale, realizzati da altrettante case produttrici: Nacon, @PLAY, ed HORI. Questi nuovi controller, chiamati per l’appunto “compact”, risultano molto più piccoli rispetto ai normali DualShock 4.

Il controller realizzato da Nacon appare molto simile alla versione standard, ma comunque ben progettato, così come quelli realizzati da @PLAY, mentre HORI ha voluto creare un pad completamente diverso, che strizza l’occhio al passato. Saranno tutti disponibili da novembre, anche in diverse colorazioni.

I tre controller inoltre avranno tutte le funzionalità che vi aspettereste dal DualShock 4: il touchpad, il tasto share..c’è veramente tutto. Unica pecca, comune a tutti i pad mostrati , è il collegamento tramite cavo e non wirless.

Purtroppo non ci sono informazioni riguardanti il prezzo, ma siamo sicuri che presto arriveranno nuove notizie in merito.

Vi lasciamo ad una serie di immagini che mostrano i nuovi pad:

Nacon

@PLAY

HORI

The Evil Within 2, pubblicata una nuova gallery di immagini

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Guardiamole insieme.

Manca un solo giorno all’uscita di The Evil Within 2 e Bethesda ha pubblicato una nuova gallery di immagini.

Sebastian Castellanons è un ex detective di polizia alle prese con un forte stato di depressione e costretto a fare I conti con i fantasmi del suo passato. Padre amorevole, dotato di un forte attaccamento alla famiglia, viene però abbandonato dalla moglie in seguito alla tragica morte della loro bambina di appena cinque anni, Lily. Ora, disilluso e tormentato, ha trovato nell’alcol l’unico modo per spegnere almeno in parte il suo dolore.

Dopo aver scoperto che la figlia è ancora viva, Sebastian è pronto a tutto pur di ritrovarla. Di conseguenza, il Sebastian che incontreremo in The Evil Within 2 è diverso da quello che abbiamo conosciuto nel primo capitolo. Non è più un uomo intrappolato nell’incubo di un’altra persona, ma un padre determinato ad affrontare le peggiori creature pur di salvare la propria bambina, la sua unica ragione di vita. Consapevole degli orrori che lo attendono, Sebastiano entrerà nuovamente nello STEM, per il caso più importante della sua vita.

Il tempo è essenziale per Sebastian, questo nuovo mondo generato dallo STEM utilizza la mente di Lily come nucleo centrale. Essendo però scomparsa, il mondo sta collassando su se stesso, Sebastian dovrà trovare sua figlia, prima che sia troppo tardi, rimanendo entrambi intrappolati per sempre. Sebastian non è solo in questo incubo. Durante l’esplorazione di Union si imbatterà in alcuni agenti della Mobius inviati precendentemente nello STEM. Sebastian avrà dunque la possibilità d’allearsi a loro, nel tentativo di salvare sua figlia.

Gli agenti della Mobius possono aiutare Sebastian o condurlo all’errore durante il cammino per la sua redenzione. Nonostante la sua riluttanza sarà costretto a lavorare con alcuni di essi per poter accedere alle missioni secondarie e per poter sbloccare nuove aree di gioco essenziali. Questi agenti, inoltre, potranno sia combattere a fianco del nostro detective, sia fornirgli informazioni importanti su Union e su ciò che lo attende in questo inferno.

Mobius, la misteriosa organizzazione che si cela dietro allo STEM, ha dei piani ben precisi in mente, tuttavia quali siano le loro intenzioni non è dato saperlo. Quello che è chiaro, è che della Mobius non ci si può fidare. Tuttavia, in un mondo popolato da mostri, Sebastian potrebbe esser costretto a chiedere il loro aiuto I mostri che daranno la caccia a Sebastian potrebbero però essere l’ultima delle sue preoccupazione. Forze oscure e misteriose stanno prendendo il controllo di Union, forze che hanno il potere di stravolgere il mondo intorno a loro. Sebastian dovrà tenere gli occhi ben aperti…

Il cammino verso la redenzione porta Sebstian Castellanon ancora una volta sulla strada verso l’inferno. Per salvare sua figla, dovrà penetrare in profondità nell’oscurità della mente umana e a affrontore i mostri che lo attendono nello STEM. Si ritroverà cosi in Union, un tempo cittadina idilliaca, ora sprofondata nel caos e abitata da creature raccapriccianti. Sebastian dovrà sfruttare appieno la sua intelligenza e ogni strumento a sua disposizione per poter sopravvivere a questo incubo.

 

 

Warhammer 40,000: Inquisitor – Martyr, confermate le versioni console

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Per PlayStation 4 e Xbox One.

Bigben e NeocoreGames annunciano la collaborazione per la pubblicazione e la distribuzione a livello mondiale di Warhammer 40,000: Inquisitor – Martyr per Xbox One e PlayStation®4.

Il gioco, che attualmente è disponibile con Early Access su Steam, è stato accolto positivamente sia dalla community che dalla stampa specializzata che ha rilasciato impressioni positive. Lo studio di sviluppo NeocoreGames con sede a Budapest ha una profonda conoscenza degli Action-RPG su PC e console grazie alla licenza di “The Incredible Adventures of Van Helsing”.

Warhammer 40,000: Inquisitor – Martyr è un Action-RPG ambientato nell’universo di Warhammer 40K. Il giocatore è un Inquisitore del settore Caligari, una regione infestata da eretici, mutanti, Xenos traditori e demoni del Chaos Gods.

Il titolo è giocabile sia in single player che in co-op, sviluppato in modo da permettere al giocatore di intraprendere un grande numero di missioni e obiettivi. Si gioca con un personaggio a scelta nelle tre classi complementari, in ambienti distruggibili che forniscono una buona copertura per sopravvivere ai combattimenti sia tattici sia corpo a corpo.

“Giocando come un Inquisitore in un Action-RPG sviluppato da uno dei più talentuosi studi specializzati sul genere è un sogno che diventa realtà per tutti i fan di Warhammer 40K! Il successo dell’Early Access su Steam è una conferma della qualità del gioco, e noi siamo felici di permettere ai possessori di console di scoprire questo mondo” dichiara Benoît Clerc, Head of Publishing di Bigben.

 “Siamo grandi fan del mondo di Warhammer 40.000, per cui cureremo questo gioco con passione nei minimi dettagli. Questo mondo è intenso, brutale e viscerale: perfetto per un Action-RPG” dichiara Zoltán Pozsonyi, producer di NeocoreGames.

Warhammer 40,000: Inquisitor – Martyr sarà disponibile nel primi mesi del 2018 su PC, PlayStation®4 and Xbox One.

Recensione Project Cars 2

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Scaldiamo i motori.       

Negli ultimi quattro mesi i titoli automobilistici hanno letteralmente invaso il mercato. Prima DiRT 4, poi F1 2017 e infine il recentissimo WRC7, giochi dei quali abbiamo abbondantemente parlato nelle nostre recensioni. Fra i titoli più attesi però, due in particolari infiammavano i cuori degli appassionati di corse, Forza Motorsport 7 e la simulazione di guida di Slightly Mad Studios, ovvero Project Cars 2. Il primo fortunatissimo capitolo, è stato realizzato attraverso la piattaforma World of Mass Development, creata per realizzare videogiochi prodotti dagli stessi giocatori anziché da un vero e proprio publisher (infatti soltanto successivamente è subentrato Bandai Namco Entertainment). Era infatti possibile iscriversi sul sito ufficiale e acquistare dei “pacchetti” di tipo e valore differenti a seconda di quanto si desiderava essere coinvolti nello sviluppo.

I membri della community non solo potevano fare da beta tester e provare ogni mese o settimana le nuove build del gioco, fornendo quindi le proprie impressioni ma, alcuni fortunatissimi utenti, potevano addirittura dialogare direttamente con gli sviluppatori, presenziare ai meeting e proporre modifiche. Si trattava quindi di un vero e proprio progetto di crowdfunding e In cambio i finanziatori, hanno ottenuto una ricompensa sul ricavato di vendita del gioco. Project Cars 2 sostanzialmente ha intrapreso la medesima strada, coinvolgendo nuovamente la comunità di appassionati e cercando quindi di proporre un prodotto più evoluto e realistico rispetto al predecessore. Project Cars funzionava egregiamente, grazie al modello di guida scalabile, ad una buona modalità carriera e alla ciliegina sulla torta rappresentata dal meteo dinamico. I difetti non mancavano, anzi, uno di questi riguardava la non convincente intelligenza artificiale. Un aspetto sicuramente non da poco, ma data anche la “modalità” con la quale fu avviato lo sviluppo di Project Cars, passò in secondo piano. Ora con Project Cars 2, non ci sono più scuse e Slightly Mad Studios è chiamata ad una grande prova di maturità.

Non adatto ai deboli di cuore

Perché acquistiamo giochi di corse? Per giocare con gli amici? Farci un giretto su un bolide che non potremo mai permetterci? La risposta, almeno per i più, è un secco no. Acquistiamo un gioco di corse per creare il nostro alter ego virtuale e competere nella modalità carriera. Modalità che da anni, in quasi tutti i titoli motoristici, regala tante emozioni e soddisfazioni. Cosa c’è di meglio che vederci lì in alto sul gradino più alto del podio? Ecco, anche in Project Cars 2, abbiamo iniziato dalla carriera, notando, fin da subito, che lo sviluppatore inglese, non ha “badato a spese”, offrendo quindi un pacchetto fin troppo ricco di contenuti. L’offerta comprende tutte le competizioni su pista e su strada esistenti e di conseguenza la scelta della vettura passa inevitabilmente attraverso un parco macchine vastissimo. Qui notiamo subito la prima vera novità del titolo, infatti a differenza del predecessore, Project Cars 2, può contare sul giusto mix, proponendo più di 180 autovetture, dalle Open Wheel alle Indycar, passando poi per le potentissime LMP1, LMP2, Touring Cars, Vintage Prototype e Auto stradali.

Insomma, il parco veicoli, rappresenta una vera e propria evoluzione rispetto a quello un po’ scialbo di Project Cars. Ora il titolo offre un garage veramente adatto a qualsiasi gusto. Saliti a bordo… No, un attimo, prima c’è da firmare il contratto e settare gli aiuti alla guida. Qui starà a voi decidere quali e quanti aiuti avere a disposizione. Sterzata assistita, frenata assistita, ABS, controllo stabilità, controllo trazione, problemi meccanici, danni, consumo carburante e altri parametri. Inoltre è data la possibilità di settare l’HUD, se avere la traiettoria di guida oppure no, la mappa del tracciato ecc. Ovvio che molto dipende anche da quale periferica utilizzerete, come diciamo solitamente nelle review che riguardano giochi motoristici, è quasi impossibile utilizzare il controller e disattivare tutti gli aiuti disponibili. Quindi se la vostra intenzione è questa, armatevi di un buon volante.

Prima di cominciare dovremo impostare anche la carriera, decidendo se effettuare prove libere e qualificazioni (scelta disponibile per ogni GP), impostare il livello di difficoltà e la durata temporale della gara. Sul tracciato, saremo chiamati a trovare il giusto setup della vettura, sia manualmente, funzionalità consigliata ai più navigati che intervenendo sui giusti aspetti riusciranno ad adattare la vettura al proprio stile di guida e sia attraverso un sistema, domanda e risposta, attraverso il quale sarà l’ingegnere ad assisterci e a domandarci se abbiamo avuto eventuali problemi o il setup della vettura non fornisce quel giusto feeling alla guida, ad esempio sovrasterzo, sottosterzo o se la vettura manca di velocità di punta. La modalità carriera, si dimostra impegnativa, proponendo svariati eventi, cambi repentini, dopo una manciata di gare, della categoria o ad affrontare eventi e prove speciali. Attenzione però, La scelta di proseguire in quella determinata categoria o fare il “grande salto” resterà saldamente nelle mani del giocatore, il quale potrò decidere se cambiare totalmente genere di corse oppure seguire una carriera più lineare.

A differenza di altri titoli “simili”, Project Cars 2, prevede un’impostazione più reale e sicuramente convincente per quanto riguarda l’ottenimento delle auto. Non gareggerete per ottenere crediti da spendere per acquistare nuove vetture, bensì, in base all’evento o comunque alla scelta del costruttore ci verrà fornita la vettura da corsa. Alcune auto saranno ottenibili quando aumenterà l’intesa con il costruttore, oppure affrontando eventi a bordo di specifiche vetture o in particolari condizioni meteo. La carriera quindi rappresenta il fulcro dell’esperienza in singolo, dimostrandosi solida, con una buona longevità, infatti prevede sei Tier nel corso di diverse stagioni e divertente. Se proprio le si vuole trovare un difetto, lo sviluppatore inglese non si è sforzato molto sulla coerenza della narrazione, focalizzando l’attenzione più sulla grande mole di contenuti disponibile piuttosto che su una reale carriera di un acerbo e promettente pilota.

La benzina al posto del sangue

Oltre alla corposa modalità carriera, quello che interessa maggiormente è il sistema di guida. Non è come quello di Assetto Corsa, probabilmente per pochi e non è come quello di Forza Motorsport 7. Quindi dove si colloca Project Cars 2? Nel mezzo. Con questo non vi diciamo che possa adattarsi a tutti come un titolo di Turn 10 Studios, ma sicuramente lavorando sui giusti settaggi, riuscirete a portare la vettura al traguardo. Il Madness Engine è il motore trainante del gioco e sembra aver ormai raggiunto la maturità completa. Infatti il lavoro svolto sulla fisica è eccellente, percepiremo le vibrazioni della vettura e i cambi della visuale quando salteremo letteralmente sul cordolo. Inoltre grazie al plugin Live Track 3 ad ogni cambio di meteo, il veicolo cambierà repentinamente comportamento. Pioggia, caldo torrido, neve, come sappiamo, influiscono sulla temperatura ambientale e di conseguenza anche sulle gomme e sull’aderenza delle stesse.

Il motore si comporta egregiamente, dandoci quindi un feeling reale di quanto accade realmente su ogni tipologia di veicolo e su ogni superficie, dalla strada alla pista. I circuiti, definiti “Living Tracks”, sono circa 40, con 120 varianti e si andranno a modificare in base all’ora in cui avverrà la competizione, alla stagione e per l’appunto al meteo. Quando piove in particolar modo, si accumulerà, proprio come nella realtà, la pioggia in alcune zone della pista. Attenzione a non sbagliare la traiettoria altrimenti vi troverete in serie difficoltà. La nota stonata riguarda alcune situazioni che si presentano, sporadicamente o non nel corso della gara. Talvolta, indipendentemente dalle condizioni della pista, capiterà di affrontare la curva come fatto negli altri giri precedenti e trovarsi in testacoda senza un valido motivo. Queste situazioni, oltre a costarci la gara, dato che non c’è una funzione riavvolgi come in altri titoli motoristici, rende l’esperienza a tratti frustrante.

L’intelligenza artificiale? Altalenante!

L’intelligenza artificiale di Project Cars non era delle migliori, proprio per questo lo sviluppatore londinese ha speso tante ore nel renderla più reale e simulativa possibile. Innanzitutto, attraverso due comodi slider potremo settare il livello abilità degli avversari, da principiante, passando per asso e arrivando a pro e l’aggressività degli avversari, da cauto fino ad aggressivo. Inoltre, quando affrontiamo una gara personalizzata, ci è concesso determinare il numero degli avversari, fino a 31 e la posizione del giocatore sulla griglia. Ciò che abbiamo percepito è che settare al meglio l’IA avversaria non è semplicissimo, lo stesso problema si è presentato anche in altri titoli del genere, ma qui è stata davvero un’impresa trovare il giusto equilibrio per rendere le gare competitive al punto giusto. Ciò nonostante, dobbiamo dire che l’aggressività degli avversari è stata finalmente tarata verso il basso e non assisteremo più a situazioni sconcertanti viste in passato. Il sistema comunque si comporta benissimo o quasi sui circuiti tradizionali stradali, discorso diverso invece per quanto riguarda le gare con le Open Wheel, per forza di cose più “fragili” rispetto a quelle tradizionali. Di contro, in altre categorie, siamo passati da Michael Schumacher scansati proprio, dominando quindi dal primo all’ultimo giro, ad essere ultimi per un’inspiegabile perdita di aderenza. Vien da se, che il bilanciamento fra IA, tipologia di circuito, superficie, autovettura, non è propriamente dei migliori.

Verso gli eSports

Concludiamo questa recensione parlando del multiplayer online e dell’aspetto tecnico del gioco. Nel primo caso, ci si aspettava un salto evolutivo notevole, e sebbene non sia stato così, possiamo ritenerci soddisfatti. Potremo affrontare gli eventi community, le prove a tempo e strizzare un occhio agli eSports, in quanto Slightly Mad Studios ha indirizzato Project Cars 2 verso questa direzione. L’offerta va a completare un pacchetto già vastissimo, prevedendo inoltre un sistema di patenti che va a monitorare le performance di ogni singolo utente. In tal modo, si cerca di offrire un tasso di sfida equilibrato. Presente infine un sistema streaming per le gare che ci permette anche di settare le riprese e di commentarle. Tecnicamente invece? Il gioco, in versione Xbox One, gira sui 972p (in crescita rispetto ai 900p di Project Cars) per scendere fino a 864p Sul frame rate, invece, siamo sui 40-50fps durante i cali con piccoli problemi di tearing.

Per quanto riguarda il lavoro poligonale fatto sui veicoli e sulle piste, il risultato è sorprendente. La qualità del dettaglio rende l’idea di quanta dedizione sia stata messa per far apparire ogni vettura (interni ed esterni) e i circuiti (soprattutto in condizioni di meteo avverse) al meglio. Chiudiamo col sonoro, a fronte di rombi dei motori ben realizzati e convincenti, abbiamo una soundtrack rivedibile e non indimenticabile. Davvero un peccato!

Commento finale

Project Cars 2 rappresenta un’esperienza di guida autentica, forse ancora un po’ grezza e da affinare ma nel complesso divertente, versatile e appagante. Fiore all’occhiello della produzione è la modalità carriera, ricca di contenuti e davvero longeva. Ampliato il parco auto, avrete l’imbarazzo della scelta e il numero di circuiti presenti. Il già ottimo meteo dinamico del precedente capito, fa il suo ritorno e renderà ogni gara imprevedibile, influenzando non solo il nostro stile di guida ma anche le condizioni della pista in generale. Migliorata l’IA avversaria, ancora lontana dalla perfezione, tutt’altro, ma più realistica rispetto al passato. Brava Slightly Mad, la strada è quella giusta, continua così!

Recensione Dragon’s Dogma Dark Arisen

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Diamo di nuovo la caccia al drago!

Capcom da più di un anno ci ha abituato a veder riproposte in varie remastered, più o meno riuscite, alcune delle sue ip di maggior successo. Dapprima è stato il turno della serie di Resident Evil (rispettivamente con le remastered dei capitoli 4,5,6, e più recentemente del primo Revelations), per poi passare anche all’altra saga dedicata agli zombie, molto più “caciarona”, di Dead Rising (con i primi due capitoli, oltre al capitolo Off the record.) Ora, a più di 5 anni di distanza dalla sua pubblicazione originale, Capcom ripropone anche sulle console di “current gen” una delle sue ip migliori, ma allo stesso tempo sottovalutata, specialmente da noi occidentali. Stiamo parlando di Dragon’s Dogma, particolare RPG, per l’epoca anche innovativo, che giunge su PlayStation 4 e Xbox One nell’edizione denominata Dark Arisen, grazie all’aggiunta dell’omonimo DLC al suo interno. Disponibile già da qualche giorno, Dragon’s Dogma Dark Arisen ritorna quindi in una versione migliorata, grazie ad un comparto tecnico rivisitato, che dona una maggior “pulizia” generale, ma certamente non rivoluzionario.

Addio, vita da pescatore!

La narrativa non è mai stato il punto forte della produzione, ma anzi, quasi fino alla fine della nostra avventura, sembra scivolar via velocemente tra una miriade di quest secondarie da poter intraprendere. Ma andiamo con ordine; il gioco ci mette nei panni di un umile pescatore (completamente personalizzabile grazie ad un buon editor) che da li a poco vede la sua vita cambiata completamente. Il pacifico villaggio di Cassardis, nostro luogo natale, viene infatti scosso da un improvviso quanto feroce attacco da parte del drago Grigori, che genera caos e distruzione. Il nostro avatar, incurante del pericolo, si scaglia coraggiosamente contro il drago, uscendone però facilmente sconfitto. Grigori, apprezzando il coraggio mostrato dal nostro eroe, estrae dal suo petto il cuore, ingoiandolo, rendendolo così di fatto un Arisen, ovvero il prescelto che avrà il compito di dare la caccia al drago per l’eternità. Da quel momento in poi, saremo chiamati ad intraprendere un pericoloso viaggio che ci porterà in giro in lungo e in largo per tutto il territorio “medievaleggiante” di Gransys. Nonostante una storia quindi non propriamente eccezionale ( che comunque risulta piacevole), Dragon’s Dogma punta tutto su altri fattori, (alcuni più riusciti ed altri meno) che lo rendono un RPG veramente immenso.

Impossibile invece non parlare della qualità dell’espansione Dark Arisen, che, nonostante la storia creata sia più breve dell’originale, risulta allo stesso tempo meglio narrata, più coinvolgente e meglio strutturata.

Lunga la via percorsa dall’Arisen..

Sicuramente il punto forte di Dragon’s Dogma è il gameplay; fin da subito avremo la possibilità di esplorare l’intera regione di Gransys grazie ad un vasto open world, pur non esente da difetti. Fortunatamente con l’aggiunta dell’espansione Dark Arisen è stato parzialmente colmato uno degli elementi critici del titolo, ovvero gli spostamenti da zona a zona. Grazie ad una serie di cristalli, posizionabili in determinate aree, potremo infatti ridurre al minimo il backtracking, permettendoci così dei trasporti rapidi e meno estenuanti.

Oltre all’esplorazione, un punto chiave del gameplay sono i combattimenti; Con un combat system a metà tra un action ed un RPG, avremo la libertà di scegliere tra varie classi disponibili (inizialmente 3, per un totale di 9), ognuna con il proprio set di abilità, passive e attive, che potranno essere utili a seconda dei nemici che andremo a scontrare. Nemici che risultano essere veramente tanti, vari, e quasi tutti realizzati splendidamente, sia graficamente che per moveset, capaci di rendere anche gli scontri più “banali” combattimenti estremamente coreografici ed appaganti, soprattutto alle difficoltà maggiori.

Parlando appunto del gameplay, è impossibile non citare la presenza delle pedine, ovvero mercenari al servizio dell’ Arisen, controllati dall’IA, che potranno diventare dei veri e propri compagni arruolabili nel nostro party. Il giocatore inoltre poco dopo l’inizio del gioco dovrà creare la sua personale pedina, così da avere un supporto concreto per il resto dell’avventura. Ed è qui che entra in gioco il particolare multiplayer asincrono del gioco, forse uno dei migliori mai realizzati. Ad accompagnare il nostro avatar e la nostra personale pedina, potremo infatti aggiungere altri due personaggi al nostro party, utilizzando due pedine create da altrettanti utenti online. Cosi come potremo utilizzare le pedine degli altri, anche la nostra potrà essere chiamata in azione dagli altri giocatori. Questo sistema permette così di ottenere vantaggi che miglioreranno esponenzialmente l’esperienza di gioco; le pedine, soprattutto in battaglia, in base alle loro “ esperienze” (ovvero missioni affrontate con altri utenti) potranno fornirci informazioni utili e consigliarci strategie vincenti da adottare, oppure durante le missioni potranno suggerirci la cosa giusta da fare per portarle a termine. Un sistema di gioco niente male, che, nonostante sia rimasto pressoché invariato, risulta ancora una volta convincente e ben realizzato, capace di donare al giocatore un buon senso di progressione.

Il titolo è veramente vasto, solido e capace di tenervi occupati per un buon numero di ore, grazie ad una grandissima serie di missioni secondarie, oggetti di equipaggiamento da raccogliere e segreti sparsi per la mappa di gioco.

Poca fatica, massima resa

Passiamo all’elemento che va preso maggiormente in considerazione quando si tratta di una remastered, ovvero, il comparto tecnico. Pad alla mano, l’effetto generale che si ha è sicuramente buono, ma non eccelso. Il gioco viaggia tranquillamente sui 30 fps (a differenza della versione PC a 60), comunque stabilissimi e durante la nostra prova, a differenza delle versioni “old gen”, non abbiamo mai riscontrato alcun calo, anche nelle situazioni più caotiche e concitate. Questa remastered inoltre presenta dei caricamenti in-game estremamente veloci e la scomparsa totale delle fastidiosissime bande nere che apparivano ai lati dello schermo durante i filmati, elementi di contorno ma che rendono ancora più godibile l’immersione nel titolo. In fin dei conti buono anche il lavoro svolto sulla grafica del titolo, dove si notano ora texture più definite (pur non nascondendo la loro natura old gen) ed un sistema di illuminazione completamente rivisto, che dona una maggiore “realtà” agli ambienti sia di giorno che, specialmente, di notte.

Resta invariato invece il comparto audio, con alcune musiche veramente ispirate che si fondono a meraviglia con i rumori ambientali che ci accompagneranno durante le nostre lunghe camminate per tutto il regno di Gransys. Infine segnaliamo come nota positiva il prezzo budget a cui Dragon’s Dogma Dark Arisen viene attualmente venduto nei negozi fisici e digitali, rispettivamente a 29.99€ e 24,99€.

Commento finale

Siamo di fronte ad una remastered abbastanza “pigra”, senza infamia e senza lode da parte di Capcom; poche le migliorie apportate al titolo (esclusivamente a livello visivo grazie a nuove texture e ad un sistema di illuminazione completamente rivisto), ancor meno le novità che si traducono nella ottima, seppur sola inclusione del DLC Dark Arisen al pacchetto ludico di base. Nonostante siano passati oltre 5 anni dalla sua pubblicazione, Dragon’s Dogma Dark Arisen è invecchiato davvero bene, restando senza ombra di dubbio uno dei miglior RPG della scorsa gen. Grazie anche al prezzo budget a cui viene riproposta questa nuova riedizione, ne consigliamo l’acquisto a tutti gli amanti del genere, ma anche a coloro che semplicemente per un motivo o per un altro non hanno avuto l’occasione di giocarlo sulle console della precedente generazione.

Recensione materasso EVE: l’arte di dormire bene.

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Un materasso su di un sito tecnologia? Ecco come il materasso aiuta noi tech fanatic a riposare meglio.

Lo so, vi starete chiedendo cosa ci fa la recensione di un materasso su un sito dedicato al gaming, alle tecnologie e all’entertainment, ed in effetti la domanda è più che lecita. Tuttavia mentre mi accingevo a scrivere questa “recensione” ho pensato che 4news.it è anche una famiglia e come in tutte le famiglie ci si scambiano consigli, impressioni, un po’ su tutto quello che ci capita. Quindi mi sono detto: perchè no?

Ore ed ore davanti ad un pc, per lavoro e  per divertimento, a digitare tasti e a far correre cursori su e giù su uno schermo, mi hanno reso piuttosto sensibile verso tutto ciò che può aiutarmi a migliorare l’ergonomia della mia postazione e così il mio sancta sanctorum è diventato, nel corso del tempo, pieno di sedie stokke, supporti palmari, mouse e tastiere ergonomiche, senza dimenticare una scrivania e un monitor settati al millimetro per evitare affaticamenti del collo.

Recentemente però la mia insonnia è tornata a farsi sentire, alimentata da fastidiosi torcicollo e dolori alla schiena che mi facevano svegliare stanco e fuori fase. Dopo un attento studio delle mie abitudini, mi sono reso conto che l’indiziato principale dei miei “cattivi risvegli” era il materasso. Un materasso a dirla tutta nemmeno tanto infimo, completamente in lattice sintetico, cioè ricavato dalla polimerizzazione di idrocarburi come il polietilene, acquistato non più di 5 anni fa alla considerevole cifra di 800 euro! A partire dallo scorso anno, tuttavia, il materasso ha cominciato a perdere la sua resilienza (ovvero la capacità di ritornare alla forma originale una volta che il peso esercitato dal nostro corpo scompare) lasciando evidenti avvallamenti, che alla lunga, anche se impercettibilmente hanno influito sul mio sonno.

Mi sono messo quindi alla ricerca di un materasso che potesse aiutarmi a “dormire meglio” e soprattutto che si adattasse alle mie abitudini:  che fosse quindi adatto per una postura “sul fianco”, che avesse un’alta resilienza, senza tuttavia lasciarmi sprofondare e al contempo una bassa trasmissibilità dei movimenti, che mi impedisse di percepire i movimenti del partner (la mia compagna si sveglia almeno 5-6 volte durante la notte ed è una cosa che non sopporto!). Eve è stata una scoperta casuale e questa volta devo ringraziare Zuckerberg e il suo social network “impiccione” che, dopo qualche minuto di ricerca in Google, era già pronto a spararmi i video promozionali della compagnia in bacheca: è stato amore a prima vista.

Dopo aver letto le caratteristiche e soprattutto della possibilità di provarlo per 100 giorni, rimanendo libero di restituirlo una volta scaduto il periodo di prova senza alcun addebito o costo di spedizione, ero già pronto a prenotarlo, tutto ovviamente tramite il loro sito.

La scelta di EVE

Eve è una start-up del materasso nel vero senso della parola. Jas e James, i fondatori, sono stati tra i primi, nel 2011, a testare la vendita online di materassi dal costo accessibile e sono stati i primi a credere che, anche in un settore come questo – noioso per tradizione – ci fosse spazio per una azienda giovane e dinamica, che credesse nella ricerca e sopratutto in una comunicazione agile, che passa esclusivamente attraverso internet e i social media.

Del team originario fanno parte product designer e grafici, come Kuba, che ha lavorato al branding delle Paralimpiadi 2012 di Londra, ma anche esperti dell’e-commerce come Felix, ex manager in Zalando e un’altra 80ina tra ricercatori e ingegneri dei materiali il cui compito è trovare sempre nuove soluzioni all’avanguardia per il benessere del sonno. A guardarli nella classica foto aziendale in bianco e nero pubblicata sulla loro pagina ufficiale (che per la cronaca è fighissima)  si direbbero in posa in un garage californiano della Silicon Valley, e invece no, fanno materassi e vengono dalla poshy Inghilterra.

Da una compagnia così non ci sarebbe potuti aspettare di meno. Arrivato in meno di una settimana direttamente dalla Germania dove è fabbricato, in una scatola bianca all’esterno ma stampata all’interno con frasi che non sfigurerebbero in uno dei tanti bistrot alla moda di SOHO (peccato fosse un po’ rovinata), il materasso è già cosi’ uno spettacolo, tutto avvolto su stesso in una busta salva spazio che contribuisce a renderne più agevole il trasporto, ma che ne lascia intravedere i colori, il bianco e il giallo, simboli dell’azienda. E’ questa la prima grande novità di Eve: niente più contorsionismi per caricare in auto (o sull’auto) il vostro nuovo materasso comprato all’Ikea, niente più costose spedizioni, o noiose giornate per negozi. Il materasso vi viene consegnato di fronte alla porta di casa, come un pacco qualsiasi e in una decina di minuti è già pronto sul vostro letto.

Le caratteristiche del materasso: costruzione

Il materasso EVE è un materasso in materiale composito che possiamo far rientrare nella macro categoria dei materassi in Memory Foam. Ha uno spessore complessivo di circa 24cm ed è costituito da tre diversi strati di materiale polimerico, ciascuno con le proprie caratteristiche di densità e resilienza.

Il primo strato, dello spessore di circa 3 cm, è in memory foam e fornisce al materasso le sue doti di comfort, alta reattività alla pressione e di elasticità; garantisce inoltre la perfetta distribuzione del peso corporeo.

Il secondo strato, di circa 3 cm, è in schiuma di poliuretano a celle aperte e ha due funzioni essenziali: fare da supporto, o “fine corsa”, per lo strato in memory foam, bloccando l’affondamento eccessivo del corpo e mantenere fresco il materasso anche d’estate, grazie ad una struttura traspirante.

Il terzo strato, di circa 18cm, è in schiuma “Reflex” ad alta densità e resistenza e rappresenta l’elemento portante dell’intero materasso, fornendo allo stesso la rigidità necessaria per supportare la schiena ed un’alta durabilità. Tutti i materiali sono inoltre certificati CertiPUR® e sottoposti ai test LGA. Il rivestimento invece è certificato Oeko-Tex Classe 1.

La cover

E’ uno degli aspetti più importanti in un materasso  in quanto è questa che si troverà al più stretto contatto con la nostra pelle, ma è anche quella a cui a cui si fa meno attenzione.  Eve ha una cover in poliestere elasticizzato con uno spessore di circa mezzo centimetro, con una bella finitura a nido d’ape nella parte superiore e in giallo nella parte laterale. Al tatto la parte superiore è morbida e la compagnia garantisce una alta traspirabilità del materiale utilizzato, in grado di mantenere costante la temperatura corporea.

I lati sono invece in cotone, come dicevamo in una piacevolissima colorazione gialla che mette allegria e freschezza già solo a guardarli. Se non si utilizzano lenzuola particolarmente spesse, inoltre, la finitura a nido d’ape, avvertibile quando si dorme, regala una piacevolissima sensazione, quasi si venisse accarezzati durante il sonno. La cosa più interessante  della cover di Eve però, è che è interamente sfoderabile, grazie ad una lunghissima cerniera che corre lungo tutto il perimetro superiore. Bastano quindi davvero pochi secondi per rimuoverla e magari lavarla in lavatrice.

La prova del sonno

Eve è un materasso “universale”, nel senso che la sua struttura composita lo rende adatto a qualsiasi tipo di postura abbiate a letto: sul fianco, supina, a pancia in giù. E’ indubbio però che l’essere un materasso in memory foam lo rende più adatto ad una postura sul fianco, che è anche uno dei motivi principali per cui l’ho scelto. Perchè un materasso sia adatto alla postura sul fianco è infatti necessario che questo si adatti il più possibile alla conformazione del corpo, compito dello strato in memory foam esterno, senza diventare però troppo morbido lasciando affondare il corpo, il che creerebbe una sensazione di costrizione non molto piacevole (motivo per il quale molti non amano i materassi in memory foam). Eve è riuscita ad ovviare a quest’ultimo problema proprio con la sua struttura composita di cui abbiamo detto sopra per cui “lo sprofondare” è limitato ai 3-4 cm massimi dello strato di memory.

Rispetto al materasso usato precedentemente, il feeling è sicuramente più duro, ma non durissimo (su una scala da 1 a 10, dove 10 è il più duro, direi 7) con la piacevole sensazione però di essere avvolti ma allo stesso tempo sostenuti (merito dei due strati di poliuretano a diversa densità nella parte centrale e inferiore). Inoltre la capacità di redistribuzione del peso dello strato superficiale in memory foam mi ha evitato i fastidiosi dolori alla spalla che il dormire su di un lato causa di solito.

“Me rimbarzi”

Un’altra delle caratteristiche che ho apprezzato di più in questo materasso Eve, è la sua straordinaria capacità di restare flessibile e resiliente, senza trasformarsi in una “gelatina” . Uno dei principali problemi con il mio vecchio materasso in lattice sintetico era la trasmissione di ogni movimento della mia compagna alla mia parte di letto (naturalmente la più piccola). Considerando che il suo sonno non è molto profondo e che si sveglia più di una volta durante la notte, potete ben capire quante volte il mio sonno venisse disturbato dai suoi movimenti. Con Eve è praticamente impossibile avvertire i movimenti del partner e bisogna mettersi proprio di impegno per svegliarlo, il che ha risolto un altro problema: niente più risvegli forzati quando le sveglie sono sincronizzate su orari diversi. Provando a saltare sul letto, il rimbalzo in generale appare sempre molto controllato e questo è sicuramente un aspetto molto importante quando si sceglie un materasso, senza considerare che scendere dal letto è diventato ancora più “più facile”

Quanto mi costi?

I prezzi di Eve sono un’altra piacevole scoperta, a patto che si tenga a mente che si tratta pur sempre di un materasso “di lusso”. Per la versione da me provata, quella matrimoniale nelle classiche dimensioni 160*190cm, il prezzo è di 699 euro, con spedizione sempre gratuita. Considerando il volume del pacco, si tratta sicuramente di un bel risparmio.  Concettualmente il materasso Eve potrebbe essere paragonato al Permaflex “Nutrice”, altro materasso con una struttura composita a tre strati in memory foam e poliuretano, proprio come Eve,  ma il cui prezzo però è di circa 1380 Euro, a cui vanno aggiunte le spese di spedizione: in pratica si tratta di più del doppio del materasso inglese. Il confronto rende bene l’idea della convenienza del modello economico di Eve che, eliminando alla base l’intermediario e preferendo un sistema di vendita diretto, riesce a garantire prezzi molto più competitivi rispetto agli altri brand, pur tenendo alta la qualità generale.

15 giorni con Eve

Dopo 15 giorni passati con Eve non posso che dirmi ultra soddisfatto. Il mio sonno è più profondo e i miei risvegli sono decisamente più piacevoli. Sono  scomparsi quasi del tutto i dolori alla cervicale che ultimamente si facevano sempre più assillanti e in generale avverto una sensazione generale di benessere che non provavo da tempo: è il segno di quanto sia importante dormire bene e riposati.  In conclusione un consiglio da amico, da smart buyer e da millennial,  se avete problemi di insonnia, prima di ricercare soluzioni esotiche, cercate il responsabile sotto le lenzuola e lasciatevi tentare da Eve e dalla possibilità di provare il materasso (e magari anche il cuscino) durante i 100 giorni che la compagnia vi mette a disposizione. Sono sicuro che una volta provato, non tornerete più indietro.

La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra, 10 consigli per iniziare l’avventura

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Talion è pronto a tornare in battaglia.

L’attesissimo sequel dell’acclamato titolo uscito nel 2014 è finalmente disponibile per PS4, XBOX One e PC. Middle-earth: Shadow of War, o La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra se lo preferite in italiano, potrebbe però “spiazzare” i giocatori che si avvicinano per la prima volta alla serie (ma anche i più esperti) data la miriade di cose da fare e gli estesi alberi delle abilità.

Ecco quindi alcuni consigli da mettere in pratica sin dalle prime ore di gioco che vi aiuteranno ad affrontare al meglio questa nuova avventura.

1 – Punti abilità facili

Guadagnare punti abilità in Shadow of War permetterà a Talion di sbloccare, appunto, nuove abilità e di accedere a set di mosse sempre più potenti ed utili. Ci sono svariate modalità per ottenerli, tra cui eliminare gli Orchi d’Elite e completare le missioni Vendetta e Nemesis, ma ne esistono di più rapide ed efficienti.

Il modo più semplice per guadagnare velocemente un punto è quello di purificare le tre torri di Haedir in ogni regione. Questi permettono inoltre di sbloccare un comodo luogo per il viaggio veloce. Dopo aver purificato una torre, utilizzatela per individuare tutti i collezionabili nella regione: dato che vi state avventurando per il mondo di gioco per portare a termine altri compiti, vale la pena raccogliere sin da subito i simboli Ithildin, i ricordi di Shelob e i manufatti di Gondor per ottenere un altro punto abilità.

Anche le missioni secondarie delle Ombre del Passato offrono dei punti abilità quando vengono completati degli obiettivi bonus o a tempo.

2 – Leggete bene le caratteristiche delle abilità

Per quanto possa sembrare scontato, non sempre ci si sofferma a fondo su ciò che offre una skill prima di sbloccarla. Il menu delle abilità mette a disposizione un sacco di categorie e opzioni, ma dovrete scegliere attentamente quelle più adatte al vostro stile di gioco. Dopo aver sbloccato un’abilità di base, potrete accedere ad uno dei tre potenziamenti della stessa che vi darà ulteriori benefici, ma in generale concentratevi prima sulle skill primarie.

Nella “costruzione” dei vostri alberi delle abilità basatevi sull’approccio che preferite maggiormente, senza però tralasciare il resto e cercando, perciò, di equilibrare il tutto.

3 – Sfruttate le abilità di cavalcatura

Queste utili abilità vi permetteranno di cavalcare Caragor, Graug e anche Draghi che possono essere utilizzati per raggiungere più velocemente le vostre mete e combattere causando ingenti danni ai nemici durante il tragitto.

In particolare, queste bestie possono rivelarsi decisamente efficaci contro gli orchi capitani oltre ad essere in grado di spaventarne alcuni pertanto non sottovalutate le capacità di questi importanti compagni di viaggio (e di battaglie).

4 – Controllate spesso il vostro equipaggiamento

I capitani nemici e le Nemesi lasciano sempre degli oggetti casuali dopo averli sconfitti. Aprite spesso il vostro inventario e assicuratevi di avere equipaggiato il meglio delle vostre armi ed armature per uscire vittoriosi dai combattimenti, magari senza troppa fatica.

5 – Smantellate l’equipaggiamento vecchio

I Mirian sono una delle valute più preziose in Shadow of War, e anche se inizialmente vi sentirete ricchi, ben presto scoprirete che ci sono alcune abilità decisamente costose che potrete acquistare. Uno dei modi più semplici per rifornirvi le tasche consiste nello smantellamento di equipaggiamento vecchio e obsoleto. A meno che non si tratti della vostra migliore arma o armatura e che non sia un pezzo leggendario, non vale la pena tenerlo nell’inventario.

6 – Completate le sfide dell’equipaggiamento

Ogni componente di un equipaggiamento raro o epico che otterrete è “accompagnato” da una sfida che richiede il completamento di un obiettivo particolare. Dopo averlo completato e aver speso il numero di Mirian richiesti, sbloccherete un potenziamento per quel pezzo di equipaggiamento. L’unico limite degli oggetti rari ed epici è che possono essere potenziati una sola volta.

Per quanto riguarda i componenti leggendari, invece, Celembribor può potenziarli diverse volte fino al livello massimo consentito, offrendo bonus più interessanti ed utili. Equipaggiando un’armatura specifica composta da tutti i suoi pezzi e con tutte le sfide completate, inoltre, otterrete un bonus sia per il fatto di indossarla completa sia per le challenge.

7 – Sbloccate gli slot delle gemme il prima possibile

Uccidere capitani, abbattere monumenti e, più in generale, generare caos a Mordor può tradursi nell’ottenimento di gemme, utili in quanto forniscono bonus aggiuntivi a Talion. Ogni pezzo di equipaggiamento dispone di uno slot per le gemme che potete sbloccare sborsando 1000 Mirian. Potrebbero sembrare tanti, ma effettivamente questa valuta non vi servirà veramente almeno fino all’Atto II, perciò riuscirete a mettere da parte un bel gruzzoletto completando missioni e smantellando vecchi equipaggiamenti.

8 – Prestate attenzione ai bonus conferiti dalle gemme

Passando sopra una gemma prima di raccoglierla avrete la possibilità di visualizzare i bonus che vi conferiranno, pertanto leggete bene cosa offrono e adattateli in base a ciò che volete ottenere. Da notare che se associate delle gemme a qualche oggetto sarà possibile rimuoverli in seguito senza distruggerli, quindi potete intercambiarli a vostro piacimento.

9 – Combinate le gemme

Se avete raccolto tre gemme dello stesso tipo, è possibile combinarle per crearne una più potente in grado di offrire bonus migliori. Sfruttate spesso questa possibilità in modo da avere sempre a disposizione le gemme più forti.

10 – Come sconfiggere facilmente i capitani orchi

Il modo più semplice per eliminare i capitani orchi (a parte sfruttare le loro debolezze) è quello di sfruttare i pericoli che l’ambiente circostante mette a disposizione per sfoltire le truppe. Sfruttate tutto ciò che potete per fare più caos possibile negli avamposti e provate ad isolare il capitano se riuscite. Affrontare solo lui vi renderà la vita più facile che trovarlo in compagnia dei suoi scagnozzi.

Nel caso notiate di venire sopraffatti, l’I.A. nemica è abbastanza permissiva nei vostri confronti e potrete temporaneamente fuggire per recuperare le energie. Gli orchi hanno un livello di attenzione relativamente basso, perciò vi basterà arrampicarvi su un punto elevato in cui non possono vedervi, attendere che smettano di cercarvi e poi tornare alla carica.

Nacon, arriva il compact controller wired con licenza PlayStation 4

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Perfetto per giocare con PlayStation 4.

Riportiamo di seguito il comunicato stampa ufficiale arrivato in giornata da Nacon, relativo a un nuovissimo controller wired dedicato a PlayStation 4, con tanto di licenza ufficiale.

NACON PRESENTA IL COMPACT CONTROLLER WIRED CON LICENZA UFFICIALE PlayStation®4

Lesquin (Francia), 11 ottobre, 2017 – NACON™ amplia la sua gamma di accessori presentando il nuovo Compact Controller Wired per PlayStation® 4 (PS4™), con licenza ufficiale Sony Interactive Entertainment Europe, disponibile da  novembre 2017.

Il modello Include funzionalità innovative come il touch pad, jack per cuffie stereo e motori di vibrazione, Compact Controller Wired by NACON™ garantisce una performance ottimale per i giocatori più giovani e coloro i quali preferiscono un controller più piccolo e maneggevole. La sua straordinaria ergonomia assicura un comfort completo, anche per lunghe sessioni di gioco! Compact Controller ha una finitura soft touch ed è disponibile in una vasta gamma di colori opachi: Nero, Grigio, Rosso, Blu e Arancione.

I Compact Controllers Wired saranno disponibili anche in versione Luminosa Blu, Verde e Rosso a partire dal mese di novembre. Questi controller dall’elegante design trasparente, dispongono delle stesse caratteristiche del compact controller, differenziandosi per la presenza dei LED* colorati che offrono una gamma di effetti luminosi straordinari.

Le nuove linee di controller NACON™ Compact Controller Wired e Compact Controller Wired Luminosi, saranno disponibili in tutta Europa, Africa, Medio Oriente, Russia, India & Oceania dal mese di novembre al prezzo consigliato al pubblico di 39,90€ (Iva Inclusa)

Caratteristiche tecniche della gamma Compact Controller Wired by NACON™

  • Cavo di 3 per controllo wired della console PlayStation®4
  • 2 motori di vibrazione
  • Tasti SHARE, OPTIONS e PS
  • Touch pad
  • Indicatore* LED dello stato del giocatore
  • Jack 3,5mm per cuffie stereo
  • Finitura soft touch o case completamente trasparente illuminato con LED*
  • Compatibile con PC*** (X-Input)

I Compact Controllers Wired sono la nuova linea di accessori gaming che si aggiunge all’offerta dei prodotti NACON™ con licenza Sony Interactive Entertainment Europe, affiancandosi al Revolution Pro Controller e il più recente Revolution Pro Controller 2 – fornendo ai giocatori PS4™ ancora più possibilità di gioco.

This is the Police, arriva la versione per Nintendo Switch

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Disponibile dal 5 dicembre.

THQ Nordic attraverso un comunicato stampa ha reso noto che This is the Police, gioco strategico e di avventura, già uscito sulle altre piattaforme, arriverà anche su Nintendo Switch.

Di seguito il comunicato ufficiale:

Impugna il tuo Joy-Con™ e aiuta Jack Boynd, Capo della Polizia del Dipartimento di Freeburg, a combattere il crimine, a infastidire il Sindaco, l’Associazione Sindacale, la Mafia e tutti gli altri, ma soprattutto a fare una f****** fortuna!

  • La tua missione è semplice: guadagnare 500.000$ in 180 giorni, prima che Jack Boyd arrivi alla pensione. Come? Sta a te riuscirci…
  • Decisioni, decisioni! This Is the Police gira intorno all’oscurità e a come puoi reagire contro di essa. Qualunque cosa tu decida, le tue scelte influenzeranno il gioco – e il destino di Jack Boyd.
  • Il Buono, Il Cattivo e… Il Brutto. Il capo del Dipartimento della Polizia di Freeburg ha a che fare con la più svariata umanità. Sta a te trovare i cattivi e capire come gestirli.
  • Fa il tuo dovere. Come Capo del Dipartimento della Polizia di Freeburg, Jack fa fronte ogni giorno ad ogni tipo di sfida: risolve le emergenze, gestiste i suoi sottoposti, difende il dipartimento contro la corruzione del Municipio e del Sindaco e molto altro ancora.
  • Risolvi le indagini e raccogli le prove contro le bande criminali di Freeburg.
  • Affronta i poteri in competizione della città. Ognuno ti offre favori, ma questi costano.
  • Una storia avvincente e magistralmente narrata. Jack Boyd è impersonato da Jon St.John, la voce di Duke Nukem.

This is the Police sarà disponibile su Nintendo Switch a partire dal 24 ottobre in formato digitale, mentre per la versione retail dovremo attendere il 5 dicembre.

The Evil Within 2, pubblicato il trailer di lancio

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Un’esperienza infernale.

Ci siamo quasi, fra poco più di due giorni ritorneremo ad affrontare le insidie e le paure di The Evil Within. Per celebrare l’imminente lancio di The Evil Within 2 fissato per Venerdi 13 ottobre Bethesda ha appena pubblicato il trailer di lancio ufficiale:

Nei panni di Sebastian Castellanos, affronteremo orrori inimmaginabili per trovare sua figlia tra gli incubi dello STEM e portarla al sicuro prima che l’intero sistema collassi definitivamente. Oltre alle ripugnanti creature che vagano per le strade, dovremo anche combattere contro nemici quali Stefano e Theodore, individui malati che hanno reso lo STEM la loro casa degli orrori, plasmandolo secondo il proprio volere. Se questo mondo venisse completamente distrutto, non resterebbe alcuna via di fuga per Sebastian e Lily.

The Evil Within 2 sarà pubblicato in tutto il mondo venerdì 13 ottobre 2017 per PlayStation 4, Xbox One e PC.

Annunciato Star Ocean: The Last Hope 4K & Full HD Remaster

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In arrivo (per ora) solo in Giappone su PlayStation 4 e PC.

Square Enix , attraverso un filmato, ha annunciato che Star Ocean: The Last Hope Remaster arriverà su PlayStation 4 e PC.

Sarà disponibile esclusivamente in versione digitale al prezzo di 2,800 yen a partire dal 28 novembre in Giappone. nessuna informazione per quanto riguarda una versione occidentale, ma restiamo in attesa di ulteriori informazioni al riguardo.

Di seguito una lista delle migliorie apportate dalla remastered:

  • Risoluzione: Da 720p su PlayStation 3 e Xbox 360 al 4K su PlayStation 4 Pro e Full HD su PlayStation 4 di base.
  • Possibilità di cambiare impostazioni dell’immagine (settaggi di ombre, effetto blur, ecc..)
  • Supporto ai Trofei
  • Supporto al tasto Share

Di seguito vi lasciamo al trailer rilasciato:

 

The Sims 4: nuovo video per l’espansione Cani & Gatti

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Cane o gatto? meglio entrambi!

Annunciato a sorpresa lo scorso agosto durante la Gamescom di Colonia, la nuova espansione per The Sims 4: Cani & Gatti sarà dispnibile su PC e Mac a partire dal 10 novembre 2017.

The Sims 4 Cani & Gatti vi permetterà di creare il vostro perfetto animale da compagnia, attraverso un nuovo e vastissimo editor che promette di poter cambiare l’aspetto e la personalità a ciascuno di essi. Saranno inoltre presenti nuovissimi motivi e colori da applicare ai nostri animali, rendendoli di fatto unici e personali.

Il trailer inoltre  introduce la città “pet-friendly” di Brindleton Bay, in cui il vostro sim potrà divenire il nuovo veterinario della zona, con la propria clinica da gestire.

 

WWE 2K18 avrà il filtro ad 8-bit

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Una simpatica trovata degli svilppatori.

Manca soltanto una settimana all’uscita del nuovo capitolo di WWE 2K18 e come riportato da Nintendoeverything, gli sviluppatori hanno aggiunto una serie di filtri all’interno di WWE 2K18 e, tra questi, troviamo proprio quello ad 8-bit.

Qui di seguito la lista completa dei filtri:

  • Late 90’s Filter
  • 1990’s Filter
  • 1980’s Filter
  • Black & White
  • Sepia
  • Bad VHS
  • Vignette

Ricordiamo che il gioco sarà disponibile a partire dal 17 ottobre su PS4, Xbox One, PC e successivamente anche su Nintendo Switch.