L’universo di Split Fiction è pieno di storie nascoste che arricchiscono l’esperienza di gioco con momenti unici e imprevedibili. In totale, ci sono 12 side story da scoprire, ognuna con il proprio stile e una dinamica di gioco diversa. Questi racconti emergono come anomalie nella simulazione, influenzate dalla presenza di Mio e Zoe, mentre Razer cerca di rubare idee e bozze delle loro storie.
Ogni storia si integra perfettamente nel mondo di gioco, ma alcune possono essere più difficili da individuare. Qui vedremo tutte le side story, con i dettagli su cosa aspettarsi e qualche suggerimento su come affrontarle.
Prima di proseguire, vi segnaliamo che sul nostro sito abbiamo preparato altre guide dedicate al gioco:
Una delle prime side story che i giocatori incontreranno è The Legend of the Sandfish. Mio e Zoe si ritrovano in un mondo desertico dove un’enorme creatura si aggira sotto la sabbia. Coordinarsi è fondamentale per scappare dalle sue fauci, pianificando il percorso e sfruttando ogni opportunità per avanzare. A un certo punto, i due protagonisti finiranno persino sulla schiena del Sandfish, in una corsa frenetica che metterà alla prova riflessi e tempismo.
Un cambio di tono arriva con Farmlife, una delle side story più bizzarre e ironiche. Qui, Mio e Zoe si trasformano in maialini da fattoria. Sembra un’idea simpatica, finché la realtà non si fa più inquietante: il loro destino non è vivere una vita serena nel fienile, ma finire trasformati in salsicce.
Hopes of Spring: Tra fuga e spettacolo letale
Il tono cambia con Train Heist, che abbandona l’atmosfera rilassata per lanciarsi in un’azione frenetica a scorrimento laterale. Mio e Zoe devono sfuggire all’inseguimento del Conductor, un enorme boss sferico che sembra deciso a eliminare gli intrusi dal suo treno.
Molto più tesa è l’esperienza di Gameshow, in cui i due protagonisti vengono intrappolati in un assurdo quiz televisivo condotto da un robot psicopatico. La loro sopravvivenza dipende dalla capacità di passarsi velocemente delle bombe, evitando trappole come fuoco, scariche elettriche e piattaforme che scompaiono.
Drammatico e visivamente impressionante, Collapsing Star mette Mio e Zoe di fronte alla morte di un sole. L’astro, in fase di collasso, emette onde letali di luce che costringono i giocatori a nascondersi dietro strutture sicure. La chiave per sopravvivere è coordinare l’uso degli scudi, alternando la protezione tra i due personaggi.
Final Dawn: Tra corse acrobatiche e gatti da salvare
L’azione continua con Kites, una spettacolare sfida aerea in cui Mio e Zoe devono gareggiare tra tunnel e correnti d’aria, cercando di mantenere il controllo sui loro aquiloni. Una minima distrazione può essere fatale, specialmente se si manca uno dei cerchi che offrono una spinta in avanti.
Più rilassata ma altrettanto interessante è Moon Market, che trasporta i giocatori in un pittoresco mercato notturno lunare. L’obiettivo? Salvare quattro gatti dispersi per aprire dei cancelli che bloccano il passaggio. Interagire con gli elementi del bazar, tra cui pozioni misteriose, può rivelare sorprese inaspettate.
Molto particolare è Notebook, un livello interamente realizzato in stile disegno a matita, dove Zoe modifica la storia in tempo reale. A ogni cambiamento, porzioni della mappa appaiono e scompaiono, trasformando il livello in un puzzle narrativo interattivo.
Rise of the Dragon Realm: Azione e platform mozzafiato
Il ritmo accelera con Slopes of War, che ricorda i vecchi giochi di snowboard arcade come SSX. Mio e Zoe sfrecciano su tavole futuristiche cercando di ottenere il punteggio più alto con acrobazie mozzafiato.
Decisamente più ansiogena è Space Escape, che porta i protagonisti nello spazio, alle prese con una fuga disperata a gravità zero. L’ossigeno è limitato e bisogna collaborare per trovare taniche d’aria prima che sia troppo tardi. Anche il rampino torna in gioco, ma in un ambiente privo di gravità può rivelarsi difficile da gestire.
Ironico e nostalgico, Birthday Cake rappresenta una delle poche storie senza pericoli reali. Scritta da Mio quando era bambina, trasforma i personaggi in denti animati che devono illuminare le candeline su una torta prima di ritrovarsi in un inquietante studio dentistico.
Con queste 12 side story, Split Fiction offre un’esperienza ricca di varietà e sorprese, mescolando azione, umorismo e momenti di grande tensione. Ogni storia aggiunge un tassello al mondo di gioco, regalando situazioni uniche che premiano l’esplorazione e la cooperazione. Hai trovato tutte le side story? Se ve ne manca qualcuna, torna sui tuoi passi e preparati a scoprire ogni segreto di questo fantastico viaggio.
Nel 2019, Hideo Kojima, il creatore di Metal Gear Solid e forse l’autore di videogiochi preferito di Hollywood, ha pubblicato il suo primo gioco (Death Stranding) come capo del suo studio indipendente, dopo essersi separato da Konami. Un gioco molto particolare tant’è che all’epoca ci furono opinioni contrastanti; Death Stranding per molti poteva essere un’opera visionaria e per altri qualcosa di completamente incomprensibile, o addirittura entrambe le cose. C’è però da dire che è un’esperienza indimenticabile che è riuscita, grazie e soprattutto alla Director’s Cut del 2021 a convincere anche i più scettici andando vicinissimo a conquistare il premio di migliore gioco dell’anno 2019, andato poi a Sekiro: Shadows Die Twice.
Ora Kojima è pronto a tornare con Death Stranding 2: On the Beach. Come il suo predecessore, è pronto a combinare un gameplay escursionistico unico con cutscene cinematografiche, i sorprendenti design dei personaggi di Yoji Shinkawa e una trama fantascientifica profondamente strana sulla creazione di connessioni tra persone in un mondo solitario e ostile in cui tra la vita e la morte c’è un velo sottilissimo.
Se vi state chiedendo cosa dovrete aspettarvi da questa nuova esperienza, siete nel posto giusto. Ecco tutto quello che sappiamo su Death Stranding 2.
Quali sono le ultime novità su Death Stranding 2?
Hideo Kojimaha preso parte a un panel speciale al SXSW 2025 il 9 marzo e ha rivelato che Death Stranding 2 uscirà a giugno, nello specifico il 26 giugno 2025. Ha anche condiviso un nuovo trailer di 10 minuti che ha dato qualche dettaglio aggiuntivo sulla trama e ha presentato diversi nuovi membri del cast: Luca Marinelli come Neil (che assomiglia a Solid Snake), Debra Wilson come Doctor e Alissa Jung come Lucy. C’è anche un cameo della star d’azione coreana Ma Dong-seok.
Death Stranding 2 è un’esclusiva PS5?
Almeno all’inizio, sì, ma un’uscita successiva per PC è quasi certa (qui la nostra analisi del primo capitolo in versione PC), e un’uscita per Xbox non così improbabile. Come il gioco originale, Death Stranding 2 è il risultato di una partnership tra Kojima Productions e Sony, e con ogni probabilità rimarrà un’esclusiva per console PlayStation per un po’. Come avete potuto intuire, per ora, è stata confermata solo l’uscita su PS5.
Perché si chiama On the Beach?
Nel mondo di gioco, un evento apocalittico noto come Death Stranding ha causato la comparsa di strane creature chiamate Beached Things (BT) che vagano per la Terra. Questi mostri inquietanti sono creati dai morti e, se consumano una persona viva, causano un’esplosione devastante. Si dice che i BT provengano dalla Spiaggia, una strana dimensione che è una specie di aldilà o purgatorio. C’è molto di più, ma queste sono le premesse. Perché questo regno metafisico è chiamato Spiaggia? Bella domanda. Forse perché è uno spazio di transizione tra due stati diversi: terra e oceano, vita e morte.
Chi fa parte del cast?
Il cast principale di Death Stranding 2 comprende tre star di ritorno e diversi volti nuovi.
Norman Reedus torna a vestire i panni del personaggio principale, Sam Porter Bridges
Léa Seydoux torna a vestire i panni della collega di Sam, Fragile, ora a capo dell’operazione Drawbridge
Troy Baker riprende il ruolo di Higgs, l’antagonista del primo gioco
Elle Fanning interpreta Tomorrow, un nuovo personaggio che sembra avere una sorta di legame con la spiaggia
Shioli Kutsuna interpreta Rainy, un agente del Drawbridge che è incinta
Luca Marinelli interpreta Neil, un contrabbandiere messicano che ricorda l’iconico Solid Snake
Debra Wilson interpreta Doctor
Alissa Jung interpreta Lucy
Ma Dong-seok appare in un ruolo sconosciuto
Inoltre, non sarebbe Death Stranding senza le apparizioni cameo di alcuni dei registi preferiti di Kojima; il primo gioco ha dato ruoli piuttosto sostanziali a Guillermo del Toro e Nicolas Winding Refn. Tre i registi che appariranno invece in Death Stranding 2 con tanto di scansione in motion-capture e le performance vocali eseguite da altri attori.
George Miller (Mad Max) interpreta Tarman, un medico e geofisico che è anche capitano e pilota della nave di Drawbridge, la DHV Magellan. (Interpretato da Marty Rhone)
Fatih Akin (The Edge of Heaven, In the Fade) interpreta Dollman, un ex medium la cui anima è ora intrappolata in una marionetta. (Interpretato da Jonathan Roumie)
Nicolas Winding Refn (Drive) torna a vestire i panni di Heartman, un ricercatore che ha un infarto ogni 21 minuti. (Interpretato da Darren Jacobs)
Qual è la storia?
Kojima Productions ha effettivamente rivelato parecchio su Death Stranding 2: On the Beach in tre lunghi trailer. Ma, come spesso accade con un gioco di Hideo Kojima, più ci si addentra, meno si ha la sensazione di capire.
Il primo teaser trailer del gioco mostra Fragile che si prende cura di un bambino. Si tratta di Lou, la BB (Bridge Baby) che Sam ha liberato dal suo baccello simile a un sarcofago e rianimato alla fine del primo gioco. Poi c’è una nuova scena in cui Sam e Lou vengono attaccati nel loro bunker e fuggono, ma Lou viene ucciso, riemergendo come una versione BT (Beached Thing) di se stessa nel suo vecchio baccello.
Nel secondo trailer, questa versione BT di Lou accompagna ancora una volta Sam nella sua avventura come BB. Il trailer delinea l’ambientazione generale del gioco, che apparentemente è ambientata qualche tempo dopo gli eventi dell’originale. La rete chirale che Sam ha creato in Death Stranding funziona, quindi non servono più facchini umani per collegare l’UCA (ex America) e gli ex colleghi di Sam a Bridges hanno preso strade separate.
Ma una nuova organizzazione chiamata Drawbridge, guidata da Fragile e finanziata da un misterioso benefattore privato, sta lavorando per collegare aree esterne all’UCA. Sam va a lavorare per Drawbridge; i suoi capelli, che erano diventati bianchi, per qualche motivo tornano castani. L’organizzazione ha una base mobile fantastica, la DHV Magellan, che sembra essere in grado di viaggiare attraverso il catrame nero da cui emergono le BT.
Anche Higgs, l’antagonista del gioco originale, è tornato. Nonostante sia stato lasciato sulla spiaggia alla fine del primo gioco, è vivo, più o meno. Viene trasportato in giro in una bara rossa da una squadra di robot. Indossa una maschera inquietante su un volto ancora più inquietante e ha un’arma simile a una chitarra elettrica. Lou prende il controllo dei suoi robot per combatterlo. La scena non ha senso, ma è allo stesso tempo ridicola e assurdamente cool, nel classico stile di Kojima.
Tornata a bordo del DHV Magellan, Fragile indossa una maschera che ricorda un paio di mani blu e, in compagnia di Tarman, salva Tomorrow da un altro oggetto simile a un sarcofago pieno di catrame nero. (In una clip video pubblicata in seguito, apprendiamo che Tomorrow proviene da un altro luogo, o dimensione, dove i bambini non nascono mai, ma rimangono nel grembo delle loro madri.)
Oltre a Lou, Sam è accompagnato nei suoi viaggi da Dollman, che ha l’aspetto di un burattino di legno parlante animato in stile stop-motion. A un certo punto incontra di nuovo Heartman dal primo gioco e l’equipaggio del DHV Magellan è raggiunto da Rainy, una donna incinta.
Il terzo trailer introduce i personaggi di Neil e Doctor, e approfondisce alcuni dettagli sull’ambientazione. Death Stranding 2 è ambientato 11 mesi dopo la formazione dell’UCA. I server costeggiano la spiaggia e le consegne sono state automatizzate, lasciando apparentemente senza lavoro facchini come Sam. Il chiralium della spiaggia continua a deformare l’ambiente proprio mentre una nuova fazione sta diffondendo la sua influenza. Ma niente di tutto ciò, a quanto pare, impedirà a Sam di fare il suo lavoro.
Presentando il secondo trailer ai The Game Awards 2022, Kojima ha detto di aver riscritto Death Stranding 2 per riflettere l’impatto della pandemia di COVID-19. Considerando che le visioni profetiche del primo gioco di lockdown e isolamento sono state spesso commentate, sarà affascinante vedere come questi temi si svilupperanno nel sequel.
Cosa sappiamo finora del gameplay?
I trailer sono molto scarni in termini di dettagli del gameplay rispetto alla trama, ma ciò che vediamo è piuttosto familiare. Sembra che avremo a che fare con escursioni, il trasporto di carichi, l’esplorazione open-world introdotto nel primo gioco. Considerando quanto sia unica questa prospettiva, non è una brutta cosa.
I trailer rivelano alcuni nuovi biomi (deserto, così come affioramenti rocciosi neri e sterili) ed effetti paesaggistici dinamici (inondazioni improvvise e frane). C’è anche un nuovo veicolo: un buggy a quattro ruote, simile a un carro armato.
Vi ricordiamo che Death Stranding 2: On the Beach sarà disponibile dal 26 giugno 2025.
Inti Creates ha annunciato Azure Striker Gunvolt Trilogy Enhanced per la PlayStation 5 e Nintendo Switch. Uscirà ufficialmente il 24 luglio prossimo. Include versioni rifinite e aggiornate di tre classici giochi d’azione 2D a scorrimento laterale, vale a dire Azure Striker Gunvolt (2015), Azure Striker Gunvolt 2 (2016) e infine Azure Striker Gunvolt 3 (2022), inclusi tutti i contenuti scaricabili disponibili. L’occasione perfetta per godere non solo dell’azione offerta da Azure Striker Gunvolt, ma anche della sua storia profonda accompagnata da una voce narrante completa (solo in giapponese in Azure Striker Gunvolt e Azure Striker Gunvolt 2 ) e un totale di 37 tracce vocali che vi immergeranno nel mondo distopico della serie.
Sarà disponibile anche una Complete Box per il 10° anniversario che include:
Una copia del gioco;
Azure Striker Gunvolt Series Official Complete Works – Un artbook formato A4;
Una colonna sonora completa in sei dischi con tutta la musica inclusa in Azure Striker Gunvolt Trilogy Enhanced;
Album CD con musica inedita;
Arazzo formato B2 con illustrazioni esclusive dell’illustratore della serie, Yoshitaka Hatakeyama;
I preordini per qualsiasi edizione fisica includeranno, inoltre, una cartella trasparente formato A4.
Like a Dragon: Pirate Yakuza in Hawaiirappresenta uno degli spin-off più audaci (e assurdi) della celebre serie sviluppata da Ryu Ga Gotoku Studio. Dopo il successo di Like a Dragon: Infinite Wealth dello scorso anno, il “nuovo capitolo” catapulta i giocatori in un’avventura esotica con protagonista nientedimeno che Goro Majima. Il più squilibrato dei leggendari Yakuza della serie, noto anche come “Il cane pazzo di Shimano“, sicuramente non ha paura (con o senza l’amnesia che lo colpisce all’inizio di questo gioco) di indossare il mantello di un capitano pirata e salpare per i mari alla ricerca di un tesoro perduto, esplorando scenari mozzafiato e affrontando nemici spietati. È un incipit che eleva Pirate Yakuza in Hawaii da semplice spin-off a un’avventura davvero memorabile e che si distingue con sicurezza sullo sfondo della serie nata nel 2005. È ancora un titolo Like a Dragon in tutto e per tutto, con un’abbondanza di minigiochi, missioni secondarie e un enorme hub aperto da esplorare. La versione PC – da noi provata – garantisce un’esperienza fluida e dettagliata, ma non è priva di alcune incertezze di natura tecnica. Ma andiamo con ordine!
Like a Dragon: Pirate Yakuza in Hawaii è attualmente disponibile per PC (via Steam), Xbox One, Xbox Series X e S, PlayStation 4 e PlayStation 5.
Versione testata: PC (Steam)
Trama avvincente e personaggi carismatici
La narrazione si svolge sei mesi dopo gli eventi di Infinite Wealth e segue il viaggio di Majima, arenato sulla spiaggia di un’isola remota al largo delle Hawaii. Vicino alla morte e con pochi frammenti di ricordi, viene salvato misericordiosamente da un ragazzino di nome Noah Rich e dal suo cucciolo di tigre che vive sull’isola insieme al padre Jason e alla sorella Moana. Majima ripaga la generosità di Noah aiutando l’isola a gestire un problema di pirati piuttosto importante. Stiamo parlando di pirati nel senso più stretto del termine: galeoni dotati di potenti cannoni e vele minacciose, governati da lupi di mare affamati di tesori luccicanti. Dopo un periodo trascorso a fare commissioni sull’isola, non passa molto tempo prima che Majima ottenga una scintillante nave pirata, la Goromaru, e un equipaggio eterogeneo tutto suo. E così inizia un’avventura (con un focus sul leggendario tesoro di Esperanza) che sposa con successo una narrazione in stile Treasure Island con tanto di intrighi politici e basato sulle fazioni di Like a Dragon. Sebbene non sia ai livelli dei capitoli principali della fortunata serie, è comunque una storia divertente ed emozionante dall’inizio alla fine, con un finale assolutamente di prim’ordine. Il cast di personaggi è variegato e ben caratterizzato (anche se alcuni risultano soltanto abbozzati), con volti nuovi e ritorni apprezzati, tra cui Taiga Saejima e Ichiban Kasuga. Il tono della storia oscilla tra momenti drammatici e situazioni assurde, mantenendo lo stile narrativo tipico di Yakuza.
Esplorazione e ambientazione esotica
L’ambientazione si distingue per la varietà e il livello di dettaglio. Oltre alla città di Honolulu, già vista in Infinite Wealth, i giocatori possono esplorare Rich Island, Madlantis e Nele Island, ciascuna con caratteristiche uniche. Le isole offrono un mix di missioni principali e secondarie, tra cui sfide a tempo, cacce al tesoro e interazioni con personaggi eccentrici. Le attività extra, da sempre un punto di forza della saga, comprendono il ritorno di minigiochi amati come il karaoke e Dragon Kart, insieme a nuove aggiunte che ampliano ulteriormente l’esperienza di gioco.
Gameplay
Il titolo mantiene il classico sistema di combattimento action della serie, introducendo – al contempo – nuove meccaniche legate proprio al tema piratesco. Majima può alternare due stili di lotta: “Mad Dog”, caratterizzato da velocità e combo frenetiche (che è come la maggior parte degli altri titoli di Like a Dragon), e “Sea Dog”, che permette di utilizzare armi come sciabole e pistole. Lo stile di combattimento di “terra”, brandendo il suo iconico coltello e impiegando attacchi rapidi, un potente gap closer, lanci e altro ancora, è ideale per affrontare un singolo bersaglio o una piccola squadra di cattivi; quello di “mare” – invece – è sicuramente il più interessante dei due, poiché Majima indossa il suo abito da pirata, brandisce due sciabole e ha accesso a una pistola a pietra focaia e un uncino (diventando quasi invincibile considerando anche che ha la possibilità di eseguire combo aeree, il che da agli scontri una certa dinamicità). È molto più adatto ai combattimenti su larga scala che è chiamato (piuttosto frequentemente) ad affrontare durante le missioni della storia e le battaglie sul ponte. Sebbene abbia una certa potenza, tanto che a livello normale il gioco non è stato per niente impegnativo, è necessario comunque giocare in modo intelligente e ponderato. Soprattutto quando bisogna inseguire i bersagli/taglia di Honolulu, un contenuto secondario che consente di ottenere un bel po’ di denaro contante utilizzabile per sbloccare i potenziamenti per Majima e la sua nave.
A proposito di nave, le battaglie navali, elemento inedito per il franchise, offrono una sfida strategica, con la necessità di gestire equipaggio (arruolando membri sparsi per Honolulu ognuno in grado di fornire buff specifici come l’aumento dei danni che andrete ad infliggere alla poppa di una nave nemica, o l’aumento del numero di volte in cui è possibile sparare una cortina fumogena per oscurare la visuale del nemico mentre rianimate i compagni abbattuti o siete alle prese con pericoli come incendi o nebbia velenosa) e potenziamenti (fra cui la resistenza e la potenza di fuoco della nave) della nave per affrontare pirati rivali (con tanto di possibilità di affrontare un contenuto dedicato che prevede sfide in alto mare di tenore crescente). L’attacco si basa sui cannoni di dritta e di sinistra, sulla mitragliatrice che spara dritto in avanti, speronando le navi e usando il lanciarazzi mentre si è sul ponte. I danni, alla vostra nave, potrebbero essere cagionati sia dagli scontri (naturalmente) e sia da elementi ambientali come fulmini o trombe d’aria. Gestire le riparazioni della nave è semplice: se la nave è in fiamme, basta stare sul ponte e tenere premuto un pulsante in una posizione stabilita anziché dover correre in giro per spegnere le fiamme (come accade in Sea of Thieves). E vi diremo, costruire il proprio equipaggio e conseguentemente aumentare la reputazione – sebbene non ci troviamo dinanzi alla profondità di Assassin’s Creed 4: Black Flag o Skull and Bones in termini di dettaglio o realismo – è comunque immensamente appagante.
Altresì, durante la navigazione, ci sono altre cose da fare, come ad esempio il poter esplorare le vaste acque che circondano le Hawaii e altri luoghi degni di nota (anche se si poteva fare uno sforzo maggiore in termini di cura complessiva), alla ricerca di tesori o – per chi lo volesse – persino intraprendere una massiccia storia secondaria che vede Majima e l’equipaggio abbattere i Devil Flags, una famigerata armata di pirati. Detto questo, gli scontri con le navi nemiche possono diventare piuttosto lunghi ad un certo punto del gioco, il che aumenta il tempo complessivo necessario per il viaggio in mare. E mentre il Goromaru può sfruttare le correnti d’aria per navigare più velocemente, il semplice atto di viaggiare da A a B può comunque richiedere un bel po’ di tempo. Soprattutto quando ci si imbatte costantemente in altre flotte nemiche pronte a darci battaglia.
Prestazioni su PC
Dal punto di vista tecnico, la versione PC presenta alti e bassi. Graficamente, il gioco brilla per la cura delle ambientazioni (sebbene si potesse fare decisamente meglio) e la fluidità delle animazioni, ma soffre di alcune problematiche di ottimizzazione. Da segnalare – anche se il gioco è più che ottimizzato – diversi cali di frame rate, sia in mare quando si verificano condizioni meteorologiche avverse come temporali e sia nelle sezioni più concitate, e problemi con il supporto DLSS, che necessita di aggiornamenti per garantire una resa ottimale. Nonostante questi difetti, il comparto visivo resta solido, con effetti atmosferici ben realizzati e un’illuminazione convincente.
Configurazione di prova:
CPU: AMD Ryzen 5800x Scheda madre: MSI B450M-A PRO MAX RAM: 16GB DDR4 Crucial Ballistix GPU: NVIDIA GeForce RTX 3080 Ti Case: Thermaltake Core P3 open frame Storage: Kingston NVMe 500GB + 2 HDD da 2TB Alimentazione: Corsair RM750 OS: Microsoft Windows 11 Pro
La musica, curata da Saori Yoshida, spazia tra brani epici per le battaglie e tracce più rilassate durante l’esplorazione ed è una perfetta fusione di temi tradizionali giapponesi e ritmi polinesiani. Il doppiaggio, disponibile in giapponese e inglese, è di ottima qualità, con interpretazioni che enfatizzano la personalità uniche dei protagonisti. Le voci contribuiscono a rendere i dialoghi ancora più coinvolgenti, mantenendo il giusto equilibrio tra serietà e comicità per tutta la durata del gioco. Una durata di circa 25 ore (attraverso i cinque capitoli che compongono la campagna) se ci si dedica prettamente al plot principale che arrivano – se puntate al 100%, fra le 30 e le 40 ore totali.
Commento finale
Like a Dragon: Pirate Yakuza in Hawaii è un’esperienza audace ed imperdibile per i fan della saga. L’introduzione delle meccaniche piratesche aggiunge freschezza al gameplay, mentre la narrazione avvincente e i personaggi iconici garantiscono un’avventura memorabile. Tuttavia, la versione PC necessita di alcune correzioni per risolvere i problemi di performance. Nonostante queste pecche, il gioco offre ore di divertimento e conferma ancora una volta la capacità di Ryu Ga Gotoku Studio di innovare senza tradire le radici della serie.
The Legend of Heroes: Trails through Daybreak II giunge sul mercato occidentale a poco più di sette mesi di distanza dal proprio ottimo predecessore. Un lasso di tempo piuttosto breve, che tuttavia attesta al contempo l’impegno di NIS America e l’ambizione di Nihon Falcom. Con un lodevole fronte comune, publisher e team di sviluppo vogliono consolidare sempre di più la presenza della storica saga in Occidente. Lasciata così alle spalle la necessità di recuperare i titoli più risalenti (il secondo Daybreak è uscito in patria nel 2022), adesso il mercato dell’ovest resta ad un solo titolo di ritardo dalle terre orientali con Kai no Kiseki -Farewell, O Zemuria- da adattare. In attesa, ovviamente, del vero e proprio progetto che punta ad essere una svolta per il franchise con la release in contemporanea mondiale, Trails in the Sky 1st Chapter.
Digressioni a parte su questa longeva saga, Daybreak II costituisce un seguito diretto delle precedenti avventure dello spriggan Van Arkride. Se il predecessore poteva essere considerato sia un punto di arrivo sia una nuova ripartenza per la saga, questo nuovo capitolo ne perfeziona ed arricchisce taluni aspetti cedendo inevitabilmente il fianco a qualche critica.
The Legend of Heroes: Trails through Daybreak II è disponibile dal 14 Febbraio per PC (via Steam), PlayStation 4, PlayStation 5 e Nintendo Switch.
Versione testata: PlayStation 5
Le sabbie del tempo
Senza spoilerare troppo al riguardo, gli eventi di Daybreak II si pongono a breve distanza dalla conclusione del precedente capitolo.
Dopo il ritorno della pace per la gente di Calvard, Van Arkride è tornato alla sua routine lavorativa quotidiana di tuttofare ad Edith. Un giorno, una ragazza bussa alla porta degli uffici della Arkride Solutions. Si tratta di Elaine, amica d’infanzia del protagonista (nonché sua cotta adolescenziale), nonché Bracer di rango A della gilda. La richiesta è molto semplice: indagare su alcuni cruenti omicidi apparentemente perpetrati da un singolo individuo in grado di trasformarsi in un Grendel… una abilità rara condivisa dallo stesso Van. Mosso dalla volontà di chiarire il mistero e di scagionarsi dal crescente sospetto nei suoi riguardi, lo spriggan si troverà davanti ad una situazione ancor più pericolosa e complessa.
I personaggi hanno un ruolo preponderante in Daybreak II.
Non è semplicissimo affrontare il tema della sceneggiatura di Daybreak II, soprattutto in relazione a quanto proposto dal Nihon Falcom con il suo predecessore. Se il primo Daybreak era infatti un ideale entry point per tutti coloro che desideravano avvicinarsi alla saga, il sequel scivola nei tipici vizi di The Legend of Heroes. Non solo viene richiesta la conoscenza degli eventi del predecessore e dei suoi personaggi (fin qui, si tratta di un requisito comprensibile), ma anche e soprattutto di eventi e personaggi provenienti da Reverie, Sky, Crossbell e Cold Steel. Si tratta indubbiamente di un ulteriore attestato della ammirevole e grandiosa capacità, da parte della saga, di tessere la propria intricata ed affascinante lore nel corso del tempo. D’altro canto, tradisce parzialmente le intenzioni di Daybreak come saga pienamente godibile dai neofiti del franchise.
Anche riflettere sullo svolgimento stesso della storia non è un compito agevole. Dal punto di vista dei personaggi e del loro approndimento, ci troviamo di fronte ad un capitolo semplicemente imperdibile. La scrittura, da questo punto di vista, è straordinaria e riesce non solo ad approfondire quanto presentato nel primo Daybreak, ma anche ad arricchire ulteriormente il cast corale pescando dal passato della saga (il lavoro compiuto su Swin e Nadia è encomiabile). Merito anche delle missioni secondarie, che segnano un sostanzioso passo avanti rispetto al predecessore in termini di scrittura e struttura.
Viceversa, la storia principale tende inaspettatamente a “soffrire” un ritmo fin troppo dilatato non solo nelle fasi iniziali ma anche in quelle centrali. La causa è probabilmente da rintracciare in uno degli snodi narrativi offerti da Daybreak II. Non vogliamo sbottonarci troppo, ma ha a che vedere con il concept dei loop temporali in stile Ricomincio da capo. Una caratteristica indubbiamente intrigante, la cui realizzazione si presenta tuttavia fin troppo guidata. Con il risultato di prestare il fianco alla ripetitività nonché ad un triste svuotamento di pathos legato ad alcuni momenti. Ah, a scanso di equivoci: anche Daybreak II presenta unicamente il supporto alla lingua inglese.
A livello di presentazione, il titolo è pur sempre del 2022.
Vi hanno potenziati
Sul versante del gameplay, i passi avanti compiuti da Daybreak II sono evidenti e francamente ottimi.
Anzitutto, rispetto al capitolo precedente la difficoltà generale è stata ritoccata verso l’alto. Il primo Daybreak era stato infatti accusato, soprattutto dai fan della saga, di essere fin troppo permissivo anche alle difficoltà maggiori. Il sequel risolve la problematica, pur mantenendo inalterate le caratteristiche strutturali del sistema di combattimento che vi abbiamo raccontato nella nostra recensione. Dimenticatevi adesso di poter uccidere tutti i nemici senza pianificare attentamente le azioni da compiere. Adesso ogni avversario è tendenzialmente molto più aggressivo e vanta una difesa notevole. Solo i più deboli possono essere decimati nelle fasi di azione, rinviando altrimenti agli scontri a turni. I buff e le Arts offensive sono adesso praticamente indispensabili, così come l’ottimizzazione dei setup Orbment che richiede un uso più razionale e meno distratto dei Quartz.
Le novità del sistema di combattimento rendono l’esperienza più gratificante ed impegnativa.
Il sistema di combattimento in senso stretto ha visto l’introduzione di due meccaniche tese a bilanciare la maggiore difficoltà di Daybreak II.
Anzitutto, la schivata perfetta degli attacchi avversari permette di eseguire un Cross Charge. Si tratta di una sorta di switch tra personaggi in concomitanza di un attacco pesante. Sembrerebbe un’aggiunta di poco conto, ma nell’economia ludica rappresenta una introduzione gratificante e tatticamente preziosa. A questo si aggiunge l’introduzione delle EX Chains, una manovra che permette di attaccare due volte i nemici storditi da due distinti personaggi del party, a patto di essere posizionati abbastanza vicini. Questo attacco speciale riesce a danneggiare notevolmente non solo i nemici bersagliati, ma anche quelli che si trovano nel fuoco incrociato. Ogni scontro nasconde così un attento studio dei piazzamenti, in funzione delle nuove possibilità introdotte che rendono i combattimenti al contempo più impegnativi e più divertenti.
La cura grafica legata ai personaggi ed alle loro abilità ha un risalto superiore rispetto al passato.
Virtuosismi e virtualismi
Ulteriore novità proposta in Daybreak II, a metà tra esigenze ludiche e narrative, è il Märchen Garten.
Si tratta di un dungeon procedurale (qualcosa di simile al Reverie Corridor presente in Trails into Reverie) liberamente affrontabile da qualsiasi party. L’inserimento del Märchen Garten risponde a diverse esigenze. Anzitutto, permette di derogare a determinati vincoli di trama che altrimenti non permetterebbero di selezionare sempre liberamente i membri del proprio team. Ma soprattutto questo mondo virtuale si rivela un potente strumento nelle mani dei giocatori. I player potranno infatti esplorarlo, sfruttarne le difficoltà per aumentare di livello e scambiarne le risorse uniche per ottenere ricompense e miglioramenti assortiti. Inoltre, sarà possibile affrontare i minigiochi di Daybreak II, tra cui la divertentissima pesca e lo sfizioso hacking.
Il Märchen Garten purtroppo è abbastanza scarno strutturalmente e visivamente.
Non tutto è però oro luccicante. Il Märchen Garten soffre di una eccessiva ripetititvà strutturale, senza significative variazioni (al contrario del citato Reverie Corridor). Il rischio di trovarsi all’interno di sezioni ripetitive e tediose, purtroppo, non è remoto. All’interno di un titolo che può portar via serenamente ottanta ore per il pieno completamento, non si tratta di un aspetto di poco conto.
Per quanto riguarda il comparto della presentazione in senso generale, Daybreak II è pur sempre un titolo del 2022. Tuttavia, mostra continui passi avanti nell’ottica del franchise. Pur nella semplicità di alcune soluzioni grafiche, la cura riposta nella realizzazione dei personaggi è sempre più alta grazie anche alla direzione artistica. Le prestazioni su PlayStation 5 appaiono tendenzialmente fluide, pur dovendo riscontrare problemi di framerate nelle situazioni più concitate proprio all’interno del Märchen Garten.
La colonna sonora firmata dal team composto da Hayato Sonoda, Shuntaro Koguchi, Yukihiro Jindo e Mitsuo Singa ha un taglio diverso rispetto al capitolo precedente. L’impiego di una strumentistica più profonda, pesante e grave potrebbe non piacere a tutti, ma è indiscutibilmente di ottima qualità.
Codice review gentilmente fornito da https://keymailer.co
Rispetto al primo Daybreak, dovrete razionalizzare più attentamente lo sviluppo dei personaggi.
Commento finale
Trails through Daybreak II è un piccolo grande paradosso firmato Nihon Falcom. Da un lato, il nuovo capitolo di The Legend of Heroes perfeziona e valorizza gli ottimi risultati segnati dal suo diretto predecessore, rappresentando a tutti gli effetti un passo avanti. Dall’altro lato, presenta una sceneggiatura meno impeccabile del previsto con annesso ritorno del relativo atavico problema della stringente e propedeutica necessità di avere una pregressa conoscenza di lore e personaggi. La nuova avventura di Van Arkride vive così una doppia natura: un prodotto praticamente imperdibile per chi ha amato il primo Daybreak, una produzione difficilmente consigliabile a tutti coloro che invece non hanno avuto modo di approcciarla.
L’ecosistema delle start-up è in continua espansione, e in Italia il numero di nuove imprese innovative cresce costantemente. Il percorso imprenditoriale, però, non è privo di ostacoli: dalla definizione del modello di business all’ottenimento di finanziamenti, fino alla gestione operativa. In questo contesto, la digitalizzazione gioca un ruolo cruciale, offrendo strumenti che semplificano le operazioni e ottimizzano i processi.
Fondamenti di una start-up: dalla normativa alle strategie di crescita
Per comprendere il fenomeno, occorre partire dalla sua definizione. Una start-up è un’impresa emergente che punta a sviluppare un’idea innovativa e scalabile. In Italia, le start-up innovative godono di agevolazioni grazie alla normativa introdotta nel 2012, che permette loro di accedere a finanziamenti dedicati e semplificazioni burocratiche.
Avviare una start-up richiede competenze trasversali: dalla gestione finanziaria alla conoscenza del mercato. Un’analisi accurata del settore e della concorrenza è essenziale per posizionarsi in modo efficace e attirare potenziali investitori.
Digitalizzazione e strumenti imprescindibili per le start-up
Un’impresa che nasce oggi non può prescindere dagli strumenti digitali. Alcuni sono obbligatori per legge, altri rappresentano un valore aggiunto in termini di efficienza e competitività. Tra i principali strumenti digitali troviamo:
PEC (Posta Elettronica Certificata): obbligatoria per comunicare con enti pubblici e gestire documenti ufficiali con validità legale.
Firma digitale: essenziale per la sottoscrizione elettronica di documenti, velocizzando le pratiche burocratiche.
Fatturazione elettronica: standard per la gestione delle transazioni, riducendo errori e semplificando la contabilità.
A questi si aggiungono soluzioni facoltative ma altamente strategiche, come il cloud computing, che consente l’accesso ai dati aziendali da qualsiasi dispositivo, e la fibra ottica, per garantire connessioni stabili e veloci.
Il cloud come leva di scalabilità
Il cloud non è solo un’opzione tecnologica, ma un vero e proprio abilitatore di crescita. Permette di archiviare e condividere documenti in modo sicuro, senza necessità di server fisici. Per una start-up, questa flessibilità è cruciale: riduce i costi iniziali e garantisce accessibilità immediata alle informazioni, facilitando il lavoro da remoto.
L’importanza dell’hardware e il ruolo del noleggio tecnologico
Avere dispositivi performanti è essenziale per operare con efficienza. Tuttavia, l’acquisto di computer, server e periferiche può rappresentare un investimento oneroso. Un’alternativa valida è il noleggio di attrezzature informatiche, che consente di accedere a strumenti aggiornati senza immobilizzare capitali. Servizi come quelli offerti da Noleggio-computer.it permettono alle start-up di dotarsi della tecnologia necessaria con costi contenuti e formule flessibili.
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Strategie per ottenere finanziamenti e incentivi fiscali
Il capitale iniziale rappresenta spesso una delle maggiori difficoltà per le start-up. Fortunatamente, esistono diverse soluzioni di finanziamento:
Bandi pubblici e agevolazioni statali: il governo italiano offre diverse opportunità per le imprese innovative, come contributi a fondo perduto e prestiti agevolati.
Venture capital e business angels: investitori privati disposti a finanziare start-up con alto potenziale di crescita.
Crowdfunding: una strada sempre più battuta per ottenere capitali direttamente dal pubblico, spesso attraverso piattaforme digitali.
Le agevolazioni fiscali, come le detrazioni per investitori privati e i crediti d’imposta per ricerca e sviluppo, rappresentano ulteriori incentivi per chi decide di intraprendere questa avventura imprenditoriale.
Partire con il giusto mindset
Avviare una start-up richiede una visione chiara e un utilizzo strategico degli strumenti digitali. La tecnologia non è solo un supporto, ma un fattore chiave di successo. Senza una solida infrastruttura digitale, l’operatività rischia di essere inefficiente e poco competitiva. Le imprese emergenti devono quindi integrare le soluzioni più adatte sin dall’inizio, per garantire una crescita stabile e sostenibile.
Indiana Jones e l’Antico Cerchio potrebbe presto approdare su PS5, e con esso una delle esclusive più apprezzate di casa Xbox potrebbe finalmente raggiungere anche il pubblico Sony. Secondo le ultime indiscrezioni rivelate dal noto insider billbil-kun, il gioco sviluppato da MachineGames e pubblicato da Bethesda dovrebbe arrivare sulla console Sony il 17 aprile 2025.
L’informazione, diffusa inizialmente dal listino di un distributore di videogiochi e successivamente confermata dalla rivista PlayStation Inside, diventa ancora più credibile se consideriamo la fama di billbil-kun, noto per la sua capacità di anticipare con precisione le uscite dei giochi più attesi. Se il rumor venisse confermato, sarebbe una notizia di grande rilevanza per i possessori di PS5, che attendono da tempo di poter vivere l’ultima avventura di Indiana Jones sulla loro piattaforma.
Edizioni disponibili e dettagli sui prezzi
Stando alle informazioni diffuse, il titolo sarà disponibile in due edizioni fisiche:
Standard Edition – 79,99€
Premium Edition – 109,99€, con accesso anticipato di due giorni (dal 15 aprile) e diversi bonus in-game
Per il momento non è stata annunciata una Collector’s Edition, ma non è escluso che ulteriori dettagli possano emergere nelle prossime settimane. Le prenotazioni per entrambe le versioni dovrebbero aprire intorno al 25 marzo, dando modo ai giocatori di bloccare la propria copia in anticipo.
Un titolo attesissimo dal pubblico PlayStation
Sin dal suo annuncio, Indiana Jones e l’Antico Cerchio ha suscitato grande interesse, soprattutto per l’approccio narrativo e cinematografico che MachineGames ha saputo infondere nel gioco. Il team, noto principalmente per il lavoro svolto sulla serie Wolfenstein, ha costruito un’avventura che rende omaggio ai film di Steven Spielberg, restituendo in pieno l’atmosfera che ha reso celebre il leggendario archeologo interpretato da Harrison Ford.
La versione Xbox e PC, già disponibile da qualche tempo, ha ricevuto recensioni molto positive, con la critica che ha elogiato il comparto narrativo, il gameplay e l’attenzione ai dettagli. In particolare, il gioco è stato apprezzato per il suo sistema di esplorazione, che mescola azione e puzzle ambientali, e per la capacità di far vivere un’autentica esperienza da Indiana Jones.
Ora, con il possibile arrivo su PS5, il titolo potrebbe raggiungere una nuova fetta di pubblico, ampliando il successo di una delle migliori trasposizioni videoludiche mai realizzate per un franchise cinematografico.
Manca solo la conferma ufficiale
Al momento, né Sony né Bethesda hanno confermato ufficialmente l’uscita del gioco su PS5, ma la fonte dell’indiscrezione e la coerenza delle informazioni suggeriscono che un annuncio ufficiale potrebbe essere imminente.
Resta da vedere se il titolo arriverà con eventuali miglioramenti tecnici o feature esclusive per la console Sony, magari con l’aggiunta del supporto al DualSense per un’immersione ancora più profonda.
Non ci resta che attendere ulteriori dettagli, che potrebbero arrivare già nelle prossime settimane. Nel frattempo, i fan di Indiana Jones possono prepararsi a impugnare nuovamente la frusta e lanciarsi in un’avventura che promette di essere memorabile.
Konami rompe finalmente il silenzio su Silent Hill f, uno dei progetti più misteriosi e intriganti legati al rilancio della celebre saga survival horror. Con un annuncio che ha scatenato immediatamente l’entusiasmo dei fan, la compagnia giapponese ha confermato che giovedì 13 marzo alle ore 23:00 (italiane) trasmetterà una nuova Silent Hill Transmission dedicata proprio a questo attesissimo capitolo.
Una svolta orientale per Silent Hill
Sin dal suo annuncio ufficiale, avvenuto a ottobre 2022, Silent Hill f ha colpito per la scelta decisamente originale della sua ambientazione: abbandonata la celebre e nebbiosa cittadina americana, il gioco ci porterà per la prima volta nel cuore del Giappone degli anni ’60. Una decisione coraggiosa che permetterà di esplorare tematiche inedite, attingendo direttamente a inquietanti leggende del folklore giapponese.
Questa nuova direzione ha destato subito grande curiosità, rafforzata dalle prime inquietanti immagini viste nel trailer di presentazione: bambole dall’aspetto sinistro, una ragazza terrorizzata e una misteriosa creatura avvolta da fiori macabri. Dettagli oscuri che suggeriscono una storia psicologica e disturbante, in pieno stile Silent Hill.
Una penna d’autore per un horror psicologico
Un’altra grande ragione per attendere con interesse Silent Hill f è la presenza, dietro le quinte, di Ryukishi07, autore giapponese celebre per la visual novel When They Cry, noto per la sua straordinaria abilità nel creare narrazioni complesse e atmosfere cariche di tensione e inquietudine. Una firma perfetta per un capitolo della serie che promette di riportare Silent Hill ai fasti del passato, facendo leva sul fascino del perturbante e dell’orrore psicologico.
Cosa aspettarsi dalla Silent Hill Transmission?
Durante la presentazione del 13 marzo, Konami promette di rivelare dettagli significativi su Silent Hill f, probabilmente svelando informazioni sulla trama, i personaggi principali, il gameplay e, si spera, una possibile finestra di lancio. Dopo il successo ottenuto con il remake di Silent Hill 2 e qualche passo falso come Silent Hill: The Short Message, c’è grande attesa e soprattutto la speranza che questo nuovo capitolo possa restituire al franchise il lustro che merita.
La Silent Hill Transmission sarà visibile in direlive streaming sul canale YouTube ufficiale di Konami, giovedì 13 marzo alle ore 23:00 (ora italiana). Sarà quindi l’occasione ideale per scoprire finalmente cosa ci aspetta in questa inquietante avventura orientale.
Non ci resta che attendere pochi giorni per avere le risposte che tutti i fan stanno aspettando: Silent Hill sta per tornare, e questa volta sembra volerci terrorizzare con atmosfere completamente nuove.
Anche se le console di ultima generazione (PS5, Xbox Series X|S) dureranno ancora per parecchio tempo, considerando anche il fatto che la console mid term di Sony, PS5 Pro è stata presentata appena 6 mesi fa.
L’ultima chicca sulla Xbox Next gen arriva da Jez Corden. Intervenuto al podcast Xbox Two, Corden ha svelato che la prossima Xbox sarà un PC ma con una “shell adatta alla TV [tv-friendly shell]”, una notizia che significa poco se presa fuori contesto, considerando che già ora dal punto di vista Hardware, le console di questa generazione condividono gran parte della tecnologia con la controparte PC.
Tuttavia è lo stesso Corden a chiarire la sua affermazione: “Quello che voglio dire è che in generale la prossima Xbox sarà essenzialmente un PC ma con una shell adatta alla TV, e che le specifiche esatte [di questo PC] sono già nella mente degli sviluppatori. Gli sviluppatori la costruiranno per i PC Windows in un certo senso, ma in modo tale da sapere esattamente quali saranno le specifiche. Quindi forse la voce su Call of Duty potrebbe essere esatta, ma in tal caso il discorso sul kit di sviluppo riguarda più il tipo di specifiche che è stato detto loro di puntare per la prossima Xbox, non di avere un kit di sviluppo”.
La voce a cui si riferisce Corden è quella menzionata su Twitter/X da Ghost of Hope, il leaker di Call of Duty, secondo cui Call of Duty 2026 sarebbe in fase di sviluppo utilizzando i dispositivi della prossima Xbox.
Corden aggiunge: “Se le informazioni su Call of Duty sono accurate [in merito al lancio sulla prossima generazione di Xbox nel 2026], al momento non esiste alcun devkit. Quindi, l’idea che gli sviluppatori abbiano già ottenuto il dev kit della prossima generazione di Xbox… non è semplicemente accurata”.
In sostanza, Corden smentisce la voce secondo cui “Call of Duty 2026 è in fase di sviluppo sui prossimi devkit Xbox” perché i devkit, in realtà saranno dei semplici PC con le esatte specifiche che avrà la console di prossima generazione. In questo modo gli sviluppatori avranno la possibilità già da ora di capire cosa è possibile ottenere da quell’hardware. Del resto Microsoft sarebbe al lavoro anche su una versione di Windows specifica per gli handheld di nuova generazione (e forse su un handheld proprietario) che potrebbe costituire la base del prossimo OS di Xbox.
Sarà interessante capire, poi, come Microsoft chiamerà effettivamente la sua Xbox next gen, dato che l’azienda non segue un sistema di numerazione tradizionale come Sony con PlayStation, Nintendo con Switch 2 ecc. La chiameranno Xbox Series Z? Xbox Alpha? E voi che ne pensate?
Il 10 marzo è una data segnata in rosso per tutti gli appassionati Nintendo: torna il Mar10 Day, la giornata internazionale dedicata a Super Mario, il baffuto idraulico diventato simbolo indiscusso del mondo dei videogiochi. Quest’anno l’evento assume una valenza ancora più speciale, perché coincide con il 40° anniversario della nascita di Mario, comparso per la prima volta nel lontano 1985 nel mitico Super Mario Bros. per Nintendo Entertainment System.
Quattro decenni di salti, avventure e divertimento
Per festeggiare degnamente quest’importante anniversario, Nintendo ha preparato una serie di iniziative imperdibili dedicate ai fan di Mario e dei suoi compagni di viaggio. Non solo ricordi e nostalgia, ma anche anticipazioni e novità in vista della prossima generazione di console Nintendo che potrebbe ospitare nuove avventure del nostro eroe baffuto.
Intanto, questo Mar10 Day diventa l’occasione perfetta per riscoprire alcuni dei più grandi successi degli ultimi anni su Nintendo Switch, console che ha saputo rilanciare Mario in una veste completamente rinnovata, raccogliendo consensi tra grandi e piccoli.
Titoli come Super Mario Bros. Wonder, con la sua nuovissima ambientazione nel Regno dei Fiori, o l’irresistibile e competitivo Mario Kart 8 Deluxe, con circuiti sempre aggiornati e divertimento garantito in multiplayer, rappresentano il modo migliore per trascorrere questa giornata speciale e oltre.
Non solo platform, però: c’è spazio anche per avventure più narrative, come l’emozionante viaggio fraterno di Mario & Luigi: Fraternauti alla carica, o per i nostalgici con l’indimenticabile Paper Mario: Il Portale Millenario, che torna in versione migliorata per incantare anche le nuove generazioni.
E se siete appassionati dei classici, come non citare Super Mario RPG, uno dei giochi più amati di sempre, capace di introdurre elementi RPG nel mondo di Mario con un mix tra umorismo e profondità tattica.
Grandi offerte per celebrare insieme Mario e i suoi amici
Le sorprese non finiscono qui. In occasione del Mar10 Day 2025, infatti, Nintendo ha dato il via alla speciale promozione “Gioca ancora con Mario e amici”, attiva da oggi sul Nintendo eShop e su My Nintendo Store. Potrete approfittare di offerte esclusive su titoli imperdibili come Princess Peach: Showtime!, Super Mario RPG, Mario vs. Donkey Kong, e tanti altri.
Una grande opportunità per recuperare quei titoli che vi siete persi o per provare nuove avventure, approfittando di un risparmio esclusivo per un tempo limitato.
Un regalo speciale per guardare al futuro
Non c’è modo migliore di celebrare Mario che guardare avanti: Nintendo sta infatti preparando grandi sorprese anche per il futuro prossimo, con il lancio della sua prossima console già all’orizzonte. E chissà quali nuovi incredibili giochi avranno come protagonista proprio il nostro idraulico preferito.
Mentre attendiamo ulteriori annunci, però, vogliamo festeggiare con voi!
L’intelligenza artificiale (IA) rappresenta una delle tecnologie emergenti più dibattute e trasformative della nostra epoca. Sin dagli anni Cinquanta, quando John McCarthy coniò il termine, l’IA ha catturato l’immaginazione collettiva come una disciplina destinata a esplorare i confini dell’apprendimento e della funzionalità intellettiva. McCarthy sottolineava che ogni aspetto dell’apprendimento o della funzione intellettiva può essere descritto in modo tale che una macchina possa tentare di simularlo.
Oggi, grazie alle potenzialità straordinarie della cosiddetta IA generativa, questa visione si è evoluta verso applicazioni sempre più sofisticate. Nonostante quasi un secolo di sviluppi, l’IA resta una tecnologia relativamente giovane, soprattutto nel caso dell’IA generale, la cui ambizione è quella di emulare integralmente il complesso funzionamento del cervello umano.
Questo obiettivo, tuttavia, si incontra con sfide scientifiche e filosofiche, dato che persino il cervello biologico è ancora largamente misterioso per la ricerca moderna. L’enorme attenzione mediatica e sociale riservata all’IA deriva dal suo potenziale dirompente sul sistema socio-economico globale, alimentando un dibattito acceso sui suoi pro e contro.
Vantaggi dell’impiego dell’Intelligenza Artificiale nei processi aziendali
L’adozione consapevole dell’IA nei contesti aziendali offre numerosi vantaggi che stanno rivoluzionando il mondo del lavoro e degli affari. In primo luogo, l’elaborazione informatica basata su IA riduce drasticamente gli errori umani, specialmente in operazioni ripetitive e poco stimolanti, garantendo livelli di precisione elevati.
Inoltre, l’IA opera 24 ore su 24, sette giorni su sette, fornendo supporto continuo in attività critiche come i servizi di assistenza clienti, dove le interfacce conversazionali possono gestire richieste in qualsiasi momento. Un altro campo d’azione cruciale è quello della sicurezza: l’associazione tra IA e robotica permette di costruire sistemi in grado di proteggere gli esseri umani dalle situazioni più pericolose, come ispezioni in ambienti ad alto rischio o interventi durante emergenze.
L’automazione dei processi ripetitivi, resa possibile dalle tecniche cognitive e dal machine learning, libera il personale da compiti a basso valore aggiunto, consentendo loro di concentrarsi su ruoli strategici.
Infine, l’IA è uno strumento fondamentale per il supporto decisionale, grazie all’analisi descrittiva e predittiva che aiuta le organizzazioni a prendere decisioni più informate e rapide rispetto alle metodologie tradizionali. La democratizzazione della tecnologia, facilitata dall’accessibilità crescente tramite cloud computing, sta inoltre abbassando le barriere per piccole e medie imprese, ampliando l’innovazione in settori precedentemente limitati.
Limiti e criticità nell’adozione dell’Intelligenza Artificiale
Nonostante i benefici evidenti, l’impiego dell’IA non è privo di limiti e criticità, che devono essere attentamente considerati prima della sua implementazione. Uno dei principali ostacoli è legato alla qualità dei dati utilizzati per il training dei modelli di machine learning. Se i dataset sono incompleti o non adeguatamente rappresentativi del contesto analizzato, i risultati potrebbero essere fuorvianti o addirittura dannosi per l’organizzazione.
Gli specialisti in data science devono quindi supervisionare costantemente i risultati prodotti dalle IA, verificandone l’affidabilità e correggendo eventuali distorsioni. Un’altra critica riguarda i costi elevati associati all’implementazione di soluzioni basate su machine learning e deep learning, sia per quanto riguarda l’infrastruttura necessaria, sia per le competenze specifiche richieste.
Inoltre, l’IA generativa, pur essendo innovativa, rischia di omologare i contenuti creativi e di limitare l’approccio innovativo nei progetti, offrendo soluzioni poco personalizzabili. Un ulteriore limite è rappresentato dalla mancanza di empatia delle macchine, che, sebbene efficienti, non riescono a comprendere completamente i sentimenti umani.
Infine, l’automazione portata dall’IA comporta inevitabilmente la necessità di un reskilling per molti lavoratori, poiché molte professioni, come oggi le conosciamo, saranno trasformate o sostituite da sistemi automatici, creando sfide sociali ed economiche significative. In un mondo in cui l’IA influisce sempre più sulle decisioni quotidiane, la trasparenza e il confronto con le opinioni degli utenti saranno fondamentali, proprio come avviene in altri settori digitali, dove strumenti come le slot online recensioni utenti giocano un ruolo determinante nell’orientare le scelte e garantire esperienze di qualità.
Prospettive future e regolamentazione dell’Intelligenza Artificiale
Il futuro dell’IA appare orientato verso una crescita continua, alimentata dalla democratizzazione della tecnologia e dall’aumento delle competenze professionali. Si prevede che gli sforzi di ricerca e sviluppo si concentreranno sulla superazione delle attuali criticità, rendendo le interazioni con le applicazioni IA sempre più intuitive e accessibili.
Il costo di accesso alla tecnologia, grazie al progresso del cloud computing e all’evoluzione dei sistemi di high performance computing (HPC), potrebbe diminuire, permettendo un utilizzo più ampio e inclusivo. Nella prossima fase di maturità tecnologica, si spera che l’IA diventi sempre più performante, soddisfacendo le esigenze aziendali basate sull’analisi dei dati.
Tuttavia, la regolamentazione sarà fondamentale per garantire un utilizzo responsabile e etico delle IA. Episodi recenti, come l’adozione del AI Act dall’Unione Europea e l’inclusione dei temi relativi all’IA generativa nell’agenda del G20, dimostrano l’importanza crescente attribuita a questa tecnologia a livello globale. I governi hanno il compito di vigilare sugli utilizzi speculativi e nocivi dell’IA, assicurando che la sua implementazione favorisca il pubblico interesse e preservi la resilienza della società. L’IA, infatti, avrà un impatto sempre più profondo sulla vita quotidiana, richiedendo una governance equilibrata per massimizzare i benefici mentre minimizza i rischi.
Dopo una lunga attesa e diverse anticipazioni, finalmente Kojima Productions ha svelato la data di uscita ufficiale di Death Stranding 2: On the Beach. Il gioco arriverà in esclusiva PS5 il 26 giugno 2025, con i preordini disponibili già dal 17 marzo.
L’annuncio è stato accompagnato da un suggestivo trailer mostrato durante il panel dedicato al gioco all’evento SXSW 2025, dove oltre alla presenza di nuovi personaggi, abbiamo scoperto che anche l’attore italiano Luca Marinelli farà parte del cast con un ruolo chiave.
Il trailer e la storia: Connessione o isolamento?
Il nuovo video ci riporta nel peculiare universo post-apocalittico creato da Hideo Kojima, svelando ulteriori dettagli sulla trama e sui protagonisti. Una delle frasi emblematiche del trailer, «Non ci saremmo dovuti connettere», sottolinea il cambio di prospettiva rispetto al primo capitolo. Se infatti in Death Stranding il focus era sul bisogno di creare connessioni umane, questo sequel vuole esplorare anche il lato oscuro di queste connessioni, analizzando le possibili conseguenze negative che ne derivano.
Durante il panel SXSW, Kojima stesso ha spiegato che il tema centrale del gioco gli è stato ispirato dalla pandemia del 2020, ponendo una riflessione sul significato profondo delle nostre relazioni sociali e sulle loro implicazioni.
Inoltre, Norman Reedus (Sam Porter Bridges) ha confermato che la forte componente narrativa rimarrà centrale, seppur arricchita da un gameplay più dinamico e aperto alle scelte del giocatore: combattimenti più vari, possibilità di approcci stealth e l’opportunità di evitare del tutto alcuni scontri.
Un cast stellare: spicca Luca Marinelli
Il trailer ha mostrato anche il cast completo, confermando attori già noti e nuove star di grande calibro internazionale:
Norman Reedus (Sam Porter Bridges)
Lea Seydoux (Fragile)
George Miller (Tarman)
Troy Baker (Higgs)
Elle Fanning (Tomorrow)
Fatih Akin (Dollman)
Shioli Kutsuna (Rainy)
Alastair Duncan (The President)
Alissa Jung (Lucy)
Nicolas Winding Refn (Heartman)
Luca Marinelli (Neil)
Debra Wilson (Doctor)
Tra questi spicca appunto Luca Marinelli, il cui personaggio è apparso nel trailer come un soldato dalla forte somiglianza con Solid Snake, ricordando il desiderio già espresso da Kojima di coinvolgerlo nel ruolo di Snake in un potenziale film su Metal Gear Solid.
Le edizioni disponibili al lancio
Dal 17 marzo sarà possibile prenotare il gioco, scegliendo fra tre diverse edizioni, ciascuna con contenuti esclusivi:
Death Stranding 2: Digital Standard Edition (79,99€)
Gioco completo (download digitale)
Bonus preordine: Ologramma Quokka e Esoscheletro (versioni Battle, Boost e Bokka in argento LV1-3)
Death Stranding 2: Digital Deluxe Edition (89,99€)
Gioco completo (download digitale)
Accesso anticipato di 48 ore
Mitragliatrice (MP) LV1 (sblocco anticipato)
Scheletri da battaglia, potenziato e Bokka: oro (LV1, LV2, LV3)
Patch Quokka, Patch Chiral Feline e Patch “Why Me?”
Bonus preordine: Ologramma Quokka e Esoscheletro (versioni Battle, Boost e Bokka in argento LV1-3)
Death Stranding 2: Collector’s Edition (249,99€)
Edizione fisica per veri collezionisti, caratterizzata da oggetti unici ed esclusivi:
Gioco completo (download digitale)
Accesso anticipato di 48 ore
Scatola da collezione esclusiva
Statua di Magellan Man da 38 centimetri (raffigurante una Creatura Arenata gigante con la nave di Fragile come testa)
Figura di Dollman da 7 centimetri
Carte artistiche da collezione
Lettera personale di Hideo Kojima
Mitragliatrice (MP) LV1 (sblocco anticipato)
Scheletri da battaglia, potenziato e Bokka: oro (LV1, LV2, LV3)
Patch Quokka, Patch Chiral Feline e Patch “Why Me?”
Bonus preordine: Ologramma Quokka e Esoscheletro (versioni Battle, Boost e Bokka in argento LV1-3)
Tutte le edizioni offrono contenuti esclusivi pensati per arricchire ulteriormente l’esperienza di gioco, sia dal punto di vista estetico che del gameplay.
Cosa aspettarsi da Death Stranding 2: On the Beach?
Death Stranding 2: On the Beach si conferma un titolo ambizioso e unico nel panorama videoludico attuale. Kojima promette un sequel intenso, capace di far riflettere e sorprendere, portando avanti la storia di Sam Porter Bridges in un mondo in cui le relazioni e le connessioni saranno al centro di nuove profonde riflessioni.
Dal cast eccezionale ai contenuti delle edizioni speciali, passando per un gameplay più dinamico e narrativamente incisivo, questo secondo capitolo promette di essere uno dei giochi più rilevanti del 2025.
Appuntamento, dunque, al 26 giugno su PS5, per scoprire fino a che punto «avremmo dovuto davvero connetterci».
Ecco a voi la guida ai trofei di Split Fiction. Ottenere il trofeo di platino nell’ultima avventura dell’istrionico Josef Fares è tutt’altro che difficile. Dovrete solo trovare un amico con cui giocare (in locale o online) e seguire la nostra guida!
Prima di proseguire, vi segnaliamo che sul nostro sito abbiamo preparato delle guide dedicate al gioco:
Tempo stimato per il platino: 12-15 ore di base, ma se un videogiocatore che ha già ottenuto il trofeo di platino gioca con voi il tempo si riduce ad un’oretta, se giocate in locale, e 3-4 ore, se giocate online (per approfondire vi rimandiamo alla sezione Road-map).
Trofei offline: 21
Trofei online: 0, perché tecnicamente si possono prendere tutti offline in locale, tuttavia data la natura del gioco, la distinzione resta comunque fumosa ed inutile.
Trofei missabili: Tecnicamente tutti i trofei sono semi-missabili, tranne Amiche del cuore. Tuttavia c’è il seleziona capitolo che rende tutto praticamente ottenibile in qualsiasi momento, quindi non c’è realmente nulla di veramente missabile.
Trofei glitchati: 0
La difficoltà influisce sui trofei? No, c’è solo una difficoltà.
Run minime: 1 + clean-up
Free-roam/selezione livelli dopo aver finito il gioco: Sì, come già detto in Split Fiction c’è il seleziona capitolo che vi permette di rigiocare qualsiasi porzione di gioco.
Supporto ai trofei per chi gioca con la versione Split Fiction Pass Amici? No, solo il videogiocatore che possiede la versione completa del gioco (digitale o fisica che sia) ottiene i trofei. Ovviamente la restrizione dei trofei riguarda solo la versione Pass Amici, quindi se entrambi possedete il gioco, entrambi otterrete i trofei.
Road-map
Step 1: Completate la storia di Split Fiction + occupatevi dei collezionabili + fate tutte le quest secondarie. Insomma, godetevi il gioco senza pensare ad altro.
Step 2: Eventuale clean-up dei trofei/collezionabili che avete saltato. Nella nostra guida, come vedrete, vi indicheremo in qualche parte di Capitolo/checkpoint si trovano i collezionabili e dove si sbloccano i trofei contestuali. In Opzioni -> Accessibilità potete attivare la voce Permetti di passare al prossimo checkpoint. Così facendo poterete arrivare subito al checkpoint di vostro interesse.
Nota sull’ottenimento del platino in poco tempo: Il videogiocatore con il platino dovrà essere l’host, aggiungere il vostro account sulla console e usarlo come secondo giocatore. In questo modo, dovrete solo completare l’ultimo checkpoint di ciascuna missione all’interno di ciascuno capitolo per ottenere il trofeo Amiche del cuore. Per Topi di biblioteca, invece, basterà completare l’ultimo checkpoint di una missione secondaria, mentre per il trofeo Sorelle per la pelle dovrete semplicemente sedervi su una panchina. Questo se giocate in locale. Online è un po’ diverso, ma il meccanismo è sempre lo stesso. Per ottenere il trofeo Amiche del cuore, l’utente con il platino può invitarvi all’ultima missione del capitolo 8. Potrete usare l’opzione Salta al prossimo checkpoint fino a quando non inizia l’ultima cutscene. Per le missioni secondarie, dovete completare l’ultimo checkpoint di OGNI missione secondaria. Anche qui potrete usare l’opzione Salta al prossimo checkpoint fino all’ultimo checkpoint della missione, ma dovete completarlo normalmente senza saltarlo (deve esserci un segno di spunta sulla missione secondaria). Infine, dovete sedervi su TUTTE le panchine per ottenere il trofeo relativo. I trofei rimanenti possono essere ottenuti velocemente usando la selezione capitolo e saltando al checkpoint corretto.
Guida ai trofei
L’unione fa la forza Sblocca tutti i trofei
Ottenete tutti gli altri trofei per sbloccare il trofeo di platino di Split Fiction.
Amiche del cuore Finalmente autrici pubblicate
Legato alla storia, impossibile da mancare. Lo otterrete durante i titoli di coda.
Topi di biblioteca Completa tutte le storie secondarie
Split Fiction ha un totale di 12 storie secondarie (missioni secondarie), distribuite tra i capitoli 2-5. Dovete completarle tutte per ottenere il trofeo. In alcune di queste missioni secondarie ci sono anche vari trofei da guadagnare. L’ingresso alle storie secondarie è indicato da bolle che si trovano nei capitoli principali.
Potrete comunque giocarle da selezione capitolo. Per ottenere il trofeo dovrete avere l’icona del segno di spunta su ogni storia secondaria nella selezione capitolo. Se vedete tre punti di domanda “???” significa che non avete ancora giocato la storia secondaria. Se vedete un punto blu significa che l’avete giocata, ma non è stata conteggiata come completata per il trofeo. Potrete usare le impostazioni di accessibilità per saltare i checkpoint, ma dovrete completare il checkpoint finale senza saltarlo. Solo in questo caso il segno di spunta apparirà nella selezione capitolo e verrà conteggiato per il trofeo. Se almeno un videogiocatore ha completato la storia secondaria, può invitare l’altro anche se quest’ultimo non l’ha mai giocata prima.
Seguite questo video di Maka91Productions per l’esatta location di tutte le storie secondarie:
Non sei un robot Test di Turing pubblico e completamente automatico per distinguere i computer e umani
Dovrete completare il mini-gioco del captcha sul telefono alla fine del capitolo 2. Avrete un minuto per farlo e non c’è quasi spazio per errori poiché la missione finirà comunque. Se fallirete, riavviate il sottocapitolo Gravity Bike, usate l’opzione di accessibilità per saltare i checkpoint finché non tornate alla sezione del mini-gioco del telefono.
Per un aiuto visivo, seguite questo video di PowerPyx:
Sorelle per la pelle Rilassati su tutte e 6 le panchine
Split Fiction ha un totale di 6 panchine. Ce n’è una in ciascun capitolo dai capitoli 2-7. Dovrete sedervi su tutte per ottenere il trofeo. Affinché le panchine vengano conteggiate, ENTRAMBI i videogiocatori devono sedersi sulla panchina allo stesso tempo e poi alzarsi.
Potrete comunque trovarle in qualsiasi momento tramite la selezione capitolo. Se vi sedete sulle panchine tramite la selezione capitolo, non è necessario raggiungere il prossimo checkpoint, potrete saltare direttamente al capitolo successivo dopo esservi seduti.
Seguite questo video di Maka91Productions per l’esatta location di tutte le panchine:
Roba che (non) scotta Completa il gioco a premi senza che la bomba esploda
Dovrete completare la missione secondaria del capitolo 3 denominata Gameshow senza fallire. Ciò significa che entrambi i videogiocatori dovranno prendere la bomba ogni volta che viene lanciata dall’altro giocatore. Se un utente non la prenderà, questa esploderà. Se terrete la bomba troppo a lungo, esploderà ugualmente. Se fallirete, DOVRETE ricominciare l’intera storia secondaria.
Per un aiuto visivo, seguite questo video di PowerPyx:
La migliore amica di Rose L’hai fatta piangere
All’inizio del Capitolo 2 dovrete attraversare un’area distruggendo le finestre con una palla esplosiva. Prima di distruggere l’ultima finestra, il giocatore due sarà sotto un ponte. Distruggetelo con la sfera detonante per ottenere il trofeo argento Siamo noi le cattive?
Nell’area successiva, noterete poi un elefante in cima ad un negozio sul lato destro. Per ottenere il trofeo oro in questione, il giocatore due dovrà afferrare l’orecchio dell’elefante.
La torta NON è una bugia Congratulazioni, il test è terminato
Dovrete trovare l’area segreta nel capitolo 4. Durante questo passaggio, vi imbatterete in diversi portali viola. Proseguite fino a circa metà e noterete che, invece di saltare nel portale, potrete eseguire un salto sul muro in modo da raggiungere una porzione segreta sopra di voi.
Snaaaaake Credi che possa nascere un’amicizia anche in battaglia?
Nel capitolo 6, il giocatore uno dovrà guidare il giocatore due attraverso il cortile. Dopo che il giocatore due attraverserà un grande varco tra due piattaforme, si troverà di fronte ad una scatola. Quest’ultimo dovrà semplicemente nascondersi sotto questa, mentre il giocatore uno sarà chiamato a sparare alla copertura, in modo da sbloccare il trofeo.
Chef di pozioni Dammi le tue pozioni più forti
Questo trofeo può essere ottenuto nella missione secondaria Moon Market, che può essere trovata nel capitolo 4. Quando entrerete nel mercato, un giocatore può immediatamente girare a sinistra e andare avanti per trovare una bacchetta. L’altro giocatore può invece svoltare a destra per trovare uno stand con le ricette. Fatto questo, l’utente con la bacchetta deve recarsi dall’altro e trasformarlo in una sedia. Sedetevi quindi sulla sedia per sbloccare il trofeo bronzo Magia insediosa.
Successivamente un giocatore deve preparare e bere ogni pozione sulla lista. Dopo l’ultima pozione, sbloccherete questo trofeo d’argento. Non importa chi lo fa, l’importante è che vengano preparate e bevute tutte le pozioni.
Poco più di un soffio Non è del lupo cattivo che devi aver paura
Questo trofeo deve essere ottenuto durante la storia secondaria Farmlife, che può essere trovata nel capitolo 2. Quando inizierete la quest facoltativa, vi troverete in una stalla. Dopo aver lasciato la stalla, noterete una grande fragola di fronte a voi su una montagna. Da qui, girate a sinistra per vedere un maiale molto grande sdraiato sul pavimento. Il giocatore uno deve usare l’abilità del peto per saltare sulla pancia del grosso maiale. Questo sbloccherà l’altro trofeo argento Fare le cose in ghiande.
Dopo l’area con il grosso maiale, entrerete in un altro granaio. Superatelo e nell’area successiva noterete una casa fatta di pietre. Per ottenere il trofeo d’argento in questione, il giocatore uno deve distruggere la casa da dietro con l’abilità del peto.
Rivoluzione robot Hasta la vista, baby
Per questo trofeo dovrete importunare il robot all’interno dell’hotel nel capitolo 2. Entrate nell’edificio e semplicemente continuate a colpirlo finché non sbloccherete il trofeo.
Siamo noi le cattive? Non fa niente, è solo una simulazione
Vedi La migliore amica di Rose.
Fare le cose in ghiande L’hai fatta grossa
Vedi Poco più di un soffio.
Magia insediosa Levati di dosso…
Vedi Chef di pozioni.
Ali tarpate Non potevi saperlo
All’inizio del capitolo 3, salite le scale e girate a sinistra. Vedrete un pupazzo di neve e tre palle di neve. Per ottenere il trofeo dovrete lanciare tutte e tre le palle di neve.
Colpita e affondata Oltre al danno la beffa
Alla fine del capitolo 6 raggiungerete un punto in cui il giocatore uno deve entrare in un piccolo dispositivo per aprire un passaggio al giocatore due. Il giocatore uno deve solo abbattere il giocatore due con il tubo per sbloccare il trofeo.
Dietro le sbarre Nessuna via d’uscita
Nel capitolo 6 raggiungerete una sezione in cui un giocatore dovrà entrare all’interno di una cella. Per ottenere il trofeo, l’altro non dovrà fare altro che chiudere la grata in modo da imprigionare il compagno.
Ho fame Prendi uno snack
Per questo trofeo il giocatore uno o il giocatore due devono mangiare un frutto da un albero. Potrete farlo più volte durante il capitolo 5, tuttavia il trofeo si potrà sbloccare solo durante la missione Tempio dell’Acqua. Dopo la lunga sezione della barca, i giocatori si divideranno. Ogni utente avrà ora l’opportunità di mangiare un frutto. Qui sbloccherete il trofeo.
Una leggera spintarella Scimmie insieme forti
Durante il capitolo 3 vi imbatterete in un’altalena, dove il giocatore due dovrà sedersi. Per ottenere il trofeo, il giocatore uno deve assumere la sua forma da gorilla e poi colpire l’altalena con il giocatore due seduto sopra.
Ci serve una barca più grossa Duuuun dun… duuuun dun…
Durante il capitolo 6 attraverserete le fogne della struttura di detenzione. Ad un certo punto raggiungerete una nuova area con una cascata sul lato sinistro. Di fronte, vedrete delle bolle nell’acqua. Il giocatore uno deve nuotare verso le bolle, in modo da far apparire uno squalo e da sbloccare il trofeo.
Il dropshipping ha rivoluzionato il mondo dell’e-commerce, permettendo a chiunque di avviare un’attività senza dover gestire un magazzino o preoccuparsi della logistica. Questa formula offre un accesso facilitato al commercio online, eliminando molti dei costi iniziali che spesso rappresentano un ostacolo per chi vuole mettersi in proprio. Tuttavia, per trasformare questa opportunità in un’attività redditizia, è fondamentale individuare i settori giusti su cui puntare. In questo contesto, strumenti come Google Trends diventano preziosi alleati per intercettare le tendenze emergenti e posizionarsi al meglio sul mercato.
Studiare le abitudini e i bisogni dei consumatori è la chiave per creare un business solido. Le persone cambiano continuamente gusti e preferenze, influenzate da fattori culturali, economici e sociali. Il suo successo non dipende solo dalla scelta di un prodotto popolare, ma dalla comprensione profonda delle esigenze che stanno dietro a un acquisto. Riuscire a identificare una nicchia specifica significa anticipare le richieste del mercato e proporre soluzioni che rispondano in modo mirato alle necessità dei clienti.
Google Trends: un alleato strategico per il tuo business
Google Trends rappresenta un prezioso strumento di analisi, capace di offrire una panoramica dettagliata sulle ricerche degli utenti e di intercettare prodotti o argomenti in forte crescita. Attraverso l’analisi delle tendenze, è possibile comprendere l’evoluzione della domanda nel tempo e nelle diverse aree geografiche, un’informazione essenziale per chi desidera identificare settori ad alto potenziale e sviluppare strategie di mercato mirate.
Uno degli aspetti più rilevanti di Google Trends è la possibilità di filtrare i dati per periodo storico e localizzazione, permettendo così di individuare picchi stagionali o aree geografiche con maggiore interesse per un determinato prodotto. Ad esempio, durante le festività natalizie si assiste a un’impennata nelle ricerche di regali personalizzati, mentre nei mesi estivi si registra un incremento dell’interesse per articoli legati al tempo libero e al benessere fisico.
Un’altra funzione strategica è il confronto tra parole chiave o categorie merceologiche differenti, consentendo di determinare quali opzioni abbiano il maggiore appeal presso il pubblico di riferimento. Combinando questi dati con insight provenienti da social media e forum specializzati, si può affinare ulteriormente la strategia di business, garantendo decisioni più informate. Questo approccio analitico è cruciale in molteplici settori, inclusi quelli legati all’intrattenimento digitale, dove l’attenzione alla rapidità e all’efficienza delle transazioni è un fattore determinante. Un esempio emblematico è rappresentato dalle slot online pagamento rapido, un aspetto sempre più richiesto dagli utenti, che cercano esperienze di gioco fluide e prive di attese inutili.
Come selezionare le nicchie più redditizie
Una volta individuati i trend di mercato più promettenti, è essenziale affinare la ricerca per trovare nicchie realmente redditizie. Non tutti i settori offrono le stesse opportunità e alcuni possono essere più competitivi di altri. Un’analisi della concorrenza ti aiuterà a capire se una nicchia è già satura o se esiste ancora spazio per distinguersi con un’offerta mirata.
Un approccio efficace consiste nel puntare su prodotti innovativi o di nicchia che rispondano a bisogni specifici. Negli ultimi anni, categorie come la sostenibilità ambientale, la salute e il benessere e la tecnologia smart hanno registrato una crescita significativa. Articoli come dispositivi per il fitness, prodotti ecologici e gadget tecnologici pratici si sono rivelati particolarmente apprezzati dal pubblico.
Un altro elemento vincente è la personalizzazione dei prodotti. Offrire articoli personalizzati o con un valore aggiunto unico può fare la differenza e giustificare un prezzo più alto. Inoltre, una strategia di servizio clienti attenta e la creazione di offerte esclusive possono aumentare la fidelizzazione della clientela e migliorare le prestazioni del tuo business nel lungo periodo.
Strategie di marketing per massimizzare le vendite
Dopo aver individuato una nicchia promettente, il passo successivo è implementare strategie di marketing efficaci per far crescere il tuo brand. Oggi, il marketing digitale rappresenta il principale strumento per raggiungere il pubblico giusto e incrementare le vendite.
I social media sono una risorsa fondamentale in questo senso. Attraverso campagne pubblicitarie mirate su piattaforme come Instagram, Facebook e TikTok, puoi intercettare utenti realmente interessati ai tuoi prodotti e costruire una community attiva attorno al tuo brand. Contenuti creativi, video dimostrativi e collaborazioni con influencer del settore possono amplificare la tua visibilità e stimolare l’engagement.
Anche l’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO) gioca un ruolo cruciale. Utilizzando parole chiave rilevanti individuate tramite Google Trends, puoi migliorare il posizionamento del tuo sito web e attrarre traffico qualificato. Inoltre, strategie di email marketing ben studiate ti consentono di mantenere il contatto con i tuoi clienti, inviando offerte esclusive e aggiornamenti periodici sui tuoi prodotti.
Non dimenticare di monitorare costantemente le prestazioni delle tue campagne attraverso strumenti di analisi come Google Analytics. Questi dati ti aiuteranno a capire quali strategie funzionano meglio e dove apportare miglioramenti per ottimizzare il tuo business.
Adattarsi e crescere in un mercato in evoluzione
Il mercato del dropshipping è in continua evoluzione, influenzato da cambiamenti economici, tecnologici e sociali. Per rimanere competitivi, è essenziale essere sempre aggiornati sulle nuove tendenze e pronti a modificare la propria strategia quando necessario.
Google Trends rimane un alleato prezioso in questo processo, offrendo una panoramica aggiornata sulle preferenze dei consumatori. Integrare questi dati con il feedback dei clienti e le informazioni raccolte dai tuoi strumenti di analisi ti permetterà di affinare continuamente la tua offerta e adattarti rapidamente alle nuove sfide del mercato.
Infine, il suo successo ottenuto non dipende solo dalla scelta del prodotto giusto, ma anche dall’approccio mentale con cui si affronta questo business. Essere curiosi, testare nuove strategie e non avere paura di sperimentare sono elementi fondamentali per costruire un’attività solida e duratura. Con il giusto mix di analisi, strategia e creatività, il dropshipping può diventare un’opportunità straordinaria per realizzare i tuoi obiettivi imprenditoriali.
Il publisher Nacon ed il team di sviluppo Cyanide Studio hanno annunciato ufficialmente Styx: Blades of Greed, nuovo capitolo dell’action stealth in arrivo entro la fine dell’anno.
Il titolo, previsto per PlayStation 5, Xbox Series e PC (via Steam), permetterà di vestire nuovamente i panni del dissacrante goblin dedito alla furtività alla volta del prezioso Quarzo nel Continente di Iserian.
Vesti i panni di Styx, un astuto goblin dall’arguzia dissacrante che ha perfezionato l’arte della furtività. Il tuo obiettivo è mettere le mani sul Quarzo, la risorsa più preziosa, ma anche la più pericolosa, in un mondo al limite della guerra tra elfi, umani e orchi.
Styx: Blades of Greed perfeziona la formula già collaudata nei primi due giochi, ponendo libertà e creatività al centro dell’esperienza. Esplora vasti ambienti nella loro verticalità e padroneggia nuovi strumenti e poteri. Che tu stia scoprendo Styx per la prima volta o che tu sia un fan di lunga data, essere avido non è mai stato così divertente!
Basta lavorare per gli altri! Questa volta, il nostro celebre amico dalla pelle verde perseguirà i suoi obiettivi al comando della propria ciurma. A bordo del suo dirigibile, Styx e il suo equipaggio danno la caccia a una nuova, misteriosa fonte di energia: il Quarzo. Nel corso del tuo viaggio all’insegna dell’astuzia, incontrerai volti familiari e inediti personaggi eccentrici, mentre dovrai evitare le trappole piazzate dall’Inquisizione. Questa avventura segna l’inizio della Grande guerra, nonché la fondazione della Mano nera, il gruppo di mercenari al centro degli eventi di Of Orcs and Men.
Ogni grande colpo richiede attenta preparazione! Fabbrica armi e produci pozioni prima di mettere in atto il tuo prossimo piano. Hai a disposizione una vasta gamma di abilità: Clonazione e Invisibilità ritornano grazie ai poteri dell’Ambra. In più, potrai padroneggiare Controllo mentale e Spostamento temporale grazie al Quarzo. Ogni situazione è un enigma in chiave furtiva, che potrai risolvere in modi diversi. Nonostante la bassa statura, Styx fa affidamento sull’agilità, sull’ingegno e sull’umorismo pungente per districarsi dalle situazioni più difficili.
La tua prima scelta ricade sempre sul pugnale? Chi siamo noi per giudicarti… Occhio non vede, cuore non duole!
Esplora liberamente tre vasti ambienti aperti: The Wall, che segna il confine con il mondo umano; il rigoglioso villaggio degli Orchi di Turquoise Dawn e le rovine della capitale elfica, Akenash. Librati nel cielo con il tuo aliante, raggiungi in un lampo anche le zone più inaccessibili grazie al rampino e arrampicati su enormi pareti con gli artigli. Sfrutta gli ambienti verticali per raggiungere i tuoi obiettivi. Ogni nuovo strumento sblocca aree che in precedenza risultavano irraggiungibili, permettendoti un’avanzata in pieno stile Metroidvania.
Il panorama dei router WiFi 7 si sta rapidamente popolando di nuovi modelli, e ASUS, sempre in prima linea nell’innovazione networking, ha portato sul mercato il suo RT-BE92U. Questo dispositivo rappresenta un interessante punto di ingresso nella nuova generazione di connettività wireless, proponendosi dal punto di vista del prezzo come soluzione di fascia medio alta, ma che presenta caratteristiche pensate per far fronte non solo alle tecnologie attuali, ma anche quelle future grazie alla presenza di specifiche uniche come il supporto alle reti 10g e alla presenza di ben 4 porte 2,5Gigabit.
Unboxing e Design
La confezione è quella classica dei router Asus. All’interno, in un blister in cartone, oltre al modem è presente l’alimentatore con doppia presa europea e inglese, la manualistica, un cavo ethernet da 2 metri e una comoda staffa per l’installazione a parete.
Il design dell’RT-BE92U si distingue immediatamente da altri dispositivi concorrenti per la sua impostazione verticale, che ricorda quello di un altro best seller di Asus, l’RT-BE86U ma con alcune differenze sostanziali. Il router presenta quattro antenne non rimovibili montate posteriormente, a differenza delle tre antenne staccabili posizionate sulla parte superiore del modello BE86U. Le antenne possono essere accomodate sul retro semplicemente ruotandolo ( e la confezione di vendita vi avvisa in maniera piuttosto esplicita a fare attenzione al verso di rotazione per evitare di romperle)
Con dimensioni di 11,32 x 9,73 x 4 pollici (28,75 x 24,72 x 10,16 cm) e un peso di 789 grammi, questo router risulta compatto ma robusto. Un aspetto particolarmente apprezzabile è la sua versatilità di posizionamento: può essere collocato su una superficie piana oppure montato a parete grazie alla apposita staffa inclusa nella confezione .
Il dispositivo presenta un design sobrio e funzionale, senza le linee eccessive che caratterizzano alcuni router gaming della serie ROG. La rotazione delle antenne posteriori consente inoltre una certa flessibilità nell’ottimizzazione della copertura.
Specifiche tecniche
L’ASUS RT-BE92U è un router tri-band WiFi 7 (BE9700) che offre una velocità wireless combinata fino a 9700 Mbps, così suddivisa:
Banda 2,4 GHz (BE): 2×2, fino a 574 Mbps (canali 20/40 MHz)
Banda 5 GHz (BE): 2×2, fino a 2880 Mbps (canali 20/40/80/160 MHz)
Banda 6 GHz (BE): 2×2, fino a 5760 Mbps (canali 20/40/80/160/320 MHz)
Come dicevamo all’inizio, la connettività cablata rappresenta uno dei punti di forza dell’RT-BE92U, con grazie alla presenza di
1 porta WAN/LAN 10Gbps
1 porta LAN/WAN 2,5Gbps
3 porte LAN 2,5Gbps
1 porta USB 2.0 per il tethering mobile o funzioni NAS
La presenza di una porta 10Gbps rappresenta un vantaggio significativo rispetto ad altri router di fascia simile come il TP-Link Archer BE550, ed è uno degli elementi che distingue questo dispositivo sul mercato. Tuttavia, va notato che per sfruttare appieno la capacità di 10Gbps sarebbero necessarie due porte di questo tipo, limitando in parte il potenziale del router in scenari ad altissima velocità.
Prestazioni WiFi
Prestazioni WiFi
Durante i test*, l’ASUS RT-BE92U ha dimostrato prestazioni ottime a distanza ravvicinata considerando il suo posizionamento di mercato e le sue specifiche tecniche. A circa 3 metri, il router si è comportato in modo comparabile a modelli WiFi 7 di fascia molto più alta, offrendo velocità impressionanti soprattutto sulla banda dei 6 GHz.
I test di velocità condotti sulla banda a 6 GHz (WiFi 7) mostrano risultati particolarmente impressionanti:
A 3 metri (10 piedi): 2458 Mbps in download e 2331 Mbps in upload
A 9 metri (30 piedi): 1814 Mbps in download e 1645 Mbps in upload
A 15 metri (50 piedi): 1085 Mbps in download e 901 Mbps in upload
Sulla banda a 5 GHz, le velocità si riducono ma rimangono comunque eccellenti:
A 3 metri: 1133 Mbps in download e 850 Mbps in upload
A 9 metri: 671 Mbps in download e 646 Mbps in upload
A 15 metri: 418 Mbps in download e 305 Mbps in upload
Come previsto, la banda a 2,4 GHz offre le velocità più basse, ma con una copertura potenzialmente maggiore:
A 3 metri: 112 Mbps in download e 54 Mbps in upload
A 9 metri: 32 Mbps in download e 16 Mbps in upload
A 15 metri: 13 Mbps in download e 9 Mbps in upload
A distanza di 15 metri, i dati soprattutto sulla banda 2,4ghz deludono un po’, ma questo è normale se si considera che il router dispone di antenne 2×2 e non 4×4 come su soluzioni concorrenti nella stessa fascia di prezzo.
I test di banda larga con Speedtest by Ookla hanno mostrato risultati leggermente diversi ma comunque impressionanti:
Banda 6 GHz (WiFi 7): 1907 Mbps in download e 179 Mbps in upload a 3 metri, scendendo a 929 Mbps in download a 15 metri
Banda 5 GHz: 1059 Mbps in download e 179 Mbps in upload a 3 metri, scendendo a 400 Mbps a 15 metri
Banda 2,4 GHz: 74 Mbps in download e 38 Mbps in upload a 3 metri, scendendo a 26 Mbps a 15 metri
A distanze maggiori (da circa 12 metri), le prestazioni degradano più rapidamente rispetto ai modelli top di gamma, probabilmente a causa delle specifiche di medio livello e della minore potenza di elaborazione. Nonostante ciò, rimane costantemente più veloce del TP-Link Archer BE550, suo diretto concorrente.
La copertura WiFi è sempre un elemento difficile da quantificare con precisione, ma per un’abitazione di circa 135-150 m² (1600 ft²), l’RT-BE92U risulta più che adeguato se posizionato centralmente. Le prestazioni possono variare significativamente in base all’ambiente e alle specifiche esigenze di banda.
Al momento della stesura di questa recensione, l’RT-BE92U non supporta ancora la tecnologia AFC (Automated Frequency Coordination), il che significa che la sua banda a 6 GHz ha una copertura significativamente inferiore rispetto alle bande a 2,4 GHz e 5 GHz. Non è chiaro se questa funzionalità verrà aggiunta tramite aggiornamenti firmware futuri.
Durante i test, l’ASUS RT-BE92U ha dimostrato prestazioni eccellenti considerando il suo posizionamento di mercato e le sue specifiche tecniche sebbene con qualche limitazione. A distanza ravvicinata (circa 3 metri), il router si è comportato in modo comparabile a modelli WiFi 7 di fascia più alta, offrendo velocità impressionanti soprattutto sulla banda dei 6 GHz. Di media si arriva a …
A distanze maggiori (circa 12 metri), le prestazioni degradano più rapidamente rispetto ai modelli top di gamma come ad esempio il Fritz!Box 7690 che abbiamo recensito qui, probabilmente a causa della presenza di due sole antenne, rispetto ad altre soluzioni concorrenti dotati di sistemi 4×4. Nonostante ciò, rimane costantemente più veloce del TP-Link Archer BE550, suo diretto concorrente.
La copertura WiFi è sempre un elemento difficile da quantificare con precisione, ma per un’abitazione di circa 135-150 m² (1600 ft²), l’RT-BE92U risulta più che adeguato se posizionato centralmente. Le prestazioni possono variare significativamente in base all’ambiente e alle specifiche esigenze di banda.
Al momento della stesura di questa recensione, l’RT-BE92U non supporta ancora la tecnologia AFC (Automated Frequency Coordination), il che significa che la sua banda a 6 GHz ha una copertura significativamente inferiore rispetto alle bande a 2,4 GHz e 5 GHz. Non è chiaro se questa funzionalità verrà aggiunta tramite aggiornamenti firmware futuri.
(*i test sono stati effettuati con PC equipaggiato con scheda madre Asus Prime X870-P equipaggiata con una scheda di rete wireless MediaTek Wi-Fi 7 MT7925 Wireless lan card e Realtek PCie 2,5Gbie Family controller controller Ethernet I225,)
Prestazioni Cablate e Funzionalità NAS
L’RT-BE92U ha dimostrato ottime prestazioni in termini di connettività cablata. Le sue porte 2,5Gbps hanno fornito alcune delle velocità sostenute più elevate tra i router della stessa categoria. Questo aspetto è particolarmente importante per chi dispone di connessioni Internet multi-gigabit o una rete locale ad alta velocità.
Per quanto riguarda la funzionalità NAS (Network Attached Storage), il router ha mostrato prestazioni discrete ma non eccezionali. Utilizzando un SSD portatile collegato alla porta USB, l’RT-BE92U ha raggiunto velocità di trasferimento sostenute di circa 200 MB/s in lettura e oltre 130 MB/s in scrittura. Questi valori sono inferiori rispetto al modello RT-BE86U e al concorrente TP-Link Archer BE550, ma comunque sufficienti per le esigenze di archiviazione di rete casual.
Configurazione e Facilità d’Uso
L’RT-BE92U si configura come qualsiasi altro router ASUS, tramite l’interfaccia web accessibile all’indirizzo IP predefinito 192.168.50.1. Asus inoltre consente la configurazione tramite l’app Asus router che vi permette di procedere alla configurazione utilizzando un’app disponibile sia per iOS che Android semplicemente inquadrando il QRcode sul fondo del dispositivo. Si tratta di una delle configurazioni in assoluto più semplici che ci sia capitato di provare e la possibilità di controllare ogni aspetto e funzionalità del router attraverso l’App, è un qualcosa che sinceramente vorremmo vedere per ogni produttore di alto livello.
L’interfaccia AsusWRT infatti, sia via web che app, è intuitiva e ben organizzata, permettendo sia agli utenti principianti di configurare rapidamente le funzioni di base, sia agli utenti avanzati di accedere a impostazioni più complesse.
Firmware e Funzionalità Software
Come tutti i router ASUS della serie RT, l’RT-BE92U utilizza il firmware AsusWRT 5.0, che offre un’interfaccia web completa con numerose funzionalità avanzate. Tra queste troviamo:
AiMesh: supporto completo per la creazione di sistemi mesh utilizzando più router ASUS compatibili
AiProtection Pro: protezione della rete fornita da Trend Micro™, senza costi di abbonamento
Parental Controls: controlli parentali avanzati per gestire l’accesso a Internet
VPN avanzate: supporto per WireGuard, OpenVPN e Instant Guard
MLO (Multi-Link Operation): permette connessioni su più bande simultaneamente per maggiore stabilità ed efficienza
Smart Home Master: gestione semplificata delle sottoreti per dispositivi IoT
Configurazione WAN flessibile: supporto per Dual-WAN e tethering mobile tramite USB
Una caratteristica particolarmente apprezzata dagli utenti ASUS è la possibilità di ripristinare il backup delle impostazioni da quasi qualsiasi altro router ASUS, rendendo l’aggiornamento da un modello precedente estremamente semplice. Al momento in cui vi scriviamo il firmware è giunto alla versione 3.0.0.6.102_37504.
Le opzioni WiFi dell’RT-BE92U sono completissime, come ci ha abituato Asus con gli altri suoi router WiFi 7. È possibile configurare fino a tre SSID separati per le tre bande del router, destinandone una ad esempio alla gestione dei dispositivi IoT, oppure combinare due o tre bande in un unico SSID. Quando più bande condividono un SSID, è possibile attivare la funzione MLO, tipica dello standard WiFi7
Grazie alla funzione Guest Network Pro, inoltre, il router supporta fino a cinque SSID virtuali, ciascuno dei quali può essere configurato come rete MLO. In generale, l’attivazione della funzione MLO non fa differenza a meno che non si utilizzino più unità in una configurazione AiMesh wireless.
Compatibilità con FTTH 2.5 su Porta WAN da 10Gbps
Un aspetto di particolare interesse per gli utenti Italiani, ancora piagati in alcuni casi dall’impossibilità di scegliere il proprio modem anzichè sorbirsi quello del provider internet, riguarda la compatibilità dell’RT-BE92U con connessioni FTTH 2.5Gbps utilizzando la porta WAN da 10Gbps. Utilizzando il router di serie in modalità ONT, è possibile configurare in cascata il router Asus e avvantaggiarsi delle sue funzionalità avanzate.
L’RT-BE92U dispone di porte WAN/LAN auto-sensing: sia la porta 10Gbps che la prima porta 2,5Gbps (LAN1) possono funzionare come porte WAN. È sufficiente collegare una di queste all’origine Internet e funzionerà automaticamente come porta WAN, mentre l’altra funzionerà come LAN.
Un altro aspetto interessante è che il router non dispone di Link Aggregation, almeno nella versione firmware utilizzata al momento della recensione, a differenza di altri modelli ASUS.
WiFi 7 e MLO: Vantaggi Reali
Il WiFi 7 introduce miglioramenti significativi rispetto alle generazioni precedenti, e l’RT-BE92U implementa diverse di queste nuove tecnologie:
Canali da 320 MHz: disponibili nella banda a 6 GHz, raddoppiano la capacità di trasmissione dati rispetto al WiFi 6E
4096-QAM: aumenta l’efficienza della trasmissione dati fino al 20% rispetto al 1024-QAM del WiFi 6/6E
MLO (Multi-Link Operation): consente connessioni a più bande contemporaneamente
L’MLO rappresenta probabilmente il vantaggio più significativo per gli utenti comuni. In termini semplici, mentre con il WiFi 6E bisognava scegliere tra la banda a 2,4 GHz e quella a 5 GHz, con il WiFi 7 e l’MLO il dispositivo può passare automaticamente tra le diverse bande per garantire sempre la connessione più veloce, stabile e con la latenza più bassa.
Questa funzionalità è particolarmente utile per chi ha molti dispositivi connessi e vuole assicurarsi che ciascuno ottenga le massime prestazioni possibili. L’MLO è disattivato per impostazione predefinita quando si configura l’RT-BE92U come router standalone, ma può essere attivato facilmente tramite l’interfaccia web.
Confronto con Altri Router ASUS
Rispetto al dual-band RT-BE86U, l’RT-BE92U offre il vantaggio della terza banda (6 GHz) e della configurazione tri-band, ma ha specifiche inferiori sulla banda a 5 GHz (2×2 invece di 4×4) e un processore leggermente meno potente (2 GHz contro 2,6 GHz).
Confrontandolo con il GT-AX6000, modello WiFi 6 di fascia alta, l’RT-BE92U offre il vantaggio del WiFi 7 con tutte le sue nuove funzionalità, ma dispone di una porta LAN in meno e una porta USB in meno.
Per chi è interessato a un router AiMesh di fascia alta con WiFi 7, l’RT-BE92U rappresenta un’ottima scelta come nodo satellite quando combinato con router principali più potenti come il GT-BE98, specialmente in configurazioni con backhaul cablato.
Consumo Energetico e Rumorosità
L’RT-BE92U non dispone di ventole interne e funziona in modo completamente silenzioso. Durante i test, il router non ha prodotto un calore eccessivo, mantenendosi a temperature accettabili anche sotto carichi pesanti.
Il consumo energetico si attesta intorno ai 275 Wh per 24 ore di funzionamento, leggermente inferiore al GT-AX6000 (280 Wh) e significativamente migliore rispetto al TP-Link Archer BE550 (310 Wh). Questo lo rende una scelta efficiente dal punto di vista energetico per un utilizzo continuo.
Prezzo e Rapporto Qualità-Prezzo
L’ASUS RT-BE92U è stato lanciato sul mercato a un prezzo di listino di 299.99,ma attualmente si trova aprezzi scontati intorno ai 250-270 o anche meno durante promozioni speciali.
Considerando le sue caratteristiche e prestazioni, l’RT-BE92U offre un eccellente rapporto qualità-prezzo nel segmento dei router WiFi 7 di fascia media. La presenza della porta 10Gbps, e di ben 4 porte 2,5Gbps, le ampie funzionalità software e il supporto AiMesh lo rendono particolarmente interessante per chi desidera entrare nel mondo del WiFi 7 senza investire nelle soluzioni top di gamma che possono costare il doppio o più.
Commento finale
L’ASUS RT-BE92U si rivela un router WiFi 7 estremamente valido nella sua fascia di prezzo. Pur non avendo tutte le caratteristiche dei modelli top di gamma, offre un eccellente bilanciamento tra prestazioni, funzionalità e prezzo. Grazie alla porta 10Gbps, all’ampia larghezza di banda del WiFi 7, al design pratico e alle prestazioni complessivamente eccellenti, l’RT-BE92U si dimostra una macchina WiFi impressionante per la sua categoria. È facilmente uno dei migliori router WiFi 7 sotto i 300€ disponibili oggi a patto di accettare alcuni compromessi, come antenne 2×2 e una sola porta 10gbit
Il router è particolarmente consigliato quindi a chi dispone di una connessione Internet FTTH fino a 2,5Gbps e desidera sfruttare i vantaggi del WiFi 7, come l’MLO e i canali da 320 MHz nella banda a 6 GHz ma non ha una casa molto grande, perchè le prestazioni in ragione delle due sole antenne degradano molto rapidamente. È anche un’ottima scelta per chi vuole costruire un sistema mesh AiMesh con backhaul cablato, acquistando più unità dello stesso modello o altri dispositivi Asus AiMesh.
In definitiva, l’ASUS RT-BE92U rappresenta un ottimo punto di ingresso nel mondo del WiFi 7, offrendo tutte le funzionalità essenziali e prestazioni più che adeguate per la maggior parte degli utenti domestici, il tutto a un prezzo relativamente accessibile.
Monster Hunter Wilds – sequel di Monster Hunter: World (2018) – è il nuovo capitolo della storica ventennale saga (il primo capitolo è arrivato in Europa nel 2005) di Monster Hunter sviluppata e pubblicata da Capcom. Questo titolo non solo affina ciò che i fan della saga amano, ma introduce succose novità che potrebbero attirare anche i nuovi giocatori. In questa recensione, esploreremo vari aspetti del gioco, dalle sue innovazioni al ritorno di alcune tradizioni che hanno reso Monster Hunter un vero e proprio titolo videoludico di culto.
Il gioco è disponibile (per la prima volta in simultanea) dal 28 febbraio 2025 per Windows PC, PlayStation 5 e Xbox Series X e Series S.
Versione testata: PlayStation 5
Storia
La trama di Monster Hunter Wilds si distacca dalla linearità che ha caratterizzato i titoli precedenti della saga. Rispetto ai suoi predecessori che prevedevano – tra le cacce e le occasionali scene di intermezzo degli eventi principali – una costruzione della narrazione attraverso i dialoghi, Monster Hunter Wilds punta su una forma di narrazione molto più grandiosa e “cinematografica”. Per molti versi, sembra più un vero e proprio gioco di ruolo che un tradizionale gioco di Monster Hunter, e anche se ci è piaciuto molto che l’obiettivo fosse quello di proporre una storia più grande e roboante, non siamo pienamente convinti che la formula funzioni perfettamente. Quasi ogni missione inizia con una sequenza cinematografica o guardando il personaggio e il suo gruppo camminare attraverso un’area delle “Terre proibite”, o a volte entrambe le cose, per svariati (infiniti) minuti. E a differenza di giochi come Grand Theft Auto, che di solito sfruttano le meccaniche di guida come un escamotage per approfondire il dialogo pur “tecnicamente” ritrovandosi ancora all’interno del gameplay, in Wilds non è possibile controllare il proprio personaggio e, anche quando è possibile, ci si ritrova spesso ripresi per essersi allontanati troppo dal percorso prestabilito. Onestamente, non siamo contrari al fatto che Monster Hunter abbia una narrazione maggiormente estesa, e la storia in sé è davvero bella. Il problema nel cercare di rendere il gioco più “cinematografico” è che i videogiochi e il cinema sono due media – non ditelo a Kojima però – molto diversi, e se si dovesse propendere troppo sull’uno piuttosto che sull’altro, c’è il rischio di rovinare tutto.
La storia si sviluppa principalmente attraverso l’esplorazione di una serie di regioni selvagge, ognuna con il suo ecosistema unico. I cacciatori sono chiamati a esplorare, raccogliere risorse, e, soprattutto, cacciare mostri sempre più grandi e temibili. Sebbene non ci siano colpi di scena narrativi particolarmente impressionanti, il mondo stesso diventa il centro dell’esperienza, con i giocatori che si immergono in una varietà di biomi. La sensazione di essere parte di un ecosistema naturale, in cui le creature si comportano in modo realistico, è palpabile. In Monster Hunter Wilds, i cacciatori non sono solo partecipanti di una guerra tra umani e mostri, ma diventano parte di un equilibrio naturale dove ogni mostro è essenziale per mantenere l’ordine. Le interazioni con NPC e i piccoli accenni a eventi storici contribuiscono a creare una narrativa che si sviluppa lentamente, più attraverso le esperienze di gioco che con dialoghi espliciti. Insomma, Wilds quando cerca di essere Final Fantasy – a causa della evidente lentezza – è un po’ tedioso (seppur incredibilmente affascinante), ma quando inizia a essere Monster Hunter, da davvero il meglio di se!
Gameplay e innovazioni
Il cuore pulsante di Monster Hunter Wilds è il suo gameplay, che rimane fedele alla formula che ha reso famoso il franchise (riprendendo molto di Monster Hunter World e Monster Hunter Rise) per un’esperienza più grande e molto più libera, ma che incorpora innovazioni significative. La più grande novità in questo capitolo è l’introduzione di un “mondo aperto“. A differenza dei titoli precedenti, dove il giocatore esplorava aree delimitate e circoscritte, qui l’esplorazione è “quasi” continua, senza interruzioni tra una zona e l’altra (si tratta di aree enormi che sembrano comprendere due o tre aree dei giochi precedenti). Le vaste pianure desertiche si collegano a enormi dune di sabbia, che a loro volta si collegano a grotte cristalline interconnesse … davvero impressionante. Ma il nostro quasi è voluto. Se ci si allontana “troppo” dal percorso, si verrà richiamati immediatamente a ricongiungersi con il party, il che limita un po’ la libertà esplorativa. Al di là di questo piccolo neo, ad aggiungere maggiore profondità al gioco, ogni nuova area presenta un villaggio locale in cui i giocatori possono stabilire una base principale, quindi c’è una vera sensazione di scoperta e connessione con gli abitanti e gli ambienti di questa nuova terra. Tuttavia, una critica che dobbiamo muovere agli ambienti di Monster Hunter Wilds è che, nonostante il loro incredibile senso di diversità, sembrano un po’ piatti, privi della verticalità e del dinamismo dei loro predecessori. Non è un qualcosa di particolarmente grave ma se ci si arriva direttamente da Monster Hunter Rise potrebbe sembrare un lieve passo indietro.
Un altro elemento di diversificazione rispetto alle passate produzione è la reinvenzione dei Palimutes di Monster Hunter Rise, che ora assumono la forma di grandi creature a forma di uccello cavalcabili chiamate Seikrets. I Seikrets fungono efficacemente da portaoggetti oltre a fornire ai giocatori un’arma secondaria da portare in battaglia (permettendo di trasportare due armi distinte durante la caccia scambiabili in qualsiasi momento, sebbene l’armatura possa essere cambiata solo nel villaggio). A differenza dei Palimutes, tuttavia, non sono coinvolti nel combattimento e non possono ricevere abilità o armature. Tuttavia, il Seikret aggiunge un bel livello di mobilità all’attraversamento del mondo e alla caccia ai mostri che in qualche modo colma il divario dovuto alla rimozione del Wirebug. I giocatori possono facilmente chiamare il loro Seikret usando il D-Pad con determinate direzioni che forniscono funzioni rapide e utili come lo scambio di armi o il rifornimento di oggetti. E possono persino aiutare i giocatori a uscire da una brutta situazione in un batter d’occhio o guidarli automaticamente (attraverso il pilota automatico) verso il loro obiettivo. In modalità pilota automatico, i giocatori mantengono comunque il controllo del Seikret mediante la levetta analogica sinistra del DualSense, il che consente loro di deviare (qualora lo volessero) dal percorso o se qualcos’altro dovesse catturare la loro attenzione. Una volta terminata l’esplorazione, il Seikret riprenderà il viaggio automatizzato verso la località successiva. E udite udite, anche in sella alla creatura è possibile continuare a collezionare oggetti e maneggiare armi.
Il Focus è la chiave di tutto
Parlando di battaglie – invece – il combattimento in Monster Hunter Wilds è la ciliegina sulla torta. Mentre c’è un ritorno evidente ad una forma di combattimento più tradizionale simile a Monster Hunter Worlds, persino tornando allo Slinger al posto dei Wirebugs, riesce a mantenere quel senso di velocità e fluidità che era già presente in Monster Hunter Rise. Per la maggior parte, il feeling delle armi è piuttosto simile a Monster Hunter World, in particolare all’espansioneIceborne. Tuttavia, ci sono alcune sfumature aggiuntive che gli conferiscono una certa unicità e accessibilità. Nello specifico – abbiamo optato per la spada lunga … una volta raggiunto il massimo della barra spirito, il set di mosse standard scatena una raffica di attacchi che li rende assolutamente formidabili contro qualsiasi mostro. Ma la cosa più importante che Monster Hunter Wilds aggiunge al combattimento è il sistema Wound e la modalità focus. Se i giocatori colpiscono ripetutamente un mostro nello stesso punto, può aprirsi una ferita (a schermo verranno evidenziati da punti rossi luminosi). Mirando alla ferita (attraverso il tasto L2 si andrà ad attivare la modalità Focus) e colpendola con uno specifico attacco di affondo si andrà ad attivare una piccola animazione e – conseguentemente – si infliggeranno danni enormi. Il sistema in se funziona ma non è esente da difetti. Non è raro infatti in Monster Hunter che ci si ritrovi a colpire nel vuoto mentre i mostri si muovono in modo imprevedibile sul campo di battaglia. Tuttavia, ci si può riposizionare molto rapidamente e tornare ad infierire colpi calibrati al mostro, quindi i combattimenti risultano molto più fluidi e concentrati. Le armi stesse sono molto varie (ce ne sono quattordici in totale) e permettono un elevato grado di personalizzazione: ogni cacciatore può scegliere l’arma che meglio si adatta al suo stile di gioco, che si tratti di una spada lunga, di un arco o di un martello gigantesco.
Un’altra delle innovazioni più evidenti è la possibilità di usare un rampino, che consente di esplorare più liberamente le aree circostanti. Può essere utilizzato per arrampicarsi, attraversare aree complesse o addirittura per entrare in contatto con i mostri durante i combattimenti, aggiungendo una dimensione di verticalità e dinamismo che mancava nei precedenti episodi. Il sistema di progressione è estremamente soddisfacente, poiché il giocatore può raccogliere risorse, cacciare mostri e ottenere materiali per creare armi e armature sempre più potenti.
Il mondo – come anticipato – è brulicante di mostri e creature, ognuna con un proprio comportamento che rende ogni incontro unico. I combattimenti contro i mostri sono spettacolari, con animazioni fluide e battaglie epiche che mettono alla prova il giocatore. Ogni mostro richiede una strategia diversa e ben pianificata, e le dimensioni e la forza di alcune creature rendono la caccia una vera e propria sfida (il segreto sta nell’apprendere lo stile e gli schemi unici di ogni mostro). Ad esempio la Quematrice è una combinazione fra un gigantesco dinosauro e un pollo gigante, usa la coda per spargere la polvere infiammabile nell’area e accenderla a suo piacimento o ancora la Lala Barina che si avvale sia di movimenti veloci (simili a piroette) e sia di un agente neuroplegico che mescolato con l’acqua produce setole rosse capaci di paralizzare qualsiasi cosa entri in contatto con esse. Non solo è stato impegnativo affrontare le creature del gioco, ma è stato anche immensamente divertente, date le meccaniche di combattimento migliorate.
Infine, l’ultimo elemento chiave del gameplay è l’introduzione della gestione delle risorse. I cacciatori devono ora fare attenzione alla stamina e alle risorse naturali durante le loro missioni. Non solo devono raccogliere oggetti e materiali, ma devono anche prestare attenzione al cibo e alle risorse mediche, che possono essere cruciali durante i combattimenti con mostri particolarmente potenti. Questo introduce una componente survival che rende le spedizioni più complesse e il gioco ancora più coinvolgente.
Grafica e prestazioni
Un altro aspetto che colpisce in Monster Hunter Wilds è la qualità grafica. Il gioco sfrutta appieno la console PlayStation 5 (soprattutto la versione Pro che finalmente ha un senso di esistere), con un motore grafico (il RE Engine) che rende ogni scena incredibilmente dettagliata. Le battaglie contro i mostri sono accompagnate da effetti visivi spettacolari, che rendono ogni scontro più intenso e soddisfacente. Il fuoco delle armi, il movimento dei mostri e la distruzione dell’ambiente contribuiscono a un’esperienza visiva di alto livello. La resa dei mostri è particolarmente impressionante: ogni creatura ha dettagli anatomici specifici che ne enfatizzano l’imponenza, e le animazioni sono fluide, rendendo ogni incontro unico e spettacolare. Le texture dei terreni, le foreste rigogliose, le montagne innevate e le acque cristalline sono un piacere da vedere e da esplorare, e il cambiamento dinamico del meteo (è necessario adattarsi ai cambiamenti climatici in quanto sono un fattore chiave per il successo della caccia) e delle ore del giorno arricchisce ulteriormente l’atmosfera e l’esperienza. Dal punto di vista della performance, Monster Hunter Wilds è impeccabile. Il gioco gira a 60 fps in modalità prestazioni, con un supporto nativo per il 4K mentre optando per la modalità grafica il framerate è bloccato a 30 (ma un limite così basso di fps poco si adatta ad un gioco di tale tipologia). Non ci sono cali di frame rate evidentissimi (parliamo di una fluttuazione fra 40-60) durante le battaglie più intense, e il caricamento dei vari ambienti è rapidissimo grazie alla velocità dell’SSD di PS5. Questo consente un’esperienza di gioco incredibilmente fluida e senza interruzioni. Noi, abbiamo optato per la modalità “bilanciata”, la quale, avendo un TV che supporta i 120 Hz, ci è sembrata quella più coerente in termini grafici e prestazionali (disattivando il Ray Tracing e bloccando il framerate a 40 fps). Quella performance è sicuramente più “problematica” in termini grafici, con un aspetto decisamente fangoso/sfocato un po’ fastidioso. Se si dovesse optare per la modalità performance, vi suggeriamo di disattiva il Motion Blur, andare in impostazioni HDR e abbassare la barra HDR Highlights per diminuire la luminosità complessiva e utilizzando il cursore, scurire le ombre. Questo aiuterà a migliorare la sfocatura. Da segnalare, indipendentemente dalla modalità prescelta, evidenti fenomeni di pop-in.
Se possedete PS5 Pro e volete giocare al meglio a Monster Hunter Wilds, il consiglio è di avviare il gioco in modalità bilanciata se avete uno schermo a 120 Hz. Ciò consente di avere un frame rate buono (anche se ben lontano dall’eccellenza) e, grazie alla potenza extra della Pro, potrete tenere attivo il Ray Tracing. Optando per la versione Performance, potrete intervenire per limitare il frame rate a 60 fps o lasciarlo illimitato. Anche in quest’ultimo caso, dovrete disattivare il Motion Blur e accedere alle impostazioni HDR per modificare elementi come le luci e ombre (scurendole per rimuovere l’aspetto sbiadito). Per una esperienza ottimale, vi lasciamo alla nostra guida dedicata.
Una colonna sonora maestosa
La colonna sonora di Monster Hunter Wilds è un’altra delle sue eccellenze. Ogni regione e ogni momento della caccia è accompagnato da un brano che accentua l’atmosfera del gioco. Le musiche sono epiche e maestose, perfette per accompagnare la caccia ai mostri. In alcune fasi, la musica si fa tesa e drammatica, aumentando l’adrenalina durante i combattimenti più difficili, mentre in altri momenti ci si imbatte in melodie più calme, che accompagnano l’esplorazione e la raccolta di risorse. Gli effetti sonori sono altrettanto ben curati: il ruggito dei mostri, il fruscio delle foglie, il clangore delle armi che si scontrano, tutto contribuisce a creare un ambiente immersivo. Anche il suono del vento, della pioggia o del battito di ali di un drago gigante aggiunge un ulteriore livello di realismo al gioco, facendo sentire i giocatori veramente immersi in un mondo selvaggio e pericoloso.
Multiplayer e longevità
Come da tradizione, Monster Hunter Wilds offre una solida esperienza multiplayer. Il gioco permette di affrontare le missioni in cooperativa con altri tre giocatori, creando dinamiche di gruppo che sono essenziali per la riuscita delle cacce più difficili. La cooperazione è fondamentale, e i giocatori devono coordinarsi per abbattere mostri enormi, ciascuno con il proprio ruolo. La possibilità di comunicare tramite chat vocale o messaggi rapidi rende l’esperienza multiplayer decisamente appagante. Come in World, il giocatore può lanciare un razzo SOS per chiamare altri giocatori o gli NPC per aiutarli nel bel mezzo di una caccia. Il gioco include anche un’opzione per i giocatori aracnofobici sostituendo i modelli di creature simili a ragni con blob amorfi.
La longevità di Monster Hunter Wilds è buona. Le missioni principali offrono ore e ore di contenuti (circa 15 ore per raggiungere i titoli di coda), ma la possibilità di completare missioni secondarie, affrontare mostri rari e sbloccare equipaggiamenti speciali estende ulteriormente la durata del gioco (la quale arriverebbe a quasi 55 ore complessive). L’elemento di progressione, dove ogni caccia porta nuove ricompense e nuove sfide, mantiene alta la motivazione a continuare a giocare.
Commento finale
Monster Hunter Wildsè senza dubbio uno dei giochi più completi e notevoli titoli della saga (se non forse il migliore). Con un mondo aperto e vasto, battaglie intense e una grafica mozzafiato, riesce a catturare sia i fan di lunga data che i nuovi arrivati. La sua combinazione di esplorazione, azione e strategia, insieme alla possibilità di giocare in cooperativa, lo rende un’esperienza indimenticabile. Le innovazioni introdotte in questo capitolo aggiungono una nuova profondità al gameplay, mentre la qualità tecnica, il design degli ambienti e la colonna sonora sono di altissimo livello. Se siete fan della saga o semplicemente un amante dei giochi d’azione, Monster Hunter Wilds è un titolo che non potete assolutamente perdervi.
Durante il Nacon Connect di questa sera è stato annunciato RoboCop: Rogue City – Unfinished Business, un’espansione stand-alone di RoboCop: Rogue City rilasciato nel 2023. Questa nuova avventura, in uscita nell’estate del 2025 per PlayStation 5, Xbox Series X/S e PC, non richiederà la versione precedente per essere giocata.
Nei panni di RoboCop dovremo affrontare una nuova minaccia all’interno dell’Omni Tower, occupata da mercenari d’élite. Per superare questi nemici, avremo a disposizione nuove armi, tra cui il Cryo Cannon, e mosse finali più spettacolari. Inoltre, saranno introdotte missioni speciali che ci permetteranno di vestire i panni di Alex Murphy prima della sua trasformazione, approfondendo ulteriormente la trama e il background del personaggio.
Peter Weller riprenderà il suo ruolo, prestando voce e movenze al protagonista, offrendo ai fan un’esperienza autentica e coinvolgente.
Avete già letto la nostra recensione di RoboCop: Rogue City? Il nostro Riccardo lo ha definito “altamente consigliato a chi ha guardato soprattutto i primi due film; per i novizi, potrebbe rappresentare comunque un buon inizio per indossare i panni (o meglio l’armatura) del più temuto Agente di Polizia di Detroit”
Durante il Nacon Connect conclusosi qualche ora fa è stato mostrato un nuovo trailer di Hell is Us, action-adventure sviluppato da Rogue Factor, in arrivo il 4 settembre 2025su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X/S.
Il trailer ha offerto uno sguardo approfondito sulle meccaniche investigative del gioco, enfatizzando la necessità di fare affidamento sulle proprie capacità di osservazione e intuizione per progredire. Inoltre, è stata sottolineata l’assenza di indicatori tradizionali come mappe o bussole, invitando gli utenti a esplorare liberamente e scoprire i segreti del mondo di gioco.
A ben vedere, quanto spiegato oggi era già stato accennato all’annuncio del gioco, quando Jonathan Jacques-Belletête, Creative Director e Art Director di Rogue Factor, ci illustrava la filosofia di design “estremo” su cui è costruito Hell is Us. Le risposte che cercheremo non ci saranno servite su un piatto d’argento, dunque, ma dovremo invece prestare attenzione a ogni singolo dettaglio per collegare gli indizi e far luce sui misteri.
Hell is Us è un gioco d’azione e avventura in terza persona che unisce combattimenti ravvicinati intensi al brivido dell’esplorazione. Esplora un mondo semi-aperto per trovare le risposte ai tuoi interrogativi e affronta misteriose creature a ogni passo.
UN MONDO OSTILE
Oltre alla guerra civile che lo sta dilaniando, il tuo paese è alle prese con una misteriosa calamità, che ha dato vita a creature soprannaturali che nessuna arma moderna è in grado di sconfiggere. Un drone e una spada di un’altra epoca saranno tuoi fedeli alleati mentre cercherai di farti strada attraverso territori infestati di orribili chimere e proverai a svelare il mistero della loro comparsa.
UN SISTEMA DI ESPLORAZIONE UNICO
Niente mappe, niente bussole, niente indicatori di missione: seguire l’istinto fa parte integrante dell’avventura. Goditi un’esperienza unica che si basa su una scrittura e un design dei livelli fortemente innovativi, che ti permetteranno di seguire il tuo istinto e prendere decisioni autonome man mano che procedi nel gioco. Numerose scoperte ti attendono.
COMBATTIMENTI CONTRO CREATURE ORIGINALI
Spade, lance e asce: a tua disposizione avrai un’ampia gamma di armi create appositamente per combattere le creature soprannaturali. Dovrai imparare in che modo combattere i mostri e usare il drone con efficacia per rimanere in vita.
A due settimane dalla release ufficiale di Assassin’s Creed Shadows, Ubisoft ha condiviso un nuovo video di gameplay che mostra le differenti modalità di approccio tra i protagonisti Naoe ed Yasuke.
Nel trailer di oltre venti minuti è possibile constatare le opzioni furtive ed offensive di entrambi i personaggi, tastandone varietà e differenziazione.
Ubisoft ha inoltre annunciato le modalità grafiche che il titolo vanterà su PS5 e PS5 Pro.
PS5 – Modalità Fedeltà: 2160p upscalati, 30 fps, ray tracing standard
PS5 – Modalità Bilanciata: 2160p upscalati, 40 fps, ray tracing standard
PS5 Pro – Modalità Prestazioni: 2160p upscalati, 60 fps, ray tracing standard
PS5 Pro – Modalità Fedeltà: 2160p upscalati, 30 fps, ray tracing esteso
PS5 Pro – Modalità Bilanciata: 2160p upscalati, 40 fps, ray tracing esteso
Vi ricordiamo che Assassin’s Creed Shadows sarà disponibile dal 20 Marzo per PlayStation 5, Xbox Series, PC (via Steam, Epic Games Store ed Ubisoft Store), Mac via App Store e Luna.