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Recensione Donkey Kong Bananza, spacca… in tutti i sensi!

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Donkey Kong Bananza rappresenta il ritorno in grande stile del gorilla più amato dei videogiochi. È il primo titolo 3D della serie di Donkey Kong ad essere stato sviluppato dalla software house giapponese Nintendo EPD (con il supporto di 1-Up Studio e tri-Crescendo), e nello specifico dal team dell’acclamato Super Mario Odyssey del 2017. Inoltre, è il primo titolo originale della serie da Donkey Kong Country: Tropical Freeze, nonché il secondo titolo della serie realizzato in 3D, dai tempi di Donkey Kong 64 pubblicato nel lontano 1999 su Nintendo 64 (a proposito di Nintendo 64, vi lasciamo anche il nostro speciale: Back 2 The Past: oggi parliamo del Nintendo 64). Non è un nuovo Super Mario e non è il titolo che ci aspettavamo desse il via (insieme a Mario Kart World) all’era di Nintendo Switch 2 ma è assolutamente imperdibile – al netto di un comparto tecnico rivedibile – per tutti gli appassionati del genere e non solo!

Il gioco è disponibile dal 17 luglio 2025 in esclusiva per Nintendo Switch 2.


Versione testata: Nintendo Switch 2


La febbre dell’oro

Donkey Kong arriva a Lingottisola nel bel mezzo di una corsa all’oro per le Gemme di Banandium (diamanti dorati cristallizzati a forma di banana). Tuttavia, la compagnia mineraria Void Company ruba le “preziose” gemme e fa sprofondare l’intera isola sottoterra. Donkey Kong viene – suo malgrado – risucchiato nel sottosuolo e – nel tentativo di capire cosa sia successo – si imbatte in una strana roccia vivente che decide di seguirlo. Insieme, scoprono una vasta regione simile alla Terra Cava (una teoria secondo la quale la Terra sarebbe vuota all’interno o conterrebbe addirittura un mondo interno) chiamata Mondo sotterraneo, abitata da società animali (e non solo) e dai loro antichi Anziani. Un Venerabile Kong si offre di aiutare il duo, donando a Donkey Kong i poteri trasformativi di Bananza e restituendo alla roccia la sua vera natura: la ragazza adolescente di 13 anni, Pauline che ama cantare. Il Venerabile Kong consiglia loro di proseguire verso il nucleo del pianeta dove – secondo una leggenda – potranno esaudire i loro desideri.

Gameplay

La discendenza da Mario Odyssey è chiara, ma Bananza ha un suo tocco unico e distintivo, grazie alle capacità di DK. Il gioco è un platform-adventure 3D che enfatizza la totale distruttibilità degli ambienti e l’esplorazione del mondo aperto: DK può rotolare, colpire il terreno, raccogliere e lanciare oggetti e arrampicarsi sulla maggior parte delle superfici, sfondando muri, scavando tunnel, spaccando il pavimento, strappando pezzi dall’ambiente e usando i pezzi raccolti come armi o oggetti da lancio o come snowboard (muovendosi negli scenari) per scoprire ulteriori oggetti o per distruggere nemici. C’è ovviamente un livello di qualità di base in qualsiasi platform Nintendo originale, e lo vediamo anche in Bananza. È colorato e vivace, c’è molta creatività – grazie al sistema di deformazione voxel introdotto in Odyssey –  non solo nei diversi temi di ogni livello e nel suo mondo ricco e stratificato, ma anche nel modo in cui ogni livello viene spinto fino ai limiti del suo potenziale creativo man mano che i giocatori si immergono sempre più nel cuore del pianeta. Lascia una vera e propria sensazione di felicità mentre ci si fa strada tra rocce, ghiaccio o fragole giganti per avanzare nell’avventura. Più si spacca e più segreti sarà possibile portare alla luce all’interno di livelli simil sandbox in un mondo sotterraneo “inusuale”.

Il sistema di deformazione voxel permette di scavare materiali in tempo reale, mentre le texture stratificate simulano la struttura interna: Scavando una superficie si riveleranno terra compattata, sedimenti o altri materiali del substrato. C’è persino una visuale speciale dedicata allo scavo, che riempie gli spazi vuoti con una nebbia marrone e “disegna” soltanto i tunnel: un modo elegante per gestire potenziali problemi di ripresa. È possibile ripulire tutto fino alla roccia madre, lasciando intatto solo lo scheletro del livello, ma i propri sforzi di scavo non verranno salvati se si viaggia verso un altro mondo. C’è, tuttavia, un compromesso: Il sistema di distruzione non incorpora una simulazione fisica completa. Rimuovendo una colonna di supporto, il soffitto soprastante non crollerà, ma semplicemente galleggerà sul posto. Sebbene questo possa sembrare un limite, è una scelta consapevole che aiuta a mantenere le prestazioni stabili pur mantenendo elevata la libertà creativa. Una simulazione fisica completa, dopotutto, avrebbe comportato un enorme sovraccarico computazionale (e sappiamo che Switch 2 – sotto questo aspetto – non è propriamente al passo con i tempi).

La distruzione caotica degli ambienti consente attraversamenti di vario tipo; ad esempio, Donkey Kong può scavare sottoterra e creare un percorso verso un’altra area del mondo alzandosi e scavalcando gli ostacoli in modo rapido e fluido, anche se tiene in mano un grosso pezzo di roccia, a meno che non ci siano liane chiodate, lava o qualcosa di scivoloso che non riesce a superare e a cui non riesce ad aggrapparsi. La misura in cui il giocatore può distruggere l’ambiente è limitata da uno strato di roccia indistruttibile sul fondo di ogni ambiente. Grandi boss bloccano i percorsi che collegano ogni strato e il giocatore deve sconfiggerli per progredire con i nemici di base dotati per la stragrande maggioranza di un guscio esterno fatto di uno dei materiali del mondo che può essere distrutto lanciando pietre o persino materiali esplosivi. In un processo che – a tratti – potrebbe sembrare lievemente ripetitivo. Gli scontri con i boss – pur richiedendo mosse e approcci che DK ha acquisito all’interno di quel livello – sono decisamente più vari e non perdono mai la loro presentazione impattante. Alcuni sono delle vere e proprie punchathon (che potremmo tradurre come “maratona di pugni”) che possono durare pochi istanti mentre altre presentano una struttura più tradizionale suddivisa in tre parti, o possono essere affrontate al meglio assumendo una particolare forma Bananza.

A proposito di Bananza, DK non è armato soltanto dei suoi poderosi pugni e della sua forza bruta; infatti può accedere al sistema di trasformazioni Bananza – antichi poteri tramandati nel Mondo sotterraneo – ottenibili tramite la raccolta di “bananergia”, che permettono di attivare – mediante la pressione combinata di L+R – abilità speciali. Bananza Kong è una forma di Kong da potere incommensurabile (fondamentalmente una versione più grande e potente di DK), capace di aprirsi la strada spaccando i terreni e i materiali più duri (fra cui alcune tipologie di metallo); Bananza Struzzo – apre nuove interessanti possibilità – permettendo di lanciare dall’alto bombe uovo sui nemici; Bananza Zebra – invece – di galoppare ad alta velocità anche sull’acqua e sulle superfici cedevoli. Queste trasformazioni – sebbene si possano scambiare in qualsiasi momento – non durano per sempre quindi è necessario utilizzarle con giudizio e parsimonia e raccogliendo quanto più oro è possibile per mantenere sempre alta la propria bananergia. Bananza Kong è la forma/trasformazione di riferimento per gran parte del gioco e quasi universalmente appropriata sia per quanto riguarda il combattimento e sia per quanto riguarda l’esplorazione o quando si desidera essere un po’ più aggressivi. Le altre forme sono spesso più adatte ad aree e sfide progettate specificamente per loro, e raramente le abbiamo utilizzate in altre occasioni.

Detto questo, come avrete ormai ampiamente compreso, il gioco non è il classico DK lineare: Combina mondi semi-open con sezioni platform in 2D, mini-giochi, boss fight e aree segrete. La struttura incarna l’eredità di titoli come Super Mario Odyssey, The Legend of Zelda e Donkey Kong Country, con raccolta di Gemme di Banandium, fossili e oggetti da scambiare in game (evidenziabili tramite il sonar attivabile con il tasto R). Raccogliendo le pregiate Gemme di Banandium (che funzionano in modo simile alle lune di Odyssey e si ottengono progredendo nella storia o si trovano attraverso l’esplorazione) sarà possibile ottenere punti abilità con cui aumentare la salute massima di DK, potenziare i suoi pugni e apprendere nuove interessanti abilità che migliorano velocità, salto, rilevazione oggetti nascosti e altro ancora. Quindi è necessario distruggere (e affrontare le sfide – fra platform, enigmi, sconfiggendo i nemici entro un certo lasso di tempo e estraendo oro, lungo il percorso) il più possibile per accaparrarsele. Scambiando i fossili dissotterrati è possibile ottenere elementi cosmetici (come cappelli, eleganti cravatte e colorazioni per la pelliccia di Kong). Non si tratta di meri elementi estetici; infatti, personalizzando l’aspetto di Donkey Kong e di Pauline, i capi equipaggiati, possono dare alcuni vantaggi come subire meno danni dai nemici o nuotare più velocemente. Altri oggetti collezionabili includono l’oro, che serve come valuta e carburante per le trasformazioni; palloncini, che salvano Donkey Kong d eventuali cadute nel vuoto; fiche di Banandium, monete che il giocatore può scambiare per gemme di Banandium e forzieri (che contengono mappe, oro, succo di melone e altro).

Più si avanzerà e più si scoprirà un mondo sotterraneo assolutamente inaspettato (ognuno presenta i propri biomi, sfide e abitanti), caratterizzato da Floride lagune, tundra gelida e canyon sconfinati. Ogni livello è pieno di sorprese e ospita una varietà di abitanti che ha bisogno di aiuto per far fronte ai torti compiuti dalla Void Company. Alcune aree contengono sezioni a scorrimento laterale, che rendono omaggio ai giochi di Donkey Kong Country, e ai carrelli da miniera. Il risultato è un’esperienza ricchissima di circa 20–25 ore (che aumentano ulteriormente se volete trovare tutto quello che i livelli hanno da offrire) caratterizzata da un ritmo e da una varietà ottimi. Per le fasi più tradizionali, si inizia a un livello 100, si raggiunge un villaggio o si incontra un Anziano, e poi si affrontano obiettivi che possono portare a uno o due sottolivelli, cambiando il tono e aggiungendo più sfida e varietà (con il gioco che propone idee sempre più originali) man mano che si procede. Ma questo non vale per ogni livello, e ci sono alcuni grandi cambi di ritmo (in netto contrasto con Odyssey dove alcune porzioni del gioco ci sono sembrate un po’ troppo tranquille) e ambientazioni del tutto inattese, oltre alla varietà di mini-sfide che si trovano in ogni mondo (alcune nascoste benissimo nel sottosuolo) insieme a camei davvero simpatici.

In termini di difficoltà, si tratta del titolo di DK probabilmente più accessibile della serie. Il giocatore ha la possibilità di scegliere fra la modalità classica e la modalità assistita. Quest’ultima è pensata per chi vuole un’esperienza ancora più semplificata e guidata che aiuti a districarsi attraverso alcune delle insidie del gioco, indicando la direzione giusta su dove andare e dimezzando i danni subiti dal nostro scimmione. In qualsiasi momento è possibile passare dall’una all’altra modalità. Abbiamo trovato ostiche soltanto un paio di situazioni, ma non vi sveleremo altro a riguardo!

Grafica e tecnica

Ciò che abbiamo immediatamente apprezzato è il modo in cui le animazioni associate vengono utilizzate per dare ulteriore peso a ogni azione distruttiva. Spaccate una roccia erbosa e vedrete fili d’erba sparpagliarsi al vento mentre crepe si formano progressivamente nella roccia a ogni colpo successivo. Un’altra caratteristica interessante è il modo in cui gli oggetti guidati dalla fisica, come le palle chiodate, vengano talvolta utilizzati per ottenere effetti intelligenti: scolpite o meglio, distruggete il terreno fino a renderlo una groviera e potrete controllare il flusso/direzione di questi oggetti. Ci sono molte interazioni fisiche interessanti con i materiali come questa che combinano distruzione e fisica. Ciò che è davvero impressionante è come Nintendo sia riuscita a preservare il level design artigianale, offrendo al contempo ai giocatori gli strumenti per distruggerlo. Hanno creato un mondo in cui libertà e struttura possono coesistere.

Oltre a questo, la veste grafica ha ricevuto un importante miglioramento rispetto a Super Mario Odyssey (sebbene Nintendo abbia optato nell’utilizzo della tecnologia di upscaling spaziale che ci accompagna da anni, invece di sfruttare il nuovo supporto hardware per DLSS integrato in Switch 2). Materiali e dettagli delle texture sono un chiaro passo avanti, ad esempio nelle superfici metalliche che hanno ricevuto uno straordinario lavoro di shader, con riflessi convincenti e rugosità superficiale che catturano magnificamente la luce. Anche il rendering dei personaggi è di altissimo livello, con modelli nitidi e riccamente animati e un lavoro facciale espressivo che aggiunge personalità a ogni scena. DK (che somiglia decisamente più alla versione di Super Mario Bros. – Il film) e Pauline si distinguono in particolare: il loro lavoro di animazione e la loro gamma emotiva danno vita all’esperienza in un modo che pochi platform riescono a fare. Inoltre, il design generale dell’ambiente, che a dire il vero esplora molti temi tradizionali dei platform, riesce comunque a risultare innovativo con i suoi elementi sotterranei, e ogni ambientazione offre sorprese. In breve, Donkey Kong Bananza non si limita a offrire un gameplay avvincente, ma lo offre attraverso una tecnologia intelligente e un livello di rifinitura che dimostra ancora una volta che Nintendo è al top della sua categoria.

In termini prettamente tecnici, ci troviamo dinanzi al solito “compromesso Nintendo”. Non ci sono problemi rilevantissimi, ma quelli riscontrati, considerando che siamo nel 2025, sono quasi inaccettabili. I rallentamenti – per quanto riguarda il framerate – sono notevoli (insieme a qualche fenomeno di pop-in piuttosto evidente quando si avanza verso scenari distanti e al rendering delle ombre da rivedere), soprattutto in modalità fissa (un po’ acuito in modalità handheld in quanto il display di Switch 2 supporta il refresh variabile) anche se il modo in cui si manifestano è piuttosto insolito. Il più delle volte, i cali di frame rate non sono prolungati, ma si palesano durante animazioni molto specifiche, come la raccolta di una banana, o nell’interazione con determinati elementi o in alcune inquadrature della telecamera (piuttosto ballerina nelle sezioni più anguste ma la minimappa aiuta). È sicuramente fastidioso in quanto il rallentamento si vede chiaramente ad occhio nudo, ma non ostacola in alcun modo l’esperienza di gioco. Tuttavia, si sono verificati cali di frame rate anche durante i combattimenti contro i boss, a volte per periodi prolungati, e a causa del v-sync a doppio buffer utilizzato dal gioco, questo si traduce in un calo molto evidente da 60 fps a 30 fps fino al ripristino del frame rate (anche in modalità portatile. In ogni caso, nel complesso, Donkey Kong Bananza gira benino in modalità docked (con upscaling 4K) e un po’ meglio in modalità portatile (e sarebbe meglio giocarlo in quest’ultimo modo con risoluzione tra 1080p e 1200p con ridimensionamento dinamico della risoluzione), sebbene possa essere migliorato (si spera in tempi rapidi) con qualche aggiornamento.

La colonna sonora – invece – è di primissimo livello; miscela temi orchestrali e ritmi tribali, con remix dei classici composti da veterani come David Wise e Grant Kirkhope (anche se nessuno dei due è stato coinvolto come compositore) dai giochi Donkey Kong sviluppati da Rare, integrati in nuove tracce modernizzate. Tra questi: Donkey Kong Country, Donkey Kong Country 2 (1995), e Donkey Kong 64. L’atmosfera è decisamente immersiva. Il gioco supporta anche un audio surround 5.1, una rarità su Switch originale (e infatti ce lo siamo goduti con il nostro sistema home theatre a 5 canali).

Modalità coop

Oltre alla modalità single-player, è presente una cooperativa locale e una modalità “GameShare”, quest’ultima permette di giocare in co-op con una sola copia del gioco. Tornando alla cooperativa locale, condividendo il Joy-Con 2 con un amico/a, potrà giocare nei panni di Pauline che – sfruttando i comandi in stile mouse – potrà emetterei onde sonore distruttive.

Contenuti extra

In termini di contenuti extra troviamo: DK Artist è una sorta di suite creativa che permette di dare sfoggio delle proprie abilità scolpendo e dipingendo. Utilizzando l’amiibo Donkey Kong & Pauline – venduto separatamente – sbloccherete l’abito da diva di Pauline. L’abito può essere sbloccando anche proseguendo nell’avventura.

Commento finale

Donkey Kong Bananza è un vero e proprio colpo da maestro, un platform 3D che riprende le migliori tradizioni Nintendo (con una chiara discendenza da Super Mario Odyssey) e aggiunge un tocco di innovazione grazie alla elevata distruzione ambientale e alle mirabolanti trasformazioni Bananza. Pur con qualche evidente imperfezione tecnica (in particolar modo in termini di frame rate, piuttosto instabile in svariate occasioni, di stabilità della telecamera, piuttosto ballerina nelle sezioni più anguste e di pop-in quando si avanza verso scenari distanti), offre un’esperienza unica, ricca, coinvolgente e adatta – sebbene la difficoltà sia un pochino troppo tarata verso il basso – a un ampio target di giocatori. Un must-play per chiunque sia possessore di Nintendo Switch 2: un’esclusiva destinata a restare – senza alcuna ombra di dubbio – nella storia dell’attuale ammiraglia di Nintendo.

Recensione Killing Floor 3, l’unico Zed buono è quello morto

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Dobbiamo essere sinceri: il percorso di avvicinamento a Killing Floor 3 non è stato particolarmente sereno, soprattutto negli scorsi mesi. Al netto di quanto di buono emerso nel corso della closed beta (raccontato con dovizia di particolare nell’anteprima del nostro Bernardo), il responso del testing era stato così severo da spingere Tripwire Interactive a rinviare il lancio di quattro mesi.

Molteplici le criticità segnalate dai fan, che spaziavano da rilevanti problematiche tecniche (che coinvolgevano non solo animazioni ed interfaccia utente, ma anche stuttering invasivo e netcode instabile) alle preoccupazioni legate al bilanciamento generale del nuovo equilibrio ludico, passando per le polemiche riguardanti il carattere potenzialmente invasivo delle microtransazioni. Di fronte ad un quadro così delicato, la software house di Roswell si è impegnata a migliorare il gioco in ossequio ai feedback della community. Sarà riuscito il franchise nato 16 anni fa da una mod di Unreal Tournament 2004 ad evitare uno spiacevole passo falso (soprattutto dopo l’iconico secondo capitolo)?

Killing Floor 3 sarà disponibile dal 24 Luglio su PC (via Steam e Epic Games Store), PlayStation 5 ed Xbox Series X|S.


Versione testata: PlayStation 5


Questo è il futuro?

Siamo nel 2091. Sono trascorsi circa settanta anni dagli eventi di Killing Floor 2, senza tuttavia un reale miglioramento nel mondo. La megacorporazione Horzine ha infatti continuato a spadroneggiare, arrivando a creare una nuova letale generazione di Zed, zombi bio-ingegnerizzati il cui unico obbiettivo è l’eradicazione di qualsiasi forma di vita. In questo scenario disperato, l’ultima speranza del genere umano è rappresentata Nightfall, un gruppo di specialisti pronti a rappresentare l’ultima linea di difesa contro le atroci mostruosità di un futuro in rovina.

Ancora una volta, Tripwire Interactive fornisce ai giocatori un pretesto per imbracciare le armi e fare stragi di Zed con un action a tinte horror da poter affrontare in solitaria e (soprattutto) cooperativa. Contrariamente al passato, tuttavia, Killing Floor 3 decide di abbandonare le atmosfere punk ed industriali del passato in favore di uno stile dark futuristico. Il risultato finale, quantomeno dal nostro punto di vista, non riesce ad incidere allo stesso modo, a causa di una direzione artistica che, al netto di mostruosità ben caratterizzate, appare fin troppo asettica e piuttosto lontana dai tratti amati dalla community.

La nuova estetica rischia di essere un po’ troppo anonima rispetto al passato.

La scelta sottesa alla nuova direzione artistica appare figlia della decisione di realizzare Killing Floor 3 con l’Unreal Engine 5. Notoriamente un motore grafico dalle grandi possibilità e dalla resa visiva impattante, nel corso degli anni si sta rivelando un’opzione foriera di grattacapi per gli sviluppatori di fronte a prestazioni ben lontane dalla stabilità. In questo senso, Killing Floor 3 risolve gran parte degli imbarazzi incontrati nel corso dell’ultima closed beta. La situazione generale appare dunque migliore rispetto alle preoccupazioni degli ultimi mesi. Pertanto siamo ancor più fiduciosi che il costante supporto promesso dagli sviluppatori possa condurre a prestazioni sempre migliori nel corso delle prossime settimane.

Un paio di menzioni speciali le vogliamo riservare al M.E.A.T. System ed al comparto audio. Il primo ritorna anche in questo capitolo con un evidente potenziamento della componente gore. Mutilazioni e fiumi di sangue sono ancor più copiosi rispetto al passato e gli amanti dello splatter avranno di che gioire nell’ammirare i grotteschi scenari tinti del sangue del malefici Zed. Il secondo invece rappresenta un fiore all’occhiello per la produzione, che ci sentiamo di promuovere senza riserve. Le effettistiche sono di alta qualità e la colonna sonora mischia efficacemente grunge/metal e tecno per un risultato galvanizzante. Se siete tra coloro che non hanno apprezzato particolarmente la soundtrack di Doom: The Dark Ages, qui avrete di che sfregarvi le mani.

Fortunatamente la componente splatter è ancora fighissima.

Un lavoro per specialisti

Pur nel segno della continuità nei suoi capisaldi ludici, la rivoluzione più grande di Killing Floor 3 ruota attorno all’introduzione degli specialisti.

Attingendo a piene mani dagli hero shooter, Tripwire Interactive ha in buona sostanza adottato un roster di personaggi caratterizzato da abilità specifiche e uniche. Abbiamo così il classico soldato adatto ad ogni situazione, il medico di turno destinato ad assistere la squadra, il cecchino infallibile, il tecnico di supporto, il panzer inarrestabile e così via. Ciascun personaggio, a sua volta, possiede un proprio vasto albero delle abilità dal quale attingere nuovi attacchi speciali e caratteristiche migliorate. A loro volta anche le armi hanno ricevuto una rinfrescata, con maggiori opzioni di personalizzazione nei loadout nonché un sistema di potenziamento rinnovato legato al ritrovamento di progetti e materiali.

Killing Floor 3 è molto più oscuro dei predecessori.

Un sistema a classi, quello abbracciato da Killing Floor 3, che da un lato incrementa e razionalizza la portata strategica delle scelte nel contesto della costruzione di ciascun team, ma dall’altro ha un prezzo da pagare non indifferente. Ci riferiamo infatti all’abbandono di una delle caratteristiche più apprezzate della saga, quella personalizzazione pressoché totale che permetteva a ciascun giocatore di creare il proprio alter ego con ben pochi limiti e restrizioni funzionali. Abbiamo apprezzato la coraggiosa scelta di Tripwire Interactive nel voler prendere una direzione fresca (e giustificata sotto il profilo del game design) per rinnovare l’IP. Soprattutto perché, anche al netto del cambio di rotta, le opzioni per realizzare il vostro personalissimo alter ego sono davvero moltissime. Al contempo, non siamo così sicuri che ai fan di lunga data potrà andare giù questa rivoluzione.

Tuttavia, è altrettanto innegabile che gli sforzi degli sviluppatori siano stati concreti. Una volta compresa ogni sfumatura del nuovo sistema imbastito dal team di sviluppo, ci si accorge che Killing Floor 3 offre un evidente tocco RPG. Ognuna delle sei classi disponibili è infatti non solo gnoseologicamente unica (grazie alle caratteristiche specifiche ed agli skill tree) ma anche estremamente duttile. Soprattutto perché ciascuno degli specialisti può di fatto usare qualsiasi arma. Tripwire Interactive ha così dimostrato di aver implementato numerose modifiche sulla base proprio di quei feedback che avevano portato al rinvio della release originaria. E checché se ne dica, è un risultato degno di encomio. Sperando non venga vanificato da scelte avventate in tema di season pass e microtransazioni… per ora non sembra questo il caso e speriamo resti così.

Tutti gli specialisti possono usare tutte le armi… e i fan ringraziano.

Orda dopo orda

Killing Floor 3, ad ogni buon conto, preserva le caratteristiche strutturali da horde shooter che ne ha decretato il successo nel corso degli anni.

Da una base di partenza, i giocatori si troveranno ad affrontare orde di famelici Zed in scenari devastati, spendendo il denaro guadagnato per potenziare l’equipaggiamento. Il tutto fino a raggiungere la sfida col boss finale selezionato casualmente. E poi si ricomincia. Un loop decisamente solido e collaudato, che gli sviluppatori si son ben guardati dal toccare. Le mappe, dal canto loro, sono divertenti e ben caratterizzate. Il merito è di un attento level design ricco di punti di interesse ed interazioni in grado di aiutare i giocatori a sopravvivere.

Guilty pleasure? Per alcuni decisamente si.

Purtroppo però, allo stato attuale dove emergono le perplessità è nella varietà dei contenuti disponibili. Zed e boss sono infatti pochini, con le inevitabili conseguenze dal punto di vista della frenesia delle partite. Persino le mappe, che abbiamo apprezzato, mancano della randomicità che fornirebbe loro il vero pepe. A furia di partite, apprendere l’esatta sequenza di spawn e sfruttare le falle di posizionamento fanno scemare le frenesia in loco di una stanca metodica.

Un po’ di delusione anche per l’assenza di una modalità storia adeguata. Soprattutto dopo le dichiarazioni degli sviluppatori sul desiderio di un maggior interesse verso l’esperienza per giocatore singolo. Ovviamente comprendiamo che il focus della produzione sia altrove. Tuttavia sarebbe stato il giusto pretesto per rivolgersi ad un pubblico più vasto. Incrementando altresì anche la varietà di situazioni e missioni, che ora come ora son fin troppo di routine.

Alcune armi sono davvero stuzzicanti.

Commento finale

Killing Floor 3 è il capitolo più ambizioso dell’horde shooter di Tripwire Interactive. Un coraggio che passa attraverso la scelta di un nuovo stile estetico nonché di un sistema di classi che avvicina il titolo agli hero shooter, pur preservandone le caratteristiche ludiche fondamentali che hanno decretato il successo della serie. Sanguinoso ed adrenalinico, la terza invasione degli zed presta tuttavia il fianco a qualche critica a causa di un’offerta contenutistica di lancio un po’ ridotta e di alcune scelte che potrebbero interdire i fan più tradizionalisti. Con l’incoraggiante promessa di un supporto costante e duraturo, gli sviluppatori potrebbero regalare al pubblico un’esperienza imperdibile: incrociamo le dita!

Stampanti per etichette: guida rapida (e tech‑friendly) all’acquisto per aziende e privati

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Le etichette adesive non appartengono più soltanto ai grandi centri di spedizione: oggi una stampante dedicata consente di mettere ordine in casa, in studio e nei magazzini di start‑up che vivono di e‑commerce. Identificare con chiarezza barattoli, cavi, fascicoli o pallet riduce errori, sprechi e tempi di ricerca. Per chi desidera capire quale modello risponda davvero alle proprie esigenze, ecco una guida alla scelta della stampante termica per etichette adesive adatte a vari scopi e che vuole essere una panoramica sui formati, sulle velocità di stampa e sui costi di gestione.

Perché investire in una stampante per etichette

Efficienza e ordine quotidiano

Etichettare alimenti, cartelle o dispositivi aiuta a ritrovare immediatamente ciò che serve e a limitare lo spreco di risorse. In ambito tech – dal cablaggio di una postazione gaming alla gestione degli accessori audio‑video – un adesivo ben leggibile elimina gran parte del tempo speso a individuare il componente corretto.

Risparmio operativo

Le stampanti termiche dirette non utilizzano inchiostro o toner; il calore attiva un pigmento speciale presente nella carta. Di conseguenza, i consumabili si riducono ai soli rotoli di etichette e la manutenzione diventa minima. Nei magazzini una testina da 4″ × 6″ emette l’etichetta di spedizione in un paio di secondi, accelerando il pick‑and‑pack e diminuendo le possibilità di errore.

Tecnologie a confronto

CaratteristicaTermica direttaTrasferimento termicoLaser
ConsumabiliNessunoNastro inchiostrato (ribbon)Toner in polvere
Durata della stampaMedia (interni, breve logistica)Elevata (magazzini, scaffali)Elevata
Formato tipico100 × 150 mm100 × 150 mm≥ 10 × 15 cm
VelocitàMolto altaAltaAlta
Uso consigliatoSpedizioni rapide, archivi domesticiWarehouse, ricambi, codici duraturiVolumi elevati, grafica nitida

Le stampanti laser offrono uniformità cromatica su layout complessi; il trasferimento termico assicura etichette leggibili a lungo in ambienti difficili; la termica diretta rimane la soluzione più economica quando si richiedono velocità elevate e costi ridotti.

Cinque parametri da verificare prima dell’acquisto

  1. Risoluzione – 203 dpi sono sufficienti per testi chiari; 300 dpi migliorano la leggibilità dei codici a barre.
  2. Larghezza di stampa – I principali corrieri pretendono 100 mm; per usi domestici bastano spesso 58 mm.
  3. Velocità – Un piccolo negozio online può lavorare a 100 mm/s; oltre 250 mm/s serve in hub logistici di grandi dimensioni.
  4. Connettività – USB è lo standard minimo; Ethernet, Wi‑Fi e Bluetooth permettono stampa da più postazioni e da dispositivi mobili.
  5. Compatibilità software – Linguaggi di stampa come ZPL o EPL garantiscono la corretta integrazione con gestionali e piattaforme e‑commerce.

Etichette al servizio di tech e intrattenimento

  • Setup gaming: identificare cavi USB‑C, HDMI o DisplayPort, porte ethernet e alimentazione, accelera il montaggio delle postazioni streaming e riduce i tempi di risoluzione problemi.
  • Eventi e fiere: badge personalizzati on‑demand, completi di QR che rimandano a trailer o schede prodotto, si stampano direttamente allo stand.
  • Collezioni home‑cinema: catalogare vinili, cassette o cartucce retro preserva il valore della raccolta e ne agevola l’assicurazione.

Logistica smart e tracciabilità digitale

Le smart labels con NFC, QR dinamici o tag RFID memorizzano origine, lotto e persino temperatura di trasporto. Un varco RFID legge un pallet intero in pochi secondi; il personale si concentra sull’imballo anziché sulla scansione manuale. Per approfondire standard, protocolli e casi reali, GS1 Italy mette a disposizione una guida EPC/RFID che spiega come integrare la tecnologia nella filiera.

Spedizioni senza sorprese

Ogni corriere richiede un formato preciso: etichette fuori specifica rallentano le linee automatiche. Le linee guida di etichettatura UPS, ad esempio, indicano dimensioni e posizionamento del codice a barre per il corretto smistamento. Prima dell’acquisto conviene quindi verificare che la stampante supporti template o linguaggi compatibili.

Sostenibilità e costi nascosti

La stampa termica diretta elimina cartucce e toner, tagliando rifiuti plastici e spese ricorrenti. I rotoli linerless, privi di supporto siliconato, abbassano la quantità di carta da smaltire fino al 40 %. Inoltre, produrre etichette soltanto quando serve evita stock inutilizzati che finiscono nel cestino.

Curiosità geek

  • Carta che cambia colore – Alcuni rotoli termici virano al blu o al rosa con il calore, permettendo codifiche visive senza inchiostro.
  • Record di velocità – Le stampanti industriali di fascia alta superano 150 mm/s, pari a oltre 8 000 etichette l’ora.
  • Stampa vocale – App companion leggono il testo prima di stamparlo, un plus per chi necessita di soluzioni accessibili.

Dalla scrivania del freelance a un centro di distribuzione, la stampante per etichette si conferma un investimento intelligente: migliora la tracciabilità, velocizza i flussi di lavoro e mantiene l’ordine ovunque occorra una sigla o un codice. Con modelli ormai alla portata di ogni budget, basta individuare il formato necessario e l’interfaccia più comoda per fare un salto di qualità nella gestione quotidiana.

Netflix Agosto 2025: tutti i film e le serie TV in arrivo

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Con buona parte dell’Italia che si godrà le meritate vacanze nelle prossime settimane, Netflix presenta il proprio palinsesto per Agosto 2025.

Dopo aver sconvolto un’ultima volta (ma sarà davvero così?) il pubblico con Squid Game e concluso la storia di Morfeo con The Sandman, stavolta tocca ad un altro peso massimo arricchire la proposta mensile di Netflix. E così ecco che è il turno della seconda stagione di Mercoledì, la cui prima parte arriverà il 6 Agosto (con la seconda prevista per settembre) per la quale ci aspettiamo un grande successo di visualizzazioni. Ma Agosto riserverà altresì anche altre chicche: la legal series sudcoreana Beyond the Bar, il ritorno di Fascino fatale ed Uno splendido errore, nonché l’esordio di Hostage promettono di intrattenere gli amanti della serialità. Tra le pellicole, segnaliamo La notte arriva sempre ed Il mio anno ad Oxford oltre all’irriverente Ogni maledetto fantacalcio.

Netflix sta per condividere il catalogo delle nuove uscite per Agosto 2025 sulla propria pagina ufficiale, tuttavia sulla piattaforma arriveranno altri prodotti che troverete nell’elenco sottostante.

Troverete inoltre qualche piccolo consiglio sui titoli da tenere in considerazione in grassetto per l’Agosto proposto da Netflix, oppure per le novità del mese di Luglio laddove vogliate più suggerimenti.

1° Agosto

  • Il mio anno a Oxford (Film)

2 Agosto

  • Beyond the Bar (Serie TV)

6 Agosto

  • Mercoledì 2 – Prima parte (Serie TV)

8 Agosto

  • Stolen: il furto del secolo (Docufilm)

12 Agosto

  • Final Draft – L’ultima occasione (Intrattenimento)

13 Agosto

  • Miss Governor – Seconda parte (Serie TV)
  • Fixed – Un’ultima avventura (Film di animazione)

14 Agosto

  • Mononoke – Il film 2: le ceneri dell’ira (Film di animazione)
  • En el barro (Serie TV)

15 Agosto

  • The Echoes of Survivors: i sopravvissuti alle tragedie coreane (Docuserie)
  • Fascino fatale 2 (Serie TV)
  • La notte arriva sempre (Film)

19 Agosto

  • America’s Team: i Dallas Cowboys di Jerry Jones (Docuserie)

21 Agosto

  • Fall for Me (Film)
  • Gold Rush Gang (Film)
  • Death Inc. 3 (Serie di animazione)
  • Hostage (Serie TV)

22 Agosto

  • Metruk Adam – Un uomo solo (Film)
  • Long Story Short (Serie di animazione)

27 Agosto

  • Ogni maledetto fantacalcio (Film)

28 Agosto

  • Uno splendido errore 2 (Serie TV)
  • Il club dei delitti del giovedì (Film)

29 Agosto

  • Vorrei dirti che ti amo (Film)
  • Due tombe (Serie TV)

Cronos: The New Dawn si mostra in oltre dieci minuti di gameplay

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Bloober Team ha pubblicato un nuovo trailer esteso con oltre dieci minuti di gameplay per Cronos: The New Dawn, intitolato “Sector A-0”.

Gli appassionati di horror possono dare una prima occhiata al mondo da incubo di Cronos, dove vestiranno i panni del Transitante. C’è spazio alle feroci armi del gioco, ai nuovi terrificanti nemici, ai personaggi enigmatici nonché all’innovativa meccanica “The Merge”.

Vi ricordiamo che Cronos: The New Dawn arriverà per PlayStation 5, Xbox Series e PC via Steam ed Epic Games Store entro la fine dell’anno.

Ambientato in un mondo angoscioso, in cui il brutalismo dell’Europa orientale si fonde con tecnologie retro-futuristiche, Cronos: The New Dawn propone una storia appassionante a cavallo tra il passato e il futuro.

Nel passato il mondo diviene preda del Cambiamento, un cataclisma che ha alterato per sempre l’umanità; nel frattempo, nelle lande devastate del futuro, ogni singolo istante è scandito dalla lotta per la sopravvivenza, minacciata da spietati abomini che mettono costantemente alla prova i tuoi riflessi e il tuo pensiero tattico.

In qualità di Transitante alle dipendenze dell’enigmatico Collettivo, il tuo incarico è quello di passare al setaccio le lande devastate del futuro alla ricerca di specifici varchi temporali che ti permettano di tornare alla Polonia degli anni ‘80.

In un mondo desolato e brulicante di pericoli, la tua sopravvivenza dipende dalla tua abilità di ideare strategie e pianificare in anticipo. Le creature da incubo che incontrerai sono nate a partire dai resti del genere umano, e avrai bisogno di sfruttare il tuo intero arsenale per sconfiggerle.

Manipola le anomalie temporali per farti strada in un ambiente desolato, da scandagliare alla ricerca di risorse in grado di rifornire la tua limitata scorta di munizioni e provviste. Dovrai preparati adeguatamente perché, una volta in battaglia, saranno le decisioni prese in frazioni di secondo a fare la differenza tra la vita e la morte.

Le creature che annienti non resteranno inerti a lungo. I nemici caduti possono essere assorbiti da quelli vivi attraverso un processo grottesco conosciuto con il nome di “Fusione”, che li rende più veloci, più forti e paurosamente letali. L’unico modo per impedirglielo? Bruciarne i corpi. E alla svelta. In caso contrario, preparati ad affrontare abomini in evoluzione costante che metteranno a dura prova le tue abilità di combattimento.

La tua missione consiste nell’individuare figure chiave del passato decedute nell’apocalisse. Sfruttando il tuo tanto potente quanto versatile strumento, puoi estrarre le loro Essenze e fare in modo che ti accompagnino nel futuro. Ma ricorda: le Essenze hanno un impatto profondo sul tuo viaggio. Più ne trasporti, più graveranno su di te: il tuo valore in battaglia aumenterà, ma dovrai anche fare i conti con i loro sussurri e le loro interferenze visive, che ti spingeranno sempre più verso la follia.

Battlefield 6, ora è ufficiale: trailer in arrivo

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Dopo mesi di attese, rumor e test sotto NDA, Battlefield 6 è finalmente realtà. Electronic Arts e DICE hanno rotto il silenzio con un teaser ufficiale e una data ben precisa per il primo trailer: il 24 luglio alle 17:00 ora italiana sarà trasmesso in anteprima mondiale, con la promessa di offrire “un’esperienza di guerra totale”.

Un breve video diffuso sui canali ufficiali mostra quattro soldati in un contesto urbano devastato, mentre un jet sorvola la scena a tutta velocità, bombardando un ponte. Esplosioni, caos e tensione: gli ingredienti classici della serie tornano in scena, anche se il teaser rimane volutamente vago, lasciando spazio all’immaginazione (e alla speculazione) dei fan.

Un reveal attesissimo, tra leak e test interni

La presentazione di Battlefield 6 arriva dopo un lungo periodo di silenzio ufficiale, interrotto solo da qualche fuga di notizie. Il gioco è infatti già stato provato da alcuni utenti selezionati attraverso il programma Battlefield Labs, con feedback raccolti sotto NDA. Come spesso accade, però, qualche dettaglio è comunque trapelato, alimentando le aspettative della community.

Il video pubblicato su Twitter non svela molto, ma gli appassionati più attenti stanno già analizzando armi, veicoli e ambientazioni, cercando di ricavare qualche indizio su dinamiche e setting. C’è chi ipotizza un ritorno a scenari moderni, chi intravede tecnologie futuristiche, ma per ora non c’è nulla di ufficialmente confermato.

In arrivo anche una seconda presentazione?

Secondo alcune voci riportate da più fonti, EA avrebbe pianificato una seconda presentazione entro fine luglio, dopo il trailer del 24. Potrebbe trattarsi di un approfondimento sul gameplay, oppure dell’annuncio di una beta pubblica, la cui data — secondo i rumor — sarebbe già stata individuata all’interno dell’app EA.

Quel che è certo è che le aspettative per Battlefield 6 sono altissime: dopo il mezzo passo falso di Battlefield 2042, EA punta al rilancio totale del franchise. E per riuscirci, servirà molto più di un trailer spettacolare.

Pokémon GCC, svelata la nuova espansione dedicata a Johto: protagonisti Lugia e Ho-Oh

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Dopo settimane di speculazioni e attese, una fuga di notizie ha finalmente acceso l’entusiasmo dei fan: Lugia e Ho-Oh saranno i volti principali della nuova espansione Johto del GCC Pokémon, prevista per il 30 luglio. L’annuncio, seppur non ancora ufficiale, è arrivato da una pubblicazione anticipata del trailer sul canale YouTube di Pokémon Italia, poi rapidamente rimosso. Ma non abbastanza in fretta da impedire ad alcuni utenti Reddit di catturarlo e ricaricarlo online, confermando così tutte le anticipazioni.

La notizia arriva a pochi giorni dal Pokémon Presents di luglio, dove molti speravano di vedere proprio questa novità. Al posto del reveal, l’evento si era concentrato sul nuovo gameplay di Leggende Pokémon Z-A, lasciando però spazio a future sorprese. E quella sorpresa sembra essere arrivata.

Lugia, Ho-Oh e il ritorno della seconda generazione

Il set si intitolerà “La Via del Cielo e del Mare” e, come suggerisce il nome, sarà interamente incentrato sulla seconda generazione Pokémon. Al centro della scena troviamo quindi Lugia e Ho-Oh, i due leggendari di Johto che, secondo quanto mostrato nel trailer trapelato, avranno una sinergia speciale: Ho-Oh potrà fornire le energie necessarie per potenziare gli attacchi devastanti di Lugia.

Oltre ai due leggendari, ci saranno anche nuove carte Ex dedicate a Umbreon ed Espeon, già protagonisti dell’ultimo set su Eevee, e ovviamente le versioni aggiornate dei tre starter di Johto: Cyndaquil, Totodile e Chikorita. Una selezione nostalgica che farà sicuramente la felicità dei collezionisti.

I Baby Pokémon debuttano su Pocket TCG

Uno degli elementi più interessanti del trailer riguarda l’arrivo dei Pokémon Baby all’interno della versione mobile del GCC, ovvero Pokémon Pocket. Tra i primi rivelati ci sono Pichu e Cleffa, due volti noti per chi ricorda i giorni d’oro di Pokémon Oro e Argento.

Nel contesto competitivo, questi nuovi arrivi potrebbero rivoluzionare le strategie di gioco: sono Pokémon con pochissima salute ma estremamente rapidi, perfetti per attacchi lampo o azioni di disturbo, anche se restano vulnerabili a colpi diretti. Una sfida interessante che potrebbe aprire scenari inediti sul fronte PvP.

In attesa dell’annuncio ufficiale

The Pokémon Company non ha ancora confermato ufficialmente l’esistenza della nuova espansione Johto, ma visto il leak e la vicinanza alla data del 30 luglio, è molto probabile che il trailer venga pubblicato in via ufficiale nelle prossime ore.

Intanto, la community è già in fermento, anche perché nei giorni a venire sono attesi aggiornamenti su GCC Pocket, in particolare per quanto riguarda il sistema di scambi, spesso criticato per la sua lentezza e macchinosità.

Le novità attese dovrebbero rendere più fluido il sistema di scambio carte tra utenti, preparando così il terreno per il lancio della nuova espansione dedicata alla regione di Johto, che si preannuncia come uno degli eventi più amati dai nostalgici.

Nintendo Switch 2 e Leggende Pokémon: Z-A, annunciato il nuovo bundle

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Nintendo of Europe ha annunciato un nuovo bundle per Nintendo Switch 2 che combina la nuova console con Leggende Pokémon: Z-A.

I giocatori potranno acquistare il bundle Nintendo Switch 2 + Leggende Pokémon: Z-A – Nintendo Switch 2 Edition al momento dell’uscita, prevista per il 16 Ottobre, in contemporanea con Leggende Pokémon: Z-A –Nintendo Switch 2 Edition. Il pacchetto include una console Nintendo Switch 2 e un codice digitale per il download del gioco completo.

L’annuncio è arrivato nel contesto del Present odierno, nel corso del quale è stato dato ampio risalto proprio al nuovo capitolo di Leggende Pokémon. Tra le novità, un corposo video di approfondimento legato alla storia, con anche un gustoso nuovo sguardo alla meccanica delle Mega Evoluzioni (tra cui l’inedito Mega Dragonite).

Il gameplay di FC 26 si mostra nel nuovo video di approfondimento

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EA Sports ha condiviso un nuovo video di approfondimento dedicato a FC 26, con un particolare occhio di riguardo per le novità di gameplay del calcistico del colosso canadese.

Nel filmato vengono svelate ulteriori nuove funzionalità in-game, tra cui le nuove impostazioni Gameplay competitivo e autentico, basi del gioco perfezionate, e tante novità suggerite dalla community. EA SPORTS FC 26 proporrà un dribbling più reattivo, un posizionamento dell’intelligenza artificiale più intelligente e movimenti più nitidi e esplosivi, tutti basati sui feedback della community. I portieri ora reagiscono in modo più naturale con un posizionamento migliorato, le animazioni sono più realistiche e i nuovi stili di gioco e ruoli dei giocatori offrono più modi di modellare il modo in cui la tua squadra gioca.

Ma le novità non finiscono qui: per la prima volta, il video è stato localizzato in italiano coinvolgendo uno dei content creator più appassionati a FC, Hollywood285 (Nello Nigro). Qui è possibile guardarlo sui canali social di EA SPORTS FC ITALIA.

EA Sports FC 26 sarà disponibile a partire dal 26 Settembre 2025 su tutte le principali piattaforme, inclusa Nintendo Switch 2.

Clive Barker’s Hellraiser: Revival, annunciato il survival horror in arrivo per PS5, Xbox Series e PC

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Saber Interactive ha annunciato a sorpresa Clive Barker’s Hellraiser: Revival, survival horror single player basato sul franchise dell’autore britannico.

Il titolo arriverà su PlayStation 5, Xbox Series e PC (Steam), proponendo una nuova discesa nel terrore della saga dei cenobiti. Per l’occasione, Doug Bradley tornerà ad interpretare l’iconico Pinhead a distanza di quasi vent’anni.

In Revival, i giocatori seguiranno la storia di Aidan, che deve usare il potere di una misteriosa scatola di puzzle – la Configurazione della Genesi – per aiutare la sua ragazza Sunny a fuggire dall’inferno ultraterreno del Labirinto. Sarà necessario sfruttare i poteri della scatola per sopravvivere alla trattativa con il famigerato Pinhead e per combattere il terribile culto dei Cenobiti.

  • Una nuova storia nel canone di Hellraiser – Date involontariamente il via al rituale di Pinhead per scatenare un dolore e un piacere mai visti prima.
  • Sfrutta il potere della Scatola – Combina le abilità uniche e infernali della Configurazione con un arsenale di armi terrene per infliggere ai nemici masochisti un dolore che spezza le ossa e lacera la carne, o forse un piacere.
  • Combatti contro nemici empi – Affronta i miserabili dell’inferno, i devianti, i cultisti e persino i suoi sacerdoti più infernali in un gioco di sopravvivenza horror incentrato sulla storia.

Leggende Pokémon: Z-A, il nuovo trailer mostra tante novità e… Mega Dragonite!

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Nel corso del Presents odierno, ampio spazio è stato dedicato a Leggende Pokémon: Z-A con un nuovo trailer ed una presentazione estesa dedicata alla storia.

Il nuovo capitolo della serie Leggende Pokémon sarà ambientato, come noto, a Luminopoli ed offrirà nuovi modi per interagire non solo con i suoi abitanti ma anche con le creature tascabili. Di seguito vi proponiamo il filmato esteso che mostra non solo l’ambientazione ma anche alcune delle principali feature nonché uno sguardo al ritorno delle Mega Evoluzioni.

Il filmato si chiude con un’altra delle sorprese del titolo: la versione Mega Evoluta di Dragonite, lo storico Pokémon appartenente alla leggendaria prima generazione.

Di seguito vi proponiamo altresì il nuovo trailer condiviso per l’occasione, che accompagnerà la promozione del titolo anche sui social.

Leggende Pokémon: Z-A sarà disponibile dal 16 Ottobre per Nintendo Switch e Nintendo Switch 2.

Pokémon Presents Luglio 2025: data, orario e dove vederlo in streaming

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Per la prima volta in oltre un decennio, l’universo Pokémon si trova ad affrontare un vuoto generazionale che non si era mai verificato dai tempi di Bianco e Nero. Dopo l’uscita di Pokémon Scarlatto e Violetto, che abbiamo recensito approfonditamente qui, i fan si trovano oggi con nessuna nuova generazione principale all’orizzonte, almeno fino al 2026.

La sola eccezione a questa pausa è rappresentata da Pokémon Legends: Z-A, annunciato a febbraio come nuovo progetto stand-alone in arrivo su Nintendo Switch. Un titolo affascinante, ma che non andrà ad arricchire il Pokédex con nuove creature, mantenendo così intatta la lineup attuale.

Un evento dalla durata eccezionale

L’appuntamento fissato per martedì 22 luglio alle ore 15:00 italiane segna un cambiamento importante nel formato del Pokémon Presents, che questa volta durerà ben 24 minuti. A svelarlo è stato un errore del canale YouTube coreano, notato e diffuso da Joe Merrick, fondatore di Serebii.net.

La durata insolita alimenta le speculazioni: normalmente questi eventi non superano i 15-20 minuti, e la scelta di programmarlo con largo anticipo già a maggio ha aggiunto ulteriore mistero a un’estate finora avara di novità.

Il trailer di Pokémon Legends: Z-A sarà sicuramente il cuore dell’evento, ma i minuti aggiuntivi suggeriscono che The Pokémon Company abbia in serbo più di una semplice conferma.

Generazione 10? Meglio restare cauti

La speranza di alcuni fan è che questo Pokémon Presents possa offrire un primo sguardo alla Decima Generazione, prevista — se si segue la cadenza tradizionale — per l’autunno 2026. Ma la storia insegna che una rivelazione con più di un anno di anticipo sarebbe del tutto inedita per la serie.

Più concretamente, l’evento potrebbe concentrarsi su aggiornamenti dei giochi attuali, come Pokémon Unite , Pokémon TCG Pocket, Pokémon Sleep o le altre app mobile già disponibili. Un approfondimento su anime e progetti collaterali come Pokémon Horizons o Pokémon Concierge è altrettanto plausibile.

DJ Pikachu e la carta del mistero

Curioso anche quanto accadrà un’ora prima dell’evento principale. Sul canale giapponese di Pokémon è prevista la trasmissione di DJ Pikachu Live, show dalla natura non meglio specificata, che potrebbe essere una trovata musicale o un teaser per un nuovo gioco a tema ritmo.

Un piccolo diversivo? Forse. Ma dopo mesi di silenzio, ogni dettaglio inedito viene analizzato con attenzione chirurgica dalla community, a caccia di segnali, teaser o easter egg.

Appuntamento alle 15:00: ecco dove seguire l’evento

Il Pokémon Presents sarà trasmesso in streaming sul canale YouTube ufficiale della serie martedì 22 luglio alle ore 15:00 italiane. Per 24 minuti, tutti gli occhi saranno puntati sulle scelte di The Pokémon Company: tra conferme, ritorni e sogni futuri, potrebbe essere il momento di ritrovare la magia che ha fatto grande questo franchise.

Recensione RoboCop: Rogue City – Unfinished Business, la OmniTower ha il cancro, il cancro è il crimine!

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Robocop: Rogue City è stato senza dubbio uno dei giochi che abbiamo maggiormente apprezzato nel 2023. Nella nostra recensione lo abbiamo definito un fedele omaggio e una giusta prosecuzione alle peripezie del cyborg tutore della legge che riesce a catturare egregiamente i principali elementi che contraddistinguono il franchise avviato nel 1987 da Paul Verhoeven, ovvero violenza sopra le righe, note satiriche taglienti e feroce cinismo non disdegnando all’occorrenza anche alcuni richiami cinematografici che i fan coglieranno e apprezzeranno. Insomma, RoboCop: Rogue City ha superato le più ottimistiche aspettative riuscendo a essere un recente e convincente adattamento videoludico che ben si inserisce nella timeline cinematografica di uno dei franchise seminali della fantascienza.

Il buon successo ottenuto dal capitolo – seppur non privo di evidenti difetti – (la valutazione complessiva su OpenCritic è pari a 73 mentre su Metacritic a 72) ha permesso di realizzare RoboCop: Rogue City – Unfinished Business. Si tratta di una espansione standalone (e non di un sequel) del titolo RoboCop: Rogue City di due anni fa disponibile al prezzo di 29,99€. Sviluppata sempre da Teyon (autore anche di Terminator: Resistance e Rambo: The Video Game) e pubblicata da NACON è attualmente disponibile per PS5, Xbox Series X/S e PC. Pur essendo autoconclusiva, è consigliabile aver giocato al titolo base per avere una maggiore freschezza e consapevolezza narrativa, anche se non è un requisito obbligatorio. E sebbene Unfinished Business rappresenti una risposta diretta alle critiche ricevute dall’originale, essendo un’avventura molto più mirata e dal ritmo decisamente migliore, soffre di tutti gli stessi problemi tecnici del gioco originale, e – in qualche modo – è riuscita ad aggiungerne anche di nuovi. Ma andiamo per gradi!


Versione testata: PlayStation 5


La OmniTower… da gioiello a rappresentazione di degrado!

La storia prende piede subito dopo gli eventi di Rogue City, con RoboCop che si ritrova ad affrontare un nuovo cattivo di nome Cassius Graves. Come leader di un gruppo di mercenari, ha assunto il controllo della vertiginosa OmniTower (un complesso residenziale incompiuto trasformato in una roccaforte controllata da mercenari hi-tech altamente addestrati), una rappresentazione perfetta di tutto ciò che non va nella Detroit di RoboCop degli anni ’80, un luogo che sembra vivere di vita propria, lontano dalla giurisdizione di qualsiasi forma di legge e di controllo. Una legge gravemente indebolita, dopo un vile attacco (da lasciare senza fiato) che ha devastato il Dipartimento di Polizia della Vecchia Detroit e portato alla morte di più di qualche onesto Poliziotto. Naturalmente, la parte “umana” di Robo viene profondamente colpita dall’evento (e dal furto dell’equipaggiamento di interfaccia OCP) e lo porta a cercare vendetta e a riportare l’ordine nella squallida torre imbrattata di graffiti della OCP … ma non sarà affatto semplice, pare che i mercenari di Graves siano ben preparati e abbiano numerosi assi nella manica che renderanno dura la vita del nostro cyborg poliziotto.

La storia principale in sé è un brillante esempio di vendetta che porta anche ad approfondire un misterioso legame tra Murphy e il leader dei mercenari. Piccole novità e approfondimenti narrativi (nulla di eclatante sia chiaro) emergono dai flashback nei panni di Alex Murphy (l’uomo prima della macchina), un momento emotivamente carico che aggiunge profondità al personaggio. Svelando al contempo maggiori dettagli sulle motivazioni di Graves e rafforzando i legami con RoboCop e RoboCop 2. Ci sono persino alcuni cenni a RoboCop 3, il che dovrebbe deliziare i fan, ammesso che qualcuno sia fan del terzo (dimenticabile) capitolo. L’espansione include anche segmenti interpretati da Miranda Hale, ex-scienziata OCP che si allea col protagonista per riparare ai suoi errori. Inoltre, Peter Weller torna a prestare la propria voce all’Agente Murphy, ridando quell’apprezzatissima fedeltà nostalgica al personaggio originale.

Gameplay derivativo ma con qualche piccola differenza

Sul fronte dell’azione, l’espansione introduce alcune varianti: il Cryo Cannon, che congela i nemici rendendoli vulnerabili, e il minigun, accompagnato da semplici pistole, fucili d’assalto, una mitragliatrice Gatling e persino alcune armi ad alta tecnologia legate alla storia, che offrono qualche alternativa decisamente di spessore all’iconica – quanto devastante – Auto-9. Nuovi nemici includono droni volanti, cyborg armati di katana (che sembrano più macchine che uomini), soldati equipaggiati di jet pack e unità blindate dotate di scudi antisommossa. Sono anche presenti sequenze giocabili in cui si controlla l’ED‑209. Un gigantesco robot bipede armato fino ai denti che permette di calpestare e fare a pezzi i nemici usando le enormi mitragliatrici e il lanciamissili del temibile nemico meccanico (fortemente voluto da Dick Jones – vicepresidente della OCP) di RoboCop. Una sezione di puro divertimento distruttivo e sfrenato che – purtroppo – non dura abbastanza a lungo. Il gameplay conserva molte delle abilità classiche di RoboCop: rallentamento del tempo, presa/lancio dei nemici, accecamento temporaneo, potenziamenti tramite upgrade/schede stampate e distruttibilità ambientale elevata. A queste, si aggiungono inedite mosse finali/uccisioni corpo a corpo caratterizzate da nuovi e mirabolanti filmati.

Andando ancora di più nel dettaglio: Il gameplay di RoboCop: Rogue City è fortemente radicato sul concetto di “potenza lenta”. Interpretare RoboCop significa muoversi con passo pesante, affrontare scontri a fuoco con sangue freddo e dominare i nemici grazie a resistenza e precisione, più che velocità o acrobazie. L’espansione Unfinished Business mantiene lo stesso impianto, ma prova ad aggiungere una lieve spinta verso un’azione più reattiva, soprattutto grazie alla varietà di nemici e armi. Il sistema di crescita del personaggio non subisce modifiche sostanziali. Le stesse sei categorie di abilità sono presenti in entrambi i titoli: da quelle legate alla resistenza fisica a quelle dedicate all’hacking o al dialogo. Ogni 1000 punti è possibile ottenere un punto potenziamento, che può essere utilizzato in una serie di gruppi di statistiche. Anche le schede stampate, piccoli enigmi elettronici per ottenere bonus passivi, tornano quasi inalterate. Da questo punto di vista, Unfinished Business non introduce una vera evoluzione del gameplay, ma si limita a riproporre la formula esistente con nuovi contesti.

Nel gioco base, la varietà delle missioni alternava sparatorie, sezioni investigative e dialoghi a scelta multipla, con alcune indagini che richiedevano tempo e intuizione. L’espansione, invece, opta per un’impostazione più lineare e d’azione. Le fasi investigative sono ridotte e i dialoghi meno articolati. Le prime ore risultano lente e per lo più guidate, ma la parte centrale della campagna offre scontri più intensi e ben progettati. Tuttavia, la mancanza di missioni secondarie vere e proprie (quelle presenti – ripropongono l’ironia vistasi nel gioco principale – offrendo ogni tanto una pausa dall’estrema violenza ma sono prive di un contenuto significativo) limita un po’ la profondità dell’esperienza. Trattandosi di un titolo incentrato su un’area specifica, la struttura delle missioni è diversa. Si continua ad avanzare, senza mai tornare al distretto di Polizia o esplorare la città per trovare la successiva. La maggior parte del tempo, si cerca di trovare un modo per raggiungere la cima della torre, aiutando il maggior numero possibile di civili e nel mentre, si spara, ci si muove dentro e fuori dai ripari, si sfondano porte e muri.

Grafica e tecnica

Dal punto di vista tecnico, entrambi i giochi condividono lo stesso motore grafico e lo stesso livello di distruttibilità ambientale, uno degli aspetti più soddisfacenti di Rogue City. Anche in Unfinished Business si possono frantumare vetri, sfondare pareti leggere o causare esplosioni spettacolari (sparando a un barile rosso è possibile far saltare la testa e gli arti del malcapitato, guardando i suoi pezzi volare in lontananza), tutti elementi che rendono gli scontri a fuoco più corposi e d’impatto. La IA nemica nel DLC sembra leggermente migliorata: i nuovi nemici si muovono in modo più strategico, sfruttano la verticalità dell’ambiente e costringono il giocatore a variare approccio. Tuttavia, come nel titolo principale, ci sono momenti in cui l’intelligenza artificiale si dimostra ancora prevedibile o limitata. Essendo ambientato all’interno di un grande e fatiscente palazzone grigio, gli ambienti di Unfinished Business potrebbero sembrare un po’ tutti uguali, ma c’è un buonissimo mix di corridoi e aree aperte da esplorare e attraversare che si differenziano piano dopo piano. Abbiamo apprezzato la scelta di un’area più “ristretta” in quanto la natura concentrata dell’ambientazione aiuta a evitare i meandri un po’ frustranti del primo gioco che ci portavano a vagare senza capire l’obiettivo da seguire e completare.

Una piccola lamentela riguarda un paio di bug in cui siamo incappati. Uno dei più fastidiosi (se così possiamo definirlo) capitatoci in varie occasioni, è che nel corso dei dialoghi, era possibile visualizzare le scelte ma la scena sembrava quasi freezata e glitchata come se il gioco avesse deciso di non voler renderizzare alcuna immagine. Glitch che si sono palesati anche in alcune uccisioni, nello specifico, in quelle ravvicinate in cui si avvia un breve filmato di abbattimento/uccisione. Da segnalare anche qualche problema di stuttering e qualche incertezza nell’illuminazione e nella nitidezza (con aree decisamente troppo scure su PlayStation 5). L’audio – invece – non presenta grossi problemi, con un ottimo mix fra colonna sonora del vecchio film e qualche nuovo ritmo martellante che dà energia alla trama.

Commento finale

Per chi si è avvicinato al mondo di RoboCop con Rogue City e cerca un’esperienza più rapida e concentrata (circa 7/8 ore), Unfinished Business può rappresentare un ritorno soddisfacente al mito del poliziotto cibernetico. Tuttavia, per i giocatori che desideravano un miglioramento significativo del gameplay o una trama più profonda, il DLC potrebbe apparire limitato e troppo conservativo. In definitiva, RoboCop: Rogue City – Unfinished Business è l’ennesima lettera d’amore verso il franchise, ricca di momenti forti e nostalgici. Ma, pur offrendo alcune novità interessanti, manca di quella innovazione che molti si attendevano. Un contenuto godibile, ma che forse non riesce a “terminare” davvero ciò che aveva iniziato il capitolo originale del 2023.

Tripwire Interactive fa a pezzi alcuni Zed nel trailer ufficiale di lancio di Killing Floor 3 in uscita a luglio

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Lo sviluppatore e publisher Tripwire Interactive ha pubblicato il trailer ufficiale di lancio di Killing Floor 3, l’attesissimo nuovo capitolo (qui la nostra anteprima) del franchise Killing Floor, prima del lancio il 24 luglio. Rifatevi gli occhi con nuove immagini brutali mentre Mr. Foster e la banda di Nightfall si lanciano in una frenetica azione ammazza-zed. Il trailer di lancio offre un nuovo sguardo al gioco d’azione/horror in tutta la sua cruenta gloria, con nuove armi, mappe mai viste prima, mostruosi zed, preparando i giocatori all’imminente uscita del titolo.

Killing Floor 3 è il prossimo capitolo della leggendaria serie FPS d’azione/horror in coop. L’anno è il 2091, 70 anni dopo gli eventi di Killing Floor 2, e la megacorp Horzine ha prodotto l’esercito definitivo: un’orda obbediente di mostruosità bioingegnerizzate chiamate Zed. Ora, l’unica cosa che si frappone tra queste creazioni infernali e il futuro dell’umanità è il gruppo di ribelli conosciuti come Nightfall. Questo intenso sparatutto in prima persona mette i giocatori nei panni di uno specialista Nightfall, che unendo le forze con un massimo di cinque compagni di squadra dovrà combattere in un futuro distopico e devastato dalla guerra, sopravvivendo a ondate incessanti di Zed, sbloccando nuove abilità e costruendo l’arsenale definitivo.

Killing Floor 3 sarà lanciato in tutto il mondo su PC (via Steam ed Epic Games Store), PlayStation 5 e Xbox Series X|S il 24 luglio, 2025, è già disponibile per il pre-acquisto su tutte le piattaforme.

Echoes of the End si mostra in un nuovissimo trailer di gameplay

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Myrkur Games e Deep Silver hanno confermato che Echoes of the End, il gioco d’azione e avventura cinematografico di debutto dello studio, sarà lanciato il 12 agosto su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S.

Per celebrare l’annuncio, lo studio ha pubblicato un trailer di gioco esteso di 17 minuti, che offre ai fan uno sguardo più coinvolgente sul mondo mozzafiato, sulla potente magia e sull’emozionante narrazione incentrata sui personaggi del gioco.

La magia esplode in Echoes of the End

Il nuovo footage di gameplay si svolge all’inizio della storia e mette in evidenza alcuni dei pilastri fondamentali del gioco, introducendo le abilità di base di Ryn e offrendo uno sguardo ai tipi di nemici, agli attraversamenti e agli incontri ambientali che si espanderanno nei capitoli successivi con l’evoluzione dei personaggi.

Quello che inizia come un normale pattugliamento di confine si trasforma rapidamente in caos quando Ryn e suo fratello Cor cadono in un’imboscata delle forze del vicino regno di Reigendal. Tra gli assalitori c’è Zara, una potente maga nata come Ryn con la rara capacità di esercitare una magia antica e volatile.

Le due si scontrano in una feroce battaglia che termina in una tesa situazione di stallo, interrotta solo dall’arrivo di Abram Finlay, uno studioso ed esploratore che strappa Ryn alla lotta. Separata dal fratello, Ryn deve collaborare con Abram per ritrovare Cor e scoprire il vero scopo dell’improvvisa invasione di Reigendal.

Guidato dai temi della fiducia, del sacrificio e della redenzione, Echoes of the End si sviluppa in dieci capitoli creati a mano e ricchi di momenti cinematografici, personaggi memorabili e decisioni ad alto rischio.

Echoes of the End sarò lanciato su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S il 12 agosto.  I giocatori possono inserirlo nella lista dei desideri su Steam, Xbox e PlayStation.

Turtle Beach svela il nuovo Rematch Wireless Controller a tema Donkey Kong

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Turtle Beach Corporation, leader nella produzione di accessori per il gaming, ha annunciato oggi il nuovo controller wireless Turtle Beach Rematch Wireless Controller: Donkey Kong. Il controller a tema Donkey Kong è l’ultimo accessorio del ricco catalogo di accessori per il gaming di Turtle Beach con licenza ufficiale Nintendo, compatibile con l’originale Nintendo Switch, Nintendo Switch Lite e Nintendo Switch – modello OLED. Questo controller funziona anche con la console Nintendo Switch 2 (tasto C non disponibile). Il controller wireless Turtle Beach Rematch: Donkey Kong è disponibile per il pre-ordine da oggi su www.turtlebeach.com e presso i retailer aderenti in tutto il mondo al prezzo di €59.99 e sarà lanciato il 12 ottobre 2025.

“I nostri controller con licenza ufficiale Nintendo sono progettati per i fan appassionati che amano i personaggi iconici, i mondi coinvolgenti e i giochi leggendari per cui Nintendo è famosa”, ha dichiarato Cris Keirn, CEO di Turtle Beach Corporation. “Il nostro nuovo controller wireless a tema Donkey Kong è ricco di funzioni per un’esperienza unica, che combina il supporto per il controllo del movimento con una grafica dinamica che rivela immagini diverse di Donkey Kong a seconda dell’angolo di visione”.

I giocatori possono migliorare il loro modo di giocare con il controller wireless Donkey Kong Rematch per Nintendo Switch, Nintendo Switch Lite e Nintendo Switch – modello OLED. Questo controller funziona anche con Nintendo Switch 2 (pulsante C non disponibile). Caratterizzato da un design lenticolare che si sposta in base ai movimenti dei giocatori, rivela due vivaci immagini della giungla che danno vita al mondo di Donkey Kong. I giocatori potranno giocare con precisione naturale utilizzando i controlli di movimento integrati in giochi come Donkey Kong Bananza, Donkey Kong Country Returns HD, Mario Kart 8 Deluxe e Mario Kart World.

Il nuovo Donkey Kong Rematch Wireless Controller è l’ultimo ad aggiungersi al crescente catalogo di Turtle Beach di accessori per il gaming con licenza ufficiale compatibili con le console Nintendo Switch e con la nuova Nintendo Switch 2. Altri controller compatibili sono il Turtle Beach Rematch Wireless Controller: Super Mario Star, Turtle Beach Rematch Wireless Controller: Invincible Mario, Turtle Beach Rematch Wireless Controller: Grand Prix Mario, Turtle Beach Rematch Wireless Controller: Boo Hoo e Turtle Beach Rematch Wireless Controller: Blackout Bowser. Inoltre, le cuffie compatibili includono i modelli Turtle Beach Recon™ 70 e Turtle Beach Airlite Fit.

Recensione The House of Da Vinci, il genio di Leonardo in un mondo fatto di enigmi

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The House of Da Vinci è un puzzle game in prima persona sviluppato dallo studio indipendente slovacco Blue Brain Games. Uscito originariamente su mobile e PC, il gioco è approdato anche su PlayStation 5 con un porting che mantiene intatto il fascino dell’opera originale, potenziato da alcune migliorie tecniche e di controllo. Ambientato in un’Italia rinascimentale ispirata alla Firenze del XV secolo, il gioco ci cala nei panni di un apprendista di Leonardo Da Vinci, intento a scoprire il mistero della scomparsa del suo maestro attraverso una serie di ambienti intricati e puzzle meccanici.

La società Blue Brain Games ha anche pubblicato due sequel: The House of Da Vinci 2 nel 2019 e The House of Da Vinci 3 nel 2022.


Versione testata: PlayStation 5


Storia

La storia ruota attorno alla scomparsa di Leonardo Da Vinci e agli intrighi che si celano dietro il suo genio. Tuttavia, la narrativa è piuttosto passiva e viene trasmessa attraverso lettere, diari, e documenti sparsi. Non ci sono veri dialoghi, né personaggi con cui interagire: si tratta di un racconto che si sviluppa attraverso l’ambiente e la scoperta, lasciando libero spazio all’interpretazione da parte del giocatore. Chi cerca una narrazione profonda e coinvolgente potrebbe restare deluso, ma per gli amanti del mistero e dell’atmosfera, questo approccio silenzioso e riflessivo ha comunque il suo fascino.

Gameplay: enigmi tra logica, ingegno e meccanismi

Il punto di forza di The House of Da Vinci è senza dubbio il gameplay basato su enigmi meccanici complessi. Ogni ambiente è un grande rompicapo in cui tutto è interconnesso: leve, serrature, ruote dentate, bauli segreti, marchingegni rotanti. Non si tratta solo di risolvere un puzzle alla volta, ma di capire il funzionamento dell’intero ambiente e come ogni elemento possa essere manipolato per sbloccare quello successivo. Infatti, spesso, un enigma conduce a un’altra area della stanza o rivela uno strumento di cui vi sareste resi conto solo molto più tardi. È stato davvero soddisfacente scoprire che qualcosa che è stato fatto in precedenza, come allineare ingranaggi o scoprire una chiave nascosta, non stava facendo altro che preparare il terreno per il passo successivo. È un processo gratificante e ben strutturato.

Un’altra delle caratteristiche più interessanti della produzione è che si ha accesso a due lenti, chiamate “Oculus“, con abilità soprannaturali e che permettono di vedere sia il passato e sia tracce invisibili a occhio nudo e codici nascosti. Questa meccanica introduce un livello aggiuntivo di esplorazione e risoluzione, rendendo l’esperienza più profonda e immersiva. La curva di difficoltà è ben calibrata: i primi puzzle sono accessibili, ma la complessità cresce progressivamente, richiedendo sempre più concentrazione e spirito di osservazione. Detto questo, il gioco si basa su un sistema punta e clicca, in cui si salta tra aree fisse anziché esplorarle liberamente. Non fraintendeteci, ha senso e condividiamo pienamente la scelta dello sviluppatore. Una configurazione a esplorazione libera avrebbe forse complicato le cose o distratto il giocatore dagli enigmi (cuore pulsante del gioco). Eppure, non siamo riusciti a scrollarci di dosso il pensiero di quanto sarebbe stato fantastico vagare per questo meraviglioso mondo e scoprirlo nella sua interezza.

Grafica e tecnica

Dal punto di vista estetico, The House of Da Vinci offre un mondo suggestivo e ispirato, anche se tecnicamente semplice. L’ambientazione rinascimentale è resa con grande attenzione ai dettagli: affreschi, libri, arredi d’epoca e invenzioni leonardesche creano un’atmosfera credibile, tra arte e steampunk, catturando l’essenza del Rinascimento e la mente di Leonardo da Vinci. La direzione artistica è ottima, anche se la qualità grafica non sfrutta appieno le potenzialità della PS5. Le texture sono buone ma non eccezionali, e l’illuminazione, seppur efficace, rimane piuttosto sobria. Il comparto sonoro è minimale, con musiche ambientali discrete che sottolineano l’esplorazione e momenti di scoperta. Gli effetti sonori metallici e meccanici sono ben realizzati, mentre il doppiaggio è presente solo in alcune lingue (italiano incluso per l’interfaccia, ma non per il parlato completo).

Il porting su PS5 è ben realizzato, anche se non esente da difetti. I comandi con il DualSense risultano generalmente reattivi, con un buon uso del feedback aptico e dei grilletti adattivi durante l’interazione con meccanismi o porte segrete. Tuttavia, in alcune fasi che richiedono precisione, i controlli possono risultare leggermente imprecisi o legnosi, specialmente nei movimenti più delicati o durante la rotazione di elementi circolari. Il sistema di puntamento con analogico, pur funzionale, non è sempre fluido, e a volte occorre un tocco troppo millimetrico per selezionare determinati dettagli. In un gioco basato sulla precisione visiva, questa limitazione può diventare frustrante.

Durata e rigiocabilità

La durata complessiva si attesta intorno alle 4-6 ore, a seconda dell’abilità del giocatore. Non ci sono contenuti extra o finali alternativi, ma l’esperienza è compatta e ben costruita. È un gioco da godersi con calma, magari in sessioni serali, per rilassarsi risolvendo puzzle impegnativi ma gratificanti. La rigiocabilità è limitata, visto che una volta risolti gli enigmi non ci sono molte variazioni, ma chi ama la risoluzione perfetta potrà tornare indietro per rifinire i passaggi e trovare eventuali elementi che gli sono sfuggiti.

Commento finale

The House of Da Vinci è un’esperienza coinvolgente per chi ama i puzzle game in prima persona, in stile “escape room”, con ambientazioni ispirate e meccanismi intricati. Il gioco riesce a offrire un senso di scoperta e meraviglia, grazie alla sua estetica rinascimentale e agli enigmi che richiamano il genio di Leonardo. Pur con qualche limite tecnico e narrativo, il titolo è ben realizzato e che ci sentiamo di consigliare agli appassionati del genere che cercano un’esperienza intricata, gratificante e impegnativa al punto giusto.

TCL lancia la nuova linea di Smart TV QLED con Fire TV integrata

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TCL, leader globale nell’elettronica di consumo e 1° brand al mondo nei segmenti grandi schermi, TV Mini LED e Google TV, presenta oggi i nuovi Smart TV serie SF560.

Con la serie SF560 TCL introduce una nuova linea di TV QLED Full HD, disponibile nei formati 32, 40 e 43 pollici. Questi modelli, con sistema operativo Fire TV, arricchiscono ulteriormente l’offerta di televisori pluripremiati del brand, offrendo un’esperienza smart e intuitiva che consente di godere dei contenuti in modo coinvolgente.

Design moderno e tecnologia QLED avanzata

I TV QLED Full HD serie SF560 si presentano con uno schermo sottile e completamente piatto, una struttura leggera e un design moderno. Utilizzano la tecnologia Quantum Dot Pro con Colorful Quantum Crystals, che garantisce una qualità d’immagine superiore con colori brillanti e realistici, maggiore efficienza energetica e un’esperienza visiva migliorata.

Contenuti smart con Fire TV e supporto HDR10

Con il sistema operativo Fire TV, gli utenti possono scegliere tra oltre 400.000 film e serie TV disponibili sulle piattaforme streaming. Il controllo è semplice grazie al telecomando vocale con Alexa incluso: è possibile cambiare canale, regolare il volume, aprire app e persino controllare altri dispositivi smart compatibili della casa, tutto con la voce. La serie SF560 supporta inoltre la decodifica completa dei contenuti in HDR10, analizzando le immagini scena per scena per migliorare contrasto e resa visiva. Anche i contenuti non HDR vengono ottimizzati per offrire una qualità simile all’HDR, con luminosità intensa, dettagli in ombra eccezionali e colori vivaci.

Audio immersivo con Dolby e DTS

La serie SF560 garantisce un audio di alta qualità grazie a Dolby Audio, DTS-HD e DTS Virtual:X, offrendo un suono tridimensionale che avvolge lo spettatore a 360° per un’esperienza immersiva in ogni ambiente.

Modelli e prezzi consigliati al pubblico

La serie TCL SF560 è disponibile da subito con i seguenti modelli e prezzi consigliati*:

  • 32SF560 – €199
  • 40SF560 – €249
  • 43SF560 – €299

*Il prezzo finale è a discrezione del rivenditore.

FC 26, tutte le novità di gameplay: Nuove meccaniche di tiro e di passaggio, PlayStyles, Ruoli Giocatore, FUT rivisitato e altro ancora

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Nella giornata di ieri EA Sports ha finalmente condiviso il trailer gameplay dell’atteso FC 26 – che uscirà il 26 settembre 2025 – e che ci ha dato un assaggio delle nuove funzionalità (alcune davvero entusiasmanti) che il nuovo titolo calcistico del colosso canadese porterà con sé quest’anno.

Prima di proseguire vi ricordiamo che:

I pre-order per EA SPORTS FC 26 sono già disponibili su PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S, Xbox One, PC, Amazon Luna, Nintendo Switch e Nintendo Switch 2. Il gioco – come anticipato – sarà disponibile in tutto il mondo dal 26 settembre 2025 mentre l’accesso anticipato alla Ultimate Edition avverrà a partire dal 19 settembre 2025.

Per i membri di EA Play: il Club è Vostro in EA SPORTS FC 26, con la prova di accesso anticipato di 10 ore di EA Play, a partire dal 19 settembre 2025. I membri ottengono anche ricompense esclusive tra cui gettoni Draft mensili per Ultimate Team e ricompense stagionali per il club, oltre a ricevere il 10% di sconto sui contenuti digitali EA, inclusi pre-order, download di giochi, FC Points e DLC. Per maggiori informazioni su EA Play visitate ea.com/ea-play.

Ma bando alle ciance, ecco tutte le principali novità di FC 26:

Gameplay rinnovato grazie alla community

EA ha rivisto i fondamenti del gioco sulla base dei feedback della community: dribbling più reattivo, movimento dei giocatori più fluido ed esplosivo, intelligenza artificiale dei portieri completamente riscritta per reazioni più naturali, grazie a un sistema di machine learning. Sono stati introdotti animazioni volumetriche corpo a corpo per un tocco realistico più immersivo.

A proposito di feedback della community: Per approfondire ulteriormente il suo approccio incentrato sulla community, EA SPORTS ha lanciato FC Feedback: una nuova iniziativa che consente ai giocatori di contribuire direttamente all’evoluzione di EA SPORTS FC, basandosi su un anno di caratteristiche in FC 26 influenzate dai suggerimenti della community. Questo riunisce i molteplici modi in cui i giocatori possono condividere il loro feedback, inclusi il Portale di Feedback dei Giocatori, i Consigli di Design guidati dalla community, il Server Discord di FC, i Forum e i social media.

Due preset gameplay distinti: Competitivo e Autentico

Perché sacrificare il realismo per un gameplay più frenetico e in stile arcade? FC 26 permetterà di scegliere tra due preset: Gameplay Competitivo e Autentico. Ogni preset è stato ottimizzato per le modalità online e offline, così il giocatore potrà scegliere come dovrà essere la sua esperienza con FC 26.

Autentico: modalità fedele al calcio reale, ideale per Carriera e modalità offline, con difensori più posizionati strategicamente, percentuali di successo realistiche su angoli e mischie in area, e un ritmo più simulativo.

Competitivo: pensato per FUT e Club, con passaggi più rapidi, parate dei portieri più intelligenti e controllo diretto sul gioco.

Nuove meccaniche di tiro e passaggio

  • Introduzione del Low Driven Power Shot, combinazione tra tiro potente e tiro di precisione rasoterra, per tiri rapidi e letali.
  • One Frame Passing riduce l’input delay, rendendo i passaggi più immediati.

Anche se le meccaniche esatte del Low Driven Power Shot non sono ancora chiare, potremmo avere un sistema di mira di precisione simile a quello che abbiamo ora per i Power Shot.

In FC 26 – inoltre – non sarà più presente il “Timed Finishing”. Per ottenere bonus extra in termini di tiro, i giocatori dovranno usare il Tiro di precisione, che si basa maggiormente sull’abilità e mantiene la meccanica del tiro (a detta dello sviluppatore) maggiormente coerente nel gioco. Mentre il tiro rasoterra potrà essere attivato toccando due volte il pulsante Tiro.

La funzionalità One Frame Passing dovrebbe invece ridurre il tempo impiegato dai giocatori per passare contribuendo a contrastare il temuto input lag nel gioco online che attanaglia la stragrande maggioranza dei giocatori privi di una connessione ultraveloce. Con l’aumento della velocità della palla nei passaggi, il nuovo dribbling fluido, cambi di direzione in corsa ri-calibrati per movimenti dei giocatori più forti e il ritmo più veloce, dovremmo riuscire ad avere un gameplay più veloce e reattivo in FC 26.

Nuovi PlayStyles e Ruoli FC IQ

L’evoluzione del sistema FC IQ include:

  • PlayStyles aggiornati o inediti, fra cui Enforcer, Aerial Fortress, Precision Header, Trailblazer e Inventive (versione potenziata della Trivela).
    • Enforcer: aiuta in termini di protezione della palla/fisicità per gli attaccanti
    • Aerial Fortress: salto potenziato SOLO in situazioni difensive
    • Precision Header: colpo di testa migliorato nelle situazioni di attacco
    • Trailblazer: per eseguire colpi eleganti/di stile. Ad esempio sarà possibile eseguire colpi Trivela SOLO se il giocatore ha questo stile di gioco e non più “liberamente” come accaduto in FC 25.
    • Inventive: per passaggi eleganti/di stile.
  • Nuovi ruoli specialistici come Wide Back, Box Crasher per CDM e Inverted Wingback per LB/RB, pensati per aumentare la versatilità tattica.

Con l’aggiunta del ruolo di terzino e dei ruoli di centrocampista esterno LM/RM rielaborati per renderli più orientati alla difesa, formazioni come il 3-5-2 e il 3-4-3 dovrebbero risultare più utilizzabili in FC 26. Il ruolo di centrocampista esterno avrà focus su Difesa | Costruzione | Supporto che consentiranno di personalizzare il modo in cui si comportano e di arretrare per aiutare in difesa e avanzare quando si è in fase di attacco.

Ciò dovrebbe aggiungere un ulteriore livello di sofisticatezza al modo in cui si gioca, consentendo ai giocatori di esprimere ancora meglio la propria fisicità. Potrebbero esserci altre novità in arrivo.

In aggiunta, molti giocatori lamentavano dell’apparente irrilevanza delle statistiche di gioco rispetto all’impatto che gli stili di gioco hanno avuto sul gioco stesso, ed EA pare aver ascoltato tali lamentele: Le statistiche influenzeranno le meccaniche di gioco principali più di quanto abbiano fatto gli stili di gioco negli ultimi due anni. I giocatori con statistiche elevate saranno in grado di eseguire determinate meccaniche in modo coerente anche senza stili di gioco.

Si ritorna a tre tipologie di accelerazioni

Lenghth/Controlled/Explosive saranno le tre tipologie di accelerazioni disponibili. Le formule sono state rielaborate e ci saranno limiti di altezza diversi per i giocatori maschi e femmine che potranno rientrare nelle tipologie Lenghty e Controlled AcceleRATE.

Intelligenza artificiale migliorata sia in attacco e sia in difesa

  • Difensori più proattivi: smetteranno di “guardare la palla” passivamente, intercetteranno, chiuderanno gli spazi e reagiranno meglio ai movimenti del pallone.
  • Attaccanti IA dinamici: corse sincronizzate meglio, movimenti nello spazio più intelligenti, maggiore consapevolezza della propria posizione che dovrebbero offrire più opzioni di passaggio.

Ultimate Team: Rivisitazioni e nuove modalità

In FC 26, i fan potranno mettere alla prova le loro squadre dei sogni in Football Ultimate Team con le nuove modalità Eventi Live e Torneo, oltre alle esperienze Rivals e Champions rinnovata.

  • Tornei in FUT: fino a quattro turni a eliminazione diretta, eventi Live a tema durante la stagione e taglie (Bounties) per avanzare più rapidamente.
  • Modalità “Challengers”: un secondo livello competitivo del weekend per divisioni inferiori, accessibile direttamente da Div 6–10, con obiettivi specifici.

Non è ancora chiaro se torneranno i tornei giornalieri Knockout originali o se avranno un sistema differente, ad ogni modo, la rivisitazione dovrebbe aggiungere un po’ di varietà all’esperienza di Ultimate Team.

Carriera Allenatore: Live Challenges e Archetipi

  • La Carriera Allenatore si trasforma con i Live Challenges: eventi e storyline in tempo reale legati al calcio reale, con ricompense come punti stagione, oggetti cosmetici, Icone ed Eroi.
  • I nuovi Archetipi (Archetypes): Una nuovissima funzionalità di FC 26, gli Archetipi sono stati ispirati dai grandi protagonisti del calcio, introducendo nuove classi in Club e Carriera Giocatore, portando più individualità ai giocatori. Sviluppate le vostre abilità migliorando gli attributi e sbloccando i Vantaggi Archetipo per dare al vostro giocatore una sensazione distintiva sul campo.

Migliorie tecniche e presentazione

  • Impiego del motore Frostbite con tecnologia presumibilmente integrata a TRACAB, per dati posizionali in tempo reale, animazioni più realistiche e reattività sensibilmente migliorata.
  • Presentazione visiva potenziata: illuminazione migliorata, modelli giocatori dettagliati, condizioni atmosferiche dinamiche, atmosfera di stadio immersiva, angolazioni broadcast riviste.

Modalità sperimentali e rumor

  • Si parla di una modalità open‑world urbana in sviluppo, stile “neighborhood” di NBA 2K, con calcio di strada, eventi sociali e interazioni all’interno di una città virtuale. Potrebbe essere lanciata in forma beta (almeno inizialmente).
  • Nuove ambientazioni per VOLTA/Rush: calcio indoor, beach, street con estetica urbana e premi estetici.

Altre

E non è tutto! Abbiamo ancora molto altro da aspettarci, come:

  • Formazioni tattiche ribilanciate;
  • Contrasti casuali ridotti;
  • Nuove skill abilità;
  • Revisione GK (che dovrebbe evitare i classici gol a porta vuota) con un posizionamento del portiere completamente nuovo basato sull’apprendimento per rinforzo.

In sintesi

EA SPORTS FC 26 mira a essere l’edizione più reattiva, personalizzabile e immersiva della serie:

  • Gameplay bilanciato fra responsività e realismo,
  • Preset distinti in base allo stile di gioco preferito,
  • Calciatori e allenatori con stili unici e percorsi narrativi,
  • FUT rinnovato con competizioni ad eliminazione, eventi e nuove dinamiche,
  • Migliorie visive e tecniche grazie a TRACAB/Hypemotion.

La battaglia finale ha inizio nel teaser trailer ufficiale di Stranger Things 5

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Come anticipato nelle scorse ore, Netflix ha finalmente mostrato il primo teaser trailer per Stranger Things 5, la stagione conclusiva dell’acclamata serie ideata dai Duffer Brothers.

Nel filmato è possibile avere un assaggio di cosa è accaduto dopo l’eclatante finale della quarta season (se volete rinfrescare la memoria su tutto quello che è successo, ecco il nostro riassunto).

Autunno 1987. Hawkins è rimasta segnata dall’apertura dei portali e i nostri eroi sono uniti da un unico obiettivo: trovare e uccidere Vecna, che è svanito nel nulla. Non si sa dove si trovi né quali siano i suoi piani. A complicare la missione, il governo ha messo la città in quarantena militare e ha intensificato la caccia a Undici, costringendola a nascondersi di nuovo. Con l’avvicinarsi dell’anniversario della scomparsa di Will, si fa strada una paura pesante e familiare. La battaglia finale è alle porte e con essa un’oscurità più potente e letale di qualsiasi altra situazione mai affrontata prima. Per porre fine a quest’incubo è necessario che il gruppo al completo resti unito, per l’ultima volta.

Le attesissime puntate che chiuderanno una delle produzioni Netflix più famose degli ultimi dieci anni arriveranno attraverso molteplici appuntamenti. La prima parte sarà disponibile dal prossimo 26 Novembre. La seconda parte sarà il regalo della piattaforma streaming per il 26 Dicembre. L’epico finale sarà poi il modo perfetto per inaugurare il 2026 direttamente il 1° Gennaio.