La Stagione del Sangue, la seconda Stagione di Diablo IV, è stata annunciata all’Opening Night Live della Gamescom 2023 ed è in arrivo il 17 ottobre! Il General manager di Diablo, Rod Fergusson, è salito sul palco e ha presentato l’attrice e produttrice Gemma Chan come ultima aggiunta al fenomenale cast di doppiaggio.
Con La Stagione del Sangue potrete combattere l’insorgenza dei vampiri a Sanctuarium mentre impugnerete il loro potere contro di essi, con Gemma a dare voce al personaggio principale, Erys la Cacciatrice di Vampiri. Col suo aiuto, potrete adoperare nuovi poteri sovrannaturali per proteggere Sanctuarium dalla minaccia vampiresca e affrontare il signore dei vampiri.
Oltre ai nuovi Poteri Vampireschi, troverete una nuova serie di missioni di scoprire, 5 boss di fine gioco con la capacità di puntare a oggetti unici o ultra unici specifici e vari aggiornamenti generali elencati a seguire.
Durante la ONL, è stato anche annunciato che Diablo IV ha raggiunto traguardi a dir poco fenomenali. Infatti, ha visto 12 milioni giocatori e giocatrici accumulare 1.3 miliardi di ore di gioco (corrisponde in media a più di 100 ore per giocatore).
Aggiornamenti generali:
Gestione delle gemme nell’Inventario resa più efficiente.
I potenziamenti ai punti d’Eccellenza, ai punti abilità, alle cariche della pozione e alla quantità di Oboli ora saranno trasferiti in una nuova Stagione una volta ottenuti con un personaggio del Regno Eterno o del Regno Stagionale precedente.
Modifiche alla funzionalità degli effetti di stato come vulnerabilità, Sopraffazione, danni critici e resistenze elementali.
Tutti gli aggiornamenti in questione e la possibilità di puntare a oggetti unici o ultra unici specifici saranno disponibili sia nel Regno Stagionale che in quello Eterno.
Maggiori dettagli sulla Stagione del Sangue saranno svelati man mano che ci avvicineremo alla data d’uscita fissata al 17 ottobre prossimo.
Per dare il via alla Gamescom 2023, Bethesda Game Studios ha rivelato – durante la ONL – il trailer ufficiale live action di Starfield, che offre un primo sguardo alla meraviglia e al mistero che Constellation si troverà a scoprire nel gioco.
Il trailer ufficiale – accompagnato da una straordinaria versione orchestrale di “Rocket Man” di Elton John – può essere visionato qui di seguito:
Starfield è il primo nuovo universo in oltre 25 anni da Bethesda Game Studios, i pluripremiati creatori di The Elder Scrolls V: Skyrim e Fallout 4. In questo gioco di ruolo di nuova generazione ambientato tra le stelle, crea il personaggio che desideri ed esplora con una libertà senza precedenti, in un epico viaggio per scoprire la risposta al più grande mistero dell’umanità.
Starfield esce il 6 settembre per Xbox Series X|S e PC. I giocatori possono preordinare il gioco ora o giocare dal giorno di uscita con Game Pass. Preordinando Premium Edition o Constellation Edition i giocatori avranno fino a cinque giorni di accesso anticipato al gioco (l’effettiva durata dell’accesso anticipato dipende dalla data di acquisto ed è soggetta a possibili interruzioni e alle differenze temporali dovute al fuso orario).
Bandai Namco Europe S.A.S. ha annunciato il nuovo capitolo nel franchise di Little Nightmares. Sviluppato da SupermassiveGames, Little Nightmares III, sarà disponibile nel 2024 per PC, PlayStation 5, Xbox Series X|S, PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch.
Per la prima volta nella serie, i giocatori potranno affrontare gli incubi della propria infanzia con un amico: il titolo, infatti, sarà giocabile in modalità co-op online, permettendo così di vestire i panni di uno dei 2 nuovi personaggi, Low o Alone, in questo spaventoso mondo. Little Nightmares III sarà anche giocabile in single player con la IA che controlla il secondo personaggio.
In Little Nightmares III, i giocatori seguiranno il viaggio di Low e Alone, due amici alla ricerca di un modo per lasciare il Nulla. Viaggeranno attraverso la Spirale, un mondo pieno di minacce pericolose come il “Monster Baby” nella Necropoli. Ogni personaggio porta con sé un oggetto speciale – arco e freccia per Low, una chiave inglese per Alone, che useranno per risolvere puzzle e aiutarsi nella propria avventura.
Qui potete visionare una carrellata di screenshot:
Ma non è tutto, in quanto il mondo di Little Nightmares è in continua espansione e Bandai Namco Europe ha anche annunciato Il Suono degli Incubi, un nuovo podcast composto da 6 episodi. Le prime due puntate sono già disponibili! Il podcast segue la storia di Nessi, una giovane ragazza che è ricoverata nell’IPC (Istituto Psichiatrico delle Contee) per cercare di affrontare i suoi incubi che peggiorano di giorno in giorno. Nessi è sotto le cure di Otto, il Dottore, un uomo che ha dedicato la propria vita ad aiutare i bambini. Col passare delle sessioni, il passato di Otto e gli incubi di Nessi sembrano destinati a incrociarsi.
Per il primo episodio in italiano:
Per il secondo episodio in italiano:
Vi ricordiamo che Little Nightmares III arriverà nel 2024!
Non abbiamo mai fatto mistero di guardare con curiosità e spontanea tenerezza alle opere prime dei piccoli studi emergenti, come questo Fort Solis. Di solito, cerchiamo spesso di concedere a queste produzioni un piccolo posto sotto i riflettori, cercando di mettere in mostra obiettivi ed aspirazioni del team di sviluppo, nonché pregi e difetti del lavoro di esordio. In questo caso specifico, le premesse erano piuttosto intriganti. Il team di sviluppo polacco Fallen Leaf aveva infatti deciso di optare per un’avventura sci-fi al cardiopalma, mettendosi alla prova con l’Unreal Engine 5 e puntando forte a collaborazioni altisonanti nel panorama del voice acting. Prospettive decisamente invitanti, non vi sembra?
Edito da Dear Villagers, Fort Solis si pone come obiettivo dichiarato il voler essere “un’esperienza ad alta fedeltà”, che punta alla immedesimazione completa con i personaggi nel contesto di un thriller sci-fi teso ed entusiasmante. Purtroppo, se avete curiosato in fondo alla pagina, avrete intuito che oggi non siamo qui a tessere le lodi di un brillante esordio. Ci spiace fin da adesso essere piuttosto chiari al riguardo: non tutti i propositi del team di sviluppo hanno trovato la migliore realizzazione auspicata. Scopriamo insieme perché.
Fort Solis è disponibile dal 22 Agosto per PC (via Steam) e PlayStation 5.
Primo chiarimento: non aspettatevi di pilotare dei mezzi.
Versione testata: PlayStation 5
Oh sh*t, here we go again
Il preambolo narrativo di Fort Solis è quanto di più ordinario possibile, nell’ambito della fantascienza. Dopo aver ricevuto un’anomala richiesta di soccorso da parte di una remota base situata su Marte, l’ingegnere Jack Leary raggiunge la misteriosa Fort Solis. Fin dal suo arrivo le cose sono strane ed i membri della struttura sembrano spariti nel nulla. Un’imminente tempesta lo costringe all’isolamento all’interno della base per tutta la notte. Qualcosa andrà tremendamente male e la sopravvivenza fino all’alba diventerà l’unico obiettivo da raggiungere.
Suona familiare? Beh, perché lo è. Ma chiariamoci fin da subito. Ricorrere ad un topos del genere, la stazione spaziale isolata con il malcapitato di turno, non è di per sé un errore. Non solo il panorama videoludico, ma anche quello cinematografico, sono pieni di storie che iniziano con una premessa di questo tipo. L’importante è lo sviluppo della vicenda, le interazioni dei personaggi, le sensazioni trasmesse dall’atmosfera. In questo senso, lo sforzo di Fallen Leaf è evidente.
Non lasciate indietro il casco, vi avvisiamo.
Il team di sviluppo polacco, infatti, decide fin da principio di staccarsi dalle aspettative del genere, virando sul thriller anziché sul racconto di paura. Fort Solis, infatti e nonostante le analogie con altre produzioni, non ha pressoché nulla di un horror. Fallen Leaf opta per un racconto in cui la suspense e la tensione montano sulla base di un mistero da dipanare, sullo sfondo di una situazione di pericolo costante.
Non contenti di una scelta di questo tipo, gli sviluppatori hanno poi pensato di calare alcuni assi decisamente importanti. Il cast che ha dato vita ai personaggi principali di Fort Solis vede infatti la partecipazione di Roger Clark (Arthur Morgan in Red Dead Redemption 2), Jessica Brown (World on Fire, Fondazione) e Troy Baker (Joel Miller in The Last of Us). Soprattutto la prestazione di quest’ultimo è capace di rubare la scena e rimanere impressa nei giocatori.
Da ultimo, una scelta piuttosto impegnativa: quella di realizzare il titolo in Unreal Engine 5.2, diventando a tutti gli effetti non solo uno dei primi titoli a potersi fregiare del primato, ma anche tra le prime produzioni indipendenti a farlo. Peraltro, possiamo dirlo, con piacevolissimi risultati, anche al netto di una ripetitività degli ambienti piuttosto prevedibile.
Quindi insomma: tutto bene finora, giusto? Eh… purtroppo no, affatto.
Molti oggetti si possono guardare… e basta.
Breve ma non intenso
Finora vi abbiamo parlato di quanto il titolo risulti ambizioso, soprattutto alla luce delle modeste risorse del team di sviluppo. Il problema dell’ambizione è che è un’amante infedele, capace di tradire alla prima distrazione. E sfortunatamente, durante lo sviluppo di Fort Solis, di distrazioni ce ne devono essere state tante.
Iniziamo dall’elefante nella stanza. La trama di Fort Solis, semplicemente, non funziona. Non stiamo parlando di un intreccio eccessivamente complesso o banale, né di personaggi irrealistici o caricaturali. Ci riferiamo invece, purtroppo, alla direzione generale della scrittura. Le vicende di questa breve (si parla di quattro ore, al massimo) notte marziana appaiono monotone, prevedibili e fin troppo inconsistenti. Anche i colpi di scena, seppur presenti, non contribuiscono mai a dare una sferzata all’atmosfera, che resta impantanata in una sostanziale immobilità.
Se il thriller poggia il suo successo, per definizione, sul brivido della tensione per un mistero incombente e pericoloso, in Fort Solis tutto questo non avviene. Il finale stesso, che arriva al termine dei cinque minuti più coinvolgenti della produzione, si risolve in una risoluzione anticlimatica e piuttosto fiacca nella messa in scena. L’assenza poi di una traduzione italiana ci ha lasciati abbastanza interdetti, visto che non c’era poi chissà quanto da adattare al nostro idioma.
Il colpo d’occhio è piacevole ma molte ambientazioni son ripetitive.
Le ragioni di questa debacle narrativa onestamente ci sfuggono. Quello che possiamo dire è che la nostra sensazione, al termine dei titoli di coda, è quella di aver assistito ad una trama fin troppo ordinaria, valida nei limiti di una fruizione senza grandi aspettative. In questo senso, Fort Solis vuole “omaggiare” il format di una serie da bingewatching, con la capacità di sfruttare segmenti narrativi per poter interrompere l’esperienza e riprenderla a piacimento. Peccato però che finisce per l’essere come quelle anonime serie Netflix senza arte né parte, adatte per una visione leggera, addirittura a tratti piacevole, ma davvero poco più.
Il problema forse più grande di Fort Solis è aver sposato, dichiaratamente, la volontà di creare un’esperienza esclusivamente narrativa. Quando si fanno scelte del genere e la sceneggiatura non appare impeccabile, è inevitabile ritrovarsi con una coperta molto corta. E se il titolo non riesce a trasmettere una tensione indispensabile con la forza della propria storia, beh, non ha neanche la via di salvezza data dalla possibilità di un game over sempre in agguato. Vi spieghiamo perché.
Esplorate bene per raccogliere tutti i collezionabili.
Please, be excited
Come dichiarato dagli stessi sviluppatori, Fort Solis rinuncia dichiaratamente a tempi morti e componenti action per focalizzarsi esclusivamente sul coinvolgimento nelle vicende. Il prodotto è dunque un’esperienza prettamente narrativa, non molto dissimile, concettualmente, dai titoli di David Cage e Supermassive Games. Tuttavia, mentre questi titoli riescono, chi più chi meno, ad ovviare alla scelta di rinunciare ad un gameplay attivo in funzione di una narrazione messa al primo posto… Fort Solis non riesce in questo obiettivo.
Vi abbiamo infatti già detto che la trama e la narrazione non riescono a colpire nella misura che ci saremo aspettati. Proprio per questo motivo, tuttavia, risaltano ancora di più i limiti di un gameplay ridotto all’osso.
Sessioni di fuga? Si, ma sui binari.
L’esplorazione della desolata Fort Solis passa attraverso interazioni estremamente limitate nei confronti dell’ambientazione, che si riassumono nel ciclico “trova la chiave, ascolta la registrazione”. Se la seconda fa parte della componente narrativa della produzione, la prima è un emblema di un game design essenziale al punto da essere rinunciatario che si ripete stancamente per l’intera durata dell’avventura. Mentre altri titoli ovviano ad una struttura di game design di questo tipo con l’azione e l’imprevisto… Fort Solis non lo fa. Non esistono se non sporadici momenti di tensione, spesso risolti con brevi filmati non interattivi o con limitatissimi QTE.
Altrettanto irritante è poi l’andatura della camminata. Non esiste un modo per incrementare l’andamento del proprio alter ego virtuale, finendo per essere limitato ad un incedere lento, compassato e, in definitiva, stanco. Una scelta probabilmente ben precisa da parte del team di sviluppo (siamo maliziosi: forse anche per allungare la non esaltante longevità?), ma che non ci sentiamo di condividere granché. Alcune sezioni infatti, per motivi di trama, avrebbero necessitato di ben altro cambio di ritmo: vedere un personaggio che invece se la prende con tutta la calma del caso, beh, spezza un po’ l’immersione.
Cosa ci sarà in fondo al corridoio? Boh, ma sicuramente niente di che.
Commento finale
Fort Solis ci ha trasmesso una sensazione piuttosto netta. Da un lato, abbiamo percepito la volontà del team di sviluppo di mettersi in gioco, anche ricorrendo alla professionalità di grandi nomi come Troy Baker e Roger Clark. Dall’altro lato, ci siamo trovati di fronte ad un titolo sfortunatamente impalpabile, tanto ludicamente quanto narrativamente. Il team polacco Fallen Leaf si è dunque ritrovato, suo malgrado, a fare il passo più lungo della gamba. Il risultato è un’esperienza thriller a sfondo fantascientifico che, nonostante l’appeal cercato dal marketing, scivola via senza sussulti e punti esclamativi. Un titolo dunque adatto unicamente ad una fugace serata senza pretese: un vero peccato.
Con un nuovo colpo di scena, Microsoft ha scritto una nuova pagina nella storia dell’acquisizione di Activision Blizzard, annunciando di aver stretto un accordo con Ubisoft, per i diritti di pubblicazione sul mercato UK del cloud gaming.
L’ultimo aggiornamento sulla vicenda risale allo scorso 19 Luglio, quando Microsoft aveva formalmente comunicato il posticipo del termine ultimo per la definizione dell’acquisizione di Activision Blizzard. Con la proroga infatti l’obiettivo era quello di guadagnare tempo e trovare un accordo con la Competition and Markets Authority, l’ultimo grande ostacolo nel matrimonio tra Microsoft ed Activision.
Il nuovo annuncio condiviso dal colosso di Redmond è da interpretare proprio in questo senso. Con l’accordo stretto con Ubisoft, vengono infatti ceduti al publisher francese i diritti di pubblicazione dei titoli Activision Blizzard limitatamente al mercato UK del cloud gaming. Proprio il tema del cloud gaming era al centro delle perplessità e dell’atteggiamento di chiusura da parte della CMA, preoccupata per la possibile creazione di un monopolio. Tale decisione, da parte di Microsoft, cambia nuovamente le carte in tavola e si attendono le nuove osservazioni dall’autorità britannica entro il 18 Ottobre. Filtra ottimismo dall’azienda statunitense, consapevole che questa mossa consentirà non solo ai videogiochi Activision Blizzard di raggiungere un maggior numero di persone, ma anche e soprattutto di raggiungere il parere favorevole da parte della CMA.
Il contratto coinvolge tutti i nuovi videogiochi in uscita nei prossimi quindici anni. Ubisoft verserà a Microsoft una somma iniziale, oltre a parte dei proventi derivanti dalla distribuzione, calcolata anche in funzione delle percentuali di utilizzo da parte degli utenti cloud.
Dopo le incessanti voci di corridoio, la rimasterizzazione di Quake II è stata annunciata e subito resa disponibile al pubblico. Sono giorni piuttosto frenetici, tra l’uscita di un grande capolavoro come Baldur’s Gate 3 e, ce lo auspichiamo, un altro ancora (quello Starfield dalle cui sorti dipende molto del rilancio software per le piattaforme Microsoft), in cui molti si interrogano se questa annata sia una delle migliori o addirittura la migliore in assoluto della storia del gaming. Non sappiamo ancora dare un giudizio, occorrerà tempo ed una giusta riflessione, ma un altro grande anno viene spesso citato: il 1997. Un anno per certi versi molto simile a questo: Final Fantasy VII, Castlevania: Symphony of the Night, GoldenEye 007, Gran Turismo, Diablo, Fallout. Per dirne solo alcuni eh. Un anno superato solo dal leggendario 1998. A fare da trait d’union tra le due annate, un titolo uscito negli ultimi giorni di dicembre: Quake II.
Nostalgia e sentimentalismi a parte, inutile e superfluo sottolineare quanto il titolo id Software lasciò il proprio marchio nella storia degli FPS. Non solo per una eccezionale realizzazione tecnica, ma anche per un gameplay esplosivo e frenetico, ancora oggi visto con reverenza dagli intenditori. A distanza di quasi 26 anni, questo capolavoro torna in una nuova veste che rende finalmente giustizia e dignità al concetto di remaster.
Quake II Remastered è disponibile dal 10 Agosto per Nintendo Switch, PlayStation 4, PlayStation 5, PC (via Steam), Xbox One ed Xbox Series X/S.
Si torna su Stroggos.
Versione testata: PlayStation 5
As above, so below
In questa sede, eviteremo di soffermarci troppo nel parlare di Quake II in sé e per sé. Anche perché riteniamo che dopo quasi tre decadi, la sua storia e le sue qualità siano piuttosto famose ed affermate.
Nonostante ciò a cui il numero possa alludere, il titolo non è un sequel diretto del primo capitolo. Spostata l’ambientazione verso il puro sci-fi, Quake II si svolge su un minaccioso pianeta alieno. Nei panni del marine spaziale “Bitterman”, il player si ritrova ad affrontare un contrattacco disperato da parte della razza umana contro gli alieni invasori denominati Strogg. Dopo un catastrofico atterraggio e con la consapevolezza di essere l’unico sopravvissuto, il nostro alter ego dovrà farsi strada tra i pericoli del pianeta Stroggos per ribaltare le sorti della guerra.
I nemici di Quake II sono tanto iconici quanto temibili.
La particolarità di Quake II era la sua grande velocità d’azione, unita ad un comparto tecnico strabiliante per l’epoca. Senza contare l’IA dei nemici, autentici mastini duri a morire (che anche da morti, erano altrettanto infami). Un approccio al genere ancor più ardito degli storici FPS del suo tempo, ma che, al loro pari, ha contribuito ad influenzare l’evoluzione del genere e dell’industria.
Se oggi infatti c’è un fiorire di retro FPS e boomer shooter, come i recenti ed apprezzatissimi Prodeus e Cultic, il merito è anche e soprattutto dell’influenza che hanno avuto i capostipiti del genere. E della loro straordinaria capacità di essere, ancora oggi, tremendamente attuali pad alla mano. Una caratteristica questa, ben evidente in Quake II. Ma procediamo con ordine.
Il mood retro è ovviamente sempre presente.
Tutto ed anche di più!
Sviluppato grazie al supporto di Nighdive Studios nonché di MachineGames, l’opera di rimasterizzazione compiuta sul classico id Software è, senza mezzi termini, un esempio per tutta l’industria.
Partiamo dall’aspetto meramente tecnico. Si tratta della prima versione per console con il supporto nativo al widescreen con una risoluzione a 1080p e 60 frame fissi, per quanto riguarda Nintendo Switch (che però in docked scende in media a 720p) e le piattaforme di vecchia generazione. Per le console di attuale generazione, nonché per la versione PC, il titolo abbraccia un 4K nativo (3840×2160) ed una risoluzione che si può spingere fino a 120 frame con gli opportuni e compatibili display.
Ovviamente, non ci si è fermati a questo: il lavoro ha inoltre riguardato una nuova modellazione dei modelli e delle texture (pur nel rispetto della direzione generale del 1997), nonché del sangue e delle animazioni. L’IA, già a suo tempo piuttosto infame, è ancor più rifinita. Per non parlare dei filmati, di maggiore qualità, nonché miglioramenti sparsi fatti alle luci dinamiche, all’anti-aliasing ed alla profondità di campo. Anche l’audio è stato rivisto, con una maggiore pulizia e definizione rispetto al passato. Se poi non volete tutto questo e preferite giocare alle stesse condizioni dell’originale, è altresì possibile, anche selezionando un nostalgico filtro CRT.
Occhio, Quake II è difficile e non fa sconti.
A seconda della versione, sono altresì disponibili alcune chicche. Ad esempio, le versioni Xbox Series X/S e Windows presentano la possibilità di un’esperienza vintage con splitscreen ad 8 giocatori. Diversamente, la versione PlayStation 5 da noi testata vanta addirittura il supporto al giroscopio del DualSense. Una gimmick probabilmente superflua a nostro avviso, visto che con questa scelta il titolo diventa di una difficoltà pressoché terrificante.
E parlando di difficoltà, non possiamo sorvolare su quello che è un altro aspetto di questa fantastica remaster: l’offerta contenutistica.
Le macchine vi possono letteralmente aprire… in due.
Chiamata alle armi
Lungi dal proporre la sola campagna originale di Quake II, la nuova edizione contiene in sé non solo tutte le espansioni originali, comprensive delle loro componenti multiplayer, ma anche un’avventura nuova di zecca.
Da un lato abbiamo dunque The Reckoning, il primo pacchetto espansione ufficiale del titolo con ulteriori 18 livelli single player e 7 mappe Deathmatch. Nei panni di una forza d’élite, l’obiettivo sarà infiltrarsi in un sito Strogg con l’obiettivo di distruggere una base lunare. Oltre a questo, è presenta anche la seconda espansione denominata Ground Zero, composta di 15 livelli di campagna e 14 mappe Deathmatch. Stavolta l’obiettivo è distruggere una temibile arma degli Strogg, il Pozzo Gravitazionale.
La vera novità è Call of the Machine, una nuova esperienza realizzata dai ragazzi di MachineGames (gli stessi dei recenti Wolfenstein). Ben 28 livelli single player ed una mappa Deathmatch per una campagna adrenalinica con l’obiettivo di attraversare il tempo e lo spazio per sconfiggere la minaccia definitiva. Possiamo dire in tutta sincerità che la sola presenza di questa novità rappresenterebbe un motivo sufficiente per precipitarsi ad acquistare Quake II Remastered. Un’espansione fresca, rispettosa delle origini, ma al contempo ricca di contenuti ed ancor più impegnativa e frenetica. Gli sviluppatori hanno infatti spinto il game design alle sue estreme conseguenze, aumentando la presenza nemica a schermo per creare autentici deliri da sparatutto.
Tra le opzioni, è anche possibile richiamare a schermo indicatori per personaggi ed obiettivi.
Ancora non vi basta? Allora ecco altre due considerazioni. E’ presente addirittura Quake II 64, con i suoi 19 livelli single player, 10 mappe Deathmatch ed una colonna sonora aggiuntiva. Pur non trattandosi di un capitolo memorabile della serie (si tratta di una conversione per Nintendo 64, però rielaborata per avvicinarsi al pubblico console dell’epoca), ma ci ha fatto piacere riscontrare la totale completezza del pacchetto. Ed ovviamente, c’è il multiplayer. Si può dunque affrontare gli Strogg nella campagna e nelle espansioni in coop per 4 giocatori online o locale a schermo condiviso. Per la modalità competitiva, il supporto sale a 16 giocatori (online) o 4/8 giocatori (schermo condiviso locale). Non avete amici con cui giocare? Non c’è problema: ecco anche il supporto bot per i Deathmatch.
Sia chiara una cosa però: Quake II è un titolo estremamente rapido ed impegnativo… Pertanto, dimenticatevi di saltare direttamente alle espansioni. Dovrete farvi le ossa, vi avvisiamo.
Cosa dimentichiamo ancora? Ah si, il prezzo. Tutto questo a 9,99€. Ed è gratuito per gli utenti PC che hanno acquistato in passato la medesima versione. In un panorama videoludico in cui si assiste con amarezza a pigri porting venduti a prezzo pieno, Quake II mostra che una via più professionale ed onesta non è un’utopia.
Completare tutte le campagna di Quake II richiederà una discreta abilità.
Commento finale
Quake II Remastered è la dimostrazione che effettuare riedizioni di vecchi capolavori non solo è cosa buona e giusta, ma è anche possibile farlo senza prestare il fianco all’ingordigia. Con un’operazione praticamente perfetta sul piano tecnico, graziata da un profilo contenutistico sontuoso (con anche un’espansione tutta nuova firmata dagli sviluppatori dei recenti Wolfenstein) ed un price tag brutalmente onesto, questo capolavoro del 1997 può godersi finalmente la propria edizione definitiva.
Gamedec Definitive Edition è un rpg isometrico ad ambientazione cyberpunk che sposa le velleità distopiche di prodotti come Ready Player One di Steven Spielberg, in cui il videogiocatore vestirà i panni di un Game Detective, investigatore privato specializzato nel cyberspazio.
L’idea alla base è davvero stuzzicante, ma vi anticipiamo che la realizzazione purtroppo non è il massimo. Anshar Studios non è riuscita a trovare il giusto equilibrio ludo-narrativo e ha realizzato un prodotto eccessivamente verboso, a volte prolisso, lento, che a tratti ci ha annoiato e che si salva solamente grazie al concept di gioco stesso.
Per saperne di più, non vi resta che continuare la lettura.
La versione PlayStation 5 da noi testata è disponibile dallo scorso 24 febbraio 2023. In precedenza il titolo è stato rilasciato anche su Nintendo Switch e PC.
Versione testata: PlayStation 5
Benvenuti nel cyberspazio
Varsavia, 22esimo secolo. Il concetto di realtà è ormai relativo e “vita” e “morte” hanno assunto altri significati, sfumati. Tutto ciò grazie al (o per colpa del) boom dei mondi virtuali, veri e propri terreni fertili per i problemi atavici della natura umana: lussuria, accidia, invidia e orgoglio.
Con il proliferarsi di questi mondi, nuove professioni sono emerse, tra cui i Game Detective. “Se un/una gamer sospetta che gli avversari stiano barando, se una persona ricca e/o famosa ha bisogno di un aiuto discreto coi suoi affari digitali, se un’azienda sospetta che la sua presenza digitale venga sabotata dalla concorrenza”, ecco che viene chiamata in causa questa nuova figura.
L’affascinante premessa appena illustrata purtroppo si scontra con una messa in scena non sempre perfetta. Il background narrativo, costruito tramite l’immancabile narrativa silente, non riesce ad illustrare in maniera completa e profonda il mondo che ci circonda. Ci è sembrato di ricevere informazioni sempre sconnesse tra loro, che non ci hanno fatto scattare la “scintilladella curiosità”.
Fortunatamente la trama orizzontale, per quanto molto scontata e povera di colpi di scena, presenta dei bivi che hanno un forte impatto sulle vicende raccontate. Un elemento che senz’altro fa bene alla rigiocabilità del titolo.
Intuizioni… a naso
Tuttavia, nonostante quanto appena sottolineato in tema di “azione e reazione”, ci è sembrato sempre di giocare un po’ a caso. Ma vi spieghiamo meglio.
Gamedec è un titolo investigativo dove praticamente non c’è una componete action, solo dialoghi su dialoghi. Dovremo ottenere informazioni da utilizzare per fare le nostre deduzioni e continuare così i vari casi. Il problema di fondo è che molto spesso ci è sembrato di non avere il quadro completo, tanto che i “collegamenti” tra le varie piste mancano. E tutto ciò si verifica nonostante l’eccessiva prolissità dei dialoghi, che poi però vengono riassunti in maniera striminzita nei menu, al momento delle decisioni.
A tal proposito, il gioco non è nemmeno sottotitolato in italiano. Non nascondiamo che ad un certo punto abbiamo sofferto la mancanza della nostra lingua madre.
Insomma, come avrete capito dal titolo del paragrafo, più che sentirci detective e seguire un pensiero logico ci siamo ritrovati ad andare a naso. Questa impostazione non ci ha praticamente mai appagato. E in un gioco dove non c’è altro da fare, beh… capite bene come diventi presto noioso portare avanti la partita.
Fortunatamente, la curiosità del videogiocatore viene accesa da un elemento visivo. Grazie al concept di gioco e ai mondi virtuali, la varietà di ambientazioni e di “mood” è eccelsa. Ci siamo ritrovati dapprima in un sex-game con atmosfere cthulhuiane, poi in un farmer-sim, o ancora in un gioco ad ambientazione orientaleggiante.
La varietà visiva garantita dal concept è l’elemento che più ci ha convinto
Badate bene, i mondi virtuali non cambiano il gameplay del gioco, dovremo sempre e solo parlare con i personaggi e ricavare informazioni più o meno utili per risolvere il caso, tuttavia questa scelta stilistica è stata la discriminante che ci ha permesso di goderci un minimo Gamedec, nonostante tutti i suoi problemi.
Commento finale
Gamedec Definitive Edition è un rpg isometrico che si avvicina di più ai giochi di ruolo cartacei che non agli altri esponenti videoludici del genere che purtroppo non è riuscito ad appagarci a causa di una realizzazione del sistema investigativo troppo aleatoria. Ed è un peccato, perché le scelte hanno effettivamente diversi risvolti, peccato però che quelle scelte non siano prese interamente da noi, ma dal caso. Tuttavia il concept e la realizzazione visiva dello stesso lo rendono un titolo quantomeno interessante.
Anche le slot machine hanno una storia. Sebbene ormai le slot abbiano conquistato anche il canale digitale, sembra che il primo esemplare di apparecchio, la “Liberty Bell” fu inventata dal bavarese Charles Fey, professione meccanico. Non fu dunque un ingegnere, ma un artigiano a dare il via al trend tuttora attualissimo delle slot, che oggi sono sempre più sofisticate e sviluppate da software house all’ultimo grido in fatto di grafica e informatica.
La prima slot fu comunque un grande successo, e Fey, insieme al collega Holtz, decise di aprire una fabbrica per produrre i primi apparecchi da slot. Era il 1895 e da lì a breve l’industria del gioco avrebbe visto imporsi le slot machine come una delle forme di intrattenimento ancora amatissime dagli appassionati del ludico.
Negli anni Sessanta, di pari passo con l’avanzamento tecnologico e con lo slancio del mercato, le slot machine divennero elettromeccaniche, mentre arrivarono a divenire completamente elettriche solamente nel corso degli anni Ottanta. Le leve furono sostituite dai bottoni e dai pulsanti, e grafiche ed effetti sonori furono via via sempre più attrattivi. Le tematiche delle slot iniziarono a farle divenire apparecchi iconici e popolarissimi tra i visitatori delle sale giochi, tanto che oggi le macchine di quel periodo – ormai vintage – richiamano una vivace compravendita sul web e nei mercatini, online e offline.
Il fenomeno del retrogaming, ovvero il gusto della ricerca di giochi appartenenti al passato, spesso riproposti in chiave digitale, è dunque centrale anche nel caso specifico delle slot machine.
Anzi, maggiore è l’evoluzione tecnologica, più alta è l’emotività legata al passato, anche in considerazione del fatto che oggi come oggi il vintage rappresenta un vero e proprio trend, non solo in ambito gaming.
Non a caso una delle software house più prestigiose a livello internazionale, la Pragmatic Play, sta dedicando le proprie risorse allo sviluppo di slot machine nostalgiche, ispirate a un passato ancora contemporaneo. Dopo Sugar Rush e Bomb Bonanza, la proposta di Pragmatic Play si è infatti arricchita con il lancio della serie Shining Hot, dal sapore fortemente retrò in quanto animata dai simboli più classici, a comporre i rulli più tradizionali.
Pragmatic Play, insieme a Novomatic, Playtech, Microgaming, Netent e ad altre start up è una delle software house di fama mondiale più richiesta per la realizzazione e la fornitura di slot digitali alle piattaforme di gioco a distanza legali.
Se fino ai primi anni Duemila infatti, per giocare alle slot machine era necessario entrare nelle sale dei casinò o nelle aree riservate dei bar e delle sale giochi, da dieci anni a questa parte i siti di slot online si sono moltiplicati anche se, nel caso di vincite in denaro, gli unici autorizzati sono quelli degli operatori con licenza ADM. All’interno delle varie piattaforme, comunque, non è raro trovare una selezione di titoli di slot da bar classifiche, incentrati sulle tematiche più disparate, da Book of Ra a Bomber Fruit, passando per Centurion e Candy Slot, giusto per fare qualche esempio.
Se anche il gioco da casinò online, almeno dal 2019 in poi, ha segnato un sorpasso di traffico e spesa rispetto a quello del canale terrestre, vero è anche che molte volte le formule più popolari restano quelle tradizionali, dominate da semplicità grafica e velocità, ma anche da una certa intuitività.
Per questo stesso motivo anche le app gratuite per giocare alle slot su dispositivo mobile, invece di essere altamente sofisticate, puntano il più delle volte sulla stilizzazione dei simboli, sui colori, sui suoni semplici che richiamano quelli dei “vecchi” e tipici macchinari da bar.
Basta visitare la sezione del Google Store dedicata, oppure fare una piccola ricerca negli altri store, per essere catapultati in una offerta di applicazioni per slot, anche gratis o con acquisti in app, come Retro King, Viva Slots Vegas, Classic Slots. I simboli predominanti in questi casi sono le combinazioni di frutta, le gemme preziose, le caramelle, con i tradizionali Scatter e Wild ad animare le partite.
Oltre alla possibilità di giocare direttamente online, però, il web è ormai divenuto il luogo principale anche per la vendita e per lo scambio di apparecchi vintage da slot, per amanti del genere oppure per collezionisti. Basta fare un giro sui siti di annunci di oggetti privati usati come Subito.it o Ebay e affini per trovare una grande varietà di pezzi, con prezzi che vanno da qualche centinaia di euro per le slot più recenti fino anche a oltre mille euro per gli apparecchi più antichi, con la leva e non elettrici.
Le retro machine, però, anche in formato mini, si trovano facilmente anche su Amazon e sui principali marketplace, nuovi prodotti di aziende che hanno ben intuito il grande potenziale e il fascino mai sopito del vintage.
Ghostrunner 2, il thriller d’azione cyberpunk in prima persona sviluppato da 505 Gamese One More Level, sarà disponibile in tutto il mondo giovedì 26 ottobre su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Steam, Epic e GOG, con le prenotazioni disponibili da oggi.
Nel nuovo trailer, emerge la lotta di Jack contro il culto di intelligenza artificiale che si è radunato fuori dalla Torre Dharma. Inoltre, il video introduce i nuovi combattimenti veicolari a bordo della potente motocicletta, insieme a una serie di nemici straordinari. Grazie al sistema di progressione rinnovato di Ghostrunner 2, sia i veterani che i nuovi giocatori potranno affrontare sfide ancor più stimolanti, con un maggior focus sull’accessibilità e un innovativo sistema di parata.
Edizioni
La Brutal Edition vi permetterà di giocare Ghostrunner 2 in anticipo
Base (€39,99, Digitale e Fisica) – Le prenotazioni digitali e fisiche includono il Pacchetto Katana Tradizionale che contiene due skin per la spada e due skin per le mani.
Deluxe (€49,99, Digitale) – Include tutto ciò che è presente nell’edizione base, insieme a quattro skin aggiuntive per le mani, quattro skin extra per la spada e un ologramma personalizzato per le mani che mostra il nome del giocatore.
Brutal (€69,99, Digitale) – Include tutto ciò che è presente nell’Edizione Deluxe, insieme a 48 ore di accesso anticipato a partire da martedì 24 ottobre. L’Edizione Brutal include anche il Pass Stagionale (del valore di €19,99, che presenta una nuova Modalità di Gioco e quattro Pacchetti di Contenuti), una Skin Animata (Spada/Mani) e una Skin per la Motocicletta.
Tower Studios ha confermato che la sua tanto attesa serie Sociable Soccer verrà lanciata su tutte le principali piattaforme PC e console entro i prossimi mesi.
Il titolo multi-milionario ha goduto di molto successo negli ultimi anni, ex #1 nella classifica su Apple Arcade, e i giocatori PC e console saranno presto in grado di sperimentare le emozioni del gioco di calcio multiplayer più emozionante che verrà lanciato dalla serie “Sensible Soccer” di Jon Hare, serie che è uscita alla fine del secolo scorso.
Ora, come proprietario e direttore creativo di Sociable Soccer, Hare spera di affrontare testa a testa EA Sports FC ed eFootball contrastando il loro sontuoso, ma prevedibile, gameplay in stile simulazione, con il grintoso ed emozionante multiplayer online e offline in stile arcade e un intero nuovo mondo calcistico nel quale immergersi.
Tutti i giocatori che hanno acquistato la versione Steam Early Access di Sociable Soccer riceveranno il gioco gratuitamente quando verrà lanciato a Novembre.
Le versioni per console seguiranno a ruota la versione per PC con uscite sfalsate delle versioni Nintendo Switch, Playstation 5, Playstation 4, XBox Series X e XBox One, tutte ora allineate e pronte a lasciare il camerino per sfoggiare le loro abilità davanti alla folla.
Maggiori dettagli verranno rilasciati nelle prossime settimane.
“Tutti coloro che giocano a Sociable Soccer ricorderanno quanto è divertente battere amici e famiglia in una partita in grado di appassionare, ancora e ancora. è un gioco arcade veloce ed esilarante ambientato in un mondo di calcio reale, non una simulazione prevedibile e noiosa. Se preferisci che la tua vita sia stabile, raffinata e poco entusiasmante, resta dove sei. Se sei alla ricerca di qualcosa di nuovo, stilizzato, veloce e avvincente, allora benvenuto nel nostro socievole mondo calcistico.”
Mortal Kombat 1 si sta avvicinando a grandi passi ed il weekend appena trascorso si è rivelata essere l’opportunità ideale per mettere le nostre mani sulla sua closed beta.
Resa disponibile dal 19 Agosto fino alla mezzanotte di oggi, la prova ci ha dato l’occasione per testare alcune delle novità del nuovo capitolo firmato NetherRealm, in attesa della nostra prova completa. Da grandi fan della saga, ci siamo avvicinati con somma curiosità alla nuova creatura del gagliardo Ed Boon, intrigati da questo nuovo (alcuni direbbero, ennesimo, ma va benissimo così) retelling del torneo di combattimento più famoso del panorama videoludico. Sarà tuttavia abbastanza per scrollarsi di dosso la scomoda ed ingombrante ombra di quello Street Fighter 6 che ci ha conquistato solo poche settimane fa? Lo scopriremo presto.
Ecco dunque alcune delle nostre prime impressioni. Vi ricordiamo che Mortal Kombat 1 arriverà per PlayStation 5, Xbox Series, Nintendo Switch e PC (via Steam) il prossimo 19 Settembre.
Kenshi è meraviglioso e SonicFox lo ha già eletto come uno dei personaggi migliori per far impazzire gli avversari.
Versione testata: PlayStation 5
Corsi e ricorsi
Ovviamente, trattandosi di una beta non è stato possibile apprezzare tutto quello che riguarda la pienezza dell’offerta ludica né tantomeno la storia di questo nuovo capitolo.
Ciò che sappiamo, in quest’ultimo caso, è che dopo gli eventi di MK 11, Liu Kang (grazie ai suoi nuovi e fenomenali poteri cosmici) è riuscito a riscrivere la linea temporale per garantire, nelle intenzioni, un futuro di pace e prosperità. Come logico che sia, le cose sappiamo benissimo che non andranno per il verso giusto.
La direzione presa dalla trama ha permesso alla squadra di Ed Boon di ripercorrere nuovamente gli eventi ma anche e soprattutto di riscrivere i personaggi della saga. Al di là dei nuovi background narrativi e delle variazioni estetiche, il nuovo roster (tutt’ora in divenire e non completamente annunciato) mette sul piatto volti noti e ritorni inattesi, spesso addirittura dalla controversa fase 3D di Mortal Kombat nell’era PS2.
La versione beta ci ha permesso di provare sei personaggi distinti: Johnny Cage, Kitana, Kenshi, Lei Mei, Sub-Zero e Liu Kang. Si tratta solo di una frazione del cast completo di combattenti, che verosimilmente toccherà un numero quattro volte superiore, ma ci ha permesso di effettuare diverse valutazioni.
Liu Kang è simile all’11 eppur molto più reattivo e potente.
Finish him!
Togliamoci subito il pensiero: la presentazione grafica di Mortal Kombat 1 è sontuosa. Sebbene NetherRealm si sia rifugiata in una versione potenziata del motore grafico del precedente capitolo, il colpo d’occhio della beta ci ha piacevolmente sorpreso.
Ogni cosa, dai personaggi alle incredibili ambientazioni, ci ha trasmesso una cura evidente da parte degli artigiani videoludici della software house di Chicago. Le due arene presenti nella beta sono le più famose, nonché le prime mostrate dalla campagna marketing: l’appartamento di Johnny Cage e la teahouse. Entrambe splendide e ricche di dettagli.
Ma passiamo al gameplay. La beta ha messo a disposizione una modalità offline, una classica Torre arcade con incontri in successione, ed una modalità competitiva online. Pad alla mano, Mortal Kombat 1 ci ha trasmesso ottime sensazioni.
Da un lato, il team di sviluppo ha ascoltato i suggerimenti dell’utenza e ha reso il titolo, allo stato attuale, un incrocio tra il ritmo di MK11 e la rapidità di MKX. Emblematico è infatti il netto miglioramento all’intero comparto del movimento dei lottatori, adesso molto più fluido e scattante, anche grazie all’entusiasmante ritorno del dash block di Mortal Kombat (il nono capitolo, del 2011). L’abbandono delle versioni multiple dei personaggi ha inoltre permesso a NetherRealm di focalizzarsi su ogni singolo lottatore, rinnovandolo nel parco mosse e nelle possibilità strategiche. Il risultato è un picchiaduro divertente, stratificato, che protende ancor di più verso il juggling grazie al ritorno delle combo aree ed all’introduzione dei combattenti Kameo (in sostanza, assist molto simili a quelli di Dragon Ball FighterZ e Marvel vs Capcom). Una pluralità di sistemi ludici dati in mano ai giocatori, che necessiteranno di una prova più estesa e completa per saggiarne le effettive potenzialità (anche in ottica competitiva, il vero tallone d’Achille di MK11). Ma una cosa è sicura: ciò che abbiamo visto ci ha lasciato con un grande appetito.
Non vediamo l’ora di testare tutte le Fatality del gioco completo.
Kameo, una delizia da… valutare
Trattandosi di una beta, quello che non abbiamo potuto valutare è ciò che può spostare grandemente l’ago della bilancia in sede di valutazione.
Da un lato, abbiamo l’offerta contenutistica. Nonostante le rassicurazioni di NetherRealm Studios e la lunga tradizione della serie, ad oggi non abbiamo un quadro generale di cosa potrà effettivamente offrire Mortal Kombat 1 al lancio. Sappiamo (grazie ai leak) che ci sarà una nuova modalità single player (oltre alla classica storia cinematografica), così come è stato confermato il pensionamento della Krypta in favore di una inedita soluzione per lo sblocco di contenuti. Tuttavia, la macchina del marketing non ha ancora rivelato ulteriori dettagli. Siamo certi che il team di sviluppo non ci deluderà, ma non possiamo fare a meno di sentire una leggera ansia soprattutto visto il risultato ottenuto da Street Fighter 6, il quale ha riscritto il manuale di cosa un picchiaduro deve fare nel mercato odierno (non ultimo, proporre una modalità tutorial degna di questo nome).
Sul fronte del gameplay, aver avuto l’occasione di apprezzare la nuova direzione intrapresa non ci ha tuttavia tolto ogni dubbio sul bilanciamento generale, soprattutto per via dei combattenti Kameo. Si tratta, come giusto che sia, di valutazioni che andranno fatte in sede di recensione e con tutto il cast disponibile, in modo da avere una prima indicazione del meta e dell’equilibrio complessivo delle meccaniche. Tuttavia proprio la novità di MK1, ovvero i combattenti Kameo, ci hanno lasciato qualche dubbio extra. Ad esempio, alcune tempistiche di esecuzione ci son sembrate scomode, altre invece piuttosto limitate o di difficile applicazione. E fin da adesso, il parere generale sembra propendere forse un pochino troppo verso la duttilità di Kano e Frost (con gli altri due disponibili nella beta, Jax e Sonya, molto più adatti a situazioni molto specifiche). Insomma, sarà un elemento da dover valutare per bene.
Infine, la stabilità della componente online sarà altrettanto fondamentale. Nella nostra prova non ci siamo potuti lamentare, il netcode si è comportato bene e non abbiamo ragione di avere grosse preoccupazioni al riguardo. Forse il matchmaking potrebbe essere affinato, soprattutto per permettere ai player di incontrare giocatori con un grado di abilità simile.
L’appuntamento è per il 19 Settembre, data in cui la Nuova Era di Mortal Kombat 1 inizierà ufficialmente e potremo capire se le scelte di Liu Kang porteranno la serie verso una nuova età dell’oro.
Kano sembra essere la soluzione giusta per ogni membro del roster.
Proseguiamo la nostra analisi della classi di Baldur’s Gate 3 parlando oggi del Ranger per tutti coloro che vogliono improvvisarsi nuovi letali Legolas.
Come per tutte le altre classi, anche il Ranger vi da la possibilità di scegliere tra diverse opzioni: Cacciatore, Signore delle Bestie ed Uccisore di Mostri. Ai fini di questa guida, vi anticipiamo che la nostra scelta ricade sul Signore delle Bestie, vista la sua abilità legata all’evocazione di un companion con il quale aumentare le vostre fila combattive.
Attraverso questa build potrete evocare un aiutante molto forte e utile attraverso l’abilità Evoca Compagno. Per esempio, sarete in grado di controllare un Orso per tenere i nemici sotto controllo mentre vi dedicate a decimarli dalla distanza con il vostro arco. Una combinazione perfetta per chi è agli inizi.
Il Ranger è una scelta impegnativa ma gratificante.
Come sempre è doveroso precisare che la release completa del titolo ha arricchito Baldur’s Gate 3 di una infinità di nuove opzioni per tutte le classi, compreso il Ranger. Che fare dunque? Allo stato attuale, la community sta iniziando a testare le nuove possibilità concesse ed è verosimile che la scelta del Signore delle Bestie possa non restare troppo a lungo in cima alle preferenze (soprattutto viste le potenzialità di Uccisore di Mostri). Tuttavia, è possibile raccomandare con una buona dose di tranquillità di attenersi a questa opzione almeno fino al livello 5.
Vi ricordiamo che Baldur’s Gate 3 è disponibile su PC (via Steam) ed arriverà per PlayStation 5 il prossimo 6 Settembre. Una versione per Xbox Series X/S è attualmente in sviluppo.
Prima di passare alla build, date un’occhiata al nostro coverage per approfondire la trama e il gioco di Larian Studios.
I Ranger sono una classe orientata al danno che può concentrarsi sulla capacità di rintracciare, cacciare e uccidere prede mirate o evocare un compagno animale come alleato controllabile. Nonostante il loro nome, i Ranger non si limitano al combattimento a distanza, ma quasi tutte le principali build si basano sulle abilità a distanza per la maggior parte dei loro danni. Anche se non si sceglie la sottoclasse Uccisore di Mostri, i Ranger possono accedere a un numero limitato di incantesimi da utilizzare per controllare il campo di battaglia a distanza.
Le caratteristiche peculiari dei Ranger sono i tratti Nemico Preferito ed Esploratore Naturale, che garantiscono bonus e abilità uniche a seconda delle opzioni selezionate dai giocatori. Questi bonus si applicano solo in situazioni specifiche, ma man mano che i Ranger salgono di livello, ottengono i benefici di un maggior numero di selezioni. I Ranger possono anche diventare invisibili rimanendo fermi, oltre a evitare gli effetti di rallentamento negativi del terreno.
Sottoclassi
Il Signore delle Bestie attribuisce la possibilità di evocare un Companion in combattimento, di fatto raddoppiando le azioni sul campo di battaglia. Si può scegliere tra un orso, un cinghiale, un ragno gigante, un corvo e un lupo, ciascuno dotato di caratteristiche particolari.
Il Cacciatore può a sua volta specializzarsi in Sterninatore di Colossi, che premia i danni contro il bersaglio singolo, Uccisore di Giganti, che consente un’azione extra se il nemico è più grande del personaggio, ed Devastatore dell’Orda, che aumenta le probabilità di un doppio attacco in presenza di molti avversari.
L’Uccisore di Mostri si focalizza sul massimizzare il danno nei confronti di classi specifiche di nemici. Ottiene inoltre accesso alla Magia delle Tenebre, che consente di mimetizzarsi in determinate circostanze e aumentare l’efficacia delle ricognizioni.
Occhio a tutte le scelte disponibili.
I benefici del Signore delle Bestie
Il Ranger che intraprende la via del Signore delle Bestie è un ibrido capace di supporto a distanza e corpo a corpo, in grado di infliggere tonnellate di danni e controllare gli attacchi nemici con l’abilità Summon Companion. Si tratta della migliore build Ranger in Baldur’s Gate 3 in questo momento perché offre di fatto un compagno extra nel party. Nella nostra proposta, un Orso.
Durante il combattimento, il Ranger Signore delle Bestie può utilizzare un turno sia per sé stesso, sia per l’animale evocato. L’Orso ha una grande riserva di HP, che lo rende la distrazione perfetta per i nemici mentre il Ranger fa piovere frecce (e altri attacchi a distanza) da lontano.
Le altre classi del Ranger possono tecnicamente infliggere più danno, ma l’eventualità è strettamente legata alla tipologia preferita di nemico o ad una precisa situazione stealth. Il Ranger Signore delle Bestie è invece una soluzione molto più versatile e facile da utilizzare, soprattutto per chi è alle prime esperienze con Baldur’s Gate 3.
Guida alla creazione del personaggio
Razza
La migliore razza per il Ranger Signore delle Bestie è lo Gnomo della Foresta per una semplice abilità: Parlare con gli animali.
L’incantesimo Parlare con gli animali può essere lanciato senza costi da questi Gnomi, a partire dal Livello 1. È ottimo per parlare con il proprio compagno o con altri animali nel mondo di Baldur’s Gate 3. Inoltre, gli Gnomi della foresta hanno la passiva Astuzia dello Gnomo, che garantisce un vantaggio sui tiri salvezza Intelligenza, Saggezza e Carisma.
L’Elfo dei boschi è una buona alternativa allo Gnomo della foresta. Ha un movimento maggiore rispetto alle altre razze ed ottiene gratuitamente la competenza in Furtività. Questo, insieme ai Sensi Acuti e alla Discendenza Fatata, li rende di fatto un’ottima opzione da percorre, anche se il trucchetto Parlare con gli Animali dello Gnomo resta un must.
Nemico Preferito ed Esploratore Naturale
La scelta del Nemico Preferito del Ranger è difficile e funziona in modo diverso rispetto al classico Dungeons and Dragons. Tra le scelte disponibili, il Cacciatore di Taglie è probabilmente il nemico preferito più utile se abbinato al compagno di evocazione. In questo modo il Ranger, quando intrappola un nemico, quest’ultimo guadagna svantaggio sul suo tiro salvezza, lasciandolo contorcersi in agonia senza essere in grado di muoversi più spesso. Un lavoro facile, a quel punto, per il nostro buon Orso.
I tratti Esploratore Naturale per il Ranger in BG3 sono piuttosto diversi dalla quinta edizione di D&D. Ci sono tre versioni di Wasteland Wanderer che garantiscono diverse resistenze, Seguire tracce urbane per l’abilità Rapidità di Mano e Dominare Bestie, che garantisce l’abilità Trova familiare. Avere ancora un altro compagno in combattimento può essere davvero utile, ma le evocazioni disponibili con quest’ultima abilità non sono molto forti. Preferibile sceglierne uno con qualche utilità, come il Corvo o il Gatto, che possono infliggere effetti di status o distrarre i nemici.
Scegliere il Nemico Preferito è complicato.
Background
Il background Eroe Popolare garantisce la competenza in Curare Animali e Sopravvivenza, indispensabili per le competenze dei Ranger. Prendendo questo background inoltre, permette di selezionare Atletica, Intuizione, Investigare, Natura, Percezione e Furtività.
Indipendentemente dal fatto che scegliate Elfo o Gnomo, Percezione è una competenza che non può mancare. Natura, Investigazione e Intuizione sono tutte altrettanto utili, sia in situazioni di gioco che per aprire nuove possibilità di dialogo.
Stile di combattimento
Dei quattro stili di combattimento disponibili per i Ranger a partire dal Livello 2, il tiro con l’arco è sicuramente il più utile per questa build.
Il Signore delle Bestie da il meglio di sé quando il Ranger rimane lontano dal combattimento, lanciando frecce ed incantesimi, mentre il suo compagno Orso mantiene l’attenzione dei nemici in mischia. Scegliete questo stile per rendere i vostri colpi a distanza molto più affidabili: e poi, volete mettere che figata avere un arciere nel party?
Miglior compagno
Ci sono molti animali di grandi dimensioni tra cui potete scegliere, ma la migliore scelta resta l’Orso. Oltre ai motivi che vi abbiamo già spiegato (attira l’attenzione su di sé, permettendo al Ranger di attaccare a distanza), l’Orso ha 19 HP di base, che salgono a 39 al livello 5, oltre al Ruggito di Sfida e agli Artigli, che infliggono buoni danni a breve distanza.
Gli altri animali possono essere più dannosi o più utili a seconda delle situazioni, ma l’Orso è ottimo per tenere a distanza i nemici mentre li finite da lontano e funziona a meraviglia con questa build.
Magie
Livello 2: Colpo Intrappolante, Cura Ferite (da rimpiazzare con Parlare con gli animali, se non si è scelta la razza Gnomo)
Livello 3: Marchio del Cacciatore
Livello 4: Saltare
Livello 5: Raffica di Spine, Crescita di Spine, Silenzio
Chi decide di impersonare un Monaco in Baldur’s Gate 3 avrà a disposizione tante opportunità, con tre distinte sottoclassi tra cui scegliere, seppure il Monaco della Via dell’Ombra sembri ad oggi la miglior declinazione della classe.
Prima di passare alla build, date un’occhiata al nostro coverage per approfondire la trama e il gioco di Larian Studios:
Il Monaco è una delle tre classi che pone un’enfasi particolare sul combattimento corpo a corpo praticamente in tutte le sue build. I monaci prendono alla lettera il concetto di combattimento corpo a corpo, offrendo bonus e attacchi speciali che richiedono che i giocatori siano disarmati. I monaci acquisiscono abilità di arti marziali che cambiano il flusso del combattimento concedendo nuove opportunità di attacco, oltre a speciali abilità evasive come Deviare proiettili ed Elusione man mano che salgono di livello.
L’esclusiva peculiarità del Monaco è il Ki, una risorsa unica che si aggiorna a ogni Riposo Breve e viene utilizzata per alimentare molte delle migliori abilità del Monaco. I giocatori iniziano con solo due Ki, quindi ne guadagnano uno per ogni passaggio di livello. Ottengono anche l’abilità passiva Difesa senza armatura, come la classe Barbaro, che aumenta la Armor Class quando non indossano un’armatura tradizionale (quindi con altri vestiti che non siano armature vere e proprie il bonus resta).
Via dei quattro elementi: incantatore basato sui danni elementali. Conferisce incantesimi unici dalla funzione Disciplina degli Elementi e azioni elementali uniche.
Via della mano aperta: si concentra su attacchi senz’armi e abilità di controllo. Fornisce bonus a Ki e Raffica di colpi quando è disarmato.
Via dell’ombra: build basata sulla furtività. Conferisce movimenti unici e altri incantesimi legati all’Ombra.
Competenze
Armature: Nessuna
Armi: armi semplici e spade corte
Tiri Salvezza:Destrezza e Forza
Abilità:Acrobazia, atletica, storia, intuizione, religione e furtività
Creazione del personaggio Monaco della Via dell’Ombra
Il Monaco della Via dell’Ombra si gioca come un mix delle classi Ladro e RangerCacciatore delle Tenebre. I Monaci della Via dell’Ombra si affidano alla Furtività e ai loro pugni a mani nude per infliggere danni, e sono fortemente ispirati dai ninja e da altri agili guerrieri dell’oscurità e del sotterfugio.
Miglior razza druidica: Drow
I Drow sono una razza versatile con abilità passive che avvantaggiano praticamente tutti gli stili di gioco in un modo o nell’altro. Per cominciare, hanno un vantaggio contro lo status Incantato e inoltre non possono essere addormentati. Ottengono diversi Trucchetti Drow, inclusa Oscurità che aiuta molto la furtività, e la loro Visione Oscura può aiutare a superare aree completamente avvolte dalle tenebre. La loro competenza in Percezione è estremamente utile quando si viaggia nel mondo di gioco perché così si è più attenti alle trappole.
Migliori competenze e background dei monaci: Criminale o Straniero
I Monaci fanno affidamento su Destrezza e Saggezza per la maggior parte delle loro abilità e la build del Monaco della Via dell’Ombra non fa eccezione. Scegliete un background che si adatti a queste abilità per ottenere ulteriori bonus ai tuoi tiri, come il Criminale che garantisce competenza a Furtività e Inganno. Potete optare anche per il background Straniero, che darà un bel buff alle abilità Atletica e Sopravvivenza.
I migliori Trucchetti del Monaco della Via delle Ombre
Livello 3: Scegliete la sottoclasse “Via dell’ombra”
EA Sports FC 24 da settimane sta cercando di dimostrare ai giocatori il potenziale che può offrire, anche se dopo l’ultimo approfondimento dedicato alla Modalità FUT, tra Evoluzioni, Campionati Misti e altri fattori non sta raccogliendo il consenso della fan base storica. Detto questo, il team di sviluppo non ha dimenticato alcuni degli elementi che hanno cambiato l’esperienza di gioco, specialmente dei giocatori più nostalgici (tra cui il sottoscritto): gli Eroi.
Introdotti su FIFA 22 gli Eroi rappresentano quei giocatori che nella loro carriera hanno lasciato un segno indelebile nel cuore dei tifosi e nel mondo del calcio. Quest’anno, EA Sports FC 24 ci propone un’interessante nuova schiera di Eroi (ed Eroine), 19 atleti, ridisegnati da Marvel come novelli supereroi e supereroine, disponibili in due versioni (una base ed una legata alla Champions League).
Prima di entrare nel dettaglio, vi ricordiamo che se vi siete persi qualche cosa sul nuovo titolo calcistico di EA Sports, noi di 4 news siamo sempre sul pezzo. Ecco alcuni dei nostri più recenti articoli dedicati a EA Sports FC 24:
Queste eccezionali carte, in caso di cambiare le sorti di un match in alcuni casi, faranno il loro debutto su Ultimate Team sin dal lancio del gioco, previsto per il 29 settembre. Le carte speciali disegnate da Marvel e dedicate alle competizioni europee arriveranno invece a partire dal 27 novembre.
Ma chi sono i nuovi Eroi ed Eroine di EA Sports FC 24?
Gianluca Vialli (Serie A – Italia) – La Leggenda
Il celebre giocatore cremonese che negli anni ha onorato con la sua presenza e con le sue prestazioni le maglie di Sampdoria, Juventus, Chelsea e Nazionale è di fatto una vera leggenda del calcio. Infatti, tra gli anni ’80 e ’90 è stato uno dei migliori centravanti d’Europa, riuscendo a vincere tutte e tre le competezioni UEFA per club (record che pochissimi giocatori possono vantare). Dispiace solamente vedere che per avere una versione in-game di questo atleta leggendario, abbiamo atteso la sua prematura dipartita.
Wesley Sneijder (Serie A – Olanda) – Il Cecchino
Continuando a parlare di atleti che hanno lasciato il segno nel campionato nostrano, non possiamo non menzionare il centrocampista olandese Sneijder, un calciatore unico, in grado di unire visione di gioco e classe. I suoi piedi sfornavano assist millimetrici e tiri precisissimi, è inutile dire che il Triplete dell’Inter di Mourinho non sarebbe stato possibile senza il talento di questo giocatore. L’olandese, prima di approdare nella sponda nerazzurra di Milano, aveva dimostrato le sue capacità leggendarie vestendo la maglia del Real Madrid.
Carlos Tévez (Premier League – Argentina) – Il Guerriero
Sono pochissimi i giocatori con cui affronteresti il Diavolo in persona, Carlitos Tévez era uno di questi, un attaccante di livello mondiale in grado di lottare su ogni singolo pallone ed affrontare le difese più ostiche. In Italia i tifosi juventini ricordano le sue cavalcate e i gol che riportarono la squadra a vincere lo Scudetto. Anche se il meglio di sé, il buon Carlos lo ha donato ai tifosi inglesi del Manchester City con cui realizzò 58 gol e vinse campionato, FA Cup e Community Shield.
Bixente Lizarazu (Bundesliga – Francia) – Dinamo
I veri Eroi non si fermano mai, nemmeno su EA Sports FC 24, uno di questi è sicuramente Lizarazu (i tifosi italiani lo ricorderanno sicuramente per il rigore sbagliato contro la nostra nazionale nella partita dei Mondiali di Francia ’98). Infatti, il terzino transalpino classe ’69 era in grado di trottare sulla fascia sinistra del campo difendendo palloni, dettando geometrie e realizzando gol d’autore. Durante la sua carriera passata tra Olympique Marsiglia e Bayern Monaco ha ottenuto lo status di Campione del Mondo per ben due volte, una volta con il suo Bayern ed un’altra con la sua Nazionale.
Alex Scott (Premier League – Inghilterra) – Il Talento
Alex è la dimostrazione lampante del fatto che il calcio non è uno sport per soli uomini. La sua incredibile passione unita ad un talento straordinario, la portarono dagli esordi con la casacca del Charlton Athletic all’Arsenal, fino ad arrivare alla Nazionale delle Leonesse. Quell’Arsenal, noto come quello delle Invincibili, portò Alex Scott a conquistare in sole quattro stagioni: 4 campionati consecutivi, 3 FA Cup Consecutive, 2 FA Premier League Cup e 2 FA Community Shield. Oltre questa incredibile serie di successi, la ragazza inglese con la passione del calcio nel sangue, portò la sua squadra nel 2007 al successo della Uefa Women Champions League. Oggi, Alex è un’affermata presentatrice tv in ambito calcistico, tanto da diventare la prima donna commentatrice nei videogiochi di FIFA (la versione inglese di FIFA 22).
Nwankwo Kanu (Eredivise – Nigeria) – Re Kanu
La Nigeria ha donato al calcio molti dei suoi figli prediletti, dall’attuale Campione d’Italia Victor Osimhen all’acrobatico Obafemi Oba-Oba Martins. Tra questi è impossibile non ricordare Nwankwo Kanu. In carriera ha vestito la maglia di molti importanti club dall’Ajax all’Arsenal, passando per l’Inter. E fu proprio al servizio dei Lancieri che Kanu diede il meglio di sé, smarcandosi a suon di finte e servendo i compagni con passaggi millimetrici. Tecnica e Visione allo stato puro. Talenti che lo portarono ad una carriera di successi, dalla Champions League vinta con l’Ajax alla medaglia d’oro con la sua Nigeria. Ovviamente senza dimenticare la vittoria di una Premier League da imbattuto con l’Arsenal degli Invincibili.
Tomáš Rosický (Bundeslinga – Repubblica Ceca) – Il Direttore d’Orchestra
Rosický rientra tra quei pochi giocatori che possono essere definiti Maestri del Centrocampo, la sua esperienza con Borussia Dortmund ed Arsenal ne sono la prova. Basti pensare alla cavalcata verso la finale di Coppa Uefa con la squadra tedesca. Dai suoi piedi nascevano passaggi e assist precisi e letali, la sua tecnica agile e fluida era un’esempio per i compagni. Era uno di quei giocatori che nonostante l’indole offensiva non finiva spesso nel cartellino dei marcatori, ma potevate star certi che nella stragrande maggioranza delle azioni da gol c’era il suo geniale zampino. Questo modus operandi gli fece guadagnare la nomea di “Piccolo Mozart”.
John Arne Riise (Premier League – Norvegia) – Il Guerriero Artico
Il mitico ed indimenticabile difensore di Monaco, Liverpool e Roma è stato uno dei primi norvegesi ha dimostrare che anche tra i lontani ghiacci del Nord Europa c’erano giocatori con un talento eccezionale. Riise, si è guadagnato l’appellativo di Eroe in carriera grazie alla sua possanza difensiva (ha giocato come terzino e difensore centrale), ma è stato il suo potente sinistro a consacrarlo tra i grandi del calcio. Con quel piede riusciva ad essere pericoloso sia dalla distanza che dai calci piazzati. I milanisti si ricorderanno di lui perché diede il via alla tragica rimonta di Istanbul con un eccezionale assist, donando di fatto al suo Liverpool la UEFA Champions League e una partita che resterà negli annali.
Ludovic Giuly (La Liga – Francia) – Il Mago
Ci sono sportivi in grado di fare l’impossibile, Ludovic Giuly era uno di questi. Il calciatore transalpino tra le sue imprese può annoverare esperienze uniche, come la vittoria della Ligue 1 nel 2000 vestendo i colori del Monaco e la cavalcata con i monegaschi in Champions League nel 2004 che lo portò a dimostrare al mondo intero le sue grandi doti calcistiche con un gol di tacco magistrale. L’anno successivo vinse la Champions League indossando la maglia blaugrana del Barcellona, in Spagna il giocatore dimostrò che dall’alto del suo metro e 67 centimetri che non serve l’altezza per essere un grande calciatore. In carriera, il francese frequentò anche i campi della Serie A con la maglia della Roma, anche se rimase troppo poco tempo per ricordare a tutti di che stoffa sono fatti gli Eroi.
Nadine Kessler (Bundesliga – Germania) – La Lupa
Dopo una vasta gamma di Eroi, EA Sports FC 24 ci presenta una Eroina a dir poco leggendaria, una centrocampista che ha dimostrato durante la sua carriera di essere una delle più forti calciatrici europee. Dopo aver impressionato la Germania con la maglia del Saarbrucken in seconda divisione, la Kessler ha dato il massimo vestendo la casacca del Wolfsburg, dove ha vinto per due volte il campionato tedesco e per altrettante volte la Coppa di Germania. Tutto questo senza dimenticare le 3 volte che l’eroica Nadine ha portato a casa la Coppa dalle Grandi Orecchie.
Il bulgaro di giaccio Berbatov è stato un centravanti eccezionale per la sua generazione, dotato di una intelligenza calcistica innata e di una compostezza invidiabile, negli anni si è fatto amare dai tifosi di Bayer Leverkusen, Tottenham e Manchester United. Che il ragazzo avesse classe da vendere era già palese quando a 21 anni guidò il Bayer in Finale di Champions League. Tra gli altri trofei vinti non possiamo non citare la Scarpa d’oro e una Coppa del Mondo per Club (ottenuta con i Red Devils).
Manuel Rui Costa (Serie A – Portogallo) – O Maestro
Il mondo del calcio ha conosciuto una incredibile quantità di talenti, ma come Rui Costa ne nascono davvero pochi. La sua visione di gioco iniziava direttamente dallo spogliatoio, da dove ricostruiva la partita e creava infinite soluzioni per servire i compagni. Il portoghese classe ’72 è stato il prototipo del perfetto Numero 10. In carriera ha illuminato gli occhi di migliaia di tifosi, da quelli del Benfica a quelli della Fiorentina, senza però dimenticare quanto fatto con il Milan stellare degli anni 2000. Con i rossoneri ha vinto Champions League, Scudetto, Supercoppa UEFA, Coppa Italia e Supercoppa Italiana. Lasciò a malincuore i Diavoli Rossoneri di Milano, ma la sua visione straordinaria aveva capito che tra di loro c’era già un erede, un certo Ricardo Izecson dos Santos Leite, meglio noto come Kakà.
Jari Litmanen (Eredivise – Finlandia) – Kuningas (Il Re)
Come i migliori Eroi, anche Jari Litmanen aveva capito come dimostrare al mondo le sue incredibili capacità, il centrocampista proveniente dalle fredde terre finlandese univa una grande propensione per il gol alla generosità. Quest’ultima, permetteva ai compagni di trasformare i suoi magici passaggi in meravigliosi gol. Litmanen ha portato in tutta europa la sua arte, da Barcellona a Liverpool, ma è stato durante la sua permanenza all’Ajax che ha messo la corona e fatto capire chi era il Re. Nel suo ricchissimo Palmarès si trovano anche Champions League, Coppe Uefa ed un premio come Capocannoniere della Champions League. Non tutti riescono ad essere Eroi, quasi nessuno è stato anche Re.
Paulo Futre (Liga Portugal – Portogallo) – Futuro Veloce
Paulo Futre ha ereditato dagli Eroi la volontà di ferro e la voglia di non mollare mai. Il giocatore portoghese ha infatti conosciuto in carriera infortuni, una gran quantità di trasferimenti e non solo, ma lui non si è mai arreso, anzi ha continuato a correre più veloce della luce e segnare. In carriera ha indossato le maglie di moltissime squadre (Benfica, Olimpique Marsiglia, West Ham, Milan, Yokoham Flugels), ma solamente con le casacche di Porto e Atletico Madrid è riuscito a dare il meglio di sé, tanto da arrivare alle spalle di Gullit nella corsa al Pallone d’Oro 1987. Questo incredibile attaccante, nonostante le infinite difficoltà è riuscito a raggiungere grandi traguardi, come la vittoria della Coppa dei Campioni (l’attuale Champions League) con il Porto.
Sonia Bompastor (Ligue 1 – Francia) – Bombardiera
Un’altra Eroina irrompe nel roster di EA Sports FC 24, ed anche questa volta si tratta di un’atleta a dir poco eccezionale, questa bravissima attaccante era in grado di punire le difese avversarie con tiri a dir poco potenti. In pochi si sono opposti con successo alle sue punizioni fulminanti. Questo talento straordinario l’ha portata a vincere Coppe come non ci fosse un domani, tra cui due Champions League consecutive. Oggi, ha portato quel talento in panchina vestendo i panni dell’allenatrice, diventando la prima donna ad aver vinto una UEFA Women’s Champions League sia da giocatrice che da allenatrice.
Vincent Kompany (Premier League – Belgio) – Kapitan Kompany
Se avete giocato a FIFA negli ultimi anni, non potrete dimenticarvi di Vincent Kompany il titanico difensore belga in grado di bloccare la maggior parte degli attacchi. Ovviamente Kapitan Kompany era così anche nella vita reale, guidando il suo Manchester City ai vertici della Premier League e d’Europa. Oltre l’incredibile potenza fisica, il belga era in grado di leggere la partita come pochi altri, riuscendo ad organizzare la fase difensiva dei compagni creando un vero e proprio muro impenetrabile. Tra i trofei vinti, il belga classe ’86 può vantare ben quattro Campionati Inglesi ed altrettante Coppe di Lega.
Steve McManaman (La Liga – Inghilterra) – Agente Macca
Gli Eroi sono anche uomini (o donne) in grado di adattarsi ad ogni occasione, ed in questo il Galactico McManaman era imbattibile. Il centrocampista inglese classe ’72 era un vero e proprio Jolly, riusciva a superare le difese avversarie grazie alla sua incredibile classe, servendo ai suoi compagni non dei palloni, ma delle gemme di bravura. In carriera ha portato le sue magie in alcuni dei migliori club d’Europa, dal Liverpool al Manchester City, passando per il Real Madrid. Ed è stata proprio con la maglia degli spagnoli che McManaman ha lasciato il segno, vincendo per due volte la Champions League e portando a casa una Supercoppa UEFA ed un Coppa Intercontinentale.
DaMarcus Beasley (Eredivise – Stati Uniti) – Trickybeas
Molti si affidano alla fortuna, alcuni la creano, questo era il caso dello statunitense Beasley, un difensore costante nelle prestazioni e dotato di una velocità eccezionale. In carriera ha vestito svariate maglie, ma è stato con il PSV di Eindhoven che ha dimostrato le sue eccezionali capacità ed i suoi ritmi da stacanovista. Con la maglia della squadra olandese Beasley divenne il primo calciatore statunitense a disputare una semifinale di Champions League. DaMarcus portò questo suo incredibile talento anche con la Nazionale a stelle e strisce, vincendo ben 4 Concacaf Gold Cup.
Ramires (Premier League – Brasile) – Il Motore
Ci sono Eroi in grado di fare qualunque cosa, il brasiliano Ramires era uno di questi, dal centrocampo leggeva la partita, occupandosi sia della fase offensiva che di quella difensiva. Il suo fisico leggero riusciva a sprigionare velocità, resistenza e grinta come dei veri superpoteri. Nella sua carriera, il talento brasiliano ha ottenuto diversi trofei, molti di questi indossando la divisa del Chelsea, infatti, con i Blues Ramires ha portato a casa una Coppa d’Inghilterra, un Campionato inglese, una UEFA Europa League ed una Champions League. In molti si ricordano di questo particolare giocatore per uno dei più bei pallonetti della storia del calcio, gol realizzato al Camp Nou contro il Barcellona di Pep Guardiola.
Vi ricordiamo che potrete ottenere la versione Champions League di questi straordinari atleti preordinando entro il 22 agosto la versione Ultimate tramite gli shop digitali.
E qui finisce l’elenco di Eroi ed Eroine presenti su EA Sports FC 24, quale di questi campioni senza tempo vorreste nel vostro Dream Team?
WhatsApp, una delle app di messaggistica più popolari, non è immune dagli attacchi dei truffatori. Sebbene la piattaforma si sforzi di mantenere un ambiente sicuro per i suoi utenti, i criminali informatici escogitano continuamente modi ingegnosi per violare gli account WhatsApp. In questo articolo proveremo ad analizzare alcuni dei metodi utilizzati dai malintenzionati per rubare le vostre conversazioni Whatsapp, e con esse, informazioni rilevanti sulle vostre abitudini, i vostri dati personali e persino i vostri conti correnti.
Tentativi di phishing
La tecnica di hacking più comune è il phishing. I truffatori creano messaggi o e-mail, in genere mascherati da supporto WhatsApp, e ingannano gli utenti per indurli a rivelare le loro informazioni sensibili. Queste entità maligne spesso attirano le ignare vittime con promesse di funzioni esclusive o avvisi di disattivazione dell’account, inducendo il panico e sfruttando la loro fiducia.
Truffe con codici QR
I codici QR rappresentano un metodo comodo per la sincronizzazione degli account, in particolare per WhatsApp Web. Tuttavia, gli hacker possono abusare di questa funzione. Inducono gli utenti a scansionare un codice QR che si collega al computer dell’hacker, ottenendo così l’accesso all’account dell’utente.
In questo scenario, l’hacker manipola gli operatori di telefonia mobile affinché emettano una carta SIM duplicata collegata al numero di telefono della vittima. Reindirizzando con successo le chiamate, gli SMS e i dati della vittima su questa nuova carta SIM, l’hacker può ricevere il codice di verifica di WhatsApp e compromettere l’account.
Attacchi spyware
Lo spyware è un tipo di malware che può essere installato segretamente sui dispositivi per raccogliere informazioni sugli utenti. Quando viene scaricato, attraverso un’applicazione dannosa o un link compromesso, lo spyware può monitorare e registrare i messaggi WhatsApp, le chiamate e persino accedere ai file multimediali.
Protezione dell’account WhatsApp
Se la comprensione dei metodi di hacking è fondamentale, è altrettanto importante sapere come proteggere il proprio account. Aggiornare regolarmente l’app, attivare la verifica in due passaggi ed evitare link sospetti sono misure preventive efficaci. Diffidate di e-mail o messaggi inaspettati, anche se provenienti da contatti, perché gli hacker possono dirottare gli account per estendere le loro attività dannose.
Domande frequenti (FAQ)
D1: Un hacker può accedere ai miei messaggi conoscendo il mio numero di telefono?
No, la conoscenza del vostro numero di telefono non garantisce l’accesso automatico ai vostri messaggi WhatsApp. Tuttavia, può essere utilizzato nei tentativi di phishing o di scambio di schede SIM, quindi considerate il vostro numero come un’informazione riservata.
D2: Cosa devo fare se sospetto che il mio account WhatsApp sia stato violato?
Contattare immediatamente l’assistenza di WhatsApp e il proprio operatore mobile per segnalare il problema. Assicuratevi di attivare la verifica in due passaggi per evitare futuri accessi non autorizzati.
Anche se i metodi quimenzionati dovrebbero aiutarvi a capire meglio e a proteggere potenzialmente il vostro account WhatsApp dai tentativi di hacking, è importante ricordare che la sicurezza è un processo continuo. Rimanere aggiornati sulle ultime truffe e sulle raccomandazioni di sicurezza è fondamentale nella lotta contro la criminalità informatica.
In conclusione
Gli hacker si rivolgono sempre più spesso alla messaggistica di WhatsApp per lanciare i loro attacchi malevoli, quindi è essenziale prendere le precauzioni necessarie quando si utilizza questa piattaforma. Mantenere aggiornata l’applicazione, attivare la verifica in due passaggi ed evitare i link sospetti sono semplici precauzioni che possono contribuire a garantire la sicurezza del vostro account. Ricordate che la sicurezza è un processo continuo, quindi rimanete informati e vigili per ridurre al minimo il rischio di cadere vittima di un attacco dannoso.
Conoscendo queste minacce e sapendo come proteggere il proprio account, è possibile utilizzare WhatsApp senza timori. Fidatevi sempre del vostro istinto quando si tratta di link o e-mail sospetti: se qualcosa sembra strano, è probabile che lo sia. Rimanete al sicuro online!
Come ogni giovedìEpic Games Store regala uno o più giochi gratuiti per il nostro PC, questa settimana entriamo nel tetro mondo del folklore slavo in Black Book e torniamo ai tempi d’oro degli scanzonati giochi arcade con Dodo Peak.
Black Book è un avventura GDR di stampo narrativo che ci catapulta nel cupo mondo della mitologia slava, e le sue magiche credenze, creature e misteri. Nei panni di una giovane maga delle arti oscure addentriamoci in una realtà dove umani, demoni, e creature mitologiche cercano di sopravvivere nella selvaggia campagna slava.
Esploriamo un mondo rappresentato in grafica minimale, incontriamo abitanti del luogo, facciamo scelte e combattiamo contro strani esseri con l’ausilio di speciali carte capaci di scatenare potenti magie e proteggerci dalle tenebre dell’est.
Dodo Peak è un simpatico e colorato gioco arcade che s’ispira nelle sue meccaniche al leggendario e apprezzatissimo Q*bert. Aiutiamo un dodo a trovare tutti i suoi pulcini dispersi all’interno di folli livelli mentre raccogliamo monete ed evitiamo pericoli di ogni tipo.
Facciamoci strada saltellando attraverso 30 livelli, tra diversi biomi, sfuggendo a scimmie e serpenti con l’ausilio di speciali potenziamenti, o sbloccando dodo sempre più veloci, e cerchiamo di battere il miglior tempo e punteggio del mondo!
Potete fare vostri Black Book e Dodo Peak in forma gratuita solo sull’ Epic Game Store, creando un account -in caso non l’aveste ancora fatto- e seguendo i corrispettivi linkai giochi. Non fatevi sfuggire quest’offerta, che scadrà alle ore 17:00 di giovedì 24 agosto.
Mobvoi Inc., l’azienda leader nell’AI e creatrice degli smartwatch TicWatch, presenta la nuova colorazione dello smartwatch TicWatch Pro 5 di nuova generazione, disponibile nell’elegante versione “SAND“.
TicWatch Pro 5 è il primo smartwatch dotato della nuova piattaforma indossabile Snapdragon W5+ Gen 1, che supporta sensori versatili, algoritmi sanitari più accurati ed una maggiore durata della batteria.
TicWatch Pro 5 viene inoltra lanciato con l’ultima versione di Wear OS di Google (Wear OS 3) per aiutare gli utenti a rimanere connessi con stile. Con i materiali esterni più resistenti di qualsiasi altro tipo di TicWatch e una nuovissima corona rotante per una navigazione più semplice, TicWatch Pro 5 è lo smartwatch più potente e resistente della classe TicWatch.
La scocca principale del TicWatch Pro 5 è progettata per garantire una durata ultraresistente grazie all’alluminio di grado aerospaziale e ad una lunetta metallica di livello chirurgico, che offre una sensazione di leggerezza e allo stesso tempo un’elevata resistenza ai danni ed alla corrosione. Lo schermo, dotato di protezione fingerprint, è luminoso e facilmente leggibile ed è protetto da un vetro Corning Gorilla Glass resistente alle scheggiature. Testato per soddisfare i requisiti di resistenza all’acqua US-MIL-STD 810H e 5ATM, il TicWatch Pro 5 è costruito per affrontare un uso costante ed avventure difficili, con la possibilità di nuotare in acque aperte.
TicWatch Pro 5 mantiene con orgoglio l’eredità distintiva e celebrata del design del display a doppio strato, notoriamente associato alla serie TicWatch. Qui trovate la nostra recensione.
TicWatch Pro 5 di Mobvoi dalla nuova ed elegante colorazione SAND è ora disponibile su Mobvoi.com ed Amazon a soli € 359.99.
Leonardo Interactive ha pubblicato il trailer di lancio dell’imminente survival horror Daymare: 1994 Sandcastle, sviluppato dal team italiano Invader Studios.
Sviluppato dal team italianoInvader Studios, in Daymare: 1994 Sandcastle i giocatori interpretano l’agente speciale Dalila Reyes, un’ex spia governativa ora al servizio dell’unità H.A.D.E.S. (Hexacore Advanced Division for Extraction and Search). La missione di Reyes sembra semplice: entrare nel centro di ricerca sperimentale più avanzato degli Stati Uniti d’America. Ma chissà quali pericoli la attendono?
Grazie alle sue meccaniche di gioco di ispirazione retrò, unite a colpi di scena di ultima generazione, Daymare: 1994 Sandcastle promette un viaggio adrenalinico attraverso un mondo di terrore, intrighi e suspense. I giocatori vivranno una storia avvincente, sveleranno misteri, affronteranno nemici implacabili e si cercheranno di sopravvivere contro ogni previsione.
Famosa in tutto il mondo per la sua voce potente e la sua accattivante presenza sul palco, Cristina Scabbia dei Lacuna Coil è stata scelta da Invader Studios per offrire la sua aura unica al gioco, grazie alla canzone composta dall’autore italiano Alessandro Galdieri. “Sono molto fiera del fatto di partecipare ad un progetto interamente Made In Italy”, ha dichiarato Cristina. I fan del gruppo musicalee gli appassionati di survival horror possono aspettarsi una sinergia intrigante tra l’enigmatico personaggio di Scabbia e la narrativa oscura del gioco.
Daymare: 1994 Sandcastle sarà disponibile dal prossimo 30 agosto 2023 su PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S e PC.
Il lavoro svolto da The Game Kitchen su Blasphemous 2 potrebbe essere preso ad esempio quando si vuole realizzare un sequel di successo.
Gli sviluppatori iberici hanno smussato alcune rigidità ludiche del primo capitolo ed hanno reso questo sequel più appetibile al grande pubblico. Con il grande merito di non rinunciare all’identità della loro serie.
Blasphemous 2 non è un titolo facile ma è indubbio che sia più accessibile rispetto al precedente per una serie di piccole modifiche ad alcuni elementi di design che andremo ad illustrarvi nel corso della recensione. Se da un lato questa scelta ha smorzato un po’ il fascino della produzione depauperandola di quell’alone criptico di mistero, colonna quasi portante dei “soulsvania”, è altresì vero che l’ha resa meno punitiva e frustrante. E quindi più godibile pad alla mano.
Egoisticamente parlando avremmo preferito un approccio più brutale proprio come nel precedente, tuttavia questo sequel è oggettivamente un titolo con meno lacune rispetto al primo, anzi… quasi impeccabile. Non vi resta che continuare la lettura per saperne di più!
Blasphemous 2, pubblicato da Team 17, sarà disponibile dal prossimo 24 agosto 2023 su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch e PC. Le versioni PlayStation 4 e Xbox One verranno rilasciate, invece, in autunno.
Versione testata: PlayStation 5
Alzati e cammina
Le vicende di Blasphemous 2 riprendono da dove terminavano quelle raccontate nel DLC gratuito del primo capitolo, Wounds of Eventide, in cui si annunciava il ritorno del Miracolo.
Risvegliatosi in un luogo lontano, il Penitente viene spinto di nuovo nel ciclo infinito di vita, morte e resurrezione. Noi, nei suoi panni, non avremo altra scelta se non quella di esplorare questo nuovo pericoloso mondo e scoprirne i segreti a lungo dimenticati.
La narrativa di Blasphemous 2 continua ad essere criptica. Attingendo a piene mani all’immaginario cristiano, ai suoi racconti, ai suoi personaggi, gli sviluppatori hanno costruito una trama e più in generale un background narrativo pieno di sfumature, rimandi, denunce velate. Un’opera di “detto e non detto” che certamente stuzzica il videogiocatore, ma anche un modo pretestuoso di sorvolare sui dettagli. Ancora di più che in altri titoli dove la famosa narrativa silente è ormai prassi.
Per questo cadranno con le altre vittime
Come accennato in apertura, Blasphemous 2 affina tutti gli aspetti ludici del precedente capitolo. Prima di tutto, la fisica di gioco è stata leggermente modificata in modo da rendere il nostro protagonista molto più reattivo e meno impacciato. Non solo ogni azione viene eseguita molto più rapidamente con recovery time ridotti, ma sono state apportate leggere modifiche anche alla gravità che agisce sul Penitente, in modo che risulti meno pesante rispetto al primo capitolo. Per questo motivo, e anche grazie a nuove abilità, come il dash, le fasi platform, collante del titolo, risultano sempre piacevoli e mai frustranti.
Detto ciò, analizziamo come sono cambiati i combattimenti e l’esplorazione/componente metroidvania, anche in relazione alla nuova fisica di cui sopra.
In Blasphemous 2 avremo a disposizione tre armi. All’inizio dell’avventura ne potremo scegliere solo una ma dopo un paio di ore troveremo anche le altre due. Tale scelta ovviamente aumenta il ventaglio di opzioni a nostra disposizione, tuttavia quasi nessun nemico richiede determinate strategie. Mixare le armi in vere e proprie “combo” è più un vezzo del videogiocatore che una reale necessità. Nonostante ciò, i combattimenti con i nemici comuni sono uno spettacolo da giocare, un po’ per l’elevatissima varietà, ma soprattutto per la composizione degli encounters. Impegnativi, stimolanti, ma mai scorretti.
Ruego Al Alba è l’arma più equilibrata delle tre disponibili
Le boss fight, poi, enfatizzano il concetto di fondo, con pattern veramente ben studiati, che si intensificano man mano che la barra della salute diminuisce. Alcuni hanno addirittura più fasi distinte.
Più importante invece la possibilità di personalizzare il nostro protagonista con abilità passive, creando delle vere e proprie build. Non parliamo di nulla di particolarmente complesso, ma creare le giuste sinergie può aiutare parecchio nei combattimenti più ostici.
Quanto appena descritto, unitamente alla nuova fisica che rende tutto molto più veloce e dinamico, rende i combattimenti di Blasphemous 2 molto gasanti ed adrenalinici.
Paradossalmente, la presenza delle tre armi ha un impatto maggiore sulla componente esplorativa/metroidvania del prodotto. Associate alle armi, infatti, troveremo diverse abilità che ci permetteranno di arrivare in zone altrimenti inaccessibili e/o risolvere vari enigmi ambientali sia obbligatori che facoltativi. Ovviamente non saranno le uniche discriminanti legate all’esplorazione, ma lasciamo a voi la scoperta delle restanti.
Graditissima la presenza di alcuni “dungeon” che introducono meccaniche di gioco particolari, che nascono e muoiono in maniera circoscritta in quegli ambienti (tranquilli, niente spoiler!) e che contribuiscono a rendere questo sequel ancora più vario.
Ti rendo forte e anche ti vengo in aiuto e ti sostengo
Se la novità della fisica “alleggerita” è insindacabilmente una miglioria ludica e al tempo stesso un passo verso la maggior accessibilità senza controindicazioni (rientriamo nei miglioramenti alla Quality of Life, alla fine), le altre modifiche alle variabili di design richiedono una disamina leggermente più approfondita per cercare di comprendere meglio il nuovo “punto di equilibrio” del titolo di The Game Kitchen.
In Blasphemous 2 ci verrà sempre indicato il nostro obiettivo (segnalino con posizione approssimativa e nome della nostra destinazione) e, in senso lato, anche la strada per raggiungerlo. Gli sviluppatori, tramite il level design, per carità, sempre labirintico e interconnesso, ci guidano quasi spudoratamente nella missione principale.
Questo perché le diramazioni richiedono molto spesso un potere che non avremo, e di fatto l’unica strada percorribile resterà quella dell’obiettivo. Non è sempre così e c’è qualche eccezione, ma in Blasphemous 2 non ci siamo mai persi. Non ci siamo mai lasciati andare, non ci siamo abbandonati alla scoperta, al sense of wonder, pilastro, a nostro parere, dei “soulsvania”.
I segreti, le missioni secondarie arzigogolate, il finale alternativo poco immediato, ci sono ancora e sono sempre stimolanti, ma nella missione principale verremo praticamente “guidati”.
Tutti gli obiettivi della missione principale saranno segnati sulla mappa
Il “brividino” di perdersi nell’ignoto è stato ancora di più attenuato da tante altre piccole modifiche ad aspetti più marginali che hanno poi smorzato anche quella sensazione di “pericolo” che avvertivamo nel primo capitolo. Le trappole, ad esempio, non sono sempre letali (dipende dalla nostra salute, a differenza del primo in cui anche con la barra piena era game over). O ancora, il push back (la scelta di design che respinge all’indietro il nostro personaggio quando subisce un danno) è più clemente.
Alla luce di quanto detto, siamo giunti alla conclusione che non possiamo darvi una valutazione complessiva insindacabile su questi aspetti. Possiamo però dirvi che oggettivamente Blasphemous 2 è un prodotto più curato e più rifinito, ma al tempo stesso non ci ha restituito le stesse emozioni (anche un po’ old school) del primo capitolo. Con questo non vogliamo dire che sia diventato un gioco facile, è sempre richiesta una discreta manualità, ma verremo sempre tenuti per mano dall’inizio alla fine della missione principale.
Splendore e maestà sono davanti a lui
L’art direction di Blasphemous 2 è impressionante, grazie ad una reinterpretazione magistrale dell’iconografica cristiana. I personaggi, i nemici, gli oggetti decorativi, la scelta dei colori… tutto trasuda cristianità, ma sotto una chiave di lettura distorta, malata, blasfema. Il lavoro di ricerca e di studio svolto dagli sviluppatori appare evidente dai tanti piccoli dettagli con cui hanno impreziosito i vari elementi della “scenografia”. Nulla è lasciato al caso.
Anche la colonna sonora è caratterizzata da un aulicità distorta che riesce a descrivere a pieno il concept di gioco. Ottimo il doppiaggio in lingua spagnola così come i sottotitoli in italiano.
Per concludere, nella nostra prova, durata 18 ore (92% di completamento), non abbiamo riscontrato alcun problema sotto il profilo tecnico: il titolo gira a 60 fps stabili. Tuttavia si sono presentati alcuni glitch visivi dell’hud e dei menu (barra della vita dei boss non visualizzata correttamente e qualche nome non tradotto) che comunque non hanno compromesso in nessun modo la nostra esperienza.
Commento finale
Blasphemous 2 è la versione rifinita e corretta del primo capitolo che tuttavia perde un pizzico del suo fascino a causa delle scelte fatte in ottica accessibilità. Ma se il compromesso deve essere un titolo di questo calibro, possiamo accettarlo di buon grado. Anzi, vogliamo altri Blasphemous 2!
Incredibile a dirsi, ma si avvicina a grandi passi l’esordio della nuova grande IP di Bethesda, con una novità rilevante: Starfield è infatti ufficialmente entrato in fase Gold.
A confermarlo sono stati gli stessi Bethesda Game Studios, a mezzo Twitter/X. Nello stesso frangente, sono state altresì confermate le date per il preload del titolo.
La versione Xbox Series X|S di Starfield sarà in preload già da domani, giovedì 17 Agosto. Un po’ più di pazienza per gli utenti PC, che dovranno attendere fino a mercoledì 30 Agosto, a ridosso della fase in accesso anticipato prevista per gli acquirenti delle edizioni Premium e Constellation.
Per chi volesse mettere in download per tempo il nuovo RPG spaziale esclusiva Microsoft, preparatevi ad una dimensione decisamente generosa: si parla infatti di ben 125 GB.
Cogliamo l’occasione per riassumere anche tutte le informazioni fondamentali sulle diverse edizioni disponibili del titolo, di seguito.
Starfield arriverà nei negozi fisici e digitali in tre edizioni: Standard, Premium e l’esclusiva Constellation Edition.
L’edizione Standard sarà disponibile al prezzo di 79,99 euro per Xbox Series X|S e PC (Windows Store) e di 69,99 euro per PC tramite Steam. La Standard Edition inoltre è inclusa all’interno degli abbonati Xbox Game Pass (console), PC Game Pass e Xbox Game Pass Ultimate.
La Starfield Premium Edition, disponibile sugli store digitali o come codice download al prezzo di 109,99 euro per Xbox Series X|S e PC (Windows Store) e al prezzo di 99,99 euro per PC via Steam. Questa versione permette un accesso anticipato a partire dal 1° Settembre. Nel dettaglio questa edizione include inoltre: il gioco base, la futura espansione Shattered Space, il pacchetto skin Costellation, l’artbook digitale e la colonna sonora originale. Coloro che hanno acquistato l’edizione Standard possono eseguire l’upgrade alla Premium Edition al prezzo di 34,99 euro sia tramite gli store digitale che attraverso un codice download fisico da riscattare (da Gamestop è presente con qualche piccolo bonus fisico: la toppa di Constellation ed una custodia steelbook).
La Constellation Edition viene venduta al prezzo di 299,99 euro da GameStop e presso lo store ufficiale di Bethesda (purtroppo allo stato attuale segnata out of stock da entrambe le parti). Include una copia del gioco in versione digitale, una steelbook, un orologio Chronomark griffato Starfield all’interno di una custodia a forma di valigetta. Questa edizione comprende altresì tutti i bonus della Premium Edition.
Il bonus preorder disponibile per tutte le edizioni è rappresentato dal Pacchetto Skin Vecchio Marte, che include: Recisore Laser, Casco da Scavo e Zaino da Scavo.
Starfield debutterà nei negozi fisici e digitali il prossimo 6 Settembre 2023 e sarà disponibile esclusivamente per PC e Xbox Series X|S. Il gioco sarà disponibile, come citato, all’interno del catalogo di Xbox Game Pass dal lancio. Il titolo fa inoltre parte del programma Xbox Play Anywhere di Microsoft, permettendo di avere entrambe le versioni console e PC acquistandolo su Xbox Store con supporto al cross save.
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