È un traguardo che in molti davano ormai per inevitabile, ma che oggi diventa ufficiale: Nintendo Switch è la console più venduta di sempre nella storia di Nintendo. Con 155,37 milioni di unità distribuite a livello globale, l’ibrida della casa di Kyoto ha superato Nintendo DS, fermo a quota 154,02 milioni, riscrivendo le gerarchie interne del colosso giapponese.
Un sorpasso che va ben oltre il valore simbolico dei numeri. Switch ha infatti attraversato otto anni di mercato senza mai perdere centralità, resistendo a eventi che avrebbero potuto rallentare qualsiasi piattaforma: una pandemia globale, la crisi dei semiconduttori, l’allungamento anomalo del ciclo hardware e, più di recente, l’avvio di una nuova generazione.
In questo contesto, Switch non è stata semplicemente una console di successo, ma un vero ecosistema di riferimento. Un dispositivo capace di adattarsi a pubblici diversi, a modalità di gioco differenti e a stili di fruizione opposti, mantenendo sempre la stessa identità: accendere e giocare, ovunque.
Una transizione generazionale senza scosse
A rafforzare ulteriormente questo risultato c’è il debutto di Switch 2, lanciata a giugno 2025 e già arrivata a 17,37 milioni di unità vendute. Numeri che raccontano una transizione generazionale fluida, senza rotture né cali improvvisi, tanto che Nintendo mantiene una previsione di 19 milioni di unità entro la fine dell’anno fiscale, obiettivo che appare pienamente raggiungibile.
La convivenza tra le due piattaforme sta funzionando come previsto: Switch continua a vendere, Switch 2 cresce rapidamente, e il pubblico segue senza incertezze. Un equilibrio raro, soprattutto in un’industria dove il passaggio di testimone è spesso accompagnato da fasi di stallo.
Non la più venduta di sempre, ma la più rappresentativa
Il primato assoluto nel mercato console resta comunque a PlayStation 2, che Sony ha recentemente aggiornato a oltre 160 milioni di unità vendute. Un traguardo ancora distante, ma che oggi non sembra più irraggiungibile come in passato.
All’interno della storia Nintendo, però, il dato è inequivocabile: Switch supera Game Boy, Wii, NES e DS, diventando il nuovo punto di riferimento. E lo fa non grazie alla potenza hardware o all’avanguardia tecnologica, ma attraverso una filosofia chiara e coerente.
Switch ha vinto perché era semplice, immediata, flessibile. Perché ha davvero mantenuto la promessa di “giocare come vuoi”, senza imporre barriere, senza chiedere compromessi. Superare Nintendo DS non è solo un record numerico: è la conferma che, quando il design incontra l’accessibilità, può nascere qualcosa di storico.
Kiwi Ears, il brand cinese di cui stiamo analizzando l’intera gamma di cuffie Over Ear (qui per esempio vi abbiamo parlato delle Aventus, qui delle Kiwi Ears Ardor e in questa recensione delle Ellipse) ha lanciato da qualche mese le cuffie full-size Altruva, un modello budget che offre un approccio tecnico molto interessante ad un prezzo veramente stracciato di circa 60 euro.
Design e Unboxing
Le Altruva sono cuffie cablate over ear di tipo open back, pensate per offrire una buona spazialità e dinamicità. L’approccio costruttivo dimostra una maturità progettuale inaspettata per il prezzo di 69,99 dollari. La struttura combina un archetto in metallo con rivestimento PVD e padiglioni in materiali compositi che mantengono la leggerezza complessiva a circa 327 grammi. Il sistema di sospensione elastica autoregolante rappresenta una soluzione elegante che elimina i tradizionali meccanismi di regolazione, adattandosi automaticamente alla forma della testa. L’effetto legno sui padiglioni della versione da noi provata non ci ha entusiasmato particolarmente (i materiali fake restituiscono quasi sempre un’impressione cheap) ma la realizzazione è comunque buona.
I cuscinetti auricolari intercambiabili (pelle sintetica preinstallata e velluto incluso nella confezione) offrono opzioni di personalizzazione sia per il comfort che per le caratteristiche sonore. La pelle sintetica fornisce un suono leggermente più caldo e corposo, mentre il velluto apre la presentazione e migliora la traspirabilità durante sessioni prolungate. Il meccanismo di aggancio a baionetta semplifica la sostituzione, elemento apprezzabile per la manutenzione a lungo termine. Inoltre i cuscinetti dei padiglioni sono molto spessi e morbidi e questo unito ad una buona leggerezza le rende davvero molto comode da usare anche in sessioni prolungate.
Il cavo da 3 metri con rivestimento in tessuto e doppio connettore da 3,5mm termina con un jack standard, accompagnato da un adattatore da 6,35mm a vite. La lunghezza risulta ideale per configurazioni da studio ma può apparire eccessiva per l’uso desktop, dove un cavo più corto sarebbe più pratico.
Specifiche tecniche:
Driver: 50mm dinamico custom con magneti al neodimio
Impedenza: 32 ohm
Sensibilità: 98dB ± 3dB
Risposta in frequenza: 20Hz-40kHz
Peso: 327g (con cuscinetti in pelle)
Prezzo: $69,99
Un progetto che parte dall’ingegneria del driver
La caratteristica distintiva delle Altruva risiede nel driver dinamico da 50mm sviluppato specificamente per questo modello. Non si tratta del solito componente OEM adottato da più produttori, ma di un trasduttore custom che utilizza una membrana composita PU+PEK (poliuretano e polieterchetone) abbinata a magneti al neodimio potenziati e un anello in rame ultra-puro. Questa configurazione, supportata da una risposta in frequenza che si estende da 20Hz a 40kHz, suggerisce un approccio ingegneristico mirato alla precisione piuttosto che all’effetto scenico.
Il design open-back adotta una griglia metallica che facilita la dispersione dell’aria, elemento cruciale per ottenere quel soundstage ampio che caratterizza questa tipologia di cuffie. L’impedenza di 32 ohm e la sensibilità di 98dB±3dB rendono le Altruva facilmente gestibili dalla maggior parte delle sorgenti, dai dispositivi mobili agli amplificatori dedicati, sebbene una buona amplificazione riveli maggiori dettagli e controllo dinamico.
Analisi della risposta acustica: tra accuratezza e carattere
L’analisi delle caratteristiche sonore rivela una firma acustica che si discosta dalle tipiche curve “audiophile” per abbracciare un approccio più simile a quello dei monitor da studio. La risposta presenta una leggera curva a U, con un’enfasi controllata sui bassi e sugli acuti che mantiene comunque la gamma media come elemento centrale della presentazione.
I bassi mostrano un’estensione notevole per cuffie open-back, con un mid-bass definito che conferisce corpo e impatto rytmico senza compromettere la chiarezza. Il sub-bass, sebbene non paragonabile a quello delle cuffie planari di fascia alta, fornisce una base solida che supporta efficacemente generi come elettronica e rock. Soprattutto nel sub bass, se non avete mai provato una cuffia open back potreste avvertire una eccessiva “leggerezza”, ma si tratta di una caratteristica tipica di questo tipo di cuffie (le closed back beneficiano di una cassa di risonanza chiusa che migliora proprio la resa nel sub bass ndr.) La capacità del driver di gestire boost EQ significativi nei bassi senza distorsione evidenzia la qualità dell’ingegneria del trasduttore.
La gamma media mantiene una presentazione naturale con una leggera recessione che crea spazio per un soundstage più ampio. Le voci maschili beneficiano di una buona corpositá nei medio-bassi, mentre quelle femminili sono riprodotte con dettaglio sufficiente, evitando le tipiche asperità delle implementazioni economiche. Gli strumenti acustici come pianoforti e chitarre mantengono il loro timbro naturale, elemento fondamentale per l’ascolto critico.
Gli acuti si distinguono per l’equilibrio tra dettaglio e controllo. La risposta in frequenza evita i picchi aggressivi che caratterizzano molte cuffie budget, optando per un’estensione graduale che fornisce aria e brillantezza senza affaticamento. I dettagli percussivi sono ben definiti, mentre gli strumenti ad arco mantengono la loro texture naturale.
Prestazioni tecniche e imaging spaziale
Il soundstage delle Altruva rappresenta uno dei punti di forza più evidenti. L’apertura sonora si estende significativamente oltre i padiglioni, creando una sensazione di spazio che rivaleggia con cuffie di prezzo superiore. L’imaging, sebbene non raggiunga la precisione millimetrica dei modelli di fascia alta, offre un posizionamento degli elementi sonori sufficientemente accurato per applicazioni professionali e gaming.
La separazione degli strumenti beneficia dell’architettura open-back, permettendo una facile identificazione dei diversi elementi in mix complessi. La profondità scenica, pur non eccezionale, fornisce una sensazione tridimensionale che arricchisce l’esperienza d’ascolto, particolarmente evidente in registrazioni orchestrali e live.
La risposta dinamica sorprende per la capacità di gestire transitori rapidi e variazioni di volume senza compressione evidente. Questo aspetto, combinato con la bassa distorsione anche a volumi sostenuti, conferma la qualità dell’implementazione del driver custom.
Confronto competitivo e posizionamento di mercato
Nel contesto delle cuffie open-back sotto i 100 euro, le Altruva si confrontano direttamente con modelli consolidati come le Sennheiser HD560S, Audio-Technica ATH-R70x e le più economiche Samson SR850. Il confronto rivela approcci diversi alla riproduzione sonora: dove le HD560S privilegiano la neutralità e le ATH-R70x l’imaging di precisione, le Altruva optano per un equilibrio tra accuratezza tecnica e coinvolgimento musicale.
Rispetto alle concorrenti, le Altruva offrono una combinazione unica di facilità di pilotaggio, costruzione premium e versatilità d’uso. La capacità di rispondere positivamente all’equalizzazione le rende adattabili a diverse preferenze d’ascolto, caratteristica spesso assente in prodotti di questa fascia di prezzo.
Applicazioni pratiche e versatilità d’uso
Le Altruva dimostrano una versatilità notevole attraverso diverse applicazioni. Per il mixing e mastering entry-level, offrono un riferimento sufficientemente accurato per decisioni di bilanciamento, particolarmente efficaci nella gestione delle dinamiche e del posizionamento spaziale. La possibilità di applicare boost significativi ai bassi senza perdita di controllo le rende superiori a molte alternative dinamiche della stessa fascia.
Nel gaming, l’ampio soundstage e l’imaging preciso facilitano il posizionamento audio direzionale, mentre il comfort prolungato le rende adatte a sessioni estese. Per l’ascolto musicale generale, la firma sonora equilibrata si adatta a generi diversi, dal jazz classico alla musica elettronica contemporanea.
Aree di miglioramento
L’analisi critica evidenzia alcune limitazioni intrinseche al posizionamento di prezzo. Il retrieval dei microdettagli, pur adeguato, non raggiunge i livelli delle cuffie planari o dei dinamici di fascia superiore. La risoluzione, sebbene più che soddisfacente per il prezzo, mostra i propri limiti in registrazioni particolarmente complesse o nella riproduzione di sfumature timbriche sottili.
Il cavo da 3 metri, ottimale per configurazioni da studio, risulta ingombrante per l’uso desktop. L’assenza di un’opzione bilanciata potrebbe limitare l’appeal presso gli utenti più esigenti, sebbene la facilità di pilotaggio riduca significativamente questa necessità.
Commento finale
Delle Altruva abbiamo apprezzato particolarmente l’approccio ingegneristico focalizzato sulla qualità del driver piuttosto che su caratteristiche superficiali. La scelta di sviluppare componenti custom invece di adottare soluzioni OEM standard dimostra un impegno verso l’innovazione che va oltre le considerazioni puramente economiche. Forse la scelta della finitura finto legno non è azzeccatissima in termini di design, ma la qualità costruttiva e il comfort ci sono tutti, soprattutto se si guarda al prezzo di circa 70 euro. Insomma, le Kiwi Ears Altruva si configurano come una proposta convincente per chiunque cerchi un ingresso accessibile nel mondo delle cuffie open-back di qualità, offrendo prestazioni che sfidano le convenzioni della propria fascia di prezzo.
Netflix ha rilasciato il trailer ufficiale di “Stranger Things: Tales From ’85“, la serie animata spin-off che riporta i fan nell’amata cittadina di Hawkins. Il debutto è fissato per il 23 aprile 2026, segnando il primo capitolo animato del franchise creato dai fratelli Duffer.
La serie si colloca temporalmente tra la seconda e la terza stagione di Stranger Things, nell’inverno del 1985. Il trailer ci mostra i protagonisti – Eleven, Mike, Will, Dustin, Lucas e Max – alle prese con ciò che sembra essere un tranquillo periodo di pausa invernale fatto di battaglie a palle di neve e sessioni di Dungeons & Dragons. Ma sotto la neve che ricopre Hawkins si nasconde una nuova minaccia soprannaturale.
Il cast vocale include Brooklyn Davey Norstedt nei panni di Eleven, Jolie Hoang-Rappaport come Max, Luca Diaz come Mike, Elisha Williams come Lucas, Braxton Quinney come Dustin e BenjaminPlessala come Will. Jeremy Jordan darà voce a Steve Harrington, mentre Brett Gipson interpreterà Hopper. Completano il cast Odessa A’zion, Janeane Garofalo e Lou Diamond Phillips.
I fratelli Duffer hanno voluto ricreare l’atmosfera dei cartoni animati del sabato mattina degli anni ’80, con uno stile visivo che combina animazione computerizzata di alta qualità con un’estetica vintage. L’animazione è affidata a Flying Bark Productions, mentre Eric Robles (“Fanboy and Chum Chum“) ricopre il ruolo di showrunner.
La serie arriva dopo la conclusione della serie madre avvenuta a fine 2025, mantenendo vivo l’universo di Stranger Things con nuove avventure mai raccontate prima.
Il 2 febbraio, per festeggiare il finale della stagione 2 di Fallout, Bethesda Game Studios ha pubblicato un nuovo trailer con Aaron Moten, che interpreta Maximus nella serie TV Fallout su Prime Video.
Il trailer mostra Aaron insieme al Vault Boy mentre scoprono Fallout 76 e altri titoli Fallout.
Per i fan che di Fallout non ne hanno mai abbastanza, a partire dal 28 gennaio è possibile giocare gratuitamente a Fallout 76 per festeggiare il finale di stagione. I giocatori possono tuffarsi nel nuovo aggiornamento Sorgenti Brucianti ed esplorare l’arida regione dell’Ohio, incontrare Walton Goggins nei panni del Ghoul e scoprire tutto ciò che la Zona Contaminata ha da offrire. I fan su PlayStation possono accedere al gioco gratuitamente fino al 4 febbraio, mentre i giocatori su Xbox e Steam possono giocare fino al 5 febbraio. Per un’esperienza di gioco su mobile, la nuova stagione di Fallout Shelter, “Il banco vince sempre”, è ora disponibile. Questa stagione offre ai giocatori un nuovo Vault sperimentale sulla Strip di New Vegas con nuove sfide da completare e volti noti della serie TV da ottenere come ricompensa.
Sette anni dopo il debutto del primo capitolo, Bandai Namco torna a esplorare il mondo dei Redivivi con Code Vein 2. Questo sequel si presenta come un progetto molto più grande sotto ogni punto di vista. Gli sviluppatori hanno riposto nel titolo ambizioni decisamente superiori rispetto al passato. Il risultato è quella che potremmo definire la quintessenza del soulslike in salsa anime.
Quello che distingue questo titolo dagli altri esponenti del genere è la sua forte identità visiva. La narrazione non è lasciata alla libera interpretazione del giocatore come accade nei lavori di FromSoftware. La storia qui è molto più lineare e diretta. Viene raccontata attraverso numerosi dialoghi e scene di intermezzo spettacolari. Il gioco sfrutta appieno la tipica sensibilità giapponese che troviamo nelle produzioni animate più famose.
Il gioco è disponibile dal 30 Gennaio 2026 su Steam, PS5 e Xbox Series al prezzo consigliato di 69,99 €.
Versione testata: PlayStation 5
Storia: Un viaggio nel tempo per salvare il futuro
La storia di Code Vein 2 ci mette nei panni di un cacciatore di Redivivi in un mondo disperato. Questo popolo di superuomini riuscì a salvare l’umanità oltre un secolo fa durante una catastrofe nota come la Rinascita. Quel male era stato sigillato da un potente Redivivo, ma il sigillo purtroppo si è infranto. Seguì una battaglia leggendaria nota come il Tumulto, in cui un gruppo di eroi diede la vita per sigillare nuovamente la minaccia.
Oggi, cento anni dopo quei fatti, la corruzione sta tornando a infettare ogni cosa. Le crisalidi degli antichi eroi stanno danneggiando le regioni circostanti portando il mondo al collasso. Il compito del nostro protagonista è quello di distruggere queste pericolose crisalidi. Le chiavi per poterlo fare sono però custodite dagli eroi stessi nel passato. Grazie ai poteri della nostra compagna di viaggio Lou potremo viaggiare nel tempo. Dovremo fare squadra con gli eroi del passato per ottenere le chiavi necessarie nel presente.
Personalizzazione e partner
Uno dei punti di forza del brand ritorna ancora più potente in Code Vein 2. La personalizzazione del personaggio è sorprendentemente profonda e curata. Il giocatore può creare il proprio avatar scegliendo tra una quantità enorme di opzioni estetiche. Ogni dettaglio può essere modificato per creare un guerriero che rispecchi perfettamente i propri gusti. Questa caratteristica aiuta molto l’immedesimazione durante le numerose sequenze narrative del gioco.
La principale novità del sistema di gioco riguarda l’integrazione dei compagni di viaggio. I partner non sono semplici spettatori ma elementi fondamentali del gameplay e della trama. Hanno una doppia funzione tattica molto interessante. Possono combattere attivamente al fianco del protagonista durante ogni scontro. In alternativa possono fondersi con lui per potenziare temporaneamente le sue statistiche di base.
La loro capacità più importante è però quella di resuscitare il giocatore in caso di sconfitta. Questa meccanica rende il gioco apparentemente più accessibile ma ha dei limiti ben precisi. La resurrezione non è infinita e consuma risorse preziose. Dopo averci salvato, il compagno sparirà dalla scena per diversi secondi. In quel lasso di tempo saremo soli e vulnerabili senza alcun supporto. Inoltre, ogni resurrezione successiva garantisce meno punti vita recuperati, e ad un certo punto diventerà inutile essere riportati in vita.
Sistema di combattimento troppo complesso?
Il sistema di combattimento recupera le fondamenta solide del primo capitolo. Gli sviluppatori hanno però deciso di renderlo ancora più stratificato e complesso. Ci sono nuove armi, equipaggiamenti inediti e combinazioni di poteri molto variegate. Non è affatto semplice prendere confidenza con tutta questa mole di informazioni iniziali. Il giocatore deve gestire Codici Sanguigni, simulacri, potenziatori e numerosi attributi diversi. Per chi avrà la pazienza di superare questo scoglio si aprirà un ventaglio enorme di possibilità. Potrete creare build uniche e incredibilmente potenti per affrontare le sfide più dure. Tuttavia la quantità di carne al fuoco è forse eccessiva per un giocatore occasionale. La personalizzazione tattica è profonda ma richiede uno studio attento di ogni parametro disponibile.
Inoltre, sebbene venga presentato come un soulslike accessibile, Code Vein 2 non lo è affatto. La curva di difficoltà è sbilanciata in modo evidente durante l’avventura. I nemici di base sono spesso abbordabili e non troppo ostici. I boss invece presentano picchi di difficoltà eccessivi fin dalle prime battute del gioco. Molti boss sono incredibilmente aggressivi e non lasciano respiro al protagonista. Spesso poi si concentrano solo sul giocatore ignorando completamente la presenza del partner. Questo costringe a uno stile di gioco estremamente difensivo e talvolta frustrante. I giocatori meno esperti potrebbero abbandonare il titolo molto presto a causa di questi picchi ingiustificati.
Open World fragile e design altalenante
La vera scommessa di Code Vein 2 è il passaggio a una struttura open world. Rispetto alle aree contenute del primo capitolo, in questo caso abbiamo un mondo vasto completamente esplorabile. L’ispirazione qui sembra essere chiaramente quella di titoli come Elden Ring. Purtroppo però il mondo risulta spesso spoglio e poco interessante da scoprire. Se da una parte il gioco ricompensa l’esplorazione con tesori utili, dall’altra mostra il fianco a limiti evidenti. Un mondo così vasto ha richiesto compromessi tecnici che pesano sull’esperienza complessiva. La varietà dei biomi e dei paesaggi è notevole ma disperde l’atmosfera. Quell’aura dark e opprimente che caratterizzava il capostipite qui si avverte molto meno, penalizzando la direzione artistica che risulta meno coerente rispetto al passato.
Allo stesso modo, il design dei nemici e dei livelli è purtroppo altalenante in questo sequel. Alcuni boss sono incredibilmente riusciti e ispirati dal punto di vista visivo. Le loro battaglie risultano esaltanti e coreografate con grande maestria tecnica. Altri scontri sono invece decisamente meno interessanti e poco brillanti, e la difficoltà spesso esagerata di molti incontri non aiuta affatto il giocatore. Questo sbilanciamento rischia di penalizzare le buone idee del team di sviluppo. Anche i dungeon soffrono della stessa incostanza qualitativa. Quelli legati alla trama principale sono godibili e ben strutturati, mentre quelli delle missioni secondarie appaiono anonimi e poco ispirati nel design dei percorsi.
Grafica e tecnica
Il più grande punto debole di Code Vein 2 risiede purtroppo nel suo comparto tecnico. I personaggi godono di modelli poligonali definiti e puliti, ma il gioco appare decisamente arretrato rispetto agli standard delle console attuali. L’engine utilizzato sembra essere praticamente identico a quello del primo capitolo. Questo porta a problemi evidenti di prestazioni durante l’esplorazione dell’ampio mondo di gioco e nei combattimenti. Il frame rate è instabile e ballerino in quasi ogni situazione di gioco. Nemmeno la modalità performance riesce a garantire una fluidità costante e soddisfacente. Si presentano inoltre bug sporadici e fastidiose compenetrazioni poligonali tra i modelli. Le hitbox non funzionano sempre alla perfezione durante gli scontri più concitati. Anche il feedback e il peso dei colpi delle armi non sono rappresentati in modo accurato. Questo rende difficile pianificare con precisione le azioni durante i combattimenti più tecnici.
Un altro aspetto problematico riguarda l’interfaccia utente del gioco. La UI è confusionaria e molto difficile da navigare velocemente. Contiene troppe informazioni concentrate in schermi poco chiari per il giocatore. Ci vuole parecchio tempo per abituarsi alla navigazione tra i vari menu di potenziamento. In un gioco così complesso, un’interfaccia pulita sarebbe stata fondamentale per la gestione. Invece ci si ritrova spesso a lottare con schermate sature di testi e icone. Questo elemento rallenta il ritmo di gioco e aggiunge frustrazione inutile all’esperienza.
Commento finale
Code Vein 2 è un titolo che vive di forti contrasti. La parte migliore della produzione è senza dubbio la sua storia ben scritta. Il team ha messo inoltre in campo scelte di design intelligenti e alcuni scontri risultano memorabili. Tuttavia i problemi tecnici e lo sbilanciamento della difficoltà compromettono il risultato finale. L’open world spoglio non riesce a eguagliare il fascino delle ambientazioni del primo titolo. Ci troviamo davanti a un’esperienza che non riesce a soddisfare pienamente le grandi aspettative iniziali. Resta un gioco consigliato ai fan sfegatati del genere soulslike con estetica anime. Chi cerca un’esperienza rifinita e bilanciata potrebbe però rimanere deluso da queste mancanze.
Le Kiwi Ears Aventus si presentano con una proposta tecnica intrigante: un sistema a doppio driver dinamico coassiale, connettività tripla e un’autonomia che sfida i limiti della categoria. Ma dietro questa ricca dotazione tecnologica si cela davvero un prodotto all’altezza delle aspettative di un mercato sempre più esigente?
Dagli IEM agli Over Ear
Kiwi Ears ha costruito la propria reputazione nel settore degli IEM (In-Ear Monitor) dal 2021, distinguendosi per soluzioni tecniche innovative e un rapporto qualità-prezzo competitivo. L’ingresso nel mercato delle cuffie over-ear rappresenta un’espansione strategica significativa, con le Aventus che si posizionano come il secondo modello wireless dell’azienda dopo le Ardor che abbiamo recensito positivamente qui.
La scelta di orientare specificamente questo prodotto verso DJ e gamer non è casuale: entrambe le categorie richiedono caratteristiche tecniche particolari come bassa latenza, isolamento acustico efficace e una risposta in frequenza che privilegi la dinamica e l’impatto sonoro rispetto alla neutralità assoluta.
Design e Unboxing
La confezione delle Kiwi Ears Aventus è simile a quella degli altri prodotti della compagnia: la scatola in cartone rigido si apre a cassetto e al suo interno è presente una bel case protettivo all’interno del quale sono contenute le cuffie e gli accessori.
Sono inclusi oltre alle cuffie un cavo USB-C di ricarica, un cavo USB-C più lungo e a spirale per il collegamento al PC, un cavo jack 3,5mm a spirale, due cuscinetti in schiuma di ricambio e il manuale rapido.
La costruzione prevalentemente in materiale plastico riflette i vincoli di prezzo, ma l’ingegneria meccanica dimostra attenzione ai dettagli funzionali. Il meccanismo di piegatura multiplo (rotazione orizzontale e verticale) ottimizza l’ingombro per il trasporto, mentre il sistema di regolazione a scatti garantisce precisione nel fit personalizzato.
I materiali dei padiglioni, in similpelle vegana, mostrano comfort immediato ma sollevano questioni sulla durabilità a lungo termine, specialmente in condizioni di utilizzo intensivo tipiche dell’ambiente DJ o gaming prolungato.
Il Sistema Dual-Driver
Il cuore tecnologico delle Aventus risiede nella configurazione a doppio driver dinamico coassiale: un driver principale da 40mm gestisce l’intero spettro frequenziale, mentre un secondo driver da 10mm si occupa specificamente della creazione di profondità e spazialità nel soundstage. Questa soluzione, non comune nel settore delle cuffie consumer, deriva direttamente dalle tecnologie utilizzate in ambito professionale.
Dal punto di vista fisico-acustico, la disposizione coassiale permette di mantenere coerenza temporale tra le frequenze, elemento critico per la precisione dell’imaging stereo. Il driver da 10mm, posizionato concentricamente rispetto a quello principale, agisce come tweeter dedicato alla gestione delle frequenze più acute e alla definizione spaziale.
Analisi della Risposta in Frequenza
I dati tecnici ufficiali indicano una risposta in frequenza estesa da 20Hz a 40kHz, con una sensibilità di 102±3dB @1KHz 1mW e un’impedenza di 16Ω±10%. Dalle misurazioni emerge un profilo sonoro che segue una versione modificata della curva Harman, con enfasi controllata sui bassi e una presenza equilibrata nella gamma media.
La regione sub-bass (20-60Hz) presenta un’estensione significativa con autorità e controllo, caratteristica essenziale per applicazioni DJ dove la percezione fisica delle frequenze più basse è fondamentale. La transizione verso i medi-bassi (60-200Hz) mantiene coerenza timbrica, evitando la separazione frequenziale che affligge molti sistemi multi-driver economici.
Sistema di Cancellazione Attiva del Rumore
L’implementazione dell’ANC ibrido utilizza un array di cinque microfoni per il monitoraggio ambientale, promettendo una riduzione del rumore fino a 32dB±3dB.
L’efficacia dell’ANC risulta particolarmente evidente nelle frequenze medio-basse (100-1000Hz), range tipico dei rumori ambientali urbani e dei sistemi di condizionamento. La modalità trasparenza, ottenuta attraverso il mixing controllato del segnale ambientale, permette l’interazione con l’ambiente circostante senza rimuovere completamente le cuffie.
Bluetooth 5.4 e Gestione della Latenza
L’implementazione del Bluetooth 5.4 garantisce stabilità di connessione e gestione efficiente dell’energia, con supporto per i codec SBC e AAC. L’assenza di codec ad alta risoluzione come aptX o LDAC rappresenta una scelta progettuale orientata alla compatibilità universale piuttosto che alla massima fedeltà audiofila ma per il prezzo, a cui sono proposte (100 euro di listino, che diventano 50 euro spesso e volentieri approfittando di sconti come questo)
La funzione di connessione simultanea a due dispositivi, gestita attraverso il protocollo multipoint, utilizza algoritmi di commutazione automatica basati sulla priorità del segnale ricevuto, permettendo transizioni fluide tra smartphone e computer senza necessità di disconnessioni manuali.
Prestazioni Audio: Analisi Critica del Suono
Caratteristiche Tonali Generali
Dal punto di vista della firma sonora, le Aventus presentano una personalità decisamente orientata verso l’engagement emotivo piuttosto che la neutralità analitica. La curva di risposta evidenzia tre zone caratteristiche: un’enfasi controllata sui bassi, una gamma media naturale con lieve colorazione calda, e un treble smooth che evita affaticamento durante sessioni prolungate.
Analisi per Bande Frequenziali
Bassi (20-250Hz): La regione grave presenta carattere e impatto significativi, con particolare autorità nella zona sub-bass. Il controllo del driver da 40mm risulta efficace nel gestire transitori rapidi senza compromettere la definizione. Tuttavia, alcuni reviewer professionali segnalano una leggera perdita di texture nei passaggi più complessi, suggerendo limiti nella risoluzione della membrana utilizzata.
Medi (250Hz-4kHz): La gamma media mostra equilibrio complessivo, con una leggera enfasi intorno ai 500Hz che conferisce corpo alle voci maschili e calore generale alla riproduzione. Le voci femminili mantengono naturalezza senza risultare sbilanciate, anche se la risoluzione micro-dinamica non raggiunge i livelli di cuffie più costose.
Acuti (4kHz-20kHz): Il treble presenta carattere controllato e non faticoso, con estensione adeguata che evita il roll-off prematuro tipico di molti prodotti economici. La presenza del driver da 10mm contribuisce alla definizione degli armonici superiori, anche se l’integrazione non sempre risulta perfettamente seamless.
Soundstage e Imaging
Per una cuffia chiusa, le Aventus dimostrano capacità spaziali superiori alla media della categoria di prezzo. La larghezza del soundstage beneficia chiaramente dell’architettura dual-driver, mentre la profondità risulta meno sviluppata ma comunque convincente per gaming e applicazioni multimediali.
L’imaging stereo mostra precisione nell’identificazione delle sorgenti sonore, caratteristica particolarmente apprezzabile nel gaming competitivo dove la localizzazione spaziale degli eventi sonori può influenzare le prestazioni.
Confronto Competitivo e Posizionamento di Mercato
Nel segmento sotto i 100 euro, le Aventus si trovano a competere con prodotti consolidati come le Sony WH-CH720N, le Audio-Technica ATH-M50xBT2 e le Sennheiser HD 450BT. Il confronto rivela vantaggi e compromessi specifici.
Rispetto alle Sony, le Kiwi Ears offrono un suono più caratterizzato, a scapito dell’ecosistema software e dell’ottimizzazione dell’ANC. Le Audio-Technica mantengono vantaggio nella costruzione meccanica e nella reputazione del marchio, mentre le Aventus rispondono con maggiore versatilità d’uso e autonomia superiore.
L’elemento differenziante principale rimane l’architettura dual-driver, raramente implementata in questa fascia di prezzo, che conferisce alle Aventus una proposta di valore unica nel panorama competitivo
Analisi dell’Autonomia
La batteria da 1000mAh rappresenta un punto di forza innegabile del prodotto. I test real-world confermano sostanzialmente le specifiche dichiarate: circa 75-80 ore con ANC disattivato, 38-42 ore con ANC attivo, 16-18 ore con ANC e illuminazione RGB simultaneamente attivi.
Questi valori posizionano le Aventus tra i leader della categoria per autonomia, superando di fatto la maggior parte della concorrenza diretta. Il sistema di ricarica rapida (10 minuti per 4 ore di utilizzo) utilizza tecnologie di gestione della corrente che bilanciano velocità e preservation della chimica delle celle.
L’implementazione del Bluetooth 5.4, inoltre, contribuisce significativamente all’efficienza energetica, utilizzando algoritmi di adaptive power management che modulano la potenza di trasmissione in base alla qualità del segnale e alla distanza dalla sorgente.
Limitazioni Tecniche e Compromessi Progettuali
L’analisi approfondita rivela alcune criticità tipiche della fascia di prezzo. La coerenza timbrica tra i due driver non risulta sempre ottimale, con occasionali discontinuità percettibili nei crossover frequenziali durante passaggi musicali complessi.
Il sistema di controlli fisici, seppur funzionale, manca della raffinatezza tattile di prodotti premium, e la risposta dei pulsanti può risultare imprecisa durante l’uso con guanti o in condizioni ambientali difficili.
La mancanza di un’applicazione dedicata per la personalizzazione EQ rappresenta una limitazione significativa per utenti che desiderano ottimizzare la risposta sonora per applicazioni specifiche.
Conclusioni: Tecnologia Democratizzata
L’implementazione del sistema dual-driver, seppur non perfetta, apre interessanti prospettive per l’evoluzione del segmento entry-level e Kiwi Ears si è fatta capostipite di questa novità. La proposta di valore risulta convincente per utenti che cercano versatilità e caratteristiche tecniche avanzate a prezzo contenuto, sia per chi intenda utilizzarle in ambito gaming, sia per chi necessiti di un uso più professionale, pur accettando i compromessi inevitabili della fascia di prezzo. L’autonomia eccezionale e la dotazione accessori completa consolidano il posizionamento competitivo del prodotto.
Dopo quasi vent’anni dal film cult che ha definito un’intera generazione, è finalmente arrivato il primo trailer di “Il Diavolo Veste Prada 2“, il sequel che riporta sul grande schermo l’iconico mondo della moda e delle redazioni di lusso.
Il trailer, rilasciato nelle ultime ore, ha già scatenato un’ondata di entusiasmo sui social media, riaccendendo la nostalgia per il film originale del 2006 che ha visto Meryl Streep nei panni dell’indimenticabile Miranda Priestly e Anne Hathaway in quelli dell’ingenua assistente Andy Sachs.
Anche se i dettagli della trama rimangono ancora avvolti nel mistero, il trailer lascia intravedere un ritorno ai temi centrali del primo film: l’ambizione, il sacrificio personale e il prezzo del successo nel spietato mondo della moda. Le immagini mostrano una produzione curata nei minimi dettagli, con costumi sfavillanti e ambientazioni che promettono di catturare nuovamente l’essenza glamour che ha reso memorabile il film originale.
La grande domanda che tutti si pongono è: chi del cast originale tornerà? Mentre alcune indiscrezioni parlano di possibili ritorni di volti familiari, la produzione mantiene il massimo riserbo.
Il sequel arriva in un momento in cui Hollywood sta riscoprendo il valore dei franchise consolidati, e “Il Diavolo Veste Prada” rappresenta uno dei titoli più amati e quotati degli ultimi vent’anni. I fan non vedono l’ora di scoprire se questo ritorno sarà all’altezza delle aspettative.
La serie HBO basata sul celebre videogioco di Naughty Dog potrebbe concludersi con la terza stagione, secondo quanto emerso da recenti dichiarazioni dei creatori Craig Mazin e Neil Druckmann.
La seconda stagione, andata in onda ad Aprile 2025, aveva trattato una prima parte degli eventi narrati in “The Last of Us Part II“, fermandosi al punto in cui il punto di vista cambia su Abby. La terza stagione dovrebbe quindi narrare la parte finale del videogioco, con l’incontro scontro tra Ellie e Abby. A quel punto, gli showrunner per una eventuale futura stagione dovrebbero procedere a creare nuovo materiale narrativo, non essendo quello disponibile sufficiente per una ulteriore stagione.
A differenza di molte serie che vengono prolungate indefinitamente, Mazin e Druckmann hanno sempre sottolineato la loro intenzione di raccontare una storia completa e coerente, senza diluire la qualità narrativa che ha reso la prima stagione e la seconda un successo sia di critica che di pubblico. Il videogioco originale offre infatti una storia relativamente contenuta e che stando a molti rumors si è esaurita con Part II e i creatori sembrano determinati a rispettare l’integrità del materiale di partenza.
La decisione di concludere la serie dopo tre stagioni rifletterebbe una tendenza sempre più diffusa nel panorama televisivo contemporaneo: privilegiare la qualità sulla quantità, raccontando storie finite anziché prolungarle artificialmente. Per i fan della serie, questo potrebbe significare una conclusione soddisfacente piuttosto che un lento declino.
Resta da vedere se la terza stagione sarà effettivamente l’ultima, ma una cosa è certa: HBO e i creatori sembrano intenzionati a chiudere la storia di Joel ed Ellie nel modo più dignitoso possibile.
Il panorama videoludico sta per arricchirsi di un nuovo, enigmatico protagonista. È trapelato l’annuncio di un ambizioso FPS Sci-Fi ambientato in un futuro distopico che promette di mescolare azione frenetica e un’investigazione profonda. Al momento, persino il nome del gioco è un segreto, ma i primi indizi puntano verso una sigla ben specifica: COR3.
L’Umanità sull’orlo dell’Abisso
La sinossi ufficiale ci trasporta direttamente nell’anno 2251. Due secoli prima, l’umanità si è trovata a un passo dall’estinzione totale, rischiando la distruzione. A salvare i rimasugli della nostra specie fu un’organizzazione segreta autoproclamatasi “The Core”. Attraverso una complessa opera di persuasione e unificazione dei governi mondiali, il Core è riuscito a invertire la marea della distruzione, ricostruendo una società sulle ceneri del vecchio mondo.
Ma a quale prezzo? Il gioco ci mette nei panni di un investigatore, suggerendo che la pace garantita dal Core nasconda verità oscure e segreti che attendono solo di essere svelati.
Terra o Marte?
Sebbene l’ambientazione sia dichiaratamente post-apocalittica, non è ancora chiaro dove si svolgerà l’azione. I primi dettagli suggeriscono scenari che spaziano dalle rovine di una Terra martoriata, agli insediamenti industriali di Marte. Questa ambiguità geografica, unita alla natura investigativa del gameplay, lascia presagire una trama ricca di colpi di scena e misteri sci-fi.
Essendo un First-Person Shooter, il cuore dell’esperienza sarà il combattimento, ma gli sviluppatori sembrano voler dare un peso specifico alla componente narrativa. Come investigatore, il giocatore non dovrà solo premere il grilletto, ma analizzare indizi, interrogare l’ambiente e navigare in un mondo dove la propaganda del Core si scontra con una realtà probabilmente molto più brutale.
Cosa sappiamo di COR3
Visitando il sito ufficiale legato al progetto, i riferimenti a “COR3” e a un’intelligenza artificiale chiamata “Corie” sono frequenti. Potrebbe quindi essere un ARG (Alternate Reality Game) o è semplicemente un modo per mantenere alto l’interesse prima del reveal completo? Quello che è certo è che l’estetica “tech-noir” e le premesse narrative hanno già catturato l’attenzione degli amanti di queste atmosfere, che ricordano un mix tra Deus Ex e Cyperpunk 2077.
Rimanete sintonizzati sulle pagine di 4news.it per ulteriori aggiornamenti su questo misterioso progetto.
Konami ha dichiarato di voler pubblicare un gioco di Silent Hill all’anno, dimostrando come la compagnia giapponese abbia riacquisito grande fiducia nel brand dopo averlo rilanciato con Silent Hill 2 remake e Silent Hill f, titoli che abbiamo recensito (e particolarmente apprezzato). La notizia importante per i fan della serieè che Konami in un report relativo ai suoi recenti risultati finanziari del terzo trimestre dell’anno fiscale ha incluso una nota che apre degli scenari interessanti.
Sappiamo già cheSilent Hill 1 remake è in sviluppo, affidato anche questo a Bloober Team che ha saputo gestire nel migliore dei modi il rifacimento del secondo capitolo della serie horror. Sappiamo anche che sta lavorando a Silent Hill Townfall da più di tre anni e che continuano a uscire rumor su questo titolo minore della serie.
Non due, ma ben tre titolidi Silent Hill?
Tuttavia, sembra che non sia finita qui: Konami ha parlato infatti di un gioco “completamente originale“, ora in lavorazione presso la compagnia nipponica, “insieme al remake della prima iterazione [della serie]”. Questo progetto è distinto dal remake del primissimo titolo già citato prima. Il problema è che non sono stati condivisi dettagli specifici né sul gioco né sul team di sviluppo che se ne sta prendendo cura. l momento, si possono solo fare ipotesi.
Il fatto che si parli di un progetto “completamente nuovo” lascia credere che non si tratti di un altro remake, anche seil post messo dalla stessa compagnia di Konami lascia spazio all’interpretazione. Alcuni utenti accennavano alla possibilità che si tratti del remake di Silent Hill 3 che, sempre secondo loro, potrebbe uscire nel 2028.
E secondo voi quale sarà il terzo titolo in sviluppo da parte di Konami? Fatecelo sapere nei commenti!
2K ha annunciato WWE 2K26, il nuovo capitolo della serie videoludica di punta dedicata alla WWE, sviluppato da Visual Concepts, che sarà disponibile a partire dal 6 marzo per PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2 e PC tramite Steam.
CM Punk, campione in carica del World Heavyweight, posa sulla copertina della Standard Edition con un’espressione di sfida e una posizione degna di un Triple Crown Champion. Personaggio tra i più celebrati e sovversivi nella storia della WWE, CM Punk era già apparso sulla copertina di WWE ’13 ed è anche protagonista del 2K Showcase di WWE 2K26.
La King of Kings Edition celebra la carriera sul ring e l’aura leggendaria anche dietro le quinte del WWE Hall of Famer e attuale CCO (Chief Content Officer) della WWE, Paul “Triple H” Levesque. La Attitude Era Edition rievoca la nostalgia di una delle epoche più iconiche della storia WWE, con personalità esuberanti come “Stone Cold” Steve Austin, The Rock, Triple H, Shawn Michaels, Stephanie McMahon, Undertaker, Kane, Trish Stratus, Lita, Chyna, Kurt Angle e i Dudley Boyz. La nuovissima Monday Night War Edition “super-premium” include contenuti legati alle Superstar WWE dell’Attitude Era, oltre a una selezione dei più grandi nomi WCW dell’epoca, tra cui “Hollywood” Hulk Hogan, Kevin Nash, Scott Hall, Goldberg, Booker T ed Eric Bischoff.
Le edizioni King of Kings, Attitude Era e Monday Night War saranno disponibili in tutto il mondo venerdì 6 marzo 2026, sette giorni prima della Standard Edition, che uscirà venerdì 13 marzo 2026. “Da bambino potevo solo sognare di essere sulla copertina di un videogioco. Ora entro a far parte di un gruppo molto esclusivo di Superstar WWE che ci sono riuscite per ben due volte”, ha dichiarato CM Punk. “Mi sono divertito a narrare il 2K Showcase, che mi ha dato l’opportunità di raccontare ai fan la vera storia senza filtri, dei momenti, dei match e delle controversie della mia carriera. I giocatori potranno mettersi nei miei panni, rivivere alcuni dei miei momenti più gloriosi nella WWE e affrontare sfide che io stesso non ho mai avuto modo di disputare”.
“WWE 2K26 introduce diverse nuove tipologie di match e funzionalità di gameplay richieste dalla community”, ha dichiarato Greg Thomas, Presidente di Visual Concepts. “Il team ha lavorato molto per perfezionare l’azione sul ring, ampliando allo stesso tempo le opzioni creative per offrire ai giocatori una libertà senza precedenti”.
Aggiornamenti e novità di WWE 2K26
2K Showcase: Punked – Il viaggio personale di CM Punk: CM Punk ripercorre momenti di epoche diverse per rivivere momenti incredibili della sua carriera. Narrato da “IL MIGLIORE del MONDO” in persona, lo Showcase permetterà di rivivere match iconici e affrontare leggende WWE in scenari di Fantasy Warfare. Per chi vuole davvero mettersi alla prova, lo Showcase Gauntlet spingerà i giocatori al limite. Ascesa, ribellione e ritorno di CM Punk rendono questo 2K Showcase il più personale di sempre;
Roster “IL MIGLIORE del MONDO” con oltre 400 personaggi: Il roster più grande nella storia del franchise, con oltre 400 Superstar giocabili, tra talenti attuali di RAW, SmackDown e NXT, Leggende e membri della WWE Hall of Fame. Tra i nomi presenti: John Cena, “Macho Man” Randy Savage, Rhea Ripley, Cody Rhodes, Roman Reigns, Iyo Sky, Andre the Giant, Drew McIntyre, Bron Breakker, “Rowdy” Roddy Piper, Seth Rollins, Logan Paul, Stephanie Vaquer, Eddie Guerrero, Liv Morgan, Bret “Hitman” Hart, Penta, Charlotte Flair, Randy Orton, oltre a nuovi ingressi e ritorni come Rey Fénix, Rusev, Blake Monroe e molti altri;
Quattro nuove tipologie di match, nuovi strumenti offensivi e miglioramenti al gameplay: Nuovi match tra cui I Quit, Inferno, 3 Stages of Hell e Dumpster, tavoli impilabili, nuovi oggetti utilizzabili, come carrelli della spesa, puntine da disegno e ambienti più ampi e interattivi. I match intergender sono disponibili in tutte le modalità principali. Il sistema di Attacchi e Stamina è stato rinnovato, con una fisica migliorata che rende l’azione più dinamica e pericolosa. Entrate interattive e l’aggiunta di Booker T e Wade Barrett al commento arricchiscono ulteriormente il comparto audiovisivo;
Menù Creazioni – slot Creazione Superstar e Immagini raddoppiati, più Body Morphing: Ora disponibili 200 slot Creazione Superstar, raddoppiando il numero precedente. Le Creazioni Community supportano fino a 2.000 immagini e dispongono di strumenti avanzati di modellazione dei corpi e dei volti e possibilità di colorazione bicolore dei capelli, per una libertà creativa senza precedenti;
Il mio GM – più show e più Superstar per match: Nuovi match intergender, incontri a 5, 6 e 8 partecipanti e supporto a più tipologie di match. Un maggior numero di show per stagione introducono nuove sfide manageriali;
La mia ASCESA – nuovo tema e maggiore rigiocabilità: I giocatori definiscono il percorso de La mia SUPERSTAR attraverso due nuove storyline basate sulle divisioni, in cui scelte eroiche o malvagie influenzano il mio GIOCATORE come mai prima d’ora. I giocatori possono continuare a giocare anche dopo aver completato le storie principali, con più contenuti sbloccabili e obiettivi da ottenere per una maggiore rigiocabilità;
Universe – arriva il Draft!: Il WWE Draft entra nella modalità sandbox Universe. Tra le novità anche un nuovo Universe Creazioni Guidate, la modalità Guarda Show, modalità incasso Money in the Bank migliorati e nuovi tipi di promo;
The Island – nuova storia e nuovo ambiente, disponibile su tutte le piattaforme: The Island è ora più grande e social che mai, disponibile per la prima volta anche su PC. I giocatori sceglieranno una delle tre fazioni e combatteranno per il controllo grazie a un sistema di progressione rinnovato. Il nuovo ambiente Scrapyard Crawl, le nuove Torri, negozi inediti ed equipaggiamenti brandizzati, un editor La mia SUPERSTAR ampliato con importazione delle foto del volto, oltre a missioni migliorate complete di doppiaggio delle Superstar, cutscene e schermate di dialogo, arricchiscono l’esperienza immersiva;
La mia FAZIONE – la chimica è fondamentale: La modalità carte da combattimento collezionabili torna con nuove formazioni intergender e match Scambio rapido. I giocatori possono collezionare carte con nuovi design e potenziare le proprie prestazioni grazie alla nuova Faction Chemistry e al supporto delle Interruzioni. Nuovi pacchetti di carte a tema e obiettivi continueranno a essere distribuiti regolarmente nel corso dell’anno, con aggiornamenti stagionali dei contenuti;
Pass Bordo Ring – i DLC si arricchiscono con più contenuti post-lancio che mai: Il nuovissimo Pass Bordo Ring offre ai giocatori ulteriori incentivi permettendo di guadagnare XP in tutte le modalità di gioco, escluse le lobby online. Saranno disponibili 60 livelli gratuiti e 40 livelli premium per premiare la progressione: raggiungendo il livello 40 della Stagione Premium del Pass Bordo ring, i giocatori potranno sbloccare Superstar, oggetti cosmetici e di personalizzazione, VC, contenuti per La mia FAZIONE e The Island, e molto altro ancora. Il Pass Bordo Ring Premium sostituisce il precedente modello di DLC, premiando i giocatori con nuovi personaggi giocabili inediti, non presenti nel roster base, inclusi Superstar attuali, Leggende, Personaggi Alternativi e alcuni nomi a sorpresa. Sono previste sei Stagioni del Pass Bordo Ring nel corso dell’anno, con la Stagione 1 disponibile al lancio, che includerà Superstar e Leggende sbloccabili, precedentemente disponibili tramite il WWE 2K Supercharger, nel livello gratuito.
Nuove funzionalità basate sul movimento per Nintendo Switch 2
WWE 2K26 su Nintendo Switch 2 offrirà diverse funzionalità aggiuntive rese possibili dall’hardware della console, tra cui il supporto al touchscreen e al mouse, GameShare e GameChat, il gioco con un singolo Joy-Con e la possibilità di utilizzare i controlli del mouse nel Menù Creazioni per la pittura del volto e del corpo. La versione Nintendo Switch 2 del gioco supporterà inoltre il Caricamento delle Immagini e le Creazioni Community multipiattaforma.
Edizioni WWE 2K26
WWE 2K26 sarà disponibile in quattro edizioni: Standard Edition, King of Kings Edition, Attitude Era Edition e Monday Night War Edition.
Standard Edition:
Bonus preordine: I giocatori che preordineranno la Standard Edition di WWE 2K26 riceveranno il Joe Hendry Pack, un pacchetto bonus che include la Superstar giocabile Joe Hendry, un oggetto cosmetico maglia di Joe Hendry, la carta EVO La mia FAZIONE di Joe Hendry e l’Emote Spin Island di Joe Hendry. Chi preordinerà qualsiasi edizione di WWE 2K26 per PS5, Xbox Series X|S o PC riceverà inoltre il gioco base WWE 2K25 in versione digitale.* I giocatori che preordineranno la Attitude Era Edition o la Monday Night War Edition su PlayStation o Xbox tra il 29 gennaio e il 23 febbraio entro le ore 8:00 PT riceveranno 15.000 VC in WWE 2K26 e 67.500 VC in WWE 2K25.
King of Kings Edition: La King of Kings Edition include la Standard Edition, il Joe Hendry Pack, il Pass Bordo Ring Premium Stagione 1 e 32.500 VC, oltre al Pacchetto King of Kings, che comprende le Superstar giocabili Triple H ’98 e Stephanie McMahon ’00, e l’Emote “Triple H Signature Taunt” per The Island. La King of Kings Edition sarà disponibile a partire dal 6 marzo 2026, sette giorni prima della Standard Edition.
Attitude Era Edition: Oltre a tutti i contenuti inclusi nella King of Kings Edition, la Attitude Era Edition include l’accesso al Pass Bordo Ring Premium, Stagioni 1-4, oltre al Pacchetto Attitude Era Edition, che comprende le Superstar giocabili The Rock ’99, Kane ’98 e Chyna ’97, le carte EVO La mia FAZIONE “Rattlesnake” di “Stone Cold” Steve Austin e “People’s Champ” di The Rock, l’arena Raw is War ’98, e le emote per The Island “Thumb Across the Neck” di Undertaker e “DX Crotch Chop” di Shawn Michaels. È incluso anche il Superstar Mega-Boost, che concede 200 punti attributo La mia SUPERSTAR per La mia ASCESA, e più di 100.000 VC. La Attitude Era Edition sarà disponibile a partire dal 6 marzo 2026, sette giorni prima della Standard Edition.
Monday Night War Edition: Oltre a tutti i contenuti inclusi nella Attitude Era Edition, la Monday Night War Edition include l’accesso al Pass Bordo Ring Premium, Stagioni 1-6, oltre al Pacchetto Monday Night War Edition, che comprende le Superstar giocabili Shawn Michaels DX, Macho Man Randy Savage ’98 e Rowdy Roddy Piper ’98, l’arena WCW Thunder ’98 e l’Emote “Bang!” di Diamond Dallas Page per The Island. La Monday Night War Edition dà inoltre diritto al WrestleMania 42 Pack, che include l’arena WrestleMania 42 e tre carte Superstar Persona di WrestleMania 42, da sbloccare automaticamente dopo il lancio.**** La Monday Night War Edition sarà disponibile a partire dal 6 marzo 2026, sette giorni prima della Standard Edition.
Vi ricordiamo che WWE 2K26sarà disponibile a partire dal 6 marzo per PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2 e PC tramite Steam.
La serie televisiva di God of War per Amazon Prime Video sta prendendo finalmente forma con un cast di tutto rispetto, dopo anni di sviluppo travagliato. Il progetto, che ha ricevuto un ordine diretto per due stagioni, è attualmente in pre-produzione a Vancouver con le riprese previste per marzo2026.
Rayan Hurst è Kratos
Ryan Hurst interpreterà il protagonista Kratos nella serie in live-action. La scelta ha un curioso collegamento con i videogiochi: Hurst ha precedentemente prestato la voce a Thor in God of WarRagnarök, quindi si trova a passare dal ruolo del dio del tuono a quello del tormentato Dio della Guerra.
Il pantheon norreno si completa
Nelle ultime settimane, il cast si è arricchito di nomi importanti che daranno vita agli dei norreni:
Teresa Palmer (nota per “A Discovery of Witches” e “Hacksaw Ridge”) interpreterà Sif, moglie di Thor e una delle principali divinità Aesir. La presenza di questo personaggio suggerisce che la serie attingerà sia dal God of War del 2018 che dal suo sequel Ragnarök.
Mandy Patinkin, leggenda del piccolo e grande schermo (“Homeland“, “La storia fantastica“), è stato scelto per il ruolo di Odino, il Padre di Tutti. Il personaggio è descritto come non fisicamente imponente ma estremamente potente, un patriarca manipolatore ossessionato dal prevenire il Ragnarök.
Ólafur Darri Ólafsson (conosciuto per “Severance“) interpreterà Thor, il Dio del Tuono, un personaggio tormentato dalle sue azioni passate.
Max Parker è stato scelto per interpretare Heimdall, il Guardiano di Asgard, uno dei figli di Odino e antagonista principale in God of War Ragnarök.
La squadra creativa
Ronald D. Moore è lo showrunner, scrittore e produttore esecutivo, noto per capolavori come “Battlestar Galactica” e “Outlander“. Frederick E.O. Toye, vincitore di un Emmy per “Shōgun“, dirigerà i primi due episodi. Anche Cory Barlog, direttore del gioco, è coinvolto come produttore esecutivo per garantire fedeltà all’opera originale.
La trama
La serie seguirà padre e figlio Kratos e Atreus mentre intraprendono un viaggio per spargere le ceneri della moglie e madre, Faye. La storia si concentrerà sul rapporto padre-figlio, con Kratos che cerca di insegnare ad Atreus a essere un dio migliore, mentre il ragazzo tenta di insegnare al padre a essere più umano.
Con un cast così promettente e una produzione di alto livello, i fan possono aspettarsi di vedere la serie probabilmente alla fine del 2027, considerando i tempi di produzione e post-produzione necessari per un progetto di questa portata.
L’avventura narrativa a tinte supereroistiche Dispatch, sviluppata dai veterani di AdHoc Studio, è finalmente approdata su Nintendo Switch 2. Tuttavia, il lancio del gioco è stato accompagnato da un’accesa polemica che sta dividendo la community. La versione per la console della casa di Kyoto è pesantemente censurata, e a differenza delle altre piattaforme, i giocatori non hanno alcuna possibilità di disattivare i filtri.
Ma chi è il vero responsabile di questa scelta? E perché Nintendo, che negli ultimi anni ha aperto le porte a numerosi titoli hentai e adult-only, ha imposto restrizioni così rigide proprio su Dispatch?
I Contenuti Censurati
Dispatch è noto per il suo stile artistico unico e il suo umorismo tagliente, che include occasionali scene di nudità e gestacci. In tutte le altre versioni (PC, PlayStation, Xbox), il gioco offre un’opzione nel menu per attivare o disattivare la censura. Su Switch e Switch 2, invece, questa opzione è completamente bloccata.
Un esempio (e piccolo spoiler) è la scena che coinvolge la supereroina Blonde Blazer. In un momento comico, il giocatore deve decidere se far notare alla collega che un capezzolo spunta dal suo vestito o far finta di nulla. Nella versione Nintendo, l’intera area è coperta da un’enorme barra nera, che distrugge l’efficacia e la sottigliezza del dialogo originale.
La risposta di AdHoc Studio e Nintendo
In una dichiarazione rilasciata a Eurogamer, AdHoc Studio ha spiegato che la decisione è stata necessaria per soddisfare i “criteri di rilascio” del Nintendo eShop. “Abbiamo lavorato con Nintendo per assicurarci che il contenuto incontrasse i criteri per le loro piattaforme”, ha affermato lo studio, pur ribadendo che l’esperienza narrativa centrale rimane identica.
Dall’altro lato, Nintendo ha risposto tramite GoNintendo scaricando, di fatto, la responsabilità sugli sviluppatori: “Nintendo richiede che tutti i giochi ricevano valutazioni da organizzazioni indipendenti (come ESRB o PEGI) e rispettino le nostre linee guida. Nintendo non apporta modifiche ai contenuti dei partner”.
La classificazione CERO: Il vero motivo è il Giappone?
Molti analisti ed esperti di settore puntano il dito verso il sistema di classificazione giapponese, il CERO. A differenza dell’Occidente infatti, il CERO ha regole ferree e quasi proibitive sulla nudità e sullo smembramento.
Il problema risiede nella natura stessa dell’eShop di Nintendo: spesso, la casa di Kyoto pubblica un’unica versione globale di un gioco che cambia lingua in base alle impostazioni della console. Se un gioco deve essere venduto anche sullo store giapponese, deve superare i test CERO. E se quindi esiste una sola versione mondiale, i limiti imposti dal CERO finiscono per applicarsi anche ai giocatori delle altre regioni.
A questo punto molti si potrebbero chiedere perché titoli come Cyberpunk 2077 su Switch 2 non abbiano subito lo stesso trattamento. La risposta è tanto semplice quanto costosa: CD Projekt RED ha rilasciato due versioni separate. Quella occidentale è completa, mentre quella giapponese è una versione “CERO Z” censurata.
Per un team indipendente e più piccolo come AdHoc Studio, gestire, patchare e sottoporre a certificazione due build diverse del gioco avrebbe comportato costi e tempi insostenibili. La censura globale quindi, per quanto sgradita ai fan, è stata probabilmente l’unica mossa percorribile per portare il titolo su console Nintendo.
Un bivio etico per gli Sviluppatori
Il caso Dispatch riapre così il dibattito sulla libertà creativa degli sviluppatori nell’era della distribuzione globale digitalizzata. Mentre la community chiede una patch che sblocchi i contenuti almeno nelle regioni dove non sono proibiti, il silenzio tra Nintendo e AdHoc suggerisce che la situazione rimarrà invariata.
Voi cosa ne pensate? È giusto sacrificare la visione artistica per garantire la massima distribuzione, o Nintendo dovrebbe permettere una gestione più flessibile dei contenuti per adulti?
Sydney Sweeney sarà la protagonista dell’adattamento cinematografico del videogioco di successo “Split Fiction“, diretto da Jon M. Chu. Il progetto, che ha già generato grande interesse a Hollywood, rappresenta un’importante collaborazione tra l’attrice e il regista di “Wicked“.
La sceneggiatura del film è affidata a Rhett Reese e Paul Wernick, la coppia di sceneggiatori dietro “Deadpool & Wolverine“, mentre la produzione è curata da Story Kitchen e dalla Electric Somewhere di Chu, con Sweeney che ricoprirà anche il ruolo di produttrice esecutiva.
Il videogioco originale, sviluppato da Hazelight Studios e pubblicato da Electronic Arts, racconta la storia di due autrici, Mio e Zoe, che rimangono intrappolate nei mondi che hanno scritto, mescolando elementi fantasy e fantascienza. Non è ancora stato deciso quale dei due personaggi principali Sweeney interpreterà sullo schermo.
Lanciato a marzo 2025, il gioco ha riscosso un enorme successo commerciale, vendendo oltre due milioni di copie nella prima settimana. Dopo una guerra di offerte tra diversi studi, il progetto è approdato ad Amazon MGM Studios , confermando la fiducia dell’industria cinematografica nel potenziale di questa trasposizione.
Recentemente, Josef Fares, direttore del gioco, ha confermato che il team di produzione ha ricevuto la prima bozza della sceneggiatura, segnalando progressi concreti nello sviluppo del film. Fares ha anche dichiarato di aver incontrato Sweeney, descrivendola come entusiasta del progetto.
Questo rappresenta il secondo adattamento videoludico per l’attrice di “Euphoria“, che sta già lavorando a un film basato sul franchise Sega “OutRun” insieme a Michael Bay.
Resident Evil Requiem (noto anche come Resident Evil 9) è in hype in questi giorni e continuano ad uscire leak e nuove informazioni sull’ultimissimo titolo di Capcom. Ad esempio, è quasi confermato il ritorno di Leon come protagonista di un Resident Evil. A questo proposito, il game director della saga horror, Koshi Nakanishi, ha portato dei nuovi dettagli sui nemici presenti nel titolo. Afferma infatti Nakanishi che gli zombi in Resident Evil Requiem conservano i ricordi della loro vita passata e che avranno circa 100 diverse personalità.
Le parole del game director
A riportare la notizia, tra gli altri, è l’utente Genki sul suo profilo X. Le parole del game director di Resident Evil Requiem sono prese dal sito giapponese di Famitsu. Ecco quanto dichiarato da Nakanishi: “Certo, un’idea era che sarebbe stato divertente dare a ogni zombi una personalità unica. Tuttavia, c’è un limite alla quantità di informazioni che possono comprendere giocatori. Quindi, in definitiva, abbiamo puntato a un’esperienza di gioco in cui non si capisce davvero a prima vista, ma giocando si apprendono le loro caratteristiche e la loro personalità, così da poter adottare delle contromisure. Detto questo, tutto lo staff di sviluppatori ha lavorato con passione per dare a ogni zombi una personalità unica, e anche gli zombi normali hanno le loro voci e altre caratteristiche speciali. Credo che ce ne siano circa 100 in totale.“
Certo, non è stato un lavoro semplice, come svela sempre Nakanishi. Continua infatti nell’intervista su Famitsu: “Gli adattamenti hanno richiesto molto tempo. L’intelligenza artificiale degli zombie era impostata per reagire ai suoni, quindi reagiva in modi inaspettati. Devo dire che è stato divertente creare quelle parti, ma sono state necessarie alcune modifiche. Un altro problema era che gli zombie rischiavano inevitabilmente di essere divertenti anziché spaventosi. C’erano parti in cui anche un piccolo cambiamento nel modo in cui venivano pronunciate le battute poteva improvvisamente farle sembrare una barzelletta. Abbiamo modificato attentamente questi aspetti da diverse angolazioni, tra cui aspetto, movimento e voce”.
Vi ricordiamo che il gioco sarà disponibile per PlayStation 5, Nintendo Switch 2, Xbox Series X/S, Microsoft Windows a partire dal 27 febbraio 2026.
Il gioco di sopravvivenza PvE in prima persona ambientato in un mondo alieno,ICARUS: Console Edition, arriverà sulle console Xbox Series X e PlayStation 5 il 26 febbraio2026, come annunciato oggi dall’editore GRIP Studios. Originariamente sviluppato e pubblicato su PC da Dean Hall (i creatori di DayZ e Kitten Space Agency) e dal suo studio Rocketwerkz, ICARUS: Console Edition porta i giocatori sull’ostile pianeta Icaro, nel tentativo di estrarre risorse e sopravvivere alla sua fauna e flora selvagge. Il tutto con la possibilità di giocare a squadre fino a 4 giocatori.
I cercatori d’oro dell’umanità non saranno da soli nell’esplorazione della superficie di Icaro. L’allevamento di animali è una parte intrinseca e preziosa dell’estrazione di risorse sul pianeta; diverse creature trapiantate dalla Terra come lupi e cinghiali potranno essere addomesticate per ottenere una serie di modificatori, come ringenerare la salute o ridurre il consumo di ossigeno.
I bonus per chi vuole pre-ordinare
Preordinando il titolo di GRIP Studios, i giocatori riceveranno il cosiddetto DLC Pet Companion Pack, che include una selezione di undici animali aggiuntivi (tre nuovi gatti, cinque nuovi cani e tre nuovi cavalli), tra cui un carlino, un soriano grigio, un pastore tedesco e altri ancora. Ogni animale ha i propri livelli, un albero dei talenti e richiede cibo e acqua. I giocatori dovranno prestare attenzione per evitare di perdere i loro preziosi amici.
ICARUS: Console Edition include sia il gioco base originale pubblicato su PC, sia l’espansione New Frontiers, che svela la regione aliena di Prometheus. Questa nuova regione di gioco include altri tre biomi letali, una miriade di predatori mutanti e superiori indigeni del pianeta. I giocatori potranno contare anche su oltre 30 oggetti aggiuntivi per l’officina e la possibilità di creare oltre 100 nuovi oggetti, che faranno la differenza tra sopravvivere o soccombere agli ambienti minacciosi di Icarus.
Sembra che il viaggio di Henry stia per ricevere il trattamento tecnico che i fan invocano da anni. Un recente leak apparso (e poi rimosso) direttamente sul PlayStation Store ha svelato l’esistenza di un upgrade nativo per PS5 di Kingdom Come Deliverance, il GDR ultra-realistico di Warhorse Studios che ha ridefinito il concetto di immersione storica.
I dettagli del leak: 4K e prestazioni migliorate
Nonostante il listing sia stato prontamente rimosso da Sony in tutte le regioni, il portale Gematsu è riuscito a catturare uno screenshot che lascia poco spazio ai dubbi. La descrizione trapelata parla infatti di una versione PS5 di Kingdom Come Deliverance che “include ora aggiornamenti grafici tra cui risoluzione 4K, framerate migliorato, texture ad alta risoluzione e molto altro”.
The PlayStation Store description for Kingdom Come: Deliverance in the U.K., etc. has been updated with information about an unannounced PS5 version—4K, improved frame rate, high-res textures, and more: https://t.co/NT9MMY94kB
Attualmente, il titolo del 2018 è giocabile sulla PS5 solo tramite retrocompatibilità, che ne limita drasticamente le performance rispetto alla controparte PC. L’introduzione di un framerate migliorato suggerisce finalmente il raggiungimento dei 60fps, un cambiamento radicale per un gioco basato sulla precisione dei combattimenti all’arma bianca.
Data di uscita: un regalo per l’ottavo anniversario?
Le indiscrezioni non si fermano alle caratteristiche dell’aggiornamento: alcuni rumor di fine 2025 puntavano già a un rilascio nel febbraio 2026. La data più accreditata in questo caso sembra essere il 4 febbraio, giorno in cui il gioco festeggerà il suo ottavo anniversario. Sarebbe il tempismo perfetto per riaccendere l’interesse verso le origini della saga, specialmente dopo il successo di Kingdom Come Deliverance 2, lanciato lo scorso anno.
Kingdom Come Deliverance PS5: upgrade gratuito o a pagamento?
Resta l’incognita sul potenziale costo dell’operazione. Sebbene non ci siano conferme, l’industria ci ha abituato a due strade: un upgrade gratuito per chi possiede già la versione digitale PS4 o un contributo di circa 10 euro. Questo però sarebbe sostenibile solo nel caso venissero aggiunti contenuti inediti sulla scia di The Last of Us Part II Remastered.
Considerando che c’è molta attenzione rivolta al sequel, che ha lottato testa a testa per il titolo di Game of the Year contro il colossale Clair Obscur: Expedition 33, un aggiornamento gratuito fungerebbe da eccellente operazione di marketing per consolidare la fanbase.
In attesa di un comunicato ufficiale da parte di Warhorse Studios, tutti i fan del Medioevo farebbero bene a tenere d’occhio il catalogo digitale PlayStation. Henry potrebbe tornare molto presto, e sarà più definito che mai.
L’anno inizia progressivamente a scaldarsi e l’offerta di intrattenimento per Febbraio 2026 ne è la prova: ecco “Gli Imperdibili” con i nostri consigli sul meglio di film e serie TV in arrivo!
L’obiettivo della collana “Gli Imperdibili”, si badi bene, non è quello di consigliarvi necessariamente tutto ciò che di meritevole uscirà nel mese (qualcosa ci può sfuggire e possiamo sempre prendere dei piccoli granchi… siamo umani!). Tuttavia, l’obiettivo è indicarvi quelli che potrebbero essere i must watch, le produzioni più attese ed interessanti! Troverete appuntamenti direttamente nelle sale cinematografiche, così come produzioni Netflix, Disney+, Prime Video, Apple TV, Paramount+, HBO Max e chi più ne ha più ne metta!
In un mese che ospiterà eventi polarizzanti come le Olimpiadi invernali di Milano Cortina e il Festival di Sanremo, cinema e piattaforme streaming non resteranno a guardare. Febbraio 2026 vanterà infatti molte proposte per tutti i palati. Gli amanti del grande schermo potranno gustarsi Hamnet – Nel nome del figlio, Crime 101 – La strada del crimine, The Long Walk – Se ti fermi muori e Scream 7. Netflix proporrà la seconda parte di Bridgerton 4 nonché Avvocato di Difesa – The Lincoln Lawyer 4 e The Night Agent 3. Su Prime Video arriveranno Alex Cross 2, Love Me Love Me e The Bluff. Paramount+ avrà Amici Comuni, mentre HBO Max Portobello e su SKY/Now Under Salt Marsh. Solido mese per Disney+ che proporrà Paradise 2 e The Artful Dodger 2. La nostra copertina va tuttavia ad Apple TV con l’attesa seconda stagione di Monarch: Legacy of Monsters.
Vi ricordiamo che potete tenere sotto controllo tutte le uscite principali del mese per Netflix dalla nostra rubrica. E adesso, largo ai consigli per Febbraio 2026!
2 Febbraio
Under Salt Marsh (Serie TV – SKY/Now)
4 Febbraio
Relationship Goals (Film – Prime Video)
5 Febbraio
Anaconda (Film – Cinema)
Hamnet – Nel nome del figlio (Film – Cinema)
Agata Christian – Delitto sulle nevi (Film – Cinema)
Lavoreremo da grandi (Film – Cinema)
Avvocato di Difesa – The Lincoln Lawyer 4 (Serie TV – Netflix)
6 Febbraio
Salvador (Serie TV – Netflix)
10 Febbraio
Motorvalley (Serie TV – Netflix)
The Artful Dodger 2 (Serie TV – Disney+)
11 Febbraio
Alex Cross 2 (Serie TV – Prime Video)
12 Febbraio
Crime 101 – La strada del crimine (Film – Cinema)
Due procuratori (Film – Cinema)
GOAT: Sogna in grande (Film di animazione – Cinema)
Il mago del Cremlino – Le origini di Putin (Film – Cinema)
La gioia (Film – Cinema)
Pillion – Amore senza freni (Film – Cinema)
The Long Walk – Se ti fermi muori (Film – Cinema)
Million-Follower Detective (Serie TV – Netflix)
13 Febbraio
Da Belfast al paradiso (Serie TV – Netflix)
Love Me Love Me (Film – Prime Video)
Amici Comuni (Film – Paramount+)
Heated Rivalry (Serie TV – HBO Max)
18 Febbraio
Missione Shelter (Film – Cinema)
Rental Family – Nelle vite degli altri (Film – Cinema)
Whistle – Il richiamo della morte (Film – Cinema)
56 Giorni (Serie TV – Prime Video)
19 Febbraio
The Night Agent 3 (Serie TV – Netflix)
20 Febbraio
L’ultima cosa che mi ha detto 2 (Serie TV – Apple TV)
Portobello (Serie TV – HBO Max)
23 Febbraio
Paradise 2 (Serie TV – Disney+)
25 Febbraio
Scream 7 (Film – Cinema)
The Bluff (Film – Prime Video)
26 Febbraio
Bridgerton 4 – Seconda parte (Serie TV – Netflix)
27 Febbraio
Monarch: Legacy of Monsters 2 (Serie TV – Apple TV)
Arrivato piuttosto in sordina sul finire del 2025, Zenith corrisponde all’identikit perfetto della piccola perla inspiegabilmente poco coinvolta da chiacchiericcio ed aspettative. Un paradosso se si guarda alle firme dietro a questo titolo competitivo: Grégory Grard e Mathieu Roussel, sodalizio artistico in grado di firmare l’apprezzato Castle Combo, pubblicato in patria dalla stessa PlayPunk che aveva esordito con un certo Captain Flip.
Portato in Italia da Asmodee, Zenith porta i giocatori in un futuro molto lontano in cui il sistema solare è abitato da tre fazioni distinte. La civiltà si basa sullo Zenithium, una fonte di energia pulita e rinnovabile, ma la convivenza resta difficoltosa così come sono ardui gli equilibri di potere. Il vostro obiettivo sarà quello di unire i pianeti sotto un vessillo comune per ottenere il pieno controllo politico. Un competitivo da due a quattro giocatori dai dieci anni a salire, che nella nostra prova si è lasciato apprezzare a tal punto da farcelo dire a chiare lettere. Non fatevelo scappare e vi spieghiamo perché.
Il gioco è disponibile al prezzo consigliato di € 32,99 nei negozi fisici e presso i rivenditori online (come Amazon), distribuito nel nostro Paese da Asmodee Italia.
Confezione di vendita
Molto spesso, sappiamo bene quanto un gioco da tavola possa partire avvantaggiato se riesce a sedurre esteticamente il suo pubblico. Una buona presentazione a volte è il grimaldello giusto per risaltare in un mercato ricco di alternative. A volte, in alcuni casi limite, addirittura diventando uno dei motivi principali per diventare un oggetto da collezione.
Da questo punto di vista, Zenith non parte esattamente col piede giusto. Ovviamente siamo perfettamente consci che i giudizi estetici sono squisitamente individuali. Pertanto, quello che a noi potrebbe aver convinto poco, potrebbe essere assolutamente affascinante per chiunque altro. Tuttavia, non possiamo non constatare che il titolo non abbia tratto particolare giovamento dall’apporto artistico di Xavier Guennifey Durin.
Fin dalla confezione infatti, le illustrazioni appaiono piuttosto derivative, senza particolari guizzi di una spiccata personalità. Non aiuta, inoltre, la predominanza del bianco tanto nel packaging quanto nella componentistica in cartoncino. Un colpo d’occhio insomma che rischia di far scivolare nell’anonimato un titolo che merita molto di più di quanto appare a primo impatto.
All’interno della compatta confezione quadrata da 22,5×22,5 (oltre 6,2 cm di spessore), troviamo infatti una vivace e folta selezione di elementi. Una volta liberati dalle fustelle, è possibile raggruppare tre plance (Tecnologia, Pianeta, Diplomazia), trenta segnalini credito, sedici segnalini bonus, un segnalino Badge Leader, novanta carte agente, due schede riassuntive, una descrizione degli effetti ed il regolamento. Da ultimo, quello che ci fa sempre battere il cuore: la bellezza di quarantadue coloratissime meeple (suddivise tra dischetti influenza, segnalini Zenithium ed indicatori Tecnologia) in RE-Wood, il materiale ricavato da legno riciclato che abbraccia la sostenibilità.
Regole della partita
In un futuro molto lontano, il sistema solare è diviso in Fazioni mentre tutta la civiltà ruota attorno allo sfruttamento dello Zenithium, una fonte di energia pulita e rinnovabile. La convivenza tra Umani, Robot ed Animod è tuttavia sempre più difficoltosa. All’interno di questo scenario sci-fi, il giocatore avrà l’obiettivo di conquistare il controllo del Senato e unire i pianeti del sistema solare.
Dopo un setup iniziale molto rapido ed intuitivo, due avversari (eventualmente anche in squadre da due) si contenderanno l’ottenimento dell’influenza su cinque pianeti: Mercurio, Venere, Terra, Marte e Giove. Per farlo, ci si alternerà in turni fino al raggiungimento delle condizioni di vittoria.
In ciascun turno, si dovrà dunque giocare una carta dalla propria mano per eseguire una tra tre opzioni: reclutare un Agente, sviluppare una Tecnologia o diventare il Leader. Nel primo caso, si sceglie una carta Agente dalla propria mano e la si collocola sullo slot corrispondente al pianeta dell’Agente. Si paga il suo costo in Crediti e si applicano gli effetti della carta. Se si sceglie di sviluppare una Tecnologia sarà invece necessaria scarcare una carta dalla propria mano, pagarne il costo in Zenithium e muovere il vostro indicatore Tecnologia al livello successivo. In caso si voglia invece diventare il Leader, si scarta una carta dalla mano e si diviene il capo della corrispondente fazione prendendo il badge Leader. A seconda dei casi, comporta ottenere Zenithium, Crediti o mobilitare carte. Esaurito il turno, si rifornisce la propria mano e si aggiorna la plancia Pianeta. Dunque si passa il turno all’avversario.
Zenith prevede tre condizioni alternative per la vittoria. Ottenere tre dischetti Influenza sullo stesso pianeta comporta una vittoria assoluta. Ottenere invece quattro dischetti Influenza obbligatoriamente da pianeti diversi sancisce una vittoria democratica. Se invece si recuperano cinque dischetti Influenza complessivamente (a prescindere dal pianeta) si configurerà una vittoria popolare.
Il regolamento offre poi una variante per quattro giocatori, con due squadre da due persone che si sfidano mescolando meccaniche cooperative e competitive.
Esperienza di gioco
Senza mezzi termini, Zenith si è rivelato una delle più piacevoli sorprese introdotte negli ultimi mesi nel catalogo di Asmodee Italia.
Anche al netto di una presentazione che potrebbe essere percepita come non esattamente magnetica, quello che Zenith riesce a regalare è un’esperienza incredibilmente dinamica e strategica. Basato sulla meccanica di tiro alla fune, il titolo porta a contendersi costantemente il controllo dei settori grazie al ruolo fantastico svolto dalle carte. Tante e variegate, permettono di approcciarsi a tattiche sempre diverse e duttili, in cui la capacità di adattamento è la chiave per far fronte a continui ribaltamenti di fronte. Tensione costante e divertimento assicurato, con una rigiocabilità stellare.
Allontanato lo spettro della ripetitività e constato un ritmo davvero veloce e galvanizzante, ci siamo chiesti se Zenith possa addirittura puntare ad essere ricompreso tra i migliori giochi competitivi a fino a quattro giocatori. Da questo punto di vista, non può alla raffinatezza di 7 Wonders Duel, alla profondità di Slay the Spire: The Board Game, alla ricchezza di Gloomhaven o all’equilibrio di Ark Nova. Detto questo, non abbiamo dubbi altresì che Grégory Grard e Mathieu Roussel abbiano firmato una chicca meritevole di essere annoverata tra le migliori alternative ai mostri sacri. Soprattutto se si cerca un titolo in grado di intrattenere per ore senza mai stancare, con un pizzico di sana originalità.
Solo due elementi potrebbero costituire un vago deterrente per il pubblico. Da un lato, ne abbiamo già parlato: grafica ed illustrazioni, benché curate, potevano essere più accattivanti. Soprattutto in un settore dove l’occhio concorre a facilitare il successo di un prodotto. Dall’altro lato, il fattore fortuna. C’è chi potrebbe storcere il naso nel considerare che la fortuna non è totalmente annullabile negli equilibri ludici di Zenith. Tuttavia, possiamo confermare che, seppur presente, essa è contrastabile con una buona tattica ed una altrettanto valida capacità di adattarsi dinamicamente agli eventi.
Commento finale
Zenith è una delle più piacevoli sorprese degli ultimi mesi. Grégory Grard e Mathieu Roussel firmano uno strategico basato sulla meccanica di tiro alla fune ricco di brio e freschezza. Ogni partita è un avvincente scontro in cui rapidità di adattamento e capacità tattiche concorrono in egual misura alla vittoria finale. La rigiocabilità è stellare e la ricca componentistica è a tratti sorprendente per il price tag del prodotto. Forse la direzione artistica non incontrerà i gusti di tutti, complice una presentazione non così entusiasmante. Ma non ci sono davvero validi motivi per non dare un’opportunità a Zenith: non ve ne pentirete.
Preparatevi a fare un tuffo negli anni 90 con i vostri personaggi Disney preferiti! Atari e Digital Eclipse hanno annunciato oggi che The Disney Afternoon Collection sarà disponibile su Nintendo Switch e Nintendo Switch 2 il 26 febbraio. La collezione aggiornata, esclusiva per Switch e Switch 2, aggiunge due nuovi titoli, portando a otto il totale dei giochi classici a tema Disney disponibili per console Nintendo, per la prima volta dal lancio originale su NES e SNES negli anni 80 e 90.
The Disney Afternoon Collection per Switch e Switch 2 introduce due classici SNES – Bonkers e Goof Troop – che tornano per la prima volta dai loro debutti, insieme ai grandi classici senza tempo come DuckTales, Chip ‘n Dale Rescue Rangers e molti altri ancora.
I giocatori potranno rivivere la magia dei cartoni Disney Afternoon con una serie di aggiornamenti moderni, tra cui la possibilità di riavvolgere per correggere gli errori e salvare i progressi in qualsiasi momento. La collezione include anche una Galleria, un museo virtuale curato dagli storici di Digital Eclipse, con materiali dietro le quinte, contenuti d’archivio dalla Disney Vault e un Music Player dove i fan possono ascoltare le colonne sonore originali di tutti e otto i giochi. I sei giochi NES includono modalità Time Attack e Boss Rush con classifiche online.
La lineup completa comprende:
• Goof Troop (SNES): Unisciti a Pippo e Max in uno dei primi titoli di Shinji Mikami, risolvendo puzzle insieme per salvare gli amici da un’isola pirata.
• Bonkers (SNES): Esplora sei folli livelli di Platform a Toontown pieni di Easter egg per i fan Disney.
• DuckTales & DuckTales 2 (NES): Uno dei più grandi successi di Capcom: gioca nei panni di Zio Paperone con il bastone che funge anche da arma e da pogo stick. Esplora livelli multi-percorso pieni di segreti, sorprese e una colonna sonora memorabile. Il seguito è altrettanto divertente!
• Chip ‘n Dale Rescue Rangers & Chip ‘n Dale Rescue Rangers 2 (NES): In questo primo platform cooperativo a 8 bit con i detective scoiattoli più amati, i giocatori collaborano per superare i livelli, raccogliendo ghiande, scatole e altri oggetti da lanciare contro i nemici.
• TaleSpin (NES): Vola nei cieli nei panni di Baloo sul suo aereo, il Seaduck, in questo side-scrolling shooter. Usa riflessi pronti e abilità di pilotaggio per schivare nemici e boss.
• Darkwing Duck (NES): Combatti il crimine nei panni del terrore alato Darkwing Duck e affronta una varietà di nemici con la tua pistola a gas.
I fan di Disney Afternoon Collection, sia nuovi che di vecchia data, possono prenotare da oggi le edizioni digitali e fisiche tramite Atari.com e altri grandi rivenditori. Il gioco sarà disponibile in digitale dal 26 febbraio; le edizioni fisiche per Switch e Switch 2 – che includeranno cartuccia, adesivi, cartoline, tappi da collezione e copertina reversibile – arriveranno a maggio.