Oggi il Gruppo LEGO svela l’incantevole set LEGO | Disney Il cottage di Biancaneve e i Sette Nani, un omaggio alla primissima Principessa Disney. Questo pittoresco cottage nella foresta ricrea meticolosamente i dettagli memorabili del film dei Walt Disney Animation Studios, sotto forma di mattoncini.
Basato sul film d’animazione originale Disney del 1937, questo set da 2228 pezzi contiene 10 minifigure, tra cui Biancaneve, i sette nani, il principe, la regina con la mela rossa e gli amici animali che li accompagnano. È incluso anche un pozzo dei desideri con una colomba e la teca di vetro con cui si può riprodurre il risveglio di Biancaneve.
Immerso nella foresta incantata, l’iconico cottage è caratterizzato dalla nostalgia, dalla camera da letto con sette letti, alla stanza con l’organo, il tavolo da cucina, il lavello e la credenza.
Dettagli del prodotto
Nome prodotto: LEGO | Disney Il cottage di Biancaneve e i Sette Nani
Codice prodotto: 43242
Età: 18+
Pezzi: 2228
Prezzo: 219,99€
Dimensioni:
Altezza: 20 cm
Lunghezza: 35 cm
Larghezza: 20 cm
Il set LEGO | Disney Biancaneve e la casetta dei sette nani è disponibile dal 1° marzo 2024 nei LEGO Store e su www.LEGO.com al prezzo di € 219,99.
Xbox annuncia l’aggiornamento Forza Motorsport: Update 5 con l’aggiunta dell’iconico circuito Nürburgring Nordschleife, disponibile su console Xbox, PC Windows, Steam e Xbox Cloud Gaming.
Oltre all’introduzione dell’importante pista sono presenti nuovi contenuti e funzionalità nel gioco con patch e nuovi eventi, di seguito un elenco delle principali novità:
L’aggiunta dell’iconico tracciato del Nürburgring Nordschleife, che rappresenta una delle più importanti testimonianze della storia delle corse
4 nuove auto Spotlight
4 nuove auto Car Pass
L’introduzione del Career Ringer Tour, per gareggiare con alcune delle più famose e moderne auto tedesche in epiche prove di velocità
La nuova Carriera del German Automotive Open Tour
Importanti patch e aggiornamenti
Per ulteriori informazioni su Forza Motorsport: Update 5 è possibile consultare Forza.net.
Forza Motorsport è disponibile su Microsoft Store e Steam; per approfondimenti su Forza Motorsport, il franchise Forza e tutto ciò che riguarda Xbox, è possibile visitare Xbox Wire e Forza.net.
Warner Bros ha condiviso un nuovo trailer ufficiale per Godzilla e Kong – Il Nuovo Impero, mostrando l’alleanza tra i kaiju di fronte ad un terribile pericolo.
L’epica battaglia continua! Dopo lo scontro esplosivo di Godzilla vs. Kong, ecco una nuovissima avventura che vedrà l’onnipotente Kong e il temibile Godzilla combattere fianco a fianco contro una colossale minaccia sconosciuta che si cela nel nostro mondo, mettendo a dura prova la loro stessa esistenza… e la nostra. Godzilla e Kong – Il nuovo Impero approfondisce ulteriormente le storie e le origini di questi due Titani, nonché i misteri di Skull Island, tra gli altri, svelando la mitica battaglia che ha contribuito a forgiare questi esseri straordinari e li ha legati per sempre all’umanità.
Adam Wingard torna a dirigere il film, interpretato da Rebecca Hall (“Godzilla vs. Kong”, The Night House – la casa oscura”), Brian Tyree Henry (“Godzilla vs. Kong”, “Bullet Train”), Dan Stevens (la serie TV “Gaslit”, “Legion”, “La Bella e la Bestia”), Kaylee Hottle (“Godzilla vs. Kong”), Alex Ferns (“The Batman”, “La furia di un uomo – Wrath of Man”, “Chernobyl”) e Fala Chen (“Irma Vep”, “Shang Chi e la leggenda dei Dieci Anelli”).
La sceneggiatura di “Godzilla e Kong – Il nuovo Impero” è di Terry Rossio (“Godzilla vs. Kong”, la serie “Pirati dei Caraibi”), Simon Barrett (“You’re Next”) e Jeremy Slater (“Moon Knight”), da una storia di Rossio, Wingard e Barrett, basato sul personaggio “Godzilla” di proprietà e creato da TOHO Co., Ltd.. Il film è prodotto da Mary Parent, Alex Garcia, Eric Mcleod, Thomas Tull, Jon Jashni e Brian Rogers, mentre i produttori esecutivi sono Wingard, Jen Conroy, Jay Ashenfelter, Yoshimitsu Banno, Kenji Okuhira.
Wingard torna a collaborare con il direttore della fotografia Ben Seresin (“Godzilla vs. Kong”, “World War Z”), lo scenografo Tom Hammock (“Godzilla vs. Kong”, “X: A Sexy Horror Story”, “The Guest”), il montatore Josh Schaeffer (“Godzilla vs. Kong”, “Molly’s Game”), la costumista Emily Seresin (“L’uomo invisibile”, “Top of the Lake – Il mistero del lago”). Le musiche del film sono opera dei compositori Tom Holkenborg (“Godzilla vs. Kong”, “Mad Max: Fury Road”) e Antonio Di Iorio (musica aggiuntiva su “Godzilla vs. Kong”, i film “Sonic”).
Warner Bros. Pictures e Legendary Pictures presentano una produzione Legendary Pictures, un film di Adam Wingard: Godzilla e Kong – Il nuovo Impero. Il film sarà distribuito nelle sale cinamatografiche italiane nel 2024 da Warner Bros. Pictures.
Come da insistenti voci dell’ultimo periodo, la famiglia di eroi Marvel sarà così composta: Pedro Pascal nel ruolo di Mr. Fantastic, Vanessa Kirby sarà Sue Storm, Joseph Quinn sarà la Torcia Umana ed Ebon Moss-Bachrach diventerà La Cosa.
Se per Pedro Pascal non c’è bisogno di partecipazioni (per citarne due, ha rivestito il ruolo del Mandaloriano in The Mandalorian e quello di Joel nella serie The Last of Us), Vanessa Kirby è diventata famosa con The Crown per poi passare al cinema con Pieces of a Woman, nonché per i ruoli in Napoleon e nelle saghe di Mission Impossible e Fast & Furious. Joseph Quinn ha invece interpretato l’amato Eddie Munson nella quarta stagione di Stranger Things mentre Ebon Moss-Bachrach è noto per la premiatissima serie The Bear.
The Fantastic Four uscirà ufficialmente nei cinema americani il 25 Luglio 2025. Contestualmente, Thunderbolts è stato spostato al 2 Maggio 2025.
Nelle ultime settimane si stanno susseguendo sempre più rumor ed indiscrezioni sull’apertura di Microsoft nel portare titoli ora esclusivi su console Nintendo e Sony. I giochi attorno ai quali c’è più buzz sono Starfield,Hi-Fi Rush e Sea of Thieves.
Nelle scorse ore proprio gli sviluppatori di quest’ultimo, i ragazzi londinesi di Rare, tramite la pagina X del titolo, hanno lanciato un criptico messaggio che pare dare consistenza proprio a queste voci:
Rowboats are red, And sometimes they're blue, Other times they're green, Occasionally they can be white…
Le barche a remi sono rosse, E a volte sono blu, Altre volte sono verdi, Occasionalmente possono essere bianche… Aspetta, dove stavamo andando a parare?
I colori ci sembrano proprio dei riferimenti alle varie piattaforme, come spesso accade proprio quando si tratta di teasing et similia. Il verde è ovviamente l’Xbox, il bianco PC, il blu PlayStation, il rosso Nintendo Switch.
Creative Technology annuncia oggi Creative Pebble X e Creative Pebble X Plus, le ultime nate dell’acclamata serie Pebble (qui la nostra recensione delle Pebble Pro) Questi altoparlanti splendidamente sintonizzati sono progettati per trasformare le postazioni di lavoro o di qualsiasi configurazione in un santuario sonoro coinvolgente. Vantando un’impressionante potenza RMS fino a 30 W e una potenza di picco fino a 60 W, sia gli altoparlanti 2.0 che 2.1 promettono un’esperienza di ascolto superiore per musica, film e giochi. Oltre alla loro capacità audio, questi ultimi altoparlanti stupiscono con un’illuminazione RGB personalizzabile, consentendo di creare uno spettacolo di luci pulsanti adatto a qualsiasi stato d’animo. Insieme alle modalità cablate e wireless, questi ultimi altoparlanti rappresentano una scelta eccellente per chi cerca un aggiornamento audio desktop premium.
La firma Sonora di Pebble
La serie Creative Pebble X fa il suo debutto, racchiudendo una potente potenza audio con driver full-range da 2,75″ ottimizzati e personalizzati per un’esperienza di ascolto davvero coinvolgente. Entrambi i modelli vantano l’iconico design rialzato a 45°, meticolosamente angolato per un’esperienza di ascolto ottimizzata.
Portando l’audio a un livello superiore, Creative Pebble X Plus sfoggia un elegante subwoofer con doppi radiatori passivi, progettato per essere sufficientemente compatto da adattarsi perfettamente a qualsiasi configurazione della scrivania. Con funzionalità aggiuntive come Dialog+ e BassFlex, questi ultimi altoparlanti possono offrire bassi potenti e dialoghi parlati cristallini senza compromettere il volume.
Nonostante il loro ingombro ridotto, questi altoparlanti possono avvolgere con una potenza acustica in uscita che arriva fino a 15 W RMS e un picco di 30 W quando collegati a una porta del PC. Se collegati a un adattatore PD da 30 W (o superiore)*, questi altoparlanti brillano davvero poiché possono fornire una potenza di picco fino a 60 W, liberando tutto il loro potenziale audio per un’esperienza di ascolto eccezionale.
Illumina il tuo palcoscenico sonoro senza sforzo
Da oggi si può sperimentare un’esplosione di colori con l’illuminazione RGB personalizzabile, con una tavolozza di 16,8 milioni di tonalità e sei preimpostazioni integrate. È un modo divertente di personalizzare i propri spazi di lavoro, abbinando i loro stili unici per un’esperienza audiovisiva coinvolgente.
Anche la connettività è semplicissima da realizzare, con il supporto per le modalità cablate e wireless, inclusa la riproduzione audio USB, Bluetooth 5.3 e una porta di ingresso AUX universale da 3,5 mm. Inoltre, le doppie porte per cuffie e microfoni aggiungono comodità per le comunicazioni e l’ascolto privato fino a tarda notte.
Per sfruttare tutto il potenziale degli altoparlanti, è possibile scaricare l’app Creative su Windows, che garantisce l’accesso alle tecnologie audio Sound Blaster Acoustic Engine, come Surround, Smart Volume, Bass, Crystallizer ed EQ. È possibile anche personalizzare l’illuminazione RGB e altre funzionalità utilizzando i moduli dell’app Creative, disponibili su Windows, Apple App Store e Google Play Store.
Prezzi e Disponibilità
Creative Pebble X ha un prezzo di EUR 99,99 ed è disponibile per il preordine su Creative.com.
A seguito di alcune voci, non troppo ufficiali ma neanche troppo poco, si intensificano attesa e trepidazione per l’evento Microsoft previsto giovedì 15 febbraio 2024, in cui Phil Spencer e il suo team parleranno ai giocatori riguardo al futuro di Xbox.
In quale direzione andrà la divisione gaming di Microsoft? Quali strategie pensa di adottare per colmare il dislivello tra le piattaforme di casa “verde” e la concorrenza? Ci sarà un cambio di rotta sostanziale rispetto alla formula “giocare ovunque a qualunque cosa” che Xbox Game Pass e xCloud hanno cercato di promuovere negli ultimi anni? Vediamo cosa si sa al momento, così da arrivare preparati ad eventuali rivelazioni.
La prima “indiscrezione” sulla quale potremmo riflettere per immaginare un cambio di passo e di percorso da parte di Microsoft viene da un podcast di XboxEra, dove Nick Baker afferma con relativa sicurezza che “a capo del progetto per il prossimo dispositivo Microsoft non ci sarà Jason Ronald” (responsabile dello sviluppo di Xbox Series X|S), ma che il lavoro verrà invece affidato al team che ha sviluppato Microsoft Surface, una linea di dispositivi portatili (tablet ibridi, lavagnette interattive e mini-PC all-in-one) che Microsoft ha lanciato a partire dal 2012 con l’intenzione di definire nuovi standard in ambito di dispositivi portatili con ambiente Windows.
Questo potrebbe indurre a pensare che Microsoft voglia lanciarsi in direzione di una console portatile o comunque di un nuovo tipo di dispositivo mobile. In tal caso viene da chiedersi quale tipo di innovazione o di miglioria penserebbe di apportare ad un campo dove la concorrenza, specialmente Nintendo, è già piuttosto avanti. Chiaramente è solo un’ipotesi, ma troverebbe conforto in alcune considerazioni riguardo alle acquisizioni fatte da Microsoft (in particolare Activision-Blizzard, che vanta alcuni dei brand mobile più seguiti, come Call of Duty Mobile, Candy Crush e Diablo Immortal) e all’idea, più volte ventilata da Microsoft, di voler aprire un proprio store digitale mobile, in netta concorrenza con quelli di Apple e di Google.
In tal senso è ben noto che Microsoft sperava di potersi avvalere dell’adeguamento di Apple alle direttive europee imposte con il Digital Markets Act (DMA): con l’introduzione di quest’ultimo, la società di Cupertino ha dovuto aprire i suoi dispositivi e sistemi operativi all’introduzione di store digitali di terze parti, ma non è mancato un colpo di coda. Una tassa, imposta agli sviluppatori che distribuiscono su iOS, di 50 centesimi per ogni download annuale eccedente il milionesimo. Phil Spencer, CEO di Microsoft Gaming ha commentato questa mossa definendola “un passo nella direzione sbagliata”. E’ evidente, dunque, il malcontento di Microsoft riguardo al fatto di non potersi avvantaggiare pienamente di questa picconata alle storiche “politiche protezionistiche” di Apple per diffondere e distribuire a macchia d’olio i suoi prodotti mobile.
Microsoft e lo shock delle esclusive “sdoganate”
Ma al di là della propensione di Microsoft verso il mobile e potenzialmente verso una console portatile è un’altra la questione che ha catturato l’interesse del pubblico, catalizzandolo verso l’evento del 15 febbraio. Le voci secondo le quali Microsoft avrebbe intenzione di “rinunciare” alle sue più forti esclusive, pubblicandole anche su piattaforme concorrenti, come PS5 e Nintendo Switch.
Se fosse vero, si tratterebbe di una mossa in netta controtendenza a quelle degli ultimi anni in cui era sembrato che Microsoft, con le sue “acquisizioni aggressive” (Bethesda prima, Activision-Blizzard poi), stesse tentando di ridare nuova linfa alle sue piattaforme di gaming, accaparrandosi l’esclusiva di brand importanti (come Fallout o Call of Duty), pubblicando titoli esclusivi (come Starfield e Redfall) e dando filo da torcere alla concorrenza.
Cosa potrebbe essere andato storto? Magari per capirlo possiamo iniziare con l’analizzare un po’ di numeri.
Microsoft e la “parabola” del Game Pass
Nel 2022 era evidente che Microsoft stesse spostando le sue strategie di mercato dalla vendita di console e giochi al Game as a Service: con il servizio in abbonamento Game Pass, il giocatore ha accesso ad un’ampia libreria di titoli, giocabili in streaming e on demand, come accade con servizi televisivi quali Netflix e Amazon Prime. A Maggio del 2022 gli abbonati al Game Pass erano circa 25 milioni e Microsoft si era proposta l’obiettivo di portare questo numero a 100 milioni entro il 2030.
Il servizio prometteva bene, solo nell’ultimo anno (cioè dal 2021 al 2022) il numero di abbonati era salito da 18 a 25 milioni e con il concreto impegno di Microsoft nel supportarlo, sembrava proprio che la crescita fosse destinata ad essere costante, se non esponenziale.
Poi, però, qualcosa si inceppa. Le due principali esclusive Microsoft, Starfield e Redfall, subiscono significativi ritardi, passando dal 2022 al 2023: nel caso di Starfield questo detta una mancata “opportunità natalizia” che incide non poco sulle vendite e sui guadagni del gioco. La crescita degli abbonamenti si ferma e lo stesso Phil Spencer esprime grande delusione in un comunicato mandato via e-mail ai dirigenti nel 2022: “A quanto pare è probabile che intercorreranno non meno di sedici mesi tra la pubblicazione di una nostra grande esclusiva e l’altra. E’ una situazione disastrosa, considerando tutto quello che abbiamo investito in nuovi studi per finanziare i contenuti del Game Pass.”
A partire da questo momento, Microsoft smette di fornire aggiornamenti agli investitori sul numero di iscritti al Game Pass. Viene stimato che la crescita del numero di abbonamenti negli ultimi due anni (bienni 2022-24) abbia portato la cifra a 33 milioni, solo il 33% in più di quelli nel 2022, a fronte di un obiettivo atteso del 73%.
Dopo aver escluso il raggiungimento degli obiettivi di performance su Game Pass dalla lista di incentivi per l’A.D. Satya Nadella, Microsoft prova a spingere nuovamente sul Game Pass con gli abbonamenti PC e Xbox Series S, ma è anche costretta a ridimensionare i suoi obiettivi riguardanti X-Cloud, che doveva essere un motore trascinante per la crescita di abbonamenti.
In poche parole, allo stato di cose attuale i progetti di Microsoft per la crescita di Game Pass non stanno affatto andando come previsto.
E’ possibile che la distribuzione di esclusive su altre piattaforme sia un disperato gesto per tentare di “dare una maggior copertura” a titoli importanti, resi disponibili a una folla più ampia di giocatori che potrebbero sottoscrivere un abbonamento? O interessarsi a brand che altrimenti trascurerebbero? Che sia un modo per tornare sulla cresta dell’onda del software a spese di una potenziale mancata vendita di piattaforme fisiche?
Quali che siano le motivazioni di questa scelta, se sarà confermata rappresenterà certamente qualcosa che non lascia indifferenti né i fan di Xbox né i suoi impiegati, ponendo serie domande sul futuro di Microsoft come produttore di hardware.
Evento Microsoft: riflessioni e potenziali esiti o conseguenze.
Avrebbe senso che dopo oltre vent’anni passati a produrre hardware per il gaming (e spesso sbandierandone la “superiorità tecnica” e i maggiori investimenti rispetto alla concorrenza) Microsoft decidesse di voltare pagina e dichiarare chiusa l’era delle console proprietarie?
Un simile evento rappresenterebbe certamente un importante scossone del panorama console così come lo conosciamo.
In un recente incontro con gli impiegati, i dirigenti Microsoft sembrerebbero aver rassicurato i dipendenti riguardo al fatto che la produzione di hardware continuerà, ma non si sono lasciati sfuggire una parola riguardo la veridicità delle voci. Voci che affermano che importanti esclusive Microsoft, di cui le prime dovrebbero essere Starfield e Hi-Fi Rush (potenzialmente seguiti da Sea of Thieves e Indiana Jones) starebbero per approdare sulle console della concorrenza. Anche qui la verità sarà chiarita solo all’evento Microsoft.
Su Twitter c’è chi spergiura che Microsoft ha dato l’ok allo sviluppo e al lancio di un nuovo tipo di piattaforma: potrebbe trattarsi, appunto, di una portatile? Di un modello ibrido come Switch della Nintendo? O magari di una Xbox Series X senza disco e “mid-gen”? Come già accaduto nel 2016 con Project Scorpio, Microsoft potrebbe voler dare qualche indiscrezione su un nuovo modello o una nuova piattaforma, ma senza rivelare troppo.
Staremo a vedere. Quello che è certo è che l’evento del 15 febbraio si prospetta un importante appuntamento per ottenere (si spera) risposte a questioni che potrebbero incidere pesantemente sul futuro e sulle direzioni intraprese da Microsoft per la sua divisione gaming. Vale dunque la pena di seguirlo con il fiato un po’ sospeso: sia da parte di coloro che sperano in un mantenimento delle esclusive e di un eventuale rilancio di Xbox, che possa creare nuove motivazioni agli utenti per comprare una console di casa Microsoft; e sia da parte di quelli che invece sperano di veder approdare le esclusive Microsoft anche su altre piattaforme, come Nintendo Switch e PS5.
Su una cosa, comunque, bisogna concordare: in un modo o nell’altro Microsoft è riuscita nell’intento di attirare l’attenzione su questo evento. Non vediamo l’ora di saperne di più.
Rimanete sintonizzati per seguire e conoscere con noi tutte le novità.
Nel lontano 2006, Shin Megami Tensei: Persona 3 si impose con la forza della tranquillità come uno dei migliori e più importanti JRPG di tutti i tempi. In un periodo storico in cui il flusso dei giochi di ruolo poteva beneficiare di una piattaforma, la PlayStation 2, assolutamente in prima linea nella diffusione occidentale del genere, il titolo Atlus cambiò le carte in tavola. Lo fece anzitutto con una storia matura ed un immaginario controverso, ma anche e soprattutto trasmettendo l’idea ludica che trascorrere del tempo con i personaggi avesse un peso specifico rilevante nell’economia generale. Un pò dating, un pò anime, un pò Shin Megami Tensei. Persona 3 fu un successo e segnò il destino di Atlus elevando la serie ad un punto di riferimento dell’intero panorama, con il successivo magnifico quarto capitolo e con il ben noto trionfo raccolto dai Ladri Fantasma in tempi più recenti.
Alla luce degli esperimenti che hanno coinvolto il brand (tra cui l’ultimo intrigante Persona 5 Tactica), non stupisce che Atlus e SEGA abbiano deciso di dare anche una nuova rilettura al terzo episodio creando la sua esperienza definitiva. In un mese che vedrà l’arrivo di un altro remake incredibilmente atteso, sarà riuscito Persona 3 Reload a ritagliarsi uno spazio? Si, decisamente si.
Il titolo è disponibile dallo scorso 2 Febbraio per PC (via Steam), Xbox One, Xbox Series, PlayStation 4 e PlayStation 5. Inoltre è presente nel catalogo di Xbox Game Pass.
Versione testata: PlayStation 5
Mi sveglio ed è passata solo un’ora
Tatsumi Port Island, scuola superiore di Gekkoukan. La vita scorre regolarmente, scandita dalla routine della campanella che fa da metronomo tra una lezione e l’altra, passando per i brevi momenti aggregativi e le attività dei club scolastici. Tuttavia, c’è qualcosa di particolare che sfugge alla ordinarietà del silenzioso ed innominato protagonista: la capacità di vivere, all’esatto scoccare della mezzanotte, sessanti occulti minuti noti col nome di Ora Buia. Un momento fuori dal tempo e dello spazio in cui le persone scompaiono ed il mondo viene invaso da creature misteriose e pericolosissime. Assieme ad un gruppo di compagni coi quali condividerà tale abilità soprannaturale, le vicende porteranno ad indagare il fenomeno che li accomuna tentando di salvare il mondo. Per farlo, dovranno avventurarsi nella scalata dell’enigmatico Tartaro, una torre gigantesca che appare nell’Ora Buia al posto della loro scuola.
Le tematiche di Persona 3 Reload sono le stesse dell’originale… preparatevi.
Com’era lecito attendersi, la trama di Persona 3 Reload ripercorre perfettamente gli eventi della prima indimenticabile versione del titolo. Anche a distanza di quasi vent’anni, le vicende e soprattutto le tematiche affrontate conservano la loro potenza, lasciando un profondo solco nelle coscienze dei giocatori anche grazie ad una scrittura ulteriormente migliorata. L’impronta esistenzialista, portata alle sue più dure e complesse sfaccettature e conseguenze, è ora come allora un unicum del panorama, soprattutto perché calata in un contesto, quello adolescenziale, al contempo antitetico ed affine. Sotto questo punto di vista, è forse bene precisare che non tutti gli argomenti potrebbero essere adatti ad un pubblico giovane, soprattutto per implicazioni ed immaginario complessivo. Come non ricordare la mai sopita polemica sulla rappresentazione visiva dell’Evoker e del suo metodo di utilizzo…
Ciò che invece è cambiato in Reload è la presentazione estetica complessiva, che ha subito un profondo restyling. Pur mantenendo inalterati i design originali e la palette cromatica (la cui scelta, nei Persona, non è casuale o meramente stilistica), l’influsso dei Ladri Fantasma è ben visibile. Persona 5 Royal ha fatto scuola, cosa che si nota palesemente nei menù, nell’equilibrio con i filmati anime, nell’uso di una regia dinamica. Reload, in questo senso, è indiscutibilmente più bello che mai. E la colonna sonora, ri-arrangiata da Atsushi Kitajoh e con nuove musiche, è parimenti splendida.
Affogo in una lacrima perché il mio destino è autodistruttivo.
La rabbia non ti basta
Ma anche il Tartaro ha subito un grandissimo restyling, forse l’aspetto che richiedeva più fortemente una svecchiata dopo le parziali riletture effettuate in Persona 3 FES e Persona 3 Portable.
L’inquietante torre malvagia dell’Ora Buia è ancora minacciosa ed è rimasta sostanzialmente la stessa nella sua struttura e dimensione. Sono ancora presenti gli oltre cento piani suddivisi in zone progressivamente sbloccabili, così come le ambientazioni continuano ad essere generate proceduralmente. Ad essere cambiata è la presentazione complessiva, che conferisce all’intero Tartaro una personalità molto più delineata (anche se lontana dai palazzi di Persona 5), ma soprattutto le possibilità esplorative.
Tanto per cominciare, il dungeon crawling non è più demandato ad una visuale in prima persona per schermate fisse (come in una delle precedenti iterazioni di P3) ma è finalmente cementificato attorno ad una più familiare terza persona. Sparisce la controversa meccanica della fatica, permettendo di affrontare l’esplorazione senza il tedio di una eccessiva punizione, e viene introdotto addirittura un dash per velocizzare il ritmo generale.
Il Tartaro adesso è molto più bello da navigare rispetto al passato.
Sul lato del combattimento, ad esempio, ecco le opzioni di autobattle introdotte in P5R (e dallo stesso capitolo, una serie di miglioramenti dedicati alle fusioni delle Persona), una meccanica che permette di passare ad un altro membro del party quando si colpisce una debolezza, e la Teurgia (simile alle classiche Limit Break di un’altra famosa serie JRPG). Ed occhio alle Porte della Monade, passaggi speciali che appaiono in maniera randomica per offrire utili ricompense a patto di sconfiggere avversari più tosti.
Chiariamoci. Il Tartaro è e rimane una proposta più basilare e meno complessa rispetto a quanto visto nei capitoli più recenti. Ma le aggiunte e migliorie la rendono quantomeno una lettura più moderna, facile da navigare e divertente da giocare. Circostanza niente affatto scontata, considerando quanto tempo dovrete passare al suo interno. Semmai, quello che non ci ha propriamente convinto è il complessivo bilanciamento della difficoltà. L’impressione (neanche tanto lieve) è che Reload abbia tarato maggiormente verso il basso l’esperienza complessiva, soprattutto rispetto al capitolo originale. Un po’ per effetto delle introduzioni che vi abbiamo citato, un po’ per abbracciare più facilmente il pubblico odierno (notiamo il ricorrere di un trend visto anche in Persona 5 Tactica). Ma avremo apprezzato un’esperienza, quantomeno a difficoltà normale, un pochino più impegnativa.
Si notano in tante cose gli influssi del successo di Persona 5.
Cinque cellulari nella tuta gold
L’altra anima, quella prettamente sociale, è stata altrettanto migliorata anche se in misura più marginale.
Troverete infatti tutti i Social Link ed eventi del capitolo originario, più qualche aggiunta direttamente dal capitolo portatile. Seguire le attività disponibili è diventato molto più semplice, così come viaggiare rapidamente da un punto all’altro. Particolarmente apprezzata ed user friendly è anche la modalità Riavvolgi, che permette di rivivere momenti passati in caso di errori commessi. Persino gli appuntamenti, una volta piuttosto cringe, sono stati rivisti e resi più coerenti.
Tra le novità è stata inserita l’opportunità di frequentare i membri del party, al di là degli eventi Social Link. Ci si trova così a prepararsi una cenetta rilassante, vedere un programma alla TV e molto altro. Come per i collegamenti sociali tradizionali, anche queste mostrano interazioni uniche legate allo sviluppo dei personaggi a seconda delle linee di dialogo. Un modo intelligente non solo per sviluppare ulteriormente i fantastici personaggi del cast con nuovi dialoghi eccellenti, ma anche un’opportunità per sbloccare abilità passive per affrontare i dungeon del Tartaro.
In Reload è più facile gestire il calendario e gli impegni.
Persona 3 Reload è dunque indiscutibilmente la versione migliore del capolavoro Atlus ma, tristemente, non è altresì la sua iterazione più completa.
Essendo basata sulla release del 2006, mancano da FES l’episodio sequel intitolato The Answer che fornisce un epilogo alle vicende narrate. Da P3P manca invece la possibilità di affrontare la campagna con un alter-ego femminile alternativo, con una storia parzialmente diversa. Mentre comprendiamo l’assenza di quest’ultima variabile, meno facile da digerire è l’idea di non avere a disposizione The Answer. Certo, si potrebbe osservare che è tradizione della saga proporre riedizioni migliorate ma paradossalmente non ufficialmente canoniche… però sarebbe stato bello cogliere l’occasione per creare un capitolo davvero completo, abbandonando le ambiguità. Ancor più se si pensa che voci di corridoio suggeriscono l’arrivo dell’episodio sequel come futuro DLC. Non sappiamo se sarà così, però ecco… è una situazione che si poteva evitare alla radice, a nostro avviso.
Grazie alla funzione Riavvolgi, gli esami diventeranno una passeggiata.
Commento finale
Quando il materiale di partenza è già un capolavoro, un remake capace di migliorarne ulteriormente la formula non può che raggiungere il medesimo status. Anche a distanza di quasi vent’anni, il terzo capitolo principale della serie Atlus dimostra di essere ancora un eccelso JRPG dalla trama fenomenale e dal gameplay assuefacente. Persona 3 Reload prende tutto questo e lo eleva all’ennesima potenza, con una nuova veste grafica, una più fluida gestione dei dungeon ed una serie infinita di miglioramenti. Dopo Like a Dragon: Infinite Wealth, un altro capolavoro firmato SEGA in questo esaltante inizio 2024.
Dead Island 2, l’action RPG in prima persona ambientato in una versione infernale di LA, arriverà su Steam tra due mesi, lunedì 22 aprile.
Con la città in quarantena a causa di un virus letale, sarà il cacciatore, immune al virus, ad intraprendere un epico viaggio pulp, ad incontrare un folle cast di personaggi ed esplorare luoghi noti come Beverly Hills, Venice Beach e Santa Monica per scoprire la verità dietro l’epidemia e chi o cosa si è trasformato.
Uccidere zombie non è mai stato così divertente e i giocatori assisteranno in maniera molto più realistica alle loro uccisioni grazie al sistema F.L.E.S.H. (Fully Locational Evisceration System for Humanoids) di Dambuster, che rende lo smembramento gratificante e gloriosamente cruento.
Per contribuire a questa carneficina, i giocatori possono costruire ed equipaggiare una miriade di armi, mod e abilità che consentono una personalizzazione completa e creazioni folli.
I giocatori incontreranno una moltitudine di tipi di zombie diversi, ognuno con le proprie mutazioni, attacchi e variazioni a tema LA. Se ciò non bastasse, si potrà condividere il divertimento con i propri amici – e farsi due risate con la modalità coop a tre giocatori.
Per celebrare la notizia, è possibile ottenere Dead Island Riptide – Definitive Edition gratuitamente nelle prossime 48 ore (fino alle 15:00 italiane di giovedì 15 febbraio), ed usufruire di uno sconto del 75% su Dead Island: Retro Revenge.
Dead Island 2 è già disponibile per i sistemi Xbox e PlayStation e su Epic Games Store (QUI la nostra recensione).
L’evento avrà luogo giovedì 15 Febbraio alle ore 21:00 italiane. Si tratterà di un evento in cui interverranno Phil Spencer (amministratore delegato di Microsoft Gaming e responsabile del brand Xbox), Sarah Bond (presidente di Xbox) e Matt Booty (capo di Xbox Game Studios).
Come ricorderete, la settimana scorsa è impazzato il rumor secondo cui sarebbe avvenuto un deciso cambio di rotta nelle politiche aziendali per cui il futuro di Xbox potrebbe affacciarsi con decisione al multipiattaforma. Il rumor, muovendo da Starfield, si era nel corso delle ore esteso anche ad un nutrito numero di esclusive quali i già vociferati Hi-Fi Rush e Sea of Thieves, passando per il nuovo capitolo di Doom ed Indiana Jones and the Great Circle, fino ad arrivare ad autentiche icone come Halo e Gears of War.
In occasione dei festeggiamenti per il 58° Super Bowl, l’epico disaster movie Twisters si è mostrato nel primo trailer ufficiale.
Dai produttori delle saghe di Jurassic Park, Bourne e Indiana Jones, il film è una nuova versione del blockbuster del 1996 ambientato ai nostri giorni. Vi proponiamo di seguito il trailer ufficiale italiano, grazie all’account ufficiale YouTube di Warner Bros.
Diretto da Lee Isaac Chung, regista/sceneggiatore candidato all’Oscar per Minari, in ‘Twisters’ sono protagonisti la candidata ai Golden Globe Daisy Edgar-Jones (La ragazza della palude, Normal People) e Glen Powell (Tutti tranne te, Top Gun: Maverick), due forze opposte che si uniscono per cercare di prevedere, e possibilmente domare, l’immensa potenza dei tornado.
Daisy Edgar-Jones veste i panni di Kate Cooper, ex cacciatrice di uragani segnata dall’incontro devastante con un tornado durante i suoi anni al college. Kate, che ora studia i percorsi degli uragani al riparo nel suo ufficio di New York City, viene spinta a tornare in campo dal suo amico Javi per testare un innovativo sistema di tracciamento. Il suo percorso incrocia quello di Tyler Owens (Powell), un’affascinante e spericolata superstar dei social media che si diverte a postare le sue avventure a caccia di tempeste con il suo gruppo: più sono pericolose, meglio è! Con l’intensificarsi della stagione delle tempeste, si scatenano fenomeni terrificanti mai visti prima e Kate, Tyler e le loro rispettive squadre si ritrovano sulla traiettoria di molteplici sistemi temporaleschi che convergono sull’Oklahoma centrale e che metteranno a dura prova la loro sopravvivenza.
Nel cast anche il candidato ai Golden Globe, Anthony Ramos (Sognando a New York – In The Heights) nel ruolo di Javi, accanto a David Corenswet (l’imminente Superman: Legacy), assieme ad un nuovo ed entusiasmante cast che comprende Brandon Perea nei panni di Nope, Sasha Lane (American Honey), Daryl McCormack (Peaky Blinders), Kiernan Shipka (Le terrificanti avventure di Sabrina), Nik Dodani (Atypical) e la vincitrice del Golden Globe, Maura Tierney (Beautiful Boy).
Dalla Amblin Entertainment, Twisters è prodotto dal candidato all’Oscar, Frank Marshall (le saghe di Jurassic Park e Indiana Jones) e da Patrick Crowley (le saghe di Jurassic Park e Bourne). Scritto da Mark L. Smith, sceneggiatore del film candidato all’Oscar The Revenant, il film sarà nelle sale italiane a partire dal 17 Luglio, distribuito da Warner Bros.
Sviluppato a quattro mani insieme all’azienda giapponese, consociata di Sony Interactive Entertainment, e con la licenza e l’approvazione ufficiale di Sony Interactive Entertainment, Fanatec lancia il Gran Turismo DD Extreme. Si tratta del più potente sistema Direct Drive per Gran Turismo, che combina un volante avanzato con la nuova base motore ClubSport DD+ da 15 Nm, per offrire prestazioni costanti e un Force Feedback incredibilmente realistico.
Gran Turismo DD Extreme è il modo migliore per vivere Gran Turismo 7. Il volante multiuso e completamente rotondo ha un aspetto e una sensazione realistici grazie all’impugnatura in pelle vegana premium e al diametro di 300 mm. Gli input specifici di Gran Turismo sono coperti da quattro stick direzionali a 5 direzioni, mentre il volante è stupefacente grazie ai FlagLED RGB, alla striscia RevLED diffusa, agli anelli LED RGB e al display OLED da 2,7″.
Progettato da zero per il quick release QR2 di ultima generazione, il volante trasmette i dettagli più fini del motore Direct Drive e della tecnologia FullForce di Fanatec alle mani del pilota.
Il cuore pulsante di Gran Turismo DD Extreme è il nuovo ClubSport DD+ Wheel Base, un Direct Drive capace di erogare 15 Nm di potenza, progettato da zero per i piloti di simulazione più esigenti.
Le prestazioni del servomotore ClubSport DD+ e l’elettronica avanzata hanno permesso a Fanatec di mettere a punto il suo comportamento con incredibile precisione. Il volante è vivace nelle mani e comunica i minimi dettagli, pur rimanendo straordinariamente stabile (resistente alle oscillazioni indesiderate).
Il ClubSport DD+ è raffreddato passivamente e progettato in base a requisiti rigorosi, il che lo rende il motore più stabile dal punto di vista termico della sua categoria, garantendo così prestazioni costanti e ininterrotte anche nelle gare più lunghe e impegnative.
Le prestazioni di slew rate leader della categoria, combinate con il potente processore, rendono ogni reazione del motore incredibilmente veloce e dinamica. Ne beneficiano i segnali di force feedback tradizionali e i segnali FullForce migliorati (nei giochi supportati).
La tecnologia FullForce è un nuovo protocollo di Force Feedback creato appositamente ed esclusivamente per Fanatec Direct Drive e per la connessione meccanica del QR2. FullForce sfrutta la risposta istantanea e la totale assenza di zone morte della tecnologia Direct Drive, offrendo vibrazioni ad alta frequenza e un nuovo livello di immersione. È previsto che Gran Turismo 7 supporti FullForce in un futuro aggiornamento del software.
Il pacchetto Gran Turismo® DD Extreme supporta tutti i pedali e gli accessori Fanatec moderni, come il cambio e il freno a mano (tutti venduti separatamente).
Il tutto sarà disponibile sul sito ufficiale al prezzo di 1299,95 euro.
Banishers: Ghosts of New Eden è il più ambizioso progetto di Don’t Nod. Gli sviluppatori francesi, questa volta esplorando la società puritana del New England del 17esimo secolo, periodo caratterizzato dalla paura delle streghe e dell’occulto, hanno voluto raccontarci una nuova e potente storia di amore e dolore che attinge a piene mani dal mito eterno di Orfeo ed Euridice: l’amore è più forte della morte.
In un’intervista rilasciata nei mesi precedenti al lancio del gioco da Stéphane Beauverger, Head of Narration di Don’t Nod, questi ha voluto sottolineare come allo studio francese piaccia “torturare” i videogiocatori obbligandoli a relazionarsi con personaggi dalla moralità sfaccettata. Diciamolo subito, se questo era il loro obiettivo, hanno fatto centro. Grazie ad un sapiente lavoro di scrittura, nonostante la prevedibilità di alcune situazioni, Banishers: Ghosts of New Eden ci ha travolto a livello emotivo. Volete saperne di più? Non vi resta che continuare la lettura!
Banishers: Ghosts of New Eden, edito da Focus Entertainment, sarà disponibile da domani 13 febbraio 2024 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC. Vi ricordiamo che potete acquistarlo su Amazon al seguente link: CLICK!
Versione testata: PlayStation 5
Una storia d’amore, morte e sacrificio
New Eden, 1695. Antea Duarte e Red Mac Raith sono una coppia di epuratori innamorati. A seguito di una missione disastrosa, Antea viene ferita fatalmente, diventando uno spettro nelle terre selvagge infestate del Nord America. Proprio quelli spettri che tanto disprezza. Il nostro obiettivo, nei panni di entrambi i protagonisti, sarà quello di trovare un modo per liberare Antea dalla sua “nuova situazione”. Ma chi sono gli epuratori? Coloro che hanno il compito di recidere gli aggrovigliati vincoli che legano i vivi e i morti.
La narrativa di Banishers: Ghosts of New Eden, seppure in larga parte “scontata”, è di una potenza dirompente. Ci siamo sentiti più e più volte inermi di fronte a quanto accadeva davanti ai nostri occhi. Per non parlare della scrittura dei personaggi, ricchi di personalità e di sfumature. Dei dialoghi, mai ridondanti e stranianti (come accade spesso in titoli del genere, che di fatto a volte “scordano” le scelte da noi fatte anche solo 5 minuti prima). O del certosino e curatissimo lavoro di ricerca storico-culturale riposto in ogni dettaglio al fine di rendere il background narrativo dannatamente affascinante. Anche grazie all’attenta direzione artistica e all’ottimo comparto sonoro che riescono a trasmettere a pieno l’identità di quei luoghi e di quel mood soprannaturale.
“La vita ai vivi, la morte ai morti”, dunque. Questo il chiaro e semplice mantra che ci viene ribadito sin dalle prime battute di gioco. Ma sicuri sia così “semplice” quando poi si entra nella nostra sfera personale?
Tramite un sistema di scelte sempre chiaro, che addirittura appare troppo didascalico rispetto a ciò che nasconde, dovremo decidere il destino degli abitanti di New Eden. E di conseguenza della nostra amata Antea. Saremo noi a plasmare la storia e tutte le possibili relazioni. Riprendendo la tagline della recensione: fin dove vi spingereste per amore?
E voi? Fino a dove siete disposti a spingervi per amore?
Seppure quanto descritto possa sembrarvi “banale” e già visto e rivisto, il modo in cui è stato realizzato ci ha continuamente spiazzato. Già alla prima “scelta”, quando il gioco ci butta in faccia la dura e cruda verità, ci siamo fermati a pensare e a “soffrire”. Come mai prima d’ora in un prodotto del genere.
Ovviamente una produzione che pone il focus narrativo su una struttura simile, plasmabile a piacimento dal videogiocatore, presenta una buona dose di rigiocabilità. Per vedere tutti e 5 i finali possibili dovremo, infatti, cercare di ponderare al meglio tutte le micro e macro scelte. Non abbiamo potuto testare tutto con mano perché il gioco già in prima battuta offre tantissimi contenuti (parliamo di una trentina di ore per una prima run “normale”) ma abbiamo il presentimento che ogni nostra scelta possa avere parecchie conseguenze tangibili.
Ghost of War
Seppure la commistione ludo-narrativa di cui sopra sia il core centrale, come da tradizione Don’t Nod, questa volta gli sviluppatori francesi hanno proposto una parte “action” molto più stimolante rispetto al passato. Già con Vampyr (QUI la nostra recensione) era stato fatto un primo tentativo in tal senso. Ma è con Banishers: Ghosts of New Eden che i passi in avanti sono finalmente tangibili.
Il sistema di combattimento si basa sull’utilizzo alternato dei due protagonisti. Red è un guerriero più convenzionale, con una spada per gli attacchi corpo a corpo, un fucile per gli attacchi a distanza e una fiaccola per una specie di “finisher”. Antea invece sfrutta le sue doti soprannaturali per scatenare attacchi eterei, che siano una sorta di scatto verso il nemico, o un’esplosione che colpisce ad area. Presenti anche alcune finezze più “tecniche”, come parry, perfect dodge e perfect switch.
Sulla carta il sistema di combattimento è funzionale e ben pensato. Tuttavia, risulta un po’ “grezzo” a causa di hitbox non sempre impeccabili, una telecamera poco dinamica e un comparto tecnico che soffre leggermente le situazioni più concitate. Anche selezionando la modalità Prestazioni a 60 fps. E in un paio di occasioni, a dirla tutta, si è addirittura chiuso il gioco. È pure vero che gli sviluppatori hanno promesso una patch al D1, quindi… vedremo.
Ben più grave, però, è la scarsa varietà dei nemici, soprattutto nella prima metà dell’avventura. Avremmo preferito sin da subito una composizione degli encounters più variegata, è inutile nasconderlo. Fortunatamente l’evoluzione molto flessibile dei nostri protagonisti (si possono redistribuire i punti abilità in ogni momento e gratuitamente) e le possibilità di miglioramento dell’attrezzatura consentono di mitigare, in un certo senso, la possibile ripetitività permettendoci di intervenire in prima persona sulla nostra build. A tal proposito, una nota di plauso all’intuizione degli sviluppatori di riempire il gioco di combattimenti opzionali che presentano modificatori. Tale scelta “indirizza” il combattimento verso strade sempre diverse che stimolano la sperimentazione. Queste sfide, inoltre, permettono di potenziare permanentemente le statistiche dei nostri personaggi.
La scarsa varietà dei nemici è forse il difetto più grande del gioco
Le abilità eteree di Antea oltre ad aumentare le possibilità offensive e difensive in combattimento, hanno un ruolo ben più importante in relazione all’esplorazione del mondo di gioco. Man mano che avanzeremo nel corso dell’avventura (e in base alle scelte fatte, attenzione) avremo la possibilità di sbloccare nuovi poteri per raggiungere nuove zone, segreti, attrezzature, collezionabili, etc.
Proprio il level design del mondo di gioco è la discriminante meramente ludica che ci ha colpito di più. New Eden è enorme ed e quasi totalmente interconnessa grazie ad un sapiente utilizzo di scorciatoie ed escamotage legati ai poteri eterei di Antea. La composizione delle mappe e l’avanzamento legato a tantissimi piccoli enigmi ambientali, uniti ad un reward system anomalo ma funzionale, in cui la ricerca di materiali è preponderante, ci ha catturato e ci ha fatto avventurare in zone totalmente opzionali per il semplice gusto di esplorare il mondo di gioco.
Banishers: Ghosts of New Eden, insomma, pur con tutti i suoi angoli da smussare, funzionerebbe anche come “semplice” action-RPG a là God of War post-reboot. E pensiamo che questo paragone valga più di mille parole.
Commento finale
Banishers: Ghosts of New Eden è il miglior gioco di Don’t Nod. Ci siamo trovati di fronte ad un titolo emotivamente devastante supportato questa volta da una parte “action” finalmente ben riuscita e appagante, soprattutto grazie all’ottimo lavoro di level design del mondo di gioco. Nonostante le criticità non manchino, come evidenziato nel testo della recensione, pensiamo che questo sia il primo titolo di Don’t Nod che riuscirà a mettere tutti d’accordo.
Secondo alcune voci di corridoio, sembrerebbe che la FIFA abbia individuato in 2K Games il proprio partner commerciale per realizzare il nuovo videogioco di calcio sfruttando la celebre licenza.
A far rimbalzare la notizia è stato, nelle ultime ore, l’insider Kurakasis con un post sibillino su X.
C’è da dire che la fonte sembra essere piuttosto affidabile, dopo aver svelato recentemente il nuovo capitolo di Sonic Generations e Metro VR, così come il titolo ufficiale del titolo dedicato ad Indiana Jones sviluppato da MachineGames.
2K Games è nota per la cura riposta negli sportivi, come visto nella tradizione di NBA 2K ma anche di WWE 2K. La partnership è sembrata, fin dal divorzio con Electronic Arts, abbastanza prevedibile ed inevitabile ed il rumor sembra confermare le sensazioni in questo senso.
Fino ad oggi, non ci sono state notizie ufficiali sul futuro della licenza, anche a causa della richiesta astronomica di un miliardo di dollari declinata da EA poco prima del celebre allontanamento che ha portato alla nascita di EA Sports FC 24.
Restiamo in attesa di sviluppi ufficiali sull’asse tra FIFA e 2K Games.
Suicide Squad: Kill the Justice League è destinato, nel bene e nel male, a diventare un case study per l’industria. Soprattutto quando uno dei team di sviluppo più talentuosi delle ultime generazioni videoludiche, quei Rocksteady capaci di tirar fuori la meravigliosa serie Arkham, si prende quasi una decade per un nuovo progetto. Specialmente quando il prodotto finale non solo prende le distanze dai lavori precedenti per gameplay, ma intraprende una strada tortuosa fatta di spinose scelte narrative ed una dibattuta struttura game as a service. Ed in particolar modo dopo un reveal tiepido, progressivamente esacerbato da un malcontento diffuso tale da costringere al rinvio di un anno del progetto a poche settimane dalla release originaria.
Con premesse di questo tipo, purtroppo non stupisce aver assistito nelle scorse settimane ad una vera e propria gogna mediatica del progetto. Come ha potuto un team di questo calibro piegarsi a logiche di tal misura?Come hanno osato calpestare il lascito dell’Arkhamverse? Perché hanno buttato il loro talento alle ortiche per quasi dieci anni? Un malumore serpeggiante tanto nella community quanto nella stampa internazionale. Ma è davvero tutto come la vox populi afferma? Oppure è un autoconvincimento dettato da ragionamenti più legati a quello che si sarebbe voluto, che non a quello che effettivamente ed oggettivamente abbiamo in mano? Ci siamo presi qualche giorno extra per esplorare a fondo la Metropolis raccontata nel nuovo prodotto Rocksteady e adesso possiamo finalmente raccontarvi gioie e dolori del titolo più controverso e sottovalutato dell’anno.
Suicide Squad: Kill the Justice League è disponibile dal 2 Febbraio per PC (via Steam), Xbox Series e PlayStation 5.
Versione testata: PlayStation 5
È semplice. Dobbiamo… uccidere la Justice League
Manicomio criminale di Arkham. Amanda Waller recluta tra i detenuti della struttura i componenti della Task Force X: l’assassino Deadshot, la criminale Harley Quinn, lo squinternato Capitan Boomerang ed il letale King Shark (direttamente da Belle Reve). Un team improbabile, tenuto insieme dal ricatto: completare l’incarico assegnato o essere terminati dalla bomba impiantata alla base del loro cranio. La loro missione è molto semplice: una volta raggiunta Metropolis, dovranno opporsi all’invasione di Brainiac, già responsabile di distruzione e morte su larghissima scala. C’è però un piccolo e trascurabile problema: il terribile avversario ha corrotto le menti degli eroi della Justice League. Come opporsi alla superiorità tecnologica della forza aliena, ulteriormente rafforzata dalle abilità dei World’s Finest? Beh… uccidendo anzitutto la Justice League, ovviamente.
Il nostro team di disadattati crescerà in affiatamento e relazioni nel corso della storia.
La premessa narrativa alla base di Suicide Squad è al contempo estremamente rischiosa e tremendamente affascinante. Da un lato, l’idea di porre in essere un nuovo capitolo ambientato all’interno dell’ArkhamVerse ha permesso agli sviluppatori di poggiare le proprie basi su fondamenta familiari. Dall’altro lato, è inevitabile aver attirato critiche e malcontenti per un tono diametralmente opposto ai lavori precedenti… ed anche per essere balzati dall’altro lato della barricata, con l’obiettivo dichiarato di uccidere i buoni.
Perché è inutile girarci intorno, ed in fondo è questo l’obiettivo di questa recensione: affrontare di petto gli argomenti caldi e più controversi di questa produzione. Kill the Justice League rovina l’eredità di Arkham? La risposta secca dopo oltre venti ore di campagna principale è un sonoro no. Rocksteady decide infatti di raccontare una vera e propria Crisi in stile DC, con tutti i pregi e difetti che una scelta del genere può provocare nei confronti delle aspettative dei fan dei loro precedenti lavori. Il mondo è sempre lo stesso, gli eroi sono sempre gli stessi ed anche i nemici lo sono. Tuttavia, sono passati molti anni dalla nostra ultima visita a Gotham e stavolta ad essere diverso è l’intero scenario: un’apocalisse in cui non ci sono mezze misure e le scelte da farsi sono tremende. Con l’unica speranza lasciata ad un gruppo di criminali egoisti. Approcciarsi ad una sceneggiatura di questo tipo è complesso, ma Rocksteady non dimentica le proprie origini con una evidente cura nella regia e nella costruzione della lore, appoggiandosi ai classici approfondimenti demandati a registrazioni e file. Insomma: al netto di qualche scelta destinata a far scalpore (probabilmente per sempre, chissà…), la storia di Suicide Squad vi spingerà a restare incollati allo schermo per vederne la conclusione… Ma torneremo su questo punto.
Quando Flash sarà corrotto da Brainiac diventerà estremamente fastidioso… e cattivo.
Dimmi… tu sanguini? Gronderai
Ma cosa è, esattamente, Suicide Squad: Kill the Justice League? Une bestia strana, ve lo concediamo, a tratti contraddittoria in ciò che vuole essere, sospesa a metà tra due aspirazioni.
Da un lato c’è il biglietto di presentazione noto a tutti. Il progetto game as a service destinato ad un supporto duraturo, che sacrifica i dettami ludici della precedente serie Rocksteady sull’altare dell’always online (almeno fino alla patch che permetterà di liberarsi di queste fastidiosissime catene imposte da Warner Bros, come tristemente visto anche inMortal Kombat 1). Un quest design fatto di missioni adatte alla cooperativa, strutturate attorno ad obiettivi da portare a termine rincorrendo l’equipaggiamento migliore, il loot compulsivo ed il potenziamento costante. Dall’altro lato c’è invece la voglia di non rinunciare al DNA dello studio britannico. La strenua difesa dell’ideale cinematografico (anche grazie ad un comparto grafico di prim’ordine), della storia da raccontare, della rilevanza dell’esperienza single player. Un dissidio interiore tra due anime, che si manifesta a tratti con tutta la propria prepotenza… ma che trova altresì un insperato equilibrio.
All’inizio dovrete anzitutto imparare ad usare bene ciascun personaggio. Il gioco sarà buon maestro in questo, tranquilli.
Kill the Justice League è infatti, in sé e per sé, sostanzialmente un looter shooter open world non diverso nella filosofia rispetto ad altri esponenti del genere (potremo citarvi Borderlands, ma oseremo tirando in ballo un certo Diablo). Ma riesce ad esserlo in maniera assolutamente non intrusiva, dando al giocatore un gratificante senso di progressione. Ogni missione, tanto le primarie quanto le secondarie, danno accesso costante ma graduale a nuove funzionalità e contenuti. Viene così meno la bulimica frenesia del “tutto subito”, in favore di una lenta e coerente curva di apprendimento. La mobilità estrema del cast (diversificata a seconda del personaggio), l’utilizzo ottimale delle armi, le migliori tattiche offensive e difensive, la conoscenza del campo di battaglia e dei nemici. Sono tutti aspetti che verranno appresi dai giocatori nel corso di una campagna strutturalmente archetipica, ma mai invasiva nei suoi aspetti più GaaS.
In questo senso, le dichiarazioni di Rocksteady sulla perfetta fruibilità del titolo anche ignorando l’opzione multiplayer, ci è sembrata decisamente onesta. Suicide Squad si può giocare ignorando per quasi tutto il tempo gran parte delle finezze statistiche (perlomeno fino all’endgame…), così come studiare il miglior layout e playstyle possibile per ogni membro della Task Force X, per focalizzarsi sulla più pura essenza caciarona e caotica del titolo. Perché si: Kill the Justice League è un autentico casino, ma di quelli divertenti che potrebbe generarvi una genuina assuefazione. L’azione è adrenalinica, scoppiettante, esagerata, stilosa. E quando vi sembrerà di aver visto tutto, il titolo sarà capace di aggiungere un nuovo giocattolo, un nuovo avversario, un nuovo obiettivo da raggiungere. Sebbene strutturalmente ci si limiterà sempre a sparare (e poco altro), la verità è che abbiamo accusato la noia e la ripetitività molto meno di quanto era lecito attendersi… o di quanto si vorrebbe far credere.
Hack è uno dei membri di supporto della Suicide Squad.
Magari torno dentro, così mi puoi salvare!
Arrivati a questo punto, dovrebbe essere facile tirare le somme su Kill the Justice League. Al netto di una storia controversa ma affascinante, di un gameplay concettualmente ripetitivo ma divertente, di una presentazione sgargiante ma tecnicamente impeccabile. Eppure, anche con idee piuttosto chiare, è impossibile ignorare il suo punto di arrivo, ad oggi. Non seguiranno spoiler, ovviamente.
Per sua stessa natura, il cammino di Suicide Squad è infatti destinato a proseguire nel corso del supporto dei prossimi mesi. Rocksteady ha in serbo una roadmap di contenuti gratuiti che si proporrà non solo di aggiungere nuovi obiettivi, ma anche personaggi, missioni, aree di gioco… e capitoli della storia. Senza cadere nell’insidioso terreno degli spoiler, possiamo dirvi che in Kill the Justice League la fine non è che l’inizio. Quando raggiungerete i titoli di coda, saprete che la vostra avventura ha davanti a sé ancora molto da offrire.
Mmm… missioni secondarie a base di un colore verde fluo? Chi potrà mai essere? Chissà…
Al termine della nostra playthrough ci siamo infatti ritrovati davanti ad un autentico marasma di nuovi contenuti da endgame, capaci di estendere grandemente la longevità del titolo fino a raddoppiare serenamente le venti ore impiegate per raggiungere il boss finale. E se alcuni di loro sono semplicemente riproposizioni di vecchie missioni remixate a difficoltà maggiori, non mancano altresì nuovi obiettivi di difficoltà maggiore capace di regalarvi… nuove armi, potenziamenti e funzionalità. Insomma, se il gameplay loop vi ha conquistato, avrete tanto da vedere.
Il problema arrivati a questo punto, semmai è un altro. Quanto la bontà, costanza e varietà dei contenuti in arrivo sarà in grado di elevare le buone basi di Kill the Justice League. Se la prospettiva di avere nuovi membri per la Task Force X è intrigante, la partita si giocherà tuttavia nella capacità, da parte di Rocksteady, di osare nel level design delle nuove aree, nel quest design dei nuovi obiettivi e nella scrittura dei nuovi capitoli della storia. Il team di sviluppo londinese ha tra le mani, con Suicide Squad, la possibilità di scrivere uno dei redemption arc più interessanti degli ultimi anni… oppure di fallire andando a replicare blandamente le stesse idee proposte al lancio. Raramente ci è capitato di essere così in difficoltà nel darvi la nostra opinione su un titolo, con la piena consapevolezza che potrebbe essere totalmente ribaltata (in positivo o negativo) da qui ad un anno. Sarà interessante seguirne gli sviluppi e magari tornare a parlarvene a completamento del progetto per capire se la squadra suicida sarà riuscita nell’impresa.
Metropolis è molto diversa da Gotham.
Commento finale
Suicide Squad: Kill the Justice League è il titolo più difficile da recensire non solo del 2024 ma forse, chissà, dell’intera generazione. Dopo quasi dieci anni d’attesa da Batman Arkham Knight, Rocksteady finalmente torna con un progetto accolto più con un accorato requiem funebre che con un po’ di distaccata freddezza. Giudicato attraverso le lenti del fan deluso da ciò che sarebbe potuto essere questo titolo, sarebbe facile parlare di delusione, andando a marcare in modo iperbolico difetti (esistenti) e meriti narrativi. Ma sforzandosi di giudicare il titolo per ciò che sinceramente vuole essere, non possiamo non riconoscerne gli evidenti valori produttivi, il coraggio del cambio di rotta e, in definitiva, il divertimento e l’intrattenimento che sa regalare. Perché Kill the Justice League è principalmente questo: un titolo che offre un genuino svago, mosso da una trama avvincente ed imprevedibile. Non tutto funziona come dovrebbe e lo spettro della ripetitività aleggia come su qualsiasi altro looter shooter. Ma una cosa è certa: Suicide Squad non è pessimo come bollato dalla communis opinio. Dategli una chance: questa squadra di scalmanati potrebbe sorprendervi e, chissà, magari tra un anno potremo ritrovarci qui a parlare del suo percorso.
Sony Interactive Entertainment è lieta di annunciare che, a partire da oggi, 12 Febbraio,efino a domenica 25 Febbraio, è possibile acquistare il nuovo modello Slim di PlayStation 5 approfittando, per la prima volta, di un’interessante scontistica.
La nuova console, con unità disco, è disponibile al prezzo di 474,99€, invece di 549,99€, con un risparmio pari a 75€ sul prezzo iniziale. Disponibile anche la configurazione in bundle con un secondo DualSense, al prezzo di 534,99€ invece di 609,99€.
Il nuovo design di PS5 presenta una forma più snella e confortevole rispetto alla precedente versione, con un volume e un peso ridotti, rispettivamente, del 30% e del 18%, e un Ultra HD Blu-ray Disc, che per la prima volta è totalmente rimovibile.
Oltre alle nuove specifiche tecniche, PS5 Slim offre a tutti gli appassionati l’opportunità di vivere nuove incredibili avventure, grazie a un’importante libreria di giochi che andrà ad espandersi ulteriormente nei prossimi mesi, con il lancio di titoli come Final Fantasy VII Rebirth, Rise of the Ronin, Stellar Blade, Silent Hill 2 e Death Stranding 2: On the Beach.
La promozione dedicata a PlayStation 5 Slim è attiva presso tutti i rivenditori aderenti all’iniziativa e su Direct PlayStation, lo store online ufficiale targato PlayStation.
Da quanto mostrato, sembra che Deadpool verrà reclutato dalla TVA vista in Loki per una non meglio specificata missione per… salvare l’universo cinematografico MCU!
Il film è diretto da Shawn Levy su una sceneggiatura scritta assieme a Ryan Reynolds, Rhett Reese, Paul Wernick e Zeb Wells. Nel cast troveremo anche Emma Corrin, Morena Baccarin, Rob Delaney, Leslie Uggams, Karan Soni e Matthew Macfadyen. Senza contare i cameo, che si annunciano numerosi e dedicati all’universo cinematografico FOX.
Deadpool & Wolverine arriverà al cinema il prossimo 24 Luglio.
L’ultimo aggiornamento di Counter-Strike 2 ha permesso ai data miner di trovare informazioni riguardanti un nuovo gioco di Half-Life.
La notizia è di quelle capaci di far tremare i polsi ai fan della storica serie Valve. Nello specifico, all’interno dei codici è stata trovata una sigla HLX che potrebbe richiamare il rumor, di qualche tempo fa, legato al progetto Half-Life X.
Mention of another future Valve game in Half-Life universe (codename HLX, similar to HLVR a.k.a. Half-Life: Alyx) pic.twitter.com/GeS8QjOfme
Half-Life: Alyx è stato rilasciato per PC nel 2020 ed è, ad oggi, l’unico nuovo capitolo della serie da quando Half-Life 2: Episode 2 è uscito nel 2007 (peraltro, con una versione per PlayStation VR2 rumoreggiata da tempo). Un anno dopo la sua uscita, file nascosti relativi al fantomatico Half-Life X, sono stati scoperti in un aggiornamento di Dota 2. Dopo anni di silenzio, il gioco sembra essere riapparso riapparso.
Ma cosa potrebbe essere questo titolo? Complesso dirlo, visto che non sono pochi i rumor che rincorrono la serie da lungo tempo su diversi prodotti ambientati nello stesso universo di Half-Life. Neon Prime, noto anche come Citadel, è un presunto nuovo gioco Valve ambientato nel lontano futuro degli eventi narrati in HL2. Potrebbe trattarsi di uno sparatutto in terza persona, si presume con meccanismi di Team Fortress 2, Counter-Strike e Dota. X nel frattempo è molto più misterioso. Potrebbe trattarsi di una versione aggiornata di Alyx o, cosa più interessante, episodi nuovi di zecca.
Febbraio porta con sé una serie di sconti ed offerte interessanti riguardanti PlayStation Plus.
Infatti, i giocatori che hanno effettuato la sottoscrizione al servizio in abbonamento, fino al 14 Febbraio, possono godere di una speciale scontistica su Direct PlayStation. Acquistando due o più articoli dallo store online ufficiale targato PlayStation, per un valore superiore a 100€, verrà applicato uno sconto del 15% sul totale. Un’occasione perfetta per trascorrere un San Valentino a tutto divertimento insieme al proprio “giocatore 2” o per scegliere il regalo perfetto per la Festa degli innamorati, selezionandolo tra le principali periferiche e la vasta gamma di giochi dell’ecosistema PlayStation!
Dallo scorso 6 Febbraio, Marvel’s Spider-Man 2 si è aggiunto al già vastissimo catalogo di titoli in versione di prova, disponibile per tutti gli abbonati al piano Premium di PlayStation Plus! L’ultima fatica di Insomniac Games, che vede Peter Parker e Miles Morales alle prese con la duplice minaccia rappresentata da Kraven e dal terrificante Venom, può essere giocata per un tempo limitato di 2 ore: i trofei e i progressi ottenuti nella versione di prova potranno essere mantenuti in caso di acquisto del gioco completo.
Foamstars, il competitivo e coloratissimo sparatutto per party online di Square Enix, che debutta in esclusiva su PlayStation Plus
Rollerdrome, un potente mix di pattini e sparatorie dallo stile artistico
Steelrising che offre un GDR d’azione con protagonisti degli automi.
Fino all’11 Febbraio, facendo login con il proprio account PSN su PlayStation Store, sarà possibile abbonarsi a PlayStation Plus Extra 12 mesi al prezzo dell’abbonamento Essential (solo per non abbonati).
La serie live action Knuckles arriverà in esclusiva su Paramount+ il prossimo 26 Aprile e la compagnia ha festeggiato l’annuncio con un interessante trailer.
La serie consisterà di sei episodi, rilasciati simultaneamente, e sarà ambientata tra gli eventi del secondo film e della prossima terza pellicola.
Oltre ad Idris Elba nei panni dell’echidna, tornerà Adam Pally nel ruolo di Wade Whipple. Nel cast saranno presenti Stockard Channing (The West Wing), Edi Patterson (The Righteous Gemstones), Scott Mescudi (Don’t Look Up), Ellie Taylor (Ted Lasso), Julian Barratt (Mindhorn), Rory McCann (Game of Thrones), Cary Elwes (Mission: Impossible – Dead Reckoning), Christopher Lloyd (Back to the Future), Paul Scheer (Black Monday) e Rob Huebel (Childrens Hospital). La special guest star Ben Schwartz tornerà nel ruolo di Sonic, così come la special guest star Tika Sumpter riprenderà i panni di Maddie. Colleen O’Shaughnessey sarà presente nel ruolo di special guest star per Tails.
Tutto il team creativo dei film precedenti è tornato per la serie, incluso il regista/produttore esecutivo Jeff Fowler, che ha diretto l’episodio pilota e ha contribuito a trasferire lo stile di animazione cinematografica caratteristico del film in televisione, così come Neal H. Moritz, Toby Ascher, John Whittington e Toru Nakahara, che sono produttori esecutivi insieme a Idris Elba. Altri registi della serie includono Ged Wright, Brandon Trost, Jorma Taccone e Carol Banker.
Knuckles è stata creata per la televisione da John Whittington e Toby Ascher, che sarà lo showrunning durante la produzione. Whittington, che ha scritto Sonic the Hedgehog 2, è il capo sceneggiatore e ha scritto il pilot della serie. Altri scrittori della serie includono Brian Schacter e James Madejski.