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Borderlands 4 – Guida ai trofei

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Borderlands 4 è una delle grandi release videoludiche ad inaugurare l’ultimo quadrimestre del 2025: un titolo grande per cui una guida ai trofei/achievements può essere davvero utile.

Il ritorno del franchise di successo firmato Gearbox Software porta con sé infatti un mondo aperto ricco di attività ed imprese per tutti i Cacciatori della Cripta. Proprio la ricchezza di contenuti può rendere necessario farsi forza con una pratica guida al completamento del titolo, con tutti i migliori suggerimenti.

La nostra guida ovviamente vale non solo per i trofei dalle versione PlayStation, ma altresì anche per gli achievements per Xbox e gli obiettivi Steam.

Informazioni preliminari

  • Difficoltà stimata per il Platino: 5/10
  • Tempo stimato per il Platino: 100/150 ore
  • Trofei offline: 35
  • Trofei online: 0
  • Trofei missabili: 2 ( Varchi incompatibili e Vendita eccezionale )
  • Trofei glitchati: 0
  • La difficoltà influisce sui trofei? Esclusivamente per il trofeo Quinta marcia!
  • Run minime: 1

Road map

Premessa: Come ogni titolo della serie, anche Borderlands 4 richiede ai giocatori di lasciarsi andare alla frenesia legata all’azione travolgente ed al quantitativo esagerato di armi a disposizione. Considerate che praticamente nulla è missabile nel gioco, pertanto potete fare la run in tranquillità… tranne che per i trofei/achievements Varchi incompatibili e Vendita eccezionale… perciò…
Step 1: Completate la prima (ed unica) run stando attenti ai due trofei citati, che riguardano espressamente due missioni secondarie all’interno delle quali effettuare scelte specifiche. Tutto il resto può essere svolto in serenità.
Step 2: Una volta completati tutti gli incarichi ed aver rastrellato tutti i trofei, potete attivare la Ultimate Vault Hunter Mode per continuare il farming delle classi e puntare all’ultimo trofeo/achievements che otterrete: Quinta marcia!

Borderlands 4 è disponibile dal 11 Settembre 2025 per PC (via Steam) PlayStation 5 ed Xbox Series.

Si ringrazia PowerPyx.

Adesso ci tocca fare BL5
Ottieni tutti i trofei.

Completate tutti i trofei di Borderlands 4 per ottenere il trofeo di platino.

Tutto si spezza
Completa la missione “L’Ordine del Cronocustode”.

Trofeo legato al completamento della storia di Borderlands 4.


Niente da sorvegliare
Sconfiggi tutti i guardiani nelle Cripte primordiali.

Ci sono tre Cripte primordiali in Borderlands 4 e ciascuna delle quali è protetta da un guardiano. Si trovano in ciascuna delle regioni della mappa, tranne che nell’area di Dominion. Per accedere ad una Cripta primordiali dovete prima recuperare alcuni frammenti che comporranno le chiavi per affrontare le sfide. Le Cripte scalano in base al livello del giocatore, pertanto tendono ad essere adeguatamente calibrate ogni volta. Qui trovate un elenco di dove sono i frammenti e qui dove utilizzare le chiavi per accedere alle Cripte.


Quinta marcia!
Raggiungi il livello Cacciacripta superiore 5.

Anzitutto è necessario finire il gioco per sbloccare la Ultimate Vault Hunter Mode. Si tratta delle modalità che innalza la difficoltà generale ma permette di accedere a ricompense di rango superiore. Per aumentare di rango, dovrete completare le sfide connesse a questa modalità, consultabili dal menù (solitamente legati all’uccisione di determinati avversari). Completate abbastanza sfide saranno disponibili le Wildcard Mission che, una volta completate, permettono di salire di livello Cacciacripta.


Maestri di morte e danza
Raggiungi il livello giocatore 50.

Un trofeo che si raggiunge naturalmente giocando e che dovreste poter sbloccare anche solo completando tutte le 25 missioni principali e le 98 missioni secondarie. Se proprio non lo avete sbloccato, non ci sono problemi. Basta proseguire con i contratti disponibili, rigiocare le Cripte primordiali ed affrontare la Ultimate Vault Hunter Mode.

Ululati lunari
Completa la missione “Giorno nuovo, universo nuovo”.

Trofeo legato al completamento della storia di Borderlands 4.


Lunga vita alla regina
Completa la missione “Fiamme nei suoi occhi”.

Trofeo legato al completamento della storia di Borderlands 4.


Come mosso da mano occulta
Completa la missione “Il suo abietto santuario”.

Trofeo legato al completamento della storia di Borderlands 4.


Falso Idolatra
Completa la missione “Verso il cancello”.

Trofeo legato al completamento della storia di Borderlands 4.


Attivista zelante
Completa tutte le missioni secondarie.

In Borderlands 4 ci sono 98 missioni secondarie. Per sbloccare il trofeo dovrete completarle tutte. Si tratta di un obiettivo molto più semplice di quanto sembra, visto che tutto è segnalato sulla mappa e le troverete naturalmente esplorando e giocando.


Eliminazione
Sconfiggi un boss globale.

I boss globali sono avversari generati casualmente che possono apparire in qualsiasi momento nella mappa di Borderlands 4. Solitamente si notano perché sono circondati da una sorta di cupola bianca trasparente. Sono eventi rari ma non avrete grandi problemi ad incapparci nel corso della strada al platino.


Cittadino utile
Scopri tutte le località della mappa a Dominion.

Per scoprire tutte le località presenti sulla mappa di Borderlands 4, dovrete raggiungere i punti interrogativi disseminati sul territorio. Fate questo per ottenere il trofeo.


Bruciatura prolungata
Scopri tutte le località della mappa nelle Terrarse di Carcadia.

Per scoprire tutte le località presenti sulla mappa di Borderlands 4, dovrete raggiungere i punti interrogativi disseminati sul territorio. Fate questo per ottenere il trofeo.


La Montagna provvede
Scopri tutte le località della mappa nella catena di Terminus.

Per scoprire tutte le località presenti sulla mappa di Borderlands 4, dovrete raggiungere i punti interrogativi disseminati sul territorio. Fate questo per ottenere il trofeo.


Intramontabile
Scopri tutte le località della mappa nelle Tramonterre.

Per scoprire tutte le località presenti sulla mappa di Borderlands 4, dovrete raggiungere i punti interrogativi disseminati sul territorio. Fate questo per ottenere il trofeo.


Dominio assoluto
Completa tutte le attività.

In Borderlands 4 ci sono 53 attività nelle quali cimentarsi. Appaiono sulla mappa come punti interrogativi. Basta avvicinarsi e verranno rivelate, con annesse istruzioni sul loro completamento.


Me lo merito
Inserisci equipaggiamento leggendario in tutti gli slot.

Un altro trofeo che otterrete giocando, soprattutto dopo aver raggiunto il livello 50 ed aver iniziato le run con la Ultimate Vault Hunter Mode. Dovrete assegnare un qualsiasi equipaggiamento leggendario in ciascuno degli slot, pertanto: quattro armi, un repkit, una tipologia di granata, una class mod, uno scudo ed un miglioramento.


Catch-A-Ride
Recupera tutti i veicoli personali.

In Borderlands 4 sono presenti dieci veicoli personali. Sei di essi si ottengono naturalmente nel corso della storia. Gli altri quattro si ottengono portando a livello 50 ciascuno dei personaggi. La buona notizia è che, una volta finito il gioco la prima volta, la Ultimate Vault Hunter Mode permette di iniziare una nuova partita già a livello 30. Basterà dunque farmare da qui per sbloccare il trofeo.


Buon cacciatore
Raggiungi il livello giocatore 30.

Si ottiene automaticamente sulla strada per il trofeo Maestri di morte e danza.

Guacamole extra
Trova Dave il Burrito.

Anzitutto dovete raccogliere i 15 Burrito nascosti a Dominion. Successivamente, potrete trovare Dave il Burrito nella parte alta della stessa regione.


Varchi incompatibili
Trova l’ultima dimora di Imbroglio.

Nota bene. Si tratta di uno dei due trofei missabili di Borderlands 4, pertanto richiede un’attenzione speciale.

Per prima cosa, dovete completare la missione secondaria Exit Through the Rift Shop. Durante questa missione incontrerete Francis Oddman. Alla fine della missione, lo affronterete e potrete scegliere se colpirlo o sparargli. Se lo colpite, cadrà in una fenditura, mentre se gli sparate morirà sul colpo. Decidete di colpirlo e basta. In qualsiasi momento dopo aver completato la missione secondaria, recatevi nella regione di Terminus (come indicato nel video che segue), dove troverete un oggetto collezionabile e Oddman congelato nel ghiaccio.


Vendita eccezionale
Consegna i contenuti del distributore automatico leggendario.

Nota bene. Si tratta di uno dei due trofei missabili di Borderlands 4, pertanto richiede un’attenzione speciale.

Il trofeo si ottiene nel contesto della missione secondaria Vend of the Line durante l’obiettivo “Sconfiggi qualunque cosa sia”. Alla fine della missione secondaria, entrerete in una caverna con il boss distributore automatico chiamato “Vend Zane”. Una volta sconfitto, controllate il pavimento dove si trovava inizialmente il boss quando siete entrati nella caverna. Lì, su una tavola di legno, vedrete 3 icone “$” verdi barrate e 1 icona “$” arancione non barrata. Questo codice indica che è necessario vendere 3 oggetti verdi e acquistare 1 oggetto leggendario al distributore automatico. Dopo aver sconfitto “Vend Zane”, l’NPC vi chiamerà. Dopo che avrà finito di parlare, potrete interagire con il distributore automatico leggendario. A questo punto dovrete VENDERE Verde > VENDERE Verde > VENDERE Verde > ACQUISTARE Leggendario. Non importa la tipologia di arma o equipaggiamente, l’importante è che corrisponda alla rarità verde/leggendaria. Non importa se si tratta di un’arma o di un altro tipo di oggetto.

Dopo averlo fatto, il distributore automatico leggendario esploderà e farà cadere un oggetto di categoria blu. Raccoglietelo ed avrete un nuovo obiettivo: trovare Zane. Sarà segnato sulla mappa (dovrebbe trovarsi al Moxxi’s Bottoms Up nelle Terrearse di Carcadia. Recatevi lì, parlate con Zane e dategli l’oggetto. Dopo aver parlato un po’, la missione secondaria terminerà e il trofeo verrà sbloccato non appena la missione sarà completata.


Sagome
Trova la sagoma della dottoressa Patricia Tannis.

Un simpatico easter egg che coinvolge una sagoma raffigurante la dottoressa Patricia Tannis. Una volta trovata l’area a nord ovest delle Tramonterre, dovrete colpire i barili colorati in sequenza. Di seguito il video per maggiori dettagli.


Guardiano zuccherino
Dai la mancia a Moxxi.

Moxxi è uno dei personaggi iconici del franchise che torna anche in Borderlands 4. Per ottenere questo trofeo dovrete farle visita (la troverete nel corso della storia, dopo la missioni principale 7) e darle una mancia qualsiasi.


Mascotte adorata
Completa tutte le missioni di Claptrap.

Claptrap è presente anche in Borderlands 4. Per sbloccare il trofeo dovrete completare le specifiche cinque missioni secondarie che lo vedono coinvolto.


Talpe e intoppi
Completa tutte le missioni degli Electi.

Gli Electi sono una delle fazioni di Borderlands 4. Per sbloccare il trofeo dovrete completare tutte le loro missioni, che in totale sono cinque.


Chi è il boss?
Completa tutte le missioni degli Aruspex.

Gli Aruspex sono una delle fazioni di Borderlands 4. Per sbloccare il trofeo dovrete completare tutte le loro missioni, che in totale sono quattro.


Puntino blu mirtillo
Completa tutte le missioni degli Esterni.

Gli Esterni sono una delle fazioni di Borderlands 4. Per sbloccare il trofeo dovrete completare tutte le loro missioni, che in totale sono tre.


Vita da freelancer
Completa 80 contratti.

I contratti sono brevi incarichi che si possono trovare in ogni safehouse e presso le sedi delle fazioni. Se ne possono avere attivi solo cinque per volta. Completatene ottanta per avere il trofeo.


Spara alla luna
Completa l’evento globale Impatto tripode.

Gli eventi globali sono combattimenti che appaiono randomicamente nel mondo di Borderlands 4, legati esclusivamente al caso. Il gioco non vi avvisa quando essi appaiono (e solitamente durano molto poco), pertanto l’unico modo per averne notizia è controllare la mappa. Nello specifico, questo evento appare nelle Tramonterre.


Anti-rapimento
Completa l’evento globale Navicella.

Gli eventi globali sono combattimenti che appaiono randomicamente nel mondo di Borderlands 4, legati esclusivamente al caso. Il gioco non vi avvisa quando essi appaiono (e solitamente durano molto poco), pertanto l’unico modo per averne notizia è controllare la mappa. Nello specifico, questo evento appare nelle Tramonterre.


Arena Grande
Completa l’evento globale Squartodromo.

Gli eventi globali sono combattimenti che appaiono randomicamente nel mondo di Borderlands 4, legati esclusivamente al caso. Il gioco non vi avvisa quando essi appaiono (e solitamente durano molto poco), pertanto l’unico modo per averne notizia è controllare la mappa. Nello specifico, questo evento appare nella catena di Terminus.


Valore del marchio
Completa una categoria qualsiasi di Sfide produttore.

Le Sfide produttore sono delle challenge legate alle aziende produttrici delle armi. Esattamente come per il trofeo Area di competenza, scegliete uno produttore e completate tutte le sue sfide.


Area di competenza
Completa una categoria qualsiasi di Sfide equipaggiamento.

Le Sfide equipaggiamento sono delle challenge legate alle macro categorie di armi, scudi, repkit e granate. Per ottenere il trofeo, basta sceglierne una e completare tutte le sfide (prettamente di combattimento). Ovviamente se scegliete un equipaggiamento che usate costantemente, il trofeo si sbloccherà più facilmente e rapidamente.


Ogni tipo di look
Recupera 60 oggetti estetici.

Un trofeo che si raggiunge naturalmente giocando e che dovreste poter sbloccare anche solo completando tutte le 25 missioni principali e le 98 missioni secondarie. Nel gioco ci sono 189 oggetti estetici, mentre il trofeo ne richiede solo 60.


Ascesa cremisi
Raggiungi il livello giocatore 10.

Si ottiene automaticamente sulla strada per il trofeo Maestri di morte e danza.

Recensione Cronos: The New Dawn (Nintendo Switch 2), il primo vero banco di prova per un titolo non esclusivo

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Nintendo Switch 2 – un po’ come il suo predecessore – non incarna propriamente tutte le caratteristiche necessarie per far girare (sempre al meglio) titoli non esclusivamente sviluppati per l’ecosistema realizzato dalla casa di Kyoto. A differenza di Nintendo Switch del 2017 pare che con la nuova console ibrida – Nintendo e gli sviluppatori esterni – abbiano un maggior interesse nel far sì che non solo le eccellenti esclusive, vedasi Mario Kart World e Donkey Kong Bananza, riescano a funzionare su Switch 2 ma – seppur con più di qualche compromesso – anche i titoli terze parti. Fra i primi ad approdare sulla console, c’è il chiacchierato Cronos: The New Dawn di Bloober Team, software house polacca nota soprattutto per aver sviluppato giochi horror come Layers of Fear (2016), Observer (2017), Blair Witch (2019), The Medium (2021) e il recente Silent Hill 2 (2024) che vuole dimostrare di aver raggiunto finalmente l’agognata maturità.

Abbiamo già testato (e recensito) il gioco in versione PlayStation 5 e – naturalmente eravamo curiosi di scoprire come un titolo prettamente concepito – come la stragrande maggioranza di quelli più recenti – per sfruttare l’Unreal Engine 5 e le sue peculiarità potesse girare su Nintendo Switch 2. Le aspettative che ci eravamo prefissati erano piuttosto tiepide in quanto Cronos: The New Dawn non era mai stato esplicitamente progettato per soddisfare i limiti dell’architettura hardware come quella di Nintendo Switch 2. Con questa premessa vi raccontiamo come è stata la nostra esperienza di gioco di quello che riteniamo essere un banco di prova importante per capire fin dove possa spingersi la nuova generazione Nintendo con i titoli non esclusivi.

Cronos: The New Dawn è attualmente disponibile per Nintendo Switch 2, macOS, PlayStation 5, Windows e Xbox Series X/S.


Versione testata: Nintendo Switch 2


Cronos: The New Dawn mette i giocatori nei panni di una delle Viaggiatrici del Collettivo, un enigmatico agente inviato nelle profondità delle rovine di una Polonia post-apocalittica degli anni ’80 in cerca di risposte dopo un evento catastrofico. Sebbene interessante, la narrazione è in realtà più un pretesto per creare lo sfondo perfetto per ciò che i ragazzi di Bloober Team sanno fare meglio: fondere l’horror psicologico con una direzione artistica più convenzionale, atmosferica e splatter, andando a creare un solido senso di appartenenza e tensione. Per fortuna, anche su Nintendo Switch 2, Cronos: The New Dawn riesce a catturare gran parte di quanto detto poc’anzi, offrendo un’esperienza survival horror in grado di miscelare i migliori elementi del genere in un pacchetto solido e funzionale e riuscendo a mantenere intatto il cuore dell’esperienza survival horror rispetto alla versione PS5.

Cosa cambia?

Su PS5 il gioco offre due modalità grafiche: Qualità (30 fps, migliore resa visiva: ombre, riflessi, profondità di campo, effetti grafici) e Prestazioni (60 fps, ma con possibili cali in aree con molti elementi o durante combattimenti intensi). Su Switch 2 c’è una sola modalità, con diversi compromessi grafici: riduzione della qualità nell’illuminazione, meno dettagli nei modelli/texture, effetti particellari semplificati, sacrifici su effetti come fuoco e riflessi.

Nel dettaglio: Partiamo dagli aspetti che ci hanno maggiormente soddisfatto. Il frame rate ridotto a 30 fps ci è sembrato costante sia in modalità docked che portatile. Che si percorrano corridoi stretti e claustrofobici pieni di dettagli o che si esca in strade più ampie piene di detriti, le prestazioni rimangono stabili. Il combattimento è stata la vera prova del fuoco, con più nemici (creature da incubo chiamate Orfani) che spesso si avvicinano contemporaneamente. Le creature per essere contrastate richiedono reazioni rapide. Ci aspettavamo cali o scatti evidenti quando lo schermo si riempiva di nemici ed effetti particellari grezzi, ma i cali sono stati quasi impercepibili. Il frame rate durante il combattimento – seppur minore rispetto alla controparte PlayStation 5 – è rimasto fluido, reattivo e affidabile il che è stata davvero un gran cosa.

Passando invece all’illuminazione, su Switch 2 manca una funzionalità fondamentale per creare un’illuminazione atmosferica e dinamica come accade su altre piattaforme come PS5 e PC, ovvero l’illuminazione globale volumetrica. Questo si traduce in una presentazione più “piatta” e meno immersiva su Switch 2, poiché la luce non rimbalza in modo naturale, con un conseguente cambiamento nella profondità visiva e nel tono del gioco. Sebbene le premesse non siano delle migliori vi garantiamo che l’illuminazione funziona meglio di quanto ci si potrebbe aspettare. Quando si accede ad un edificio buio la torcia fende lo spazio con un bagliore piuttosto convincente. Il raggio reagisce in modo simil naturale a pareti, mobili e ostacoli, e sembra appartenere al mondo piuttosto che appoggiarsi su di esso. Raggi di luce diurna penetrano attraverso le crepe del legno ormai consumato o tra le assi inchiodate alle finestre, creando un effetto stratificato che aggiunge – al netto di alcune scene evidentemente più piatte e meno suggestive – il giusto peso all’atmosfera. Anche i dettagli più piccoli, come il materiale organico umido che luccica sotto la luce fioca, sono resi, salvo dei casi in cui abbiamo percepito alcuni problemi palesi con le ombre della torcia e le incongruenze di illuminazione, in modo credibile. Tutto questo senza sacrificarne la stabilità.

Gli effetti di luce possono essere piuttosto impegnativi, ma in Cronos: The New Dawn funzionano in modo affidabile, senza mai interrompere il flusso di gioco. Insieme a prestazioni costanti, l’illuminazione contribuisce a creare un mondo comunque teso e immersivo.

Nonostante i “tagli” (in particolare con compromessi visivi relativi alla qualità dell’illuminazione e nel livello di dettaglio complessivo), Cronos: The New Dawn ha un aspetto generale piuttosto buono, anche se non paragonabile a quello di The Witcher 3 pubblicato (parliamo di un vero miracolo) su Nintendo Switch nel 2019. Ci ha convinti soprattutto quando lo abbiamo testato in modalità portatile. Grazie al display VRR a 1080p di Nintendo Switch 2, abbiamo scoperto che Cronos: The New Dawn si gode al meglio in modalità non docked, dove parte della riduzione qualitativa è meno evidente a causa del pannello 1080p più piccolo con una risoluzione (1920×1080). Il gioco sembra anche più fluido, probabilmente perché il VRR è una caratteristica esclusiva della modalità handheld, rendendo più facile gestire il citato frame rate a 30 fps. Per quanto riguarda la modalità docked, offre una qualità simile a quella della modalità portatile. Esegue l’upscaling a 1440p invece che a 1080p, ma a parte questo, sembra che non ci siano cambiamenti evidenti, cosa che non ci aspettavamo. Sembra solo che il gioco sia stato ingrandito per poter funzionare su uno schermo più grande, con praticamente nessun miglioramento della qualità per sfruttare la potenza di Switch in modalità docked. Oltre a ciò, il fatto di giocare su uno schermo più grande (nel nostro caso 55″) fa risaltare maggiormente il minor dettaglio.

In modalità fissa abbiamo optato per il Pro Controller (che abbiamo trovato piuttosto comodo) ma il gioco offre altresì la possibilità di sfruttare alcune delle capacità hardware peculiari di Switch 2, come i controlli di movimento in stile Wii alla Resident Evil 4 e l’input del mouse.

I pop-in di modelli, texture e illuminazione sono molto più comuni e facili da vedere su Nintendo Switch 2. Ci è capitato più volte di entrare in edifici che avevano questa strana tonalità blu all’inizio del gioco, ma si “spegnevano” non appena ci avvicinavamo, e la stanza improvvisamente diventava buia. La stanza dovrebbe essere buia fin dall’inizio, quindi la cosa ci ha un po’ infastiditi. Per “mitigare” un po’ la situazione, abbiamo dovuto ridurre la nitidezza dell’immagine e renderla più scura. Anche alcune texture sui modelli presentano un leggero sfarfallio, anche se potrebbe essere dovuto alle anomalie gravitazionali nel gioco e non alle texture stesse. Ciononostante, non dovrebbe accadere in questo modo così evidente. Altresì abbiamo notato un po’ di granulosità sugli oggetti ravvicinati con tanto di bordi squadrati o forme caratterizzate da un numero di poligoni più basso e un po’ di ghosting pixelato sulle armi e sul personaggio così come alcune texture che faticavano a caricarsi. Nelle scene chiuse si notano maggiormente i compromessi: illuminazione più debole, ombre meno definite, dettagli ambientali ridotti. Semplificati anche gli effetti, Switch 2 elimina alcuni effetti di post-elaborazione, come elementi particellari o effetti di fuoco. Il realismo ne risente leggermente, ma l’atmosfera resta comunque coinvolgente grazie alla buonissima direzione artistica.

Per quanto riguarda i modelli poligonali dei personaggi e dei nemici su Switch 2 sono caratterizzati da un livello di dettaglio che non ci è dispiaciuto. Il personaggio del giocatore è presentato con un livello di rifinitura elevato, conferendogli un aspetto fantascientifico sorprendente che si staglia sugli sfondi e gli ambienti in rovina. Armature, vestiti ed equipaggiamento sono nitidi e ben definiti. Le creature sono altrettanto impressionanti, ma in modo molto diverso. Il loro design è grottesco e inquietante, con dettagli sufficienti a far percepire la loro pericolosità fin dal loro primo apparire. Lineamenti affilati, arti contorti e texture frastagliate le fanno sembrare uscite da un incubo. Quando si fondono in forme più grandi, la minaccia si intensifica ulteriormente. Nintendo Switch 2 gestisce bene questi orripilanti design, conferendo loro una presenza a dir poco terrificante.

Da segnalare – infine – la presenza di alcuni bug che potrebbero lievemente compromettere l’esperienza, come ad esempio la possibilità di incastrarsi – fortunatamente di rado – in alcuni scenari di gioco; problematica che talvolta ci ha costretto a riavviare dall’ultimo checkpoint, caricamenti piuttosto lunghetti dopo un Game Over che interrompono l’immersività dell’azione e un lieve stuttering durante la visualizzazione dell’icona di salvataggio automatica.

Commento finale

Cronos: The New Dawn, è il risultato di uno studio che ha fatto un notevole passo avanti rispetto ai tempi di Layers of Fear, Blair Witch e Observer. È una celebrazione del survival horror, che rende omaggio in modo efficace a tutti i grandi del genere, pur non riuscendo a proporre nulla di veramente originale. Per coloro che possiedono Nintendo Switch 2 come unica piattaforma di gioco, o per coloro che non sono particolarmente sensibili al frame rate ridotto e ad un downgrade grafico che comunque si nota – specialmente per quanto riguarda l’illuminazione (meno impattante), una geometria più semplificata, la mancanza di qualche dettaglio e di effetti particellari più basici – è un porting che riteniamo essere piuttosto valido. Fa il suo massimo, considerate le limitazioni hardware dell’ultima console ibrida di Nintendo, per offrire un’esperienza – specialmente se giocato in modalità portatile – che possa essere apprezzata (al pari delle altre versioni disponibili in commercio ma a patto di accettare i tagli visivi in ​​alcuni aspetti) e goduta dagli appassionati di survival horror.

EA SPORTS FC 26, ecco la soundtrack da Ed Sheeran a… Moise Kean!

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È stata rivelata oggi la colonna sonora di EA SPORTS FC 26, con una selezione di artisti che porta avanti la tradizione ventennale del franchise.

La soundtrack di quest’anno può vantare ben 109 brani provenienti da oltre 30 Paesi, firmati sia da artisti affermati che emergenti. Tra i protagonisti della tracklist figurano Fred again.., PinkPantheress, Ed Sheeran, Ebony, Afrobeats Obongjayar, HAIM, The Cure e addirittura il calciatore italiano di livello internazionale Moise Kean, conosciuto sul palco come KMB, che diventa il primo giocatore professionista a essere inserito nella colonna sonora di FC.

Di seguito vi lasciamo al comunicato ufficiale, mentre qui potete ascoltare tutti i brani tramite Spotify.

Oggi Electronic Arts Inc. (NASDAQ: EA) ha svelato l’attesissima colonna sonora di EA SPORTS FC 26, portando avanti la tradizione ventennale del franchise che ha influenzato il panorama musicale globale. Continuando infatti a dare spazio a futuri successi e icone culturali, la soundtrack di quest’anno include 109 brani provenienti da oltre 30 Paesi, firmati sia da artisti affermati che emergenti, tra i quali spicca il calciatore italiano di livello internazionale Moise Kean, conosciuto sul palco come KMB, che diventa il primo giocatore professionista a essere inserito nella colonna sonora di FC; tutti i brani contribuiranno a creare l’atmosfera di EA SPORTS FC 26, in uscita il 26 settembre.

«Da oltre due decenni, EA SPORTS ha plasmato la cultura globale introducendo milioni di giocatori a nuova musica, artisti e generi» ha dichiarato Steve Schnur, Worldwide Executive e President of Music di Electronic Arts. «FC 26 è una delle colonne sonore più varie e audaci di sempre, che rispecchia la voce della community di FC attraverso canzoni e cultura».

La rivoluzionaria lineup di quest’anno include brani del due volte vincitore ai Grammy Fred again.., che torna nella colonna sonora di FC insieme a PinkPantheress, nominata Billboard Women In Music Producer of the Year; e un inedito assoluto di Ed Sheeran, superstar mondiale e co-proprietario dell’Ipswich Town Club. La soundtrack mette inoltre in risalto la stella nascente brasiliana Ebony, con il suo stile audace e testi potenti; l’artista sperimentale di Afrobeats Obongjayar; il trio nominato ai Grammy HAIM; i pionieri del rock britannico The Cure; e molti altri.

  • Moise Kean (KMB) ha dichiarato: «Il calcio e la musica sono entrambe passioni che uniscono le persone in tutto il mondo, al di là delle loro differenze. Far parte di FC 26, non solo come giocatore ma anche come artista, è per me un sogno che diventa realtà.»
  • PinkPantheress ha commentato:«Vedere Girl Like Me nella colonna sonora di FC 26 è davvero pazzesco. Ho sempre pensato che fosse bellissimo come calcio e musica possano unire le persone in modo semplice. Io voglio solo creare canzoni che facciano provare qualcosa, quindi spero che, quando in-game partirà un mio brano, i giocatori possano coglierne l’energia e farla loro. Magari li aiuterà anche a segnare un gol o due, chissà!» 
  • Ebony & AG Beatz hanno affermato: «Essere inclusi nella colonna sonora di FC 26 è davvero qualcosa di speciale per noi. Il calcio e la musica connettono persone in tutto il mondo, e sapere che il nostro brano verrà ascoltato dai giocatori ovunque – dal Brasile al Portogallo e oltre – è qualcosa di indimenticabile.»

Accanto a 27 brani inediti, la colonna sonora di FC 26 include anche tracce molto attese della cantautrice nominata ai BRIT Joy Crookes – acclamata per il suo mix soul di R&B, jazz e influenze dell’Asia meridionale – e di Alewya, artista londinese rinomata per la fusione di elettronica, Afrobeat e sonorità alternative.

Attraverso la colonna sonora di FC 26, EA SPORTS FC continua a consolidare la sua reputazione di precursore culturale. Le precedenti soundtrack hanno infatti presentato talenti emergenti poi diventati nomi di spicco, tra cui Glass Animals, John Newman, Lola Young, Nia Archives, Madeon e Alex Spencer. Questi artisti hanno dato vita a momenti che vanno oltre il campo di gioco, celebrando la cultura, la creatività e il potere della musica di unire le persone.

Sono ora disponibili le prenotazioni di EA SPORTS FC 26, che sarà lanciato su PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S, Xbox One, PC, Amazon Luna, Nintendo Switch e Nintendo Switch 2. EA SPORTS FC 26 sarà disponibile a livello mondiale a partire dal 26 Settembre 2025, con accesso anticipato tramite l’Ultimate Edition a partire dal 19 Settembre 2025. 

Anteprima Grounded 2: piccoli ma con ambizioni enormi

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Il colpo d’occhio è quello giusto: Brookhollow Park mette da parte il giardino di casa e apre a un parco che, alla nostra scala da formichine, diventa un continente. Non è solo questione di metri quadrati; è il modo in cui Obsidian costruisce ecosistemi distinti, con microclimi, flora e fauna che cambiano il ritmo dell’esplorazione. Il mio colpo di fulmine? L’area del carretto dei gelati rovesciato: una lingua di freddo capace di trasformare la passeggiata in un incubo termico, dove l’improvvisazione lascia spazio alla preparazione. L’Unreal Engine 5 qui fa la parte del leone: illuminazione che filtra tra i fili d’erba, ombre lunghe che slittano con il passare delle ore, texture curate che rendono “tangibili” i materiali. Non è tutto oro—nelle zone più dense di oggetti il framerate collassa, con crash sporadici e insetti incastrati negli asset—ma quando il parco respira, respira davvero.

A differenza del primo episodio, dove le zone si somigliavano e a volte sembravano varianti di uno stesso modello, qui l’idea è quella di dare identità ad ogni area. Il risultato, anche se ancora incompleto, è incoraggiante: passeggi tra un cespuglio e una radura e hai la sensazione di attraversare confini reali, non di muoverti nello stesso prato con texture differenti. C’è più verticalità, più diversità visiva e più voglia di sorprendere. Certo, resta il rischio del déjà vu quando si nota la parentela con alcune location del primo Grounded, ma è evidente che la mappa attuale è solo una porzione di ciò che verrà. In accesso anticipato il gioco comunica una promessa: quella di un mondo che crescerà insieme alla community, ampliandosi con nuove aree uniche che rafforzeranno la sensazione di esplorare un microcosmo vivo e coerente.

Anteprima realizzata grazie a un codice fornito da Xbox.


Versione testata : PC/Steam


Buggy e libertà: quando l’esplorazione prende la rincorsa

La vera rivoluzione pratica ha otto zampe e mandibole poderose. Gli insetti cavalcabili (i “Buggy”) ribaltano la mobilità e, di riflesso, la qualità della vita. La formica soldato rossa è un furgoncino con le antenne: carica risorse, sgrava l’inventario e apre scorciatoie alla logistica della base. Il ragno orb weaver è il tuareg dell’ecosistema: corre, incute timore alle specie minori, arrampica sulle ragnatele e rende gli spostamenti una danza verticale. Non è solo travel fast; è un sistema che ricuce il tempo morto fra un obiettivo e l’altro e rende possibili interventi “cavaliere bianco” quando un amico chiede aiuto dall’altra parte del parco. La domesticazione parte dalle uova, con una missione che guida la schiusa e un fail-state clemente (se vanno giù, li rianimi o tornano al nido per riprendersi). La roadmap promette altre specie e, speriamo, meccaniche d’allevamento più profonde. È una di quelle idee che, a conti fatti, cambiano il gioco.

La bellezza del sistema è che non rompe la filosofia survival, ma la amplifica. Il fatto di dover allevare i Buggy, curarli, gestire la loro salute e riportarli al nido se cadono, crea un legame che va oltre il semplice “mezzo di trasporto”. Sono compagni a tutti gli effetti, con ruoli complementari al giocatore. Ti accorgi di pensarci strategicamente: scelgo la formica per spostarmi con un bottino pesante o il ragno per infilarmi tra i rami? In prospettiva, il margine di espansione è enorme. Immaginare nuove cavalcature con abilità uniche rende l’idea di quanto questo singolo elemento possa ridefinire l’identità del sequel. È la dimostrazione che a volte basta una feature ben pensata per dare una spinta a tutto l’impianto.

Omni Tool, classi e parry: il survival si rifinisce

Se nel primo Grounded l’inventario suonava come un mazzo di chiavi troppo pesante, qui arriva l’Omni Tool a liberarti le tasche: ascia, piccone, pala e martello diventano un’unica soluzione adattiva, potenziabile e sempre pronta, senza la roulette del “cosa ho in mano”. Il ritmo ne guadagna, l’attrito si scioglie, la costruzione scorre.

Sul fronte RPG, finalmente si esce dall’understatement: non “tendi” a una build, la scegli. Rogue rapido con pugnali e bonus evasione? Bruto corazza di coccinella e due mani che spaccano? Mage con perk ed effetti elementali? Le armature e le armi now supportano davvero stili distinti, con sinergie leggibili e progressione che incentiva la specializzazione. In combattimento, la nuova parata perfetta dà ritmo e dignità ai duelli: se giochi di timing, stordisci e punisci; se spingi a casaccio, la stamina ti presenta il conto. Le animazioni, più pulite, restituiscono impatto e leggibilità ai pattern.

È qui che si percepisce la volontà di Obsidian di dare più sostanza al combattimento senza snaturare l’anima survival. Non siamo davanti a un action puro, ma a un sistema che premia chi impara e osserva. La gestione della stamina è forse la scelta più interessante: costringe a ragionare, a pesare ogni colpo e non buttarsi nella mischia a caso. Non tutto è perfetto: alcuni nemici sembrano tarati male e richiedono troppo grinding, e la varietà di armi potrebbe crescere, ma la direzione è quella giusta. È un affinamento che dà spessore e rende ogni incontro meno prevedibile.

Una storia che trova più spazio (ma non sempre più respiro)

Il primo Grounded aveva una narrativa interessante ma nascosta dietro ore di farming e crafting. Nel sequel, Obsidian ha scelto di portare i personaggi in primo piano, con dialoghi più frequenti e cutscene che cercano di spezzare il ritmo. Il nuovo alleato, Sloane Beaumont, è un’aggiunta brillante: il suo atteggiamento da “matrigna vagamente malvagia” strappa sorrisi e regala un tono ironico che smorza la tensione degli scontri. È un registro coerente con la filosofia del gioco, che oscilla fra leggerezza e ansia da sopravvivenza. Non mancano i limiti: alcune cutscene sono ancora acerbe, con stacchi troppo rapidi o animazioni rigide che non reggono il passo dell’ottimo comparto esplorativo. Inoltre, chi ha finito il primo atto noterà certe contraddizioni temporali rispetto alla campagna principale, frutto della natura stand-alone del DLC narrativo. Non inficiano il coinvolgimento, ma rischiano di confondere chi cerca una linea cronologica cristallina. Al netto di questi inciampi, la scrittura resta frizzante, e i quattro protagonisti sono più consapevoli della loro condizione: tra battute smargiasse e frecciatine, il viaggio resta intriso di quel tono “avventuroso scanzonato” che è marchio di fabbrica della serie.

Base building e crafting: tanta sostanza, poca eleganza

Il cuore survival resta il costruire una base, riparo e quartier generale. In Grounded 2 il sistema è stato ampliato, ma si porta dietro vecchi problemi. La varietà di pezzi è aumentata, le strutture sono più solide e integrate con il crafting, e l’introduzione del ciclo giorno-notte e del meteo dinamico dona un senso reale di necessità: non costruisci per bellezza, ma per protezione.
Il problema è la praticità: piazzare oggetti è spesso frustrante, con messaggi di errore che segnalano ostacoli inesistenti e superfici irregolari che rendono le basi storte o visivamente brutte. È un peccato, perché il senso di “casa” che si crea in un survival è fondamentale, e vedere una porta che fluttua a mezz’aria spezza l’immersione. Detto questo, le nuove feature alleggeriscono parecchio l’esperienza. L’Omni Tool snellisce la raccolta, i Buggy riducono i tempi morti nel trasporto, e la possibilità di personalizzare i materiali porta varietà estetica. Non è ancora il sistema definitivo che i fan sognano, ma è un passo avanti, soprattutto se Obsidian manterrà la promessa di arricchirlo lungo l’accesso anticipato.

Nemici e biodiversità: fra déjà vu e sorprese

Il bestiario è uno dei punti più discussi. Da un lato, rivedere formiche rosse, ragni orb weaver e coccinelle dà continuità e fa sentire subito “a casa”. Dall’altro, la ripetizione rischia di penalizzare il senso di scoperta. Obsidian prova a bilanciare introducendo creature nuove: le farfalle ghiacciate che soffiano gelo come draghi in miniatura, o le mantidi religiose che con artigli affilati costringono a cambiare approccio. Sono momenti che accendono la curiosità e spingono a rivedere strategie già collaudate.

Il problema è che la varietà complessiva, al momento, resta inferiore a quella raggiunta dal primo gioco dopo anni di aggiornamenti. Mancano diversi nemici iconici (come gli scarabei neri o le vespe) e le nuove introduzioni, pur efficaci, non bastano a colmare del tutto il gap. Anche il bilanciamento va rivisto: gli scorpioni, in particolare, sembrano tarati per frustrare, con pattern poco leggibili e resistenze esagerate rispetto agli strumenti disponibili nelle prime ore.
Tutto questo conferma la natura “work in progress” del progetto: la base c’è ed è solida, ma per ritrovare la stessa ricchezza del predecessore serviranno mesi di aggiornamenti e nuove introduzioni.

Prestazioni tecniche: il tallone d’Achille dell’accesso anticipato

Parlando di tecnica, Grounded 2 è un mix di meraviglia e frustrazione. L’uso dell’Unreal Engine 5 garantisce panorami mozzafiato: la luce che filtra tra i fili d’erba, la resa delle texture organiche, i riflessi dell’acqua e i dettagli ambientali donano un senso di scala e immersione impressionanti.
Peccato che il motore debba fare i conti con un’ottimizzazione ancora lontana dall’essere stabile. I cal drop sono frequenti, soprattutto vicino a basi complesse o in aree affollate di asset. Le crashate sono sporadiche ma fastidiose, circa una ogni 4–5 ore di gioco, e il bug design (quello tecnico, non gli insetti) regala nemici incastrati nelle geometrie o animazioni che saltano. Non sono problemi inattesi per un early access, ma restano un ostacolo per chi non ha molta pazienza.
È qui che entra in gioco la fiducia: Obsidian ha dimostrato di saper ascoltare la community nel primo Grounded, migliorandolo costantemente. Se manterrà la stessa costanza, i problemi tecnici diventeranno un ricordo. Per ora, però, è bene essere consapevoli che il prato è bellissimo, ma non sempre stabile.

Un sequel con tanto da dire

Arrivati al termine della nostra prova, Grounded 2 si conferma un sequel ambizioso che preferisce perfezionare piuttosto che reinventare. La nuova mappa amplia il respiro dell’avventura, i Buggy rivoluzionano gli spostamenti, l’Omni Tool semplifica la vita e il combat system acquista spessore con parry e build dedicate. Ci sono, certo, difetti evidenti: base building ancora grezzo, nemici sbilanciati, varietà non all’altezza del predecessore e performance altalenanti. Ma l’impianto è robusto, e soprattutto c’è potenziale. Chi ha amato il primo capitolo troverà un’esperienza familiare ma più rifinita; chi è nuovo, invece, scoprirà un survival originale, capace di unire ansia, esplorazione e ironia. Non è ancora pronto per la consacrazione, ma il cammino intrapreso è quello giusto. Se l’accesso anticipato serve a crescere insieme ai giocatori, allora Grounded 2 è sulla strada giusta per diventare uno dei survival più memorabili della generazione. E anche se il prato resta pieno di insidie, la voglia di tornarci è già tanta.

Recensione Hell Is Us, l’inferno che non ti aspetti

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Hell Is Us

Viviamo un momento in cui i videogiochi non si accontentano più di farci divertire. Vogliono farci riflettere. Vogliono parlarci. A volte anche ferirci un po’. Hell Is Us è uno di quei prodotti che prende questa missione molto sul serio, portandovi dentro un mondo che non vuole solo essere esplorato, ma interpretato, “sentito”, metabolizzato.

Il nuovo titolo di Rogue Factor e Nacon è un’opera atipica, coraggiosa, a tratti quasi ermetica. Non siete qui per salvare il mondo. Siete qui per capire cosa resta di voi quando il mondo è già distrutto.

Ambientato in una nazione immaginaria chiamata Hadea — spezzata da una guerra civile e contaminata da un misterioso disastro sovrannaturale — Hell Is Us vi mette nei panni di Rémi, un uomo tornato a casa in cerca delle sue origini. Ma quella che sembra, all’inizio, una ricerca personale, si trasforma presto in un viaggio tra memoria, identità, lutto e colpa. Perché in un paese lacerato dalla guerra, anche le domande più intime finiscono per intrecciarsi con la storia collettiva. Cercare sé stessi significa inevitabilmente fare i conti con le ferite degli altri.

Noi ci siamo immersi a fondo in Hell Is Us, e sebbene non tutto funzioni perfettamente, l’esperienza ci ha lasciato addosso qualcosa di raro. Qualcosa che somiglia a una cicatrice. Siete curiosi? Non vi resta che continuare la lettura!

Hell is Us è disponibile dallo scorso 4 settembre 2025 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC.


Versione testata: PlayStation 5


Ricordi, rovine ed altre verità scomode

Quello che Hell Is Us vi propone non è una storia lineare con eroi, villain e risvolti prevedibili. Al contrario, esso vi chiede di ricostruire una verità attraverso frammenti sparsi: fotografie logore, lettere scritte a mano, simboli antichi, sussurri nei boschi e silenzi pesanti. Il protagonista, Rémi, è alla ricerca delle sue origini in un paese che non riconosce più, devastato dalla guerra civile e da un fenomeno soprannaturale che ha portato alla comparsa di creature oscure.

Il vostro compito? Scoprire chi siete, cosa è successo e perché. Ma non aspettatevi che Hell is Us vi racconti tutto chiaramente: dovrete cercare, intuire, leggere tra le righe. Spesso camminerete nel dubbio, domandandovi se una frase criptica di un NPC sia la realtà o solo delirio.

Il vero centro della narrazione, però, non è Rémi: è Hadea stessa. Il paese distrutto, spaccato tra fazioni, ancora intrappolato nella memoria della violenza. Camminando per le sue strade abbandonate, le trincee, i villaggi ridotti in cenere, vi renderete conto che ogni luogo racconta qualcosa. Ma toccherà a voi mettere insieme i pezzi, e spesso farlo farà male. Perché Hell Is Us non parla solo di guerra, parla della perdita, dell’identità, di ciò che resta quando tutto il resto è crollato.

Certo, questo tipo di narrazione non è esente da difetti. In alcuni momenti avremmo voluto un po’ più di concretezza, soprattutto nei subplot secondari, alcuni dei quali si perdono per strada senza un reale payoff. Ma quando la scrittura riesce a colpire nel segno — e succede spesso — Hell Is Us vi entra sotto pelle, lasciandovi lì, fermi, a riflettere su ciò che avete visto… e su ciò che non è stato detto.

Non aprite quella mappa (perché non c’è)

Se state cercando un videogioco classico, fatto di missioni chiare, progressione lineare e HUD pieno di informazioni, ci dispiace: Hell Is Us non fa per voi. Qui si naviga a vista. Letteralmente. Non c’è mini-mappa, non ci sono indicatori a schermo, nessuna freccia luminosa a indicarvi dove andare. L’esplorazione è un atto di fiducia e attenzione. Dovrete leggere il mondo, interpretare segni, ascoltare le parole degli NPC e persino notare piccoli dettagli ambientali.

Hell is Us
Nessuna mini-mappa, solo il vostro intuito

E sapete una cosa? Funziona. Ci siamo sentiti davvero esploratori, non solo esecutori di ordini. Ogni scoperta, ogni strada imboccata alla cieca, ogni oggetto ritrovato ha il sapore dell’autenticità.

Ma questo non deve essere un repellente. La missione principale, pur priva di indicazioni esplicite, è sempre costruita con una logica chiara: con un po’ di attenzione, non ci si blocca mai davvero. Diverso il discorso per le missioni secondarie, spesso più vaghe, criptiche, o legate a elementi ambientali facilmente trascurabili. Se non siete attenti, potreste ritrovarvi a girare a vuoto. Il trade-off è più che ottimale.

Hell Is Us basa gran parte della sua esperienza, dunque, sull’esplorazione e sugli enigmi ambientali. Il videogioco vi spinge a osservare con attenzione ogni angolo, a interpretare simboli, suoni e dettagli che spesso nascondono chiavi per sbloccare nuove aree o per capire meglio la storia. Gli enigmi non sono meri ostacoli meccanici, ma parte integrante del racconto. Alcuni sono ben bilanciati e soddisfacenti, altri invece possono risultare più criptici o meno immediati, e richiedono pazienza e spirito d’osservazione. Questa libertà di approccio significa che il titolo raramente vi prende per mano: dovrete imparare a fidarvi del vostro intuito e a navigare un mondo che non sempre vi dà risposte facili.

Il combattimento, d’altro canto, è la parte meno “identitaria” del pacchetto offerto. Rémi dispone di un set di armi corpo a corpo che potete potenziare. Dimenticatevi le armi da fuoco: qui si combatte con il peso del metallo e la fatica nelle braccia. Ogni scontro è ravvicinato, fisico, crudo. A supportarvi c’è un drone che svolge un ruolo fondamentale non solo nell’esplorazione, ma anche nel combattimento contro i nemici, permettendovi di interagire con i loro punti deboli e difese (e offrendo qualche alternativa a distanza).

Nel scontri dovrete gestire la stamina, leggere i pattern degli avversari, scegliere il momento giusto per colpire o schivare. L’approccio non è frenetico, ma più ragionato. Nulla di nuovo, nulla di eccelso, ma funzionale.

Una delle debolezze più evidenti della produzione, però, per giunta legata in maniera collaterale ai combattimenti, è la varietà nemica. Questi faticano a distinguersi visivamente e come pattern. L’effetto, dopo qualche ora, è una certa ripetitività che coinvolge anche gli encounter più “importanti”. Pochissimi hanno una vera barra della vita o un’identità forte, e ciò che in teoria dovrebbe essere uno scontro unico spesso si risolve in una variazione appena accennata delle routine comportamentali e modelli già visti.

Hell Is Us
Tutti i nemici (o quasi) sono simili

È un peccato, perché in un prodotto con una buona “dose di simbolismo”, ci saremmo aspettati avversari capaci di raccontare qualcosa anche solo con il loro aspetto. Invece, quella che poteva essere una componente memorabile finisce per essere la meno ispirata, almeno sul lungo periodo.

La bellezza della rovina

Dal punto di vista visivo, Hell Is Us colpisce forte. Non per il fotorealismo, ma per la direzione artistica. Hadea è un mondo a pezzi, e si vede. Ogni location racconta qualcosa: villaggi abbandonati, case in rovina, campi di battaglia, foreste che sembrano trattenere il respiro. Non c’è nulla di casuale nel modo in cui gli sviluppatori usano colori, luci, ombre. La palette è desaturata, con accenti cromatici che emergono solo in momenti chiave: un modo sottile ma efficace per guidarvi emotivamente.

L’uso dell’Unreal Engine 5 si sente, soprattutto nei giochi di luce e negli effetti particellari. Ma anche nelle sbavature: animazioni che a volte scattano, cali di frame rate nelle aree più dense, qualche fenomeno di pop-up e alcune texture che tradiscono la natura AA del progetto.

Anche il comparto audio è ben curato. Il sound design ambientale è immersivo: vento, pioggia, crepitii, urla lontane… tutto contribuisce a creare un’atmosfera opprimente. E quando parte la musica, lo fa nel momento giusto, con temi minimali e inquietanti. Non c’è colonna sonora invadente, ma solo note chirurgiche che riecheggiano nei modi e nei momenti opportuni.

Il doppiaggio (in inglese, con sottotitoli in italiano) è buono, anche se non sempre memorabile. Alcune linee recitative mancano di enfasi, specie nei momenti di maggiore pathos. Avremmo gradito testi un po’ più leggibili, specie nei documenti, e una UI meno spartana, ma capiamo che fa parte della filosofia scelta: meno è di più.

Commento finale

Hell Is Us non è un videogioco per tutti. “Non è l’inferno che ti aspetti”. E questo, nel 2025, è un gran complimento. In un’industria che spesso preferisce accontentare piuttosto che rischiare, Rogue Factor ha avuto il coraggio di realizzare un titolo che non cerca di piacere a tutti, ma solo a quelli che sono disposti a mettersi in discussione. Se siete tra questi, vi ritroverete immersi in un’esperienza forte, densa, visivamente potente e narrativamente sfuggente e struggente. Vi perderete, vi arrabbierete, tornerete indietro, rileggerete i vostri appunti, cercherete significati. E, alla fine, vi resterà addosso qualcosa. Una sensazione. Un dubbio. Un messaggio.

Non è perfetto — anzi, a volte è volutamente ruvido, imperfetto, poco chiaro. Ma è autentico. Se siete stanchi dei soliti open world, delle checklist da completare, dei dialoghi scritti con lo stampino, allora Hell Is Us potrebbe essere la boccata d’aria di cui avevate bisogno.

Nintendo Direct del 12 settembre, ecco tutti gli annunci!

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In occasione del preannunciato Direct di oggi, Nintendo ha mostrato numerosi giochi ed ha annunciato il nuovo film di Super Mario.

Proprio il creatore di Mario Shigeru Miyamoto ha dato il via alla presentazione annunciando le attività in programma per il 40º anniversario di Super Mario Bros., pubblicato in Giappone il 13 settembre 1985. Oltre a rivelare che Super Mario Galaxy e Super Mario Galaxy 2 arriveranno su Nintendo Switch il 2 ottobre, Shigeru Miyamoto ha anche annunciato che il nuovo film d’animazione basato sul mondo di Super Mario Bros. sarà intitolato Super Mario Galaxy Il Film.

Il Nintendo Direct completo è disponibile sul canale YouTube di NintendoItalia:

A seguire una lista esaustiva di tutti i giochi annunciati con le rispettive date di uscita!

Giochi annunciati

  • Super Mario Galaxy + Galaxy 2: tornate a esplorare le galassie con grafica migliorata, nuovi contenuti e supporto 4K su Switch 2. In uscita il 2 ottobre 2025.
  • Metroid Prime 4: Beyond: un nuovo viaggio con Samus su un pianeta misterioso. Arriva il 4 dicembre 2025 su Switch e Switch 2.
  • Fire Emblem: Fortune’s Weave: nuovo capitolo strategico della serie in arrivo nel 2026 per Switch 2.
  • Pokémon Pokopia: impersonate un Ditto e trasformate un deserto in un paradiso Pokémon! Uscita nel 2026 su Switch 2.
  • Donkey Kong Bananza – Isola DK + Caccia agli smeraldi: DLC disponibile già da oggi, con demo gratuita.
  • Leggende Pokémon: Z-A + Megadimensione (DLC): nuove megaevoluzioni e contenuti aggiuntivi; uscita 16 ottobre 2025.
  • Super Mario Bros. Wonder – Switch 2 Edition: nuovi minigiochi e miglioramenti, prevista per primavera 2026.
  • Yoshi and the Mysterious Book: avventura con Yoshi e un libro parlante, in arrivo primavera 2026.
  • Tomodachi Life: Una vita da sogno: tornate sull’isola Mii con amici e familiari, primavera 2026.
  • Mario Tennis Fever: modalità nuove, mosse speciali, 38 personaggi giocabili; dal 12 febbraio 2026.
  • DRAGON QUEST VII Reimagined: remake con grafica nuova e miglioramenti vari; debutta il 5 febbraio 2026.
  • Resident Evil Requiem: survival horror per Switch 2; in arrivo il 27 febbraio 2026.
  • Monster Hunter Stories 3: Twisted Reflection: avventure, Monsties e combattimenti a turni; uscita 13 marzo 2026.
  • Hades II – Switch 2 Edition: versione potenziata per Switch 2, uscita in anteprima il 25 settembre 2025.
  • Stardew Valley – Switch 2 Edition: grafica migliorata, co-op locale, update gratuito per chi ha la versione precedente; in arrivo in autunno.
  • FATAL FRAME II: Crimson Butterfly REMAKE: horror giapponese classico rivisitato; inizio 2026.
  • Storm Lancers: roguelike d’azione 2D, disponibile da oggi.
  • PowerWash Simulator 2: campagna nuove, ambientazioni sporche, co-op; in arrivo in autunno.
  • Dinkum: simulazione di vita su un’isola selvaggia; demo da oggi, uscita 6 novembre.
  • Overcooked! 2 – Switch 2 Edition: versione aggiornata con grafica 4K, in arrivo quest’inverno.
  • Human Fall Flat – Switch 2 Edition: livello inedito “Terra dei dolciumi”, supporto multiplayer fino a 8 giocatori; primavera 2026.
  • Lynked: Banner of the Spark: roguelike + life sim in co-op; disponibile da oggi.
  • Virtual Boy – Nintendo Classics: classici per Virtual Boy in arrivo per abbonati Switch Online + Pacchetto Aggiuntivo; disponibile dal 17 febbraio 2026.
  • FINAL FANTASY VII REMAKE INTERGRADE: versione completa con contenuto extra di Yuffie; dal 22 gennaio 2026.
  • DYNASTY WARRIORS: ORIGINS: nuova uscita il 22 gennaio 2026 su Switch 2.
  • Danganronpa 2×2: nuova versione con scenario aggiuntivo; prevista per il 2026.
  • DRAGON QUEST I & II HD-2D Remake: uscita il 30 ottobre 2025.
  • Mortal Kombat: Legacy Kollection: versioni digitali dal 30 ottobre, fisiche dal 12 dicembre 2025.
  • EA SPORTS FC 26, Little Nightmares III, Persona 3 Reload, LEGO Voyagers, Disgaea 7 Complete, Virtua Fighter 5 R.E.V.O., Two Point Museum: tutti annunciati come prossimi titoli da seguire.

Recensione Kirby e la terra perduta – Nintendo Switch 2 Edition + Il mondo astrale, polvere di stelle

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Dopo il risultato record di oltre sette milioni di copie piazzate in tutto il mondo, Kirby e la terra perduta è il nuovo classico che Nintendo ha risploverato per arricchire la libreria di Switch 2 complice l’espansione Il mondo astrale. E così, l’apprezzatissima odissea della vorace pallina rosa sbarca anche sulla nuova console del gigante di Kyoto con una riedizione che si pone in linea con operazioni che abbiam imparato a conoscere nelle scorse settimane.

A differenza tuttavia di quanto visto con la riedizione degli ultimi The Legend of Zelda (qui la recensione del nostro Riccardo), il ritorno di Kirby e la terra perduta si pone nel solco della Nintendo Switch 2 Edition di Super Mario Party Jamboree. Ed affonda ancor di più le proprie suggestioni nella tradizione vista con il miaviglioso Super Mario 3D World + Bowser’s Fury. Un porting dunque che non solo tira a lucido l’avventura originale dal punto di vista tecnico, ma lo impreziosice con una intrigante espansione esclusiva per Switch 2. Il risultato, lo anticipiamo, non può che essere imperdibile.

Kirby e la terra perduta – Nintendo Switch 2 Edition + Il mondo astrale è disponibile dal 28 Agosto per Nintendo Switch 2.


Versione testata: Nintendo Switch 2


Ritorno al mondo perduto

Sviluppato dalla storica software house HAL Laboratory, Kirby e la terra perduta è stato uno delle sorprese più sfavillanti del 2022. L’esordio dello storico franchise in un titolo platform adventure completamente tridimensionale si è infatti rivelato una perla di rara bellezza.

Risucchiato da un misterioso portale in un una terra post-apocalittica, Kirby si ritrova a dover salvare i dispersi Waddle Dee di Dream Land combattendo il pericoloso Esercito delle Bestie. L’incontro fortuito con il piccolo Elfilin darà il via ad un’avventura ricca di sorprese e pericoli. Questa semplice premessa narrativa apre le porte all’esplorazione del Nuovo Mondo, una terra affascinante fuori dal tempo sulla quale si è abbattuta qualche sorta di catastrofe lasciando spazio alla natura ed agli animali. Una direzione artistica coloratissima e spumeggiante, che si accompagna con musiche di prim’ordine ed un gameplay mai così appagante.

Artisticamente il titolo è una carezza per gli occhi.

Fulcro dell’esperienza ludica nell’esplorazione dei livelli è la cosidetta Boccomorfosi, ovvero l’abilità di Kirby di ingoiare oggetti di grandi dimensioni assumendone forme ed abilità. Le peculiarità di Kirby restano le stesse di sempre, con la possibilità di acquisire temporaneamente le specificità offensive e difensive dei propri avversari ingeriti. Tuttavia la Boccomorfosi permette al protagonista di diventare, ad esempio, un’automobile, un tubo o un pallone, esplorando un gameplay eterogeneo e ricco dell’inventiva tipica dei titoli della grande N.

Salvati tutti i tutti i Waddle Dee l’avventura non finisce, aprendosi dopo i titoli di coda ad un endgame estremamente avvincente tra collezionabili, nuove sfide di combattimento (Kirby e la terra perduta in alcuni frangenti diventa un vero e proprio beat’em’up a scorrimento) ed un segmento di storia inedito che coinvolge Kirby ed Elfilin. Con circa trenta ore complessive di altissima qualità, come è riuscito Kirby e la terra perduta – Nintendo Switch 2 Edition + Il mondo astrale a migliorare questa eccellente base di partenza?

Gli Astral sono le nuove creaturine da salvare nell’espansione inedita.

Piccola stella senza cielo

La risposta al precedente quesito è semplice nella sua essenzialità: migliorando sotto ogni aspetto l’offerta originaria ed arricchendola con nuovi contenuti.

In questo senso, la Nintendo Switch 2 Edition propone evidenti migliorie tecniche per Kirby e la terra perduta. Nella fattispecie, parliamo di una definizione grafica superiore (sia in modadalità docked, sia in modalità portatile), di una palette cromatica ancora più brillante e, soprattutto, di una fluidità impeccabile. Laddove il titolo del 2022 era stato ottimizzato a 30 fps con alcune difficoltà nei momenti più concitati, la versione del 2025 sostiene senza sforzi i 60 fps grazie all’hardware della nuova console. Vista la tipologia di gioco, pad alla mano la differenza si vede e si sente regalando un’esperienza di livello superiore. Finalmente libera, inoltre, dagli imbarazzi tecnici della versione precedente che non rovinavano l’esperienza, ma che comunque erano evidenti. Un plauso anche dal punto di vista dei caricamenti, adesso estremamente ridotti rispetto al passato.

La Morfomolla è una delle novità introdotte da Il mondo astrale.

La portata più appetitosa della riedizione è ovviamente costituita dall’appendice Il mondo astrale. Si tratta di una modalità parallela all’avventura principale, nella quale Kirby ed Elfilin dovranno impedire l’avverarsi di una terribile profezia legata alla caduta di un meteorite recuperando le piccole creature chiamate Astral. Per fare questo, i nostri eroi dovranno affrontare le insidie dei livelli astrali, rielaborazione di alcuni livelli alterati dal misterioso potere del corpo celeste.

Tra aree inedite, nuovi avversari e Boccomorfosi esclusive (Morfomolla, Morfoingranaggio e Morfocartello), l’espansione si è rivelata gustosa e divertente. Le sorprese non finiscono qui. Il mondo astrale introduce infatti altresì ulteriori collezionabili nonché la Coppa Definitiva Z X, una nuova ed impegnativa boss rush che rappresenta il culmine per testare le proprie abilità di combattimento. Tutto bellissimo ma se proprio vogliamo trovare un difetto, ci sarebbe piaciuto vedere qualche livello extra in più. E magari anche una difficoltà maggiormente tarata verso l’alto per questa espansione.

Alcuni segmenti richiedono attenzione, ma di base la difficoltà continua ad essere accomodante come nel gioco base.

Boccone prelibato

Kirby e la terra perduta – Nintendo Switch 2 Edition + Il mondo astrale è, senza mezzi termini, il pefetto esempio di come riprorre i grandi classici dell’azienda giapponese sulla sua nuova console.

La riedizione di Jamboree ci aveva convinto fino ad un certo punto, complice contenuti extra non così imperdibili. L’accoppiata composta da Breath of the Wild e Tears of the Kingdom finiva per essere essenzialmente un adeguamento sul versante tecnico. Tuttavia con Kirby le cose sono apparse da subito molto diverse. La nuova versione non è solo il modo migliore per giocare Kirby e la terra perduta, grazie a performance migliori ed una maggiore nitidezza grafica. Ma è anche la sua edizione definitiva grazie alla presenza de Il mondo astrale. Un’espansione, quest’ultima, che si è rivelata in grado di garantire una ulteriore decina di ore di contenuti inediti e stimolanti.

Il mondo astrale è capace di lasciare a bocca aperta.

La produzione si pone dunque sulla stessa falsariga concettuale di quel Super Mario 3D World + Bowser’s Fury che ci aveva fatto innamorare qualche anno fa. Ma anche una continuazione di un trend esplorato anche dalla concorrenza, con l’ottimo Sonic X Shadow Generations. Quello che invece resta identica nel contesto delle Nintendo Switch 2 Edition finora pubblicate è la riflessione sui destinatari di questa produzione.

Da un lato non sussistono dubbi sul carattere definitivo della nuova versione del prodotto HAL Laboratory. Al punto da poter essere serenamente consigliato ad occhi chiusi a tutti gli amanti del genere platform adventure. In questo senso, si tratta di uno dei titoli migliori disponibili su Switch 2, semplicemente imperdibile. Dall’altro lato, che tipo di appeal può avere la riedizione per chi ha già giocato l’originale su Nintendo Switch? A nostro avviso, si tratta di uno dei casi in cui il bis dello spettacolo vale il prezzo del biglietto. Non solo per giocare un titolo tecnicamente migliorato in modo sensibile, ma anche per mettere le mani sulla incantevole espansione proposta. Il prezzo retail continua a non essere dei più accomodanti per chi ha già acquistato l’edizione precedente. Va da sé che, in questi casi, consigliamo di effettuare l’upgrade digitale direttamente tramite eShop.

Rigiocare il titolo con una fluidità migliorata è una goduria.

Commento finale

Kirby e la terra perduta – Nintendo Switch 2 Edition + Il mondo astrale prosegue il trend del gigante di Kyoto del riproporre i suoi grandi successi degli ultimi anni in una veste migliorata e corredata da nuovi contenuti. In tal senso, la riedizione rappresenta senza ombra di dubbio il punto di riferimento per apprezzare pienamente questo capitolo di grande successo. Le migliorie tecniche rendono tutto più nitido e fluido, mentre l’espansione si dimostra in grado di estendere la longevità del titolo originario introducendo sfide stimolanti e chicche extra. Un titolo imperdibile per tutti i fan dell’onnivora pallina rosa, ma anche per l’intera utenza Switch 2.

Perché sempre più giocatori optano per le carte prepagate: I voucher di moneta elettronica come metodo di pagamento intelligente

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Battlepass Fortnite PowerRangers

Se ti è mai capitato di fissare la schermata di pagamento nel bel mezzo di una partita pensando: “Voglio davvero inserire i dati della mia carta qui?”, non sei il solo. Tra preoccupazioni relative alla sicurezza, commissioni casuali e l’inconveniente che tutto ciò comporta, sempre più giocatori sono alla ricerca di opzioni di pagamento pensate appositamente per il loro modo di giocare.

Ed ecco che entrano in gioco i buoni prepagati in moneta elettronica. Stanno diventando silenziosamente il metodo preferito per le spese digitali, soprattutto tra le persone che giocano regolarmente, spendono spesso e tengono alla loro privacy. Nessun conto collegato, nessuna spesa imprevista, solo un saldo che controlli tu.

Moneta elettronica: Pensata per il modo in cui spendono realmente i giocatori 

La maggior parte dei giocatori non effettua acquisti una tantum di importo elevato. Acquista piccoli articoli (abbonamenti stagionali, valuta di gioco, DLC) distribuiti su più piattaforme. Questo tipo di ecosistema digitale richiede una spesa flessibile che non dia la sensazione di aprire il proprio portafoglio su Internet ogni volta.

La moneta elettronica prepagata si adatta perfettamente a questo mondo. Agisce come un intermediario digitale, offrendo la libertà di pagare dove si desidera, mantenendo al contempo il conto bancario e i dati della carta al sicuro.

Perché il prepagato ha senso proprio ora

C’è stato un cambiamento. I giocatori non cercano solo la velocità, ma pensano anche alla privacy. Con l’aumento delle truffe, delle fughe di dati e dei flussi di pagamento poco chiari, l’idea di fornire il numero della propria carta più volte alla settimana sembra… superata.

Ecco perché sempre più giocatori si rivolgono a soluzioni basate su voucher che non richiedono di condividere informazioni finanziarie personali. Non si tratta tanto di nascondersi, quanto di assumere il controllo.

Prepagato senza problemi

Una delle opzioni prepagate più popolari in circolazione è Flexepin, e per una buona ragione. Funziona su tantissime piattaforme digitali, compresi i giochi, ed è semplicissimo. Si acquista un codice, lo si inserisce e si spende. Nessuna registrazione. Nessun ritardo nella verifica. Nessuna sincronizzazione dell’account.

Ancora meglio, ottenerlo è semplice se si utilizzano mercati digitali affidabili. Acquistare una carta Flexepin su Eneba ti offre un modo veloce e sicuro per ottenere esattamente l’importo che desideri, quando lo desideri.

Non solo privacy

Le carte prepagate come Flexepin aiutano i giocatori a gestire il proprio budget senza pensarci troppo. Carica ciò che puoi spendere e, una volta finito il saldo, hai chiuso. Nessun rimorso dell’acquirente. Nessuna spesa eccessiva accidentale. Solo un saldo prestabilito che si adatta a qualsiasi budget di gioco tu abbia deciso per la settimana (o il mese, a seconda della tua forza di volontà).

Inoltre, è un’ottima opzione per i genitori che gestiscono gli account dei giocatori più giovani o per chiunque voglia fare un regalo senza allegare i propri dati di pagamento.

Perché i giocatori sono i primi a cambiare

Siamo onesti: i giocatori sono i primi ad adottare le novità. Proviamo nuove piattaforme, nuovi sistemi di pagamento e nuovi strumenti molto prima del consumatore medio. Non sorprende quindi che questo passaggio a una spesa prepagata, privata e flessibile stia avvenendo prima in questo settore.

Che si tratti di DLC del primo giorno, skin a sorpresa o quell’energia del “solo un altro round” che si trasforma in una sessione di tre ore, le carte prepagate offrono qualcosa che i pagamenti con carta non possono offrire: tranquillità e zero complicazioni.

Il mondo dei videogiochi continua a diventare sempre più veloce, più digitale e più connesso, ma il modo in cui paghiamo non deve essere stressante. Le carte di moneta elettronica come Flexepin offrono un’esperienza di pagamento che si adatta al modo di pensare dei giocatori: veloce, sicura e alle tue condizioni.

Perché, se il resto della tua vita da giocatore è ottimizzato, perché i pagamenti dovrebbero rimanere fermi al 2009?

Recensione Everybody’s Golf Hot Shots, la saga cult torna in campo tra nostalgia e nuove sfide

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Il nome Everybody’s Golf – o Minna no Golf in Giappone, Hot Shots Golf in America – è legato a doppio filo alla storia delle console PlayStation. Il primo capitolo, uscito nel 1998 e firmato Camelot, portò il golf nelle mani di un pubblico giovane con il suo tono colorato e immediato. Dal secondo episodio in avanti, la serie passò allo studio Clap Hanz, che l’ha custodita fino al 2017 con il capitolo su PS4, sviluppato insieme a Japan Studio. Poi il silenzio: otto anni di assenza, complice la chiusura degli studi coinvolti.

A riportare il brand in vita ci prova oggi il team HYDE, supportato da Bandai Namco e sempre sotto licenza Sony, scegliendo un titolo universale – Everybody’s Golf Hot Shots – per mantenere viva ogni identità regionale. È un ritorno che porta sulle spalle un’eredità pesante: da una parte la nostalgia dei fan, dall’altra la sfida di rendere il golf accessibile e divertente in un mercato dove dominano simulazioni iper-realistiche e produzioni dal taglio hollywoodiano.

Questo ritorno non è solo una mossa commerciale, ma un banco di prova per capire se ci sia ancora spazio per un approccio spensierato a uno sport che altrove viene trattato con estremo rigore. La scelta di lanciare il gioco contemporaneamente su PS5, Nintendo Switch e PC  è significativa: da una parte garantisce a un pubblico vasto l’accesso a un brand che per anni era rimasto confinato alle console Sony, dall’altra impone compromessi tecnici che si riflettono sul prodotto finale. La scommessa di HYDE è chiara: mantenere intatto lo spirito di Everybody’s Golf pur aprendolo a un mercato globale.


Versione testata : Playstation 5


Tre click, tre interfacce: il cuore del colpo

Chi ha già giocato un capitolo della serie sa bene che il sistema dei tre click è il cuore pulsante di Everybody’s Golf: direzione, potenza e precisione in un gesto che condensa tutta la filosofia arcade del franchise. Hot Shots mantiene questa meccanica, ma introduce una gradita novità: la possibilità di scegliere fra tre diverse interfacce. La classica barra orizzontale, la barra curva e i cerchi concentrici in stile PS3. Una scelta che non cambia le statistiche, ma permette a ciascun giocatore di trovare l’impostazione più naturale.

Il colpo resta godibile, la fisica coerente, ma questa volta c’è anche un rovescio della medaglia: l’errore si paga di più. Non centrare lo “0” della barra porta quasi sempre a deviazioni pesanti, con spin e traiettorie che sfuggono al controllo. È un modo per dare più peso alla precisione, ma rischia di risultare frustrante per chi non ha ancora allenato i tempi.

È qui che emerge la filosofia “per tutti” del titolo: puoi avvicinarti con leggerezza, imparando i fondamentali, ma se vuoi davvero eccellere devi padroneggiare ogni dettaglio. La possibilità di personalizzare l’interfaccia è un tocco che fa capire quanto gli sviluppatori abbiano voluto aprire le porte a un pubblico trasversale. Tuttavia, questo sistema più severo nel punire l’imprecisione rappresenta un’arma a doppio taglio: da un lato stimola la crescita e rende ogni vittoria meritata, dall’altro rischia di scoraggiare chi cerca un’esperienza puramente rilassante.

Spin, tiri speciali e fedeltà: crescere è (davvero) giocare

Hot Shots aggiunge al gameplay classico una progressione più marcata. I golfisti iniziano deboli, con statistiche mediocri, ma possono crescere con l’uso costante e con una nuova meccanica di “fedeltà”: più si gioca con un personaggio, più aumenta la sua efficacia. A questo si aggiunge l’opzione di nutrirli con appositi manicaretti, che forniscono bonus temporanei. Un sistema semplice ma capace di stimolare la ripetizione.

Anche i caddy hanno un ruolo più attivo: guadagnando fedeltà possono garantire bonus extra durante le partite, oltre a dispensare consigli che a volte strappano un sorriso. E per rendere l’azione meno prevedibile arrivano i tiri speciali, utilizzabili poche volte per partita ma in grado di ribaltare una buca. È una scelta che rompe il ritmo giusto quando serve, senza mai trasformare il gioco in un party puro.

Questa impostazione porta il giocatore a costruire un rapporto più stretto con i propri avatar, spingendo a investire tempo per farli crescere. È un meccanismo mutuato da altri generi – i giochi di ruolo in primis – che qui trova una declinazione insolita ma efficace. Non tutti apprezzeranno la necessità di grindare per ottenere un roster competitivo, ma è indubbio che la progressione aggiunga longevità e motivi per tornare in campo. Anche i caddy, con le loro animazioni a volte buffe e i bonus improvvisi, diventano parte integrante del divertimento, aggiungendo una dimensione imprevista a un gameplay altrimenti lineare.

Sfida & Tour Mondiale: 30 golfisti, tante storie

La struttura single-player è ampia. In modalità Sfida si affrontano tornei da 6, 9 o 18 buche accumulando punti su un indicatore: riempirlo sblocca la sfida contro il boss di livello. Una volta sconfitto, il nuovo personaggio si unisce al roster, pronto a essere usato nel Tour Mondiale.

Quest’ultima modalità è una sorta di campagna: trenta golfisti, ognuno con la sua mini-storia e dialoghi (skippabili), sfide sempre più ardue e la necessità di migliorare progressivamente le proprie statistiche. La difficoltà cresce rapidamente, costringendo a sperimentare e ad adattarsi. È qui che il gioco mostra il suo volto più meritocratico: non basta colpire bene, bisogna costruire il proprio percorso.

Questo sistema regala un senso di progressione tangibile che va oltre la semplice partita veloce. Affrontare i tornei e i boss diventa un obiettivo a medio termine, spingendo i giocatori a migliorare non solo la tecnica, ma anche la strategia. Ogni golfista sbloccato è un piccolo traguardo che amplia le possibilità di gioco, mentre il Tour Mondiale offre un contenuto narrativo leggero ma sufficiente a giustificare l’avanzamento. È un modo intelligente per stimolare la longevità, pur senza costruire una trama complessa.

Golf Stravagante: quando la buca diventa party

La vera novità di Hot Shots si chiama Golf Stravagante, ed è pensata per le partite in compagnia. Quattro modalità speciali mescolano abilità e caos:

  • Colpi Colorati, che assegnano bonus e malus in base all’atterraggio della pallina, utilizzabili anche contro gli avversari.
  • Mischia, una modalità a squadre con colpi alternati.
  • Furto Mazze, che penalizza con la perdita di una mazza chi ottiene la prestazione peggiore.
  • Esplosivo, un campo minato che devia le palline e lascia crateri-bunker sul percorso.

Sono esperimenti che non stravolgono il cuore simulativo, ma aggiungono varietà e leggerezza. In locale o online, sono le modalità che più facilmente trasformano una serata di gioco in un’esperienza corale, fatta di risate e colpi improbabili.

È evidente come gli sviluppatori abbiano voluto ritagliare uno spazio per il multiplayer più spensierato, senza però tradire lo spirito della serie. Golf Stravagante non sostituisce le modalità tradizionali, ma le integra con un tocco di imprevedibilità che ben si sposa con il tono allegro del gioco. In queste partite il confine tra abilità e fortuna si assottiglia, e il risultato è spesso fonte di aneddoti e risate condivise. È forse la parte più riuscita del pacchetto in termini di “novità”, perché mostra la volontà di HYDE di osare, almeno in parte, con idee che rompono la routine.

Campi, fisica e meteo: dove il colpo prende vita

Se c’è un aspetto dove Hot Shots dimostra la sua solidità, è la realizzazione dei campi. Gli sviluppatori hanno riportato in vita classici come Aloha Beach ed Eagle Town, affiancandoli a nuovi percorsi ben caratterizzati. Il motore fisico resta il vero protagonista: ogni colpo è coerente, il rimbalzo sul fairway, l’attrito sull’erba alta, il vento che cambia traiettoria, la pioggia che frena la pallina.

A impreziosire il tutto c’è un convincente ciclo giorno-notte e il meteo dinamico, che aggiungono varietà visiva e tattica. Alcuni elementi, come gli alberi realizzati con texture generate via IA, sono davvero gradevoli. È un comparto solido, che rende ogni buca una piccola sfida da leggere e interpretare.

Si percepisce una cura particolare nella costruzione delle buche, pensate non solo per intrattenere ma anche per stimolare la pianificazione di ogni colpo. Ogni campo ha piccole insidie che richiedono attenzione e, pur senza raggiungere i fasti delle simulazioni più realistiche, restituisce una credibilità sorprendente per un titolo che punta anche alla leggerezza.

Tecnica e UI: il passato che pesa ancora

Il lato tecnico è il punto debole del pacchetto. Su PS5 l’impatto iniziale è buono: HDR, colori vivi, panorami più dettagliati. Ma basta poco per notare i limiti. L’interfaccia è caotica, con icone piccole e disordinate. Le animazioni dei personaggi sono legnose, le cutscene scialbe e incapaci di valorizzare i momenti clou.

Non mancano i glitch: telecamere impacciate, caddy che si muovono a caso, cali di framerate quando il vento picchia forte. La sensazione è quella di un porting multipiattaforma che ha dovuto tenere conto della prima versione Switch, sacrificando la resa su hardware più potente. È un peccato, perché sotto la superficie si sente la voglia di dare di più.

Si ha spesso la sensazione che il comparto tecnico sia rimasto a metà, come se il gioco fosse stato concepito per accontentare tutti i sistemi senza mai spingere davvero su PS5. Non rovina il divertimento, ma limita l’impatto di un titolo che avrebbe meritato più ambizione visiva.

Audio e testi: funziona, ma senza acuti

La colonna sonora accompagna senza strafare: melodie leggere, menù allegri, musiche adatte ai campi. Gli effetti sonori restituiscono bene l’impatto del colpo e l’ambiente circostante, con qualche tocco ambientale riuscito. Le voci restano in inglese, con testi localizzati in italiano: traduzione buona, salvo qualche svista (“Clubs” tradotto come “circoli”) e gergalismi letterali nei dialoghi.

Curiosità: il doppiaggio inglese del personaggio Dino, che inserisce parole italiane con accento improbabile, è tanto comico quanto grottesco. Un dettaglio che non compromette l’esperienza, ma che dice molto sul tono volutamente leggero del pacchetto.

Mancano brani davvero memorabili che possano restare impressi nella mente, ma nel complesso l’audio svolge il suo compito. Si sente che l’attenzione è stata riposta più sugli effetti che sull’ispirazione musicale, mantenendo il tutto piacevole ma lontano dall’eccellenza.

Prezzo, piattaforme e valore: la via prudente

Hot Shots arriva al prezzo di 49,90 €. Non è un titolo premium, ma neanche un prodotto minore: è un gioco “di transizione” che punta ad allargare il pubblico e a soddisfare i fan di lunga data.

Il valore c’è: tra 30 golfisti da sbloccare, modalità single-player, Golf Stravagante, multiplayer locale e online, caddy da potenziare e progressione a lungo termine, il pacchetto offre ore di gioco. Rimane la sensazione che servisse più coraggio: oggi il brand torna, diverte, ma non osa. È un ritorno che scalda il cuore, ma che non lascia intravedere chiaramente il futuro.

Considerando la quantità di contenuti e la cura posta nel mantenere lo spirito della serie, il prezzo appare corretto. Tuttavia, il posizionamento lo mette in diretta concorrenza con produzioni più moderne, rischiando di soffrire in confronto a titoli che puntano su innovazione e freschezza.

Commento finale

Everybody’s Golf Hot Shots è un ritorno degno e piacevole. È un gioco che diverte, premia chi studia vento e pendenze, fa sorridere con la sua estetica giapponese e offre contenuti sufficienti a tener viva l’attenzione. È anche un titolo che resta legato al passato, con una direzione artistica poco ispirata, un comparto tecnico datato e poche vere novità.

È come rivedere un vecchio amico dopo anni: ti fa piacere, ritrovi la complicità, ma capisci che non ha nuove storie da raccontare. E allora ti chiedi se il prossimo incontro sarà ancora un revival, o finalmente un passo in avanti.

La forza del gioco è nella sua capacità di intrattenere senza chiedere troppo, ma proprio questa prudenza ne limita l’impatto. Per i fan storici resta un acquisto quasi obbligato, mentre per i nuovi giocatori è un buon punto di ingresso. Resta da vedere se sarà la base per un vero rilancio.

Recensione borsa a tracolla Subsonic per Nintendo Switch e Switch 2

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In occasione del lancio di Switch 2, la prolifica azienda francese Subsonic ha rinvigorito la propria lineup di periferiche ed accessori pensati per le console Nintendo, come questa intrigante borsa a tracolla. Già negli scorsi mesi abbiamo avuto modo di testare un ampio ventaglio di prodotti del produttore di Limonest, spaziando da ottime sedie da gaming a robusti racing cockpit. Tutti uniti da un minimo comune multiplo: versatile qualità, a prezzi contenuti.

Proprio in quest’ottica, la protagonista della nostra recensione odierna è una shoulder bag disegnata attorno alle console ibride del gigante di Kyoto. Un attestato dell’eterogeneità della proposta del catalogo Subsonic, ma anche un prodotto sorprendentemente utile anche per chi non volesse usarlo per sfruttare fino in fondo la portabilità di Switch e Switch 2.

La travel bag Subsonic è disponibile sul loro sito ufficiale al costo di € 19,99.

Confezione di vendita

Su questo versante, Subsonic non fornisce una vera e propria confezione di vendita per la sua borsa a tracolla. La stessa infatti si presenta direttamente agli acquirenti senza scatole superflue (vista anche la linea generale imposta dal mercato per questa tipologia di prodotti), per far apprezzare da subito materiali costruttivi e design. L’unica particolarità è l’immancabile targhetta in cartoncino, a scopi pubblicitari ed informativi, oltre alle fascette in plastica per ridurre l’ingombro della cinghia.

A nostro avviso si tratta di una modalità presentativa coerente con la proposta. Inoltre, permette da subito di farsi un’idea del prodotto che, per questa categoria merceologica, difficilmente può prescindere da un feedback diretto.

Design e qualità costruttiva

La shoulder bag realizzata da Subsonic si presenta da subito con uno stile inconfondibilmente pensato al mondo nerd e geek.

Disponibile nell’unica colorazione rossa e nera con rifiniture e zip in bianco, la borsa riporta sulla tasca frontale una scritta in pixelart retrò “Game Over”. A nostro avviso, si tratta di un design semplice ma di grande effetto, che non si sofferma troppo su una rigida destinazione del prodotto alla platea degli utenti Nintendo. Invero, la borsa si dimostra funzionalmente ed esteticamente adatta a qualsiasi utilizzo e non “stona” immaginare di usarla con profitto per altri scopi, come ha dimostrato la nostra esperienza di utilizzo.

Sul versante della qualità costruttiva, la travel bag è realizzata nel tradizionale nylon comunemente usato per borse e custodie di dispositivi elettronici. L’articolo è poi corredato da zip resistenti decorate in gomma e, sullo schienale, da un tessuto a rete traspirante. All’interno delle tasche sono presenti imbottiture adatte ad attutire gli urti esterni. Al contrario, non sono presenti divisori interni o ulteriori spazi. Questo potrebbe rappresentare un difetto per i più metodici, dal momento che lascia all’organizzazione personale il compito di ottimizzare le migliori disposizioni. Viceversa, permette altresì una più libera fruibilità nonché eterogeneità nell’esperienza d’uso giornaliera.

L’esperienza di utilizzo

La borsa a tracolla realizzata da Subsonic si è rivelata un prodotto affidabile, comodo e perfettamente adatto all’uso per il quale è stata realizzata.

Nel corso del nostro utilizzo abbiamo avuto modo di testare la sua capienza sia con l’originale Nintendo Switch che con la nuova console, riscontrando spazi ben predisposti. I trasporti si sono dimostrati all’insegna della sicurezza, senza rischi per il device e i suoi accessori.

Si potrebbe far entrare dentro la borsa anche il dock di ricarica di Switch 2, ma sinceramente abbiamo evitato di farlo. L’alloggiamento lo conterrebbe in teoria, ma la borsa potrebbe assumere una forma troppo irregolare per un utilizzo sicuro. Ovviamente, il compagno immancabile per la portabilità delle console Nintendo Switch è una pellicola protettiva o un vetro temperato. Per quanto una borsa possa essere robusta ed ammortizzare gli shock esterni, proteggere lo schermo contro graffi e lesioni ha la priorità anche al costo di una piccola spesa extra.

La tasca più capiente è adatta ad ospitare la console con i joycon connessi, mentre la seconda tasca frontale può essere utilizzata per ospitare caricatori, giochi fisici ed altri accessori (dal pro controller alla cavetteria). Ma gli spazi a disposizioni sono così peculiari e pratici da aver reso la nostra esperienza di utilizzo molto più eterogenea di quanto ci aspettassimo.

Al di là del trasporto delle console Nintendo infatti, abbiamo avuto occasione di utilizzare la borsa a tracolla di Subsonic anche per altri impieghi. Con risultati davvero soddisfacenti. E così, la shoulder bag ha una dimensione ottimale per trasportare tablet e device mobili, ma anche felpe e k-way nonché piccoli bloc notes per appunti ed alcune tipologie di materiale da disegno. Le sue proporzioni diventano assolutamente perfette per portare con sé anche piccoli giochi da tavolo (perché sappiamo quanto gli amanti dei board game abbiano sempre bisogno di soluzioni adatte per trasportare i propri titoli preferiti). Ed ancor più pratico si è rivelato l’uso della borsa per riporre i propri libri e manga preferiti e portarseli serenamente in spiaggia o al parco. Sempre che non si tratti di tomi con dimensioni importanti come Shantaram o Infinite jest, per capirsi.

Gli altri accessori imperdibili Subsonic

Tornando a quanto anticipato in premessa, Subsonic ha arricchito il proprio catalogo con molti articoli interessanti dedicati principalmente a Nintendo Switch 2. Tuttavia, come da tradizione per l’azienda francese, la maggior parte di essi sono perfettamente utilizzabili anche con il predecessore della console giapponese. Altresì, molti altri accessori vantano una compatibilità trasversale che potrebbero renderli ottime scelte anche per gli utenti multipiattaforma.

Uno dei prodotti più interessanti il guscio protettivo ideato per Nintendo Switch 2. Si tratta di una soluzione ultra resistente in grado di proteggere il device da urti e graffi senza scordare ergonomia e praticità. Per esigenze di sicurezza di chi ha necessità di trasportare le console Nintendo per lunghi tragitti, il carrying case Subsonic è una proposta solida. Essa può garantire protezione superiore rispetto alla borsa a tracolla della quale vi abbiamo parlato.

Sul versante delle periferiche invece, Subsonic propone il Wireless Led Controller per console Switch, del quale vi abbiamo parlato con la recensione di Riccardo. Si tratta di “un’ottima scelta per chi cerca un controller economico, ma con funzionalità avanzate e design personalizzabile“. Vi anticipiamo inoltre che vi racconteremo a stretto giro anche le nostre impressioni su due delle periferiche più intriganti del catalogo Subsonic: l’Arcade Stick e il volante Superdrive SV250.

Commento finale

All’interno della vasta proposta dell’azienda francese Subsonic, trovano spazio anche accessori come questa intrigante shoulder bag pensata per Nintendo Switch. Compatta e con un design deliziosamente geek, la borsa a tracolla si è rivelata un prodotto pratico ed incredibilmente versatile. Non solo per le sue dimensioni, perfette per trasportare in comodità e sicurezza tutti i modelli degli console della grande N (compresa la nuova arrivata). Ma anche per una versatilità innegabile, che rende la tracolla adatta per una moltitudine di usi grazie ad una perfetta sintesi tra peso e dimensioni contenute. Un acquisto caldamente consigliato.

I migliori biomi di Minecraft classificati solo in base all’atmosfera

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Diciamoci la verità: quando si è immersi in una sessione di Minecraft, a volte non conta tanto la disponibilità di risorse o la generazione dei mob. Ciò che conta è l’atmosfera. Quel mix indescrivibile di musica, colori e ambiente che ti fa venire voglia di accamparti, costruire una base o semplicemente fare una passeggiata mentre il sole tramonta in una perfezione pixelata.

Dimenticate il bottino raro o l’efficienza. Questa è la classifica dei biomi di Minecraft basata esclusivamente sull’atmosfera.

1. Cherry Grove – La nuova regina dell’accoglienza

Cherry Grove è il paradiso dai toni rosa ciliegio introdotto negli ultimi aggiornamenti, che ha immediatamente conquistato il titolo di “più cottagecore”. I delicati petali di ciliegio che cadono mentre cammini, le tonalità tenui, le dolci colline: è praticamente la risposta di Minecraft a una rilassante bacheca Pinterest.

Aggiungi qualche lanterna, costruisci un cottage e avrai il rifugio definitivo in cui rilassarti. Vorrai mettere radici qui e non andartene mai più.

2. Mushroom Fields – Strani, tranquilli e innegabilmente rilassanti

Nessun mob ostile? check. Funghi giganti? check. Atmosfera leggermente psichedelica che sembra un incrocio tra Minecraft e un film dello Studio Ghibli? Triplo check.

I Mushroom Fields potrebbero non avere il legno o i minerali standard che ti aspetti di trovare in altri biomi, ma se parliamo di energia pura e indisturbata, questo bioma regna sovrano. Vivi su un’isola di mucche fungo e, onestamente, nient’altro ha importanza.

3. Lush Caves – La playlist lo-fi della natura

È come se la natura e la fantasia avessero avuto un figlio e lo avessero chiamato Lush Caves. Bacche luminose, piante dripleaf, cascate e axolotl: c’è bisogno di aggiungere altro? È il paradiso sotterraneo per i costruttori che desiderano un rifugio segreto al riparo dal caos del mondo.

Se vuoi immergerti in una serenità estetica, questo è il posto giusto. Inoltre, acquistando i tuoi gadget in-game utilizzando le carte PCS da piattaforme affidabili otterrai punti bonus: è veloce, facile e ti permette di tornare a costruire il tuo paesaggio da sogno senza perdere un colpo.

4. Badlands – Colori audaci, energia audace

Le Badlands non passano inosservate. Montagne rosse, arancioni e gialle formano tavolati e altipiani drammatici che sembrano un sogno febbrile in alta definizione. È caldo, è secco, ma in qualche modo emana un’energia che ricorda il “Far West che incontra il terrario di design”.

Questo bioma non è accogliente, è sicuro di sé. Non ci si stabilisce qui a meno che non si voglia lasciare il segno. Anche la musica qui è diversa. È meno rilassante e più “Sto creando mentre sembro una leggenda”.

5. Taiga – Calma e croccantezza sottovalutate

Il bioma Taiga è quel ragazzo tranquillo in classe che si rivela essere il più interessante. Ricoperto di neve o di muschio, trasmette una forte energia autunnale da passeggiata nei boschi. I lupi vagano liberamente, i falò brillano nei piccoli villaggi e gli abeti rossi sono un ottimo materiale da costruzione.

La Taiga non si sforza troppo, è semplicemente così. È l’atmosfera perfetta per gli introversi, i survivalisti softcore e gli amanti della flanella.

6. The End – Esistenziale ma in qualche modo bello?

The End non è tranquillo. Non è nemmeno bello secondo gli standard tradizionali. Ma ha una sua atmosfera inquietante e minimalista che colpisce in modo post-apocalittico. Cieli viola, isole galleggianti e una colonna sonora che ricorda i pensieri alle 2 del mattino: “solitudine cosmica”.

Alcuni giocatori coltivano, altri vengono solo per riflettere sul significato della vita in Minecraft. In entrambi i casi, è un’atmosfera imperdibile.

Non è sempre una questione di bottino

Certo, l’efficienza e la strategia sono importanti. Ma a volte basta camminare nella nebbia pixelata e non pensare a nulla. È questa la magia dei biomi di Minecraft: ognuno ha un’atmosfera, un momento e un piccolo frammento di personalità.

E, che tu stia personalizzando il tuo mondo o facendo scorta di strumenti e accessori cosmetici, è importante spendere in modo intelligente. È qui che entra in gioco Eneba, un mercato digitale che ti permette di ricaricare facilmente utilizzando metodi come le carte PCS e di tornare subito alla tua prossima grande avventura estetica.

Panini, arrivano le card celebrative per i trent’anni di PlayStation

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Sony Interactive Entertainment Italia e Panini hanno annunciato oggi una raccolta esclusiva di card dedicate ai momenti, ai titoli e alle console che hanno segnato la storia di PlayStation.

La collezione verrà distribuita in un numero a tiratura limitata di box, per un set che si articolerà tra carte base, carte rare e carte numerate. Ogni card celebra un frammento di storia e rappresenta un omaggio all’evoluzione del gaming e alle emozioni che i titoli iconici del brand – da Gran Turismo a God of War, fino a The Last of Us – hanno saputo suscitare in milioni di giocatori in tutto il mondo.

Di seguito vi lasciamo al comunicato stampa condiviso sul PlayStation Blog.

Cari gamer,

Trent’anni fa la prima console PlayStation faceva il suo ingresso nelle nostre case.

Oggi, per celebrare questa ricorrenza speciale, abbiamo il piacere di annunciare un progetto esclusivo realizzato in collaborazione con Panini, marchio storico del collezionismo: una raccolta limitata di card dedicate ai momenti, ai titoli e alle console che hanno segnato la storia di PlayStation. 

Questa edizione speciale ripercorre tre decenni di innovazione e passione attraverso un simbolo senza tempo della memoria condivisa: le grandi collezioni Panini. Ogni card diventa un frammento di storia, un omaggio all’evoluzione del gaming e alle emozioni che i titoli iconici del brand – da Gran Turismo a God of War, fino a The Last of Us – hanno saputo suscitare in milioni di giocatori in tutto il mondo.

Prodotta in sole 4.000 box sigillate, la collezione si articola in tre categorie:

  • 28 Card Base – un viaggio attraverso le cinque generazioni di console PlayStation, dalla leggendaria console PS1 all’attuale PS5.
  • 5 Card Rare – dedicate a videogiochi che hanno ridefinito il concetto di intrattenimento, selezionati per il loro impatto culturale.
  • Card Numerate – una card esclusiva dedicata alla nuova PS5 Pro – 30th Anniversary Edition, in 4 varianti cromatiche con diversa rarità.

Ogni box conterrà 30 card totali: le 28 Base, una Rara e una Numerata.

La raccolta sarà disponibile in esclusiva per il mercato italiano, in tutti i punti vendita di Gamelife e sul sito ufficiale Gamelife. Il lancio ufficiale è previsto per il 29 Settembre, in concomitanza con la data in cui Sony Interactive Entertainment celebra il trentesimo anniversario europeo di PlayStation (29 settembre 1995).

World of Tanks, ecco il rivoluzionario aggiornamento 2.0

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Wargaming ha annunciato il lancio dell’aggiornamento 2.0 per World of Tanks, il più grande e ambizioso aggiornamento nella storia del gioco.

L’aggiornamento introduce 16 nuovi corazzati di livello XI, un’Officina e un’interfaccia utente completamente riprogettate, una modalità PvE basata su una storia e ambientata in una mappa mai vista prima d’ora, un ribilanciamento complessivo di centinaia di veicoli, un matchmaker innovativo e molto altro.

Con l’occasione, anche le ricompense saranno consistenti. Dal momento del rilascio dell’aggiornamento 2.0 fino a metà ottobre, ogni carrista riceverà dei regali epici semplicemente effettuando l’accesso:

  • I comandanti veterani (che si sono uniti al gioco prima dell’aggiornamento 2.0): reclameranno un intero ramo dell’Albero tecnologico (dal livello VI al livello X) e un enorme pacchetto di risorse, contenente 2.500 oro, 15.000 Titoli, 10 milioni di crediti, 60 giorni di account Premium e altro.
  • Le nuove reclute (che si sono unite al gioco dopo l’aggiornamento 2.0): riceveranno due interi rami dell’Albero tecnologico (dal livello VI al livello X), tre corazzati Premium aggiuntivi, 60 giorni di account Premium, 6 milioni di crediti e altri bonus che alimenteranno il loro viaggio.

I giocatori che possiedono già tutti i veicoli di livello VI–X riceveranno delle ricompense esclusive all’altezza della loro dedizione. Questi regali faranno in modo che tutti i comandanti siano pronti a combattere in occasione dell’arrivo del livello XI.

Di seguito vi proponiamo una panoramica delle novità in arrivo per il titolo multigiocatore online a squadre dedicato alle battaglie tra corazzati.

  • Corazzati di livello XI: sono stati aggiunti al gioco, per la prima volta nella storia, 16 nuovi veicoli di livello XI, ognuno con meccaniche di gioco uniche e un nuovo sistema di progressione; altri saranno aggiunti in futuro. 
  • Ribilanciamento complessivo dei corazzati: più di 350 veicoli di tutti i livelli sono stati revisionati per rendere i ruoli più chiari e il gameplay più equo.
  • Nuova Officina: l’Officina è diventata una fabbrica di corazzati, in cui i veicoli vengono assemblati, equipaggiati e sono sempre pronti a combattere.
  • Interfaccia utente migliorata: nuova, più comoda, più funzionale e più informativa. 
  • Nuovo matchmaker: ricostruito da zero per rendere più brevi le code, bilanciare meglio le squadre e rendere le battaglie più dinamiche.
  • Nuova mappa: Nordskar, una nuova mappa scandinava che i giocatori hanno a lungo richiesto.
  • Evento PvE: l’operazione “Punto di ebollizione” rappresenta la storia di sfondo per l’arrivo dei veicoli di livello XI, in cui giocatori possono provare tre differenti corazzati di livello XI su un nuovo campo di battaglia.
  • Miglioramento del comparto audio: battaglie ancora più vivide grazie a rumori dei corazzati più potenti e più autentici, registrati da veicoli reali, audio di combattimento più chiaro e un paesaggio sonoro più coinvolgente 

Preparatevi, comandanti, perché World of Tanks è appena entrato in una nuova era.

Per ulteriori informazioni sull’aggiornamento 2.0, visitate il sito ufficiale.

PlayStation Family, l’app è disponibile da oggi per dispositivi iOS ed Android

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A partire da oggi, è ufficialmente disponibile a livello globale, su dispositivi iOS e Android, l’app PlayStation Family.

Si tratta di un modo semplice per i genitori di gestire l’esperienza di gioco dei propri figli direttamente dai dispositivi mobile, confermando l’impegno di Sony Interactive Entertainment a garantire un gioco sicuro per giocatori di tutte le età e per le loro famiglie.

L’app, che si può scaricare su App Store e/o Google Play, offre una nuova esperienza, che include le funzionalità di Parental Control già disponibili sulle console PS5 e PS4, come le impostazioni di tempo di gioco e le di restrizione d’età dei giochi.

Tra le nuove funzionalità, i genitori possono gestire il tempo di gioco dei propri figli tramite report delle attività, avere maggiore visibilità su ciò a cui i bambini stanno giocando e approvare richieste di tempo extra, tutto con un semplice tocco sullo schermo

Di seguito l’annuncio condiviso dal PlayStation Blog.

In Sony Interactive Entertainment ci impegniamo a offrire ai gamer di tutte le età un gioco sicuro, inclusi strumenti pensati per consentire ai genitori di gestire al meglio l’esperienza di gioco dei propri bambini. Questi includono le funzionalità di filtro contenuti attualmente disponibili sulle console PS4 e PS5, come le impostazioni del tempo di gioco e di limitazione dell’età per i giochi. Oggi, siamo felici di annunciare il nostro prossimo passo in questa direzione con PlayStation Family, una nuova app mobile dedicata per il filtro contenuti disponibile per dispositivi iOS e Android*. L’app PlayStation Family verrà lanciata in tutto il mondo a partire da oggi.

L’app PlayStation Family è una nuova esperienza che aiuta i genitori a configurare e gestire l’esperienza di gioco dei bambini su PlayStation direttamente dal proprio dispositivo mobile supportato. L’app include una serie di nuove funzionalità personalizzabili che consentono ai genitori di gestire il tempo di gioco dei bambini, tra cui un report delle attività, una maggiore visibilità sui contenuti a cui giocano i bambini e l’approvazione di richieste di tempo di gioco extra, il tutto con un semplice tocco.

  • Onboarding guidato: goditi un’esperienza guidata e attenta nella configurazione di un account per bambini con l’app PlayStation Family.
  • Notifiche in tempo reale: ricevi notifiche in tempo reale sul titolo a cui un bambino sta giocando. Approva o rifiuta le richieste del bambino di tempo di gioco extra, giochi limitati e comunicazione da un dispositivo mobile: sei tu a decidere.
  • Report delle attività: esamina a colpo d’occhio i report delle attività giornaliere e settimanali. I genitori possono visualizzare informazioni aggiornate sul tempo di gioco e sull’attività di un bambino.
  • Gestione del tempo di gioco: imposta i limiti del tempo di gioco per ogni giorno della settimana. I bambini possono usufruire di una maggiore flessibilità richiedendo un aumento del tempo di gioco dalla console, mentre i genitori possono accettare o rifiutare le richieste da telefono o tablet.
  • Gestione delle spese: gestisci le attività di spesa aggiungendo fondi, visualizzando i saldi e impostando un limite di spesa mensile per gli acquisti del bambino sul PlayStation Store.
  • Filtri contenuti: scegli e configura contenuti adatti all’età con il tocco di un pulsante. Abbiamo incluso dei parametri predefiniti che applicano automaticamente le impostazioni consigliate per le diverse fasce d’età, con la possibilità di modificare ogni impostazione in base alle esigenze specifiche del bambino.
  • Interazioni sociali: personalizza le impostazioni della privacy e le modalità di connessione e gioco del bambino. Gestisci l’accesso alle funzionalità social.

L’app PlayStation Family è disponibile per il download dall’App Store e da Google Play nella maggior parte dei mercati a partire da oggi.

Siamo entusiasti di offrire ai genitori un modo semplice per gestire il gioco dei bambini direttamente dai propri dispositivi mobili. Questo è solo l’inizio della nostra nuova app mobile: intendiamo continuare ad aggiungere miglioramenti all’app PlayStation Family per ottimizzare l’esperienza nel corso tempo. Ci auguriamo che ti piaccia e non vediamo l’ora di sapere cosa ne pensi.

Nintendo Direct, nuovo ricco appuntamento per il 12 Settembre

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E3 2021

Nintendo ha confermato che il prossimo 12 Settembre verrà trasmesso il nuovo Nintendo Direct, con circa un’ora di novità per Switch e Switch 2.

Come da voci di corridoio, anche quest’anno Nintendo conferma l’appuntamento con un nuovo evento broadcast che si prospetta particolarmente ricco. La durata stimata, di circa sessanta minuti, dovrebbe permettere di dare uno sguardo approfondito ai nuovi titoli in arrivo per le console Nintendo nei prossimi mesi.

Il Direct andrà in onda alle ore 15:00 italiane tramite YouTube ed il sito ufficiale Nintendo.

Cosa ci possiamo attendere? Presumibilmente potrà essere l’occasione per vedere nuovamente in azione Metroid Prime 4 e Kirby Air Riders, tra i prodotti di punta della seconda metà dell’anno Nintendo. Tra i titoli che ci aspettiamo, si piazzano anche Hades 2 ed Il professor Layton e il Nuovo Mondo a vapore. Inoltre, vista la ricorrenza con il 40esimo anniversario di Mario, potrebbe essere possibile assistere all’annuncio della remaster di Super Mario Galaxy 2 o chissà… un piccolo teaser del nuovo capitolo?

Xbox, ecco tutti i dettagli del broadcast in arrivo dal Tokyo Game Show 2025

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Grandi novità in casa Xbox, con l’annuncio del suo ritorno al Tokyo Game Show 2025 con un evento in live streaming previsto per giovedì 25 Settembre.

L’appuntamento, che si terrà alle ore 12:00 del nostro fuso orario, vedrà la presentazione di novità dai team creativi Xbox nonché dai partner in Giappone, in Asia e a livello globale. L’occasione sarà imperdibile per dare uno sguardo ai prossimi titoli del mondo Xbox, ma anche per dare un’occhiata ai progetti in arrivo dall’Asia.

Per i visitatori presenti al Tokyo Game Show, non mancheranno inoltre esperienze dedicate: tra queste, la prima prova pubblica in Asia di Ninja Gaiden 4 presso lo stand Koei Tecmo e la possibilità di testare ROG Xbox Ally e ROG Xbox Ally X allo stand ASUS ROG, in vista del lancio previsto per il 16 Ottobre. Non mancherà infine uno stand di Bethesda per offrire al pubblico prodotti ufficiali dedicati a Fallout, Starfield, Doom e The Elder Scrolls IV: Oblivion.

Maggiori dettagli arrivano direttamente da Xbox Wire. Il sito ufficiale conferma che l’evento sarà trasmesso dai canali ufficiali del TGS nonché di Xbox. Nello specifico per quanto riguarda la lingua italiana, l’evento sarà trasmesso anche nel nostro idioma direttamente dalla pagina YouTube di Xbox Italia.

Cosa possiamo attenderci dall’evento? Un forte indiziato potrebbe essere Forza Horizon 6, per il quale rumor insistenti parlano di un’ambientazione a tema Giappone. Quale miglior evento per un annuncio di questo tipo?

Come diventare più esperti di tecnologia

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man using ipad sitting in front of desk
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Oggi diventare più esperti in ambito tecnologico può migliorare concretamente la vita quotidiana. Che si tratti di lavoro, relazioni sociali o semplicemente di restare informati, non serve essere esperti per tenere il passo. Imparare alcune nozioni di base sugli strumenti digitali, sulla sicurezza online e sulle piattaforme moderne può fare davvero la differenza. Dalla comprensione dei dispositivi alla scoperta di nuovi hobby, migliorare le tue competenze tecnologiche è più facile di quanto sembri.

Impara le basi dei dispositivi digitali

Familiarizzare con smartphone, tablet e computer può aprirti le porte a un mondo di comodità. Parti dalle funzioni base utilizzando uno smartphone o un tablet: effettuare chiamate, inviare messaggi e navigare sul web dal tuo smartphone ti consente di affrontare i primi passi con la tecnologia in maniera meno ingessata, rispetto allo stare davanti ad un PC. I tablet, con la loro interfaccia intuitiva basata sul tocco, sono spesso più facili da usare rispetto ai computer tradizionali, rendendoli ideali per chi è alle prime armi. Una volta che ti senti a tuo agio con queste attività, puoi esplorare gradualmente funzioni più avanzate come il banking online, le videochiamate e il download di app. L’importante è fare piccoli passi e esercitarsi regolarmente, finché tutto diventa naturale.

Scopri app e strumenti utili

Dalle app calendario allo shopping online, gli strumenti digitali possono semplificare notevolmente le attività quotidiane. Gli smartphone moderni sono pieni di applicazioni preinstallate progettate per facilitare la vita: previsioni del tempo, mappe, calcolatrici e fotocamere, solo per citarne alcune. Le app di produttività stanno sostituendo carta e penna per molti utenti. Le piattaforme di shopping online ti permettono di confrontare prezzi, leggere recensioni e fare acquisti comodamente da casa. E non dimenticare le app di intrattenimento: sono un modo divertente per esercitarsi con la tecnologia mentre ci si diverte: da quelle classiche come YouTube passando per quelle più interessanti come Podcast di Apple e Audible di Amazon, per ascoltare audiolibri o trasmissioni audio digitali simili a trasmissioni radiofoniche (i podcast appunto). Alcuni di questi podcast monotematici sono proprio dedicati alla tecnologia e ti permettono di restare aggiornato sulle ultime novità.

Un primo consiglio per utilizzare al meglio gli strumenti digitali è quello di approfondire la conoscenza con l’app calendario e promemoria. Gestire la propria agenda digitale, fissando un appuntamento, una sveglia, creando una lista della spesa, o un promemoria, è un ottimo modo per cominciare a sfruttare il proprio dispositivo portatile in maniera intelligente. Inoltre queste app, come Google Calendar hanno una versione per desktop del tutto simile a quella mobile, quindi, una volta imparata una versione è possibile passare alla versione desktop con semplicità.

Rimani al sicuro online e proteggi i tuoi dati

Sapere come creare password sicure e riconoscere le truffe è fondamentale per acquisire fiducia nel mondo digitale. Le password dovrebbero contenere lettere, numeri e simboli e essere diverse per ogni account. Fai attenzione alle email o ai messaggi che presentano una grammatica incerta e chiedono dati personali o ti invitano a cambiare passoword, soprattutto se sembrano provenire da banche o enti governativi. Le organizzazioni serie non richiedono mai informazioni sensibili via email. Per accertarti della provenienza di una mail, non fermarti al nome visualizzato dal tuo client di posta, ma ricontrolla sempre l’indirizzo email vero e proprio (quello che presenta la chiocciola @ seguita dal nome della banca, dell’ente governativo o della società). Generalmente gli spammer e gli altri malintenzionati, utilizzano account generici come @Live.com, @Gmail.com, @Hotmail.com ecc. poiché è impossibile per loro utilizzare il dominio ufficiale ad esempio di una banca. Anche in questo caso però attenzione, perché potrebbero utilizzare dei nomi simili.

Riconoscere questi segnali ti aiuterà a esplorare il mondo digitale con maggiore tranquillità.

Prova l’intrattenimento digitale con i siti di slot machine

I siti di slot online rappresentano un modo divertente e interattivo per mettere in pratica le proprie competenze digitali. Offrono interfacce semplici e intuitive, perfette per prendere confidenza con clic, scorrimenti e navigazione tra diverse sezioni di un sito. Iniziare con giochi familiari e coinvolgenti aiuta a superare l’iniziale senso di smarrimento che a volte accompagna l’uso della tecnologia. Inoltre, molte piattaforme integrano funzionalità social come le chat tra utenti, utili per sviluppare anche le abilità di comunicazione online.

iPhone 15: trucchi e consigli per usarlo al livello degli esperti

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L’iPhone 15 e iPhone 15 pro nonostante sia stato commercializzato oramai qualche anno fa rappresenta sicuramente uno degli smartphone più apprezzati del marchio di Cupertino, grazie a funzionalità intelligenti e prestazioni elevate. Le prestazioni di questi due telefoni nei benchmark Antutu e Geekbench, infatti, non si distanziano poi così tanto da quelle di Samsung Galaxy S25, un telefono uscito quasi due anni più tardi. Prestazioni di questo livello sono praticamente più che sufficienti per la quasi totalità degli utenti, senza considerare poi che dal punto di vista del design, questi telefoni sono quasi identici alla più recente versione del telefonino della mela.

Per sfruttarlo al massimo delle sue potenzialità, tuttavia, è necessario conoscerne le funzioni più nascoste e i suggerimenti degli esperti. In questa guida, abbiamo selezionato i migliori trucchi e consigli utili per portare l’utilizzo del proprio dispositivo ai livelli dei professionisti, migliorando produttività, privacy e personalizzazione.

iPhone 15 ricondizionato: qualità garantita con risparmio

Chi desidera accedere alle funzionalità avanzate dell’iPhone 15 senza sostenere il costo dell’acquisto di un cellulare nuovo, può optare per un iPhone 15 ricondizionato, che offre prestazioni equivalenti a quelle di un dispositivo nuovo ma con un prezzo più accessibile.

È importante sottolineare che ricondizionato non significa usato: gli iPhone ricondizionati vengono sottoposti a controlli rigorosi, sostituzione di componenti usurati e aggiornamenti software. Oggi esistono sempre più piattaforme online che offrono un’ampia selezione di modelli certificati, con garanzia e politiche di reso chiare, rappresentando un’alternativa sicura e sostenibile all’acquisto del nuovo.

Sfruttare al meglio Dynamic Island e il chip A16

Una delle principali novità introdotte con iPhone 15 è la Dynamic Island, che consente di interagire in tempo reale con notifiche, timer, chiamate e molto altro e che è stata poi mantenuta anche nelle versioni successive. Personalizzare le applicazioni che possono accedervi e utilizzare app compatibili con API dedicate permette di ottimizzarne l’uso quotidiano.

Il chip A16 Bionic di iPhone 15 e il Apple A17 Bionic a 3nm di iPhone 15 Pro non solo garantiscono velocità e fluidità, ma anche un’efficienza energetica eccellente. Gli utenti esperti consigliano di attivare la modalità “Prestazioni elevate” durante sessioni di editing video o gaming, e di usare shortcut per automatizzare le azioni frequenti, sfruttando app come Shortcuts di Apple.

iPhone 15 Pro official shot

Fotocamera Pro: come ottenere scatti perfetti

Con un sistema a tripla fotocamera da 48 MP, l’iPhone 15 Pro offre prestazioni da reflex. Tra i trucchi degli esperti, si consiglia l’uso del formato ProRAW per scatti di alta qualità e massima lavorabilità in post-produzione.

È utile anche personalizzare i controlli della fotocamera, come la regolazione manuale dell’esposizione e l’utilizzo del blocco fuoco. Un altro consiglio è sfruttare al meglio la modalità notturna, posizionando l’iPhone su una superficie stabile per evitare sfocature.

Batteria e durata: ottimizzare le impostazioni energetiche

Per aumentare la durata della batteria dell’iPhone 15, è fondamentale disattivare le funzioni inutilizzate in background, come l’aggiornamento automatico delle app, Bluetooth costantemente attivo e aggiornamenti push non necessari.

Gli utenti avanzati suggeriscono l’utilizzo delle “Routine energetiche” con l’app Shortcuts per attivare modalità risparmio energetico in determinati contesti, come quando si è in viaggio o in luoghi con scarsa copertura di rete.

Sicurezza e privacy: impostazioni da non sottovalutare

L’iPhone 15 integra numerose funzionalità per la protezione dei dati personali, ma spesso non vengono utilizzate appieno. È consigliabile attivare il “Rapporto sulla privacy delle app” nelle impostazioni, che consente di monitorare il comportamento delle app installate.

Un ulteriore suggerimento è l’utilizzo della verifica in due passaggi per tutte le app compatibili, oltre all’attivazione della funzione “Blocco dispositivo dopo X tentativi errati”, particolarmente utile in caso di furto o smarrimento.

Personalizzazione avanzata con iOS 18

iPhone 15 e 15 Pro hanno ricevuto l’ultimo sistema operativo di Cupertino, iOS 18.6.2, il 20 agosto 2025 che ha introdotto finalmente Apple Intelligence, con funzioni di scrittura assistita, generazione di immagini (Image Playground), emoji personalizzate (Genmoji) e miglioramenti a Siri. Inoltre ora è possibile la personalizzazione avanzata della schermata Home, della schermata di blocco e del Centro di controllo. Tra le altre cose, inoltre, ci sono numerose novità per Foto, Messaggi, Mappe e Wallet e nuove funzioni di privacy e sicurezza migliorate, oltre al supporto di dispositivi come Apple Vision Pro.

Utilizzare l’iPhone 15 come un esperto richiede attenzione ai dettagli, conoscenza delle funzionalità nascoste e volontà di personalizzare l’esperienza. Con i giusti accorgimenti e con questi consigli, insomma, chi ha bisogno di cambiare telefono?

Recensione Space Adventure Cobra – The Awakening, dagli anni ’80 alle nostre console, il ritorno di un cult… nascosto

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Space Adventure Cobra - The Awakening

Quando si parla di eroi della fantascienza giapponese, il nome Cobra potrebbe dire poco al pubblico italiano più giovane, e forse anche a quello più attempato. Negli anni ’80, questo personaggio è stato protagonista di un manga prima e di un anime poi, che fondevano azione a tema spaziale, estetica pulp e uno humour scanzonato tutto particolare. Un pirata galattico dal volto hollywoodiano, armato di un cannone laser al posto del braccio sinistro, con un sigaro sempre acceso e la spavalderia tipica dell’antieroe. Creato dal mangaka Buichi Terasawa, Cobra ha conquistato un piccolo ma appassionato seguito, diventando un’icona di culto… almeno fuori dall’italico stivale.

Space Adventure Cobra – The Awakening non è pensato per rilanciare la serie o attrarre un nuovo pubblico su larga scala. Non si tratta di un’operazione nostalgia con mire commerciali, ma piuttosto di un omaggio dichiarato e appassionato, autoconclusivo e coerente con lo spirito originale. Anche chi non conosce Cobra può trovarci un videogioco piacevole, grazie principalmente all’azione frenetica, mentre gli appassionati riconosceranno un tributo sincero e rispettoso agli anni ’80 e al brand.

Il titolo, sviluppato da Magic Pockets e pubblicato da Microids, è disponibile dallo scorso 26 agosto 2025 su PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S, Nintendo Switch e PC.


Versione testata: PlayStation 5


Amnesia, misteri e guai spaziali

La storia di Space Adventure Cobra – The Awakening è la trasposizione piuttosto fedele dei primi dodici episodi dell’anime originale. Non c’è spazio per reinterpretazioni moderne o ampliamenti dell’universo narrativo. Cobra si risveglia da una lunga stasi, con il volto e l’identità cancellati, per poi scoprire di essere in realtà un leggendario pirata galattico creduto morto. Da lì parte un’avventura che lo porterà a incrociare le Sorelle Reali, chiave di un mistero più grande, mentre affronta la minaccia della Gilda dei Pirati Spaziali e dell’iconico nemico Crystal Bowie.

Il racconto si sviluppa in modo molto lineare, alternando sequenze d’azione a cutscene che sono veri e propri estratti dell’anime originale. Il tono è volutamente vintage, con dialoghi sopra le righe, situazioni assurde e personaggi dalla personalità e dai comportamenti fuori dal comune.

In più momenti, il titolo richiama lo stile narrativo (e visivo) del più famoso Lupin III, con cui condivide non solo l’umorismo scanzonato e la leggerezza d’approccio, ma anche una certa eleganza nel raccontare avventure picaresche, fatte di colpi di scena, fughe rocambolesche e antagonisti sopra le righe. Lo stesso Cobra, con la sua sicurezza disarmante, il sorriso beffardo e l’improbabile fascino da playboy spaziale, sembra quasi un cugino lontano del ladro gentiluomo. A ciò si aggiungono dinamiche che strizzano l’occhio a un erotismo ammiccante, mai volgare, ma comunque presente – come lo era in moltissime produzioni di quegli anni – e che contribuisce a dare al tutto un tono scanzonato ma adulto.

Dritto per dritto, a bombazza

Dal punto di vista ludico, Space Adventure Cobra – The Awakening è un action-platform 2D con qualche sprazzo da metroidvania, che si sviluppa su un ritmo veloce e frenetico. Cobra può saltare, rotolare, schivare, utilizzare il rampino per attraversare sezioni in altezza e, naturalmente, sparare con la sua celebre Psychogun, un’arma versatile che permette di sparare anche colpi curvati e caricati. L’esperienza di gioco alterna combattimenti serrati, esplorazione e sezioni platform, con qualche boss fight ben congegnata.

Nonostante qualche problema nel sistema di controllo — come una fisica del salto non sempre precisa, un puntamento non comodissimo ed alcune mancanze francamente inspiegabili — il gameplay riesce comunque a risultare divertente. Il ritmo rapido e l’azione incalzante compensano alcune imprecisioni, mantenendo alto il coinvolgimento e l’adrenalina. Anche il rampino, seppur talvolta impreciso, aggiunge varietà e dinamismo alle sessioni di gioco.

Space Adventure Cobra - The Awakening
Non c’è tempo per pensare!

Un appunto importante riguarda la mappatura dei comandi di default, che risulta piuttosto scomoda. È altamente consigliato passare subito alla configurazione alternativa, più logica, per migliorare nettamente l’esperienza complessiva.

Il titolo non è frustrante grazie a checkpoint frequenti e caricamenti rapidi, e offre tre livelli di difficoltà per adattarsi a diversi tipi di videogiocatore. Il game design, dunque, pur senza stravolgere il genere, riesce a mantenere un buon equilibrio e ritmo tra azione e navigazione, evitando momenti morti o noiosi. Sono presenti inoltre sezioni particolari, come quelle sott’acqua o le corse contro il tempo, che arricchiscono ulteriormente l’esperienza senza appesantirla.

Spazio, neon e jazz: benvenuti negli ’80

Space Adventure Cobra – The Awakening si presenta con uno stile che richiama in modo efficace l’atmosfera dell’anime originale. Le ambientazioni spaziano tra scenari hi-tech e ambienti più esotici, offrendo una buona varietà cromatica ed una direzione artistica coerente con l’epoca e l’opera di riferimento.

Anche in questo ambito, come già accennato, il confronto con Lupin III ritorna in modo naturale: dallo stile del character design, fino all’uso dei colori e delle animazioni espressive. Cobra sembra muoversi in un mondo animato che fluttua tra pulp, noir e cyberfuturismo, con quella stessa eleganza vintage che ha reso il ladro di Monkey Punch una figura senza tempo.

Il comparto sonoro accompagna l’esperienza con gusto e coerenza. Le musiche, impregnate di sonorità elettroniche retrò e influenze jazz-rock, rievocano perfettamente le atmosfere spaziali anni ’80. Ma è il main theme a sorprendere davvero: una reinterpretazione magistrale del tema originale dell’anime, rivisitato con arrangiamenti moderni ma rispettosi, potente, evocativo e capace di catturare lo spirito avventuroso e irriverente del protagonista. Un brano che da solo riesce a dare un’identità sonora fortissima all’intero progetto. Il doppiaggio è disponibile in giapponese e in inglese, con performance tutto sommato solide. Non è presente la localizzazione italiana, neppure i sottotitoli.

Commento finale

Space Adventure Cobra – The Awakening è un videogioco che non cerca di rianimare un brand dimenticato né di conquistare nuovi fan. Si presenta come un tributo sincero e curato, dedicato ad un personaggio amato da una nicchia di appassionati, confezionato con rispetto e passione. Offre un’esperienza che si regge su un’estetica evocativa, un protagonista carismatico ed una narrazione volutamente retrò, ma non priva di problemi ludici, a causa di un sistema di controllo che non sempre convince fino in fondo. Tuttavia, grazie al ritmo frenetico e ad un’atmosfera ben riuscita, il titolo riesce comunque a intrattenere e a divertire.

Chi si avvicina a Space Cobra Adventure – The Awakening deve farlo consapevole che non troverà un platform rivoluzionario o un “punto di partenza” per il brand nella nostra industry preferita, ma semplicemente un inno ad un pirata spaziale con il sigaro in bocca, il cuore da guascone ed una pistola laser al posto della mano.