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Tekken 8: pubblicato un nuovo trailer con Kazuya Mishima

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Tekken 8

Tekken 8 rappresenta indubbiamente uno dei prodotti più attesi nel panorama dei picchiaduro. Nonostante sia ancora orfano di una data, il progetto di Bandai Namco è destinato a vedere la propria pubblicazione entro marzo 2024, come confermato direttamente dal publisher nipponico nell’incontro con i propri azionisti.

Ebbene, per cercare di catalizzare nuovamente l’attenzione sull’ottavo capitolo di Tekken, Bandai Namco ha recentemente pubblicato un nuovo gameplay trailer dedicato a Kazuya Mishima, iconico protagonista del franchise dal lontano 1994. In questa particolare clip (che trovate in calce alla notizia) viene quindi dato modo di vedere la nuova veste del combattente, che si appresta a tornare nuovamente sul campo di battaglia.

Gran Turismo 7, ecco i nuovi contenuti dell’aggiornamento 1.29

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L’aggiornamento 1.29 per Gran Turismo 7 è ora disponibile con diversi nuovi contenuti tra cui il supporto a PlayStation VR2, come preannunciato.

L’annuncio, condiviso da Sony Interactive Entertainment e Polyphony Digital sul PlayStation Blog e che vi proponiamo integralmente di seguito, enuncia nel dettaglio tutte le aggiunte del free update.

PlayStation VR2 (solo PS5) è ora utilizzabile in Gran Turismo 7

Con l’aggiornamento gratuito 1.29, i giocatori potranno provare per la prima volta tutte le gare e le modalità di gioco (esclusa la modalità a schermo condiviso per 2 giocatori) con un nuovo livello di realismo. Su PS VR2 sarà anche possibile accedere all’esclusiva area “Showroom VR” tramite il Garage o ai concessionari in gioco, per ammirare i minuziosi dettagli dei modelli delle auto in alta definizione in diversi scenari con varie condizioni di illuminazione.

Gran Turismo 7 sfrutta appieno le caratteristiche di nuova generazione di PS VR2. Grazie al Tone Mapping HDR messo a punto per l’occasione, al Foveated rendering della funzionalità di rilevamento degli occhi (una tecnologia che renderizza in alta definizione le aree dello schermo guardate direttamente dal giocatore) e al supporto per l’audio 3D dinamico, i giocatori scopriranno una nuova dimensione di gioco altamente coinvolgente.

Elevate la vostra esperienza di gioco di Gran Turismo 7 con PS VR2.

Scoprite Gran Turismo Sophy nella modalità Race Together (solo PS5)

Gran Turismo Sophy è una rivoluzionaria IA da corsa dalle capacità sovrumane, sviluppata in collaborazione tra Sony AI, Sony Interactive Entertainment e Polyphony Digital. La modalità “Gran Turismo Sophy Race Together” offre ai giocatori di Gran Turismo di tutti i livelli di abilità l’opportunità di affrontare testa a testa GT Sophy in GT7. La speciale modalità, disponibile come evento in gioco a tempo limitato (dal 21 febbraio alla fine di marzo), offre un’anteprima di GT Sophy in GT7 ed è stata ideata per massimizzare per tutti il divertimento e le emozioni di una gara contro GT Sophy. Il feedback dei giocatori su questa speciale funzionalità iniziale sarà utilizzato per migliorare continuamente la modalità GT Sophy Race Together nelle versioni future. 

Nella modalità GT Sophy Race Together, i giocatori possono affrontare GT Sophy su quattro circuiti di difficoltà crescente, da pilota Principiante / Intermedio / Esperto. In ciascuna delle quattro gare, il giocatore affronterà quattro auto guidate da GT Sophy di diversi livelli di abilità. È possibile anche sfidare GT Sophy in modalità 1 contro 1. In questa modalità, GT Sophy e il giocatore utilizzeranno auto e impostazioni di queste ultime identiche, condizioni che permetteranno di mettere in mostra le capacità di guida sovrumane di GT Sophy. Le emozioni della modalità GT Sophy Race Together saranno sottolineate dalla nuova funzionalità delle emoticon offerta da Gran Turismo 7, che mostrerà emoticon sulle auto di GT Sophy durante la gara in reazione agli sviluppi della competizione.

La modalità è accessibile dal pannello nella parte superiore destra della mappa del mondo di GT7. Le gare contro GT Sophy saranno accessibili dopo aver raggiunto il Livello collezionista 6. Maggiori informazioni su GT Sophy sono disponibili sul sito ufficiale.

Grand Valley torna con Highway 1

Grand Valley, un tracciato classico di Gran Turismo, torna con un look rinnovato. La variante completa “Highway 1” è un circuito impegnativo con sezioni ad alta velocità e tortuose curve tecniche. La variante “Sud” più corta da 2 chilometri è caratterizzata da bruschi dislivelli e curve cieche che terranno sulle spine i piloti. L’ampio scenario in cui l’oceano incontra le montagne, con un ponte imponente e una galleria, danno vita a un’ambientazione dinamica che ricrea l’emozione di guidare su una tortuosa strada litoranea.

5 nuove auto

Honda RA272 ’65

L’auto che ha segnato la prima vittoria di Honda in Formula 1.

Grazie a idee innovative e ingegneristica proiettata verso il futuro, Honda ha innescato diverse rivoluzioni tecnologiche. Un ottimo esempio di questo sono le sue prime imprese in Formula 1, risalenti al 1964, quando l’azienda era ancora poco conosciuta come costruttore automobilistico. La sua RA271 utilizzava un involucro in alluminio su telaio a traliccio e motore V12 da 1,5 litri in un’insolita posizione centrale trasversale. La sua unicità ha finito per essere il suo punto debole e l’auto non ha ottenuto successi nell’anno di debutto. Nel 1965 Honda l’ha revisionata ampiamente e realizzato la RA272. Il motore della RA272E era una versione più efficiente del precedente V12, realizzata con componenti più leggeri. Per le sospensioni posteriori è stata utilizzata una configurazione esterna invece che interna, soluzione che ha permesso di ridurre il peso da 525 a 498 kg. I piloti erano Ronnie Bucknum, al suo secondo anno, e Richie Ginther, al debutto.

Italdesign EXENEO Vision Gran Turismo Modalità strada e fuoristrada

Una potente auto di lusso, presentata come un “dono stupendamente avvolto”.

Fondata nel 1968 a Torino, in Italia, Italdesign ha progettato oltre 300 auto di serie e presentato più di 100 prototipi nei saloni automobilistici più importanti del mondo. Molte delle sue auto sono comparse in Gran Turismo. Alcuni dei modelli progettati da Italdesign sono diventati vere stelle del cinema, come la De Lorean DMC 12 di “Ritorno al futuro” e la Lotus Esprit, guidata da Roger Moore ne “La spia che mi amava”. La Italdesign EXENEO Vision Gran Turismo, aggiornata con tecnologia all’avanguardia, prosegue la lunga tradizione italiana delle automobili di Gran Turismo. Ispirato alla compatta e versatile GT Italdesign Parcour a motore centrale-posteriore del 2013, questo prototipo progettato per la guida su circuito e fuoristrada offre quattro diversi assetti del telaio (pista, neve, fuoristrada e urbano). Il potente motore centrale V10 e due motori elettrici da 200 kW (272 CV) assicurano alla EXENEO VGT una potenza complessiva di 910 kW (1237 CV), consentendole di toccare una velocità massima di 380 km/h e di accelerare da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi. Cambio a 7 rapporti, Individual Wheel Drive (IWD) e sistema di recupero KERS completano l’apparato propulsore. Per assicurare la massima stabilità possibile, un sistema di sospensioni intelligenti si adatta automaticamente a diversi tipi di terreno.

Citroën DS 21 Pallas ’70

Una visione storica del futuro dalla Francia.

Citroën ha spesso prediletto i sistemi di trazione anteriore e questa DS, realizzata con la tecnologia più avanzata disponibile all’epoca, è il suo capolavoro. L’auto è stata presentata al Salon de l’Automobile del 1955. Mentre molti altri costruttori producevano ancora auto nello stile anteguerra, la DS era una visione mozzafiato del futuro. La carrozzeria aerodinamica all’avanguardia e il rivoluzionario sistema di sospensioni idropneumatico le valsero il soprannome di “disco volante”. Il suo sviluppo fu diretto da André Lefèbvre e la carrozzeria relativamente ampia, lunga 4,8 metri, fu realizzata dall’italiano Flaminio Bertoni, che aveva lavorato anche sulla classica 2CV. Grazie alla progettazione futuristica, la DS è rimasta popolare molto a lungo. Con diverse revisioni della strumentazione e del motore, l’auto è rimasta in produzione per 20 anni. Nel 1964 è stata aggiunta la variante “Pallas”, con interni di lusso e finiture esterne. Nel 1967 il look dell’auto è stato rimodernato con l’impiego di 4 fari coperti al posto dei 2 tondi.

Porsche 911 Carrera RS (901) ’73

Un debutto nella storia della Porsche 911: la sfuggente RennSport.

Realizzata nel 1973, la 911 Carrera RS 2.7 è stata il primo modello nella lunga storia della Porsche 911 a fregiarsi dello stemma RS. La sigla sta per “Rennsport”, o “Racing Sport” in inglese e, come suggerisce il nome, l’auto è stata sviluppata come modello omologato per la categoria Gruppo 4 della FIA. Il motore da 2,4 litri della 911 S base del 1973 è stato portato a 2,7 litri, per una potenza di 210 CV. L’utilizzo del deflettore anteriore ha consentito l’aggiunta di un sistema di raffreddamento dell’olio. Sul posteriore figura l’emblematico spoiler a coda d’anatra montato di serie, mentre i parafanghi posteriori estesi ospitano le nuove gomme, più larghe. La Carrera RS 2.7 era disponibile in 3 varianti: Touring (modello di lusso, pesante meno di 1.100 kg), Sport e Racing.

Scapes

“Fase derapata” e “Sposta la visuale in alto e in basso” sono state aggiunte a Scapes. Con questo aggiornamento è stato aggiunto anche il supporto per le foto in derapata. Al primo avvio dopo l’aggiornamento sarà disponibile un tutorial che guiderà il giocatore attraverso i passaggi delle foto con derapata. Seguite i consigli su schermo e divertitevi a scattare foto con derapata perfette.

The Last of Us – Serie HBO, tutte le canzoni della colonna sonora – episodio 6

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Nell’episodio 6 della della serie HBO di The Last of Us “Pedro Pascal e Bella Ramsey finalmente si prendono la scena”. Infatti, il capitolo in questione, rappresenta una svolta cruciale e carica di emozioni per il prosieguo della storia di The Last of Us.

La già “memorabile” colonna sonora, che abbiamo potuto apprezzare sin dall’episodio “When You’re lost in the Darkness“, dai Depeche Mode, passando per Linda Ronstadt e arrivando ad Hank Williams, si “arricchisce” ulteriormente, proponendo la rivisitazione di un brano già noto e che offre un momento musicale particolarmente devastante, che richiama il primo episodio.

ATTENZIONE: SPOILER

Dopo essersi riuniti con Tommy e aver incontrato Maria, Joel ed Ellie sono ripartiti alla ricerca delle luci all’Università del Colorado orientale, preparati ad affrontare qualsiasi cosa possano incontrare lungo la strada. Il viaggio “apparentemente” tranquillo, viene “interrotto” da un evento che probabilmente cambierà per sempre non solo il rapporto fra i protagonisti ma soprattutto temprerà Ellie. Nello specifico: dopo un breve combattimento – proprio come nel gioco di Naughty Dog – Joel rimane gravemente ferito. L’accaduto viene enfatizzato da una canzone – l’unica presente nell’intero episodio – e siamo sicuri che i più attenti, l’hanno riconosciuta sin dalle prime note.

Quale canzone viene riprodotta alla fine dell’episodio 6 di The Last of Us?

Alla fine dell’episodio 6 di The Last of Us viene riprodotta “Never Let Me Down Again” dei Depeche Mode. Pezzo che abbiamo potuto apprezzare già nel primo episodio della serie; viene infatti trasmessa alla radio al termine dell’episodio n. 1.

L’unica sostanziale differenza, è che, stavolta, si tratta di una cover – piuttosto cupa e dal ritmo più lento – cantata da Jessica Mazin. Per chi non lo sapesse, Jessica Mazin è la figlia di Craig Mazin, co-showrunner di The Last of Us. Il buon Mazin, voleva riproporre la stessa canzone del primo episodio, ma da un punto di vista diverso, ovvero di tristezza e con un forte senso di abbandono. E voleva che ad interpretarla fosse una voce femminile che andasse in tal modo ad enfatizzare lo stato emotivo di Ellie.

Mentre Ellie supplica Joel di svegliarsi mentre sanguina gli dice “Non posso farcela senza di te“, ed è qui che si inizia a sentire il suono di un pianoforte e le seguenti parole:

“Sto facendo un giro
con il mio migliore amico
spero che non mi abbandoni di nuovo
lui sa dove mi sta portando
mi sta portando dove voglio andare”

Queste parole, ora più che mai, hanno un peso diametralmente maggiore dato che Ellie sarà “costretta” a badare a se stessa … la peggiore paura di Joel si è avverata. Il cambio di ritmo del brano è quindi perfetto non solo per rimarcare il legame che Joel ed Ellie hanno creato ma anche per far capire allo spettatore che lei è meno esperta nei modi di sopravvivere senza di lui.

Il riutilizzo di “Never Let Me Down Again” fa altresì sì che l’episodio “Kin” rappresenti la chiusura di un importante capitolo del viaggio di Joel ed Ellie iniziato con la loro partenza nell’episodio 1. Per così tanto tempo Joel si è preso cura di Ellie, ora che è gravemente ferito, diventa compito della giovane ragazza prendersi cura di lui. Conoscendo Ellie e quanto tenga a Joel, farà tutto ciò che è in suo potere per non “deluderlo” e soprattutto “non abbandonarlo“.

Vi ricordiamo che l’episodio 6, Left Behind, di The Last of Us di HBO sarà disponibile il 26 febbraio prossimo!

Recensione Wild Hearts

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Wild Hearts

Omega Force, divisione di Koei Tecmo principalmente nota per i lavori su Dynasty Warriors, è uno studio che si è posto un obiettivo assai ambizioso: creare il primo vero contendente in un genere – quello della caccia ai mostri in multiplayer – dominato in maniera incontrastata da quasi vent’anni da Monster Hunter di Capcom. L’operazione, finanziata da Electronic Arts, prende il nome di Wild Hearts e, come vedremo, pur attingendo cristallinamente a piene mani proprio dal capolavoro di Capcom, introduce anche nuove ed interessanti meccaniche.


Versione testata: PlayStation 5


Prodotto per PlayStation 5, Xbox Series X/S e PC (via Steam), abbiamo potuto testare in profondità la versione PS5, scoprite con la nostra recensione se sia riuscito a lasciarci pienamente soddisfatti!


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Welcome to Minato

La storia di Wild Hearts si svolge nel regno di Azuma, e più specificatamente nella sua città più importante chiamata Minato. Il personaggio di cui vestiremo i panni, dopo averlo accuratamente creato e modellato attraverso un editor curato e profondo, è il classico avventuriero coraggioso e sfortunato allo stesso tempo. Vicissitudini ci costringeranno a fronteggiare un Kemono (di cui parleremo più avanti), e ben presto faremo il nostro sbarco nella città di Minato, dove saremo insigniti nostro malgrado del titolo di “salvatore” della città da parte di tutti i suoi abitanti.

Sia l’incipit della storia che il relativo sviluppo non sono di certo tra i punti di forza della produzione di Omega Force, e mai ci saremmo aspettati il contrario anche per un modus operandi tipico del genere. Tuttavia Minato offre diversi personaggi ben caratterizzati, tra il serio e faceto tipico delle produzioni nipponiche, che ci accompagneranno durante tutta la nostra avventura. Anche le relative cut scene non ci sono dispiaciute, e nonostante un buon doppiaggio in italiano, non abbiamo resistito ad impostare le voci in lingua originale con sottotitoli. Per quanto meno pratico, essendo costretti a leggere, il risultato ci ha pienamente appagati, anche perché sostanzialmente in Wild Hearts quando si parla si parla, e quando si mena si mena, quindi senza la necessità di leggere mentre si fa altro.

Una volta stabilita la nostra base a Minato, ultimo insediamento umano a cercare di resistere all’imprevista deriva distruttiva dei Kemono, la nostra avventura si svilupperà lungo tutto il regno di Azuma, ampio territorio ricco di mappe da esplorare, piene di mostri (ovviamente!), collezionabili e punti di interesse da scoprire.

La caccia, il cuore pulsante di Wild Hearts

Quanto detto nel paragrafo precedente, rappresenta l’intelaiatura, il filo conduttore e senza voler sminuire, il contorno, di ciò che è il vero nucleo della produzione, ovvero la caccia alle creature. Sin dalle prime fasi di gioco compariranno a schermo sulla mappa, segnalini indicanti cacce ai vari mostri, e quasi ogni missione principale o secondaria che sia, implicherà sostanzialmente di cacciare qualche colossale creatura per qualche motivo.

Dovremo cacciare per far progredire la storia, per farmare determinati tipi di materiali, per aiutare altri giocatori nelle loro partite, insomma, il grosso del tempo passato in compagnia di Wild Hearts sarà cacciando. E dobbiamo dire, anche un po’ sorprendentemente che ci è decisamente piaciuto. Non tutto funziona perfettamente, ma nel complesso il gameplay a riguardo è ben strutturato.

Togliamoci subito i sassolini dalla scarpa, osservando cosa non ci ha convinti: in primis il fatto che tolto il supporto automatizzato degli Tsukumo, tra giocatori non ci si potrà curare durante il combattimento. Il che implica che ognuno dovrà gestire le proprie cure, essendo obbligati in caso di esaurimento di quest’ultime, ad abbandonare il party nel bel mezzo della lotta, al fine di cercarne di nuove. Questo oltre a creare evidenti problemi durante il combattimento, abbandonando i compagni a prendere schiaffi, abbassa un po’ il livello di tensione ed adrenalina, altrimenti sempre molto alto e costante.

Problema molto simile quello riguardante il reperimento del filo atto a costruire i Karakuri (acquisibile in game premendo L2 sul DualSense). Anche in end game, non se ne disporrà in quantità esorbitanti, diversi Karakuri necessitano di molto filo e sono suscettibili alla distruzione da parte delle creature. Tutto ciò, come per le cure, farà sì che parte integrante del combattimento sarà quella di “assentarsi” momentaneamente, in cerca di materiali.

Giocando in singolo, anche in questo caso il fido Tsukumo ci verrà in aiuto raccogliendo un po’ di filo per noi, permettendoci di proseguire il combattimento senza soluzione di continuità.

Karakuri, l’asso del gameplay

Messi subito in chiaro gli aspetti che non ci hanno pienamente convinto, senza comunque comprometterne l’esperienza, esaminiamo ora quel che a nostro avviso è la punta di diamante del gameplay di Wild Hearts, ovvero i Karakuri. Tramite un oggetto portato al braccio, che proietta degli ologrammi, saremo in grado di creare oggetti semplici come cubi di legno o complicati come balliste. Questa antica tecnica, ormai quasi completamente estinta, si è risvegliata in noi apparentemente senza motivo, e ci ha reso agli occhi degli altri cittadini di Minato, una sorta di predestinato.

Al gameplay classico tipico degli hunting game, di cui Capcom è fuoriclasse assoluta, Omega Force ha aggiunto l’utilizzo dei Karakuri, sia fuori che dentro il combattimento, apportando una maggiore profondità a meccaniche comunque già viste e conosciute.

Tramite questi dispositivi che potremo creare all’istante utilizzando il filo estratto da pietre o alberi, saremo in grado di costruire muri difensivi, rialzi per scalare pareti altrimenti troppo alte. Eliche con cui planare sopra ad un nemico, causando un devastante attacco in salto, o perfette per coprire grandi porzioni di mappa evitando incontri pericolosi.

Va da se che il combattimento risulterà un perfetto mix, tra il menare le mani e il costruire dispositivi diversi a seconda della situazione. Questa commistione è resa perfettamente da Omega Force, che in questo modo riesce a non farci mai stare con le mani in mano. La perpetua dinamicità dei combattimenti ci terrà incollati allo schermo per parecchi minuti, senza darci il minimo respiro, sempre presi tra colpire, schivare e costruire.

Non fosse per l’esigua quantità di filo disponibile, sicuramente reso tale per non sbilanciare le dinamiche di gioco a favore di questo strumento, l’utilizzo dei Karakuri rappresenterebbe probabilmente la componente più divertente in tutto Wild Hearts.

Armi, Armature e crafting

Preso mano ed assorbito l’utilizzo repentino e pertinente dei Karakuri durante ogni combattimento, per il nostro eroe sarà comunque fondamentale essere armato ed equipaggiato al meglio durante tutta la sua avventura. In Wild Hearts avremo a disposizione 8 tipi di armi diverse (di cui 3 sbloccabili nel secondo capitolo), ognuna molto diversa dalle altre. Potremo passare dalla velocissima katana, ai lenti e devastanti martello e nodachi, piuttosto che ranged con il tecnicissimo arco o prendendo a schiaffoni le vare creature con il wagasa, una sorta di ombrello con i bordi affilati e taglienti, utilissimo anche per effettuare parry. Ognuna di queste armi sarà potenziabile con il crafting, tramite un lungo e complesso albero di skill, attraverso il quale di volta in volta aggiungeremo abilità e potenziamenti.

Va da se, che la varietà di armi e dei loro comportamenti in combattimento, unita ai molti potenziamenti disponibili, metteranno il giocatore nella possibilità di poter costruire build di volta in volta molto differenziate tra loro come gameplay. La possibilità di creare nuovi personaggi, con stili di combattimento completamente diversi, apporterà un notevole boost alla longevità e rigiocabilità del titolo.

Le armature ci sono piaciute un po’ meno, in quanto sostanzialmente non potenziabili alla stregua delle armi. Tuttavia ogni creatura ci rilascerà un set che nelle statistiche rispecchierà ciò che erano le sue skill, e già in early game avremo a disposizione parecchi pezzi da incrociare ed utilizzare in base a mostri e situazioni.

Sia armi che armature sono molto ben realizzate ed artisticamente ispirate, dandoci stimolo di possederne parecchie alternandone l’utilizzo, anche semplicemente per il gusto di vederle.

Tsukumo e Kemono, i nostri compagni di gioco

Equipaggiare set di armature perfetti per contrastare ambienti ostili, ed elementi specifici come fuoco, veleno ecc., sarà fondamentale durante la nostra avventura in Wild Hearts. Si perché ogni caccia che andremo ad affrontare, ci metterà di fronte ai temibili Kemono. Queste leggendarie creature che attingono la loro energia dall’ambiente in cui vivono, sono inoltre in grado di plasmarne aspetto e conformazione, al fine di trarne vantaggio e mettere in difficoltà i cacciatori.

Il combattimento con questi colossi sarà dinamico e variegato. Una frenetica ed inarrestabile danza, ci porterà a sfoggiare devastanti attacchi corpo a corpo, alternando forsennate corse all’indietro in fuga da potenti attacchi ad area. Dovremo cercare di studiarne i punti deboli attraverso schede che man mano diventeranno più dettagliate, in proporzione a quanti esemplari della stessa razza avremo sconfitto.

Oltre ai già menzionati Karakuri, l’ultimo tassello fondamentale del gameplay in combattimento, riferito in single player, sarà la presenza del nostro fidato Tsukumo. Questi simpatici ed utilissimi minion sono in pratica delle sfere di legno e filo intelligenti, che ricopriranno il ruolo di veri e propri compagni durante la battaglia. Ne potremo scoprire 50 in ogni mappa, il che ci garantirà i punti necessari per potenziarli.

I Tsukumo saranno in grado di distrarre i mostri attirando su di loro l’attenzione, permettendoci piccoli momenti per rifiatare. Saranno in grado di fornirci un po’ di filo durante la battaglia, tenendo conto che ne siamo a corto o magari curarci in caso di salute messa male. Nelle situazione più disperate potranno anche attaccare, dimostrando un IA sempre coerente e sensata. Non ci è mai capitato di pensare “ma cosa sta facendo…” anzi, spesso sono stati molto utili per togliere arroventate castagne dal fuoco.

Versione PlayStation 5: tecnicamente un disastro

Senza il minimo spettro di esitazione, per quel che ha riguardato la nostra esperienza, la maggior nota dolente da mettere a verbale, è il comparto tecnico di Wild Hearts. Se artisticamente e stilisticamente lo abbiamo elogiato ripetutamente, sotto il punto di vista della grafica, della fluidità e dell’ottimizzazione, ci siamo trovati di fronte un prodotto assolutamente non al passo con i tempi.

Lo abbiamo giocato su PS5 con un LG55C9 OLED con HDR, HDMI 2.1, per cui una tv di tutto rispetto in ambito gaming console. Abbiamo provato sia impostando dal gioco la grafica sia su risoluzione che su prestazioni.

Nel primo caso il frame rate ci è parso veramente troppo basso, con un immagine molto poco fluida rispetto al gameplay super dinamico. Nel caso del preset su risoluzione gli fps sono migliorati ma comunque non al punto da conferire ad un titolo del genere, una fluidità adeguata, sempre.

Oltre alla questione fluidità, il titolo ha delle texture slavate, poco definite, nonché evidenti problemi di illuminazione e con i particellari. A tratti abbiamo fatto fatica a guardare alcuni scenari a causa di una lucentezza fuori scala enfatizzata anche dall’HDR, per non parlare della prima volta che nel gioco è comparsa la pioggia, visivamente comparabile a quella di qualche titolo da cabinato di 30 anni fa.

Una resa grafica e di fluidità, che veramente non rende merito al resto della produzione, solida sotto quasi tutti i fronti. Allo stato attuale veramente indifendibile ed imparagonabile, non solo nei confronti del suo competitor annunciato, ma proprio in generale rispetto a quasi i tutti i migliori titoli mid e next gen che girano sull’ultima console di Sony. Non ci resta che sperare in qualche salvifico upgrade futuro da parte di Omega Force.

Commento Finale

Che siate amanti degli hunting game o no, Wild Hearts è un titolo che a fronte di un auspicato supporto futuro da parte dello sviluppatore, potrà lasciare il segno tra i titoli di questa generazione. Questo dovuto per lo più grazie alla longevità conferitagli dalla sua natura cooperativa nonché dalla grande varietà di build realizzabili. Agguerrito e dichiarato competitor del re indiscusso del genere, ovvero Monster Hunter di Capcom, riesce ad offrire un impianto di gameplay solido e profondo grazie all’implementazione dei Karakuri, ne esce invece drasticamente ridimensionato sotto il punto di vista grafico e tecnico più in generale, con un resa visiva non al passo con i tempi ed una fluidità piuttosto altalenante e poco adatta al tipo di gioco. Un titolo molto dinamico, appagante e profondo, con aspetti si da sistemare ed ottimizzare, ma che nel suo complesso potrà garantirvi un ampio monte ore soli o in compagnia dei vostri amici, a caccia di creature attraverso le pericolose terre di Azuma.

Theatrhythm Final Bar Line – Guida: come sbloccare la modalità Endless World

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Theatrhythm Final Bar Line è un titolo enorme e ricco di contenuti, tuttavia una delle modalità più interessanti del gioco, chiamata Endless World, non è accessibile da subito e deve essere sbloccata.

Con questa guida, saprete anzitutto in cosa consiste la modalità, ma anche come sbloccarla. Inoltre, troverete anche qualche consiglio sul come affrontarla al meglio.

Vi ricordiamo che il titolo è disponibile dal 16 Febbraio per PlayStation 4 e Switch, con le esclusive versioni Digital Deluxe e Premium Digital Deluxe su PSN e Nintendo eShop.

Theatrhythm: Final Bar

Come sbloccare la modalità Endless World

Endless World può essere sbloccata completando il gioco. Tuttavia, questo non implica dover completare tutte le serie o le missioni.

Infatti, il gioco si può ritenere “completato” ai fini dell’obiettivo di sbloccare Endless World semplicemente completando la serie Theatrhythm Final Fantasy.

Questa serie si ottiene, a sua volta, dopo aver completato sette serie a vostra scelta. Completatele ed avrete accesso alla serie Theatrhythm Final Fantasy. Finita anche questa, avrete finalmente accesso ad Endless World.

In cosa consiste la modalità Endless World?


Endless World non è altro che una serie infinita che attinge dall’intera tracklist del titolo. La struttura è simile a tutte le altre serie, ma ci sono alcune differenze significative.

Anzitutto, Endless World concede al giocatore tre cuori. A differenza delle serie normali, fallire una missione comporterà perdere un cuore. Perderli tutti significherà game over e dovrete iniziare nuovamente la scalata.

Similmente alle serie ordinarie, in alcuni frangenti sarà possibile scegliere un brano all’interno di una selezione. Tuttavia, una volta scelto il brano e completato con successo, non sarà possibile tornare indietro.

Endless World tiene traccia di tre parametri: difficoltà, progressione nello stage e serie di esecuzioni perfette.

Ovviamente, se scegliete di affrontare la modalità alla difficoltà massima, Endless World si calibrerà di conseguenza. Quindi ocio, ma anche orecio.

Consigli per affrontare la modalità Endless World

Ci sono alcuni accorgimenti che dovrete tenere bene a mente se volete fare ottime run nell’Endless World.

Per una sfida equilibrata, non cambiate la difficoltà nel corso di una run. Impedirete così di far fronte a picchi improvvisi di difficoltà.

Almeno uno dei componenti del vostro party deve essere al livello 99. Non è indispensabile che tutto il party abbia raggiunto il level cap. Tuttavia, se decidete di affrontare la modalità a difficoltà più sostenute, vi consigliamo caldamente di avere un team adeguato.

Imparate a fare affidamento sui tasti dorsali e sulle levette analogiche, soprattutto man mano che andrete avanti. Infatti, la velocità di alcuni scambi si presta molto bene all’uso dei tasti dorsali, soprattutto nelle pressioni ravvicinate.

Trine 5 verrà annunciato a breve?

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Trine

Il noto leaker Billbil-kun ha svelato l’esistenza di Trine 5 che potrebbe quindi essere annunciato a breve.

Il quinto capitolo della serie di Frozenbyte pare avrà come sottotitolo A Clockwork Conspiracy.

Vi invitiamo a prendere il tutto con le proverbiali pinze, ma visto i precedenti del leaker siamo propensi a credere che l’annuncio arriverà a stretto giro.

Atomic Heart, ecco le recensioni ed i voti della stampa internazionale

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Atomic Heart

All’indomani dalla release ufficiale, arrivano i primi voti della stampa internazionale per Atomic Heart, opera prima di Mundfish.

Quale sembra essere il parere generale? Il titolo pubblicato da Focus Entertainment raccoglie un discreto successo, anche se contraddistinto da un’opinione generale piuttosto divisiva. Accanto a recensioni entusiastiche sull’FPS distopico, troviamo infatti pareri molto più freddi e critici.

Ecco di seguito alcune delle recensioni finora pubblicate dai maggiori siti internazionali:

  • IGN 8/10
  • GamesRadar+ 2,5/5
  • GameSpot 6/10
  • Shacknews 9/10
  • IGN Spagna 8/10
  • God is a Geek 7/10
  • Attack of the Fanboy 4/5
  • Game Rant 2/5
  • GamingTrend 95/100
  • GameMAG 7/10
  • Push Square 6/10
  • PlayStation Universe 7,5/10
  • GamePro 77/100
  • Generacion Xbox 9/10
  • PCGamesN 8/10
  • Twinfinite 2/5
  • We Got This Covered 4/5
  • Press Start 6,5/10
  • GamingBolt 8/10
  • CGMagazine 8/10
  • AusGamers 5,8/10
  • GameWatcher 7,5/10
  • TechRaptor 5/10
  • Saudi Gamer 8/10
  • SECTOR.sk 9/10
  • PSX Brasil 90/100
  • Gamepur 8/10

Nel momento in cui scriviamo il titolo si attesta su una media delle recensioni di 72 su OpenCritic: più alto invece il punteggio aggregato su Metacritic che oscilla tra il 76 della versione Xbox Series, passando per 78 della versione PC, fino al 79 della versione PS5. Si tratta di un risultato provvisorio, in attesa delle altre opinioni in arrivo nelle prossime ore e nei prossimi giorni.

Vi ricordiamo che Atomic Heart arriverà domani 21 Febbraio per PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series, Xbox One e PC.

Zelda: Tears of the Kingdom – L’artbook ufficiale è trapelato in rete

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The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom

A seguito delle numerosissime notizie divulgate in occasione del Nintendo Direct dello scorso 8 febbraio, di cui trovate qui un rapido riassunto, pare proprio che le informazioni relative ad uno dei titoli più attesi di questo 2023 non accennino a fermarsi.

Come è facile intuire, uno dei protagonisti principali dell’evento è stato The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom, per il quale è stato presentato un nuovissimo (e bellissimo) trailer.

Ebbene, nelle scorse ore il nuovo capitolo della saga di Link e compagni è tornato nuovamente a far parlare di sé, anche se non da fonti ufficiali. Tears of the Kingdom è stato infatti vittima di un importante leak relativo al proprio artbook, apparso totalmente in rete.

Stando a quanto emerge, l’artbook sarebbe quello incluso all’interno della Collector’s Edition del gioco ed alcuni utenti avrebbero postato online buona parte del contenuto, svelando in anticipo nemici, ambientazioni e quant’altro.

Per quanto Nintendo si sia mossa con rapidità, il materiale è tuttora presente in alcuni portali, come QUESTO. Ovviamente noi di 4News non pubblicheremo nulla di quel contenuto per evitare spoiler, quindi visionatelo solo se consapevoli di ciò che questo comporta.

Saints Row: franchise in bilico a causa dei pessimi risultati del reboot

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Saints Row

Il reboot di Saints Row uscito lo scorso agosto non è di certo rimasto nella memoria dei giocatori e della stampa, che ne ha fortemente criticato le meccaniche e la sceneggiatura, ritenute veramente obsolete ed inconsistenti.

Ebbene, stando alle ultime notizie rivelate da Embracer Group, le ripercussioni sembrano essere parecchio pesanti. Il report finanziario della compagnia ha infatti evidenziato i disastrosi risultati di vendita del gioco, portando l’azienda ad affermare che “ogni progetto dovrà meritarsi il suo diritto di esistere”.

Ovviamente queste sono parole che suonano molto sinistre all’IP della gang viola, che ora potrebbe vedere il proprio futuro ufficialmente a rischio, così come un cambio di squadra di sviluppo.

Al momento non ci è dato sapere altro, quindi non dobbiamo fare altro che attendere ulteriori aggiornamenti in merito, sperando che, qualsiasi decisione possa prendere Embracer Group, ci permetta un domani di rivedere Saints Row nella veste che merita.

The Legend of Dragoon avrà i trofei su PS Plus

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Come vi avevamo annunciato qualche giorno fa, nelle prossime ore il catalogo PlayStation Plus è destinato ad arricchirsi di numerosi titoli per gli abbonati al tier Premium ed Extra.

Per coloro che possiedono il grado maggiore del servizio, tra i giochi PS1 in arrivo vi è anche l’amato The Legend of Dragoon. Ebbene, nelle recenti ore pare confermato che il gioco godrà del pieno supporto ai trofei in maniera paritetica con quanto avvenuto per Syphon Filter e Super Stardust Portable (oltre che tanti altri).

Per quanto la notizia non sia ancora ufficialmente confermata, l’indiscrezione arriva direttamente da TrueTrophies, sito specializzato, come facilmente suggerisce il nome, nell’argomento relativo alle coppe virtuali presenti su PlayStation.

Non ci resta quindi che attendere il 21 febbraio, per poter finalmente mettere le mani su questo e gli altri titoli in arrivo sul catalogo PlayStation Plus.

Metal Gear Rising Revengeance compie dieci anni: Konami celebra l’evento

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Era il lontano 19 febbraio 2013 quando Konami pubblicò sugli scaffali Metal Gear Rising Revengeance, il fortunato spin off della saga di Solid Snake e compagni.

Il titolo, contraddistinto da un forte piglio action con Raiden come protagonista, ha saputo infatti trovare spazio nei cuori di molti appassionati del genere, che lo hanno valutato più che positivamente, soprattutto considerato il fatto che il sistema di combattimento è stato creato da un certo studio denominato PlatinumGames.

Ebbene, nella giornata di oggi Konami ha deciso di festeggiare sui social il decimo compleanno del gioco, con un post interamente dedicato alla produzione. Purtroppo non vi è null’altro da segnalare; chi si aspettava infatti qualche possibile riedizione di Metal Gear Rising Revengeance al momento può ritenersi ufficialmente deluso.

Atomic Heart, attenzione agli spoiler!

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Manca pochissimo all’uscita di Atomic Heart, l’Open World FPS con componenti GDR ideato dal team Mundfish che ci catapulta in un Unione Sovietica dove gli avanzamenti tecnologici hanno portato il paese verso nuove vette, ma anche verso un nuovo tipo di disastro che rischia di minacciare l’intera esistenza umana.

Il publisher Focus Entertainment, assieme a Mundfish, attraverso i loro canali twitter hanno voluto ricordare ai potenziali giocatori di stare attenti agli spoiler sulla storia di Atomic Heart.

In aggiunta è stata stilata una lista di parole da mutare, attraverso i filtri dei vari social, per evitare sgradite sorprese. Le parole da mettere in blackslist sono:

  • P3
  • Petrov
  • Sechenov
  • Larisa
  • Granny Zina
  • Kollectiv

Se non sapete ancora nulla d’Atomic Heart vi rimandiamo al nostro speciale sulle 10 cose che dovreste conoscere su questo esplosivo titolo, o in alternativa vi lasciamo la sua versione video.

Atomic Heart è in uscita per PCPlayStation 4PlayStation 5Xbox One e Xbox Series a partire dal 21 febbraio. Gli abbonati a Game Pass Ultimate potranno giocarlo gratuitamente dal day oneanche in cloud.  

Battlefield 2042: nuovo trailer e dettagli per la Stagione 4

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EA e DICE hanno recentemente rilasciato nuove informazioni, ed un trailer per la Stagione 4 di Battleifield 2042.

La nuova stagione, denominata: “All’ultimo momento” vedrà il proprio inizio il prossimo 28 febbraio mediante aggiornamento gratuito. Tra le diverse novità presenti trova spazio innanzitutto la nuova mappa Flashpoint, adatta per gli scontri ravvicinati, oltre che un nuovo specialista, Camila Blasco.

Saranno ovviamente aggiunte nuove armi, come il fucile a pompa Super 500, il mitra AC9, la mitragliatrice leggera RPT-31 e il fucile d’assalto RM68.

Ecco di seguito il video dedicato alla presentazione di questa quarta stagione per Battleflield 2042:

Diablo 4: annunciate le date dell’open beta

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Diablo 4

Tramite il ricchissimo IGN Fan Fest 2023, Blizzard ha annunciato ufficialmente le date della open beta di Diablo 4.

La fase di test aperta al pubblico andrà infatti dal 24 al 26 marzo, con una finestra ulteriore per coloro che hanno preordinato il gioco, ossia dal 17 al 19 marzo. Oltre a questo, è stato comunicato che i progressi ottenuti nel corso dei periodi di beta saranno condivisi unicamente tra le due sessioni di prova e quindi non potranno essere trasportati sul gioco finale, in arrivo il prossimo 2 giugno.

La beta comprenderà il prologo ed il primo atto del titolo (missioni secondarie incluse), e non avrà limiti temporali di utilizzo, con il livello massimo raggiungibile pari a 25.

Oltre a questo, è stato confezionato un trailer cinematografico ad-hoc per l’occasione, che vi lasciamo in calce all’articolo.

Layers of Fear: un nuovo trailer annuncia il mese di pubblicazione

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Bloober Team ha recentemente pubblicato un nuovo trailer per Layers of Fear che, come già detto dalla casa di sviluppo, non rappresenterà il terzo capitolo della serie, bensì qualcosa di totalmente nuovo ed inedito.

Oltre a mostrare l’ambientazione ed il concept della trama, il video definisce anche il mese di uscita del prodotto, ossia il prossimo giugno 2023 (per PS5, PC ed Xbox Series X|S).

Prima di lasciarvi alla clip, ecco di seguito la descrizione ufficiale del gioco:

“Layers of Fear è una cronaca horror psichedelica in prima persona incentrata su un’esplorazione colma di tensione e una narrazione avvincente – un nuovo gioco creato sulla base di Layers of Fear e Layers of Fear 2, che propone una storia e una direzione del gameplay sorprendenti.

Realizzato con l’innovativo motore grafico Unreal Engine 5, il gioco supporterà ray tracing, HDR, risoluzione 4K e si avvarrà del sistema Lumen, offrendo così l’esperienza horror più coinvolgente e viscerale di sempre.”

Redfall si mostra in un nuovo trailer esteso

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redfall logo image

Redfall rappresenta senza troppi dubbi una delle produzioni più attese per gli utenti Microsoft. Ebbene, proprio per cercare di catalizzare ulteriormente l’attenzione dei giocatori, in occasione dell’IGN Fan Fest Arkane ha pubblicato un nuovo trailer esteso del gioco.

Il video, che trovate in calce alla notizia, si focalizza principalmente sui combattimenti e sulle meccaniche di gameplay, oltre che sull’ambientazione proposta, che risulta davvero ben realizzata.

Vi ricordiamo che Redfall sarà disponibile dal prossimo 2 maggio su Xbox Series X|S e PC (presente all’interno del catalogo Game Pass).

Il titolo è contraddistinto da una forte componente cooperativa in cui diversi cacciatori si devono confrontare con orde di vampiri che tengono sotto controllo l’isola di Redfall.

Lies of P: annunciato il mese di uscita

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L’IGN Fan Fest sta regalando diverse importati informazioni per il mondo videoludico. Dopo il trailer di The Expanse: A Telltale Series, un’altra importante notizia ha fatto capolino grazie all’evento.

Siamo ora infatti in grado di conoscere il mese di uscita di Lies of P, l’affascinante soulslike ispirato al mondo di Pinocchio di Carlo Collodi.

A quanto pare, grazie anche ad un trailer appositamente dedicato, l’atteso titolo creato da Round8 Studio, sarà disponibile durante il prossimo mese di agosto, sia su console di nuova generazione che su piattaforme old gen (vedrà inoltre l’inserimento all’interno del Game Pass a partire dal giorno del lancio).

Lasciandovi quindi al video, che illustra in questa occasione la nemesi del protagonista, vi invitiamo a rimanere con noi.

Dead Rising: Dia De Los Muertos, video per il sequel cancellato da Capcom

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Dead Rising: Dia De Los Muertos è apparso in una discussione su Reddit. Il titolo, che sarebbe stato il quinto della serie Dead Rising, era in fase di sviluppo presso Capcom Vancouver intorno al 2016 fino all’anno della chiusura dello studio nel 2018 per mano di Capcom Japan stessa.

I 6 video, presenti nel portfolio pubblico del Technical Level Designer del progetto- che ha lavorato anche a Max Payne 3 e Gears 5 -, mostrano nuovi sistemi di looting, scene di combattimento contro un boss, e più in generale strumenti interni per il development.

Altri video invece illustrano il setting che avrebbe avuto questo nuovo Dead Rising. Chuck Greene – da Dead Rising 2 – avrebbe fatto il suo ritorno in un imprecisata ricostruzione del Messico, tra pittoreschi Hotel completamente esplorabili e disastrate zone di un Bario.

Purtroppo i pessimi risultati e responsi del pubblico per Dead Rising 4 hanno portato l’IP Capcom a rimanere dormiente negli ultimi anni, e la chiusura dello studio canadese ha portato con se la cancellazione di Dead Rising: Dia De Los Muertos. Ancora non sappiamo cosa abbia in serbo lo sviluppatore giapponese per il franchise, ma questo piccolo spiraglio su cosa sarebbe potuto essere Dead Rising 5 è certamente interessante.

Wild Hearts, Omega Force risponde alle disastrose performance su PC

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Wild Hearts

Wild Hearts è la risposta del team Omega Force e Electronic Arts alla ormai conosciutissima saga di Monster Hunter edita da Capcom. Purtroppo il gioco, seppur di buona fattura, sembra non stare riscuotendo molto successo tra i giocatori PC, che su Steam stanno bombardando il titolo con review negative; il motivo? L’orribile ottimizzazione tecnica del titolo.

A commentare sulla desolante situazione che sta lasciando l’amaro in bocca ai giocatori PC è stata direttamente Koei-Tecmo – di cui Omega Force è una divisione – con il seguente comunicato:

Omega Force sta lavorando assiduamente per migliorare le performance e ottimizzazioni del gioco su differenti configurazioni hardware attraverso nuovi aggiornamenti. Abbiamo una patch in arrivo settimana prossima che risolverà un problema di bottleneck sulle cpu, da poco scoperto dal nostro team; questo dovrebbe migliorare le prestazioni su macchine con cpu di fascia medio-alta. Il team sta anche lavorando per implementere il supporto a DLSS e FSR con l’arrivo di patch future.

La dichiarazione aggiunge anche che “questo è un argomento di vitale importanza per noi”, chiarendo le intenzioni dei developer per migliorare l’esperienza PC, che a oggi molti utenti ritengono persino ingiocabile.

Un vero peccato che Wild Hearts sia approdato in uno dei mercati più importanti degli ultimi anni in questo stato, anche perché le controparti console tecnicamente si presentano in maniera solida, con al giocato un esperienza molto fluida.

Speriamo dunque che nelle prossime settimane Omega Force riesca a risollevare le sorti di un titolo che non sembra riuscire il giusto responso dal pubblico.