TGA 2025 secondo 4news.it: Chi vincerà il GOTY?

I TGA 2025 (The Game Awards) stanno per tornare e, come ogni anno, l’industria videoludica si raccoglie per celebrare i suoi campioni. L’evento, guidato da Geoff Keighley, non è però solo una consegna dei meritati premi, ma il culmine di una stagione videoludica ricca di uscite straordinarie.

Ci prepariamo infatti ad assistere a performance musicali, discorsi toccanti e, soprattutto, tantissimi annunci. Prima di scoprire chi si porterà a casa l’ambito titolo di GOTY, il nostro staff ha voluto esprimere le sue opinioni sulle nomination di quest’anno.

Vi ricordiamo che i The Game Awards si terranno il prossimo 12 Dicembre alle 01:30 ora italiana, e saranno trasmessi live su Twitch e Youtube. Se volete rinfrescarvi la memoria sulla scorsa edizione, ecco il recap con tutti i vincitori dei TGA 2024.

Il Nostro GOTY

Questa è la categoria più importante, e per forza di cose è anche quella che più divide tanto noi della redazione quanto critica e pubblico. I candidati al titolo di GOTY 2025 sono ben 6, e dimostrano come il 2025 sia stata un’annata incredibile per il nostro passatempo preferito.

A contendersi la vittoria ci sono infatti giochi di altissimo livello, che meriterebbero tutti di vincere per motivi diversi. Chi per l’impatto che ha avuto sul mercato, chi per la visione artistica, chi per la regia, chi per il perfetto design delle sue meccaniche. Come sappiamo però ci può essere un solo vincitore, ed ecco quindi le nostre scelte.

Arturo – Arc Raiders

Anche se è arrivato un po’ sul gong, il mio Game of the Year è Arc Raiders. Il gioco di Embark Studios (gruppo formato dal CEO e dai dipendenti di DICE che hanno abbandonato EA) è probabilmente il titolo online più divertente degli ultimi anni.

Un PVE che non disdegna il PVP e che consente a tutti di giocare e divertirsi anche senza doverci dedicare ore e ore per farmare XP, nuove armi e loot. L’IA dei nemici meccanici è top of the notch e l’ottimizzazione è stata curata alla perfezione. Nonostante si sia utilizzato Unreal Engine 5, notoriamente non molto amichevole con le macchine più datate.

Ma poi volete mettere il poter giocare tra le rovine di Acerra, Marano e Trecase? Nel prossimo update mi aspetto di poter lootare qualche disco neomelodico.

Arc Raiders Banner

Riccardo – Ghost of Yotei

Quest’anno sono riuscito a giocare a più di qualche titolo candidato al GOTY 2025: Clair Obscure Expedition 33, Donkey Kong Bananza, Death Stranding 2: On the Beach e Kingdom Come: Deliverance 2. A questi si aggiungono alcune perle preziose come: The Midnight Walk di MoonHood , Doom: The Dark Ages di id Software, Avowed dei ragazzi di Obsidian Entertainment, Ninja Gaiden 4 (che ho amato letteralmente alla follia e che sono sicuro verrà nominato dai miei colleghi in redazione, qualcuno ha detto Vincenzo?) e Ghost of Yōtei di Sucker Punch Productions e che – a mio giudizio – meritavano a mani basse di contendersi lo scettro di miglior gioco dell’anno 2025.

E proprio dagli “esclusi illustri” che ho deciso di pescare il mio Game of the Year di quest’anno. Ghost of Yōtei, un titolo decisamente sottovalutato sul quale ne sono state dette tante con opinioni e valutazioni decisamente opinabili.

Sarà la mia passione per il periodo storico e per il Giappone ma Ghost of Yōtei – riprendendo il commento finale della mia recensione: È un’opera che conferma la maturità raggiunta da Sucker Punch nel campo del videogioco narrativo. Non si tratta di un semplice seguito ideale di Ghost of Tsushima, ma di un progetto con una personalità propria, radicata in un contesto storico e culturale meno battuto e esplorato e resa unica da una forte componente spirituale e naturale. Il Monte Yōtei e l’Hokkaidō diventano non solo ambientazioni suggestive, ma veri protagonisti attivi della vicenda, fondendo geografia, mito e introspezione in un tessuto narrativo originale.

Dal punto di vista del gameplay, il titolo raffina la formula già sperimentata, arricchendola con dinamiche ambientali, nuove armi e approcci legati alla cultura Ainu, e introducendo sequenze che coniugano azione e spiritualità. La direzione artistica e tecnica si conferma di altissimo livello, sfruttando le potenzialità di PlayStation 5 non come mero sfoggio di potenza, ma come strumento per trasmettere atmosfera, coerenza e suggestione. Il ritmo di gioco, più meditativo e cadenzato, rappresenta una scelta stilistica precisa che distingue Ghost of Yōtei dalla frenesia di molti open world contemporanei. Un approccio che può dividere il pubblico, ma che rafforza la coerenza con il tono narrativo e l’estetica dell’opera.

Nel complesso, Ghost of Yōtei si afferma come un capitolo che amplia lo sguardo della serie, proponendo un’esperienza dinamica e che potrete decidere voi stessi come affrontarla, capace di unire intrattenimento e riflessione culturale. È un videogioco che chiede tempo e attenzione, ma che ripaga con un mondo credibile, un racconto denso di significati e un’identità forte.

Insomma, è chiaro che il gioco mi ha colpito e mi ha fatto vivere una delle migliori epopee (in vero stile Kill Bill, per fare un paragone cinematografico scomodo ma altamente azzeccato) videoludiche degli ultimi anni. Mi spiace che sia stato così ampiamente incompreso ma forse il tempo gli darà il giusto riconoscimento!

Danilo – Donkey Kong Bananza

Con un’annata ricca e variegata come quella di quest’anno, è davvero un’impresa selezionare un solo titolo che più di ogni altro possa essere considerato il migliore. Da questo punto di vista, sarebbe infatti possibile citare davvero tantissimi titoli anche fuori dal novero dei “soliti noti” sulla bocca di tutti. Produzioni come Two Point Museum, The Alters, SHINOBI: Art of Vengeance e Trails in the Sky 1st Chapter forse non hanno trovato il clamore meritato, ma quantomeno meritano una citazione in questa sede.

Da parte mia, mi ritrovo abbastanza obbligato a fare un nome su tutti grazie ad un mix tra motivi sentimentali e qualità cristallina. Sto parlando di Donkey Kong Bananza, ovvero quella che considero la prima vera killer application di Nintendo Switch 2. Non solo ha rappresentato l’atteso ritorno dello scimmione più amato del mondo dei videogiochi, ma lo ha fatto con una nuova avventura 3D in grado di proporre un gameplay semplicemente fantastico. Un vero e proprio manifesto di game design in grado di ricordare a tutti che Nintendo è sempre pronta a stupire.

Maaaa… a questo punto permettetemi una piccola parentesi da paraculo. Se non ci fosse stato, per pura ipotesi, il buon Bananza, la mia nomination sarebbe andata ad un altro titolo. Realmente insospettabile. Sto parlando di The Hundred Line -Last Defense Academy-, un favoloso RPG tattico nato dalla collaborazione tra Kazutaka Kodaka (Danganronpa) e Kotaro Uchikoshi (Zero Escape). Un progetto di cui si è parlato troppo poco, con una visione così ambiziosa in termini di sceneggiatura e narrativa da essere unica nel panorama odierno. Curiosi? Fate bene. Magari così lo giocate!

Vincenzo – Ninja Gaiden 4

Come dice Riccardo, che ormai mi conosce fin troppo bene, il mio GOTY 2025 non poteva che essere Ninja Gaiden 4. Per me rappresenta non solo un ritorno in grande stile, ma anche una riconciliazione personale con una serie con cui ho avuto da sempre un rapporto conflittuale.

E quindi prima una piccola digressione storica personale. Il primo capitolo in 3D (il reboot moderno, ben distinto dalla gloriosa ma rigidissima serie 2D) lo avevo adorato perché, pur restando un action a tutti gli effetti, aggiungeva quel tocco più esplorativo e strutturato che ricordava i metroidvania.

Con Ninja Gaiden 2 (a proposito, quest’anno è uscita anche una riedizione) la serie aveva virato definitivamente verso l’action puro: ad alte difficoltà il sistema di combattimento era sì spettacolare, ma anche piuttosto monotono, perché si finiva a spammare due-tre manovre chiave (Ultimate Technique e Izuna Drop su tutte) in un loop micidiale, efficace ma sempre uguale a se stesso. E a dirla tutta, già nel primo capitolo il combat non era molto diverso: anche lì, quando il gioco decideva di essere punitivo, finivi per affidarti alle stesse poche manovre.

La differenza è che la struttura più varia ed esplorativa lo rendeva comunque appagante, mentre nel 2, action duro e puro, questa ripetitività si sentiva molto di più. Mi sono sempre divertito, certo, ma non è mai scattata la scintilla. A ciò aggiungiamoci l’aggravante della scorrettezza: Ninja Gaiden è sempre stata una serie un po’ scorretta. Soprattutto nelle sfide extra, dove spesso la difficoltà derivava da scelte di design cheap infilate a forza con gusto sadico. Una visione che ha portato il brand ad avere un fascino tutto particolare, per carità, ma non sempre una difficoltà onesta.

Con Ninja Gaiden 4, invece, ho ritrovato l’essenza brutale e cinica della serie, ma finalmente rinfrescata, stratificata, resa viva. Izuna Drop e UT restano centrali ma attorno a loro ruota un sistema totalmente rinnovato: le forme “potenziate” cambiano l’approccio ai combattimenti, i diversi tipi di parry trasformano ogni scontro in un duello mentale, e gli attacchi da counterare con le nuove forme di cui prima aprono un substrato strategico basato sui riflessi, sulla lettura delle intenzioni del nemico.

Finalmente vengono demandate improvvisazione e creatività di approccio. La difficoltà rimane altissima ma finalmente con un senso: se sbagli, oggi, è colpa tua. Negli altri capitoli… non sempre era così. Platinum Games è stata certosina e maniacale, in tal senso.

L’ho giocato con un sorriso ebete stampato in faccia per tutto il tempo perché finalmente è scattato il proverbiale amore. Per la prima volta non ho provato quella sensazione di ripetizione forzata che mi aveva sempre lasciato un po’ d’amaro in bocca.

E permettetemi, prima di chiudere, un pensiero dovuto: Ninja Gaiden 4 arriva anche come una sorta di eredità spirituale a pochi giorni dalla scomparsa di Tomonobu Itagaki, il padre della serie 3D. Non ha lavorato a questo capitolo, e al netto del bilanciamento sempre molto schizofrenico dei precedenti titoli, senza la sua visione e senza il suo modo radicale di intendere l’action oggi non saremmo qui a parlare di uno dei migliori giochi del 2025. Un sentito ringraziamento, dunque, va al maestro Itagaki, che possa riposare in pace.

Ninja Gaiden 4
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Luca – Clair Obscur Expedition 33

Ed ecco infine il mio parere, che in qualche modo conferma quanto già scritto dai miei colleghi, anche se in finale la mia scelta è stata un’altra.

Devo ammetterlo, eleggere il GOTY 2025 è stata una scelta davvero difficile. Ho amato molti dei giochi che quest’anno si contendono questo ambitissimo titolo. Dal perfetto platforming di Donkey Kong Bananza, all’azione adrenalinica e assuefacente di Hades 2, alla rivelazione di Blue Prince. Ma alla fine il cuore mi ha spinto in un’altra direzione.

Se devo quindi prendere in considerazione l’opera nella sua interezza, Clair Obscur Expedition 33 è il titolo che più di ogni altro mi ha conquistato. Forse può sembrare una scelta scontata, Expedition 33 infatti ha già ricevuto numerosi premi, tra cui proprio il GOTY ai Golden Joystick Awards 2025. Ma se è ormai oltre 8 mesi che fa parlare di sé, un motivo ci sarà.

Il capolavoro Sandfall Interactive è un titolo di rara bellezza, che fonde le basi dei classici JRPG tanto cari ai suoi autori, con una sensibilità nella scrittura prettamente occidentale. Complice una direzione artistica sopraffina e la passione smisurata degli sviluppatori, che si riesce a percepire ad ogni scena, Expedition 33 è un’opera praticamente perfetta.

Nulla è scontato in Clair Obscur, e si può notare la maestria con cui un team neonato (che annovera tra le sue fila alcuni veterani del settore, va detto) è riuscito a mettere insieme tutti i pezzi.

Dalla creazione del mondo di gioco, con la sua atmosfera cupa e misteriosa, ai suoi personaggi magistralmente caratterizzati. Dal suo gameplay immediato e divertente, in grado di unire intelligentemente esplorazione e combattimento, alla sua storia profonda ed emozionante. Fino ovviamente alla sua colonna sonora, di qualità elevatissima ed in grado di elevare ulteriormente l’esperienza.

Expedition 33 è, ai miei occhi, il gioco perfetto al momento perfetto. Capace di scuotere l’industria con la una forza sconcertante, ha fatto capire che team di sviluppo contenuti con piena libertà creativa possono fare grandi cose.

Probabilmente la maggior parte di voi l’avrà già giocato, anche solo per curiosità, quindi non so a quanti potrò realmente consigliarlo. Se però non lo conoscete ancora, non aspettate un minuto in più e piazzatelo in cima al vostro backlog, non ve ne pentirete.

“For Those Who Come After”.

Gli Annunci che vogliamo vedere

Dopo aver espresso le nostre preferenze sul gioco che secondo noi merita il titolo di GOTY, è giunto il momento di dare sfogo alla fantasia. Questo perché la notte dei TGA non sarà costellata sono di premiazioni, ma anche di nuovi annunci, trailer e aggiornamenti sui titoli di prossima uscita.

In questo caso abbiamo raccolto in unico paragrafo le previsioni, le speranze, e i sogni dei vari membri della redazione. È ora di scoprire quindi che cosa ci aspettiamo di vedere allo show di Geoff Keighley venerdì prossimo.

Partiamo dai titoli più rumoreggiati, quelli di cui ci si aspetta che, in un modo o nell’altro dovrebbero essere presenti. La presenza del remake del primo capitolo di Prince of Persia è già stata confermata, e non vediamo l’ora di vederlo finalmente nella sua forma definitiva. Ci sono poi indiscrezioni su annunci legati a giochi del calibro di Control: Resonant (il vociferato sequel del titolo Remedy), il capitolo metroidvania di God of War, Exodus e forse Diablo. Titoli grossi insomma, che potrebbero alzare non di poco il valore della trasmissione con trailer spettacolari, e speriamo anche un po’ di concretezza. Square Enix potrebbe portare il primo trailer della terza parte di Final Fantasy 7 Remake, dato che il gioco non dovrebbe essere troppo lontano dall’uscita.

Ci sono poi gli assenti certi (o quasi) come The Witcher 4, che non sarà presente all’evento come confermato dalla stessa CD Projekt Red, o Intergalatic: The Heretic Prophet, per cui i tempi di un annuncio in grande stile non sembrano ancora essere maturi.

Infine ci sono i nostri sogni più sfrenati, quei giochi che ci farebbero saltare dalla sedia, anche se le speranze reali di poterli vedere realmente sono piuttosto basse. Half Life 3 è uno dei sogni proibiti di milioni di giocatori, e dopo il recente annuncio della nuova Steam Machine di Valve, i rumor verso un suo possibile ritorno si sono fatti sempre più insistenti. C’è poi anche il nuovo progetto di Cory Barlog (autore di God of War) che non ha ancora svelato quasi nulla sul gioco a cui sta lavorando ormai da diversi anni.

Sempre in casa Square Enix, c’è poi anche lo sfuggente Kingdom Hearts 4, che dall’annuncio ufficiale avvenuto nell’ormai lontano aprile 2022 ha fatto perdere completamente le sue tracce, a meno di un paio di screenshot non troppo esplicativi usciti qualche tempo fa. Certo, se dovesse essere mostrato FF7 le probabilità di un annuncio relativo a KH4 potrebbero ridursi notevolmente, ma quale occasione migliore dei TGA per rivederlo finalmente in azione?

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