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Warner Bros. Home Entertainment, tutte le novità di marzo 2024

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Nel mese di marzo in arrivo numerose imperdibili novità in Home Video per Warner Bros. Home Entertainment – già disponibile AQUAMAN E IL REGNO PERDUTO, il secondo capitolo del film DC campione d’incassi con protagonista Jason Momoa è acquistabile in DVD, Blu-ray, 4K Ultra HD e Steelbook 4K Ultra HD. Imperdibili anche i contenuti speciali presenti nella versione Blu-ray del film: dal Making of ad uno speciale sulle temibili creature del film. E per immergersi ancora più in profondità nei panni del re di Atlantide, già disponibile anche lo speciale cofanetto 2 film collection contenente al suo interno i due capitoli dell’adrenalinica saga.

Tra le novità del mese anche ME CONTRO TE IL FILM – VACANZE IN TRANSILVANIA, il quinto film con protagonisti i personaggi più amati dai bambini – la nuova avventura da brividi per la regia di Gianluca Leuzzi – è già disponibile in DVD e in una versione speciale accompagnata dalle divertenti carte da gioco memory di Luì e Sofì.  Ma l’avventura non finisce qui, per i fan dei Me Contro Te è già disponbile il confanetto 5 film collection che racchiude tutte le emozionanti avventure cinematografiche di Luì e Sofì.

Arriva in DVD il 28 marzo IL COLORE VIOLA audace rivisitazione dell’amato classico del cinema ispirato all’omonimo romanzo premio Pulitzer di Alice Walker. Il film è diretto da Blitz Bazawule e prodotto dalle star Oprah Winfrey, Steven Spielberg, Scott Sanders e Quincy Jones. Fanno parte del cast Taraji P. Henson, Danielle Brooks – nominata all’Oscar per la sua toccante inteprteazione nel film – Colman Domingo, Corey Hawkins, H.E.R., Halle Bailey, Aunjanue Ellis-Taylor e Fantasia Barrino.

Dal regista Tim Burton (Nightmare Before Christmas; Beetlejuice – Spiritello porcello), il 28 marzo 2024 arriva in DVD la stravagante e spettrale prima stagione di MERCOLEDÌ, la serie TV di successo basata sul personaggio di Mercoledì Addams dell’iconica Famiglia Addams. La serie vede come protagonista l’acclamata Jenna Ortega ed è trasmessa in streaming su Netflix e prodotta da MGM Television. La serie, acclamata da critica e pubblico, ha ricevuto ben 12 nomination agli Emmy nel 2023 tra cui Miglior Serie Comica, Miglior Regia in una serie comedy per Tim Burton e Miglior attrice protagonista in una serie comedy per Jenna Ortega – rendendola la seconda più giovane interprete femminile ad essere nominata nella categoria.

Beetlejuice Beetlejuice di Tim Burton, disponibile il teaser trailer ufficiale

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Beetlejuice è tornato! Disponibile il teaser trailer ufficiale di Beetlejuice Beetlejuice, l’atteso sequel del pluripremiato Beetlejuice – Spiritello porcello diretto dal visionario filmmaker nominato all’Oscar Tim Burton con protagonista l’attore candidato all’Oscar Michael Keaton che torna nell’iconico ruolo di Beetlejuice. Tra i protagonisti troviamo nuovamente Winona Ryder e Catherine O’Hara mentre si aggiungono al cast le new entry Justin Theroux, Monica Bellucci, Arthur Conti, Jenna Ortega e Willem Dafoe. Il film uscirà nelle sale cinematografiche italiane il 5 settembre, distribuito da Warner Bros. Pictures.

La squadra creativa di Burton che ha lavorato dietro le quinte include il direttore della fotografia Haris Zambarloukos (Shark 2 – L’abisso, Assassinio sull’Orient Express) e diversi suoi collaboratori storici come lo scenografo Mark Scruton (Mercoledì), il montatore Jay Prychidny (Mercoledì), la costumista premio Oscar® Colleen Atwood (Alice in Wonderland, Sweeney Todd: Il diabolico barbiere di Fleet Street, Il mistero di Sleepy Hollow), il supervisore creativo degli effetti delle creature e del trucco speciale vincitore del Premio Oscar Neal Scanlan (Sweeney Todd: Il diabolico barbiere di Fleet Street, Charlie e la fabbrica di cioccolato), il compositore Danny Elfman (Big Fish, The Nightmare Before Christmas, Batman), e il Premio Oscar per le acconciature e il trucco Christine Blundell (Topsy-Turvy Sotto-sopra).

Sinossi: Beetlejuice è tornato! Dopo un’inaspettata tragedia familiare, tre generazioni della famiglia Deetz tornano a casa a Winter River. Ancora perseguitata da Beetlejuice, la vita di Lydia viene sconvolta quando la figlia adolescente e ribelle, Astrid, scopre il misterioso modellino della città in soffitta e il portale per l’Aldilà viene accidentalmente aperto. Con i problemi che stanno nascendo in entrambi i regni, è solo questione di tempo prima che qualcuno pronunci tre volte il nome di Beetlejuice e il demone dispettoso torni nuovamente per scatenare il suo caos.

Trailer di lancio per Dragon’s Dogma 2

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In occasione della data di uscita di Dragon’s Dogma 2, Capcom ha condiviso il nuovo trailer di lancio del proprio action RPG di stampo fantasy.

Il titolo è stato accolto con grande favore dalla stampa internazionale, confermandosi una delle migliori release del 2024.

Vi proponiamo di seguito il già citato trailer.

Dragon’s Dogma è una serie di GDR per giocatore singolo ricca di azione e narrazione che offre ai giocatori la possibilità di scrivere la propria storia, dall’aspetto del loro Arisen, la sua classe, la sua squadra, l’approccio alle varie situazioni e molto altro. Ora, in questo attesissimo sequel, il vasto ed esplorabile mondo fantasy di Dragon’s Dogma 2 ti attende.

Lungo il tuo viaggio si uniranno a te dei misteriosi esseri ultraterreni noti come pedine, in un’avventura così unica che ti sembrerà di avere al tuo fianco altri giocatori.

Tutti questi elementi vengono impreziositi ancor di più dalla tecnologia della fisica, l’intelligenza artificiale (IA) e una grafica ultra moderna per creare in Dragon’s Dogma 2 un mondo fantasy incredibilmente immersivo.

Dragon’s Dogma 2 è disponibile da oggi per PC (via Steam), PlayStation 5 ed Xbox Series.

Enotria: The Last Song, annunciata con un trailer la nuova data di uscita

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Il soulslike italiano Enotria: The Last Song arriverà per PlayStation 5 e PC (via Steam ed Epic Games Store) il prossimo 21 Agosto. Ad annunciarlo, con un nuovo trailer, è stato il team di sviluppo Jyamma Games.

Cattive notizie per il pubblico Xbox: la versione per Series è stata infatti cancellata e verrà rivalutata solo dopo il lancio.

Vi proponiamo di seguito il nuovo trailer rilasciato, che anticipa altresì il prossimo rilascio di una demo.

Enotria: The Last Song è un emozionante gioco in stile Souls ambientato in una terra illuminata dal sole ispirata dal folklore italiano e pieno di pericoli.

Il mondo è attanagliato dal Canovaccio – un’eterna e contorta rappresentazione che mantiene il mondo in una stasi innaturale. Tu, il Senza Maschera, sei l’unica persona a essere libera da un ruolo predeterminato e a essere padrone del tuo destino. Sconfiggi i potenti Autori che l’hanno creato e libera il mondo dalla stagnazione, sfruttando il potere dell’Ardore.

  • Un Souls estivo. 3 Macro Regioni, 40+ ore di gioco, più di 100 differenti tipologie di nemici
    Enotria è una bellissima terra baciata dal sole, ispirata alla natura italiana, che nasconde segreti oscuri dietro al suo aspetto luminoso. Spetterà a te svelare i misteri di questo mondo straordinario.
  • Tante maschere, un solo volto. 30+ Maschere
    Indossa le maschere dei tuoi nemici caduti per assumere il loro ruolo e ottenere nuove modalità di gioco, ognuna con i propri punti di forza e di debolezza. Alterna tra 3 Equipaggiamenti personalizzabili in qualsiasi momento.
  • Il Percorso degli Innovatori. 68 Abilità uniche (PERKS sbloccabili), con 150+ milioni di differenti combinazioni di build
    Espandi al massimo la giocabilità attraverso lo straordinario set di talenti presenti nel Percorso degli Innovatori. Applica i talenti alle maschere per creare combinazioni personalizzate su un singolo schermo, sperimenta un sistema unico che rende più facile che mai creare nuove strategie e adattare il proprio stile di gioco a ogni situazione.
  • Flessibilità impareggiabile. 30+ aspetti che alterano dinamicamente le statistiche base
    Scegli strategicamente con quale Maschera affrontare i pericoli di Enotria e alterna fino a tre equipaggiamenti personalizzati in qualsiasi momento. Ogni equipaggiamento ti consente di provare un nuovo stile di gioco, senza dover resettare il tuo personaggio.
  • Altera la realtà. 3 differenti tipologie di Rift
    Canalizza il potere di Ardore per alterare dinamicamente la realtà. Alterna strategicamente tra diversi stati ambientali per risolvere enigmi, svelare segreti, attraversare un mondo in decomposizione e ottenere un vantaggio strategico nelle battaglie.
  • Risveglia il tuo potenziale. 120+ armi, 8 differenti classi di armi, 45 magie, 8 modificatori del parry
    Spezza la postura di un nemico per lanciare un devastante attacco di risposta, che ti garantirà il potente dono del Risveglio. Uccidi nemici in serie e alterna le tue Maschere per modificare i tuoi benefici e fronteggiare al meglio i tuoi avversari.

SAND LAND, il nuovo trailer mostra il territorio di Forest Land

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Il nuovo trailer di SAND LAND permette di dare uno sguardo al territorio di Forest Land! Questo nuovo mondo con i suoi personaggi è stato immaginato dall’autore Akira Toriyama appositamente per il videogioco e la serie animata per espandere il mondo di Sand Land con nuove avventure.

Oltre le dune e il deserto assolato, si trova un paese verde e rigoglioso chiamato Forest Land. Pur sembrando pacifico a prima vista, in realtà è un luogo governato da uno spietato esercito che si oppone a Sand Land. Alla sua guida c’è Muriel, un personaggio temibile malgrado i suoi lineamenti infantili e determinato a salvare la sua terra impossessandosi di una scorta di Aquanium, una risorsa tanto potente quanto pericolosa. Una cosa è certa, non si arrenderà senza combattere.

Il tutto rappresenta chiaramente un’altra sfida per Belzebubù e i suoi amici con i loro nuovi alleati, dando vita a una serie di battaglie esplosive contro ogni generale dell’esercito di Forest Land. Supportati da Ann, i giocatori potranno contare sul suo coraggio in battaglia e sulle sue eccellenti abilità da meccanica per rendere i loro veicoli sempre più efficaci e potenti.

Su tutte le piattaforme è ora disponibile una demo che consente di fare i primi passi in SAND LAND.

SAND LAND sarà disponibile dal 26 Aprile 2024 per PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S e PC.

Alone in the Dark (2024) – Guida: come aprire i lucchetti con i segni zodiacali

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In Alone in the Dark (2024) i sono una serie di serrature/lucchetti a combinazione contraddistinte da simboli zodiacali. Potete trovarle esclusivamente all’interno del Maniero Derceto e sbloccandole ricevere oggetti chiave e indizi che vi aiuteranno a progredire nella storia del gioco. L’apertura di tutte le casseforti e le serrature vi farà guadagnare anche il trofeo/achievement “Nessuno può fermarmi”.

Per aprire le serrature con i simboli zodiacali, dovete prima prendere il diario di Perosi nella stanza n. 6/stanza di Perosi durante il capitolo 2 (impossibile da mancare). Questo diario contiene al suo interno una tabella zodiacale; ad ogni simbolo corrisponde un determinato numero. Dovrete fare riferimento ai numeri sugli indizi forniti e identificare i relativi simboli associati sulla tabella dello zodiaco, iniziando dall’Acquario e procedendo in senso orario.


Serratura n.1 – Stanza n.6

La combinazione per la serratura in questione è 2-9-4 ovvero ♓︎-♎︎-♉︎ (Pesci, Bilancia, Toro)

La risposta può essere ottenuta interagendo con le singole cornici/ritratti sul muro. Da sinistra verso destra, girate il secondo (Arges), il terzo (Mosig) e il sesto (Keith).

Ora date un’occhiata ai volti degli Artisti Astarte (li trovate nella medesima stanza). Associate i nomi indicati in precedenza e avrete: Arges (2), Mosig (9) e Keith (4). A questo punto, aprite il Diario di Perosi e convertite i numeri in simboli … inseriteli sul relativo lucchetto collocato nella stanza ed il gioco è fatto.

Serratura n. 2 – Stanza di Cassandra

La combinazione per la serratura dello zodiaco nella Stanza di Cassandra è 2-5-7 ovvero ♓︎-♊︎-♌︎ (Pesci, Gemelli, Leone)

Gli indizi sulla combinazione possono essere trovati sulle bottiglie dei medicinali nella stanza di Cassandra. Ci sono due bottiglie mancanti che dovrete trovare a Derceto. Una volta trovate, dovrete ruotare e spostare le bottiglie in un ordine specifico da sinistra a destra collegando le linee e alla fine otterrete proprio i numeri indicati in precedenza. Convertiteli consultando il Diario di Perosi per ottenere la soluzione del lucchetto.

Epic Games Store, Call of the Wild: The Angler e Invincible Presents: Atom Eve in regalo!

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Come ogni giovedì Epic Games Store regala uno o più giochi gratuiti per il nostro PC, questa settimana rilassiamoci pescando nella natura incontaminata di Call of the Wild: The Angler, e vestiamo i panni di una supereroina dei fumetti in Invincible Presents: Atom Eve.

Call of the Wild: The Angler è un simulatore di pesca creato dal team Expansive Worlds – già conosciuti per simulativo di caccia TheHunter: Call of the Wild – che ci porta alla scoperta di una vasta mappa immersa nel verde, dove l’esplorazione riveste un ruolo fondamentale.

Scopriamo una landa fatta di grandi laghi, fiumi, e masse d’acqua nascoste. Peschiamo diversi tipi di pesci, ogni uno con le sue caratteristiche, sia comportamentali che di routine e habitat. Viviamo un incredibile avventura anche in co-operativa con un massimo di 12 giocatori.

Invincible Presents: Atom Eve, sviluppato da Terrible Posture Games, è il primo videogioco ispirato all’universo di Invincible, il supereroe ideato da Robert Kirkman – conosciuto anche per la pluripremiata serie The Walking Dead -, e interamente dedicato al personaggio di Atom Eve.

Viviamo una storia originale nel mondo d’Invincible in un titolo a metà strada tra una visual novel 2D e un gioco di ruolo. Incontriamo il vasto cast della serie e nuovi personaggi mai visti prima, e facciamo scelte che determineranno il futuro della giovane supereroe.

Potete fare vostri Call of the Wild: The Angler e Invincible Presents: Atom Eve in forma gratuita solo sull’ Epic Game Store, creando un account -in caso non l’aveste ancora fatto- e seguendo i corrispettivi link ai giochi. Non fatevi sfuggire quest’offerta, che scadrà alle ore 16:00 di giovedì 28 marzo.

E non perdetevi la live sul nostro canale ufficiale Twitch di 4News.it, per provare assieme a Edoardo “SamaelBecks” Bechis cosa ci propongono questi titoli gratuiti nella rubrica #GiochiXPovery, in onda ogni giovedì alle 18:30.

Final Fantasy VII Rebirth – Guida: come completare Forte Condor in modalità missione (difficile)

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Tra i moltissimi minigiochi presenti in Final Fantasy VII Rebirth, uno di quelli ritenuti più ostici da parte del pubblico è sicuramente Forte Condor.

Trattasi della nuova versione della sfida strategica già presente nell’originario titolo del 1997, stavolta riveduta e corretta. Si presenta come un tattico in tempo reale, in cui dovrete gestire la disposizione di truppe per far fronte alle invasioni avversarie. Al contempo, dovrete saper cogliere l’attimo giusto per sfondare le linee nemiche ed avanzare verso i comandanti, per poter reclamare la vittoria.

Il primo approccio con il minigioco di Forte Condor ci sarà nell’area di Junon, nell’ambito delle missioni legate al recupero del vestigio dell’area. Ci sono quattro missioni in totale: per queste non ci sono particolari indicazioni, trattandosi di sfide dalla difficoltà estremamente contenuta studiate per far apprendere ai giocatori i rudimenti legati alle differenti tattiche ed abilità delle truppe. Una volta recuperato il vestigio, tuttavia, Rebirth vi proporrà di affrontare le sfide in modalità missione… ovvero con una difficoltà decisamente aumentata.

Lungi dall’essere un mero esercizio di tattica, completare le missioni a difficile sarà obbligatorio nella rincorsa al platino, per ottenere i trofei legati al Johnny Miramare. A tal proposito, vi potrebbero interessare le nostre ulteriori guide di Final Fantasy VII Rebirth.

Prima di lasciarvi alla guida, vi ricordiamo che il titolo è disponibile dal 29 Febbraio in esclusiva per PlayStation 5.

Forte Condor – Premesse

Un aspetto fondamentale da tenere in considerazione è che la difficoltà scelta ad inizio gioco influisce anche sulla difficoltà degli scontri a Forte Condor. Pertanto, un consiglio preliminare può essere quello di abbassare alla difficoltà più bassa il gioco (è possibile farlo in qualsiasi momento dal menu interno), in modo da semplificarvi la vita con la modalità missioni.

Tuttavia, precisiamo che anche se non abbassate la difficoltà, il minigioco è tranquillamente affrontabile con una buona tattica di partenza, conoscendo il meccanismo “carta – sasso – forbice” che regolamenta forze e debolezze delle truppe, nonché le specificità delle varie fasi. Ci sono infatti diverse formazioni di unità standard tra cui scegliere, alcune bilanciate in attacco e difesa, altre più adatte all’assalto a testa bassa, altre ancora per resistere agli assedi. Scegliere oculatamente è fondamentale per trionfare, soprattutto tenendo conto degli avversari che dovrete affrontare.

  • Fante batte Artigliere
  • Artigliere batte Difensore
  • Difensore batte Fante

Ovviamente, non esiste una sola strategia valida per ciascuna delle missioni disponibili. Noi stessi abbiamo testato diverse opzioni con successo (anche senza abbassare la difficoltà), quindi vi possiamo confermare direttamente che anche se non seguirete passo passo le opzioni che vi forniamo, basterà muoversi con criterio per farcela.

Ai fini di questa guida, il nostro consiglio principale è quello di sfruttare tattiche fulminee, sfruttando al momento giusto le abilità degli eroi in modo da poter finire le sfide con molto tempo residuo. In questo senso, ringraziamo l’utente NabsterGaming, del quale condivideremo i video per fornire validi esempi pratici.

Forte Condor – Gli eroi

La scelta degli eroi, al pari della scelta delle formazioni di unità standard, è altrettanto fondamentale. Potrete scegliere tra diverse combinazioni di due eroi a scelta tra Cloud, Tifa e Barret.

Oltre ad essere potentissimi e con una vita molto più grande delle truppe regolari, ciascuno di essi vanta un’abilità di ingresso capace di influenzare le unità circostanti. Cloud permetterà di castare un incantesimo di protezione per incrementare le difese, Tifa fornirà il bonus di rapidità alle truppe (il classico Haste) mentre Barret provvederà a fornire una cura estesa.

Ovviamente, si tratta di interventi da conservare per momenti specifici degli scontri, soprattutto nella modalità missione (in particolare nella Fase 4). Per chiamare gli eroi in soccorso, dovrete prima disporre un numero sufficiente di truppe, della stessa tipologia degli eroi.

Per evocare Cloud, dovrete posizionare abbastanza Difensori; per Tifa, l’attenzione sarà rivolta ai Fanti; infine per Barret, gli Artiglieri saranno la scelta da fare.

Chiaramente, la migliore armonia tra unità standard ed eroi passa tra scelte che alimentano direttamente la possibilità di chiamare in campo Cloud, Tifa o Barret. Scegliere le unità che prediligono naturalmente (ad esempio) Difensori e Fanti, imporrà di scegliere come eroi chi può beneficiarne: ovvero Cloud e Tifa.

Fase 1

La prima fase non è affatto complessa e dovreste riuscire a trionfare senza particolari accorgimenti. Le truppe Shinra non dispongono di particolari abilità, idem i comandanti.

Il nostro consiglio, dunque, è di scegliere la formazione bilanciata, coadiuvata dagli eroi Cloud e Tifa. L’idea principale è quella di rispondere alle truppe Shinra nel modo più vantaggioso.

Non abbiate fretta e, soprattutto all’inizio, risparmiate ATB fino a quando le truppe arrivano effettivamente alla metà del campo di battaglia. Così facendo potrete chiedere il supporto delle truppe veterane, non solo più potenti, ma anche resistenti. Ricordate di evocare Cloud sul lato sinistro non appena arrivano le truppe più pesanti, per sbarazzarvene in fretta. Sul lato destro, schierate il più velocemente possibile i Fanti veterani per caricare Tifa. Una volta pronta, liberatela sul lato di Cloud per massimizzare gli effetti ad area. Così facendo dovreste essere in evidente superiorità numerica. Ricordate di schierare anche qualche Guaritore (sempre sul lato di sinistra) e continuate a schierare truppe per vincere rapidamente.

Fase 2

Per la seconda fase, i consigli sono sostanzialmente gli stessi della prima fase. L’unica differenza è rappresentata da una forza avversaria più ostica e da un comandante capace di lanciare un attacco ad area (fortunatamente abbastanza debole).

Il nostro consiglio, dunque, è di scegliere anche stavolta la formazione bilanciata, coadiuvata dagli eroi Barret e Tifa. L’idea principale è quella di rispondere alle truppe Shinra nel modo più vantaggioso.

Non abbiate fretta e, soprattutto all’inizio, risparmiate ATB fino a quando le truppe arrivano effettivamente alla metà del campo di battaglia. Così facendo potrete chiedere il supporto delle truppe veterane, non solo più potenti, ma anche resistenti. Focalizzatevi sul versante destro, schierando quanti più Veterani possibile, supportandoli con almeno un Guaritore. Non vi curate delle bestie che scavalcheranno tutto: ci penseranno le vostre torri a loro. Quando inizieranno ad arrivare i nemici sul versante sinistro, tenetevi pronti ad evocare Barret. Una volta sfondato su quel versante, continuate a pushare e schierate anche Tifa. Da lì, sarà tutto in discesa.

Fase 3

La terza fase è una sfida più speziata delle precedenti, complice soprattutto uno schieramento avversario più coriaceo ed un comandante avversario capace di colpire dalla distanza.

Il nostro consiglio, dunque, è di scegliere anche stavolta la formazione bilanciata, coadiuvata dagli eroi Cloud e Tifa. L’idea principale è sempre quella di rispondere alle truppe Shinra nel modo più vantaggioso.

Non abbiate fretta e, soprattutto all’inizio, risparmiate ATB fino a quando le truppe arrivano effettivamente alla metà del campo di battaglia. Così facendo potrete chiedere il supporto delle truppe veterane, non solo più potenti, ma anche resistenti. In questa fase, gli attacchi saranno quasi contemporanei da entrambi i lati, quindi dovrete dividere i vostri sforzi. Cercate di evocare per prime le truppe Veterane, vi daranno una grossa mano. Non vi curate delle bestie che scavalcheranno tutto: ci penseranno le vostre torri a loro. Cercate di alternare truppe Veterane e regolari, in modo da fronteggiare le discese nemiche. Quando il lato sinistra sarà ben presidiato ed avrete entrambi gli eroi pronti, calate Tifa sul lato destro per sfondare le resistenze. Datele poi supporto con un Artigliere e Cloud. Preparatevi a perdere diverse truppe nello scontro col comandante, ma dovreste avere abbastanza tempo per evocarne altre per dar loro il cambio.

Strategia alternativa: si può completare tranquillamente la terza fase anche scegliendo la formazione di assedio, schierando strategicamente balestre e catapulte per far fuori tante unità in pochi colpi. Attenzione però, perché questa tattica, seppur percorribile, vi porterà ad avere molto meno tempo per completare la sfida (potreste ridurvi davvero coi secondi contati).

Fase 4

La quarta ed ultima fase è, ovviamente, il vero e proprio scoglio per il completamento della modalità missioni di Forte Condor. Il problema fondamentale, oltre ad un ricco schieramento nemico piuttosto vario (capace di mettere in crisi molte tattiche), ma anche per le abilità speciali del comandante. Esse comprendono infatti, ad esempio, l’aumento della propria difesa e la completa stasi per tutte le truppe che lo attaccano corpo a corpo. Insomma, una rogna.

Il nostro consiglio, dunque, è di scegliere anche stavolta la formazione bilanciata, coadiuvata dagli eroi Cloud e Tifa. L’idea principale è quella di rispondere alle truppe Shinra nel modo più vantaggioso.

Pronti via, risparmiate le cariche ATB ritardando il più possibile lo schieramento delle prime truppe. Il lato destro è il primo da attenzionare, posizionando subito un Difensore Veterano ed un Artigliere Veterano (e coadiuvateli con un Guaritore). Contenete le bestie che arrivano da sinistra con un altro Difensore Veterano (il grosso lo faranno comunque le vostre torri di difesa). Sconfitte le bestie, date manforte a sinistra con un Fante. Evocate un altro Difensore ed un altro Fante regolari a destra, quando la bestia alata si è avvicinata: non appena le altre truppe Shinra si avvicinano, evocate Cloud per fare piazza pulita. Dunque un ulteriore Fante ed un altro Guaritore. Una volta che il gruppo di destra sarà arrivato alla torre di guardia, evocate Tifa. Se tutto è andato per il verso giusto, il Comandante si troverà in balia dei vostri attacchi multipli, resi letali dalla velocità attribuita da Tifa. Non avrà neanche il tempo di castare la magia difensiva, né di bloccare le vostre truppe.

Strategia alternativa: si può completare tranquillamente la quarta fase anche scegliendo la formazione difensiva, schierando strategicamente le balestre per ostruire i passaggi e far fuori tante unità in pochi colpi. Attenzione però, perché questa tattica, seppur percorribile, vi porterà ad avere molto meno tempo per completare la sfida (potreste ridurvi davvero coi secondi contati), soprattutto se non abbassate la difficoltà complessiva. Eccone un esempio, grazie all’utente Kuroyukihime Gaming.

THE STRANGERS: Capitolo 1, il primo film della trilogia horror ha una data di uscita

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Vertice 360 distribuirà in Italia THE STRANGERS: Capitolo 1, la prima parte della trilogia horror pronta a sconvolgere gli spettatori dal 10 luglio e interpretata da Madelaine Petsch, l’attrice statunitense reduce dal successo del teen drama Riverdale, e da Froy Gutierrez (Cruel SummerTeen Wolf).

Intenso, terrificante da mozzare il fiato, THE STRANGERS: Capitolo 1 è diretto da Renny Harlin (Nightmare 4 – Il non risveglio58 minuti per morire – Die HarderCliffhangerL’esorcista – La genesiThe CovenantIl passo del diavolo) che torna al genere horror con questa saga ispirata al film omonimo del 2008 di Bryan Bertino.

Sinossi

In questo primo capitolo una giovane coppia, dopo un inaspettato guasto all’auto, è costretta a trascorrere la notte in un cottage isolato situato in una città inquietante. La loro permanenza viene sconvolta dall’arrivo di tre sconosciuti che li terrorizzano agendo senza pietà.

Cast Madelaine Petsch, Froy Gutierrez
Regia di Renny Harlin
Prodotto da Courtney Solomon, Mark Canton, Christopher Milburn,
Gary Raskin, Alastair Burlingham, Charlie Dombek
Sceneggiatura di Alan R. Cohen & Alan Freedland
Basato su The Strangers scritto da Bryan Bertino

Princess Peach: Showtime!, la recensione della stampa internazionale accoglie positivamente l’eroina Nintendo

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All’indomani dalla release date ufficiale, sono iniziate ad arrivare le prime recensioni della stampa internazionale per Princess Peach: Showtime!.

Quale sembra essere il parere generale sull’avventura dedicata alla principessa più famosa dei videogiochi? I nostri colleghi esteri hanno apprezzato la produzione Nintendo, giudicata esuberante e variegata, anche al netto di un game design rivolto ad un pubblico più giovane (e forse per questo più leggero e meno impegnativo). Particolarmente enfatizzata la piacevolezza dell’equilibrio complessivo tra action ed esplorazione, sullo sfondo di una evidente teatralità che non potrà non conquistare il pubblico. Viene segnalato anche un comparto tecnico che fa inaspettatamente qualche capriccio in termini di framerate, una problematica riscontrata nelle fasi trasformative di Peach.

Ecco di seguito alcune delle recensioni finora pubblicate dai maggiori siti internazionali:

  • GameSpot 7/10
  • TheSixthAxis 7/10
  • IGN Spagna 8/10
  • COGconnected 72/100
  • GamePro 78/100
  • Nintendo Life 8/10
  • Press Start 7,5/10
  • GAMES.CH 74/100
  • Checkpoint Gaming 8/10
  • VGC 4/5
  • ComicBook.com 3,5/5
  • Eternity.gr 7,5/10
  • Cerealkillerz 8,4/10
  • WellPlayed 8,5/10
  • God is a Geek 8/10

Nel momento in cui scriviamo il titolo si attesta su una media delle recensioni di 77 su OpenCritic. Si tratta di un risultato provvisorio, in attesa delle altre opinioni in arrivo nelle prossime ore e nei prossimi giorni.

Vi ricordiamo che Princess Peach: Showtime! arriverà per Nintendo Switch il prossimo 22 Marzo.

Guida all’installazione e alla configurazione di Suyu, il nuovo emulatore di Nintendo Switch

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Suyu Logo

Dopo la recente dipartita di Yuzu, in tanti si sono chiesti se l’idea di poter emulare i PROPRI giochi su macchine diverse dalla console Nintendo fosse definitivamente morta. Certo, esistono altri progetti interessanti come Ryujinx (qui trovate una nostra guida alla configurazione di Ryujinx) che è in una fase molto avanzata e promette una emulazione accuratissima, sebbene molto pesante per i sistemi più datati, eppure Yuzu aveva stupito tutti per la sua semplicità e la capacità di girare anche su macchine dalle risorse hardware piuttosto datate.

Morto un Yuzu se ne fa un altro

Dalle ceneri di Yuzu, però, sono nati tanti fork ovvero versioni modificate da privati con aggiunte, miglioramenti e ottimizzazioni e rese disponibili tramite repository private e pubbliche su siti come GitHub e GitLab. Non essendoci più una organizzazione a sovraintenderne lo sviluppo, però, è impossibile dire come e se si evolverà lo sviluppo dell’applicativo. Tuttavia, dopo la morte di Yuzu e Citra (l’emulatore di Nintendo 3DS dello stesso sviluppatore) un nuovo emulatore di nome Suyu ha cominciato a diffondersi, essendo basato anch’esso sullo stesso concetto di Yuzu: emulare Nintendo Switch nella maniera più semplice possibile, rinunciando a qualcosa in tema di accuracy, ma garantendo il funzionamento anche su macchine più datate.

Cos’è Suyu

Suyu è un emulatore per Nintendo Switch, sviluppato interamente in C++ con un focus particolare sulla compatibilità, completamente gratuito ed open source. Al progetto lavorano già oltre 79 programmatori volontari e l’applicativo supporta oltre 4000 titoli Nintendo Switch. Per adesso dalla pagina ufficiale l’unico modo per utilizzare l’applicativo in versione Stable è scaricarne i file e compilarne una versione funzionante.

Tuttavia, proprio in queste ore è stata pubblicata una versione Beta 0.0.2 di Suyu, che permette di dare un’occhiata più da vicino a questo nuovo emulatore.

Installazione e Configurazione di Suyu

Prima di procedere con l’installazione è bene fare alcune premesse importanti:

  • E’ caldamente consigliato possedere un controller compatibile con il PC in modo da utilizzare comodamente tutte le combinazioni di tasti nei giochi.
  • La guida è stata scritta basandosi su Windows 10, pertanto i nomi delle impostazioni o alcuni passaggi potrebbero differire per altri sistemi operativi.
  • Se avete installato Yuzu in precedenza troverete la procedura di installazione estremamente semplice, in caso contrario seguita questa guida all’emulatore Yuzu.

1 – Download dei driver più recenti della vostra scheda grafica

Innanzitutto, assicuratevi di aver installato gli ultimi aggiornamenti disponibili per la vostra scheda grafica:

NVIDIA: cliccando su questo link o tramite l’applicazione GeForce Experience.

AMD: cliccando su questo link o tramite l’applicazione Auto-Detect Tool (scaricabile dallo stesso indirizzo).

2 – Download ed installazione di Suyu

Cliccate su questo link per procedere al Download della versione beta di Suyu. All’avvio potrebbe essere richiesto di aggiorna la vostra versione di Microsoft Visual C++.

Una volta scaricato, estraete in una cartella a vostro piacimento, entrate nella cartella appena estratta, e cliccate sull’applicativo Suyu.exe.

Il software si avvierà con una interfaccia identica a quella di Yuzu, avvisandovi che per il funzionamento è richiesto l’utilizzo delle Keys e del Firmware. Per ovvie ragioni, non possiamo fornirvi questi file, che dovrete cercare da soli, o estrarre dalla vostra console Nintendo Switch.

Per installare le Keys, procedete in questo modo:

  • Cliccate su file/apri la cartella di Suyu
  • Nella finestra di explorer, cercate la cartella Keys e copiate i due file Prod Keys e title Keys.

Per installare il firmware, procedete in questo modo

  • Cliccate su Strumenti/installa firmware
  • Cercate la cartella dove avete estratto il firmware e selezionatela

3 – Configurazione di Suyu

A questo punto, possiamo procedere con la configurazione delle varie impostazioni dell’emulatore.

Nella schermata iniziale di Suyu, entrate nel menu Emulazione → Configura…, dopodiché:

Scheda “Generali”

  • In Interfaccia, selezionate Row 2 Text → None così da rendere l’interfaccia di Suyu molto più pulita.

Scheda “Sistema”

  • Se condividete Yuzu con qualche amico ma desiderate avere salvataggi di gioco separati, potete creare profili differenti. Per fare ciò, cliccate su Profiles → Add ed inserite i nomi desiderati. Per alternare i vari utenti vi basterà semplicemente selezionarli.
  • In Services, nella voce BCAT Backend selezionate None.

Scheda “CPU”

  • Selezionate Accurate dal menu a tendina.

Scheda “Grafica”

  • Spuntate innanzitutto l’opzione Asynchronous GPU Emulation.

Se avete una scheda grafica AMD:

  • Alla voce API, selezionate Vulkan.
  • In Advanced, spuntate Use asynchronous shader building.

Se avete una scheda grafica NVIDIA:

  • Alla voce API, selezionate OpenGL.
  • In Shader Backend, selezionate GLASM

Scheda “Audio”

  • Impostate il volume predefinito dei giochi in base alla vostra preferenza o lasciate su Auto (consigliamo di ridurlo quanto basta e di gestire il tutto tramite il controllo del volume di casse/cuffie).

Scheda “Comandi”

  • Collegate innanzitutto un controller, preferibilmente quello dell’XBOX 360 o XBOX One. Se avete appena acquistato un controller DualSense, ecco la nostra guida per il collegamento al PC. Ricordate che i controller DualShock e DualSense, hanno sensori giroscopici simili a quelli del pro controller di Nintendo Switch.
  • Sotto alla voce Controller Connesso selezionate Pro Controller.
  • A fianco, sotto Dispositivo di Input, selezionate XInput Controller 0 o se è un controller Xbox, la voce Xbox One Controller.
  • In basso, su Modalità console, selezionate l’opzione Dock.
  • A questo punto impostate i pulsanti del vostro controller basandovi sui rispettivi tasti dei joycon della Switch, creando la mappatura adatta.

Per settare gli stick analogici, semplicemente cliccate sui relativi comandi e muovete le levette nelle rispettive direzioni. Così facendo, dovreste già impostare correttamente gli stick direzionali. Riguardo le deadzone, settatele entrambe sul valore 10%, mentre lasciate vuota la voce Modifier (dovrebbe comparire [unused]).

Nota: l’unico gioco per cui dovete spuntare l’opzione Joycons Docked è Pokémon Let’s Go. In questo caso, assicuratevi che Controller Type sia su None in Player 1, dopodiché procedete alla mappatura come descritto sopra.

Dopo aver fatto tutto quanto, cliccate su OK per salvare le modifiche effettuate. Potete anche salvare un profilo personalizzato per ciascun gioco, cliccando su nuovo e poi una volta impostato tutto, cliccando su Salva.


4 – Ottimizzazione delle prestazioni del sistema

Per ottenere le migliori prestazioni nei giochi emulati con Suyu, è necessario effettuare anche alcune modifiche direttamente in Windows.

  • Click su Start → Impostazioni → Sistema → Alimentazione e sospensione.
  • Entrate in Impostazioni di risparmio energia aggiuntive ed assicuratevi di avere selezionato Prestazioni elevate.
  • Tornate in Impostazioni → Sistema → Informazioni sul sistema ed entrate nella voce Informazioni di sistema.
  • Sulla sinistra, click su Impostazioni di sistema avanzate → scheda Avanzate → click su Impostazioni nella sezione Prestazioni.
  • Scheda Avanzate → Cambia… nella sezione Memoria virtuale.
  • Togliete la spunta in alto, dopodiché selezionate il vostro HDD/SSD più veloce (dove dovreste aver installato Suyu). Ora impostate manualmente i valori di dimensioni iniziali e massime a 20000 se avete 8 GB di RAMse avete almeno 16 di RAM, invece, incrementate entrambi 25000.
  • Cliccate su OK per confermare le modifiche e poi Applica.
  • Riavviate il PC per rendere effettivo il tutto.

Ora tornate nella schermata iniziale di Suyu, quindi:

  • Cliccate su File → Open Suyu Folder e chiudete l’emulatore.
  • Dal percorso raggiunto, in alto selezionate AppData → Local → Suyu.
  • Click destro su maintenancetool.exe → Proprietà e spuntate l’opzione di avvio come amministratore, poi confermate.
  • Ora entrate nella cartella che termina con msvc, click destro su suyu.exe → Proprietà e spuntate anche qui l’opzione precedente.
  • Ripetete quanto sopra per la cartella che termina con early-access se presente.

Prestazioni massime su GPU NVIDIA

Se montate una scheda grafica NVIDIA e volete ottenere il massimo possibile in termini di prestazioni, seguite questi consigli.

  • Click destro sul desktop → Pannello di controllo NVIDIA.
  • Impostazioni 3D → Regola le impostazioni dell’immagine → spuntate Usa le impostazioni dell’immagine 3D avanzate → Apri la pagina.
  • Tab Impostazioni programma → Aggiungi → selezionate Suyu ed aggiungetelo.
  • Nell’elenco dei parametri, modificare i seguenti:
    • Sincronizzazione verticale – Disattivato
    • Ottimizzazione con thread – Attivato
    • Buffering triplo – Attivato
    • Modalità di gestione dell’alimentazione – Preferisci le prestazioni massime
    • GPU rendering OpenGL – selezionate la vostra GPU
  • Cliccate su Applica.

5 – Caricare i giochi su Suyu

Siamo giunti all’ultima parte della guida, ovvero come montare i titoli su Suyu ed iniziare finalmente a giocare. I file dei giochi sono riconoscibili dalle estensioni .xci e .nsp:

  • L’estensione .xci è la copia esatta della cartuccia originale del gioco estratta direttamente dall’installazione su memoria interna o SD card.
  • L’estensione .nsp risulta essere la migliore in quanto si tratta di giochi scaricati direttamente dall’eShop.

Sostanzialmente, comunque, non vi è alcuna differenza in termini di prestazioni o funzionamento, ma è sempre preferibile il secondo tipo di file.

Per ovvi motivi, non vi forniremo alcuna indicazione su come ottenere questi file, ricordandovi che l’operazione è legale soltanto acquistando la versione originale del gioco e dumpando la propria copia del file.

Importante: non tutti i titoli per Switch sono compatibili al 100% con l’emulatore, traducendosi di fatto in problemi di avvio, audio in ritardo e altri inconvenienti che minano l’esperienza di gioco.

Per caricare i giochi, avviate Suyu e nella schermata iniziale:

  • Doppio click per cercare la cartella in cui trovare i file dei singoli giochi.
  • Selezionatela ed automaticamente vi verranno caricati tutti i titoli contenuti.

Nota: la cartella deve contenere solamente i file .xci o .nsp; in caso di presenza di altre sottocartelle, l’applicazione potrebbe non essere in grado di recuperarli.

  • Per avviare un gioco, basterà fare doppio click sullo stesso.
  • Per uscire da un gioco, cliccate in alto su Emulation e poi su Stop.

6 – Installare gli aggiornamenti dei giochi

Se si dispone di un aggiornamento in formato .nca:

  • Cliccate su File → Install files to NAND….
  • Selezionate l’aggiornamento .nca.
  • Nel menu a cascata selezionate l’opzione di aggiornamento del gioco. Se viene visualizzato un errore, controllate le chiavi di cifratura ed il download.

Se si dispone di aggiornamento in versione .nsp (consigliato):

  • Cliccate su File → Install files to NAND….
  • Selezionate l’aggiornamento .nsp.
  • Il programma vi informerà che procederà all’installazione, quindi accettate.

Se si dispone di aggiornamenti installati sulla scheda NAND o SD:

  • Copiare l’intera NAND in %appdata%/suyu/nand/user o l’intera scheda SD in %appdata%/yuzu/sdmc.

7 – Installare i DLC

L’installazione dei DLC è identica a quella degli update, seguite quindi la procedura descritta qui sopra.


Se l’aggiornamento o il DLC è stato installato con successo, accanto a tutti i giochi verrà visualizzato un messaggio nella colonna dei componenti aggiuntivi della lista dei giochi con la scritta Update o DLC.

Se avete installato solo un aggiornamento .nca, probabilmente ci sarà scritto solo Update. Se invece avete copiato l’intera NAND o l’SD o si è utilizzato un aggiornamento .nsp, verrà visualizzata anche la versione dell’update e del DLC. Non allarmatevi se i numeri non corrispondono alla versione installata. La versione nella lista dei giochi è quella determinata dai server Nintendo, mentre quella in gioco è indipendente.

Recensione Rise of the Ronin, Team Ninja abbraccia il grande pubblico

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Rise of the Ronin

Rise of the Ronin è senza dubbio il progetto più ambizioso di Team Ninja e Koei Tecmo. Concepito ormai più di 7 anni fa, anche prima di Nioh, nelle idee degli sviluppatori sarebbe dovuto essere la summa totale del loro know-how. E al tempo stesso il titolo che si sarebbe dovuto rivolgere, per la prima volta, al grande pubblico. Quale struttura di gioco migliore, per far ciò, se non quella del classico open world?

A volte, proprio come vi abbiamo raccontato nella nostra recensione di Final Fantasy VII Rebirth, ci piace trovare significati più “romantici” dietro determinate situazioni. Il periodo Bakamatsu ha segnato la fine dello shogunato: Oriente ed Occidente entrarono per la prima volta in contatto. Troviamo “ideologico”, quindi, che un titolo in cui si racconta dell’isolazionismo nipponico e relativi primi cenni di apertura al mondo esterno rappresenti per lo studio di Tokyo proprio il tentativo definitivo di raggiungere la grande platea (nonostante dei primi passi furono fatti già l’anno scorso, come vi abbiamo raccontato nella nostra recensione di Wo Long: Fallen Dynasty).

Dunque, dopo quasi 50 ore di gioco, abbiamo la risposta alla fatidica domanda. A quella domanda da un milione di dollari a cui avevamo già fatto cenno in sede di anteprima. Un impianto ludico sviluppato sui dettami classici e sulla formula Team Ninja come si comporta in una struttura open world? Bene. Gli sviluppatori sono riusciti ad appagare al meglio sia i fan della prima ora dello studio, quelli “hardcore”, che i nuovi. Quelli che si spera si avvicineranno per la prima volta ad un loro titolo proprio per la nuova struttura. Anche al netto di alcune criticità legate ad un’eccessiva abbondanza di variabili ludo-narrative solo abbozzate che purtroppo non ci hanno convinto. Ma che, al tempo stesso, esaltano ancora di più il sistema di combattimento del gioco. Sottolineando quanto sia dannatamente più divertente affrontare faccia a faccia i nemici rispetto a tutto il resto.

Bene, abbiamo catturato la vostra attenzione? Ora non vi resta che continuare la lettura per sapere proprio tutto sull’ultima opera di Team Ninja!

Rise of the Ronin, pubblicato da Sony Interactive Entertainment, sarà disponibile dal 22 marzo 2024 in esclusiva su PlayStation 5.


Versione testata: PlayStation 5


La Via del Ronin

La trama di Rise of the Ronin segue le vicende delle Lame Gemelle, due orfani il cui villaggio fu distrutto perché accusato di cospirare contro la massima autorità nipponica. In quel periodo lo shogunato si stava aprendo a trattati commerciali e politici con gli Stati Uniti. Iniziati alle arti marziali da un’anziana donna, ai due fratelli viene chiesto di assaltare le Navi Nere del commodoro Perry. Ovviamente qualcosa andrà storto e ci ritroveremo a scegliere se impersonare il fratello o la sorella, dopo averli creati con un ricco editor.

Comincerà così il nostro viaggio alla ricerca della controparte dell’altro sesso. In una storia più “blockbuster” rispetto al passato che, per la prima volta per lo studio, riesce a tenere incollati allo schermo in maniera avvincente. La trama orizzontale ed il background narrativo, rispettoso della cultura giapponese dell’epoca, dunque, fanno il loro lavoro in maniera egregia. Anche grazie all’ottima regia delle cutscene principali in cui si vede la mano del regista e sceneggiatore Keishi Otomo. Pur con il solito eccesso di personaggi/comparse presenti in ogni opera di Team Ninja che va a rendere caotico lo svolgersi delle altre sotto-trame. Fortunatamente è presente un’enciclopedia, consultabile anche durante le cutscene come l’Active Time Lore (da noi ampiamente apprezzata, come ribadito nella recensione di Final Fantasy XVI) che aiuta a seguire un po’ meglio tutte le vicende.

Ciò che ci ha convinto di meno è tutto il sistema di scelte. Nel corso del gioco saremo chiamati a prendere numerose decisioni, tuttavia ci è sembrato che questa presunta libertà concessa sia solo “fumo negli occhi”. E per giunta va a creare delle dissonanze narrative nella sceneggiatura. Anche accettando la più logica sospensione dell’incredulità, ci hanno fatto un minimo storcere il naso.

La trama orizzontale questa volta è davvero avvincente

Per farvi un esempio concreto, ci siamo trovati ad affrontare una missione per conto della fazione anti-shogunato che aveva come boss di fine missione un personaggio chiave della fazione pro-shogunato. Dopo averlo sconfitto, ci siamo recati alla base pro-shogunato e abbiamo parlato con quello che era il boss come se niente fosse. Siamo dei Ronin, per definizione samurai senza padrone, ma troviamo che tale variabile, ottima sulla carta, doveva essere sviluppata meglio, anche perché di fatto poi potremo fare sempre missioni per entrambe le fazioni. Anche le romances funzionano così “alla carlona”. Dopo aver massimizzato il legame e instaurato un Voto Velato, potremo interrompere e poi re-intraprendere la relazione in maniera illimitata in qualsiasi momento.

Il quesito, alla luce di quanto detto nell’introduzione circa l’eccessiva presenza di variabili solo abbozzate, sorge spontaneo. C’era davvero bisogno di inserire un sistema di scelte così… poco impattante? Per giunta con la possibilità, dopo nemmeno un terzo di gioco, di rigiocare tutte le missioni in cui eventualmente fare altre scelte che andranno a “sovrascrivere” il presente. Potremo perfino tornare nel momento esatto dell’attivazione in caso non l’avessimo attivata in tempo. Da sottolineare comunque che tale feature Quality of Life è un toccasana per i completisti, vogliamo ribadirlo.

Siamo Ronin, non Ninja!

Il sistema di combattimento di Rise of the Ronin pensiamo sia uno dei migliori nell’ampia categoria degli action-rpg grazie al flow che genera. La meccanica principale attorno cui ruota tutto il sistema è il parry, cioè la parata nel momento esatto in cui stiamo per essere colpiti, attivabile con la pressione di un tasto (il triangolo). Proprio come in Sekiro (e, seppure con qualche differenza, come in Wo Long: Fallen Dynasty).

A ciò aggiungiamoci la meccanica del rampino (sempre ispirata a Sekiro). Del Guizzo di Spada, con cui è possibile recuperare stamina durante l’offensiva (come il Ritmo Ki di Nioh, più o meno). E soprattutto le stances (sempre rielaborate da Nioh). Oltre a quelle basilari, chiamati Ten, Chi e Jin, da modificare al volo durante gli scontri per adattarsi all’arma utilizzata dal nemico in un sistema che ricorda sasso-carta-forbice, ve ne sono altre più “avanzate” che sicuramente avranno un ruolo importante nell’endgame (con tanto di nuova difficoltà sbloccabile).

Nell’anteprima vi avevamo raccontato come sin dalle prime fasi di gioco, i combattimenti diventano delle vere e proprie danze coreografiche di morte che trasportano il videogiocatore in una trance “agonistica”. Come solo i migliori action game sanno fare. Bene, possiamo solo dire che “non avevamo visto niente”. Man mano che proseguirete nel gioco, oltre a nemici “base” con pattern sempre diversi che vi costringeranno ad imparare sempre nuovi “ritmi”, incapperete in boss che porteranno allo stremo la vostra conoscenza del sistema di gioco.

E se proprio doveste aver problemi, potrete sempre abbassare la difficoltà. L’esperienza sarà comunque depauperata di tutta quella carica di adrenalina derivante dalla “paura” di sbagliare una serie di parry e ritrovarsi a dover ricominciare lo scontro. Pertanto la sensazione restituita sarà parecchio diversa, ma almeno non resterete bloccati. A dirla tutta, il gioco propone una serie di variabili ludiche non così “demoralizzanti” (passateci il termine) come l’abbassamento della difficoltà che ri-bilanciano un po’ la situazione verso il basso.

In fase di creazione del protagonista, ad esempio, potremo notare dei tratti “atipici” per i lavori di Team Ninja. Capacità persuasive, intimidatorie, diplomatiche (con tanto di possibilità di mentire). Tutto ciò comporta, in termini pratici di gameplay, la possibilità di incidere sul “morale” del nostro interlocutore, potenziale avversario. Ad esempio, con determinate risposte potremo far fuggire il più “coniglio” del suo gruppo. Con altre risposte potremo “spiazzarlo” in modo da iniziare il combattimento con un colpo critico, e così via. Ed ovviamente non mancherà la possibilità di approcciare la maggior parte degli scontri, tolti ovviamente i boss veri e propri, in modalità furtiva.

Rise of the Ronin
Siamo Ronin, non Ninja!

Sulla carta è tutto molto bello. In termini realizzativi, però, dare “spazio” a queste nuove variabili, dare così tanta libertà di scelta, ha fatto sì che emergessero problemi di level design che vanno a rovinare un po’ l’atmosfera e il senso di appagamento. Ma ci spieghiamo meglio.

Innanzitutto, bisogna ribadire come Team Ninja non sia mai stata maestra per quanto riguarda la costruzione dei livelli, tuttavia con Wo Long: Fallen Dynasty avevamo assistito ad un primo passo in avanti. In Rise of the Ronin, un po’ perché la maggior parte delle missioni avviene in sezioni delimitate dell’open world, un po’ (soprattutto) perché si è cercato di dare un contesto a tutte le soluzioni di cui prima, siamo ritornati nuovamente indietro.

Il grosso problema risiede nel fatto che tutti gli approcci al di fuori delle incursioni a viso aperto in solitaria risultano raffazzonati e goffi. In primis l’IA dei nemici è ridicola in ottica stealth approach. Il loro campo audio-visivo di aggro è praticamente circoscritto ai loro piedi. Potremo usare fucili contro nemici che stanno abbastanza vicini tra loro, potremo addirittura combattere con nemici senza attivare gli altri se non andando a sbatterci addosso. Ed anche cercando di ripulire le zone furtivamente, il posizionamento dei nemici e i percorsi creati presentano dei punti di “rottura” che faranno saltare la copertura. Quando poi deciderete di portare in missione gli alleati (NPC o coop online) assisterete a scene comiche che potrete ricaricare su YouTube con questa canzone di sottofondo.

Tornando al solito discorso di prima, se l’inserimento di un sistema di scelte così poco incisivo è inspiegabile ma tuttavia non tanto penalizzante, tutte le variabili connesse al gameplay, pur comprensibilissime per donare magari maggior varietà di approccio, hanno definito un design delle missioni un po’ schizofrenico.

Alla luce di quanto spiegato, il nostro consiglio per godervi veramente al meglio Rise of the Ronin è quello di affrontare tutto in solitaria, abbracciando la via del Bushido. E se proprio non riuscirete ad affrontare da soli i boss di fine missione (a volte sono anche in due o tre, ma ottimamente bilanciati anche giocando da soli), potrete interagire con il checkpoint prima dell’arena ed evocare aiuto (ed eventualmente abbassare la difficoltà).

Open World? Missione riuscita!

L’open world di Rise of the Ronin rientra nella declinazione di quelli “classici”, come gli Assassin’s Creed o Ghost of Tsushima. Scordatevi che la pura e semplice esplorazione possa essere una discriminante ludica vera e propria come in capolavori del “genere”, quali Elden Ring e The Legend of Zelda. Qui si tratta di semplice navigazione della mappa per andare da punto A a punto B.

A maggior ragione se pensate che il loot system di Nioh e Wo Long: Fallen Dynasty è trasporto in maniera pedissequa anche qui. Per quanto i forzieri e le ricompense dei mini-boss dell’open world siano, in linea di massima, migliori dei drop dei nemici random, tale sistema è alla base di un meccanismo “gestionale ed economico” che permea l’intera produzione. Il loot dei forzieri, quindi, è comunque basato su livelli e skill passive randomici. Inoltre, in Rise of the Ronin ci sono i fabbri che permettono addirittura di trasferire i tratti migliori delle armi, proprio come nei precedenti lavori dello studio. Se in una struttura arcade questa scelta la riteniamo accettabile (al di là della bulimica micro-gestione dell’inventario), in un contesto open world smorza un po’ l’entusiasmo quando si tratta di andare alla ricerca di pezzi unici.

Fortunatamente, però, anche con tale sistema, l’open world funziona, grazie al loop che riesce ad innescare. Liberare un accampamento, cercare un gatto o un santuario, eliminare un mini-boss, fare le sfide di abilità, o le fotografie. Ognuna di queste attività ci ricompensa con qualcosa che va a rendere il sistema di combattimento sempre più variegato ed appagante, come ad esempio una nuova postura per una delle tante tipologie di armi. Anche completare al 100% un territorio ci darà punti abilità specifici che poi ci permetteranno di potenziare il nostro alter-ego virtuale.

Ronin
Chi non ama i gatti?

Inoltre abbiamo apprezzato come in qualsiasi punto della mappa ci sia un minimo studio di level design. Paradossale, se ci pensate, che sia più intelligente la costruzione dell’open world che non quella delle missioni. Non potremo dirigerci sempre a cervello completamente spento verso il prossimo segnalino. Molto spesso dovremo intuire l’elementare percorso per raggiungere la nostra ricompensa. Niente di più di quello che ha proposto già Ghost of Tsushima anni fa, ma tant’è. Ed anche con questa “esigenza” di doversi fermare, il traversal non risulta mai stancante e/o ridondante. Viaggiare nel Giappone di Team Ninja è sempre veloce ed immediato (ancora di più abilitando alcune funzioni di accessibilità, come ad esempio raccolta e/o smontaggio rapido del loot, cavalcata automatica verso la destinazione prefissata, etc.).

Purtroppo Rise of the Ronin è molto povero in termini di poligoni e texture. Salire su una posizione sopraelevata (cosa che farete spesso) e constatare la piattezza dell’orizzonte è un grosso rammarico, è innegabile. Anche per questo vi consigliamo la modalità Prestazioni a 60 fps: meglio avere un frame elevato e quasi stabile che puntare su una grafica che di base è molto povera. Nonostante ciò, la direzione artistica riesce a regalare un colpo d’occhio almeno sufficiente. Soprattutto grazie ad un intelligente uso dei colori, delle luci (seppure ogni tanto ci siano vari sfarfallii) e di effetti ambientali come il vento. Menzione d’onore per la colonna sonora di Inon Zur che restituisce meticolosamente le sensations del Giappone del XIX secolo. Non abbiamo parlato di comparto sonoro in generale, ma di colonna sonora soltanto, perché, purtroppo, il doppiaggio italiano non è sempre all’altezza.

Commento finale

Parlare di “troppo che stroppia” in una recensione di un open world può lasciare spazio a fraintendimenti, soprattutto per quella fetta di utenza che si ferma al commento finale e al voto. Per questo motivo ci teniamo a ribadire per bene il concetto. L’open world di Rise of the Ronin è riuscitissimo. Quello che eccede sono variabili ludo-narrative relative alle scelte ed alle libertà concesse al videogiocatore. Non sarà il titolo più a fuoco di Team Ninja (Nioh e Wo Long: Fallen Dynasty sono più quadrati e precisi in quello che propongono). Non sarà il titolo della consacrazione definitiva dello studio nell’Olimpo degli sviluppatori perché le criticità evidenziate sono proprio figlie di scelte “immature” che limitano il proverbiale “next step” in un percorso di crescita. Ma se c’è una cosa in cui il team nipponico è già maestra è creare sistemi di combattimento sempre più appaganti e galvanizzanti. Partendo comunque da meccaniche già viste, riescono a regalare sempre qualcosa di nuovo e più divertente. E Rise of the Ronin è proprio questo, il titolo più appagante, galvanizzante e divertente di Team Ninja, nonostante tutto.

Alone in the Dark (2024) – Guida:  tutti i codici e le combinazioni per risolvere i puzzle del Talismano

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Ci sono vari Puzzle collegati al particolare Talismano che dovrete risolvere in ogni capitolo di Alone in the Dark (2024) e sbloccandoli rivelerete oggetti chiave e indizi che vi aiuteranno a progredire nella campagna. In questa breve guida, vi sveleremo tutti i codici e il processo per risolvere ciascun puzzle del talismano per progredire rapidamente attraverso ciascun obiettivo.

Capitolo 1

C’è solo 1 enigma del Talismano che dovete risolvere nel capitolo 1 e nello specifico nel “salottino”.

La combinazione è la seguente:

  • Cerchio In alto: 3
  • Cerchio di mezzo: 5
  • Cerchio in basso: 8

Capitolo 2

Ci sono 2 enigmi del Talismano che dovete risolvere nel capitolo 2.

La prima combinazione è relativa all’orologio astronomico ed è la seguente:

  • Cerchio In alto: 3
  • Cerchio di mezzo: 4
  • Cerchio in basso: 6

Per sbloccare questo puzzle, dovete prima rimettere insieme le piastre rotte dell’orologio astronomico. Una volta raccolti i pezzi mancanti, tornate all’orologio e, utilizzando l’immagine qui sotto come guida, mettete insieme il puzzle. L’orologio si aprirà e in cima troverete l’indizio relativo al codice per completare il puzzle del Talismano.

La seconda combinazione, invece, è collegata alla Caldaia nel seminterrato.

La combinazione è:

  • Cerchio In alto: 9
  • Cerchio di mezzo: 7
  • Cerchio in basso: 5

Per sbloccare questo puzzle, dovrete rimettere insieme le piastre rotte della caldaia. Usate l’immagine qui sotto come guida:

Una volta fatto troverete il relativo indizio/codice interagendo con gli indicatori della caldaia.

Capitolo 3

C’è solo 1 enigma del Talismano che dovete risolvere nel capitolo 3.

La combinazione per risolvere il puzzle nella Tomba del Faraone è:

  • Cerchio In alto: 2
  • Cerchio di mezzo: 5
  • Cerchio in basso: 8

Per risolvere questo enigma, interagite con il palco, utilizzando come guida il disegno nel Diario di Perosi, potete trovare il codice 2-5-8 confrontando i segni zodiacali con i loro valori numerici.

Capitolo 4

Ci sono 2 enigmi del Talismano che dovete risolvere nel capitolo 4.

Attenzione: la combinazione cambia a seconda del personaggio selezionato

Il primo è collegato alla statuetta rotta in soffitta/Attico, la combinazione per Edward è:

  • Cerchio In alto: 6
  • Cerchio di mezzo: 4
  • Cerchio in basso: 1

Se invece avete selezionato Emily è

  • Cerchio In alto: 9
  • Cerchio di mezzo: 3
  • Cerchio in basso: 1

Esaminate il contenitore situato nell’angolo più a sinistra della soffitta. Una volta aperto, dovrete mettere insieme i pezzi della statuetta. Successivamente, controllate ancora una volta la statuetta e inserite i numeri 6-4-1 (o 9-3-1) sul vostro talismano.

L’ultimo codice da inserire si trova nello Studio del dottor Gray. Per capire l’orientamento corretto del talismano, guardate i segni sul pavimento della camera da letto. Allineando le tacche del quadrante grande con quelle di quelli più piccoli, partendo dall’alto e procedendo verso il basso, otterrete 0-0-0 come codice del talismano.

Si ringrazia sirusgaming per le immagini.

Marvel 1943: Rise of Hydra, primo impressionante trailer per l’action adventure Skydance

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Con un trailer tecnicamente impressionante si è mostrato ufficialmente Marvel 1943: Rise of Hydra, action adventure story driven sviluppato da Skydance New Media.

Il titolo, firmato da Amy Hennig (famosa per aver lavorato con Naughty Dog alle serie di Jak ed Uncharted), si è mostrato nel corso di una keynote di Epic Games, dando sfoggio dell’Unreal Engine 5.4 con volti semplicemente pazzeschi.

Vi proponiamo di seguito il trailer ufficiale, grazie all’account YouTube di Marvel Entertainment.

Nel caos della guerra, i mondi si scontrano. Capitan America e Azzuri, la Pantera Nera degli anni ’40, devono superare le loro differenze e formare un’alleanza difficile per affrontare il loro nemico comune. Combattendo al fianco di Gabriel Jones degli Howling Commandos e Nanali, una spia wakandana incastrata nella Parigi occupata, devono unire le forze per fermare un sinistro complotto che minaccia di trasformare il caos della Seconda Guerra Mondiale nell’ascesa definitiva dell’Hydra.

Quanto mostrato è in realtime, come confermato dagli sviluppatori. A tal proposito vi condividiamo una cutscene grazie al repost di Geoff Keighley.

Marvel 1943: Rise of Hydra arriverà nel corso del 2025, probabilmente per PC, PlayStation 5 ed Xbox Series (sebbene le piattaforme non siano state ancora confermate).

Alien Romulus si mostra nel primo trailer ufficiale

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Il primo trailer di Alien: Romulus, il film 20th Century Studios dal produttore Ridley Scott e dal regista/sceneggiatore Fede Alvarez. Alien: Romulus arriverà il 14 agosto nelle sale italiane, distribuito da The Walt Disney Company Italia.

Questo horror-thriller riporta alle origini il franchise di grande successo Alien: rovistando nelle profondità di una stazione spaziale abbandonata, un gruppo di giovani colonizzatori dello spazio si trova faccia a faccia con la forma di vita più terrificante dell’universo.Il film è interpretato da Cailee Spaeny (Priscilla), David Jonsson (Agatha Christie’s Murder is Easy), Archie Renaux (Tenebre e ossa), Isabela Merced (The Last of Us), Spike Fearn (Aftersun) e Aileen Wu. Alien: Romulus è diretto da Fede Alvarez (La casa, Man in the Dark) da una sceneggiatura scritta dallo stesso Alvarez insieme al suo frequente collaboratore Rodo Sayagues (L’uomo nel buio – Man in the Dark), basata sui personaggi creati da Dan O’Bannon e Ronald Shusett. Il film è prodotto da Ridley Scott (Napoleon), che ha diretto l’originale Alien e ha prodotto e diretto i nuovi film della saga, Prometheus e Alien: Covenant, Michael Pruss (Lo strangolatore di Boston) e Walter Hill (Alien); mentre Fede Alvarez, Elizabeth Cantillon (Charlie’s Angels), Brent O’Connor (Bullet Train) e Tom Moran (Unstoppable – Fuori controllo) sono i produttori esecutivi.

Recensione Final Fantasy VII Rebirth, la rinascita del capolavoro Square Enix

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Final Fantasy VII Rebirth è più di un semplice videogioco. Lungi dall’essere “solo” il secondo capitolo del progetto di riadattamento moderno del capolavoro immortale Squaresoft del 1997, Rebirth è molto di più.

Incredibile pensare infatti che il precedente Final Fantasy VII Remake veniva lanciato nell’Aprile 2020, quando il mondo era tristemente recluso in casa a causa di una pandemia che aveva colto tutti di sorpresa all’alba del nuovo decennio. Quattro anni dopo, portiamo ancora tutti le ferite di quei momenti e di quello che il Covid-19 ha significato per la società, per le persone e per il mondo. Ed è suggestivo pensare all’avvento di Rebirth come il ritorno non solo di uno dei titoli più importanti della storia del gaming, ma anche come un’allegorica rinascita di noi tutti, che cerchiamo tutt’oggi di ritrovare faticosamente la nostra direzione.

Un paragone ardito ed eccessivo? Forse si, lo riconosciamo. Ma a ben pensarci, se Remake aveva ironicamente tenuto compagnia al pubblico all’interno delle mura della plumbea Midgar, Rebirth lo libera idealmente portando l’avventura tra le terre di Gaia. Forse vogliamo leggere in questo titolo più di quanto non ci sia. Ma se ogni opera umana è al contempo genitrice e figlia del proprio periodo, è innegabile vedere in Rebirth qualcosa di speciale e significativo. Soprattutto quando parliamo di un vero ed autentico capolavoro.

Final Fantasy VII Rebirth è disponibile dallo scorso 29 Febbraio in esclusiva per PlayStation 5.


Versione testata: PlayStation 5


Verso l’ignoto

Ebbene, dove eravamo rimasti quattro anni fa, quando i titoli di coda di Final Fantasy VII Remake sono giunti al capolinea?

Cloud e compagni erano riusciti a fuggire miracolosamente da Midgar, braccati dagli uomini della ShinRa dopo l’irruzione degli eroi nel loro quartier generale… non prima però di essere stati testimoni di un mistico ed apparentemente inspiegabile incontro con i Numen, guardiani del destino, e con il temibile Sephiroth. Rebirth inizia pochissime ore dopo. Il gruppo si sta nascondendo e riposando nella vicina cittadina di Kalm: la tranquillità tuttavia dura poco e i ricercati sono costretti ad avventurarsi tra le praterie del mondo di Gaia. Riusciranno a raggiungere la salvezza? Comprenderanno le vere macchinazioni della ShinRa ed il loro interesse verso la discendenza di Aerith? Quale significato hanno le visioni con Zack, il protagonista di Crisis Core (qui la nostra recensione di Reunion)? Che ruolo giocherà Sephiroth in tutto questo? Ma soprattutto… il destino può essere sfidato e riscritto?

Yuffie non è più un personaggio opzionale come nel titolo originale.

Non diremo una parola in più sulla storia di Rebirth. Non solo perché vogliamo rispettare i giocatori che si troveranno a vivere le vicende di Final Fantasy VII per la prima volta, ma anche per preservare i fan di vecchia data. Sia chiaro: possiamo rassicurare tutti sull’aderenza della trama di Rebirth agli eventi principali e più iconici del classico del 1997, location indimenticabili comprese. D’altro canto, non vogliamo minimamente sbottonarci né sugli elementi della storia che sono stati ampliati (esattamente come in Remake) né sulle variazioni decise dal team di Yoshinori Kitase. Quello che possiamo dirvi è che tutte le emozioni dell’originale sono qui, possibilmente anche in misura più intensa grazie al rinnovato pathos reso possibile dallo sfruttamento delle nuove tecnologie. Ma non possiamo negare che potrebbero esserci dei mugugni per alcune scelte (esattamente come in Remake), che tuttavia riteniamo di non poter giudicare se non prima di avere in mano il capitolo finale del progetto.

In questo capitolo saranno rivelate le intenzioni di Sephiroth.

Sinestesia sinergica

Da un punto di vista di mera presentazione visiva, Rebirth evolve la tecnica e l’estetica apprezzata quattro anni fa con un senso di scala molto più grande.

Se infatti alcuni potrebbero lamentare un non così grande stacco tra i risultati celebrati nella nostra recensione di Final Fantasy VII Remake (ed Intergrade) ed i traguardi di Rebirth, tutto va calato nella prospettiva della dimensione. La linearità del precedente capitolo, virtù intrinseca di quel segmento di storia, cede il passo all’apertura del mondo al di là delle mura di Midgar. Nel farlo, si schiude agli occhi dei giocatori un paesaggio colmo di dettagli, colori e suoni, tanto magnetico nelle forme quanto affascinante nei contenuti. Tutto è studiato per essere memorabile, per restare impresso tanto nella mente dei nuovi giocatori quanto per risvegliare sentimenti a lungo sopiti nei cuori dei fan. A partire dai vicoli affascinanti di una Kalm ispirata al nord est europeo, passando per l’assolata eccentricità di Costa del Sol, fino ad arrivare ai misteriosi segreti nelle ombre di Nibelheim. Senza dimenticare la splendida colonna sonora (qui nuovamente arrangiata ed arricchita), ancora oggi una delle migliori creazioni della storia del panorama videoludico.

Rebirth offre la classica alternativa tra una modalità Qualità a 4K e 30fps ed una modalità Prestazioni in cui viene data priorità al framerate (a 60 fps). Il guaio tuttavia, allo stato attuale, è che quest’ultima soffre di un eccessivo drop nella renderizzazione dell’immagine. Il risultato, al netto di un frame ad alti giri, è un’immagine evidentemente sfocata e che mortifica la bellezza grafica della produzione. Gli sviluppatori sono al lavoro per una patch che migliorerà la definizione della modalità Prestazioni, che non dovrebbe tardare molto ad arrivare. Fino ad allora, il consiglio (soprattutto per chi dispone di una TV 4K) è di optare per la modalità Qualità, impostando la velocità della telecamera di una tacca più bassa rispetto all’indicazione di default.

Artisticamente siamo su altissimi livelli.

Gran parte della citata spettacolarità visiva di Rebirth passa, inevitabilmente, per il sistema di combattimento. Quest’ultimo eredita il mix tra azione in tempo reale e comandi scelti attraverso un menù rapido, sfruttando le cariche ATB accumulate. Così come in Remake, anche nel nuovo capitolo tutto fila liscio in modo estremamente dinamico e fluido, passando tra attacchi corpo a corpo, schivate, magie ed abilità speciali. Il fulcro delle battaglie ruota ancora una volta alla necessità di infliggere lo Stremo agli avversari, sfruttando tatticamente lo status di Tensione e le debolezze individuali per giungere ad una condizione di particolare esposizione ai danni del party.

Ciascun personaggio vanta particolarità individuali che, complice l’incremento del cast giocabile, conferisce nuova varietà al flow dell’azione. In Remake ad esempio Tifa era un personaggio votato al corpo a corpo, potendo beneficiare di Arte segreta per capitalizzare al massimo il danno nei confronti dei nemici stremati. In Rebirth invece Red XIII (la prima new entry giocabile del cast) è un personaggio che può letteralmente vendicarsi dei colpi parati sprigionando attacchi potenziati capaci di assorbire salute dagli avversari. Passare da personaggio a personaggio diventa non solo una necessità per sfruttare le abilità individuali, ma anche per affrontare al meglio ogni scontro. Novità di Rebirth, in questo senso, è la Sinergia, che permette ai giocatori di combinare i poteri di coppie di personaggi in devastanti attacchi ed azioni. Da un lato azioni sinergiche utilizzabili a costo zero che permettono colpi speciali in grado di caricare velocemente la barra ATP, dall’altro lato abilità sinergiche che costituiscono vere e proprie abilità speciali. Ed ovviamente non finisce qui: tra limit break, espansione delle armi, un numero praticamente raddoppiato di Materia (da 43 ad 86) e nuovissimi manuali di combattimento… la carne al fuoco è davvero tanta.

La spettacolarità è all’ordine del giorno.

Gamb(ar)e in spalla

Se il sistema di combattimento e lo sviluppo dei personaggi poggiano sulle solidissime basi del titolo di quattro anni fa, dove Rebirth era chiamato ad una vera e propria impresa era nell’open world. Restare all’interno di Midgar, tutto sommato, era la parte semplice, complice una sezione che fin dal titolo originario si contraddistingueva come piuttosto lineare. La vera sfida era ciò che veniva dopo.

Possiamo essere molto chiari al riguardo. Il mondo creato dagli artigiani di Square Enix soffia nuova vita alle leggendarie location di Final Fantasy VII, arricchendole non solo di dettagli e sfaccettature, ma altresì rendendolole molto più vive, diversificate ed entusiasmanti da esplorare. Lungi dal proporre un mondo con una quantità di attrattive e contenuti in linea con il titolo del 1997, il team di sviluppo ha letteralmente infarcito Rebirth di contenuti, posti da visitare e missioni da svolgere. Siamo sinceri: all’inizio abbiamo leggermente storto il naso nel trovare una meccanica di arrampicata sulle torri in tutto e per tutto identica agli open world di scuola Ubisoft. Ma quello che sembrava un preoccupante spettro si è presto dissipato grazie alla ricchezza e varietà di quanto proposto dal nuovo mondo di Gaia.

Cosmo Canyon… già sentiamo la sua evocativa musica.

Vi basti pensare che anche solo la prima area, che copre semplicemente l’attraversamento della palude sorvegliata dal Midgardsormr, è così infarcita di missioni, obiettivi e sorprese da raggiungere agilmente le dieci ore… la stessa fase, nel VII originale, durava a malapena mezz’ora.

Accanto agli incarichi già visti in Remake, in Rebirth ritroviamo Chadley che ci proporrà di completare i dossier esplorativi (e di combattimento) invitandoci all’esplorazione delle aree, al recupero di particolari manufatti, al ritrovamento degli altari perduti degli Esper… e molto altro. La bontà del lavoro svolto dagli sviluppatori non si limita esclusivamente alla quantità di contenuti inseriti in Rebirth. Anzi, da questo punto di vista c’è chi potrebbe trovare addirittura preoccupante trovarsi di fronte ad un titolo da almeno 150 ore. Semmai, il vero traguardo di Square Enix è essere riusciti a creare (quasi) da zero ambientazioni che nell’originale semplicemente non c’erano o erano affidate alla fantasia dei videogiocatori dei tardi anni ’90. Ricreare Midgar, in fin dei conti, era un’operazione semplice. Tutt’altro problema era cimentarsi nel creare una Gaia open world, tolte le location più famose (qui peraltro estese a dismisura). Non solo. Esserci riusciti dando al contempo nuovi approfondimenti agli eventi della storia, alla lore del mondo di FF VII nonché ai rapporti tra quelli che sono probabilmente i migliori personaggi della storia del brand… beh, c’è solo da applaudire.

Neanche vi diciamo a cosa serve la Buggy… DOVETE SAPERLO!

La fine può attendere

Un titolo così grande e di così ampio respiro, poteva nascondere un’insidia: la ripetitività, soprattutto per coloro i quali vorranno trattenersi a Gaia ben oltre le ore necessarie per raggiungere i titoli di coda. Anche in questo senso, siamo stati piacevolmente spiazzati dall’impegno degli sviluppatori.

Nel 1997, Final Fantasy VII si impose come uno dei titoli più influenti della sua generazione non solo per l’alchimia tra storia, presentazione visiva, gameplay e musiche. Ma anche per l’indiscutibile equilibrio di ogni sua componente ed anche per la costante presenza di attimi che potessero risollevare gli animi dalla gravità dell’avventura in corso. Non solo siparietti divertenti in pieno stile giapponese, ma anche un buonissimo numero di minigiochi tra corse di chocobo al Gold Saucer, le azioni strategiche a Fort Condor e molto altro. FF VII Rebirth non solo ripropone tutti i migliori momenti dell’originale ma espande a dismisura anche questo elemento.

Il pianoforte richiama il funzionamento della chitarra di The Last of Us Parte II.

Dai minigiochi musicali ai titoli arcade, da fasi sparatutto in prima persona ad una divertente versione di Rocket League nei panni di Red XIII, fino a sorprese che non vogliamo svelarvi, per un totale di oltre venti minigiochi complessivi. Un vero e proprio ritorno alle origini per la serie, che riabbraccia il suo lato più divertente e variegato, capace di aprire parentesi leggere in ogni opera (qualcosa imparato molto bene da Ryu ga Gotoku, negli anni).

Non possiamo sorvolare sul menzionare specialmente Regina rossa. Si tratta del ritorno di un nuovo grande gioco di carte collezionabili dopo i fasti di Triple Triad di FF VIII e di Tetra Master di FF IX. All’apparenza potrebbe sembrare un semplice divertissement, ma ben presto abbiamo compreso tutte le sfumature di meccaniche che fanno impallidire i precedenti della saga e che si avvicinano maggiormente ai tatticismi del Gwent di The Witcher 3. Se vi ritroverete a perdere ore sul tavolo da gioco per creare il mazzo migliore, beh, vi capiamo benissimo.

Alcuni minigiochi offrono un pretesto per ammirare nuovamente i modelli super deformed del titolo originale.

Commento finale

Final Fantasy VII Rebirth è, senza mezzi termini, un capolavoro assoluto nonché il miglior titolo targato Square Enix degli ultimi anni. Un’opera monumentale nella quale si respira l’amore per l’opera originaria, qui ripercorsa ed ampliata, e che mostra alle nuove generazioni il vero spirito di una saga capace di conquistare i cuori di milioni di fan. C’è chi potrà muovere alcune critiche nei confronti di talune scelte narrative (a nostro giudizio, da valutarsi globalmente solo con l’arrivo del terzo e conclusivo capitolo), dell’eccessiva abbondanza di contenuti e di alcune sbavature tecniche (soprattutto della modalità Performance). Ma si tratta di minuzie che spariscono di fronte alla grandezza di quest’opera, capace di ricordare a tutto il mondo che il Giappone è sempre pronto a stupire e meravigliare.

Dragon’s Dogma 2, la recensione della stampa internazionale lo conferma: il fantasy Capcom è un capolavoro

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A pochi giorni dalla data di uscita ufficiale, sono iniziate ad arrivare le prime recensioni della stampa internazionale per Dragon’s Dogma 2.

Quale sembra essere il parere generale sull’atteso ritorno dell’IP firmata Capcom? Il parere delle testate straniere loda il nuovo capitolo del GDR d’azione, sottolineandone le qualità tali da poter essere considerato un valido pretendente a miglior titolo dell’anno. Nella fattispecie, viene particolarmente acclamata la gestione del mondo di gioco, la gestione delle quest, l’impatto visivo ed il gameplay. Qualche malumore per la stabilità tecnica, che soffre di occasionali cali di framerate e fenomeni di popup. Viene inoltre segnalato che alcune scelte di game design potrebbero non incontrare il favore di tutto il pubblico (soprattutto l’ermetismo di molte meccaniche).

Ecco di seguito alcune delle recensioni finora pubblicate dai maggiori siti internazionali:

  • IGN 8/10
  • Eurogamer 5/5
  • PC Gamer 89/100
  • Metro GameCentral 7/10
  • GameSpot 9/10
  • The SixthAxis 10/10
  • Shacknews 9/10
  • VG247 5/5
  • GamingTrend 95/100
  • Digital Spy 4/5
  • Wccftech 8/10
  • PlayStation Universe 9,5/10
  • COGconnected 88/100
  • Gaming Nexus 9/10
  • Gameblog 10/10
  • RPG Site 10/10
  • Press Start 9/10
  • CGMagazine 8,5/10
  • Fextralife 8,8/10
  • GamingBolt 10/10
  • TechRaptor 8,5/10

Nel momento in cui scriviamo il titolo si attesta su una media delle recensioni di 89 su OpenCritic. Si tratta di un risultato provvisorio, in attesa delle altre opinioni in arrivo nelle prossime ore e nei prossimi giorni.

Vi ricordiamo che Dragon’s Dogma 2 arriverà per PlayStation 5, Xbox Series e PC (via Steam) il prossimo 22 Marzo.

Alone in the Dark (2024) – Guida ai trofei

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Alone in the Dark è tornato dopo una lunga assenza: ma riuscirete a sopravvivere all’incubo?

Nella nostra recensione di Alone in the Dark, vi abbiamo raccontato come il titolo non sia sicuramente perfetto ma rappresenta, senza alcuna ombra di dubbio, un brillante lavoro di (ri)contestualizzazione del classico horror di sopravvivenza (pur mantenendosi fedele allo spirito dell’originale), caratterizzato da una splendida ambientazione degli anni ’20.

Al di là dell’esperienza da brivido a metà tra horror e poliziesco, la domanda per tutti i collezionisti è: come fare per completare al 100% il titolo? La domanda non è banale.

Sebbene il titolo sia infatti piuttosto semplice da portare a termine, tuttavia allo stato attuale sussistono parecchi glitch che impediscono il pieno completamento. Vi abbiamo segnalato le criticità nella nostra guida: potrebbe essere saggio attendere una patch correttiva prima di avventurarsi alla rincorsa del platino. La nostra guida ovviamente vale non solo per i trofei dalle versione PlayStation, ma altresì anche per gli achievements per Xbox e gli obiettivi Steam.

Informazioni preliminari

  • Difficoltà stimata per il Platino: 3/10
  • Tempo stimato per il Platino: 18/20 ore
  • Trofei offline: 38
  • Trofei online: 0
  • Trofei missabili: Molti trofei sono missabili: la guida è tuttavia spoiler free, quindi potrete riscontrarli voi stessi.
  • Trofei glitchati: Purtroppo il gioco allo stato attuale ha diversi glitch che impediscono il pieno completamento, non solo in merito ai collezionabili ma anche per alcuni trofei legati a cutscene e finali segreti. Quindi occhio e magari attendere una patch correttiva.
  • La difficoltà influisce sui trofei? No, tutto può essere completato alla difficoltà più facile
  • Run minime: 2, oltre ad un salvataggio di backup al capitolo 4 con entrambi i personaggi, per ottenere tutti i finali
  • Free-roam/selezione livelli dopo aver finito il gioco: No

Road map

Step 1: Premessa fondamentale. Il gioco allo stato attuale, per quanto riguarda i trofei/achievements/obiettivi è particolarmente buggato. Diversi glitch impediscono il pieno completamento, non solo in merito ai collezionabili ma anche per alcuni trofei legati a cutscene e finali segreti. Quindi occhio e magari attendere una patch correttiva. Si può completare tutto in due run e sfruttando i salvataggi manuali per sbloccare alcuni trofei specifici.
Step 2: Detto questo, il primo consiglio è giocare il gioco e godersi la prima run con entrambi i personaggi, prestando particolare attenzione ai collezionabili (che sono piuttosto semplici da trovare).
Step 3: La run con il personaggio che avete scelto per secondo può essere il momento giusto per completare il gioco in meno di tre ore e/o senza ricorrere alla fiaschetta.
Step 4: Eventuali altre run per prendere quello che avete mancato.

Prima di lasciarvi alla guida, vi ricordiamo che il titolo è disponibile da 20 Marzo per PC, Xbox SeriesPlayStation 5.

Si ringrazia PowerPyx.

Guida ai trofei

Alone in the Dark
Tutti i trofei

Ottenete tutti gli altri trofei di Alone in the Dark per sbloccare il platino.

Caso chiuso
Salva New Orleans dal Caprone nero

Trofeo legato allo svolgimento della storia di Alone in the Dark, impossibile da mancare (Edward).


Sani e salvi
Salva New Orleans dal Caprone nero

Trofeo legato allo svolgimento della storia di Alone in the Dark, impossibile da mancare (Emily).


Acchiappatutto!
Completa tutti i set di oggetti collezionabili

Per ottenere il trofeo dovrete completare tutti i set di oggetti collezionabili. Peraltro, la condizioni è strettamente connessa ad ottenere molti altri trofei legati a cutscene segrete, finali alternativi ed altro. Qui trovate la guida completa ai collezionabili. Attualmente tuttavia il trofeo è glitchato e non può essere completato.


Sobrietà
Completa il gioco senza bere dalla tua fiaschetta

La classica fiaschetta sarà preclusa dal vostro utilizzo per ottenere il trofeo. Logicamente, non si potrà ottenere la relativa ricarica energetica per tutto il gioco. Ogni danno sarà infatti presente per tutto il resto del gioco, visto che non esistono momenti di autorigenerazione (neanche alle modalità più facili), neanche tra un capitolo e l’altro.

Di seguito alcuni consigli per farcela:

  • Giocate alla difficoltà più semplice per minimizzare il danno
  • Schivate i nemici e teneteli più a distanza possibile
  • Giocate sul sicuro e non prendete rischi per fretta
  • Occhio ai nemici grandi che possono colpirvi dalla distanza
  • Occhio anche ai nemici che escono dal terreno, tenetevi sempre in movimento e pronti a schivare
  • Preparate salvataggi multipli
  • Per completare il secondo round con Jacob, sfruttate il Tommy Gun finché non va a terra e poi pugnalatelo. Approfittate dei momenti in cui si rialza per scaricare altri venti proiettili di Tommy Gun su di lui. Andrà nuovamente a terra, pronto per essere pugnalato. Continuate così.
  • Se avete il set di collezionabili “All The World’s a Stage”, potete completare il gioco al capitolo 5 parlando con Grace saltando il boss finale
  • Per il boss finale, durante la prima fase distruggete velocemente i punti bianchi. Durante la seconda fase, abusate del Tommy Gun per uccidere tutti. Passate rapidamente al fucile e sparate alle gambe per atterrarlo. A questo punto sparate a tutti i punti bianchi, tranne uno. Dopo che sarà di nuovo in piedi, usate nuovamente il fucile per sparare alle gambe e farlo cadere. Farà spawnare altre creature bianche. Dopo aver sparato ad una di queste, inizierà a far spawnare altri nemici, ma i punti bianchi resteranno. Sparate a tutti questi punti mentre il boss spawna i nemici, per farlo morire velocemente.

Non ho tutta la notte
Completa il gioco entro non più di 3 ore

Il requisito temporale è meno ridotto di quanto sembra, visto che il gioco si può anche completare in meno di due ore se si sa cosa fare.

Di seguito alcuni consigli per ottimizzare il tempo:

  • Usate Emily (alcune sessioni sono più brevi rispetto alla campagna con Edward)
  • Saltate tutte le cutscene
  • Non lasciate il gioco in pausa (il tempo scorre ugualmente ai fini del trofeo)
  • Non sprecato tempo ad uccidere nemici che non è necessario eliminare
  • Ignorate tutti i collezionabili e recuperate solo gli oggetti chiave
  • Se avete già collezionato il set “All The World’s a Stage”, è possibile completare il capitolo 5 senza affrontare il boss finale
  • Lasciate questo trofeo per ultimo, quando avrete piena dimestichezza col gioco

Chi cerca trova
Parla con Jeremy nella cappella

Trofeo legato allo svolgimento della storia di Alone in the Dark, impossibile da mancare.


Destinazione: New Orleans
Scappa dall’Uomo nero

Trofeo legato allo svolgimento della storia di Alone in the Dark, impossibile da mancare.


Un tragico abbandono
Ammetti il tuo terribile passato

Trofeo legato allo svolgimento della storia di Alone in the Dark, impossibile da mancare.


Ho preso la bambina e l’ho lasciato annegare
Ammetti il tuo terribile passato

Trofeo legato allo svolgimento della storia di Alone in the Dark, impossibile da mancare.


Ritorno alla normalità
Rompi il patto con l’Uomo nero

Trofeo legato allo svolgimento della storia di Alone in the Dark, impossibile da mancare.


In che senso?
Fai un regalo a Grace

MISSABILE. Per ottenere questo trofeo dovrete aver completato il set di collezionabili “All the World’s a Stage”. Fatto questo, al capitolo 5 parlate con Grace per questo finale segreto.


Inscienza collettiva
Considera di farla finita

MISSABILE. Per ottenere questo trofeo dovrete aver completato il set di collezionabili “The Hartwood Curse”. Fatto questo, al capitolo 4 interagite con il cappio per attivare la cutscene segreta.


Accettazione radicale
Sottomettiti all’Uomo nero

MISSABILE. Per ottenere questo trofeo dovrete aver completato il set di collezionabili “Dying With Dignity”. Fatto questo, dovrete lavare la vernice dal ritratto di Jeremy nel capitolo 4, nei panni di Emily (dopo aver aperto il passaggio segreto nell’appartamento del Dottor Gray). Attualmente tuttavia il trofeo è glitchato e non può essere completato.


La folta progenie
Unisciti al culto

MISSABILE. Per ottenere questo trofeo dovrete aver completato il set di collezionabili “A Goat Without Horns”. Fatto questo, dovrete fare un’offerta all’albero che sussurra, nel Conservatorio durante il capitolo 4 nei panni di Edward. Successivamente, dovrete attendere la chiamata dell’albero. Attualmente tuttavia il trofeo è glitchato e non può essere completato.


Quattro chiacchiere
Parla con tutti di tutto

Per ottenere il trofeo, dovrete esaurire tutte le opzioni di dialogo con tutti i personaggi. Qui trovate la guida completa ai collezionabili.


Topo di biblioteca
Leggi tutti gli indizi

Per ottenere il trofeo, dovrete leggere tutti gli indizi. Qui trovate la guida completa ai collezionabili. Attualmente tuttavia il trofeo è glitchato e non può essere completato.

La sottile parvenza della civiltà
Sfonda una barriera

Trofeo legato allo svolgimento della storia di Alone in the Dark, impossibile da mancare.


A ogni costo
Elimina un mostro con un’opportunità

Le opportunità sono degli oggetti che si possono trovare nella mappa. Si possono lanciare ai nemici premendo il relativo tasto dorsale. Per avere il trofeo dovrete eliminare un mostro con uno di questi oggetti.


Fatti sotto!
Elimina un mostro con un’arma da mischia

Come da descrizione, usate un’arma da mischia per accoppare un mostro.


Ora sì che si ragiona!
Elimina un mostro con un’arma a distanza

Come il precedente trofeo, ma usando un’arma da fuoco qualsiasi.


L’ora del fai da te
Ricomponi un alloggiamento del talismano

Trofeo legato allo svolgimento della storia di Alone in the Dark, impossibile da mancare.


Straordinari
Gioca per più di 8 ore

Un trofeo che otterrete naturalmente giocando.


Benvenuti a Derceto
Irrompi a Derceto

Trofeo legato allo svolgimento della storia di Alone in the Dark, impossibile da mancare.


Da una porta all’altra
Trova il tuo talismano

Trofeo legato allo svolgimento della storia di Alone in the Dark, impossibile da mancare.


Grandi responsabilità
Trova la borsa di Jeremy

Trofeo legato allo svolgimento della storia di Alone in the Dark, impossibile da mancare.


Da tutt’altra parte
Trova il convento di Taroella

Trofeo legato allo svolgimento della storia di Alone in the Dark, impossibile da mancare.


Fuori di senno
Cammina nel deserto

Trofeo legato allo svolgimento della storia di Alone in the Dark, impossibile da mancare.


Casa dolce casa
Torna a Derceto

Trofeo legato allo svolgimento della storia di Alone in the Dark, impossibile da mancare.


Terapia peggiorativa
Sfonda le barriere dell’autoinganno

Trofeo legato allo svolgimento della storia di Alone in the Dark, impossibile da mancare.


Il presente del passato
Ottieni ciò che vuoi

Trofeo legato allo svolgimento della storia di Alone in the Dark, impossibile da mancare.


Frenesia
All’inferno

Trofeo legato allo svolgimento della storia di Alone in the Dark, impossibile da mancare.


Perché no?
Completa un set di oggetti collezionabili

Nel gioco sono presenti diversi set di oggetti collezionabili. Sarà sufficiente completarne uno per avere il trofeo, ma per ottenere Acchiappatutto! dovrete prenderli tutti.


Occhio a dove punti quell’affare
Punta l’arma contro un essere umano

Per ottenere il trofeo, dovrete semplicemente puntare un’arma da fuoco ad un essere umano senza sparare.


La notte dei falò
Elimina un nemico con il fuoco

Molto semplice. Usate una Molotov per incendiare ed eliminare un avversario.


Ferro alla mano
Elimina un nemico con il fucile

Per ottenere il fucile dovrete completare il set di collezionabili “Lost Children”. Ricevuta l’arma, uccideteci un nemico per avere il trofeo.


Gangster
Elimina un nemico con la mitraglietta

Il Tommy Gun potrà essere recuperato durante il capitolo 4, all’interno dell’ufficio della Pregzi Shipping Company. Usatela contro un nemico per avere il trofeo.


Nessuno può fermarmi
Apri tutte le casseforti e i lucchetti nel gioco

Per ottenere il trofeo dovrete aprire tutte le casseforti ed i lucchetti. Per le combinazioni potete seguire la nostra guida ma attenzione. Attualmente tuttavia il trofeo è glitchato e non può essere completato.

Alone in the Dark (2024) – Guida: tutte le combinazioni delle casseforti

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Alone in the Dark, ultima fatica di Pieces Interactive e THQ Nordic, richiede di cimentarsi in una serie di enigmi. La maggior parte può essere risolta semplicemente consultando gli indizi a disposizione; fra questi, abbiamo una serie di casseforti che – naturalmente – possono essere aperte mediante una combinazione specifica. In questa guida vi “daremo una mano”, indicandovi – senza alcuno spoiler sulla trama – tutte le combinazioni necessarie per la loro apertura.

Nota bene, le combinazioni così come la tipologia del contenuto (in determinati casi), cambiano a seconda del personaggio prescelto.

Capitolo 3

Raggiunto il magazzino del molo attraverso le fognature (sia con Edward e sia con Emily), per procedere dovrete necessariamente aprire la cassaforte che si trova nell’ufficio al piano superiore (impossibile da mancare). Per aprire la suddetta cassaforte la combinazione è la seguente: Sinistra 4 – Destra 5 – Sinistra 4.

Capitolo 4

Nella Stanza Vuota (vedasi mappa), dovrete entrarci obbligatoriamente sia con Emily e sia con Edward. Qui, troverete una cassaforte. Se avete selezionato Edward, e non volete perdere tempo a risolvere l’enigma, eccovi la combinazione che vi permette l’apertura della cassaforte: Sinistra 6 – Destra 9 – Sinistra 2. Se invece avete selezionato Emily come personaggio giocabile, la combinazione della cassaforte nella Stanza Vuota è: Sinistra 9 – Destra 1 – Sinistra 8.

L’altra cassaforte disponibile si trova al piano terra, nell’ufficio del maggiordomo; nello specifico contiene la chiave per la stanza di MacCarfey. La combinazione è: Sinistra 9 – Destra 1 – Sinistra 3.

Quest’ultima delle casseforti, l’abbiamo aperta all’inizio del Capitolo 2 (nei panni di Emily) e abbiamo trovato un Lagniappe che vi permetterà di completare uno dei set.

Vi ricordiamo che il titolo è disponibile da 20 Marzo per PC, Xbox Series e PlayStation 5.

Amazon Spring Deals, fino a 1000 euro di sconto sui notebook MSI

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In occasione degli Amazon Spring Deals, in programma dal 20 al 25 marzo 2024, MSI sta offrendo la possibilità di acquistare i propri notebook in promozione risparmiando fino a 1.000 euro.

Lo sconto di 1000 euro è ovviamente riservato alle macchine più potenti, e costose, di MSI, come ad esempio il Vector GP68HX, una bestia con display da 16″ 16:10 FHD+, grafica RTX NVIDIA GeForce 4090 e CPU Alder Lake i9-13950HX, che in questi giorni è possibile acquistare a 2.699 Euro, anziché 3.699 Euro.

MSI Vector GP68HX

Ma anche i gamer che hanno a disposizione un budget più contenuto, ma ricercano prestazioni allo stato dell’arte, possono approfittare degli sconti MSI e Amazon. Il Raider GE68HX, ad esempio, dotato di CPU Raptor Lake i7-13700HX, display da 16’’ 16:10 QHD+ e RTX 4060, è in sconto a 1.799 euro, anziché 2.399 euro, oppure i laptop delle serie Katana 15 e Katana 17, equipaggiati rispettivamente con display da 15,6’’ FHD e 17,3’’ FHD, grafica RTX 4060 e RTX4070, sono in vendita a 1.299 Euro per il modello più compatto e 1.699 Euro per il fratello maggiore.

Nella promozione Amazon Spring Deals sono poi compresi anche il modello Cyborg 15 con grafica RTX 4050 e CPU Raptor Lake i7-13620H, al prezzo di 1.099 Euro, anziché 1.299 Euro, e due modelli della serie di laptop ultrasottili per il gaming GF63 Thin, dotati di display 15,6’’ FHD, processore Alder Lake i7-12650H, grafica RTX 4050 o RTX 3050, che sono in vendita con prezzi da 849 Euro a 1.039 Euro.

MSI Cyborg 15

Diverse sono poi le occasioni da non perdere tra i notebook per la produttività, tra cui spicca sicuramente il Prestige 14Evo, equipaggiato con display da 14’’ FHD e basato su piattaforma Intel Evo, che è perfetto per lavorare sia in ufficio, sia in smart working, che è in vendita a 999 Euro, anziché 1.649 Euro, quindi, con uno sconto di oltre 600 Euro. Ideali per chi cerca un laptop piccolo e compatto con cui studiare a casa e a scuola o all’università, sono, infine, i notebook della serie Modern 14, che possono essere acquistati con prezzi a partire da 499 euro e sconti fino a 300 euro.

Maggiori informazioni su questi e gli altri notebook MSI in promozione per gli Amazon Spring Deals 2024 li trovate sulla pagina Amazon dedicata ai laptop in offerta MSI