Siamo onesti: non tutti hanno una stanza (o una parete libera) per una postazione da gaming completa. Ma ecco la verità che la maggior parte degli influencer su YouTube non ti dirà: non hai bisogno di una scrivania enorme o di strisce RGB su ogni superficie per creare un’atmosfera fantastica per il gaming. Quello di cui hai davvero bisogno è uno spazio accogliente e ben progettato, che si adatti al tuo stile di vita (e ai metri quadrati che hai a disposizione).
Che tu stia giocando in un monolocale, in una stanza condivisa o in un angolino della tua camera da letto, puoi trasformare pochi metri quadrati nel tuo headquarter e puoi farlo senza andare in bancarotta, soprattutto se fai acquisti in modo intelligente e sfrutti offerte come una Amazon gift card per procurarti ciò che ti serve.
Da pochissimo infatti Amazon ha lanciato una nuova sezione del suo store chiamato Amazon Haul, uno store nello store che serve a contrastare l’avanzata incontenibile degli store cinesi come Aliexpress e Temu. Su questo store potete trovare di tutto, strisce RGB, accessori per la ricarica, pad per la scrivania, tutto a prezzi “cinesi” e non basta. Oggi, giorno dei single, per esempio, Amazon addirittura propone uno sconto di ben 11 euro su un prodotto a scelta più il 10% di sconto benvenuto per chi acquistare per la prima volta. Insomma l’occasione perfetta per fare incetta di accessori per la scrivania. Ma quali sono gli accessori che non dovrebbero mancare nel vostro angolo “di paradiso”? vediamolo insieme.
Fase 1: Trova il tuo angolo perfetto
La prima regola degli angoli gaming negli spazi ridotti: la posizione è tutto. Non ti serve una stanza da gioco lussuosa: è sufficiente un angolo tranquillo, un po’ isolato dal caos della vita quotidiana.
Cerca: Un punto vicino a una presa di corrente in modo da non dover passare il cavo per tutta la stanza. Procurati poi un caricatore con tante prese USB C e USB A che sia compatibile con la nuova tecnologia GaN che difende i tuoi dispositivi dagli sbalzi di tensione. Qualcosa di simile da 100w dovrebbe essere più che sufficiente a caricare un portatile, un tablet e il tuo smartphone. La postazione ideale dovrebbe avere sempre una buona circolazione dell’aria: il surriscaldamento e il sudore non rendono l’atmosfera molto accogliente, e il tuo PC ha bisogno di aria fresca. Se questo non è possibile, acquista un purificatore d’aria.
La parte dietro al PC è il luogo che vedrai più spesso e per questo è necessario che sia personalizzata con luci o poster per creare una separazione dal resto della stanza. O ancora meglio, con dei pannelli decorativi per pareti. Non serve spendere molto, su Amazon Haul con due tre euro ci si può portare a casa davvero qualcosa di molto bello ed elegante.
Anche se lo spazio è limitato, avere un angolo apposito dice al tuo cervello: è qui che avviene il divertimento.
Fase 2: Riduci senza fare rinunce
Dimentica le scrivanie ingombranti e le postazioni con tre monitor. Nelle piccole configurazioni, è tutta una questione di minimalismo intelligente. Compatto non significa poco potente, ma efficiente.
Ecco come farlo nel modo giusto:
Usa un braccio per monitor da parete: ti fa risparmiare spazio sulla scrivania e dona un aspetto elegante e sospeso. Se il tuo monitor è VESA e vuoi risparmiare puoi utilizzare anche un braccio che di solito viene utilizzato per le TV: non avrai tutte le regolazioni di un normale braccio da monitor, ma per 11 euro, difficile chiedere di più.
Scegli una tastiera meccanica compatta: a meno che non passi le giornate su Excel, non hai bisogno del tastierino numerico. Ma non lesinare sulla qualità, Epomaker produce ottime tastiere meccaniche a prezzi stracciati e con le offerte dell’11/11 puoi risparmiare ancora di più. Opta per contenitori impilabili o con ruote: tieni cavi, controller e accessori fuori dalla vista quando non li usi. Su Amazon Haul ce ne sono tantissimi, hai praticamente solo da scegliere. Investi in una sedia o uno sgabello pieghevole: la comodità è importante, ma la flessibilità mantiene lo spazio funzionale.
Fase 3: Illumina il tuo angolo come la scena di un film
Una postazione accogliente non è solo una questione di hardware, ma anche di atmosfera. Il modo più veloce per migliorare il tuo angolo? L’illuminazione.
Prova a combinare diversi tipi di luce: Luce ambientale diffusa: una lampada calda o una striscia LED dietro al monitor. Illuminazione d’accento:RGB sotto la scrivania o intorno alle decorazioni da parete. Luce funzionale: una piccola lampada da tavolo per gli spuntini post-partita.
Un consiglio da parte degli interior designer: le tonalità calde fanno sembrare le stanze piccole più ampie e accoglienti. Prediligi l’arancione del tramonto o le sfumature dorate, anziché il blu freddo. Consiglio n. 2: se volete qualche simulazione del vostro spazio, fatevi aiutare dalla IA per creare qualcosa di unico partendo da una foto del vostro angolino (qui sotto, un esempio di un angolo di casa, trasformato in angolo gaming grazie a Gemini Nano Banana)
Fase 4: Il vero lusso è la comodità
L’ingrediente segreto per una postazione davvero accogliente non è la tua scheda grafica, ma la comodità. Se giochi per ore, l’ergonomia e i materiali giusti contano più di qualsiasi luce RGB.
Piccoli miglioramenti:
Un tappetino per il mouse XXL o un poggiapolsi morbido. Una coperta o un plaid da abbinare alla palette di colori della tua postazione. Cuffie wireless per non essere vincolato dai cavi. Piante o un piccolo cactus da scrivania per dare un’atmosfera tranquilla alla postazione e un look da vero streamer.
Fase 5: Personalizza senza creare disordine
Infine, aggiungi un tocco della tua personalità ma senza esagerare. Ogni elemento deve essere al suo posto. Magari un poster incorniciato del tuo gioco preferito, una mensola per i collezionabili o una piccola insegna al neon con scritto “GG”.
Ricorda: il tuo obiettivo non è ricreare lo studio di uno streamer, ma far sì che il tuo piccolo angolo sia davvero il tuo mondo.
In sintesi
Una postazione da gaming accogliente non è una questione di dimensioni o di costi, ma di intenzione. Ogni scelta che fai, dall’illuminazione alla sedia, dovrebbe aggiungere comfort e personalità. Puoi creare qualcosa di cinematografico, elegante e unico senza spendere troppo e facendo due conti, con appena 150/200 euro (senza considerare scrivania e sedia), è possibile realizzare un angolo da gaming che farebbe invidia al più famoso influencer Youtube o Twitch.
Ricorda poi che l’importante è giocare e se stai cercando titoli convenienti da giocare nella tua postazione accogliente, i marketplace digitali come Eneba ti permettono di acquistare facilmente key scontate, carte regalo e abbonamenti gaming senza nemmeno alzarti dalla sedia. Perché, ammettiamolo: l’angolo da gaming perfetto è frutto di scelte intelligenti, non di metri quadrati.
Quando apri una partita di Valorant, non stai semplicemente avviando uno sparatutto tattico. Stai salendo su un palcoscenico, completo di luci, atmosfera e tensione narrativa. Dal tramonto infuocato di Ascent ai riflessi al neon dei vicoli di Split, le mappe di Valorant non esistono solo per il combattimento, ma sono performanti. Ed è proprio questo l’ingrediente segreto che rende cinematografico ogni round, anche prima che venga sparato il primo proiettile.
Scenografia, non solo progettazione dei livelli
La maggior parte degli sparatutto in prima persona crea le mappe in modo che siano funzionali: punti di strozzatura, linee per cecchini, coperture strategiche. E Valorant? Tratta ogni location come un set cinematografico vivo e pulsante. Ogni angolo è realizzato con una narrazione intenzionale.
Non è un caso che lo studio dietro Valorant, Riot Games, si affidi a concept artist che hanno lavorato nel cinema e nell’animazione. Il risultato è un’identità visiva che unisce realismo e arte. Gli ambienti sono sufficientemente dettagliati da risultare credibili, ma abbastanza stilizzati da rimanere impressi nella memoria.
Vuoi esplorare tu stesso questo mondo cinematografico o regalare a un amico la sua prima missione? Puoi facilmente acquistare una Valorant gift card per sbloccare skin esclusive e battle pass che migliorano l’esperienza: nessun pagamento complicato, solo un’immersione immediata nel gioco.
L’arte di raccontare storie attraverso lo spazio
Le mappe di Valorant fanno qualcosa che pochi sparatutto si preoccupano di tentare: raccontano storie senza bisogno di parole.
Prendiamo Ascent: Una bellissima città ispirata all’Italia, sospesa tra le nuvole. I suoi campanili, le fontane e i vicoli di ciottoli sono progettati per farti sentire come se stessi combattendo per qualcosa che vale la pena salvare.
Ascent di Valorant è ispirata ai paesaggi nostrani
Oppure Icebox: Un avamposto industriale artico pieno di container congelati, generatori ronzanti e un silenzio inquietante. L’ambiente stesso sembra un personaggio: è freddo, ostile e pronto a inghiottirti.
Queste location non sono solo belle da vedere. Ti guidano attraverso momenti emotivi proprio come succede nei film: dalla tensione crescente fino al climax esplosivo.
Illuminazione, composizione e dramma
Nel cinema, l’illuminazione è tutto, e Valorant lo sa bene.
Ogni mappa utilizza luci e colori per creare un’atmosfera: Breeze, ad esempioutilizza tonalità calde e tropicali che rendono gli scontri a fuoco simili a scene d’azione di un thriller caraibico. Bind, invece, gioca su contrasti netti (il sole brillante del deserto e i tunnel oscuri) per creare tensione visiva. Lotus usa sfumature mistiche di viola e verde che sfumano il confine tra mito e tecnologia.
Queste scelte non influenzano solo l’estetica, ma anche la psicologia del giocatore. Le ombre creano suspense. Le zone luminose incoraggiano il movimento. Ogni segnale luminoso è come l’indicazione di un regista: Vai lì. Prova questa emozione.
Il flusso cinematografico del combattimento
Le migliori scene cinematografiche hanno ritmo: un’alternanza di tensione e rilascio che ti tiene incollato alla sedia. Il design delle mappe di Valorant dà vita allo stesso ritmo. Ogni round si svolge come una sequenza d’azione montata con maestria. La preparazione: le squadre si posizionano, la tensione sale. Lo scontro: le abilità si attivano, i colpi volano, il caos prende forma. La risoluzione: disinnesco, clutch o eliminazione totale. Quel ritmo non è casuale. Le mappe sono volutamente progettate e dimensionate per creare transizioni piene di suspense. Muoversi dal mid al sito è come passare da un’inquadratura all’altra: serrato, intenzionale, cinematografico.
Architettura come gameplay
La genialità di Valorant risiede nel modo in cui unisce logica architettonica e giocabilità. Gli spazi hanno senso. Porte, ascensori, tetti: tutto è disposto come in un set cinematografico, dove ogni elemento di scena conta. Le porte in Ascent funzionano come transizioni di scena: sono drammatiche, rapide, decisive. I teletrasporti in Bind sono letteralmente tagli netti tra una location e l’altra. E le funi in Split? Vedile come cavi da acrobazia in un film d’azione.
Queste meccaniche ti fanno sentire meno un giocatore e più un personaggio di una storia coreografata.
Il futuro di Valorant: scenari più grandi, storie più audaci
Man mano che Riot continua ad ampliare l’universo di Valorant, le sue mappe diventano sempre più ambiziose. Ogni nuova location ha un contesto narrativo più forte: indizi ambientali, narrazione visiva e un tocco cinematografico degno dei grandi titoli.
Ed è proprio questo il punto: Valorant non si limita a sembrare un film. Lo è, perché ogni mappa è costruita per essere più di un campo di battaglia. È un palcoscenico narrativo, in attesa che tu crei la tua personale sequenza da protagonista.
Se sei pronto a brillare nella tua prossima grande partita, puoi migliorare la tua esperienza con crediti di gioco o skin grazie al marketplace digitale Eneba, dove troverai key e ricariche a prezzi vantaggiosi per rendere epica la tua avventura in Valorant.
Secondo uno scoop riportato da Variety, V per Vendetta riceverà un nuovo adattamento sotto forma di serie TV per HBO sviluppata dai DC Studios.
Stando a quanto riportato dalla testata, Pete Jackson è stato incaricato della sceneggiatura. James Gunn e Peter Safran della DC Studios saranno i produttori esecutivi, insieme a Ben Stephenson della Poison Pen e Leanne Klein della Wall to Wall Media, che fa parte della Warner Bros. Television Studios UK. La produzione sarà curata dalla Warner Bros. Television.
V per Vendetta è nato come fumetto a puntate scritto da Alan Moore e illustrato da David Lloyd. Ha debuttato nel 1982 nell’antologia britannica “Warrior”, per poi essere pubblicato dalla DC nel 1988.
La storia è ambientata in Gran Bretagna, in un futuro distopico in cui il paese è controllato da un partito fascista. Un anarchico di nome V, noto per la sua caratteristica maschera di Guy Fawkes, cerca di rovesciare il governo con l’aiuto di Evey Hammond, una giovane donna che V ha salvato dalla polizia segreta del paese.
Il fumetto è arrivato su grande schermo nel 2005 con il film diretto da James McTeigue, prodotto e adattato da Andy e Larry Wachowski. Nel cast della pellicola divenuta cult figurano Hugo Weaving, Natalie Portman, Stephen Rea e John Hurt. Warner Bros. ha deciso di riportarlo nelle sale nel Novembre 2026 in occasione del suo ventesimo anniversario.
Dopo l’Afterglow Wave Wired Controller, che abbiamo recensito qualche mese fa torniamo a parlare di Turtle Beach e dei suoi accessori dedicati all’ecosistema Xbox e PC su licenza ufficiale ed in particolar modo del Rematch Advanced Wired Controller. Una tipologia di controller cablata che non passa di certo inosservata, grazie alle sue particolari colorazioni ma che incorpora anche una pletora di feature di livello, come trigger Hall Effect a 2 stop, tasti programmabili e una rapida gestione del mix audio/chat che passa attraverso il D-pad. Il prezzo è piuttosto appetitoso, € 39,99!
Specifiche tecniche
Connessione
Cavo USB-C da 2.5 mt per una connessione affidabile e senza ritardi
Ingresso/uscita audio
Porta audio da 3,5 mm (controlli audio integrati sul D-pad per regolare il mix di gioco/chat e il volume principale)
Peso del prodotto
0,39 kg
Dimensioni del prodotto
175 x 175 x 71,5
Design
Design ergonomico con impugnature, levette e grilletti testurizzati per una maggiore precisione
Finitura lenticolare per un look dinamico e di alta qualità
Configurazioni possibili
Mappatura dei pulsanti (compresi due pulsanti di azione rapida), regolazione della sensibilità dei grilletti, regolazione della zona morta attraverso Control Hub Companion App
Compatibile con Xbox Series X|S, Xbox One e PC Windows 10 e 11
Disponibile in più colori: Dark Cosmos, Kyoto Bloom, Cotton Candy, Blue Kitsune
Prezzo al dettaglio: € 39,99 (Europa)
Confezione di vendita
Rematch Advanced Wired Controller
Cavo USB da 2.5 m
Guida rapida
Design e qualità costruttiva
Il Rematch Advanced Wired Controller colpisce subito per la sua estetica originale: la gamma cromatica include varianti come Blue Kitsune, Cotton Candy, Kyoto Bloom e Dark Cosmos, tutte caratterizzate da un design scenografico che va oltre il semplice “colore”. In particolare, i modelli lenticolari come Kyoto Bloom (versione da noi testata) e Dark Cosmos cambiano aspetto a seconda dei movimenti creando profondità e un un luccichio dinamico da ogni inclinazione regalando un effetto – nel complesso – cangiante e davvero interessante e ricercato. La colorazione Kyoto Bloom ci porta direttamente in Giappone, con una meravigliosa rappresentazione floreale sulla scocca frontale (adornata da inseriti bordeaux e da una bella tinta di grigio sul retro) che ci ricorda gli splendidi paesaggi che abbiamo attraversato nel recente Ghost of Yōtei di Sucker PunchProductions. I materiali risultano solidi al tatto (la plastica impiegata è rigida e non presenta alcun tipo di scricchiolio) con texture incise al laser e testurizzate su levette, grilletti e impugnature, il che offre una sensazione tattile e un controllo ottimale e confortevole. Una finitura premium che evidenzia la costante attenzione di Turtle Beach al connubio tra estetica e funzionalità.
Connettività
Come lascia intuire il nome, si tratta di un controller rigorosamente cablato, dotato di cavo USB-C da 2,5 m (rimovibile), che garantisce stabilità di connessione e latenza minima su Xbox Series X|S, Xbox One e PC Windows. Tuttavia, l’assenza di una modalità wireless limita la versatilità rispetto alle alternative della concorrenza e ne vincola l’uso a postazioni fisse, penalizzando chi cerca maggior libertà di movimento. La connessione cablata serve altresì ad aggiornare il controller attraverso l’applicazione Control Hub proprietaria.
PDP Control Hub: personalizzazione avanzata
Il Rematch Advanced supporta l’app gratuita PDP Control Hub, scaricabile da Microsoft Store sia su Xbox che su PC. Grazie a quest’app è possibile rimappare i pulsanti, regolare la sensibilità dei grilletti, regolare le zone morte degli stick analogici e persino testare le prestazioni di input, creare profili personalizzati, aggiornare il firmware e diagnosticare eventuali problemi hardware. L’app presenta un’interfaccia chiara e fornisce opzioni di personalizzazione normalmente riservate a controller di fascia superiore, rendendo la gestione del controller intuitiva e molto flessibile.
Esperienza e prestazioni
In gioco, il controller restituisce feedback molto positivi. Innanzitutto il comfort è davvero elevato, abbiamo testato il controller con il recente Ninja Gaiden 4 e – anche dopo diverse ore di gioco (parliamo comunque di un titolo davvero intenso e impegnativo) – grazie anche al peso contenuto e alla buona ergonomia – non abbiamo avuto particolari fastidi o affaticamenti alle mani. I grilletti Hall Effect (che sfrutta i campi magnetici anziché i tradizionali potenziometri) a 2 stop (e non a 3 come per l’Afterglow) offrono reattività e precisione, i pulsanti posteriori sono mappabili rapidamente (sebbene tendano ad essere un po’ troppo sensibili anche a causa del loro posizionamento) e la texture garantisce un ottimo grip anche dopo sessioni di gioco prolungate. I controlli audio integrati tramite D-pad e funzione di mic mute si dimostrano pratici, agevolando la regolazione del volume senza grossa fatica. La presenza di motori a doppia vibrazione e trigger a impulsi offrono un feedback dinamico e reattivo che contribuisce a rendere l’esperienza ancora più immersiva.
Manca qualche feature di fascia alta come la connettività wireless e non essendo dotato di stick Hall Effect, dopo molte ore di utilizzo intenso lo stick drift potrebbe essere una preoccupazione ma per la fascia di prezzo (< di 40 €) le prestazioni del Rematch Advanced Wired Controller superano le aspettative. Tuttavia non possiamo far presente che si tratta comunque di un prodotto wired che porta con sé sia pro e sia contro. Il cavo è abbastanza generoso, parliamo di 2,5 metri, e permette di eliminare a monte i problemi di batteria e di ricarica/sostituzione (se usate quelle stilo) che alcuni pad (incluso quello Xbox ufficiale) presentano; ma d’altro canto, il movimento di azione è limitato. Insomma, la scelta è molto soggettiva e dipende dal proprio gusto (e postazione) personale!
Commento finale
Il Rematch Advanced Wired Controller di Turtle Beach offre molto di più di quanto suggerisca il prezzo: qualità costruttiva di livello, design ricercato e che non passa di certo inosservato e una suite di personalizzazione via software convincente. È – a nostro giudizio – una scelta intelligente per chi cerca solidità e stile ma senza sacrificare le funzionalità (come i grilletti Hall Effect e i tasti programmabili) e – soprattutto – non spendendo una fortuna. Si tratta sicuramente di un controller tanto bello quanto pratico. Peccato per la mancanza di funzionalità wireless che va a scapito della completa libertà di movimento altrimenti sarebbe stato il controller perfetto. E se l’estetica del Kyoto Bloom non fa al caso vostro, la gamma Rematch Advanced è disponibile anche in altri design e colori distintivi, tra cui Cotton Candy, Blue Kitsune e Dark Cosmos, ognuno dei quali offre una personalità e un tocco unici per adattarsi alla vostra configurazione.
Completare Ninja Gaiden 4 al 100% richiede un po’ di dedizione anche dopo i titoli di coda. Tra le attività extra ci sono i 18 cimenti di combattimento, una serie di prove che fanno parte dei requisiti necessari per ottenere il trofeo oro “Conquistatore di sfide”, insieme alle sfide dei boss e ai Cimenti del Purgatorio.
In questo video vi mostriamo tutte le diciotto prove, con strategie e suggerimenti per superarle una dopo l’altra. Di seguito trovate anche una serie di consigli pratici per prepararvi al meglio e affrontarle con la giusta strategia.
Consigli generali
Per quanto riguarda gli accessori, la combinazione più bilanciata resta quella con Anello della cospirazione (1 slot, moderata riduzione del consumo di Ki) e Rotolo del giuramento di sangue (2 slot, aumento dell’accumulo di Ki). Per completare la build, utilizzate l’Anello di cobalto (1 slot, moderato aumento della difesa) e l’Amuleto della zanna vampirica, che consente di recuperare salute durante le uccisioni in annientamento. Questa configurazione funziona praticamente per tutti i cimenti. Tuttavia ci sono un paio di eccezioni: nelle sfide dove non si rigenera la salute, sostituite la zanna vampirica con l’Anello di rubino (1 slot, leggero aumento dell’attacco). Mentre nelle prove No Hit conviene rimpiazzare anello di cobalto e zanna vampirica con Anello di rubino e Omamori del sangue, che aumenta sensibilmente la comparsa di essenze di sangue.
La difficoltà dei Cimenti è fissa e gli oggetti disponibili in ciascuna sfida sono pre-selezionati, quindi potete usarli liberamente senza preoccuparvi di conservarli. Non serve raggiungere la valutazione SSS per completarle: basta portarle a termine una volta, quindi concentratevi sulla sopravvivenza e non sul punteggio finale.
Per il personaggio, la scelta è praticamente obbligata. Ryu Hayabusa è nettamente superiore a Yakumo per potenza, velocità e versatilità. Qualità indispensabili per superare le ondate più impegnative.
Fondamentale imparare anche a caricare la Tecnica Finale in modo istantaneo, senza assorbire le sfere per ripristinare la vita. Il trucco è restare in parata, poi scattare, saltare e, continuando a tenere premuto il tasto della parata, caricare la Tecnica. È una manovra che richiede un po’ di pratica, ma una volta imparata fa la differenza. Nelle prime sfide sarete più lenti, ma man mano diventerà naturale.
Per il resto, seguite il video per capire l’ordine ideale con cui eliminare i nemici, i momenti in cui è meglio attaccare o restare sulla difensiva, e come sfruttare al massimo i Ninpo. Ad esempio, se li attivate mentre un nemico esegue un attacco “rosso”, infliggerete un colpo critico devastante.
Se avete dubbi o volete condividere la vostra strategia, scrivete pure nei commenti qui sotto o sotto il video. Vi risponderemo con ulteriori consigli e aggiornamenti.
In occasione del suo decimo anniversario, Bethesda Game Studios festeggia oggi Fallout 4 con la pubblicazione della Anniversary Edition per Xbox Series, Xbox One, PlayStation 5, PlayStation 4 e PC.
Vincitore di oltre 200 premi “Best Of”, tra cui il BAFTA 2016 e il D.I.C.E. 2016 come Gioco dell’Anno, Fallout 4 torna con un’edizione che è sintesi sintesi di un decennio di ricordi e avventure nella Boston post-nucleare e include il gioco base più i sei add-on ufficiali, offrendo sia ai nuovi giocatori sia ai veterani la versione più completa di Fallout 4 in assoluto. Questa edizione include anche più di 150 oggetti del Creation Club, dai preferiti dai fan a elementi mai pubblicati prima, che trasformano le avventure nel Commonwealth in nuovi ed entusiasmanti modi. I giocatori potranno tranquillamente affrontare più di 100 ore di gioco grazie a tutto ciò che questa edizione ha da offrire.
Con l’uscita di Fallout 4: Anniversary Edition arriva anche il nuovissimo menu Creazioni, che rende più facile che mai scoprire, scaricare e divertirsi con i contenuti creati da sviluppatori professionisti e appassionati. L’accesso al nuovo menu Creazioni sarà disponibile anche per i possessori di qualsiasi versione precedente di Fallout 4.
Per i possessori della Standard Edition o della Game of the Year Edition di Fallout 4, sono disponibili percorsi di aggiornamento. Lo stesso vale per i giocatori di Game Pass e PlayStation Plus, che potranno accedere ai sei add-on ufficiali o al Creation Club tramite due opzioni di upgrade.
Fallout 4: Anniversary Edition arriverà anche su Nintendo Switch 2 nel corso del 2026.
Se hai mai sentito le ventole del tuo laptop ruggire per il semplice fatto di aver avviato un titolo AAA, conosci il dolore metafisico che si prova quando il proprio pc non riesce a mandare più di 3 fotogrammi al tuo schermo. Se anche tu sei stato vittima di questa vera e propria tortura, ecco una breve lista di titoli visivamente spettacolari che non hanno bisogno di una scheda grafica di alto livello per dimostrarlo. Sono quelle rare gemme che uniscono direzione artistica, atmosfera ed emozione, il tutto senza trasformare il tuo PC in una stufetta.
Scopriamo insieme alcuni dei giochi PC più belli e mozzafiato, ma che restano gentili con la tua GPU.
Perché il design visivo batte la potenza bruta
Non tutti i giochi hanno bisogno del ray tracing o di texture in 4K per stupirti. Alcuni dei titoli visivamente più belli mai realizzati si basano sullo stile, non sulle specifiche tecniche. Giochi come Cuphead e Hollow Knight dimostrano che un uso intelligente di luci, colori e animazioni può battere una grafica iper realistica, quando si tratta di immersione e atmosfera.
Questa è la bellezza della direzione artistica: trasformare i limiti in punti di forza. Anche se la tua configurazione ha già qualche anno, puoi comunque vivere mondi che sembrano vivi, pittorici e profondamente personali.
Ed ecco la parte più divertente: molti di questi titoli sono tra i giochi PC più ottimizzati e accessibili in circolazione, quindi puoi giocarli senza dover aggiornare tutto il sistema o svuotare il portafoglio.
Mondi artigianali che scorrono lisci come l’olio
Alcuni dei giochi più belli e leggeri non sono frutto del caso, ma sono progettati in questo modo di proposito. Gli sviluppatori sfruttano la creatività e l’atmosfera per compensare i limiti tecnici, regalandoci titoli che invecchiano come il vino buono. Anzi meglio. Ne abbiamo citato qualcuno di molto famoso e recente poco fa, qui sotto invece, te ne segnaliamo qualcuno un po’ meno noto e decisamente più vecchiotto, ma altrettanto affascinante.
Gris
Gris è pura poesia ad acquerello. Ogni scena sembra dipinta a mano per una mostra d’arte in movimento. L’animazione è fluida, la palette di colori rilassante e la storia potente pur non avendo parole. La parte migliore? Puoi giocarci su praticamente tutti i laptop moderni grazie a requisiti minimi che richiedono addirittura una Geforce GT 430 (1024 MB)
Spiritfarer
Questo gestionale rilassante sembra un film dello Studio Ghibli. Le sue animazioni delicate e la narrazione emozionale affronta un tema delicato come quello della morte. Nei panni della traghettatrice delle anime dei defunti, costruisci una barca per esplorare il mondo, prenderti cura dei tuoi amici spiriti e condurli i fino all’agognato oltrevita. Il gioco richiede requisiti di prestazioni minimi. Potresti tranquillamente giocarci mentre fai altro utilizzando il più catorcio dei tuoi PC. L’esperienza, però ti garantiamo, sarà meravigliosa.
Ori and the Will of the Wisps
Pochi giochi bilanciano bellezza e prestazioni con l’eleganza di Ori. Le sue foreste luminose, i movimenti fluidi dei personaggi e la colonna sonora emozionante lo rendono uno dei platformer più artisticamente belli e sorprendentemente leggeri degli ultimi anni. Ori And The Will of The Wisp è il secondo capitolo dell’altrettanto meraviglioso Ori and the Blind forest ed entrambi sono praticamente il mio download fisso ogni volta che testo un mini pc o un handheld, poichè per farlo girare al meglio basta una Nvidia GTX 970 o una AMD RX 570. Su Handheld, poi, sono una meraviglia!
Inscryption
Inscryption come il più recente Balatro è uno di quei giochi totalmente inaspettati, capaci di tenerti incollato allo schermo per ore, giorni, settimane anche se odiate o non avete mai provato un gioco di card game. Provare a spiegare cos’è Inscryption è impresa alquanto complicata, ma un paragone ci viene in mente ogni volta che pensiamo al titolo di Daniel Mullins Games, quello con il film capolavoro di Ingmar Bergman “Il settimo sigillo”. Se avete almeno una GTX 1030 provatelo (l’equivalente di una integrata recente) non ve ne pentirete.
La bellezza nella semplicità
Per lasciarti incantato i giochi non hanno bisogno di complessità: a volte il minimalismo è più importante dell’iper-dettaglio e questi giochi che vi indichiamo di seguito ne sono una ulteriore testimonianza:
Celeste utilizza la pixel art e un’illuminazione vibrante per evocare paesaggi emotivi di lotta e trionfo. Una lectio memorabile sulla salute mentale .-
Firewatch dimostra che la teoria del colore e la prospettiva possono trasformare una semplice foresta in un capolavoro cinematografico. Un gioco che resterà a sedimentare per molto tempo nella vostra testa, che vi farà porre interrogativi su voi stessi. Insomma una seduta di psicanalisi a meno del prezzo di una colazione al bar.
Journey (sì, ora è disponibile anche su PC) lasciate che le sue dune di sabbia e i tramonti raccontino una storia senza parole di scoperta e connessione. Parlate senza parlare. Perchè come i granelli di sabbia in un deserto, siamo tutti parte di qualcosa di più grande.
Ciascuno di questi giochi capisce qualcosa di fondamentale: i giocatori ricordano la sensazione che dà un mondo, non solo l’aspetto.
Perché questo è importante per i giocatori abituali
Ammettiamolo: non tutti hanno un PC potente con una GPU di alto livello. Molti giocatori usano laptop o configurazioni più datate, altri vogliono giocare su una macchina deputata a tutt’altro, magari al lavoro d’ufficio, e altri ancora sono in cerca di esperienze più intime. Chi vi scrive ha giocato ognuna di queste perle su un PC con 5090 e prima ancora 4090 e ha amato letteralmente ogni secondo. Ed ecco perché i giochi di questo tipo sono essenziali: rendono democratica la bellezza.
Puoi giocare a questi titoli ovunque, da un setup casalingo modesto a un notebook da viaggio, e sentirti comunque immerso in mondi mozzafiato. In più, dimostrano che la filosofia del design e la narrazione emotiva possono superare i limiti dell’hardware.
Trovare la bellezza senza spendere una fortuna
Il vero fascino dei giochi belli ma leggeri? L’accessibilità dal punto di vista tecnologico ed economico. Non devi spendere un patrimonio per provare meraviglia o emozione davanti a un videogioco.
Puoi scoprire titoli per PC incredibili che girano lisci come l’olio, raccontano storie indimenticabili e mostrano un’estetica spettacolare, il tutto mentre la tua GPU resta tranquilla e silenziosa. E quando sarai pronto ad ampliare la tua libreria digitale senza spendere una fortuna, scoprirai che il marketplace digitale Eneba rende l’esplorazione di questi capolavori più facile (e conveniente) che mai.
Cogliendo alla sprovvista addetti ai lavori e fan, Sony ha annunciato uno State of Play Japan, appuntamento speciale del format previsto per l’11 Novembre.
La trasmissione, che durerà oltre 40 minuti, presenterà annunci e aggiornamenti sui giochi creati in Giappone e in tutta l’Asia, comprese interviste e nuove anteprime di titoli attesi. Stando alle dichiarazioni di annuncio, si parla di serie amate e produzioni indie. Sarà condotta dal doppiatore Yuki Kaji.
Si tratta di una mossa inedita per PlayStation, che non era stata anticipata nelle scorse ore da alcun leaker o insider. Segnale positivo o promemoria per abbassare le aspettative? Fortunatamente non dovremo attendere molto per scoprirlo. L’appuntamento è per domani alle ore 23:00 italiane direttamente sui canali YouTube (Inglese, Giapponese).
Nintendo Switch 2 sta vendendo benissimo, ed è normale che con l’aumentare della diffusione della nuova console Nintendo, proliferino sempre più accessori e nuovi produttori (qui vi diciamo quali sono gli accessori essenziali per Switch 2) . In questo panorama sempre più affollato però JSAUX si è sempre contraddistinta per la qualità dei suoi prodotti destinati alle handheld, e questo Modcase non fa eccezione. Jsaus Modcase per Switch 2 è una custodia che adotta un approccio modulare intelligente alla protezione della console frutto dell’esperienza maturata da Jsaux con altre handheld come Steam Deck, Legion Go e Rog Ally. Dopo settimane di utilizzo intensivo, possiamo dire che rappresenta una delle soluzioni più equilibrate attualmente disponibili sul mercato, specialmente considerando il suo prezzo accessibile di 29,99€.
Unboxing
Modcase è disponibile in tre diversi kit. Il basic kit, oggetto di questa prova, il dock adapter stand kit e l’ultimate kit, con diversi accessori a seconda del pacchetto scelto. Noi abbiamo provato il Basic Kit che include
Il case vero e proprio;
La cover protettiva a guscio;
Un Kickstand Regolabile in Metallo;
Un Supporto Magnetico per Smartphone;
Cinghie Elastiche;
Un adattatore USB C angolato a 90° e relativo cavo;
Un supporto adesivo magsafe;
Di ciascuno degli accessori parleremo nei paragrafi successivi, vi segnaliamo però una piccola stranezza. Le confezioni sono tutte uguali tra i diversi kit disponibili e quindi il retro e lo stesso blister interno potrebbe indicare un accessorio non presente o presente nella vostra confezione. Inoltre il sito internet del produttore, sembra non includere nel basic kit il supporto magnetico per lo smartphone, che invece è effettivamente presente nella confezione della versione da 29 euro. Abbiamo segnalato la cosa a Jsaux e ci auguriamo che venga corretta al più presto questa stranezza che potrebbe indurre qualcuno in errore.
Design e Qualità Costruttiva: Solidità al Prezzo Giusto
Il ModCase si presenta come un corpo unico con grip ergonomici integrati – questa è la differenza fondamentale rispetto allo Split Protective Case dello stesso produttore. A differenza dello Split Protective Case, i Joy-Con qui rimangono fissi nella console, rendendo il prodotto ideale per chi utilizza prevalentemente Switch 2 in modalità portatile o con controller esterni in modalità docked ma un po’ meno versatile in generale.
La costruzione mescola intelligentemente materiali diversi: la scocca posteriore è in PC-ABS rigido, mentre l’interno dei grip presenta un riempimento gommoso che conferisce solidità e una presa confortevole. Non è vuoto come molte soluzioni economiche – c’è una vera e propria imbottitura che trasmette una sensazione di qualità superiore rispetto al prezzo.
La texture esterna dei grip offre un’aderenza sicura senza essere eccessivamente aggressiva, con una finitura che ricorda vagamente quella dei controller Xbox ufficiali (in particolare l’Elite controller)- un tocco piacevole che riduce l’affaticamento durante le sessioni più lunghe.
Installazione e Tagli: Precisione Millimetrica
Montare il ModCase è intuitivo: la console si infila dall’alto piegando leggermente la parte angolare destra o sinistra. Il fatto che sia estremamente precisa nel taglio e nelle dimensioni, rende non proprio velocissima l’operazione di “vestizione” ma questo è anche dovuto al fatto che i tagli per pulsanti e porte sono estremamente precisi nella posizione e generosi – il che significa nessun problema di accesso ai controlli, al jack audio, alla porta USB-C o agli slot delle cartucce.
I trigger dorsali rispondono senza impuntamenti mentre le levette sono del tutto libere di muoversi in quanto il case avvolge il perimetro e la parte posteriore del case. Un lavoro di ingegnerizzazione ben fatto che non si dà per scontato in questa fascia di prezzo.
Dal punto di vista dell’imgombro, se ci eccettua quello aggiuntivo dovuto alle due impugnature ergonomiche – la console con il ModCase di Jsaux arriva ad avere uno spessore solo di poco superiore alla versione nuda della console; quel tanto però è sufficiente, purtroppo, ad impedire l’alloggiamento della console nel dock originale (ecco perchè Jsaux vende separatamente e in kit, un dock custom). Per quanto riguarda il peso invece, la cover aggiunge appena 106g al peso della console, cui si aggiungono circa 151g per il case superiore da viaggio e il peso dei diversi accessori.
Il Sistema Modulare: La Vera Innovazione
Quello che distingue davvero il ModCase è il sistema di binari posteriori per accessori intercambiabili. Come abbiamo detto, nel kit base troviamo:
Kickstand Regolabile in Metallo
Robusto e ben realizzato, con cerniere solide che mantengono saldamente l’angolazione scelta. Le dimensioni dello stand sono decisamente più piccole rispetto al kickstand integrato della console, ma la costruzione in metallo lo rende sicuramente una altenartiva altrettando solida e robusta rispetto a quella originale per le sessioni da tavolo.
Supporto Magnetico per Smartphone
La vera killer feature del sistema secondo noi è l’inclusione di uno stand magsafe in metallo che si aggancia alla parte posteriore del Modcase e permette di tenere il cellulare agganciato in orizzontale tramite i magneti proprio sopra lo schermo di gioco della vostra Nintendo Switch 2. Nella confezione è presente anche un anello MagSafe adesivo per chi non ha già un telefono compatibile come i nuovi iPhone.
L’utilizzo pratico di questo accessorio si rivela sorprendentemente utile: tenere aperta una mappa di gioco, seguire una guida, o semplicemente guardare contenuti mentre si gioca su titoli meno impegnativi diventa decisamente naturale, e trasforma quasi la vostra Switch 2 in una moderna versione dell’amata 3DS. Noi lo abbiamo provato per ore grazie all’applicazione Zelda Notes che vi permette di visualizzare oltre alla mappa di gioco, una serie di informazioni aggiuntive utilissime mentre giocate a Tears of the Kingdom o Breath of the Wild. Peccato che Zelda Notes abbia un problema enorme, la rotazione dello schermo in orizzontale non sembra funzionare correttamente.
Cinghie Elastiche e Accessori
Il kit include cinghie tipo “strap da orologio” per fissare power bank o altri accessori al retro della console. Nella confezione troviamo anche un cavo USB-C e un adattatore 90° per ottimizzare la ricarica durante il gioco. Soprattutto la possibilità di collegare un powerbank è fondamentale con la nuova Swich 2 che a differenza di Switch 1 non riesce a superare le 2 ore e 15 – 2 ore e 30 mentre si gioca a titoli più impegnativi come appunto Tears of the Kingdom.
Ergonomia: finalmente comfort nelle lunghe sessioni
Qui il ModCase eccelle davvero. La presenza di due grip molto più grandi rispetto alla console nuda (se volete qualcosa di simile a quanto fatto da Microsoft e Asus con la nuova Rog Xbox Ally) trasforma completamente l’esperienza di gioco portatile. I palmi trovano un appoggio naturale, le dita si posizionano comodamente attorno ai grip, e il peso viene distribuito in modo più equilibrato.
Dopo sessioni di 2-3 ore consecutive con titoli come Zelda: Tears of the Kingdom o Metroid Prime 4, non abbiamo avvertito i crampi alle mani che invece si manifestavano regolarmente con la console senza protezione. La differenza è tangibile e misurabile in termini di comfort prolungato.
Cover frontale con storage per giochi: Praticità Intelligente
La cover frontale inclusa nel kit merita una menzione particolare. Si aggancia con un mecanismo a clip alla parte frontale della console e vi permette di trasportare comodamente la console senza utilizzare una ulteriore borsa protettiva. Oltre a questo, la parte interna è sagomata in modo da fornire spazio per 10 cartucce di gioco. Il taglio è qui decisamente stretto – questo è sia un pregio che un difetto. Da un lato garantisce che le cartucce non escano mai accidentalmente, dall’altro richiede una certa forza per inserirle e rimuoverle. Chi tiene particolarmente all’estetica delle proprie cartucce potrebbe notare dei micro-segni sui bordi laterali dopo utilizzi ripetuti.
Un altro vantaggio di questo sistema con cover rimovibile è la possibilità di accedere alle porte USB C per la ricarica del dispositivo anche quando si tiene la console protetta
Il Problema del Dock: l’unico vero limite
Arriviamo alla questione più delicata. Il ModCase NON è compatibile con il dock originale. La console semplicemente non entra – le tolleranze del dock originale sono troppo strette.
Questo rappresenta il difetto principale del prodotto. Per chi utilizza frequentemente il dock, questa è una limitazione significativa che va considerata prima dell’acquisto e magari ovviata attraverso il dock ausiliario venduto da Jsaux.
Confronto con la concorrenza
Rispetto ad altre cover come quelle di Skull & Co. NeoGrip (competitor diretto) il ModCase ha grip molto più comodi e grandi, una qualitià percepita superiore e soprattutto la modularità che lo contraddistingue. L’altro grande rivale di questa soluzione (nella stessa fasciad i prezzo) è u prodotto della stessa Jsaux, lo Split Protective Case, che come dicevamo permette di staccare i joycon lasciando installata la cover, ma perde in fatto di modularità.
Commento finale
Il JSAUX ModCase per Switch 2 (Basic Kit) è un prodotto che mantiene sostanzialmente le sue promesse, con un’unica ma significativa eccezione: la compatibilità con il dock. Per chi utilizza la console prevalentemente in modalità portatile, o in viaggio questa è probabilmente la miglior soluzione sul mercato sotto i 50 euro.
La qualità costruttiva è solida, l’ergonomia già buona di Switch 2 è ora ulteriormente migliorata, e il sistema modulare offre una flessibilità che nessun competitor nella stessa fascia di prezzo può vantare. Gli accessori inclusi non sono gimmick, ma tool realmente utili che si integrano perfettamente nell’esperienza di gioco.
Tuttavia, l’incompatibilità pratica con il dock è un limite che non può essere ignorato e che JSAUX dovrebbe in tutti i modi provare a eliminare. Del resto servono appena pochi millimetri per consentire un inserimento più semplice nel dock
Avete completato Ninja Gaiden 4 e sconfitto tutti i boss, portato a termine tutte le missioni secondarie per affrontare le due versioni di Onikawa, e annientato le due varianti (spada e artigli) dei Ninja del Clan Jigumo nel Cimento di combattimento 4. Tuttavia, non avete ancora sbloccato il trofeo Colui che Annienta perché avrete sicuramente saltato qualche nemico comune. Ed ora? Come si fa a sapere quali nemici non sono stati annientati? Con questo metodo lo scoprirete facilmente e potrete ottenere il trofeo in modo semplicissimo!
Prima di tutto, per “annientare” si intende eliminare il nemico con il colpo eseguito conTriangolodopo avergli staccato un arto.
Ovviamente prima di passare al clean-up che vi stiamo per mostrare, è importante aver:
Completato almeno una volta il gioco (tutti i boss vanno annientati per forza durante la storia e rientrano nel conteggio del trofeo);
Portato a termine le missioni secondarie per affrontare entrambe le versioni di Onikawa (anche lui conta ai fini del trofeo);
Sconfitto i Ninja del clan Jigumo (spada e artigli) nel Cimento di combattimento 4, unici punti in cui compaiono. Solo così saranno disponibili nella modalità Addestramento.
Passiamo ora al metodo che abbiamo scoperto: è possibile ottenere il trofeo nella modalità Addestramento, perché anche qui gli annientamenti eseguiti valgono ai fini del conteggio.
Dunque cosa fare?
Entrare nella modalità Addestramento dal menu principale;
Andare su Impostazioni allenamento -> Comportamento del nemico: Statico -> Smembramento del nemico: Smembra sempre -> Tipo di nemico -> Selezionarli tutti fino a che non sbloccherete il trofeo.
Alcuni nemici comuni come i Burabura (le lanterne), i Tsukumo (i nemici metallici grossi che lanciano palle di fuoco o veleno, quindi entrambe le versioni) e gli Eltus (i pesci fantasma) non possono essere annientati, quindi non rientrano nel trofeo.
Hai padroneggiato le meccaniche di base del gioco grazie alla nostra guida, creato una build perfetta per il tuo stile di gioco (qui la nostra guida), e settato al capello il tuo equipaggiamento e arsenale, con la nostra guida alle migliori armi, ma ancora non riesci a dominare la cintura di ruggine come vorresti? Niente paura, in questa guida vediamo alcuni consigli e tattiche avanzate per dominare il campo di battaglia come un vero pro degli extraction shooter.
Il Sistema di consapevolezza audio: Il tuo sesto senso
La maggior parte dei giocatori ignora che Arc Raiders implementa un sistema audio direzionale 3D stratificato che trasmette informazioni critiche oltre la semplice direzione degli spari. Essenziale quindi è dotarsi di un paio di cuffie di alta qualità e giocare esclusivamente con quelle. Determinare da dove proviene il suono, l’intensità e la distanza può fare davvero la differenza.
Livelli Audio Critici da Monitorare
1. Distanza Sonora Graduata
In Arc Raiders l’intensità dei suoni, il riverbero, la loro natura, è fondamentale per la percezione dei nemici. Questo aspetto non è sicuramente facile da padroneggiare, ma una volta fatto vi renderà il Daredevil della cintura di ruggine. Ecco alcuni elementi da tenere a mente.
Passi su superfici diverse: Il metallo risuona fino a 40m, terra/erba 20m, cemento 30m sulla base di questi valori e della mappa potresti essere in grado di comprendere la posizione del nemico; sembra difficile, ma poi ci si fa l’abitudine.
Porte che si aprono: Generano un “click” metallico udibile fino a 25m in ambienti chiusi
Container saccheggiati: Il suono di apertura scatola persiste 3-5 secondi – se senti aperture rapide successive, c’è una squadra in zona
2. Indicatori di Minaccia Non Ovvi
Altri segnali possono indicare la presenza di nemici in zona come ad esempio:
Stormi di uccelli: Non si limitano a volare via – il pattern del volo indica la direzione del movimento del giocatore (volo circolare = giocatore fermo in zona, volo lineare = giocatore in movimento)
Droni ARC : Emettono un “ping” ultrasonico quando rilevano giocatori – se senti il ping ma non vedi il drone, qualcuno è nella tua area (~50m di raggio)
Suono di ricarica scudo: Ha un tono distintivo “elettrico” – se lo senti dopo uno scontro, il nemico è vulnerabile per 2-3 secondi durante l’animazione
3. Tecniche di Furtività Acustica Avanzate
Muoversi con velocità nella mappe è importante, ma altrettanto è muoversi con lentezza e cautela. Alcune abilità possono aiutarvi a diventare un ninja.
Tempistica Camminata Accovacciata: L’abilità “Riduzione Rumore Movimento Accovacciato -10%” è moltiplicativa, non additiva. Con Livello 5 (totale -50%), i tuoi passi sono udibili solo entro 8m invece di 20m.
4. Sfruttamento della Meccanica Audio:
La prima tecnica avanzata che voglio proporti assomiglia alla tristemente nota “double tap strike”, tecnica vietatissima da tutte le convenzioni internazionali. Si spara un colpo singolo, riposta l’arma ci si allontana verso una posizione di vantaggio distante almeno 50m, mentre i nemici convergono sul punto di origine del suono. Ora sono carne per i vostri proiettili.
Durante il combattimento con ARC come il bastion, usa le sue esplosioni per coprire i tuoi movimenti – il suono dell’esplosione maschera completamente i passi per 4 secondi
Economia del Peso e Fisica del Momentum: La Matematica Nascosta
Il sistema di peso in Arc Raiders non è solo “sei lento quando sei carico” – c’è una fisica del momentum che pochi capiscono.
Punti Critici di Peso
Peso Totale
Penalità Movimento
Effetto Nascosto
0-50kg
100% velocità
Nessuno
51-75kg
90% velocità
Danno da caduta +15%
76-100kg
75% velocità
Danno da caduta +35%, Impossibile Aggrapparsi ai Bordi
101-125kg
60% velocità
Danno da caduta +60%, Consumo stamina x2
126kg+
40% velocità
Impossibile Sprintare dopo 3 secondi, schivata rotolante disabilitata
Strategie di Ottimizzazione Peso
Il Paradosso dello Zaino Pesante dice questo, uno zaino pieno di cianfrusaglie vale meno di uno zaino con due soli item. E per spiegartelo dai un’occhiata agli esempi qui sotto
Uno zaino pieno di Lega ARC (0,5kg/unità) vale meno di uno con Celle Energetiche ARC Avanzate (0,3kg/unità ma valore triplo) e questo è abbastanza scontato ma guardate l’esempio qui sotto dove prendiamo in considerazione i componenti meccanici (uno dei componenti più importanti perchè necessario a fabbricare armi, mods, upgrades ecc.). Questi possono essere impilati in numero maggiore rispetto alle celle energetiche (max 5 per slot) e a fare due conti vedrete che per ottimizzare il carico forse conviene privilegiare i componenti meccanici
Componente
Densità Materiali (valore per kg)
Cella Energetica ARC Avanzata
833 crediti/kg ⭐⭐⭐
Componenti Meccanici
625 crediti/kg ⭐⭐
Lega ARC:
240 crediti/kg⭐
Parti Metalliche
80 crediti/kg ❌
Consiglio da Pro: Usa il comando smantellamento sul campo (tasto Y su container saccheggiabile)per portare solo i componenti ad alta densità come appunto i componenti meccanici. E se non avete armi da distruggere, il modo migliore per farmare componenti meccanici è quello di entrare in partita con equipaggiamento gratuito (un’arma vi verrà fornita gratuitamente) tornare a Speranza sani e salvi e riciclare l’arma (solitamente molto basica).
Peso e scudi, quale scegliere?
Abbiamo già detto nella guida ai consigli essenziali, che lo scudo NON è “una seconda barra della vita” ma serve ad attutire i colpi che riceverete da ARC e Raiders.
Ovviamente la sua capacità di difesa passiva dipende da diversi fattori: livello, carica, potenza dell’arma. Considerando che ogni barra scudo corrisponde a 10 punti, vediamo come scegliere lo scudo migliore sulla base di dati di fatto.
Calcolo dei danni allo scudo Gli scudi utilizzano la seguente formula per calcolare i danni subiti
Sia Y il danno base dell’arma. La tua salute viene ridotta di Y dopo aver applicato il tasso di deviazione dello scudo (ad esempio, 40% per uno scudo leggero). Finché lo scudo ha almeno 1 punto di durata rimanente, continuerà a ridurre i danni subiti.
Esempio:
Un colpo di “Ferro” al corpo infligge 40 danni base. Con uno scudo leggero (40% di deviazione) e almeno 1 punto di resistenza rimasto, subirai 24 danni HP invece di 40. (40-40%=24). Con uno scudo medio (42,5% deviazione) subirete 23 danni, e con uno scudo pesante (52% deviazione ) subirete 19 punti danno.
Scudo
Mitigazione
Danno Subito (da 40)
Colpi di “Ferro” per Morire (100 HP)
Leggero
40%
24 HP
5 Colpi (100 / 24 = 4.16)
Medio
42.5%
23 HP
5 Colpi (100 / 23 = 4.34)
Pesante
52.5% (o 52%)
19 HP
6 Colpi (100 / 19 = 5.26)
Tuttavia ogni livello superiore di scudo oltre ad avere un peso aggiuntivo e una penalità di movimento (l’abilità “Abituato al peso” dell’albero delle abilità di condizionamento può mitigare le penalità) comporta anche l’aumento di carica, con incrementi che vanno
Da Scudo Leggero (40) a Scudo Medio (70):
L’incremento è di +75%.
(Calcolo: (70 – 40) / 40 = 0.75)
Da Scudo Medio (70) a Scudo Pesante (80):
L’incremento è di circa +14,3%.
(Calcolo: (80 – 70) / 70 ≈ 0.143)
Considerato questo sulla base dello schema qui sotto, possiamo arrivare a queste conclusioni:
Da Leggero a Medio: Il vero vantaggio è la “Carica”
Mitigazione Danni: Come puoi vedere, sia lo Scudo Leggero che quello Medio ti fanno morire con 5 colpi di Ferro. La differenza di 1 HP per colpo non è sufficiente a farti sopravvivere un colpo in più.
Vero Guadagno: Il vantaggio enorme nel passare al Medio non è la mitigazione, ma l’aumento della Carica Scudo (da 40 a 70).
Conclusione: Scegli lo Scudo Medio non perché ti fa subire meno danni per colpo (la differenza è quasi nulla), ma perché la sua “batteria” (Carica) dura quasi il doppio (70 vs 40) prima di rompersi, il tutto al costo irrisorio del 5% di movimento.
Da Medio a Pesante: Si paga per il “Breakpoint” di Sopravvivenza
Mitigazione Danni: Questo è il salto cruciale. Passare da 23 a 19 danni subiti ti fa sopravvivere a un colpo in più. Passi da 5 a 6 colpi per morire.
Vero Guadagno: L’aumento del 10% nella mitigazione non è solo un numero: è un “breakpoint” tattico. In uno scontro diretto 1v1, sopravvivere a quel colpo in più è spesso ciò che determina la vittoria.
Conclusione: Qui è dove devi fare la scelta. Sei disposto a sacrificare:
Velocità (una penalità enorme del 15%)
Flessibilità (solo Augment Aggressivi)…in cambio di quel singolo “colpo in più” di sopravvivenza? io non credo.
La Scelta Migliore
Scudo Medio: Rimane la scelta più versatile e consigliata. Ti offre un’enorme riserva di “Carica” (la vera difesa) rispetto allo Scudo Leggero, mantenendo un’ottima mobilità e piena compatibilità con gli Augment di supporto (come quelli Curativi).
Sistema di Escalation delle minacce ARC: I pattern che nessuno ti dice
Gli ARC non spawnano casualmente – seguono un sistema di escalation basato sull’inquinamento acustico con tempistiche precise.
Tabella di Escalation Livello Minaccia
Questa tabella esprime in forma di “Eventi” i triggers che spingono gli ARC verso di voi.
Eventi Rumorosi in 2 min
Livello Minaccia
Risposta Spawn
0-2 eventi
Verde
Pattuglia base (Tick, Pop)
3-5 eventi
Giallo
Spawn ARC Medio (Hornet, Torretta) +1 sonda Snitch
6-9 eventi
Arancione
ARC Pesante (Bastion, Rocketeer) + sciame Snitch
10+ eventi
Rosso
Spawn ARC classe Baron garantito entro 60 secondi
Eventi che generano Rumore:
Queste sono le attività che generano rumore classificato in “eventi”
Mito del Silenziatore: I silenziatori NON esistono in Arc Raiders o meglio ci sono per alcune armi ma sono totalmente inutili e controproducenti (riducono eccessivamente il danno dell’arma), ma c’è una soluzione alternativa:
Uccisioni corpo a corpo su ARC: 0 rumore, ma devi colpire il punto debole del nucleo in un colpo ad esempio il punto debole dei Tick è il corpo centrale, quindi un colpo corpo a corpo pesante può eliminarlo. Il punto debole Pop invece è l’occhio central e richiede un colpo di precisione come ferro o incudine per l’ uccisione in un colpo
Reset Timer Minaccia: Se esci dalla zona di 150m e aspetti 3 minuti senza generare rumore, il Livello Minaccia scende di 1 livello ogni 60 secondi.
Meccaniche della Tasca Sicura: Il Meta della “Tasca Posteriore”
Le meccaniche della tasca sicura sono leggermente più complesse del semplice “metti roba preziosa qui”. Per esser veramente sicuri di estrarre il massimo da ogni raid bisogna fare due conti.
Il calcolo del Valore Ottimale può essere effettuato con questa equazione:
Sebbene il menù non fornisca indicazioni dirette sul valore di ogni oggetto aggiunto (in questo sicuramente ci aspettiamo qualche aggiornamento Quality of life da parte di Embark) possiamo semplicemente calcolare la differenza tra il valore del nostro zaino prima dell’aggiunta dell’oggetto che ci interessa (in alto a destra nel menù inventario) e quello dopo aver aggiunto l’oggetto.
Una volta individuato il valore dell’oggetto in termini di crediti, possiamo procedere a fare i nostri calcoli:
Da questo esempio possiamo capire che è più proficuo utilizzare il singolo slot con materiali impilabili ad alto valore (ad esempio le celle energetiche ARC che possono essere impilate fino ad un numero di 40) piuttosto che altri oggetti.
Regola d’Oro: Priorità assoluta a oggetti impilabili ad alto valore (Celle Energetiche, materiali di crafting rari) > Schemi > Equipaggiamento
Scambio Dinamico Tasca Sicura Situazionale
Tecnica Avanzata: Durante il raid, modifica dinamicamente cosa va in Tasca Sicura:
Inizio raid (0-10 min): Materiali di crafting rari
Metà raid (10-20 min): Passa ad armi/augment trovati
Pre-estrazione (20-30 min): Tutta la liquidità (Celle Energetiche) in Tasca Sicura, lascia cadere equipaggiamento meno prezioso
Strategia Recupero dopo Morte: Se il tuo compagno di squadra muore, puoi saccheggiare la sua Tasca Sicura dopo 60 secondi – ma solo 1 oggetto alla volta prima che sparisca. Priorità: Schema > Augment > Resto.
Scelta del punto di estrazione: la psicologia del camping
Quando scegliete il punto di estrazione, anzichè scegliere quello più vicino valutate attentamente la mappa e se ci sono altri punti di estrazione più sicuri. I punti princiapali, quelli vicino ad aree gialle o rosse, sono solitamente più affollati. I giocatori che hanno trovato un bottino interessante o che sono usciti incolumi da uno scontro, tenderanno a voler tornare a Speranza nel più breve tempo possibile. E’ più probabile quindi che in quella zona si concentreranno i camper o i “Rats”.
Se il timer di gioco ve lo permette, scegliete sempre zone meno affollate o usate delle botole raider se avete chiavi e soprattutto un bottino che non può assolutamente essere perso.
Di seguito vediamo le zone più calde nella prima mappa, ma il concetto è lo stesso per tutte le altre.
Ascensore Cargo (Campo di Battaglia della Diga):
Probabilità di Camping: 75% negli ultimi 5 minuti
Posizioni Camper:
Tetto magazzino nord (60% dei camper)
Pile di container ovest (25%)
Tunnel sotterraneo (15% – raro ma letale)
Contro-Strategia:
Avvicinati da est (lato meno coperto)
Lancia granata fumogena 15m prima della console dell’ascensore
Corri dentro il fumo, attiva estrazione MENTRE sei in movimento
Rompi immediatamente la linea visiva girando dietro il pozzo dell’ascensore
Durante il conto alla rovescia di 10 sec, rimani mobile girando in cerchio attorno all’ascensore
Meta Botola Raider:
Probabilità di Camping: 15% (pochissimi hanno le chiavi)
Vantaggio: Tempo estrazione 5 sec vs 10 sec ascensore
Analisi Pareggio: Vale la pena comprare la Chiave Botola Raider se hai bottino >4000 crediti – il 15% tasso camping vs 75% ascensore significa miglioramento tasso sopravvivenza 5x.
Tecniche di movimento avanzate: Input Frame-Perfect
I giocatori più esperti di PvP utilizzano quella che tra i cod player è nota come tecnica dello Slide Cancel. In pratica durante una scivolata si preme il tasto per saltare (cancel) che blocca la scivolata, e poi si prosegue in questo modo o con un’altra scivolata o con un altro salto. Questo fa aumentare il momentum sia della scivolata (percorri più spazio) e sia del salto e si rivela particolarmente utile per sfuggire a situazioni pericolose pvp o pve.
Come si fa lo Slide Cancel:
Sprint per 2+ secondi (accumula momentum)
Premi Ctrl (o altro tasto scivolata)
Frame-perfect: durante i primi 0,2 sec di scivolata premi Spazio (o altro pulsante per il salto)
Risultato: In questo modo mantieni 95% momentum in aria e percorri 40% più distanza di un salto normale
Applicazione Pratica:
Attraversa aree aperte nel 60% del tempo
Concatena molteplici scivolate-salto per sequenze parkour
Strategia di fuga: 3 scivolate-salto rapide = 50m distanza in 4 secondi
Eliminare il danno da caduta con il parkour
Una delle cose più interessanti di Arc Raiders è la sua importante verticalità per quanto riguarda il level design. Raggiungere posizioni sopraelevate ti mette in una posizione di vantaggio ma alcune volte occorre tirarsi fuori velocemente da situazioni pericolose (i Leaper sono in grado di saltare interi palazzi) e per farlo non è il caso di usare le scale dove potrebbero essersi rifugiati altri players. Il danno da caduta, a meno che non abbiate l’apposita abilità Caviglie coriacee, inoltre può facilmente azzerare la vostra barra della vita.
Non tutti sanno però che proprio come in un qualsiasi Assassin’s Creed, premendo il pulsante per aggrapparsi (quello di scalata) nel frame esatto in cui si sta passando davanti ad una sporgenza è possibile evitare totalmente il danno da caduta indipendentemente dall’altezza. Questo meccanismo torna utile per discendere velocemente anche scale, o interi palazzi.
Armi che vale la pena craftare vs comprare
Prima cosa da fare, consultare la nostra guida alle migliori armi di gioco a questo indirizzo. Una volta fatto, e individuata l’arma che più si addice al tuo stile di gioco, ecco alcune informazioni importanti riguardanti il crafting.
Arma
Costo Crafting
Prezzo Venditore
ROI
Verdetto
Rattler (Comune)
180 materiali (~540 crediti)
800 crediti
-260
❌ Compra
Ferro (Non Comune)
420 materiali (~1050 crediti)
1400 crediti
-350
❌ Compra
Incudine (Non Comune)
380 materiali (~950 crediti)
1800 crediti
-850
⭐ Compra
Tempest (Rara)
680 materiali (~2100 crediti)
2400 crediti
-300
Neutrale
Stormo (Richiede Schema)
1200 materiali (~3600 crediti)
4800 crediti
-1200
⭐⭐ Compra se senza schema
Regola d’Oro: Non craftare armi Comuni/Non Comuni – è sempre più economico comprare dal venditore. Il crafting diventa profittevole solo con armi Rare+ con schema già sbloccato.
Priorità: Upgrade Officina
Lo abbiamo detto nei consigli essenziali. Il vostro primo obiettivo di gioco per quanto riguarda il crafting è l’officina. Sbloccate prima tutti i banchi e poi mettetevi subito alla ricerca di materiale per fare gli upgrade. In quale ordine? Eccolo:
Ordine Upgrade ROI:
Banco Armi Livello 2 (600 materiali) → Sblocca crafting armi Rare = +300 crediti profitto per craft
Banco Munizioni Livello 2 (400 materiali) → Crafting munizioni Medie/Pesanti 50% più economico del venditore
Stazione Medica Livello 2 (500 materiali) → Ricariche Scudo craftabili = 400 crediti risparmiati per raid
Arc raiders nasconde alcuni trucchetti che scoprirete solo facendo molto attenzione al vostro reward dopo ogni missione. In particolare esiste una meccanica nascosta molto interessante: completare quest dello stesso PNG in sequenza genera moltiplicatore combo. Il moltiplicatore opera in questo modo:
2 quest consecutive: +10% bonus XP
3 quest consecutive: +25% bonus XP
4+ quest consecutive: +50% bonus XP + sblocco livello reputazione (accesso oggetti esclusivi venditore)
Priorità completare quest di 1 PNG per massimizzare combo
Le quest “Danneggia Raiders” e “Cerca Relitti ARC” si completano passivamente – accettale sempre
Strategie e Trucchi per le quest
Quest “Cerca Casse Armi”:
Requisito: Apri 15 casse armi
Exploit: Apri cassa, non saccheggiare niente, il contatore incrementa uguale
Permette di completare velocemente la quest senza occupare inventario
Quest “Sconfiggi Rocketeer”:
Strategia suicidio solitario: Attacca il Rocketeer, lascia che ti uccida, respawn nello stesso raid con una rianimazione (se squadra viva), uccidilo = 2x conteggio exp per Rocketeer
Attenzione: Funziona solo in squadra (serve rianimazione)
Tabella TTK (Time-to-Kill) Armi vs Bersaglio 100PV
Di seguito alcune informazioni rilevanti per comprendere meglio il TTK con diversi tipi di arma
Arma
Raggio Ottimale
TTK Corpo
TTK Testa
TTK Pratico (75% precisione)
Incudine
5-25m
0,9s (3 colpi)
0,6s (2 colpi)
1,2s ⭐
Rattler
10-40m
1,1s (11 colpi)
0,7s (7 colpi)
1,5s
Vulcano
0-10m
0,4s (2 colpi)
0,4s (1 colpo)
0,6s ⭐⭐⭐
Suturatore
20-60m
1,4s (7 colpi)
0,8s (4 colpi)
1,9s
Ferro
15-45m
1,2s (4 colpi)
0,8s (3 colpi)
1,6s
Conclusione: Vulcano domina in corpo a corpo con 0,6s TTK pratico – se l’avversario ha fucile a pompa, NON avanzare mai senza fumo/flash.
Abuso Cambio Spalla
Il cambio spalla è una delle tecniche più facili da padroneggiare e una delle più efficaci per i neofiti. Da una posizione di riparo, premi il Tasto C (o l’analogico destro) per cambiare telecamera dalla spalla sinistra a destra e viceversa. Durante questo movimento c’è una finestra di invulnerabilità di 0,15 sec durante l’animazione di cambio dove la hitbox si muove in modo erratico, e questo rende più difficile colpirti.
Tecnica Avanzata:
Sbircia angolo spalla sinistra
Spara 1-2 colpi
Cambia immediatamente spalla (tasto C)
Durante animazione cambio, muoviti in direzione opposta
I colpi nemici ti mancano durante il cambio = ottieni finestra danno gratuito
Potenziale Macro: Alcuni pro usano macro per spam rapido cambio spalla (cambio ogni 0,5 sec) = bersaglio estremamente difficile da colpire.
Ora che conosci le tecniche più avanzate per giocare, che ne dici di provarne qualcuna? Facci sapere le tue impressioni nei commenti o su Telegram sul nostro canale dove puoi incontrare anche altri Raiders come te pronti a fare squadra. E non dimenticare di dare uno sguardo anche alle altre guide! Ci si vede in giro per la cintura!
Di seguito trovate alcune delle nostre guide preparate per il gioco:
ll nostro amico Apollo “Unabomber” ci ha affidato una missione dal titolo significativo “chi la fa…” peccato che nonostante la descrizione ci dica esattamente cosa fare “Distruggi un nemico ARC qualsiasi usando un inceneritore Sfera infuocata” capire cosa questo voglia dire sia un altro paio di maniche.
La missione ve lo diciamo subito è più semplice del previsto: il vostro scopo è uccidere un nemico ARC utilizzando una granata incendiaria recuperata da una delle odiose sfere rotolanti che esplodono rilasciando fiamme.
L’ARC più semplice da uccidere in questo modo è la zecca, e così come l’ARC “Sfera infuocata” che vi servirà per recuperare la granata incendiaria, può essere trovato nella mappa “Campo di battaglia della diga”.
Il pop incendiario può essere trovato in diversi luoghi su DAM battleground presso il complesso “Annesso di Prova”
Una volta sul posto, attendete che si avvicini a voi, attendete che apra le tue paratie laterali lasciando scoperta la parte centrale e mirate al centro. Non fatelo avvicinare troppo o subirete danni da esplosione e fiamme. Recuperate le sue parti, tra queste troverete quello che vi servirà per completare la missione.
Ora che avete recuperato la vostra granata incendiaria potete o lanciarla contro il prossimo Pop infuocato che troverete in zona, o dirigervi verso la torre elettrica, dove nella parte più bassa troverete sicuramente un paio di Zecche.
Equipaggiate la granata sullo slot rapido e cercate di non farvi scorgere dai loro sensori, così sarà ancora più facile eliminarli. Un solo colpo e il gioco è fatto. Complimenti avete completato la missione e vi aspetta una ricompensa interessante: delle lattine, tre granate incendiarie e due rumorista per attirare Arc in un determinato punto.
Di seguito trovate alcune delle nostre guide preparate per il gioco:
Universal Pictures ha condiviso finalmente il primo trailer ufficiale di Michael, il film biografico dedicato all’iconico Michael Jackson.
Presentato come la rappresentazione cinematografica della vita e dell’eredità di uno degli artisti più influenti che il mondo abbia mai conosciuto, il film racconta la storia della vita di Michael Jackson al di là della musica, ripercorrendo il suo percorso dalla scoperta del suo straordinario talento. Da leader dei Jackson Five fino a diventare un artista visionario nonché il più grande performer del mondo.
Michael vede protagonisti Jaafar Jackson al suo debutto cinematografico, Nia Long (Empire, la serie The Best Man), Laura Harrier (BlacKkKlansman, Spider-Man: Homecoming) e Juliano Krue Valdi (The Loud House, Arco), con Miles Teller (Top Gun: Maverick, Whiplash) e Colman Domingo (Sing Sing, Rustin), due volte candidato all’Oscar.
Diretto da Antoine Fuqua, pluripremiato regista di Training Day, Olympus Has Fallen e della serie The Equalizer, con una sceneggiatura del tre volte candidato all’Oscar John Logan (Il gladiatore, The Aviator), il film è prodotto dal vincitore dell’Oscar Graham King (The Departed, Bohemian Rhapsody), John Branca (produttore esecutivo di This Is It, Thriller 40) e John McClain (produttore esecutivo di This Is It, Michael Jackson Live at Wembley July 16, 1988).
Se sei bloccato nella missione “Un primo appoggio”, non temere, la missione ha destato qualche grattacapo a moltissimi utenti e noi siamo qui per aiutarti.
La quest “Un Primo appoggio” in Arc Raiders infatti ti porta in giro per l’intera mappa di Il varco blu, affidandoti quattro obiettivi da completare. Dovrai tirare fuori il tuo lato tuttofare mentre correrai per la mappa riparando pannelli sui tetti e ruotando antenne paraboliche, ma potrebbe servirti anche un buon senso dell’orientamento.
Dal momento che riceverai questa quest immediatamente dopo aver sbloccato varco blu, non conoscerai ancora bene la zona. A peggiorare le cose, gli obiettivi hanno descrizioni piuttosto vaghe e, ovviamente, non puoi dimenticarti di tutti gli altri raider e nemici Arc che cercheranno di eliminarti.
Ecco come completare “Un Primo appoggio” in Arc Raiders e dove andare per portare a termine tutti e quattro gli incarichi.
Consigli Prima di Iniziare
Prima di intraprendere il tuo viaggio attraverso Varco blu, devi sapere che non è necessario completare tutti e quattro gli obiettivi in una sola partita o in un ordine specifico. Tutti e quattro gli obiettivi sono sparsi per la mappa, quindi ti consigliamo di completarli quando ti capita di spawnare nelle vicinanze.
Tuttavia, se hai una squadra completa di tre giocatori, puoi completare la quest in pochissimo tempo dividendovi il lavoro. Con il sistema delle quest di Arc Raiders, tutti nel gruppo riceveranno credito purché qualcuno completi l’obiettivo. Quindi, se vuoi finire la quest il più velocemente possibile, puoi mandare ogni compagno di squadra in missione solitaria per completare uno degli incarichi. Per l’obiettivo rimanente, tutti possono dirigersi verso di esso dopo aver finito il proprio, ma, idealmente, dovrebbe completarlo il membro del gruppo più vicino. Dato che può essere una missione abbastanza rischiosa, ti consigliamo di entrare con un loadout a cui non tieni particolarmente o persino con uno gratuito.
Obiettivo 1: Stabilizza il Ponte d’Osservazione Vicino al promontorio
Il ponte d’osservazione si trova nell’estremo est della mappa, e il modo migliore per trovarlo è posizionare un marker alla fine della “o” di “promontorio” sulla sovrapposizione della mappa. Questo ti porterà a un piccolo rifugio con alcuni pannelli metallici con cui interagire.
Dove Trovarlo
Cerca un piccolo edificio nella parte orientale della mappa, vicino all’indicazione “Promontorio”. Una volta sul posto, dovrai interagire con i pannelli metallici per stabilizzare la struttura.
Obiettivo 2: Abilita il Terminale delle Comunicazioni Vicino al boschetto degli ulivi
Tra boschetto degli ulivi e autostrada collassata, puoi trovare un terminale giallo che domina l’autostrada in basso. Fai attenzione agli altri giocatori qui, dato che Olive Grove è un punto caldo per chi sta cercando di addestrare il galletto.
Posizione Esatta
Il terminale si trova in una posizione sopraelevata tra queste due aree denominate. Cerca la struttura gialla del computer e attiva il sistema.
Obiettivo 3: Ruota le Antenne Paraboliche sul Tetto della Chiesa a Nord del caveu dati
A nord-ovest del Caveu Dati e direttamente a ovest di Pilgrim’s Peak, troverai un piccolo edificio decrepito con alcune casse e impalcature che puoi scalare sul retro. Sali in cima e interagisci con le antenne paraboliche per completare questo obiettivo, poi scendi dal tetto prima di essere preso di mira da un cecchino o dalla marea di arc nella zona.
Come Raggiungerlo
Cerca un edificio diroccato con strutture di sostegno sul retro. Scala fino alla cima del tetto e interagisci con le parabole satellitari. Attenzione: essendo in posizione elevata, sei un bersaglio facile.
Obiettivo 4: Fissa i Pannelli del Tetto sulla Struttura Raider Vicino alla radura ci caccio
Questo obiettivo si trova appena sotto il testo “Radura di caccia” sulla mappa, nella foresta. Anche qui stai cercando una piccola baracca con delle lamiere dislocate sul tetto da riparare. Questa zona è vicina a dove i giocatori possono spawnare ed è nel mezzo di un gruppo di landmark con nome, quindi fai attenzione agli altri raider.
Ubicazione nel Bosco
Cerca una piccola capanna nella zona boschiva. I pannelli metallici danneggiati sul tetto richiedono la tua attenzione. Essendo una zona di spawn frequente, mantieni alta la guardia.
Ricompensa della Quest
Completa tutti e quattro gli obiettivi, in qualsiasi ordine, che tu riesca ad estrarre o meno, e Apollo ti ricompenserà con una serie di granate diverse.
In occasione dello Stranger Things Day, Netflix ha deciso di fare un regalo ai fan rendendo l’attesa per il 26 Novembre sempre più insostenibile condividendo i primi minuti della stagione 5.
Senza volervi anticipare troppo, possiamo dirvi dunque che Stranger Things 5 si apre con un flashback che ci riporta al 12 novembre 1983, ovvero sei giorni dopo la scomparsa di Will Byers. Scopriamo così cosa è successo realmente al ragazzino nel Sottosopra, nuovamente interpretato da Noah Schnapp ringiovanito in digitale.
Di seguito trovate il trailer di annuncio condiviso da Netflix Italia.
Non si tratta dell’unico regalo concesso ai fan per l’occasione. Infatti, Netflix ha altresì mostrato le prime immagini di Stranger Things: Storie dal 1985, serie animata in arrivo nel 2026 ed ambientata tra la seconda e la terza stagione della saga principale.
Vi ricordiamo che il primo blocco di puntate di Stranger Things 5 arriverà il 26 Novembre. Il secondo arriverà dunque il 26 Dicembre ed il gran finale il 1° Gennaio 2026.
Mentre l’attesa per il 26 Novembre si fa sempre più febbrile, Netflix ha colto l’occasione per mostrare le prime immagini della serie animata Stranger Things: Storie dal 1985.
Il primo trailer, rilasciato nel contesto delle celebrazioni dello Stranger Things Day, condivide così i primi dettagli della serie animata ideata dallo showrunner Eric Robles insieme ai co-creatori Matt e Ross Duffer. Ambientata tra la seconda e la terza stagione della serie principale (tecnicamente dunque più corretto definirla un interquel o midquel), la produzione animata comprenderà i personaggi amati dai fan, al contempo rivelando nuove risvolti delle vicende di Hawkins.
Di seguito trovate il trailer di annuncio condiviso da Netflix Italia.
I doppiatori della serie animata non saranno i medesimi del cast originale. Il cast infatti include Brooklyn Davey Norstedt (Undici), Jolie Hoang-Rappaport (Max), Luca Diaz (Mike), Elisha “EJ” Williams (Lucas), Braxton Quinney (Dustin), Ben Plessala (Will) e Brett Gipson (Hopper). Parteciperanno inoltre anche Odessa A’zion, Janeane Garofalo e Lou Diamond Phillips. Non si hanno conferme sulle voci italiane, che potrebbero essere affidate ai medesimi doppiatori della serie principale.
Stranger Things: Storie dal 1985 arriverà su Netflix nel corso del 2026.
Turtle Beach è ormai una garanzia nel panorama degli accessori per il gaming. Con la serie Rematch WirelessControllerufficialmente licenziati per Nintendo Switch, la società americana ha deciso di celebrare il colosso nipponico, attraverso una serie di controller che uniscono un design ricercato (come fa anche PowerA, azienda della quale abbiamo apprezzato il recente Fortnite Sticker Mania PowerA Enhanced Wireless Controller per Nintendo Switch), prestazioni di buon livello e un prezzo decisamente allettante rispetto ai prodotti Nintendo ufficiali. L’edizioneMario Bricks (sulla quale abbiamo avuto la fortuna di mettere le nostre mani) rappresenta un omaggio al baffuto idraulico della grande N (che proprio quest’anno spegne ben 40 candeline). Il risultato? Un prodotto che miscela perfettamente estetica accattivante (che siamo sicuri ne farà un vero e proprio pezzo da collezione), funzionalità e comfort.
Il Turtle Beach Rematch oltre a quella Mario Bricks è disponibile anche in altre iconiche versioni Nintendo: Donkey Kong, Invincible Mario e Super Mario Star. Quest’ultime due sono anche glow-in-the-dark (ovvero si illuminano al buio). Il prezzo è di €59.99.
Compatibilità
Nintendo Switch
Nintendo Switch Lite
Nintendo Switch – Modello OLED
Funziona anche con Nintendo Switch 2 – Pulsante C non disponibile
Specifiche tecniche
Connessione
Portata wireless di circa 9 mt con cavo di ricarica USB-C da 1 m
Peso del prodotto (controller)
217 g
Dimensioni del prodotto (controller) (L x A x P)
165 mm x 127 mm x 50,8 mm
Confezione di vendita
Partiamo dalla scatola esterna, la quale presenta i loghi Nintendo e Nintendo Switch in primo piano, con una grafica rossa e bianca che richiama chiaramente lo stile dei prodotti ufficiali e una bella immagine in evidenza del controller in base alla versione scelta. Quella Mario Bricks mostra una rappresentazione del controller, il logo di Super Mario (che è quello di Super Mario 64) e un’anteprima della finitura lenticolare (della quale vi parleremo a breve). All’interno della scatola ne troviamo una ulteriore in cartone (piuttosto solido) con in bella mostra il logo di Turtle Beach. All’interno troviamo il controller racchiuso in una bustina trasparente, un cavo USB-A a USB-C da 1 metro per la ricarica, e un piccolo manuale utente con QR code.
Design e qualità costruttiva
Turtle Beach porta una ventata di creatività nella sua gamma con il controller wireless Turtle Beach Rematch – edizione Mario Bricksoffrendo un tocco di stile nostalgico ai giocatori di Nintendo Switch. Ispirato alle iconiche tonalità rosse, verdi e marroni delle avventure di Mario, questo design è vivace, accattivante e riconoscibile. Ciò che lo distingue, tuttavia, è la sua finitura lenticolare: una superficie dinamica che alterna due audaci immagini di Super Mario visibili muovendo il controller creando un effetto animato a più livelli che aggiunge un ulteriore sorprendente tocco di stile, energia e personalità a ogni sessione di gioco. Il design lenticolare merita un elogio speciale, non solo perché si tratta di una scelta a dir poco ardita, ma anche per il modo in cui migliora l’immersione. Al variare della luce e/o al movimento delle mani, le immagini animate dei mattoncini prendono letteralmente vita, facendo riecheggiare l’energia del classico gameplay di Super Mario e trasformando un semplice controller in un’opera d’arte da collezione. L’attenzione di Turtle Beach ai dettagli visivi rende questo controller più di un semplice strumento di gioco: è una celebrazione della tradizione e della storia di Nintendo.
I materiali utilizzati sono plastici con grip testurizzati su stick analogici e trigger, che garantiscono una sensazione di robustezza e una altrettanto buona ergonomia grazie alla sua forma (il design dell’impugnatura è leggermente più compatto rispetto al Pro Controller Nintendo) che si adatta naturalmente a mani di tutte le forme e dimensioni. Il peso rispetto al Pro Controller ufficiale è inferiore (217g a fronte di 250g) il che rende il Rematch Wireless Controller – grazie anche al buon bilanciamento – comodo anche dopo lunghe sessioni. La qualità costruttiva – al netto di alcune finiture plastiche meno premium rispetto al Pro Controller Nintendo – è davvero solida e l’abbiamo trovata superiore ad alcune alternative in commercio (come ad esempio il Subsonic Wireless Switch Led Controller).
La disposizione dei pulsanti e la sensibilità degli stick analogici di Turtle Beach sono ottimizzate sia per i giocatori occasionali che per quelli competitivi. I pulsanti e i grilletti dorsali offrono un clic soddisfacente, e la croce direzionale è stata perfezionata per offrire quella sensazione tattile precisa che gli appassionati di giochi retrò (in particolar modo picchiaduro e arcade) desiderano.
Funzionalità e connettività
Oltre all’estetica, il controller Mario Bricks Rematch unisce il suo aspetto a prestazioni di buon livello. Il controller supporta la connessione wireless Bluetooth 5.2 (circa 9 metri), compatibile anche con Nintendo Switch Lite, Switch OLED e la recente Switch 2. Include due pulsanti posteriori rimappabili (consentendo ai giocatori di personalizzare la propria configurazione per diversi generi o giochi specifici), motion control reattivi e stick magnetici (e non ad effetto Hall) per una migliore precisione, ma manca (purtroppo) la vibrazione (rumble HD), elemento assente anche in altri modelli su licenza ufficiale di terze parti. Manca inoltre anche il nuovo tasto C.
Autonomia
La batteria integrata è uno dei punti forti: garantisce fino a 40 ore di gioco con una singola carica, surclassando la gran parte dei controller concorrenti. Può essere utilizzato anche tramite cavo USB-C e la ricarica rapida (circa due ore) riduce al minimo i tempi di inattività.
Esperienza d’uso
Durante le sessioni di gioco, il Rematch Wireless si è dimostrato affidabile e confortevole anche dopo molte ore. L’ergonomia e il peso bilanciato permettono partite lunghe senza alcun tipo di affaticamento. I pulsanti – al netto di una corsa breve ma soddisfacente – li abbiamo trovati reattivi e davvero molto comodi da premere grazie alla presenza di superfici testurizzate che garantiscono il giusto grip. Tuttavia, alcuni pulsanti ci sono sembrati un po’ più “plasticosi” (in particolare i grilletti posteriori) del previsto con persino un leggero cigolio durante i test dopo intense sessioni. La connessione – invece – è sempre stata stabile non mostrando lag o disconnessioni casuali di alcun tipo.
Nonostante l’assenza – come anticipato più su – della vibrazione proprietaria Nintendo, la risposta dei pulsanti e dei trigger è rapida e soddisfacente; la rimappatura dei tasti posteriori è un bel plus, ma per chi ha mani grandi può capitare di premerli accidentalmente in situazioni concitate. Che si stia derapando in curva in Mario Kart World, Mario Kart 8 Deluxe o eseguendo salti in Super Mario Odyssey e mirabolanti piroette e dondolii fra le liane in Donkey Kong Bananza, la precisione del movimento risulta naturale e altamente reattiva. I controlli sono precisi e costanti, con un input lag minimo o addirittura nullo anche nei giochi più frenetici in cui il tempismo è tutto. Per quanto riguarda la programmazione dei pulsanti aggiuntivi, tutto avviene tramite un piccolo pulsante funzione posizionato comodamente in basso a sinistra del joystick destro. non si può dimenticare il movimento. Sebbene la mancanza di vibrazioni sia discutibile, fortunatamente sono presenti i giroscopi che permettono di interagire con i giochi attraverso movimenti naturali e rapidi. Giroscopi che funzionano benissimo, senza alcunché da segnalare; li abbiamo testati con Super Mario Galaxy + Super Mario Galaxy 2 e ogni azione è risultata fluida e coinvolgente.
Se proprio dovessimo trovare delle criticità, il posizionamento dei pulsanti +/-e dei pulsanti “Home” e “Cattura” non ci ha convinti, in quanto si trovano in posizione verticale opposta rispetto alla versione del Pro Controller Nintendo. Questa disposizione potrebbe creare un po’ di confusione quando si passa dal Rematch al Pro Controller ufficiale e viceversa, con il problema costante di premere accidentalmente il pulsante di cattura o di tornare alla schermata iniziale quando si desidera semplicemente mettere in pausa o accedere a un menu di gioco. È discutibile il motivo di questa decisione, perché può sembrare un dettaglio di poco conto, ma che invece potrebbe rovinare l’esperienza. Dover adattarsi al passaggio da un controller all’altro diventa sempre più faticoso (considerando che ognuno di noi possiede più piattaforme da gioco a casa e già questo comporta un costante adattamento nel passaggio fra diversi controller), e la scelta di invertire i tasti sopramenzionati è davvero una decisione di progettazione infelice. La mancanza del Rumble HD può pesare, soprattutto in titoli dove questo feedback aumenta il coinvolgimento, ma l’autonomia, il design accattivante e la customizzazione dei pulsanti compensano in parte questa assenza. In generale si tratta di un buon mix che cattura lo spirito avventuroso di Super Mario.
Commento finale
Il Turtle Beach Rematch Wireless Controller per Nintendo Switch si dimostra una valida alternativa alle soluzioni Nintendo ufficiali e a quelle di terze parti di fascia media. I suoi punti di forza sono rappresentati dall’autonomia, dal comfort e dal design personalizzato impreziosito da finiture a dir poco spettacolari, che punta sull’identità Nintendo ma ad un prezzo decisamente ragionevole. Peccato per la mancanza della vibrazione rumble HD, che lo rende meno adatto a chi cerca il massimo del coinvolgimento sensoriale e in termini di partecipazione nelle proprie sessioni di gioco. Per i fan di Mario o per chi cerca un controller affidabile e visivamente accattivante, questa è una delle novità più interessanti della gamma di accessori Switch di quest’anno. Turtle Beach è riuscita a combinare prestazioni e design accattivante, dimostrando ancora una volta che funzionalità e fandom possono andare di pari passo.
Rockstar Games ha sorpreso la community (ma forse neanche troppo) annunciando un ulteriore rinvio per l’attesissimo GTA 6. Originariamente previsto per il 26 maggio del prossimo anno, e già spostato dalla finestra iniziale dell’autunno 2025, il colossale open-world è ora atteso per il 19 novembre 2026.
Questa mossa sposta quindi l’uscita del titolo di quasi sei mesi, alimentando ulteriormente l’attesa per quello che si preannuncia come uno dei videogiochi più costosi e ambiziosi di sempre. E a questo punto ci chiediamo se riuscirà davvero ad uscire entro il prossimo anno.
Le Scuse di Rockstar Games
In una nota ufficiale, l’azienda si è scusata con i fan per aver ulteriormente prolungato l’attesa, riconoscendo il lungo tempo trascorso dal primo annuncio. Tuttavia, ha sottolineato che questi mesi extra sono ritenuti essenziali per finalizzare lo sviluppo e raggiungere il “livello di pulizia che vi aspettate e che meritate.”
Nonostante la frustrazione per il ritardo, Rockstar ha voluto rassicurare la sua community, ringraziando per la pazienza e ribadendo l’entusiasmo del team nel far vivere ai giocatori “il vasto stato di Leonida e un ritorno alla moderna Vice City.”
Questo è un messaggio che riflette la filosofia storica di Rockstar: la qualità prima di tutto. La serie Grand Theft Auto ha sempre fissato standard altissimi per il game design, la narrazione e la cura dei dettagli tecnici. Un progetto di tale portata, con un budget di sviluppo stimato dagli analisti in oltre $1.5 miliardi e aspettative di $10 miliardi in vendite, non può permettersi passi falsi.
La pressione sulle spalle del team è quindi immensa, e dedicare più tempo alla rifinitura è probabilmente una scelta che, sebbene possa far storcere il naso nell’immediato, punta a garantire un lancio del gioco impeccabile e all’altezza delle aspettative.
Un Rinvio Prevedibile
Se il primo rinvio del gioco, avvenuto a maggio, può aver scioccato profondamente la community, questo secondo slittamento appare forse più prevedibile. Da quando Rockstar ha rilasciato il secondo trailer e alcuni screenshot, l’azienda ha mantenuto un “silenzio stampa” piuttosto sospetto, non offrendo praticamente nessun aggiornamento significativo ai fan.
Questo prolungato silenzio aveva infatti già fatto ipotizzare, tra gli addetti ai lavori e gli insider, un potenziale ulteriore ritardo nella tabella di marcia del colossal Rockstar. Gli analisti di mercato concordano sul fatto che l’investimento e l’importanza strategica di GTA 6 per Take-Two Interactive giustifichino pienamente questo tipo di cautela.
L’obiettivo infatti per la compagnia non è solo lanciare un nuovo titolo, ma stabilire un nuovo benchmark per l’industria, replicando e superando il successo monumentale già ottenuto da GTA 5 e Red Dead Redemption 2.
La nuova data d’uscita di GTA 6 è fissata per il 19 Novembre 2026.
La Fiducia di Take-Two in GTA 6
A commentare il rinvio è intervenuto anche Strauss Zelnick, CEO di Take-Two Interactive, che ha cercato di placare gli animi e rassicurare gli investitori. In un’intervista a IGN, Zelnick si è dichiarato “altamente fiducioso” che questa sia la data di uscita definitiva e che non ci saranno ulteriori rinvii.
“Volevamo dare a Rockstar il tempo appropriato per rifinire il titolo e assicurarci che fosse il migliore possibile,” ha spiegato Zelnick. Il CEO ha anche sottolineato come i giochi a cui è stato concesso più tempo per la “pulizia” abbiano poi dimostrato quanto quel tempo fosse stato ben speso. Al contrario, ha messo in guardia dai concorrenti che hanno affrettato i lanci di titoli seppur non pronti, vedendo succedere “cose spiacevoli.”
Questa affermazione rinforza la posizione di Take-Two sulla qualità senza compromessi, un fattore che nel mercato odierno, dove i lanci “rovinosi” possono compromettere la reputazione e le vendite di un franchise per molti anni, risulta fondamentale. La fiducia di Zelnick è un segnale che l’azienda crede fermamente nel potenziale di successo della sua IP di punta e della nuova data d’uscita.
Ce la farà GTA 6 per il 2026?
Tuttavia, vale la pena notare che la dichiarazione di Zelnick arriva con un certo senso di déjà vu. Non è la prima volta, infatti, che il CEO di Take-Two esprime una forte convinzione sulla finestra di lancio del kolossal open-world. In passato, era stato “altamente fiducioso” di un lancio nell’autunno 2025 e, successivamente, aveva espresso una “ forte convinzione” anche riguardo l’uscita a maggio 2026.
Entrambe le previsioni si sono rivelate purtroppo premature. Sebbene Zelnick sia infatti un pilastro dell’industria e le sue rassicurazioni abbiano lo scopo di stabilizzare le aspettative, lo storico delle sue uscite provoca nei fan più accaniti un cauto scetticismo, che preferiscono attendere la conferma dell’entrata nella fase gold del titolo prima di considerare definitiva la data del 19 novembre.
In conclusione, il rinvio di GTA 6 a novembre del prossimo anno è la dimostrazione di quanto sia complesso e rischioso sviluppare un tripla-A di questa portata nell’attuale panorama tecnologico. Rockstar Games sta giocando una partita ad altissimo rischio, ma l’obiettivo è chiaro: evitare passi falsi e lanciare un titolo che sia non solo un successo commerciale, ma anche una pietra miliare tecnica e artistica.
Non resta quindi che pazientare ancora un po’ e sperare che questa nuova promessa sia l’ultima attesa prima di tornare finalmente a sfrecciare tra le strade di Vice City.
Lo abbiamo atteso e provato a lungo tra beta e tech test e ad ogni aggiornamento ad ogni coraggioso cambio di direzione avevamo la sensazione che qualcosa di grande stava nascendo in quell’edificio a Stoccolma dal nome impronunciabile Södra Bankohuse in Kungsträdgårdsgatan, ed ora che ARC Raiders di Embark Studios è finalmente disponibile su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X/S, possiamo dirvelo senza timore di smentita: ARC Raiders è il miglior Extraction Shooter in circolazione e uno dei migliori sparatutto da molti anni a questa parte.
Versione testata: PC (Steam)
Cos’è ARC Raiders e perché sta facendo tanto parlare di sé
ARC Raiders è uno shooter in terza persona PvPvE (Player versus Player versus Environment) che combina elementi di sopravvivenza, saccheggio e combattimento tattico in un’ambientazione post-apocalittica retro futuristica. Sviluppato da Embark Studios – il team svedese formato da veterani di DICE, creatori della serie Battlefield (che curiosamente gli contende il titolo di miglior shooter della stagione con il suo sesto capitolo) – il gioco rappresenta il secondo grande lancio dello studio dopo il successo di The Finals.
La premessa narrativa è tanto semplice quanto efficace: la Terra oramai abbandonata dall’umanità in luogo di una nuova casa tra le stelle, è stata invasa da macchine letali chiamate ARC. I pochi sopravvissuti costringendo l’umanità a rifugiarsi sottoterra nella città di Speranza hanno vita piuttosto difficile, e procurarsi il necessario sulla superficie è l’unica chance di sopravvivenza.
I giocatori interpretano dei “Raiders” coraggiosi o incoscienti saccheggiatori che si avventurano in superficie per raccogliere risorse preziose, affrontando sia i pericolosi robot che altri giocatori ostili.
Un’iniezione di orgoglio per noi Italiani?
Originariamente annunciato ai The Game Awards 2021 come shooter cooperativo PvE, ARC Raiders ha subito una trasformazione radicale nel corso dello sviluppo. Gli sviluppatori hanno coraggiosamente ammesso di aver cambiato direzione, passando da un’esperienza puramente cooperativa a un vero extraction shooter con elementi PvP integrati. Questa decisione, secondo le loro stesse parole, ha reso il gioco “molto più divertente” rispetto al concept originale. Ma la vera chicca soprattutto per noi giocatori italiani è l’ambientazione decisa successivamente all’individuazione delle meccaniche di gioco.
Per le sue ambientazioni post apocalittiche, gli sviluppatori svedesi hanno infatti preso a modello alcune città del napoletano e del calabrese. Difficile capire il perché, anche se da campano posso dire che alcune aree industriali dismesse particolarmente importanti e suggestive come l’ex Italsider di Bagnoli o lo stabilimento Montefibre di Acerra, si prestano effettivamente (o si prestavano, viste le importanti opere di risanamento avvenute nel corso del tempo) a fare da palcoscenico per prodotti audiovisivi con ambientazione post industriale.
L’Acerra Spaceport è una delle mappe più belle dell’intero gioco.
E fa una certa impressione leggere dello “Spazioporto di Acerra”, di “Parco Marano” o di “Calabretta” ispirata al centro di Reggio Calabria. Ancora di più scoprire che il centro nevralgico che funge da Hub per i giocatori è una struttura sotterranea chiamata “Speranza”, che assomiglia fortemente alla galleria Umberto I di Napoli e che sorge nella città di Toledo, non la città Spagnola, ma l’omonimo quartiere napoletano.
Gameplay: Tensione pura ad ogni incursione
Ogni partita di ARC Raiders segue la classica struttura degli extraction shooter, ma con una serie di twist che lo rendono unico. Equipaggiati con armi e gadget dalla vostra base sotterranea di Speranza, attraverso una sorta di in tubi pneumatici che collegano le aree sotterranee con la superficie, potrete scegliere di respawnare in una delle quattro mappe disponibili al lancio, con una quinta, Stella Montis, già annunciata. L’obiettivo è semplice: raccogliere quante più risorse possibili e ritornare a speranza vivi.
Edifici industriali, infrastrutture energetiche, vecchi centri ricerca o complessi residenziali, possono offrire tipi diversi di loot: per migliorare il vostro equipaggiamento, guadagnare valuta di gioco, craftare accessori per le vostre armi. Una volta completato il saccheggio, per estrarre dovrete raggiungere punti di exit rappresentati da botole, ascensori o stazioni metro che richiedono attivazione e un tempo minimo di attesa, in cui con molta probabilità verrete intercettati da ARC attirati dai rumori prodotti o da altri giocatori in attesa anche loro di estrarre (o di bottino facile).
La semplicità del concetto nasconde infatti una complessità tattica straordinaria. Ogni rumore che fate – aprire una cassa, sparare un colpo, persino correre – può attirare sia i robot ARC che altri giocatori. Si tratta di un concetto ancora poco esplorato (ma che pensiamo di approfondire in una apposita guida) ma che richiede di allenare l’orecchio e l’occhio ad individuare i minimi cambiamenti.
Il volo degli uccelli, il rumore degli spari in lontananza, un inquietante rumore cibernetico significano sempre qualcosa e sta al giocatore imparare a riconoscerli.
La chat di prossimità permette interazioni imprevedibili: potete stringere alleanze temporanee con sconosciuti, tradirli all’ultimo momento, o semplicemente evitare ogni contatto umano giocando da lupi solitari.
Nella nostra esperienza di gioco, dopo i primi giorni in cui tutti gli altri Raiders si erano mostrati amichevoli, collaborativi per il raggiungimento delle missioni, e addirittura generosi nel fornire i loro equipaggiamenti in caso di bisogno, con l’aumentare del successo del titolo sono aumentati anche i “Rats” giocatori pronti a tradire dopo aver spammato un “Don’t Shoot” appostati in prossimità dei punti di estrazioni proprio per approfittare di raider in uscita.
L’Intelligenza Artificiale che cambia le regole del gioco
Se c’è un elemento che distingue nettamente ARC Raiders da ogni altro extraction shooter sul mercato, è la qualità dell’intelligenza artificiale dei nemici robotici. Gli sviluppatori hanno investito anni nello sviluppo di un’IA avanzata che utilizza tecniche di machine learning, e il risultato è semplicemente impressionante.
I robot ARC non sono semplici bersagli da abbattere. Si muovono con un realismo inquietante che ricorda i progetti della Boston Dynamics, reagiscono ai danni in modo dinamico (un drone privato di un’elica continuerà a volare compensando lo squilibrio, uno spider-bot con una zampa distrutta si adatterà alla nuova andatura), e coordinano gli attacchi con una precisione mortale.
Esistono principalmente due classi di ARC, quelli terrestri e quelli volanti. Tra i primi rientrano le fastidiose zecche o Tick e i maledettissimi Fireball e Pop sfere rotolanti che si lanciano addosso provocando danni da esplosione o da fuoco.
Poi ci sono Leaper: una sorta di grandi ragni in grado di coprire grandi distanze saltando sui giocatori. Infine i Bastion: pesanti e corazzati, armati di mitragliatrici e i Bombardier: artiglieria mobile che devasta aree intere
Il panorama dei nemici volanti è più limitato, con le Vespe, carne da macello per le vostre mitragliatrici, i Calabroni, unità corazzate più difficili da abbattere e i famigerati Rockeeter, droni sparamissili che sono in grado di azzerare un intero team. A questi si aggiungono le unità di supporto che fanno da spia dei vostri movimenti ai bastion e ai bombardier.
E poi c’è lei, la Queen: un colosso titanico che richiede il coordinamento di più squadre per essere sconfitto.
Nonostante il bestiario di mezzi robotici non sia propriamente vastissimo gli ARC rappresentano a differenza di altri extraction shooter una vera minaccia, che vi farà davvero penare, forse anche più degli altri riders.
Il Perfetto intreccio tra PvP e PvE
La vera magia di ARC Raiders emerge quando gli elementi PvP e PvE si fondono in modo organico. Immaginate di essere impegnati in uno scontro a fuoco con un’altra squadra quando improvvisamente un Rocketeer compare all’orizzonte, attirato dalla vostra sparatoria. In un istante, la battaglia diventa triangolare: voi, i nemici umani e un colosso meccanico nel mezzo.
Sceglierete di collaborare o di combattervi a vicenda? Ogni incontro in Arc Raiders è diverso e questo aumenta la tensione di gioco a livelli altissimi. Lasciandovi sempre con il dubbio che il giocatore che ha combattuto di fianco a voi, decida improvvisamente di tradirvi attirato da un bottino oramai guadagnato. E’ questa la vera magia di Arc Raiders e il merito di Embark studios: aver creato un mondo di gioco che potremmo definire una “Foresta Oscura” , come quella descritta nel famoso paradosso di Fermi. Un mondo in cui non c’è alcuna certezza, in cui nascondersi agli altri a volte può significare sopravvivere altre volte morire.
Comparto Tecnico e artistico: Un capolavoro audiovisivo
ARC Raiders sfrutta appieno le potenzialità dell’Unreal Engine 5, implementando tecnologie all’avanguardia come Lumen (illuminazione globale dinamica) e Nanite (geometria ad alta densità). Il risultato è un mondo post-apocalittico visivamente sorprendente che combina elementi di decadenza industriale con una natura che lentamente si riprende i suoi spazi.
Le quattro mappe al lancio – Dam Battlegrounds, Buried City, Spaceport e Blue Gate – offrono biomi distinti e memorabili. Dalle paludi verdeggianti, alle città sepolte dalla sabbia rossa, passando per derelitti complessi industriali e vette montane innevate, ogni location respira personalità e offre opportunità tattiche uniche.
La meraviglia artistica tuttavia, si sposa anche con una Ottimizzazione eccezionale: Su una configurazione con Ryzen 9 7900X, 32GB di RAM e 9070XT, il gioco mantiene stabilmente 100 FPS a risoluzione 4K e dettagli epici. Il supporto per DLSS (NVIDIA) e FSR (AMD) è implementato in modo eccellente, e il ray tracing per l’illuminazione aggiunge un ulteriore livello di realismo senza compromettere eccessivamente le prestazioni. Persino su Legion Go ( e similmente sulle altre handheld con processore Z1 Extreme come Ally e Ally X) il gioco gira meravigliosamente tra i 50 e i 60fps in risoluzione 800p con dettagli medi.
Insomma il gioco gode di una stabilità tecnica rara nel panorama dei lanci moderni: nessun calo di frame significativo, netcode solido, e un sistema anti-cheat robusto fin dal day one. L’unico appunto da segnalare è qualche crash capitato ai possessori di schede AMD dovuto, pare, alla integrazione in game con Discord.
Sound Design: Il cuore pulsante dell’Immersione
Se la grafica impressiona, il comparto audio di ARC Raiders è semplicemente eccezionale. Oggettivamente il comparto sonoro non solo è uno migliori mai sentito in un videogioco, ma assolutamente funzionale all’esperienza di gioco stessa, tant’è che diventa praticamente obbligatorio dotarsi di cuffie di alta qualità.
Pensate solo al fatto che i passi hanno texture diverse a seconda delle superfici e la loro intensigtà varia in maniera matematica (e misurabile) a seconda della distanza di gioco.
Le armi producono echi realistici che cambiano in base all’ambiente e i robot ARC emettono suoni meccanici inquietanti che permettono di identificarli anche senza vederli, mentre il sistema audio spaziale 3D permette di localizzare con precisione ogni rumore. Qualche esempio? i Droni ARC emettono un “ping” ultrasonico quando rilevano giocatori – se sentite il ping ma non vedete il drone, qualcuno è nella vostra area nel raggio di 50m; ancora i rumori dei Passi sul metallo risuonano fino a 40m, su terra/erba fino a 20m, e su cemento 30m e sulla base di questi valori e della mappa potreste essere in grado di comprendere la posizione del nemico; sembra difficile, ma poi ci si fa l’abitudine.
Insomma il sound design non è solo spettacolare, ma funzionale al gameplay. In un extraction shooter dove il silenzio può significare la differenza tra vita e morte, saper interpretare i suoni ambientali diventa una skill fondamentale. Sentire in lontananza lo scontro a fuoco di altre squadre, percepire il ronzio sinistro di un drone che si avvicina, o captare i passi di un nemico nell’edificio adiacente: tutto contribuisce a creare un’esperienza incredibilmente immersiva.
Performance di Lancio: Un Miracolo Moderno
In un’era di lanci disastrosi e server in fiamme, ARC Raiders ha sorpreso tutti con un lancio tecnicamente impeccabile. I server hanno retto l’assalto dei giocatori al day one senza problemi significativi (a parte un paio d’ore di instabilità rapidamente risolte), e le performance sono state stabili su tutte le piattaforme.
Su Google Trends, il gioco ha superato Escape from Tarkov nelle ricerche, e la community su Reddit conta già decine di migliaia di membri attivi che condividono strategie, clip e feedback costruttivo.
Crafting e personalizzazione senza grinding forzato
ARC Raiders adotta un approccio più accessibile alla progressione rispetto ai suoi concorrenti hardcore. La vostra base sotterranea funge da hub centrale dove potete:
Craftare equipaggiamento attraverso workbench migliorabili
Accettare missioni da vari vendor NPC
Investire punti skill in tre alberi (Condizionamento, Mobilità, Sopravvivenza )
Personalizzare l’aspetto del vostro raider (anche se le opzioni iniziali sono limitate)
Di seguito trovate alcune delle nostre guide preparate per il gioco:
Un aspetto particolarmente apprezzato dalla community è il sistema di loadout gratuiti casuali. Se perdete tutto il vostro equipaggiamento migliore, potete sempre partire con un loadout base fornito gratuitamente dal gioco. Questo abbassa notevolmente la barriera d’ingresso e permette ai nuovi giocatori di rimanere competitivi anche dopo sconfitte consecutive.
Expedition System: Reset opzionali, non forzati
Uno degli aspetti più dibattuti degli extraction shooter è il sistema di “wipe” periodici che resettano la progressione dei giocatori. ARC Raiders affronta questa questione in modo innovativo con gli Expedition Projects: cicli di 8 settimane completamente opzionali.
I giocatori hardcore che completano un’Expedition possono scegliere di resettare la propria progressione (esclusi cosmetici e achievement) in cambiodi ricompense esclusive e cosmetici rari. I giocatori casual, invece, possono semplicemente ignorare il sistema e continuare a progredire al proprio ritmo senza mai subire reset forzati.
Questo approccio rende ARC Raiders uno dei pochi extraction shooter che rispetta davvero il tempo del giocatore, permettendo a diversi stili di gioco di coesistere nella stessa community.
Modalità di Gioco e accessibilità: solo, duo o trio: a ciascuno il suo
ARC Raiders supporta il gioco in solitaria, in duo o in squadre di tre giocatori. L’esperienza cambia radicalmente a seconda della composizione del team e il gioco non fa nulla per costringervi verso l’uno o l’altro anzi fornendovi molteplici motivi per preferire a volte l’uno o a volte l’altro.
Il Gioco Solo ad esempio trasforma Arc Raiders in un’esperienza quasi survival-horror. La tensione è palpabile, ogni rumore può essere letale, e la chat di prossimità diventa uno strumento tanto per stringere alleanze temporanee quanto per ingannare gli avversari. Il matchmaking prova a mettere i solisti contro altri solisti, anche se non sempre è garantito. Tuttavia il bottino è quasi sempre maggiore (non necessariamente migliore).
L’esperienza ideale ovviamente è in team: la coordinazione tattica, la divisione dei ruoli e la possibilità di rianimarsi a vicenda rendono ogni incursione più gestibile e strategica. Ma camminare in team significa anche essere più facilmente preda di ARC e altri player interessati più all’aspetto shooter che a quello di looting.
Un Modello premium Senza predatorietà
L’inghippo sta nel modello di monetizzazione penserete voi. E invece No. ARC Raiders sorprende non soltanto per il costo budget di 39,99€ su tutte le piattaforme ma anche perché il modello di monetizzazione non ci è apparso “predatorio”. I Battle Pass stagionali offrono ricompense cosmetiche, e le Skin per personaggi e armi vendute separatamente ma non c’è nessun pay-to-win: tutto ciò che influisce sul gameplay si ottiene giocando.
Inoltre Embark Studios ha promesso supporto continuativo (ed è di poche ore l’uscita di una prima parch che ha introdotto FSR4 ) con l’arrivo di nuove mappe (Stella Montis già confermata) eventi dinamici e modalità speciali (come i già disponibili Raids Notturni) espansioni narrative per esplorare il mistero degli ARC e un bilanciamento continuo basato sul feedback della community (anche se quello attuale pare già molto buono.
Commento Finale
Embark Studios è riuscita nell’impresa di creare un extraction shooter che bilancia perfettamente accessibilità e profondità, tensione competitiva e momenti di puro divertimento, innovazione tecnica e gameplay solido. ARC Raiders rappresenta un punto di svolta per il genere extraction shooter. Dove altri hanno fallito nel trovare il giusto equilibrio tra hardcore e mainstream, Embark Studios ha creato un’esperienza che soddisfa entrambi i pubblici senza compromessi. La combinazione di un’IA rivoluzionaria, un comparto audiovisivo spettacolare, gameplay solido e un modello di business rispettoso del giocatore pone le basi per un successo duraturo. Se gli sviluppatori manterranno le promesse di supporto continuo e ascolteranno il feedback della community, ARC Raiders potrebbe davvero diventare quel “Re” che il genere extraction shooter cercava da anni. Sia chiaro, non è il gioco perfetto – i menu potrebbero essere più intuitivi (soprattutto il dover andare avanti e indietro tra inventario e officina è piuttosto frustrante), la progressione iniziale più chiara, e le missioni più variegate – ma rappresenta senza dubbio il miglior extraction shooter attualmente disponibile su console e uno dei titoli multiplayer più riusciti dell’anno su tutte le piattaforme. Che siate veterani di Tarkov alla ricerca di un’esperienza più cinematografica, fan di The Division nostalgia della Dark Zone, o semplicemente giocatori curiosi di provare il genere extraction per la prima volta, ARC Raiders merita assolutamente la vostra attenzione.
The Pokémon Company International ha condiviso oggi nuovi dettagli su Leggende Pokémon: Z-A – Megadimensione, espansione in arrivo il prossimo 10 Dicembre per Nintendo Switch e Nintendo Switch 2.
In Megadimensione, gli Allenatori riscopriranno Luminopoli quando delle strane distorsioni dello spazio iniziano a formarsi in giro per la città. La pasticciera di ciambelle Anjabelle e il suo compagno, il Pokémon misterioso Hoopa, guideranno i giocatori nell’esplorazione delle cosiddette Luminopoli dimensionali. In queste non-proprio-Luminopoli vivono dei Pokémon megaevoluti mai visti prima e altri Pokémon che normalmente non è possibile incontrare in città, e alcuni di loro hanno dei livelli dimensionali che gli permettono di superare il limite del livello 100.
Di seguito vi proponiamo i trailer ufficiali condivisi dal canale ufficiale.
I poteri di Hoopa vengono risvegliati quando riceve una delle ciambelle di Anjabelle, permettendogli di trasformare le strane distorsioni in dei portali verso altre dimensioni. Anjabelle usa le bacche per preparare diversi tipi di ciambelle che conferiscono vari effetti nell’altra dimensione, come ad esempio dei potenziamenti ai Pokémon dei giocatori. Può anche usare le bacche dimensionali, più potenti e quindi molto utili per affrontare i Pokémon di livello altissimo delle Luminopoli dimensionali.
Ci sarà anche una nuova alleata ad accompagnare gli Allenatori: Ornella, l’Erede del segreto della megaevoluzione, determinata a incontrare tutti i Pokémon megaevoluti. Insieme al resto del Team MZ, gli Allenatori esploreranno le Luminopoli dimensionali, svelandone i segreti e cercando di far luce sui misteriosi eventi che si stanno verificando a Luminopoli.
Spazio anche a nuove megaevoluzioni.
Quando Chimecho si megaevolve, sei piccole copie di se stesso appaiono e ondeggiano senza sosta, anche in assenza di vento. Le onde sonore generate quando i versi di MegaChimecho entrano in risonanza creano un potente attacco che può sopraffare qualsiasi avversario.
Baxcalibur diventa veramente formidabile grazie alla megaevoluzione, generando più energia Ghiaccio e attaccando con la lama che ha sul dorso, ingigantita e ancora più potente. Può utilizzare questa pesantissima lama per spezzare in due o ridurre in pezzi praticamente qualsiasi cosa. I giocatori possono ottenere la Megapietra necessaria per far megaevolvere Baxcalibur come ricompensa per essere saliti di rango nelle Lotte Competitive online del Club Lotta Z-A.
A partire da giovedì 6 Novembre, inoltre, i giocatori possono ricevere una Diancite tramite la funzione Dono Segreto in Leggende Pokémon: Z-A. La Megapietra permette di sbloccare l’opportunità di incontrare e catturare il Pokémon Gemma Diancie attraverso la missione secondaria extra “Brillante come una gemma”.
Una volta ricevuta la Diancite tramite Dono Segreto, i giocatori dovranno visitare l’Agenzia Bellocchio dove Moko, l’Espurr di Matière, si dimostrerà interessato alla Megapietra e metterà in moto la missione secondaria extra. Se i giocatori completano questa missione, potranno aggiungere Diancie alla loro squadra e poi utilizzare la Diancite per farlo megaevolvere in MegaDiancie, sprigionando tutto il suo brillante potere nelle lotte.