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Aquaman e il Regno Perduto, disponibile su tutte le principali piattaforme digitali

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Il regista James Wan e Aquaman stesso, Jason Momoa, ritornano – insieme a Patrick Wilson, Amber Heard, Yahya Abdul-Mateen II e Nicole Kidman – nel sequel del film DC di maggiore successo di tutti i tempi: Aquaman e il Regno Perduto. Il film, è infatti disponibile – dopo l’uscita al cinema di qualche mese fa – per l’acquisto e il noleggio su Apple TV app, Prime Video, YouTube, Rakuten TV, Timvision, Microsoft Film & TV e a noleggio su Sky Primafila e Mediaset Infinity.

Sinossi

Non riuscendo a sconfiggere Aquaman la prima volta, Black Manta, ancora spinto dal bisogno di vendicare la morte di suo padre, non si fermerà davanti a nulla pur di annientare Aquaman una volta per tutte. Questa volta Black Manta, in possesso del potere del mitico Tridente Nero, che scatena una forza antica e malevola, è più temibile che mai. Per sconfiggerlo Aquaman si rivolgerà al fratello imprigionato Orm, l’ex re di Atlantide, per forgiare un’improbabile alleanza. Insieme dovranno mettere da parte le loro divergenze per proteggere il loro regno e salvare la famiglia di Aquaman, e il mondo intero, da una distruzione irreversibile.

Cast

Il cast di Aquaman e il Regno Perduto vede le star del primo capitolo ritornare nei loro ruoli originali: Jason Momoa è ancora Arthur Curry/Aquaman, ora in bilico tra i suoi doveri di Re di Atlantide e di nuovo padre; Patrick Wilson è Orm, fratellastro di Aquaman e sua nemesi, che ora deve affrontare un nuovo ruolo come alleato riluttante del fratello; Amber Heard è Mera, regina di Atlantide e madre dell’erede al trono; Yahya Abdul-Mateen II è Black Manta, impegnato più che mai a vendicare la morte di suo padre distruggendo Aquaman, la sua famiglia e Atlantide; Nicole Kidman torna nel ruolo di Atlanna, una leader feroce e madre con il cuore di un guerriero. Riprendono i loro ruoli anche Dolph Lundgren, che interpreta Re Nereus e Randall Park che ritorna come Dr. Stephen Shin.

Qui di seguito è possibile guardare i primi 10 minuti del film:

Persona 3 Reload raggiunge (già) un grandissimo traguardo

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Oggi, ATLUS ha annunciato che le vendite mondiali del suo ultimo remake GDR Persona 3 Reload, hanno superato il milione di unità nei primi sette giorni dal lancio. Questo incredibile risultato rende Persona 3 Reload il gioco venduto più velocemente nella storia di ATLUS.

ATLUS e il team di Persona 3 Reload desiderano ringraziare i giocatori di tutto il mondo per il loro continuo supporto e per la calorosa accoglienza del gioco. Il titolo ha attualmente un metascore di 88 su Metacritic e ha ricevuto un feedback positivo sia dai fan di lunga data che dai nuovi arrivati.

Vi ricordiamo che Persona 3 Reload è ora disponibile su Xbox Series X|S, Xbox One, Windows, Steam, PlayStation 5 e PlayStation 4. Persona 3 Reload è disponibile anche su Xbox Game Pass.

Atomic Heart, il DLC “Trapped in Limbo” di è finalmente disponibile

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Focus Entertainment e Mundfish celebrano l’uscita dell’attesissimo secondo DLC – dopo Annihilation Instinct – di Atomic Heart, “Trapped in Limbo. Questa accattivante espansione è disponibile su PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S, Xbox One e PC. Tutti i possessori dell’Atomic Pass, potranno scaricare questo DLC gratuitamente e catapultarsi nel folle e colorato mondo di Limbo, che promette un nuovo e folle gameplay, nemici bizzarri ed emozionanti rivelazioni.

Per festeggiare l’uscita, chi non ha l’Atomic Pass, può approfittare di un succulento sconto fino al 50% su tutte le edizioni di Atomic Heart e sul suo Atomic Pass su Steam!

Dove eravamo rimasti?

Le regole sono cambiate. Trapped in Limbo riprende esattamente da dove termina il gioco principale, esplorando un finale diverso dal primo DLC Annihilation Instinct. I giocatori dovranno destreggiarsi attraverso ostacoli vertiginosi, cercando – al contempo – di svelare i segreti dell’enigmatico mondo di Limbo.

E mentre navigano in questo folle gameplay, raccoglieranno mele per sbloccare abilità e armi, insieme a monete d’oro per accedere a un massimo di 7 skin uniche da utilizzare nella campagna principale.

La colonna sonora originale di Atomic Heart aggiunge un esplosivo Vol.4!

L’uscita del DLC Trapped in Limbo segna anche l’aggiunta del quarto album del gioco alla sua colonna sonora originale, disponibile gratuitamente per tutti gli attuali possessori! Le nuove tracce aiuteranno i giocatori ad immergersi ancora meglio nello strano e sorprendente mondo di Limbo

Trapped in Limbo è ora disponibile su PlayStation 5, PlayStation 4, Xbox Series X|S, Xbox One e PC. Incluso nell’Atomic Pass e nelle edizioni Gold e PremiumTrapped in Limbo è disponibile anche come acquisto indipendente.

State of Play, Final Fantasy VII Rebirth è strepitoso: nuovo trailer e demo disponibile!

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Lo State of Play monotematico dedicato a Final Fantasy VII Rebirth ha ospitato un’incredibile presentazione per l’attesissimo JRPG di Square Enix.

Nel corso dei circa venti minuti dell’evento, il secondo capitolo del progetto remake di Final Fantasy VII si è mostrato in forma smagliante, dando spazio a gameplay e suggestioni che hanno lasciato entusiasti i fan del settimo capitolo della fantasia finale.

Ve lo proponiamo integralmente di seguito, grazie all’account ufficiale di PlayStation. Si tratta del secondo State of Play nel giro di pochi giorni, dopo quello dedicato a Rise of the Ronin, Death Stranding 2 e molti altri.

Non solo. Square Enix ha inoltre confermato la disponibilità immediata sul PlayStation Store della demo gratuita per tutta l’utenza.

La demo permette di giocare al prologo flashback ambientato a Nibelheim nei panni di Cloud e Sephiroth, così come un episodio ambientato nell’area open world di Junon (che sarà tuttavia disponibile il 21 Febbraio con un aggiornamento).

I giocatori che avranno un salvataggio della demo potranno sbloccare, nel gioco completo, un Kupo Charm (un accessorio che incrementa il numero degli oggetti risorsa recuperati) ed un Survival Set (una selezione di oggetti per aiutare nell’inizio dell’avventura). Coloro che completeranno l’episodio di Nibelheim potranno decidere di saltare la medesima sessione nel gioco completo.

Di seguito vi proponiamo altresì il trailer finale di Rebirth.

Final Fantasy VII Rebirth arriverà in esclusiva PlayStation 5 il prossimo 29 Febbraio.

Humble Choice, tutti i giochi per il mese di febbraio 2024

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Il team di Humble Bundle ha svelato i giochi disponibili per il mese di febbraio nell’abbonamento Humble Choice!

  • Life is Strange: True Colors – Indaghiamo sulla scomparsa di nostro fratello manipolando le emozioni di chi ci sta accanto, in un avvincente avventura narrativa.
  • Scorn – Lasciamoci consumare dal body horror, il grottesco, e l’ignoto, in uno shooter adventure in prima persona tanto spaventoso quanto ricco di carisma e situazioni aberranti.
  • Destroy All Humans! 2: Reprobed – Remake del secondo capitolo della dissacrante serie di action adventures che ci porta nei panni di un clone alieno Furon, nuovamente intento a conquistare la Terra.
  • Beacon Pines – Esploriamo un libro misterioso impersonando sia il lettore che il protagonista della sua storia, Luka, e risolviamo misteri attraverso una storia con diverse possibilità di scelta.
  • There Is No Light – Precipitati in un mondo dark fantasy, non ci resterà che combattere orde di nemici mentre ci addentriamo sempre più nell’oscurità del male in un action rpg 2D.
  • Children of Silentown – Aiutiamo Lucy a indagare sulla scomparsa di diversi abitanti del suo piccolo villaggio immerso nella foresta, ignari di cosa si può celare a ogni incontri.
  • Oaken – Addentriamoci nella Grande Quercia in questo singolare roguelike tattico, con l’utilizzo di carte e il posizionamento dei nostri su stupende plance di gioco generate proceduralmente.
  • Snowtopia: Ski Resort Builder – Gestiamo la nostra stazione sciistica, soddisfiamo ogni necessità dei nostri avventori, e puntiamo a diventare la meta preferita per le vacanze invernali di tutti!

In aggiunta avrete anche accesso all’Humble Games Collection -una selezione di titoli accessibili in maniera gratuita-, e fino al 20% di sconto addizionale per qualsiasi gioco acquistato sull’Humble Store. Questi 8 giochi per PC, e i relativi bonus, possono essere vostri sottoscrivendo all’abbonamento Humble Choice al prezzo di soli 9,99€ al mese, oppure a 109€ con il piano annuale, e riscattandoli prima delle 19:00 del 5 marzo 2024!

Safer Internet Day 2024, ecco le iniziative di Sony Interactive Entertainment

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Pochi minuti fa è stato pubblicato un post sul blog di Sony Interactive Entertainment per celebrare il Safer Internet Day, la giornata di sensibilizzazione dei minori all’utilizzo sicuro e responsabile di Internet e dei nuovi media.

Disponibile qui in lingua inglese, vi proponiamo un estratto in italiano.

Con oltre 100 milioni di utenti attivi ogni mese, siamo orgogliosi che PlayStation sia la casa di una grande community di appassionati con background differenti. In Sony Interactive Entertainment (SIE), lavoriamo diligentemente per assicurare un ambiente di gioco comodo, sicuro e accessibile. Il nostro approccio alla sicurezza si fonda su tre pilastri: ‘Eseguire’, ‘Controllare’ e ‘Proteggere’, basati su soluzioni tecnologiche innovative e sui feedback e i bisogni della nostra community. In anticipo rispetto al 21° Safer Internet Day, vogliamo celebrare i progressi compiuti in ambito sicurezza online e ricordare a ogni giocatore il ruolo che svolge nella creazione di un ambiente di gioco positivo.

Eseguire – Codice di Condotta più comprensibile
Il nostro Codice di Condotta funge da guida per i giocatori per garantire una comunità di gioco sana su PlayStation Network (PSN) e, recentemente, abbiamo provveduto ad aggiornarlo per uniformarlo a livello globale. Incoraggiamo tutti i nostri giocatori a dedicare, periodicamente, del tempo alla consultazione del Codice di Condotta e delle politiche contro l’incitamento all’odio, per capire quali comportamenti di gioco risultano accettabili.

Eseguire – Moderazione umana specializzata per una community positiva
La moderazione consiste nel determinare se i contenuti segnalati dagli utenti violino il nostro Codice di Condotta e, in tal caso, prendere provvedimenti appropriati. Gli appositi team analizzano costantemente le segnalazioni, occupandosi di messaggi, chat vocali, profili e altri aspetti del gioco online. La verifica avviene in oltre 30 lingue, e tiene conto del contesto culturale e legale del segnalatore. Tutte le azioni intraprese sugli account vengono eseguite solo dopo la verifica del contenuto da parte di un moderatore umano, e sono sempre comunicate all’utente: tra queste, rientrano anche sospensioni temporanee o permanenti. Offriamo anche ai giocatori la possibilità di appellarsi contro una sospensione permanente in 40 paesi, e miriamo a lanciare questa opzione anche per le sospensioni temporanee.

Controllare e Proteggere – Soluzioni per giocatori e tecnologia per fiducia e sicurezza
In SIE, lavoriamo attivamente per proteggere i nostri giocatori da esperienze negative, attraverso l’abilitazione di strumenti e funzioni come ‘blocco’, ‘muto’ e ‘segnalazione’. Siamo impegnati a garantire la protezione degli utenti più giovani e vulnerabili, fornendo anche strumenti di “parental control”, che consentono di personalizzare le impostazioni per i propri figli su PSN. Stiamo lavorando in mercati selezionati per testare la tecnologia di verifica dell’età degli utenti  al fine di fornire un’esperienza adeguata ai nostri giocatori e per promuovere una comunità online sicura e amichevole.

Ognuno gioca un ruolo in una community positiva di giocatori
Mentre il Safer Internet Day viene celebrato solo una volta all’anno, il mondo online è perennemente attivo. Solo con l’impegno di tutti i giocatori possiamo continuare a creare e mantenere un luogo positivo in cui giocare. Puoi trovare ulteriori informazioni sull’impegno di SIE per la sicurezza online, inclusi i partner esterni con cui collaboriamo per educare e informare i nostri giocatori, sul sito web aziendale: Online Safety & Education – Sony Interactive Entertainment.

Ulteriori risorse utili: 

Recensione Soundcore Liberty 4: tanta qualità al giusto prezzo

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Soundcore Liberty 4

In un mercato saturo di auricolari wireless, Anker con la sua linea Soundcore continua ad impressionare con auricolari e cuffie dal rapporto qualità prezzo decisamente alto. Gli Anker Soundcore Liberty 4 non sono un’eccezione, rappresentando un’alternativa solida agli AirPods di Apple e ad altri dispositivi di punta di altri produttori, in grado di sorprendere per qualità sonore e funzionalità avanzate. In questa recensione le analizzeremo in dettaglio e vi diremo perché acquistarle e perché no.

Unboxing e Design

La confezione di vendita in cartone rigido è davvero molto ben fatta e curata, con un’ apertura a libro che da subito ci restituisce la sensazione di un prodotto “premium”.  La dotazione è quella standard: oltre al cavetto di ricarica, la manualistica, il case di ricarica e gli auricolari, nella confezione troverete quattro paia di cuscineti in silicone trasparente di diverse misure, anziché le solite tre: Small, Medium 1(già montate sugli auricolari), Medium 2 e Large.  

Gli Anker Soundcore Liberty 4 si distinguono per un design ergonomico ed elegante. Il case di ricarica è davvero poco ingombrante e le sue forme arrotondate lo rendono perfetto nella tasca dei jeans. L’apertura a scorrimento permette di accedere alle cuffie anche con una sola mano, sebbene la copertura non sembri particolarmente resistente quando aperta.

Un led luminoso integrato nella sottile striscia in plastica lucida che fa da perimetro al bordo di apertura del case segnala lo stato della carica, rosso se scarico, bianco quando in carica.  Le Soundcore Liberty 4 sono disponibili in tre diverse colorazioni, Black midnight, White Cloud e Sky blue, tutte in finutura opaca.

Scorrendo la parte superiore, gli auricolari ci salutano illuminandosi di bianco nella parte del tip in silicone. Il case, infatti, nell’alloggio degli auricolari presenta due piccoli led che segnalano anche l’entrata in pairing mode se nessun dispositivo connesso è nei paraggi o quando si preme il piccolo pulsante posto sul case tra i due auricolari.

L’alloggiamento magnetico degli auricolari è davvero molto resistente tant’è che anche lasciando cadere o capovolgendo e agitando il case aperto, gli auricolari restano ben saldi al proprio posto.

Comfort

I cuscinetti in silicone trasparente “CloudComfort” di queste Soundcore Liberty 4 sono progettati per garantire una vestibilità confortevole e consentire la misurazione della frequenza cardiaca, una delle tante funzionalità extra di queste cuffie. Nella nostra prova abbiamo trovato l’aderenza e il comfort perfetto anche durante l’attività sportiva, resa possibile grazie alla resistenza agli spruzzi d’acqua e al sudore certificata IPX4.

Sul fronte isolamento, non si tratta dei tip in silicone più isolanti che abbiamo avuto modo di provare (questo primato spetta ai Sennheiser Momentum Wireless 3) ma sicuramente tra i più comodi in assoluto e decisamente un buon compromesso tra comfort e funzionalità.

Per quanto riguarda i controlli, gli stessi sono gestibili in maniera piuttosto tradizionale tramite lo stelo: singola pressione per mettere in play/pause la traccia, doppia pressione sull’auricolare destro per rispondere o riagganciare una chiamata, doppia pressione su quello sinistro per ruotare tra ANC, transparency mode e modalità normale. Non siamo grandi fan di questo sistema, tuttavia dobbiamo dire che nel caso delle Liberty 4 il tutto risulta piuttosto funzionale grazie al feedback sonoro che si può avvertire alla pressione.

Tramite l’app Soundcore è inoltre possibile modificarne il comportamento e aggiungere un comando personalizzato attivabile con la tripla pressione sullo stelo, ad esempio per alzare o abbassare il volume, attivare l’assistente vocale ecc.

Sempre in tema di opzioni quality of life, gli auricolari attivano la pausa della traccia quando vengono rimossi dall’orecchio, ed è possibile utilizzarli singolarmente quando l’altro è nel case E’ inoltre possibile settare lo spegnimento automatico delle Liberty 4 dopo un certo periodo di attività (il risveglio non è proprio immediato, ma comunque decisamente gestibile) al fine di migliorare l’autonomia (vedi paragrafo “Autonomia“).

Specifiche Tecniche, funzionalità e vantaggi dell’app Soundcore.

Sul fronte tecnico, gli earbuds Souncore Liberty 4 sono auricolari Bluetooth 5.3 letteralmente imbottiti di funzionalità.

Dalla cancellazione del rumore personalizzabile, alle funzionalità multipoint per il collegamento a più sorgenti (purtroppo niente stream in contemporanea), passando addirittura per un giroscopio che aiuta a mantenere una postura corretta mentre si è seduti davanti al PC e ad un sensore di battito cardiaco che tiene sotto controllo l’attività fisica e il  livello di stress, la lista di funzionalità è davvero lunga.

Le Soundcore Liberty 4 adottano un’architettura proprietaria con doppio driver allineato sullo stesso asse, denominata ACAA 3.0, che promette miglioramenti significativi nella resa audio degli alti, soprattutto quando utilizzata con il codec ad alta risoluzione di Sony, LDAC. Quest’ultimo consente la riproduzione di brani musicali fino a 96 kHz/32 bit con una larghezza di banda massima pari a 990 kbps contro i 328kbps massimi del codec SBC (Bluetooth standard) e i 576 kbps di Qualcomm aptX. Questo garantisce agli auricolari anche la certificazione Hi-Res Audio. Gli auricolari supportano inoltre anche il codec Apple AAC.

Gli auricolari, inoltre, supportano lo Spatial Audio in due modalità (selezionabili dall’app Soundcore), fissa o con tracciamento della testa, e due equalizzazioni, “musica” e “filmato”.

Infine, sempre in tema di funzionalità, grazie ad HearID è possibile personalizzare sulla base delle nostre capacità uditive la resa audio degli auricolari. Tramite l’app Soundcore, sarà infatti possibile avviare un test audiometrico piuttosto particolareggiato, che individuerà le frequenze e il volume che siete in grado di percepire ed, in base al risultato, elaborerà una profilo di equalizzazione specifico per il vostro udito.

L’app Soundcore

L’app Soundcore per Android e iOS è un elemento centrale dell’esperienza utente di tutte le cuffie a marchio Soundcore by Anker, poichè offre un controllo avanzato delle numerose funzionalità disponibili su queste Liberty 4. A partire dalla cancellazione del rumore e dalla modalità trasparenza, ad esempio tramite l’app e il test Hear ID di cui vi abbiamo parlato prima, è possibile ottimizzare l’ANC in base alle proprie esigenze. Tramite l’app, inoltre è possibile personalizzare l’equalizzazione delle cuffie tramite un grafico a otto bande, o selezionarne uno specifico tra i tanti preset disponibili.

Il sensore di battito cardiaco integrato negli auricolari è piuttosto preciso ed aiuta a mantenere uno stile di vita sano segnalandovi nella sezione dedicata al benessere e all’attività fisica, oltre al numero di battiti cardiaci, le calorie bruciate, la durata degli esercizi effettuati nella giornata, il livello di fatica e di stress. I dati purtroppo però non vengono condivisi con le altre applicazioni come Salute di Apple, vanificando almeno in parte l’utilità di tali metriche.

Prova d’Ascolto: carattere e generi musicali migliori

Durante la prova d’ascolto, gli auricolari Soundcore Liberty 4 hanno mostrato un carattere sonoro versatile e dinamico con la “signature firm” di Soundcore. La presenza di due driver sovrapposti ACAA 3.0 si traduce in bassi controllati e in alti cristallini. A seconda delle vostre preferenze, potreste trovare però questi auricolari un po’ troppo analitici negli alti e leggermente affaticanti, a causa delle tante sibilanti che vengono accentuate, mentre se cercate un’assoluta precisione e la capacità di ascoltare anche il minimo dettaglio della traccia che state ascoltando, troverete le Liberty 4 decisamente adatte a voi.

Utilizzando l’equalizzazione specifica per il nostro udito “HearID” abbiamo ottenuto un audio decisamente più bilanciato. L’opzione migliore è comunque procedere ad una equalizzazione ad hoc, che amplifichi un po’ la gamma media.

I generi musicali che traggono maggior vantaggio dalla Signature firm Soundcore, sono il rock, l’elettronica e il pop, dove la chiarezza delle voci e la definizione dei singoli strumenti sono fondamentali.

Sul fronte film la resa è eccellente grazie ad un buon imaging e soundstage che, offrendo un palcoscenico sonoro più ampio rende particolarmente godibili sia i contenuti cinematografici e che le registrazioni live. La latenza è sufficiente, anche se forse una maggiore reattività avrebbe aiutato.

Sul fronte gaming le eccellenti qualità audio e soprattutto la capacità di riprodurre la gamma alta in maniera così precisa, oltre al già menzionato ampio soundstage (sempre considerato che si tratta pur sempre di auricolari wireless), le renderebbero perfette per questo scopo, se non fosse per la latenza un po’ troppo alta che le rende non adatte al gaming competitivo. Le abbiamo provate tuttavia su Lenovo Legion Go con HiFi Rush, un gioco single player dove il ritmo e la precisioni sono essenziali, senza riscontrare particolari problemi.

Per quanto riguarda lo spatial audio, le Liberty 4 consentono due modalità di funzionamento, uno che segue la vostra testa, e l’altro fisso. La prima modalità restituisce l’idea di essere ad un concerto o ad un evento dal vivo, per cui girando la testa o muovendosi nell’ambiente si ha l’impressione che la voce o lo strumento provenga dal centro della sala. Si tratta di una sensazione piuttosto divertente e realistica all’inizio, ma se si eccettuano i pochi contenuti studiati per questa modalità, non ne abbiamo ancora compreso l’effettiva utilità.

A differenza di Apple Spatial Audio, inoltre, le Liberty 4 sono capaci di applicare questa modalità di ascolto ad ogni contenuto e non solo a quelli Dolby Atmos come invece accade per il prodotto Apple.  

ANC

L’ANC degli Liberty 4 è efficace, riducendo in modo significativo il rumore ambientale anche se è piuttosto udibile il rumore bianco introdotto da questa modalità. Per fortuna anche questo è un aspetto che può essere adattato ai vostri gusti e necessità tramite l’app.

Non così efficace, invece, la modalità trasparenza che introduce un seppur leggero disturbo all’audio proveniente dall’esterno.

Microfoni

Per quanto riguarda la qualità dei microfoni, come potete ascoltare dalle registrazioni qui sotto, la qualità audio è buona nella registrazione in studio (audio n.1) con toni molto naturali e aperti (no effetto closed box), mentre sembra soffrire quando si tratta di cancellare i rumori di fondo della stazione di Milano (audio n.2).

Abbiamo inoltre verificato che al 100% del volume di registrazione in Windows, l’audio subiva un importante clipping, come se il gain dei microfoni fosse troppo alto. Registrando con volume max a 80%, il clipping è sparito.

Come sempre, per farvi un’idea delle differenze di queste registrazioni rispetto a quelle ottenute con altri earbuds, può essere utile ascoltare le altre presenti sulla nostra pagina Soundcloud e quella di riferimento registrata con Rode Procaster.

Autonomia

L’autonomia dichiarata dal produttore è di 7 ore con ANC attivo, un valore che nel nostro uso appare credibile. Il volume di questi auricolari, infatti, è davvero molto molto alto, il che rende possibile ascoltarli tranquillamente impostando il volume al 50% conservando una buona pressione sonora. Il case garantisce inoltre almeno due cariche complete degli auricolari.

Commento finale

Le Soundcore Liberty 4 sono auricolari con un eccellente rapporto qualità prezzo. Dotati di decine di funzionalità utili, come il multipoint wireless, l’anc regolabile, il giroscopio e il sensore di battito cardiaco, ci hanno sorpreso per l’ottima qualità audio, soprattutto se si è alla ricerca di auricolari analitici e con una tendenza ad enfatizzare la gamma alta, mentre peccano un po’ quando si tratta di microfoni e latenza. Ad un prezzo di circa 109 euro sul sito ufficiale sono comunque un prodotto che ci sentiamo di raccomandare senza esitazioni  soprattutto se cercate auricolari dalle spiccate qualità sonore e ricchi di funzionalità.

Jurassic World, è ufficiale il nuovo capitolo della saga

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Dopo i rumor circolati negli scorsi giorni, stavolta l’ufficialità è arrivata direttamente dai canali social: il nuovo capitolo della saga di Jurassic World si farà.

Lapidario il messaggio condiviso, che riporta la data di uscita prevista che lascia intendere un prossimo avvio delle riprese: il 2 Luglio 2025.

Deadline ha rivelato in esclusiva che David Leitch (regista di John Wick, Deadpool 2 e Bullet Train) è nelle fasi iniziali delle trattative per dirigere il nuovo film. Qualche giorno fa, The Hollywood Reporter ha rivelato invece che David Koepp (storico sceneggiatore dell’indimenticabile film di Jurassic Park diretto da Steven Spielberg) scriverà la sceneggiatura.

Il film “inaugurerà un’era completamente nuova per il franchise” con una storia del tutto inedita, di fatto escludendo la presenza dei protagonisti delle ultime pellicole nonché degli storici interpreti quali Sam Neill, Laura Dern e Jeff Goldblum.

Non è chiaro se l’occasione sarà propizia per un nuovo cambio di nome, dopo il passaggio da Jurassic Park a Jurassic World in occasione della nuova trilogia inaugurata nel 2015 con i personaggi interpretati da Chris Pratt e Bryce Dallas Howard (conclusasi con Il Dominio).

Dall’esclusività al multipiattaforma: Phil Spencer annuncia l’evento dedicato al futuro di Xbox

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Phil Spencer ha annunciato ufficialmente l’arrivo di un evento dedicato al futuro di Xbox, per far chiarezza sulle notizie circolate nelle ultime ore.

Ad annunciarlo lo stesso amministratore delegato di Microsoft Gaming e responsabile del brand Xbox sul proprio profilo X.

La notizia era nell’aria dopo che diversi insider avevano anticipato la decisione, da parte di Microsoft, di attuare un profondo cambiamento della propria strategia aprendo ad una diffusione multipiattaforma delle proprie esclusive. Le motivazioni ipotizzate passano dallo scarso successo delle vendite di Xbox Series fino alla insostenibilità economica del modello Game Pass.

Il rumor, muovendo da Starfield, si è nel corso delle ore esteso anche ad un nutrito numero di esclusive quali i già vociferati Hi-Fi Rush e Sea of Thieves, passando per il nuovo capitolo di Doom ed Indiana Jones and the Great Circle, fino ad arrivare ad autentiche icone come Halo e Gears of War.

L’evento annunciato da Spencer viene definito come un “business update” e sarà mirato, verosimilmente, a spiegare nel dettaglio la visione per il futuro di Xbox. Un intervento doveroso per far chiarezza non solo nel panorama dell’industria, ma anche e soprattutto in quello della community.

L’appuntamento è fissato per un giorno della prossima settimana, ancora da precisare. Restiamo in attesa per saperne nuove informazioni su quella che potrebbe essere una nuova svolta epocale nel mondo videoludico.

Recensione Cuffie Creative Zen Hybrid Pro SXFI, per un audio (quasi) senza limiti

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Creative Technology è ormai un marchio che ci accompagna da svariato tempo; negli anni, abbiamo avuto la possibilità (ed il privilegio) di testare tanti prodotti dell’azienda con sede a Singapore, dagli auricolari per il semplice ascolto di musica passando per le differenti cuffie aurali (o ad arco) per giocare ai propri titoli preferiti, fino ad arrivare a casse (come le Pebble Pro), soundbar (qui la recensione della Katana SE) e altri particolarissimi prodotti. Device ragionati, solidi e ben costruiti che offrono all’utente – al contempo – anche un ottimo rapporto qualità-prezzo, un qualcosa che oggigiorno è sempre più difficile da trovare. Fra le ultime aggiunte al catalogo, troviamo le nuove cuffie wireless della serie Creative Zen Hybrid Pro e dei relativi modelli, Creative Zen Hybrid Pro Classic e Creative Zen Hybrid Pro SXFI.

Si tratta di cuffie dal design particolare, che rappresenta una vera e propria evoluzione rispetto a quanto avevamo già visto con le Creative Zen Hybrid (qui la nostra recensione completa). Inoltre, sono tutte dotate di interessanti funzionalità come la Cancellazione Attiva del Rumore (ANC) ibrida e la Modalità Ambiente, driver al Neodimio da 40 mm (piuttosto potenti e che garantiscono che ogni nota sia riprodotta con potenza e precisione, offrendo un’esperienza sonora ricca e accattivante) e una durata della batteria (fino a 100 ore) a dir poco impressionante. Insomma, si tratta di cuffie perfette sia per un utilizzo “daily” e sia per godersi – da soli o in compagnia – le proprie serate fra film e gaming.

Le tre versioni disponibili:

  • Zen Hybrid Pro (standalone): dispone di driver da 40 mm, Bluetooth 5.3 ed è predisposto per LE Audio. Fino a 100 ore di durata della batteria. Prezzo: 99,99 €
  • Zen Hybrid Pro Classic: include nella confezione il trasmettitore Creative BT-L3 che permette di accedere a LE Audio e il microfono ad asta staccabile. Prezzo: 119,99 €
  • Zen Hybrid Pro SXFI (modello top di gamma): include il trasmettitore Creative BT-L4 con il chip Super X-Fi UltraDSP e la modalità SXFI BATTLE per godersi al meglio i propri giochi. Naturalmente anche questo modello è equipaggiato con il microfono ad asta staccabile. Prezzo: 149,99 €

Specifiche Creative Zen Hybrid Pro, Classic e SXFI

Modello di cuffiaCreative Zen Hybrid ProCreative Zen Hybrid ProClassicCreative Zen Hybrid Pro SXFI
Durata della batteriaFino a 100 oreFino a 100 oreFino a 100 ore
ConnettivitàBluetooth 5.3Bluetooth 5.3Bluetooth 5.3
Codec audioLC3+, LC3, AAC, SBCLC3+, LC3, AAC, SBCLC3+, LC3, AAC, SBC
Microfono5 microfoni5 microfoni5 microfoni
DNN
Controllo del rumoreANC ibrido, modalità ambienteANC ibrido, modalità ambienteANC ibrido, modalità ambiente
Ultra Low Latency Mode
ControlliPremere il pulsantePremere il pulsantePremere il pulsante
Software Super X‐Fi/ Super X‐Fi READY
Tecnologia Super X-Fi
Siri/Assistente Google
DriverDriver dinamici full-range rivestiti in titanio da 40 mmDriver dinamici full-range rivestiti in titanio da 40 mmDriver dinamici full-range rivestiti in titanio da 40 mm
AccessoriCavo di ricarica USB-CTrasmettitore audio BT‐L3, microfono con asta staccabile, cavo di ricarica USB‐CTrasmettitore audio BT‐L4 SXFI, microfono con asta staccabile, cavo di ricarica USB‐C
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Creative Zen Hybrid Pro, Classic e SXFI

Confezione di vendita

  • 1 x Creative Zen Hybrid ProSXFI
  • 1 x trasmettitore audio SXFI wireless Creative BT-L4
  • 1 x microfono con asta staccabile
  • 1 x cavo di ricarica da USB-C a USB-A
  • 1 x guida rapida

Il potere di LE Audio

La tecnologia LE Audio sta letteralmente cambiando le carte in tavola nel settore audio. L’obiettivo è quello di trasformare il modo in cui gli utenti vivono l’esperienza dell’audio wireless. Questa tecnologia – grazie ad un codec audio avanzato – offre un sound di qualità superiore con un bitrate inferiore che combinato con la classica tecnologia Bluetooth (in versione 5.3) a cui gli utenti sono abituati, non soltanto migliora le prestazioni audio generali (permettendo nello specifico di godere di una migliore qualità audio a velocità di trasmissione dati inferiori), ma permette di estendere anche la durata della batteria, il che garantisce un’esperienza di ascolto senza eguali e di alta qualità, senza interruzioni e senza soluzione di continuità.

LE Audio, inoltre, permette di condividere esperienze audio del tutto nuove. Con il supporto sia per modalità unicast che broadcast, è possibile godere di flussi audio sia da soli o decidere di condividerli su più dispositivi. Questa funzionalità è particolarmente utile nelle situazioni in cui più persone desiderano ascoltare lo stesso contenuto audio senza disturbare gli altri (che possiamo pertanto definire uno-a-molti). Attraverso questa modalità gli utenti possono altresì sintonizzarsi su flussi audio pubblici o captare l’audio da schermi televisivi pubblici, trasformando i dispositivi abilitati per LE Audio in veri e propri portali di ascolto collettivo. La qualità audio utilizzando la modalità broadcast è leggermente inferiore alla modalità unicast, offrendo un suono un decisamente meno incisivo alle frequenze più alte e presentando più interruzioni rispetto alla modalità unicast.

In ultimo, la modalità Ultra-Low Latency (ULL) garantisce una riproduzione audio più fluida che mai (grazie ad una latenza di appena ~ 20 ms). Questa funzionalità assicura pertanto una sincronizzazione velocissima e stabile e va anche a ridefinire l’esperienza audio soprattutto per chi è dedito al gaming o è appassionato di cinema e serie TV.

Trasmettitore audio BT‑L4 SXFI

Il trasmettitore BT-L4 disponibile nella confezione di vendita di Creative Zen Hybrid Pro SXFI consente alle cuffie di sbloccare l’elaborazione audio Super X-Fi (standard proprietario lanciato nel 2018). L’obiettivo è creare un’esperienza di ascolto più coinvolgente grazie alla possibilità per l’utente di poter mappare il proprio orecchio, andando a “virtualizzare” un sistema multi-altoparlante 3D. La modalità SXFI BATTLE, sempre inclusa nel modello da noi provato, ottimizzata per i videogiochi, grazie ai segnali audio posizionali, si adatta perfettamente al gaming competitivo e non solo. Sul retro del dongle è presente un pulsante che consente l’attivazione dell’accoppiamento Bluetooth (attraverso una pressione prolungata del tasto) o il passaggio alla modalità trasmissione (cliccando invece due volte) o di abilitare SXFI (cliccando una volta). 

Design e qualità costruttiva

Creative Zen Hybrid Pro SXFI presenta un design elegante e moderno che difficilmente passa inosservato. Le cuffie – ad eccezione dell’archetto regolabile in metallo (ricoperto da tessuto sintetico) – sono realizzate interamente in plastica (di buona qualità) piuttosto solida e resistente (anche se non danno la sensazione di essere “premium”). I padiglioni auricolari (in similpelle) sono progettati per ruotare e piegarsi, rendendo le cuffie facili da riporre e trasportare (peccato manchi un sacchetto o comunque qualche genere di protezione). Il confort complessivo è buono, l’archetto non stringe più del dovuto e i cuscinetti forniscono un’ammortizzazione confortevole per sessioni di ascolto ed utilizzo prolungate.

I pulsanti di controllo (fisici e non touch) sono comodamente posizionati sui padiglioni auricolari. Il padiglione auricolare sinistro ospita il pulsante di accensione, di disattivazione del microfono e la rotella del volume digitale, mentre il padiglione auricolare destro è dotato dei pulsanti ANC, riproduzione, avanti e indietro. Accoppiare le cuffie è un gioco da ragazzi, basta tenere premuto il pulsante di accensione per 4 secondi. Per spegnere, premere e rilasciare dopo 2 secondi (feature che non abbiamo trovato particolarmente comoda a dire il vero, non riuscendo a spegnerle se non dopo diversi tentativi). Il pulsante di accensione funziona anche come commutatore di modalità, consentendo agli utenti di passare alla modalità trasmissione con un doppio clic.

Da segnalare l’assenza dello standard jack da 3,5 mm e la presenza sui padiglioni dei LED RGB personalizzabili

Qualità del Suono

Come suonano queste Zen Hybrid Pro SXFI? Grazie ai driver dinamici full-range da 40 mm personalizzati con rivestimento in titanio, il suono è davvero forte. Nello specifico, in modalità standard, i bassi sono a dir poco potentissimi mentre gli alti offrono si chiarezza ma faticano a risaltare rispetto al roboante suono dei bassi. Ciò sta a significare che le Zen Hybrid non si adattano all’utente che è alla ricerca di un’esperienza di ascolto neutra, sebbene tale problematica possa essere facilmente superata tramite l’EQ personalizzato disponibile tramite l’App Creative. Tuttavia, quando viene attivata la modalità Super X-Fi, le Zen Hybrid Pro cambiano letteralmente pelle, offrendo un’esperienza audio cinematografica multicanale surround coinvolgente e ben bilanciata (anche se lievemente appesantita sulla gamma medio-alta). In questo modo, l’ascoltatore può sentire anche i minimi dettagli offerti dall’audio direzionale, con la musica che sembra provenire “dal di fuori delle cuffie stesse”, come se si trovasse davanti ad un vero e proprio palcoscenico. Attivando invece il Super X-Fi BATTLE (pensato per il gaming), oltre ai segnali audio spaziali, i giocatori possono godere anche di quelli posizionali il che – associando la modalità Ultra-Low Latency (ULL) – migliora ulteriormente il senso di direzionalità dei suoni. Insomma, il suono finale – sebbene dipenda molto dalle proprie preferenze personali – è decisamente immersivo, andando a creare un senso di spazio e profondità nell’audio difficilmente sperimentabile su altre tipologie di cuffie. Per quanto riguarda invece l’ANC, la modalità è attivabile pigiando il relativo pulsante sul padiglione destro. C’è da dire che funziona bene, riducendo – grazie ai quattro microfoni per la Cancellazione Attiva del Rumore Ibrida dedicati, feedforward e feedback, il rumore di fondo. Purtroppo mancano i controlli ANC avanzati, il che avrebbe reso la feature ancora più interessante. 

Microfono

Il microfono con asta rimovibile è disponibile nei bundle Classic e SXFI. La qualità delle chiamate/call (sebbene a differenza di altri prodotti del marchio manchi della funzionalità CrystalVoice) non è male se ci si trova in ambienti chiusi e soprattutto privi di rumori esterni, va meno bene in ambienti aperti e rumorosi, in cui la conversazione si fa decisamente più ostica. Per farvi un’idea, potete ascoltare il sample audio che abbiamo registrato:

Qui di seguito invece, la prova effettuata scollegando il microfono ad asta ed utilizzando direttamente quelli integrati e che supportano il Deep Neural Network (DNN) basata sull’intelligenza artificiale, la tecnologia che utilizza un algoritmo di deep learning che elimina il rumore indesiderato in tempo reale (non è disponibile per il microfono ad asta rimovibile):

App Creative

L’App Creative è disponibile sia su mobile e sia su Windows e consente agli utenti di accedere ad una pletora di funzionalità e impostazioni atte a migliorare la propria esperienza audio. E’ possibile regolare le impostazioni di Acoustic Engine, EQ, SXFI e Mixer, intervenendo altresì su altri parametri come Surround e Crystallizer, il tutto in base alle proprie preferenze. All’interno dell’app, è possibile anche alternare tra audio LE e audio ULL e attivare la modalità “broadcast”.

Durata della batteria

La durata della batteria è a dir poco incredibile. Senza ANC attivato, è possibile arrivare a circa 100 ore di riproduzione, con ANC attivato a circa 80 ore. In caso di necessità, con una ricarica rapida di soli 5 minuti è possibile ottenere 5 ore di ascolto.

Commento finale

Creative Zen Hybrid Pro SXFI, è una cuffia poliedrica, non perfetta, ma che ci è piaciuta davvero tanto. La tecnologia LE Audio, grazie ad un codec audio avanzato – offre un sound di qualità superiore con un bitrate inferiore – che combinato con la tecnologia Bluetooth 5.3 in dotazione sulla serie Zen Hybrid Pro – non soltanto migliora le prestazioni audio generali ma permette di estendere anche la durata della batteria (a dir poco infinita), il che garantisce un’esperienza di ascolto (al netto di una forte tendenza verso i bassi) senza eguali e di alta qualità. Interessante anche la feature per la modalità unicast e broadcast, che permette all’utilizzatore di godere di flussi audio sia in singolo o di decidere di condividerli su più dispositivi o ancora di sintonizzarsi su sorgenti audio pubbliche o captare addirittura l’audio da schermi televisivi pubblici. Inoltre, a fare davvero la differenza rispetto ad altre cuffie in commercio, è il supporto della tecnologia proprietaria SXFI, che fa si che queste Zen Hybrid Pro, si trasformino in un vero e proprio palcoscenico cinematografico virtuale 3D, offrendo un audio ricco soprattutto per gli appassionati di cinema e serie TV ma anche per chi è alla ricerca di un’esperienza di ascolto sonora particolare e ancora più immersiva. Gradita la presenza dell’ANC, che sebbene manchi di controlli avanzati, il che avrebbe reso la feature ancora più interessante, funziona piuttosto bene. Peccato per la scelta di proporre le cuffie quasi in “full” plastic, si buona ma che non da quella sensazione premium offerta da altri marchi e per la mancanza (inspiegabilmente) di un involucro per il trasporto. In definitiva, considerando anche il prezzo inferiore ai 150 €, queste Zen Hybrid Pro SXFI, possono davvero adattarsi a qualsiasi tipologia di orecchio e di utilizzo; quindi se siete alla ricerca di nuove cuffie che suonino bene e non costino un occhio della testa, date una chance a queste Zen Hybrid Pro SXFI.

WONKA il film campione d’incassi diretto da Paul King arriva in Home Video

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Wonka, il film campione d’incassi di Paul King con protagonista Timothèe Chalamet nel ruolo dell’amato Willy Wonka, arriva giovedì 29 febbraio in Home Video per Warner Bros. Home Entertainment. Il film sarà disponibile nelle versioni DVD, Blu-ray, 4K Ultra HD e in due speciali edizioni Steelbook. Basato sullo straordinario protagonista de La Fabbrica di Cioccolato, il romanzo per bambini più iconico dell’autore Roald Dahl nonché uno dei libri per bambini più venduti di tutti i tempi, Wonka racconta la meravigliosa storia di come il più grande inventore, mago e cioccolataio del mondo sia diventato l’amato Willy Wonka che conosciamo oggi.

Dal dietro le quinte del magico mondo di Wonka e le sue fantastiche musiche alla realizzazione degli autentici, unici e spettacolari cioccolatini del film fino ad uno speciale sulla visione del regista Paul King: sono numerosi i contenuti speciali che renderanno imperdibili le versioni Blu-ray e 4K Ultra HD della pellicola.

Scritto e diretto da Paul King, sceneggiatore e regista dei film di “Paddington”, prodotto da David Heyman, produttore di “Harry Potter”, “Gravity”, “Animali fantastici” e “Paddington”, e da Alexandra Derbyshire (i film di “Paddington”, “Jurassic World: Dominion”) e Luke Kelly (“Le Streghe”), arriva un mix inebriante di magia e musica, caos ed emozione, il tutto raccontato con cuore e umorismo favolosi. Con Timothée Chalamet nel ruolo del protagonista, questo spettacolo cinematografico irresistibilmente vivido ed originale farà conoscere al pubblico un giovane Willy Wonka pieno di idee e determinato a cambiare il mondo un boccone delizioso alla volta, dimostrando che le cose migliori della vita iniziano con un sogno, e che se si è abbastanza fortunati da incontrare Willy Wonka, tutto è possibile.

Recensione MANBA Mini Controller, per un’esperienza di gioco “insolita”

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Manba Technology Co., Ltd. è un’azienda fondata nel 2016, atta allo sviluppo di accessori di gioco innovativi al solo scopo di offrire al giocatore la migliore esperienza di gioco possibile. Come? Attraverso device dal design (e dalle dimensioni) innovativi e dall’alta qualità che possano adattarsi praticamente a tutti; dai novizi agli appassionati più sfegatati, dai bambini agli adulti. Fra i nuovi accessori lanciati dal produttore, troviamo il MANBA Mini Controller. Un Controller da gioco wireless in versione “mini” che ne garantisce una portabilità senza eguali, grazie a dimensioni e peso ridottissime. E’ stato progettato per avere una grande compatibilità, sia con giochi classici/retrò, come quelli della libreria NES e SNES ma anche per l’utilizzo quotidiano con sistemi da intrattenimento come Nintendo Switch, PC Windows (X-input), Android, macOS e altre piattaforme. Scopriamolo insieme nel dettaglio, nella nostra recensione completa!

Confezione di vendita (minimal)

Il controller è fornito in una piccolissima scatola, contenente il cavo di ricarica non di tipo C ma bensì del più “stagionato” micro-USB ed il relativo manuale di istruzioni. I colori disponibili sono il: verde (da noi provato), rosa, blu e nero.

Design e qualità costruttiva

A prima vista sembra più un giocattolo che un vero e proprio controller da gioco, simile a qualcosa che potreste regalare ad un bambino. Si tratta di un oggetto che propone quasi un’esperienza surreale, diversa dal consueto e che strappa al contempo sia un fragoroso sorriso ma anche una certa incertezza e perplessità. Il prodotto è stato realizzato completamente in plastica, non solidissima ma che tutto sommato, per un dispositivo dal costo di poco più di 18 €, ci può stare.

Collegamento

Il processo di accoppiamento è semplice e richiede una semplice combinazione di pulsanti specifica per ciascun dispositivo al quale si intende collegare il MANBA Mini Controller. Una volta associato, può essere immediatamente acceso e utilizzato. La connettività Bluetooth è risultata essere fluida, senza problemi di latenza evidenti.

La nostra prova

Abbiamo deciso di testare il Mini Controller direttamente su Nintendo Switch e su Android. Ovviamente non ci aspettavamo chissà cosa, considerando anche la mancanza di stick analogici, il che lo rende incompatibile con la maggior parte dei titoli moderni che ne richiedono l’utilizzo. I nostri test sono stati eseguiti con titoli come Super Mario Bros. Wonder e soprattutto con Mario Kart 8 Deluxe su Nintendo Switch, Asphalt 9 su Android. Il sistema Nintendo Switch lo ha riconosciuto immediatamente come se fosse un vero e proprio Pro Controller, mentre quello Android come se fosse un dispositivo di input esterno permettendone il collegamento ed il funzionamento con ogni gioco da noi provato. Sebbene si tratti di un prodotto decisamente più contenuto rispetto ad un Joy-Con, il confort non è stato affatto male. Certo non aspettatevi una comodità eccelsa, ma con estrema onestà ci immaginavamo un’esperienza di utilizzo decisamente più “traumatica”.

Nonostante il suo design mini, i pulsanti del Manba Mini Controller sembrano solidi, fornendo un clic soddisfacente. I pulsanti frontali, il D-pad e i pulsanti + e – sono stati ben progettati. Tuttavia, i pulsanti L e R, non ci hanno dato un feeling eccelso, presentando occasionalmente problemi di blocco e portandoci a dolore sconfitte in game. C’è da dire che – a nostro giudizio – l’utilizzo ideale di questo controller è attraverso il servizio Nintendo Switch Online, soprattutto per i titoli classici NES, SNES, GBA ecc. dove si è comportato più che egregiamente. Interessante anche l’utilizzo con il PC, dove questo mini controller può essere utile con programmi come Clip Studio e Paint, trasformandosi in un device di scelta rapida.

Durata della batteria

La durata della batteria è di circa 8 ore a sessione, ma è davvero impossibile giocare per tanto tempo senza accusare qualche lieve formicolio o indolenzimento delle dita.

Commento finale

Il MANBA Mini Controller è un dispositivo da gioco piccolo ed economico, facilmente trasportabile e che ben si adatta a diverse piattaforme fra cui Nintendo Switch, PC, dispositivi mobile. Naturalmente ad un prezzo inferiore ai 20 $, non ci si poteva aspettare un prodotto perfetto. Essendo davvero mini, non è adatto a sessioni prolungate di gioco in quanto è inevitabile avvertire formicolii e indolenzimento delle dita. Si tratta più di un device di “emergenza” o comunque utilizzabile per un’esperienza di gioco “alternativa” magari accedendo alla libreria di classici – come quella NES e SNES – che non richiedono l’utilizzo di stick analogici.

Dischi NVME, Dock, Pellicole e Case: ecco i migliori accessori per Lenovo Legion Go

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Se siete dei fortunati possessori di un Lenovo Legion Go saprete bene di avere tra le mani una macchina potente ed estremamente versatile che, però, con gli accessori giusti, può trasformarsi nella migliore macchina da gioco portatile attualmente in circolazione. E quando si tratta di gaming, ogni dettaglio conta per ottenere la migliore esperienza possibile.

In questo articolo vi forniremo quelli che secondo noi rappresentano i migliori accessori per la handheld di Lenovo, alcuni sicuramente skippabili, altri assolutamente necessari.

Storage: SD Card e Disco interno NVME

Lo spazio si sa non è mai abbastanza e con le potenzialità grafiche di Lenovo Legion Go, privarsi della possibilità di giocare all’ultimo tripla A solo per mancanza di spazio, sarebbe davvero un crimine. Per fortuna aumentare lo spazio a disposizione sulla vostra Legion Go è operazione davvero semplice tramite una MicroSD o tramite la sostituzione del disco interno. Quest’ultima è un’operazione piuttosto semplice che non invalida la garanzia. Se avete un minimo di dimestichezza con cacciaviti e computer, insomma, è un’operazione decisamente alla portata.

MiniSD 512 GB o 1TB

In base alle vostre esigenze vi consigliamo due schedine MicroSD perfette per Lenovo Legion Go, la prima è la SanDisk Ultra 512GB con velocità di lettura fino a 150MB/S e la nota affidabilità SanDisk mentre se 512GB vi sembrano pochi, vi consigliamo di optare per una Lexar PLAY da 1 TB che offre un eccellente rapporto prezzo prestazioni.

Disco NVME 1TB o 2TB

Se, come il sottoscritto, non volete rinunciare proprio a nulla e portare con voi l’intera libreria Steam o Epic, la soluzione è una sola: sostituire il disco interno di Lenovo Legion Go con uno più capiente.

A differenza di Steam Deck che utilizza il formato NVME 2230, Lenovo Legion Go ha optato per il formato NVME 2242, decisamente più difficile da reperire e sicuramente più costoso. Rispetto ai dischi 2230 i dischi in questo formato sono leggermente più lunghi, restando inalterato tutto il resto, compreso l’attacco PCIE. E’ quindi possibile acquistare comunque un disco 2230 più economico e facile da reperire e, mediante un apposito adattatore, installarlo nella vostra Legion Go.

Quanto ai dischi da scegliere, se optate per la soluzione 2230 con adattatore, il consiglio è di puntare a questo Sabrent Rocket da 2TB o alla sua versione da 1TB che costa meno della metà. Si tratta dischi affidabili e venduti da Amazon, e quindi con la classica garanzia che garantisce il sito di ecommerce più famoso del mondo. Se invece preferite optare per il formato 2242, fareste meglio ad accontentarvi di 1TB, scegliendo questo ottimo Corsair MP600. Un disco formato 2242 da 2TB, infatti, potrebbe costarvi quasi quanto metà della vostra Legion Go. Su Aliexpress ed eBay è pieno di soluzioni alternative, come gli ottimi WD SN740 (noi utilizziamo proprio uno di questi da 2TB) ma attenti alle truffe!

Dock

Quando si parla di Dock c’è solo un produttore che dovrebbe venirvi in mente: Jsaux. Sul sito ce ne sono disponibili tantissime, tutte testate e compatibili con Legion Go, ad esempio questa Dock Station con RGB.

Jsaux RGB Dock

Noi abbiamo invece preferito una docking station decisamente più sobria, la OmniCase 2 che trovate anche recensita qui.

Pellicola protettiva in vetro

Come macchina da gioco portatile, sicuramente Lenovo Legion Go vi accompagnerà nei vostri viaggi in treno, in macchina, in aereo e il rischio che la stessa possa subire qualche danno è alto. Per proteggere lo schermo, proprio come per uno smartphone, la scelta migliore è affidarsi ad una pellicola in vetro. Le migliori, a nostro parere, sono ancora una volta quelle di Jsaux, costruite specificamente per Lenovo Legion Go. Il produttore cinese ne ha rese disponibili di due tipi: la versione lucida, con altissima trasparenza (oltre il 99%) e resistenza a graffi e urti, ed una versione opaca antiriflesso, che risulta molto utile se utilizzate la console ad esempio all’aperto.

Nella nostra prova, entrambe funzionano alla grande, la prima fornendo una protezione totale senza incidere minimamente sulla qualità – altissima – dei colori e della luminosità dello schermo di Legion Go; la seconda invece, a scapito di una perdita di luminosità e di brillantezza dei colori, riduce enormemente il problema dei riflessi durante il gioco. Jsaux fornisce in ciascuna della confezioni tutto ciò che serve per l’applicazione e una seconda protezione nel caso la prima non dovesse essere posizionata correttamente.

Nelle immagini qui sotto potete vedere le differenze tra le due pellicole.

Mouse, Tastiera, Cuffie.

Se siete fanatici del brand Legion, sappiate che Lenovo ha nel suo catalogo una serie di accessori e periferiche specifiche da utilizzare in abbinamento ai suoi prodotti Legion, come ad esempio il mouse Lenovo Legion M500 RGB, la tastiera meccanica Lenovo Legion K500 RGB e le cuffie Legion H500 Pro 7.1. E a completare il tutto il Lenovo Legion 17″ Armored Backpack II. Tuttavia si tratta di prodotti sovrapprezzati che onestamente non ci sentiamo di raccomandare, a meno che, appunto, non siate dei super fanatici del brand e vogliate avere tutto coordinato.

Di seguito, quindi, vi forniremo delle alternative:

Mouse da gaming portatile

Una delle caratteristiche principali di Lenovo Legion Go sta nella possibilità di utilizzare il controller destro rimovibile come mouse verticale, sfruttando la base contenuta sul fondo della borsa da trasporto originale. Se però non volete rinunciare alla comodità di un mouse tradizionale senza incidere troppo sull’ingombro, Razer Pro Click Mini è il prodotto che fa per voi . Nonostante le dimensioni ridotte è un eccellente mouse sia per la produttività che per il gaming con tutte le caratteristiche e i vantaggi che hanno reso Razer un riferimento per i gamers di tutto il mondo.

Tastiera pieghevole

Una tastiera può essere utile in tante occasioni. Lenovo Legion go è un vero e proprio PC e quindi poter avere con sé anche una tastiera ad esempio per scrivere una mail o completare la tesi, può rendere superfluo anche l’utilizzo di un notebook. Questa tastiera pieghevole Visnar funziona alla grande, piegata occupa pochissimo spazio e si collega in un istante via BT.

Auricolari Wireless

Li abbiamo consigliati anche nel nostro articolo dedicato ai migliori accessori per Steam Deck e lo facciamo anche per Lenovo Legion Go: gli auricolari true wireless Urbanista Seoul infatti costano poco, offrono un audio bt a bassissima latenza ideale per i giochi e soprattutto un’ottima qualità audio. Se volete saperne di più vi rimandiamo alla nostra recensione che trovate a questo link.

Case da trasporto

Se il case da trasporto originale non è abbastanza per voi e avete bisogno di trasportare tutti i vostri accessori in una sola volta, ancora una volta Jsaux ha quello che fa per voi: il Carrying Case per Legion Go.

Questo case enorme è infatti in grado di accogliere il caricatore originale, il supporto per il mouse verticale, un controller, una tastiera pieghevole, un mouse e persino un dock per collegare il tutto ad un monitor esterno. Le dimensioni sono importanti, 230*358*188mm, tuttavia la custodia è ottimamente imbottita ed in grado di proteggere al meglio il vostro amato Legion Go. Può essere inoltre trasportata anche a spalla, grazie alla comoda tracolla.

Se dobbiamo essere sinceri tuttavia, troviamo un peccato che non si sia riusciti a trovare lo spazio per degli auricolari wireless o delle cuffie over ear. Del resto lo spazio nella parte superiore, interamente occupata da una retina (come potete vedere nella foto 7 e 8 della gallery qui sotto), avrebbe potuto essere decisamente occupato meglio.


Grip e Charging Grip

Se utilizzate la console su una scrivania , o magari connessa alla tv, assolutamente imprescindibile è un nuovo grip che vi permette di connettere in maniera più ergonomica i due controller di Legion Go, in maniera simile all’accessorio incluso con tutte le Nintendo Switch.

Esistono tantissimi grip in circolazione con forme diverse per erogonomie diverse: con controller allineati parallalemente, con controller angolati internamente o esternamente ecc, e molti possono anche essere stampati gratuitamente in 3D se avete una stampante 3D a portata di mano.

I grip non soltanto migliorano l’ergonomia, ma possono anche aiutare nella durata della batteria, utilizzando ad esempio versioni con batterie incluse. E’ il caso del JSAUX Charging Grip, un accessorio intelligente che trasforma i due controller separati in un unico, solido e confortevole gamepad tradizionale. Il design è stato studiato per accogliere i controller staccati – inclusa la complessa parte destra con l’FPS Mode – e unirli, garantendo una presa ergonomica notevolmente superiore. La forma a “V” rovesciata è specificamente pensata per ridurre l’affaticamento del polso durante sessioni di gioco prolungate, un miglioramento ergonomico fondamentale per i giocatori con mani più grandi.

Il vero valore aggiunto, e il motivo per cui lo consideriamo un accessorio quasi imprescindibile per l’utilizzo “disconnesso” della console, è la sua capacità di ricaricare i controller mentre si gioca. I controller della Legion Go hanno batterie interne di capacità limitata; doverli riattaccare alla console principale solo per ricaricarli interrompe il flusso di gioco e sminuisce il vantaggio di usarli separatamente soprattutto se la vostra Legion Go passa la maggior parte del tempo attaccata ad una tv in uno dei dock che vi abbiamo segnalato poco sopra.

Il Charging Grip di JSAUX integra una porta USB-C dedicata. Collegando un cavo a questa porta, non solo si alimenta il grip, ma si avvia anche la ricarica dei controller agganciati. Le luci LED integrate indicano chiaramente lo stato: rosso per la ricarica, verde per la batteria piena (tempo di ricarica stimato intorno ai 120 minuti).

Questo accessorio, realizzato in PC, ABS e Silicone, è sorprendentemente leggero (circa 50g) e compatto, il che non aggiunge un peso eccessivo alla configurazione, pur donando la necessaria robustezza. In sostanza, il JSAUX Charging Grip estende l’autonomia dei controller e ne ottimizza l’usabilità, risolvendo in modo elegante e tecnico una delle sfide poste dall’architettura ibrida della Lenovo Legion Go.

Se utilizzate spesso la Legion Go con uno stand o collegata a un monitor esterno, questo accessorio JSAUX si posiziona come il fix definitivo al problema dell’ergonomia e della gestione energetica dei controller staccabili.

In Conclusione

Con questi accessori, non solo aumenterete le prestazioni del vostro Lenovo Legion Go, ma sarete anche pronti a giocare in qualsiasi momento e luogo. Ogni prodotto è stato selezionato per la sua qualità e compatibilità con la vita del gamer in movimento e non vediamo l’ora di conoscere i vostri accessori indispensabili per questa magnifica handheld.

Starfield arriverà su PS5: è la fine delle esclusive Xbox?

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Starfield

Il rumor è di quelli capaci di infiammare le community: nella notte, secondo attendibili leaker, è stata diffusa la notizia che Starfield sia una delle esclusive Xbox destinate ad approdare su PlayStation 5.

La voce di corridoio è stata condivisa dal sito Xbox Era, testata notoriamente vicina a fonti Microsoft, che ha confermato che la compagnia ha incrementato drasticamente gli investimenti nei kit di sviluppo per PS5. Questa sarebbe espressione di una rivoluzione nella strategia aziendale, a seguito di accesi dibattiti e discussioni interne anche a seguito degli scarsi successi delle vendite hardware della console (e forse della difficile sostenibilità del modello GamePass?).

Secondo quanto riportato, Starfield sarebbe uno dei principali titoli interessati dalla manovra e potrebbe approdare sulla console rivale subito dopo la release, su Xbox e PC (via Steam), dell’espansione Shattered Space attesa entro fine anno.

La notizia è stata poi corroborata anche da altre personalità del settore, tra cui Tom Henderson, che attendono un annuncio ufficiale da parte di Microsoft entro la fine del mese. Si specula altresì sulla possibilità che la stessa sorte sarà seguita da Indiana Jones and the Great Circle.

Le voci indicano che gran parte delle esclusive Xbox potrebbero arrivare sulle piattaforme rivali PS5, comprese alcune IP storiche come Halo, Gears of War e Forza Motorsport. Il rumor, lo ricordiamo, fa inoltre eco ad altri indizi che lasciavano presupporre, nelle scorse settimane, l’arrivo multipiattaforma di titoli come Sea of Thieves ed Hi-Fi Rush.

Recensione TEKKEN 8, il Re è tornato!

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TEKKEN 8

Per gli amanti dei picchiaduro, soprattutto quelli che preferiscono la declinazione 2D del genere, il 2023 è stato un anno strabiliante grazie ai ritorni in grande stile di Street Fighter e Mortal Kombat (QUI trovate la nostra recensione di Street Fighter 6, QUI quella di Mortal Kombat 1) ed alla graditissima sorpresa Granblue Fantasy Versus Rising (ancora, QUI la nostra recensione). Ed il 2024 è ripartito proprio alla stessa maniera, con il ritorno in pompa magna, questa volta, del re dei picchiaduro 3D: TEKKEN 8.

L’ultima fatica dello studio guidato da Katsuhiro Harada riesce a mantenere inalterata o, addirittura, riesce ad innalzare la classica profondità della serie, ma altresì si propone il compito di essere il capitolo d’introduzione perfetto per i neofiti. Come? Grazie ad una, sola, geniale novità: il sistema Heat. Ma come è possibile che TEKKEN 8 sia al tempo stesso il più profondo, ma anche il più adatto ai neofiti? Non vi resta che continuare la lettura per scoprirlo!

TEKKEN 8 è disponibile dallo scorso 26 gennaio 2024 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC.


Versione testata: Xbox Series X|S


Heat Waves

TEKKEN, a differenza di Street Fighter, è sempre stato un brand molto conservativo. Mentre la serie di Capcom ad ogni uscita ha introdotto novità tali da rendere i capitoli, pad alla mano, molto diversi tra loro, quella di Bandai Namco non ha mai abbracciato tale approccio… fino ad oggi.

TEKKEN 8, come giusto che sia, presenta le stesse fondamenta delle precedenti iterazioni del franchise, ma l’introduzione del sistema Heat riesce a dare uno scossone a tutto il paradigma ludico come mai prima d’ora nella serie.

Ma cosa è? Molto semplicemente, un insieme di meccaniche che di fatto rendono più leggibili le varie fasi di uno scontro e fungono da “linee guida” per i neofiti nel mare magno di soluzioni offensive e difensive di cui è stracolma, da sempre, l’opera di Harada e soci.

Ora il videogiocatore meno avvezzo non dovrà più, almeno inizialmente, destreggiarsi tra centinaia di stringhe con proprietà diverse. Bensì dovrà limitarsi a studiare i metodi di attivazione e di utilizzo del sistema Heat del proprio personaggio. Proprio per questo motivo, pensiamo che TEKKEN 8 sia il capitolo del brand più accessibile, che rappresenti l’entry point migliore per chi vuole imparare a giocare a TEKKEN.

A tal proposito, volevamo segnalare la presenza dei comandi semplificati, utilizzabili in tutte le modalità di gioco. A differenza dei comandi moderni di Street Fighter 6, però, che permettevano di impostare il game plan al videogiocatore, questi di TEKKEN 8 si limitano a permettere l’esecuzione di una singola combo o di un counter premendo un solo tasto, senza possibilità di “alterare” l’offensiva. Ne consegue una scarsa utilità, superate le prime ore di gioco.

TEKKEN 8
Il sistema Heat è il fiore all’occhiello del gameplay di TEKKEN 8

Ben più importante, invece, in ottica “avvicinamento”, la modalità Replay e suggerimenti che ci permetterà di salvare i replay, “entrarci” e correggere i nostri errori, con tanto di suggerimenti specifici come ad esempio le punizioni consigliate. Pensiamo sia una delle trovate più geniali degli ultimi anni.

Ma perché nell’introduzione abbiamo detto che il sistema Heat, contemporaneamente, innalza la profondità del titolo? Quando un lottatore “entra” in modalità Heat (una volta a round, per un periodo limitato) acquista nuove mosse o alcune cambiano le proprietà (perfino i frame). Questo vuol dire che se da un lato, come detto, il sistema Heat funge da “evidenziatore”, dall’altro raddoppia le possibilità, e di conseguenza i matchup.

Ovviamente il sistema presenta varie sfumature, tra Heat Burst, Heat Engager e Heat Smash, ma per non scadere in troppi tecnicismi, sappiate che il gioco riesce a spiegarvi tutto in maniera impeccabile. Quello che ci teniamo a dire è che la sua duplice funzione ci ha letteralmente stregato. Pensiamo sia l’introduzione più impattante che ha ricevuto la serie nel corso della sua quasi trentennale esistenza.

Per quanto riguarda il bilanciamento, è ovviamente presto per tirare le somme. Se proprio vogliamo sbilanciarci, pensiamo che dei 32 lottatori forse solo Jun e Dragunov hanno qualcosa in più degli altri. E visto che abbiamo parlato di roster, concludiamo la parentesi relativa al gameplay con una breve presentazione dei 3 nuovi lottatori. Victor è un personaggio adatto ai neofiti, forse quello con cui si riesce a “scombare” più facilmente. Azucena è molto particolare a causa delle sue stances che la rendono molto “sfuggente”. Infine Reina, la nostra preferita dei nuovi, è una Mishima in piena regola, e pensiamo sia il personaggio più complesso del roster.

90’s Vibes

L’offerta contenutistica single player di TEKKEN 8 è massiccia. Prendendo il pad in mano ci è sembrato di tornare indietro di 25 anni quando rientrati da scuola accendevamo la mitica PlayStation per giocare a TEKKEN 3.

La storia principale, chiamata Il Risveglio dell’oscurità, racconterà un’ulteriore puntata dell’infinita telenovela dei Mishima. Nelle 4/5 ore richieste per completarla assisteremo a momenti talmente spettacolari, galvanizzanti e dal ritmo serrato che vi sembrerà di guardare Dragon Ball.

Tale spettacolarizzazione si riflette anche sul gameplay, semplificato in termini di esecuzione e ricco di QTE. Le classiche combo qui richiedono meno skill manuale, riducendosi, in alcune sezioni, ad un button smashing ignorantissimo.

L’eccessivo trash e le tante domande senza risposta potrebbero fare storcere il naso ad una fetta di pubblico. Noi personalmente abbiamo apprezzato tantissimo la modalità per l’eccessiva esagerazione che permea ogni minuto del racconto. Di fianco alla storia principale troviamo poi gli Episodi Personaggio, una serie di scontri da 5 con filmato d’apertura e chiusura che raccontano i classici What If come nella modalità Arcade dei precedenti. Modalità Arcade vera e propria che è comunque presente anche in questo ottavo capitolo sotto forma di una serie di 8 scontri senza premessa narrativa.

TEKKEN 8
Jin è il protagonista della storia principale

L’altro contenuto single player di rilievo è la Quest Arcade. Parliamo di una specie di tutorial contestualizzato che ci insegnerà le basi del gioco. Tramite la creazione di un avatar che ci rappresenterà dovremo conquistare diverse sale giochi e diventare i campioni di TEKKEN 8. All’interno di questa modalità sbloccheremo anche la Super battaglia fantasma (alla quale poi si potrà accedere anche dal menu principale). In questa modalità potremo sfidare dei lottatori che replicheranno i comportamenti degli sviluppatori ma anche dei videogiocatori che sfideremo poi online. E potremo allenare anche il nostro “doppelganger”, ovviamente.

Per finire, oltre all’Allenamento e al Versus classici, ritorna il tanto amato TEKKEN Ball. All’interno di un campo da beach volley dovremo utilizzare le mosse dei lottatori per colpire la palla nella maniera più violenta per colpire l’avversario e prosciugarli la barra della vita. Un piacevolissimo divertissement che aiuta a spezzare la tensione.

L’offerta contenutistica single player, dunque, è mastodontica. Campagna cinematografica ed esagerata, affiancata da tante side-story. Quest Arcade che “allena” il videogiocatore, anche per quanto riguarda vivere il lato più “eSports” del prodotto. E tutte le altre modalità più classiche. Ce n’è davvero per tutti i gusti.

Welcome to the New Era

Anche il comparto online non è da meno. Il cuore pulsante del multiplayer è la Lounge. Controllando il nostro avatar della modalità Quest Arcade potremo entrare in una sala giochi virtuale e sfidare avversari in tante modalità differenti (sfide classificate, libere, tornei, persino incontri di TEKKEN Ball), in maniera simile a quanto accade nel Battle Hub di Street Fighter 6.

Fortunatamente, a differenza del capitolo precedente, tutto funziona in maniera più che egregia. Finalmente anche TEKKEN è entrato nella Nuova Era, quella dominata dalla competizione online a discapito delle sfide fianco a fianco sullo stesso divano (“ahinoi” e “per fortuna”, in egual misura).

TEKKEN 8
La TEKKEN Lounge è l’hub online di TEKKEN 8

Il matchmaking è impeccabile, i caricamenti, anche grazie all’ottimizzazione dell’engine sono immediati e permettono di dare la rivincita senza aspettare svariati secondi. Ed anche il netcode è abbastanza stabile, seppur non perfetto. Il mai troppo lodato rollback funziona più che bene, nonostante le difficoltà di applicare tale tecnica, basata su un sistema predittivo che va a correggere il lag, ad un gioco così complesso e con la terza dimensione. 

Non parliamo di un comparto online ineccepibile come quello di Street Fighter 6 o Granblue Fantasy Versus Rising, ma ci siamo molto vicini. Menzione d’onore per le tante features Quality of Life che permettono di ridurre ancora di più le poche instabilità riscontrabili (filtri per le connessioni, filtri per il crossplay, liste di blocco, etc.).

Blinding Lights

Il comparto audio-visivo di TEKKEN 8 è mostruoso. Parliamo di uno dei titoli graficamente più appaganti mai usciti sul mercato con uno dei migliori sound design mai realizzati.

I lottatori sono modellati e soprattutto animati divinamente. Gli stage sono ricchissimi di dettagli. Ed ogni momento di gioco è un inno alla spettacolarità visiva. Nelle modalità online, ad onor del vero, i particellari e gli effetti di luci sono stati un po’ depotenziati, in modo da perseguire un duplice scopo. Alleggerire il carico in ottica stabilità del netcode (e delle prestazioni, ancorate sempre a 60 fps) e permettere una leggibilità dell’azione ai massimi livelli.

Per quanto riguarda il comparto sonoro, invece, grazie all’ottimo lavoro svolto dagli sviluppatori potremo “sentire” davvero ogni colpo. Inoltre, potremo personalizzare la colonna sonora affiancando ai nuovi brani anche tutti quelli dei TEKKEN precedenti, come già accadeva in TEKKEN 7.

Commento finale

TEKKEN 8 è un prodotto che riesce a rivolgersi, con la stessa potenza, a tutti. Ci troviamo di fronte ad un titolo profondissimo, che farà la gioia dei giocatori più smaliziati, ma che al tempo stesso riesce ad essere il TEKKEN più accessibile di sempre. Analogamente, riesce ad essere pieno di contenuti single player, quasi enciclopedico, e ad offrire altresì un’infrastruttura online finalmente stabile e ricca di opzioni che farà la gioia per tutti i fan più competitivi. Il Re è tornato, in tutto il suo splendore!

The Last of Us Part 3 si farà, parola di Neil Druckmann!

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The Last of Us Parte 2 Speciale

The Last of Us è indubbiamente uno dei franchise videoludici più importanti di sempre. Il primo capitolo, pubblicato nel.2013 (qui la nostra recensione dell’edizione del 2022), ebbe un impatto enorme, portando Naughty Dog e i suoi sviluppatori (già noti per Crash Bandicoot ed Uncharted) ad entrare di diritto nell’Olimpo dei grandi.

Ha avuto un tale successo che HBO ha persino dato vita ad un pluripremiato adattamento televisivo nel 2023, il che ha permesso al gioco (e al suo secondo capitolo ritornato in auge grazie al recentissimo lancio su PS5) di rimanere sotto i riflettori. Tuttavia, dopo l’uscita di The Last of Us Part 2, c’è stata più di qualche ambiguità sulla possibilità di un terzo capitolo.

Detto questo, oggi è stato pubblicato un nuovo documentario sulla realizzazione di The Last of Us Part II che si conclude con il creatore della serie Neil Druckmann che parla del futuro della serie. Nello specifico, il director del gioco ha dichiarato che sebbene non abbia ancora una storia ben definita in mente da raccontare, è arrivato ad un concetto entusiasmante per una terza iterazione.

E voi cosa ne pensate a riguardo? Vi piacerebbe mettere le mani su The Last of Us Part 3?

Creator to Creator: alla scoperta di Marvel’s Spider-Man 2 e Across the Spider-Verse

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Creator to creator

La serie Creator to Creator di Sony nella nuova puntata avrà per protagonisti alcuni personaggi chiave nella realizzazione di Marvel’s Spider-Man 2, ultima esclusiva PS5 targata Insomniac Games (QUI la nostra recensione), e Spider-Man: Across the Spider-Verse, sequel diretto di Into the Spider-Verse che prosegue la storia di Miles Morales.

I creativi dietro la realizzazione dei due pluri-acclamati progetti sono cresciuti adorando i supereroi lancia-ragnatele della Marvel. Al di là dell’amore condiviso per Peter Parker e Miles Morales, queste menti creative si avvicinano al loro mestiere in modi sia sorprendentemente simili che divergenti. Esplorare come gli artisti di media differenti si avvicinano alla creazione di storie uniche con personaggi comuni è un’esperienza affascinante.

Gli ospiti sono:

  • Bryan Intihar, Direttore Creativo Senior di Insomniac Games
  • Jacinda Chew, Direttore Artistico Senior di Insomniac Games
  • Robert “Bobby” Coddington, Direttore Senior dell’Animazione, Insomniac Games
  • Bill Rosemann, Vicepresidente e Direttore Creativo di Marvel Games
  • Joaquim Dos Santos, Regista, Spider-Man: Across the Spider-Verse
  • Kemp Powers, Regista, Spider-Man: Across the Spider-Verse
  • Justin K Thompson, Regista, Spider-Man: Across the Spider-Verse

La prima parte si occupa di tutto ciò che riguarda l’autentica rappresentazione dei supereroi Marvel nei film e nei videogiochi, fino ai legami paralleli tra gli Spider-Men e i team creativi che li portano in vita.

Coddington riflette sulle lezioni fondamentali apprese dagli artisti Marvel per rendere al meglio il dinamismo di questi eroi. Thompson spiega come la tecnologia si sia evoluta a tal punto da non essere più l’ostacolo principale per raccontare storie visivamente complesse, come quelle dello Spider-Verse. Chew esprime il suo entusiasmo e impegno nel creare in maniera convincente i tentacoli del Simbionte nel gioco. Per finire, Intihar sottolinea come il legame tra Peter e Miles sia un riflesso del suo stesso percorso di crescita, avvenuto insieme ai suoi colleghi di Insomniac.

Per ulteriori dettagli, potete visitare il PlayStation Blog.

Il prossimo appuntamento è fissato per il 5 febbraio, giorno in cui verrà pubblicata la seconda parte.

Persona 3 Reload, ecco il trailer di lancio

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ATLUS festeggia il lancio dell’atteso Persona 3 Reload con un nuovo trailer che celebra il ritorno di un capolavoro del genere JRPG.

Il remake è stato accolto in maniera estremamente positiva della stampa internazionale, confermandosi come la migliore incarnazione dello storico gioco di ruolo uscito su PlayStation 2 nel lontano 2006.

Ve lo proponiamo di seguito.

In Persona 3 Reload i giocatori vestiranno i panni di un nuovo studente, travolto da un destino inatteso, ed entreranno nell’ora “nascosta” tra un giorno e l’altro. Accogli la dicotomia della vita e della morte per godere dell’esperienza che trascende i confini dell’ordinario. Risveglia un potere incredibile e svela i misteri del Tartaro, combatti per i tuoi amici e lascia un segno indelebile nei loro ricordi.

Affronta il gioco come mai prima d’ora, con un sistema di combattimento rinnovato, grafica e gameplay all’avanguardia, audio arricchito da un nuovo doppiaggio in inglese e molto altro. Immergiti nell’Ora Buia e risveglia le profondità del tuo cuore!

  • Vivi il gioco più importante della serie Persona, ricreato con grafica all’avanguardia, opzioni per la fruibilità più moderne e un’interfaccia utente ricca di stile.
  • Immergiti in un viaggio emozionante e coinvolgente, con scene e interazioni inedite tra i personaggi e un nuovo doppiaggio.
  • Scegli come passare ogni giorno in modo significativo grazie a varie attività, esplorando Tatsumi Port Island e stringendo legami veri con personaggi memorabili.
  • Crea e comanda la tua squadra ottimale per sconfiggere le Ombre sovrannaturali e completare la scalata verso la verità.

Persona 3 Reload è disponibile da oggi su Xbox Series X|S, Xbox One, Windows, Steam, PlayStation 5 e PlayStation 4. Il gioco è altresì presente sul catalogo di Xbox Game Pass.

Recensione Immortality, che fine ha fatto Marissa Marcel?

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Produzioni come Immortality, siamo sinceri, non sono esattamente diffuse al giorno d’oggi. Vere e proprie pellicole interattive strutturate come avventure FMV sono, a ragion veduta, rarissime e figlie di un passato per molti sbiadito se non addirittura sconosciuto, fatto di laserdiscs e cabinati arcade. Ironicamente, qualche anno fa abbiamo avuto modo di provare con mano uno degli ultimi esponenti di questa nicchia, con Who Pressed Mute on Uncle Marcus, le cui doti ci avevano tristemente tutt’altro che convinto. Ma la creatura di Sam Barlow, beh, è qualcosa di diverso.

Firmata dal creatore di Her Story sotto etichetta indipendente Half Mermaid, Immortality è una produzione cinematografica interattiva in cui, ve lo diciamo subito, c’è ben poco gameplay. Ma quello che perde in game design, lo recupera orgogliosamente con la forza dell’originalità e con una trama che vi potrà conquistare. Una storia che ruota intorno ad un grande mistero: cosa è successo a Marissa Marcel?

Immortality è disponibile dal 23 Gennaio per PlayStation 5, dopo essere stato lanciato nel 2022 per PC (via Steam) ed Xbox.


Versione testata: PlayStation 5


Tre pellicole, tre misteri

1968. La giovane promessa del cinema Marissa Marcel viene scritturata per il film “Ambrosio”, conturbante pellicola europea a metà tra magia ed intrighi, diretta dal regista Arthur Fischer. La pellicola non venne mai distribuita nelle sale.

1970. L’attrice torna alla ribalta con un ruolo importante nel film “Minsky” di John Durick, ex direttore della fotografia di “Ambrosio” alla sua opera prima. Un incidente sul set portò alla cancellazione della pellicola, che non arrivò mai nei cinema.

1999. Dopo anni di anonimato ed una sparizione senza clamori, Marissa Marcel si ripresenta sul set del nuovo film di Durick, “Two of Everything”. La tragica morte del regista sancì la fine della produzione. Il film non venne completato e l’attrice sparì nel nulla.

Ai giorni nostri, riemergono misteriosamente le pellicole con le scene girate delle tre sfortunate opere. Nei panni di un restauratore, dovremo fare ordine nella confusione sfruttando un software capace di ricostruire quanto perso… e forse, risolvere un mistero lungo 50 anni.

Non si guarda in camera… o forse…

Quella che vi abbiamo appena riassunto è l’incipit di partenza dell’opera di Sam Barlow. E non abbiamo intenzione di svelarvi altro, visto che Immortality è espressamente pensato per essere scoperto un pezzetto alla volta, nell’ordine che il vostro “fiuto” vi consiglierà.

Ciò che invece ci preme sottolineare è la magistralità non solo della scrittura, ma anche della realizzazione tecnica complessiva. Le vicende narrate in Immortality sono complesse e strutturate, ma anche sfaccettate, toccano temi profondi e sono capaci al contempo di affascinare ed inquietare. Gran parte del merito non è solo della penna sceneggiatrice, ma anche della prestazione di tutti gli attori (specialmente Manon Gage nel ruolo della Marcel) e della riproduzione stilistica delle pellicole. Anche un novizio della settima arte potrà infatti apprezzare le differenze tra la resa del film del 1968 rispetto al più moderno prodotto del 1999, non solo nella fotografia ma anche nelle tecniche di ripresa. Una piccola grande lettera di amore alla cinematografia.

Le suggestioni non mancheranno.

Sbobinando

Ma come funziona, all’atto pratico, Immortality? Beh, è presto detto.

La finzione scenica è quella dell’uso di un sofisticato software per sbobinare le pellicole, capace non solo di riprodurle, ma anche di manipolarle. Riavvolgere, rallentare, fermare un singolo frame: tutto al fine di cogliere meglio le sfumature di quanto visto, trovare collegamenti nascosti e sbloccare nuovi filmati. L’esperienza ludica, a tutti gli effetti, tenta di replicare l’operato di un vero e proprio archeologo della celluloide, che con pazienza e perizia tenta di fare ordine in un numero imprecisato di pellicole di tempi diversi… tentando al contempo di cogliere indizi su un mistero più grande che, man mano, diventerà sempre più angosciante e pulsante.

Questa è la schermata di navigazione delle pellicole sbloccate mano a mano.

Il grosso delle interazioni possibili passa attraverso un’operazione esatta. Fermando infatti una specifica immagine, potremo usare una funzione di ricerca sfruttando l’IA del software, capace di “ricercare” tra tutte le pellicole quelle ad essa concettualmente legate. Ad esempio, potremo bloccare la riproduzione di una scena di Ambrosio per inquadrare un attore appena entrato in scena e chiedere al software di cercare, tra tutti i segmenti disponibili, altri in cui compare la stessa persona. Il risultato potrebbe aprire, a sua volta, ulteriori approfondimenti dello stesso film o di interviste o… altro.

Se quello che vi abbiamo descritto vi ha intrigato, beh, potreste anche smettere seduta stante di leggere la nostra recensione e fiondarvi ad acquistare Immortality. Il titolo è estremamente magnetico nella sua unicità ed il mix tra gameplay originale e trama affascinante ne fanno sostanzialmente un must have. Tuttavia, quanto appena detto potrebbe non essere un diktat valido per tutti. Se infatti quanto vi abbiamo raccontato vi ha lasciati perplessi beh… allora continuate a leggere. Le cose, purtroppo per voi, non miglioreranno granché.

Ciascuna pellicola omaggia degnamente lo stile e la fotografia del proprio periodo storico.

Il diavolo è nel dettaglio

Se siete arrivati a questo paragrafo, significa che Immortality sostanzialmente non ve la racconta giusta e siete dubbiosi sul tipo di prodotto che avete di fronte. Ed è nostro compito essere brutalmente sinceri al riguardo.

Immortality è un’opera estremamente autoriale, firmato dallo stesso autore di avventure FMV quali Her Story (per mobile e Steam) e Telling Lies (uscito anche per PC, Nintendo Switch, PlayStation 4 ed Xbox One). Tutti titoli accumunati da un minimo comune multiplo: raccontare una storia per mezzo di filmati recitati da attori in carne ed ossa, lasciando al player una funzione perlopiù di interazione blandamente attiva se non squisitamente mentale. Sam Barlow chiede infatti di farsi trasportare dalla storia e di scendere a compromessi con un gameplay volutamente ridotto all’osso. Questo è il peso della sua cifra stilistica ed è oggettivamente indubbio che l’autore sa bene quello che fa. La vera domanda è: Immortality rappresenta un prodotto per tutti?

La nostra risposta intellettualmente onesta non può che essere cristallina: no, Immortality non è un prodotto per tutti.

Non è consigliabile infatti a tutti coloro che in un videogioco non possono (o non vogliono) soprassedere sulla presenza di un gameplay quantomeno minimo. Neppure a chi preferisce vedersi un film o una serie TV piuttosto che godersi un’avventura FMV (per quanto magnifica come questa, sia chiaro). Non è neanche consigliabile a tutti coloro che non hanno una genuina curiosità di abbracciare qualcosa di davvero diverso dalla quasi totalità del panorama videoludico contemporaneo.

Tuttavia, una cosa è altrettanto chiara. Immortality è un progetto unico nel suo genere. E la sua validità è direttamente proporzionale al suo essere di estrema nicchia. Se anche solo avete un briciolo di interesse o di sano desiderio di provare qualcosa di anomalo ma bellissimo… beh, dategli una chance. Potrebbe nascere un nuovo ed improbabile amore.

Non ci sono solo scene di film… sta a voi scoprirlo però.

Commento finale

Immortality è un progetto difficilissimo da valutare, da far comprendere e, soprattutto, da consigliare. Preso come videogioco, presenta evidenti limiti al punto da poterlo difficilmente comparare alla stregua del 99,9% di ciò che offre il mercato. Tuttavia, è proprio nel suo essere esponente di questo ridotto 0,1% che afferma la sua unicità. Un’avventura FMV nei panni di un restauratore, alle prese con un mistero che potrà trasportarvi in una storia magnetica. Indubbiamente non un prodotto per tutti, ma per quei pochi potrebbe essere essere indimenticabile.

Prime Gaming, disponibili i giochi gratis per febbraio 2024

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Il servizio Prime Gaming -in Italia incluso nell’abbonamento Prime di Amazon– a partire da oggi, e per tutto il mese di febbraio, offrirà nuovi titoli per il vostro PC, per un totale di 7 incredibili giochi completamente gratis.

Questo il calendario con i giorni e i giochi riscattabili:

1 febbraio:

  • Fallout
  • Breakout Recharged

8 febbraio:

  • Missile Command: Recharged

15 febbraio:

  • Criminal Archives: Alphabetic Murders — Collector’s Edition
  • Tempest 4000

22 febbraio:

  • Blade Assault

29 febbraio:

  • Gravitar: Recharged

Amazon Luna, il servizio di gioco in streaming di Amazon, offre agli abbonati Prime anche una selezione di titoli da giocare per tutta la durata del mese corrente:

  • Inertial Drift
  • Garfield Lasagna Party
  • Kunai
  • Inside My Radio
  • Jackbox Party Pack 10

In più non dimenticatevi di riscattare i contenuti esclusivi per Destiny 2World of WarcraftApex Legends e altri ancora in arrivo nel corso del mese!

Se siete in possesso di un abbonamento Prime, potrete riscattare i vostri giochi e ricompense esclusive di Prime Gaming recandovi al seguente link e seguendo le indicazioni offerte dal team di Amazon. Per usufruire della maggior parte del catalogo gratuito di titoli Prime Gaming è necessario scaricare e installare il launcher Amazon Games.