Il trofeo di platino di Cocoon è davvero molto semplice da ottenere. Vi basterà completare il gioco e trovare gli unici Antenati Lunari. E con questa nostra guida ai trofei sarà ancora più facile!
Informazioni preliminari
Difficoltà stimata per il platino: 1/10
Tempo stimato per il platino: 5/7 ore
Trofei offline: 18
Trofei online: 0
Trofei missabili: 0 – Niente è missabile perché potrete ricaricare tutti i capitoli/checkpoint ogni volta che vorrete.
Trofei glitchati: 0
La difficoltà influisce sui trofei? No, non esiste un selettore di difficoltà.
Run minime: 1 + eventuale clean-up.
Free-roam/selezione livelli dopo aver finito il gioco: Come detto poco su, potrete ricaricare tutti i capitoli/checkpoint ogni volta che vorrete.
Road-map
Step 1: Godetevi il gioco.
Step 2: Eventuale clean-up tramite Carica capitolo/checkpoint se avete saltato uno degli 11 Antenati Lunari
Ottenere il platino di Cocoon sarà un gioco da ragazzi… soprattutto con la nostra guida!
Guida ai trofei
Fatto tutto Sblocca tutti i trofei
Ottenete tutti gli altri trofei per sbloccare il trofeo di platino di Cocoon.
Una prospettiva sulle cose Hai sbloccato un antenato lunare
Cocoon, l’ultimo titolo del lead gameplay designer di Limbo ed Inside, è disponibile da qualche giorno. Nell’attesa della nostra recensione, vi proponiamo questa video-guida per trovare tutti i collezionabili, gli Antenati Lunari.
Nel video riportato qui di seguito tutti i collezionabili appaiono in ordine, tuttavia ricordate che è possibile utilizzare l’opzione Carica per selezionare il checkpoint/capitolo indicato.
Per qualsiasi domanda, potete scriverci sotto il video o direttamente qui nei commenti e arriveremo ad aiutarvi in un battibaleno!
Da Jeppe Carlsen, il progettista principale del gameplay di LIMBO e INSIDE, COCOON ti porta in un’avventura attraverso mondi dentro mondi. Padroneggia i meccanismi che fanno saltare il mondo per svelare un mistero cosmico.
Mondi nei mondi COCOON è una versione unica del genere di avventura puzzle, in cui ogni mondo esiste all’interno di una sfera che puoi portare sulla schiena. Avvolgi la testa intorno alla meccanica di base del salto tra i mondi e combinali, manipolali e riorganizzali per risolvere intricati enigmi
Macchine Aliene Interagisci con ambienti alieni e dispositivi biomeccanici lasciati da un’antica civiltà. Viaggia attraverso biomi unici e diversificati, dalle strutture industriali alle enormi caverne organiche, e scopri come sono collegati tra loro.
Abilità del globo Ogni globo ha un’abilità che può essere sbloccata, trasformando così il globo in uno strumento unico da utilizzare in altri mondi. Usa queste abilità per scoprire percorsi e oggetti nascosti, spara proiettili per attivare interruttori e altro ancora.
Guardiani mostruosi Potenti guardiani proteggono ogni mondo e devi affrontarli in feroci battaglie. Ogni combattimento è unico e richiede di padroneggiare meccaniche nuove e soddisfacenti.
Sony ha annunciato ufficialmente i giochi gratis di ottobre dell’abbonamento Essentials.
Potranno essere aggiunti alla libreria da tutti gli abbonati al tier Essentials (quello base) di PlayStation Plus a partire da martedì 3 ottobre e fino al 7 novembre, ed essere scaricati in qualsiasi momento, anche dopo la data di uscita dall’abbonamento, a patto di disporre ancora di una sottoscrizione attiva, i seguenti titoli:
The Callisto Protocol (PS4 e PS5) In questo gioco horror narrativo in terza persona, ambientato 300 anni nel futuro, il giocatore veste i panni di Jacob Lee: uno sfortunato prigioniero rinchiuso nella prigione di Black Iron, carcere di massima sicurezza situato su Callisto, la luna morta di Giove. Quando gli altri detenuti iniziano a trasformarsi in creature da incubo, la prigione piomba nel caos. Per sopravvivere, Jacob dovrà farsi strada con la forza verso la libertà e scoprire gli oscuri e inquietanti segreti sepolti sotto la superficie di Callisto. Usando una combinazione unica di combattimento in mischia e a distanza, Jacob dovrà adattare costantemente le sue tattiche per affrontare creature mostruose in continua evoluzione, e trovare quante più nuove armi, oggetti e abilità possibili per avere la meglio sulla crescente minaccia posta dagli orrori della luna morta di Giove.
Farming Simulator 22 (PS4 e PS5) Intraprendi una carriera nell’agricoltura moderna! L’agricoltura, l’allevamento degli animali e la silvicoltura offrono un’ampia varietà di operazioni agricole, a cui si aggiungono le sfide poste dalle quattro stagioni, specialmente dall’inverno. Usa tutta la tua creatività per costruire la tua fattoria e allargare le tue attività grazie alle catene di produzione: dai forma a un impero agricolo! Puoi anche gestire la fattoria con i tuoi amici e divertirti con il multiplayer tra piattaforme diverse.
Weird West (PS4 e PS5) Scopri una rivisitazione in stile dark fantasy del selvaggio west, in cui tutori dell’ordine e pistoleri condividono la frontiera con creature fantastiche. Intraprendi un viaggio attraverso la storia di un gruppo di eroi atipici, trasformandola in leggenda tramite le decisioni che prendi in una terra implacabile. Ciascun viaggio è unico e si adatta alle azioni intraprese; un serie di avventure ad alto rischio, in cui tutto conta e il mondo reagisce alle tue scelte. Forma una banda o avventurati da solo nei confini sovrannaturali di Weird West e fai tua ogni singola leggenda.
Se invece siete abbonati ai tier Extra e Premium, potreste dare un’occhiata ai giochi inseriti nei cataloghi a settembre al seguente articolo.
Se finora l’anno non ha concesso respiro, l’Autunno porta con sé un vero e proprio colpo da KO con un Ottobre 2023 ricco di novità attese.
Lo sappiamo: sia Agosto, sia Settembre hanno proseguito il trend del 2023, con veri e propri blockbuster tra cui Starfield, Mortal Kombat 1, Lies of P ed EA Sports FC 24. Ottobre 2023 non sarà tuttavia da meno… anzi!
Il primo appuntamento è per il 5 Settembre con il nuovo Assassin’s Creed Mirage, che torna alle origini dei capitoli classici. Solo pochi giorni ed è il turno di una nuova grande release per Microsoft con Forza Motorsport. Sarà poi la volta di titoli come Lords of the Fallen e Sonic Superstars, che saranno l’antipasto all’appuntamento clou del mese. Il 20 Ottobre si daranno infatti battaglia Sony e Nintendo, con Marvel’s Spider-Man 2 da un lato e Super Mario Bros. Wonder dall’altro. Finita qui? Assolutamente no. Sarà poi la volta del disturbante Alan Wake 2 nonché del cinetico Ghostrunner 2. Ma c’è anche molto, MOLTO altro!
Ecco di seguito una lista (con i trailer completi) dei titoli di Ottobre 2023: troverete anche un comodo link per Amazon, per assicurarvi il prezzo più basso disponibile!
2 Ottobre
Trepang 2 (Xbox Series, PS5)
3 Ottobre
Silent Hope (PC, NSW)
Scorn (PS5)
High on Life: High on Knife (PC, Xbox One, Xbox Series, PS4, PS5)
A pochi mesi dalla release per PC, l’adrenalinico Trepang2 si appresta ad approdare su console con un alto tasso di violenza e spettacolarità. Questo è infatti il più evidente biglietto da visita della produzione canadese Trepang Studios, che sceglie il titolo del titolo d’esordio con una leggera dose di autorefenzialismo. Un progetto nato quasi per caso nel lontano 2016 come hobby, fattosi notare in una game jam del 2017. Da lì, come frequente per i piccoli progetti, una lenta ma inesorabile crescita verso lo sviluppo per il grande pubblico, complice anche l’interessamento di un publisher rilevante come Team17.
Trepang2 segna l’esordio del proprio team di sviluppo con un esagerato ed esaltante FPS, che punta ad essere un mix di aspirazioni ma con una precisa idea: divertire. Nonostante una chiarezza di intenti di questo tipo, il prodotto sarà riuscito a munirsi di abbastanza frecce al proprio arco per farsi notare sul mercato?
Trepang2 è disponibile dal 21 Giugno per PC (via Steam) ed arriverà su PlayStation 5 ed Xbox Series S/X il prossimo 2 Ottobre.
Dual wielding? Ma certo!
Versione testata: PlayStation 5
Soggetto 106, a rapporto
Imprigionati e legati ad una sedia, in balia di qualche strano trattamento che ricorda la cura Ludovico di kubrickiana memoria. Ad un tratto, una irruzione violenta ci restituisce la libertà. Non prima di aver recuperato le forze ed aver imbracciato la prima arma a disposizione. Non sappiamo chi siamo e perché ci troviamo lì, men che meno il motivo per cui siamo in grado di sfruttare strani poteri sovrumani. L’unica cosa che conta è riabbracciare la libertà… che si cela tuttavia con il gruppo armato responsabile della liberazione e che chiede il nostro aiuto contro la misteriosa corporazione Horizon, con i suoi strani esperimenti.
Il colpo d’occhio tutto sommato è davvero piacevole.
Le vicende del Soggetto 106 vengono raccontate con uno storytelling piuttosto semplice, dedito più al pretesto per fornire nuove ed esaltanti sequenze, che non ad una particolare cura espositiva. Si badi bene, la trama non è assolutamente brutta ed anzi, riserva qualche piacevole colpo di scena e più di qualche sorpresa. Tuttavia, è altrettanto saggio non prenderla seriamente, per poterne apprezzare lo spirito e calarsi in un ritmo folle e spregiudicato, senza troppi ragionamenti su caratterizzazione e profondità.
Proprio la trama infatti fornisce gli agganci giusti per portare il silenzioso protagonista a spasso per diversi livelli in giro per il mondo, per un’avventura di circa cinque ore (senza contare le missioni secondarie, che portano la longevità complessiva verso le otto ore). Una durata tutto sommato idonea per l’entità della produzione, impreziosita da una presentazione pulita grazie ad un Unreal Engine 4 sfruttato adeguatamente. Il colpo d’occhio, pur non potendo contare su una direzione artistica particolarmente ispirata (anzi), è comunque di buon livello ed introduce il giocatore verso l’essenza di Trepang2.
Occhio ai cultisti, tendono a… darsi fuoco.
John Woo e frattaglie
Assodato che la storia è dunque un simpatico ma modesto pretesto per metterci in situazioni pericolose con una missione da compiere, possiamo parlare del vero cuore ludico di Trepang2: lo shooting.
Qui c’è ben poco spazio per filosofia e sofismi. Trepang2 è emblema di divertimento casinista ed ignorante, fatto di sparatorie intense, esplosioni fragorose e sanguinose amputazioni. Il team di sviluppo ha lavorato duramente per proporre un gameplay che omaggiasse, nelle intenzioni, il primo leggendario F.E.A.R.. Ancora oggi famoso per essere uno degli shooter migliori della sua generazione, la produzione Monolith Productions è passata alla storia del media grazie al proprio shooting viscerale, alla incredibile IA nemica nonché alla spettacolarità legata al reflex time, una modalità a rallentatore ispirata a Matrix e John Woo. Se l’IA di Trepang2 non è esattamente memorabile, tuttavia dobbiamo ammettere che il gunplay e la grandiosità del ritmo sono assolutamente garantite.
Sette contro uno? Non c’è problema, figuriamoci.
Gran parte del merito della validità del gameplay è strettamente connesso alla realizzazione della armi da fuoco, che vantano feedback volutamente esagerati ed in linea con i target ludici. I superpoteri del Soggetto 106 permettono altresì di spingere il pedale sull’acceleratore del caos, grazie ad una modalità a rallentatore che si autoalimenta con le uccisioni portate a segno. Un gameplay che premia dunque i giocatori più abili, capaci di ripulire potenzialmente un’area con un’unica azione al rallentatore ininterrotta… come anche seminare distruzione con armi pesanti, o ancora sfruttare l’invisibilità temporanea per sgattaiolare alle spalle degli avversari per far piovere fuoco e cenere.
Tutto sarebbe reso vano da una realizzazione tecnica non all’altezza e fortunatamente Trepang2 non fallisce le aspettative. Il titolo si è infatti dimostrato solido nel nostro test su PlayStation 5, anche al netto di qualche piccolo rallentamento nelle fasi assolutamente più infernali. Non va infatti taciuto una ulteriore feature del titolo, ovvero una massiccia deformazione ambientale. Una feature che, nell’ottica generale dell’intera esperienza, ci ha ricordato quella piccola perla dimenticata di Black. E che la dice lunga sia sul coraggio di alcune produzioni del passato, ma anche del merito di questi talentuosi sviluppatori.
Alcuni scorci son suggestivi, pur nella loro semplicità.
Siamo shooter, oltre i proiettili c’è di più…?
Come avrete capito, Trepang2 è semplicemente esaltante quando si tratta di sparare, con la sua capacità di dare vita ad incredibili coreografie di morte. Raramente un titolo indipendente è riuscito nel comunicare degnamente la sensazione di potere, spettacolarità e frenesia come in questo caso.
Tuttavia, nonostante il plauso (enorme) che va fatto al ridottissimo team di sviluppo (quattro persone, più qualche collaboratore esterno) per essere riusciti a creare un titolo così avvincente, non possiamo omettere di essere incappati in qualche problema di troppo.
La scivolata è importante, ma preparatevi a restare interdetti in molte occasioni.
Il problema principale di Trepang2 purtroppo risiede nella poca coesione tra core gameplay e level design. Nei panni del Soggetto 106, il player è capace di dominare il campo di battaglia tra superpoteri e scivolate assortite. Tuttavia, la presenza di layout ambientali spesso ristretti e confusionari finisce col mortificare le velleità acrobatiche del gameplay. In molte situazioni ci siamo ritrovati nell’affrontare orde di nemici in aree strutturalmente capricciose, che ci han reso davvero difficile portare avanti l’azione in maniera fluida.
Alcuni esempi. La scivolata non riveste un ruolo solo di fast traversal, ma è anche funzionale nell’abbattere taluni nemici altrimenti impossibili da affrontare faccia a faccia, come i soldati armati di scudo antisommossa. Tuttavia, la ristrettezza di molti ambienti rende di fatto estremamente caotico portare a segno la strategia (anche a causa di un ragdoll eccessivo). Sorvoliamo poi sulla introduzione delle meccaniche stealth, sinceramente poco abbozzate, funzionali più ad azioni diversive ed estemporanee che non a vere e proprie tattiche alternative. Ancor più confusionarie alcune sezioni, complici alcuni accostamenti cromatici che rendono addirittura intricato leggere adeguatamente l’azione.
Paradossalmente, dove il gameplay di Trepang2 brilla maggiormente è nelle missioni secondarie… che tuttavia si presentano fin troppo ripetitive. Disponibili nel corso della campagna, si tratta di brevi incarichi in cui dovrete presidiare un’area in attesa dell’hacking di taluni dispositivi. L’obiettivo sarà resistere ad ondate progressivamente più aggressive di nemici, sfruttando le risorse accumulate per rifornirvi di armi e bonus per sopravvivere. Una struttura che si ispira palesemente alle modalità Zombie dei Call of Duty, che tuttavia riesce a fornire un adeguato playground per le abilità del protagonista. Peccato però per la piattezza strutturale.
Lungo corridoio e tanti nemici… una situazione piuttosto ricorrente.
Commento finale
Trepang2 riesce ad essere al contempo tanto impressionante quanto deludente. Nel suo essere un progetto di esordio realizzato da un team estremamente ridotto, sbalordisce la cura nelle fasi shooting e nel core gameplay, tanto esaltanti quanto spettacolari. Dall’altro lato, la produzione Trepang Studios palesa tutti i limiti di un progetto di esordio che vuol misurarsi con un genere complesso, inciampando soprattutto nell’importanza del level design nell’economia ludica. Al netto di ogni problematica, Trepang2 è un trionfo d’azione esagerata che va preso per quello che è: un divertentissimo passatempo.
Lies of P è il primo titolo single-player dei talentuosissimi ragazzi coreani di Round8 Studio, edito da Neowiz Games, che omaggia e rielabora in chiave dark una delle opere letterarie italiane più iconiche di sempre: “Le avventure di Pinocchio – Storia di un burattino“ di Carlo Collodi. Ma non solo, lo fa tuffandosi nel periglioso sotto-genere dei soulslike, oggi giorno quasi “sacro”. Ispirandosi, per giunta, proprio ai maestri, a quelli che lo hanno di fatto inventato.
Un po’ Bloodborne, un po’ Sekiro, Lies of P prende qualcosa da questi due capolavori riuscendo tuttavia a restituire sensazioni leggermente diverse. Esperienza simile, certo, ma con un retrogusto “nuovo”, particolare.
Lo diciamo da subito, l’opera di Round8 Studio non raggiunge la maestosità delle opere della sua musa ispiratrice, ma ci va molto vicino. È il primo soulslike non di From Software che ci ha pienamente convinto dall’inizio alla fine. Volete sapere il perché? Non vi resta che continuare la lettura!
Lies of P è disponibile dallo scorso 19 settembre 2023 su PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S e PC. Ricordiamo, inoltre, che il titolo è altresì presente sul servizio in abbonamento Game Pass.
Versione testata: PlayStation 5
Io, rob… burattino
Lies of P è ambientato nell’oscura città di Krat, ispirata alla Belle Époque. Un tempo una bellissima e sfarzosa città, Krat si è trasformata nel tetro scenario da incubo in cui burattini assetati di sangue, infrangendo il Grande Patto, hanno eliminato quasi tutti gli esseri umani. Grande Patto che non è altro che una rivisitazione delle leggi della robotica di Asimov, a cui si aggiunge l’impossibilità, per i burattini, di mentire.
Noi, ovviamente, vestiremo i panni di P(inocchio), bugiardo per antonomasia. Tramite un sistema di bugie e verità, (solo) all’apparenza molto semplice e intuitivo, dovremo interfacciarci con tanti altri comprimari ispirati alla favola di Collodi. Tali interazioni andranno a definire varie sfumature della storia, nonché porteranno a diversi finali.
P, il bugiardo per antonomasia, è il protagonista della nuova avventura di Round8 Studio
Il comparto narrativo di Lies of P ci ha letteralmente sorpreso soprattutto per l’eccellente lavoro di reinterpretazione del classico a cui si ispira. Che sia l’incontro con la “scontata”Maiden Turchina, o il meno prevedibile ruolo del famoso pescecane, ogni “adattamento” ci ha letteralmente stupito in positivo. A ciò aggiungiamoci una storia ben raccontata che è riuscita a tenere alta la nostra curiosità anche per 40 ore. Ma soprattutto un lavoro di background narrativo impeccabile e mai fuori luogo.
Un burattino maraviglioso che sa tirare di scherma
Lies of P è la più pura forma di omaggio al sotto-genere ideato da From Software con il primo Demon’s Souls. Attacchi normali e caricati sui dorsali, la barra della stamina che scandisce il ritmo dell’azione, oggetti curativi che si ricaricano ai falò, qui Stargazer. E che ovviamente riportano in vita tutti i nemici al loro utilizzo.
Seppure sia tutto così familiare, dopo pochi minuti di gioco ci renderemo conto che il feeling è leggermente diverso, particolare. Quasi “originale”, in un certo senso. Prima di tutto, la schivata, lo strumento difensivo primario dei Souls classici, presenta pochissimi frame di invulnerabilità e quindi il suo utilizzo richiede un tempismo molto maggiore rispetto al passato. In secondo luogo, il gioco incentiva l’uso della guardia e della perfect parry da eseguire con precisione millimetrica. Tra l’altro, se eseguita un numero sufficiente di volte potrà anche spezzare l’arma dei nostri nemici, diminuendo danni e portata dei loro attacchi.
Si viene a creare un sistema di gioco bivalente, un ibrido tra Bloodborne e Sekiro, anche per l’aggressività dell’offensiva che ci viene richiesta, che riesce ad offrire un’esperienza abbastanza fresca, particolare come dicevamo prima, e che rende l’incedere davvero appagante. E non bisogna dimenticare il Braccio a Legione. Anche questo ispirato al braccio protesico di Sekiro e che riesce a fornire un’ulteriore chiave di lettura strategica a tutti gli encounters, soprattutto nelle boss fight, che sono davvero stupende e ben pensate.
Le boss fight sono tutte ben pensate
Totalmente originale invece la meccanica con cui si possono smontare le armi comuni. Queste sono composte da due parti indipendenti: la lama e l’impugnatura. La prima è quella che potrà essere potenziata utilizzando i classici materiali di forgiatura e determina il quantitativo di danni inferto, la seconda invece ne determina il moveset base e perfino le arti, mosse “speciali” di ciascun arma utilizzabili con l’indicatore di Favola (il classico mana), e soprattutto il tipo di scaling (Forza motrice, Tecnica, Sviluppo).
Tale meccanica fa sì che ogni arma sia utile, cosa che in molti giochi di questa tipologia non si verifica perché il videogiocatore andrà a privilegiare sempre le armi speciali (quelle che di solito si ottengono dalle anime dei boss, come avviene tra l’altro anche in questo Lies of P). Man mano che avanzeremo nella nostra avventura sbloccheremo, ovviamente, sempre più elementi utili a rendere l’esperienza sempre più personalizzabile in termini di build e approcci.
A mio credere il burattino è bell’e morto
In questi giorni avrete sicuramente letto in giro per la rete che Lies of P è uno dei soulslike più punitivi di sempre. Sì e no. Ma lasciateci spiegare per bene.
Senz’altro, come abbiamo scritto anche poco sopra, è quello che richiede i migliori tempi di reazione, tuttavia, nonostante non esista una vera modalità cooperativa per giocare con altri videogiocatori, potremo invocare il classico Spettro guidato dall’IA, e questa volta potremo anche potenziarlo. Ma non è tutto, il gioco vi tenderà la mano in molti altri modi, ma lasciamo scoprirli a voi.
Ci troviamo di fronte, dunque, ad un sistema non solo assuefacente e appagante, ma anche stratificato e tutto sommato bilanciato, studiato in maniera certosina a tavolino.
A proposito di bilanciamento, qualche svista è comunque presente. Ad esempio ci sarebbe piaciuto vedere la barra della “struttura” dei nemici nell’HUD in modo da ponderare meglio i nostri attacchi, o ancora, avremmo preferito una migliore gestione delle armor sugli attacchi caricati e sulle arti delle armi. Queste mancanze in alcuni casi portano a situazioni un po’ scorrette, ma nulla che vada ad inficiare più di tanto l’esperienza.
Una barra della “struttura” visibile nell’HUD ci sarebbe davvero servita mentre affrontavamo questo pacioccone qui
Poi è opportuno sottolineare che questa tipologia di giochi viene sempre un minimo ri-bilanciata nei messi successivi alla release. E proprio nei giorni scorsi è uscita una prima patch che ha nerfato gli HP di un paio di boss, ha ridotto il peso di alcuni oggetti e ha aumentato gli HP base dello Spettro. Noi abbiamo finito la nostra partita prima della patch, quindi non abbiamo potuto provare i boss specifici, tuttavia riteniamo che le leggere modifiche al peso e alla vita dello Spettro siano molto mirate e sensate, soprattutto in ottica NG+.
Ricapitolando, partendo da elementi collaudatissimi, gli sviluppatori sono riusciti a rendere il sistema di combattimento di Lies of P in un certo senso “unico”, vuoi per l’importanza che sono riusciti a dare a tutte le armi, vuoi per il maggior tempismo richiesto che tuttavia riesce ad andare di pari passo con un bilanciamento stratificato e ponderato in maniera ottimale… e noi ne siamo rimasti letteralmente stregati.
Vado ad abitare in un paese… che è il più bel paese di questo mondo: una vera cuccagna!
Di fianco al sistema di combattimento, l’altro elemento cardine di questo sotto-genere è rappresentato dal level design, ed anche qui i ragazzi di Round8 Studio hanno fatto centro, seppure con una grossa criticità. La città di Krat e i suoi dintorni sono pieni di viuzze, strade alternative, percorsi sopraelevati e scorciatoie, tantissime scorciatoie. E tutto è collegato in maniera coerente.
Il grosso problema di Lies of P è che ogni area “funziona” in maniera circoscritta, per conto suo. Non è presente il certosino lavoro di level design spiraliforme tipico dei capolavori di Hidetaka Miyazaki e soci. Caratteristica che non rappresenta solo un virtuosismo a sé stante, ma che rende la progressione dei Souls “originali” (anche della pecora nera Dark Souls II) molto più aperta e stimolante, mentre in Lies of P l’incedere dell’avventura è totalmente lineare.
Nonostante Krat e i suoi dintorni siano pieni di viuzze, strade alternative, percorsi sopraelevati e scorciatoie, la progressione in Lies of P è totalmente lineare
Ed è qui che si nota maggiormente la differenza tra i maestri ed uno studio alla sua prima vera grande opera. Studio che tuttavia è riuscito ad eliminare problemi atavici che proprio From Software si trascina dietro da anni, inserendo una serie di feature legati alla Quality of Life che ci hanno fatto esclamare: “Finalmente!”. Un esempio? Un intuitivo ma per niente invasivo sistema di identificazione delle missioni secondarie, o ancora una serie di “appunti” che sono stati implementati in maniera ottima ma che non vanno a snaturare la cripticità tipica del sotto-genere.
Non è il vestito bello che fa il signore, ma è piuttosto il vestito pulito
La presentazione audio-visiva e tecnica di Lies of P è sublime. Anche qui, pur rifacendosi a Bloodborne (e un po’ a Bioshock Infinite), Lies of P riesce a creare qualcosa di particolare e ben distinguibile.
Krat è una città cupa, ma sotto le tenebre si intravede la sfarzosità dei tempi che furono. Ogni scenario vive nella dicotomia del maestoso e decadente.
L’Opera, il simbolo della dicotomia di cui sopra
I personaggi poi, sono caratterizzati visivamente benissimo, anche grazie al lavoro maniacale realizzato sugli abiti, sui capelli e su tutti i piccoli dettagli che impreziosiscono solo le opere più grandi. Anche le animazioni sono sublimi, con addirittura fisica dedicata su certi elementi (mantelli, capelli) e senza nessuna compenetrazione (!) tra le armi imbracciate e il nostro P. Il comparto sonoro è aulico, sia nel doppiaggio inglese (ci sono comunque i sottotitoli in italiano) che nelle scelte musicali.
Commento finale
Senza perderci in inutili giri di parole, Lies of P è una vera perla. L’opera di Round8 Studio è un titolo che seppure ispirato ai grandi di questo ormai sacro sotto-genere degli action-rpg, riesce a distinguersi grazie a tanti piccoli dettagli ludici e non, tra cui una favolosa rivisitazione del classico di Carlo Collodi. Complice un impianto ludico che richiede impegno ma al tempo stesso stratificato nel suo bilanciamento, tutti i videogiocatori dovrebbero vivere questa grande avventura.
“«Vieni con noi, oppure rimani?». Pinocchio non rispose, ma fece un sospiro. Poi fece un altro sospiro, poi un terzo sospiro. Finalmente disse: «Fatemi un po’ di posto: voglio venire anch’io!»”.
Come ogni giovedìEpic Games Store regala uno o più giochi gratuiti per il nostro PC, questa settimana scegliamo il kit perfetto e mettiamoci all’opera in Model Builder e aiutiamo due sorelle maledette a sconfiggere le armate dell’oscurità in Soulstice.
Model Builder è un simulatore di modellismo che ci porta nel seminterrato di un hobbista con tutti gli strumenti del “mestiere”. Seguiamo le istruzioni alla lettera (o costruiamo alla cieca), coloriamo, aggiungiamo dettagli, seguendo un intrigante modalità storia, o dando puro sfogo alla nostra fantasia, con la possibilità di scattare foto alle nostre creazioni e condividerle con il mondo intero.
Soulstice è un hack and slash che ci permette di controllare simultaneamente le sorelle Briar e Lute, maledette e ora trasformate in Chimere. Chiamate dall’Ordine a riconquistare una città soggiogata da entità malefiche, vivremo un avventura cupa e ricca di sorprese, tra sezioni di combattimento viscerali e di platforming.
Potete fare vostri Model Builder e Soulstice in forma gratuita solo sull’ Epic Game Store, creando un account -in caso non l’aveste ancora fatto- e seguendo i corrispettivi linkai giochi. Non fatevi sfuggire quest’offerta, che scadrà alle ore 17:00 di giovedì 5 ottobre.
L’arrivo di Ottobre segna l’inizio dell’ultimo trimestre del 2023 anche per Netflix: ecco tutte le nuove uscite di film e serie TV.
A pochi giorni dalla conferma ufficiale della seconda stagione del live action di One Piece, autentico crack dell’anno per la piattaforma streaming, Netflix si avvia al periodo autunnale con un palinsesto piuttosto interessante. A farla da padrone saranno quattro grandi produzioni, molto attese: la pellicola Pain Hustlers con Emily Blunt e Chris Evans, la terza parte della serie Lupin con Omar Sy, la settima stagione di Elite, nonché la nuova produzione firmata Mike Flanagan: La caduta della casa degli Usher. Proprio quest’ultimo ci ricorda che Ottobre è sinonimo di Halloween. Ecco dunque un fiorire di thriller ed horror, tra produzioni originali e pellicole su licenza: occhi puntati sulla serie coreana Ballerina ed il film Il Convegno. Anche gli amanti dei documentari avranno pane per i loro denti: dallo sportivo Beckham all’inquietante The Devil on Trial, fino ad arrivare all’atteso La vita sul nostro pianeta dal produttore esecutivo Steven Spielberg.
Netflix è in procinto di condividere il catalogo delle nuove uscite per Ottobre 2023sulla propria pagina ufficiale. Oltre ai titoli che verranno annunciati da Netflix, sulla piattaforma arriveranno altri prodotti, che troverete nell’elenco sottostante.
Troverete inoltre qualche piccolo consiglio sui titoli da tenere in considerazione in grassetto per il Ottobre proposto da Netflix.
Rise of the Triad: Ludicrous Edition rappresenta il terzo progetto annuale del prolifico team Nightdive Studios. Specializzati in recupero e restauro di grandi FPS del passato, all’inizio dell’estate vi abbiamo parlato del remake di System Shock mentre poche settimane fa è toccata all’edizione definitiva di Quake II. In entrambi i casi, gli sviluppatori hanno dato prova delle loro doti, andando a modernizzare e dare nuovo lustro a classici intramontabili. Il caso odierno, tuttavia, è leggermente diverso ed indubbiamente più peculiare.
Il titolo originale infatti, sviluppato e pubblicato nel lontano 1995 da Apogee Software (la ex 3D Realms), non ha mai calcato i lidi home console, restando relegato al mondo PC per quasi trent’anni. Un peccato originale che, complice la concorrenza molto più blasonata e risonante, ha tolto un pò di notorietà ad una produzione singolare fin dalla propria origine concettuale. Nightdive Studios avrà realizzato l’obiettivo di dare una nuova vita al dissacrante FPS?
Rise of the Triad: Ludicrous Edition è disponibile dal 31 Luglio per PC (via Steam) ed arriverà per PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series e Nintendo Switch il prossimo 29 Settembre.
Versione testata: PlayStation 4
Il fu Wolfenstein sequel
Impossibile parlare di Rise of the Triad senza citare le sue particolari origini.
Rise of the Triad era infatti nato come sequel diretto di Wolfenstein 3D, sotto diretta emanazione di id Software. Il titolo, a suo tempo noto come Wolfenstein 3D: Rise of the Triad, condivideva lo stesso engine del precedente capitolo, introducendo nuove caratteristiche, nemici e personaggi. Tuttavia, John Romero decise di staccare la spina al progetto, forse timoroso di dover condividere le luci della ribalta con l’imminente Doom. Tom Hall dell’allora Apogee Software decise di acquistare la licenza del titolo, rendendolo una IP indipendente da Wolfenstein.
Fu così che il prodotto arrivò sul mercato, con la consapevolezza del proprio lignaggio e della difficile vita che avrebbe dovuto affrontare. Un lascito, quello firmato id Software, che traspare non solo nel riciclo di molti elementi ludici (su tutti, la presenza di nazisti e di armi della seconda guerra mondiale), ma anche dello stesso motore grafico, una variante modificata (e molto più avanzata) dell’engine di Wolfenstein 3D.
I rimandi a Wolfenstein in molti punti sono abbastanza palesi.
Nei panni di uno dei membri dell’unità speciale chiamata HUNT (High-risk United Nations Task-force), dovrete investigare le attività di un culto esoterico presso un antico monastero sull’isola di San Nicolas. Presto tagliati fuori dal resto del mondo, la minaccia si rivelerà molto più grande del previsto e necessiterà di un intervento molto più incisivo.
Rise of the Triad strutturalmente è un classico FPS figlio degli anni ’90 in cui l’obiettivo è farsi strada lungo livelli labirintici in cerca delle chiavi giuste per proseguire. Il tutto ovviamente falciando ogni essere vivente ostile lungo il percorso. La scelta del membro dell’HUNT da controllare ha un diretto impatto sul gameplay, visto che ciascuno dei cinque personaggi giocabili ha attributi diversi, comprendenti, tra gli altri, salute e precisione. Oltre a questo, il titolo apre ad una maggiore verticalità delle mappe, nonché ad una mescolanza con il mondo esoterico, grazie al mix tra bocche da fuoco e magie. Il tutto nel tripudio di sangue ed interiora di monaci nerboruti e pseudo nazisti.
Il titolo è un mix di influenze, che preme l’acceleratore su violenza e follia.
HUNT returns again
Dopo la piccola lezione di storia, passiamo a parlare della Ludicrous Edition.
Nightdive Studios ha, ancora una volta, preso a cuore il lavoro di adattamento di un piccolo cult della storia degli FPS, sfornandone una edizione definitiva. Prendendo le distanze dal remake in Unreal Engine di dieci anni fa, accolto tiepidamente da pubblico e critica, la Ludicrous Edition recupera il titolo originario sottoponendolo ad un restauro sontuoso.
A partire dall’aspetto puramente tecnico, Rise of the Triad supporta adesso la risoluzione fino a 4K, con supporto all’Ultrawide e ad un framerate sbloccato. L’approdo su console ha portato con sé l’alternatività tra controller e KB/M rebinding, oltre a particolari occhi di riguardo verso caratteristiche peculiari di alcune versioni. Si tratta del caso delle versioni Sony, che supportano la possibilità di mirare con il giroscopio del pad: come accaduto nel recente caso di Quake II, una gimmick e poco più che sinceramente si poteva evitare.
Un bel po’ di sano divertimento old school.
Ma non è tutto. Il team di sviluppo ha infatti introdotto nuovi HUD, SFX alternative per le armi ed una rielaborazione degli effetti luminosi, nel rispetto del colpo d’occhio originario. Anche la colonna sonora è stata rivista, permettendo di scegliere tra l’originale e quella riarrangiata del 2013.
Il lavoro forse più encomiabile è sul versante contenutistico, dove gli sviluppatori, supportati da alcuni sviluppatori dell’epoca, hanno ripristinato personaggi e contenuti dalle beta perdute. Si tratta di elementi tagliati dalla versione originaria, che qui fanno il loro ritorno, all’interno di tutti i livelli, compresi quelli degli expansion packs. Inoltre, è presente altresì una sezione totalmente inedita, realizzata ex novo, chiamata Return of the Triad.
Anche il multiplayer non è stato trascurato. Le modalità Comm-Bat prevedono di poter giocare fino ad 11 giocatori contemporaneamente, attraverso stipulazioni multiple sia online sia in LAN. E se tutto questo non fosse abbastanza, vi segnaliamo anche la presenza di un nuovo editor di livelli.
Anche la magia verrà in vostro soccorso.
Nightdive x Remasterminds
Nightdive Studios si riconfermano dunque un team di riferimento nel panorama mondiale per i lavori di remastering di vecchi classici. La loro abilità è indiscussa, così come lo sforzo, pressoché costante, di non voler fare solo un lavoro sbrigativo, bensì di creare vere e proprie edizioni definitive dei titoli di riferimento.
Tutto ciò avviene anche per Rise of the Triad, che per l’occasione esce da un isolamento su PC durato quasi trent’anni, dando al pubblico la possibilità di conoscere una piccola pagina di storia del gaming. Tuttavia, qualche osservazione aggiuntiva sull’operazione è doverosa.
Alcune cose son semplicemente a caso. Divertenti si, ma alcuni potrebbero chiedersene il senso.
Assodata infatti la qualità del lavoro svolto dagli sviluppatori, le perplessità più grandi riguardano la capacità, da parte di questo titolo, di poter dire effettivamente ancora qualcosa alle generazioni attuali.
Se infatti altri titoli possono contare sul loro evidente blasone, Rise of the Triad ha in sé tutti i limiti di un titolo di trent’anni fa. Ancora divertente, certo, ma forse non così imprescindibile se non per i fan più irriducibili di quel periodo storico. Anche i toni della produzione e il bilanciamento della difficoltà non depongono in favore dell’ex sequel di Wolfenstein 3D.
Rise of the Triad abbraccia infatti una miscela fatta di ispirazioni assai diverse, a volte in aperto contrasto tra loro, che potrebbero essere percepite come eccessive nelle loro intenzioni palesemente trash. Un quadro estroso ma paradossalmente monotono, a causa di una palette cromatica che vira fin troppo verso i toni rossi e marroni. Il bilanciamento non aiuta poi a rendere il tutto particolarmente digeribile dal pubblico odierno, complici picchi di difficoltà piuttosto ripidi ed infami.
Cultisti appesantiti da foracchiare, ma occhio che la morte è dietro l’angolo.
Commento finale
Rise of the Triad: Ludicrous Edition è l’ennesima dimostrazione della spiccata attitudine, da parte di Nightdive Studios, nel realizzare remaster di qualità per titoli storici. Stavolta è il turno tuttavia di un titolo quasi sconosciuto al giorno d’oggi, una piccola perla della storia degli FPS. Un lavoro ancora una volta impeccabile per il team di sviluppo, grazie ad un’ottima realizzazione tecnica e la solita, meticolosa, cura per i contenuti (anche inediti). Resta tuttavia un titolo con un’elevata difficoltà, nonché un prodotto inevitabilmente di secondo rilievo rispetto ai classici dello stesso periodo storico. Per estimatori e nostalgici.
Se si potesse attribuire un premio al publisher più esuberante del panorama videoludico, non ci sarebbero molte contestazioni nell’assegnarlo a Devolver Digital e questo Gunbrella ne sarebbe l’ennesima riprova. Matrice comune a tutti i titoli dell’editore texano è l’evidente stravaganza della propria line up, pescata tra sviluppatori indipendenti con enorme talento e idee così folli da costituire mosche bianche nell’intero orizzonte del media. Con l’acquisto del team Doinksoft, Devolver Digital ha sottolineato ulteriormente la propria “missione” e cifra stilistica, aggiungendo al proprio palmares lo studio di Gato Roboto e Demon Throttle.
Annunciato al Nintendo Indie World del Maggio 2022, Gunbrella rappresenta la nuova IP del piccolo studio dell’Oregon, fondata su un’idea ludica capace di reggere sulle proprie spalle l’intera produzione. Cosa succede nel fondere un’arma da fuoco con un pratico… ombrello? La risposta, nella nostra recensione.
Il titolo è disponibile dal 13 Settembre per PC (via Steam) e Nintendo Switch (via eShop).
Cucù, l’ombrello non c’è più.
Versione testata: Nintendo Switch
Now that it’s raining more than ever
In un paesaggio innevato disperso tra i boschi, un burbero taglialegna sta tornando verso la propria dimora. Ad un tratto, dal lontano edificio domestico sorge una colonna di fumo e fiamme. Una corsa a perdifiato tra la neve, fino ad arrivare sgomenti all’uscio di casa: al suo interno, il cadavere senza vita di una donna. Un urlo straziante, affogato nelle lacrime. Un cammino di vendetta, imbracciando una misteriosa arma… a metà tra fucile ed ombrello.
Ambientato in un mondo distopico in bilico tra noir e punk, in cui l’umanità oscilla sull’orlo del disastro a causa dell’esaurimento della principale risorsa energetica, Gunbrella dipinge una storia inaspettatamente cupa. A partire dalla premesse, la tragica storia del nostro taglialegna lo spingerà verso anfratti tetri e misteriosi, fino ad incrociare la propria strada con un culto dedito a particolari sacrifici di sangue.
Come ogni macabro cultista, i sacrifici sono all’ordine del giorno.
Tematiche ed eventi della narrativa sono altresì sostenuti dalla direzione artistica. Gunbrella opta per una pixel art non particolarmente elaborata, ma nondimeno ricca di personalità e dettagli. A partire da una palette cromatica volutamente spostata verso toni caldi (ma opprimenti), passando per una generosa ricchezza di sangue, il titolo riesce a trasmettere tutta l’inquietudine di una realtà complicata, fatta di stenti e difficoltà. I personaggi e gli scenari sono ben realizzati, anche al netto di qualche nemico forse non così ispirato.
Altrettanto valida è l’intero comparto audio, dalle effettistiche retrò alla selezione dei brani, sempre coerenti con l’azione a schermo. Una presentazione dunque complessivamente davvero pregevole per il team di sviluppo.
La semplicità della direzione artistica non va confusa con la sua efficacia.
Know that we’ll still have each other
Da un punto di vista strettamente strutturale, non possiamo dire che Gunbrella sorprenda granché, preferendo scelte collaudate.
Un po’ platform, un po’ metroidvania, prende tuttavia le distanza da entrambe le definizioni più pure dei generi. Attenzione pronunciata ai salti, ma senza un focus preponderante. Una intelaiatura tendenzialmente coesa ed improntata all’esplorazione, ma che omette mappe complesse ed articolate. Gunbrella sceglie, a nostro avviso saggiamente, una piacevole via di mezzo per mantenere costanti ritmo e varietà della contenuta esperienza ludica complessiva (parliamo di una longevità che si mantiene sulle sei/sette ore). Tuttavia, una direzione di sviluppo che non restituisce una particolare memorabilità di level design… un qualcosa che può fare la differenza in un panorama decisamente inflazionato di titoli simili.
Le situazioni di Gunbrella sono anch’esse abbastanza classiche.
Dov’è allora la grande novità della produzione Doinksoft? Beh, nel gunbrella che gli da il nome stesso. Al contempo oggetto misterioso della sceneggiatura e vero e proprio deus ex machina ludico, il gunbrella è un mix tra fucile ed ombrello con una polivalenza di usi. Può essere imbracciato dal protagonista per far fuoco sugli avversari, ma anche per respingere i colpi nemici. Può attutire una lunga discesa aerea tra una piattaforma e l’altra, ma anche fornire un ingente boost omnidirezionale nei salti. A conti fatti, il gunbrella riesce ad elevare non solo le fasi platform, ma anche quelle esplorative e d’azione, regalando un ritmo inedito grazie alla vivacità ed originalità di un flow rinfrescante nel suo genere.
Un mix che si presenta dunque composto da esplorazione, platforming, piccoli enigmi e combattimenti, che trovano la loro immancabile galvanizzazione negli scontri con i boss. In queste fasi, subentra una vaga influenza da soulslike in Gunbrella: non solo i nemici tenderanno ad essere piuttosto coriacei, ma saranno anche particolarmente dannosi e verrà richiesto di padroneggiare ogni caratteristica del gunbrella per trionfare. Non è un caso che il titolo sposi l’introduzione di veri e propri “falò” che costituiscono checkpoint e punti di ripristino della salute, fortunatamente ben disposti nel corso dei livelli.
Acquistate frutta e medikit ogni volta che potete, vi serviranno.
You can stand under my gunbrella
Gunbrella sembra dunque l’ennesimo centro per Doinksoft e per Devolver Digital… ed in effetti, lo è, seppur con qualche piccola macchia in più rispetto ad altre piccole grandi produzioni.
Forse per un eccesso di ambizione (o per le dimensioni del progetto, palesemente più modesto di altre iniziative), il team di sviluppo ha prestato il fianco a qualche problema di bilanciamento non solo ludico, ma extra ludico.
Un esempio fulgente è dato dal sistema di controllo. La mappatura dei tasti per controller è infatti abbastanza sui generis. Al grilletto sinistro è assegnato il salto, al grilletto destro la bocca da fuoco, riprendendo contestualmente le dinamiche da twin stick shooter. Al dosale destro è invece demandata la pluralità di funzioni del gunbrella. Non siamo esattamente dei novizi e non è certo il nostro primo rodeo, ma dobbiamo ammettere che questo layout risulta particolarmente ostico al primo impatto, se non apertamente stancante giocando la versione Switch in modalità portatile.
Concettualmente il sistema di controllo funziona, ma non è esattamente immediato.
Qualche perplessità anche sulla difficoltà. Posto che il titolo non è particolarmente ostico, si notano alcuni picchi di difficoltà, complici anche gli abbondanti output di danno degli avversari. In quest’ottica, ci sembra passare abbastanza in secondo piano la rilevanza di oggetti e munizioni. Se gli oggetti per ripristinare la vita sono tutto sommato pratici da usare (per chi è abituato ai ritmi da soulslike), più anomala risulta l’effettiva utilità dei proiettili alternativi con i quali caricare il gunbrella. Le modalità di fuoco alternative risultano, vuoi anche per poca praticità d’uso, in secondo piano rispetto alla tradizionale doppietta, praticamente sempre letale a distanza ravvicinata.
Parlando della versione Switch, abbiamo riscontrato un adattamento di buon livello, anche se qualche rallentamento si è presentato nei nostri test nelle situazioni più concitate. Per questo motivo, ed anche per non stressare eccessivamente le mani per le motivazioni predette, consigliamo di giocarlo in modalità docked.
Resta da ultimo il fattore rapporto qualità / quantità / prezzo. Non è la prima volta che sottolineiamo la non rilevanza, nel grande schema delle cose, di prezzi sbilanciati se son sostenuti da una qualità sopraffina. E non è una novità che a volte, “less is more”. Gunbrella tuttavia merita un menzione d’onore, per aver proposto un titolo di ottima qualità con una longevità idonea ad un prezzo davvero contenuto (solo 14,79 Euro). Kudos agli sviluppatori.
Di solito non ragioniamo con il price tag per valutare un prodotto, ma stavolta il team di sviluppo va premiato.
Commento finale
Gunbrella è l’ennesimo progetto accolto sotto l’ala estrosa di Devolver Digital. La nuova creatura firmata Doinksoft è un platform action con venature metroidvania, che osa distinguersi dalla massa grazie alla peculiarità dell’arma che da il nome al titolo. A metà tra fucile ed ombrello, l’idea del team di sviluppo permette al titolo di fondarsi su un concept fresco, anche al netto di un’avventura non così memorabile come avremo sperato. Resta tuttavia un bel progetto, praticamente imperdibile nel suo rapporto qualità/prezzo, che speriamo possa trovare una degna evoluzione in futuro.
Fulmine a ciel sereno per il mondo PlayStation nella notte: è stato infatti ufficializzato l’addio di Jim Ryan, figura cardine di Sony Interactive Entertainment.
L’oramai ex presidente ed amministratore delegato ha rassegnato le proprie dimissioni, ufficialmente per l’impossibilità di non poter più coniugare vita privata e lavorativa (l’una nel Regno Unito, l’altra negli Stati Uniti), all’azienda giapponese con decorrenza Marzo 2024.
Nel ringraziare Sony per il lavoro svolto, nonché per la presenza trentennale nell’azienda, Ryan ha indicato che a partire dal 1° Aprile 2024 il nuovo CEO ad interim di SIEE sarà Hiroki Totoki. Si tratta di una figura apicale dell’intero gruppo Sony, essendo infatti Chief Operating Officer di Sony Group Corporation nonché seconda figura dirigenziale di riferimento dell’azienda dietro Kenichiro Yoshida.
Subentrato a Shawn Layden nel 2019, Jim Ryan ha traghettato il brand PlayStation attraverso la transizione alla next gen, anche attraverso i difficili anni del Covid-19. Tra le sue maggiori operazioni, ricordiamo la supervisione nell’acquisizione di Insomniac, Housemarque e Bungie. Sua anche la paternità della scelta di aprire i brand PlayStation ai porting PC nonché il contestatissimo cambio di direzione verso i Game as a Service (GaaS). Durante il suo mandato di CEO, Ryan ha anche contribuito al lancio di PlayStation Productions, studio impegnato nell’adattamento televisivo e cinematografico dei franchise PlayStation. Più di recente, Ryan è inoltre stato protagonista a causa delle dichiarazioni sul tema Microsoft-Activision, acquisizione che ha provato in tutti i modi a fermare senza successo (suscitando altresì imbarazzo alla luce delle mail emerse nell’ambito dei processi).
Negli ultimi anni, un crescente malumore da parte dei core gamers aveva accompagnato la sua gestione, rea di aver fallito soprattutto in ambito comunicativo rispetto all’operato dei suoi predecessori. La chiusura del Japan Studio, il silenzio sul futuro di PSVR2 e l’accantonamento di alcuni progetti AAA (tra cui Days Gone 2), eventi avvenuti sotto la sua leadership, hanno ulteriormente esacerbato il rapporto con parte della fanbase.
Quale sarà il futuro di SIE? Come già detto, Ryan resterà in carica fino alla fine dell’anno fiscale, per poi lasciare il posto ad Hiroki Totoki che guiderà ad interim la divisione. L’importanza della figura di Totoki è nota all’interno del gruppo Sony e a lui spetterà il delicato compito di trovare un figura manageriale che possa ricoprire il ruolo lasciato da Ryan.
EA Sports FC 24 approda oggi nelle case dei videogiocatori di tutto il mondo, anche se grazie ai vantaggi della Ultimate Edition o dell’abbonamento a EA Play alcuni giocatori hanno avuto la possibilità di provare il nuovo titolo della software house canadese prima del tempo. Quest’anno, la giocatissima modalità Ultimate Team ha alcune novità in serbo per noi, dalla possibilità di creare team misti con calciatori e calciatrici alle Evoluzioni.
Oggi ci dedicheremo a queste ultime, illustrandovi cosa sono, come possono tornarvi utili e quali giocatori far “evolvere”.
Le Evoluzioni sono le vere protagoniste di EA Sports FC 24, infatti, attraverso questa nuova meccanica, i giocatori avranno una possibilità in più nella costruzione del proprio Dream Team. Le scorse edizioni erano caratterizzate da una serie di carte potenziate predefinite, che portavano i videogiocatori a compiere determinate scelte.
Introducendo le Evoluzioni, il team di sviluppo ha deciso di lasciare una discreta libertà agli allenatori, i quali attraverso un’apposita sezione del menù potranno “evolvere” alcuni dei loro calciatori preferiti potenziando in modo permanente alcune delle loro statistiche, attraverso delle semplicissime sfide in-game (come giocare delle partite in Squad Battles o Rivals).
Ovviamente, non sarà possibile potenziare qualunque giocatore. Infatti, ciascuna Evoluzione presenta dei requisiti specifici, il lavoro del giocatore sarà quello di individuare la carta più adatta tra quelle in proprio possesso. Fortunatamente, non sarà un processo alla cieca, in quanto andando sulla schermata Club ed entrando nella sezione Evoluzioni, potrete vedere in maniera chiara tutti i progressi del nostro calciatore (o calciatrice).
Allo stato attuale non vi aspettate miracoli, infatti, sarà impossibile trasformare quei giocatori buoni per le Sfide Creazione Rosa in veri e propri campioni, ma fidatevi se vi diciamo che scegliendo il giusto atleta potrete “creare” dei giocatori incredibilmente validi per questo inizio stagione.
Prima di prendere una qualunque carta ed iniziare l’Evoluzione, vogliamo ricordarvi alcune cose:
Una volta effettuata l’Evoluzione la carta non potrà più essere ceduta sul mercato. Potrà comunque essere utilizzata per le Sfide Creazione Rosa, a patto che l’Evoluzione sia terminata;
Ogni Evoluzione può essere completata una volta sola e solo entro un determinato periodo di tempo;
Il processo di Evoluzione non può essere annullato o invertito.
I migliori giocatori da far evolvere
Come abbiamo imparato con i mitici Pokémon, anche per le Evoluzioni dei giocatori è necessario fare le giuste scelte. Ecco i nostri consigli suddivisi in base alle Sfide Evoluzione presenti nel gioco, tra parentesi evidenzieremo l’aumento di overall.
Evoluzione Founder
Si tratta di una delle Evoluzioni più interessante tra quelle offerte. Questa particolare Sfida viene donata ai giocatori che hanno provato il titolo prima del Day One ed è perfetta per migliorare il vostro attaccante di riferimento. I requisiti non sono troppo stringenti, l’importante è che la carta non superi 83 di overall, 91 di velocità e 85 di fisico. Grazie ai vantaggi offerti dall’Evoluzione in questione (+3 Velocità, + 3 Tiro e 1 stella aggiuntiva al Piede Debole), potrete creare dei piccoli fenomeni in grado di scardinare le difese più ostiche.
Ecco quali giocatori e giocatrici far evolvere:
Serie A: Boulaye Dia (Da 82 a 84), Dušan Vlahović (Da 83 a 85),
Premier League: Darwin Núñez (Da 82 a 84), Arnaut Danjuma (Da 81 a 83), Beto (Da 81 a 83), Stina Blackstenius (Da 81 a 83)
Bundesliga: Timo Werner (Da 82 a 84), Patrik Schick (Da 83 a 85), Nicole Billa (Da 82 a 84)
Liga: Gerard Moreno (Da 83 a 85), Alvaro Morata (Da 83 a 85), Alba Redondo (Da 82 a 84), Youssef En-Nesyri (Da 82 a 84), Synne Jensen (Da 81 a 83)
Ti diamo il benvenuto alle Evoluzioni
Come facilmente comprensibile dal titolo della Sfida Evoluzione, si tratta di una sorta di introduzione a questa interessante feature di EA Sports FC 24. Infatti, vi offrirà un cambiamento minimo, ovvero, il +1 dei valori di Fisico, Dribbling, Passaggio e Velocità. Per questo motivo, non abbiamo carte in particolare da consigliarvi, anche se riteniamo che attraverso questa Sfida potrete familiarizzare con le meccaniche legate alle Evoluzioni e sbloccare qualche obiettivo.
Aggiornamento Dorato Parte 1 e Parte 2
Anche in questo caso parliamo di Sfide Evoluzione interessanti, ma poco pratiche. Infatti, questa particolare Evoluzione ci permetterà di trasformare una carta bronzo in una carta oro rara (con valutazione 80) e poi trasformare la stessa carta in una con overall 84. Scegliendo bene, si potrebbero ottenere giocatori interessanti, ma spesso questi atleti non militano nei campionati utilizzati principalmente dai giocatori. In ogni caso, vi consigliamo di usare queste Evoluzioni nel caso EA Sports FC 24 vi presenti le solite sfide con giocatori della CONMEBOL o della Copa Libertadores, potrebbero rivelarsi un gradito aiuto.
Guardiano Veloce
Questa particolare Evoluzione è senza dubbio una delle più utili nel gioco, in quanto può trasformare un difensore mediocre in un vero muro insuperabile. Infatti, se avete in team un difensore con buoni valori di fisico e difesa, ma con una velocità simile ad una tartaruga, grazie a questa Sfida Evoluzione, non sarà più un problema, ciò è dovuto al potenziamento di questa statistica di +15 punti. Assieme alla velocità, gli upgrade miglioreranno Difesa, Fisico e Passaggi, nonostante tutti questi upgrade portino solo 2 punti in più di overall, il vostro Dream Team potrà beneficiare di un difensore insuperabile.
Ecco quali giocatori e giocatrici far evolvere:
Serie A: Milenkovic (Da 79 a 81), Danilo d’Ambrosio (Da 77 a 79)
Premier League: Joel Matip (Da 80 a 82), Victor Lindelof (Da 80 a 82), Ben Davies (Da 77 a 79), Kurt Zouma (Da 79 a 81)
Bundesliga: Tainara (Da 80 a 82), Marcel Halstenberg (Da 76 a 78)
Ligue1: Samuel Umtiti (Da 79 a 81), Aissatou Tonkara (Da 78 a 80), Julie Pasquereau (Da 79 a 81)
Liga: Aritz Elustondo (Da 80 a 82), Edgar (Da 79 a 81), Merel Van Dongen (Da 78 a 80)
Ala inesauribile
Questa è una delle Evoluzioni più interessanti di EA Sports FC 24, tanto da essere l’unica a pagamento (costo 50mila crediti o 1000 FC Points). Infatti, è l’unica in grado di offrire bonus eccezionali ai vostri esterni d’attacco, dall’aumento di 6 punti overall all’aumento delle statistiche di Tiro, Velocità e Fisico. Le stringenti richieste, specialmente in ambito overall (massimo 79), rendono il tutto più difficile, tanto da invitare a cercare esterni forti a costi inferiori, ma se avete giocatori buggati come Ansu Fati o particolari come Il Faraone El Shaarawy (il suo tiro d’interno è ancora letale come pochi altri), vi consigliamo di fare questo investimento.
Ecco quali giocatori e giocatrici far evolvere:
Serie A: Stephan El Shaarawy (Da 79 a 85), Jesper Karlsson (Da 77 a 83), Sottil (Da 76 a 82)
Premier League: Ansu Fati (Da 78 a 84), Ivan Perisic (Da 79 a 85), Lina Hurtig (Da 79 a 85), Yoane Wissa (Da 77 a 83), Cloe Lacasse (Da 76 a 82)
Liga: Irina Uribe (Da 78 a 84), Macarena Portales (Da 77 a 83), Inma Gabarro (Da 77 a 83)
Questo è tutto quello che sappiamo sulle Evoluzioni, la nuova feature di EA Sports FC 24. Fateci sapere se i nostri consigli vi sono tornati utili o se avete seguito nuove strade scoprendo talenti nascosti.
Sony PlayStation, tramite il PlayStation Blog, ha annunciato che Horizon Forbidden West: Complete Edition è in arrivo su PlayStation 5 il prossimo 6 ottobre.
Dopo gli eventi di Horizon Zero Dawn, la cacciatrice di Macchine Aloy deve salvare la biosfera della Terra dal disastro totale prima che terribili tempeste e una misteriosa piaga inarrestabile devastino ciò che resta dell’umanità. La sua missione, con gli oscuri segreti che le rivelerà, metterà Aloy di fronte a nemici sempre più letali, conducendola verso la pericolosa frontiera dell’Ovest Proibito e le insidiose Rive Ardenti ancora più lontane.
In questa collezione completa che include Horizon Forbidden West e il DLC Burning Shores potrete ammirare nuove e strabilianti Macchine, incontrare tribù mai viste prima e destreggiarvi tra le insidie dell’arcipelago di Los Angeles!
La nuova versione del secondo capitolo del franchise post apocalittico creato da Guerrilla includerà il gioco completo (QUI la nostra recensione), il DLC Burning Shores (QUI la nostra recensione) e una serie di contenuti digitali, tra cui un artbook, il fumetto digitale, la colonna sonora e molto altro.
Horizon Forbidden West per PS5
DLC Burning Shores per PS5
Colonna sonora digitale
Artbook digitale
Fumetto digitale Horizon Zero Dawn Vol. 1: The Sunhawk
Oggetti di gioco:
Contenuti extra per la modalità Foto (posa e pittura facciale speciali)
Horizon Forbidden Westsarà disponibile al prezzo consigliato di 69,99€ a partire dal 6 ottobre e, grazie alla collaborazione con Nixxes Software, sbarcherà anche su PC all’inizio del 2024.
Con EA Sports FC 24 ora disponibile per i giocatori che hanno optato per l’accesso anticipato e presto per la comunità globale, molti vorranno aggiornarsi (e comprendere) rapidamente le nuove meccaniche. I giocatori che amano ricevere assist e compiere splendidi passaggi per superare la difesa avversaria saranno felici di sapere che possono farlo attraverso il nuovo sistema di passaggi di precisione.
Si tratta di un nuovo ed elevato sistema di passaggi che non era possibile prima e che consente ai giocatori di trovare (una volta carpita la meccanica) corsie di passaggio che non sono ottenibili utilizzando i controlli predefiniti. L’uso della tecnica richiede una corretta gestione sia della potenza che del posizionamento, poiché i giocatori devono tenere premuto il pulsante per dare forza e utilizzare la levetta analogica per dirigere il passaggio dove si desidera.
Sono disponibili tre tipologie di passaggi di precisione:
Precision Pass (R1 + Triangolo / RB + Y) – Funziona come un passaggio filtrante ma con un maggiore controllo sulla sua direzione. Può essere utilizzato anche per passaggi normali;
Precision Lob (R1 + Square / RB + X) – Simile al Precision Pass, ma invece in ari;
Swerving Precision Pass (L2 + R1 + Triangolo / LT + RB + Y) – Aggiunge l’effetto al passaggio, consentendo di aggirare i difensori e ottenere un angolo migliore per l’attaccante.
Ognuno di questi, funziona meglio in specifiche situazioni. Il Precision Pass, è consigliabile utilizzarlo quando l’attaccante aggredisce lo spazio; Il Precision Lob, può essere utilizzato per effettuare passaggi incrociati, superare la difesa da un’estremità all’altra o per cross più accurati; infine, per quanto riguarda lo Swerving Precision Pass, è utilissimo in prossimità o immediatamente dentro l’area avversaria o sulla fascia in modo tale da eludere i difensori e portare gli attaccanti a finalizzare verso la porta. Insomma, una meccanica non semplicissima ma che vi garantiamo può davvero risolvere alcuni match a vostro favore.
Quest’anno rappresenta un “punto di svolta” per EA Sports e per la serie che fino all’anno scorso era conosciuta con il nome di FIFA (quila nostra recensione di FIFA 23), che ora adotta la nuova denominazione di “EA Sports FC” e che da un nuovo corso all’iterazione calcistica canadese. Nel caso di EA Sports FC 24, tuttavia, non aspettatevi una revisione massiccia rispetto allo scorso anno. Si tratta, infatti, più di un mero aggiornamento (sebbene impressionante) che di un vero nuovo capitolo. In campo ricorda sicuramente molto FIFA 23, anche se in EA Sports FC 24, sono stati apportati alcuni miglioramenti chiave che rendono il gameplay più divertente e realistico. Il ritmo di gioco è ancora piuttosto frenetico (soprattutto nella modalità cardine, FUT Ultimate Team), ma lo sviluppatore ha (finalmente) posto una maggiore attenzione per quanto riguarda gli spazi e la possibilità di costruire un’azione pazientemente mediante passaggi finalizzati ad aprire le difese avversarie. Mentre per quanto riguarda gli aspetti tecnici e grafici, anche qui c’è stata un’evoluzione frutto del lavoro svolto sul motore Frostbite e sulla tecnologia Hypermotion V (ottimizzato da Opta). Ma andiamo con ordine e scopriamo “cosa ha combinato” EA Sports con EA Sports FC 24!
Sviluppato da EA Vancouver ed EA Romania e pubblicato da EA Sports, FC 24 sarà disponibile dal 29 settembre 2023 su PlayStation 5/4, Xbox Series X|S, PC e Nintendo Switch.
Versione testata: PlayStation 5
Hypermotion V sinonimo di realismo
EA Sports ha spinto oltre la tecnologia dietro al suo gioco. Fino a FIFA 23 tutto veniva fatto sfruttando il classico motion capture. Si catturavano i movimenti e si ricreavano le animazioni in game. In EA Sports FC 24, l’Hypermotion V (disponibile soltanto su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC), utilizza video girati in centinaia di centinaia di partite reali, mediante le telecamere posizionate sul campo. Ciò ha permesso al colosso canadese di realizzare magistralmente (o meglio replicare mediante l’IA) animazioni iperrealistiche e dare una maggiore unicità ai tanti campioni presenti nel gioco, su come si muovono, su come corrono/scattano, come passano. Oltre a questo, in EA Sports FC 24, vengono simulati anche i modi in cui i muscoli dei giocatori flettono o come le divise si muovono come materiali del mondo reale, reagendo alla corsa dei giocatori, spostandosi ad ogni cambio di direzione e seguendo ogni movimento degli stessi, mentre le ciocche di capelli danzano (letteralmente).
Naturalmente gli sforzi non sono stati fatti soltanto in termini puramente estetici. Il gameplay di EA Sports FC 24 – sebbene non rappresenti un vero punto di distacco da FIFA 23 – ci ha piacevolmente sorpreso (sempre che il meta del gioco non ci metta del suo). A partire dalle interazioni sul campo, che sembrano (anzi, sono) più fisiche. I contrasti in scivolata e le intercettazioni “brusche” possono essere davvero brutali, e persino i tentativi di marcare un giocatore in modo tale da riconquistare il pallone sembrano più convincenti. Gli attaccanti sbagliano più frequentemente un tiro o un controllo se la palla gli è stata servita male o troppo forte e i difensori fanno delle smorfie visibili quando si lanciano per un blocco disperato (verranno anche congratulati in modo aggressivo dai loro compagni di squadra se tale sforzo impedisce un gol avversario).
L’altro elemento chiave è dato dai nuovi passaggi precisi di EA Sports FC 24. Si tratta di un nuovo ed elevato sistema di passaggi che non era possibile prima e che consente ai giocatori di trovare (una volta carpita la meccanica) corsie di passaggio che non sono ottenibili utilizzando i controlli predefiniti. L’uso della tecnica richiede una corretta gestione sia della potenza che del posizionamento, poiché i giocatori devono tenere premuto il pulsante per dare forza e utilizzare la levetta analogica per dirigere il passaggio dove si desidera.
Sono disponibili tre tipologie di passaggi di precisione:
Precision Pass (R1 + Triangolo / RB + Y) – Funziona come un passaggio filtrante ma con un maggiore controllo sulla sua direzione. Può essere utilizzato anche per passaggi normali;
Precision Lob (R1 + Square / RB + X) – Simile al Precision Pass, ma invece in ari;
Swerving Precision Pass (L2 + R1 + Triangolo / LT + RB + Y) – Aggiunge l’effetto al passaggio, consentendo di aggirare i difensori e ottenere un angolo migliore per l’attaccante.
Ognuno di questi, funziona meglio in specifiche situazioni. Il Precision Pass , è consigliabile utilizzarlo quando l’attaccante aggredisce lo spazio; Il Precision Lob, può essere utilizzato per effettuare passaggi incrociati, superare la difesa da un’estremità all’altra o anche essere utilizzato per cross più accurati; infine, per quanto riguarda lo Swerving Precision Pass, è utilissimo in prossimità o immediatamente dentro l’area avversaria o sulla fascia in modo tale da eludere i difensori e portare gli attaccanti a finalizzare verso la porta. Insomma, una meccanica non semplicissima ma che vi garantiamo può davvero risolvere alcuni match a vostro favore.
Detto questo, non che in FC 24 non si palesino situazioni a tratti imbarazzanti; talvolta, ma chi è navigato nel titolo ci ha sicuramente fatto l’abitudine, alcune animazioni sono piuttosto strane o innaturali ma sappiate che stanno diventando sempre più difficili da individuare. Nel 99% per cento delle volte, il match sembra fluido e molto televisivo (complice anche l’aggiunta di una nuova inquadratura).
Per farvi un esempio di come la nuova fisica influenzi il gameplay, siamo stati così fortunati da trovare in FUT – Ultimate Team, la versione Nike di Virgil van Dijk e quella oro raro di Khvicha Kvaratskhelia. Il difensore roccioso del Liverpool, sebbene non velocissimo, riesce a mettere in difficoltà, anche piuttosto agevolmente, attaccanti dotati di grande velocità (che sembrano faticare maggiormente a raggiungere, soltanto correndo, la porta). Per quanto riguarda invece Kvaratskhelia, l’attaccante esterno del Napoli, ha una velocità di 84, inferiore rispetto a tanti attaccanti simili, ma grazie alla sua buona altezza e all’eccellente dribbling, risulta essere una vera e propria spina nel fianco per le difese avversarie (i suoi movimenti nel gioco sono davvero simili a quelli che ha eseguito la passata stagione e che gli hanno permesso di segnare 12 reti. Certo, siamo alle prime fasi di gioco e siamo più che certi che i futuri aggiornamenti sposteranno il baricentro nuovamente verso i giocatori più veloci, ma ad oggi, ci stiamo davvero divertendo.
Ma le aggiunte interessanti non finiscono qui. La caratteristica principale di quest’anno si chiama PlayStyles/stili di gioco, un sistema di attributi ottimizzati da Opta che integra i set di abilità esistenti dei giocatori con potenziamenti specifici per lo stile: è essenzialmente un sostituto del vecchio sistema di tratti. Ci sono 32 PlayStyle in totale, suddivisi in sei categorie – Tiro, Passaggio, Difesa, Controllo di palla, Fisica e Portiere – con i migliori giocatori che beneficiano anche di PlayStyles+, che sono fondamentalmente versioni migliorate di un certo PlayStyle. I giocatori noti per i tiri a distanza (Heung-Min Son o Mohamed Salah) potrebbero, ad esempio, attraverso uno specifico stile di gioco avere la possibilità di eseguire tiri di precisione più velocemente e con maggiore precisione rispetto a quelli che ne sono sprovvisti. Questi potenziamenti si traducono davvero in prestazioni di gioco superiori, e i giocatori che ricoprono ruoli calcistici tradizionalmente poco affascinanti, come un centrocampista difensivo, si sentono molto più preziosi che mai per la squadra (il consiglio migliore: l’Intercept PlayStyle, vantato da giocatori del calibro di Aurélien Tchouaméni e N’Golo Kanté, è praticamente un boost enorme per riprendere automaticamente il possesso), così come la possibilità per il gigante norvegese, Erling Haaland di eseguire il suo tiro potente.
FUT Ultimate team, la storica modalità è ancora al centro della produzione
Le modalità disponibili nel gioco sono quasi del tutto identiche a quelle di FIFA 23 e, come ci ha abituato nel corso degli anni, ad alcune di queste modalità è stata chiaramente prestata più attenzione rispetto ad altre. La novità più grande arriva proprio con l’Ultimate Team, che ora combina per la prima volta giocatori maschili e femminili. Non sorprende che alcuni abbiano criticato EA per aver “mescolato” i generi in quella che è indiscutibilmente la sua modalità più popolare, ma la logica dietro questa mossa è chiara: l’inclusione delle donne in Ultimate Team ha un impatto significativo sull’importanza delle migliori giocatrici del gioco.
Noi siamo stati incuriositi sin dall’inizio da tale aggiunta e – dopo aver familiarizzato con alcuni nomi e campionati – abbiamo aggiunto al nostro team alcune giocatrici portentose. Fra queste, Fran Kirby e Catarina Macario del Chelsea. Il loro impatto sul gameplay è stato pazzesco, complice il fatto che per lo più la maggior parte delle giocatrici ha un altezza non elevata, il che permette loro di “sgusciare” agevolmente durante il contrasto di un difensore. Con la Kirby abbiamo vinto e continuiamo a vincere i migliori duelli in velocità. Comprendiamo che a primo acchito, ciò può far storcere il naso, ma vi consigliamo di abbandonare i pregiudizi del caso e semplicemente godervi il gameplay. Giocatrici come Sam Kerr o Putellas – vi garantiamo che farebbero gola a tutti, senza considerare che il mix può essere a dir poco esplosivo.
Anche il già citato sistema PlayStyles aggiunge una nuova dimensione alla modalità Ultimate Team. Come parte della nuova funzionalità Evoluzioni, è possibile migliorare le statistiche, la valutazione complessiva, gli stili di gioco e il design delle carte (con nuovi design e sfondi animati, così da poter mettere in mostra i tuoi giocatori Evoluzioni e i traguardi che hanno raggiunto nel tuo club) di un giocatore completando gli obiettivi. Le evoluzioni sono divise tra quelle suggerite da EA e quelle create dal giocatore. Naturalmente qui lo sviluppatore ha introdotto anche un elemento chiaramente pay-to-win: per la “modica” cifra di 50.000 crediti (o 1.000 punti FC) è possibile accelerare l'”evoluzione” di un giocatore.
Altra grande aggiunta di quest’anno è data dal fatto che non è necessario avere un oggetto cambio ruolo per cambiare ruolo ad un giocatore. Se un calciatore può fare il CC ma anche l’AD, basta metterlo nella posizione che si vuole e automaticamente passerà da un ruolo all’altro.
Anche la modalità Carriera ha ricevuto alcuni graditi aggiornamenti, ma non sono così significativi come quelli di Ultimate Team. Il punto è che ora ci si concentra più sulla tattica che sull’allenamento. Una volta scelta una squadra, il giocatore può selezionare una visione tattica: le opzioni sono standard, gioco sulle ali, tiki-taka, gegenpressing, contrattacco e altri. Dovrete quindi assumere un allenatore che abbia quella visione tattica prescelta. Non si tratta di un’aggiunta che sposta gli equilibri (onestamente non giochiamo alla modalità carriera da anni e anni) ma poiché la visione tattica può essere modificata in qualsiasi momento, è divertente sperimentarne di nuove.
Stagioni, tornei, amichevoli online e Volta rimangono sostanzialmente invariati rispetto a FIFA 23, ma Pro Club è stato rinominato Club ed EA ha finalmente aggiunto il cross-play.
Lato licenze, non c’è da preoccuparsi, almeno fino all’anno prossimo quando la FIFA, rivelerà ufficialmente il nuovo partner per la realizzazione dei proprio titoli calcistici. In EA Sports FC 24, ci sono circa 19.000 giocatori con licenza ufficiale, oltre un centinaio di stadi e ben 30 campionati internazionali. Tra i campionati su licenza abbiamo: LALIGA, Bundesliga, Premier League, Serie A e CONMEBOL Libertadores. Presenti anche le maggiori competizioni targate UEFA: UEFA Champions League, UEFA Women’s Champions League, UEFA Europa League, UEFA Europa Conference League e UEFA Super Cup.
Grafica e tecnica
Partiamo dalle critiche relative all’estetica del gioco. La scelta cromatica non è sicuramente delle migliori. L’utilizzo di un bel verde chiarissimo – vero colore predominante di FC 24 – è davvero fastidioso per gli occhi, in quanto riduce la leggibilità dei testi (a volte rendendoli totalmente invisibili). I menu – sebbene revisionati – ci sembrano un tantino smorti e poco caratteristici, mentre i font delle carte sono più piccoli rispetto al passato.
Lato grafico, Il Frostbite è a dir poco impressionante e sfrutta pienamente il potenziale di PlayStation 5. Il pubblico, gli elementi di bordo campo e gli stadi hanno un aspetto incredibile (migliorabile – a nostro giudizio – il manto erboso), il che alza ancora di più l’asticella e rende ogni match davvero immersivo e realistico. Inoltre, fra le nuove feature, dopo una scivolata sul campo è visibile la “striscia” di terreno e c’è un nuovissimo POV in prima persona dell’arbitro mentre ammonisce i giocatori, o delimita il pallone prima del calcio di punizione o ancora mentre ci si appresta a calciare un rigore.
A EA va riconosciuto il merito di aver reso l’atmosfera delle partite davvero coinvolgenti, con sequenze introduttive che seguono le squadre nello stadio o focalizzate sui tifosi, e fantastiche clip dell’intervallo e del post partita che vanno dietro le quinte o mostrano le interviste in corso. Anche il sonoro fa la sua parte, con convincenti rumori da stadio e cori che impreziosiscono l’esperienza ludica. Buonissimo anche il commento tecnico, affidato a Pierluigi Pardo e Daniele Adani.
Commento finale
EA Sports ha fatto centro con EA Sports FC 24, realizzando (senza però stravolgerne gli elementi chiave) il gioco di calcio più autentico mai vistosi fino ad oggi. Il gameplay – sebbene risulti essere ancora piuttosto frenetico – è stato lievemente migliorato, permettendo (fino a nuovi aggiornamenti) di ponderare meglio la propria azione, fra passaggi ragionati e gestione del pallone (riducendo quindi – anche se accade ancora durante i match – le corse perdifiato verso la porta avversaria). Buona anche la fisica, sicuramente più realistica dei passati capitoli, mentre l’Hypermotion V e l’ottimizzazione tramite Opta (davvero incredibili i movimenti dei kit di gioco e dei capelli), rendono i match, ancora più immersivi. Proprio come prima, la maggiore attenzione è focalizzata sulla parte multiplayer ed in particolare sulla modalità FUT Ultimate Team che offre un’esperienza ancora più completa grazie all’aggiunta dei campionati femminili e ai PlayStyles/stili di gioco. Nel complesso, il fatto di non aver stravolto la formula complessiva, ci piace e piacerà sicuramente anche agli habitué dell’iterazione “made in Canada”.
Prima di lasciarvi, se vi dovesse servire qualche consiglio su EA Sports FC 24, date uno sguardo alle nostre guide:
L’ultimo progetto di Hekate e Nacon, Ad Infinitum, vi catapulta direttamente nelle trincee strazianti della Prima Guerra Mondiale, mettendovi nei panni di un giovane soldato tedesco perseguitato dalle conseguenze della guerra e dall’impatto che la stessa ha avuto sulla sua famiglia.
Originariamente la produzione nacque quasi per scherzo, si trattava infatti di un semplice progetto studentesco. Dopo quasi un decennio di sviluppo, il prodotto finale è finalmente giunto a compimento. Sebbene gli sforzi di Hekate siano ammirevoli, le impressioni e le sensazioni che ci ha lasciato il titolo sono piuttosto contrastanti. Ma andiamo con ordine!
Versione testata: PlayStation 5
Nel gioco, come anticipato, impersonerete Paul Von Schmitt, un soldato tedesco tormentato psicologicamente, fra la casa della sua famiglia (ormai deserta) e i campi di battaglia devastati dalla guerra, alla ricerca di una soluzione alla sua sofferenza. Fin dai primi istanti, è possibile notare alcune somiglianze con Amnesia, ed in particolare con l’uscita più recente, The Bunker, anch’essa ambientata durante la guerra. La narrazione – particolarmente ispirata – è al centro della produzione e riesce ad esplorare abilmente i traumi della guerra, offrendo spunti interessanti sui rapporti che intercorrono fra il personaggio principale con suo fratello e i suoi genitori.
Fra presente e passato
Il gameplay è caratterizzato da una impostazione dicotomica (piuttosto riuscita) che mostra le differenze tra la brutalità delle trincee e le ripercussioni che la guerra stessa ha avuto sulle famiglie dei soldati in patria. La residenza di famiglia funge da hub centrale, mentre vari livelli “trasportano” il giocatore in sequenze sul campo di battaglia. Sebbene entrambe le location siano caratterizzate molto bene, l’ambiente domestico emana un’atmosfera più cupa e silenziosa, accompagnata da un particolare sottofondo musicale che riporta a galla tanti ricordi del passato, mentre le trincee vengono proposte come qualcosa di contorto e da incubo.
Ad Infinitum adotta – inoltre – una prospettiva in prima persona e, per la maggior parte del tempo, propone un’esperienza tipica degli horror psicologici. Nello specifico, il giocatore deve cercare indizi, leggere documenti, risolvere enigmi (solitamente a portata di mano) ed eludere entità minacciose.
Tuttavia, Ad Infinitum non si sforza di innovare in alcun modo il genere (vastissimo) degli indie horror mantenendo invece una formula che da la sensazione di essere già stata vista e rivista (diciamo anche piuttosto banale e generica). Il protagonista -pur avendo a disposizione un piccone e un fucile – non si ritrova praticamente mai in situazioni di combattimento nude e crude. Anche gli scontro con i “Boss” che occasionalmente vi metteranno alle strette, si riducono in sezioni “interattive” dove dovrete trovare oggetti per scappare o per impedire i loro attacchi.
C’è da dire che i nemici (in generale) sono abbastanza facili da “affrontare”. Sono di natura ultraterrena e il loro design è davvero azzeccato. Soprattutto i boss, con il loro aspetto “grottesco” superano il nostro soldato tedesco in termini di movimento e dimensioni. Costituiscono – come era immaginabile – la minaccia più grande ma non appaiono così spesso come ci si aspetterebbe. In genere, si manifestano alla fine di un capitolo. Questi incontri hanno una sorta di moralità che alla fine si riduce a una semplice risoluzione “buona” o “cattiva”.
I maggiori problemi del prodotto sono di natura ambientale. Il fuoco e il filo spinato possono limitare la progressione e le aree gassate non possono essere attraversate finché non diventa disponibile una maschera antigas. Raramente ci siamo trovati in difficolta con Ad Infinitum. Gli obiettivi sono chiari e gli elementi necessari per progredire appaiono in luoghi ovvi il che non offre molto in termini di sfida.
Grafica e tecnica
Per un gioco in sviluppo da ben dieci anni, c’è da sottolineare una certa mancanza di “polishing” complessiva in più di qualche area. Anche se niente ha minato la nostra esperienza videoludica, una parte delle trincee è scomparsa davanti a noi per diversi secondi e i cali di frame – nelle situazioni più concitate – sono piuttosto frequenti. Da rivedere anche il sistema illuminazioni/ombre, davvero zoppicante e inoltre, i modelli dei personaggi non sono all’altezza dei dettagli ambientali. Va decisamente meglio in termini di colonna sonora. Le trincee presentano temi a stampo militare e le note musicali colpiscono nei posti giusti creando un’atmosfera inquietante.
Commento finale
Anche se non innova in alcun modo il genere “horror psicologico”, Ad Infinitum presenta una storia ben scritta, che riesce ad esplorare abilmente i traumi della guerra del protagonista. La mancanza di combattimenti convenzionali limita tantissimo gli incontri con i nemici, i quali finiscono per diventare una sorta di estensione degli enigmi presenti nel gioco, ma il design di queste creature è meraviglioso, soprattutto dei boss, davvero grotteschi. Manca un po’ di rifinitura qua e là e il frame rate è fin troppo ballerino. Tuttavia, per i fan del genere, il titolo di Nacon e Hekate può sicuramente essere un’esperienza più che sufficiente da vivere in prima persona.
Lies of P è il souls-like del momento, primo titolo single-player dei talentuosissimi ragazzi coreani di Round8 Studio, che rielabora ed omaggia una delle opere letterarie italiane più belle di sempre: “Le avventure di Pinocchio – Storia di un burattino“ di Carlo Collodi.
Armatevi di tanta pazienza perché oltre ad essere difficile, Lies of P è anche pieno di trofei missabili. Ma bando alle ciance, ecco a voi la nostra guida ai trofei!
Informazioni preliminari
Difficoltà stimata per il platino: 8/10
Tempo stimato per il platino: 60/80 ore (dipende molto anche dalla vostra skill)
Trofei offline: 43
Trofei online: 0
Trofei missabili: 17 – Real boy: They all lived happily ever after, Free from the puppet string, Rise of P, Il primo burattino, Arma speciale più forte, Pianista di Krat, Collezionista di armi speciali, Collezionista di armi normali, Melodia dorata, Imparare le emozioni, Esploratore veterano, Fine degli indovinelli, La storia del principe, La storia dell’anziana raffinata, La storia di un padre, La storia di una ragazza sconosciuta, La storia della farfalla turchina
Trofei glitchati: 0
La difficoltà influisce sui trofei? No, non esiste un selettore di difficoltà.
Run minime: Supponendo che possiate usare la funzione del Cloud dei salvataggi di PlayStation Plus 2, altrimenti 3 (una run per i finali Real Boy e Rise of P, una seconda run per il finale Free from the Puppet String. Non è possibile ottenere tutti i finali e tutti i collezionabili in una sola run. Questo perché durante il gioco dovrete scegliere se mentire o dire la verità in momenti specifici e ciò ha conseguenze su quali finali e collezionabili otterrete).
Free-roam/selezione livelli dopo aver finito il gioco: Parzialmente. Potrete continuare a giocare nella prima run senza andare in NG+ dopo aver sconfitto il boss finale per recuperare alcune cose, tuttavia la maggior parte delle missioni secondarie e determinate interazioni importanti saranno ormai perse.
Road-map
Dato che Lies of P è un gioco lungo e impegnativo, nella road-map vi indicheremo il modo più veloce per ottenere il platino. Fermo restando che la soluzione ideale resta sempre quella di godervi la prima run come viene.
Step 1: Puntate subito al true ending (Rise of P) ricordandovi di effettuare un backup del salvataggio prima di parlare con Geppetto in modo che possiate ottenere anche i trofei del finale base (bad ending) e connessi (Pianista di Krat e La storia di un padre), poi ricaricate il save e completate il gioco con il finale vero e ricordatevi di scambiare gli ultimi Ergo dei boss e leggere la lettera di Sophia per ottenere altri due trofei (Collezionista di armi speciali e La storia della farfalla turchina).
Step 2: Adesso dovrete ottenere il finale neutro, quello delle verità. Così facendo otterrete gli ultimi collezionabili, quelli che non avete potuto ottenere nella prima run perché legati alle verità e i trofei relativi alle storie di Venigni, Antonia e Eugénie (La storia del principe, La storia dell’anziana raffinata, La storia di una ragazza sconosciuta).
Ottenere il trofeo di platino di Lies of P sarà un’impresa impegnativa ma appagante
Guida ai trofei
Lies of P Ottieni tutti i trofei
Ottenete tutti gli altri trofei per sbloccare il trofeo di platino di Lies of P.
Real boy : They all lived happily ever after Raggiungi il finale [Real boy: They all lived happily ever after]
Arma normale più forte Porta un’arma normale al suo livello massimo
Il livello massimo di un’arma normale è il 10.
Vi serviranno 3 pietre lunari del novilunio, 3 pietre lunari della luna crescente, 3 pietre lunari della mezzaluna e 1 pietra lunare del plenilunio. Troverete tutti i materiali come oggetti sparsi nel mondo di gioco, come drop di nemici e boss oppure come merci da acquistare presso gli shop di Polendina e Pulcinella. La prima pietra lunare del plenilunio la otterrete alla fine del Capitolo IX come drop del Maestro della sfilata corrotto.
Arma speciale più forte Porta un’arma speciale al suo livello massimo
MISSABILE
Il livello massimo di un’arma speciale è il 5.
Vi serviranno 3 pietre lunari della luna calante del patto e 2 pietre lunari del plenilunio del patto. Troverete tutti i materiali come oggetti sparsi nel mondo di gioco, come drop di nemici e boss oppure come merci da acquistare presso gli shop di Polendina e Pulcinella. Le prime pietre lunari del plenilunio del patto le otterrete comprandole da Polendina dopo aver restituito l’oggetto per ampliare il suo negozio che troverete nella Strada crollata (Capitolo IX).
Questo trofeo è segnato come missabile perché le armi speciali si ottengono scambiando gli Ergo dei boss da Alidoro (e poi Hugo). Tuttavia potreste scambiare gli Ergo dei boss per gli amuleti e non per le armi (o anche, consumarli), per questo motivo il trofeo è missabile.
Braccio a Legione più forte Modifica un braccio a Legione al suo livello massimo
Per potenziare un braccio a Legione al livello massimo vi serviranno 6 Calibri di Legione. Nel corso del gioco ne troverete, con la semplice esplorazione, molti di più. Ricordatevi anche che in caso potenziaste più braccia “sprecando”Calibri, potrete sempre respeccare (seguite questa nostra guida) e riottenerli e riutilizzarli su un unico braccio e sbloccare così il trofeo.
Potenziale estremo Attiva l’Organo-P alla fase 5
Nella prima run la fase 5 è l’ultima. Nel NG+ si sbloccano ulteriori due fasi, ma non sono necessarie per il platino. Per arrivare alla fase 5 dovrete spendere i quarzi, un materiale abbastanza raro, che viene droppato da mini-boss e boss o legato ad esplorazioni approfondite. Di regola dovreste riuscire a sbloccare la fase 5 verso la fine del gioco. Se così non fosse, seguite questo video di 100% Guides per la posizione di tutti i quarzi:
Pianista di Krat Suona una melodia perfetta al pianoforte dell’Hotel Krat
MISSABILE
Dovrete suonare il pianoforte dopo aver ottenuto uno dei tre finali disponibili. Lo abbiamo segnato come missabile perché il gioco dopo i titoli di coda vi chiederà di iniziare il NG+. Se rispondete approfonditamente lo perderete. Dovrete infatti rispondere di no, continuare la vostra prima partita e suonare il pianoforte nell’Hotel Krat. A fine gioco Pinocchio suonerà una melodia completa senza errori.
Collezionista di braccia a Legione Raccogli tutte le braccia a Legione
Dovrete recuperare i 6 Connettori di Legione per fabbricare le braccia nell’Hotel, accanto a Venigni. Seguite questo video di 100% Guides per la posizione di tutti i Connettori:
Collezionista di armi speciali Raccogli tutte le armi speciali
MISSABILE
In Lies of P ci sono 11 armi speciali.
Dovrete scambiare gli Ergo dei Boss con Alidoro. NON scambiateli per gli amuleti e non consumateli, altrimenti misserete il trofeo. Ad un certo punto, dovrete decidere se eliminare o meno Alidoro. Fatelo, altrimenti perderete un cilindro criptico. Risolvendolo, un nuovo vendor apparirà, Hugo. Prima del gran finale dovreste avere 9 armi speciali su 11.
Seguite questo video di Game Guides Channel in caso doveste avere qualche problema con il cilindro:
Ora seguite i passi indicati nella nostra guida ai finali per il finale Rise of P, per ottenere le ultime 2 armi speciali.
Collezionista di armi normali Raccogli tutte le armi normali
MISSABILE
In Lies of P ci sono 29 armi normali.
Le uniche missabili sono quelle iniziali. Dopo aver fatto la vostra scelta ad inizio gioco, continuate a giocare fino a che non incontrerete il vostro primo mercante ambulante. Qui comprate le altre 2 che non avete preso. Sono le uniche due missabili perché questo è l’unico mercante che scomparirà. Tutte le altre le troverete come oggetti sparsi nel mondo di gioco oppure come merci da acquistare presso gli shop di Polendina e Pulcinella.
Seguite questo video di 100% Guides per la posizione di tutte le armi normali:
Melodia dorata Raccogli e riproduci tutti i dischi
MISSABILE
In Lies of P ci sono 16 dischi.
Questo trofeo è missabile perché dovrete acquistare dei dischi d’oro da specifici mercanti ambulanti nel NG+ (questo trofeo non può essere ottenuto alla prima run). Durante la prima partita potrete ottenere solo 9 dischi. In NG+, potrete acquistare dischi d’oro da specifici mercanti ambulanti per una cospicua quantità di Ergo.
Inoltre, la missione secondaria di Eugénie ci darà due dischi diversi a seconda della risposta che daremo, quindi uno è da ottenere nella prima run, l’altro nel NG+.
Ricordatevi che dovrete comunque riprodurre tutti i dischi dopo averli ottenuti. Non è necessario ascoltare i dischi nella loro interezza, è sufficiente avviarli.
Seguite questo video di 100% Guides per la posizione di tutti i dischi:
Imparare le emozioni Impara tutti i gesti
MISSABILE
In Lies of P ci sono 17 gesti.
I gesti si ottengono giocando attraverso la storia, completando missioni secondarie e leggendo lettere specifiche.
Seguite questo video di 100% Guides per la posizione di tutti i gesti:
Esploratore veterano Decifra tutti i cilindri criptici e riscatta le ricompense
MISSABILE
Questo trofeo è missabile se decidete di risparmiare Alidoro.
Seguite questo video di Game Guides Channel per la posizione e la risoluzione di ogni cilindro:
Fine degli indovinelli Scopri tutti i Santuari della trinità
MISSABILE
Questo trofeo è missabile se risponderete in maniera sbagliata agli indovinelli.
Seguite questo video di 100% Guides per tutte le soluzioni degli indovinelli, la posizione delle chiavi e la posizione dei santuari:
Prima bugia Di’ una bugia davanti all’Ingresso dell’Hotel Krat
Legato alla storia. Lo otterrete dopo essere entrati per la prima volta all’Hotel Krat.
Guida agli Stargazer Ripara uno Stargazer
Legato alla storia. Lo otterrete appena dopo aver lasciato la stazione centrale di Krat ad inizio gioco.
Esplorare le possibilità Prova a montare un’arma
Dopo aver salvato Geppettodall’Asino Furioso otterrete un oggetto per smontare lama e elsa delle armi e combinarle tra loro. Provate la meccanica ad uno Stargazer per sbloccare il trofeo.
Tecnica di difesa definitiva Distruggi l’arma di un nemico con una guardia perfetta
Realizzando diverse parate perfette su un nemico, riuscirete a spezzarli l’arma. Fatelo con i nemici a inizio gioco, i più deboli.
Colpo fatale Sferra un attacco fatale con successo
Attacchi, parate ma soprattutto attacchi caricati e parate perfette faranno lampeggiare di bianco la vita dei nemici. A questo punto effettuate un attacco caricato e il nemico verrà stunnato e sarà alla mercé del vostro attacco fatale.
I Bastardi e gli Spazzini Uccidi un Persecutore
Legato alla storia. Lo otterrete appena dopo aver sconfitto l’Asino Furioso.
Maestro della sfilata Uccidi il Maestro della sfilata
Legato alla storia. Lo otterrete appena dopo aver sconfitto il Maestro della sfilata.
Sentinella rottamata Uccidi la Sentinella rottamata
Legato alla storia. Lo otterrete appena dopo aver sconfitto la Sentinella rottamata.
Fiamma del re Uccidi Fuoco, Fiamma del re
Legato alla storia. Lo otterrete appena dopo aver sconfitto Fuoco, Fiamma del re.
Legato alla storia. Lo otterrete appena dopo aver sconfitto l’Arcivescovo caduto Andreus.
Lo scontro ritardato Uccidi il Maggiore della Confraternita dei conigli neri
Legato alla storia. Lo otterrete appena dopo aver sconfitto il Maggiore della Confraternita dei conigli neri.
Re dei burattini Uccidi Romeo, Re dei burattini
Legato alla storia. Lo otterrete appena dopo aver sconfitto Romeo, Re dei burattini.
Il campione di evoluzione Uccidi Victor il campione
Legato alla storia. Lo otterrete appena dopo aver sconfitto Victor il campione.
Mostro verde divoratore di burattini Uccidi il Mostro verde divoratore di burattini
Legato alla storia. Lo otterrete appena dopo aver sconfitto il Mostro verde divoratore di burattini.
Maestro della sfilata corrotto Uccidi il Maestro della sfilata corrotto
Legato alla storia. Lo otterrete appena dopo aver sconfitto il Maestro della sfilata corrotto.
Vendetta nera Uccidi la Confraternita dei conigli neri
Legato alla storia. Lo otterrete appena dopo aver sconfitto la Confraternita dei conigli neri.
La completa Uccidi Laxasia la completa
Legato alla storia. Lo otterrete appena dopo aver sconfitto Laxasia la completa.
Il Dio risvegliato Uccidi Simon Manus, Dio risvegliato
Legato alla storia. Lo otterrete appena dopo aver sconfitto Simon Manus, Dio risvegliato.
Detentore di zecchini d’oro Raccogli uno zecchino d’oro
Legato alla storia. Lo otterrete dopo aver sbloccato l’albero degli zecchini d’oro.
Da oltre la spaccatura Uccidi tutti i tipi di farfalle dimensionali.
In Lies of P ci sono 4 tipi di farfalle dimensionali.
Ogni tipo fornisce materiali di rarità diversa a seconda del loro colore: rosso (comune), rosa (non comune), blu (raro), giallo (epico). Ce ne sono tantissime di ogni tipo, e per giunta se non riuscite ad ucciderle respawneranno dopo aver riposato ad uno Stargazer.
La storia del principe Scopri l’ultima storia di Venigni
MISSABILE
Seguite questo video di 100% Guides per tutti i passaggi:
La storia dell’anziana raffinata Scopri l’ultima storia di Antonia
MISSABILE
Seguite questo video di 100% Guides per tutti i passaggi:
La storia di colui che sognò Scopri l’ultima storia di Simon Manus
Legato alla storia. Lo otterrete dopo aver sconfitto Simon Manus, Dio risvegliato.
La storia di un padre Scopri l’ultima storia di Geppetto
MISSABILE
Seguite questo video di 100% Guides per tutti i passaggi:
La storia di una ragazza sconosciuta Scopri l’ultima storia di Eugénie
MISSABILE
Seguite questo video di 100% Guides per tutti i passaggi:
La storia della farfalla turchina Scopri l’ultima storia di Sophia
MISSABILE
Seguite questo video di 100% Guides per tutti i passaggi:
Nonostante il boom delle memorie nand e dei dischi NVME ultraveloci, ora disponibili a prezzi decisamente molto molto interessanti, il mercato dei dischi meccanici continua ad avere la sua importanza, soprattutto nel settore data server, e cloud storage.
Toshiba, compagnia leader nella produzione di dischi meccanici, ha annunciato oggi l’arrivo di un nuovo disco meccanico ad elio, da ben 22 TB (qui avevamo recensito la versiona da 14TB).
Il nuovo disco HDD MG10F da 22TB in formato 3,5″, rappresenterà un elemento chiave per le infrastrutture cloud e di storage grazie ad una capacità superiore del 10% rispetto al modello Toshiba della generazione precedente, velocità di rotazione a 7.200 giri/min, un workload pari a 550 TB all’anno e la possibilità di scegliere tra interfaccia SATA o SAS.
Tutti i dettagli nel comunicato qui sotto.
Toshiba annuncia i nuovi hard disk MG10F Series da 22TB
Düsseldorf, 26 settembre 2023 – Toshiba Electronics Europe GmbH annuncia il lancio della nuova serie MG10F da 22 TB[1], un HDD a registrazione magnetica convenzionale (CMR) caratterizzato da un design a 10 piatti sigillati a elio.
Come elemento chiave per le infrastrutture cloud e di storage, il modello MG10F da 22TB offre una capacità superiore del 10% rispetto al modello Toshiba della generazione precedente da 20TB. Progettati e ingegnerizzati per soddisfare le crescenti esigenze di archiviazione dati dei clienti più esigenti, gli HDD MG10F Series da 22TB sono compatibili con la maggior parte delle applicazioni e dei sistemi operativi e si adattano a carichi di lavoro sia in casi d’uso cloud-scale sia in quelli tradizionali dei data center. Grazie a una maggiore capacità, la MG10F Series da 22 TB contribuisce a migliorare la densità di archiviazione delle installazioni cloud-scale, migliorando il Total Cost of Ownership (TCO).
Gli HDD della serie MG10F vantano prestazioni da 7.200 giri/min, un workload pari a 550 TB all’anno[2] e la possibilità di scegliere tra interfaccia SATA o SAS – il tutto in un formato da 3,5 pollici[3], riempito con elio ed efficiente dal punto di vista energetico.
Le prime spedizioni degli HDD della MG10F Series da 22 TB inizieranno immediatamente per quanto riguarda l’interfaccia SAS e nel quarto trimestre per l’interfaccia SATA.
Note:
[1] Toshiba definisce un terabyte (TB) = mille miliardi di byte, ma la capacità di archiviazione effettivamente disponibile può variare a seconda dell’ambiente operativo e della formattazione. La capacità di archiviazione disponibile (compresi gli esempi di vari file multimediali) varia in base a dimensione dei file, formattazione, impostazioni, software e sistema operativo e/o applicazioni software preinstallate, o contenuto dei media. La capacità effettiva formattata può variare.
[2] Il carico di lavoro è una misura del throughput dei dati in un anno ed è definito come la quantità di dati scritti, letti o verificati dai comandi del sistema host.
[3] 3,5 pollici indica il formato degli hard disk, non la dimensione fisica del drive.
Urbanista, il marchio svedese dell’audio che abbiamo avuto modo di apprezzare più volte, anche recentemente con le sue Urbanista Seoul, ha appena lanciato un nuovo innovativo prodotto: la prima cassa bluetooth al mondo che si ricarica con energia solare!
Urbanista Malibu è infatti dotata di celle solari Powerfoyle nella parte superiore che le permettono di caricarsi completamente e di essere sfruttata praticamente senza limiti in una giornata all’aperto, al mare, a bordo piscina, in montagna: Malibù è infatti resistente all’acqua e alla polvere (certificazione IP67) e offre una pressione sonora potente e bassi profondi grazie ai due driver da 10w Rms.
Urbanista Malibu, inoltre, è non solo estremamente trendy, grazie alle colorazioni Midnight Black e Desert Gray, ma anche attenta all’ambiente e alla sostenibilità: è infatti costruita interamente con materiali riciclati.
Urbanista Malibù arriverà a fine settembre ad un prezzo di 169 euro. Tutti i dettagli e le foto le trovate qui sotto.
SPERIMENTA LA VERA LIBERTÀ CON URBANISTA MALIBU: LA CASSA AUDIO BLUETOOTH CON RICARICA SOLARE DAL SUONO IMPAREGGIABILE
Vi presentiamo la prima cassa wireless auto-caricante al mondo!
Alimentata dalla tecnologia a celle solari Powerfoyle™, Malibu riprodurrà la vostra musica preferita con una potenza senza eguali e per tutto il giorno.
30 agosto 2023, Desenzano del Garda, Italia – Urbanista, il marchio svedese di audio lifestyle, annuncia la sua ultima sorprendente creazione: Urbanista Malibu, la prima cassa wireless al mondo con ricarica solare e tecnologia a celle solari Powerfoyle™ integrata.
Urbanista Malibu è dotata di un’energia infinita e si ricaricherà ogni volta che verrà esposta alla luce solare o alle luci di ambienti interni. Questa incredibile funzione di ricarica rende Malibu la cassa audio perfetta per chi ama la vita in movimento. Questa cassa wireless, perfetta per gli spazi outdoor si adatta a molteplici generi musicali e vi donerà un’esperienza sonora ricca di dettagli e sfumature, riprodurrà la vostra musica preferita con prestazioni di alto livello e grazie anche alla sua ampia gamma di opzioni di personalizzazione vi offrirà la possibilità di creare un suono ricco, vivace e dinamico, perfetto per feste sia in casa che fuori. Estremamente resistente e performante, Malibu unisce compattezza, prestazioni ad un favoloso design e alla sbalorditiva ed innovativa ricarica solare.
Malibu è la cassa wireless dal suono profondo e con una ottima diffusione. I bassi sono straordinariamente potenti e sicuramente soddisferanno anche gli ascoltatori più esigenti. Anche i suoni più alti suonano molto nitidi e con una straordinaria precisione. L’ audio ben bilanciato è perfetto per coloro che cercano un dispositivo efficiente e di valore. Malibu ti regalerà qualità straordinaria e non solo, la profondità del suono ti farà immergere in tutto e per tutto nelle playlist che più ami.
Realizzata con plastica e materiali riciclati, Malibu è stata progettata con un design accattivante, bellissima da appoggiare a bordo piscina, in spiaggia o portata al polso durante le vostre gite. Oltre a look moderno la cassa wireless e anche ultraresistente, certificata IP67 perciò, completamente impermeabile e protetta dalla sabbia, polvere o sporcizia, così da garantirvi musica per tutto il giorno e ovunque voi andiate.
Ispirata all’iconica città balneare nota per la sua vita all’aria aperta, Urbanista Malibu ha un prezzo di 169 € ed è disponibile in tre varianti di colore, tra cui il classico Midnight Black e il nuovo elegante Desert Gray. Malibu sarà disponibile online su urbanista.com/malibu e presso i rivenditori di tutto il mondo a partire da fine settembre 2023.
Infinita libertà con Malibu
Malibu è dotata di una straordinaria resistenza e offre tutto ciò di cui avete bisogno per immergervi nella vostra musica in qualsiasi ambiante. Il cordino integrato e il design robusto sono costruiti per garantire praticità, impermeabilità e durata, in modo da poter portare i vostri brani ovunque andiate. Il fantastico design di questa cassa bluetooth rende Malibu la vostra compagna audio della quale non potrete più fare a meno, specialmente durante le vostre avventure all’aria aperta.
L’applicazione mobile di Malibu offre svariate opzioni ed impostazioni, come l’equalizzatore completamente personalizzabile, che consente di regolare l’audio della cassa in base ai propri gusti. L’app consente inoltre di tenere sotto controllo lo stato di carica della cassa audio e i dati storici, così da poter sfruttare al meglio le ore di riproduzione. Malibu è dotata di una riserva di batteria che può durare per un giorno intero, per non rimanere mai senza carica, indipendentemente dalle condizioni di luce.
Con Malibu potete controllare completamente la vostra esperienza audio grazie agli intuitivi pulsanti di controllo presenti sulla cassa. Dotata di una straordinaria potenza ed una dettagliata qualità audio, Malibu, può anche essere collegata ad una seconda cassa bluetooth grazie alla funzione Stereo Link e vivere così una vera esperienza stereo esplosiva senza pari.
Con il pairing tra due sistemi audio, potrai sperimentare un sound potente e vibrante, accompagnare le giornate con la vostra musica preferita e intrattenere voi ed i vostri amici in qualsiasi luogo vi troviate.
Tuomas Lonka, Brand and Marketing Director di Urbanista, commenta: “Siamo entusiasti di continuare a progredire e innovare il mercato audio con nuove applicazioni della più recente tecnologia a celle solari Powerfoyle™. Non appena abbiamo lanciato le nostre cuffie a ricarica solare Los Angeles, sapevamo che avremmo cercato di applicare questa tecnologia innovativa in altri prodotti per creare un nuovo modo di vivere l’audio. Continuiamo a spingere il ritmo e i confini dell’innovazione, visto che questo è il nostro terzo lancio di prodotti audio a ricarica solare in tre anni. Portare sul mercato un nuovo dispositivo con tecnologia Powerfoyle™ è per noi motivo di grande orgoglio e non vediamo l’ora di vedere le avventure che le persone intraprenderanno con Urbanista Malibu”.
Giovanni Fili, CEO di Exeger, commenta: “Urbanista sta dando l’esempio che mi aspetto venga seguito da tutti i nostri partner. Nel 2021 abbiamo iniziato con le prime cuffie autoalimentate al mondo, le “Los Angeles”, seguite dagli auricolari true wireless “Phoenix”.
Oggi, la cassa audio “Malibu” diventa il terzo prodotto in soli tre anni, completando la linea dei dispositivi audio alimentati da energia pulita e infinita. Urbanista ha creato un modello per il resto dell’industria dell’elettronica di consumo, dimostrando che Powerfoyle™, con le sue maggiori funzionalità, la massima comodità per l’utente e un impatto positivo sul pianeta, dovrebbe essere presente in ogni nuovo prodotto! È così che stabiliamo un nuovo standard di convenienza e sostenibilità nel settore dell’elettronica di consumo e invito tutti a unirsi al nostro viaggio”.
Guardate il filmato completo della campagna Urbanista Malibu “Join the Unbound” e sperimentate il futuro della tecnologia audio con la cassa ad energia solare per la vita in movimento:
Caratteristiche principali di Urbanista Malibu:
Ricarica solare in ambienti interni ed esterni
Riserva della batteria: un giorno intero
IP67: Impermeabile e antipolvere
2 x 10 watt di potenza in uscita
Plastica e tessuti riciclati
Design resistente per uso all’aperto
Funzione Stereo Link per collegare due altoparlanti
Ricarica USB Tipo-C
Cordino per il trasporto
Compatibile con l’app mobile Urbanista
Disponibile nei colori Midnight Black (nero) e Desert Gray (grigio)
A pochi giorni dall’arrivo di EA Sports FC 24, arrivano le prime recensioni della stampa internazionale che si pronunciano sul nuovo calcistico da quest’anno orfano della licenza FIFA.
Quale sembra essere il parere generale? EA Sports FC 24 viene valutato come un buon capitolo sportivo, tuttavia fin troppo in continuità con il brand precedente, al punto da essere visto come un vero e proprio episodio di transizione verso il futuro della serie. Il rebranding è dunque di valore, pur con alcune pecche.
Il nuovo capitolo del calcio EA sembra all’altezza della sua storia.
Ecco di seguito alcune delle recensioni finora pubblicate dai maggiori siti internazionali:
Generación Xbox 78/100
Press Start 6,5/10
Gamersky 7,5/10
SECTOR.sk 8/10
VGC 3/5
Evilgamerz 7,5/10
Daily Star 5/5
Geek Culture 8/10
Hobby Consolas 83/100
IGN Spagna 7/10
God is a Geek 9/10
Videogamer 7/10
COGconnected 84/100
GamePro 78/100
PSX Brasil 85/100
Dexerto 4/5
Il balzo grafico per alcuni giocatori è evidente.
Nel momento in cui scriviamo il titolo si attesta su una media delle recensioni di 79 su OpenCritic. Si tratta di un risultato provvisorio, in attesa delle altre opinioni in arrivo nelle prossime ore e nei prossimi giorni.