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Turtle Beach, ecco le nuove colorazioni per le cuffie Stealth 600 Gen 2 MAX

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Turtle Beach Corporation, azienda leader nella produzione di accessori da gaming, ha annunciato oggi la disponibilità di due nuove colorazioni, Turchese e Rosa, per le sue cuffie wireless per Xbox Stealth 600 Gen 2 MAX.

Le nuove colorazioni Turchese e Rosa per le cuffie Stealth 600 Gen 2 MAX sono anche i primi prodotti certificati CarbonNeutral di Turtle Beach, con emissioni ridotte e compensate in linea con il CarbonNeutral Protocol, segnando un importante traguardo nei continui sforzi per la sostenibilità dell’azienda.

Le Stealth 600 Gen 2 MAX hanno aumentato l’offerta già impressionante della serie con una durata della batteria di oltre 48 ore e connettività multipiattaforma con un maggior numero di sistemi di gioco, oltre al potente suono surround spaziale 3D*, alle prestazioni cristalline del microfono e al comfort ineguagliabile che hanno reso le cuffie della serie Stealth 600 i prodotti più venduti fin dal loro debutto. Le Stealth 600 Gen 2 MAX Turchese e Rosa si aggiungono alle varianti di colore Nere, Midnight Red e Camo-Ghiaccio allo stesso prezzo consigliato di 119,9, tutte disponibili su sito ufficiale e presso i rivenditori autorizzati in tutto il mondo.

Dal suo debutto nell’agosto 2020, la Stealth 600 Gen 2 di Turtle Beach è stata la serie di cuffie più venduta in assoluto. Inoltre, la nota testata gaming MP1st ha recensito le Stealth 600 Gen 2 MAX per Xbox e le ha premiate con l’Editor’s Choice, affermando: “Sono eccellenti, forse tra le migliori cuffie che abbia mai usato su console“.

Le Stealth 600 Gen 2 MAX Turchese e Rosa non solo offrono ai giocatori più opzioni di colore, che sappiamo essere molto amate, ma anche la tranquillità di sapere che uno degli accessori di gioco più utilizzati è a zero emissioni“, ha dichiarato Juergen Stark, Presidente e CEO di Turtle Beach Corporation. “Le Stealth 600 Gen 2 MAX Turchese e Rosa sono i primi prodotti CarbonNeutral® di Turtle Beach e il loro lancio rappresenta un altro importante e significativo passo avanti nel nostro impegno per la sostenibilità“.

Stark ha aggiunto: “L’anno scorso siamo passati, per la maggioranza delle nostre cuffie da gaming, all’uso di vassoi e materiali di imballaggio in carta proveniente da fonti sostenibili e abbiamo eliminato la maggior parte delle materie plastiche dall’imballaggio, con una riduzione fino al 90% della plastica nell’imballaggio di alcuni modelli. Abbiamo anche ridotto le dimensioni complessive degli imballaggi dei modelli principali, diminuendo ulteriormente l’uso della carta e le emissioni di carbonio durante il trasporto. Oltre a integrare la sostenibilità nei prodotti nuovi e futuri, Turtle Beach è anche orgogliosa di far parte del programma Million Mangroves di Climate Impact Partners, dove contribuisce allo sviluppo di nuove foreste di mangrovie che aiutano a combattere le emissioni di carbonio“.

Le mangrovie sono una soluzione climatica naturale ad alto impatto e ad alta densità di carbonio, che fornisce anche un’importante protezione nelle aree costiere, permettendo alle specie ittiche e acquatiche di prosperare, creando inoltre preziosi prodotti in legno resistenti alla putrefazione e agli insetti. Oltre il 35% delle mangrovie, chiamate “albero delle meraviglie” per la loro capacità di immagazzinare quattro volte più carbonio di una foresta pluviale, è già stato deforestato. Climate Impact Partners, specialista in soluzioni per il mercato a favore del clima, ha creato il programma Million Mangroves per mostrare l’impegno delle aziende nell’azione a favore del clima e per ottenere risultati immediati, finanziando una delle soluzioni a più alto impatto sul clima e sul carbonio blu tra quelle disponibili.

Le cuffie da gaming wireless multipiattaforma con licenza ufficiale Xbox Stealth 600 Gen 2 MAX di Turtle Beach offrono un’incredibile durata della batteria e un audio di gioco di alta qualità. L’eccezionale durata della batteria di oltre 48 ore mantiene le cuffie in funzione per giorni, mentre la connessione a bassa latenza e lossless è gestita dal trasmettitore USB wireless a 2,4 GHz proprietario di Turtle Beach. Con la semplice pressione di un pulsante, i giocatori possono selezionare il loro sistema di gioco preferito e sperimentare un suono surround spaziale 3D coinvolgente*, attraverso i grandi e potenti altoparlanti da 50 mm, e una chat vocale cristallina con il microfono flip-to-mute delle cuffie Gen 2. I morbidi cuscinetti ProSpecs™, adatti per gli occhiali, offrono un comfort ottimale, mentre i comandi di facile accesso consentono ai giocatori di regolare le impostazioni e di attivare funzioni come Superhuman Hearing™ per un vantaggio competitivo comprovato.

Per ulteriori informazioni sugli ultimi prodotti e accessori Turtle Beach, è possibile visitare il sito ufficiale e seguire Turtle Beach su TikTok, Twitter, Instagram e Facebook.

Neon White in arrivo anche su piattaforme Xbox e GamePass?

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Neon White

Neon White, dopo il successo riscosso con la sua release originaria su PC e Nintendo Switch e il successivo approdo su console PlayStation, potrebbe arrivare anche su console Xbox.

Il gioco, infatti, è stato classificato per Xbox One e Xbox Series X|S presso l’ESRB, l’ente di classificazione dei videogiochi del Nord America. Molto spesso tale registrazione è propedeutica ad un successivo rilascio del titolo in questione.

Allo stesso tempo, Neon White potrebbe essere proprio un ottimo candidato a rimpolpare il catalogo del GamePass.

Aspettiamo le prossime settimane e vediamo come si evolve la situazione.

Resident Evil 4 Remake: rivelato l’aggiornamento 1.02

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Resident Evil 4 Remake

Mancano ormai poche settimane al ritorno di Resident Evil 4, l’opera di Remake che Capcom ha presentato lo scorso anno. Mosso dal sempreverde (e performante) RE Engine, la nuova versione dell’avventura di Leon ed Ashley è senza dubbio una delle più attese di questa prima parte dell’anno (ed il recente video pubblicato lo dimostra ulteriormente).

Nonostante la pubblicazione sia fissata per il prossimo 24 marzo, Capcom ha recentemente reso disponibile l’aggiornamento 1.02 per il gioco, ossia la probabile patch del day one. Il nuovo update, del peso di circa 4 GB si limita a correggere, stando al changelog ufficiale, problemi di stabilità e performance.

Ricordiamo che su Xbox Series X|S da poche ore è possibile effettuare il preload di Resident Evil 4 Remake, a patto che abbiate minimo 67,18 GB di spazio libero.

Resident Evil 4 Remake, Capcom lancia un mini prequel ARG

Manca veramente pochissimo all’uscita del remake di Resident Evil 4, è il team di Capcom ha deciso di lanciare una sfida ai suoi fan con un ARGAlternate reality game– che funge da mini prequel alle vicende che vedono protagonista lo sfortunato Leon S. Kennedy.

Recandosi sul link del sito si avrà accesso a un debriefing completo sul rapimento di Ashley Graham, la figlia del presidente degli Stati Uniti d’America nell’universo di Resident Evil.

Analizzando le informazioni presentate ogni giorno potremmo identificare delle risposte da dare al nostro interlocutore, riuscendo a raccogliere ulteriori pezzi del puzzle per capire come Leon S. Kennedy e il suo team abbiano individuato il gruppo di Ganados nelle zone più recondite in Spagna.

Il remake di Resident Evil 4 è in uscita il prossimo 24 marzo su Playstation 4, Playstation 5, Xbox Series X/S e PC. I possessori di console Microsoft possono già fare il preload del gioco sulle loro macchine, mentre per ingannare l’attesa, oltre a questo criptico ARG, potete leggere tutto quello che sappiamo su Resident Evil 4 nel nostro speciale.

Fritz! fa la manita nei test dell’ente tedesco Stiftung Warentest

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AVM Fritz Logo
  • Tre FRITZ!Box premiati da International Consumer Research & Testing
  • Il massimo dei voti per il FRITZ!Repeater in Mesh Wi-Fi
  • “Molto buono” per sicurezza, facilità d’uso e consumo energetico
  • Il FRITZ!Box è vincitore dei test da 10 anni

Milano, 7 marzo 2023 | Che si tratti di DSL, cavo o Mesh Wi-Fi: i prodotti FRITZ! di AVM sono semplicemente imbattibili. Questo è il risultato dei test condotti da “Stiftung Warentest”, il più grande istituto indipendente per i prodotti di consumo in Germania.

Dopo aver testato a fondo una serie di router Wi-Fi e sistemi mesh, “Stiftung Warentest” ha premiato ben cinque prodotti AVM. La “Stiftung Warentest” è un’organizzazione e fondazione tedesca per i consumatori, nota per i suoi ampi e complessi test di qualità. Tutte le ricerche e i test internazionali sono solitamente portati avanti assieme ai membri dell’organizzazione “ombrello” International Consumer Research & Testing (ICRT), con sede a Londra e di cui anche Altroconsumo è membro.

Tra i router Wi-Fi, AVM ha conquistato il primo posto con tre modelli FRITZ!Box, mentre due FRITZ!Repeater hanno ricevuto i massimi voti per il mesh Wi-Fi. Sono stati testati otto dispositivi nel test di confronto dei router, sette per le connessioni DSL e uno per le connessioni via cavo. 

Tutti e tre i modelli FRITZ!Box testati, ovvero il FRITZ!Box 7590 AX, il 7530 AX (di cui trovate la nostra recensione qui) e il 6690 Cable (disponibile per la connessione in Germania), hanno ricevuto la valutazione di “buono” con un voto di 1,9. “Stiftung Warentest” ha anche testato dieci sistemi Mesh Wi-Fi.

FRITZ!Repeater 6000 (la nostra recensione del FRITZ!Repeater 6000 la trovate qui) e FRITZ!Repeater 1200 AX hanno entrambi ricevuto la valutazione di “buono” e, con il voto di 2,0, la migliore valutazione nei test del Mesh Wi-Fi. La “Stiftung Warentest” scrive: “Nel test, queste due soluzioni di estensione Wi-Fi di AVM sono le migliori”. Inoltre, a differenza di altri sistemi, i FRITZ!Repeater offrono una funzione di aggiornamento automatico per una maggiore sicurezza. I tre modelli FRITZ!Box si aggiungono alle precedenti vittorie nei test: dopo i test comparativi del 2012, 2017 e 2020, questo è il quarto triplo successo di AVM nel “Stiftung Warentest”. I tre modelli FRITZ!Box sono gli unici prodotti a ricevere la valutazione “molto buono” per tre volte, nelle categorie facilità d’uso, sicurezza e telefonia. Anche il consumo energetico è eccezionale: secondo “Stiftung Warentest”, sia il FRITZ!Box 7530 AX che il FRITZ!Repeater 1200 AX sono “particolarmente efficienti”. Il rapporto dettagliato è disponibile nel numero attuale di “test” (2/2023), la rivista mensile della Stiftung Warentest è online su www.test.de.

Recensione Like a Dragon: Ishin!

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Da grandi sostenitori della serie, non nascondiamo un po’ di emozione nell’aver finalmente tra le mani Like a Dragon: Ishin!, dopo un’attesa di ben nove anni. Questo è infatti l’enorme lasso di tempo che è servito, ad Ishin, per uscire dal suo confinamento nella terra nipponica. Pubblicato nel 2014 per PS3 e PS4, il titolo diventò de facto una esclusiva per il solo Giappone. Tanti i motivi che portarono a questa scelta da parte di SEGA che si possono riassumere in poche righe.

Erano anni molto difficili per il successo occidentale della serie (allora ancora conosciuta con il nome di Yakuza), caduta in un impasse di conversioni con attese bibliche, censure sparse e scarso successo commerciale. Nel fuoco incrociato cadde il quinto capitolo, uscito in terra natia nel 2012 e scivolato nel limbo dei mancati adattamenti. Dal canto suo, SEGA non cessava di sforzarsi di modernizzare la saga, ponderando spin-off e cambi di prospettiva ludica e narrativa. Ishin, giudicato troppo radicale col suo setting storico giapponese per poter generare interesse e profitto in Occidente, rappresentava tuttavia un banco di prova fondamentale per il futuro della serie, introducendo idee che sarebbero sbocciate nel titolo della svolta: Yakuza 0. Il successo planetario, di pubblico e critica, di questo prequel sancì la salvezza del futuro del franchise, tale da decretare persino il miracoloso porting del perduto quinto capitolo nonché l’avvio della rinascita dei capitoli più anziani con il progetto Kiwami. Se oggi Like a Dragon rappresenta una serie affermata e di successo (tale da aver generato la serie spin-off Judgment nonché la rivoluzione jrpg di Yakuza: Like a Dragon), una parte fondamentale del merito è proprio delle idee introdotte in Ishin, diventate baluardi concettuali della serie. Sono tuttavia serviti nove anni (ed il successo di opere come Ghost of Tsushima) per convincere SEGA a dare l’opportunità, ai fan occidentali del brand, di conoscere la storia di Sakamoto Ryoma.

Sviluppato dal Ryu ga Gotoku Studio e pubblicato da SEGA, Like a Dragon: Ishin! è un progetto a metà tra remaster e remake dell’originario titolo del 2014, che catapulta il giocatore lontano dalla Kamurocho contemporanea in favore del periodo bakumatsu del Giappone Edo.

Like a Dragon: Ishin! è disponibile dal 21 Febbraio per PlayStation 4, PlayStation 5, PC (via Steam), Xbox One ed Xbox Series X/S.

Preparatevi a conoscere finalmente la storia di Sakamoto Ryoma.

Versione testata: PlayStation 5


C’era una volta in Giappone

Ishin è ambientato negli anni ’60 del 1800 giapponese, sul finire dell’era Edo. Dopo secoli di chiusure verso il mondo occidentale a causa della politica isolazionista del clan Tokugawa, il Giappone vive un capitolo tormentato della sua storia dopo l’arrivo delle navi occidentali in Oriente. L’incontro con culture diverse contribuì a suscitare un crescente sdegno verso il rigido sistema classista del bakufu (altro nome per indicare lo shogunato), spaccando di fatto la popolazione in due schieramenti. Da un lato, i lealisti che caldeggiavano il ritorno dell’Imperatore al posto dello shogun, per porre fine alle iniquità sociali. Dall’altro lato, la corrente conservatrice a sostegno del bakufu dei Tokugawa, intenta a preservare gli interessi giapponesi e l’organizzazione statale e sociale esistente.

Un contesto storico probabilmente inedito alla maggior parte del pubblico occidentale (ahinoi, nei percorsi scolastici a malapena si arriva a studiare la recente storia italiana, figuriamoci le vicende giapponesi dell’ottocento), sul quale il Ryu ga Gotoku Team traccia una storia a metà tra realtà storica e verosimiglianza.

In Ishin troverete volti noti presi da tutta la serie.

Vestiremo i panni di Sakamoto Ryoma, accusato ingiustamente di essere l’assassino del proprio padre adottivo Yoshida Toyo, un importante e stimato magistrato di Tosa intento ad organizzare la rivolta dei lealisti contro il bakufu. Costretto alla fuga per salvare sé stesso e suo fratellastro Takechi Hanpeita (leader del Partito Lealista), Ryoma deciderà di trovare il vero assassino. Una ricerca che lo condurrà a Kyo e che lo costringerà ad assumere la falsa identità di Saito Hajime per potersi infiltrare nella violenta forza di polizia Shinsengumi, istituita dal bakufu per combattere i lealisti.

Come da tradizione per i titoli della serie, anche Like a Dragon: Ishin! propone una trama profonda, graziata da personaggi interessanti e stratificati. Il dualismo alla base della storia, un leitmotiv di molte sceneggiature firmate dal Ryu ga Gotoku Team, si intreccia con il racconto storico regalando suggestioni affascinanti in cui si sbiadiscono i contorni del giusto e dello sbagliato per raccontare una storia fatta di uomini ed ideali. Una trama dunque estremamente intrigante (e per certi versi, anche più chiara rispetto ad alcuni intrecci di altri titoli della serie) che dimostra la duttilità della serie. Abbiamo molto apprezzato inoltre la presenza di un Glossario che fa luce su alcuni termini e concetti squisitamente giapponesi, anche se ci sarebbe piaciuto una maggiore quantità di voci.

A livello tecnico, Like a Dragon: Ishin! resta tuttavia un titolo del 2014 nonostante il restyling effettuato sposando l’Unreal Engine 4 (anziché proseguire con il Dragon Engine proprietario). Se i personaggi principali sono adesso molto più particolareggiati e ricchi di dettagli (grazie anche al totale redesign di parte del cast), il distacco con le ambientazioni ed i comprimari è significativo. Un divario tecnico e visivo che palesa le origini crossgen del titolo originario, che mette in evidenza animazioni spesso datate e paesaggi fin troppo spogli. Anche i frequenti caricamenti, inevitabili nel 2014, trovano poca logica con le piattaforme moderne. L’atmosfera, fortunatamente, compensa in gran parte le mancanze tecniche, grazie anche ad una cura evidente nella rappresentazione del Giappone di fine ottocento. Probabilmente, però, si poteva fare qualcosa di più.

L’atmosfera non manca mai, anche se a tratti alcuni passaggi sono eccessivamente spogli.

Danza della spada

Contrariamente al sodalizio con la struttura JRPG sposata con il recente Yakuza: Like a Dragon, Ishin proviene da un periodo storico in cui il team di sviluppo cercava soluzioni di gameplay per svecchiare un sistema di combattimento diventato progressivamente statico.

In questo senso e per la prima volta nella saga, l’avventura di Ryoma ci mette nei panni di un personaggio con quattro stili di combattimento, da poter gestire in tempo reale nel corso dell’azione. Il protagonista potrà dunque fare affidamento sui suoi pugni, nonché su contrattacchi e soluzioni improvvisate, ma anche sulle sue abilità da samurai. L’influsso occidentale permetterà poi a Ryoma di usare un revolver per soluzioni dalla distanza, fino ad un inedito stile in cui si fonderà l’uso contemporaneo della spada e dell’arma da fuoco. Ciascuno stile è ben caratterizzato e segue uno sviluppo indipendente, permettendo al player una buona fluidità nella gestione dei combattimenti.

Ryoma sa essere estremamente elegante in combattimento.

Si tratta di una evoluzione di gameplay figlia dei diversi stili individuali introdotti con Yakuza 4 e che, grazie ad Ishin, son diventati un elemento che ha contribuito al rilancio della serie con Yakuza 0. La differente realtà storica alla base di questo capitolo trasmette una certa freschezza all’esperienza ludica, nonostante gli anni trascorsi. Ovviamente, si tratta di un sistema di combattimento non raffinato come quello visto nei recenti capitoli della serie principale o di Judgement, ma altrettanto ricco di personalità anche grazie al peso rivestito dall’equipaggiamento e dal supporto della Shinsengumi.

Katane, revolver ed accessori potranno infatti essere forgiati e potenziati efficacemente per affrontare le sfide sul cammino di Ryoma. Un sistema piuttosto profondo che permette di sfruttare i materiali raccolti per dar vita ad equipaggiamenti nuovi di zecca, oppure per infondere speciali qualità offensive o difensive ai vostri pezzi preferiti.

Anche la Shinsengumi tuttavia vi darà manforte: come membro dello speciale corpo armato, Ryoma (anzi, Saito) potrà sfruttare abilità speciali attraverso carte rappresentanti i compagni d’armi. Assistiamo così ad un tripudio di opzioni, da attacchi elettrici e stordenti, passando per boost offensivi e cure istantanee. Le carte, inoltre, potranno essere upgradate con l’uso, diventando sempre più potenti. Se nel capitolo originario questa funzionalità era vincolata a speciali missioni svolte per il bakufu, Like a Dragon: Ishin! l’ha estesa all’intero gioco. Una scelta che ci aveva lasciati interdetti al momento dell’annuncio, temendo un eccessivo distanziamento dall’esperienza ludica originaria. Tuttavia, un pericolo che ci sentiamo di smentire, grazie ad un ottimo lavoro di bilanciamento che trasmette un costante e gratificante senso di progressione.

Andando avanti i nemici saranno molto resistenti, per cui la Shinsengumi vi darà una grossa mano.

Vita dei campi… e non solo

Ovviamente, anche Ishin preserva la ricchezza ed eterogeneità di contenuti cari alla saga. Accanto dunque ad una storia principale appassionante, il titolo mette sul piatto un enorme quantità di contenuti supplementari.

Spazio dunque alle classiche missioni secondarie, presenti in ottima quantità e che costituiscono la valvola di sfogo della estrosità e follia squisitamente giapponesi. Senza farvi spoiler, preparatevi a prestare orecchio a casalinghe disperate e muscoli ad artigiani affranti, ma anche una mano a samurai innamorati e cani randagi. Ishin regala il classico dipinto di personaggi e storie imprevedibili, calate in un contesto storico molto diverso dal Giappone contemporaneo. Aiutare la popolazione porterà inoltre risvolti positivi: non solo potrete stringere rapporti di amicizia, ma anche incrementare la vostra popolarità generale, che vi permetterà di accedere a speciali potenziamenti presso i santuari.

Altrettanto ovviamente, in Ishin non mancheranno altresì un numero elevato di minigiochi e passatempi. Accanto ai classici giochi di azzardo, il karaoke o la pesca, Ryoma si troverà impegnato in attività consone con il periodo storico. Ecco dunque la possibilità di cucinare piatti tipici, ma anche di cimentarsi nella danza buyo o nella corsa tra galli, allenarsi tagliando al volo palle di cannone o spaccando legna e molto altro.

Anche servire i giusti piatti è un’attività impegnativa.

Una speciale menzione deve essere rivolta alla modalità Another Life. Ryoma si ritroverà infatti, nel corso della storia, in possesso di una casa di campagna. Qui sarà possibile dedicarsi ad un elevato numero di attività, in pieno stile life simulator. Potremo dunque gestire i cicli produttivi del nostro campo, seminando a piacere ortaggi. Con i frutti del nostro duro lavoro potremo preparare manicaretti e decidere di imbastire un ricco commercio. Migliorare l’abitazione permetterà poi di incrementare le nostre possibilità, nonché di migliorare la relazione con la giovane ragazza che ci darà una mano (non vi diamo indizi al riguardo, ma potete immaginare di chi siano le sue sembianze).

Alcuni ortaggi crescono più rapidamente, altri invece garantiscono raccolti più consistenti.

Commento finale

Like a Dragon: Ishin! arriva finalmente in Occidente a distanza di nove anni dalla originaria ed esclusiva release giapponese per console Sony. Una operazione a metà tra remake e remaster che permette di apprezzare una storia affascinante nel Giappone del tardo periodo Edo, impreziosita da idee di gameplay che avrebbero segnato una svolta per il futuro della saga. Nonostante gli anni passati si facciano vedere sul versante tecnico, Ishin è un titolo eccellente che saprà rapire non solo i fan di Ryu ga Gotoku ma anche tutti coloro in cerca di un pretesto per avvicinarsi alla saga.

Resident Evil 4 Remake: preload disponibile su Xbox Series X|S

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Mancano ormai poche settimane al ritorno di Resident Evil 4, l’opera di Remake che Capcom ha presentato lo scorso anno. Mosso dal sempreverde (e performante) RE Engine, la nuova versione dell’avventura di Leon ed Ashley è senza dubbio una delle più attese di questa prima parte dell’anno (ed il recente video pubblicato lo dimostra ulteriormente).

Per dare modo ai giocatori di essere perfettamente pronti ad affrontare l’avventura, nelle recenti ore è stato abilitato il preload su Xbox Series X|S per tutti coloro che hanno prenotato digitalmente il titolo. Questa particolare funzione ci dà inoltre modo di conoscere il peso totale del gioco che, stando a quanto riportato dai vari utenti, si attesta sui 67,18 GB.

Al momento il download non è previsto sulle altre piattaforme, anche se dovrebbe essere unicamente questione di tempo, considerata l’uscita fissata per il prossimo 24 marzo. Qualora voleste sapere tutto ciò che attualmente è di dominio pubblico lato informazioni ufficiali sulla produzione, vi rimandiamo al nostro speciale dedicato.

Pokémon Scarlatto e Violetto: l’ultimo update potrebbe corrompere i salvataggi

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La scorsa settimana Game Freak ha pubblicato un nuovo aggiornamento per Pokémon Scarlatto e Violetto, precisamente la versione 1.2. Stando però a quanto è emerso recentemente sul web, la patch non conterrebbe solo miglioramenti tecnici per il titolo, ma anche una sinistra problematica.

Tramite Reddit infatti, hanno fatto capolino diverse segnalazioni che riportano la corruzione e la successiva perdita dei dati di salvataggio del gioco. Al momento si contano una dozzina di casi, molto probabilmente legati da una certa serie di azioni che portano all’attivazione del pericolosissimo bug.

Gli utenti colpiti (che si sono visti annullare centinaia di ore di gioco senza trovare una soluzione di ripristino), hanno contattato Nintendo, che per il momento ha risposto con un semplice: “Stiamo analizzando la cosa”.

Ovviamente attendiamo una risposta in tempi rapidi da parte di Nintendo e Game Freak, per sapere se vi sono dei piani di ulteriore aggiornamento per il titolo.

The Last of Us – Serie HBO, tutte le canzoni della colonna sonora – episodio 8

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The Last of Us di HBO, ha “traumatizzato” il suo pubblico per la penultima volta (almeno per quanto riguarda la prima stagione). Infatti, l’ottavo episodio, “When We Are in Need” è stato a dir poco incredibile, sia in termini visivi e sia per quanto riguarda narrazione ed evoluzione dei personaggi.

ATTENZIONE SPOILER

Joel, è ancora gravemente ferito e le ultime scorte di cibo, sono ormai agli sgoccioli. Per questo motivo, Ellie è “costretta” ad uscire dal nascondiglio per andare a caccia. Visivamente preoccupata, ma più determinata che mai, riesce a ferire un cervo, che di lì a poco esalerà il suo ultimo respiro. E lo farà in una zona apparentemente tranquilla ma che invece nasconde un pericolo. Il pericolo si chiama David, una sorta di reverendo che, insieme a James, capeggia un gruppo di sopravvissuti che Ellie e Joel sembrano – almeno all’apparenza – non aver ancora incontrato. La comunità ha attraversato momenti difficili, avendo subito perdite e scarsità di cibo e rifornimenti. Dopo aver predicato un sermone al gruppo, David e James discutono i loro prossimi passi e come intendono trovare del cibo.

Trovano un cervo morto nel bosco, lo stesso ferito da Ellie, subendo un’imboscata dalla stessa, che punta un fucile nella loro direzione … l’episodio continua, culminando in una resa dei conti piuttosto tesa fra Ellie e David (che i fan del primo capitolo targato Naughty Dog, ricorderanno sicuramente). L’antagonista dell’episodio ha inizialmente la meglio sul personaggio di Bella Ramsey e, nei suoi ultimi momenti (prima che Ellie riesca finalmente ad ucciderlo con una mannaia), mostra il suo vero volto e il male agghiacciante che ha dentro di sé. Joel raggiunge Ellie all’indomani dell’orribile epilogo. Entrambi feriti e scossi, si allontanano e i titoli di coda iniziano a scorrere con una colonna sonora che sembra progredire attraverso il suono di una chitarra malinconica tipica della colonna sonora del gioco originale.

Tutte le canzoni dell’episodio, When We Are in Need di The Last of Us

  • The Last of Us (You and Me) – Gustavo Santaolalla
  • Allowed To Be Happy – Gustavo Santaolalla
  • Unbound – Gustavo Santaolalla
  • Blue Eyes – Rayz

ATTENZIONE SPOILER

Perché Joel chiama Ellie “bambina”?

Come anticipato, alla fine dell’episodio, Ellie si riunisce con Joel e la coppia condivide un abbraccio affettuoso mentre l’episodio si conclude. Un momento non soltanto fortemente emotivo ma anche fondamentale per quanto riguarda il rapporto dei due protagonisti.

Fino a questo punto della serie, Joel è rimasto molto distante emotivamente da Ellie, per paura di affezionarsi. È persino arrivato al punto di affidare a Tommy il compito di “consegnarla” alle Luci per pura paura di fallire.

Tuttavia, mentre la coppia si abbraccia alla fine dell’episodio, Joel rassicura Ellie arrivando a chiamarla “bambina”. L’uso di queste parole fa chiaramente comprendere come Joel stia iniziando a provare un attaccamento verso Ellie, che ora è diventata la sua figlia surrogata e non lascerà che le venga fatto del male perché non ha intenzione di ripetere gli errori del passato.

Detto questo, preparatevi per il finale di stagione (Look for the Light) di The Last of Us di domenica prossima.

Final Fantasy 16 è ispirato a molte opere, come Il Trono di Spade e God of War

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Final Fantasy 16

Dopo le pubblicazioni delle varie anteprime, il grosso capitolo denominato Final Fantasy 16 ha iniziato ad arricchirsi giorno dopo giorno con succosi dettagli in merito al proprio sviluppo.

Nelle recenti ore, per mezzo di un’intervista, il team di Square Enix ha voluto esternare le varie fonti di ispirazioni utilizzate per creare il mondo e la trama di gioco. Vi è subito da precisare che l’elenco delle opere che hanno fatto da musa al sedicesimo capitolo della serie è ben nutrito.

Il Director, Naoki Yoshida, ha infatti affermato che una delle principali “fonti” è stata la saga del Trono di Spade, soprattutto il libro dedicato alle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, oltre che ovviamente la serie televisiva. Per quanto riguarda invece il combattimento, il Director ha citato spunti da Ultraman, Godzilla, Neon Genesis Evangelion e L’Attacco dei Giganti.

Gli altri membri del team hanno poi citato titoli come God of War (Hiroshi Takai), John Wick e Blade (Ryota Suzuki).

La squadra ha poi concluso affermando questo:

Sono tutte cose che ci piacciono e da cui abbiamo tratto ispirazione, e ne ritroverete dei frammenti nel gioco perché amiamo questo genere di show.

Recensione in pillole Pronty

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Ci sono produzioni indipendenti che, per mancanza di pubblicità o clamore mediatico, talvolta passano senza lasciare traccia come questo Pronty. Uscita quasi un anno e mezzo fa per PC (via Steam), la produzione 18Light Game e FunZone Games è scivolata via nell’indifferenza generale di pubblico e critica. Un triste anonimato che spesso decreta la fine prematura di un progetto (se non addirittura del team di sviluppo) per motivazioni talvolta estranee alla effettiva qualità. In occasione dell’arrivo di Pronty sulla console Nintendo, abbiamo l’occasione di fare luce ad una produzione modesta, ma dall’indubbio fascino.

Edito da 18Light Game Ltd., CE-Asia, Joy Brick e Mayflower Entertainment, il titolo è un piacevole metroidvania ambientato in un mondo subacqueo graziato da una direzione artistica attenta e raffinata.

Pronty è disponibile dal 7 Marzo per Nintendo Switch sotto l’etichetta Happinet Indie Collection di Happinet Corporation.

In fondo al maaaar…

Versione testata: Nintendo Switch


Che gioco è?

Pronty si presenta come un classico metroidvania con la particolarità di essere ambientato completamente sottacqua.

In un imprecisato futuro in cui l’umanità ha scelto di vivere in città subacquee, vestiremo i panni squamosi del giovane Pronty, un ibrico uomo-pesce incaricato di difendere i più deboli nel suo ruolo di Guardiano. Le persone infatti vivono sotto la minaccia di creature marine corrotte da rifiuti tossici, che hanno portato alla nascita di abomini spaventosi. Solo i Guardiani come Pronty dispongono delle abilità necessarie per portare a termine il compito. Quando un’oscura minaccia incomberà, Pronty ed il suo partner Bront dovranno agire per difendere la decaduta città di Royla.

Bioshock, Bioshock everyhere

Quello che colpisce della produzione 18Light Game e FunZone Game è indiscutibilmente la curatissima presentazione visiva. Pronty è una gioia per gli occhi, grazie ad animazioni particolareggiate e ad una direzione artistica ispirata. Proprio quest’ultima risulta essere a metà tra la Rapture di Bioshock e le suggestioni stilistiche del più recente The Knight Witch, per un risultato decisamente convincentente. Gran parte del merito è da rintracciare nella resa del mondo subacqueo, tramite l’utilizzo di un’attenta effettistica visiva nonché sonora. Il comparto audio è altrettanto stimolante, con musiche sempre idonee ad accompagnare l’azione a schermo.

Anche la versione Switch si può fregiare di una qualità elevata, con una resa sempre puntuale soprattutto in modalità docked. Estremamente gradevole anche in modalità portatile, anche se le dimensioni ridotte dello schermo non fanno giustizia alla ricchezza dei dettagli delle ambientazioni e dei personaggi. Dobbiamo tuttavia segnalare qualche incertezza nel framerate, soprattutto durante gli scontri più concitati. Niente che possa pregiudicare il godimento del titolo, anche se auspichiamo un miglioramento della situazione tramite patch.

In alcuni frangenti il framerate zoppica un po’.

Perché giocarlo?

Le particolarità ludiche di Pronty si dividono a metà tra la tradizione tracciata dai classici del genere e qualche idea interessante. Se non stupisce infatti vedere, ad esempio, un sistema di upgrade in stile amuleti di Hollow Knight o un ricco bestiario con note esplicative, è nel sistema di combattimento che si può riscontare qualche proposta intrigante.

Sotto quest’ultimo aspetto, il sistema di combattimento è strettamente connesso alla libertà di movimento concessa al protagonista. Libero di muoversi a piacimento nelle acque, dovrà sfruttare le abilità a propria disposizione per avere la meglio sui nemici. Bront rappresenterà lo strumento offensivo del team, mentre Pronty dovrà perlopiù sfruttare la propria mobilità per schivare gli attacchi e mettersi in posizione di vantaggio. La particolarità di Pronty è tuttavia legata alla sua schivata, al contempo mezzo difensivo e soluzione offensiva. Passare attraverso i nemici durante la schivata permetterà infatti di marchiarli, permettendo a Bront di infliggere molti più danni. Ne deriva un sistema di combattimento a metà tra strategia ed offensiva, meno dissimile ad uno sparatutto a scorrimento di quanto potrebbe apparire. Ed ovviamente, occhio alla stamina di entrambi.

Nei momenti concitati, occhio alla stamina.

Pur non offrendo una longevità sensazionale (i più esperti potranno finirlo in circa sei ore, che possono arrivare ad una decina facendo ogni cosa), il titolo offre un’ottima varietà di situazioni. L’assenza (per motivi ambientali) di sezioni platform viene compensata da una nutrita selezione di sfide di abilità. Puzzle e gare di velocità renderanno dunque vario l’incedere del duo di protagonisti, ricompensati da abilità crescenti che apriranno le porte a nuove strade. Un particolare plauso per i boss, sempre ben caratterizzati e con pattern interessanti, nonché emblemi dei picchi di difficoltà del gioco. Davvero un bel pacchetto, soprattutto in considerazione di un invitante price tag da 14,99€.

Alcuni boss sposteranno l’asticella verso suggestioni da bullet hell.

Perché no?

Pronty sembrerebbe dunque il classico esempio di piccola perla videoludica, dimenticata da tutto e da tutti. Per certi versi, lo è, pur dovendo fare i conti con qualche problematica.

Anzitutto, la natura metrodivania del titolo non è così pronunciata come avremo auspicato. Il proliferare di questo genere nel mondo delle produzioni indipendenti ha avuto, come contrappeso, una progressiva difficoltà a proporre con originalità un level design ampio, variegato e colmo di personalità. Dal canto suo, Pronty propone un mondo convincente, variopinto e strutturato, tuttavia spesso troppo blando e piatto. Nonostante la presenza di una mappa interconnessa e di una latente necessità di backtracking per ottenere il pieno completamento, la sensazione dominante è quella di una sostanziale linearità dell’esperienza. Più che un mondo coeso, il feeling è quello di una serie di buoni livelli connessi tra loro. Un aspetto che potrebbe essere visto di buon occhio dai novizi, ma con diffidenza dai fan del genere.

Strutturalmente la mappa è abbastanza lineare, per il genere di riferimento.

Al di là dell’aspetto strutturale, anche la trama del titolo non è curata come il comparto artistico. La scelta, voluta dagli sviluppatori, di focalizzarsi più su singole storie di alcuni personaggi e sulla narrazione indiretta, porta tuttavia a qualche problema di empatia. Alcuni player infatti, consci anche di una leggera saturazione di questo genere, potrebbero non essere stimolati da una narrazione così blanda e frammentata. Ne deriva il rischio di non risultare troppo appassionante, nonostante gli evidenti sforzi produttivi profusi.

Da ultimo, qualche perplessità anche sul sistema di combattimento. Nonostante sia funzionale e sommariamente divertente, ci è sembrato meno reattivo e spigliato di produzioni concettualmente simili come il citato The Kinght Witch. Colpa forse di qualche hitbox non calibrate alla perfezione, soprattutto nel dash.

La trama purtroppo non è particolarmente ispirata.

Commento finale

L’arrivo di Pronty su Nintendo Switch ci permette di rendere un po’ di giustizia ad un titolo ingiustamente ignorato all’epoca della sua release su PC. La produzione 18Light Game e FunZone Game è un’avventura acquatica solida e divertente, caratterizzata da una direzione artistica preziosa che richiama le suggestioni di titoli blasonati. Una narrazione blanda ed un level design fin troppo lineare impediscono al titolo di aspirare a traguardi maggiori. Ma se cercate un metroidvania solido e con un ottimo rapporto qualità prezzo, Pronty vi darà qualche soddisfazione.

Hogwarts Legacy: rinviate nuovamente le versioni PS4 e Xbox One

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Hogwarts Legacy ha rappresentato uno dei titoli più giocati e di maggior successo di questa prima parte del 2023. Tuttavia, il grande risultato di vendita del gioco Avalanche ha finora conteggiato unicamente le versioni PC, PS5 ed Xbox Series X|S.

Le piattaforme oldgen sono infatti costrette ad aspettare ancora di più rispetto all’originale piano di pubblicazione. Warner Bros. recentemente ha diramato una comunicazione atta ad esternare un nuovo rinvio del gioco su PS4 ed Xbox One. Hogwarts Legacy vede ora come data di uscita il prossimo 5 maggio, anziché il 4 aprile (la versione Nintendo Switch non ha invece subito modifiche, confermando quindi il 25 luglio).

Non vi sono state delle motivazioni chiare a giustificare questa azione, se non la semplice richiesta da parte dello studio di più tempo per affinare il titolo in tutte le sue funzioni.

Recensione Jurassic World Aftermath Collection (PSVR2)

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Jurassic World Aftermath Collection PSVR2

Dopo averlo recensito su Quest 2 dove lo consideriamo tra i più interessanti survival horror presenti sulla piattaforma portatile di Meta, Jurassic World Aftermath Collection arriva anche su PSVR 2. Siete pronti a tornare su Isla Nublar?

Che gioco è?

Jurassic World Aftermath Collection è ambientato a cavallo tra Jurassic World e Jurassic World – Il regno distrutto, secondo capitolo della nuova trilogia con Chris Pratt. Nei panni di un esperto di sicurezza schiantatosi sull’isola, dovremo provare ancora una volta a sopravvivere all’isola ora sotto il totale controllo dei dinosauri dopo gli eventi del primo film Jurassic World.

L’opera di Coatsink è un titolo a metà strada tra un puzzle game, un’avventura grafica in prima persona e un survival a tinte horror che, per certi versi, ricorda da vicino Alien Isolation. A stalkerizzarvi però stavolta non c’è lo xenomorfo ma terrificanti dinosauri in cerca del loro prossimo pasto.

Originariamente pubblicato in due episodi, sia per PCVR che per Quest 2 stand alone, il gioco arriva ora sul visore di Sony in una raccolta che comprende entrambi i capitoli. Si tratta quindi di un’avventura che nella sua totalità vi terrà impegnati almeno 8 ore, una longevità più che buona per i titoli in VR.

Perché giocarlo

Sebbene Jurassic World Aftermath Collection alterni fasi da puzzle game in cui dovremo sbloccare meccanismi e porte ad altre da avventura interattiva piuttosto basica, il gioco dà il meglio di sé durante le fasi stealth. L’obiettivo del gioco è provare a mettersi in contatto con il mondo esterno e chiamare soccorsi e per farlo dovremo risolvere semplici puzzle ambientali, sparsi nelle cinque aree di cui è composta la mappa. Nel nostro tentativo saremo ostacolati dai temibili predatori pronti a trasformarci nel loro pasto. Dovremo perciò nasconderci sotto una scrivania o un armadietto, spostarci nell’ombra (a volte totalmente al buio) evitando di fare anche il benchè minimo rumore per non essere scoperti, o utilizzare gadget per distrarre i diversi dinosauri mentre ci spostiamo. Nel gioco sono presenti un discreto numero di dinosauri, a partire dagli Pteranodonte delle fasi iniziali, ai velociraptor, passando naturalmente per sua maestà T-Rex. La version PSVR2 introduce anche Dino Viewer che permette ai giocatori di avvicinarsi ai dinosauri e di conoscerli da vicino.

Il gioco vi terrà costantemente con il fiato sospeso grazie soprattutto ad un comparto audio davvero ben realizzato che fa largo uso dello straordinario materiale originale. Sotto questo punto di vista, potremmo quasi dire che si tratta di un eccezionale “fan service” inteso nel senso buono del termine.

Tutto è studiato per esaltare i fan della pellicola, a partire dai versi terrificanti dei velociraptor le cui campionature sono le stesse di quelle dei film, passando per una colonna sonora ripresa direttamente da quella memorabile composta da John Williams, fino ad arrivare allo straordinario doppiaggio originale che comprende persino Jeff Goldblum e Laura Bailey (la doppiatrice di Abby in The Last of Us Part II) nei panni della dottoressa Mia Everett, la nostra guida nel complesso di Isla Nublar. Non c’è un doppiaggio in italiano, ma i sottitoli sono ben gestiti e chiari, ma del resto con un cast così non ne sentirete davvero la mancanza.

Discreto il numero di opzioni comfort, con tre settings preimpostati ed un quarto personalizzabile. Manca il teletrasporto, ma è possibile regolare velocità e direzione dello spostamento, della rotazione e c’è anche un’opzione per il gioco da seduti.

Perché no

Dal punto di vista tecnico, se su Quest 2 non potevamo che apprezzare la scelta di abbandonare ambientazioni 3D fotorealistiche, sicuramente non adatte all’hardware modesto del visore di Meta, su PSVR2 nonostante qualche miglioria interessante che si sostanzia in un miglioramento del framerate e della risoluzione delle texture oltre nell’introduzione dell’illuminazione volumetrica, continuano a sussistere gli stessi identici limiti tecnici della versione Quest 2.

Sia chiaro siamo dei grandi sostenitori della grafica in cel shading, e anche in questo Jurassic World Aftermath, l’ossimoro tra la grafica cartoonesca e le atmosfere horror, funziona ancora benissimo. Il problema è un altro. Il problema è che non sempre less is more.

In Jurassic World Aftermath ci si muove quasi esclusivamente in ambienti chiusi e piuttosto spogli, privi di ogni dettaglio di rilievo. Le cinque macroaree sono piccole e limitate e vedere caricamenti mentre ci si sposta da un’area all’altra non è francamente giustificabile. Manca ogni possibilità di interazione con l’ambiente, anche se solo fittizia, con quache oggetto sparso qui e là – alla Call of the Mountain per intenderci – ed è assente ogni tipo di ottimizzazione per il visore VR di Sony se si esclude il feedback aptico sul visore. Niente eye tracking, niente grilletti adattivi.

Questi aspetti, sui quali siamo ben disposti a chiudere entrambi gli occhi in cambio della flessibilità garantita dal visore stand alone Quest 2, su PSVR2 viste le capacità hardware della console di Sony, diventano francamente inaccettabili. Ancora una volta, il lavoro di conversione si è limitato a portare un gioco che su Quest 2 funziona benissimo, ma su PSVR 2 appare decisamente sottotono, privo di aggiunte di rilievo.

La sensazione, brutta, è che si sia tentato di sfruttare la finestra di lancio di PSVR2 per vendere qualche copia in più con il minimo sforzo e senza investire grossi capitali nell’adattamento. Siamo troppo maliziosi? Beh, a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

Commento finale

Jurassic World Aftermath è un titolo eccellente per Meta Quest 2, ma decisamente sottodimensionato su PSVR 2. I punti di forza che avevamo apprezzato sul visore stand alone di Meta ci sono ancora tutti, a partire da un setting suggestivo e da meccaniche di gioco che sicuramente tengono alta la tensione del giocatore per tutte le otto ore di gioco necessarie a vedere i titoli di coda, senza contare lo straordinario comparto audio. Tuttavia il lavoro di Coatsink su questa versione PSVR2 si è limitato al semplice porting di un gioco che girava su un hardware di cellulare. Di certo non ci aspettavamo un remake, ma quanto meno di trovare ambienti più ricchi, l’assenza di caricamenti, e qualche feature specifica per il nuovo visore. Attendere qualche settimana in più per provare a sfruttare meglio le caratteristiche di PSVR2, avrebbe sicuramente reso più giustizia a questo titolo e alla straordinaria proprietà intellettuale da cui deriva. Non ci sentiamo di bocciarlo del tutto però, anzi; se siete fan di Jurassic Park e dei dinosauri, non avete giocato la versione Quest 2 e cercate un gioco survival horror divertente e stiloso che vi consenta di non morire di infarto al primo jumpscare, Jurassic World Aftermath Collection è sicuramente da tenere in considerazione.

Annunciato Cities: Skylines II

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Paradox Interactive e Colossal Order hanno annunciato oggi Cities: Skylines II, un sequel rivoluzionario del loro noto simulatore di città.

Cities: Skylines II offre la simulazione più realistica mai creata, in cui i giocatori potranno costruire qualsiasi tipo di città che possano immaginare e seguire la sua crescita da piccolo villaggio a vivace metropoli. Dalle singole abitazioni, all’economia e al sistema di trasporti della città, Cities: Skylines II offre una simulazione profonda e coinvolgente che accoglie sia i nuovi giocatori che i veterani. Cities: Skylines II sarà disponibile su PC, Xbox Series X|S e PlayStation 5 nel corso dell’anno.

Ecco di seguito il trailer di annuncio.

Cities: Skylines II, una rivisitazione moderna del genere city building, permette ai giocatori di creare e gestire città che prendono vita come mai prima d’ora, complete di sistemi di trasporto ed economici riprodotti realisticamente, un’infinità di opzioni di costruzione e personalizzazione e funzionalità avanzate di modding. Presentato durante il Paradox Announcement Show 2023, il titolo fa evolvere ulteriormente il genere city-building, permettendo ai giocatori di creare le città dei loro sogni con il sandbox di costruzione di città con più possibilità al mondo.

Sviluppato da Colossal Order, sviluppatore acclamato dalla critica, Cities: Skylines è stato lanciato nel 2015 per PC. Negli ultimi otto anni è stato portato su numerose piattaforme con dozzine di DLC e oltre 12 milioni di copie vendute. L’accuratezza e la profondità della simulazione si sono guadagnate il rispetto degli urbanisti professionisti, che utilizzano Cities: Skylines per risolvere problemi nel mondo reale.

“Cities: Skylines ha stabilito un nuovo standard per i giochi di costruzione di città quando è stato lanciato otto anni fa, e siamo incredibilmente orgogliosi del suo impatto. Abbiamo creato una community molto attiva attorno a Cities e abbiamo fatto conoscere a molti il city-building per la prima volta“, ha dichiarato Mariina Hallikainen, CEO di Colossal Order. “Ora, abbiamo sfruttato gli anni di esperienza che abbiamo acquisito per fare un nuovo passo avanti nel genere dei city builder, ancora una volta, per la nostra community e per i nuovi giocatori“.

Il brand Cities è stato una parte importante del catalogo di giochi di Paradox per oltre un decennio. Cities: Skylines è un grande successo che ha venduto milioni di copie, ha accolto più di 5,5 milioni di nuovi giocatori solo lo scorso anno e ha gettato le basi per Cities: Skylines II”, ha dichiarato Fredrik Wester, CEO di Paradox Interactive. “Con una quantità di personalizzazione e controllo senza precedenti, Cities: Skylines II continuerà a superare i limiti di questo franchise di city-building”.

Per saperne di più, è possibile visitare il sito web di Cities: Skylines II e seguire per ulteriori informazioni e aggiornamenti i forum ufficiali, Twitter, Instagram e Discord. I fan potranno attendere ulteriori rivelazioni e gameplay nei prossimi mesi e festeggiare l’ottavo compleanno di Cities: Skylines il 10 marzo.

Deck Revealed: l’app che ogni utente Steam Deck deve avere

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In questa guida vi mostriamo perchè ogni utente Steam Deck che si rispetti debba installare la Deck Revealed Beta App, una One-Stop Shop App con la quale è possibile installare utilissime web app per Steam Deck come Netflix, Spotify, Disney+ e Xbox Cloud Gaming con un semplice click.

Questa app vi permette anche di installare popolari utility App come Cryoutilites, EmuDeck e Deckyloader in maniera rapida ed organizzata.

Guida all’installazione:

  • Andate al seguente sito CLICK dalla vostra Steam Deck
  • Eseguite il download della Beta App (Deck Revealed Beta)
  • Andate nella vostra cartella dei download ed eseguite il file appena scaricato (Deck Revealed.desktop)
  • Una volta finita l’installazione cercate ed aprite la Deck Revealed App sulla home di Steam in modalità Gaming Mode
  • Andate nel menu App e cercate l’applicazione che desiderate installare su Steam Deck (ad esempio Netflix o YouTube)
  • Cliccate su Add to Steam ed il gioco è fatto!

Fine! Una volta installate le apps di vostro gradimento le troverete tutte ben organizzate dentro Deck Revealed, ma anche sulla home di Steam, tutte a portata di click. Alcune sezioni della app sono ancora in sviluppo e saranno disponibili nel prossimo futuro, ma già adesso risulta essere un gamechanger per la maggior parte degli utenti della portatile Valve.

Avete visto anche i migliori accessori per Steam Deck secondo la redazione di 4News.it?

WWE 2K23, ecco l’elenco dei contenuti post-lancio

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2K ha svelato la tabella di marcia per gli aggiornamenti dei contenuti post-lancio* di WWE 2K23, con le Superstar WWE più amate dai fan, le Leggende e diverse stelle nascenti di NXT che fanno il loro debutto nel franchise.

In totale, saranno disponibili cinque pacchetti di contenuti post-lancio con 24 nuovi personaggi giocabili, che offriranno ai giocatori nuovi incontri per i mesi a venire. I pacchetti di contenuti post-lancio sono disponibili per l’acquisto individuale, mentre il set completo di pacchetti è incluso nel Season Pass** e nella Deluxe Edition.

Le superstar del DLC includono: il tre volte ex campione del mondo Bray Wyatt, gli ex campioni tag team di Raw Luke Gallows e Karl Anderson, i WWE Hall of Fame Scott Steiner e Rick Steiner, l’icona di Hollywood Zeus, il commentatore di SmackDown e cinque volte campione intercontinentale Wade Barrett e la tre volte campionessa WWE Divas Eve Torres.

Di seguito i nomi dei pacchetti, le date e le aggiunte degne di nota:

  • Steiner Row Pack (19 Aprile): Scott Steiner; Rick Steiner; Top Dolla; Ashante Adonis; B-Fab – Solo Manager, non Superstar giocabile.
  • Pretty Sweet Pack (17 Maggio): Karl Anderson; Luke Gallows; Tiffany Stratton; Elton Prince; Kit Wilson.
  • Race to NXT Pack (14 Giugno): Harley Race; Ivy Nile; Wendy Choo; Tony D’Angelo; Trick Williams.
  • Revel with Wyatt Pack (19 Luglio): Bray Wyatt; Zeus; Valhalla; Joe Gacy; Blair Davenport.
  • Bad News U Pack (16 Agosto): Eve Torres; Wade Barrett; Damon Kemp; Andre Chase; Nathan Frazer.

Il Season Pass include inoltre il MyRISE Mega-Boost, con 200 punti attributo aggiuntivi, oltre al Supercharger, che sblocca tutte le WWE Legends del gioco base e le arene dei throwback.

WWE 2K23 Deluxe Edition sarà disponibile dal prossimo 14 Marzo 2023.

WWE 2K23 Standard Edition sarà disponibile dal prossimo 17 Marzo 2023.

Per maggiori informazioni su WWE 2K23, visitate il sito ufficiale, diventate fan su Facebook, seguite il gioco su TikTok, Twitter, Instagram ed iscrivetevi su YouTube.

Marvel’s Wolverine: emergono dettagli sul doppiatore originale

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Nelle recenti ore sono emerse alcune indiscrezioni in merito a Marvel’s Wolverine, l’atteso titolo in sviluppo presso Insomniac Games (attualmente impegnata anche sul fronte relativo a Spider-Man 2).

Stando a quanto emerge, la casa di sviluppo potrebbe aver ingaggiato, come doppiatore originale del protagonista, proprio Steve Blum, la voce storica di Logan in diverse serie animate.

Il tutto è partito qualche settimana fa, in occasione di un particolare annuncio di Blum. L’attore avrebbe infatti esternato il proprio coinvolgimento in un progetto relativo ad un videogioco “segreto” (di cui ha mostrato il proprio motion capture su Instagram).

Non ci resta quindi altro da fare che attendere qualche informazione ufficiale in merito.

Tartarughe Ninja: Caos Mutante, primo trailer per il reboot animato

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Paramount Pictures Italia ha condiviso il primo trailer ufficiale per Tartarughe Ninja: Caos Mutante, reboot animato dei personaggi Nickelodeon.

Ve lo proponiamo di seguito, grazie all’account ufficiale YouTube della major.

Dall’eterno adolescente Seth Rogen, ad agosto 2023 arriva al cinema Tartarughe Ninja: Caos Mutante. Dopo anni di addestramento nelle arti marziali, i giovani fratelli Tartaruga emergono dal loro covo sotterraneo per salvare la città di New York da un gruppo di criminali che ha preso il controllo delle strade. Con l’aiuto della loro nuova amica April O’Neil, i fratelli useranno tutte le loro abilità per lottare contro un esercito di mutanti e dimostrare il loro valore come eroi.

Tartarughe Ninja: Caos Mutante uscirà ad agosto nel 2023 solo al cinema.

Sherlock Holmes The Awakened: rivelata la data di uscita

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Sherlock Holmes: The Awakened

Poche ore fa Frogwares ha svelato finalmente la data di uscita per Sherlock Holmes The Awakened.

La nuova avventura del celebre detective vedrà il proprio arrivo il prossimo 11 aprile su PC, PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series XS e Nintendo Switch.

Oltre a questa importante informazione, la casa di sviluppo ha comunicato le varie edizioni di gioco presenti, che ovviamente si contraddistinguono per i vari contenuti proposti. Eccole di seguito:

  • Edizione Standard – 39,99€
  • Premium Edition – 49,99€: include gioco completo, i pacchetti missioni secondarie e 6 outfit esclusivi
  • Edizione Deluxe – 54,99€ (solo PC): include gioco completo, i pacchetti missioni secondarie, 6 outfit esclusivi, artbook digitale e colonna sonora.

Dragon Ball Z: annunciato un nuovo Budokai Tenkaichi!

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Come il proverbiale fulmine a ciel sereno, Bandai Namco ha annunciato lo sviluppo di un nuovo capitolo della serie Budokai Tenkaichi per Dragon Ball Z.

In occasione infatti delle finali del Dragon Ball FighterZ World Tour, il publisher nipponico ha svelato un piccolo teaser trailer atto a confermare lo sviluppo del (possibile)Dragon Ball Z Budokai Tenkaichi 4, quarto capitolo dell’amata serie picchiaduro inizialmente sbarcata su PlayStation 2 nel lontano 2005.

Ovviamente non sono stati forniti ulteriori dettagli in merito alle piattaforme o al periodo di uscita, segno che, con molta probabilità, il progetto è ancora nelle sue fasi embrionali. Ciononostante, indubbiamente questa è una notizia che farà felice i moltissimi amanti della serie, volenterosi da tempo che Budokai Tenkaichi tornasse sulle scene.