Hogwarts Legacy è sulla cresta dell’onda in questo periodo. Il titolo di Avalanche ambientato nel magico mondo di Harry Potter ha infatti saputo far innamorare pubblico e critica (come vi abbiamo narrato anche nella nostra recensione) al punto tale da essere uno dei successi più grandi degli ultimi tempi, come confermano gli oltre 800.000 utenti attivi contemporaneamente su Steam.
Per aiutarvi nell’impresa di diventare maghi e streghe degni del G.U.F.O. noi di 4News ci siamo applicati a nostra volta per fornirvi tutte le principali guide, affinché possiate riuscire nell’intento.
Questo articolo rappresenta infatti un contenitore atto a riassumere tutte le opere scritte nel corso degli ultimi giorni, in modo che possiate ritrovarle in un battibaleno.
A parere di chi vi scrive, Returnal è uno dei titoli più sottovalutati dell’intera lineup PlayStation 5. Acclamato dalla critica, ma non così fortunato nelle vendite, il titolo di Housemarque, complice forse i problemi di approvigionamento con la console, alle ultime rilevazioni ha venduto davvero troppo poco per le qualità intrinseche del prodotto: appena 560.00 unità (dati luglio 2021).
Returnal, infatti, ad un comparto tecnico notevole, un level design eccezionale e un utilizzo di tutte le nuove tecnologie next gen introdotte da PS5, come i grilletti aptici, l’audio spaziale e l’instant resume, affianca una trama ben scritta, un worldbuilding vastissimo e un livello di sfida degno dei migliori souls e roguelite in circolazione.
Con l’arrivo della versione PC, l’obiettivo di Housemarque e Climax Studio, team britannico che ne ha curato il porting, è arrivare ad un pubblico più vasto e forse veramente in grado di apprezzarne l’opera.
Come sempre in questa recensione ci sofferemo esclusivamente sugli aspetti tecnici, lasciando all’ottima recensione di Stefano, il compito di parlarvi di gameplay e trama.
Versione Testata PC – Steam Deck
Definitive edition
Prima di passare come di consueto ai dati raccolti nei nostri test, lasciateci dire che questa versione per PC può essere a tutti gli effetti considerata una definitive edition di Returnal.
Dal punto di vista contenutistico c’è tutto quello che è stato rilasciato nel corso del tempo per PS5 e anche tanto in più: il supporto alla modalità cooperativa – che vi permette di affrontare i mondi di gioco ospitando un amico o entrando nella sua partita (purtroppo niente crossplay con PS5); la modalità di sfida infinita della Torre di Sisifo – che vi permette di sbloccare documenti inediti e attrezzature uniche – ed infine i trofei Steam ed Epic accompagnati da un utilissimo tracciatore dei progressi di gioco. E’ presente inoltre la modalità sospensione, introdotta solo successivamente nella versione PS5, che consente di arrestare una partita in corso e riprenderla successivamente senza azzerare il ciclo.
Cronosi permette di ospitare una partita con un amico oppure di parteciparne a una creata da altri
Returnal in versione PC introduce il supporto completo agli schermi Ultrawide e Superultrawide, il che significa che anche i filmati non avranno bande nere laterali e il supporto al Dualsense di Sony e ai grilletti adattivi, ma solo in modalità wired.
Rispetto alla versione PS5, una prima grande novità dal punto di vista tecnico riguarda l’introduzione del ray tracing per riflessi e ombre, personalizzabile su cinque diversi livelli: Min, Med, Max e Epico. Stessa classificazione anche per i cinque preset grafici disponibili. Naturalmente non manca il supporto ai principali scaler, come FSR di AMD, NVIDIA DLSS e NVIDIA NIS (l’FSR per le schede Nvidia che non supportano DLSS).
Una immagine da Returnal a risoluzione 2560×1440 su Radeon 6900XT
Grande attenzione al comparto audio
Dell’eccellente comparto audio abbiamo già detto nella recensione della versione PS5. Lasciateci tuttavia spendere qualche parola sulla splendida colonna sonora curata da Bobby Krlic, che con pezzi come Murals, allo stesso tempo disturbanti ed epici, vi resterà in testa per molto tempo.
La versione PC di Returnal introduce per la prima volta il supporto all’audio spaziale Atmos e soprattutto al ray tracing audio, termine commerciale di una tecnologia nota come AMD TrueAudio Next, sviluppata principalmente per la VR.
Si tratta, in soldoni, di una tecnica che in maniera simile a quanto avviene con il RayTracing in tema di illuminazione, simula la propagazione dell’audio nell’ambiente di gioco, restituendo un comparto sonoro ancora più realistico.
Se l’audio spaziale ATMOS si “limita” a simulare in maniera realistica la posizione delle sorgenti sonore nello spazio virtuale con il ray tracing audio è possibile tenere conto di superfici riflettenti, occlusioni, ostacoli ecc. ottenendo un’immersività impressionante. Mentre tuttavia per ATMOS è richiesto un hardware compatibile specifico, per quanto riguarda il ray traced audio, questo è indipendente dall’hardware utilizzato, a patto naturalmente di avere cuffie o un impianto in grado di rendere percebile tale differenza e al costo di pochissimi cavalli della vostra della vostra GPU, (un fatto questo da tenere comunque in giusto conto se proverete a spremere ogni FPS dalle impostazioni del gioco).
Requisiti di sistema esosi
Returnal non è di certo un gioco leggero e le specifiche decisamente superiori rispetto a tutti gli altri porting PlayStation lo dimostrano.
Il titolo, prima della release che abbiamo avuto modo di provare, è stato oggetto di un processo di ottimizzazione che ha portato, ad esempio, anche ad una riduzione delle specifiche consigliate. Inizialmente infatti erano richiesti 32GB di memoria RAM, mentre adesso 16GB sono considerati sufficienti. Come vi accorgerete più avanti, i risultati si vedono e possiamo assicurarvi che i requisiti minimi di sistema (simili a quelli della nostra configurazione low budget) permettono di godersi il titolo al 100%
Piattaforme di prova
Come di solito facciamo per i titoli più interessanti, abbiamo provato il gioco su quattro diverse configurazioni che trovate elencate nel box qui sotto. Returnal rappresenta una bella sfida per tutte e quattro le piattaforme e, come vedremo, in particolar modo per la piccola Steam Deck che ne è uscita fortemente ridimensionata dopo l’entusiasmo generato da giochi come Marvel’s Spiderman Miles Morales.
C’è da dire che Returnal insieme a Demon Souls è stato il primo vero gioco next gen su PS5 e, pertanto, c’era da aspettarsi che le specifiche non fossero in linea con quelle ad esempio di Uncharted 4: fine di un ladro, un gioco uscito oramai sette anni fa.
Tuttavia, in tutte le configurazioni il gioco è risultato estremamente ben ottimizzato permettendoci di maxare completamente le impostazioni sia su GeForce RTX 3080 Ti, che su Radeon 6900XT.
Il gioco fornisce un utilissimo e dettagliato benchmark interno che consente di avere resoconti oggettivi delle prestazioni del gioco. Il benchmark suddiviso in sette sezioni, analizza aspetti fondamentali come l’illuminazione, la distruttibilità, la nebbia volumetrica ecc.
Dall’analisi dei benchmark è emerso, con nostra sorpresa, che le sezioni che più hanno inciso sulle prestazioni, sia in ambito NVIDIA che AMD non sono state quelle relative al ray tracing, ma piuttosto quelle denominate “distruttibilità degli ambienti e nebbia volumetrica” e “Animazioni Particelle e NGP”. Chi volesse cimentarsi nell’individuazione dei migliori settings personalizzati, a nostro avviso farebbe bene a partire proprio dalla nebbia volumetrica.
Come sempre il ray tracing influisce in maniera maggiore sulle prestazioni in ambiente AMD, ma non così tanto come ci aspettavamo e, anzi, la 6900XT se l’è cavata decisamente meglio di quanto credessimo anche su questo fronte.
Per quanto riguarda le prestazioni sulla configurazione low budget, abbiamo ottenuto risultati davvero confortanti. Ad una risoluzione di 1920×1080 con preset EPICO è possibile sfiorare i 60 FPS di media con NIS attivato (Qualità Ultra), anche se per ottenere una maggiore stabilità nel frame rate occorre impostare il preset MAX. Senza utilizzare l’upscaler di NVIDIA le prestazioni si attestano intorno ai 45 FPS e ai 48FPS rispettivamente per il preset EPICO e MAX. Tuttavia, considerando l’ottima qualità dello scaler NIS, non vediamo perchè privarcene.
Per concludere i test sulla piattaforma low budget abbiamo poi provato a mettere a confronto lo scaler FSR di AMD con NIS. Lo scaler FSR si comporta in maniera molto simile, ma NIS riesce ad offrire una qualità di immagine con minori artefatti grafici. Stiamo parlando comunque di dettagli assolutamente non percebili durante una normale partita.
Unico difetto che abbiamo rilevato su tutte le piattaforme, sebbene questo sia più marcato e frequente sulla piattaforma con GPU AMD che su quelle NVIDIA, è un lieve stuttering in alcune scene di gioco, con tutta probabilità collegato alla cache degli shader che in un gioco come Returnal, dove ad ogni morte il mondo viene modificato proceduralmente, è più evidente che in altri titoli.
A parte questo, i dati che vi abbiamo mostrato nei grafici dimostrano l’eccellente lavoro svolto sull’ottimizzazione del titolo nelle ultime fasi pre lancio.
Steam Deck
Discorso diverso va fatto per la piccola console portatile di Valve. Returnal ha messo profondamente in difficoltà la nostra Steam Deck evidenziandone tutti i limiti, soprattutto per quanto riguarda la GPU. Limiti peraltro certificati dallo stesso benchmark che indicava un valore di GPU Bound del 100% in 7 sezioni su 7. Questo valore indica che, come era preventivabile, il principale freno alle prestazioni deriva dalla GPU.
A differenza di quanto visto nella recensione di Marvel’s Spider Man Miles Morales, Returnal non riesce mai a garantire un frame rate costante. Anche smanettando profondamente sui settings, disabilitando tutto ciò che è possibile disabilitare e selezionando il preset Min, il frame rate in game oscilla continuamente non riuscendo mai a stabilizzarsi sui 30FPS, mentre nel benchmark interno il valore totalizzato è di 27 FPS di media.
Per ottenere prestazioni più stabili abbiamo portato la risoluzione a 1280×768, disabilitato il bloom e la profondità di campo e utilizzato FSR su prestazioni. Il gioco, in questo modo, a patto di accettare qualche rallentamento, risulta comunque giocabile dall’inizio alla fine e, nonostante impostazioni così limitanti, resta un bel vedere anche sul piccolo schermo di Steam Deck. Tenete comunque a mente che i risultati mostrati sono il frutto anche delle ottimizzazioni ottenute grazie a queste guide (Aumentare la memoria video di Steam Deck – Migliorare le prestazioni di Steam Deck modificando file di Swap e Swappiness – Migliorare gli FPS utilizzando Proton GE)
Commento finale
Returnal è uno dei titoli più affascinanti di questa generazione. Un universo sci-fi profondo ed accattivante si accompagna ad un comparto grafico e sonoro d’eccezione. In questo porting per PC gli elementi di forza dell’IP ne escono tutti rafforzati: grafica, comparto sonoro, giocabilità – con le modalità co-op e sfida infinita – e ci regalano un gioco davvero imperdibile per gli amanti del genere. Resta un po’ di amarezza per le prestazioni su Steam Deck, che, probabilmente, con un po’ di lavoro in più, avrebbero potuto essere migliori.
Una immagine da Returnal a risoluzione 2560×1440 su Radeon 6900XTCronosi permette di ospitare una partita con un amico oppure di parteciparne a una creata da altri
Lo scorso ottobre, la DC e Dwayne Johnson, hanno portato sul grande schermo il “Supereroe” Black Adam, una produzione sicuramente incredibile dal punto di vista degli effetti speciali (sebbene non esente da difetti) ma che poteva fare sicuramente di più in termini di sviluppo del plot narrativo.
Dallo scorso 12 gennaio, è disponibile all’acquisto la versione home video Blu-ray 4K Ultra-HD, contenente diversi extra e il supporto all’audio Dolby Atmos.
Sinossi in breve
La nazione di Khandaq vive sotto l’oppressivo regime mercenario dell’Intergang che sfrutta la popolazione locale per estrarre il raro minerale Eternium per i loro veicoli e armi avanzate. L’archeologa e combattente della resistenza Adrianna Tomaz (Sarah Shahi) è alla ricerca della leggendaria Corona del Sabbac, un’antica reliquia che si dice inauguri un’era di oscurità (e potenza) per chiunque la indossi. Dopo aver trovato la corona, Adrianna libera accidentalmente “l’eroe” (sepolto da quasi 5.000 anni nella sua tomba terrena) di Khandaq, Teth-Adam (Dwayne Johnson). A causa della sua rabbia e dei suoi poteri incontrollati, la Justice Society formata da Hawkman (Aldis Hodge), Dr. Fate (Pierce Brosnan), Cyclone (Quintessa Swindell) e Atom Smasher (Noah Centineo) arriva per impedire la distruzione totale di Khandaq – ma Black Adam – è l’ultimo dei loro guai quando sulla scena si palesa un cattivo ancora più potente e mortale …
Cosa ne pensiamo del film?
Per iniziare con gli aspetti positivi, ci è piaciuto molto Dwayne Johnson nei panni di Black Adam. Incarna perfettamente il personaggio con ogni fibra del suo essere. Per gran parte del film, non fa nient’altro che fluttuare e guardare in cagnesco i nemici mentre lancia fulmini e saette; ma riesce a riprendersi prepotentemente nell’ultima metà del film, trovando il suo precipuo arco narrativo.
Poi abbiamo la Justice Society di Hawkman e il Dr. Fate che sono a dir poco fantastici e che diventano pericolosamente vicini a essere una distrazione costante dal nostro eroe principale. Aldis Hodge è un incredibile Hawkman e in vero stile “Bondiano” ogni volta che Pierce Brosnan è sul grande schermo ruba letteralmente la scena. Atom Smasher (Noah Centineo) e Cyclone (Quintessa Swindell) sono sì stati divertenti ma alla fine non hanno convinto così come il resto della squadra. In ultimo ma non meno importante, è fantastica come si sviluppa l’azione tra supereroi e antieroi.
Ma come tanti film del DCEU, ha alcuni evidenti problemi e lacune. La struttura della storia è un po’ contortaeviene praticamente “anticipata” – in larga parte – sin dai primi minuti, non lasciando alcuna “aurea di mistero” e non dando allo spettatore il classico effetto “wow“. Inoltre, l’intero prodotto, seguendo un po’ quelle che sono le produzioni MCU, è trito di battute insignificanti che smorzano quella vena di serietà che in passato caratterizzava i prodotti DC. Così come, si porta dietro un difetto enorme delle produzioni dedicate all’Universo DC; un terzo atto, fatto di luci ed ombre, a tratti quasi incantevole, che poi finisce per perdersi sul più bello, arrivando ad un epilogo molto frettoloso e insoddisfacente. Per non parlare delpost credit senza senso che vede il ritorno di Henry Cavill nei panni di Superman. Un elemento che è stato sfruttato per anni per pubblicizzare Black Adam ma che sappiamo tutti dove è andato a finire …
Anche se ci siamo andati un po’ pesanti nell’ultimo paragrafo, abbiamo comunque apprezzato Black Adam. Alcune scene e dialoghi sono incredibili grazie all’interpretazione (sia in lingua originale e sia con il doppiaggio in italiano) del solido cast che riesce a distogliere l’attenzione dello spettatore da alcuni evidenti difetti di produzione. Wonder Woman 1983 e la versione cinematografica di Justice League sono film di gran lunga peggiori di questo.
Versione Blu-ray 4K Ultra-HD
Interpreti: Dwayne Johnson, Aldis Hodge, Pierce Brosnan, Noah Centineo, Sarah Shahi, Quintessa Swindell, Bodhi Sabongui Regia di: Jaume Collet-Serra Scritto da: Adam Sztkiel, Rory Haines, Sohrab Noshirvani Aspect Ratio: 2.39:1 HEVC Audio: Inglese: Dolby Atmos (Dolby TrueHD 7.1 Core), Tedesco, Italiano Dolby Atmos, Inglese, Tedesco, Italiano, Spagnolo DD 5.1 Sottotitoli: Inglese SDH, Francese, Tedesco SDH, Italiano SDH, Spagnolo, Danese, Finlandese, Norvegese, Svedese Studio: Warner Brothers Età: PG-13 Durata: 125 minutes Disponibile dal: 12 gennaio 2023
Qualità video
La versione in 4K di Black Adam, grazie al supporto al Dolby Vision HDR a 2160p, risulta essere sbalorditiva. In particolar modo abbiamo potuto apprezzareogni dettaglio, grazie anche al nostro Neo QLED 4K 55″ QN90B, soprattutto le trame del costume di Black Adam e dei suoi “rivali”: Hawkman, Dr. Fate, Cyclone e Atom Smasher.
Il Dolby Vision HDR consente, inoltre, di ottenere neri profondi e convincenti; la prima scena in cui Black Adam affronta i mercenari nel tempio, è quella in cui l’HDR funge al meglio, creando un mix perfetto fra neri profondi, ombre e luci bianche scintillanti. Purtroppo, in alcune scene, la CGI è un po’ debole, ed il formato 4K UHD accentua tale debolezza, marcando chiaramente la linea in cui termina il set fisico e inizia quello digitale. Ma questo è davvero l’unico neo e di certo non dipende dal supporto. L’immagine calda e ricca di dettagli cattura abbastanza bene le aree desertiche – predominanti nel film – con colori come il marrone e l’ambra che evidenziano benissimo l’aspetto sabbioso e nebbioso. In aggiunta, i protagonisti appaiono sempre al meglio; ben bilanciata la saturazione e nessuno di essi sembra mai troppo saturo o troppo tendente all’arancione.
Qualità audio
Ancora più impressionante è l’audio Dolby Atmos che riesce a far sentire lo spettatore al centro dell’azione e a far risaltare ogni brano, da Paint it Black dei Rolling Stones, passando per Bullet with Butterfly Wings degli Smashing Pumpkins, fino ad arrivare a Power di Kanye West. Nello specifico, i bassi brillano quando Adam inizia a picchiare i nemici, così come gli alti – a dir poco sublimi – quando il protagonista sfreccia nei cieli, mentre i dialoghi risultano essere nitidi e puliti. Nel complesso, si tratta di un mix avvolgente che riesce a fare un ottimo uso di tutti i canali ed è un vero piacere per le orecchie.
Extra
Nessuno degli extra è presente sul disco principale in 4K ma bensì su un disco a parte che gira soltanto a 1080p. I contenuti, non sono tantissimi, e sebbene la durata sia piuttosto breve, riescono comunque a dare un piccolo approfondimento sul film e sui personaggi.
Nel dettaglio:
The History of Black Adam (HD 10:08)
Who is the Justice Society? (HD 14:16)
From Soul to Screen (HD 6:09)
Black Adam: A Flawed Hero (HD 5:09)
Black Adam: New Tech Old World (HD 4:49)
Black Adam: Taking Flight (HD 3:32)
Khandaq: Designing a Nation (HD 6:27)
The ROCK of Eternity (HD 5:42)
Costumes Make the Hero (HD 8:25)
Black Adam: A New Type of Action (HD 6:38)
Commento finale
Black Adam è un film divertente ma purtroppo non perfetto. Alcune scelte sicuramente avrebbero aiutato a renderlo migliore ma – ad oggi – non è il peggior film DC realizzato, anzi. La versione Blu-ray 4K Ultra-HD, anche considerando alcune evidente incertezze e carenze nella CGI, risulta essere ancora più impressionante dal punto di vista tecnico. L’HDR Dolby Vision 4K è sbalorditivo e il Dolby Atmos è a dir poco superlativo. Aggiungeteci alcuni piccoli extra ed avrete un prodotto a dir poco perfetto che vale la pena avere nella vostra collezione.
I fan di Harry Potter, giocando ad Hogwarts Legacy, cercano di trovare qualsiasi riferimento ai film e ai libri della Rowling. In molti stanno cercando di scoprire se nel titolo di WB e Avalanche, sia possibile “incontrare” il “famigerato” Basilisco, la grande creatura che si supponeva strisciasse ad Hogwarts da quando il fondatore di Serpeverde, Salazar Serpeverde, frequentava la Scuola di Magia e di Stregoneria di Hogwarts.
Ma è davvero possibile trovare la creatura in questione? A quanto pare si!
Dove trovare il Basilisco in Hogwarts Legacy?
I fan ricorderanno benissimo che Harry Potter sconfigge il Basilisco nel secondo libro – La Camera dei Segreti – usando la Spada di Godric Grifondoro, prima di una resa dei conti memorabile con la manifestazione (da ragazzo) di Tom Riddle, alias Voldemort.
Sebbene Hogwarts Legacy sia ambientato circa 100 anni prima degli eventi narrati dai libri, la Camera dei Segreti è stata effettivamente creata da Salazar Serpeverde, intorno al X secolo, ed il Basilisco al suoi interno aveva il compito di proteggerlo.
Ciò sta a significare che il “leggendario caveau” sarebbe effettivamente nascosto nella scuola quando il giocatore arriva a Hogwarts, quindi ci sono tutte le possibilità che l’enorme serpente possa essere incontrato per i “corridoi” in Hogwarts Legacy.
Detto questo, il Basilisco sembra comparire di tanto in tanto nella Sala Comune dei Serpeverde. Questa scoperta è stata fatta dall’utente di Twitter CastielJA, che ha condiviso un breve video che potete guardare qui di seguito:
Hogwarts Legacy potrebbe ricevere dei DLC nei prossimi mesi, quindi resta da vedere se la Camera dei Segreti, possa o meno avere un ruolo di maggiore impatto in termini di gameplay. Ad ogni modo, i fan apprezzeranno senza dubbio questo riferimento ad un elemento cardine della tradizione “potteriana“.
Ambite a diventare maghi provetti nel mondo di Hogwarts Legacy? E allora non potete farvi sfuggire nulla durante la vostra avventura, vestendo i panni dei famosi maghetti. In questa veloce guida vi aiuteremo a recuperare tutte le Chiavi di Dedalo, utili tra l’altro ad acquisire una bella ricompensa.
Non indugiamo oltre allora e partiamo subito alla ricerca!
Torre di astronomia
Prima di scoprire le 16 chiavi sparse per il castello, dovrete recarvi nel cortile della Trasfigurazione e parlare con Nelly Oggspire. Lei vi spiegherà che ogni chiave che trovate sblocca un armadietto specifico. Questi armadietti contengono i gettoni della Casa, necessari per sbloccare il forziere della Casa nella Sala comune.
Dopo aver parlato con Nelly, si parte alla ricerca della prima chiave nella Torre di Astronomia. Iniziate a dirigervi verso la fiamma della metropolvere della Torre di Astronomia e da lì salite le scale. Troverete la chiave vicino alla cima, quindi seguitela fino all’armadietto nell’aula accanto alla fiamma della torcia. Per aprire l’armadietto, dovrete colpire la chiave proprio mentre vola sopra la toppa dell’armadietto.
Aula di difesa contro le Arti Oscure
Nell’Ala di Astronomia, iniziate a dirigervi verso la fiamma della metropolvere dell’aula di Difesa contro le Arti Oscure. Da qui, scendete le scale più vicine alla vostra destra. Troverete la chiave vicino allo scheletro del rinoceronte.
Quindi, seguite la chiave per risalire le scale appena scese e girate a sinistra alla fiamma della metropolvere. Troverete l’armadietto alla fine di questo passaggio, appoggiato alla parete sulla destra. Spingete la chiave al suo posto e prendete il vostro prossimo gettone.
Cortile del campanile
Nell’Ala della Torre del campanile, dirigetevi verso la fiamma della metropolvere del Cortile della Torre del campanile. Da qui, salite le scale sul lato sud-ovest della stanza e attraversate la porta davanti a voi. Salite le scale di fronte a voi per trovare la chiave al secondo piano.
Una volta che la chiave vi segue, continuate a salire le scale fino a raggiungere la cima. Troverete l’armadietto accanto alla foto di una donna che suona un tamburo a mano.
Drago di pietra
Ritornate alla fiamma della metropolvere del Cortile del Campanile e, ancora una volta, dirigetevi verso sud-ovest, salite la prima serie di scale e attraversate la porta. Questa volta scendete le scale a sinistra e poi attraversate un’altra porta.
In questa stanza, troverete l’armadietto per il quale vi serve la chiave alla vostra sinistra, sul lato nord. Scendete le scale e andate verso la statua del Drago di pietra per trovare la chiave. Poi tornate all’armadietto.
Calderoni impilati
La chiave successiva è vicina a quella del Drago di pietra. Dalla statua del Drago, dirigetevi verso est lungo il corridoio fino a trovare la pila di calderoni. Troverete la chiave accanto ai calderoni.
Seguite poi la chiave lungo il corridoio fino alla stanza con i barili di vino. L’armadietto si trova al piano inferiore di questa stanza, nascosto in un angolo. Date alla chiave un altro colpo ben assestato e reclamate il gettone della casa.
Torre della Grande Scala
Partendo dalla fiamma della metropolvere scendete le scale a chiocciola. Troverete la chiave vicino alla prima porta a puzzle che incontrerete.
Continuate a seguire la chiave lungo le scale fino a raggiungere la seconda porta a puzzle in fondo. Avvicinatevi alla porta, superatela sul lato sinistro e proseguite lungo il corridoio. L’armadietto si trova sulla parete alla vostra destra.
Cortile quadrato
Nell’area della Grande Scalinata del castello, dirigetevi verso la fiamma della metropolvere del Cortile. Per trovare la chiave, salite le scale a sud-est della fiamma. Dopo averla innescata, seguitela lungo le scale, in direzione della fiamma della metropolvere da cui siete partiti.
Una volta arrivati in fondo alle scale, dirigetevi verso il lato occidentale del cortile, rimanendo al livello del suolo. Troverete l’armadietto nascosto dietro la scala a chiocciola.
Sala Grande
Dalla fiamma della metropolvere della Sala Grande, dirigetevi verso i tavoli da pranzo, girate a sinistra e dirigetevi verso il camino. Troverete la chiave che vola davanti ad esso.
Seguite quindi la chiave attraverso la stanza fino al lato ovest e proseguite fino a una breve scala. In cima alle scale troverete l’armadietto.
Sala d’ingresso
Nell’area della Sala Grande, recatevi alla fiamma della metropolvere del Cortile. Da qui, girate e salite la prima serie di scale. Una volta arrivati in cima, continuate a salire le scale a sinistra per entrare nel cortile. Attraversate le grandi porte doppie del cortile per entrare nella Sala d’ingresso.
Una volta entrati, troverete l’armadietto subito a sinistra, vicino a una statua di cinghiale. Dalla doppia porta, salite le scale di fronte a voi e troverete la chiave in cima.
Sala centrale
Nell’Alloggio della Biblioteca, dirigetevi verso la statua dell’unicorno circondato da sirene, nell’area della Sala Centrale. Da qui, salite la scala principale a sud-est della sala. Una volta raggiunto il balcone che si affaccia sulla statua, vedrete un’altra scala di fronte a voi. Salite la prima serie di scale e troverete l’armadietto alla vostra sinistra.
Salite la seconda serie di scale e girate a destra quando arrivate in cima. Dovreste vedere un’altra scala di fronte a voi. La chiave si trova dietro di essa, dall’altra parte.
Ingresso serre
Tornate alla statua dell’unicorno nell’area della Sala centrale della Biblioteca. La prossima chiave si trova vicino alla porta che conduce alle Serre. Con la porta delle Serre alle spalle, troverete la chiave direttamente alla vostra destra, vicino alla scala di fronte a voi.
Seguite la chiave per salire le scale e attraversare l’altro lato della stanza. Scendete le scale e vedrete la porta del puzzle alla vostra destra. Troverete l’armadietto vicino alla porta, nascosto tra il muro e la scala.
Biblioteca
Quindi, dirigetevi verso la Biblioteca, vicino alla statua dell’unicorno. Dando le spalle alla fiamma della Biblioteca, troverete la chiave al piano inferiore, tra alcuni scaffali alla vostra destra.
Una volta attivata la chiave, seguitela in direzione della fiamma della metropolvere. Troverete l’armadietto sul lato nord della stanza, sulla stessa parete in cui si trova la fiamma del fumo.
Aula di Pozioni
La chiave successiva si trova appena fuori dall’aula di Pozioni. Andate verso la fiamma della metropolvere dell’aula di Pozioni e attraversate la porta. La chiave si trova vicino ai calderoni all’ingresso dell’aula.
Seguite la chiave lungo le scale fino a raggiungere il fondo, dove troverete l’armadietto. Schiacciate la chiave quando passa sopra la toppa e prendete un altro Gettone della Casa.
Cortile della Torre dell’Orologio
Per questa chiave è necessario aver imparato l’incantesimo Alohomora, che permette di sbloccare porte e forzieri. Dal cortile della Torre dell’Orologio, attraversate la porta chiusa a chiave sul lato sinistro della stanza. Salite le scale fino a raggiungere il primo livello della stanza della torre dell’orologio sopra di voi.
Di fronte al pendolo gigante, girate a sinistra e troverete la chiave sul lato opposto della stanza. Seguite la chiave fino all’altra scala collegata a questa stanza e continuate a salire fino a raggiungere la cima. L’armadietto si trova alla vostra sinistra quando entrate nella stanza.
Torre della Facoltà
Avrete bisogno di Alohomora per ottenere le ultime due chiavi Dedaliane che si trovano nella Torre della Facoltà, nell’ala sud del castello. Per trovare la prima chiave, attraversate l’ingresso della torre della facoltà e salite al secondo piano.
Troverete la chiave che vola al secondo piano, vicino alla porta dell’enigma. Una volta attivata la chiave, seguitela per le scale che avete appena salito. Troverete l’armadietto nascosto sotto le scale.
Ala dell’Ospedale
Dalla fiamma della metropolvere dell’ala dell’ospedale, situata in cima alla Torre della Facoltà nell’ala sud del castello, scendete le scale più vicine alla fiamma della metropolvere. In fondo, vedrete la porta del bagno dei prefetti alla vostra sinistra e una statua vicino ad essa.
Girate a destra e percorrete un lungo corridoio pieno di quadri. La chiave si trova in fondo al corridoio. Quindi, riportatela nell’armadietto accanto alla porta del bagno dei prefetti per ottenere il gettone finale.
Il Forziere della Casa Ricompensa
Dopo aver trovato tutte e 16 le chiavi e aver richiesto tutti i gettoni della casa, è ora di tornare nell’area della sala comune della vostra casa. Dirigetevi verso il forziere della vostra casa e depositate i 16 gettoni raccolti.
Così facendo, sarete ricompensati con una sontuosa Uniforme della Casa Relic. Questo mantello dinamico sarà in tema con la casa scelta e si illuminerà quando si lanciano incantesimi. Il mantello è un’apparizione, quindi non può essere equipaggiato come un normale equipaggiamento. Dovrete invece cambiare l’aspetto di uno dei vostri mantelli o vesti.
Nella Torino di fine ‘800 la giovane Lidia Poët (Matilda De Angelis) combatte contro tutto e tutti per ottenere ciò che le spetta di diritto: entrare a far parte dell’Ordine degli avvocati. Un mestiere, al tempo, riservato esclusivamente agli uomini. Nonostante ciò, niente è riuscito a fermare il suo sogno di diventare la prima avvocata d’Italia.
Esce oggi al cinema Ant-Man and The Wasp: Quantumania, il film che ha il compito di inaugurare la Fase 5 del Marvel Cinematic Universe.
Ant-Man, Wasp e le loro famiglie dovranno vedersela con M.O.D.O.K. ed il terribile Kang il Conquistatore… tuttavia l’avversario più temibile sembra essere la critica del settore.
Il famoso aggregatore di recensione Rotten Tomatoes ha infatti dipinto una prospettiva non esattamente incoraggiante per l’ultimo film Marvel.
Una parabola iniziata con una buona media tra il 70% e l’80% ma che è rapidamente degradata a 63%, per assestarsi, allo stato attuale, ad un 53%.
Un’accoglienza molto poco lusinghiera per la pellicola di Peyton Reed, che si vede attribuire l’award di “marcio” (Rotten) sull’aggregatore.
Ant-Man and The Wasp: Quantumania è dunque la seconda opera dei Marvel Studios a ricevere il triste riconoscimento, dopo quanto accaduto in occasione dell’uscita di Eternals con un laconico 47%.
Proton è un layer di compatibilità basato su WINE e sviluppato da Valve, che consente a giochi pensati per Windows, di girare su SteamOS, una distro Linux basata su ArchOS.
Esistono diverse versioni di Proton e se di solito la più recente è quella che introduce il maggior numero di migliorie e ottimizzazioni, non sempre è così, come sa bene chi utilizza Steam Deck con i tanti emulatori disponibili per la console di Valve.
Oltre alle versioni per così dire ufficiali, cioè sviluppate da Valve stessa, recentemente è stato rilasciato uno “spinoff” sviluppato dalla community e denominato Proton GE (che sta per glorious eggroll) che aggiunge nuove patch, correzioni e strumenti che sono assenti dalla versione principale e stabile di Proton o che non sono ancora stati inclusi nelle versioni ufficiali.
In molti casi, ProtonGE è in grado non soltanto di risolvere alcuni problemi di crash o mancato avvio del gioco, ma può persino aiutare a migliorare o a stabilizzare il framerate. Per questo motivo è un’aggiunta quasi essenziale al vostro Steam Deck, soprattutto se volete avventurarvi al di fuori dell’elenco approvato da Valve di giochi verificati per Steam Deck.
In questa guida vedremo come installarlo ed utilizzarlo con i vostri giochi preferiti.
Come installare Proton GE su Steam Deck
Entrate in modalità Desktop tenendo premuto il pulsante di accensione di Steam Deck e selezionando “Passa al Desktop”.
Una volta in modalità Desktop, aprite il negozio di app Discover (l’icona del sacchetto blu nella barra delle applicazioni) e cercate ProtonUp-Qt. Fate clic su “Installa” quando viene visualizzato nei risultati della ricerca e una volta installato, avviate l’applicazione cliccando sul pulsante Lancia in alto a destra.
Avviate ProtonUp-Qt e cliccate su “Add version“. Verrà mostrato ProtonGE come strumento di compatibilità predefinito, per l’installazione fate clic sul pulsante “Install” e attendete qualche istante affinché ProtonUp-Qt faccia il suo dovere.
Una volta che la versione installata di Proton GE appare nell’elenco “Installed compatibility tools“, potete chiudere ProtonUp-QT.
Utilizzare ProtonGE in Steam Deck
Tornate alla gaming mode cliccando sull’icona sul desktop. Individuate il gioco con cui avete problemi o di cui volete provare a migliorare le prestazioni e cliccate sulla rotella dell’ingranaggio. Aprite ora il menù “Proprietà…”, quindi andate alla scheda Compatibilità e flaggate la casella “Forza l’utilizzo di uno strumento specifico di compatibilità per Steam Play”. Dal menù a tendina assicuratevi che sia selezionata l’ultima versione di Proton GE, quindi chiudete la finestra.
Al successivo avvio del gioco, il gioco utilizzerà Proton GE invece della versione Proton “standard” che SteamOS utilizza per impostazione predefinita.
Aggiornare Proton GE
Così come Proton ufficiale, anche Proton GE si aggiorna continuamente, quindi è sempre bene controllare regolarmente su ProtonUp-Qt la presenza di nuove versioni di Proton GE.
Per aggiornare vi basterà cliccare nuovamente su “Add Version”, e in automatico vi verrà indicata la versione più recente disponibile. Cliccate poi su Install per installare l’update e ricordatevi di selezionare questa nuova versione nel gioco in gaming mode come abbiamo visto nel precedente paragrafo.
Per rendere più semplice il processo di verifica degli aggiornamenti, provate ad aggiungere ProtonUp-Qt a Steam come gioco non-Steam; in questo modo potrete accedervi e utilizzarlo dalla gaming mode di Steam Deck. Per farlo, tornate in modalità Desktop, e fate click su “Giochi” in alto nel menù dell’app di steam, quindi su “Aggiungi un gioco non Steam alla mia libreria”. Quindi, selezionate ProtonUp-Qt nell’elenco delle applicazioni e fate clic su “Aggiungi programmi selezionati”.
Fatto questo, troverete ProtonUp-Qt nella vista Libreria della Modalità Gioco, sotto la scheda “Non di Steam“.
Ed è tutto, fateci sapere se notate miglioramente e scriveteci sui nostri social per ogni problema o consiglio !
Creative Technology lancia oggi Creative Outlier Free, le sue ultime cuffie wireless che integrano la tecnologia a conduzione ossea con le caratteristiche dell’amata serie Outlier, come la lunga durata della batteria, la resistenza all’acqua, il comfort e il peso leggero. Le Creative Outlier Free sono dotate di un design a gancio per massimizzare il comfort e la vestibilità
L’uso della tecnologia a conduzione ossea si basa sui trasduttori presenti nelle cuffie che, attraverso le vibrazioni sugli zigomi, trasmettono le onde sonore all’interno dell’orecchio interno. Liberando le orecchie dalle cuffie in-ear o over-ear, c’è più sicurezza grazie a una maggiore consapevolezza dell’ambiente circostante, godendo al contempo di un’acustica di alta qualità: ciò è particolarmente utile per chi fa jogging o va in bicicletta su strade trafficate o per gli appassionati di palestra che amano chiacchierare con i propri compagni di allenamento.
Grazie al vantaggio dell’ascolto con orecchie libere, le Outlier Free sono ideali anche per le attività di svago, come cantare con le applicazioni per smartphone, dove gli utenti possono ascoltare la propria voce, proprio come in un ambiente naturale.
Le Outlier Free sono dotate di una serie di pratiche funzioni: fino a 10 ore di durata della batteria per carica (10 minuti di ricarica rapida forniscono 2 ore di riproduzione), resistenza all’acqua IPX5, Bluetooth 5.3 con connettività multipoint (fino a 2 dispositivi Bluetooth alla volta), modalità a bassa latenza per ridurre al minimo il ritardo audiovisivo, microfono integrato e supporto per Siri / Google Assistant. Sono costruite con silicone leggero e lega di titanio a memoria di forma per un comfort e una vestibilità ottimali.
Prezzo e disponibilità
Creative Outlier Free è in uscita al prezzo promozionale di € 89,99 ed è disponibile sul sito ufficiale Creative.com.
Bloober Teamha annunciatoProject M, titolo provvisorio di un nuovo gioco che lo studio polacco si occuperà di pubblicare. Gli sviluppatori, invece, sono i ragazzi di Draw Distance, autori dell’apprezzata serie Serial Cleaners.
We're working on a new game! For over a year now, #BlooberTeam has been conducting pre-production works on a title codenamed Project M. Now the game enters the production phase, and @DrawDistanceDev (creators of the Serial Cleaner franchise), has been chosen as its developer! pic.twitter.com/AwPV38QmwG
Mancano ormai pochi giorni all’uscita ufficiale di PlayStation VR2, il nuovo device di realtà virtuale di Sony. Oltre alla line-up ufficiale del lancio, nelle recenti ore la major giapponese ha pubblicato un nuovo trailer atto ad illustrare tutte le funzionalità che il dispositivo permetterà di ottenere sui vari titoli supportati.
La clip, che vi lasciamo in calce all’articolo, pone ulteriormente l’attenzione sul feedback aptico dei controller, l’audio 3D ed il sistema di eye tracking integrato nel visore.
Ovviamente tutte queste tecnologie hanno un prezzo, e come ben sappiamo è tutt’altro che accessibile, considerati i 599,99€ richiesti per potersi accaparrare questo nuovo PlayStation VR2, in uscita il prossimo 22 febbraio.
Cosa succede quando Ninja Gaiden incontra Cyberpunk?
Per coloro che non hanno mai sentito parlare di Wanted: Dead, si tratta di uno sparatutto in terza persona – sviluppato da Soleil e pubblicato da 110 Industries – che unisce elementi sci-fi cyberpunk ed elementi retrò anni ’90, prettamente ispirato ai classici Hack-‘n-slash/Beat ‘em up come: Ninja Gaiden, Dead or Alive, No More Heroes e Devil May Cry.
Wanted: Dead è disponibile dal 14 febbraio 2023 per PC, PlayStation 5 e Xbox Series S/X.
Una “strana” cospirazione
Il giocatore è chiamato ad indossare i panni di uno dei membri della zombie unit (Hannah Stone), una squadra d’élite della polizia di una futuristica Hong Kong (che si occupa di “lavori” che le normali forze di polizia non possono svolgere), che ha come obiettivo quello di far luce su una importante cospirazione aziendale affrontando mercenari, membri di bande e contractor militari privati!
Versione testata: PlayStation 5
La nostra squadra
Prima di immergerci nel gameplay del gioco, facciamo una breve panoramica su quella che è la nostra squadra d’élite: Lt. Hannah Stone, poliziotta di Hong Kong incredibilmente agile che ha dalla sua una poderosa katana. Il Sgt.Arnold Herzog, tiratore “chiacchierone” e irriverente. Il sergente, Manolo Cortez, di poche parole ma che copre sempre le spalle a tutti. Doc, un medico da campo dalla poca pazienza per l’umorismo e il buon senso. Gunsmith, un campione olimpico, un cantante, un famoso chef, che progetta armi per le forze di polizia di Hong Kong. Cap. Albert Simmons, il fondatore del “programma Manu Military” volto a reclutare ex criminali di guerra nei ranghi delle forze di polizia di Hong Kong.
Gameplay
Wanted: Dead è prima di tutto un Hack-‘n-slash ed è stato concepito dagli stessi creatori di Ninja Gaiden e Dead or Alive. Il combattimentogioca un ruolo piuttosto significativo nell’esperienza ludica. Il gioco unisce due formule classiche: una basata sul classico sparatutto in terza persona, l’altra sullo slasher nudo e crudo. L’obiettivo dello sviluppatore? Creare un equilibrio dinamico tra combattimento a distanza e combattimento ravvicinato (con una inclinazione evidente più verso quest’ultimo), sperando, come a più riprese dichiarato dallo studio stesso, di dar vita ad un sottogenere a sé stante.
Purtroppo l’obiettivo è stato centrato soltanto parzialmente. Nello specifico, alcune scelte di gameplay non ci sono affatto piaciute. Ma andiamo con ordine. La nostra protagonista, come anticipato, può a proprio piacimento destreggiarsi con la katana in dotazione, in mirabolanti uccisioni (alcune davvero splatter e cruente), o utilizzare una delle bocche da fuoco a disposizione (pistole, SMG, LMG, fucili d’assalto, lanciagranate …). E per la maggior parte del tempo, tale “dicotomia” funziona e diverte. I problemi li abbiamo riscontrati in specifiche situazioni, dove – a nostro giudizio – qualcosa non ha funzionato come doveva. Quando i nemici a schermo sono “troppi”, il combattimento diventa a tratti legnoso con i comandi che potremmo definire “dei veri e propri macigni” e che (considerando anche il livello di difficoltà tarato verso l’alto) rendono complicatissima la gestione fra shooting e corpo a corpo; un qualcosa che davvero ci ha lasciato l’amaro in bocca.
E la situazione peggiora quando si ha a che fare con i boss. In una specifica situazione (cercheremo di dirvi il meno possibile), sebbene avessimo capito quasi immediatamente cosa dovessimo fare per sconfiggerlo, siamo comunque passati – dopo aver esaurito le “vite a disposizione” (sarà infatti possibile contare limitatamente sul Doc per “resuscitare”) – a miglior vita. Infatti, oltre a movimenti a dir poco imprevedibili del nemico (su questo non possiamo mettere bocca; anzi è davvero apprezzabile che un nemico non abbia un move set totalmente comprensibile), non siamo riusciti a fare quello che volevamo; ovvero, raccogliere rapidamente una specifica arma da terra – necessaria per “snellire” lo scontro – oppure abbiamo avvertito un input lag spaventoso fra la pressione del tasto e lo sparo del proiettile, il che ci ha davvero spiazzati. Dulcis in fundo, per chissà quale arcano motivo, quando la nostra protagonista deve curarsi, rallenta vistosamente, scoprendo il fianco a dolorosi attacchi e contrattacchi, che vi garantiamo inficiano tantissimo sullo scontro (anche contro i nemici più “basici”). Infine – sebbene non meno importante – i nostri compagni di supporto non ci aiutano come dovrebbero; quasi sembrano “girovagare” per il livello di gioco senza alcun senso, faticando ad annientare anche i nemici più semplici.
Per quanto detto poc’anzi, è indubbio che bisogna davvero avere una pazienza infinita per progredire, cercando di “farsi scivolare” – seppur con grande fatica – le carenze (evidenti) di gameplay e apprezzando altri elementi … come ad esempio le “finisher” memorabili “quasi” come quelle di Mortal Kombat e che permettono al giocatore di eseguirne di svariati tipi, fino a cinquanta, premendo insieme i tasti triangolo e cerchio; l’albero delle abilità – che consente di migliorare le capacità del personaggio – selezionando una delle macro-classi disponibili: Attacco, difesa e supporto; l’upgrade delle armi (che passa per un menu retrò davvero ben fatto).
Grafica e tecnica
Wanted: Dead è ambientato – come detto in apertura di recensione – ad Hong Kong; si tratta di una versione sci-fi della città “amministrativa speciale”, caratterizzata da una tavolozza di colori superlativa, viva e accattivante e che ricorda – molto da vicino – un colosso di SEGA: Yakuza. Proprio con riferimento a quest’ultimo, un altro elemento che abbiamo trovato azzeccatissimo sono stati i mini giochi, davvero divertentissimi e a tratti “ostici” (ci siamo cimentati tantissimo con la gara di “Ramen“) e altre attività “collaterali”, a tratti a dir poco bizzarre. I modelli dei personaggi ci hanno colpito, sia in termini di scelte “stilistiche” – soprattutto per quanto riguarda la nostra “eroina” – e sia per i dettagli: imperfezioni della pelle, tatuaggi, movimento dei capelli. Così come la scelta “stilosissima” di passaggio da anime a scene action, che riescono a raccontare una storia – seppur non indimenticabile – nel modo giusto. Inoltre, abbiamo particolarmente apprezzato il doppiaggio (soltanto in inglese con sottotitoli), perfettamente in linea con il genere e il lip sync, a dir poco perfetto. Ottima anche la varietà di nemici, un qualcosa che oggigiorno – stranamente – è sempre più difficile da vedere nel panorama videoludico.
Per quanto riguarda le prestazioni, su PlayStation 5 non è disponibile alcuna opzione grafica; invece è supportato il DualSense.
Commento finale
Lo sparatutto in terza persona, sviluppato da Soleil e pubblicato da 110 Industries, che unisce elementi sci-fi cyberpunk ed elementi retrò anni ’90, doveva rappresentare una sorta di “spartiacque” nel vasto genere tps. Purtroppo, le promesse non sono state totalmente mantenute; il gameplay – di chiara derivazione Ninja Gaiden/Dead or Alive – incespica su quello che dovrebbe essere il fiore all’occhiello della produzione: il combat system. Un sistema caratterizzato da comandi legnosi – soprattutto quando ci sono tanti nemici a schermo – e da alcune scelte (come il rallentamento del personaggio mentre si cura) che fatichiamo davvero a comprendere. Fortunatamente la grafica, è tutto sommato di livello, così come i modelli poligonali, piuttosto dettagliati e convincenti. Purtroppo, l’obiettivo dello sviluppatore di “di dar vita ad un sottogenere a sé stante” è rimandato, magari con un prossimo eventuale sequel! A conti fatti (e allo stato attuale) Wanted: Dead è soltanto un gioco discreto!
Theatrhythm: Final Bar Line arriverà nei negozi e sugli store digitali tra qualche giorno, intanto iniziano ad arrivare i primi voti della stampa internazionale.
Il titolo celebrativo edito da Square-Enix sta avendo un grandioso successo, sia grazie alla natura enciclopedica dell’opera, ma anche (e soprattutto) al riuscitissimo binomio formato da colonna sonora spettacolare e gameplay semplice ma adrenalinico e divertente.
Ecco di seguito le review finora pubblicate dai maggiori siti internazionali:
Destructoid – 8,5
Shacknews – 9
VG247 – 8
God is a Geek – 9
PlayStation Universe – 8,5
Nintendo Life – 9
Press Start – 8,5
CGMagazine – 9
Digitally Downloaded – 10
PSX Brasil – 9,5
Siliconera – 9
Noisy Pixel – 10
TheGamer – 9
GamersRD – 8,5
Nel momento in cui scriviamo Theatrhythm: Final Bar Line si attesta su una media di 88 su OpenCritic. Si tratta di un risultato provvisorio, in attesa delle altre opinioni in arrivo.
Il titolo sarà disponibile dal 16 febbraio 2023 per PlayStation 4 e Nintendo Switch.
Hogwarts Legacy è sulla cresta dell’onda in questo periodo. Il titolo di Avalanche ambientato nel magico mondo di Harry Potter ha infatti saputo far innamorare pubblico e critica (come vi abbiamo narrato anche nella nostra recensione) al punto tale da essere uno dei successi più grandi degli ultimi tempi, come confermano gli oltre 800.000 utenti attivi contemporaneamente su Steam.
Come gli appassionati sanno benissimo, l’atmosfera della più famosa Scuola di Magia e Stregoneria racchiude diversi elementi, uno tra i quali viene rappresentato dai numerosi incantesimi che il protagonista sarà in grado di apprendere e scagliare.
Tra le varie stregonerie offensive e difensive presenti in Hogwarts Legacy, trovano spazio anche le temutissime Maledizioni Senza Perdono, ossia quelle particolari abilità che, nel mondo magico, causerebbero un biglietto di sola andata per la Prigione di Azkaban, a causa delle loro catastrofiche conseguenze.
Per chi non le conoscesse, eccole di seguito riportate, con i rispettivi effetti:
La Maledizione Cruciatus (Crucio) – La stregoneria oscura della tortura mette fuori combattimento un nemico per diversi secondi, infligge danni nel tempo ed elimina qualsiasi scudo.
La Maledizione Imperius (Imperio) – Questa magia costringe un nemico a divenire un alleato, spingendolo al contempo ad attaccare i propri compagni.
Avada Kedavra – Questa è la più potente maledizione presente nel gioco e consente di uccidere in un solo colpo qualsiasi nemico, boss compresi.
La domanda sorge quindi spontanea: come si ottengono queste particolari e devastanti magie oscure? Vediamo quindi di seguito il procedimento.
Come ottenere le Maledizioni Senza Perdono
Da buon gioco di ruolo, Hogwarts Legacy pone le scelte del giocatore in primo piano sotto alcuni segmenti, ed uno di questi riguarda la facoltà di intraprendere o meno la via oscura, così da poter apprendere, proseguendo nell’avventura, tutte e tre le maledizioni sopra descritte.
Attenzione: ovviamente questa guida andrà a rivelare alcune missioni e meccaniche di gioco quindi, qualora voleste evitare qualsiasi tipo di spoiler, vi invitiamo a non proseguire nella lettura.
Per fare in modo che il processo di apprendimento abbia inizio, dovrete innanzitutto completare la missione della storia relativa alla prova di Percival Rackham, poco prima della fine del primo atto della trama.
Successivamente a questo, sarete in grado di approfondire la conoscenza con Sebastian Sallow, studente della casa di Serpeverde, che vi assegnerà una missione denominata: “All’ombra del Sotterraneo” nella quale imparerete l’incantesimo Confringo.
Proseguendo nel legame con il ragazzo, questo inizierà a parlarvi della sua situazione familiare e della difficoltà che la sorella Anne sta affrontando. Sebastian si convincerà poi che lo studio delle Arti Oscure possa celare il segreto per poter curare la ragazza. Durante questo frangente, approfondirete anche il legame con Infaustus Gaunt, amico di infanzia di Sebastian, che invece ritiene che le Magie Oscure siano argomenti da cui tenersi a distanza.
Da questo momento le vostre scelte incideranno direttamente sull’apprendimento o meno delle Maledizioni Senza Perdono, in quanto starà a voi convincere l’uno o l’altro che la posizione sia quella giusta, ossia se la Magia Oscura merita attenzione oppure no.
Nota: qualora decideste di apprendere ed utilizzare le Maledizioni, non vi sarà alcun cambiamento nella storia né tantomeno nel finale. Queste non influiscono in nessun modo sulla trama.
Maledizione Cruciatus
Come detto poco sopra, proseguendo nella storia e nella conoscenza di Sebastian ed Infaustus, verrà resa disponibile la missione: “All’ombra dello Studio” che vi porterà a scoprire lo Scriptorium di Salazar Serpeverde (dovrete essere minimo al livello 16). Durante la quest, sarete chiamati a risolvere qualche piccolo enigma ambientale, in cui dovrete accedere tre bracieri ed inserire i simboli corretti delle porte sui lucchetti a forma di serpente. Una volta fatto ciò, vi troverete bloccati in un corridoio dove, per poter uscire, sarà richiesto di lanciare la Maledizione Cruciatus.
A questo punto sarete messi di fronte ad una scelta: potrete decidere infatti se lanciarla oppure subirne gli effetti, rifiutandone del tutto la conoscenza. Teniamo a dirvi che, qualsiasi opzione selezionerete, apprenderete ugualmente Crucio.
Maledizione Imperius
La Maledizione Imperius sarà la seconda in ordine cronologico che vi sarà presentata. La missione ad essa dedicata si chiama: “All’ombra del Tempo” e vedrà sempre Sebastian come vostro compagno di viaggio (dovrete essere minimo al livello 17). In questo frangente, sarete chiamati ad esplorare la Tomba presente a Feldcroft. Dopo aver raggiunto la stanza finale della catacomba dei Serpeverde, apprenderete la Maledizione Imperius da Sebastian.
Avada Kedavra
L’ultima, e più potente Maledizione Senza Perdono, sarà accessibile poco prima della fine dell’ultimo atto del gioco, e sarà contraddistinta dalla missione: “All’ombra della Reliquia“. Per fare in modo che la quest vanga proposta, dovrete necessariamente aver completato la difesa di Feldcroft (la ventinovesima missione principale) e tutte le otto precedenti richieste di Sebastian. Oltre a questo, sarà richiesto l’apprendimento delle precedenti due maledizioni ed il livello 28 del personaggio.
Se tutto verrà rispettato, sarete contattati da Infaustus Gant che vi chiederà di incontrarlo insieme ad Anne Sallow, la sorella di Sebastian. Una volta che terminerete il combattimento con gli Inferi, verrete posti davanti all’ultima, e più importante scelta, ossia quella di apprendere l’anatema che uccide, rinunciando ad una parte dell’anima, oppure rifiutarne la conoscenza totalmente.
Per ottenere Avada Kedavra, dovrete dare delle risposte precise a Sebastian, ossia “Tutti quanti dovrebbero conoscere le maledizioni” e successivamente scegliere “Sì, grazie”.
SpongeBob SquarePants: The Cosmic Shake arriva in momento storico piuttosto delicato per la mascotte Nickelodeon. Divenuto classico contemporaneo nonché una delle serie d’animazione più longeve del piccolo schermo, SpongeBob ha dovuto dare tristemente l’addio al proprio creatore Stephen Hillenburg, scomparso prematuramente nel 2018. Un vuoto che non ha mancato di generare i primi attriti sulla futura direzione del franchise, con l’approvazione di alcuni progetti, tra cui uno spin-off prequel, a lungo osteggiati da Hillenburg. Una situazione non inedita nel mondo dello show business, che potrà essere valutata solo tra qualche anno lasciando ai posteri l’ardua sentenza. In questo quadro, The Cosmic Shake rappresenta il primo videogioco totalmente originale a giungere dopo la scomparsa di Hillenburg, gravato da un carico di aspettative non indifferente da parte dei fan.
Sviluppato da Purple Lamp Studios e pubblicato da THQ Nordic, il titolo è un platform 3D divertente ed esuberante, forte di una storia originale ed una produzione attenta e rispettosa del franchise. Scopriamo perché può essere considerato il migliore videogioco dedicata alla nostra spugna preferita.
SpongeBob SquarePants: The Cosmic Shake è disponibile dal 31 Gennaio per PlayStation 4, Xbox One, Nintendo Switch e PC (via Steam).
Pronti ad aiutare SpongeBob e Patrick in un’avventura a spasso tra le dimensioni?
Versione testata: PlayStation 4 (in retrocompatibità su PlayStation 5)
Che gioco è?
The Cosmic Shake è un platform 3D che riprende il mood e la tradizione inaugurata dal classico Battle for Bikini Bottom del 2003, recentemente oggetto del piacevole remake Rehydrated.
Giornata speciale per SpongeBob e Patrick: i due amici infatti decidono di trascorrere la giornata libera al loro parco divertimenti preferito, in cerca di emozioni e risate. Tuttavia, i due vengono attirati dal negozio ambulante della sirena Kassandra dove decidono di acquistare particolari bolle di sapone, che si mormora possano esaudire ogni desiderio. Tornati a Bikini Bottom, SpongeBob inizia ad abusare delle bolle per accontentare i suoi amici. Le bolle tuttavia si rivelano essere lacrime di sirena, un potete artefatto di Re Nettuno, il cui abuso porta… allo strappo del tessuto della realtà. Improvvisamente, Bikini Bottom viene squarciata da portali che risucchiano abitanti e luoghi in dimensioni parallele. Toccherà a SpongeBob e Patrick rimettere tutto a posto.
Bikini Bottom tornerà come prima, parola di SpongeBob e Patrick.
La storia fornisce un semplice pretesto per collocare personaggi in contesti inediti e freschi, giocando sulle possibilità offerte dal multiverso in termini di varietà estetica e situazionistica. The Cosmic Shake diventa dunque un divertente viaggio tra personaggi familiari ed eventi inediti, graziato da un evidente amore per il materiale di partenza. Non solo la grafica si presenta sgargiante e ricca di dettagli, ma anche il comparto sonoro è altrettanto curato. Il ritorno dei compositori dell’apprezzato Battle for Bikini Bottom e la presenza di moltissime canzoni della serie farà sentire a casa ogni fan, senza dimenticare la presenza di tutte le voci originali inglesi. Un lavoro meticoloso, che rappresenta uno dei migliori lavori di adattamento videoludico di una serie animata.
Non poteva mancare un mondo preistorico… che riserverà una esilarante sorpresa.
Perché giocarlo?
La nuova avventura di SpongeBob e Patrick porterà i due amici a spasso tra sette mondi diversi, oltre a Bikini Bottom che fungerà da unico grande livello centrale avente anche funzione di hub.
Ciascuno dei mondi è splendidamente caratterizzato ed offre un’ottima varietà di situazioni. Purple Lamp Studios dimostra di gestire con sapienza le possibilità offerte dal viaggio multidimensionale, portando il giocatore a spasso tra ambientazioni vaste e ricche di attività. SpongeBob si troverà a vestire i panni di un attore di un film d’azione, tra stunt acrobatici e sessioni da beat’em’up a scorrimento. Ma spazio anche al Far West ed inseguimenti mozzafiato, ad un mondo a tema Halloween in cui dover sfruttare lo stealth e molto altro. The Cosmic Shake è un’esperienza sopra le righe, che coniuga qualità dell’esperienza platform al coerente uso della licenza e che tende a migliorare man mano che ci si avvicina allo scontro finale.
I mondi finali alzano l’asticella della varietà e della qualità generale.
Lo spugnoso protagonista avrà a disposizione un ventaglio di abilità classiche. Dal doppio salto alla planata, passando per l’attacco rotante e la schiacciata a terra, si aggiungeranno progressivamente skill come la possibilità di dondolarsi dagli appigli. Un set tradizionale, che si mescola tuttavia ad un’attenzione particolare rivolta ai combattimenti. Spongebob infatti dovrà fronteggiare un ottimo numero di avversari, ognuno caratterizzato da pattern offensivi specifici. In suo soccorso ci saranno abilità peculiari come la possibilità di imprigionare temporaneamente i nemici nelle bolle di sapone, o colpirli con incredibili calci volanti.
Sul versante della longevità, The Cosmic Shake offre un’esperienza di circa 8 ore che può tuttavia lievitare in caso vogliate completare il gioco al 100%. Il titolo infatti si apre ad un ampio backtracking dopo i titoli di coda, per recuperare i collezionabili nascosti sfruttando le abilità apprese. Importante sarà dialogare con gli abitanti di Bikini Bottom per aiutarli con le loro necessità e completare le missioni secondarie. Pronti dunque a dare una mano a Squiddi o a Mr. Krab, portando la longevità finale tra le 15 e le 20 ore.
Il calcio volante è un’abilità figa, ma anche un po’ OP.
Perché no?
The Cosmic Shake, nonostante un’offerta ludica indiscutibilmente solida, presenta tuttavia alcuni aspetti che potrebbero lasciare l’amaro in bocca al pubblico.
L’impostazione classica della produzione, sebbene ampiamente mitigata dalla varietà di situazioni e dall’umorismo, si scontra tuttavia con una calibrazione della difficoltà non ottimale. The Cosmic Shake è infatti un’esperienza fin troppo rinunciataria in termini di sfida. Le fasi platform, nonostante un piacevole level design, sono molto semplici e lineari. Anche i combattimenti, presenti in gran numero, si risolvono spesso con pochissimi sforzi nonostante l’evidente impegno profuso nel proporre un interessante bestiario di avversari. Una precisa scelta da parte degli sviluppatori, quella di non calcare la mano sulla difficoltà per rendere la produzione appetibile al più vasto pubblico possibile. Spiace tuttavia avvertire un palpabile potenziale, in alcune fasi decisamente ispirate che alzano l’asticella in termini di sfida e level design. Parafrasando, un chiaro esempio di “potrei, ma non voglio”.
Alcune fasi hanno un innegabile potenziale, purtroppo però la maggior parte del gioco ha un basso livello di sfida.
Un altro aspetto che ci ha lasciato interdetti è nella circostanziata scarsa rifinitura della produzione. Nonostante una fedele riproposizione di personaggi ed ambientazioni in una cornice audiovisiva perfettamente coerente, The Cosmic Shake presta il fianco a fastidiosi incertezze nella gestione delle transizioni. Il passaggio tra i bellissimi filmati e l’azione fin troppo spesso presenta tagli netti ed improvvisi, andando a rovinare l’immersione. Preparatevi dunque ad assistere a divertenti cutscene con repentini tagli che immettono in situazioni di gameplay poco contestualizzate. Una mancanza di pulizia in fase di presentazione che abbiamo ritrovato anche nei menu in game. Questi sono infatti molto sintetici ed avari, rispetto ad altre produzioni dello stesso genere, che rendono difficile navigare tra le informazioni.
L’ottima cura nella presentazione generale scopre il fianco ad alcune spiacevoli leggerezze.
Commento finale
SpongeBob SquarePants: The Cosmic Shake regala alla simpatica spugna di Nickelodeon una nuova incursione nel mondo dei platform 3D, a due anni e mezzo di distanza dal remake dell’amatissimo Battle for Bikini Bottom. Purple Lamp Studios realizza un prodotto solido e concreto, ricco di amore per il materiale di partenza, forte dell’umorismo tipico della serie d’animazione (grazie anche all’intervento dei doppiatori originali), di un gameplay classico e di una presentazione encomiabile. Sorprende, in un quadro così curato, notare alcune leggerezze legate alla gestione delle transizioni, a menù eccessivamente avari ed una curva di difficoltà troppo accomodante. The Cosmic Shake, al netto di qualche limite, è dunque un ottimo prodotto per i fan ma anche un piacevole e divertente titolo per tutti gli altri.
Non sono certo periodi facili e felici per Ubisoft. Dopo infatti l’ulteriore rinvio di Skull & Bones e la cancellazione di diversi progetti in sviluppo, la casa francese pare aver messo in pausa un altro dei suoi brand più famosi.
Stando infatti ad alcune fonti vicini all’azienda transalpina, il (possibile) terzo capitolo di The Division non è attualmente tra i programmi degli sviluppatori. Questa particolare decisione risulta parecchio curiosa, soprattutto se raffrontata con il buon successo dell’ultima interazione pubblicata, che ha totalizzato circa 20 milioni di copie vendute.
E’ anche vero che recentemente Ubisoft ha comunicato che il supporto post lancio di The Division 2 ha incontrato seri problemi tecnici, che hanno costretto l’editore a rimandare a data da destinarsi alcuni contenuti post lancio dedicati al gioco.
Che dire, sicuramente una notizia triste per tutti gli appassionati del famoso TPS MMO. Speriamo solo che queste voci non vengano confermate ufficialmente dalla software house francese.
Sono ormai settimane che si vocifera di un evento Sony dedicato ad informare i possessori della console ammiraglia di tutto ciò che sta per arrivare, ma finora nessuna comunicazione ufficiale da parte della casa nipponica.
Come è ormai noto, lo scorso ottobre era previsto un evento, ma pare sia stato poi cancellato per non influenzare negativamente (almeno per quanto riguarda la visione di Sony) gli organismi antitrust che stanno tuttora valutando l’acquisizione di Activision Blizzard da parte di Microsoft.
Nelle recenti ore, il noto leaker The Snitch ha avuto uno scambio di battute su Twitter con un altro personaggio importante del settore dei rumor, ossia Tom Henderson. Quest’ultimo ha infatti postato uno stato in cui si lamentava del fatto che il lunedì non porta mai con sé notizie rilevanti. La risposta di The Snitch è stata alquanto emblematica: “Non c’è niente come i martedì random!”
Ovviamente poi The Snitch ha tenuto a precisare che non sa nulla di qualcosa in programma per oggi, ma comunque ha voluto lanciare un sasso che non è caduto nell’indifferenza della community. Non ci resta quindi che attendere con trepidante attesa le prossime ore, così da conoscere finalmente la verità.
Just to clarify: I know nothing about a State of Play or similar event to be announced tomorrow. Period.
Nella giornata di domani, 15 febbraio, Infinity Ward rilascerà gratuitamente la Stagione 2 per Call of Duty: Modern Warfare 2 e Warzone 2.0.
Nonostante le recenti lamentele di buona parte della community, che imputa agli sviluppatori uno scarso supporto per il tanto pubblicizzato titolo, Activision ha recentemente pubblicato il trailer di lancio di questa nuova stagione, che promette nuove armi e nuove modalità per l’FPS.
Sono infatti previsti contenuti come il Gulag 1vs1, i match classificati, la mappa Ritorno ed altri miglioramenti generali dell’esperienza. Ovviamente l’aggiornamento (scaricabile da oggi) includerà anche varie correzioni a bug e ad altre problematiche tecniche riscontrate.
Lies of P ha rappresentato sicuramente un prodotto che è entrato nei cuori della community fin dal suo annuncio.
Il titolo souls-like ispirato all’opera di Collodi (Pinocchio) sviluppato da Neowiz si è arricchito recentemente di un ulteriore contenuto video.
All’interno dell’IGN Fan Fest è stato infatti pubblicato un nuovo gameplay trailer per il gioco, che sembra confermarne (indirettamente) l’uscita entro il 2023 su PC, PS5 ed Xbox Series X|S.
Non ci resta quindi altro da fare che attendere con maggior impazienza ulteriori aggiornamenti in merito allo stato di sviluppo di Lies of P, che si conferma ancora una volta uno dei titoli più affascinanti tuttora in sviluppo.