Lo YouTuber e dataminer francese j0nathan ha svelato che, sulla base delle informazioni in suo possesso, la data di uscita di Assassin’s Creed Mirage attualmente fissata dagli sviluppatori è il 12 ottobre.
Al minuto 15:20 del video trovate la dichiarazione:
Ovviamente è solo un rumor e per tale deve essere considerato.
Indossa i panni di Basim, un astuto ladruncolo da strada che cerca risposte e giustizia nelle affollate vie della Bagdad del IX secolo. Grazie a un’antica e misteriosa organizzazione nota come gli Occulti, diventerà un Maestro Assassino e cambierà il suo destino in modi imprevedibili.
Scopri una versione aggiornata del gameplay e delle caratteristiche che hanno definito la serie per 15 anni.
Esegui corse acrobatiche in giro per la città ed elimina i nemici furtivamente con assassinii più cruenti che mai.
Esplora una città brulicante di vita, dove gli abitanti reagiscono a ogni tuo movimento, e scopri i segreti di quattro quartieri diversi in una Bagdad all’apice dello splendore.
Se volete preordinarlo su Amazon potete farlo ai seguenti indirizzi:
Mike Schmidt, una turbata guardia di sicurezza, inizia un lavoro notturno da Freddy Fazbear’s Pizza, un decaduto centro di intrattenimento per famiglie abbandonato. Lì scoprirà che le quattro mascotte animatronic — Freddy Fazbear, Bonnie the Bunny, Chica the Chicken e Foxy the Pirate — si muovono ed uccidono tutti coloro che si trovano nel centro dopo la mezzanotte.
Il film è diretto da Emma Tammi (The Wind, Blood Moon) e vede nel cast Josh Hutcherson, Matthew Lillard, Kat Conner Sterling e Mary Stuart Masterson.
La pellicola è prodotta dalla Blumhouse Productions, casa di produzione statunitense fondata nel 2000 specializzata nella produzione di film horror. Nel corso degli anni ha realizzato prodotti di successo come Paranormal Activity, Insidious, La notte del giudizio, Sinister ed Ouija. Recentemente ha altresì prodotto M3GAN e i nuovi capitoli della serie Halloween.
Five Nights at Freddy’s arriverà al cinema il 27 Ottobre ed in contemporanea in streaming sulla piattaforma statunitense Peacock.
Nell’attesa, Universal Pictures arriverà al cinema con Oppenheimer, un thriller storico girato in IMAX che porta il pubblico nell’avvincente storia paradossale di un uomo enigmatico che deve rischiare di distruggere il mondo per poterlo salvare.
Con un annuncio affidati ai propri canali social, Marvel Entertainment ha annunciato ufficialmente le date di uscita di Echo e della seconda stagione di Loki su Disney+.
Loki 2 La seconda stagione della serie con protagonista Tom Hiddleston arriverà su Disney+ il prossimo 6 Ottobre. La storia inizierà dal punto esatto in cui si interrompeva il precedente season finale. Come dichiarato dall’attore nel corso del recente D23 Expo “Loki si trova nuovamente alla TVA, ha avuto un confronto difficilissimo con Sylvie, mentre Mobius e Hunter B-15 non sanno chi lui sia”. Sappiamo inoltre che comparirà almeno una variante del Kang di Jonathan Majors.
Echo La nuova serie dedicata ad Echo arriverà invece il 29 Novembre: tutti gli episodi saranno disponibili da subito. La storia ci mostrerà le origini di Maya Lopez (già incontrata in Hawkeye), il cui comportamento spietato a New York City la raggiunge nella sua città natale. Dovrà affrontare il suo passato, riconnettersi con le sue radici di Nativa Americana ed accogliere il significato di famiglia e comunità.
Nella nuova serie Secret Invasion dei Marvel Studios, ambientata nei giorni nostri del MCU, Nick Fury viene a conoscenza di un’invasione della Terra da parte di una fazione di Skrull mutaforma. Fury si unisce ai suoi alleati, tra cui Everett Ross, Maria Hill e lo Skrull Talos, che si è fatto una vita sulla Terra. Insieme dovranno correre contro il tempo per sventare l’imminente invasione Skrull e salvare l’umanità.
Nel cast, oltre a Samuel L. Jackson, ci saranno Cobie Smulders, Martin Freeman e Don Cheadle nel ruolo di James “War Machine” Rhodes. Nel cast troviamo anche Kingsley Ben-Adir, Olivia Colman nonché Emilia Clarke.
In the legend of Zelda Tears of the Kingdom non è così facile come sembra guadagnare la moneta di gioco, le RUPIE.
Certo potete vendere tantissime cose ai mercanti, dagli insetti, ai corni di goblin, passando per le pietre preziose, ma la gran parte di questi oggetti, come abbiamo visto nel video qui sotto (a proposito, vi siete iscritti al nostro canale? Non ancora? Beh chi state aspettando! aiutateci a farlo crescere per avere altri contenuti come questo) possono essere utilizzate per altri scopi utili, per creare pozioni, rafforzare armature e scudi o creare armi elementali.
Esistono però tanti altri modi per guadagnare rupie rapidamente, in questa guida ve ne sveliamo qualcuno, ma se ne conoscete altri, scrivetecelo nei commenti.
Valore delle rupie
Prima di passare ai nostri consigli, un breve ripasso di economia domestica con il valore di ciascuna rupia disponibile in Tears of the Kingdom:
Rupia verde: 1
Rupia blu: 5
Rupia rossa: 20
Rupia viola 50
Rupia d’argento: 100
Rupia d’oro: 300
Completate le sfide
Nello sconfinato mondo di gioco vi troverete spesso ad incontrare degli NPC che vi proporranno sfide alla “modica” cifra di 20 rupie: se siete a corto di soldi, ecco quelle più semplici che vi faranno guadagnare una moneta d’argento!
Nydo e Reverto
Attraversate il Ponte di Colbacco in direzione frontiera di Colbacco e andate a sinistra, nei pressi del dirupo c’è un Rito, Nydo, che vi proporrà una sfida, far cadere su una pedana oscillante dei sacchi che vi verranno scagliati contro da un suo amico Goron. Come il gioco vi fa capire in maniera piuttosto esplicita, per farlo dovrete utilizzare Reverto. Se riuscirete a battere il record di Nydo, potrete ottenere una rupia d’argento. Il trucco sta nel non bloccare il sacco immediatamente appena lanciato ma attendere che il sacco vi raggiunga quasi e la pedana sia non proprio sotto di lui, a quel punto usate reverto e rilasciate, nel frattempo la pedana so sposterà sotto il pacco e farete centro. Dopo un paio di tentativi, ci farete la mano e guadagnerete un sacco di monete !
Completate la sfida dell’aereo sull’isola di Terrafinita
L’Isola Terrafinita non è facile da raggiungere, ma una volta lì si possono guadagnare facilmente rupie (inoltre è un passaggio necessario se volete trovare l’elmo di Midna) L’isola Terrafinita si trova nel settore sud-est della mappa. Probabilmente dovrete usare una imbarcazione per raggiungere l’isola, meglio se con vela, in quanto la distanza da percorrere è molto ampia e le batterie zonai potrebbero esaurirsi presto. Una volta arrivati, cercate i due ricercatori che vogliono testare il loro aereo Zonai.
Il test prevede che si voli e si faccia atterrare l’aereo sul luogo dell’obiettivo. Se riuscirete a far atterrare l’aereo secondo i loro desideri, riceverete 100 rupie. Tuttavia, la sfida costa 20 rupie per ogni tentativo. Potrebbero essere necessari alcuni tentativi per prendere confidenza con l’aereo Zonai, ma una volta che ci sarete riusciti, potrete ottenere un profitto di 80 Rupie per ogni tentativo.
in aggiornamento…
Visitate i pozzi
Esistono ben 55 pozzi ad Hyrule, come scoprirerete visitando quello del villagio Calbarico, dove una signorina affascinata come voi dai pozzi (What!?) vi proporrà di cercarli in giro, fornendole informazioni sulla loro posizione. I pozzi si trovano nei pressi dei villaggi e degli slallaggi, ma alcuni possono essere trovati anche nei pressi delle rovine di vecchie città. Visitandoli scorprierete che tutti nascondono (a volte molto bene) anche un forziere con una rupia viola o argento. I forzieri si trovano spesso dietro massi o sul fondo degli stagni, perciò utilizzate le vostre abilità per trovarli.
Completando la sfida, inoltre, comunicandone la posizione alla suddetta signorina, otterrete anche un ulteriore premio, una rupia rossa.
Cannavacciuolo vi fa un baffo: vendete spiedini gourmet!
Vi sentite più cuoco o minatore? Uno dei modi più semplici per guadagnare rupie in TOTK è cucinare pasti ed estrarre gemme da vendere ai mercanti, ma ci sono modi per far fruttare ulteriormente queste attività.
Se cucinate cinque carni gourmet, ad esempio, potete creare uno spiedino di carne che viene venduto a oltre 300 rupie. Dovrete dedicare molto tempo alla caccia dei lupi dalle zampe fredde e degli orsi nelle lande ghiacciate presso lo Stallaggio del nevaio nelle terre di Hebra, ma il guadagno ne vale la pena. Questo compito è molto più facile se avete il miglior cavallo di Tears of the Kingdom
Vendi gemme a Beedle
Potete trovare Beedle, il mercante errante, in giro per le terre di TOTK e lo vedrete quasi sempre vicino a una stalla. Se passate un po’ di tempo a estrarre minerale, potete vendergli le gemme rare che trovate a un prezzo più alto rispetto a quello che ottengono gli altri mercanti.
Il modo migliore per estrarre minerale è usare i fiori bomba o fondere una roccia con un’arma a due mani. I giacimenti si trovano sulle scogliere, nelle grotte e nei pozzi. Le scintille d’oro su un giacimento sono il segno di un minerale raro.
Inseguite il bianconiglio
Probabilmente avete già visto dei piccoli conigli bianchi con orecchie d’orate in TOTK. Sono piccoli coniglietti luminosi che scappano ogni volta che vi vedono. Se riuscite ad avvicinarvi di soppiatto a uno di loro, colpitelo più volte che potete e le rupie si riverseranno letteralmente su di lui mentre scappa via. Un trucchetto consiste nel restare a distanza, saltare dal cavallo estraendo l’arco in modo da rallentare il tempo, e sparare quante più frecce potete, oppure se non avete un cavallo, date fuoco ad un po’ d’erba e usate l’aria calda e la paravela per portarvi in alto e poi da li’ potrete scagliare un maggior numero di frecce.
Raccogliere la cacca dei Dondon
I Dondon sono grandi creature dall’aspetto preistorico con corna giganti e si trovano appena oltre il fiume a nord dello stallaggio vicino al lago di Hylia. Potreste essere tentati di ucciderli. Non fatelo. Avete bisogno della loro cacca.
Se lasciate cadere una pietra luminosa davanti a un Dondon, lo divoreranno. Tornate dopo un po’ e scoprirete che hanno elaborato la pietra nelle loro viscere e hanno cagato alcune gemme rare. Ora, la cacca può essere qualsiasi cosa si trovi in un giacimento di minerale (compreso il salgemma, purtroppo), ma sarete in grado di raccogliere un sacco di gemme rare da vendere a Beedle se darete loro molto da mangiare.
Unisciti alla squadra di controllo dei mostri
In tutta la mappa TOTK è presente una milizia che dà la caccia alle basi dei mostri e le sgombera. Aiutateli nelle loro battaglie e vi daranno 100 rupie per ogni base sgomberata. Si tratta di un lavoro più difficile rispetto a molti altri metodi, ma nel frattempo potrete raccogliere un sacco di parti di mostri e armi. Magari vendete alcune parti dei mostri per rendere il tutto più redditizio.
Aiuta Addison ad affiggere i cartelli del Presidente Hudson
Addison può essere trovato in tutto il mondo di gioco mentre cerca di erigere i cartelli elettorali per il Presidente Hudson. Aiutatelo a farli stare in piedi usando l’ultramano per tenerli fermi e vi ricompenserà con alcune rupie, degli squisiti onigiri e un fiore bomba.
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Il publisher IndieForge ed il team di sviluppo Asylum Square hanno annunciato che il platform Tiny Thor arriverà su PC via Steam ed Epic Games Store il prossimo 5 Giugno.
Il titolo, sviluppato in pixel art in stile 16 bit, verrà venduto a €19.99. Sarà inoltre disponibile la “Ragnarok n’ Roll Edition” al prezzo di € 25.00 euro, ed includerà altresì la colonna sonora ufficiale.
Tiny Thor arriverà poi nel corso dell’estate anche su Nintendo Switch.
Nel mondo di Tiny Thor si affrontano tante ardue sfide di diversi livelli insieme al martello Mjöllnir. Il gioco si distingue per la sua grafica a 16 bit, controlli precisi e l’alto contenuto di azione rapida e incalzante che farà breccia nel cuore dei tanti fan del retro.
Il funzionamento del martello è il punto cardine del gioco. Mjöllnir permette di eseguire un’ampia varietà di lanci. È possibile infatti effettuare dei tiri mirati o farlo rimbalzare nelle superfici per fargli raggiungere il suo obiettivo.
La grafica sensazionale a 16 bit realizzata da Henk Nieborg e la colonna sonora composta da Chris Hülsbeck non faranno appassionare solo gli entusiasti del retro. Tiny Thor ha tanto da offrire!
Il gioco si presenta all’inizio come un semplice platform. Tuttavia, già dalle prime fasi, si trasforma in un’avventura a tutti gli effetti in cui si sbloccano diverse abilità.
Il figlio di Odino deve confrontarsi con dei boss particolarmente ostili. Ogni regno è popolato da potenti avversari che intendono impedire al giovanissimo Thor di diventare un dio. Ogni sua abilità sarà una risorsa preziosa in grado di spianargli la strada.
Caratteristiche
Impara a usare al meglio il martello multidirezionale per sconfiggere gli avversari.
Apprendi incredibili abilità.
Scopri 30 livelli concepiti con passione in tre regni differenti.
Sconfiggi dei potenti boss ognuno con le sue tecniche di combattimento specifiche.
Risolvi complessi enigmi ed esplora le zone più remote di Asgard.
Scopri miriadi di segreti e recupera le gemme nascoste per sbloccare i livelli di sfida.
Vivi l’indescrivibile storia di un giovane dio che esperisce il proprio destino.
L’Entertainment Software Rating Board (ESRB), l’agenzia di rating statunitense che si occupa della classificazione dei videogiochi per fasce di età, ha appena valutato Stray per Xbox Series ed Xbox One.
L’anticipazione potrebbe aver svelato anzitempo l’arrivo dell’avventura felina sulle piattaforme Microsoft, a quasi un anno di distanza dall’originaria release sul mercato.
Il titolo sviluppato da BlueTwelve Studio e pubblicato da Annapurna Interactive è infatti arrivato lo scorso 19 Luglio per PlayStation 5, PlayStation 4 e PC via Steam, raccogliendo il favore della critica (tra cui il nostro) e del pubblico.
In attesa di avere nuove informazioni, vi lasciamo in compagnia del nostro coverage su Stray:
L’agente altamente specializzato Tyler Rake affronta una missione nuova e pericolosa: salvare la figlia rapita da uno spietato gangster.
Hemsworth torna a lavorare con il regista Sam Hargrave in una produzione AGBO di Joe e Anthony Russo con la sceneggiatura di Joe Russo. Golshifteh Farahani riprende il ruolo del primo film, affiancata da Daniel Bernhardt e Tinatin Dalakishvili.
Il primo film era ispirato alla graphic novel “Ciudad” di Ande Parks, da una storia di Ande Parks, Joe e Anthony Russo con illustrazioni di Fernando León González.
Tyler Rake 2 è prodotto da Anthony Russo, Joe Russo, Mike Larocca, Chris Hemsworth, Patrick Newall e Sam Hargrave, mentre la produzione esecutiva è affidata ad Angela Russo-Otstot, Jake Aust, Benjamin Grayson, Steven Scavelli, Christopher Markus e Stephen McFeely.
Il film arriverà solo su Netflix il prossimo 16 Giugno.
Arrivati alla metà di un maggio testardamente piovoso, è arrivato puntuale l’annuncio di Xbox riguardante la seconda ondata di nuovi giochi gratis per Game Pass.
Il gioco più bello del mondo scende in campo in FIFA 23, con la tecnologia HyperMotion2, la FIFA World Cup maschile e femminile disponibile durante la stagione, le squadre di club femminili, le funzionalità cross-play e molto altro.
18 Maggio
Eastern Exorcist – (Console e PC)
Eastern Exorcist is a stunning 2D side-scrolling action RPG set in a fantasy eastern world with the vicious spirits and monsters. Play as a skilled exorcist against chaotic evil to fight your way through the brutal world, and experience different stories of joy and sorrow.
Ghostlore – (Console)
Ghostlore è un GdR d’azione dai toni “eastpunk” dove ti troverai ad affrontare i mostri delle leggende dell’Asia sudorientale. Ispirato a grandi classici del genere come Diablo 2 e Titan Quest, Ghostlore offre un sistema articolato di personalizzazione di oggetti e personaggi, mappe generate proceduralmente e una grafica rétro in puro stile anni ’90.
23 Maggio
Planet of Lana – (Console e PC)
Una ragazza e il suo fedele amico intraprendono una missione di salvataggio in un mondo variopinto, popolato da macchine senza cuore e bizzarre creature. Planet of Lana è un puzzle game cinematografico d’avventura, contornato da una saga sci-fi epica che si districa tra intere galassie e secoli.
25 Maggio
Cassette Beasts – (Console)
Colleziona mostri fantastici in cui trasformarti durante le battaglie a turni di questo gioco di ruolo open-world. Combina due forme di mostro con il sistema Fusione di Cassette Beasts per crearne di nuove, uniche e potenti!
Massive Chalice – (Cloud e Console)
MASSIVE CHALICE is a tactical strategy game set on an epic timeline from Double Fine Productions. As the Immortal Ruler of the nation, you’ll take command of its heroes, forge heroic marriages to strengthen your Bloodlines, and battle a mysterious enemy known as the Cadence in a 300 year war.
Railway Empire 2 – (Cloud, Console e PC)
Vesti i panni di un abile imprenditore, rileva una piccola compagnia ferroviaria dei primi anni del 1800 e trasforma le tue locomotive in cavalli da tiro dell’economia.
30 Maggio
Chicory: A Colorful Tale – (Console e PC)
Un gioco d’avventura top-down in un mondo ricco di personaggi vivaci, come un libro da colorare. Usa i tuoi poteri di pittura per esplorare, risolvere enigmi, fare amicizie, e disegnare dove vuoi! Dai creatori di Wandersong e Celeste.
Chi abbandona il Game Pass a Maggio
Attenzione: i seguenti titoli abbandoneranno invece la piattaforma alla fine del mese:
Europa Universalis (PC)
Evil Genius 2: World Domination (Cloud, Console e PC)
Tra i contenuti più suggestivi presenti in Tears of the Kingdom, c’è la possibilità di mettere la mani sulla Maschera di Majora.
Infatti, il titolo potrà anche essere un seguito diretto di Breath of the Wild, ma nasconde al suo interno non pochi riferimenti agli altri capitoli del franchise. La Maschera di Majora è un artefatto leggendario, che ha prestato il proprio nome all’omonimo titolo della serie, apparso ben 23 anni fa su Nintendo 64. Non vedete l’ora di farla vostra? Ecco come farlo!
La Maschera di Majora si trova nel Floating Coliseum, il quale a sua volta si trova molto al di di sotto di Hyrule stessa, nel Baratro.
All’interno dell’Arena Galleggiante, scoprirete che dovrete affrontare cinque Lynel: fortunatamente, uno alla volta. Tuttavia, visto che si tratta di uno scontro piuttosto impegnativo, vi raccomandiamo di tentare la sfida solo quando sarete più avanti nell’avventura. Sarà infatti utile disporre non solo di una buona quantità di salute, ma anche di una valida armatura e, perché no, anche della Spada Suprema.
Ecco il punto esatto.
Come ottenere la Maschera di Majora
Arrivati sul posto indicato, dovrete entrare nell’arena e sconfiggere i Lynel.
I primi quattro saranno relativamente semplici, se ne avete già affrontati nel corso dell’avventura. Viceversa, il quinto ed ultimo Lynel potrà vantare una robustissima armatura che richiederà di essere scalfitta con gli attacchi pesanti di una grossa arma.
A prescindere da quanto e come sconfiggerete i Lynel nell’Arena, la vostra ricompensa sarà un forziere. Al suo interno, troverete la famosa Majora’s Mask.
La Maschera di Majora, in tutto il suo splendore.
I poteri della Maschera di Majora in Tears of the Kingdom
Oltre ad essere un artefatto iconico nella storia del franchise, la Maschera nasconde proprietà interessanti in Tears of the Kingdom.
Equipaggiandola, Link potrà spostarsi tra i nemici più facilmente senza allertarli della propria presenza. Si tratta dunque di un oggetto estremamente utile, che vi consigliamo di usare senza esitazioni nelle situazioni più delicate.
Nei giorni scorsi Tate Multimedia ha rilasciato per Kao the Kangaroo il nuovo DLC “Bend the Roo’les” che introduce una nuova mini-storia, cinque nuove livelli e una nuova boss fight.
La durata dei nuovi livelli è simile a quella dei livelli del gioco base. Parliamo dunque di un’oretta e mezza di nuovi contenuti. Per la precisione, quattro dei cinque nuovi livelli presentando anche un secondo livello di difficoltà Difficile. Nulla che va a stravolgere la vostra prima run, ma i collezionabili sono posizionati in posti diversi e qualche sezione è leggermente più difficoltosa, ma nulla di insormontabile, anzi.
A differenza del precedente DLC “Oh! Well”, “Bend the Roo’les” introduce anche una nuova serie di trofei (per adesso, per qualche strano motivo, disponibili solo per la versione europea per PlayStation 4). Il corrispettivo monetario richiesto per ottenere il pacchetto è di 7.99€.
Sono state introdotte nuove situazioni che vanno proprio a giovare al ritmo di gioco, come delle vere e proprie sfide a tempo all’interno dei livelli, delle situazioni in cui correre più veloce possibile per evitare che la lava ci raggiunga o situazioni in cui stare al passo di alcune lucciole che illuminano il cammino. E c’è anche un livello con sezioni 2D che riteniamo sia il migliore dell’intero pacchetto Kao the Kangaroo.
Insomma, gli sviluppatori questa volta non hanno sbagliato nulla, peccato parliamo solo di un DLC che offre due ore scarse di contenuti a distanza di un anno dalla release originaria (senza dimenticare che il gioco tecnicamente è rimasto “sporco” così come era al D1).
Non ci resta che lasciarvi alla nostra video-guida dedicata al DLC, caricata sul nostro canale YouTube:
Dopo aver completato la nostra avventura in compagnia di Tin Hearts, ci siamo ritrovati con tanti pensieri. Sarà stato merito dell’esperienza di Rogue Sun, giovane team composto da veterani di Lionhead Studios, autori della saga di Fable. O sarà stato grazie ad un gameplay che rievoca e rielabora un classico come Lemmings. O forse il motivo è stata una direzione artistica sontuosa al servizio di una storia adulta e profonda. Ciò che invece si è attagliata perfettamente nella mente è stata la sensazione di aver giocato qualcosa di speciale.
Edito da Wired Productions (lo stesso publisher del recente The Last Worker), Tin Hearts è un puzzle game che coniuga la risoluzione di enigmi al racconto di una storia di una famiglia attraverso anni e generazioni. Un obiettivo audace che, come avrete già intuito, è stato pienamente centrato dal team di sviluppo.
Tin Hearts, già disponibile dal 20 Aprile per Nintendo Switch, è disponibile da oggi 16 Maggio per PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series e PC (via Steam). Il titolo arriverà poi nel corso dell’estate anche per PCVR, PSVR2 e Meta Quest 2.
C’è sempre un fascino nostalgico nei giocattoli di un tempo passato.
Versione testata: PlayStation 5
Che gioco è?
Tin Hearts prende spunto dal classico puzzle game Lemmings, nato nel lontano 1991 su Amiga e sviluppato da DMA Design sotto etichetta della mai troppo compianta Psygnosis.
Età vittoriana. Alfred J. Butterworth è un artista visionario che riversa il suo genio nella creazione di giocattoli. La sua esistenza scorre serena, circondata dall’amore verso la moglie Helen, una gentile e talentuosa musicista, e la loro dolce figlia Rose. Quella che sembra una fiaba senza tempo diventa, col passare degli anni, la storia della famiglia Butterworth, destinata ad intrecciarsi in un commovente racconto sulla vita, sui propri compromessi e sull’amore.
Alcuni percorsi vi porteranno anche in ambientazioni all’aperto.
Rogue Sun sposa una direzione artistica elegante che richiama il lavoro di titoli comeSyberia: The World Before per proporre una realtà alternativa del tardo Ottocento. Tuttavia, è nella sceneggiatura che Tin Hearts semplicemente sorprende. Non possiamo e non vogliamo rivelarvi i colpi di scena della trama e le tematiche che verranno affrontate, perché ci sentiremo responsabili di avervi rovinato un viaggio toccante e significativo. Quello che possiamo dirvi è che, lungi da un aspetto da titolo dedicato ai più piccoli, Tin Hearts affronta una storia adulta e sfaccettata, che con egual garbo e potenza tocca argomenti complessi.
Una narrazione abile che ripudia lo staticismo delle cutscene, suggerendo al giocatore i lenti sviluppi dell’intreccio tra rivelazioni inattese e lunghi attimi riflessivi. Non nascondiamo di esserci anche commossi di fronte ad alcuni passaggi particolarmente suggestivi. Un enorme merito per il team di sviluppo, grazie anche all’eccellente doppiaggio del cast. Impossibile poi non citare la meravigliosa colonna sonora firmata da Matthew Chastney, pluripremiato compositore il cui palmares cita produzioni come Chernobyl, JOKER e Bridgerton.
La storia di Alfred affronterà molte tematiche, alcune delle quali estremamente delicate.
Perché giocarlo?
Tin Hearts si pone dunque due grandi obiettivi. Da un lato raccontare una storia toccante ed emozionante. Dall’altro lato, vuol essere un puzzle game fresco e divertente.
Un proposito ambizioso, reso ancora più arduo dalla particolarità del genere di riferimento. Pochi altri titoli son riusciti a realizzare, nella storia del gaming, l’alchimia tra rompicapo e narrativa… su tutti, un certo Portal 2. La buona notizia è che Tin Hearts entra di diritto tra le produzioni che son riuscite nell’impresa.
Negli oltre cinquanta livelli proposti dal titolo, il player si ritrova a guidare una truppa di soldatini di latta all’interno delle ambientazioni di una casa vittoriana. L’obiettivo sarà quello di condurre i piccoli giocattoli da un punto A ad un punto B: per farlo, sarà necessario risolvere enigmi e sfruttare abilità speciali (come la manipolazione del tempo), tracciando il percorso da far prendere ai soldatini.
Un baratro tra ripiani vi impedisce di proseguire? Un elemento dello scenario potrà essere abbattuto grazie ad un piccolo cannone giocattolo, in modo da creare un ponte artigianale. I soldatini devono affrontare un percorso tortuoso tra diversi ostacoli? Potrete porre dei blocchi sulla loro strada in modo da indurli ad alterare la loro marcia. Ciascun livello finisce dunque per comporre una macchina di Rube Goldberg sempre più complessa ed articolata.
Se avete visto Ritorno al Futuro o The Goonies, già saprete cos’è una macchina di Rube Goldberg.
Nelle circa dieci ore necessarie per raggiungere i titoli di coda, Tin Hearts è una fonte inesauribile di idee. Superati i primi venti livelli meramente introduttivi delle principali meccaniche, il titolo si aprirà in una progressiva ed emozionante complessità. Una curva perfettamente calibrata che non banalizza gli enigmi e che rispetta il pubblico, invitandolo ad un ragionamento diagnostico, sempre pragmatico e mai astratto.
Un’esperienza perfettamente soddisfacente, che ricompensa il player non solo con un’ottima varietà ludica, ma anche con il fascino della sua narrativa. La storia, che vi abbiam già anticipato essere matura e toccante, si dipana inizialmente tra sussurri e sospiri, per poi farsi spazio insinuandosi tra le fessure del gameplay fino ad arrivare ad un inatteso e potente finale catartico. Tin Hearts sa emozionare, questo è poco ma sicuro.
Alcuni meccanismi vi permetteranno di controllare liberamente un soldatino.
Perché no?
Come avrete già intuito, magari sbirciando il giudizio finale, Tin Hearts si è rivelato una delle più belle sorprese della scena indipendente della prima metà del 2023.
Tuttavia, è bene precisare che, nonostante il nostro giudizio positivo, l’opera di Rogue Sun porta con sé, allo stato attuale, diverse problematiche.
La nostra esperienza è stata infatti piuttosto ruvida. Nonostante non lo si possa definire un titolo con un comparto tecnico impegnativo, Tin Hearts presenta evidenti problemi di ottimizzazione. Il framerate non è granitico e, soprattutto in un livello specifico, accusa ingenti cali senza apparente giustificazione. Episodi di compenetrazione (fortunatamente, senza conseguenze ludiche), flickering nella gestione della telecamera durante le interazioni con gli scenari e bug assortiti. Purtroppo il codice di Tin Hearts presenta, ad oggi, profili piuttosto aspri, che auspichiamo vengano risolti con patch successive. Sia chiaro: nessuno di essi è talmente impattante da pregiudicare l’esperienza ludica o, peggio, impedirne la fruizione. Tuttavia, non aspettatevi un prodotto tecnologicamente lucido e senza sbavature.
Nel terzo atto i rallentamenti diventano piuttosto frequenti e, in linea generale, poco giustificabili.
Si trattano dunque di inciampi di natura tecnica, probabilmente figli di un budget piuttosto contenuto e della scelta di renderlo fruibile su tutte le piattaforme, nonché tra qualche mese anche con VR (su PC, tramite Meta Quest 2 nonché PSVR2).
Proprio la scelta di sviluppare il titolo con l’obiettivo di renderlo idoneo anche ad una fruizione in realtà virtuale ha probabilmente spinto gli sviluppatori verso un sistema di controllo piuttosto singolare.
Potrete infatti interagire con i soldatini in maniera indiretta, influenzando la loro marcia interagendo con oggetti ed elementi dello scenario. Una scelta divertente, ma che espone il titolo a qualche critica nella gestione dell’inquadratura e dei movimenti, talvolta piuttosto lenti. Dove poi il sistema di controllo rivela le maggiori debolezze è ogni qualvolta ci troveremo a controllare direttamente alcuni particolari soldatini. In queste fasi, il titolo abbozza elementi da platform 3D senza tuttavia poter godere della stessa attenzione e pulizia. Ecco dunque salti estremamente nervosi ed imprecisi, oltre ad una telecamera con la quale spesso ci si ritrova a combattere strenuamente. Anche in questo caso, non si tratta di problematiche pregiudizievoli, ma vi richiederanno di prenderci un po’ la mano soprattutto all’inizio.
Dovrete essere molto precisi quando potrete controllare direttamente i soldatini.
Commento finale
Tin Hearts è il motivo per cui le produzioni indipendenti non devono mai essere sottovalutate o, peggio, giudicate dalla copertina. Quello che, a prima vista, potrebbe sembrare un modesto titolo dedicato ai più piccoli, cela invece un puzzle game intelligente e gratificante, inesauribile nelle idee e nella voglia di sorprendere. Come se non bastasse, Rogue Sun ci regala altresì una storia emozionante, capace di affrontare tematiche profonde e di toccare con commozione le profonde corde nell’anima. Nonostante un comparto tecnico acerbo ed un sistema di controllo rivedibile, Tin Hearts è un’esperienza che ogni player dovrebbe fare sulla propria pelle.
The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom nasconde, nel suo lungo elenco di oggetti mitici provenienti da tutto il franchise, anche l’Elmo di Midna.
Per chi lo ricorderà, si tratta di un artefatto che troviamo in The Legend of Zelda: Twilight Princess. Al di là del riferimento, dispone di buone statistiche ed effetti, quindi vale la pena recuperarlo. Scopriamo come!
L’Elmo di Midna si trova nel sottosuolo, pertanto dovrete preparavi per bene.
Anche se sappiamo dove si trova, abbiamo comunque bisogno di trovare il baratro che vi condurrà lì. Lo troverete nell’angolo sudest della mappa e si chiama Baratro dell’isola di terrafinita (non guardate il cursore, ma il simbolo del baratro nell’immagine qui sotto).
Trovarlo è piuttosto semplice. Partendo dal villaggio Vappesca, potrete scorgere un’altra isola al di là Mar di Necluda oltre all’isoletta di Finterra. Potrete costruire una barca o un hovercraft per raggiungerla. L’isola nella foto quiu sopra ha un baratro all’interno del quale dovrete lanciarvi.
Una volta scesi, utilizzate i semi luminosi per scorgere un passaggio di fronte a voi. Troverete un grande muro, che potrete oltrepassare tramite un corridoio presente sul lato. Seguitelo, vi ritroverete a girare in tondo fino ad arrivare ad un’arena.
Occhio agli avversari.
Al suo interno, dovrete affrontare molti nemici corrotti dal miasma, tra cui Bokoblins e Lizarfos. Dopo averli eliminati tutti, sbloccherete il forziere.
Le caratteristiche dell’Elmo di Midna in Tears of the Kingdom
L’Elmo di Midna, oltre ad essere un oggetto importante della storia della saga, dispone di ottime statistiche, tra cui un valore di +7 per l’armatura.
Inoltre, offre un pò di resistenza al Miasma. Non male.
In Tears of the Kingdom è possibile trovare il costume “classico” di Link, chiamato Tunica del Vento. Parliamo proprio del classico outfit verde, non quello di Breath of the Wild, che era più tendente al blu.
La nostra caccia ci condurrà nel Baratro della piana di Hyrule
Dal Baratro, seguite il sentiero che porta alla radice successiva (aiutatevi con le statue).
Alla fine del percorso, noterete un vicolo cieco e una statua caduta. Se sono attive le missioni del Maestro Kohga o se siete alla ricerca della Miniera Abbandonata di Hebra un Yiga Ninja vi attaccherà.
Dalla posizione della statua caduta, dirigetevi leggermente a sud-ovest, verso la Miniera della valle del Folca.
Tenete presente che il Baratro è estremamente buio e potreste non essere in grado di illuminare le radici. Pertanto, vi consigliamo di portare molti semi luminosida lanciare o scagliare con le frecce per farvi luce.
Una volta raggiunta la Miniera di Cuho Canyon, troverete una cassa. Apritela e riceverete il vostro ambito tesoro. Non ha caratteristiche speciali, ha un semplice attributo di Difesa +3. La descrizione afferma che era “la tunica preferita di un eroe che ha navigato nel Grande Mare”.
Ovviamente come statistiche non è il massimo, ma in fondo siamo tutti dei romanticoni nostalgici, no?
Se c’è un oggetto in The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom che ogni fan della serie brama a tutti i costi, è l’iconico Scudo Hylia.
La buona notizia è che questo eccezionale equipaggiamento potrà essere trovato piuttosto presto, se sarete abbastanza coraggiosi e svegli. Vi sveliamo dove trovarlo e come ottenerlo!
Prima di avventurarvi alla ricerca dello Scudo Hylia, dovrete prima affrontare qualche missione legata alla storia.
Nello specifico, dovrete ottenere la Paravela, che renderà molto più facile recuperare lo Scudo Hylia. Una volta pronti, controllate di avere un arco ed un pò di frecce, poi dirigetevi verso il Castello di Hyrule.
Ecco dove trovare il leggendario Scudo Hylia.
Una volta arrivati, scalate le rocce sul lato del gigantesco castello. Procedete lungo il lato nordest del perimetro fino a quanto vedrete un punto che vi permetterà di entrare al di sotto del castello in una vecchia area che sembra un antico porto. Qui dovrete decidere se costruire una zattera per attraversare la caverna, oppure trovare un’altura per utilizzare la Paravela.
Una volta all’interno, seguite il percorso fino ad una stanza con una enorme torcia. Estraete l’arco ed applicate il fuoco alla vostra freccia (potete usare un frutto igneo), poi lanciatela verso la torcia per infiammarla. In alternativa, potete dare fuoco ad uuna delle vostre armi di legno tramite una delle piccole torce all’interno della cavarna.
A prescindere dalla vostra scelta, una volta illuminata la torcia troverete un forziere. Al suo interno, ci sarà lo Scudo Hylia. Si tratta di uno dei migliori (se non il migliore) scudo del gioco ma, così come tutti gli altri, può rompersi. Quindi attenzione.
Importante passo in avanti per Microsoft: la Commissione Europea ha infatti approvato, con parere favorevole, l’acquisizione di Activision Blizzard King.
L’autorità Europea, dal canto suo, ha infatti stabilito che i rimedi proposti da Microsoft forniscono sufficienti rassicurazioni nel tema cloud gaming, sventando eventuali problemi per la concorrenza.
Per quanto riguarda la concorrenza con altre console, tra cui PlayStation, la Commissione Europea sostiene che Microsoft “non avrebbe alcun beneficio” nel rifiutarsi di distribuire i futuri giochi di Activision e di Blizzard sulle console Sony. L’organismo europeo ha inoltre motivato la scelta dal dominio di PlayStation sul mercato del Vecchio Continente, in cui il rapporto di quasi 4:1 in favore dell’azienda giapponese costituirebbe un solido incentivo per Microsoft nel proseguire la distribuzione.
Anche Call of Duty viene espressamente citato e si ipotizza che, anche in caso di esclusività Microsoft, non si tradurrebbe in un danno significativo per Sony visto che “anche se la serie è largamente giocata, è molto meno popolare nello Spazio Economico Europeo rispetto ad altre regioni del mondo”.
Il problema del cloud gaming
Il tema cloud gaming è stato invece superato grazie ai rimedi proposti da Microsoft per sedare le preoccupazioni esistenti.
Viene sottolineata l’importanza degli accordi decennali firmati con società come Nvidia, che propone servizi com GeForce Now, per avere i giochi di Activision e Blizzard nei rispettivi cataloghi. Nello Spazio Economico Europeo, i consumatori potranno dunque disporre di una licenza gratuita per giocare attraverso qualunque servizio streaming i titoli di Activision Blizzard King per PC e console. La stessa licenza gratuita viene offerta, per dieci anni, ai fornitori di tali servizi.
E adesso, l’affare Activision Blizzard si farà?
Nonostante il parere positivo incassato dall’UE, la strada è ancora in salita per Microsoft che avrà bisogno di vincere i due procedimenti in corso, negli Stati Uniti contro la FTC e in appello contro la decisione del CMA inglese. Le prospettive spostano la conclusione dell’operazione, dunque, almeno all’inizio del 2024 periodo in cui capiremo, finalmente, le sorti dell’affare più grande nel mondo del gaming.
Turtle Beach Corporation, azienda leader nella produzione di accessori per il gaming, ha annunciato oggi la disponibilità di due nuovi colori per le cuffie Recon 70 e Recon 50, le più vendute del brand.
Le Turtle Beach Recon 70 Lavanda si aggiungono alla famiglia di cuffie da gioco cablate a prezzi accessibili come nuova opzione di colore per i giocatori. Le Turtle Beach Recon 50 Rosse/Blu si avvicinano ai colori classici e inconfondibili di Nintendo Switch.
Entrambi i modelli sono dotati di altoparlanti over-ear da 40 mm di alta qualità e di un microfono ad alta sensibilità, per un audio di gioco superiore e una chat vocale chiara. Hanno inoltre un design leggero e confortevole, con cuscinetti rivestiti in similpelle che garantiscono un maggiore isolamento dai rumori e una migliore risposta dei bassi.
Le Recon 70 Lavanda sono dotate di un comodo microfono con funzione “flip-to-mute” e di controlli del volume nell’orecchio, mentre le Recon 50 Rosse/Blu utilizzano il microfono boom rimovibile di Turtle Beach e i controlli del volume in linea. Entrambi i modelli hanno compatibilità multipattaforma per giocare su tutti i dispositivi con connessione cablata da 3,5 mm. Le Recon 70 Lavanda e le Recon 50 Rosse/Blu di Turtle Beach sono ora disponibili sul sito ufficiale e presso i rivenditori autorizzati rispettivamente al prezzo consigliato di 39,99 euro e di 24,99 euro.
“Le nostre cuffie da gioco delle serie Recon 70 e Recon 50 sono state per anni leader di mercato nella loro fascia di prezzo perché sono in grado di offrire l’esperienza audio di gioco di alta qualità tipica di Turtle Beach a prezzi molto convenienti“, ha dichiarato Juergen Stark, CEO di Turtle Beach Corporation. “Le Recon 70 e 50 sono le cuffie da gioco entry-level di riferimento e hanno settato lo standard di ciò che i giocatori possono aspettarsi per questa fascia di prezzo. Siamo felici di continuare ad ampliare il nostro portafoglio con nuovi colori, in modo da dare ai giocatori ancora più scelta quando cercano l’audio potente, la chiarezza della chat e la compatibilità multipiattaforma per cui Turtle Beach è nota“.
Le cuffie da gioco della serie Recon 70 di Turtle Beach sono disponibili nella più ampia varietà di colori di qualsiasi altra cuffia da gioco presente sul mercato. I giocatori possono scegliere tra Nero o Bianco con dettagli Verdi o Blu, oltre che Nero con dettagli Rossi. Gli amanti delle mimetiche saranno interessati alle opzioni Camo-Ghiaccio, Camo-Verdi e Camo-Blu, e ora le nuove Recon 70 Lavanda si aggiungono a Turchese, Argento e Midnight Red come nuova offerta in tinta unita. Che si scelga la tonalità Lavanda o un’altra opzione, tutte le cuffie Recon 70 sono compatibili con tutte le console Xbox, PlayStation e Nintendo, con i PC Windows e Mac e con i dispositivi mobili compatibili con una connessione cablata da 3,5 mm.
Che si tratti di combattere i nuovi nemici di Hyrule nel nuovissimo The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom (vi occorre una mano per trovare tutti i sacrari dell’Isola Celeste delle Origini?) o di sfidare gli amici in una partita amichevole di Super Smash Bros., le Recon 50 Rosse/Blu di Turtle Beach offrono l’audio di gioco e il comfort necessari per conquistare le vittorie con uno stile ispirato a Nintendo Switch. Anche se sono dedicate ai fan di Nintendo, tutte le cuffie da gioco Recon 50 funzionano anche con tutti i dispositivi di gioco che supportano una connessione cablata da 3,5 mm.
Per maggiori informazioni sulle nuove colorazioni, altri prodotti ed accessori Turtle Beach, è possibile visitare il sito ufficiale e seguire Turtle Beach su TikTok, Twitter, Instagram, e Facebook.
Il publisher Microids e IMPS, titolare della licenza dei Puffi, sono lieti di annunciare che Puffi Kart sarà disponibile per PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One e Xbox Series X|S il 22 Agosto 2023.
Sviluppato dallo studio Eden Games, noto per i suoi iconici giochi di corse (Gear.Club Unlimited, Test Drive Unlimited, V-Rally), Puffi Kart è già disponibile su Nintendo Switch. Qui potete leggere la nostra recensione: Recensione in pillole Puffi Kart
È ora di far rombare i motori. Scegli un Puffo con il suo kart personale e un superpotere unico e preparati per affrontare gare frenetiche con tutta la famiglia! Parti in vantaggio, prendi scorciatoie, padroneggia i superpoteri del Puffo e usa i bonus per salire in classifica. Da soli o in compagnia, principianti o piloti esperti… tutti possono aggiudicarsi il proprio posto Puffo e guidare per sfide sfrenate con gli amici e la famiglia!
Caratteristiche chiave:
12 piste ambientate nell’universo dei Puffi: Il villaggio, la foresta, la diga, le paludi… persino la casa di Gargamella!
12 iconici Puffi giocabili: Inventore, Forzuto, Puffetta, Grande Puffo, Burlone… scegli il tuo Puffo preferito e preparati a gareggiare! Ogni Puffo ha il proprio kart e un oggetto speciale molto utile per aiutarti a superare gli avversari.
Utilizza il mondo che ti circonda: Oggetti bonus, potenziamenti, rampe, scatole distruttibili, scorciatoie e altro ancora!
Arriva primo nelle gare in cui 8 Puffi si sfidano in corse frenetiche.
Puffate insieme: Gioca da solo o con la famiglia e gli amici, con supporto fino a quattro giocatori in multiplayer locale a schermo condiviso!
Modalità “Sfida a tempo”: Cerca di battere ogni Puffo sulla propria pista e raggiungi la vetta della classifica online con il tuo tempo più veloce!
Sblocca i bonus giocando e cerca di puffarli tutti nel tuo album personale!
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Il 2023 segna il 65° anniversario dei Puffi! Rimani aggiornato sulle prossime novità legate ai Puffi seguendoli su Facebook, Instagram, YouTube o consultando il loro sito web!
Stunlock Studios dopo una lunga ma proficua gestazione in versione beta, già vendute su PC due milioni e mezzo di copie (con una conversione per console più probabile e prossima del previsto), si appresta a lanciare in accesso anticipato il 17 maggio la sua ultima opera, V Rising. Come detto, già nelle fasi embrionali il gioco ha raccolto un nutritissimo seguito, generando un hype piuttosto consistente e pareri positivi un po’ dappertutto.
Ci siamo risvegliati anche noi dal nostro lungo sonno, ed abbiamo passato un discreto numero di ore a caccia nelle inquietanti notti di V Rising.
Scoprite insieme a noi come è andata nella nostra anteprima.
Versione Beta
Ibrido vampiresco
Inquadrare V Rising in maniera netta e precisa non è affatto facile. Partiamo da alcuni concetti base: il titolo del team svedese è un isometrico 3D, ibrido tra vampire survival openworld ed hack & slash action RPG. Chiaro no? Ma andiamo per gradi. Il tutto inizia tramite la creazione del proprio vampiro preferito, tramite un editor attraverso il quale potremo determinarne l’aspetto fisico.
Terminata la personalizzazione del nostro alter ego in game, potremo scegliere in quale tipo di server creare la nostra epopea. Parliamo di un gioco multiplayer online e potremo optare per server PvE, PvP, full loot PvP, Solo PvP e Duo PvP. Insomma ce n’è per tutti i gusti ed inclinazioni.
Superati questi passi indispensabili, sarà giunta l’ora del nostro risveglio dopo millenni di tombale sonno, cullati dal mortale silenzio della bara in cui siamo stipati.
Una volta destati ci troveremo situati nel versante sud di un’immensa mappa e dovremo subito metterci all’opera per non essere sopraffatti dalle mille terribili vicissitudini che il gioco propone.
“Risvegliatevi dopo centinaia di anni di sonno, indeboliti e assetati di sangue. Radunate un clan di alleati online o vestite i panni del lupo solitario mentre esplorate un vasto mondo aperto di orrori oscuri e, peggio ancora, la letale luce del sole. Costruite un potente castello degno del vostro nome e convertite gli umani più promettenti in schiavi da servire al suo interno.
Saccheggiate villaggi, razziate accampamenti di banditi e attraversate i territori delle bestie soprannaturali. Bevete il loro sangue per rubare la loro conoscenza e il loro potere e diventare il più grande predatore di tutti.
Scatenate il vostro potere dopo il crepuscolo e inseguite le vostre vittime nell’oscurità. Godetevi la libertà di cacciare di notte e sfruttate al massimo il vostro tempo per raccogliere sangue prezioso e risorse preziose.”
Survival
A ben vedere l’interfaccia di gioco, salta subito all’occhio una certa somiglianza con l’impaginazione dell’hub simile a Diablo III. Ampolla di sangue (energia vitale nel mezzo), e slot di scelta rapida per armi, equipaggiamento e skill. Il tempo inizierà a scorrere sin da subito, in un ciclo giorno-notte in cui nella fase diurna dovremmo metterci al riparo dai dannosi raggi solari, dedicandoci magari ad attività di crafting e building come scopriremo più avanti, mentre durante la notte potremmo darci alla caccia più efferata.
In quanto vampiri avremo costantemente bisogno di succhiare sangue per mantenerci in “vita”, cacciando esseri umani da avamposti e fortezze, oppure animali e creature varie così da assimilarne la propria essenza vitale. Dinamica di gioco molto interessante sarà quella di acquisire bonus particolari, in base al tipo di sangue che succhieremo di volta in volta ai vari nemici.
Questo sarà possibile durante il combattimento, quando il nostro avversario si troverà con pochi punti vita, tenendo premuto F, potremo prelevare fino all’ultima goccia del suo sangue, ristorando la nostra riserva ed acquisendo nuovi bonus.
Building
Altra componente fondamentale al fine di sopravvivere nel terribile mondo di V Rising sarà la costruzione del proprio castello. Per prima cosa andrà creato il Cuore del castello, distrutto quello verrà meno tutta la struttura. Attività imprescindibile durante tutta l’esperienza di gioco, sarà quella di reperire materiali: legno, roccia, pietre di ogni tipo, pellami e quant’altro, al fine di poter edificare e personalizzare la vostra fortezza, nonché costruire macchinari ed equipaggiamento.
Partendo da una piccolo edificio eretto con pali di legno e poco più, V Rising strizza suadentemente l’occhio ai building-addicted, permettendo di realizzare veri e propri castelli gotici a più piani, con tanto di inquietanti Gargoyle ad ornamento, infarciti di macchinari, fornaci, laboratori e tavoli di lavoro di ogni tipo.
In caso la scelta di gioco dovesse ricadere su server PvE basterà stare attenti a sigillare e mantenere chiuse le porte del proprio castello, se invece si scegliesse di giocare in server PvP, a determinate condizioni saranno permessi perfino raid alle residenze degli altri giocatori, ampliando non poco le dinamiche di gioco e la difficoltà della sopravvivenza.
Crafting
Come già accennato craftare sarà un’altra delle attività predominanti in V Rising. Oltre a quanto detto riguardo alla fase di building del proprio castello, elemento indispensabile per immagazzinare risorse, impostare punti di respawn in caso di morte, sarà altrettanto vitale in quanto sede delle varie apparecchiature volte al crafting di materiali.
Il nostro personaggio inizierà il gioco con un set di armi ed armature di default, le quali seppur sufficienti in early game e nelle prime aree da visitare, non saranno più adatte per fronteggiare zone più pericolose e nemici maggiormente agguerriti.
A questo punto la ricerca e stoccaggio dei materiali giocherà un ruolo importantissimo. Attraverso queste preziose risorse (utilizzabili tramite delle ricette) saremo in grado di aumentare il Gear level del nostro personaggio, potendo creare continuamente equipaggio più potente e performante dal punto di vista del danno inflitto e della resistenza ai colpi subiti.
Sarà impensabile girare tutta la mappa, affrontando i vari Boss di dungeon ed insediamenti, senza prima aver equipaggiato a dovere il proprio vampiro. Il gioco non offre le solite meccaniche RPG con esperienza da acquisire e livelli da guadagnare, piuttosto si affida ad un sistema di loot-centrico molto importante ed all’acquisizione di nuove skill (Blood, Unholy, Illusion, Frost e Chaos) e poteri da vampiro (come trasformazioni animali, possibilità di dominare cavalcature ed umani ed altro ancora) da ottenere per rendere il personaggio sempre più potente.
Un calderone traboccante
Dapprima un’iniziale sensazione di spaesamento. Moltissimi elementi a video, didascalie, menù ed indicazioni a procedere. Poi raggiunta la prima dozzina di ore di gioco, V Rising ci ha lasciato la netta sensazione di aver solamente scalfito la superficie delle sue meccaniche, nonché dei contenuti proposti dal team di sviluppo. Onestamente siamo rimasti impressionati da questa sapiente commistione, che sicuramente sul lungo termine presterà il fianco a qualche mancanza, limite o difetto, ma che epidermicamente ci ha lasciati entusiasti e vogliosi di continuare a scoprire questo vasto e pregno mondo di gioco.
Abbiamo passato la totalità delle prime ore di gioco a chiederci “si ma, cosa dovrei fare ora?“, “cosa sarà meglio fare adesso?“, “c’è una rotta da seguire per una sorta di end game?” e domande di questo tipo. Uno spaesamento reso però molto piacevole e stimolante dalla dinamicità e divertimento del combat system, dalle molte nuove zone da esplorare e dalla fondamentale interazione con gli altri giocatori presenti sul server.
Anche se si approccia il gioco il solitaria, entrare a far parte di un clan sarà di vitale importanza, in quanto a condivisione, aiuto e miglioramento dell’esperienza di gioco grazie a chiacchierate e risate in chat. Non sarà una dinamica obbligatoria, ma a nostro avviso verrà naturale l’esigenza di creare il proprio gruppetto di assetati di sangue, se non altro per massimizzare l’esperienza di gioco ed affrontare con meno patemi i nemici più ostici.
Pieno di contenuti, ma anche molto bello da vedere!
V Rising si mostra molto valido anche sotto il lato tecnico. Trattandosi di un isometrico 3D non rientra probabilmente tra i generi con le maggiori esigenze a livello di hardware. Tuttavia dobbiamo rilevare che seppur in fase beta, sacrosanto ricordarlo, il gioco ci ha offerto un’esperienza decisamente gradevole. Il frame rate è rimasto sempre stabile, rendendo il gioco fluido anche in fasi molto complesse, soprattutto durante combattimenti campali con compagni di clan, molti nemici ed una grande quantità di elementi visivi a schermo tra poteri vampireschi, esplosioni ed altro.
Il ciclo giorno-notte è reso molto bene, enfatizzando cristallinamente l’importanza delle ombre (salvifiche per il nostro personaggio particolarmente avvezzo alle scottature solari), la cuocente luminosità dei raggi solari appunto e l’inquietante fascino dei raggi lunari.
I vari ambienti del nostro castello, per non parlare di tutti gli interni craftabili, sono ben realizzati con una grande cura del dettaglio. In generale sembra di essere catapultati in uno dei libri di Bram Stoker o in uno dei film del famigerato Conte Dracula.
Ogni singolo aspetto, a partire dall’illuminazione, agli scenari della mappa nonché ad una colonna sonora molto pertinente e ben realizzata, fanno di V Rising un contesto perfetto per gli amanti di questo genere gotico, cupo e grottesco ma allo stesso tempo molto affascinante.
Q&A dello sviluppatore in merito ai dettagli dell’accesso anticipato:
Perché l’accesso è anticipato? “L’Accesso Anticipato vi permette di godere del mondo gotico di V Rising partecipando allo sviluppo del gioco. Non vediamo l’ora di ricevere il vostro feedback sulla nostra interpretazione unica del genere survival. Lavorare direttamente con i nostri giocatori ci aiuterà a creare il miglior gioco di sopravvivenza vampiresca possibile. Sostenendoci, svolgerete un ruolo cruciale nello sviluppo di V Rising. Insieme creeremo un bellissimo incubo”. Per quanto tempo questo gioco rimarrà in accesso anticipato? “Il nostro obiettivo è garantire la migliore esperienza possibile. È difficile dire con precisione quanto tempo ci vorrà per elaborare il feedback dei giocatori e sviluppare ulteriormente il gioco di conseguenza. Il nostro primo importante aggiornamento dei contenuti è previsto per maggio 2023, e valuteremo nuovamente quanto tempo ci servirà per realizzare la nostra visione completa dopo tale data. Non intendiamo rimanere in Early Access più a lungo del necessario”. Quali saranno le differenze fra la versione completa e quella ad accesso anticipato? “Vogliamo che la versione completa rifletta ciò che i nostri giocatori si aspettano da un Vampire Survival Game. I nuovi aggiornamenti, principalmente sotto forma di caratteristiche e contenuti del mondo, arriveranno durante l’Early Access fino al lancio. Il piano attuale prevede di far crescere il nostro mondo in vista delle caratteristiche della versione completa:
Altri biomi e miglioramenti di quelli esistenti Nuove armi, incantesimi e profondità del sistema di combattimento Nuovi boss V Blood, più nemici, più fazioni Opzioni di costruzione di castelli più elaborate, compresi più cosmetici Più ricette di crafting, più oggetti interessanti da cacciare Funzionalità aggiuntive, miglioramenti dell’interfaccia utente e della qualità della vita Miglioramenti alle prestazioni del sistema” Qual è lo stato attuale della versione in accesso anticipato? “La versione in Accesso Anticipato contiene un mondo vasto, ricco di contenuti e con tutte le meccaniche principali già pronte. Il team ha lavorato duramente per garantire una grande esperienza e una struttura solida fin dal primo giorno. Sebbene una parte sostanziale dei contenuti sia già stata sviluppata e implementata, c’è ancora del lavoro da fare per raggiungere il livello di qualità che ci siamo prefissati per i nostri giochi.
Il prossimo passo per V Rising è il nostro primo importante aggiornamento dei contenuti, che sarà nelle vostre mani il prossimo maggio 2023″. Il prezzo del gioco varierà durante e dopo l’accesso anticipato? “Ci aspettiamo che il prezzo aumenti dopo l’Early Access, ma non possiamo dire il prezzo esatto”. Come pensate di coinvolgere la Comunità durante il processo di sviluppo? “V Rising è il nostro gioco più ambizioso finora, e il feedback dei giocatori è essenziale per aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi. Vogliamo assecondare tutti i vostri sogni e le vostre idee oscure; per questo abbiamo creato un server Discord dove gli stessi sviluppatori potranno ascoltare la vostra voce. Siamo attivi anche su Facebook, Twitter, Instagram, Tiktok e Youtube, quindi seguiteci per ricevere le ultime notizie e aggiornamenti.
Commento finale
Se il buongiorno (o meglio la buona notte) si vede dal mattino, per V Rising potrebbe prospettarsi un futuro ricco di soddisfazioni. Un titolo originale nel suo insieme, ricco di contaminazioni a livello di meccaniche di gioco, tutte ben realizzate ed assemblate. Artisticamente e graficamente molto ispirato, è una gioia per gli occhi ed ancor più adeguata cornice per le nostre cacce notturne. Il gameplay vario ed accattivante ci offre la possibilità di unire al combat system e agli elementi survival, building e crafting profondi e ben congeniati. Risultato entusiasmante se si considera lo stato dello sviluppo in fase beta, inutile dire che ci aspettiamo grandi cose per la release finale.
Star Wars Jedi: Survivor è l’esempio di sequel perfetto. I ragazzi di Respawn Entertainment hanno confezionato, in meno di quattro anni, un prodotto che riesce a risolvere tutti i problemi di Star Wars Jedi: Fallen Order, e ad andare anche oltre. Un lasso di tempo infimo per la media del settore, considerando soprattutto la pandemia che abbiamo vissuto nel mentre.
Diciamolo subito, le magagne tecniche ci sono, ma anche in questo “stato”, Star Wars Jedi: Survivor è un prodotto magistrale che può addirittura rientrare a pieno merito nella cerchia dei capolavori del suo genere di appartenenza.
Pensiamo abbiate già capito quanto ci sia piaciuto, ma mettetevi comunque comodi perché ci piacerebbe illustrarvi più nel dettaglio perché la Forza scorre potente nel nuovo titolo di Respawn Entertainmente Electronic Arts, buona lettura!
Star Wars Jedi: Survivor è disponibile dallo scorso 28 aprile 2023 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC.
Versione testata: PlayStation 5
Una nuova speranza
Sono passati cinque anni da quando il giovane padawan Cal Kestis è stato proclamato Cavaliere Jedi, dopo aver distrutto la lista dei bambini sensibili alla Forza per evitare che finissero nelle mire dell’Impero. In questo arco di tempo, Cal è maturato ed ha continuato a combattere, conoscendo nuovi alleati.
La storia di Star Wars Jedi: Survivor comincia proprio con Cal e la sua nuova squadra che “attaccano” l’Impero cercando di ottenere informazioni sensibili da un senatore sul pianeta Coruscant.
Dopo una fuga rocambolesca, il nostro eroe si ritrova solo sull’inospitale pianeta Koboh, ai confini della galassia. Qui, a seguito di varie vicissitudini, fa la conoscenza di un droide dell’Alta Repubblica che riaccende nell’ormai quasi rassegnato Cal la fiamma per continuare a combattere, riaccende una nuova speranza.
Cere, la mentore di Cal
Non vogliamo spingerci oltre questo piccolo incipit, sappiate solo che la storia ci ha veramente preso, anche grazie ad ottimi colpi di scena (che hanno anche qualche risvolto sotto il profilo puramente ludico) e soprattutto grazie alla caratterizzazione di nuovi e vecchi personaggi. Cal in primis è diventato un personaggio molto più profondo e sfaccettato che ci ha coinvolto molto più che in passato.
Da non sottovalutare, inoltre, l’inserimento della storia e del background narrativo tratteggiato dagli sviluppatori in merito a questa produzione, all’interno dell’opera magna Star Wars. Non ci sono incoerenze di sorta, e non solo, si sono esplorati territori quasi imbattuti che daranno nuovi spunti di discussione a tutti i fan, vista anche la canonicità dei due Star Wars Jedi.
Insomma, sul versante narrativo gli sviluppatori hanno svolto un lavoro ottimo, non solo nel circoscritto ambito di Star Wars Jedi: Survivor videogioco in quanto tale, ma anche in rapporto all’inserimento di questo prodotto nello sconfinato universo trans-mediale qual è il franchise ideato da George Lucas.
Esplorazione… galattica
Star Wars Jedi: Fallen Order strutturalmente era un action-adventure con una leggera ibridazione di elementi metroidvania che però ogni tanto annoiava. Principalmente, a causa della conformazione e varietà delle mappe e situazioni di gioco non sempre eccelse e dello scarso appagamento che restituiva l’esplorazione, figlio di un reward system non sempre riuscito. Bene, con Star Wars Jedi: Survivor gli sviluppatori hanno praticamente eliminato ogni tipo di debolezza legata a tale aspetto.
Il pianeta Koboh è un piacere da esploare
Apriamo una piccola parentesi, la presenza di un sistema di morte e rinascita (qui decontestualizzato, per giunta) non rende Star Wars Jedi: Survivor (come anche il suo prequel) un soulslike. Se proprio vogliamo cercare similitudini con altri titoli presenti sul mercato, potremmo dire che si avvicina alla struttura dei Tomb Raider e God of War post-reboot (a proposito, QUI potete leggere la nostra recensione di Ragnarok, se ancora non lo avete fatto). Ora torniamo a noi.
Il level design di questo sequel è eccezionale. Senza far spoiler su numero e grandezza dei pianeti, vi anticipiamo che ce ne sono un paio enormi, costruiti in maniera spiraliforme, pieni zeppi di sfide, missioni secondarie, collezionabili, potenziamenti e, in generale, attività collaterali, che invogliano l’esplorazione, creando un assuefacente circolo virtuoso come solo i grandi titoli sanno fare.
Che la Forza sia con te!
Anche il sistema di combattimento ha ricevuto alcuni accorgimenti che lo hanno migliorato e che soprattutto hanno giovato alla varietà ludica. Cal questa volta avrà cinque stances, abbastanza diversificate, che rendono i combattimenti molto più frenetici rispetto al passato, anche grazie alle nuove tipologie di nemici che sottolineano proprio l’ottimo lavoro svolto su questo versante. Ed anche nuovi poteri della Forza che ampliano il ventaglio di soluzioni offensive e difensive offerte al videogiocatore. Ora, seppure i combattimenti, soprattutto contro i nemici umanoidi, ruotino ancora intorno alla necessità di rompere la difesa dell’avversario, ci sono molte altre possibilità legate alla Forza, che lasciamo il piacere di scoprire a voi, per avere la meglio sui nemici.
La spada laser sarà la vostra principale arma, ma non l’unica
Purtroppo la “preparazione” ai combattimenti può essere fatta solo nei Punti di Meditazione. Avremmo preferito un sistema più snello per permettere al videogiocatore di poter sperimentare in maniera più rapida ed efficiente.
Fortunatamente, il più grosso difetto del primo capitolo relativo ai combattimenti è stato risolto. Finalmente le hitbox riescono a restituire un feedback dei colpi sempre soddisfacente e non vedremo più attacchi “leggeri” (o addirittura a vuoto) che spezzavano tutta l’immedesimazione, soprattutto contro la fauna aliena.
Insomma, Star Wars Jedi: Survivor è un piacere da giocare. Il pacing del prodotto, grazie a tutti questi accorgimenti e all’eccelsa varietà data dall’alternanza di combattimenti, esplorazione, risoluzioni enigmi, veramente riuscitissimi, e veloci e ritmate sezioni platform, è sopraffino. Abbiamo vissuto l’epopea di Cal Kestis intensamente e non abbiamo mai patito un minuto di stanca.
Il Lato Oscuro
Uno dei problemi maggiori di Star Wars Jedi: Fallen Order era da ricercarsi nella sua “sporcizia” generale, figlia di una scarsa ottimizzazione e di diversi problemi tecnici. Fortunatamente la situazione in questo sequel non è così tragica, ma sarebbe malafede non sottolineare come anche questa volta il grosso problema della produzione risiede tutto qui.
Nonostante siano presenti le ormai classiche due modalità che privilegiano o la risoluzione o il frame rate, Star Wars Jedi: Survivor non riesce a risultare impeccabile in nessuno dei casi. Non vogliamo snocciolare dati tecnici o quant’atro perché la situazione si percepisce ad occhio, tuttavia vorremmo rassicurarvi su alcune cose.
La perdita di risoluzione e frame sono comunque “compensati” da una direzione artistica fuori parametro e da un impatto visivo di tutto rispetto (anche le animazioni sono state migliorate, finalmente!), soprattutto in termini di “estensione territoriale”, inoltre i cali e i fenomeni di stuttering, a parte in un paio di sezioni avanzate in cui abbiamo avvertito anche dell’input lag, non inficiano mai la giocabilità generale del titolo, seppure spesso siano presenti.
La “scala” di Star Wars Jedi: Survivor è impressionante
Il tempo risparmiato nello sviluppo (come vi abbiamo accennato nell’introduzione, lo sviluppo di questo mastodontico titolo – 30 ore per la storia principale, il doppio per il 100%, tra le altre cose -, ha richiesto meno di quattro anni) forse è la principale causa di questa situazione. O forse no, perché Respawn Entertainment, purtroppo, non si è mai dimostrata abile con l’Unreal Engine.
Ad ogni modo, non vogliamo giustificare gli sviluppatori, ma alla luce di tanta magnificenza videoludica, noi siamo riusciti a chiudere entrambi gli occhi su tutte le défaillances tecniche. Non possiamo tuttavia assicurarvi sul fatto che ci riuscirete anche voi perché dipende dalla sensibilità e/o tolleranza di ognuno.
Commento finale
Star Wars Jedi: Survivor avrà più di qualche problema sul versante tecnico, lo ribadiamo, ma lo riteniamo ugualmente uno dei migliori action-adventure degli ultimi anni. L’elevata valutazione numerica che trovate a corredo della recensione è stata assegnata tenendo conto di tali criticità, a sottolineare quanto comunque il gioco sia riuscito. Per concludere, la cosa più bella che possiamo dire di Star Wars Jedi: Survivor è che come “scala“, o come direbbero gli anglofoni “scope”, pensiamo sia uno dei pochi titoli “next-gen” presenti sul mercato. È un parco gioco con tantissime attrazioni e set-pieces, enorme, in termini qualitativi e quantitativi, che ci ha fatto capire che finalmente qualcuno ha iniziato a sfruttare queste nuove console, nonostante tutte le “strettoie” (figurative e letterali) attraverso cui siamo passati.
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The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom, come il suo predecessore d’altronde, offre una grande varietà di cavalcature, partendo dalla leggendaria Epona al magnifico e lussureggiante Cavallo doratodi Zelda. Scopriamo insieme come ottenere quest’ultimo e dove trovarlo.
Dove trovare il Cavallo dorato di Zelda in Tears of the Kingdom
Al fine di trovare questo particolare destriero, dovrete recarvi presso gli uffici della Gazzetta del Trifoglio Fortunato, situati ad est del Villaggio dei Rito nella Regione di Hebra. Qui, troverete Traysi, l’editrice del giornale, lei vi incaricherà di controllare le testimonianze di chi afferma di aver visto la Principessa Zelda nei pressi di alcuni Stallaggi. Una volta iniziata la missione, andate nello Stallaggio del Nevaio (nella zona meridionale di Colbacco).
Una volta arrivati, vedrete Penn (un giornalista della Gazzetta Quadrifoglia) parlare con Harlow, lo stalliere che custodisce il Cavallo dorato della Principessa Zelda, e quest’ultimo sembra asserire che l’iconico cavallo sembra essere non più rintracciabile dopo l’apparizione di un fantasma che lo ha spaventato.
Quindi, per trovare il destriero perduto, vi basterà dirigervi verso l’area a nord della Piana Innevata di Colbacco. Vi consigliamo di arrivarci a cavallo o con una slitta, solo così potrete evitare il mortale drago di ghiaccio. Una volta oltrepassato questo scomodo nemico, vedrete un campo pieno di cavalli, uno di loro si distingue grazie ad un manto dorato, assicuratevi di portare con voi un po’ di cibo o pozioni in grado di fornirvi Vigore e domatelo.
Dopo aver domato il Cavallo dorato di Zelda, tornate allo Stallaggio del Nevaio e parlate nuovamente con Harlow. Seguirà una breve chiacchierata, una volta terminata sarà direttamente lo stalliere a donarvi il cavallo ed il set Reale di sella e briglie.
Se questo mitico destriero ed uno dei titoli più interessanti del 2023 hanno suscitato il vostro interesse, vi ricordiamo che potrete acquistare il videogioco a questo link.
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